internet
Cosa s internet di noi?
Articolo tratto dal sito di "Repubblica" di oggi 19 maggio 2011.


http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/19/news/internet_biografia-16459400

Tutti i vizi e i segreti che internet sa di noi
Gli amori, il lavoro, i gusti personali. La rete non dimentica nessuna 
delle informazioni che le affidiamo. E conserva cos la nostra identit

Tutti i vizi e i segreti che internet sa di noi
di RICCARDO STAGLIANO'
A tradimento Expedia mi chiede se voglio andare in vacanza con l'ex 
fidanzata. Non lo dice proprio cos, ma mi suggerisce il suo nome per il 
secondo biglietto d'aereo. Se lo ricorda da un vecchio acquisto, 
l'impertinente sito di viaggi. Lo stesso fa Amazon per la consegna dei 
libri. Se li hai fatti spedire a un indirizzo che non frequenti pi, lui 
insiste. Persino il sito delle contravvenzioni del comune di Roma prova 
a inchiodarti al passato. Vado a controllare una multa e, accanto al 
verbale, ora hanno messo la foto dell'infrazione. In bianco e nero, 
sgranata, ma ineluttabile: sono proprio io in sella. Con la compagna di 
allora. Dio perdona, Internet no. Soprattutto non dimentica niente. Ci 
conosce meglio di una madre, di un amico, di uno psicanalista. Ed  in 
grado di mettere insieme cos tante tessere di quel mosaico caotico che 
 la vita da ricostruirlo a un livello di dettaglio impensabile nell'ra 
Pre-Web. Cos ho chiesto alla rete di scrivere la mia biografia, non per 
il suo trascurabile interesse, ma per quello enorme che a redigerla sia 
un algoritmo. Utilizzando fonti aperte, informazioni a disposizione di 
tutti. Avessi interpellato i Servizi segreti avrei ottenuto un ritratto 
meno vivido. Provare per credere.

Se fai il giornalista, in teoria, sei pi esposto di un impiegato del 
catasto. Ma non  detto, perch limpiegato potrebbe avere una 
pirotecnica doppia vita telematica: condividere tutto su Facebook, 
commentare i blog altrui, affidare a Twitter in tempo reale la propria 
opinione sulluniverso mondo. Insomma, cose che io non faccio. Perch 
alla fine i pixel con cui la rete comporr il nostro ritratto digitale, 
ad alta o a bassissima risoluzione, siamo noi a fornirglieli. Talvolta 
in maniera attiva, riempendo questionari, firmando petizioni, e cos 
via. Pi spesso in modo passivo, semplicemente navigando, comprando o 
essendo taggati in foto altrui. Per cominciare, dunque, c Google. Il 
grado zero  legosurfing, ovvero controllare ci che in rete si dice di 
noi digitando nome cognome. Nel mio caso escono 102 mila risultati, ma 
le quotazioni cambiano con i giorni. Ai primi posti una voce di 
Wikipedia in inglese che fino a qualche tempo fa sosteneva erroneamente 
che fossi il capo di Repubblica.it (approfitto per scusarmi col 
titolare). Verso il fondo spunta invece un messaggio che spedii il 27 
maggio 1996 a un gruppo di discussione sulla pubblicit online. Per quel 
che ne sapevo allora era come attaccare un annuncio in una bacheca 
delluniversit. Quel che ho imparato poi  che nessuno lavrebbe mai 
rimosso e anzi sarebbe stato imbalsamato a futura memoria. Avessi 
chiesto istruzioni per confezionare una bomba sarebbe stato lo stesso.

Se poi, come me e altri 170 milioni di persone nel mondo, usate la posta 
di Gmail, le cose si complicano. Nel senso che tutto quello che scrivete 
potr essere usato, pubblicitariamente parlando, contro di voi perch il 
sistema analizza i testi per accoppiarci pubblicit pertinenti. Dunque 
se dite a un amico che sarebbe bello trascorrere un finesettimana a 
Palermo aspettatevi, per dire, annunci su una suite scontata allhotel 
Delle Palme. Per vedere come vi hanno etichettato c Google Ads 
Preferences. Di me il software ha capito che sono un maschio e tra gli 
interessi desunti dal mio comportamento online ci sono cinema, spartiti 
musicali, giornalismo. E in tv mi piacerebbero crime stories e legal 
show (nego laddebito). Ma Google  ormai un mondo. Mette a 
disposizione un programma per scrivere, un calendario, un sistema di 
notifiche personalizzate e tanto altro. Gratis, o meglio, pagando in 
moneta di privacy. Lui ti offre un servizio, tu gli affidi la tua vita 
digitale. Ci che scrivi, dove vai e quando, quello che ti interessa 
sapere. Cos, seppure in forma anonima, il cyber-leviatano riutilizzer 
quella messe di dati per recapitarti linserzione giusta. Sono andato a 
verificare nel Dashboard, la scatola nera di tutti i miei rapporti con 
il motore di ricerca. Ed  come guardarsi lanima allo specchio. Dal 
momento che ho attivato anche la Cronologia, ovvero il registro storico 
di ogni ricerca eseguita, sanno esattamente cosa ho visto in questi 
anni. Il resoconto inizia alle 18.16 del 22 maggio 2007 e le parole 
chiave, credeteci o no, erano nietzsche memoria troppo buona (magari 
mi sono fatto suggestionare e volevo sancire con una citazione del 
filosofo laver attivato quella specie di panopticon volontario).

