icloud
ecco iCloud, potente e gratuito, con la one more thing iTunes Match
Due articoli di cui uno commentato.

a)Art. postato da V. Broccoli su u-a, 07\06\2011, h. 09.20.

ecco un focus preciso su icloud, ma vorrei farvi porre l'attenzione sul discorso itunes match...
leggete con attenzione e traete le vostre conclusioni!

*** inizio articolo ***

WWDC 2011: ecco iCloud, potente e gratuito, con la one more thing iTunes Match
Eccoci allultimo tassello del keynote tenuto da Jobs al WWDC. Ora  il turno di iCloud, il tanto chiaccherato servizio cloud di Apple che adesso  vivo e ufficiale, dando addio a MobileMe senza troppi rimpianti, visto quanto offerto. Non  mancata nemmeno la classica one more thing, rappresentata dal servizio iTunes Match. Ma andiamo con ordine e partiamo da iCloud.

iCloud  la soluzione pensata da Apple per mantenere sincronizzati tutti i dispositivi in proprio possesso, siano essi Mac, dispositivi iOS ma anche PC, tramite la potenza del cloud. A favorire questo processo di sincronizzazione tra le nuvole vi sono 5 GB a disposizione dellutente, disponibili assieme ai servizi annessi in forma completamente gratuita. Addio ai 99  di MobileMe, quindi: Apple ha finalmente compreso che per competere al meglio con i concorrenti deve fornire un servizio di qualit e al tempo stesso senza carichi monetari per lutente.
iCloud parte dalle basi di MobileMe, dunque casella di posta, rubrica e calendario, arricchendole ulteriormente. Ogni mail, ogni contatto e ogni evento sono sincronizzati costantemente su tutti i dispositivi in cui  presente iCloud. Ma i vantaggi maggiori arrivano dai servizi esclusivi offerti da iCloud mai previsti in precedenza da MobileMe. Il primo tra tutti  sicuramente Apps, funzionante nellApp Store per iOS. Apps tiene uno storico di tutte le applicazioni acquistate e/o scaricate, consentendo non solo leventuale reinstallazione ma anche la distribuzione su tutti i dispositivi iOS in proprio possesso, tutto utilizzando iCloud. Com possibile vedere dallo screenshot sotto  uno dei primi servizi gi attivi e disponibili, con la sua presenza riconoscibile dalla nuvoletta, indicante le applicazioni prese in precedenza dallutente ma non disponibili sul dispositivo in uso (si ringrazia Davide Iafrate per lo screenshot).

Non solo le apps, ma anche i libri e i documenti possono essere condivisi su pi dispositivi. E proprio ci che fanno rispettivamente la versione cloud di iBooks e Documents. iBooks per iCloud consente, come fa Apps, di consultare lo storico degli acquisti sulliBookstore, nonch di scaricare i libri gi acquistati ma non presenti su uno o pi dispositivi di nostra propriet. Documents invece tiene sincronizzati i documenti e tutte le loro modifiche tra tutti i dispositivi su cui  presente iWork, dunque Mac compresi. E se si cambia iPhone, iPad o Mac? Ci pensa Backup, che sincronizza col nuovo dispositivo tutti i propri contenuti presenti su iCloud.

Una notevole funzionalit di iCloud  Photo Stream. Essa crea una nuova libreria fotografica contenente tutte le foto fatte pi recentemente, fino a un massimo di 1.000 immagini. Le foto sono sincronizzate tra tutti i dispositivi e vengono mantenute nella libreria di iCloud per 30 giorni, nei quali avremo il tempo di salvarle in locale ovunque vogliamo. Ogni nuova foto scattata viene caricata automaticamente su iCloud. Photo Stream funziona dappertutto: iOS, Mac, PC e anche Apple TV. Una funzione, dunque, che far sicuramente la felicit di molti.

