"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Romeo e Giulietta
Traduzione di Silvano Sabbadini


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



ESCALO, .Principe di Verona.
MERCUZIO, .giovane parente del Principe e amico di Romeo.
PARIDE, .un giovane conte, parente del Principe.
PAGGIO .del conte Paride.

MONTECCHI, .capo di una famiglia veronese in lite coi Capuleti.
DONNA MONTECCHI
ROMEO, .figlio di Montecchi.
BENVOLIO, .nipote di Montecchi e amico di Romeo e Mercuzio.
ABRAMO, .un servo dei Montecchi.
BALDASSARRE, .servitore di Romeo.

CAPULETI, .capo di una famiglia veronese in lite coi Monteccbi.
DONNA CAPULETI
GIULIETTA, .figlia di Capuleti.
TEBALDO, .nipote di Donna Capuleti.
CUGINO DI CAPULETI, .un vecchio gentiluomo.
NUTRICE, .serva dei Capuleti, balia di Giulietta.
PIETRO, .servo dei Capuleti al servizio della nutrice.
SANSONE, GREGORIO, ANTONIO, PENTOLACCIA, .Servi: di casa Capuleti.

FRATE LORENZO, FRATE GIOVANNI: .dell'Ordine Francescano.
.Uno speziale, di Mantova
Tre musici. (Simon Corda, Ugo Archetto, Giovanni Spartito)
.Guardie della ronda notturna, cittadini di Verona, maschere, portatori di torce, paggi, servi.
CORO



		L'ECCELLENTISSIMA
	E LAMENTEVOLISSIMA TRAGEDIA
		DI ROMEO E GIULIETTA

/:/PROLOGO



.Entra il coro..

CORO
	Nella bella Verona s'apre la nostra scena,
	dove fra due famiglie di pari nobilt
	da un rancore antico s'arriva a una novella lotta,
	Che fraterne mani sporca di sangue fraterno.
	E dalla carne fatale di questi due nemici
	nasce una coppia d'amanti sotto cattiva stella,
	la cui pietosa vicenda seppellir, coi loro corpi,
	anche l'odio dei genitori.
	La paurosa avventura d'un amore mortale,
	l'odio continuo dei padri, che nulla pot far cessare
	se non la morte dei figli, ecco la storia
	che per due ore occuper la scena.
	E se ci ascolterete con pazienza, a ci che qui manca
	a nostra fatica si sforzer di riparare. (.Esce..)

/:/ATTO I



.Scena I


.Entrano Sansone e Gregorio, della casa dei Capuleti, con spade e scudi..

SANSONE
Gregorio, parola mia, non ci porteremo via degli insulti.

GREGORIO
Certo che no, saremmo dei facchini altrimenti.

SANSONE
Voglio dire, se andiamo in collera, fuori le spade.

GREGORIO
Sicuro, finch vivi, tieni la testa fuori dal collare.

SANSONE
Colpisco velocemente, io, se mi provocano.

GREGORIO
Ma non sei veloce a farti provocare.

SANSONE
Mi basta un cane di casa Montecchi, e mi si muove tutto dentro.

GREGORIO
Se esser coraggiosi vuol dire restar fermi, muoversi vuol dire che sei pronto a scappare.

SANSONE
Un cane di quella casa mi muover a restar fermo. Star sempre dalla parte del muro davanti a qualsiasi Montecchi.

GREGORIO
Ecco, lo vedi che sei un debole schiavo: sono i pi deboli a essere messi al muro.

SANSONE
 vero.  per questo che le donne, che sono i vasi pi deboli, son sempre spinte contro il muro. Io caccer gli uomini dei Montecchi dal muro, e ci spinger contro le loro ragazze.

GREGORIO
Ma la lite  tra i nostri capi e noi che siamo i loro uomini.

SANSONE
Non m'importa. Far il tiranno: e dopo aver combattuto gli uomini sar civile con le ragazze e le far tutte fuori.

GREGORIO
Farai fuori le ragazze?

SANSONE
S, le far fuori o me le far tutte. Prendila nel senso che vuoi.

GREGORIO
Loro lo prenderanno cos come lo sentiranno.

SANSONE
Me mi sentiranno finch sar capace di star ritto, e lo sanno tutti che sono un bel pezzo di carne.

GREGORIO
E ti va bene che non sei un pesce, se lo fossi, saresti un baccal. Tira fuori il tuo arnese... sta arrivando gente di casa Montecchi.