Ogni singola query  stata messa a verbale. Ci sono anche tutti gli 
indirizzi che ho cercato su Mappe. I video che ho guardato, dalla clip 
di The Ballad of John and Yoko allultimo disco dei Virginiana Miller. 
Per non dire di quelli che ho caricato su YouTube. Cos come le foto 
che, tanto tempo fa, ho condiviso sugli album digitali Picasa. E i 
titoli che ho scaricato su Libri. Ce n gi abbastanza per ricostruire 
la mia esistenza, avendo del gran tempo da perdere, minuto per minuto.

Per accedere al sancta sanctorum per bisogna possedere la parola 
chiave. Serve un hacker bravo o, banalmente, averla lasciata memorizzata 
nel pc. Tuttavia, anche limitandosi alle informazioni aperte i risultati 
sono stupefacenti. Se non avete familiarit con la sintassi dei motori 
di ricerca ci sono compagnie specializzate in web listening. Di solito 
lo fanno per le aziende, per capire che reputazione ha un marchio o un 
certo prodotto. Li ho sfidati a sguinzagliare i loro software 
specializzati perch portassero a casa i dati pi succosi sul mio conto. 
Dopo meno di un giorno lemiliana TheDotCompany mi ha recapitato un 
rapportino che sembra vergato da un funzionario della Digos. Contiene: 
luogo e data di nascita, numeri di telefono di lavoro e di casa, 
qualifica professionale esatta, il nome di mio padre e lannotazione che 
I genitori e il nipote vivono a Viareggio. Unimpeccabile biografia 
lavorativa e poi Il sistema di correlazione di keyword e contenuti 
suggerisce orientamento politico Pd/Rifondazione Comunista e forti 
legami con il mondo sindacale, credo desunti dal fatto che ho scritto 
un libro sugli immigrati e lho presentato in varie feste dellUnit. In 
parallelo anche Expert System di Modena, specialista nella tecnologia 
semantiche per la comprensione e lanalisi delle informazioni, era sulle 
mie tracce. In una decina di slide riassume le organizzazioni, le 
persone (vince il mio amico Raffaele Oriani, con 319 ricorrenze), le 
localit, gli argomenti con cui ho pi a che fare (Internet 206, 
immigrazione 150, editoria 137, etc.) e unenoteca che frequento. I 
segugi milanesi della FreedataLabs ricavano addirittura profili 
psicologici dalle parole che uso. Dicono che solo il 6% appartiene a 
categorie emozionali e mi dipingono come uno molto teso allobiettivo, 
curioso ma anche introverso, con venature di tristezza. Cos parl 
lo strizzacervelli automatico.

Joel Stein, un collega di Time che ha fatto lo stesso esperimento,  
stato pi bravo nel rinvenire tracce economiche di s. La Alliance Data, 
societ di marketing digitale, sa che  un ebreo di 39 anni, con laurea 
e stipendio da oltre 125 mila dollari. Che ne spende in media 25 per 
ogni acquisto online ma il 10 ottobre 2010 ne ha sborsati 180 per 
biancheria intima. Sono dati che in Italia sarebbe impossibile avere 
senza lordine di un magistrato mi tranquillizza Andrea Santagata, 
numero due di Banzai, tra le pi grandi web company nazionali, perch 
abbiamo una legge sulla privacy molto pi stringente. In ogni caso alla 
pubblicit non interessa sapere come ti chiami, ma conoscere il tuo 
profilo per mirare i messaggi. Tutto vero, e da tenere a mente per non 
finire arruolati nel gi affollato partito delle teorie della 
cospirazione. Ma quanto detto sin qui lo  altrettanto. Anzi, non c 
stato neppure tempo di parlare di Last. fm che sa che musica ascolto (se 
ti piacciono i Wilco ti piaceranno anche i Golden Smog e The Autumn 
Defense). O di Ibs che, sapendo quali libri acquisto me ne consiglia 
altri, per propriet transitiva: se David Foster Wallace, allora George 
Saunders. O di infinite altre destinazioni online che, per il solo fatto 
di aver interagito con loro, hanno creato dei dossier da cui inferire la 
mia personalit.  una tragedia? Neanche per sogno. Internet  
linvenzione pi strepitosa e benemerita dellultimo secolo. Basta 
essere consapevoli e comportarsi di conseguenza. Per quanto riguarda 
infine la sconveniente insistenza di Expedia ho estirpato il cookie, il 
pezzetto di codice che ricordava al sito i miei viaggi precedenti. E 
adesso il computer non si impiccia pi in cose che non lo riguardano.

(19 maggio 2011)