mondo
La struttura nascosta del mondo.
articolo inviato in privato da D. taddei, 12\04\2011, h. 00.51.


... Ma quando avevamo libri a nostra disposizione, molto tempo fa,
non abbiamo saputo trarre profitto da ci che essi ci davano
... E quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere: Noi ricordiamo. 
Ecco dove, alla lunga,
avremo vinto noi. 
 
il Monastero per il Terzo Millennio
     
Questa suggestiva citazione  tratta dal sito di una piccola casa editrice bolognese "edizioni Andromeda":
www.edizioniandromeda.com
la quale affianca ai libri che vende anche in edizione elettronica, delle sintesi degli stessi scaricabili gratis, nella sezione comunicati e nella sezione libri gratis.
In questo modo il cliente pu farsi una idea piuttosto precisa di quanto eventualmente acquistare, ed  questo uno dei due motivi per cui propongo questo testo, appunto per reclamizzare questa modalit di distribuzione.
L'altro motivo  ovviamente il contenuto capace di offrire degli spunti di riflessione e di informazione a chi ha curiosit  di tipo scientifico.
Gi in passato pcciechi ha affrontati temi caldi nella ricerca scientifica come (sembra un bisticcio di parole) la fusione fredda e in generale presta attenzione alle prospettive pi interessanti della ricerca.
                        Donato Taddei

La struttura  nascosta  del mondo 
(sintesi)  

LUCA CHIESI 
 via S. Allende 1 - 40139 Bologna  
tf.  051.490439 
fax 051.491356  e-mail: andromeda@posta.alinet.it - www.alinet.it/andromeda 

Luca Chiesi  Via Cavalieri di Vittorio Veneto 13, 
42030 Puianello (Reggio Emilia)  
clim77@email.it 

 Puianello, Luglio 2006 


Sommario 
 Introduzione Le reazioni nucleari a debole energia
1.  Reazioni a temperatura e pressione ambiente
2. Reazioni per via elettrochimica
3. Reazioni per via microbica
4. Reazioni ad alta pressione 
5. Reazioni a bassa TEMPERATURA 
Come e perch 
Il "Modello Alpha Esteso" dell'atomo: caratteristiche principali 
Il "Modello Alpha Esteso" dell'atomo: le prove sperimentali 
Il "Modello Alpha Esteso" dell'atomo: le conseguenze 
Applicazioni 
Conclusioni 
nOTE

 Introduzione 

 Da sempre l'uomo si  posto il problema di osservare e  descrivere il mondo in cui si trova: dall'alba dei tempi, esso ha  cercato di scoprire se esista un ordine nell'universo e se questo  possa essere descritto e comunicato ad altri.
Di volta in volta, a seconda del punto di partenza, ecco nascere  scienze, filosofie, religioni.
La scienza occidentale, in particolare,  senz'altro molto  all'avanguardia nel campo dell'osservazione del mondo: i pi  remoti confini dell'Universo, cos come il mondo pre-atomico,  sono stati oggetto di innumerevoli ricerche, osservazioni e  speculazioni, che hanno fornito abbondante materiale per teorie  sempre pi vaste e onnicomprensive.
Al giorno d'oggi, in realt, non sono molte le ricerche "innovative",  nel senso letterale del termine: da oltre 80 anni, i paradigmi  accettati dalla comunit scientifica (prima di tutto la relativit  einsteiniana e i modelli dell'atomo), pur essendo messi in  discussione da sempre pi ricercatori, hanno tracciato una  strada cos profonda che (per varie ragioni che non staremo qui  a commentare) solo in pochi osano avventurarsi sui. sentieri  laterali della ricerca pura.
Ci non ha impedito, d'altra parte, l'osservazione di numerosi  fenomeni inspiegabili in base alle attuali teorie riguardanti la  struttura della materia, per esempio produzioni anomale di  energia o bilanci impossibili causati da comparsa o scomparsa di  elementi: se fosse vero che questi fenomeni avvengono solo a  partire da elementi radioattivi o in presenza di temperature tali da  riuscire ad ottenere una fusione nucleare (come si dice 
"ufficialmente"), essi non potrebbero verificarsi.
Ma la realt dei  fatti si  dimostrata diversa!  E' interessante notare come le prime pubblicazioni scientifiche  che parlavano di questo genere di fenomeni risalgano gi alla  fine del 1700 e come, col tempo, esse siano cresciute in maniera 
esponenziale trovandone riscontri in chimica, fisica, astronomia,  biologia, veterinaria, agricoltura, ecc.
La ricorrenza in ambiti cos differenti non fa che evidenziare la  natura assolutamente generale di questa "anomalia"; ma prima  di credere che il mondo contenga anomalie o eccezioni alle sue  stesse leggi,  pi semplice ipotizzare che siano le teorie su di  esso ad essere miopi o parziali.
Partendo da questo punto di vista, iniziamo il nostro percorso per  scoprire innanzitutto quali siano questi eventi ufficialmente  inspiegabili, che nel loro complesso sono conosciuti come 
"reazioni nucleari a debole energia".
Dagli inizi del secolo scorso la scienza si  preoccupata  soprattutto di esplorare la strada inaugurata da Rutherford, cio  quella delle Alte Energie, sulla scia dell'entusiasmo per i risultati  del suo metodo che lo avevano portato ad esprimere  un'opinione rivelatasi fuorviante per lo sviluppo della neonata  fisica atomica1: 