.Entrano due altri servi .(.Abramo e Baldassarre.).

SANSONE
La mia spada  nuda, sguainata. Comincia tu a litigare, io ti star alle spalle.

GREGORIO
Vuoi dire che volti le spalle e scappi?

SANSONE
Non aver paura.

GREGORIO
No, perbacco! Paura di te!

SANSONE
Non mettiamoci contro la legge: lasciamo che comincino loro.

GREGORIO
Passandogli davanti, gli lancer un'occhiataccia. La prendano come vogliono.

SANSONE
O come osano. Io mi morder un dito davanti a loro, sar una vergogna se non reagiranno.

ABRAMO
Ve lo mordete per noi quel dito, signore?

SANSONE
Io mi mordo il dito, signore.

ABRAMO
Ma lo fate per noi?

SANSONE
Se dico di s, siamo ancora nella legalit?

GREGORIO
No.

SANSONE
No signore, non lo faccio per voi. Per continuo a mordermi il dito, signore.

GREGORIO
Volete litigare, signore?

ABRAMO
Litigare? No, signore.

SANSONE
Perch se volete, signore, son qui che vi aspetto. Servo un padrone che non  inferiore al vostro.

ABRAMO
Neanche migliore, per.

SANSONE
Va bene, signore.

.Entra Benvolio..

GREGORIO
Digli di s, che  migliore: sta arrivando un parente del padrone.

SANSONE
E invece s, migliore del vostro.

ABRAMO
Siete un bugiardo.

SANSONE
Fuori le spade, se siete uomini. E tu, Gregorio, pronto col tuo fendente. .Combattono..

BENVOLIO
Dividetevi, sciocchi, mettete via le spade, non sapete quello che fate.

.Entra Tebaldo..

TEBALDO
	E che, ti fai trascinare a duello da vili servi?
	Voltati, Benvolio, e guarda in faccia la tua morte.

BENVOLIO
	Cercavo solo di metter pace. Rinfodera la spada,
	o usala con me, per dividere costoro.

TEBALDO
	Come, parli di pace con la spada in pugno?
	Odio quella parola come odio l'inferno, te e tutti i Montecchi.
	Fatti sotto, vigliacco. .Combattono..

.Entrano tre o quattro cittadini armati di picche e bastoni..

CITTADINI
	Bastoni, picche, mazze! Forza! Picchiateli! Abbasso i Capuleti! Abbasso i Montecchi!

.Entrano il veccbio Capuleti, in veste da camera, e Donna Capuleti..

CAPULETI
Cos' questo fracasso? Uno spadone, datemi uno spadone!

DONNA CAPULETI
Dategli una stampella piuttosto! Cosa vuoi fartene d'una spada!

.Entrano il vecchio Montecchi e Donna Montecchi..

CAPULETI
	La mia spada, ho detto! Arriva il vecchio Montecchi,
	e agita la sua lama per umiliarmi!

MONTECCHI
	Tu, maledetto Capuleti! Non mi tenere, lasciami!

DONNA MONTECCHI
	Non ti lascer muovere un passo per cercar nemici.

.Entra il Principe Escalo col suo seguito..

PRINCIPE
	Voi, sudditi ribelli, nemici della pace, che profanate le spade
	con il sangue cittadino - ehi voi, non volete ascoltarmi?
	Dico a voi, uomini, bestie, capaci di spegnere il fuoco
	della vostra rabbia pericolosa nelle rosse fontane
	che sgorgano dalle vostre vene!
	Se non volete esser torturati,
	aprite quelle mani piene di sangue
	e lasciate cadere quelle armi maldirette:
	ascoltate la condanna del vostro Principe sdegnato!
	Gi tre scontri, nati da parole piene di vento,
	per colpa tua, vecchio Capuleti, e tua, vecchio Montecchi,
	hanno per tre volte disturbato la quiete delle nostre strade,
	e costretto gli anziani di Verona a deporre i loro abiti severi
	per impugnare armi, vecchie come le loro mani
	e ormai arrugginite dalla pace, al fine di dividervi,
	voi, arrugginiti nei vostri odi.
	Se mai disturberete ancora le nostre strade,
	la vostra vita sar il prezzo della pace distrutta.
	Per questa volta, via tutti.
	Voi, Capuleti, verrete via adesso con me, e voi, Montecchi,
	venite questo pomeriggio al vecchio castello di Villafranca,
	dove amministriamo la giustizia,
	cos saprete ufficialmente ci che ho deciso su questo caso.
	Adesso, e lo ripeto per l'ultima volta,
	tutti gli uomini se ne vadano via, pena la morte.
.Escono .(.tutti tranne Montecchi, Donna Montecchi e Benvolio.).

