apple
Polemiche\Mordo una mela senza piacere.
Vainer Broccoli su chiediaiuto, 18\04\2011, h. 19.24.

 
mi permetto di commentare alcune corbellerie, e mi assumo la responsabilit di ci che dico, del signor Davide cervellin in merito al discorso sui dispositivi apple...
Mi permetto di fare questi commenti prima che altri inizino a far girare questo suo scritto che, in fondo, altro non  che una publicit ai suoi prodotti.
credo, semplicemente, che prima di buttarsi in divagazioni varie, bisogni conoscere i prodotti, il come li si usa e che, tanti, usano con gusto/successo, determinati ausili...
procediamo con ordine:

Inizio messaggio inoltrato:

Da: "davide.cervellin" <davide.cervellin@tiflosystem.it>
Data: 18 aprile 2011 17.40.43 GMT+02.00
Oggetto: Mordo una mela senza piacere

...Ho tra le mani un IPad e sulla superficie liscia dello schermo scorro con un dito per farmi leggere dalla sintesi il contenuto. E un gioco divertente e confesso che provo gioia nel constatare i traguardi che ha raggiunto lo sviluppo tecnologico; ma tutto qui. Dopo un po questo bel giochetto mi viene a noia perch capisco che per la mia velocit di pensiero e per le mie necessit di esecuzione di alcune operazioni questo strumento  troppo complicato e lento e davvero poco adatto a chi non vede....

vainer:
ecco l'approccio pi sbagliato che si possa avere di fronte ad un idevice...
se ci si mette a *zappare* senza metodo, su di un touchscreen, ecco che i risultati sono alquanto frustranti...
peccato che, leggendo il manuale di questi strumenti, capitolo accessibilit, si scopre come vi siano movimenti e strategie, leggasi il flick, che permettono un'agevole navigazione dello schermo.
credo che sia cosa buona e giusta, se proprio non si vuole leggere un manuale, chiedere a chi gi usa e bene, determinati strumenti.

Davide cervellin:
...Sar che io appartengo a quella categoria di persone che hanno ben chiari i propri limiti e amano poco fare le cose incompatibili con essi. Non mi piace provare la frustrazione che per fare quello che fanno gli altri o debbo impiegare molto pi tempo, o devo sprecare molte pi energie. E cos, diversamente da quelli che sostengono che tutto si pu io dico che lIpad, lIPhone e tutti i tablet e i touch screen, se sono un grande passo avanti per chi vede, rappresentano per i ciechi una barriera, una contraddizione allidea di strumento pi facile e pi amichevole. E apprezzabile lo sforzo della Apple per la creazione di uninterfaccia parlante, ma questo non significa che lo strumento nelle mani di un cieco conservi le caratteristiche per il quale  stato progettato. Insomma per chi comunque di immagini o di icone non sa cosa farsene, per chi non prova alcuna eccitazione con la grafica pi spinta, meglio un bel sistema con display braille e con una tastiera che mi permette di avere sempre la consapevolezza che quando schiaccio un tasto so esattamente quello che ho fatto e perch...

vainer:
queste asserzioni, a mio avviso, sono un passo indietro davvero incredibile, e sapete perch?
perch di fronte ad un interfaccia touch, pienamente accessibile, che permette di usare strmenti di tutti e, lo sottolineo, per tutti, permettersi di eergersi a supremo giudice mi pare, quantomeno, azzardato, sopratutto perch vi sono, ormai, centinaia di users che dimostrano il contrario.
Inneggiare, poi, a strumenti di un certo tipo, certamente nel catalogo della ditta che fa capo all'inquisitore, dimostra come non si voglia prendere atto che le cose cambiano, che le cose vanno in una direzione, a livello mondiale, diversa da certi sterotipi e quindi, cosa fare?
attendere lo strumento, chiuso, dedicato, iper costosissimo, che non sar mai al passo coi tempi, di qualche ameno produttore?
personalmente, io non ci sto e dico che queste sono esperienze d'uso non 
affidabili, fatte, come si dice a Bologna, un tanto al chilo e che non tengono conto di realt che, invece, mandano un messaggio ben diverso.
faccio anche notare che, forse, se ad un cieco le immagini non interessano, forse, a chi gli sta attorno s, e, forse, chi gli sta attorno non  sempre cieco, altrettanto, sostengo che condividere coi compagni, con i figli, con gli amici, delle esperienze comuni ha una valenza impagabile, ma, forse, queste mie aserzioni sono follia...
ancora sostengo che per un ipovedente, ad esempio, non vi  uno strumento, non dedicato, al momento, che ha l'elasticit di un ipad, esperienza sul campo, caro davide, non presa e buttata l alla viva il parroco, e che i costi di questi oggettini spezzano le gambe a chi non si rende conto che il mercato sta cambiando  cos come le esigenze di un mercato di nicchia come il nostro che, forse,  anche stanco di stare nell'angolino del diversamente abile.