"...
La diffusione di particelle cariche di alta velocit da parte degli  atomi  uno dei pi promettenti metodi per indagare la loro  struttura"; 
 tutto questo a spese di quella regione delle Basse Energie nella  quale 2 
"c' tanto da imparare quanto nella regione che si trova tra la pi  alta energia finora ottenuta e l'infinito", 
 ma che per vari motivi pare essere stata dimenticata dai pi.
Se le Alte Energie, per definizione, richiedono normalmente  temperature elevate (vedi per esempio il funzionamento della  bomba nucleare) o velocit prossime a quelle della luce (come  avviene negli acceleratori di particelle), nel corso del tempo sono  stati invece osservate almeno 5 tipologie di reazioni a Bassa  Energia, che portano a credere che sia questo il modo pi usato  dalla Natura per produrre nuovi elementi ed energia: 
1. a temperatura e pressione ambiente (per esempio  nel metabolismo delle cellule); 
2. per via elettrochimica (per esempio nei processi chimici o  fisici indotti da un agente esterno); 
3. per via microbica (per esempio nelle colture in vitro) 
4. ad alta pressione (per esempio nelle presse industriali); 
5. a bassa temperatura (per esempio all'interno delle stelle).

Le differenze principali tra Alte e Basse energie stanno nel  rendimento e nella velocit di reazione: le prime forniscono molta  energia in poco tempo con un basso rendimento; le seconde  forniscono, al contrario, poca energia ma per tempi molto pi  prolungati e con alti rendimenti.
L'uomo, evidentemente dalla vita  breve, ha preferito concentrarsi su quei processi che forniscono  rapidamente l'energia di cui ha bisogno; d'altro canto la Natura,  che non ha problemi di tempo, ha scelto quei processi che  danno il massimo risultato con il minimo sforzo e le minori  perdite.
Processi che sono sfuggiti per tanto tempo  all'osservazione da parte dell'uomo, ma che ora possiamo  analizzare pi in dettaglio, confortati da centinaia di studi e  pubblicazioni in merito.

1.

