f.rumble
Le potenzialit per i ciechi di freerumble
2 articoli da vari organi di stampa, dal 13\10\2011.


a)Nuovo Social Network tutto italiano solo audio per ciechi
Agenzia AGI del 13-10-2011


ROMA. Un Social Network per tutti, ma perfettamente accessibile e fruibile
da parte di non vedenti ed ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato
esclusivamente ad essi e quindi tutt'altro che ghettizzante. Si chiama
Freerumble e verra' presentato ufficialmente il giorno 20 ottobre alle ore
18.00 a Palazzo Marini (Camera dei Deputati) in via della Mercede n. 55 a
Roma.
E' un modo brillante per superare la situazione esistente in rete, che
vedeva di fatto i disabili della vista discriminati ed esclusi dalla
partecipazione ad un fenomeno di massa come quello dei social network,
ancora piu' importante per coloro, come le persone con disabilita' visiva,
che incontrano grossi problemi nel muoversi fisicamente per socializzare,
dice Giulio Nardone, presidente nazionale dell Associazione Disabili
Visivi(ADV) . Le potenzialita' che intrinsecamente possiede Freerumble,
aggiunge Gabriel Battaglia (istruttore subacqueo per non vedenti) se messe
al servizio della comunita' dei non vedenti, potrebbero aprire entusiasmanti
orizzonti ricchi di nuove opportunita' di studio, sociali, culturali e di
divertimento.
Ma quali sono i punti focali sui quali vertera' la conferenza? Li ha
elencati Sonia Topazio, ideatrice del progetto: creare un ponte tra i
volontari dell'UICIECHI e dell ADV con Freerumble in maniera che tutti gli
studenti ciechi possano fare richiesta di letture volontarie o riassunti su
determinati capitoli di libri scolastici che non sono fruibili sul web; fare
in modo che per ogni immagine caricata su Facebook si potesse inserire
accanto l'audio Freerumble che spiegasse quella determinata immagine; -
Caricare su Rumblesecret interi libri letti da donatori di voce,
direttamente online in maniera che l'utente possa collegarsi ed ascoltare
senza bisogno di inviare cd, cassette, recarsi in posta, abbattendo tutti i
costi dei supporti multimediali; Creare audioblog in cui non vedenti esperti
in qualsiasi campo personale o professionale, possano condividere loro
esperienze di vita ed essere ascoltati, quindi di fatto insegnare ad altri
senza bisogno di conoscersi od incontrarsi di pe rsona, il che potrebbe
permettere la condivisione di esperienze dirette superando eventuali
difficolta' da parte di alcuni non vedenti, nel muoversi fisicamente per
raggiungere luoghi diversi da quelli in cui vivono. Infine, inserire la
descrizione del maggior numero possibile di opere artistiche del mondo,
consentendo ai non vedenti di visionare, direttamente da casa, un museo
virtuale avendo la descrizione di ogni quadro, chiesa, statua od altro
monumento che in quel dato momento, interessa loro.


Andrea Roveretto suuictech.

Oh signur!
Spero proprio che Giulio Nardone non abbia veramente detto che i nonvedenti erano esclusi dai social network! che poi non sempre le cose siano cosi' agevoli, questo si... ma siamo sicuri che inventare una soluzione ad hoc sia quello che ci vuole?

Poi mi chiedo, non e' possibile publicizzare qualche cosa che si vuole fare senza dover necessariamente dire che prima i ciechi non facevano nulla?