Davide cervellin:
...Sar che ho superato let in cui devo ancora dimostrare qualcosa, mi accontento quindi di ci che soddisfa la mia sete di conoscere e il mio bisogno di comunicare. Tutto il resto lo lascio al piacere degli esegeti delle novit a tutti i costi...

vainer:
i cosiddetti esegeti delle novit a tutti i costi, caro Davide, forse, sono anche una categoria che  stanca di dover sottostare alla lentezza del rincorrere i sistemi operativi, che  stanca di sborsare migliaia e migliaia di euro per oggetti gi obsoleti, rispetto al mercato, quando escono, che, forse, trova energie nuove nella novit vera, nell'emozione di esser un cliente *normale* in un negozio *normale* che condivide qualcosa coi compagni di classe, con gli amici, con un figlio/figlia, che vede...
questi, forse, sono gli esegeti, come vengono definiti ora, i fanatici, come tanto piace definirli da coloro che temono la novit...
come in tutte le cose, concludo, tutto  perfettibile, ma che si debbano leggere certe cose, in rete, da qualcuno che  tutt'altro che super partes, bhe, questo non mi va e, sicuro di scatenare delle discussioni, anche accese, mi assumo la responsabilit di ci che scrivo con la certezza che queste mie righe arriveranno anche in quel del veneto, prontamente riportate dai fedelissimi del nostro inquisitore.
con le scuse per la lungaggine...
Massimo Vettoretti.
Ho deciso di includere anche il signor Cervellin in questa mia risposta, 
perch, una volta tanto, egli ha voluto, sia pure malamente, discutere, 
diremo cos, di questioni tecniche su cui mi pregio di avere una qualche 
misera esperienza.

In estrema sintesi, il signor Cervellin dimostra di aver espresso un 
giudizio su qualcosa che nemmeno si  peritato di conoscere, non dico 
bene, ma almeno decentemente. Ha sparato un giudizio un tanto al chilo, 
dicendo una caterva di stupidaggini. Ogni strumento necessita, per un 
suo uso efficiente, di un training: lo dovrebbe sapere bene il buon 
Davide, visto che il suo Centro Efesto prescrive sempre ore di 
formazione a corredo degli ausili che la sua Tiflosystem provvede a 
fornire ai suoi utenti. Eppure egli viene qui e invia on line la sua 
ennesima esternazione in cui esprime un giudizio definitivo su un 
prodotto che ha usato per... quanto? Qualche mese? Qualche settimana? 
Qualche giorno? Ha letto il manuale? Ha avuto il buon gusto di ammettere 
con se stesso la sua ignoranza, di sbatterla in faccia a chi qualcosa 
sapeva per imparare qualcosa? No. Da quel che ha scritto, ha preso in 
mano l'iPad e ha cominciato a strascinare le dita sul display, cio il 
peggiore modo in assoluto per usare un dispositivo Full Touch. E lo dico 
perch, quando acquistai il mio primo iPhone, io iniziai cos e ne 
rimasi a tal punto frustrato che lo infilai nella sua scatola e ve lo 
lasciai per diversi mesi. Io, usare quel maledetto accidenti? Giammai! 
Poi, ascoltai alcuni podcast <www.blindcooltech.com>e mi resi conto che 
qui in Italia <www.universalaccess.it>e all'estero 
<www.allwithmyiphone.com>, c'era gente che quel maledetto aggeggio non 
solo lo usava, ma lo usava con profitto e soddisfazione. E mi sentii un 
imbecille. Credo che sia una sensazione umiliante quanto salutare: ci 
ricorda che, per quanto si possa imparare, la nostra ignoranza rimarr 
sempre e comunque infinita. Forse il buon Signor Cervellin dovrebbe 
permettere a se stesso di provarla pi spesso questa sensazione; n 
l'et  una valida scusa:  qualcuno a ottant'anni impar il greco; con 
quasi un ventennio in meno, Cervellin potrebbe bene imparare una decina 
di gesti.

