
    traduzioni telematiche a cura di
    Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo
    (casa di reclusione - Opera)



    Henry David Thoreau.
    DISOBBEDIENZA CIVILE.
    APOLOGIA PER JOHN BROWN.













    INDICE:

    1. Disobbedienza civile: pagina 3.

    2. Apologia per John Brown: pagina 36.

    3. Commenti su Henry Thoreau: pagina 78.















    DISOBBEDIENZA CIVILE.
    (1849)


    E' con vero entusiasmo che accetto il motto: "Il governo  migliore
      quello  che  governa  meno";  mi  piacerebbe  vederlo  messo in
    pratica,  il pi  rapidamente  e  sistematicamente  possibile.  In
    effetti,  si  riduce a questo,  alla fine (e anche in ci io credo
    fermamente):  "Il  miglior  governo    quello  che  non   governa
    affatto";  noi  riusciremo  a  ottenerlo  quando saremo abbastanza
    maturi.  Nella  migliore  delle  ipotesi  il  governo    solo  un
    espediente,  ma la maggior parte dei governi il pi delle volte, e
    tutti i  governi  qualche  volta,  sono  inefficienti.  Le  stesse
    obbiezioni  che  furono sollevate contro la decisione di tenere un
    esercito permanente (sono molte,  e  importanti,  e  meriterebbero
    d'avere  successo)  possono  essere  sollevate  contro  un governo
    permanente.  L'esercito permanente  solo un braccio  del  governo
    permanente.  E quest'ultimo, che non  altro che la maniera scelta
    dal  popolo  per  realizzare  la  propria  volont,    ugualmente
    soggetto  ad  abusi  e perversioni prima che il popolo possa agire
    per suo mezzo.  Ne  esempio l'attuale guerra contro  il  Messico,
    opera   di   relativamente   pochi   individui,   che  si  servono
    dell'attuale  governo  come  di   un   loro   strumento;   poich,
    all'inizio, questa guerra non sarebbe stata accettata dal popolo.
    Cos'  mai  il  governo  americano  se non una tradizione,  seppur
    recente,  che tenta di trasmettersi non menomata alla posterit  e
    che per continua a perdere parte della propria integrit?  Non ha
    la vitalit e la forza d'un singolo essere umano;  perch un  solo
    uomo pu piegarlo al proprio volere.  Per lo stesso popolo, esso 
    una specie di cannone di legno poich,  per soddisfare l'idea  che
    si    fatta  del  governo,   il  popolo  deve  possedere  qualche
    complicato macchinario e udire il rumore che  questo  produce.  In
    tal  modo  i  governi  ci  dimostrano  quanto  gli  uomini possano
    facilmente essere ingannati o persino  si  possano  autoingannare,
    per  il  proprio  interesse.  Dobbiamo  ammettere  che tutto ci 
    realmente meraviglioso. E tuttavia questo governo non promosse mai
    alcuna impresa,  se non con l'alacrit con la quale se ne tolse di
    mezzo.  NON mantiene libero il paese,  NON colonizza l'Ovest,  NON
    istruisce i cittadini. Il carattere innato del popolo americano ha
    fatto tutto ci che  stato fatto;  sarebbe stato fatto ancora  di
    pi,  se talvolta il governo non ci si fosse intromesso. Perch il
    governo  un espediente,  per mezzo del quale gli uomini sarebbero
    ben  felici  di riuscire a lasciarsi in pace a vicenda;  e,  com'
    stato detto, tanto pi un governo  adatto ai suoi sudditi e tanto
    meno li molesta. Se gli affari e il commercio non fossero fatti di
    gomma,  non  riuscirebbero  certo  a  superare  gli  ostacoli  che
    continuamente i legislatori mettono loro davanti;  e se si dovesse
    giudicare questi ultimi esclusivamente in base ai risultati  delle
    loro  azioni,  e  non (parzialmente) in base alle loro intenzioni,
    dovremmo classificarli tra quei malvagi che pongono ostacoli sulle
    strade ferrate, e come costoro dovremmo punirli.
    Ma per parlare praticamente e  da  cittadini  -  a  differenza  di
    quelli  che  si  definiscono  anarchici: io non chiedo l'immediata
    abolizione del governo,  ma chiedo (E SUBITO) un governo migliore.
    Che  ognuno faccia sapere quale tipo di governo ispirerebbe il suo
    rispetto, e questo sar il primo passo per ottenerlo .
    Dopo tutto,  la ragione pratica per cui - una volta che il governo
    sia  nelle  mani  del  popolo  -  si  permette che una maggioranza
    continui a reggere lo Stato, e per lungo periodo di tempo, risiede
    non gi nella probabilit che  la  maggioranza  abbia  ragione,  e
    neppure nel fatto che la cosa sembri giusta alla minoranza, ma nel
    fatto che la maggioranza  materialmente pi forte.  Ma un governo
    in cui la maggioranza governa in tutti  i  casi,  non  pu  essere
    basato  sulla  giustizia  -  anche  accettando  questo termine nel
    nostro senso umano.  Non pu esserci un governo nel quale NON  sia
    la maggioranza a decidere, virtualmente, su ci che  giusto e ci
    che  ingiusto,  ma la coscienza?  nel quale la maggioranza decida
    solo  su  quelle   questioni   cui      applicabile   la   regola
    dell'opportunit?  Deve  sempre  il  cittadino  -  seppure  per un
    istante e in minimo grado abbandonare la propria  coscienza  nelle
    mani del legislatore?  e allora perch ha una coscienza? Penso che
    noi dovremmo essere degli  uomini,  prima  di  tutto;  e  poi  dei
    sudditi.  Non  c' da augurarsi che l'uomo coltivi il rispetto per
    le leggi,  ma che coltivi rispetto per ci che  giusto.  Il  solo
    obbligo  che  io ho il diritto di arrogarmi,   di fare sempre ci
    che credo sia giusto.  E' abbastanza vero  quanto  si  dice  delle
    corporazioni  -  e  cio  che non hanno coscienza;  e tuttavia una
    corporazione formata di uomini coscienziosi  una corporazione CON
    una coscienza.  La legge non riusc mai a rendere pi  giusti  gli
    uomini,  neppure di tanto;  anzi, proprio a causa del rispetto che
    le portano, persino degli uomini di buoni principi si trasformano,
    quotidianamente,  in agenti di ingiustizia.  Un risultato comune e
    naturale  di  non  dovuto  rispetto alle leggi,   tipicizzato dal
    seguente esempio: di una fila di  soldati,  colonnello,  capitano,
    caporale,  soldato semplice, inserviente, tutti marciano in ordine
    perfetto,  per monti e per valli,  andando alla guerra  contro  la
    loro  volont  (non  solo:  contro  il  loro  buon senso e la loro
    coscienza) - una marcia davvero faticosa,  non c' che  dire,  che
    produce  palpitazione  cardiaca.  Sanno  bene che si trovano in un
    maledetto pasticcio;  sono tutti degli uomini  pacifici.  Ma  cosa
    sono,  adesso?  Uomini?  o non,  invece, piccoli forti o magazzini
    ambulanti,  al servizio di qualche uomo potente e senza  scrupoli?
    Si  visiti  il  luogo  d'esercitazione  della marina da sbarco,  e
    allora si vedr che uomini  pu  creare  il  governo  degli  Stati
    Uniti,  e a cosa pu ridurli - pure ombre,  ricordi di uomini, gi
    sepolti sotto le armi, con accompagnamenti funerari,  anche se pu
    succedere che

    "Non un tamburo s'udiva, n una nota funeraria,
    Mentre il suo corpo ai bastioni affrettavamo;
    Non un soldato spar un colpo d'addio
    Sopra il sepolcro, dove il nostro eroe seppellimmo".

    E' in questa maniera che la massa degli uomini serve lo Stato, non
    virilmente  ma  macchinalmente,  con  il  solo  corpo.  Sono  essi
    l'esercito permanente,  la  milizia  volontaria,  i  secondini,  i
    poliziotti,  "posse  comitatus"  eccetera.  Nella  maggioranza dei
    casi,  non c' alcun libero esercizio del  giudizio  e  del  senso
    morale;  si  mettono  al  livello  del legno,  della terra e delle
    pietre;  e forse si potranno anche fare degli uomini di legno  che
    serviranno allo stesso scopo e altrettanto bene. Uomini simili non
    richiedono  maggior rispetto che se fossero di paglia,  o fatti di
    ammassi di sterco.  Hanno lo stesso valore dei cani e dei cavalli.
    Tuttavia,  normalmente, sono stimati buoni cittadini. Altri - come
    la maggioranza dei legislatori,  dei politicanti,  degli avvocati,
    dei  preti e dei tenutari di cariche- servono lo Stato soprattutto
    con la testa;  e poich fanno  molto  di  rado  delle  distinzioni
    morali,  hanno la stessa probabilit di servire Dio che di servire
    il diavolo, senza VOLERLO.  Pochissimi - gli eroi,  i patrioti,  i
    martiri,  i  riformatori  in senso ampio e gli UOMINI - servono lo
    Stato anche con la loro coscienza: e cos, necessariamente,  nella
    maggior  parte  essi  si  oppongono  al  governo  che di solito li
    considera propri nemici: Una  persona  saggia  servir  solo  come
    uomo,  e non si sottometter a essere "creta", a "chiudere un buco
    perch non entri il vento": lascer piuttosto  quell'ufficio  alla
    propria polvere, per lo meno:

    "Son nato troppo in alto per esser posseduto,
    Per essere il secondo, al controllo,
    O un servo utile, e strumento
    Di qualsiasi stato sovrano del mondo".

    Chi  si  concede  ai  suoi simili completamente,  appare a essi un
    individuo inutile ed  egoista;  chi  si  concede  parzialmente,  
    invece considerato benefattore e filantropo.
    Come  deve  comportarsi  un uomo,  al giorno d'oggi,  verso questo
    governo?   Io  rispondo  che  non  pu  associarsi  a  esso  senza
    ignominia. Non posso riconoscere, neppure per un istante, come MIO
    governo  quell'organizzazione  politica  che  anche governo dello
    schiavo.
    Tutti gli uomini riconoscono che esiste il diritto di  rivoluzione
    - vale a dire il diritto di rifiutare obbedienza, o di opporsi, al
    governo, quando la sua inefficienza o la sua tirannia siano grandi
    e  insopportabili.  Ma  quasi tutti sostengono che questo non  il
    caso attuale, ma piuttosto quello presentatosi nel 1775, all'epoca
    della Rivoluzione. Ma se mi si venisse a dire che quel governo era
    malvagio perch imponeva delle tasse su certe merci straniere  che
    arrivavano  nei  suoi  porti,  con ogni probabilit non farei gran
    chiasso - che di quei prodotti io posso fare anche a  meno.  Tutte
    le macchine hanno il loro attrito, il quale, probabilmente, genera
    il  bene  in  quantit  sufficiente  da  controbilanciare il male.
    Comunque,   sbagliato agitarsi  per  esso.  Ma  quando  l'attrito
    giunge  ad  avere  la  sua propria macchina,  e l'aggressione e il
    furto sono organizzati,  io dico: "Gettiamo via quella macchina!".
    In altre parole, quando un sesto della popolazione di una nazione,
    che si  impegnata a essere il rifugio della libert,  formato da
    schiavi,  e  tutto il paese  ingiustamente percorso e conquistato
    da un esercito straniero, e sottomesso alla legge marziale,  penso
    che  non  sarebbe  affatto  troppo presto che gli uomini onesti si
    ribellassero; e ci che rende questo dovere estremamente pressante
     il fatto che il paese cos percorso da orde straniere non    il
    nostro, ma che nostro  l'esercito invasore.
    Paley,  che  per  molti   la comune fonte autorevole su questioni
    morali,  nel suo capitolo sul "Dovere di sottomettersi al  Governo
    Civile" risolve tutto l'obbligo civile con la convenienza;  e dice
    quindi  che  "fintantoch  l'interesse  di  tutta  la  societ  lo
    richieda,  cio fintantoch il governo costituito non potr essere
    combattuto o mutato senza danno pubblico,  volere di Dio... che a
    esso si obbedisca - ma solo fino a quel momento...  Ammesso questo
    principio,  la giustizia di ogni atto particolare d'opposizione al
    governo  ridotta  al  calcolo,  da  un  lato  della  quantit  di
    pericolo  e di dolore,  dall'altro delle probabilit di successo e
    delle spese di riparazione".  E dice che,  di  questo,  ogni  uomo
    giudicher  da  solo.  Ma  Paley sembra non aver mai contemplato i
    casi ai quali la regola della convenienza non   applicabile;  nei
    quali  cio  un popolo (o un individuo) deve far giustizia,  costi
    quel che costi.  Se io ingiustamente ho strappato una tavola a  un
    uomo  che  stava  per annegare,  io devo restituirgliela,  a costo
    d'annegare. Ma questo non sarebbe conveniente, per Paley.  E per,
    chi in una simile contingenza si salvasse la vita,  la perderebbe.
    Il nostro popolo deve smetterla di tenere degli schiavi,  e di far
    guerra al Messico - sebbene,  come popolo,  ci possa costargli la
    vita.
    In pratica,  le nazioni  sono  d'accordo  con  Paley,  ma  pensano
    veramente  tutti  che  il  Massachusetts  stia  facendo quel che 
    giusto, nell'attuale crisi?

    "Una sgualdrina, di qualit, una puttana
    vestita d'argento, lo strascico della cui veste
     sollevato da terra, ma la cui anima
    si trascina".

