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I 5 supersensi che non sapete di avere.
articolo sole 24 ore del 3\04\2011 commentato da Donato Taddei.


beh questo la chiama neuroplasticit, ma la si potrebbe altrettanto bene definire memoria spaziale, e comunque con tutto il rispetto per il ricercatore e il suo libro, mi pare un po quando un nostro educatore in istituto s'immedesim tanto nella sua parte di emulazione della cecit per capire, che, bendatosi si butt nella bolgia di cecati scalcianti intorno a un pallone rivestito da una robusta rete di spago da cui penzolavano a mo di sonaglio tappi a corona di birra, particolarmente letali con quei bordi e il fil di ferro che li ancorava al pallone, e  pi o meno settimanalmente si sasciava, ginocchia, stinchi o impattando neimuri con la zucca.
Questo invece giocava a fare il cagnolino nel prato ma quello lo abbiamo fatto in molti: per esempio per locallizzare una pianta di camomilla o di nepeta.

e poi qualche esagerazione pure c', come quello che individua il senso di rotazione della palla, avesse detto la direzione ma quello mi sembra troppo.
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I cinque supersensi che non sapete di avere 

Eraclito, detto l'Oscuro, in realt sapeva produrre pensieri a dir poco adamantini. Per esempio: Se tutte le cose andassero in fumo, le nostre narici imparerebbero a distinguerle l'una dall'altra. Chiaro, no? Se ne volete una dimostrazione puntuale, estesa a tutti i sensi, la troverete nel lungo viaggio che il neuroscienziato Lawrence Rosenblum ci propone in Lo straordinario potere dei nostri sensi. La cui tesi di fondo non dovrebbe sorprenderci pi di tanto, almeno da quando Giacomo Rizzolatti ha dimostrato la plasticit, anche in et adulta, del nostro cervello: tesi che spiega perch i nostri sensi cooperano in continuazione, si influenzano a vicenda, compensano reciprocamente le loro eventuali deficienze, come se fossero costantemente al servizio di un sesto senso, quello che ci permette sempre e comunque  nella vita di ogni giorno o in situazioni estreme  di orientarci nel mondo. Udendo o annusando forme, toccando parole, assaggiando odori. 
Rosenblum lo ha provato in prima persona. Immaginatelo carponi, con dei grossi guantoni da lavoro e perfettamente bendato, procedere per il prato all'inglese di fronte al suo dipartimento mentre cerca di seguire, guidato solo dall'olfatto, un lungo nastro che odora di menta. L'esperimento, eseguito di fronte allo sguardo stupefatto dei colleghi del campus,  perfettamente riuscito. Rosenblum ora sa di avere un vero olfatto "da cani". Per quanto le narici umane siano capaci di una sola annusata al secondo, contro le sei di un qualsiasi Fido, il cervello di sapiens sapiens  in grado di sopperire a questa manchevolezza per raggiungere il suo obiettivo.
Le pi recenti ricerche di psicologia percettiva e scienza del cervello hanno svelato che i sensi colgono informazioni sulla realt che in passato si riteneva fossero a disposizione solo di altre specie animali. Gli esseri umani possono usare l'udito come i pipistrelli, l'olfatto come i cani e il tatto come gli insetti, e lo fanno costantemente. Dobbiamo dunque fidarci dei nostri sensi. A loro dobbiamo una grossa percentuale di ci che conosciamo, anche se non ne siamo coscienti. La spiccata sensibilit sensoriale di chi  affetto da un handicap  allo studio da decenni, ma solo di recente la neuroscienza, con l'ausilio degli strumenti di neuroimaging, ha messo a fuoco il "perch" di questi poteri apparentemente straordinari.  qui che troviamo il fenomeno della "plasticit neurale", che consiste nella facolt delle varie aree sensoriali del cervello di cambiare la propria funzione se  presente un deficit di qualche tipo: se ad esempio un soggetto  affetto da cecit   cronica, allora il suo cervello visivo "presta" il suo potenziale all'area della tattilit (corteccia somatosensitiva) ed  cos che un non vedente dalla nascita, o anche divenuto cieco da poche settimane, finisce col possedere una sensibilit tattile di gran lunga maggiore rispetto a un vedente, e ci grazie a questa compensazione sensoriale. Il cervello pu cambiare la propria struttura e organizzazione in base all'esperienza. Il suo livello di neuroplasticit  una sorpresa elettrizzante per una scienza che a lungo ha dato per scontato che, una volta matura, la struttura del cervello cambiasse poco.
La grande novit, per, consiste nel fatto che anche chi non  affetto da un deficit che compromette uno dei cinque sensi, possiede straordinari poteri percettivi di cui non  consapevole. Il nostro cervello, infatti, se sottoposto a determinate condizioni  per esempio la cecit indotta sperimentalmente con l'ausilio di una maschera da portare cinque giorni  che determinano un deficit parziale e temporaneo, reagisce immediatamente invocando l'ausilio delle altre aree sensoriali e potenziando il nostro tatto o il nostro udito, o gli altri sensi.
