zanza
Ridere dell'handicap con David Anzalone.
Superando.it del 25-01-2011


Zanza, che fa dell'handicap un'insolita materia comica 

Sul palcoscenico -  stato scritto - David "Zanza" Anzalone racconta gli
equivoci quotidiani su handicap e normalit senza far leva su facili
moralismi o astuzie perbeniste. Anzi, la sua arma  un concentrato di
sagacia, di osservazione e riflessione, di capovolgimenti e inattesi colpi
sull'ottusit con cui ci accontentiamo di pensare la "normalit". Ed 
proprio cos: a teatro, su internet, in un libro e recentemente anche in
televisione, proprio in uno dei programmi pi seguiti dell'anno ("Vieni via
con me"), Anzalone  una valanga travolgente, che rompe gli schemi con la
sua grande ironia e autoironia
La normalit non esiste, esiste solo una moltitudine di diversit: questo
 il motto di David Anzalone, nato a Senigallia (Ancona) nel 1976, in arte
Zanza, "professione: handicappato, segni particolari: nessuno". Forse oggi
si riesce a ridere dell'handicap grazie a persone come David, ma il bagaglio
storico e culturale pesa come un macigno: basti ricordare quando la gente
pensava che la disabilit fosse contagiosa.

David Anzalone in scena
Zanza vive l'handicap in prima persona e non lo considera solo un limite;
porta in scena uno spettacolo teatrale, ha scritto un libro,  andato in TV
(anche per trovare pi gnocca, dice lui). Sin da bambino Anzalone ha
compreso che il modo migliore per integrarsi, per non far "guardare storto"
era quello di prendere con ironia la vita e far ridere chi tendeva a
emarginarlo. Ha iniziato cos il suo percorso nel teatro, uno strumento
anche di lotta, cassa di risonanza per la voce degli esclusi, non solo
disabili. Con sottile ironia ha poi fatto il resto, dando vita nel 2005 a
Targato H, spettacolo comico prodotto da CAPA Produzioni. La "H"
dell'handicap di una tetraparesi spastica dalla nascita, che per tanti  una
difficolt insormontabile,  diventata la forza di Zanza, che in Italia sta
spazzando i pregiudizi su handicap e normalit attraverso teatro,
televisione, internet, editoria cartacea. E sia a teatro che in televisione,
su internet o tra le pagine di un libro, Z
anza  una valanga travolgente, rompe gli schemi perch fa dell'handicap
un'insolita materia comica.
Sul palcoscenico David Anzalone racconta gli equivoci quotidiani su
handicap e normalit senza far leva su facili moralismi o astuzie
perbeniste. Anzi, la sua arma  un concentrato di sagacia, di osservazione e
riflessione, di capovolgimenti e inattesi colpi sull'ottusit con cui ci
accontentiamo di pensare la "normalit". Questo  quanto possiamo leggere
in tante recensioni che lo riguardano. Dal teatro alla carta stampata, poi,
il passo  stato breve. Lo spiritoso Handicappato e carogna, edito per la
collezione Biblioteca Umoristica Mondadori (BUM) e scritto a quattro mani
con Alessandro Castriota, racconta aneddoti personali e quotidiani
pregiudizi, con quella stessa irresistibile ironia e autoironia che si
ritrova sul palcoscenico.
In TV, in prima serata, ha esordito con A noi il lavoro non lo danno cos
facilmente perch. perch. diciamoci la verit... noi... non abbiamo voglia
di fare un cazzo! Ed  stato subito boom di ascolti, un successo strepitoso,
che ha reso Zanza un personaggio famoso, fino alla recente apparizione in
Vieni via con me, di Fabio Fazio e Roberto Saviano, uno dei programmi RAI
pi seguiti dell'attuale stagione televisiva [se ne legga in questo stesso
sito anche cliccando qui, N.d.R.].

Zanza, una battuta al volo?
Ve ne faccio una tripla: io sono buono, la mafia non esiste, Berlusconi s'
fatto da solo!.