    Praticamente,  quelli che,  nel Massachusetts,  si oppongono a una
    riforma  antischiavista  sono  non  delle centinaia di migliaia di
    politicanti del Sud,  ma centinaia  di  migliaia  di  contadini  e
    mercanti   del  Nord,   che  si  occupano  (e  con  profitto)  pi
    dell'agricoltura e del commercio che dell'umanit - e che non sono
    preparati a rendere giustizia agli schiavi  e  al  Messico,  COSTI
    QUEL CHE COSTI.  Io non me la prendo con i nemici lontani, i quali
    sarebbero innocui se  questi  non  cooperassero  con  loro  e  non
    eseguissero  i loro ordini,  ma con questi altri con questi nemici
    vicini. Di solito diciamo che la massa degli uomini  impreparata;
    ma il progresso  lento, perch,  materialmente,  i pochi non sono
    pi  saggi  o migliori dei molti.  Non  poi cos importante che i
    buoni come te debbano essere molti.  Importa,  piuttosto,  che  in
    qualche  luogo  esista  una qualche bont assoluta: far lievitare
    l'intera massa. Quelli che MENTALMENTE si oppongono alla schiavit
    e alla guerra,  e che tuttavia,  in effetti non  fanno  nulla  per
    opporvisi,  sono delle migliaia;  si credono figli di Washington e
    di Franklin e se ne stanno con le mani  in  mano  dicendo  di  non
    saper che cosa fare;  non fanno nulla; giungono persino a posporre
    la  questione  della  libert  a  quella  del  libero  lavoro,  e,
    quietamente,  leggono  i  prezzi  correnti  insieme  con le ultime
    notizie dal  Messico,  dopo  pranzo,  magari  appisolandosi  sopra
    ambedue.  Qual  ,  al  giorno  d'oggi,  il  prezzo corrente di un
    onest'uomo e  di  un  patriota?  Esitano,  e  si  dispiacciono,  e
    talvolta fanno delle petizioni,  ma non fanno nulla di serio e che
    abbia un qualche effetto. Aspetteranno,  con l'animo ben disposto,
    che  gli  altri  pongano  rimedio  al male,  cos da non dover pi
    dispiacersene. A ci che  giusto essi danno, al massimo, un voto,
    un debole incoraggiamento e un "Dio ti aiuti" -  quando,  per,  
    giusto,  passa  loro vicino.  Ci sono novecentonovantanove patroni
    della virt per ogni uomo virtuoso.  Ma  pi facile trattare  con
    il  reale  possessore  di  qualcosa,  piuttosto  che  con  il  suo
    guardiano temporaneo.
    Il voto  una specie di gioco d'azzardo,  come gli  scacchi  o  il
    tric-trac,  con una leggera tinta morale, un gioco con il giusto e
    l'ingiusto, con questioni morali;  ,  naturalmente,  accompagnato
    dalla scommessa.  La reputazione dei votanti non rischia nulla. Si
    vota, forse, come si pensa che sia giusto;  ma non si  vitalmente
    interessati  a che il giusto prevalga.  Siamo disposti a lasciarlo
    alla maggioranza. Il dovere di voto,  pertanto,  non supera mai il
    dovere di compiere ci che  conveniente.  Persino votare per CIO'
    CHE E' GIUSTO  come  non  FAR  nulla  per  esso:  significa  solo
    esprimere  debolmente  il desiderio che ci che  giusto prevalga.
    Un uomo saggio non lascia  il  giusto  alla  merc  del  caso,  n
    desidera che esso prevalga attraverso il potere della maggioranza.
    C' pochissima virt nell'azione di masse di uomini.  Quando, alla
    fine,  la maggioranza voter  per  l'abolizione,  sar  perch  la
    schiavit  le    divenuta indifferente,  o perch ne sar rimasta
    poca da abolire,  con quel voto.  Allora la  MAGGIORANZA  sar  la
    nuova  massa  di schiavi.  Solo il voto di chi afferma con esso la
    propria libert pu affrontare l'abolizione della schiavit.
    So che a Baltimora,  o in qualche altro luogo,  si deve tenere  un
    congresso  per  la  scelta del candidato alla Presidenza,  e che i
    partecipanti saranno, nella maggior parte, direttori di giornali o
    uomini che fanno i politicanti di mestiere.  "Ma" - mi  dico  "che
    importa a ogni uomo indipendente,  intelligente e rispettabile, la
    decisione (qualunque essa sia) cui  i  membri  di  quel  congresso
    giungeranno?  Non  avremo  noi,  comunque,  il vantaggio della sua
    saggezza e della sua onest?  Non potremo sempre contare  su  voti
    indipendenti?  Non c' forse molta altra gente, nel paese, che non
    partecipa a tali congressi?". Ma no: scopro che il cosiddetto uomo
    rispettabile si  immediatamente spostato dalla sua  posizione;  e
    che  non  spera pi nel suo paese quando questo ha maggior ragione
    di  non  sperare  pi  in  lui.  Pertanto,  egli  adotta  uno  dei
    candidati,  cos  scelti come il solo DISPONIBILE,  dimostrando in
    tal  modo  che  lui  stesso    DISPONIBILE  per  qualsiasi  scopo
    demagogico.  Il  suo  voto  non  ha maggior valore di quello di un
    qualsiasi straniero senza scrupoli o di un nativo mercenario,  che
    possono essere stati subordinati. Dov' un uomo che sia tale e che
    (come  si dice dalle mie parti) abbia una spina dorsale che non si
    pu  perforare  con  la  sola  pressione  d'una  mano?  Le  nostre
    statistiche  sono  tutte  sbagliate:  la  popolazione   risultata
    troppa.  Quanti UOMINI ci sono,  ogni mille  miglia  quadrate,  in
    questo  paese?  A  mala  pena  uno.  Ma  non  cerca  l'America  di
    convincere la gente a  venire  a  stabilirsi  qui?  L'americano  
    degenerato  fino  al  punto  di  diventare "un tipo strambo" ("Odd
    Fellow") - un uomo che si pu riconoscere dallo sviluppo  del  suo
    organo di "aggreggiamento", da una chiara mancanza di intelligenza
    e  da un'allegra sicurezza di s;  quando viene al mondo,  ci che
    anzitutto e soprattutto lo interessa  vedere se gli  ospizi  sono
    in  buone  condizioni;  e  ancor  prima di avere indossato la toga
    virile,  egli  si  preoccupa  di  raccogliere  dei  fondi  per  il
    mantenimento degli orfani e delle vedove;  , insomma, un uomo che
    si arrischia a vivere soltanto perch   aiutato  dalla  Compagnia
    per  la  Mutua  Assicurazione,  che gli ha promesso di seppellirlo
    decentemente.
    Naturalmente,   un  uomo  non  ha  il  dovere  di  consacrarsi   a
    raddrizzare  torti (fossero questi anche i pi grandi);  pu avere
    altri problemi che lo preoccupano;  in questo caso,   suo  dovere
    almeno lavarsi le mani di tutto ci e, se non ci pensa pi, negare
    il  proprio  appoggio  a ci che  ingiusto.  Se mi consacrassi ad
    altri scopi e ad altre  meditazioni  dovrei  almeno  preoccuparmi,
    come  prima  cosa,  di  non perseguirli stando seduto sulle spalle
    d'un mio simile; anzitutto devo render libero costui,  di modo che
    anche  lui  possa  dedicarsi  alle  sue meditazioni.  Guardate che
    grossolana incoerenza viene tollerata! Ho sentito dire,  da alcuni
    dei  miei  concittadini:  "Vorrei  che mi ordinassero di aiutare a
    sopprimere un'insurrezione di schiavi,  o di  marciare  contro  il
    Messico - vorrei proprio vedere se ci andrei".  E tuttavia proprio
    costoro hanno fornito ciascuno il proprio sostituto - direttamente
    (cio obbedendo a questo governo) o almeno indirettamente (con  il
    loro  denaro).  Il  soldato  che  si  rifiuta di partecipare a una
    guerra ingiusta  applaudito da quelli che  non  si  rifiutano  di
    sostenere  l'ingiusto  governo  che fa la guerra;   applaudito da
    coloro di cui egli disprezza le azioni e l'autorit;  come  se  lo
    Stato  si  pentisse  tanto  da  giungere  a pagare qualcuno che lo
    punisca severamente, quando esso Stato commette delle ingiustizie,
    ma non fino al punto di smettere per un solo istante di commettere
    ingiustizie. Cos,  in nome dell'Ordine e del Governo Civile,  noi
    tutti  siamo costretti,  alla fine,  a rendere omaggio alla nostra
    propria meschinit, e a sostenerla.  Al primo rossore per il primo
    peccato commesso,  segue l'indifferenza;  e da immorale il peccato
    diventa in effetti NON MORALE,  e in qualche modo necessario  alla
    vita che abbiamo condotto.
    L'errore  pi  grande e dominante dev'essere sostenuto dalla virt
    pi disinteressata. Gli animi nobili sono i pi facili a incorrere
    nel leggero rimprovero cui di  solito    soggetta  la  virt  del
    patriottismo.  Quelli  che,  pur  disapprovando  il carattere e le
    misure  di  un  qualsiasi  governo,   gli  concedono  la   propria
    obbedienza   e   il  proprio  favore,   ne  sono  indubbiamente  i
    sostenitori pi coscienziosi e, molto spesso,  i pi seri ostacoli
    da superare.  Alcuni chiedono allo Stato di sciogliere l'Unione, e
    di non tenere in alcuna considerazione gli ordini del  Presidente.
    Perch  non sciolgono da soli l'unione tra loro stessi e lo Stato,
    e non si rifiutano di pagare la loro quota al Tesoro?  Forse  che,
    di  fronte  allo Stato,  essi non si trovano nello stesso rapporto
    dello Stato di fronte all'Unione? e le ragioni che impedirono allo
    Stato di opporsi all'Unione non sono le stesse che hanno  impedito
    a loro di opporsi allo Stato?
    Come pu bastare, a un uomo, limitarsi ad ascoltare favorevolmente
    un'opinione,  e  goderne?  Non c' gioia,  se  convinto di essere
    oppresso. Se il vostro vicino vi imbroglia di un solo dollaro, non
    vi basta sapere  che  siete  stati  imbrogliati  o  chiedergli  di
    restituirvi il dovuto;  ma fate passi concreti per ottenere subito
    tutta la somma, e cercare di non farvi imbrogliare un'altra volta.
    L'azione condotta in base a un principio,  cio  la  percezione  e
    l'attuazione di un diritto,  muta le cose e i rapporti;  un fatto
    essenzialmente rivoluzionario,  e non armonizza completamente  con
    nulla esistente prima.  Non solo divide Stato da Stato e Chiesa da
    Chiesa;  divide  la  famiglia;  addirittura,  divide  l'INDIVIDUO,
    separando in lui il diabolico dal divino.
    Le  leggi  ingiuste  esistono:  saremo  felici  di  obbedirvi?   o
    tenteremo di emendarle,  e nel frattempo  obbediremo-  fintantoch
    non  avremo  avuto  successo?  o  piuttosto  non  le trasgrediremo
    subito,  e all'improvviso?  Sotto un governo come  il  nostro,  di
    solito  si  pensa  che si deve aspettare il momento in cui si avr
    persuaso la maggioranza a emendarle. E si  dell'opinione che,  se
    ci si opponesse alle leggi,  il rimedio sarebbe ancor peggiore del
    male.   Ma    colpa  dello  stesso  governo,   se  il  rimedio  
    effettivamente peggiore del male. E' il GOVERNO che lo rende tale.
    Perch  non    pi  pronto a prevenire tutto ci,  e provvedere a
    delle riforme? Perch non protegge la sua saggia minoranza? Perch
    grida e  si  oppone  prima  ancora  d'essere  ferito?  Perch  non
    incoraggia  i  suoi  cittadini  a  star pronti a indicargli i suoi
    errori,  e a fare meglio  di  quanto  vorrebbe  facessero?  Perch
    continua a crocifiggere Cristo,  scomunicare Copernico e Lutero, e
    dichiara ribelli Washington e Franklin?
    Si direbbe che un pratico e deliberato diniego della sua  autorit
    sia la sola offesa che il governo non ha mai contemplato; e se no,
    perch  mai non avrebbe stabilito nessuna definita e proporzionata
    punizione per questo misfatto? Se un uomo, che non possiede nulla,
    si rifiuta una sola volta di guadagnare nove scellini per lo Stato
    - costui  messo in prigione per un periodo di  tempo  che  non  
    fissato  da  alcuna legge che io conosca ma che  a discrezione di
    quelli che l'hanno messo dentro. Se invece quell'uomo derubasse lo
    Stato di nove scellini, sarebbe subito messo in libert.
    Se l'ingiustizia  una conseguenza dell'attrito  necessario  della
    macchina  del  governo,   si  pu  anche  lasciar  correre:  forse
    l'attrito  scomparir  -  certo  la  macchina  si  consumer.   Se
    l'ingiustizia  ha  una  molla,  una  puleggia,  una  corda  o  una
    manovella solo per s,  allora forse ci  si  pu  chiedere  se  il
    rimedio  non  sia  peggiore  del  male.  Ma se  di natura tale da
    spingerci a compiere qualche ingiustizia nei riguardi  d'un  altro
    bene,  allora  io dico: "S'infranga la legge".  Che la nostra vita
    faccia da controattrito,  e fermi la macchina!  Ci  che  io  devo
    fare,  comunque,    di procurare di non prestarmi all'ingiustizia
    che condanno.
    In quanto ad adottare le soluzioni offerte dallo Stato per  portar
    rimedio al male - io, queste soluzioni, non le conosco. Richiedono
    troppo  tempo,  e  la vita d'un uomo se ne andrebbe tutta prima di
    riuscire a metterle in pratica. Ho altre cose cui badare.  Venni a
    questo  mondo  non  soprattutto per trasformarlo in un luogo buono
    dove vivere ma per viverci,  buono o cattivo che sia.  Un uomo non
    deve far tutto, ma QUALCHE cosa; e poich non pu far TUTTO, non 
    necessario  che  faccia  qualcosa  di  sbagliato.  Non  affar mio
    presentare petizioni al Governatore o alla Legislatura, non pi di
    quanto non  affar loro presentare delle petizioni a me;  e se non
    ascoltassero  la  mia petizione,  che dovrei fare,  allora?  Ma in
    questo caso lo Stato non ha provveduto  ad  alcuna  soluzione:  il
    male sta proprio nella Costituzione.  Questo che dico pu sembrare
    aspro e testardo, e tutt'altro che conciliante; invece,  trattare
    con la massima gentilezza e  la  massima  considerazione  il  solo
    spirito  che  lo  meriti  o  che  sia  in  grado  di  apprezzarlo.
    Similmente,  il mutamento che pi giova    quello  che,  come  la
    nascita e la morte, squassa il corpo.
    Non  esito  a dire che quelli che si autodefiniscono Abolizionisti
    dovrebbero, subito effettivamente, rifiutare il loro appoggio (sia
    di persone che di propriet) al governo del Massachusetts,  invece
    che  aspettare il momento in cui avranno costituito la maggioranza
    di uno, per far prevalere in tal modo ci che  giusto.  Penso che
    debba bastar loro la certezza di avere Dio dalla loro parte, e che
    non  occorra aspettare nessun altro.  Inoltre,  qualsiasi uomo pi
    giusto dei suoi vicini costituisce gi una maggioranza di uno.
    Incontro questo governo americano (o  i  suoi  rappresentanti,  il
    governo  di  questo  Stato)  direttamente  e a faccia a faccia una
    volta all'anno  e  non  pi,  nella  persona  dell'esattore  delle
    imposte;    il  solo modo in cui un uomo nelle mie condizioni pu
    incontrarlo. Distintamente, lo Stato mi dice: "Riconoscimi".  Data
    l'attuale condizione delle cose,  il modo pi semplice ed efficace
    per trattare nei suoi confronti su questo argomento, per esprimere
    la propria piccola soddisfazione  e  il  proprio  amore  nei  suoi
    riguardi,    rifiutarsi  di riconoscerlo.  Il mio gentile vicino,
    l'esattore,   proprio l'uomo con il quale devo  trattare  -  che,
    dopo tutto,  io litigo con degli uomini,  non con la pergamena; di
    sua propria  volont,  egli  ha  scelto  d'essere  un  agente  del
    governo.  Come potr mai sapere con esattezza ci che fa o ci che
    , come ufficiale governativo, o come uomo,  fin tanto che avr da
    preoccuparsi  se  dovr trattare me,  che sono suo vicino e per il
    quale egli ha del rispetto, come vicino e persona ben disposta,  o
    invece come un pazzo disturbatore della pace? finch dovr tentare
    di superare questo intralcio al buon vicinato senza alcun pensiero
    villano  o  impetuoso,  o  senza parole che corrispondano alle sue
    azioni?  So bene che se mille,  o cento,  o magari dieci uomini di
    cui  potessi fare i nomi dieci soli uomini onesti - macch: che se
    UN SOLO uomo ONESTO,  in questo Stato del Massachusetts,  CESSANDO
    DI  TENERE  DEGLI  SCHIAVI,  si ritirasse effettivamente da questa
    associazione schiavista  e  per  questo  fosse  imprigionato,  ci
    significherebbe l'abolizione dello schiavismo,  in America. Perch
    non importa quanto piccolo possa sembrare  l'inizio:  ci  che  fu
    fatto bene una volta  fatto per sempre. Ma noi preferiamo PARLARE
    di  ci;  e  diciamo che  la nostra missione.  L'abolizione ha al
    proprio servizio decine e decine di giornali,  ma nessun uomo.  Se
    il mio stimato vicino,  l'ambasciatore dello Stato, che consacrer
    i suoi giorni a definire la questione dei diritti dell'uomo  nella
    Camera del Consiglio, invece d'essere minacciato di prigione dalla
    Carolina  dovesse essere prigioniero del Massachusetts - di questo
    Stato tanto ansioso di addebitare allo Stato fratello  il  peccato
    della  schiavit  (sebbene,  attualmente,  il  Massachusetts possa
    scoprire solo un atto di inospitalit,  a base della  controversia
    con  la Carolina) - la Legislatura non trascurerebbe completamente
    la questione, nella sua sessione invernale.
    Sotto  un  governo  che  imprigiona  un  uomo  (non  importa  chi)
    ingiustamente,  il  vero posto dove pu vivere un uomo giusto  la
    prigione; e oggi, il luogo (l'unico luogo) adatto,  provveduto dal
    Massachusetts per i suoi spiriti pi liberi e virili,  sta appunto
    in prigione.