Pensare ai cinque sensi come a strumenti separati l'uno dall'altro  un grave pregiudizio intellettualistico. Rosenblum spiega, e lo fa in uno stile leggero, chiaro, divertente, come per il nostro cervello la percezione sia sempre multisensoriale. Le storie che racconta sono straordinarie. Si prenda il caso di Brian Brushway, cieco dalla nascita e campione di mountain byke. Per orientarsi Brushway si affida all'ecolocalizzazione. Il ciclista emette con la bocca forti segnali acustici a intermittenza, prodotti facendo schioccare la lingua ogni due secondi. Il riflesso prodotto dal suono che rimbalza sugli oggetti  gli ostacoli sul tragitto  viene percepito dall'udito infallibile di Brushway, che riesce anche a stabilire la qualit degli oggetti stessi  alberi, radici sul terreno, costruzioni  e addirittura a distinguerne i materiali sulla base della qualit della risonanza emessa. Esattamente come i pipistrelli, che confrontano le differenze di durata, energia, freque nza tra suono emesso e suono di ritorno, e sono cos in grado di individuare l'ubicazione e le caratteristiche degli oggetti (falene, alberi, fili del telefono).
E che dire di Michael, campione degli Houston heat, squadra di baseball per non vedenti, che si affida all'udito per dare la battuta? Ascoltando il ticchettio emesso dalla palla mentre si trova in aria, non solo riesce a individuarne la collocazione precisa, ma anche il senso rotatorio, informazione fondamentale per sapere come rimbalzer una volta che avr toccato il suolo.
L'abilit di Michael  di saper "ascoltare il futuro". Un'abilit in cui tutti noi eccelliamo. Per esempio, quando attraversiamo la strada, spesso distratti o mentre parliamo al cellulare, sebbene ci sembri di affidarci alla sola vista per l'individuazione di un'auto che sta per avvicinarsi pericolosamente a noi, in realt utilizziamo le informazioni uditive che, in questa circostanza, ci sono anche pi utili. Quando sentiamo una fonte sonora avvicinarsi, si attivano le aree cerebrali associate al rilevamento del moto, al riconoscimento dello spazio e alla reazione motoria. L'evoluzione ha messo a punto un sistema cerebrale di "avvicinamento uditivo", che ci avverte in anticipo circa la posizione oggettiva dell'auto che si approssima, per consentirci di evitarla in tempo.  come se il sistema di avvertimento dell'avvicinamento uditivo ingannasse le aree del cervello preposte alla reazione in modo che agiscano prima del necessario, assicurando in tal modo la sicurezza.
La percezione olfattiva  strettamente legata a quella visiva. A 54 sommelier francesi  stato somministrato due volte lo stesso vino bianco, ma la seconda volta con l'aggiunta di un colorante rosso inodore e insapore. I professionisti del vino sono caduti nella trappola e hanno creduto di individuare i tipici sentori di mirtillo e pepe del rosso.
Per condurre la sua ricerca, Rosenblum si  impegnato in prima persona a tutto campo. Ha invitato alcuni amici a cena in un ristorante gestito da ciechi e allestito in un locale completamente buio. L'assenza di luce ha fatto s che, se da un lato ha potuto riconoscere al tatto con maggiore precisione la forma dei cibi, dall'altro l'impossibilit di contemplarne i colori glieli ha resi abbastanza insapori. Anche l'occhio vuole la sua parte. E anche l'udito contribuisce al piacere del mangiare: un esperimento premiato con l'IgNobel,  stato eseguito facendo provare a un gruppo di soggetti 60 patatine Pringles identiche tra loro, ma facendo loro ascoltare il rumore prodotto dalla croccantezza della patata con delle cuffie. Tutti hanno considerato pi fresche e gustose le patatine cui era stato associato un rumore pi nitido e potente. Le indagini neurofisiologiche sui primati mostrano che gli stessi gruppi cellulari si attivano sia alla vista che al gustare un alimento. La vista attiva l'ipotalamo, un'area che controlla l'appetito e i correlati del mangiare.
Nel libro viene anche raccontata l'esperienza di John Bramblitt che, divenuto cieco all'et di trent'anni, ha deciso di fare il pittore dopo aver avuto il privilegio di toccare i dipinti originali di Van Gohg e Czanne. Ora esegue le sue pitture con una vernice cosiddetta "gonfia", che permette di riconoscere le forme dipinte con le dita, ed  in grado di distinguere anche i colori, testando la densit delle misture dei pigminenti. E che dire di Rick Joy, esperto di un tipo di labiolettura tattile chiamata Tadoma, che si esegue toccando il viso dell'interlocutore, in modo da leggere le sue parole, ma anche i suoi sentimenti? Rosenblum, raccontandoci le esperienze di due artisti, Marylin Michaels imitatrice professionista e Dave Thorsen prestigiatore, dedica un omaggio speciale alla scoperta dei neuroni specchio e al fenomeno dell'empatia. La nostra capacit innata di imitare involontariamente le espressioni del viso degli altri, per predisporli bene verso di noi,  definita iro nicamente una forma naturale di "adulazione".
Alla vista  da sempre attribuita la facolt di definire la bellezza. La bellezza dei visi, basata sulla simmetricit, ha lo scopo evolutivo di individuare nel partner uno stato di buona salute genetica. Da tempo la ricerca ha mostrato che gli adulti con un bel viso sono pi popolari a parit di altre qualit, hanno un maggior numero di relazioni ed esperienze sessuali, hanno pi successo sul lavoro (con salari pi alti) e minori probabilit di essere dichiarati colpevoli nei processi penali. Spiace dirlo ma, a quanto pare, la bellezza non  negli occhi di chi guarda.

di Armando Massarenti 

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il libro: "Lo straordinario potere dei nostri sensi"
di Lawrence Rosenblum
Bollati Boringhieri
pagg. 462 |  20,00