Osservando da vari punti di vista il comportamento delle cellule  di organismi complessi si  potuto riscontrare come esse  utilizzino queste reazioni per mantenere o raggiungere un  equilibrio termico..
Studi compiuti nel deserto del Sahara3, per  esempio, hanno dimostrato come il corpo, per equilibrare la  temperatura interna all'eccessivo calore esterno,  sintetizzi potassio (escreto dalla pelle nel corso di molti  mesi in quantit molto superiore a quanto immesso  nell'organismo) a partire dall'ossigeno e da un eccesso  di sodio assunto tramite l'alimentazione: l'energia  necessaria a tale reazione nucleare a bassa energia   quella fornita dall'eccessivo calore del sole e dall'attivit  fisica intensa.
In questo modo si  evidenziata in un  modo certamente inaspettato la grande importanza  rivestita dal sale per le popolazioni dei paesi caldi, che in  passato compivano anche migliaia di chilometri per farne  provvigione.
Ma questa capacit di sintetizzare nuovi elementi negli  animali non era sconosciuta: gi dal 1799, con studi di  Vauquelin sulle uova di gallina che evidenziavano  anomalie nei bilanci del calcio, il meccanismo della  calcificazione si  rivelato un problema irrisolto.
Pi  recentemente4, lo stesso problema  stato affrontato nella  comprensione del processo di produzione  dell'esoscheletro in crostacei a digiuno, in acqua priva di  calcio e con una quantit di tale elemento disponibile nel  sangue molto inferiore a quanto richiesto: gli animali  hanno mostrato di riuscire a produrre gusci calcarei anche  in totale assenza di calcio, se in presenza di alcuni altri  elementi come il magnesio o il potassio.
Ci ha fatto ovviamente nascere molti interrogativi anche  sul meccanismo della calcificazione nell'uomo, che in  effetti ha rivelato alcune sorprese, come, per esempio, un  aumento della velocit e della capacit di calcificazione in  presenza di una maggiore assunzione di silicio 
(particolare gi risaputo anche dalla tradizione popolare,  che per riprendersi velocemente dalle fratture consiglia  l'equiseto, erba particolarmente ricca di silicio).
Se invece di esaminare un animale in periodo produttivo  osservassimo un suo equivalente vegetale (per esempio  un seme nel periodo della crescita) noteremmo gli stessi  processi:  stata riscontrata da oltre un secolo una variazione dei sali minerali nel corso della germinazione  dei semi.
Il rapporto tra Potassio e Calcio contenuti nei semi  d'avena, per esempio, coltivati senz'alcun apporto o  sottrazione di questi elementi, scende nel corso delle 8  settimane della germinazione da 4,5 a 1,5 e rimane circa  costante dal momento in cui finisce l'azione degli ormoni  della crescita del seme.
Questo mostra come un  organismo "giovane" (o comunque con l'attivit ormonale  ancora intensa) abbia una certa facilit a gestire gli  elementi disponibili persino trasformandoli in base alle sue  esigenze; se mai ce ne fosse bisogno, ci sottolinea  ulteriormente l'importanza dell'alimentazione in particolare  durante l'et della crescita e il fatto che dopo una certa et  non  pi possibile mantenere gli stessi vizi alimentari di  sempre: se da giovani gli eccessi vengono in qualche  modo trasformati, in seguito ci avviene con molta pi  difficolt.
Parlando di cibo,  interessante notare come vi siano variazioni dei  sali minerali anche durante la stagionatura: numerosi studi su  frutta, verdura e legumi (soia, pisello, banana, uva, castagna,  pesca, pera, mela, leguminose, ecc.), oltre alle normali  tabelle di composizione degli alimenti, mostrano durante  l'essiccazione naturale delle variazioni di minerali non  proporzionali a quanto atteso dalla sola perdita di acqua;  per esempio, nel fico essiccato il selenio si mantiene  costante, mentre il ferro cresce di 2,38 volte e il sodio di  ben 4 volte.
Analizzando una prugna il risultato  ancora  pi vistoso, come si nota dalla tabella seguente (per la  sola essiccazione di dovrebbe notare una concentrazione  di sali minerali di 6,2; i dati in tabella sono tratti da "Tables  de Composition des Aliments" di Lucie Randoin): 
 Queste reazioni nucleari a debole energia (alcuni elementi  scompaiono, altri appaiono) indicano con chiarezza la possibilit  di valutare con precisione l'et di ogni prodotto stagionato , come  vedremo meglio in seguito, ma da qui a valutare l'et in generale  di altri fenomeni il passo  breve.
Ultimo ma non meno importante riscontro  stato quello avuto  dall'esercito americano: in uno studio6, disponibile integralmente  anche su Internet,  stata dimostrata non solo la capacit degli  organismi viventi di effettuare trasmutazioni a debole energia  degli elementi (cio sintetizzarli ex-novo), ma anche il guadagno  netto di energia che la cellula ottiene nel corso di tali processi;  tramite l'azione degli enzimi e di molecole come la Magneso- ATP, la cellula riesce a fare ci che gli scienziati moderni  ritengono possibile solo tramite l'uso di acceleratori di particelle o  reazioni termonuvleari.
E' quindi dimostrato come la Natura utilizzi queste reazioni  anche per produrre energia.

2.