    Disse Confucio: "Se uno Stato  retto dai principi della  ragione,
    povert  e  miseria  sono oggetto di vergogna;  se uno Stato non 
    retto dai principi della ragione,  ricchezze e onori sono  oggetto
    di vergogna".
    Qualche anno fa, lo Stato mi venne a trovare in rappresentanza e a
    favore della Chiesa, e mi comand di pagare una certa somma per il
    mantenimento  d'un  religioso  alle  cui  prediche  era andato mio
    padre,  ma non io.  "Paga"  disse  lo  Stato,  "o  ti  metter  in
    prigione".  Mi rifiutai di pagare. Sfortunatamente, un altro trov
    opportuno pagare per me.  Non capivo perch un insegnante  dovesse
    essere tassato per mantenere un prete, e perch invece non dovesse
    essere il contrario;  dato che io non ero un maestro statale ma mi
    mantenevo  per  sottoscrizione  volontaria.   Non  capivo   perch
    un'associazione culturale non dovesse,  come la chiesa, presentare
    una richiesta di imposte,  esigendo che lo Stato ne sostenesse  la
    domanda.  Tuttavia,  su richiesta dei maggiorenti,  accondiscesi a
    fare per iscritto una dichiarazione di questo  genere:  "Sia  reso
    noto  a  tutti,  con questo scritto,  che io,  Henry Thoreau,  non
    desidero essere considerato membro di  alcuna  societ  eretta  in
    ente  morale  o  giuridico,  alla  quale io non mi sia associato".
    Consegnai la dichiarazione all'impiegato municipale, che ancora la
    conserva.  Lo Stato,  saputo in questo modo che non volevo  essere
    considerato membro di quella Chiesa,  non mi ha pi rivolto simili
    richieste, da allora...
    Non pagai tassa di voto per sei anni.  Anzi,  una volta passai una
    notte intera in prigione, proprio per questo...
    La   notte  che  trascorsi  in  prigione  fu  abbastanza  nuova  e
    interessante.  Quando entrai,  i detenuti stavano  in  maniche  di
    camicia,  sulla soglia, a far quattro chiacchiere e godersi l'aria
    della sera.  Ma  il  secondino  disse,  "Su,  ragazzi,    ora  di
    chiudere"  - e cos si dispersero.  Sentii i loro passi rimbombare
    nelle celle.  Il secondino mi present il mio compagno  di  stanza
    come "un tipo in gamba, un uomo abile". Quando la porta fu chiusa,
    costui mi mostr dove dovevo appendere il cappello,  e come lui se
    la cavava, in genere, l dentro. Le stanze venivano imbiancate una
    volta al mese e questa dov'ero, almeno, era la pi bianca,  la pi
    semplicemente  ammobiliata e forse la pi linda stanza di tutta la
    citt. Naturalmente, l'uomo volle sapere da dove venivo, e cosa mi
    aveva portato l; quando glielo ebbi detto, a mia volta gli chiesi
    come fosse venuto in prigione,  immaginandomi  (naturalmente)  che
    fosse un onest'uomo;  e,  visto come vanno le cose,  credo proprio
    che lo fosse.
    "Mah", disse.  "Mi accusano di aver dato fuoco a un granaio;  mica
    l'ho  fatto,  per".  Da quanto potei capire e immaginare,  doveva
    essere andato a dormire in un granaio, ubriaco, e averci fumato la
    pipa;  cos s'era bruciato il granaio.  Aveva fama di uomo  abile;
    stava  l  da  circa tre mesi,  in attesa del processo,  e avrebbe
    dovuto attendere per altrettanti;  ma ormai si  era  completamente
    adattato alla situazione, ed era persino contento, perch mangiava
    e dormiva gratis, e (come credeva) era trattato bene.
    Lui si mise a una finestra e io all'altra;  vidi che, a restare in
    prigione a lungo, l'occupazione principale sarebbe stata quella di
    guardare dalla finestra.  In poco tempo lessi tutti  gli  opuscoli
    lasciati  nella  cella,  ed  esaminai  i  luoghi  dai quali alcuni
    prigionieri erano evasi e dove era stata segata  un'inferriata;  e
    ascoltai le storie dei vari abitatori di questa stanza - che, come
    scoprii,  anche  qui  c'era una storia e c'erano dei pettegolezzi,
    che per non oltrepassavano mai le mura.  Probabilmente,  questa 
    la  sola  casa  della citt in cui si scrivano dei versi,  che poi
    sono stampati perch circolino l  dentro,  e  che  non  sono  mai
    pubblicati.  Mi  fu mostrata una lunga lista di poesie composte da
    certi giovanotti scoperti mentre tentavano la  fuga,  i  quali  si
    erano vendicati cantandole.
    Spremetti  informazioni  dal  mio compagno di cella pi che potei,
    perch temevo di non rivederlo pi,  un'altra volta;  ma alla fine
    egli mi indic il mio letto, e mi lasci a spegnere la candela.
    Stare l,  per una notte,  era come viaggiare in un paese lontano,
    che non avessi mai pensato di poter ammirare.  Mi sembrava di  non
    aver  mai  udito  l'orologio  municipale  battere  le  ore,  prima
    d'allora,  n i suoni del villaggio  verso  sera  -  noi  dormimmo
    lasciando aperte le finestre, che erano al di qua dell'inferriata.
    Era  come  vedere  il mio paese nato alla luce del Medio Evo;  il
    nostro Concord era mutato in un fiume Reno, e visioni di cavalieri
    e di castelli mi passavano  davanti.  Erano  le  voci  dei  vecchi
    borghigiani  quelle  che  udivo  nelle  strade.  Ero  spettatore e
    ascoltatore involontario di tutto ci che  veniva  fatto  e  detto
    nella  cucina  della  locanda adiacente - e anche quest'esperienza
    era completamente nuova e  rara,  per  me.  Era  una  visione  pi
    ravvicinata  della  mia citt natale.  Le stavo proprio nel cuore.
    Non ne avevo mai visto le istituzioni,  prima di allora.  Questa 
    una  delle sue istituzioni peculiari,  perch la nostra citt  un
    capoluogo di contea.  Cominciai a capire di cosa si occupassero  i
    suoi abitanti.
    La  mattina  ci  passarono  la  colazione attraverso il buco nella
    porta;  era in certe gamellette di  latta,  oblunghe  e  quadrate,
    fatte  cos  appunto  perch potessero passare per l'apertura.  La
    colazione consisteva in una pinta di cioccolata e  pane  nero;  ci
    diedero  anche  un  cucchiaio  di  ferro.  Quando  ci  chiesero di
    restituire i recipienti,  fui tanto ingenuo da restituire pure  il
    pane  avanzato;  ma  il  mio compagno fu svelto a prenderlo,  e mi
    disse che dovevo conservarlo per il pranzo e la  cena.  Poco  dopo
    egli  usc  per  andare  al  lavoro (falciava il fieno in un campo
    vicino) come faceva ogni giorno: non sarebbe  ritornato  prima  di
    mezzogiorno. Cos mi augur il buon giorno dicendo che dubitava di
    rivedermi.
    Quando  uscii di prigione - qualcuno ci si intromise e pag per me
    quell'imposta  -  non  mi  parve  che  fossero   avvenuti   grandi
    cambiamenti nella piazza pubblica, come invece era successo a quel
    tale  che era entrato in prigione quand'era un giovanotto e ne era
    uscito vacillante e canuto; e tuttavia, per me, un mutamento c'era
    stato su quella scena - la citt, lo Stato,  il paese - pi grande
    di  qualsiasi altro provocato dal mero scorrere del tempo.  Vedevo
    pi chiaramente lo Stato nel quale vivevo. Vedevo fino a che punto
    le persone tra le quali vivevo potevano essere  considerate  buoni
    vicini  e  buoni amici;  mi resi conto che la loro amicizia durava
    solo  l'estate,   e  che  non  si  affannavano  oltremodo  per  la
    giustizia;  che,  per  i  loro pregiudizi e le loro superstizioni,
    essi appartenevano a una razza  completamente  diversa  dalla  mia
    (quasi  fossero  dei cinesi o dei malesi);  che nei loro sacrifici
    per  l'umanit  non  correvano  alcun   rischio,   nemmeno   nella
    propriet;  vidi  che,  dopo  tutto,  non  erano tanto nobili,  ma
    trattavano il ladro  nella  stessa  maniera  con  la  quale  erano
    trattati  da  costui,  e che speravano di salvarsi l'anima con una
    certa osservanza esteriore e con poche preghiere - camminando,  di
    tanto in tanto,  lungo un certo sentiero,  diritto ma inutile. Pu
    darsi che ci sia giudicare duramente i miei vicini;  e  io  credo
    che  molti  di  loro  non  sappiano  che  c'  l'istituzione della
    prigione, nel nostro villaggio.
    Un tempo,  qui,  quando un povero debitore usciva di  prigione,  i
    suoi  conoscenti  lo  salutavano  (per  consuetudine)  guardandolo
    attraverso le dita delle  mani  incrociate  come  delle  sbarre  e
    chiedendogli: "Come va?". I miei vicini non mi salutarono cos: ma
    prima guardarono me,  e poi si guardarono tra di loro, quasi fossi
    ritornato da un lungo viaggio. Mi avevano messo in prigione mentre
    stavo andando dal calzolaio a ritirare una scarpa che mi ero fatta
    aggiustare.  Il  mattino  dopo,  quando  uscii,   eseguii  la  mia
    commissione  e,  infilatami  la  scarpa  aggiustata,  mi unii a un
    gruppo di persone che andavano per sorbe e che erano impazienti di
    mettersi sotto la mia guida; dopo una mezz'ora - poich il cavallo
    fu presto bardato e attaccato al carretto - ero  in  un  campo  di
    sorbe, su uno dei nostri colli pi alti, a due miglia dalla citt,
    e  lo  Stato  non si poteva vederlo da nessuna parte.  Questa  la
    storia completa delle "Mie Prigioni".

    Non mi sono mai rifiutato di pagare l'imposta per la  manutenzione
    delle strade statali,  poich desidero essere un buon vicino tanto
    quanto desidero essere un cattivo suddito; e per quel che riguarda
    il sostenere le scuole,  sto ora facendo la mia parte a educare  i
    miei concittadini.  Non  perch io obbietti a qualche particolare
    "voce" nella cartella delle "imposte" che mi rifiuto di pagare;  
    semplicemente  perch desidero rifiutare obbedienza allo Stato,  e
    ritirarmi e stare da esso discosto EFFETTIVAMENTE.  Non mi metto a
    seguire il corso del mio dollaro,  ove potessi,  finch non compri
    un uomo o un moschetto con cui sparare - il dollaro    innocente;
    mi  preoccupo  invece di seguire le tracce e gli effetti della mia
    obbedienza.  Infatti,  pacificamente e a  modo  mio,  io  dichiaro
    guerra  allo  Stato,  anche  se  di esso far l'uso e ne trarr il
    vantaggio che voglio - come si fa in simili casi.
    Se,  per "simpatia" verso lo Stato,  altri pagano l'imposta che lo
    Stato  mi  richiede,  questi  fanno ci che hanno gi fatto per se
    stessi;  o,  piuttosto,  incoraggiano l'ingiustizia ancor  pi  di
    quanto  lo  Stato non richieda.  Se pagano l'imposta per un errato
    interesse per l'individuo che viene tassato,  per salvare  la  sua
    propriet  o  per  impedirgli  di andare in prigione,  ci avviene
    perch essi non vedono con sufficiente chiarezza quanto permettano
    ai loro sentimenti privati di interferire con il pubblico bene.
    Questa, cos,  la mia posizione attuale. Ma in un caso del genere
    uno non star mai troppo attento a che le sue azioni siano  troppo
    pregiudicate  dall'ostinazione  o  da  un  non dovuto rispetto per
    l'opinione altrui.  Che questi cerchi di fare solo ci che  gli  
    pertinente, e al momento adatto!
    Talvolta mi dico: "Guarda un po',  questa gente crede di far bene;
    sono solo degli ignoranti;  farebbero  meglio  se  sapessero  COME
    fare;  perch  vuoi  dare  al  tuo  vicino  la  preoccupazione  di
    trattarti come non avrebbe alcuna inclinazione a fare?". Ma poi mi
    dico: "Questa non  una buona ragione per fare ci che essi fanno,
    o per permettere ad altri di soffrire un dolore ancora pi  grande
    di specie diversa".  E soggiungo: "Quando molti milioni di uomini,
    senza ardore, malvagit o sentimenti personali di alcun genere, ti
    chiedono solo pochi scellini,  senza la possibilit - questa   la
    loro costituzione di ritirare o alterare la loro domanda attuale e
    senza  la possibilit,  da parte tua,  di appellarti a degli altri
    milioni di individui;  perch esporsi a questa preponderante forza
    bruta?  Non  resisti  con  pari ostinazione n al freddo,  n alla
    fame,  n ai venti,  n alle onde;  quietamente,  ti sottometti  a
    migliaia di simili necessit.  Non metti la testa nel fuoco".  Ma,
    giusto in proporzione a quanto considero  questa  forza  come  non
    completamente bruta,  ma parzialmente umana,  e mi rendo conto che
    io ho rapporti con quei milioni  d'uomini  in  quanto  milioni  di
    uomini,  e  non  di  mere  cose  brute  e inanimate,  vedo che c'
    possibilit d'appello,  dapprima  e  subito  al  loro  Fattore,  e
    secondariamente  a  se  stessi.  Ma  se  metto la testa nel fuoco,
    deliberatamente,  non c' alcuna possibilit d'appello al fuoco  o
    al  suo Fattore,  e io ho solo da biasimare me stesso.  Se potessi
    convincermi che ho  qualche  diritto  a  esser  soddisfatto  degli
    uomini come essi sono,  e a trattarli di conseguenza, e non, sotto
    qualche rispetto, in base a come mi aspetto e vorrei che loro e io
    fossimo - allora, come un buon musulmano e buon fatalista,  dovrei
    tentare d'essere soddisfatto delle cose come sono, e dire che  la
    volont  del  Signore.  E  soprattutto,  questa    differenza tra
    resistere a questa e resistere  a  una  forza  meramente  bruta  o
    naturale:  che  alla  prima  posso  oppormi  con qualche successo,
    mentre non posso aspettarmi di riuscire a mutare la  natura  delle
    rocce, degli alberi e delle bestie, al pari di Orfeo.
    Non  voglio  litigare  con nessun uomo e con nessuna nazione.  Non
    voglio spaccare il capello in quattro, fare distinzioni sottili, o
    proclamarmi migliore dei miei vicini. Piuttosto cerco, posso dire,
    una scusa per conformarmi alle leggi del paese.  Sono anche troppo
    pronto  a conformarmi a esse.  Davvero ho ragione di sospettare di
    me stesso, a questo riguardo; e ogni anno, quando l'esattore fa il
    suo giro,  mi trovo disposto a passare in rassegna le azioni e  le
    posizioni del governo federale e dei governi statali, e lo spirito
    del  popolo,  per scoprire un pretesto che mi spinga a conformarmi
    alla legge.

    "Dobbiamo amar la patria come i genitori
    E se mai il nostro amore oppur l'industria
    Nostra, dall'onor che  dovuto
    A lei, togliamo, gli effetti rispettarne
    E' per noi d'uopo, e all'anima
    Coscienza e religione insegnar,
    E non desiderio di potere e vantaggio".