Anche iTunes ha ricevuto un trattamento iCloud. iTunes in the cloud consente di tenere sincronizzati i contenuti, sia musicali che video, acquistati sullo Store su tutti i dispositivi in nostro possesso. Cos, se abbiamo acquistato una canzone sulliPad e la vogliamo anche sulliPhone, l' possiamo fare senza doverne acquistare unaltra copia n passare da iTunes su computer. Ma per quanto riguarda iTunes,  probabilmente la one more thing quella che ha calamitato lattenzione di molti: iTunes Match. Lunico servizio a pagamento connesso con iCloud, consente di abbinare la propria libreria musicale, qualsiasi sia la sua provenienza (s, anche da eMule o Limewire, in pratica), con le canzoni presenti sulliTunes Store. Quando viene trovato un match, ossia una coincidenza di risultati, la canzone viene riportata nella propria libreria cloud, usufruibile da qualsiasi dispositivo. Nel caso avessimo una copia di scarsa qualit, iTunes Match si incarica di aggiornarla automaticamente senza costi aggiuntivi rispetto a quello annuale del servizio, 24,99 $, in AAC a 256 kbps. Le canzoni che invece non hanno una corrispondenza vengono caricate sul cloud dalla libreria dellutente. Il costo, al contrario di servizi simili, non comprende limiti alle canzoni fruibili, fornendo cos una eccellente alternativa alla pirateria pagando poco pi di un buon album.

iCloud e iTunes Match sono attualmente in Beta e saranno lanciati nella forma definitiva in contemporanea a iOS 5, in Autunno. Per iniziare a usufruirne ufficialmente, ci vuole iOS 4.3.3 ma non solo, anche iTunes 10.3. Purtroppo, c un altro requisito pi stringente: bisogna essere statunitensi. Speriamo che Apple estenda ben presto la disponibilit di iCloud a tutti, italiani compresi.

Fonte:
http://www.saggiamente.com/blog/2011/06/07/wwdc-2011-ecco-icloud-potente-e-gratuito-con-la-one-more-thing-itunes-match/
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b)jobs, lla apple e icloud.
Articolo di Ernesto Assante dal sito di "Repubblica" del 7 giugno 2011
http://assante.blogautore.repubblica.it/2011/06/jobs-la-apple-e-icloud/

Jobs, la Apple e iCloud

Il cloud computing fa un altro importante passo avanti con larrivo di 
iCloud della Apple. Il cambiamento in atto non  piccolo, porter noi 
tutti a cambiare le nostre abitudini, come  gi capitato in passato. E 
non pensate che si tratti di una roba che interessa, come certamente 
sar allinizio, soltanto gli appassionati di musica. iCloud, il nuovo 
servizio annunciato da Steve Jobs a San Francisco ieri, spinger 
lintera industria digitale verso una frontiera nuova. Stiamo 
lasciandoci alle spalle unera intera, quella dominata dai computer 
personali, che pian piano cambieranno, si trasformeranno, saranno sempre 
pi mobili, pi leggeri, pi legati alla rete, ai server che conterranno 
i nostri dati altrove. Niente supporti, niente cd o dvd, niente 
chiavette, e poi pian piano niente carta.
Jobs, in questo caso, non ha inventato nulla, lidea di base andrebbe 
accreditata alla Sun Microsystem e al suo motto The Network Is The 
Computer. Motto che per solo oggi e solo per merito di Apple, diventa 
vero. In realt  gi iniziato a diventare vero da qualche tempo, da 
quando abbiamo messo in tasca i primi iPhone, il primo mattone 
delluniverso post-pc, che oggi si trasforma in maniera definitiva, con 
lavvento dei nuovi sistemi operativi proposti da Jobs e con la 
possibilit di aggiornare le macchine portatili senza pi bisogno di 
collegarle ad un pc.
Potremmo intrattenervi a lungo su come la giornata di ieri segner un 
ennesima tappa di un cambiamento storico, fatto di app al posto del 
vecchio software, fatto di prezzi infinitamente pi bassi (le app 
costano meno dei vecchi programmi, il nuovo sistema operativo di Apple 
costa 100 dollari in meno), fatto di macchine semplici e intuitive, 
fatto di touch, senza fili e senza tastiere. Ed  la Apple a dettare le 
regole, tutti seguono il loro gioco e anche quando cercano di 
anticiparlo, come hanno fatto Amazon e Google con i loro cloud,  
difficile che vincano la partita anche se partono meglio delle volte 
precedenti.
Il mattone iniziale di questa nuova costruzione  liPhone, il cui 
concetto operativo sta dilagando,  gi dilagato, sta cambiando lintera 
fruizione dei contenuti digitali, sta cambiando i sistemi operativi 
degli altri, sta cambiando il mondo in maniera sottile e continua, basta 
pensare a com fatto Android, a come  il Chromebook, a come cambia il 
sistema operativo del Mac, allApp store della Intel, ai mille segnali 
che stanno arrivando da ogni parte.
Jobs ha le idee chiare, il suo ecosistema si allarga, le sue possibilit 
si moltiplicano, il che non vuol dire che il suo potere sia eterno o che 
stia decidendo da solo il nostro futuro. Basta ricordare la parabola di 
Microsoft, che dominava il mondo negli anni Novanta e che oggi si muove 
con indicibile affanno. Le alternative allApple Mondo ci sono, 
bisogner vedere se saranno in grado di essere interessanti per gli 
utenti, per chi deve mettere le mani al portafoglio e decidere a chi 
dare i propri denari per ottenere in cambio servizi.