MONTECCHI
	Chi ha riaperto questa vecchia lite? Su, nipote,
	parlate, non eravate qui forse quando  iniziata?

BENVOLIO
	I servi del vostro nemico e i vostri
	erano gi in piena lotta prima che io arrivassi.
	Ho estratto la spada per dividerli, ma proprio in quell'istante
	 arrivato il ribollente Tebaldo che, con la spada sguainata,
	ha cominciato a gridarmi parole di sfida,
	agitando la lama sopra la testa e colpendo il vento,
	che, incolume, gli rispondeva con fischi di schemo.
	E mentre ci scambiavamo affondi e colpi,
	si fece avanti un mucchio di gente
	schierandosi chi di qua, chi di l,
	finch arriv il Principe, che divise i due gruppi.

DONNA MONTECCHI
	Oh, dov' Romeo? L'avete visto oggi?
	Sono contenta che non sia stato coinvolto in questa rissa.

BENVOLIO
	Signora, un'ora prima che il sole benedetto
	s'affacciasse alla dorata finestra d'oriente,
	come un'angoscia mi spinse fuori a passeggiare,
	e proprio l, in quel boschetto di sicomori che crescono folti
	nella parte occidentale della citt, lo vidi,
	anche lui insonne, e gli andai incontro.
	Ma non appena mi scorse, si nascose tra gli alberi.
	Io, pensando che la sua malinconia fosse come la mia,
	che mi spinge a cercare luoghi dove nessuno pu trovarmi,
	detestando persino la compagnia di me stesso,
	m'abbandonai alla mia depressione lasciando lui alla sua,
	volentieri sfuggendo chi mi sfuggiva.

MONTECCHI
	S, molte mattine  stato visto l,
	ad aumentare con le sue lacrime la fresca rugiada del mattino
	o ad aggiungere nubi alle nubi, coi suoi profondi sospiri;
	e non appena il sole che tutto rallegra comincia a scostare
	nel lontano oriente le tende ombreggianti dal letto d'Aurora,
	lui dalla luce fugge via, e furtivamente torna a casa,
	questo mio figlio angosciato, e l s'imprigiona nella sua stanza,
	dove, chiudendo la finestra, lascia fuori la beffa luce del giorno
	per crearsi da solo una notte artificiale.
	E quest'umor nero gli sar fatale, se un giusto consiglio
	non riuscir a curarne la causa.

BENVOLIO
	E la conoscete la causa voi, mio nobile zio?

MONTECCHI
	Non la conosco, e neanche riesco a farmela dire da lui.

BENVOLIO
	Avete provato in tutti i modi?

MONTECCHI
	Sia io che molti altri amici abbiamo provato;
	ma lui confida solo a se stesso le sue pene,
	e non dico che sia un buon consigliere;  cos chiuso in s,
	cos lontano dall'aprirsi o dal mostrarsi,
	come il bocciuolo di un fiore, morso da un verme invidioso,
	prima di stendere all'aria i suoi petali dolci
	per offrire al sole la propria bellezza.
	Se solo conoscessimo la sorgente dei suoi affanni,
	ben volentieri faremmo quanto in nostro potere
	per dar loro rimedio.

.Entra Romeo..

BENVOLIO
	Guardate, ecco che viene. Fatevi da parte, per piacere;
	mi far dire quello che l'addolora,
	o, almeno, lo metter a dura prova.

MONTECCHI
	Mi auguro che la tua determinazione sia cos fortunata
	da ottenere in cambio la verit.
	Venite, Signora, andiamocene.
.Escono .(.Montecchi e Donna Montecchi.).

BENVOLIO
	Buon giorno, cugino.

ROMEO
	 ancora cos presto?

BENVOLIO
	Sono appena suonate le nove.

ROMEO
	Povero me! Come paiono lunghe le ore tristi.
	Era mio padre quello che cos in fretta se n' scappato?

BENVOLIO
	Proprio lui. Ma quale tristezza rende lunghe le ore di Romeo?

ROMEO
	Non aver ci che, se avuto, le rende veloci.

BENVOLIO
	Sei innamorato?