    Son  convinto  che  lo  Stato  sar  presto  capace  di  togliermi
    completamente dalle mani questo genere di lavoro, e allora io sar
    non migliore patriota dei miei concittadini.  Considerando le cose
    da un punto di vista inferiore, la Costituzione,  con tutti i suoi
    difetti,   appare   ottima;   la  legge  e  i  tribunali  appaiono
    rispettabilissimi;   e  persino  questo  Stato  e  questo  governo
    americano  sono,  sotto  diversi aspetti,  cose assai ammirevoli e
    rare,  della cui esistenza dobbiamo essere grati,  come moltissimi
    hanno detto.  Ma se tutto ci lo consideriamo da un punto di vista
    lievemente pi alto,  allora  come io l'ho descritto;  se poi  si
    guardano  queste  cose da un punto di vista pi alto ancora (o dal
    punto di vista pi alto che ci sia),  chi mai dir ci che sono  o
    che   sono   degne   di   essere  affatto  osservate  o  prese  in
    considerazione?
    Tuttavia, il governo non mi preoccupa molto,  e gli rivolger meno
    pensieri che posso.  Non sono molti i momenti che io vivo sotto un
    governo,  persino in questo mondo: se  un  uomo  ha  il  pensiero,
    l'immaginazione  e la fantasia liberi,  se quel che NON E' non gli
    appare mai per molto come se fosse  quel  che  E',  egli  non  pu
    essere intralciato fatalmente sul suo cammino da stolti governanti
    o riformatori.
    So  che  la  maggior  parte degli uomini ha opinioni diverse dalle
    mie;  ma questi,  le cui vite sono consacrate per professione allo
    studio  di  questi  o  simili argomenti,  mi soddisfano tanto poco
    quanto  gli  altri.  Gli  statisti  e  i  legislatori,  che  tanto
    completamente  sono  DENTRO  l'istituzione,  non  l'osservano  mai
    chiaramente e nudamente. Parlano di rinnovare la societ, ma senza
    di essa non hanno luogo di riposo.  Possono  essere  uomini  d'una
    certa esperienza e discernimento, senza dubbio hanno inventato dei
    sistemi  ingegnosi  e  persino  utili  per i quali sinceramente li
    ringraziamo;  ma la loro intelligenza e la loro utilit  giacciono
    entro certi limiti non molto ampi. Dimenticano sempre che il mondo
    non    governato  dalla  politica o dalla legge dell'adattamento.
    Webster non va mai dietro il governo,  e cos non pu parlare  con
    competenza.  Le  sue parole sono saggezza per quei legislatori che
    non contemplano la possibilit di riforme  radicali,  nell'attuale
    governo.
    L'autorit  del  governo ...  ancora piena di scorie;  per essere
    strettamente  giusta,   dev'essere  sanzionata  e  accettata   dai
    sudditi.  Sulla  mia persona e propriet,  il governo ha i diritti
    che io  gli  concedo,  e  nulla  pi.  L'evoluzione  da  monarchia
    assoluta   a   monarchia   costituzionale,   e   dalla   monarchia
    costituzionale alla democrazia,   un'evoluzione verso il rispetto
    dell'individuo.  Anche  il  filosofo  cinese  era  tanto saggio da
    considerare l'individuo come base dell'impero.  E la democrazia ,
    forse,  come noi la conosciamo, la forma di governo pi progredita
    possibile? E' forse impossibile fare un passo pi avanti, verso il
    riconoscimento e l'organizzazione dei diritti  dell'uomo?  Non  ci
    sar  uno  Stato  veramente  libero e illuminato,  finch lo Stato
    stesso non riconoscer l'individuo  come  una  forza  pi  alta  e
    indipendente,  dalla  quale  la  forza  e l'autorit di esso Stato
    derivano,  e non giunger a trattarlo  di  conseguenza.  Mi  piace
    immaginare  che  alla fine ci sar uno Stato che potr permettersi
    d'essere giusto  verso  tutti  gli  uomini,  e  che  tratter  gli
    individui con lo stesso rispetto con cui si tratta un vicino;  uno
    Stato che addirittura non penser sia pericoloso  per  la  propria
    quiete  il  fatto  che  alcuni individui vivano per proprio conto,
    senza alcun rapporto o commercio con esso - individui che  abbiano
    compiuto  tutti  i  loro  doveri di vicini e di esseri umani.  Uno
    Stato che producesse tali frutti,  e li  lasciasse  cadere  appena
    sono  maturi,  preparerebbe  il  cammino  a  uno  Stato  ancor pi
    glorioso e superiore: io ho immaginato che  possa  esistere  anche
    quest'ultimo, ma non l'ho ancora visto in alcun luogo.











    APOLOGIA PER JOHN BROWN.


