manovra
Accompagno alle regioni: disabilit calpestata.
La stampa del 22\09\2011.


La manovra economica vuole azzerare l'indennit di accompagnamento affidandola alle Regioni in base al reddito. Decisione iniqua e impopolare.
Una forte indignazione caratterizza lo stato d'animo delle centinaia di migliaia di ciechi e di ipovedenti. Il Libro Bianco del ministro Sacconi, la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit autorizzavano la speranza di un futuro migliore, ma i fatti che sono seguiti hanno rivelato un'altra verit: quella della fredda logica dei numeri, che calpesta la dignit dell'uomo.
L'ultima manovra finanziaria penalizza la disabilit e il disegno di legge per la riforma fiscale e assistenziale contiene principi che comportano il rischio dell'esclusione sociale.
Si vuole azzerare l'indennit di accompagnamento per metterla a carico delle Regioni che la erogherebbero non in base ai bisogni della persona disabile ma alle disponibilit economiche.
La previsione, poi, di assoggettare l'indennit di accompagnamento a un tetto di reddito  impolitica, impopolare, iniqua e inutile. Impolitica perch ignora la natura dell'indennit di accompagnamento, strumento di integrazione sociale e viola la Convenzione delle Nazioni Unite che postula diritti concretamente esigibili.
Impopolare perch scarica sulle famiglie il peso della disabilit, ignorando il concetto di solidariet. Iniqua perch non tiene conto dei costi della cecit, che condiziona costantemente la vita della persona.
Inutile: se i ciechi dovessero scegliere tra il lavoro e l'indennit di accompagnamento, il risultato sarebbe un esercito di assistiti e non di soggetti produttivi. Diciamo s alla lotta ai falsi invalidi, ma diciamo no all'esclusione sociale degli invalidi veri.
Ci si renda disponibili al dialogo con il mondo della disabilit, e si trovi una soluzione rispettosa della necessit del risparmio ma anche della dignit delle persone disabili.

Tommaso Daniele
Presidente Unione Italiana Ciechi