lago
E' cieco ed attraverser il lago a nuoto
L'Arena del 30-04-2011


Il 2 luglio Alessandro Furioni percorrer 13 chilometri dalla Rocca di
Manerba a Garda: Preparazione gi nella fase pi intensa. Ore di bracciate
per allenarsi, sfidando i motoscafi Le speranze? La retina artificiale, ma
per adesso penso solo a portare a termine questa mia impresa 

MALCESINE. Per camminare usa il bastone bianco. Lo picchietta a terra a ogni
passo, a intermittenza regolare. Quelle poche ombre che gli facevano
compagnia fino all'anno scorso, ora sono sparite, ma lui non si demoralizza:
se la vita esterna  diventata un'impenetrabile barriera nera, quella
interiore continua ad avere i colori chiari dell'acqua del suo lago, il
Garda, che il 2 luglio attraverser a nuoto aiutato solo dalle pinne.
Alessandro Furioni, 39 anni, residente a Malcesine, sar pure cieco, ma ha
un'energia fisica e mentale che pochi vedenti hanno. Percorrer tredici
chilometri, 6,9 miglia nautiche, nuotando dalla Rocca di Manerba a Garda. 
Era un po' di tempo che pensavo di fare la traversata e adesso  arrivato
il momento, spiega contento. Ho voglia di mettermi alla prova e l'acqua 
il mio ambiente preferito, ci starei sempre. Spero che il lago sia calmo,
cos mi divertir. Tempo fa ho gi fatto una traversata con una barca
d'appoggio da Cassone a Campione, ma erano solo quattro chilometri.
Ogni giorno, quando il Garda assume una temperatura umana, Furioni scende
col bastone nel golfo della Val di Sogno, lascia i vestiti vicino a una
roccia sporgente (Cos poi riesco a ritrovarli, assicura) e si tuffa.
Raggiunge Cassone, macinando due chilometri, poi ritorna e riparte. Faccio
questo percorso quattro-cinque volte, racconta. Per precauzione lega una
boa e una tavoletta di polistirolo al costume e poi incrocia le dita. Non 
la prima volta che mi vengono addosso, racconta. Una volta un catamarano mi
 passato sopra. Per fortuna sono rimasto tra i due scafi. Un'altra volta,
invece, una barca ha centrato boa e tavoletta. Al di l del pericolo
imbarcazioni, ci si chiede come possa ritrovare sempre il punto di partenza
e non finire in mezzo al lago, disperso. Gi questa  un'impresa che lascia
stupiti, considerando che basta essere miopi per avere serie difficolt a
ritornare al proprio ombrellone. Mi oriento usando soprattutto l'udito,
dice. Nuo to per due-tre ore rimanendo parallelo alla costa, ascolto il
rumore delle onde che si infrangono sulla riva, le auto che passano. Ogni
zona ha i suoi suoni, basta riconoscerli. L'importante  non deconcentrarsi:
se lo faccio, allora s che sono guai, perch non mi ritrovo pi.
Quando non pu tuffarsi nel lago perch l'acqua  troppo fredda, si allena a
Gardacqua, la piscina di Garda, sponsor della sua traversata. Ci vado tre
volte alla settimana, sottolinea.  stato proprio in piscina che ho
incontrato chi si sta occupando dell'organizzazione dell'evento. Si chiama
Victor, abita a Cisano e sta sbrigando tutte le pratiche burocratiche
necessarie.  stato lui ad offrirsi di fare tutto. Un lavoraccio, perch
bisogna fare domanda a sette enti diversi, tra i quali la Regione Veneto e i
vigili del fuoco. Durante la traversata, aggiunge, sar "sorvegliato"
dalla protezione civile e seguito anche dalla barca dei bagnini di
Gardacqua. 
La cecit non  sempre stata sua compagna. Da bambino credevano fossi miope.
 stato alle scuole medie che ho scoperto di avere la retinite pigmentosa,
spiega. Mio padre mi ha portato da un oculista che a sua volta mi ha
indirizzato a un centro specializzato a Pisa. Lui mi ha detto di cosa
soffrivo. All'epoca, per, non mi sembrava possibile che potesse succedermi
di diventare cieco. Non ci credevo.
Finire al buio  stato un cammino lento, graduale e inesorabile. Sono
riuscito a prendere la patente e ho guidato l'auto dai 18 ai 25 anni,
racconta Furioni. Ho frequentato le medie, poi in prima superiore mi hanno
bocciato e cos sono andato a lavorare da mio zio che aveva un negozio di
tabacchi e giornali. A 18 anni ho cominciato a gestirlo io e ci ho lavorato
fino a 33 anni. Ho dovuto smettere perch non leggevo pi niente. Da allora
vivo con la pensione d'invalidit. 
Disperarsi per non faceva per lui. Cos si  munito di bastone bianco e ha
iniziato a dedicarsi alle attivit che poteva ancora fare. Oltre a nuotare,
va a camminare sul Baldo con gli amici e pratica lo show down, una sorta di
ping pong che utilizza una pallina sonora. Faccio tornei amatoriali
all'interno dell'Unione italiana ciechi, afferma. Ho appena vinto quello
che si  tenuto a Firenze. Poi gli piace la musica e cucinare. Mi piace
fare la pizza, rivela. Fidanzate in questo periodo non ne ha, ma la sua
prima speranza non  tanto la morosa, quanto la ricerca medica. Stanno
sperimentando una retina artificiale, rivela fiducioso. Non si sa mai.
Per ora, per, pensa alla traversata. Da adesso inizio l'allenamento
serio, assicura. Ci siamo.
Tra i sostenitori di Furioni c' anche Paola Buratto, direttrice di
Gardacqua. Sono sicura che ce la far, afferma. Chiaro che serve
l'allenamento  indispensabile, ma per compiere simili imprese occorrono
soprattutto cuore e testa, sono loro che subentrano quando la fatica si fa
sentire e Alessandro ha sicuramente entrambi. Ne sa qualcosa lei, ex atleta
di nuoto e triathlon. A Gardacqua siamo sempre pronti a sostenere chi ha
disagi fisici, afferma. Disabili e accompagnatori entrano gratis: siamo
felici di accoglierli e di regalare loro un po' di benessere.