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da Micromega 11\06\2011.

In sostanza sono d'accordo.
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iCloud, felici e espropriati
di Carlo Formenti - (10 giugno 2011)

Con il lancio del servizio iCloud, Apple si  allineata alla 
strategia che altre grandi corporation, come Google e Amazon, 
avevano inaugurato da tempo: convincere i propri utenti a 
rinunciare al possesso e al controllo dei contenuti da loro 
stessi creati o acquistati (musica, video, testi, foto e quantaltro) 
per archiviarlo nelle nuvole dei rispettivi fornitori di 
servizi.

Dietro questo termine etereo e vagamente poetico si nasconde 
qualcosa di assai pi terreno: le cosiddette nuvole non sono 
altro che edifici (o farm come vengono a volte definiti) in cui 
vengono stipati centinaia o addirittura migliaia di server 
deputati a immagazzinare i dati dei clienti, n pi e n meno di 
come affidiamo i nostri quattrini o altri oggetti di valore alle 
banche, le quali li custodiscono sui conti correnti o nelle 
cassette di sicurezza.

In questultimo caso, come abbiamo imparato a nostre spese in 
questi tempi di crisi, i nostri averi non sono affatto al 
sicuro, visto che le banche li usano, come si  visto, per 
operazioni speculative sempre pi azzardate. Perch continuiamo 
malgrado tutto a fidarci delle banche?

La risposta  banale: perch non abbiamo alternative; in una 
societ capitalistica dove tutti i segni di valore si sono 
smaterializzarti  liquefatti per dirla con Bauman, o 
virtualizzati per dirla con i guru della New Economy  
nessuno, salvo qualche vecchio con le rotelle fuori posto, tiene 
pi i soldi nel materasso.

Ma la fiducia nelle banche  frutto di un processo di 
evoluzione economico e culturale durato qualche secolo e in cui 
le costrizioni del potere politico nei confronti dei cittadini 
hanno svolto un ruolo tuttaltro che marginale. Ebbene, quello 
che sta succedendo con il cosiddetto cloud computing  linizio 
di un processo molto simile.

Ci che ci viene presentato come una evoluzione naturale della 
tecnica, un salto di qualit della rete, inevitabilmente 
destinata a trasformarsi da canale di connessione fra computer 
in dispensatrice di software e servizi, nonch contenitore di 
dati,  in realt il primo passo di un progetto politico di 
riconcentrazione delle risorse culturali ed economiche nelle 
mani di un pugno di corporation.

Come ci hanno spiegato Richard Stallman e Nicholas Carr, dopo un 
periodo in cui la rivoluzione del personal computer aveva 
restituito ai produttori/consumatori il controllo sui propri 
contenuti (autoprodotti o acquistati), qualcuno ha deciso che la 
ricreazione  finita, si torna alla logica del monopolio (sia 
pure aggiornata allera digitale).

Come tutte le controrivoluzioni degli ultimi anni, la cruda 
realt dellesproprio capitalistico ai danni dei prosumer viene 
infiocchettata come facilitazione della vita, miglioramento del 
servizio, aumento della sicurezza (volete mettere come vi 
proteggiamo noi dalle incursioni degli hacker: non vorrete mica 
fare da soli?!).

Ma date retta: prima che chi vuole continuare a custodire i suoi 
dati sul proprio disco rigido venga irriso come i vecchietti che 
tengono i soldi nel materasso,  il caso di ragionarci sopra e 
organizzare la controffensiva.


http://temi.repubblica.it/micromega-online/icloud-felici-e-espropriati/