ROMEO
	No, sono senza.

BENVOLIO
	Sei senza amore?

ROMEO
	Senza l'amore di quella che amo.

BENVOLIO
	Peccato che l'amore, in apparenza cos gentile,
	sia poi di fatto cos prepotente e sgarbato.

ROMEO
	Peccato che l'amore la cui vista  bendata
	debba senz'occhi trovare la via al suo desiderio.
	Dove andiamo a cena? Ma povero me! Cosa  successo qui?
	Non occorre che tu me lo dica, ho gi sentito tutto.
	Ci si d molto da fare con l'odio, qui, ma pi ancora con l'amore.
	Oh, amore rissoso, odio amoroso, cosa per prima nata dal nulla,
	pesante leggerezza, vanit pensosa,
	caos deforme di forme all'apparenza armoniose,
	plumbea piuma, fumo lucente, gelido fuoco,
	sanit malata, sonno dagli occhi aperti,
	capace di non essere ci che ,
	questo  l'amore che io sento,
	senza sentire il minimo amore in questo.
	Non ti fa ridere?

BENVOLIO
	No cugino, mi fa piangere.

ROMEO
	O cuore gentile, perch?

BENVOLIO
	Per il tormento del tuo cuore gentile.

ROMEO
	E perch mai? Sono i consueti tormenti dell'amore.
	Gi una mia pena mi pesa in petto,
	e tu ci vuoi aggiungere la tua:
	quest'amore che tu mi dimostri
	aggiunge altra pena al troppo mio dolore.
	L'amore  una nebbia che si forma col vapore dei sospiri:
	se si dirada, diventa un fuoco sfavillante negli occhi degli amanti;
	se s'addensa, un oceano gonfio delle loro lacrime.
	Che altro? Una saggia follia, una bile capace di soffocare,
	una dolcezza capace di guarire.
	Addio, cugino mio.

BENVOLIO
	Un momento, vengo anch'io, mi fai un torto
	se mi lasci cos.

ROMEO
	Scusa, non sono pi in me, sono come assente.
	Non  Romeo questo che vedi,  da un'altra parte, lui.

BENVOLIO
	Ma dimmi, senza scherzare, chi  che ami?

ROMEO
	Vuoi forse che te lo dica piangendo?

BENVOLIO
	Piangendo? Certo no, ma dimmelo senza scherzare.

ROMEO
	Diresti forse a un moribondo di far testamento
	senza scherzare? Sarebbe indelicato parlar cos
	a uno gravemente ammalato. In tutta seriet,
	cugino, amo una donna.

BENVOLIO
	Avevo quasi fatto centro a pensarti innamorato.

ROMEO
	Proprio un bel tiratore! Ed  bella quella che amo.

BENVOLIO
	Un bel bersaglio, mio bel cugino, si colpisce meglio.

ROMEO
	E qui invece hai sbagliato colpo.
	Perch lei sfugge alle frecce di Cupido, ha la furbizia di Diana,
	e, ben chiusa nell'armatura salda della sua castit,
	vive serena e lontana da quello spuntato arco infantile.
	Ella fugge gli assedi delle parole d'amore,
	schiva gli assalti degli sguardi
	ed il suo grembo non apre neanche all'oro,
	che, pure, seduce anche i santi.
	Ricchissima nella sua bellezza, solo in questo  povera,
	che una volta morta,
	la sua ricchezza morir con la sua bellezza.

BENVOLIO
	Ha dunque fatto voto di castit?

ROMEO
	S, e cos risparmiandosi ha fatto un enorme spreco,
	perch la bellezza,
	lasciata a digiuno d'amore per eccesso di severit,
	deruba il futuro dell'eredit del suo splendore.
	 troppo bella, troppo astuta, troppo astutamente bella
	per meritare il paradiso condannandomi all'inferno.
	Giurando di non amare, mi fa vivere come morto,
	io, che ormai, vivo solo in questo racconto.

BENVOLIO
	Dammi retta, dimenticati di pensarla.

ROMEO
	Insegnami dunque a dimenticare di pensare.

BENVOLIO
	Devi dare libert ai tuoi occhi:
	guarda altre bellezze.