Gi dagli anni '60, per opera dello scienziato e filosofo  giapponese George Ohsawa (Nyoiti Yukikazu Sakurazawa),  conosciuto in tutto il mondo per aver diffuso la teoria e la pratica  della Macrobiotica, si hanno notizie di reazioni nucleari a debole  energia ottenute tramite processi chimici o fisici indotti da un  operatore esterno.
George Ohsawa, in collaborazione con il suo allievo Michio  Kushi e altri, negli anni 1963-64  riuscito a sintetizzare atomi di  Ferro con particolari caratteristiche fisico-chimiche: questi  isomeri, ottenuti in molti modi diversi (tramite circuiti elettrici fatti  con materiali di facile reperibilit e a basso costo, come si vede in  figura) partendo da Carbonio e Ossigeno, mostravano  interessanti propriet, per esempio quella di arrugginire con  difficolt, oltre a reagire meno al calore.
Nel corso degli stessi  esperimenti attraverso uno spettroscopio sono state osservate  altre reazioni di questo tipo, per esempio il passaggio da Sodio a  Potassio o quella da Carbonio a Boro.
In base alle analisi riportate,  stato confermato che pi di 35  elementi (come Si, Al, Ca, Mg, Mo, Ni, Na, K, Pt, Au o Hg)  possono essere prodotti a partire da elementi leggeri.
Pi recentemente, sulla scia di questo tipo di esperimenti sono stati riscontrati anche pi di trenta nuovi elementi in  una sola reazione; il Palladio, e non solo da questo punto  di vista, si  dimostrato essere uno dei materiali pi usato  e che ha dato agli scienziati pi soddisfazioni.
In molti, infatti, avranno sentito parlare anche della  cosiddetta "fusione fredda"8: dopo il falso annuncio di  Fleischmann e Pons nel 1989, essa ha fatto molti passi in  avanti, tanto da essere stata ripetuta persino in un istituto  superiore italiano9.
In reticolati metallici di Palladio e  Idrogeno  stato possibile fare avvenire, pi volte e per  tempi sempre pi lunghi, una consistente produzione di  energia.
L'attivit in questo campo degli scienziati italiani   fin dagli inizi di primo piano anche a livello internazionale.
Proprio in Italia, presso il laboratorio ENEA di Frascati,   stato riscontrato come per via elettrochimica sia  possibile ottenere persino la variazione del periodo di  semivita delle sostanze radioattive: numerosi  esperimenti10 hanno dimostrato come Uranio e Torio,  che dovrebbero dimezzarsi in tempi dell'ordine dei  miliardi di anni, siamo diminuiti in certi casi anche del 
70% nel giro di pochi giorni, se sottoposti ad ignizione  con particolari misture di elementi.
Questi stessi risultati  sono stati ottenuti e verificati anche da altri laboratori  indipendenti, mostrando una probabile "falla" alla  precisione delle datazioni fatte tramite l'analisi degli  atomi radioattivi; prima di avere queste conferme, infatti,  si riteneva impossibile influenzare il periodo di  decadimento di tali sostanze.
Lo scopritore di un metodo per smaltire le scorie  radioattive (il fisico bolognese Roberto Monti) si  reso  protagonista anche della sintesi di Oro e altri metalli  del gruppo del Platino: a partire da un particolare  isomero del Mercurio, ottenuto con procedimenti che  ricordano molto quelli probabilmente usati dagli  alchimisti del passato, e facilmente replicabile, si   ottenuto dell'Oro di eccellente qualit e persino una  ridottisima percentuale di Platino; la sintesi di questi ed  altri elementi, anche in pubblicazioni scientifiche  successive, si  dimostrata una costante.
Pur non essendo un processo economicamente  favorevole (troppo costoso), la portata di questo fatto   ovviamente enorme dal punto di vista della ricerca.
Ecco alcune fotografie del procedimento: 

3.

E' stato facile ipotizzare che anche i micro-organismi siano in  grado di fare ci che l'uomo compie in laboratorio e infatti metalli  preziosi sono stati ottenuti anche in provetta:  stato possibile  sintetizzare Platino tramite colture di Saccaromices Cerevisiae, il  comune lievito di birra, in acqua contenente sali di Tungsteno e  Berillio.
E' recente l'osservazione12 che il rendimento di tale  processo aumenta di circa 100 volte utilizzando, al posto di  monocolture come nell'esperimento di cui sopra, particolari  combinazioni di migliaia di micro-organismi diversi in simbiosi.
Come gi visto in precedenza, questi micro-organismi utilizzano  queste reazioni nell'ambito dei normali processi metabolici.
Avere riscontrato la proliferazione di certi batteri anche in  ambienti assolutamente ostili alla vita (come nel vuoto dello  spazio, nell'acqua dei reattori nucleari o a temperature estreme)  ha portato ad ipotizzare un loro utilizzo anche nella bonifica di  sostanze radioattive; ci  stato recentemente13 dimostrato pi  volte: una consistente variazione del periodo di semivita di certe  sostanze radioattive  possibile, e risultati pi che incoraggianti  sono stati ottenuti su numerosi isotopi di Europio, Americio e  Cesio.
Ma se  possibile per i batteri persino lavorare con una certa  difficolt queste sostanze, essi dovrebbero logicamente farlo  molta pi semplicemente a partire da elementi pi comuni; in  effetti,  una costante l'osservazione di bilanci non nulli di azoto,  magnesio, ferro ed altre sostanze in agricoltura.
Solo per fare un  esempio, in Francia negli anni '60  stata riscontrata una  presenza inspiegabile di Potassio pari a circa 143 Kg per ettaro  in pi di quanto atteso, che saliva in particolari situazioni fino a 
875 Kg per ettaro: ci significa che i micro-organismi presenti nel  terreno e attorno alle radici delle piante avevano trasformato altri  elementi (che ovviamente diminuivano) in Potassio, in quantit  tali da lasciare poco spazio ad interpretazione.
Questa presenza  era stata riscontrata anche dove non vi era alcun apporto  esterno di tale minerale, evidenziando la capacit dei microorganismi  presenti nel terreno di sintetizzare nuovi elementi e di  auto-regolare la composizione dei suoli.
Ci suggerisce innovativi modi per affrontare la fertilizzazione dei  suoli e in generale tutto il processo agricolo.

