lia
Il formato digitale che manca nel progetto lia.
Superando.it del 29-12-2010


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Il conflitto tra il diritto d'autore e il diritto alla conoscenza 

(di Alfio Desogus*) 

Ma quando si parla di un libro, si fa riferimento al suo contenuto, al
formato o alla sua modalit di diffusione? E non  una contraddizione che la
delimitazione del formato, escludendo la fruizione autonoma del libro
stesso, ne neghi la sua universalit? Eppure sembra proprio che stia per
accadere questo, con il Progetto "LIA" (Libro Italiano Accessibile), che si
avvarr dei fondi stanziati nel 2007 dal cosiddetto "Decreto Rutelli", per
finanziare progetti e iniziative utili a rendere disponibili libri in
formato accessibile alle persone con disabilit visiva, pur contraddicendo
almeno una parte di quella norma

Nelle scorse settimane si  avuta notizia dellavvio del Progetto LIA (Libro
Italiano Accessibile), realizzato dalla Ediser, societ controllata dallAIE
(Associazione Italiana Editori) [se ne legga ad esempio cliccando qui,
N.d.R.].
L'iniziativa si avvarr dei fondi stanziati nel 2007 dal cosiddetto "Decreto
Rutelli" [Decreto del 18 dicembre 2007, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale
n. 82 del 7 aprile 2008, N.d.R.], che destinava 2 milioni e 750.000 euro
(articolo 5, comma 1), per finanziare progetti e iniziative utili a rendere
disponibili libri in formato accessibile alle persone con disabilit visiva.
Tale provvedimento prevedeva, tra laltro, la costituzione di una
Commissione, con il compito di valutare i progetti. Le aziende interessate
hanno presentato i progetti e dopo incomprensibili ritardi pubblicamente
denunciati, la Commissione  stata sciolta e i progetti sbrigativamente
dichiarati non innovativi. Si  quindi proceduto alla costituzione di una
nuova Commissione che in tempi incredibilmente rapidi ha ritenuto innovativo
e valido il Progetto LIA.

Sorpresi dallimprovvisa accelerazione, abbiamo preso visione di tanto
progetto (affidato a una sola azienda, come detto, controllata dallAIE),
per esaminarne la qualit e ci si  resi conto immediatamente che la societ
incaricata si avvarr della collaborazione dell'UICI (Unione Italiana dei
Ciechi e degli Ipovedenti) e che saranno realizzati prodotti librari
"accessibili". In tal senso vengono citati il formato braille e quello
audio, evitando accuratamente l'indicazione del formato digitale.
Il progetto prevede una prima fase di sei mesi - coadiuvati dai validatori
dellUICI - e i successivi diciotto mesi di realizzazione dei diversi
formati (naturalmente, lo ribadiamo, non si fa menzione del formato
digitale).
Del resto, a rileggere il LIA con cura, non si fa fatica a capire che i
formati accessibili tutto potranno essere (anche catalogati), ma non
digitali e tanto meno disponibili entro 72 ore, cos come prescriveva il
"Decreto Rutelli" (articolo 5, comma 2).

Ecco il vero punto della questione. L'AIE e la sua azienda controllata
Ediser hanno emarginato potenziali concorrenti (numero delle aziende),
operando una concentrazione, vanificando le realt editoriali regionali e -
sotto la presunta "innovativit" sancita dalla nuova Commissione - si sono
assicurate il controllo dei formati culturali, attraverso la realizzazione
diretta, avallata dallUICI, che con tutta probabilit si riserver un
eventuale servizio per i propri associati, attraverso la Biblioteca Italiana
per i Ciechi Regina Margherita di Monza, per la quale  previsto un prossimo
rifinanziamento.
In questo modo, ancora una volta, bloccando sul nascere la produzione e la
fruizione del formato digitale, si  garantito il diritto d'autore
imperniato sul formato cartaceo.

Torna dunque in primo piano il conflitto tra due diritti (il diritto
d'autore, appunto, e quello alla conoscenza), con una rinnovata negazione
del Lettore. Che lAIE operi in questa direzione  fatto conosciuto e da noi
disabili visivi sempre combattuto, ma che ci venisse avallato e sostenuto
dallUICI ci risulta contraddittorio. Ma questo succede quando il tornaconto
aziendale - o associativo - supera ogni limite di coerenza, per diventare
privilegio e opportunismo profittevole, negando i diritti e l'universalit
del libro.
 leterna querelle che ritorna: il libro  il contenuto, oppure il formato
o meglio la modalit di diffusione? Non  una contraddizione che la
delimitazione del formato, escludendo la fruizione autonoma, ne neghi la sua
universalit?

*Presidente della FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento
dell'Handicap).