ROMEO
	Ma questo  il modo migliore per far s che lei,
	di tutte pi bella, mi torni sempre alla mente.
	Queste maschere cos felici di poter baciare i volti delle signore,
	con il loro color nero ci fanno pensare
	ai candori che nascondono. Chi  cieco
	non pu dimenticare il prezioso tesoro della vista perduta.
	Mostrami una donna d'insuperablle bellezza, e cosa sar per me
	questa sua belt se non una pagina dove leggere di lei,
	che  ancora pi bella? Addio, non sei certo tu
	che puoi insegnarmi a dimenticare.

BENVOLIO
	Tenter d'insegnartelo, o morir in debito. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Capuleti, Paride e un servo..

CAPULETI
	Ma Montecchi  legato come me alla stessa promessa,
	minacciato dalla stessa pena. Non credo sia difficlle,
	per due vecchi come noi, restare in pace.

PARIDE
	Siete entrambi di nobile rango,  un peccato
	che cos a lungo siate vissuti in discordia.
	Ma ditemi, signore, come rispondete alla mia domanda?

CAPULETI
	Semplicemente ripetendo quello che vi ho gi detto.
	Mia figlia non ha esperienza del mondo, non ha ancora
	visto quattordici anni interi: lasciamo che altre due estati
	vedano disseccato il proprio fulgore
	prima di giudicarla matura per le nozze.

PARIDE
	Pure, ragazze pi giovani di lei son gi madri felici.

CAPULETI
	Gi, presto maritate, presto rovinate.
	Tranne lei, la terra ha gi inghiottito tutte le mie speranze,
	e Giulietta  rimasta adesso l'unica padrona
	della mia terra e delle mie speranze.
	Ma corteggiatela pure, gentile Paride, conquistate il suo cuore.
	La mia volont  soltanto un accessorio della sua decisione:
	se lei  d'accordo, dentro la sua scelta
	sar il mio consenso e il mio pieno accordo.
	Stasera, secondo un'antica tradizione, c' una festa a casa mia,
	cui ho invitato gli amici che amo, e voi fra quelli.
	Aumentatene il numero con la vostra presenza, sar la pi cara.
	Nella mia povera casa potrete vedere stanotte calpestare la terra
	quelle stelle che son solite illuminare l'oscurit del cielo.
	Quell'ardore che sentono i giovani vigorosi quando Aprile,
	tutto in ghingheri, sta ormai per raggiungere lo zoppicante inverno,
	quel piacere d'essere tra freschi germogli femminili,
	lo proverete stanotte, a casa mia.
	Ascoltatele tutte, guardatele tutte, e innamoratevi
	di quella il cui merito vi sembrer superiore,
	dopo averle tutte osservate, mia figlia compresa,
	contata per uno ma non valutata per prima.
	Su, venite con me. (.Al servo..) E tu, ragazzo, arranca
	per tutta la bella Verona, trova le persone
	i cui nomi sono qui scritti e riferisci che stasera
	la mia gioia e quella di casa mia dipendono da loro.
.Escono. (.Capuleti e Paride.).

SERVO
Trova le persone i cui nomi sono scritti qui.  scritto che il calzolaio debba occuparsi del suo metro, il sarto della forma delle scarpe, il pescatore del pennello e il pittore delle reti; ma me mi mandano a trovare le persone i cui nomi sono scritti qui, e io i nomi che ha scritto chi ha scritto qui non sapr mai trovarli. Devo trovare uno che abbia studiato. Forza!

.Entrano Benvolio e Romeo..

BENVOLIO
	Su, caro mio, un fuoco ne divora un altro,
	un dolore s'attenua quando un dolore pi grande addolora,
	e se girando ti viene il capogiro, dovrai girare in senso contrario.
	Una pena disperata viene curata dal languore di un'altra.
	Prendi qualche nuova infezione all'occhio
	e l'acre veleno della malattia precedente morir.

ROMEO
	La foglia di piantaggine  eccellente per questo.

BENVOLIO
	Per che cosa, scusami?

ROMEO
	Per il tuo stinco, se  rotto.

BENVOLIO
	Sei impazzito?

ROMEO
	No, ma sono legato peggio di un pazzo, chiuso in prigione,
	tenuto a digiuno, frustato, torturato, e...
	Buona sera, buon uomo.

SERVO
Dio vi dia una buona sera. Vi, prego, signore, sapete leggere?

ROMEO
	S, so leggere la mia sorte nella mia sventura.

SERVO
Forse l'avete imparato senza libri. Ma vi prego, sapete leggere tutto quello che vedete?

ROMEO
	S, se conosco le lettere e la lingua.

SERVO
Siete sincero; statevi bene.

