alunni
*"Studenti disabili costretti a ripetere la stessa classe" *
articoloLa  repubblica 16 aprile commentato da L. Vector su listavista.



...Non avevo pensato a risvolti come questo...
Almeno io molte volte penso solo al lato educativo ma evidentemente ce 
ne sono anche altri pi o meno etici, come dice il pezzo, che non vanno 
per nulla dimenticati o ignorati...
E c' anche - sebbene qui non se ne parli - il "mercato" dei docenti di 
sostegno: spesso si pensa non tanto agli interessi degli alunni, quanto 
piuttosto a quelli della categoria docente....
E questi sono alcuni degli aspetti patologici dell'integrazione che, per 
certi versi, mi fanno rimpiangere i vecchi e superati - ma lo sono 
davvero?... - istituti.
classe"




La Repubblica del 16-04-2011


BARI. Tra le tante reazioni ai tagli della riforma Gelmini, c anche 
quella di chi specula sui disabili.  la denuncia del provveditore agli 
studi di Bari, Giovanni Lacoppola, che se formalmente in una circolare 
parla di un reiterato trattenimento nelle classi di appartenenza dei 
portatori dhandicap, fuori dalle carte istituzionali non esita a 
definire il fenomeno come una vera e propria caccia al disabile. In 
pratica, secondo le numerose segnalazioni ricevute dallUfficio 
scolastico provinciale, i dirigenti baresi cercano di convincere i 
genitori di alunni disabili a lasciare i propri figli nelle stesse 
classi, bloccando il loro percorso. Questo accade soprattutto al termine 
di un ciclo scolastico - ad esempio in quinta elementare - ma dietro una 
motivazione educativa per la bocciatura del disabile, in molti casi ci 
sarebbero invece vantaggi per gli istituti.
Il fenomeno - spiega Lacoppola -  molto semplice: i dirigenti premono 
per mantenere la presenza di un alunno disabile allinterno 
dellistituto, perch in questo modo si abbassa il tetto di alunni 
sufficienti per creare una classe. Da ventisei, ad esempio, si scende a 
un minimo di venti alunni e cos il dirigente anche se con meno ragazzi 
a disposizione, si assicura comunque la conferma della classe e delle 
docenze, limitando gli effetti dei tagli ministeriali. Una sorta di 
mercato acquisti per nulla etico, che non tiene alcun conto dei bisogni 
degli alunni. E proprio per arginare questo fenomeno, il provveditore ha 
inviato una circolare per chiarire modalit e procedure di valutazione 
degli alunni con bisogni speciali.
Tra questi, alcuni diktat come la garanzia di continuit educativa fra 
i diversi gradi di scuola, il principio generale in base al quale gli 
alunni in situazione di handicap devono essere inseriti nelle classi 
corrispondenti alla loro et anagrafica e - poich  un malcostume 
diffuso anche nei primi cicli - la conferma che il trattenimento nella 
scuola dellinfanzia  da considerarsi del tutto eccezionale e comunque 
va sostenuto da una progettualit concordata tra Servizi scolastici e 
Servizi sanitari.
Le responsabilit, per, non sono solo dei dirigenti scolastici. La 
colpa  anche delle famiglie - sottolinea il provveditore - perch molti 
genitori pretendono che il proprio figlio vada avanti nonostante non 
abbia acquisito le competenze necessarie e ancor pi diffuso  il caso 
del genitore che si lamenta perch il titolo di studio ottenuto non  
spendibile ad esempio per liscrizione alluniversit. Questo per - 
evidenzia Lacoppola - dipende dalla malattia dellalunno e viene 
indicato sin dallinizio del percorso scolastico.

di Fulvio Di Giuseppe