Egli descrive il disagio che si prova a usare un touch screen e 
magnifica i pregi delle tastiere. Gentile Davide, non hai gettato i tuoi 
soldi: spendi altri settanta euro e sarai il fortunato possessore di un 
Doc completo di tastiera QWERTY; anzi, no, oggi mi sento generoso: se mi 
dici dove spedirla, visto che ne ho una in pi, te la posso regalare, 
solo che mi rimborsi le spese di spedizione: anche noi "straccioni" 
siamo capaci di atti di buon cuore! Scoprirai con immensa meraviglia 
che, non solo  ti sar possibile scrivere, ma che IOS implementa tutta 
una serie di comandi per la gestione completa di sistemi e applicazioni. 
Il Braille poi... amato, caro Braille! Tutti i dispositivi IOS  
prevedono la possibilit di interfacciarsi con una serie considerevole 
di display braille, a patto che funzionino via bluetooth.

E, per finire, una rapida carrellata su come lo uso io il mio iPhone. 
Grazie a un'app che si chiama TuneIn Radio, la mattina, mentre preparo 
la colazione, giro per casa e mi preparo per andare in ufficio, ascolto 
il GR o qualche podcast con l'app iPod, mi collego a FB per vedere che 
succede, butto l qualche pensiero sparso se ne ho voglia. Arrivato in 
ufficio, con un paio di gesti, imposto il conto alla rovescia per sapere 
quando dovr uscire e leggo qualche articolo di mio interesse. Rispondo 
agli SMS che mi arrivano, chatto via Watsapp <http://www.whatsapp.com/>, 
faccio io, non vedente assoluto e congenito, le stesse cose che fanno 
tutti i miei colleghi vedenti in tutto il mondo. Mentre scrivo sul PC 
una mail a una mia corrispondente americana, mi viene un dubbio su una 
parola: carico il Ragazzini, cerco la parola, risolto il dubbio: tempo 
venti secondi. Esco dal lavoro, ho una riunione. Mi siedo, tiro fuori 
una  tastiera blue tooth e un paio di auricolari anch'essi blue tooth, 
inizio a prendere appunti. Bing, iCall mi ricorda che ho un treno da 
prendere. Sono in ritardo, maledizione. Mentre esco e prendo 
l'ascensore, lancio locomotimes e controllo il mio treno: l'inefficienza 
delle ferrovie oggi  mia amica, la mia carretta viaggia con dodici 
minuti di ritardo; ce la far. Salgo in treno e riprendo in mano le 
minute della riunione, le correggo e le invio come allegato RTF alla 
segreteria della mia sezione. Dong: 20% di batteria rimanente! 
Accidenti! Dalla tasca della giacca tiro fuori un pacco batteria 
supplementare: mi ricaricher lo smartphone  mentre sono in giro: costo 
una quarantina di Euro. Mi rilasso, metto gli auricolari e ascolto un 
po' di musica. Ovviamente gli annunci di fermata di questa carretta da 
terzo mondo sono guasti e, mentre ascoltavo "La locomotiva 
<http://www.youtube.com/watch?v=0F1wpbOIXyE&feature=fvst>" mi son perso; 
lancio "Dove sto": applicazione minimale che, per, in una trentina di 
secondi, mi riesce a dire dove mi trovo con un errore attorno ai 
cinquanta metri. Invio un avviso a chi mi deve venire a prendere; non ho 
per voglia di scrivere, cos, tra dettare il messaggio con Dragon 
dictate o o inviare una nota audio via MMS, per stavolta scelgo 
l'alternativa pi facile: vada per l'MMS e ci includo un link a google 
Maps con la mia posizione attuale.

No, naturalmente non tutte le mie giornate sono cos e, no, non tutto 
questo accade in una sola giornata. E' solo una serie di esempi che 
permette di rendersi conto di cosa ci permette di fare un iPhone, solo 
che ci si prenda la briga di studiarlo con un po' di pazienza e 
applicazione. Del resto, niente   gratis e, con nessuno sforzo, si 
ottiene niente. E, ancora, no, non tutto  perfetto: criticit ce ne 
sono ancora; una per tutte, la digitazione in mobilit. Ma, del resto, 
niente  perfetto e coi bug che ho visto tra Oscar, Virgo, Videobraille, 
Braillemate, Parla,  PCBra, italbra, wintalbra, WinBraille,Windows Eyes, 
talks, Voice Suite, Pronto, MB408L, Kapten, JAWS, voci Acapela e Dio 
solo sa che altro, ci si potrebbero riempire enciclopedie. E no: io non 
sono un fan della Apple. Per rendersene conto basta darsi la pena di 
ricercare i miei interventi nella mailing list universalacces: si 
possono trovare nei vecchi archivi 
<http://liste.rdv.it/pipermail/universalaccess/>oppure in quelli nuovi 
migrati su google gruppi 
<http://groups.google.com/group/universal-access/topics?start=>. 
Qualcuno ha addirittura detto che, secondo me, Apple  sarebbe niente di 
meno che il male assoluto. :-) E no: gli iDevices non sono la panacea e 
non sono il supporto ideale per chiunque: ma esiste un ausilio, una 
protesi, un qualsiasi oggetto che sia l'ideale per chiunque, disabilit 
o non disabilit? Per proprio non mi riesce di sopportare le sparate 
fatte per dar aria ai denti, quando invece scienza e prudenza 
consiglierebbero di farne un recinto  per una lingua troppo vivace che, 
forse, qualche volta dovrebbe far silenzio e consentire alle orecchie di 
ascoltare.