    Confido che mi perdonerete,  se sono qui. Io non vorrei imporvi le
    mie opinioni ma sento che qualcosa viene imposto a me stesso.  Per
    quanto  poco  io  sappia del Capitano John Brown,  sarei felice di
    dare il mio contributo per correggere il tono e  le  dichiarazioni
    dei  giornali,  per  quanto  riguarda  il  suo  carattere e le sue
    azioni.  Non  ci  costa  niente  essere  giusti.  Possiamo  almeno
    esprimere  la  nostra simpatia e la nostra ammirazione per lui e i
    suoi compagni, e questo  quello che ora mi propongo di fare.
    Per quanto riguarda la sua storia,  prima di  tutto,  cercher  di
    sorvolare,  per quanto posso,  su ci che di lui voi gi conoscete
    per averlo letto.  Non occorre che  vi  descriva  la  sua  persona
    fisica, perch probabilmente la maggior parte di voi l'ha visto, e
    non la dimenticherete tanto presto. Mi si dice che suo nonno, John
    Brown,  fu ufficiale durante la Rivoluzione,  e che lui nacque nel
    Connecticut,  al principio di questo secolo,  ma che  and  presto
    nell'Ohio,  con  il  padre.  Lo  udii dire che l suo padre faceva
    l'appaltatore,  e che riforniva di carne  l'esercito,  durante  la
    guerra  del  1812,  che lui lo accompagn al campo,  e lo aiut in
    quell'ufficio,  avendo cos occasione  di  vedere  parecchia  vita
    militare - di pi,  forse,  che se fosse stato soldato, poich era
    spesso presente alle riunioni degli ufficiali. Soprattutto, impar
    per esperienza come gli eserciti vengano riforniti e mantenuti sul
    campo - cosa questa  che,  come  osserv,  richiede  per  lo  meno
    altrettanta esperienza e abilit che guidarli in battaglia.  Disse
    che troppo poche persone avevano una qualsiasi idea  del  costo  -
    persino del costo pecuniario - di una sola pallottola esplosa,  in
    tempo di guerra. Ne vide abbastanza, a ogni modo, in quel periodo,
    per disgustarsi della  vita  militare  e  addirittura  abborrirla;
    tanto  che,  bench  fosse tentato dall'offerta di qualche piccolo
    incarico nell'esercito,  quando aveva diciott'anni,  non  solo  la
    rifiut,  ma  addirittura  si  rifiut altres di partecipare alle
    esercitazioni, quando richiesto; e pertanto venne multato.  Decise
    allora che non avrebbe partecipato, mai e in alcun modo, a nessuna
    guerra, se non a una guerra per la libert.
    Quando,  nel Kansas,  cominciarono i disordini,  ci sped parecchi
    dei suoi figli a rafforzare il partito degli Uomini per uno  Stato
    Libero  (1),  munendoli delle armi che aveva;  disse loro che se i
    disordini fossero aumentati e ci fosse stato bisogno  di  lui,  li
    avrebbe  seguiti,  per  assisterli  con  il  suo  braccio e il suo
    consiglio. Cosa che - come tutti sapete - fece poco dopo; e fu per
    l'opera sua - ben pi che per opera d'altri- se  il  Kansas  venne
    liberato.
    Per un certo periodo della sua vita fece l'agrimensore,  e durante
    un altro periodo,  in cui si occupava della produzione della lana,
    and  in  Europa  come  agente,  per  ragioni d'affari.  L,  come
    dovunque,  si guard attorno e fece molte osservazioni  originali.
    Disse,  per esempio,  che vide la ragione per cui il suolo inglese
    era tanto ricco e quello della Germania (mi pare) tanto povero,  e
    pens di scriverlo a qualche sovrano.  Era perch in Inghilterra i
    contadini vivono sulla terra che coltivano,  mentre in Germania si
    raccolgono,  a  notte,  nei  villaggi.  E'  un  peccato  che  tali
    osservazioni non le abbia raccolte in un libro.
    Dovrei dire che era un uomo all'antica,  nel suo rispetto  per  la
    Costituzione e nella sua fede nella durata di questa Unione.
    Pensava  che la schiavit  completamente opposta a esse,  e ne fu
    acerrimo nemico.
    Per nascita e per razza era un contadino della Nuova  Inghilterra,
    un  uomo  di  grande  buon  senso,  deciso e pratico come  quella
    categoria sociale, addirittura dieci volte di pi.
    Era come i migliori  di  quelli  che  si  batterono  al  ponte  di
    Concord,  a Lexington Common e a Bunker Hill,  solo che era di pi
    fermi e nobili principi di qualsiasi altro  che  io  sappia  abbia
    combattuto laggi. Non fu convertito all'antischiavismo da qualche
    conferenziere. Ethan Allen e Stark (2), con i quali pu in qualche
    modo  essere  paragonato,  appartenevano  a un livello inferiore e
    meno importante.  Potevano fronteggiare coraggiosamente  i  nemici
    del  loro paese,  ma egli aveva il coraggio di fronteggiare il suo
    paese stesso,  quando questo  sbagliava.  Per  spiegare  come  mai
    riuscisse  a  sfuggire a tanti pericoli,  uno scrittore dell'Ovest
    dice che si mascherava  sotto  "abiti  campagnoli",  come  se,  in
    quella terra di prateria, un eroe dovesse, a buon diritto, portare
    solo abiti cittadini.
    Non  and  a  Harvard  - a quella buona e vecchia Alma Mater.  Non
    venne nutrito con la pappa che si somministra laggi. Confess lui
    stesso, "Non so pi grammatica di uno dei vostri vitelli". Ma and
    alla grande universit dell'Ovest,  dove assiduamente persegu  lo
    studio  della  libert,  per  il quale aveva mostrato una spiccata
    inclinazione, e, laureatosi diverse volte,  cominci,  finalmente,
    nel Kansas,  come tutti sanno, la pubblica professione di umanit.
    Queste erano le sue "humanae litterae",  non studio di grammatica.
    Avrebbe  pronunciato  una parabola greca sbagliandone gli accenti,
    ma avrebbe drizzato un uomo che stesse per cadere.
    Apparteneva a  quella  categoria  d'uomini  di  cui  udiamo  tanto
    parlare  ma  che  -  per  la  maggior  parte  - non vediamo mai: i
    Puritani.  Sarebbe vano ucciderlo.  Mor  poco  fa,  all'epoca  di
    Cromwell,  ma    riapparso  qui.  E  perch  no?  Si dice che dei
    Puritani siano venuti in questo Paese, dall'Europa, e che si siano
    stabiliti  nella  Nuova  Inghilterra.   Erano  gente  che   faceva
    qualcos'altro,  oltre  che  celebrare  i giorni dei loro padri,  e
    mangiavano grano bruciato in ricordo di quell'epoca.  Non erano n
    Democratici n Repubblicani, ma uomini di semplici costumi, retti,
    religiosi,  che  non  stimavano  molto  quei  governanti  che  non
    temessero Dio, e che non facevano molti compromessi n andavano in
    cerca di candidati liberi.
    Come fu scritto recentemente, e come io stesso ho udito dichiarare
    da lui,  "al suo campo non permetteva profanazione  alcuna",  e  a
    nessun  uomo  di  libera morale era permesso restarci "se non - in
    verit - come prigioniero di guerra".  "Preferirei" disse,  "avere
    il  vaiolo,  la febbre gialla e il colera,  tutti insieme,  al mio
    campo,  piuttosto che un uomo senza principi....  E' uno  sbaglio,
    signore,  pensare, come fa il nostro popolo, che i ribaldi siano i
    migliori combattenti  e  gli  uomini  pi  adatti  da  opporre  ai
    sudisti.  Datemi uomini di buoni principi - uomini timorati di Dio
    - uomini che abbiano rispetto di se stessi,  e con una dozzina  di
    questi  io  mi  opporr a qualsiasi numero di nemici,  come questi
    banditi di Buford" (3). Disse,  che se qualcuno si offriva di fare
    il  soldato  sotto  di lui,  e subito si metteva a raccontare cosa
    potrebbe  o  vorrebbe  fare  appena  visto  il  nemico,   egli  in
    quell'uomo aveva poca fiducia.
    Non  riusc  mai  a  trovare pi di una ventina,  all'incirca,  di
    reclute che potesse accettare, e solo una dozzina circa (e c'erano
    i suoi figli,  tra questi) erano  quelli  in  cui  aveva  completa
    fiducia.  Qualche anno fa, quando fu qui, mostr ad alcune persone
    un quadernetto scritto a mano - il suo "libro d'ordinanza",  credo
    lo chiamasse - che conteneva i nomi dei suoi uomini nel Kansas,  e
    lo statuto col quale erano legati;  e  disse  che  molti  di  essi
    avevano  gi  sigillato  il  loro contratto con il sangue.  Quando
    qualcuno disse  che  aggiungendoci  un  cappellano  -  il  plotone
    sarebbe  stato  un perfetto plotone cromwelliano,  lui osserv che
    sarebbe stato ben felice di aggiungere un cappellano  alla  lista,
    purch   fosse   riuscito  a  trovarne  uno  che  potesse  coprire
    quell'ufficio degnamente.  Trovare cappellani per l'esercito degli
    Stati Uniti  invece abbastanza facile.  A ogni modo, credo che al
    tempo di Brown si dicessero le orazioni mattina e sera.
    Era di costumi spartani;  e  a  sessant'anni  era  scrupolosissimo
    nella  propria  dieta,  e  talvolta  si scusava dicendo che doveva
    mangiare poco e viaggiare molto, come si conveniva a un soldato, o
    a chi si prepara per difficili imprese e a una vita di pericolo.
    Era di raro buon senso e rara immediatezza di discorso  e  azione;
    soprattutto era un trascendentalista, un uomo di idee e principi -
    e  questo  ci che lo distingueva.  Non cedeva a un capriccio o a
    un impulso passeggero,  ma portava a termine lo scopo d'una  vita.
    Notai che non esagerava mai nulla, ma diceva la verit; in special
    modo,  ricordo che,  nel discorso che tenne in questa citt, disse
    ci che la sua famiglia aveva sofferto nel Kansas senza  dare  mai
    libero sfogo al suo fuoco represso: era un vulcano,  con una canna
    fumaria normale.  Riferendosi  a  quanto  avevano  compiuto  certi
    "Border  Ruffians" (Banditi di Confine) (4),  disse,  rapidamente,
    semplificando il discorso,  come un vecchio soldato,  e mantenendo
    una riserva di forza e significato: "Avevano un assoluto diritto a
    farsi  impiccare".  Non  era  per niente un retore,  non parlava a
    Buncombe o alla sua costituente,  non aveva  nulla  da  inventare,
    doveva dire soltanto la pura verit,  comunicare la sua decisione;
    perci appariva incomparabilmente forte, e l'eloquenza spiegata al
    Congresso o altrove parevano al di sotto del normale. I suoi erano
    come i discorsi di Cromwell paragonati a quelli d'un re ordinario.
    Per quanto riguarda il suo tatto e la sua prudenza, dir solo che,
    quando a mala pena un  uomo  isolato  riusciva  a  raggiungere  il
    Kansas,  dagli  Stati liberi,  per qualsiasi strada fosse diretto,
    senza che,  come minimo,  gli venissero sequestrate le armi,  lui,
    portandosi  dietro  dei  fucili  difettosi  e  altre armi che pot
    raccogliere, apertamente e lentamente guid attraverso il Missouri
    un carro trainato da  buoi,  in  apparenza  per  svolgere  la  sua
    attivit  di agrimensore,  tenendo il goniometro bene in vista,  e
    cos pass insospettato ed ebbe ampia opportunit di  conoscere  i
    disegni  del  nemico.  Continu  a  esercitare  quella professione
    ancora per qualche tempo;  cos,  per  esempio,  se  vedeva  nella
    prateria  un  gruppo  di  "Ruffians"  che,   naturalmente  stavano
    discutendo della sola  cosa  che  occupasse  le  loro  menti,  lui
    prendeva  il  goniometro,  e  con uno dei suoi figli,  procedeva a
    tirare una linea immaginaria che attraversava proprio  quel  punto
    dove  il  conclave  si  era  riunito;  quando  li raggiungeva,  si
    fermava, naturalmente, a chiacchierare con loro, e apprendeva cos
    le loro  notizie  e,  alla  fine,  tutti  i  loro  piani.  Allora,
    completato   il   suo   rilievo   effettivo,   riprendeva   quello
    immaginario,  e continuava a seguire la sua linea  fino  a  essere
    fuori di vista.
    Quando  gli dissi che mi sorprendeva che potesse vivere nel Kansas
    con una taglia  sulla  testa  e  tanta  gente,  autorit  incluse,
    esasperate contro di lui, mi rispose: "E' perfettamente chiaro che
    non  mi  prenderanno".  Per molti anni si dovette appiattare nelle
    paludi,  soffrendo povert e malattie,  conseguenze di quella vita
    di  pericolo,  e  ricevendo  aiuti  e  prove d'amicizia solo dagli
    indiani e da qualche bianco.  Ma bench si potesse sapere in quale
    palude  fosse nascosto,  di solito i suoi nemici non si prendevano
    mai la briga di andarlo a cercare.  Poteva persino entrare in  una
    citt  dove  c'erano  pi "Border Ruffians" che abolizionisti,  e,
    senza  indugiare  troppo  e  tuttavia  senza   essere   molestato,
    combinare qualche affare, "giacch" disse, "non se la sentivano di
    assalirmi in piccoli gruppi, o non facevano mai in tempo a mettere
    insieme un gruppo numeroso".
    Per quanto riguarda la sua recente sconfitta, noi non conosciamo i
    fatti.   Evidentemente   per  era  tutt'altro  che  un  tentativo
    selvaggio e disperato. E il suo nemico, Mister Vallandigham (5), 
    costretto ad ammettere  che  "fu  una  delle  cospirazioni  meglio
    pensate ed eseguite che siano mai fallite".
    Per non parlare dei suoi altri successi: fu forse un fallimento, o
    mostr  forse mancanza d'organizzazione,  liberare dalla schiavit
    dodici esseri umani e fuggire  con  essi,  in  pieno  giorno,  per
    settimane,  se non mesi, a lenta andatura, attraversando uno Stato
    dopo l'altro, per met della lunghezza del Nord,  visibile a tutti
    e con una taglia sulla testa,  e entrare poi,  durante il viaggio,
    in un tribunale, per narrare quanto aveva fatto,  convincendo cos
    il  Missouri  che  non  era  profittevole  tentar  di tenere degli
    schiavi dove ci fosse anche lui?  E questo non perch i servi  del
    governo fossero tolleranti, ma perch avevano paura. Non attribu,
    stoltamente,  il  proprio  successo  alla "sua stella" o a qualche
    altra magia. Disse, giustamente, che la ragione per cui tali forze
    superiori di numero gli cedevano, era - come confess uno dei suoi
    prigionieri - CHE NON AVEVANO UNA CAUSA PER  CUI  COMBATTERE,  una
    sorta  d'armatura,  questa,  che  n a lui n al suo partito manc
    mai.  Quando fu l'ora,  pochi furono gli uomini disposti a dar  la
    vita in difesa di ci che sapevano essere sbagliato;  non volevano
    che quello fosse il loro ultimo atto, su questo mondo.
    Ma affrettiamoci al SUO ultimo atto, e alle sue conseguenze.
    I giornali sembrano ignorare, o forse ignorano effettivamente, che
    qui, al Nord,  ci sono per lo meno due o tre individui per citt i
    quali, su John Brown, la pensano come il sottoscritto. Non esito a
    dire  che  essi formano un partito importante e che crescer.  Noi
    aspiriamo a essere qualcosa di pi che degli stupidi e timidi beni
    mobili,  che fingono di leggere la storia e la Bibbia ma insozzano
    ogni  casa  e  ogni giorno in cui respirano.  Forse degli inquieti
    politicanti  riusciranno  a   provare   che   all'ultima   impresa
    parteciparono  solo diciasette bianchi e cinque negri,  ma la loro
    stessa ansiet di provarlo potrebbe suggerir loro che non tutto  
    stato  detto.  Perch evitano anche la verit?  Sono cos inquieti
    per un'oscura coscienza  del  fatto  -  che  essi  non  affrontano
    chiaramente - che per lo meno un milione di liberi cittadini degli
    Stati   Uniti  avrebbe  gioito,   se  quell'impresa  avesse  avuto
    successo;  al massimo ne criticano il modo d'esecuzione.  Anche se
    nessuno porta il lutto, qui, al Nord, il pensiero della situazione
    in  cui  si  trova  quell'uomo  e  del  suo  probabile destino sta
    rovinando per quest'oggi i pensieri di pi d'un essere  umano.  Se
    uno qualsiasi di quelli che l'hanno visto, qui, pu seguire, e con
    successo,  un  qualsiasi altro pensiero,  allora non so pi di che
    cosa mai costui sia fatto.  Se  qui  c'  qualcuno  che  riesce  a
    dormire,  ora, le sue solite otto ore di sonno, lo voglio avvisare
    che ingrasser facilmente in qualsiasi congiuntura che non  tocchi
    direttamente  il  suo  corpo  o la sua borsa.  Io misi un pezzo di
    carta e una matita,  sotto  il  guanciale,  e  quando  non  potevo
    dormire scrivevo al buio.
    In complesso, il mio rispetto per i miei compatrioti non  affatto
    aumentato,  in  questi  giorni  - se non verso uno che vale per un
    milione di loro.  Ho notato il sangue freddo con cui i giornalisti
    e  la  gente in genere parlano di questo fatto,  quasi fosse stato
    catturato e stesse per  essere  impiccato  un  qualsiasi  bandito,
    seppure  di  singolare  "fegato"  come si riferisce abbia detto il
    Governatore della Virginia,  usando il gergo della platea: "L'uomo
    pi  in  gamba che io abbia mai visto".  Non stava sognando i suoi
    nemici,   quando  il  governatore  pens   che   sembrasse   tanto
    coraggioso.  Sentire, o sentir riportare, i commenti di certi miei
    compaesani mi cambia in fiele qualsiasi dolcezza io abbia.  Quando
    si disse,  dapprima, che era morto, uno dei miei cittadini osserv
    che "Mor da idiota"; cosa che,  mi si perdoni,  mi sugger per un
    istante  uno  stretto  rapporto tra la sua morte e la vita di quel
    mio paesano.  Altri,  da vigliacchi,  dissero ingiuriosamente  che
    "butt via la vita",  avendo resistito al governo.  E loro, da che
    parte l'hanno buttata, la LORO vita? loro, che loderebbero un uomo
    che attaccasse da solo una normale banda di ladri e assassini.  Un
    altro, da vero Yankee, l'ho udito chiedere, "Quanto gli daranno?",
    come  se  s'aspettasse  di riempirsi le tasche per questa impresa.
    Uomini simili non hanno che un'idea terrena, del guadagno.  Se ci
    non  porta a una riunione insospettata,  se lui non ci guadagna un
    nuovo paio di scarpe, o un voto di ringraziamento, ci DEVE essere
    un fallimento. "Ma non gli daranno niente, per questo".  Beh,  no,
    non  credo che,  per essere impiccato,  potrebbe guadagnare cinque
    centesimi al giorno,  per tutto l'anno;  ma avr l'opportunit  di
    salvare  una  parte  considerevole  della  propria  anima (e QUALE
    anima!) mentre TU no.  Certo,  tu puoi guadagnare di  pi  con  un
    quarto  di latte che con un quarto di sangue,  al tuo mercato,  ma
    non  l che porta il proprio sangue un eroe.
    Tali persone non sanno che il frutto  come la semente, e che, nel
    mondo morale,  quando si pianta un buon seme,  un  buon  frutto  
    inevitabile,    indipendentemente   dal   nostro   annaffiarlo   o
    coltivarlo;  che quando si pianta,  o  seppellisce,  un  eroe  sul
    campo,  una  messe  d'eroi  spunta su,  senza fallo.  Questa  una
    semente di tale forza e vitalit che non chiede il nostro permesso
    per germogliare.
    La carica momentanea di Balaklava (6), condotta in obbedienza a un
    comando falso, prov quale macchina perfetta sia un soldato,  ed 
    stata esaltata,  abbastanza propriamente, da un poeta laureato; ma
    la continua,  e per la maggior parte vittoriosa,  carica di questo
    uomo,  per  diversi  anni,  contro le legioni della schiavit,  in
    obbedienza a un  comando  infinitamente  pi  alto,    tanto  pi
    memorabile  di  quanto  un  uomo  intelligente  e  coscienzioso  
    superiore a una macchina. Credete che nessuno la canter?
    "Gli sta bene" - "Uomo pericoloso" - "Pazzo,  senza dubbio".  Cos
    essi   continuano   a  vivere  la  loro  vita,   sana,   saggia  e
    completamente ammirabile,  leggendo un po'  il  loro  Plutarco  ma
    sopratutto  soffermandosi  su  quanto  successe  a Putnam,  che fu
    calato nella caverna d'un  lupo  (7);  e  in  tal  guisa  essi  si
    preparano  a  imprese coraggiose e patriottiche,  da compiersi una
    volta o l'altra. La Societ degli Opuscoli potrebbe permettersi di
    scrivere la storia di Putnam.  Si potrebbero aprire le scuole  del
    distretto,  facendola  leggere che in essa non c' nulla che parli
    dello schiavismo e della Chiesa;  a meno che al lettore non  passi
    per la testa che certi preti sono LUPI in veste d'agnello.  Magari
    la "Lega Americana dei Commissari per le Missioni Estere" potrebbe
    osare di protestare contro quel lupo. Ho sentito parlare di leghe,
    e  di  leghe  americane,  ma  si  d  il  caso  che  mai,  se  non
    ultimamente,  io  abbia sentito parlare di questo particolare tipo
    di fusione.  E tuttavia mi si dice che intere famiglie qui al Nord
    -  uomini,  donne  e  bambini  -  si  comprano la "carica a membro
    vitalizio", di tali societ. Vitalizio al sepolcro!  Ci si pu far
    seppellire spendendo meno.
    I  nostri nemici sono tutti in mezzo e attorno a noi.  Non c' una
    sola famiglia che non sia divisa,  nell'intimo,  giacch il nostro
    nemico  la legnosit universale di testa e di cuore,  mancanza di
    vitalit nell'uomo, effetto del nostro vizio; di l nascono paure,
    superstizioni, bigotteria,  persecuzioni e ogni tipo di schiavit.
    Noi  siamo  solo  dei  busti  piantati sopra una carcassa,  con il
    fegato al posto del cuore.  La maledizione  il culto  dell'idolo,
    che alla fine muta lo stesso adoratore in un'immagine di pietra; e
    gli uomini della Nuova Inghilterra sono altrettanto idolatri degli
    ind.  Quest'uomo  fu  un'eccezione,  poich  non innalz una sola
    immagine politica, scolpita, tra se stesso e il suo Dio.
    Una chiesa che, per tutto il tempo che esiste,  non pu mai finire
    di scomunicare Cristo!  via,  le vostre chiese ampie e piatte,  le
    vostre chiese strette e alte!  Fate un passo avanti e inventate un
    nuovo stile di "dpendences".  Inventate un sale,  che salvi voi e
    difenda le nostre narici.
    Il cristiano moderno  un essere  che  ha  accettato  di  recitare
    tutte le preghiere della liturgia, purch, dopo, lo si lasci andar
    diritto  a  letto,  a  dormire  in  pace.  Tutte  le  sue orazioni
    cominciano con "Ora mi stendo a dormire",  ed  egli    sempre  in
    impaziente attesa del momento in cui potr prendersi il suo "LUNGO
    riposo".  Ha  accettato  anche di compiere certe carit fissate da
    tempi antichissimi,  secondo una  moda,  ma  non  desidera  sentir
    parlare di nessun'altra che sia nuova; non vuole che dei codicilli
    supplementari  vengano aggiunti al suo capitolo,  per adattarlo ai
    tempi nuovi. Ogni "Sabbath", egli mostra il bianco degli occhi,  e
    il  nero  gli altri giorni della settimana.  Il male non solo  un
    ristagno del sangue,  ma un ristagno dello spirito.  Senza dubbio,
    molti sono ben disposti, ma sono pigri per costume e costituzione,
    e  cos  non  possono  pensare che un uomo sia mosso da motivi pi
    alti dei loro.  Conseguentemente,  essi decidono che quest'uomo  
    pazzo, poich sanno che ESSI non possono agire come lui, fin tanto
    che resteranno se stessi.
    Sogniamo di paesi stranieri, di altri tempi e di altre razze umane
    disponendoli a una certa distanza storica e spaziale;  ma fate che
    succedano tra di  noi  eventi  significativi  come  l'attuale,  e,
    spesso, scopriamo questa distanza e estraneit tra noi e il nostro
    pi prossimo vicino.  Sono ESSI le nostre Austrie,  Cine,  e Isole
    dei  Mari  del  Sud.   La   nostra   affollata   societ   diventa
    improvvisamente  ben  spaziata,  bella  e  pulita all'occhio - una
    citt di magnifiche distanze.  Scopriamo perch mai successe  che,
    fino  allora,  non  fossimo  mai  riusciti ad andare pi in l dei
    complimenti e dei rapporti  superficiali,  con  i  nostri  vicini;
    diventiamo  consapevoli che tra noi e loro ci sono tante verste di
    distanza quante ce ne sono tra un tartaro nomade e una citt della
    Cina.  L'uomo pensoso diventa eremita nelle  strade  del  mercato.
    Mari  sconfinati  si  frappongono  improvvisamente  tra noi,  o si
    stendono  mute  steppe.  E'  la  differenza  di  costituzione,  di
    intelligenza  e  di  fede  -  non  i fiumi e le montagne - ci che
    innalza dei confini invalicabili tra individuo e individuo,  stato
    e  stato.  Solo  quelli  che  ci  assomigliano possono venire alla
    nostra corte in qualit di plenipotenziari.
    E' una settimana che il  fatto    successo,  che  leggo  tutti  i
    giornali  che  posso trovare,  e non mi ricordo di averci scoperto
    una sola parola di  simpatia  per  questi  uomini.  Da  allora  ho
    scoperto una sola nobile dichiarazione,  in un giornale di Boston,
    ma non era l'articolo di fondo.  Ci furono dei giornali di diverse
    pagine che decisero di non stampare al completo il resoconto delle
    parole  di  Brown per non dover omettere altro materiale.  Come un
    editore che rifiutasse il manoscritto del "Nuovo  Testamento"  per
    stampare  l'ultimo discorso di Wilson (8).  Lo stesso giornale che
    riportava  queste  notizie  significative,  portava,  soprattutto,
    nelle  colonne parallele,  le cronache delle convenzioni politiche
    da tenersi.  Ma il salto da una colonna all'altra era troppo alto.
    Avrebbero   potuto  risparmiarsi  il  contrasto,   e  fare  almeno
    un'edizione speciale.  Volgersi dalla voce e dai fatti  di  uomini
    sinceri al chiocciolo delle conversazioni politiche! Cercatori di
    posto  e  fabbricanti  di discorsi,  che non arrivano a deporre un
    solo uovo onesto, ma che consumano i loro nudi petti sopra un uovo
    di gesso. Il loro grande gioco  quello delle paglie,  o piuttosto
    il  gioco universale e aborigeno del piatto,  al quale gli indiani
    alzavano il loro grido di guerra.  Bisognava escludere i resoconti
    delle  convenzioni  religiose e politiche,  e pubblicare invece la
    parola d'un uomo vivo.
    Ma non  tanto contro ci che  fu  omesso,  che  protesto,  quanto
    contro  ci  che   stato stampato.  Persino il "Liberator" (9) lo
    chiam "Un tentativo mal guidato,  selvaggio e chiaramente folle".
    Di tutta l'orda di giornali e riviste, non conosco un direttore in
    tutto  il  paese  che stamperebbe deliberatamente notizie che egli
    sapesse  ridurrebbero  il  numero  degli   abbonati   in   maniera
    permanente  e  definitiva.  Pensano che non sia vantaggioso.  Come
    potrebbero stampare la verit?  "Se non  diciamo  cose  piacevoli"
    ribattono,  "nessuno  ci  bada".  E cos fanno come quei venditori
    all'asta ambulanti,  che si mettono a cantare una  canzone  oscena
    per  raccogliersi  attorno  la  folla.  I  direttori  dei giornali
    repubblicani,  obbligati ad avere le frasi pronte  per  l'edizione
    del  mattino  e  usi a guardare ogni cosa attraverso il crepuscolo
    della politica,  non esprimono alcuna ammirazione n vero  dolore,
    ma  chiamano  questi  uomini  "dei fanatici illusi,  gente che s'
    sbagliata, insani, o falliti". Suggeriscono l'idea che noi abbiamo
    la fortuna di avere un'accolita di  SANI  direttori  di  giornali,
    gente "che NON s' sbagliata",  ma che, se non altro, sa benissimo
    da quale parte il loro pane sia imburrato.
    Un uomo compie un'azione coraggiosa e umana,  e  subito,  da  ogni
    parte,  udiamo  gente  e partiti dichiarare,  "Io non lo feci,  n
    incoraggiai LUI a farlo,  in qualsiasi maniera possibile.  Non pu
    che essere ben desunto dalla mia carriera trascorsa". A me, pur se
    a  me  solo,  non  importa  affatto  sentirvi  definire  la vostra
    posizione. N credo che mi import o mi importer mai. Penso che 
    puro egoismo,  e che con la questione non ha rapporto alcuno.  Non
    dovete  preoccuparvi tanto di lavarvi le mani di lui,  nessun uomo
    intelligente sar mai convinto che egli sia una  vostra  creatura.
    Come  lui stesso ci informa,  egli and e venne "sotto gli auspici
    di John Brown e nessun altro".  Il  Partito  Repubblicano  non  si
    rende  conto  di  quanta  gente  voter  meglio di quanto esso non
    voglia,  per il FALLIMENTO di costui.  Hanno contato i voti  della
    Pennsylvania  e  compagnia,  ma non hanno contato con esattezza il
    voto del Capitano John Brown.  Egli ha soffiato via il vento dalle
    loro  vele  - le loro piccole vele - ed essi possono mettersi alla
    cappa, e cercare riparo.
    Che importa se non appartenne alla nostra cricca?  Se  non  potete
    approvare  il suo metodo o i suoi principi,  riconoscete almeno la
    sua magnanimit.  Non vorreste asserire che almeno in questo -  se
    non altro - c' affinit tra voi? Pensate che perdereste la vostra
    reputazione?  Quello che perdereste per lo zipolo lo guadagnereste
    per il tappo.
    Se non pensano a questo allora non dicono la verit, e ditemi cosa
    vogliono dire. Semplicemente stanno ancora ai loro vecchi trucchi.
    Fu sempre ammesso, DICE UNO CHE LO CHIAMA PAZZO,  "che era un uomo
    sereno,  coscienzioso,  modesto  di comportamento,  apparentemente
    inoffensivo,  finch non si accennasse al problema degli  schiavi:
    allora   soleva   mostrare   un   ineguagliabile   sentimento   di
    indignazione".
    La nave schiavista   in  viaggio,  affollata  dalle  sue  vittime
    morenti;  nuovi carichi stanno per essere aggiunti,  in alto mare;
    una piccola ciurma di schiavisti,  favorita da una grande quantit
    di  passeggeri,  sta  soffocando  quattro milioni di schiavi,  gi
    nella stiva,  e tuttavia i politicanti  asseriscono  che  la  sola
    maniera  per  liberarli    "diffondere  quietamente sentimenti di
    umanit"  senza  "sommosse".  Come  se  i  sentimenti  di  umanit
    esistessero  avulsi  dai  fatti,  e  si  potesse seminarli,  tutti
    rifiniti su ordinazione,  il puro articolo,  come l'acqua  con  un
    annaffiatoio,  e  cos distendere la polvere.  Cos' ci che sento
    lanciato fuori bordo?  Sono i corpi morti,  che hanno  trovato  la
    liberazione.  E'  in questo modo che noi "diffondiamo" l'umanit e
    con essa i suoi sentimenti.
    Importanti e influenti direttori di giornali, usi a trattare con i
    politicanti, uomini d'un livello infinitamente inferiore,  dicono,
    nella  loro  ignoranza,  che  Brown  ag  "mosso  da sentimenti di
    vendetta". Non conoscono l'uomo.  Non ho alcun dubbio che verr il
    giorno in cui cominceranno a vederlo com'era.  Devono concepire un
    uomo di fede e principi religiosi,  e  non  un  politicante  o  un
    indiano;  un uomo che,  per dar la vita alla causa degli oppressi,
    non attese d'essere personalmente ostacolato o impedito a compiere
