storia
Un p di storia dei calcolatori.
Francesco Melis su smanettando, 04\04\2011, h. 13.36.


Un po' di storia dell'elaborazione personale.
Si era negli anni a cavallo fra la fine dei '70 e l'inizio degli '80. 
Era il periodo in cui nascevano come i funghi ditte costruttrici di 
piccoli computer; ognuno con un proprio standard di funzionamento, di 
sistema operativo, di interfaccia.
A noi ragazzi che frequentavamo all'epoca le facolt scientifiche 
esercitavano un fascino incredibile. Poter disporre in proprio di un 
Calcolatore programmabile esercitava una grande attrattiva abituati come 
eravamo alla "elaborazione a lotti".
All'epoca per programmare occorreva scrivere il programma sorgente 
scrivendo, anzi "perforando", le schede di cartoncino con il cosiddetto 
"Codice Hollerith" su delle apposite macchine meccaniche perforatrici 
dotate di tastiera che bucavano le schede che riportavano, comunque, in 
cima sulla prima riga, l'istruzione stampata ad aghi in nero.
Il pacco schede, corredato di una prima scheda speciale rossa con 
l'account e le risorse rimanenti, un po' come una scheda prepagata, 
veniva consegnata al tecnico responsabile del Mainframe, (il mitico 
Sperry Univac 1100), il quale si premurava di comunicarci di "ripassare 
nel pomeriggio". E gi, il pacco schede veniva letto da un apposito 
apparecchio lettore simile ad un contabanconote e trasferito in memoria 
disco in attesa... in attesa... che arrivasse il turno di elaborazione 
anche per gli studentelli perch prima, a priorit maggiore, c'erano i 
professori, i ricercatori, l'amministrazione dell'Universit. Se tutto 
andava bene dopo qualche ora trovavi in un apposito scaffale un pacco di 
carta a modulo continuo a 132 colonne con il risultato dell'elaborazione 
ed il sorgente. Non c'era interazione ed occorreva includere a priori 
anche le schede con i dati da elaborare. Il pi delle volte il pacco 
conteneva tristemente solo il sorgente con le paurose segnalazioni del 
compilatore che marcava le castronerie sintattiche dei programmatori, 
(all'epoca usavamo il linguaggio Fortran). Gi da prima comunque 
esistevano calcolatrici programmabili personali. Ricordo la mia prima 
calcolatrice tascabile programmabile che serviva per i calcoli di 
chimica, stechiometria, fisica: la favolosa HP 65 che nel '75 costava la 
bellezza di 720000 lire. Era una calcolatrice tascabile programmabile 
con delle schedine magnetiche e che usava il rivoluzionario metodo di 
calcolo con lo "stack", anni luce pi avanti delle pi economiche e 
molto diffuse "Texas Instruments". Un po' il rapporto che c' oggi fra 
l'iPhone originale e il telefonino preso alle bancarelle dei cinesi.

Cito di seguito un articolo di oggi 4 aprile 2011 di "Repubblica" che 
ricorda uno dei calcolatori dell'epoca che hanno fatto la storia 
dell'elaborazione personale.

I trent'anni dell'Osborne-1
Antenato di netbook e iPad
Nell'aprile 1981 veniva presentato il primo computer "trasportabile" 
commerciale. Pesava undici chili e aveva uno schermo da 5 pollici. 
Nonostante il successo, venne oscurato dalla concorrenza. Ma apr la 
strada a un mercato ancora in evoluzione di CLAUDIO GERINO

A GUARDARLO adesso pu far sorridere: anche il pi scarso degli 
smartphone  pi potente, ma 30 anni fa era un'innovazione che avrebbe 
cambiato il modo di usare il computer. E' l'Osborne-1, il primo modello 
veramente commerciale di pc portatile, le cui vendite cominciarono 
appunto nell'aprile del 1981 - tre mesi in anticipo rispetto al primo 
personal computer, da tavolo, dell'Ibm -, segnando l'inizio di un'era 
culminata in questi ultimi anni con l'introduzione dei tablet, e che 
domani potrebbe dar vita persino a pc 'arrotolabili'. Osborne-1 fu 
presentato alla West Coast Computer Fair di San Francisco al costo 
abbastanza impegnativo di 1.795 dollari.

Anche se si trattava di un portatile (in realt apparteneva alla 
categoria dei 'trasportabili') l'Osborne-1 richiedeva al suo fortunato 
possessore una certa forza fisica perch pesava ben undici chili. Un 
tablet di oggi al massimo arriva a 6-800 grammi e un laptop a non pi di 
2-3 kg. Aveva una capacit di memoria Ram di 64 Kbyte, utilizzava il 
sistema operativo CP/M, il predecessore di PC-Dos e MS-Dos, e come 
software, Wordstar e SuperCalc, entrambi entrati poi nella storia 
dell'informatica.

Nonostante lo schermo da appena 5 pollici (13 cm), ebbe comunque 
successo, testimoniato da vendite per circa 250 milioni di dollari, tra 
il 1981 e il 1983. Tra l'altro il computer  diventato famoso anche per 
l'"Effetto Osborne": l'annuncio prematuro del suo successore, pi 
potente e meno costoso, provoc infatti un calo drastico delle vendite, 
contribuendo a portare al fallimento l'azienda, nel 1983. Un errore che 
ha fatto scuola nell'industria informatica.

L'Osborne-1 fu subito ampiamente imitato e quindi rimpiazzato da altri 
modelli molto pi avanzati prodotti dalla concorrenza. Cinque anni dopo 
l'Ibm lanci il suo 'Convertible', che pesava la met e aveva uno 
schermo Lcd molto pi grande, oltre a 'ben' 512 Kbyte di memoria Ram. In 
seguito il computer portatile continu a perdere peso mentre 
contemporaneamente crescevano le dimensioni dello schermo, che dal 1991 
divenne standard a colori.

Intorno al Duemila sono cominciati ad arrivare i 'desktop replacement', 
pc portatili con uno schermo ampio, in grado di fornire prestazioni 
uguali a quelli da tavolo. In seguito c' stato anche il 'sorpasso' e i 
portatili hanno superato le vendite dei pc da tavolo. La corsa alla 
miniaturizzazione non si  per mai interrotta: prima sono arrivati i 
subnotebook (dal peso tra 800 grammi e 2 Kg) e, a met del decennio 
scorso, i netbook (tra 800 e 1,2 Kg). Questi ultimi hanno trainato il 
mercato informatico fino all'arrivo dell'iPad, un anno fa.

La tavoletta dell'Apple ha rivitalizzato un segmento di mercato che 
languiva da anni, quello dei tablet. Un successo, trainato ulteriormente 
dall'iPad 2, che per  andato a scapito dei pc, soprattutto portatili, 
le cui vendite sono adesso in flessione. Tanto che gli analisti 
cominciano a parlare di un "mondo post-pc". Ma i pc tradizionali hanno 
ancora in serbo delle sorprese, come il 'Rolltop', della tedesca Orkin 
design. "Il Rolltop - spiega il sito della compagnia -  un computer 
completamente arrotolabile, come un tappetino da yoga, che pu essere 
srotolato e usato sia come vero e proprio laptop che come schermo".
(04 aprile 2011)