perugia
"Questa citt  vietata ai ciechi"
La Nazione del 26-03-2011


Semafori e bus troppo antiquati Questa citt  vietata ai ciechi 

PERUGIA. Strade strette e piene di buche, marciapiedi inesistenti e
disconnessi. E poi, per noi non vedenti, anche prendere il bus diventa
un'odissea. Raniero Pericolini nasconde dietro gli occhiali scuri un po' di
rammarico. E' il presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli
Ipovedenti (sezione di Perugia) e da trentasette anni lavora senza sosta per
aiutare i disabili visivi. Molto abbiamo fatto, tanto ancora c' da
migliorare, dice. Ha gi guidato l'associazione per 11 anni (dal 1979 al
1990), poi ha assunto la carica di vicepresidente e l'11 dicembre del 2010 
tornato alla guida di una realt che oggi conta cinquecento iscritti. Ad
accoglierli, in via Montepulciano 2, c' uno sportello dove diamo
informazioni a tutti, anche a chi non  socio precisa . La provincia conta
circa duemila disabili visivi. Presidente Pericolini, muoversi a Perugia
... Un disastro. La citt  ancora piena di barriere architettoniche e
anche la geogr afia non ci d una mano. Di ciechi, accompagnati da
cani-guida, ce ne sono pochi in giro. Questo perch non  facile
passeggiare, fare la spesa, andare alla Posta. Ogni volta tocca sperare
nella buona sorte. Da tempo chiediamo le fermate degli autobus sonorizzate e
i semafori sonori: ne hanno aggiunti pochi e non bastano. Cambia qualcosa
con il Minimetr? Neanche per sogno:  stato realizzato senza considerare
chi non ci vede. Stessa storia, nessuna voce' che ci indichi le fermate.
Come associazione vi battete anche per questo... Sono quasi sessant'anni
che l'Unione opera a Perugia. Offriamo diversi servizi, tutti tesi ad una
reale e attiva partecipazione dei non vedenti alla vita sociale cittadina.
Vengono sempre seguiti, fin da quando sono piccoli: dalla scuola
dell'infanzia agli asili, dall'elementari alle medie: insomma tutto il ciclo
di studi dei ragazzi. Siamo presenti anche nella fase di inserimento
lavorativo. Diamo supporto psicologico, soprattutto ai bambini, c he sono
pi fragili. L'handicap visivo spaventa, in molti alla fine non esternano i
loro problemi. Ad esempio? Non tutti i ciechi sanno leggere il linguaggio
braille e spesso, soprattutto per chi ha un'et avanzata,  difficile che
riescano ad imparare. Per questo organizziamo dei corsi e diffondiamo testi
parlati. Per fortuna la tecnologia ci viene incontro e siamo supportati
dall'Irifor, dalla Federazione Pro Ciechi e dell'Agenzia per la prevenzione
della cecit໻. Entrate anche nelle scuole... La nostra opera  stata
risolutiva per tante famiglie. Nella provincia di Perugia ci sono 74 ragazzi
che studiano negli Istituti pubblici. Ma... I problemi ci sono. Purtroppo
gli insegnanti di sostegno a volte non sono preparati per seguire e
assistere i non vedenti. Per questo promuoviamo anche lezioni dedicate a
loro, ma a volte non  sufficiente. Cio? Una volta formati, capita che i
docenti vengono adibiti' ad altro e non all'assistenza dei ciechi: cos
abbiamo sp eso risorse importanti e i ragazzi si trovano senza insegnanti.
Il Governo non tutela queste figure professionali. Non sono le uniche
difficolt dell'associazione. Rispetto al passato  pi complicato, gli
Enti prima erano pi attenti. Adesso si continua a tagliare' risorse: dalla
cultura al sociale fino alla scuola, e anche noi ne facciamo le spese. Le
Onlus sono molto penalizzate.

di Daniele Cervino