    qualche affare di scarsa importanza.
    Se si pu considerare  Walker  il  rappresentante  del  Sud  (10),
    vorrei poter dire che Brown fu il rappresentante del Nord.  Era un
    uomo superiore. Non valut nulla la propria vita fisica, di fronte
    agli  ideali.   Non  sottoscrisse  a  ingiuste  leggi  umane,   ma
    resistette  loro,  come gli veniva dettato.  Per una volta,  siamo
    sollevati sopra la trivialit e la polvere della  politica,  nella
    regione della verit e della virilit. Nessun uomo, in America, ha
    mai  sostenuto  con tanta persistenza ed effettivamente la dignit
    della natura umana, riconoscendosi come uomo,  e pari a qualsiasi,
    in  ogni  governo.  In  questo senso,  egli fu il pi americano di
    tutti noi. Non ebbe bisogno di un balbettante avvocato che facesse
    false contestazioni per difenderlo. Fu pi che un competitore, per
    tutti i giudici che i votanti americani o tenutari di  cariche  di
    qualsiasi  grado  possano  mai  creare.  Non avrebbe potuto essere
    stato giudicato da un giuria di suoi pari,  perch i suoi pari non
    esistevano  (11).  Quando  un  uomo  si erge serenamente contro la
    condanna  e  la  vendetta  dell'umanit,   alzandosi  su  di  esse
    letteralmente DI TUTTO IL CORPO - anche se recentemente  stato il
    pi  vile e incallito assassino - lo spettacolo  sublime - non lo
    sapevate,  voi "Liberator",  "Tribune"  e  "Republican"?  -  e  in
    confronto  siamo noi a diventare dei criminali.  Fatevi l'onore di
    riconoscerlo: lui non ha bisogno del vostro rispetto.
    Quanto ai giornali  Democratici,  non  sono  abbastanza  umani  da
    commuovermi.   Non  sento  nessuna  indignazione,  qualunque  cosa
    possano dire.
    Mi rendo conto che anticipo un poco  gli  eventi,  e  che,  quando
    furono  diramate  le  ultime notizie,  John Brown era ancora vivo,
    nelle mani dei suoi nemici - ma   a  causa  di  ci  che  mi  son
    scoperto  a  pensarlo e a parlare di lui come se fosse fisicamente
    gi morto.
    Non credo all'erigere statue per coloro che sono ancora  vivi  nel
    nostro  cuore,  le  cui  ossa  non si sono ancora sgretolate nella
    terra,  attorno a noi;  eppure,  nel cortile  del  Parlamento  del
    Massachusetts,  io  preferirei vedere la statua del Capitano Brown
    piuttosto che la statua di qualsiasi altro uomo  che  io  conosca.
    Sono   felice   di  vivere  nel  suo  secolo,   e  di  essere  suo
    contemporaneo.
    Che contrasto,  quando ci volgiamo a quel partito politico  che  
    tanto ansioso di togliersi dai piedi Brown e la sua congiura, e si
    guarda in giro per trovare,  come proprio candidato, forse qualche
    padrone di schiavi  disponibile  -  o  almeno  uno  che  metta  in
    esecuzione  la legge contro gli schiavi fuggitivi e tutte le altre
    ingiuste leggi,  per annullare le quali Brown  prese  in  mano  le
    armi.
    Pazzi?  Allora un padre, sei figli, un genero e ancora molti altri
    uomini - almeno tanti quanto  dodici  discepoli-  sarebbero  tutti
    impazziti di colpo; mentre lo stesso tiranno tiene con grinfie pi
    ferme  che  mai i suoi quattro milioni di schiavi,  e i cento sani
    direttori di giornali - suoi favoreggiatori  -  stanno  salvandosi
    patria  e  pagnotta.  Altrettanto  pazzi  furono i suoi sforzi nel
    Kansas.  Chiedete al tiranno qual  il nemico pi  pericoloso;  un
    nemico  pazzo  oppure  uno  sano?  E  le migliaia di uomini che lo
    conoscono meglio,  che hanno gioito alle sue imprese nel Kansas  e
    che l gli concessero aiuto - anche quelli lo credono pazzo? L'uso
    che  si  fa  di  questa parola  semplice metafora,  per molti che
    continuano a usarla; e sono certo che la maggior parte degli altri
    ha, in silenzio, ritrattato le proprie asserzioni.
    Leggete la sua ammirabile risposta a Mason e agli altri (12). Come
    sono rimpiccioliti e vinti, costoro,  nel contrasto!  Da una parte
    domande semibrute e semitimide, e dall'altra la verit chiara come
    il lampo che scoppia e rintrona nei loro templi osceni. Sono fatti
    per stare con Pilato,  Gessler e l'Inquisizione. Come sono vane le
    loro parole e le loro azioni!  e che vuoto il  loro  silenzio!  In
    questo grande lavoro,  essi non sono che inutili strumenti. Non fu
    potere umano quello che li raccolse attorno a questo predicatore.
    A  quale  scopo  il  Massachusetts  e  il   Nord   hanno   mandato
    recentemente  pochi  uomini SANI al Congresso?  Per dichiarare con
    efficacia quali sentimenti?  Tutti i loro discorsi messi insieme e
    fatti  svaporare - e probabilmente lo confessano essi stessi - non
    eguagliano, per immediatezza e forza virile e per semplice verit,
    le  poche  casuali  osservazioni  del  pazzo  John  Brown,   fatte
    all'arsenale  di  Harper's  Ferry  -  quell'uomo che voi state per
    impiccare, spedire all'altro mondo,  ma non per rappresentare VOI,
    col. No, egli non fu in nessun senso il nostro rappresentante. Fu
    un esemplare d'uomo troppo giusto, per rappresentare i pari a noi.
    Chi  erano,  allora,  quelli che lo elessero a rappresentante?  Se
    leggete le sue parole con discernimento, lo capirete. Nel suo caso
    non ci sono eloquenza oziosa a preparata,  discorsi da  fanciulle,
    complimenti all'oppressore - la sua ispiratrice  la verit,  e la
    sincerit forbisce le sue frasi.  Poteva permettersi di perdere il
    suo fucile modello Sharp, fin tanto che conservava la sua capacit
    di  far  discorsi  -  un  fucile infinitamente pi sicuro e di pi
    lunga portata.
    E lo "Herald" di New York riporta "verbatim" le sue parole! Non sa
    quali immortali parole trasmette.
    Non ho alcun rispetto per  l'intuizione  di  chi  pu  leggere  il
    resoconto  di  quella conversazione,  e ancora chiami folle il suo
    punto fondamentale.  Esso porta il marchio di una  sanit  mentale
    pi  sana  di  quella  che  possono assicurare una disciplina e un
    costume di vita ordinari, e un'ordinaria costituzione.
    Prendetene una frase: "Risponder a ogni  domanda  alla  quale  io
    possa  rispondere  onorevolmente;  non  altrimenti.  Per quanto mi
    riguarda, ho detto tutto secondo verit.  Io valuto le mie parole,
    signore".  I pochi che parlano del suo spirito di vendetta, mentre
    realmente ammirano il suo eroismo,  non hanno nessun reagente  con
    cui scoprire un uomo nobile, n alcun amalgama da combinare con il
    suo puro oro. Con esso, mescolano le loro proprie scorie.
    E'   un   sollievo  rivolgersi,   da  questi  calunniatori,   alle
    testimonianze dei suoi secondini e dei suoi boia  spaventati  per
    pi   sinceri.   Il  Governatore  Wise  parla  di  lui  molto  pi
    giustamente e dimostra  verso  di  lui  maggior  apprezzamento  di
    qualsiasi giornale, o politicante, o uomo pubblico Nordista che mi
    sia  capitato  di ascoltare.  So che potete ascoltarlo ancora,  su
    questo argomento. Dice: "Quelli che pensano che Brown sia pazzo si
    sbagliano...  E' freddo,  indomito,  coraggioso,  ed  solo giusto
    dire di lui che fu umano verso i suoi prigionieri... Mi ispir una
    grande  fiducia  nella  sua  integrit,  come  uomo  veridico.  E'
    fanatico, vano, chiacchierone" (lascio questa parte a Mister Wise)
    "ma risoluto,  veritiero e intelligente.  E come lui sono  quelli,
    tra  i  suoi  uomini,  che  sono  sopravvissuti...  Il  Colonnello
    Washington dice che era l'uomo pi  freddo  e  risoluto  a  sfidar
    pericoli  che  abbia  mai visto.  Con accanto un figlio morto e un
    altro trapassato da una pallottola,  con una mano sentiva il polso
    al    figlio   morente   e   con   l'altra   teneva   il   fucile;
    contemporaneamente comandava i suoi uomini con la  massima  calma,
    incitandoli a resistere e a vendere
    la  pelle quanto pi cara potessero.  Dei tre prigionieri bianchi,
    Brown,  Stevens e Coppoc,    difficile  dire  chi  fosse  il  pi
    deciso".
    Quasi  i  primi  Nordisti  che  lo  schiavista  abbia  imparato  a
    rispettare!
    La testimonianza di Mister Vallandigham, anche se di minor valore,
     dello stesso tenore: "E' vano sottovalutare sia  l'uomo  che  il
    suo complotto....  E' tutt'altro che pazzo o fanatico, o un comune
    bandito...".
    "Tutto  quieto a Harper's Ferry", dicono i giornali. Ma che calma
    pu esserci,  quando la  legge  o  lo  schiavista  prevalgono?  Io
    considero  questo  evento  la  pietra  di paragone destinata a far
    risaltare  con  chiarezza  abbagliante  il  carattere  di   questo
    governo.  Avevamo  bisogno  d'essere  aiutati in questo modo,  per
    vederlo nella luce  della  storia.  Occorrerebbe  che  il  governo
    stesso  si  vedesse.  Quando  un  governo usa la propria forza per
    difendere l'ingiustizia,  come  fa  il  nostro,  che  sostiene  lo
    schiavismo  e  uccide  i liberatori degli schiavi,  esso si rivela
    mera forza bruta, o,  peggio ancora,  forza demoniaca.  E' il capo
    degli  assassini.  E'  pi  chiaro  che  mai  che chi comanda  la
    tirannide.  Vedo che questo  governo    realmente  alleato  della
    Francia  e  dell'Austria  nell'opprimere  l'umanit.  L  siede un
    tiranno, che tiene in ceppi quattro milioni di schiavi;  qui viene
    il loro eroico liberatore.  Questo governo estremamente ipocrita e
    diabolico  guarda  dal  suo   seggio   ai   quattro   milioni   di
    boccheggianti,   e   chiede   con  aria  innocente,   "Perch  mai
    m'assalite? Non sono forse onesto? Smettete di agitarvi per questa
    ragione, o far schiavi anche voi, oppure vi impiccher".
    Parliamo di governo RAPPRESENTATIVO;  ma che mostro di  governo  
    mai  quello nel quale le pi nobili facolt della mente e l'intero
    cuore non sono rappresentati?   piuttosto una tigre o un  vitello
    semiumani,  che  camminano sulla terra con il cuore strappato e la
    sommit del cervello spazzato via da un colpo di fucile.  Gli eroi
    combatterono  bene  sui loro monconi,  quando le gambe furono loro
    maciullate dalle pallottole,  ma non ho mai sentito che  nulla  di
    simile sia stato fatto da questo governo.
    Il  solo  governo  che  io  riconosca - e non importa che siano in
    pochi a capo di esso e che piccolo sia il suo esercito  -    quel
    potere che stabilisce la giustizia sulla terra,  mai quello che ci
    stabilisce l'ingiustizia.  Che dobbiamo pensare d'un  governo  che
    considera  nemici  tutti gli uomini giusti e valorosi della terra,
    che stanno tra lui e  quelli  che  lui  opprime?  Un  governo  che
    pretende  d'essere cristiano e che crocifigge un milione di Cristi
    al giorno!
    Tradimento!  ma da dove sorge questo tradimento?  non posso fare a
    meno di pensarvi come meritate,  voi,  governi! potete far seccare
    le fonti del pensiero?  L'alto tradimento,  quando esso  significa
    resistere alla tirannia qui in terra, ha la sua origine nel potere
    che   crea   e   continuamente   ricrea  l'uomo,   ed    da  esso
    commissionato! Quando avrete preso e impiccato tutti questi uomini
    ribelli,  avrete compiuto null'altro che la vostra  colpa,  perch
    non avrete colpito alla radice. Voi presumete di combattere contro
    un nemico contro il quale non si PUNTANO i cadetti di West Point e
    i  cannoni  rigati.  Pu  tutta  l'arte  del  fonditore di cannoni
    indurre la materia a rivoltarsi contro il suo fattore? E' forse la
    forma,  nella quale il fonditore pensa di gettar la  fusione,  pi
    essenziale della costituzione della forma stessa e di lui stesso ?
    Gli  Stati  Uniti  hanno un tiro di quattro milioni di schiavi,  e
    sono decisi a tenerlo in quelle condizioni: il Massachusetts  uno
    dei sorveglianti confederati,  con la funzione di impedir loro  la
    fuga.  Non sono cos tutti gli abitanti del Massachusetts, ma cos
    sono  quelli  che  governano  e  che  qui  sono  obbediti.  Fu  il
    Massachusetts,  come la Virginia,  a sconfiggere l'insurrezione di
    Harper's Ferry. Il Massachusetts vi mand i suoi MARINES,  E COSI'
    OGGI DOVRA' PAGARE IL FIO PER I SUOI PECCATI.
    Supponiamo che ci sia una societ, in questo Stato, che salvi, con
    i  propri  soldi  e  la  propria  magnanimit,  tutti  gli schiavi
    fuggitivi che fuggono da noi,  e che protegga i nostri compatrioti
    di  pelle  scura,  lasciando al governo l'altro lavoro.  In questo
    modo,  non perde quel governo  automaticamente  la  sua  funzione,
    diventando  degno  di  disprezzo  da  parte  dell'umanit?  Se dei
    privati sono costretti a compiere  le  funzioni  del  governo  per
    proteggere  i  deboli  e  dispensare giustizia,  allora il governo
    diventa solo un mercenario,  un impiegato che compie  solo  uffici
    servili  o di poca importanza.  Naturalmente,  quel governo la cui
    esistenza ha bisogno  d'un  Comitato  di  Vigilanza  (13)    solo
    l'ombra  di  un governo.  Che dovremmo pensare del Cad orientale,
    dietro al quale lavorava segretamente un  Comitato  di  Vigilanza?
    Tale  il carattere dei nostri stati Nordisti,  in genere;  ognuno
    ha il suo Comitato di Vigilanza. E, fino a un certo punto,  questi
    pazzi governi riconoscono e accettano tale rapporto. Virtualmente,
    essi  dicono "Saremo felici di lavorare per voi in questi termini,
    solo non raccontatelo in giro".  E  in  tal  maniera  il  governo,
    assicuratosi il salario, si ritira nel retrobottega, prendendo con
    s la Costituzione,  e passa gran parte del suo tempo a emendarla.
    Quando l'ascolto,  a volte,  mentre  al lavoro,  e io passo senza
    farmi sentire,  esso mi ricorda,  alla meglio, quei contadini che,
    d'inverno,  tentano di far soldi  accomodando  botti.  E  il  loro
    barile,  per quale tipo di alcool  fatto?  Speculano sul titolo e
    fanno buchi nelle montagne,  ma non  sanno  stendere  neppure  una
    normale  strada  maestra.  La  sola  strada  LIBERA,  la  Ferrovia
    sotterranea,   propriet del Comitato di Vigilanza,  che anche la
    dirige.  Essi  hanno  scavato  gallerie sotto tutto il paese,  per
    quanto    grande.   Un  tale  governo  sta  perdendo   potere   e
    rispettabilit,  e  ne  sono  tanto  sicuro  come  sono sicuro che
    l'acqua esce da un recipiente bucato,  mentre invece resta  dentro
    in un recipiente sano.
    Sento che molti condannano questi uomini perch erano tanto pochi.
    Quando  mai i buoni e i coraggiosi furono in maggioranza?  Avreste
    voluto che aspettasse fino a quel momento? finch voi e io fossimo
    sopraggiunti a dargli mano?  Il solo fatto che non avesse  con  s
    canaglia  o  truppa  mercenaria  basterebbe per distinguerlo dagli
    eroi comuni. La sua compagnia era piccola,  davvero,  poich erano
    ben pochi quelli che erano degni di passare l'esame. Ognuno che l
    sacrific  la  sua vita,  al servizio dei poveri e degli oppressi,
    era un uomo scelto,  scelto tra molte migliaia,  se  non  milioni;
    decisamente  era  un  uomo di principi,  di raro coraggio e devota
    umanit,  pronto  a  sacrificare  la  sua  vita  ogni  istante,  a
    beneficio  del  suo  prossimo.  Si pu anche pensare che non ce ne
    fossero molti di pi,  di loro pari,  sotto  questo  rispetto,  in
    tutto  il paese parlo solo dei suoi seguaci - poich il loro capo,
    senza dubbio, percorreva il paese in lungo e in largo, cercando di
    ingrossare il proprio drappello.  Questi soltanto erano  pronti  a
    mettersi  tra  oppressori e oppressi.  Certamente erano gli uomini
    migliori che voi poteste scegliere per impiccare. Quello fu il pi
    grande omaggio che questo paese potesse far loro. Erano maturi per
    la forca.  Questo paese  ha  tentato  per  lungo  tempo  e  ne  ha
    impiccati  molti,  ma mai,  prima d'ora,  aveva trovato gli uomini
    adatti.
    Quando penso a lui e ai suoi sei figli e a  suo  genero,  per  non
    enumerare tutti gli altri,  arruolatisi per questa battaglia,  che
    continuarono freddamente,  reverentemente,  umanamente  quel  loro
    lavoro,  per mesi se non per anni, dormendo e vegliando sempre con
    quello scopo fisso davanti,  continuamente nutrendo quel pensiero,
    senza aspettarsi compensi di sorta se non la coscienza tranquilla,
    mentre  quasi  tutta  l'America era raccolta contro di essi - dico
    ancora che la cosa mi colpisce come spettacolo  sublime.  Se  egli
    avesse avuto un qualsiasi giornale a difendere la "sua causa",  un
    organo - come si dice che, monotono e stanco,  ripetesse sempre lo
    stesso  ritmo  e  poi  facesse  passare  in giro il cappello,  ci
    sarebbe stato fatale per la sua efficienza.  Se  avesse  agito  in
    qualsiasi altra maniera,  in modo che il governo l'avesse lasciato
    fare,  avrebbe potuto destar sospetti.  E' il fatto che il tiranno
    deve  lasciar  posto  a  lui  oppure  lui  al tiranno,  ci che lo
    distingue da tutti i riformatori contemporanei che conosco.
    Era suo credo particolare che un  uomo  ha  tutto  il  diritto  di
    opporsi con la forza allo schiavista, per salvare lo schiavo. Sono
    d'accordo  con  lui.  Quelli  che  sono continuamente offesi dallo
    schiavismo,  hanno diritto a sentirsi offesi per la morte violenta
    dello  schiavista,  ma  essi  solamente,  e  nessun altro;  poich
    saranno assai pi offesi dalla sua vita che dalla sua  morte.  Non
    sar  tanto  presuntuoso  da pensare che chi riesce a liberare gli
    schiavi nella maniera pi rapida, sbaglia metodo. Io parlo per gli
    schiavi quando dico che preferisco  la  filantropia  del  Capitano
    Brown  a  quella  che se non mi uccide neppure per mi libera.  Ad
    ogni modo non penso sia molto sano passare tutta la vita a parlare
    o  scrivere  di  questa  questione,   a  meno  che  non   si   sia
    continuamente  ispirati,  e  io non l'ho fatto.  Un uomo pu avere
    altre cose cui badare. Io non voglio n uccidere n essere ucciso,
    ma posso prevedere circostanze nelle quali tutte e due queste cose
    potrebbero essere inevitabili.  Noi conserviamo la cosiddetta pace
    della  nostra  comunit  compiendo  piccoli  atti di violenza ogni
    giorno.  Guardate il poliziotto con sfollagente e  manette!  e  la
    prigione! e la forca! o il cappellano del reggimento! Noi speriamo
    solo di vivere sicuri,  ai confini di QUESTO esercito provvisorio.
    Cos difendiamo noi stessi e i  nostri  pollai  e  conserviamo  la
    schiavit.  So che la massa dei miei compatrioti pensa che il solo
    uso giusto che si possa fare dei fucili Sharp e  delle  pistole  
    duellare quando insultati da altre nazioni,  o dare la caccia agli
    indiani o sparare a schiavi fuggitivi o altre cose del genere.  Io
    penso  che  una  volta  tanto  i  fucili Sharp e le pistole furono
    impiegati per una giusta causa.  Gli strumenti erano in mano d'uno
    che sapeva usarli.
    La  stessa  indignazione  che si dice abbia ripulito il tempio una
    volta, lo ripulir ancora. La questione non  l'arma ma lo spirito
    con cui la si usa. Finora non  comparso un altro, in America, che
    amasse  altrettanto  i  suoi  simili  e  che  li  trattasse  tanto
    dolcemente.  Egli  viveva per loro.  La sua vita egli la sacrific
    per loro.  Che specie di violenza  mai quella che   incoraggiata
    non dai soldati ma da pacifici cittadini, non tanto da laici ma da
    ministri di Dio,  non da sette combattenti ma da Quaccheri,  e non
    da uomini ma da donne Quacchere?
    Questo evento mi rende noto che esiste un fatto come la morte - la
    possibilit di morire,  per un uomo.  Sembra che nessun  uomo  sia
    morto prima di lui,  in America; perch, per poter morire, bisogna
    prima aver vissuto.  Non credo nel carro funebre,  il drappo e  il
    funerale  che quegli altri hanno avuto.  Non si trattava di morte,
    nel loro caso,  poich non c'era  stata  vita;  solo  marcirono  e
    persero la pelle, in misura maggiore di quanto non fossero marciti
    e non avessero perso la pelle da vivi.  Non fu spezzato il velo di
    nessun tempio,  fu solo scavata una buca da qualche parte.  Che  i
    morti seppelliscano i loro morti.  I migliori di loro si scaricano
    completamente come orologi.  Franklin,  Washington,  furono  fatti
    "passare",  senza morire;  semplicemente, un giorno si comincer a
    sentirne la mancanza. Sento molti che dicono di star per morire, o
    che sono gi morti,  per quanto ne so.  Stupidaggini!  Li sfido  a
    farlo. Non hanno abbastanza vita in se stessi. Essi si dissolvono,
    come  funghi,  e tengono un centinaio di eulogisti a spazzolare il
    luogo dove smisero di consumarsi.  Solo una mezza dozzina circa  
    morta,  dal  giorno che cominci il mondo.  Pensa di star morendo,
    signore? No!  non c' speranza per lei.  Non ha ancora imparato la
    lezione. Deve restare al doposcuola. Facciamo tanto inutile rumore
    per  la pena capitale - perch toglie la vita,  quando non ce n',
    di vita da  togliere.  "Memento  mori"!  Noi  non  capiamo  quella
    sublime  sentenza  che  qualche  illustre  antico si fece scrivere
    sulla pietra tombale.  L'abbiamo  interpretata  come  un  atto  di
    umilt  e  come un piagnucolio;  abbiamo completamente dimenticato
    come si faccia a morire.
    Ma state certi che morirete,  comunque.  Fate il vostro  lavoro  e
    portatelo  a  termine.  Se  saprete  come cominciare saprete anche
    quando finirete.
    Questi uomini, insegnandoci a morire,  ci hanno contemporaneamente
    insegnato  a  vivere.  Se  le azioni e le parole di quest'uomo non
    creano una rinascita,  ci sarebbe la pi severa satira  possibile
    dei  loro  atti  e  delle  loro parole.  E' la miglior notizia che
    l'America abbia mai avuto.  Ha gi  fatto  battere  pi  forte  il
    debole polso del Nord,  e gli ha infuso sangue generoso nelle vene
    e nel cuore, molto pi di quanto potrebbe qualsiasi numero di anni
    di cosiddetta prosperit commerciale e  politica.  Quanti  uomini,
    che  stavano per compiere un suicidio,  hanno ora qualcosa per cui
    vivere!
    Uno scrittore dice che la peculiare monomania  di  Brown  lo  fece
    "temere  dal  Missouri come un essere soprannaturale".  Certo,  un
    eroe in mezzo ai vigliacchi  sempre temuto cos.  E lui  proprio
    un eroe. Egli si mostra superiore alla natura. Ha una scintilla di
    divinit, in se stesso.
    I  giornali  dicono  inoltre che prova della sua pazzia  il fatto
    che pensasse di essere destinato a fare il lavoro che fece  -  che
    non  dubit  di  questo un solo istante.  Ne parlano come se fosse
    impossibile,  al giorno d'oggi,  che un  uomo  avesse  l'"incarico
    divino" di compiere una cosa qualsiasi;  come se voti e religione,
    in rapporto al lavoro giornaliero di qualsiasi uomo, fossero fuori
    moda;  come se agente per la soppressione della schiavit  potesse
    essere  solo qualcuno nominato dal Presidente o da qualche partito
    politico.  Parlano come se la morte d'un uomo fosse un fallimento,
    e la sua vita (di che tipo sia non importa) fosse un successo.
    Quando  penso  a  quale  causa  si  dedic  quest'uomo,  e  quanto
    religiosamente,  e penso poi a quale causa  si  dedichino  i  suoi
    giudici  e  tutti  quelli  che  lo  condannano con tanta ferocia e
    prontezza, vedo che tra l'uno e gli altri corre la stessa distanza
    che c' tra il cielo e la terra.  La somma di ci  che  i  nostri
    "CAPI"  sono  delle  persone innocue,  che sanno BENE di NON avere
    alcun incarico divino ma di essere stati eletti dai voti del  loro
    partito.
    Chi   colui la sicurezza del quale richiede che il Capitano Brown
    venga ucciso?   la sua morte indispensabile a  qualche  Nordista?
    non c' proprio altra risorsa che gettare quest'uomo al Minotauro?
    se non lo desiderate ditelo chiaramente.  Mentre si stanno facendo
    queste cose,  la bellezza se ne sta velata,  la musica  diventata
    una  lugubre menzogna.  Pensate a lui,  alle sue qualit - un uomo
    simile occorrono secoli,  a produrlo,  secoli a capirlo;  non  un
    eroe da operetta,  n il rappresentante d'un partito. Ma  un uomo
    tale che il sole potrebbe non alzarsi pi su questa terra  oscura.
    E' un uomo per costruire il quale fu speso il materiale pi ricco,
    il  diamante pi bello;  un uomo inviato perch fosse il redentore
    degli uomini in cattivit;  e il solo uso che di lui potete fare 
    attaccarlo al capo d'una corda! Voi che dite di addolorarvi per la
    crocifissione di Cristo, pensate a quello che state per fare a chi
    si offr come salvatore a quattro milioni di esseri umani.
    Ogni  uomo  sa  quando   giustificato nelle azioni che compie,  e
    tutti i sapienti del mondo non possono illuminarlo  in  proposito.
    L'assassino sa sempre che la sua punizione  giusta;  ma quando un
    governo toglie la vita a un uomo senza il consenso della coscienza
    di costui,  allora quel governo   troppo  audace,  e  s'incammina
    verso  la  propria  dissoluzione.  E'  forse  impossibile  che  un
    individuo abbia ragione e un governo abbia  torto?  Forse  che  le
    leggi  devono  essere  imposte solo perch furono fatte?  o devono
    essere dichiarate giuste da un qualsiasi numero di uomini,  quando
    questi  sanno  che NON sono giuste?  E' necessario che un uomo sia
    uno strumento per compiere un fatto che  la  sua  natura  migliore
    disapprova?  E'  forse  intenzione  dei legislatori che gli uomini
    GIUSTI  siano  sempre  impiccati?  E  i  giudici  -  devono  forse
    interpretare la legge alla lettera, senza interpretare lo spirito?
    Che  diritto  avete,  VOI,  a  stringere  un  patto con voi stessi
    impegnandovi a fare questo o quello contro la luce che   in  voi?
    Siete   proprio  VOI  che  dovete  DECIDERE,   o  giungere  a  una
    risoluzione qualsiasi,  e non invece accettare le convinzioni  che
    vi sono imposte e che superano la vostra capacit di comprensione?
    Io  non  credo  agli  avvocati,  a  quella  maniera di attaccare o
    difendere un uomo,  perch cos facendo si scende a incontrare  il
    giudice  sul  suo  terreno,  e  in  casi di estrema importanza non
    importa nulla che un uomo rompa una legge  umana  o  no.  Che  gli
    avvocati  decidano  solo  su  casi  di  poco conto.  Gli affaristi
    possono deciderlo da s.  Se fossero gli  interpreti  delle  leggi
    eterne  che  giustamente  legano  l'uomo,  allora  la cosa sarebbe
    diversa.  Ma  una ben ingannevole fabbrica di leggi,  questa  che
    per met  in terra schiava e per met in terra libera!  Che razza
    di leggi per uomini liberi potete aspettarvi?
    Sono qui a perorare la causa di Brown di fronte  a  voi.  Non  sto
    perorando  per  la  sua vita ma per la sua reputazione- per la sua
    vita immortale; e cos ci diventa una causa completamente vostra,
    non pi sua,  per nulla.  Circa milleottocento anni fa  Cristo  fu
    crocifisso;  forse  questa mattina il Capitano Brown fu impiccato.
    Questi due uomini sono i due capi d'una catena  che  non    senza
    anelli. Egli non  il Vecchio Brown - ma un angelo di luce.
    Vedo  ora che era necessario che l'uomo pi coraggioso e umano del
    paese fosse impiccato.  Forse lo cap lui stesso;  quasi  TEMO  di
    poter  sapere che  stato liberato,  poich non credo che una vita
    pi lunga,  se mai QUALSIASI vita,  possa giovare tanto quanto  la
    sua morte.
    "Sviato!"  -  "Chiacchierone!"  -  "Pazzo!"  "Vendicativo!".   Voi
    scrivete  cos,  nelle  vostre  poltrone,  e  cos,  ferito,  egli
    risponde  dal  pavimento  dell'arsenale,   sereno  come  un  cielo
    limpido,  vero come la luce della natura: "Nessuno mi  mand  qui:
    fui spinto da me stesso e dal mio Fattore.  Non mi riconosco alcun
    padrone di forma umana".
    E con che dolce e nobile tono egli continua, rivolgendosi a quelli
    che l'hanno catturato,  che stanno sopra  di  lui:  "Penso,  amici
    miei,  che voi siate gravemente colpevoli verso Dio e l'umanit, e
    che sarebbe perfettamente giusto, per chiunque, opporsi a voi onde
    liberare quelli che coscientemente e malvagiamente voi  tenete  in
    schiavit".
    E parlando del suo movimento: "Nella mia opinione,  il pi grande
    servizio che un uomo possa rendere a Dio.
    Ho  piet  dei  poveri  in  schiavit che non hanno nessuno che li
    aiuti; questa  la ragione per cui io sono qui;  non per animosit
    personale,  vendetta,  o spirito vendicativo.  Io sono dalla parte
    degli oppressi e dei maltrattati,  che  alla  vista  di  Dio  sono
    altrettanto buoni e preziosi di voi. Voi non riconoscete la vostra
    Scrittura, quando la vedete.
    Voglio  che  capiate  che io rispetto i diritti della pi povera e
    pi debole gente di colore, oppressa dal potere schiavista,  nella
    stessa  maniera  che voi rispettate i diritti dei pi ricchi e dei
    potenti.
    Voglio dire,  inoltre,  che fareste meglio - tutti voi,  gente del
    Sud  - a prepararvi per una sistemazione di questa questione,  che
    deve essere sistemata pi presto possibile di quanto  voi  non  vi
    possiate aspettare. Potete liberarvi di me molto facilmente. Ve ne
    siete  gi  liberati  adesso;  ma  la questione deve ancora essere
    risolta - questa questione negra,  voglio  dire.  La  fine  non  
    ancora arrivata".
    Io  prevedo  il  giorno  in  cui  questa scena sar dipinta,  e il
    pittore non cercher pi i propri argomenti nella  storia  romana;
    il poeta la canter;  lo storico la ricorder; e con l'Approdo dei
    Padri Pellegrini e la Dichiarazione d'Indipendenza,  questo quadro
    adorner  qualche  futuro Museo Nazionale;  quando almeno la forma
    presente di  schiavit  non  esister  pi,  qui.  Allora  potremo
    piangere liberamente per il Capitano Brown. Allora, e solo allora,
    noi ci vendicheremo.



