scuola
L'inclusione scolastica cosa succede in Europa
articolo postato da Angela Delicata su listavista, , 18\01\2011, h. 18.247.


L'inclusione scolastica cosa succede in Europa
Numero 2-2sup del 2011 

Titolo: ? 

Autore: Luciano Paschetta

Articolo:
In questo momento dove nel nostro paese, sembrano aumentare le voci di
coloro che mettono in discussione la validit dell'integrazione scolastica e
si assiste a pericolose nostalgie, ritengo utile dare un rapido sguardo
su quanto sta succedendo negli altri paesi europei. Contrariamente a quanto
sostengono i detrattori dell'inclusione, l'integrazione scolastica non  pi
una prerogativa del nostro sistema scolastico, sostenuta e voluta da un
gruppo di pedagogisti utopici, ma, viceversa, il modello italiano ha
fatto scuola ed  stato adottato da diversi Paesi dell'Unione. La ricerca
pubblicata nel 2004 dalla rete di informazione sull'istruzione in Europa,
l'Agenzia europea Euridice, ci dice che sono ormai diversi i Paesi europei
che, adottando la linea italiana dell'integrazione scolastica dei disabili,
definita nella ricerca monodirezionale, realizzano l'inserimento
generalizzato dei disabili nel proprio sistema scolastico ordinario. Questo
avviene, oltre che nel nostro paese, in Spagna, in Grecia, in Portogallo, in
Svezia, nell'Islanda, in Norvegia e a Cipro. In tutti questi stati le
politiche educative e le prassi operative concrete tendono ad inserire la
quasi totalit degli alunni nel sistema scolastico ordinario. L'integrazione
scolastica si realizza attraverso l'attivazione di una grande variet di
servizi (diversi da paese a paese), ma sempre incentrati sulla scuola.
Molti, inoltre, i Paesi nei quali  stato adottato quello che nella ricerca
viene definito l'approccio multidirezionale. Si tratta di soluzioni miste
con l'inserimento dei disabili in una pluralit di classi e servizi ordinari
e-o differenziati a seconda delle situazioni. Questo modello lo troviamo
applicato in Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Finlandia, Regno
Unito, Lituania, Austria, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Estonia, Polonia e
Slovenia. Solo in quattro stati, Svizzera, Belgio, Germania e Paesi Bassi,
non  presente un sistema di inclusione scolastica. Questi paesi
mantengono ancora distinti gli interventi educativi: da una parte la scuola
comune per gli alunni normodotati e dall'altra le scuole e le classi
speciali per i disabili. E' quello che nella ricerca viene definito
approccio bidirezionale. Va precisato per che anche la Germania ed i
Paesi Bassi, con la sperimentazione sempre pi frequente di percorsi di
integrazione, si vanno avviando verso l'approccio multidirezionale. Come si
vede, mentre nel resto d'Europa i percorsi integrati si consolidano e si
diffondono sempre pi, affiancandosi o sostituendo le classi speciali, da
noi si ricomincia a sentir parlare, da parte di qualche nostalgico, della
necessit di classi speciali o differenziali, ci a dimostrazione che i
diritti non devono mai essere dati per acquisiti una volta per tutte, ma
vanno rivendicati giorno per giorno, situazione per situazione.
Luciano Paschetta