ROMEO
Aspetta, amico, so leggere. .Legge la lettera..
	.Il Signor Martino con moglie e figlie;
	Il Conte Anselmo e le sue graziose sorelle;
	La vedova. Utruvio;
	Il Signor Placenzio e le sue belle nipoti;
	Mercuzio e suo fratello Valentino;
	Mio zio Capuleti, con moglie e figlie;
	La mia bella nipote Rosalina con Livia;
	Il Signor Valenzio e suo cugino Tebaldo;
	Lucio e la vivace Elena..
Proprio una bella compagnia. E dove dovrebbero venire?

SERVO
Su.

ROMEO
A cenare dove?

SERVO
In casa nostra.

ROMEO
La casa di chi?

SERVO
Quella del mio padrone.

ROMEO
Gi; avrei dovuto chiederti subito chi .

SERVO
E io ve lo dico prima che me lo chiediate. Il mio padrone  il ricco Capuleti, e se voi non siete un Montecchi, potete venire pure voi per un bicchiere di vino. Statevi bene. .Esce..

BENVOLIO
	A questa festa tradizionale dei Capuleti
	cena la bella Rosalina di cui sei cos innamorato,
	e con lei tutte le bellezze famose di Verona.
	Vacci anche tu, e con occhio imparziale confronta
	il suo viso con quelli che ti mostrer,
	e ti convincer che il tuo cigno  un corvo.

ROMEO
	Quando la religiosa devozione del mio occhio
	creder a una simile menzogna,
	si trasformino pure le mie lacrime in fuoco,
	e questi eretici trasparenti dei miei occhi che,
	spesso sommersi, non annegarono mai,
	siano ora arsi vivi come s'addice ai bugiardi.
	Una donna pi bella del mio amore!
	Anche il sole, che tutto ha veduto,
	non ha mai visto una bellezza simile dall'inizio del mondo.

BENVOLIO
	Ma via! ti pare cos bella perch mai l'hai vista tra le altre,
	e sulla bilancia dei tuoi occhi lei  stata misurata con se stessa.
	Ma metti su quei due piatti di cristallo
	da una parte il tuo amore e dall'altra qualche altra ragazza
	che ti indicher alla festa, risplendente,
	e ti sembrer mediocre quella che ora
	ti pare la migliore.

ROMEO
	Verr. Ma non per vedere il tuo splendore,
	quanto per gioire del mio. (.Escono..)

/:/Scena III


.Entrano Donna Capuleti e la Nutrice..

DONNA CAPULETI
	Nutrice, dov' mia figlia? Falla venire da me.

NUTRICE
	L'ho gi chiamata, ve lo giuro sulla verginit
	dei miei dodici anni. Agnellino, coccinella!
	Dio la protegga. Dov' questa bimba? Ehi, Giulietta!

.Entra Giulietta..

GIULIETTA
	Che c'? Chi mi vuole?

NUTRICE
	Vostra madre.

GIULIETTA
	Signora, son qui, cosa volete?

DONNA CAPULETI
	Ecco cosa voglio - e tu, nutrice, lasciaci,
	dobbiamo parlarci da sole. O forse no, resta,
	ripensandoci,  meglio che tu ci senta.
	Tu sai che mia figlia ha una certa et...

NUTRICE
	Beh, posso dirne l'et senza sbagliare di un'ora.

DONNA CAPULETI
	Deve compiere i quattordici.

NUTRICE
	Scommetto quattordici dei miei denti... Anche se,
	con dolore, devo ammettere che me ne restano solo quattro.
	Deve compiere i quattordici... quanto
	manca alla festa del raccolto?

DONNA CAPULETI
	Pi o meno quindici giorni.