4.Reazioni ad alta pressione 

 Parlando di terreni, sono innumerevoli le evidenze in natura di  rocce composte da molecole che sarebbero letteralmente uguali  se non fosse per la presenza di un elemento chimico al posto di  un altro (per esempio: Grossularia - Ca3[Al2(SiO4)3], Piropo Mg3[ Al2(SiO4)3] e Almandino - Fe3[Al2(SiO4)3]): in effetti, a  differenza di quanto si afferma normalmente e si legge  nei libri di testo, si pu affermare senza timore di essere  smentiti che le rocce possono essere trovate in  particolari disposizioni non solo per intervento delle  cosiddette "migrazioni" (la cui postulazione spesso  genera pi problemi di quanti ne risolva), ma soprattutto  per formazione in loco, per trasmutazione dovuta alla  pressione degli strati sovrastanti e al tempo; ogni  minerale  infatti legato ad altri da strette relazioni di  trasmutazione (per esempio silicio e alluminio, come  avviene tra ortoclasio e muscovite;  o calcio, magnesio e ferro, come visto sopra), che  evidenziano una comune origine.
E' evidente che queste reazioni ad alta pressione  riguardano principalmente i pianeti nel loro complesso,  fornendo molti spunti per nuovi studi sulla datazione  delle rocce e sulla orogenesi; ma per quantit molto  ridotte di materiale si possono studiare anche con  l'ausilio di presse particolari, in grado di generare  almeno localmente altissime pressioni.
In effetti esistono studi calcio, magnesio e ferro, come visto sopra), che  evidenziano una comune origine.
In effetti esistono studi sulla sintesi artificiale delle rocce e sulle  impactiti, relativi a centinaia di osservazioni sulla sintesi "in loco"  di nuovi minerali, che suscitano molti interrogativi relativi alla  nascita e all'evoluzione dei pianeti: lo scienziato francese Louis  Kervran, che per primo ha affrontato in maniera sistematica le  cosiddette "trasmutazioni a debole energia" fin dagli anni '70, ne  ne ha riscontrate innumerevoli in geologia e biologia (alcune sono  riportate di seguito, tutte sono reversibili).
Esse lo hanno portato ad ipotizzare che molti minerali potessero  non esistere quando la massa da cui ha avuto origine la terra era  ancora liquida: essi si sarebbero formati solo in seguito, a partire  da quelli pi abbondanti gi presenti, vale a dire Idrogeno e  Azoto.
Un'osservazione diretta di come la pressione influenzi i nuclei  anche delle sostanze radioattive  relativa a Tecnezio, Bario e  Niobio: essi vedono diminuire il loro periodo di semivita, se  sottoposti ad alte pressioni.

5. Reazioni a bassa temperatura 

 Negli anni '50, Don Carlo Borghi aveva ottenuto la sintesi  del neutrone a partire da plasma freddo d'idrogeno,  dimostrando che il neutrone (instabile, se non all'interno di  nuclei atomici)  un particolare stato dell'atomo di  idrogeno, cio un protone legato ad un elettrone.
Questo  fatto si lega a una nuova ipotesi sulla struttura del sole.
Anche dopo pi di 50 anni di osservazioni, infatti, non ci  sono prove dirette che all'interno del sole avvengano  reazioni termonucleari; inoltre, il modello attualmente  accettato soffre di molti altri problemi: i neutrini emessi  sono troppo pochi rispetto a quanto atteso; esso non  spiega come il sole possa non tanto esistere quanto  essersi formato; inoltre si osservano periodicamente  pulsazioni radiali e variazioni della luminosit, senza  contare l'esistenza di un avanzo inspiegato del perielio di  Mercurio.
Vengono in soccorso alcuni dati sperimentali: 

.  l'effetto Ranque (conosciuto dal 1933) :"Una qualsiasi  massa di gas, quali che siano la sua densit e la  temperatura iniziali, qualora intervengano una o pi  cause, esogene od endogene, a porla in rotazione  assiale, andr via via raffreddandosi nella zona vicina  all'asse di rotazione, e si scalder nella zona  esterna"; 

