cinema
Sorpresa: la pirateria aiuta il cinema.
Francesco Melis su smanettando, 31\07\2011, h. 00.21.

Dal sito di "Repubblica" del 29 luglio 2011
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/29/news/pirateria_cinema-19494246/?ref=HREC2-10

"La pirateria aiuta il cinema"
ma lo studio viene 'secretato'
L'analisi di un osservatorio di ricerca tedesco sugli utenti di un sito 
che permetteva lo streaming dei film: non danneggiano l'industria perch 
usano il web come anteprima dei film che vedranno al cinema o 
acquisteranno. Ma i risultati vengono tenuti segreti perch poco graditi 
alle aziende
di ALESSANDRO LONGO

ROMA - Tra i pirati ci sarebbero i migliori amici del cinema. Scaricare 
opere pirata favorirebbe il consumo legale, invece di scoraggiarlo. 
Sarebbe giunto a queste conclusioni uno studio segreto condotto dal noto 
osservatorio di ricerca GFK. Ma  stato tenuto nascosto perch i 
committenti non hanno gradito i risultati.
E i committenti - manco a dirlo - sono le aziende dellindustria tedesca 
dei film. La notizia, lanciata dal sito tedesco Telepolis 1, sta facendo 
il giro del web internazionale. Colpisce perch confermerebbe una tesi 
sostenuta, anche in Italia, da alcuni gruppi per la libert del web, 
secondo cui la pirateria non danneggia leconomia del copyright.
Questultimo studio riguarda gli utenti del sito Kino.to, che forniva 
link a film in streaming. A giugno, una mega indagine della polizia (250 
agenti coinvolti) lo ha raso al suolo, portando allarresto dei suoi 13 
amministratori. Sul sito adesso appare un avviso, chiuso in base al 
sospetto di aver creato unorganizzazione criminale che violava il 
copyright.
Per calcare la mano, lindustria avrebbe quindi commissionato lo studio, 
per provare che il sito aveva danneggiato le vendite e fare un identikit 
di quei criminali che erano gli utenti. Ma lo studio - secondo quanto 
riferito a Telepolis da una fonte di GFK - ha dimostrato il contrario. 
Che gli utenti usavano il sito perlopi per avere unanteprima del film, 
che poi avrebbero acquistato o visto al cinema.
Lindustria di musica e film ha sempre sostenuto invece che la pirateria 
fosse il principale (se non unico) motivo della crisi dei fatturati. 
Secondo Ifpi (International Federation of Music Phonographic Industry) 
la pirateria ha danneggiato il mercato mondiale per 500 milioni di 
dollari nel 2010. In Europa, il danno potrebbe essere di 240 miliardi 
tra il 2008 e il 2015 e di 1,2 milioni di posti di lavoro perduti.
Altri studi negano che ci sia questa correlazione tra pirateria e calo 
delle vendite. Li ha raccolti di recente il Libro Bianco del Copyright 
2, pubblicato dal movimento Sitononraggiungibile.it, che cos ha 
contrastato una delibera 3dell'Autorit garante delle comunicazioni, 
l'Agcom, in materia.
C pure, del 2010, uno studio indipendente del Gao 4, unagenzia che fa 
studi per conto del Congresso americano: rileva che  impossibile 
confermare un rapporto di causa-effetto tra la pirateria e le perdite 
dellindustria, che tra laltro sembrano colpire perlopi quella 
musicale mentre il business delle sale cinematografiche  fiorente 5: 
120 milioni di spettatori in Italia nel 2010, +10 per cento sul 2009 e 
miglior risultato degli ultimi 25 anni.
Agcom invece ha sposato la tesi dell'industria, come confermato giorni 
fa dal presidente Corrado Calabr, in audizione al Senato. Ha chiesto al 
Parlamento una norma a sostegno di un nuovo potere che Agcom vorrebbe 
attribuirsi: oscurare i siti esteri accusati di favorire la pirateria. 
Potere che era presente nella precedente versione della delibera ma poi 
 stato eliminato nell'ultimo testo, dopo la protesta di utenti, esperti 
e politici di vari schieramenti (Pd, Fli, Idv). Il testo  ancora 
provvisorio e c' da scommettere che, da qui alla delibera definitiva 
(prevista per novembre) ci saranno altre battaglie.
(29 luglio 2011)

Francesco commenta:
Che la "pirateria" potesse favorire le industrie del settore anzich 
danneggiarle  un'idea in cui ho sempre creduto. Basandomi sulla mia 
esperienza personale, se io ed altri appassionati di musica rock non 
avessimo avuto modo di ascoltare in anteprima degli MP3 di gruppi 
progressive rock italiani e non degli anni '70 non avremmo mai avuto 
modo di conoscerli e tantomeno quindi avremmo acquistato i dischi come 
abbiamo regolarmente fatto. Quindi l'MP3 per me  stato l'assaggio, 
assaporato il quale poi ho acquistato il disco originale. Se non avessi 
avuto questa possibilit le case produttrici non avrebbero avuto i miei 
soldini. Conclusione: almeno per me, ma credo per molti, la cosiddetta 
"pirateria"  invece uno strumento per far conoscere e diffondere autori 
ed opere. Dal momento che a me piace ascoltare la musica come si deve, 
ben volentieri, se il prezzo non  esoso, acquisto il disco originale.
