aruba
Aruba, l'incendio che ha bloccato la rete italiana.
Due articoli da il secolo XIX e zeus-news, dal 29\04\2011.


a)da il secolo XIX del 29\04\2011.



Perch Aruba manda in tilt l'Italia del Web
29 aprile 2011 
Roma - Internet senza pace in questi giorni. Dopo il grande guasto ai server di Amazon la settimana scorsa, oggi  toccato all'Italia con il blackout da
record, causato da un incendio, per un milione e pi di siti ospitati da Aruba, il primo operatore italiano di web hosting. 

Aruba, infatti, ospita sui suoi server, provvedendo a connetterli a Internet, pi di 1,25 mln di siti web e gestisce pi 1,65 mln di domini registrati (un
sito `fisico pu infatti avere anche uno o pi indirizzi virtuali) e cinque milioni di caselle di posta elettronica, anche certificata. 

Nato nel 1994, come provider di connettivit Internet con il nome di Technet.it, Aruba ha preso poi questo nome nel 2000, cominciando ad ospitare siti sui
propri server. In seguito ad una serie di acquisizioni, avvenute in questi ultimi anni il gruppo oggi conta pi di 14 marchi nel settore dell'hosting e
della gestione dei domini, ovvero degli indirizzi Internet dei siti web. 

Quella di Arezzo, dov' avvenuto questa notte l'incendio,  la principale `webfarm della societ, che vi opera pi di 10mila server su un'area di duemila
metri quadrati, ed  connessa ad Internet con un collegamento da 50 Gigabit al secondo, attraverso tre carrier (Wind, Telecom e Cogent). 

Aruba ha anche altri datacenter a Bologna e Milano che per hanno funzioni specifiche, rispettivamente di recupero dei dati e di supporto, e una seconda
`webfarm, nella Repubblica Ceca, che per serve principalmente l'Europa Orientale. 

L'incendio, domato intorno alle 8,00 di questa mattina, a quanto si  appreso online  avvenuto nell'area UPS, quella dei gruppi di continuit che assicurano
l'energia elettrica ai server in caso di blackout, e ha obbligato l'operatore a spegnere, letteralmente, tutti i server, mandando offline per diverse ore
centinaia di migliaia di siti italiani. 

Il blackout non ha per riguardato solamente i siti ospitati, ma anche le caselle di posta elettronica. Numerose le proteste comparse sui vari siti Internet
specializzati, da parte degli utenti per il servizio di webmail che risultava ancora sospeso nel primo pomeriggio. Quello di oggi per Aruba non  il primo incidente di questo tipo. Un fermo di minore rilevanza si era gi verificato il 6 ottobre dell'anno scorso, a causa di un errore umano, anche se in un primo tempo si era data la colpa al maltempo.

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da Zeus-news del 30\04\2011.

Incendio in Aruba, un milione e mezzo di siti italiani down.
Dalle 4:35 di questa mattina, un gran numero di siti web italiani (i domini gestiti da Aruba sarebbero circa un milione e seicentomila, i siti attivi oltre un milione) sono scomparsi di colpo dal web.
Si tratta dei siti ospitati dall'hosting provider Aruba, la cui home page  risultata anch'essa a lungo irraggiungibile.
La causa di tutto  un principio di incendio avvenuto nella sala UPS della server farm di Arezzo; i server e i dati non sono stati danneggiati, ma il sistema antincendio ha tolto la corrente e cos i sistemi si sono fermati.
Al momento Aruba sta provvedendo a riportare alla normalit la situazione degli UPS: "si sta procedendo con la rimozione della polvere prodotta dalla combustione. A seguire verranno effettuati gli interventi di ripristino" si legge sul canale Twitter aperto per tenere informati gli utenti.
Il ripristino della prima sala dati  appena iniziato e i siti - cos come gli altri servizi coinvolti (PEC, email e via di seguito) stanno lentamente tornando operativi.
Aggiornamento: con due comunicazioni ufficiali, Aruba ha aggiornato la situazione attuale della webfarm, in cui sono ancora in corso i lavori di ripristino.
Dopo che i vigili del fuoco hanno spento l'incendio - lavorando dalle 5.00 alle 8.00 - i tecnici sono entrati in servizio.
Alle 11.25 Aruba ha comunicato il ripristino dei servizi principali e l'inizio dei lavori sulla prima sala dati.
Un'ora dopo, alle 12.26, erano tornate operative tre sale dati su tre, sebbene senza UPS: in caso di interruzioni di corrente, dunque, i siti torneranno nuovamente down finch i gruppi di continuit danneggiati non saranno sostituiti.
Nel pomeriggio la situazione  tornata gradatamente alla normalit. Uno scarno comunicato annunciava: L'alimentazione  stata ripristinata in tutte le zone delle tre sale dati colpite dal problema. Maggiori dettagli verranno forniti con apposito comunicato stampa.

Fonte:
http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=14733