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Tre social network a confronto.
Google+ contro Facebook: tra i due litiganti il terzo non gode

Chiara Valena su incensuraty, 30\07\2011, h. 15.00.

google-twitter-facebook


Si fa un gran parlare in questi giorni di Google+ e delle sue possibilit - reali o presunte - di competere con Facebook. Ora che l'effetto novit  un
po' svanito, credo che sia forse pi opportuno concentrarsi su quello che sar l'impatto del nuovo social network di Mountain View su un altro servizio
Web di portata planetaria: Twitter.

Non si tratta solo di fare la conta del numero degli utenti (oltre 700 milioni quelli di Facebook, 300 milioni quelli di Twitter) e di ipotizzare se e quando
Google+ (che ha appena tagliato il traguardo dei 10 milioni di iscritti) riuscir a sorpassare il primo dei due "rivali".

 soprattutto sul piano funzionale che Google+ pu davvero diventare un'alternativa concreta (e per certi versi pi completa) alla piattaforma di microblogging
pi famosa del mondo.

Basterebbe considerare il modello di interazione adottato da Google+ per capire perch il nuovo social network della grande G sia in realt pi vicino a
Twitter che a qualsiasi altra piattaforma sociale. Nonostante tutti i peccati e i peccatucci che qui ho 
pi volte sottolineato,
Facebook resta un social network privato. Con le mie attuali impostazioni sulla privacy, nessuna persona pu vedere quello che scrivo o che pubblico, a
meno che non decida di inserirlo fra i miei amici.

Twitter si basa invece sui cosiddetti follower: tutti possono seguire tutti, purch abbiano un profilo attivo. Un concetto che, a conti fatti, si avvicina
molto di pi al modello aperto di Google+ in cui ogni utente pu inserire nelle proprie cerchie un qualsiasi contatto, persino quello di 
Larry Page,
il fondatore di Google.

Non a caso Google ha inserito di default anche la casta delle "Persone che seguo", un altro modo per dire follower facendo qualche giro di parole.

Ma torniamo al punto. Se mettiamo Google+ e Twitter l'uno accanto all'altro, la bilancia pende nettamente dalla parte del primo, almeno sul piano dell'appeal.
Nonostante tutti i recenti sforzi, Twitter si rivela infatti decisamente pi limitato rispetto alla nuova creatura della grande G. Non  solo l'assenza
di restrizioni sul numero di caratteri a fare la differenza (Twitter non si schioda dall'idea originaria dei 140 caratteri secchi); a favore di Google+
ci sono tutte quelle risorse aggiuntive (dalle gallerie fotografiche ai videoritrovi fino ai cosiddetti "spunti") che possono davvero impreziosire l'esperienza
d'uso.

E poi ci sono almeno altri due aspetti da considerare. Il primo: Google+  intergrato nel pannello di controllo dei servizi di Google e questo non  un
vantaggio da poco, soprattutto se si considera la pigrizia di certi utenti ad uscire dai soliti quattro siti Web.

Il secondo riguarda tutto il discorso relativo all'indicizzazione sui motori di ricerca. Come forse gi saprete, 
Twitter  stata appena tagliata fuori dai risultati in tempo reale di Google Search.
Evidentemente a Googleplex sanno di poter fare a meno dei contributi dei microblogger avendo ora fra le mani uno strumento di pari potenzialit.

Certo, si dir, Twitter  partita prima e continua a crescere a tassi superiori al 200%. Ma  anche vero che di tutti i 300mila iscritti, 
solo una minuscola parte (circa l'1%) pu definirsi "attiva"
 e che nel mondo dei servizi Web si fa presto a passare dalle stelle alle stalle. Il caso di MySpace, 
lo abbiamo gi detto,
ha molto da insegnare.
