reato
Usare software copiati non  reato.
Biomasp su chiediaiuto, 25\01\2011, h. 18.27.


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Saluti a tutti 

Fabio

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Usare software copiati non  reato: a stabilirlo una sentenza del Tribunale di Roma
La detenzione senza licenza (o di licenze scadute) di programmi commerciali per computer, riconducibili alla Microsoft ed alle altre big del software, non configura il reato di abusiva detenzione di file sprovvisti di licenza d'uso, anche se all'interno dei Pc vengono trovati i dispositivi di aggiramento tecnologico in grado di far funzionare i software senza licenza, quelli che in gergo vengono chiamati "crack".

A stabilirlo  stato il tribunale di Roma, V sezione, con il giudice Laura D'Alessandro, che ha assolto un imprenditore trovato in possesso di 270 programmi di tutte le pi rinomate aziende, tra le quali la stessa Microsoft ma anche Adobe, Macromedia, Symantec, o altri, sprovvisti di licenza, distribuiti su 103 computer tra cui server sui quali i software venivano messi in condivisione a beneficio di tutti i dipendenti della societ.

Non c' stata richiesta d'appello - Secondo quanto si  appreso, inoltre, le societ che si erano costituite parte civile nel procedimento e avevano chiesto danni per centinaia di migliaia di euro, insieme con la Business Software Alliance BSA (l'associazione che riunisce le multinazionali del software), non avrebbero fatto richiesta d'appello. Si  detto soddisfatto della sentenza, l'avvocato Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito, difensore dell'imprenditore che era sotto accusa e che era stato multato per migliaia di euro.

Il penalista ha spiegato: "E' stato ribadito un principio importante, ovvero che la colpevolezza di un imputato non pu essere presunta ma deve essere provata senza alcun dubbio e che nell'ambito della detenzione dei software ci che conta  l'uso che se ne faccia dello stesso software, in questo caso un uso no-profit e non il semplice aspetto commerciale della detenzione o meno di una licenza, ancorch scaduta".

I software venivano utilizzati nel settore della formazione, dunque in un contesto non commerciale, da una societ che era riconosciuta come laboratorio di ricerca accreditato dal ministero dell'universit. Fra i corsi erogati alcuni riguardavano, tra l'altro, l'educazione alla legalit nel settore della propriet industriale.

"L'impresa aveva collaborato nel passato con la stessa Microsoft", ha ricordato Sarzana di Sant'Ippolito. "Il tribunale ha ritenuto che, senza la prova della duplicazione del software da parte del mio assistito - ha continuato il penalista - e senza la prova dell'effettivo uso sulle singole macchine dei dispositivi di aggiramento tecnologico presenti sul server dell'azienda, non si pu configurare il reato di duplicazione abusiva di software n la detenzione di software sprovvisti di licenza d'uso e ha mandato assolto l'imprenditore con la formula pi ampia possibile ovvero il fatto non sussiste".