Come hai capito che facendo ridere avresti abbattuto le barriere mentali?
"PROFESSIONE: HANDICAPPATO. SEGNI PARTICOLARI: NESSUNO". Questo  quello
che mi hanno scritto sulla carta d'identit... Veramente! Come fai a non
fare il comico?
Il rapporto fra il mio corpo e la societ  ci che mi ha sempre
affascinato. Capii che il mio corpo handicappato, se allenato, poteva
diventare un mezzo di comunicazione esplosivo. L'ho allenato e con lui
racconto storie che cercano di mettere a nudo me stesso e perci anche gli
altri.

Ci parli del Progetto Targato H? La disabilit, nei tuoi spettacoli,  il
tema principale?
Nel monologo comico Targato H, scritto assieme al mio regista Alessandro
Castriota e che stiamo portando in teatro, cerco di smascherare le
ipocrisie, dettate dal pregiudizio, che la societ manifesta nei confronti
degli handicappati. Ci siamo accorti, poi, che l'handicap era diventato solo
un pretesto, un mezzo e non un fine, per parlare a tutto tondo della paura
dei "diversi". Partendo dal tentativo di distruggere il tab che "l'handicap
 una tragedia sulla quale non si pu ridere ma si deve averne piet",
cerchiamo di ridicolizzare la paura e il buonismo allo scopo di fare
incontrare le umanit in modo crudo, ma autentico. Certo, queste tematiche
si tirano dietro anche alcune critiche, ma, ve lo assicuro, la maggior parte
delle persone che incontriamo a teatro non vedeva l'ora di sentirsele
raccontare cos.

Stai girando l'Italia con i tuoi spettacoli? In quale teatro ti piacerebbe
esibirti?
Alla Scala... col tut!....

La gente  ancora cos tanto "sorda", piena di pregiudizi, in una parola,
c' ancora tanta discriminazione o qualcosa sta cambiando?
La discriminazione in Italia si sta allargando a macchia d'olio e non solo
alla categoria degli handicappati... La paura  stata fomentata da ogni
parte e, appena qualcosa differisce dai canoni dettati dalla TV, scatta
questo meccanismo e il diverso diventa un nemico. Ma credo nel riscatto!.

Con tutta questa notoriet, sei ormai un divo. Almeno "rimorchi"?
Certo! Ho voluto darmi al teatro proprio per rimorchiare... Sono uno che ce
l'ha fatta!.

La faccia del barista quando chiedi la cannuccia?
Eh, come faccio? Questa  un'intervista scritta, mica un video!.

Il libro Handicappato e carogna, come dire disabili "bastardi dentro" un po'
come tutti. Ce ne parli?
Il titolo del nostro libro Handicappato e carogna, scritto sempre assieme
ad Alessandro Castriota, ha proprio questa spiegazione: essendo nato col
forcipe, handicappato mi ci hanno fatto... Di essere carogna l'ho scelto!
Quindi, compratelo!
Nel libro, come a teatro, amiamo chiamare le cose con il loro nome e
detestiamo gli eufemismi che spesso nascondono ipocrisia. Questo addolcire
la pillola copre il pregiudizio e, soprattutto, alimenta la paura del
diverso: la paura pu essere legittima, ma va superata con l'incontro reale
fra le persone, senza eufemismi che fanno da air-bag. E poi, se i cosiddetti
normali sono quelli che leggiamo oggi giorno nei quotidiani: il politico che
fa i festini hard, il senatore mafioso, il calciatore cocainomane... io non
solo non sono normale, ma non ci tengo neanche ad esserlo!.

Ma cos'hai contro i "paraplegici Superman"? Cos' questa polemica verso le
persone in carrozzina?
Ma no, dai,  solo un'iperbole comica per cercare di smontare un'altra
ipocrisia e cio che gli handicappati sono tutti uguali... Detesto
l'omologazione in tutte le sue forme!.

Un po' come dire che ogni persona, disabile e non,  una persona a se, con i
suoi limiti, ma soprattutto con le sue potenzialit. (Dorotea Maria Guida)

***
*Intervista realizzata per conto dell'Associazione Prodigio di Trento (con
il titolo Ridere dell'handicap con David Anzalone), qui ripresa, con alcuni
riadattamenti, per gentile concessione.