NUTRICE
	Un po' pi un po' meno, quando di tutti i giorni dell'anno
	o sar arrivata la notte della vigilia della festa,
	lei avr quattordici anni. Lei e Susanna
	- Dio conceda pace a tutte le anime dei cristiani -
	avevano la stessa et. Beh, Susanna  ora con Dio,
	era troppo buona, per me. Ma, stavo dicendo,
	la notte della vigilia lei compir quattordici anni,
	ci giurerei, non ho dubbi io, me lo ricordo bene...
	Sono passati undici anni da quel terremoto,
	e fu proprio allora, tra tutti i giorni dell'anno
	che cominciai a toglierle il latte, mica me lo dimentico, io,
	che mi ero messa dell'assenzio sul capezzolo,
	e me ne stavo seduta al sole, appoggiata a un muro,
	sotto la colombaia. Voi e vostro marito eravate a Mantova.
	Ho una buona memoria, io, ma, come dicevo,
	appena sent l'assenzio sul capezzolo, poverina,
	della mia tetta, e lo sent amaro,
	bisognava vederla, come cominci a strapazzarmela tutta,
	la mia mammella, una furia, e la colombaia "scappa", disse,
	ma non ce n'era bisogno, ve l'assicuro, di ordinarmelo.
	E son passati gi undici anni, che stava gi in piedi, lei,
	da sola, per Dio, che se ne correva e sgambettava
	da tutte le parti, e il giorno prima s'era rotta qui la testa,
	e mio marito, Dio l'abbia in gloria, era un tipo allegro lui,
	la tir su e le disse, ehi, cadi sulla pancia?
	Quando sarai pi furba cadrai sulla schiena, eh, Giulietta?
	E lei, per la madonna, smise di piangere, quella birbantella,
	e disse "s"! E pensare come uno scherzo pu diventare vero!
	Vivessi mille anni, non la dimenticherei mai,
	quella scena. "Cadrai sulla schiena, eh, Giulietta?",
	e lei, la stupidina, "s", e smise di piangere.

DONNA CAPULETI
	Ne ho abbastanza, ti prego, stai zitta.

NUTRICE
	S, signora, certo, ma non ce la faccio a non ridere,
	se ripenso a come smise di piangere, e disse "s",
	e, ve lo giuro, aveva un bozzo sulla fronte,
	come un testicolo di galletto, una botta pericolosa s'era presa,
	e non la smetteva pi di piangere, ma quando mio marito
	"Ehi", le disse, "sei caduta sulla pancia? Quando
	sarai pi grande imparerai a cadere sulla schiena,
	non  vero, Giulietta?" lei "s" disse,
	e smise subito di piangere.

GIULIETTA
	E smettila anche tu, ti prego, balia, dico io.

NUTRICE
	Basta, ho finito, Dio ti protegga,
	eri la bambina pi bella che ho mai allattato.
	Potessi vivere tanto da vederti sposata,
	non desidero altro.

DONNA CAPULETI
	Sposata, ecco, proprio di matrimonio
	ero venuta a parlare. Dimmi, figlia mia,
	Giulietta, cosa ne pensi di sposarti?

GIULIETTA
	 un onore che non sogno neanche.

NUTRICE
	Un onore! Ecco! Non fossi stata l'unica ad allattarti,
	lo direi forte, che te lo sei succhiato dalle mie tette, il senno.

DONNA CAPULETI
	Beh,  ora che ci pensi, al matrimonio,
	perch qui a Verona, anche pi giovani di te,
	e di buona famiglia, sono gi madri.
	Se non sbaglio i conti, io stessa ero gi tua madre
	quando avevo gli anni che hai tu ora. Insomma,
	a farla breve, il nobile Paride vuole te per il suo amore.

NUTRICE
	Un uomo, ragazza mia! Un uomo, mia signora,
	che tutto il mondo... bello come una statua.

DONNA CAPULETI
	L'estate di Verona non ha fiore cos bello.

NUTRICE
	S, un fiore, proprio, un fiore...

DONNA CAPULETI
	Che ne dici, potresti amare questo gentiluomo?
	Stanotte lo vedrai, alla nostra festa;
	leggi il libro del suo viso, e vedrai che delizie
	ha l scritto la penna della bellezza.
	Guarda come vanno d'accordo le sue fattezze,
	come una renda l'altra felice, e se qualcosa
	ti sembra oscuro in quel libro,
	lo trovi spiegato a margine nei suoi occhi.
	Questo prezioso volume d'amore, questo amante slegato,
	rilegato diverr ancora pi bello.
	Il pesce si nasconde nel mare, ed  motivo d'orgoglio
	per una bella cosa nascondere dentro di s una bellezza.
	Agli occhi di molti, un libro ha pi valore
	se fermagli d'oro racchiudono la sua storia dorata.
	Cos tu, possedendolo, avrai tutto ci che lui possiede
	senza perdere nulla di te stessa.

NUTRICE
	Perdere? Aumentare, invece.
	Gli uomini fanno ingrossare le donne.

DONNA CAPULETI
	Dimmi, in breve, gradisci l'amore di Paride?

