scena
INDENNIT DI ACCOMPAGNAMENTO. FUMO NEGLI OCCHI. SCENA E RETROSCENA.
"opinioni in libert" di Salvatore Giannetto

     care amiche; cari amici,
"Se sbaglio mi corriggerete." Ma sono convinto che un certo tipo di problematiche non possa essere risolto con una semplice petizione, bens con una mobilitazione generale, immediata, fisica e soprattutto preventiva.
E' illusorio credere e far credere che migliaia di ciechi e di pluriminorati possano essere mobilitati all'ultimo istante, conoscendo le difficolt organizzative delle associazioni e, purtroppo, il disinteresse di molti portatori d'handicap verso il resto della categoria.
  Lo Stato sociale  in progressivo disfacimento, ma non da oggi e non solo a causa della crisi economica, bens per l'affermazione di una sottocultura politica e comunitaria che l'associazionismo non ha saputo fronteggiare adeguatamente e tempestivamente.  Questa parziale inerzia dei rappresentanti associativi dinanzi alle continue aggressioni fisiche, giuridiche e psicologiche subite dai disabili, ha provocato un crescente calo di coscienza e di attenzione dei media verso i primi segnali di fumo della casa prossima all'incendio.
La mobilitazione generale andava preparata e attuata gi al primo tentativo politico di assoggettare l'indennit di accompagnamento al reddito. Chi picchia per primo, picchia due volte.
Ma no! Ci siamo ritenuti soddisfatti del ricatto esercitato tramite il differimento dello scampato pericolo a data da destinarsi.
Cos abbiamo aspettato che il governo cogliesse l'alibi e il momento pi propizi per sferrare l'attacco finale ad assistenza, impiego, previdenza e sussidiariet.
     Ora siete pregati di stare attenti, molto attenti.
     Fin dai primi documenti dell'U.I.C.I., della Fish e della Fand,  apparsa chiaramente la disponibilit delle tre associazioni alla riforma delle materie in esame attraverso la "concertazione" col governo.
Dobbiamo tradurre il vocabolo per renderlo comprensibile a chi non parla burocratese, politichese e sindacalese.
     "Concertazione" significa possibilit delle parti di rivedere norme, leggi e accordi gi esistenti, modificandoli in senso peggiorativo.
A titolo di esempio,  rimasta celebre la concertazione del 31 luglio 1993, con la quale il governo, i sindacati confederali e gli imprenditori tolsero gli automatismi contrattuali ai lavoratori e decurtato gli stipendi di un buon 25% con un autentico colpo di mano.
  Concertare, nel nostro caso, significa rinegoziare il trattamento economico e normativo in vigore. Eh gi! Ma in quali termini? E su quali basi?
Sarebbe opportuno che le associazioni di categoria fossero pi chiare, che presentassero la loro piattaforma negoziale e che non si limitassero a parlare furbescamente d'intangibilit dei diritti acquisiti per non turbare le certezze di chi oggi  ne beneficia.
Per, noi conosciamo la tecnica politica del "divide et impera." Abbiamo il fondato sospetto che, dietro l'eventuale e neppure garantita salvaguardia dei diritti acquisiti, il governo nasconda l'esclusione dei futuri disabili dal trattamento giuridico, economico e normativo attualmente in essere.
 Chi ha avuto ha avuto. Da domani inizia l'anno 0 per gli sfigati che sono nati in un altra epoca.
Non vorremmo che si concertasse lo scambio indecente del "tu di una cosa a me; io do una cosa a te."  " Non vorremmo che venissero a crearsi svantaggiati di prima classe e svantaggiati di seconda classe. Sarebbe l'inizio della fine per tutti, come si evince dal progetto governativo di spaccare in due il fronte della disabilit.
  Non possiamo mercanteggiare egoisticamente sulla pelle dei giovani, che gi patiscono i discriminanti limiti occupazionali e la scandalosa riluttanza dei datori di lavoro ad assumerli.
Tuttavia, Sbagliano coloro che, rapportandosi ai vari schieramenti e ai vari orticelli, vorrebbero l'emarginazione o la scomparsa dell'U.I.C.I.. La dissipazione del suo patrimonio culturale e della sua tradizione di lotta costituirebbe un errore irreparabile.
Si pone per il problema del rinnovamento di un management assolutamente fossilizzato, sclerotizzato e in pesante ritardo sulle iniziative da contrapporre ai mutamenti involutivi dello Stato italiano.
Inoltre, va ristabilito il rapporto dialogico e democratico tra la base sociale e la compagine direttiva; un rapporto sostanziale e non formale.
Avrete notato che il sito dell'U.I.C.I. a ripreso l'attivit a pieno regime dopo le due lettere di protesta collettiva, le molte rimostranze private e dopo vivaci chiarimenti di merito tra i promotori della petizione e alcuni funzionari dell'ente, seguendo canali diplomatici.
Un piccolo risultato, se volete; ma che dimostra l'efficacia di una mobilitazione determinata e compatta all'occorrenza.
E' ci che il presidente Daniele non ha ancora compreso, la strategia: l'esigenza di una mobilitazione tanto dimostrativa, quanto eclatante. il coinvolgimento mediatico ad alta intensit e non circoscritto a un solo quotidiano, per quanto di larga tiratura nazionale.
Non ha ancora compreso che l'opinione pubblica va sensibilizzata molto prima che si determini l'evento del contenzioso e dello scontro.  Non ha mai compreso la necessit di reagire con estrema fermezza alle farneticazioni razziste di ministri e parlamentari che, invece, l'opinione pubblica l'hanno insufflata a mestiere per caricarla contro quella "palla al piede dell'economia italiana" costituita dalla disabilit. Ve ne ricordate?
 Vi ricordate di Brunetta e Tremonti?
Con le loro esternazioni deliranti, preparavano il terreno per l'ultimo assalto.
Lo zio Tom Non ha ancora compreso che, ipotesi estrema, deve scrivere al Presidente della Repubblica e dirgli: "I ciechi e i pluriminorati sensoriali si autosospendono dalla cittadinanza italiana per denunciare all'Europa e ad "Amnesty International" il tentativo di porli agli arresti domiciliari con le restrizioni normative della loro indipendenza." Dove mai saranno finite la "Convenzione Onu del 13 dicembre 2006" e la legge con cui lo Stato italiano l'ha recepita per poi violarla impunemente?
A dicembre prossimo, scatter la Finanziaria, seguita da decreti attuativi che ci coglieranno ancora impreparati, lacrimosi e concertatori.
"Se sbaglio mi corriggerete."
Roma, 30\09\2011.
