poveri
Cacciato il banchiere dei poveri.
articolo corriere commentato da Donato Taddei, 02\03\2011.


pcciechi si  occupato gi altre volte del premi Nobel per la pace l'economista bengalese Muhammad Yunus, l'inventore del microcredio prima e del "social business" poi. 
Tratto dal suo libro 
"Si pu fare: come il business sociale pu creare un capitalismo pi umano" 
riporto i 7 principi su cui si basa il cosiddetto business sociale: 
Il business sociale  un'idea nuova e io ho speso tempo ed energie in quantit per definirne con precisione le caratteristiche e per stabilire come presentarlo in modo chiaro e inequivocabile all'opinione pubblica. In questo sforzo ho trovato un prezioso alleato in Hans Reitz, direttore del Grameen Creative Lab (Gcl) di Wiesbaden, in Germania.  stato Reitz ad aiutarmi a formulare i "sette principi" che centrano in modo perfetto le caratteristiche chiave dell'impresa con finalit sociali "del primo tipo": 
1. L'obiettivo dell'azienda  il superamento della povert o la risoluzione di uno o pi problemi sociali importanti come istruzione, sanit, accesso alle tecnologie, ambiente e non la massimizzazione dei profitti. 2. l'azienda deve raggiungere e mantenere l'autosufficienza economica e finanziaria. 3. Gli investitori hanno diritto alla sola restituzione del capitale inizialmente investito senza alcun dividendo. 4. Quando una quota di capitale viene restituita, i profitti relativi restano di propriet dell'azienda che li impiega nell'espansione e nel miglioramento della propria attivit. 5. L'azienda si impegna ad adottare una linea di condotta sostenibile dal punto di vista ambientale. 6. I dipendenti dell'azienda percepiranno salari allineati alla media di mercato e godranno di condizioni di lavoro superiori alla media. 7.  importante che tutto questo venga fatto con gioia. 
Il settimo punto  stato proposto da Reitz e, devo confessare, mi piace molto. Quando ci lasciamo assorbire dal contesto altamente competitivo e aggressivo delle aziende finalizzate al profitto, fatalmente dimentichiamo che la nostra professione deve anche portare una nota di gioia nella nostra vita. Invece alla base del business sociale c' la gioia di vivere, e una volta entrati nella sua ottica scopriamo che il lavoro stesso diventa una fonte illimitata di occasioni gioiose. 
Recentemente l'istituto europeo per il design di Milano ha lanciato il primo master per la formazione di operatori del social business destinati a operare nei paesi poveri. 
La formula del microcredito si  dimostrata valida in tutte quelle situazioni dove la gente ha grande necessit di lavorare e di darsi da fare ma non possiede il minimo di capitale necessario all'acquisto delle materie prime da trasformare. 
L'associazione diretta dal prof. Flavio Fogarolo, ad esempio, che gestyisce l'istituto dei ciechi Kekeli Neva di Togoville, ha sperimentato con successo forme di microcredito per supportare l'inserimento lavorativo di alcuni ciechi del Togo permettendo cos a giovani ciechi di vendere nei villaggi olio per l'illuminazione, magari con l'aiuto dei familiari. 
Val la pena notare come ogni volta che un modello funziona producendo ricchezza c' sempre chi su quella ricchezza vuole allungare le mani, nel caso di specie il governo del Bangladesh. 
Risulta infatti assolutamente pretestuosa la scusa con cui Yunus  stato allontanato dopo essere stato il creatore della Grameen Bank. 
Donato Taddei 
IL PADRE DEL MICROCREDITO SI SCONTRAVA DAL 2007 CON L'ESECUTIVO BENGALESE
Cacciato il banchiere dei poveri
Il governo del Bangladesh manda via dalla guida della sua banca il premio Nobel per la pace Muhammad Yunus 
MILANO - Il governo del Bangladesh ha costretto il premio Nobel per la pace Muhammad Yunus a lasciare la sua banca di microcredito, la Grameen Bank. Quest'ultima conta microprestiti per 955 milioni di dollari complessivi a circa 8 milioni di poveri, nella maggioranza dei casi donne.
L'INCHIESTA -  l'ultimo atto della guerra tra il governo del Bangladesh e il banchiere. Dopo la richiesta rivolta dal governo al banchiere (lo Stato possiede il 25% della Grameen Bank presieduta da Yunus) all'inizio di febbraio di abbandonare il suo incarico, ora  stata la Banca centrale del Bangladesh ad inviare una lettera in cui si sostiene che l'economista, che ha 70 anni, ha continuato a rimanere alla testa della Grameen Bank (da lui fondata) anche dopo aver superato il 60esimo anno, et limite prevista nel paese per il pensionamento. All'inizio di dicembre 2010 un documentario realizzato dal giornalista danese Tom Heinemann ha insinuato irregolarit nella gestione della banca riguardanti doni finanziari della Norvegia e di altri Paesi, provocando reazioni contrastanti ed inchieste da parte dei governi di Oslo e di Dacca. 
LOTTA AL GOVERNO - I sostenitori di Yunus, fra cui l'ex presidente irlandese Mary Robinson, sostengono che  stata orchestrata una campagna politica dopo le tensioni registratesi fra Yunus e il premier bengalese Sheikh Hasina nel 2007. E sembra proprio questo il vero motivo che sta dietro la cacciata di Yunus. Come rivela il Financial Times, l'ostilit del governo del Bangladesh nei confronti di Yunus sembra risalire appunto al 2007: quando a seguito di un golpe militare il banchiere manifest l'idea di creare un suo movimento politico. I leader politici e la maggioranza del partito ora al potere non hanno mai perdonato questa sua scelta considerandolo un rivale nella contesa del potere. 
Redazione online
02 marzo 2011
