talebani
"i talebani ed il web" di Umberto Eco.
Articolo tratto dal sito de "L'Espresso" del 18 maggio 2011


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/i-talebani-del-web/2151302

I talebani del web
di Umberto Eco

In un mio articolo sull'Espresso avevo parlato delle troppe bufale che 
circolano in Internet, Sono stato attaccato come se fossi un luddista o 
un apocalittico. Invece esercitare una critica della Rete aiuta a 
migliorarne la qualit
(18 maggio 2011)
Circa vent'anni fa, quando stavo iniziando a usare il computer e lo 
introducevo all'universit facendo organizzare corsi di addestramento ai 
linguaggi di programmazione, ero in contatto con uno dei primi studiosi 
di problemi informatici e pianificavamo insieme alcune iniziative a 
livello accademico. Un giorno in un dibattito mi sono trovato a fare 
quello che, da studioso serio, farei nei confronti dei "Promessi sposi", 
della coltivazione intensiva delle patate o del metodo Montessori: ho 
mostrato alcuni punti critici del nostro comune oggetto d'interesse - 
cos come, utente dell'automobile qual sono, e persino talora 
appassionato lettore di "Quattroruote", sono sempre pronto a indicare 
tutti i casi in cui l'automobile costituisce un rischio (emissioni 
venefiche, eccessiva velocit, ingorghi, impigrimento). Non l'avessi mai 
fatto: quella persona, che credevo studioso equilibrato, mi si  
scagliata contro accusandomi di cieca insensibilit al progresso e odio 
degli strumenti elettronici.

Ogni innovazione crea i propri equilibrati fedeli (io sono un 
equilibrato utente del computer - ne ho otto, in luoghi diversi - e di 
Internet, che consulto giornalmente) ma crea anche i propri "talebani", 
che avvicinano il nuovo ritrovato come cosa sacra e intoccabile, pena il 
ritorno alla penna d'oca.
La scorsa Bustina ho raccontato di come nel giro di tre giorni fossero 
apparse su Internet quattro notizie false, che mi riguardavano, e come 
questo dovesse metterci in guardia nei confronti di uno strumento che, 
essendo nelle mani di chiunque,  ricco di inesattezze o addirittura di 
bufale messe in circolazione proprio per minare la fiducia nello 
strumento stesso.
Non l'avessi mai fatto. Invece di apprezzare questa esortazione critica 
a non prendere mai nulla per oro colato sono stato criticato da varie 
parti come apocalittico, luddista, misoneista, intristito nel suo 
rifiuto delle magnifiche sorti (e progressive). Mi  stato obiettato che 
tutte le false notizie di cui parlavo erano apparse su giornali o 
agenzie di stampa e solo dopo erano state diffuse da Internet. Come a 
dire che, se su un quotidiano apparisse la notizia che Bin Laden  vivo 
e vegeto nel Guatemala, perch lo ha rivelato un montanaro boliviano 
coltivatore di coca, la responsabilit della diffusione di questa falsa 
notizia non sarebbe del giornale ma del montanaro.

Io le notizie di quei quattro falsi le ho ricevute da Internet, perch 
non mi era capitato di avere tra le mani le fonti giornalistiche in 
questione, alcune delle quali magari erano arrivate a poche migliaia di 
persone mentre, una volta amplificate su Internet, hanno raggiunto 
persino me.
Che la stampa dia spesso notizie false  storia vecchia, tanto che gi 
Oscar Wilde, in uno dei suoi paradossi, lamentava il declino della 
pubblica moralit dicendo che ormai persino i giornali davano notizie 
vere. Ma con Internet abbiamo una mutazione quantitativa impressionante 
e ci sono casi in cui la quantit si trasforma in qualit.

C' per una cosa consolante sulla quale vale la pena di discutere, e in 
ragione della quale continuo a usare Internet come fonte di 
informazione: ed  che la smentita che appare sui giornali finisce in 
corpo minore nelle pagine interne, quando la notizia falsa aveva 
campeggiato in prima pagina; al contrario una bufala apparsa su Internet 
ha buone possibilit di essere contestata, con pari e talora maggiore 
evidenza. Non tanto la mia Bustina (a stampa), quanto le critiche che le 
sono state rivolte on line, sono servite a informare moltissimi che 
quelle quattro notizie erano false.
Ma proprio da questo deriva la virtuosa necessit di continuare a 
esercitare una critica del Web, cos come si esercita una critica della 
politica, o si falsificano ipotesi errate nella ricerca scientifica - e 
di insegnarlo specie ai pi giovani. Non capisco perch il libero 
esercizio di questa doverosa attivit trovi qualcuno disposto a 
scandalizzarsi.