emanuele
UN MEDICO, UN PROGETTO, UNA SFIDA SOVRUMANA AL DESTINO E ALLA COSTRIZIONE DELL'HANDICAP.
ARTICOLO DI SALVATORE GIANNETTO E MARIO PALMA.




"Villaggio Emanuele".
     "Il sonno della ragione genera mostri." Ma che tipologia di mostri?
Chi sono, e qual' la loro vera identit?
E quanti se ne aggirano per il Paese sfoggiando un falso perbenismo e un apparente progressismo?
     Sotto l'influsso malefico  di una subcultura ch'esalta l'individualismo ai limiti della bestialit, ma che riduce gli individui ad automi biocibernetici, una cospicua parte degli italiani "abilmente diversi"  ossessionata dall'ingombrante presenza dei "diversamente abili" e dal loro diritto paritetico all'esistenza in ogni sua espressione.
     Il fenomeno  tutt'altro che sommerso e circoscritto a specifici settori della societ, o a determinati comparti geopolitici.
Bambini, adolescenti, giovani cosiddetti bullisti e persone adulte, non si curano nemmenodi dissimulare la loro ripulsa, la loro avversione e la loro intolleranza nei confronti dei portatori di handicap, bersagli di scherno, di derisione e di quotidiane aggressioni fisiche.
Perfino alcuni economisti e alcuni esponenti politici ostentano i loro vergognosi pregiudizi sui minorati e sui pluriminorati, ponendo in pratica le loro malsane teorie con provvedimenti economico-normativi sempre pi antisociali e discriminatri.
Noi  pensiamo  che sia sbagliato e riduttivo attribuire certe manifestazioni di stampo medioevale soltanto all'ignoranza. Riteniamo invece che si tratti di concezioni gi presenti nella societ italiana e definitivamente  disvelate dai processi d'immigrazione, che fungono da detonatori d'innesco d'altre fobie.
Per definire questo fenomeno sia sotto il profilo lessicale che concettuale, io e Mario abbiamo coniato due neologismi:"Handifobia," sostantivo femminile che indica il disturbo psico-estetico  del "normodotato" verso l'handicap e il suo portatore.  "Handifobico," aggettivo qualificativo, che in realt squalifica i propugnatori della peggior forma di razzismo.
Se credete, fate buon uso dei due termini per denunciare questa ennesima ignominia.
Ne scontiamo gli effetti giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese; ma continuiamo a subire perch siamo incapaci di reagire e di fronteggiare unitariamente il giuoco al massacro della famosa locuzione latina: "Divide etimpera."
     Eppure esistono donne, uomini, Fondazioni e istituzioni che assumono iniziative tanto lodevoli e meritorie, quanto discrete e ignorate dai media.
Per esempio: fra le tante giornate dell'anno, nelle quali vengono stabilite ricorrenze civili, liturgiche e politiche, c' la "Giornata del Fornaio," che simboleggia la socializzazione del pane, la creativit dell'intelligenza, la comunione dello spirito e la condivisione di un progetto.
La giornata  stata istituita a livello locale dall'odontoiatra Dott. Giuseppe Trinchillo ed  stata celebrata per la prima volta il 29 maggio scorso presso la frazione di Centore, Comune di Cellole, Provincia di Caserta.
Siamo di fronte alla stupenda Baia Domitia. E' domenica, una domenica realmente e pienamente carica di significato sociale, cristiano e politico.
In questa frazione, raggiungibile dalla Statale Domitia, il Dott. Giuseppe Trinchillo ha rilevato a proprie spese dieci ettari di terreno per creare un villaggio destinato al ricupero, all'aggregazione e all'integrazione dei soggetti down, nonch di  altre persone svantaggiate.
Qui ne sono giunte una ventina d'ambo i sessi con le rispettive famiglie per dibattere il comune denominatore dell'handicap, per delineare un progetto d'accoglienza attiva e per trascorrere una giornata nella pace del luogo, tra un panino, una pizza, una bibita fresca e qualche lancio di palla a volo.
Incontri; pareri; emozioni e speranze riposte nella fiducia e nei mezzi collettivi. Una umanit non pi celata alla vista degli schizzinosi e finalmente disposta a ripudiare la clandestinit, a gestire in prima persona il riscatto dalla propria condizione.
Il "Villaggio Emanuele," per il momento, racchiude un ideale, un'intenzione, un proponimento e un sogno condivisi dall'intera cittadinanza.
Nella sua fede tenace e incrollabile, il Dott. Giuseppe Trinchillo ha gi prospettato una struttura di 400 metriquadri per l'apprendimento e lo svolgimento di varie attivit agricole, artistiche, meccaniche e artigianali. Ma occorre denaro, moltissimo denaro, senza il quale, si rischia di precipitare nel velleitarismo e nella riconsiderazione generale del credito fiduciario accordatogli.
Una tale eventualit, purtroppo, si evince gi dalla sottostima e dalla sottovalutazione del compito che il Dott. Trinchillo si  prefisso, contando forse su risorse finanziarie delle quali il Comune non dispone, sul volontariato e sull'apporto economico di cittadini generosi.
L'esperienza del primo pic nic estivo e senz'altro positiva e propedeutica allo sviluppo del disegno.
I ragazzi corrono, si divertono e fraternizzano. Alcuni partecipano attivamente al dibattito progettuale tra le famiglie, suscitando peraltro un interesse notevole con qualche proposta di merito. Ma d'autunno e d'inverno?
Siamo appena allo stadio embrionale di un piano che, come tutti i piani di lavoro a lungo termine, deve prestabilire obiettivi raggiungibili epreventivare   strutture, infrastrutture, costi, risorse patrimoniali, organici, programmi e tempi di realizzazione. Sono i requisiti indispensabili per l'atuazione di tutti i progetti che abbiano credibilit fattuale e che convincano sia i privati, sia le pubbliche Amministrazioni, a inserirli nei loro bilanci.
Sia chiaro che le nostre sono osservazioni benevole, ammonitrici e dettate dalla realt di un Paese in crisi economica e valoriale.
Tuttavia ci piace ricordare che il teologo, musicologo e medico Albert Schweitzer, all'inizio del secolo scorso, fond un ospedale e  e un lebbrosario a Lambarn, Gabon, contro ogni aspettativa internazionale.
A ragione dell'alta opera umanitaria, fu insignito del premio "Nobel" per la pace nel 1953.
I sostenitori del "mai" sono sconfitti in partenza e per sempre.
Un'ultima nota: fosse anche per trascorrere una domenica nella serenit della natura e di altri esseri umani, non accantonate l'idea di visitare il "Villaggio Emanuele." La vostra presenza costituirebbe gi un sostegno  agli intenti di un uomo e di una comunit che sfidano! Che sfidano! Cosa sfidano? E cosa sognano?Forse sfidano l'impossibile compiendo un miracolo.
Forse sognano un convitto a pieno regime; un hotel-scuola permanente; un complesso di edifici, magari prefabbricati, nei quali tradurre le disposizioni attitudinali dei loro cari e vederli restituiti  alla dignit di un lavoro, all'autosufficienza, all'autostima.

Sito: www.villaggioemanuele.com