Un'ultima provocazione, da libero professionista in erba ad imprenditore 
affermato: se vuoi imparare a usare il tuo iPad, caro Davide, posso 
offrirti un corso di lezioni con rapporto uno a uno, al costo di 40 
orari, pi spese di trasporto e IVA (sul solo monte orario, 
ovviamente!). Un'altra provocazione. Il mio iPhone, le cuffie bluetooth, 
la tastiera e tutte le app che ho nominato in questo messaggio, mi sono 
costati, tutti insieme, non pi di mille Euro. Trovami un dispositivo 
dedicato ai ciechi che, anche senza barra braille, mi consenta di: 
ascoltare radio via Internet, collegarmi a tutti i social network che 
voglio, leggere titoli RSS, elaborare testi in formato RTF, leggere 
titoli in PDF, DAISY  o ePub, acquistare, scaricare ed ascoltare film e 
musica, collegarmi a skype, usare un client SIP, navigare lo web, 
effettuare caricamenti di files via FTP o dropbox, gestire una rubrica, 
inviare e ricevere  messaggi, fare fotografie e filmati, accedere a 
funzioni di geolocalizzazione. Deve essere un solo dispositivo, non deve 
essere pi pesante di due iPhone e non deve occupare pi del doppio del 
volume di un iPhone. Ah, s, non deve costare pi di mille Euro.


talksina.
Io non dico niente.
Dico solo che verr il giorno che far vedere a Davide di persona come uso  
l'iPhone. Di persona. Certo non gli far cambiare idea e non mi interessa  
farlo, non voglio qui n insultare n parlar male di Davide (non ho alcun  
motivo per farlo) per comunque, non si pu parlar male di una tecnologia  
perch al primo impatto non si riesce a gestire.
Polemiche a parte, comunque, con tutto il rispetto ma anche mia madre che ha  
circa la stessa et di davide con l'iPhone mio non ci si trova, eppure lei  
vede. C'ha un nokia c6 con cui porcona (voce del verbo porconare, imprecare)  
ogni tre per due, figurarsi cosa farebbe con iPhone che  solo touch e non  
ha neanche la tastiera a scorrimento.
Avere il touch screen per le mani significa essere pronti ad avere un  
approccio diverso con la tecnologia, e, ribadisco con tutto il rispetto, ma  
chi si  gi creato un proprio equilibrio chiamiamolo cos con tecnologie  
relativamente semplici, non ha n tempo n voglia di starsi l a leggere  
manuali e documentazioni per capire come funziona il telefono appena  
comprato.
Non puoi dire che apple  una barriera per i ciechi, piuttosto limitati a  
dire che ha un approccio diverso rispetto a quello tradizionale e che quindi  
va valutato: adesso la possibilit di scelta c', una volta no. E questo  
non  assolutamente poco. Per dirla in modo cattivo: vuoi l'approccio da  
orbo, ti senti pi facilitato cos? Prenditi un notetaker dedicato agli  
orbi, tipo braillesense, packmate, o altri che ci sono in giro. Vuoi invece  
avere una macchina standard, quindi, con anche la possibilit di rivenderla  
a persone vedenti (o su internet) quando ti stufi? Prendi un iPhone, o  
qualcosa di simile, informandoti per prima su cosa significa avere uno  
schermo di quel tipo in mano. Provandolo anche, facendoselo mostrare da chi  
vedente gi ce l'ha. S perch prima di spendere soldi in ausili, o farli  
spendere alla asl, sarebbe il caso di valutare anche se questi ausili possono  
essere compatibili con la nostra vita e per quanto tempo, e qualora non lo  
fossero pi, considerare anche la possibilit di rivenderli.
Io non voglio dire, col messaggio di prima, che le persone della generazione  
di mia mamma e di Davide Cervellin non possono usare e non useranno mai  
iPhone, per dire, adesso chiedo scusa se parlo di lui, ma anche Max  
Vettoretti che informaticamente non  affatto l'ultimo arrivato, non si   
trovato assolutamente bene con quel dispositivo, e l'ha rivenduto. Lui  
giustamente dice, mi  difficile scrivere un sms o chiamare se con una mano  
tengo il bastone e l'altra tengo il dispositivo e devo far doppio tocco (o  
anche fosse l'altro sistema di sollevare il dito, che per quando lo ha  
preso max ancora non c'era). Questa storia ce l'ho anch'io in effetti, se mi  
muovo, da sola o accompagnata, e con l'altra mano tengo iPhone, mica ce la  
faccio a scrivere non ho il pollice bionico! A parte che non riesco a  
scrivere con una mano sola neanche con l'n82 ma non importa. E' proprio una  
questione di principio al massimo telefono ma scrivere mentre cammino non  
esiste.
A dire la verit io stavo proprio desistendo dall'acquistare iPhone proprio  
perch ne avevo parlato con Massimo, e lui mi aveva dato la propria opinione  
ma alla fine poi lo ho provato con un collega e ho visto che per me poteva  
andar bene, me lo sono comprata e sono contenta di averlo fatto. L'unica  
scocciatura  che tante volte dipendo da iTunes, tipo quando sono in  
mobilit e si aggiornano certe applicazioni poi non me le scarica e mi tocca  
collegarlo a iTunes, la scocciatura che non riesco a mettere iTunes a casa e  
in ufficio e sincronizzare l'iPhone su 2 macchine, quella  proprio una cosa  
che non sopporto.