.  l'esistenza delle freddissime protostelle chiamate  globuli di Bok (con temperature di 10K); 
.  l'esistenza di sorgenti infrarosse alla temperatura di 
20-40K che emettono 20 volte pi energia del nostro  sole.
Sulla base di tali osservazioni, Renzo Boscoli e Roberto  Monti hanno proposto nel 1984 un modello criogenico di  fusione nucleare, che spiega tutti i dati attualmente  disponibili, oltre a risolvere i problemi esposti in  precedenza: masse fredde d'idrogeno, in rotazione assiale 
(come se ne osservano molte anche nella nostra  galassia), per effetto Ranque vedono raffreddare il loro  centro, permettendo un afflusso di ulteriore materiale  dall'esterno (che sarebbe altrimenti impossibile se la  temperatura crescesse per effetto della sola pressione e in  assenza di pareti che impediscano alle particelle di  uscire); in questo modo, ad un certo punto la bassa  temperatura permette l'innesco del primo processo di  fusione nucleare, che per collasso gravitazionale produce  la sintesi del neutrone a partire da protone ed elettrone.
Tale fusione nucleare produce la stessa quantit di  energia rispetto a quella "a caldo".
Le stelle sarebbero quindi fredde dentro per essere calde  fuori, agendo perci esattamente come frigoriferi su scala  cosmica, che tolgono calore all'interno veicolandolo  all'esterno; da notare un fatto molto importante che fa  apparire questa immagine meno "impossibile" di ci che  potrebbe sembrare a prima vista: come tutti gli altri cicli  presenti in natura, esso sarebbe associato ad una spesa  minima di energia, che permetterebbe ad ogni stella di  durare molto pi a lungo di quanto normalmente ipotizzato  in presenza di reazioni termonuclari, con la conseguenza  di diminuire di molto la validit delle stime attuali sull'et  dell'universo.
Nel corso del tempo molti hanno tentato di spiegare come  siano possibili queste reazioni nucleari a debole energia.
Da un punto di vista pi filosofico e sintetico  stato  senz'altro il giapponese George Ohsawa, gi citato in  precedenza, a fornire la migliore spiegazione di tali  fenomeni, descrivendo nelle sue opere (in particolare la  pi recente, "L'Era Atomica e la Filosofia d'Estremo  Oriente", Vrin, Parigi; di prossima pubblicazione in  italiano) un'intera cosmogonia nelle quali esse sono la  semplice conseguenza di altre leggi naturali.
Da un punto di vista pi scientifico e analitico  stato  invece il fisico bolognese Roberto Monti a suggerire, a mio  parere, il modello teorico pi completo per spiegare  queste ed altre reazioni: in particolare egli ha proposto un  nuovo modello dell'atomo, evoluzione del modello a  particelle alpha della stereochimica e per questo chiamato 
"Modello Alpha Esteso".
Vediamolo pi in dettaglio.

Il "Modello Alpha Esteso" dell'atomo:  caratteristiche principali 

 L'atomo  visto come una struttura rigida, a blocchi e  periodica di periodo 4 (la base diventa infatti la particella  alpha, cio l'atomo neutro di Elio, compreso dei suoi  elettroni).
Come costituenti elementari (ma non puntiformi) di un  atomo vengono considerati elettrone, protone e neutrone.
Si suppone che i campi elettrici di protone ed elettrone a  livello atomico siano sostanzialmente bidirezionali.
Una sostanziale asimmetria a livello nucleare del campo  elettrico di protone ed elettrone permette di ipotizzare la  presenza di zone stabili di equilibrio tra queste particelle  all'interno dei nuclei, evidenziandone quindi una struttura  rigida.
Come gi definito da Harkins agli inizi del '900, il  neutrone  visto come un protone legato ad un elettrone:.
stabile solamente all'interno di un nucleo.
La possibilit che ha un protone, in particolari condizioni,  di catturare un elettrone diventando un neutrone permette  di ipotizzare la presenza all'interno dei nuclei pi pesanti 
(superiori a 20Ca) di "polineutroni", come la particella a0,  risultato della doppia "cattura K" da parte di una particella  a dei suoi elettroni.
Le particelle fondamentali, in accordo  con Harkins, diventano perci: 
 e(elettrone), p (protone), P (prozio), P0 (neutrone),  D (deuterio), D0 (2n), T1 (trizio), T2 (elio-3), T0 (3n),  a (elio-4), a0 (4n).
Queste particelle ed i loro composti, sono considerati  immersi in un mezzo materiale (che  essenzialmente ci  di cui sono costituite le onde) con il quale interagiscono  continuamente in conformit al "Principio di Azione e  Reazione".
Si suppone inoltre che questo mezzo materiale - cio  l'etere - sia in grado di accumulare energia, non rendendo  necessarie interazioni che avvengono sempre e solo  tramite scambio di particelle.
La Ricostruzione della tavola periodica secondo il  modello alpha esteso  semplice e si pu fare  letteralmente a tavolino; con essa si possono conoscere  in anticipo i risultati possibili delle reazioni nucleari a  debole energia, essendo queste in linea di massima  semplici somme e sottrazioni di elementi ben definiti.
Le prove sperimentali a suo favore documentate e  pubblicate sono numerose; tra quelle citate in bibliografia  le pi importanti sono:  sintesi del neutrone, effettuata da D.C.
Borghi e D.C. Giori  nel 1957; sintesi di Deuterio, Trizio, Elio-3 ed Elio-4;  produzione e decadimento di Elio-8, evidenza  sperimentale dell'esistenza del gruppo a0; produzione e  decadimento dei nuclei da 11a a 18a, evidenze  sperimentali della formazione di un gruppo a0 a partire  dall'inserimento di un gruppo a all'interno di un nucleo;  fusione fredda di Ferro-56, effettuata da G. Ohsawa, M. Kushi, M.
Torii, e alcune sue estensioni, come gli  esperimenti al B.A.R.C, alla Texas A&M, quelli di J. Champion e collaboratori e quelli di Takaaki Matsumoto;  produzione di elementi superpesanti via fusione fredda;  fissione fredda, gi osservata da Kervran, oltre alla  fissione a debole energia di isotopi stabili effettuata da  Bokris nel 1992, la fissione "accelerata" di isotopi  radioattivi effettuata da Monti nel 1992, le reazioni Hg-Na;  la fusione e fissione fredda in reticoli metallici; le  configurazioni isomeriche o forme allotropiche dell'atomo  di Carbonio e di monoatomi degli elementi di transizione.