    NOTE.
    NOTA 1: Gli abolizionisti.
    NOTA 2: Ethan Allen (1738-1789), eroe della Rivoluzione Americana.
    John  Stark  (1728-1822),  ufficiale  delle  truppe rivoluzionarie
    americane.
    NOTA  3:  J.  Buford,  colonnello  schiavista,   contemporaneo  di
    Thoreau.
    NOTA 4: Bande irregolari schiaviste.
    NOTA  5:  Clement  L.   Vallandigham  (1820-1871).  Uomo  politico
    dell'Ohio,  si oppose violentemente alla politica che  port  alla
    Guerra Civile. Divenne noto come capo dei "Copperheads" ("Teste di
    Rame"), i "Democratici della Pace".
    NOTA  6:  Riferimento a un famoso episodio della guerra di Crimea,
    durante la quale, a Balaklava (Sebastopoli), il 25 Ottobre 1854 la
    cavalleria inglese venne decimata dai russi,  avendo  caricato  le
    postazioni  d'artiglieria  del  nemico  in  obbedienza a un ordine
    inesatto.
    NOTA 7: Israel Putnam (1718-1790), soldato del Massachusetts, capo
    delle truppe del Connecticut durante  la  Ribellione  di  Pontiac.
    Maggiore  generale a Bunker Hill,  venne pi tardi esonerato dalla
    carica per insubordinazione.
    NOTA 8: Henry Wilson, uomo politico del New Hampshire.
    NOTA 9: Il "Liberator" era un giornale antischiavista, di Boston.
    NOTA 10: Robert J. Walker, democratico dello Stato del Mississipi.
    NOTA 11: Per la "Magna  carta"  (1215),  nessun  uomo  libero  pu
    essere  giudicato  da  una  giuria  non  formata da uomini del suo
    rango.
    NOTA 12: J.  M.  Mason (1798-1871),  progett la legge contro  gii
    schiavi fuggitivi (1850).
    NOTA   13:  Si  trattava  d'un  Comitato  Cittadino  per  l'Ordine
    Pubblico.  Organizz,  tra  l'altro,  la  "Ferrovia  Sotterranea",
    organizzazione  per  aiutare i negri che,  dal Sud,  fuggivano nel
    Nord.
    COMMENTI SU HENRY THOREAU.


