taggare
taggare, nuove tendenze da internet.
Articolo dal sito di "Repubblica" di oggi 20 maggio 2011


Il tag alla conquista del mondo
intanto Facebook lo brevetta
A cinque anni dalla sua introduzione, il sistema di identificazione del 
social network  stato riconosciuto dall'US Patent and Trademark Office. 
Nel frattempo  diventato un fenomeno di costume e aspetta di irrompere 
nei dizionari
di BENEDETTA PERILLI

Il tag alla conquista del mondo intanto Facebook lo brevetta
"NON MI taggare che sono venuto male", "Se mi tagghi non vale" e ancora 
"Ti vorrei taggare", per indicare un certo gradimento dell'altro, o "Mi 
ha taggato la polizia", ovvero ho ricevuto una multa. Voce del verbo - 
non ancora riconosciuto dal dizionario italiano - taggare che, 
assolutamente in voga nel linguaggio di giovani e meno giovani iscritti 
a Facebook, ora diventa pure un brevetto riconosciuto dall'US Patent and 
Trademark Office 1. Se  vero che ai tempi del social network lasciarsi 
 pure un po' staggarsi  -  a molti  toccato almeno una volta togliere 
il tag dalla foto con l'ex fidanzata o con l'amica non pi troppo cara - 
 vero anche che il riconoscimento dell'Uspto ufficializza un sistema 
diventato pi di una moda. Con circa 100 milioni di immagini caricate  
-  e taggate - ogni giorno su Facebook  questo uno degli ingredienti 
del successo del maggiore social network del web oltre che secondo sito 
pi visitato subito dopo Google.

In un mondo in cui le immagini taggate possono rompere un'amicizia, 
popolata da utenti dai nomi come "il taggatore nero", il "taggatore 
anonimo" e il "taggatore mascherato", e dove prolificano gruppi come 
"taggare ke passione", "odio essere taggato", "cotto e taggato" e 
l'apprezzatissimo di origine romana "m'ha taggato a polizia", fa quasi 
tenerezza ricordare un pioniere della moda del tagging che gi nel 2009 
tesseva le lodi del popolare sistema di identificazione con la canzone 
"Lasciarsi su Facebook 2". Intonata dal neomelodico Manuele d'Amore  -  
personaggio inventato dai creativi di The Jackall - la hit cresceva su 
un mitico ritornello: "Non mi puoi taggare il cuore, non mi puoi 
chiamare amore, ad amarsi su Facebook".

Tagging, cos come viene descritto nella scheda del brevetto numero 
7,945,653 registrato il 17 maggio 2011,  un sistema per contrassegnare 
contenuti digitali. Il metodo, che prevede la selezione di un media 
digitale e di una regione del media, pu includere l'associazione di una 
persona o di un'entit all'interno della regione selezionata e l'invio 
di una notifica alla persona o all'entit citata nel tag. Pi difficile 
da spiegare che da fare per la maggior parte degli utenti di Facebook 
che da ora in poi utilizzeranno un sistema inventato da Marck 
Zuckerberg, Aaroon Sitting e Scott Marlette ogni volta che, cliccando su 
un'immagine, su un video, su un file musicale o su un testo, assoceranno 
a quel contenuto un nome.

Ci sono voluti circa cinque anni, dal momento del deposito della 
richiesta di brevetto per il tagging, per far ottenere a mister 
Facebook, al product architect Sitting e all'ex ingegnere Marlette la 
paternit del sistema che prevede come ulteriore funzione associata alla 
notifica anche l'invio di contenuti pubblicitari.  inoltre di pochi 
giorni fa l'introduzione del tag anche per marchi, prodotti e personaggi 
famosi, cos a chi vorr identificare quella popolare bevanda 
immortalata nella foto della festa baster collegare l'immagine alla fan 
page della bibita con il tagging.

Oltre all'aspetto economico dell'ultima vittoria di Zuckerberg e 
compagnia  -  solo alcune settimane fa sempre a Facebook veniva 
riconosciuta la paternit del sistema di regali virtuali  -  il brevetto 
garantisce un discreto controllo sulle altre piattaforme sociali che da 
ora in poi dovranno guardarsi bene dall'introdurre sistemi che possono 
anche solo ricordare il tagging. Che d'ora innanzi  made in Facebook.

(20 maggio 2011)