Il "Modello Alpha Esteso" dell'atomo:  le conseguenze 

 Le conseguenze sono numerose, ma ne evidenziamo due: 
 non esistono elementi propriamente "stabili": la  stabilit apparente della materia  in realt un equilibrio  dinamico, risultato di continue trasformazioni.
Balza subito all'occhio una notevole differenza tra l'agire  dell'uomo moderno e quello pi generale della Natura: per  intervenire sull'atomo l'uomo utilizza mezzi rapidi e  violenti, che possiamo definire "maschili" (le alte energie),  mentre la Natura preferisce generalmente modi pi lenti e  gentili, per cos dire "femminili" (le basse energie).
Se l'uomo di fronte ad una porta chiusa la abbatte con la  forza per entrare, la Natura per ottenere lo stesso scopo si  limita ad usare la chiave giusta.
Applicazioni 
 Essendo quanto descritto sopra riferito alla struttura  stessa della materia, le possibili applicazioni spaziano in  tutti i campi dell'attivit umana: evidenziamone quattro.
.  La prima riguarda il controllo della qualit tramite  nalisi isotopica, sviluppatosi notevolmente negli ultimi 
20 anni e che permette la completa tracciabilit di  alimenti di origine animale e vegetale.
Pensiamo  all'esempio del vino: analizzando la concentrazione di  isotopi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno e  Stronzio  possibile conoscere con precisione la  provenienza geografica, la stagione di produzione e la  variet della pianta, oltre a smascherare eventuali  frodi legate all'aggiunta di zucchero o acqua.
Un'innovazione originale a tali processi riguarda la  tracciabilit temporale, per esempio la verifica del  tempo di stagionatura di prodotti tipici occidentali e  orientali come il formaggio, l'aceto, il vino, il tamari, il  miso, le umeboshi:  l'attivit trasmutatoria delle cellule  era gi stata evidenziata dalla variazione degli  elementi durante la germinazione dei semi e dalla  variazione degli elementi durante l'essiccatura; ci  suggeriva di ricercare variazioni anche a livello di  isotopi, e in effetti questa personale ricerca ha avuto  successo: il riscontro  stato trovato nella  fermentazione del vino.
Questo indica la concreta possibilit di tracciare delle "curve di trasmutazione" concettualmente simili alle  ben note "curve di decadimento", in modo da valutare  con precisione l'et di un prodotto invecchiato  naturalmente.
.  La seconda riguarda lo smaltimento di sostanze  tossiche o radioattive (attualmente un problema  senza soluzioni a misura dei tempi dell'uomo), per  esempio quelle derivate dai processi di lavorazione  dell'industria petrolifera: 

 stato dimostrato pubblicamente  presso l'universit di Stoccolma nel 2002, con risultati  sorprendenti (vedi grafico); 
 un primo impianto pilota esiste e si trova in Canada.
Il  processo  concettualmente semplice: una mistura di  sostanze radioattive e alcuni reagenti contenenti  anche tutto l'ossigeno necessario alla combustione  viene posta in un reattore rimovibile di acciaio  inossidabile, collegato tramite tubi a tenuta stagna a 3  contenitori riempiti per 2/3 di acqua distillata deionizzata.
Tramite una fonte di calore esterna si  procede alla ignizione: i fumi si raffreddano poco a  poco passando per i contenitori, fino a far uscire solo  vapore dal filtro posto alla fine del percorso.
Dopo il  raffreddamento,  possibile analizzare i resti presenti  nel reattore, nell'acqua e nei vari contenitori per  constatare il successo dell'operazione.
. 
.la sintesi di elementi dalle particolari  caratteristiche fisico-chimiche che, come gi visto  prima,  stata effettuata fin dal 1964 da Ohsawa e  Kushi; i loro metodi sono disponibili con numerose  varianti.
Attualmente quello pi studiato  basato su  celle elettrolitiche con catodi di palladio o tungsteno.
Le opportunit che si aprono in questa direzione sono  sicuramente almeno due: una  la eventuale sintesi in  loco di elementi utili ma poco presenti (un paese sul  mare che importi potassio dall'estero, per esempio,  potrebbe sintetizzarlo dal sodio presente in grande  quantit nell'acqua di mare); l'altra riguarda la sintesi  di materiali con strutture atomiche differenti da quelle  normalmente presenti in natura, che presentino  particolari propriet fisico-chimiche di interesse  industriale, economico o sociale: come esistono vari  isomeri del carbonio (grafite, diamante, fullerene) o  del ferro (le cui diverse forme allotropiche si  ottengono semplicemente a diverse temperature),  nulla vieta che esistano anche per molti altri elementi.
La ricerca di base in questo senso  completamente  assente e richieder intere generazioni di studiosi,  tanto  inesplorato questo campo.
.  La quarta investe il settore primario ed  un  innovativo metodo di agricoltura naturale, proposto e  adottato dal microbiologo giapponese Masanobu  Fukuoka da oltre 50 anni: esso  praticato in ogni tipo  di clima, con eccellenti risultati anche nel  rimboschimento di zone desertiche.
I principi su cui si  basa sono pensati in modo da assecondare al  massimo la capacit dei microrganismi, dei vegetali e  degli animali presenti nel suolo di provvedere  autonomamente alla fertilizzazione, e ad un  agricoltore tradizionale potrebbero sembrare assurdi:  non arare, non fertilizzare, non sarchiare, non usare  pesticidi.
Assieme a tecniche di "irrigazione vegetale", e cio  effettuata tramite apposite combinazioni e disposizioni di  piante, questo metodo permette di ottenere risultati  quantitativamente paragonabili a quelli tradizionali, ma  qualitativamente migliori, oltre ad arricchire costantemente  il terreno col passare degli anni.

