n.pizzi
L'addio a Nilla Pizzi regina di Sanremo
ascolta l'allegato mp3 con tre brani e una piccola intervista.


Per commemorare la recente scomparsa della famosa cantante leader degli anni '50 del secolo scorso PcCiechi ti sottopone l'ascolto dei brani "grazie dei fior", "papaveri e papere", e "vola colomba vola".
L'interpretazione del secondo pezzo  preceduta da una piccola intervista curata dal popolarissimo Mike Bongiorno.
(mp)
dal corriere della sera del 13\03\2011


M. LUZZATTO FEGIZ MILANO - Che inginocchiata a San Giusto, prega con l'animo mesto, fa che il mio amor ritorni, ma torni presto.... Era il 1952. Questi versi di Vola colomba (intonata anche un anno fa sul palco dell'Ariston) alludono al ritorno di Trieste all'Italia ed evocano le emozioni che Nilla Pizzi riusciva a suscitare. La regina di Sanremo, idolo dell'Italia del dopoguerra si  spenta ieri mattina alle 6 alla clinica Capitanio di Milano. Si stava rimettendo da un intervento chirurgico. Avrebbe compiuto 92 anni il prossimo 16 aprile. Lele Mora, suo agente e amico da 30 anni, ha dato la notizia. Il suo cuore non ha retto ha spiegato. Camera ardente da oggi alla clinica di via Mercalli, i funerali si svolgeranno a Milano marted.
Pur minata dagli anni e dalla malattia Nilla Pizzi ha tenuto la scena fino all'ultimo: nel 2009 aveva partecipato all'evento Amiche per l'Abruzzo organizzato da Laura Pausini e lo scorso anno aveva fatto una memorabile apparizione al Festival di Sanremo. Che si trattasse di ricevere nella sua sobria casetta a porta Genova, tutta carta da parati a fiorellini, o di salire su un palco, voleva essere sempre impeccabile. A Sanremo 2010 aveva scelto un abito lungo con uno strascico di cinque metri, tenuto da una schiera di prestanti giovanotti. Ben truccata, sorridente e lucida, ancorch limitata nella parola dai postumi di un'ischemia.
La regina di Casetta in Canad e Papaveri e papere (che lei ha sempre sostenuto essere una canzone-metafora sul dominio dei potenti sui poveracci) offriva un'immagine pubblica rassicurante, ma il suo privato aveva conosciuto anche la burrasca della passione come il suo amore per Gino Latilla, marito della sua migliore amica Carla Boni.
Adionilla Negrini Pizzi nasce a S. Agata Bolognese il 16 aprile 1919. A diciotto anni vince il concorso Cinquemila lire per un sorriso, antenato di Miss Italia. Si  appena sposata con Guido Pizzi, un giovane manovale edile che, nonostante il cognome, non  suo parente. La guerra allontana i coniugi e il matrimonio naufraga. Lei  sempre in movimento. Canta per le Forze armate, entra all'EIAR, la radio di stato, prima su diecimila concorrenti. Ma al maestro Angelini, all'epoca arbitro delle canzoni, non piace. Ed  il maestro Carlo Zeme a inserirla nella sua Orchestra. Nonostante successi come la celeberrima Casetta fra le rose e Quel mazzolin di fiori viene allontanata: secondo alcuni dirigenti la sua voce  troppo moderna e sensuale. Torna alla ribalta nel 1946 con il marchio La voce del padrone, ma il suo sogno resta quello di cantare con l'orchestra di Angelini (di cui pare fosse innamorata). Interprete versatile, affronta motivi romantici e anche rumbe, conghe e samba. Azzecca vari successi: Oh pap, La vie en rose (in versione italiana), Cocoric, Mi triste corazon... Nel 1951 il trionfo. Nasce il Festival di Sanremo e lei, protagonista della manifestazione con Achille Togliani, il duo Fasano e l'orchestra Angelini, gareggia con nove canzoni. Vince primo e secondo posto con Grazie dei fior e La luna si veste d'argento. L'anno dopo, sempre a Sanremo, fa centro con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega. Papaveri e papere viene tradotta in quaranta lingue. Piace anche ai comunisti che vi leggono un messaggio sociale.
Ormai simbolo dell'Italia che rinasce, incide decine di dischi che diventano altrettanti successi: Maria Magdalena, Inganno, Malasierra, Tradimento (dove presta la voce a Silvana Pampanini nel film Processo alla citt), Triste domenica, Tutto  possibile. Poi numerosi duetti con Gino Latilla che comincia a far breccia nel suo cuore, con grande gelosia del maestro Angelini.
Nel 1953 a Sanremo il brano Campanaro non piace. Lei risponde con altri dischi e con un film, Ci troviamo in galleria, in cui recita accanto ad una giovanissima Loren. Segue un periodo difficile: il suo amico Gino Latilla tenta il suicidio, Angelini la pianta in pieno Festival di Sanremo 1954. Lei reagisce: molla la casa discografica, la Rai, il maestro Angelini e Latilla. Scritturata dalla Rca, diventa magra, si fa bionda, e continua a raccogliere consensi in Russia e Stati Uniti. Nel 1958 spopola a Sanremo con Edera, al secondo posto dopo Modugno con Nel blu dipinto di blu. Nello stesso anno vince Canzonissima.
Ma i tempi e i gusti stanno cambiando. L'Italia degli anni Sessanta pare meno interessata a Nilla Pizzi. Cos lei emigra e apre un night per miliardari ad Acapulco, cena con personaggi come Frank Sinatra e Sammy Davis jr. In Italia accetta di esibirsi in locali modesti. Senza rinunciare allo stile: Il pubblico va rispettato, mai cantare con la base. Io ho un pianista in ogni citt. Nel 94  di nuovo a Sanremo con Squadra Italia, gruppo di big anni 60. Nel corso degli anni 90 partecipa a show tv e spettacoli all'estero. Nel 2001 ripropone Grazie dei Fior in chiave rap assieme alla boyband 2080. Con lei se ne va una delle leggende del bel canto all'italiana.
Mario Luzzatto Fegiz