E cosi' abbiamo i congegni ad ultrasuoni il cui inventore spiega che i ciechi prima stavano tutto il giorno in poltrona ecc...
ed ora i creatori di handicap social network che ci insegnano che prima nessuno accedeva a facebook!
Odisseo:
ritengo che tutta questa gente cerchi di sminuire e di precludere le possibilit.
integrazione?
utopia che qualche ben pensante sta cercando di utilizzare per farsi i comodi propri.
mi rivolgo a chi lavora dietro a questi programmi e vi chiedo...
 integrazione avere un social network che sia fruibile da parte di non vedenti? ci prendete in giro? pensate che con la programmazione html non si possano creare pagine altrettanto accessibili da chiunque e usabili in ogni modo? bisogna per forza creare servizi dedicati? per far che cosa? per aumentare ancora di pi lo stramaledetto assistenzialismo ipocrita nel nostro status sociale e il divario che ci separa dalla normalit della vita?  come dire che prima dell'avvento del social network ciecati doc, non si faceva un'acca?
perch invece non integrare l'accessibilit a facebook? cos magari un ciecatino si spoglia in webcam con una vedente australiana e magari ci va pure a convivere.
ovvia provocazione.
e secondo voi perch un ciecato non si pu facilmente muovere e non socializza correttamente come la gente di tutto il pianeta? non  mica per un social network. secondo me si sta cercando di ovviare al vero problema
perch qui di normalit non c' nulla
vi sembra normale che un ciecato debba richiedere un corso di orientamento, cazzo ragazzi non dovrebbe essere una prerogativa di tutte le persone normali potersi muovere autonomamente? e le unioni e le asl fanno storie ogni volta si cerchi di fare qualcosa e i comuni storcono il naso? no no no! non  solo un problema di soldi ne di poca socializzazione, ne di social network con denominazione di origine ciecata.... no per niente.
perch certi corsi non sono integrati nella scuola primaria? perch i bimbi non girano col bastone in giro per la scuola per le strade gia da piccoli?
perch per ottenere qualche corso importante per la vita normale di un ciecato bisogna capovolgere le scrivanie degli assistenti sociali? 
altro che social network riserva per ciecati.
insegnamo a usare il pc alla gente che sia ciecata oppure no cos il sito accessibile diventa un must a tutti gli effetti.
***
b)Freerumble, al via il social-audio che rompe le barriere del Web
La Stampa del 17-10-2011


ROMA. Un social network per tutti dove si possono caricare esclusivamente file audio e, quindi, perfettamente accessibile e fruibile da parte di non vedenti ed ipovedenti. Eppure, nello stesso tempo, non dedicato esclusivamente ai disabili visivi e quindi tuttaltro che ghettizzante. Per questo, Freerumble, il primo social-audio del web nato pochi mesi fa per far parlare gli scienziati, sta raccogliendo un successo crescente fra chi non pu pi vedere ma vuole comunicare col mondo parlando.

Freerumble sta diventando un modo brillante per superare la situazione esistente in Rete, che vedeva di fatto i disabili della vista discriminati ed esclusi dalla partecipazione ad un fenomeno di massa, come quello dei social network, ancora pi importante per coloro, come le persone condisabilit visiva, che incontrano grossi problemi nel muoversi fisicamente per socializzare afferma Giulio Nardone, presidente nazionale dellAssociazione Disabili Visivi (Adv).

Freerumble, il social-audio fondato da Sonia Topazio, scrittrice e portavoce dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che verr inaugurato ufficialmente il 20 ottobre a Roma, a Palazzo Marini, sta, insomma gi segnando un cambio di passo nelluso dei social network, finora preclusi ai non vedenti.

Le potenzialit che intrinsecamente possiede Freerumble -aggiunge Gabriel Battaglia, istruttore subacqueo per non vedenti- se messe al servizio della comunit dei non vedenti, potrebbero aprire entusiasmanti orizzonti ricchi di nuove opportunit di studio, sociali, culturali e di divertimento.

Con questo sito, spiega Sonia Topazio anticipando i contenuti della conferenza di inaugurazione del social-audio, possiamo creare un ponte tra i volontari dellUiciechi e dellAdv con Freerumble in maniera che tutti gli studenti ciechi possano fare richiesta di letture volontarie o riassunti su determinati capitoli di libri scolastici che non sono fruibili sul web. Ma non solo. Vogliamo fare in modo -continua Topazio- che per ogni immagine caricata su Facebook si potesse inserire accanto laudio Freerumble che spiegasse quella determinata immagine. Vogliamo caricare su Rumblesecret interi libri letti da donatori di voce, direttamente online, in maniera che lutente possa collegarsi ed ascoltare senza bisogno di inviare cd, cassette, recarsi in posta, abbattendo tutti i costi dei supporti multimediali. E ancora.

Con questo sito, prosegue Sonia Topazio, possiamo creare audioblog in cui non vedenti esperti in qualsiasi campo, personale o professionale, possano condividere loro esperienze di vita ed essere ascoltati, e quindi, di fatto, insegnare ad altri, senza bisogno di conoscersi od incontrarsi di persona. Tutto ci potrebbe permettere la condivisione di esperienze dirette, superando eventuali difficolt da parte di alcuni non vedenti, nel muoversi fisicamente per raggiungere luoghi diversi da quelli in cui vivono. Anche inserire la descrizione audio del maggior numero possibile di opere artistiche del mondo  un obiettivo di Freerumble per i non vedenti. Ci consentirebbe ai disabili visivi -conclude Topazio- di accedere, direttamente da casa, ad una sorta di museo virtuale attraverso la descrizione parlat di quadri, chiese, statue od monumenti.

Marina Palumbo 