Insomma ognuno ha le proprie esigenze nel bene e nel male prima di acquistare  
un prodotto bisogna informarsi ma ragionare con la propria testa, non con  
quella di chi racconta esperienze positive al massimo o negative  
all'inverosimile. Gli invasati sono pericolosi da una parte e anche  
dall'altraciao.
Gianluca Casalino
dunque... ora ho anche io un Iphone e posso finalmente parlare con 
cognizione di causa.
Confermo tutte quelle che sono state prima di averlo pure deduzioni e 
impressioni.
Prima per vorei dire che ho letto e riletto pi volte il post di 
Cervellin e a dire il vero tutto qeusto "sparare a zero" non ce l'ho visto.
Mi pare che abbia espresso un parere dettato proprio dalla sensazione 
che un prodotto gli ha dato e partendo proprio da propri limiti che non 
ha avuto paura n vergogna ad ammettere.
E gli utenti non sono tutti dei mostri e purtroppo dei limiti vi sono 
eccome e avolte sono rappresentati pure da pluriminorazioni.
Affermare quindi che il touch  nemico della disabilit non mi sembra 
un'esagerazione.
Affermare che si compiono gesti ed operazioni per le quali si deve 
spendere il doppio del tempo non mi pare nemmeno cos falso.
Stabilire che per un disabile visivo una tastiera, un display braille 
rappresentino il modo pi naturale ed immediato di rapportarsi ad un 
device penso sia inconfutabile.
Ho provato le stesse frustrazioni di Davide e ora pur essendo 
esaltatissimo contentissimo e pienamente soddisfatto di Iphone provo 
spesso tale frustrazione in molti casi  inutile nascondercelo.
Rimpiango il mio Nokia almeno una volta algiorno, soprattutto sulla 
parte telefonica che Apple mostra di conoscere marginalmente.
Le considerazioni di Massimo sono importantissime e verissime, ma 
altrettanto quelle di Simone, che a mio avviso  riuscito a sintetizzare 
proprio i limiti oggettivi di questo nuovo approccio.
Ad esempio braille Sense o simili lo uso anche in piedi mentre mi muovo 
e in condizioni veramente limite. Iphone no. Devi essere comodamente 
seduto, con un discreto silenzio attorno o con cuffie bluetooth e magari 
anche una tastierina che per poter utilizzare devi tenere con due mani.
In conclusione se si vuole parlare di Tiflosystem, Cervellin, venditori 
di asuili speculazioni etc,  un conto e non mi pare sia nemmeno 
l'oggetto di discussione.
Se vogliamo onestamente parlare di questo nuovo approccio 
all'accessibilit, a questi nuovi devices a ci che rappresentano e a 
come dovrebbero esser ripensati i sussidi per noi allora penso che sul 
tavolo ci dobbiamo mettere un po' di tutto comprese le considerazioni di 
Davide che potrebbero tranquillamente essere quelle di chiunque non  
uno "smanettone" che con l'informatica non vuole averci per forza a che 
fare e che semplicemente vuole risolvere problemi di vita quotidiana in 
modo semplice, rapido ed efficace.