facebook
Facebook riconosce i volti delle foto.
Dal sito di "Repubblica" dell'8 giugno 2011


http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/06/08/news/facebook_riconoscimento_facciale-17373638/?ref=HRERO-1

FB "riconosce" volti nelle foto
ed  polemica sulla privacy
Il social network ha attivato la funzione anche in Italia e in altri 
Paesi europei. Un altro modo per potenziare il business pubblicitario, 
ma anche un altro attacco al diritto alla riservatezza. Gli utenti 
possono disabilitare il meccanismo, ma pochi lo sanno
di ALESSANDRO LONGO

FB "riconosce" volti nelle foto ed  polemica sulla privacy
Carichi le immagini di una festa tra amici e Facebook ti dice subito 
quali sono le persone presenti. Ne riconosce i volti, confrontandoli con 
le foto dei suoi 600 milioni di profili. E cos rivela anche chi  
quella ragazza che non conoscevamo alla festa e che appare sullo sfondo 
della foto. E' il riconoscimento automatico dei volti, funzione che 
Facebook ha lanciato ieri anche in Italia e in altri Paesi europei. In 
particolare, suggerisce il tag giusto con il nome delle persone presenti 
in foto. Grande comodit o minaccia per la privacy? Il dibattito si 
accende tra utenti ed esperti, perch questa nuova funzione conferma una 
volta per tutte le potenzialit del social network di rivelare agli 
altri le nostre vite e identit.

Graham Cluley della societ di sicurezza informatica Sophos  tra quelli 
che non hanno dubbi: gli utenti si premurino a disabilitare la funzione, 
cos gli altri non potranno riconoscerci in automatico dalle nostre 
foto. E' possibile farlo con qualche clic tra un piccolo labirinto di 
opzioni. Cliccare su Account in alto a destra, poi su Impostazioni 
privacy e quindi su Personalizza impostazioni. Ancora non  finita, 
bisogna trovare Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io, andare 
su Modifica le impostazioni e finalmente spuntare la casella No.

Visto che ci troviamo, qui ci sono tantissime opzioni per la privacy che 
l'utente medio ignora: bisogna modificarle per impedire che sconosciuti 
scoprano cose, foto, messaggi che non vogliamo far circolare a tutti. 
Opzioni che peraltro sono cresciute a dismisura dal 2005 ad oggi, come 
nota uno studio della storica associazione Electronic frontier 
foundation (Eff) 1 per i diritti degli utenti internet. Man mano che 
Facebook cresceva in grandezza e importanza ha sempre pi agevolato la 
circolazione delle informazioni degli utenti. Lo scopo evidente  
potenziare il proprio business pubblicitario, che vive di quei dati. 
Secondo eMarketer nel 2011 i ricavi pubblicitari di Facebook balzeranno 
a 4,05 miliardi di dollari contro gli 1,86 del 2010 e gli 0,74 del 2009.

Molti chiedono da tempo una cosa precisa a Facebook (Eff, Sophos e vari 
gruppi per la privacy, come l'americano Electronic privacy information 
center o anche i Garanti europei): la smetta di tenere abilitate di 
default le opzioni che diffondono dati dell'utente, come appunto la 
funzione di riconoscimento automatico dei volti. Piuttosto, faccia il 
contrario: le lasci disabilitate, cos gli utenti che proprio vogliono 
condividere con gli sconosciuti i propri dati possono andare in quel 
labirinto di opzioni e abilitarle. Di fondo, i tutori della privacy 
riconoscono che solo una minoranza di utenti Facebook sa di quelle 
opzioni e ha idea di come modificarle; ancora di meno sono coloro che si 
rendono conto di quanto sia importante proteggere la propria privacy in 
questo modo.

Certo Facebook non ha interesse a limitare spontaneamente le proprie 
potenzialit. Idem per tutti gli altri servizi web che utilizzano i dati 
degli utenti per guadagnare dalla pubblicit. Quante pi cose sanno di 
noi, tanto pi riescono a inviare pubblicit personalizzata e ben pagata 
dagli sponsor. Ecco perch sta crescendo la pressione normativa per 
costringere le aziende web a proteggere di pi la privacy degli utenti. 
Il governo italiano avrebbe dovuto recepire entro il 24 maggio la 
direttiva europea 136/2009 che, tra le altre cose, inaugura il principio 
dell'opt-in per la pubblicit web. Cio il divieto alle aziende a 
raccogliere dati personali dell'utente senza il suo espresso consenso. 
La recepir forse solo dopo l'estate, in ritardo.

Per ora la direttiva si limita ad applicare l'opt-in ai cookie (file che 
entrano nel nostro computer attraverso il browser e raccolgono 
informazioni sulle nostre abitudini di navigazione). In questi stessi 
mesi, per, la Commissione europea per la Giustizia, i diritti 
fondamentali e la cittadinanza lavora per rivedere la direttiva europea 
sulla protezione dei dati. Entro l'estate presenter un pacchetto di 
proposte, che potrebbero estendere l'opt-in anche ai social network, 
quando trattano dati di utenti europei. Nel frattempo dovr essere la 
coscienza di ciascun utente a scegliere: tra il fascino delle 
condivisione e di tecnologie come il riconoscimento facciale, e 
l'importanza della propria privacy.

(08 giugno 2011)