icloud
Icloud e la voglia di legalit digitale.
http://www.saggiamente.com/blog/2011/07/05/icloud-e-la-voglia-di-legalita-digitale/


06\07\2011.




La musica liquida viene acquistata o noleggiata direttamente nella sua forma digitale e arriva alle nostre orecchie indipendentemente dalla sua forma fisica. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i servizi attraverso i quali  fruibile, ovviamente in misura minore nella nostra tardiva e restrittiva Italia rispetto al resto del mondo moderno e "digitalizzato". Da noi troppo spesso musica  sinonimo di pirateria e i pochi validi servizi di streaming non sono adeguatamente conosciuti ed usati. Quando si cerca un brano, troppo alta  la tentazione di pescarlo nei torrenti del web. Io stesso pi di una volta ho seguito questa scorciatoia.

Il problema della pirateria musicale poggia le radici non tanto sull'incivilt del privato quanto sull'incapacit dell'industria di fornire servizi e strumenti migliori. Inutile fare spot contro la pirateria musicale quando poi sui servizi leciti e legali si ottengono a caro prezzo le stesse tracce reperibili ovunque e, spesso, in qualit migliore. Inoltre limitazioni come quella del DRM, speriamo prossima al tramonto, hanno reso decisamente poco chiaro il principio di acquisto dei brani, per i quali l'uso viene fortemente limitato.

Non  mia intenzione inneggiare alla pirateria, ovviamente, quanto sottolineare che le strade per ridurla esistono gi e basta solo avere il coraggio di percorrerle.

Chi segue questo mondo sa bene che le funzioni previste da Apple per il prossimo iCloud non sono importanti in quanto novit assolute, piuttosto perch rendono finalmente pi ampie le possibilit di ascolto della propria libreria musicale. Per essere precisi direi forse pi accessibile. Scarichi un brano e te lo trovi nella tua bella nuvoletta, pronto per essere ascoltato da ognuno dei dispositivi compatibili con iCloud. Ho gi sottolineato che non si tratta di novit assolute ma quando c' in gioco Apple ed il pi grande store di musica digitale, le cose diventano automaticamente importanti. Inoltre, chiss perch, qualsiasi cosa arrivi da Cupertino appare semplice e comprensibile agli utenti fin da principio, diversamente da quanto accade con altri "big" dalla comunicazione vacillante.



Non si pu sperare che la voglia di legalit scaturisca autonomamente nell'utente privato semplicemente perch " giusto cosi". Aziende come Apple lo hanno capito e puntano a far maturare lo stimolo a fare le cose in regola fornendo servizi, qualit e semplicit. Dopotutto  quanto gi accaduto in passato con iTunes Store per la musica ed App Store per il software: prima degli iDevice c'erano i classici smartphone o pocketpc, dove installare un'applicazione era un'operazione tutt'altro che semplice ed economica e la pirateria in questo settore era predominante, oggi si possono comprare app di navigazione satellitare - giusto per fare un esempio - a pochi euro, avendo velocemente e del tutto semplicemente una funzione utilissima su iPhone ed iPad che vale decisamente i soldi spesi. E pi aumentano i servizi e migliora la fruibilit delle funzioni, meno sono i dispositivi su cui gli utenti eseguono il jailbreak che con iOS5 potrebbe ridursi, quasi esclusivamente, ad una porta per il software pirata.

Vedo iCloud non tanto come storage remoto, piuttosto come un tassello importante per completare l'ecosistema di servizi Apple volto ad attirare ed incernierare il consumatore negli ingranaggi di acquisto e fruizione legale di contenuti digitali. Mi chiedo se per gli utenti Apple ancora inclini alla pirateria musicale la praticit di iCloud rappresenter uno stimolo sufficiente.


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