volto
Usa, la polizia ti riconosce con l'iPhone
Dal sito di "Repubblica" del 13 luglio 2011
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/13/news/foto_fedina_penale-19084136/?ref=HRERO-1


Alla fine dell'articolo un mio commento su queste tecnologie messe in 
mani sbagliate.


Usa, la polizia ti riconosce con l'iPhone
associazioni per i diritti civili in rivolta
Nei prossimi mesi le forze dell'ordine di molti Stati si doteranno di 
un'apparecchiatura in grado di confrontare i volti,  e in futuro 
l'iride, delle persone fermate per un controllo con i database della 
centrale. Una rivoluzione che spaventa i difensori della privacy e gli 
agenti stessi
dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - "Permette una foto? E' per la fedina penale...". Al ritorno 
dalle vacanze gli americani troveranno una sorpresa. Dall'Arizona al 
Massachusetts, migliaia di poliziotti sono pronti a riceverli con una 
macchinetta fotografica speciale. A vederla sembra un giocattolino. Si 
applica all'iPhone ed  alta un paio di centimetri. Ma  un vero e 
proprio computer e trasmettitore: che confronta la foto del malcapitato 
di turno con le decine di migliaia presenti nei casellari giudiziari 
degli States.

Il riconoscimento facciale  l'ultima frontiera dell'hi-tech. Ma l'uso 
che i poliziotti s'apprestano a farne gi solleva polemiche su 
polemiche. Negli Usa non  obbligatorio circolare con una carta di 
riconoscimento. E i difensori della privacy e dei diritti civili sono 
ovviamente insorti. Gli stessi poliziotti frenano. Lo sceriffo Joseph 
McDonald, di Plymouth County, Massachusetts, ha dato direttive 
severissime ai suoi uomini. La superfoto dev'essere usata solo nel caso 
di "ragionevole sospetto": non si possono mica "buttare via duecento 
anni di legge costituzionale".

Certo la macchinetta realizzata da una compagnia proprio di Plymouth, 
BI2 Technologies, ha buttato via dieci anni di figuracce. Il 
riconoscimento elettronico facciale era sembrata l'arma fine di mondo 
all'indomani dell'11 settembre. E il primo a dotarsi di una tecnologia 
simile fu proprio quell'aeroporto Logan di Boston in cui si imbarcarono 
senza destare sospetti i kamikaze delle Torri gemelle. Peccato che alla 
macchinetta installata un anno dopo, 2002, fu quasi subito staccata la 
spina: non era stata capace di riconoscere i volti mica dei sospetti, ma 
degli stessi impiegati.

Da allora la tecnologia  migliorata eccome. Riconoscimento facciale e 
dell'iride sono la nuova frontiera dei controlli. Quello dell'iride per 
ora accompagna ma presto potrebbe addirittura soppiantare le impronte 
digitali: un mercato in cui complessivamente, dice il Wall Street 
Journal, oggi circolano 4,3 miliardi.

Del resto sono sempre di pi, dagli Usa in gi, gli stati in cui il 
controllo degli occhi viene usato alla dogana. Dice il capo di BI2, Sean 
Mullin, che le foto dei sospetti vengono confrontate con quelle presenti 
negli archivi degli uffici di polizia che si sono dotati delle 
macchinette: un pugno di Stati per un ordine di 7mila apparecchi in 
arrivo appunto per l'autunno. Ma nei piani c' l'accesso agli immensi 
database dell'Fbi.

Il riconoscimento facciale naturalmente  una prospettiva tecnologica 
che non alletta soltanto le forze dell'ordine. La macchinetta, dicono a 
Plymouth, potrebbe essere utile per esempio nel campo sanitario. Ma il 
fenomeno  l'ultimo grido soprattutto dei social network. Facebook ha 
lanciato un sistema che permette di rintracciare i propri amici 
utilizzando appunto le foto: ed  ovviamente interno alla piattaforma.

Google stava lavorando a qualcosa del genere ma il presidente Eric 
Schmidt ha annunciato di aver fermato il progetto fino a quando non 
saranno risolti i problemi di privacy. Oggi funziona gi per gli 
oggetti: fai una foto e dal telefonino al web confronti l'oggetto con 
quelli presenti per esempio su Google Images. O negli archivi dei 
supermarket virtuali, da Amazon in pi, che saranno lietissimi di 
propinarti una proposta d'acquisto.

Ma il riconoscimento facciale va oltre. Pensate a quanti tipo di usi 
sarebbero possibili, pi o meno legali. Prendi la foto di un tizio e 
grazie agli archivi del web ti scorre tutta la sua vita: come nella 
vecchia sigla dei telefilm "Attenti a quei due". Fedina penale? Potrebbe 
venir fuori di tutto. Chi  senza peccato scatti la prima foto.

(13 luglio 2011)
Fine articolo.

Francesco commenta:
Credo che questi strumenti andrebbero regolamentati e molto. Se fossero 
alla portata di tutti, cio se tutti potessero avere accesso ad un 
database per controllare i dati  privati delle persone in base ad una 
fotografia del volto, si potrebbero verificare, per esempio, fatti di 
questo tipo. Una famigliola in vacanza viene fotografata per intero, e 
per benino, mentre si gusta un bel gelato o al ristorante. Si controlla 
con questi software di riconoscimento dei volti dove abita il signor 
Turista, se la famigliola c' tutta l riunita, se ci sono altre persone 
che abitano con loro. A questo punto, se la famiglia fotografata abita 
sufficientemente lontano dal posto di villeggiatura, il malintenzionato, 
perfettamente informato che la casa dell'amico turista  in quel momento 
incustodita, ha tutto il tempo e la comodit di contattare la filiale di 
zona della ndrangheta o camorra o altro per potergli svaligiare in tutta 
comodit la casa. Tutto sommato sarebbe un bell'investimento per la 
criminalit: pagare un soggiorno in Costa Smeralda ad un loro affiliato 
che, dotato di macchina fotografica digitale, potrebbe fotografare in 
una sera tutti i papaveri che si trovassero a Porto Cervo...
Questo ed altro si potrebbe pensare riguardo ai pericoli di certe 
tecnologie in mano a malintenzionati.
F.
