robot
Il futuro dei sintetizzatori vocali? bocche e nasi artificiali robotici.
Francesco Melis su smanettando, 13\07\2011, h. 10.06.


Il solito "articolo di Repubblica" stavolta lo devo scrivere io.
Nella sezione degli articoletti curiosi di "Repubblica" del 13 luglio 
2011 ve n' uno brevissimo con tre foto ed una stringatissima didascalia 
che recita:
"Dal Giappone il primo robot che canta
In questa galleria il professor Hideyuki Sawada mostra il primo robot 
che canta. O meglio che  capace di riprodurre suoni simili alla voce 
umana".
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/13/foto/dal_giappon_il_primo_robot_che_canta-19052438/1/?ref=HRESS-1

Francesco descrive e commenta:
Il professore giapponese, di una quarantina d'anni, sta davanti alla sua 
creatura: una sorta di due parallelepipedi sovrapposti ognuno delle 
dimensioni di circa 60 centimentri per 50 per 40. Il parallelepipedo 
inferiore  chiuso ed  facile immaginare che contenga l'elettronica, i 
motori e gli attuatori che azionano la struttura che si trova nel blocco 
superiore. Nel blocco superiore, costituito dal semplice telaio aperto, 
vi sono 8 molle poste verticalmente che sorreggono ed azionano una 
struttura, credo in silicone, che ha la vaga somiglianza con una bocca 
enorme, la cavit buccale ed un naso, diciamo con un volume 
approssimativo di una decina di litri. A dire il vero la bocca 
spalancata ricorda pi la bocca di una cernia che quella di un essere 
umano, ma come si dice... de gustibus... e non stiamo tanto a sottilizzare.
Intuitivamente il funzionamento dovrebbe essere pi o meno questo, 
stando all'interpretazione di tre sole foto.
I motori sottostanti, evidentemente azionati da un computer dedicato con 
un software specifico, azionano le molle, ognuna in maniera indipendente 
dalle altre, facendole fare un movimento su/gi con una certa 
morbidezza, data l'elasticit delle molle. Le molle spingono nella parte 
alta, mediante un supporto metallico, una parte della "bocca" in 
silicone, pi o meno all'altezza della gola e del mento, alterandone in 
quel punto la forma ed il volume. Insomma viene modulata dinamicamente 
la forma ed il volume della bocca in silicone. Evidentemente ci deve 
essere anche un compressore che spinge aria che probabilmente, passando 
attraverso le strutture interne alla bocca, le mette in vibrazione 
facendo produrre un suono modulato. Il tutto evidentemente sta in 
movimento continuo per produrre suoni variabili.
Il sistema quindi non produce suoni di sintesi ma pilota opportunamente 
le parti anatomiche meccaniche per produrre un suono reale.
F.