Conclusioni 

 La visione "ufficiale" della struttura della materia non  riesce a comprendere una numerosissima serie di  esperimenti ed osservazioni riguardanti le cosiddette  reazioni nucleari a debole energia, che creano quindi la  necessit di formulare nuovi modelli dell'atomo e del  nucleo in particolare: dal punto di vista scientifico, il 
"modello alpha-esteso" dell'atomo offre una promettente  via per spiegare tali fenomeni, in aggiunta a quanto gi  conosciuto.
Nel caso in cui, come sembra, questo modello 
(o altri che riescano a spiegare anche le reazioni nucleari  a debole energia) si dimostrasse pi conforme alla realt  di quelli attualmente accettati, si prospetta una vera e  propria rivoluzione scientifica, perch molte pietre angolari  del pensiero scientifico occidentale attuale crollerebbero  rovinosamente.
Il mondo che esce da questo modello  sostanzialmente  pi semplice nelle sue strutture e pi unitario nelle sue  funzioni, con l'infinitamente grande che opera  letteralmente come l'infinitamente piccolo e con due ben  diversi modi di agire e modificarsi, a tutti i livelli: quello  maschile (ad alta energia) e quello femminile (a debole  energia).

nOTE

1 E.
Rutherford, Phil. Mag. S6, Vol.21, N125, May 1911, P.669.
2 R.Boscoli, R.Monti. Il modello "criogenico" di fusione nucleare. Seagreen N4, P.22 
3 (studi su lavoratori in condizioni di calore estreme di Metz, 1957 - Lambert, 1959 - Kervran,  1959).
4 (studi sulle uova di gallina di Vauquelin, 1799 - Fausta Setti 1973; studi sui topi di Bronner,  1967 - Heroux e Peter, 1975; studi su granchio e astice di Drach, 1939 - Kervran, 1969).
5 (von Herzelee 1875 - Baranger, 1959 - Zndel, 1974) 
6 Rapporto Goldfein, U.S. Army Laboratory, 1978 
7 Ohsawa e Kushi, 1963-1964 - Singh e Dixit, 1994 -Sundaresan e Bokris, 1994 
8 Speri e Zorzi,1974 - Jones, 1989 - Ohomori e Mizuno, 1999 -Dattilo, Cirillo e Iorio, 2004 
9 Franco Raverdino et al., "Fusione Fredda ad Asti,L'esperienza di un liceo astigiano." 5th Asti  Workshop on anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals 
10 F. Troiani, 1997-1998 - Monti, 2002 
11 Monti e Champion, 1995 - Mizuno, 1996 - Bokris e Minevskii, 1996 
12 Kornilova e Vysotskii, 2003 
13 Komaki 1965 e 1993 - Reiter e Faile, 2003 - Vysotskii 2003 e 2005 
14 (Lapadu-Hargues, 1949 - Winkler, 1960 - McGregor, 1965 - Akella e Kennedy, 1971 - Choubert, 1973; studi sulle impactiti e sull'orogenesi di Choubert, 1973 e 1977) 
15 (Hensley, Basset, Huizenga, 1973).
16 Zhang B.L., Fallourd V., Role C., Martin G.J - "Comparison of isotopic fractionation in lactic  acid and ethanol fermentations", Bioorganic Chemistry 31, 2003, 227-236 