    NATHANIEL HAWTHORNE.
    ...  Non  una persona facile.   Davanti a lui ci si  vergogna  di
    avere soldi, di possedere due cappotti, persino d'avere scritto un
    libro  che sar letto da molti - a tal punto il suo modo di vita 
    critico di ogni altro modo di vita approvato.
    (in "Nathaniel Hawthorne" di E. Mather, lettera a Lord Houghton).

    RALPH WALDO EMERSON.
    ... Era un piacere e un privilegio passeggiare con lui.  Conosceva
    la  campagna  come  una  volpe  o un uccello,  e la percorreva con
    altrettanta  libert,   seguendo  sentieri  suoi  propri.   Sapeva
    riconoscere  ogni  orma nella neve,  ogni impronta sul terreno,  e
    indovinare quale creatura avesse percorso quel sentiero  prima  di
    lui...  Ogni fenomeno naturale lo interessava nella stessa misura.
    Il suo profondo intuito individuava  l'affinit  delle  leggi  che
    governano  la  natura:  di  nessun altro genio potrei dire che con
    tanta prontezza sapesse risalire  dal  fatto  singolo  alla  norma
    universale.  I  suoi  occhi  erano  aperti  alla bellezza,  le sue
    orecchie alla musica...  scopriva suggestioni poetiche nel  ronzio
    dei fili telegrafici... Ora, se il suo genio fosse stato puramente
    contemplativo,  egli si sarebbe attagliato perfettamente alla vita
    che si scelse, ma la sua energia e la sua abilit pratica facevano
    s che sembrasse nato per grandi imprese, destinato al comando;  e
    tale    il mio rimpianto per lo spreco delle sue rare doti d'uomo
    d'azione,  che non posso  fare  a  meno  di  considerare  come  un
    difetto,  in lui, la mancanza d'ambizione. In assenza della quale,
    invece di costruire per tutta l'America,  si ridusse a  capeggiare
    una spedizione di erboristi.
    Piantare fagioli,   vero,  pu essere utile, una volta o l'altra,
    al fine di impiantare imperi ma, se passano gli anni,  e si tratta
    sempre e soltanto di fagioli!...
    (dall'orazione funebre in morte di Thoreau pubblicata in "Atlantic
    Monthly", n. 10, agosto 1862).

    HENRY MILLER.
    A  malapena  mezza dozzina di nomi nella storia americana hanno un
    significato per me. Il nome di Thoreau  uno di essi.  Penso a lui
    come a un genuino rappresentante dell'America,  un tipo umano che,
    ahim,  abbiamo cessato di coniare.  Non  affatto un democratico,
    nel  senso che noi oggi diamo alla parola.  E' quello che Lawrence
    chiamerebbe un "aristocratico dello spirito", ossia quel rarissimo
    esemplare che  un individuo autentico.  Lo potremmo  con  maggior
    precisione  definire  anarchico  che  socialista  o  comunista.  E
    tuttavia non aveva interesse per la politica; apparteneva a quella
    categoria  di  uomini  che,  se  soltanto  fossero  pi  numerosi,
    provocherebbero  la caduta naturale di ogni governo...  Il segreto
    della sua influenza ancor viva, ancora operante,  molto semplice.
    Era  un  uomo  di  principi  in  cui  pensiero   e   comportamento
    collimavano perfettamente. Si assumeva tutta la responsabilit dei
    suoi  gesti  come  delle  sue  parole.  Il termine compromesso non
    entrava nel suo vocabolario. L'America, malgrado la sua condizione
    privilegiata,  ha prodotto soltanto un piccolo gruppo di uomini di
    questo  calibro.  E  la  ragione   ovvia: uomini come Thoreau non
    furono  mai  in  accordo  con  le  tendenze  del  proprio   tempo.
    Simboleggiano  un'America  lontana dall'essere nata oggi quanto lo
    era nel 1776 o ancor prima. Scelsero la via difficile invece della
    facile. Credettero in se stessi soprattutto,  non si preoccuparono
    del giudizio dei vicini,  n esitarono a sfidare il governo quando
    era in gioco la giustizia...  La nozione stessa di  "disobbedienza
    civile" per esempio,  oggi  impensabile (tranne in India,  forse,
    dove Gandhi ha usato il  saggio  di  Thoreau  come  manuale  nella
    campagna  a  favore  della  resistenza passiva).  Chi,  nel nostro
    paese,  osasse assumere l'atteggiamento di  Thoreau  di  fronte  a
    qualche  problema  cruciale  del nostro tempo,  sarebbe condannato
    senza dubbio alla prigione a vita.  E non  ci  sarebbe  nessuno  a
    difenderlo,  come  Thoreau difese il nome e la reputazione di John
    Brown.
    (Preface  to  Three  Essays  by  Henry  David  Thoreau,   Stanford
    University, James Ladd Delkin, 1946).

    ABE FORTES.
    ...  Thoreau offre un esempio del rifiuto ad accettare globalmente
    l'autorit dello  stato.  Sosteneva  d'essere  disposto  a  pagare
    alcune tasse specifiche, ma non una tassa globale a un governo che
    tollerava  la  schiavit.  Respingeva  il principio secondo cui il
    singolo  deve  dare  il  proprio  appoggio  a  tutte  le  attivit
    governative,  anche a quelle a cui egli  vigorosamente contrario.
    E asseriva il  diritto  di  scegliere  personalmente  quali  tasse
    pagare  e  quali  no;  di  decidere  quale  tassa fosse moralmente
    giustificata e quale non lo fosse... La posizione di Thoreau non 
    lontana da quella assunta da Joan Baez e da altri che  rifiutarono
    di  pagare  le  tasse  federali,  devolute  al finanziamento della
    guerra in Vietnam.  Ma la posizione di Thoreau era meno selettiva.
    Il  principio  da  lui  affermato  si  applicava  a tutti gli atti
    governativi   eccetto   quelli   che    incontrassero    la    sua
    approvazione...
    (Concerning  Dissent  and  Civil  Disobedience,  The  New American
    Library, 1968).

    MARCEL PROUST.
    Leggete le pagine ammirevoli  di  "Walden".  E'  come  se  uno  le
    leggesse  in  se  stesso  tanto  emergono  dal  fondo della nostra
    esperienza intima...
    (Lettres  la Comtesse de Noailles, 1904).

    GANDHI.
    Il satyagraha  letteralmente  indica  la  completa  adesione  alla
    Verit, e dunque significa forza della Verit. La Verit  l'anima
    o  spirito,   e  dunque  il  satyagraha    definito  anche  forza
    dell'anima.  Esso esclude l'uso della  violenza  poich  l'uomo  
    incapace  di  conoscere  la  verit  assoluta,  e dunque non ha il
    diritto di punire.  Il termine satyagraha fu coniato in Sud Africa
    per  distinguere  la resistenza non-violenta degli indiani del Sud
    Africa dalla contemporanea "resistenza passiva" delle  suffragette
    e di altri. Il satyagraha non  concepito come un'arma del debole.
    La  resistenza  passiva  intesa  nel  senso  letterale del termine
    inglese  la caratteristica sia del  movimento  delle  suffragette
    che della lotta dei non-conformisti. La resistenza passiva  stata
    concepita ed  considerata come un'arma del debole.  Sebbene eviti
    la violenza, strumento di cui il debole non pu servirsi, essa non
    ne esclude completamente l'uso nel caso  che  a  giudizio  di  chi
    pratica la resistenza passiva, la situazione lo richieda. Tuttavia
    la  resistenza  passiva    sempre stata distinta dalla resistenza
    armata,  e la sua pratica un  tempo  fu  prerogativa  dei  martiri
    cristiani.
    La  disobbedienza  civile    la  violazione  civile  delle  leggi
    immorali e oppressive.  L'espressione,  a quanto  mi  risulta,  fu
    coniata  da Thoreau per indicare la sua resistenza contro le leggi
    di uno stato schiavista.  Egli ha lasciato un'opera magistrale sul
    dovere  della  disobbedienza  civile.  Ma Thoreau forse non era un
    vero  campione  della  non-violenza.  Probabilmente  inoltre  egli
    limit  la  sua  violazione  delle leggi alla legge sulle entrate,
    ossia al pagamento delle  tasse.  Al  contrario  la  disobbedienza
    civile  come  fu  praticata  nel  1919 comportava la violazione di
    tutte le leggi oppressive e immorali. Essa significava porsi fuori
    legge  in  modo  civile,  ossia  non-violento.  Il  seguace  della
    disobbedienza  civile  si  esponeva  alle  sanzioni previste dalla
    legge e si  sottometteva  di  buon  grado  all'incarcerazione.  La
    disobbedienza civile  una parte del satyagraha.
    La  non-collaborazione  implica  fondamentalmente  il  rifiuto  di
    collaborare con lo stato che a giudizio  del  seguace  della  non-
    collaborazione   diventato corrotto,  ed esclude la disobbedienza
    civile di tipo totale sopra descritta. Per la sua stessa natura la
    non-collaborazione pu essere  praticata  anche  dai  bambini  che
    hanno   appena  l'et  della  ragione  e  pu  essere  agevolmente
    praticata dalle  masse.  La  disobbedienza  civile  presuppone  la
    disposizione a obbedire spontaneamente alle leggi,  non per timore
    delle  sanzioni  che  esse  prevedono.   Essa  dunque  pu  essere
    praticata  solo  come  mezzo estremo e,  almeno in una prima fase,
    soltanto  da   pochi   elementi   selezionati.   Anche   la   non-
    collaborazione,  come  la  disobbedienza  civile,   una parte del
    satyagraha,  che comprende ogni forma di  resistenza  non-violenta
    per l'affermazione della Verit.
    ("Young India", 23 marzo 1921).
    2.  Sull'ahimsa  come  atto positivo d'amore e sulla disobbedienza
    civile come concreta espressione di esso.
    L'ahimsa a mio parere deve essere interpretato non puramente  come
    un'espressione  negativa  che  indica la volont di non nuocere ad
    alcuno, ma come un'espressione positiva di amore, della volont di
    fare il bene anche di chi commette  il  male.  Ci  non  significa
    tuttavia  aiutare  chi commette il male a continuare le sue azioni
    immorali o tollerare  queste  ultime  passivamente.  Al  contrario
    l'amore, espressione positiva dell'ahimsa, richiede che si resista
    a colui che commette il male dissociandosi da lui, anche se questo
    pu offenderlo o arrecargli dei danni fisici.  Cos, se mio figlio
    conduce una vita immorale, io non devo aiutarlo a perseverare.
    