GIULIETTA
	Vedr di gradirlo, se il vedere pu accendere il piacere,
	ma non lascer che il mio occhio scagli frecce
	con pi forza di quanto il vostro consenso
	non permetta loro di volare.

.Entra un servo..

SERVO
Signora, sono arrivati gli invitati, la cena  servita e tutti chiedono di voi, di Giulietta, in cucina maledicono la Nutrice e c' confusione dappertutto. Devo andare a servi-re. Vi prego, venite subito. .Esce..

DONNA CAPULETI
	Eccomi, eccomi. Giulietta, il conte ti aspetta.

NUTRICE
	Va', ragazza mia, e trova notti felici per i tuoi giorni felici.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Romeo, Mercuzio, Benvolio, con cinque o sei altri in maschera, e portatori di torce..

ROMEO
	E dunque, faremo un discorso per scusarci?
	O entriamo senza tante storie?

BENVOLIO
	Le formalit son fuori moda, ormai.
	Basta coi Cupidi bendati da una sciarpa,
	con l'arco alla tartara, di legno dipinto,
	che fan paura alle signore come spaventapasseri,
	e basta con quelle entrate fatte
	borbottando il prologo a memoria con l'aiuto
	del suggeritore. Lasciamo che ci giudichino pure come vogliono,
	noi faremo per loro un ballo veloce, e via!

ROMEO
	Datemi una fiaccola: non ho voglia di ballare,
	cupo come sono, mi far bene portare la luce.

MERCUZIO
	No, gentile Romeo, siamo qui per farti ballare.

ROMEO
	No, non io, credetemi. Voi avete scarpe da ballo,
	con l'anima di raso; io ho un'anima di piombo
	che m'inchioda al suolo cos da non potermi muovere.

MERCUZIO
	Sei un amante, prendi in prestito le ali di Cupido
	e con esse vola oltre ogni normale limite.

ROMEO
	Mi ha ferito troppo gravemente la sua freccia
	perch possa alzarmi sulle sue piume leggere,
	e cos, limitato, non posso saltare oltre l'altezza
	d'una ottusa pena d'amore. Schiacciato
	dal pesante fardello dell'amore, affondo.

MERCUZIO
	Come? Per affondare nell'amore dovresti schiacciarlo.
	Saresti un peso troppo grosso per una cosa cos tenera.

ROMEO
	 cosa tenera l'amore?  duro, rozzo,
	villano, prepotente, capace di pungere come una spina.

MERCUZIO
	Se l'amore  duro con te, tu sii duro con l'amore,
	Rendigli puntura per puntura, e vedrai come s'affloscer.
	Datemi qualcosa per coprirmi il viso:
	una maschera sulla mia maschera!
	Che m'importa se un occhio curioso vorr
	scoprire le mie bruttezze? Ecco qui
	la faccia mostruosa che arrossir per me.

BENVOLIO
	Su, bussiamo ed entriamo. Poi, una volta dentro,
	ognuno si affider alle sue gambe.

ROMEO
	Datemi una fiaccola. Chi ha il cuore leggero
	faccia il solletico con le suole alle stuoie insensibili,
	per me valga invece il vecchio detto,
	terr il candeliere e star a vedere.
	La partita  pi bella che mai, ed io ho finito.

MERCUZIO
	Non si muove foglia, come dice la sentinella!
	E se non ti muove pi nessuna voglia,
	con tutto il rispetto per l'amore che ti opprime,
	ci penseremo noi a tirarti fuori da questo concime!
	Su, vieni, stiamo facendo luce al giorno.

ROMEO
	No, non  cos.

MERCUZIO
	Voglio dire, Romeo, che perdendo tempo, consumiamo
	inutilmente le nostre luci, accendiamo luci di giorno.
	Cogli l'intenzione buona, perch c' cinque volte pi buon senso
	nelle nostre intenzioni che una volta sola nei nostri cinque sensi.

ROMEO
	E infatti  con buone intenzioni che andiamo a questa festa,
	anche se il buon senso ci direbbe di non andarci.

MERCUZIO
	Perch, si pu sapere?

ROMEO
	Ho fatto un sogno, stanotte.

MERCUZIO
	Anch'io ho sognato.

ROMEO
	E che hai sognato?

MERCUZIO
	Che spesso i sognatori mentono.

ROMEO
	Quelli che sono addormentati a letto sognano cose vere.

MERCUZIO
	Ah, vedo che la Regina Mab  venuta a trovarti,
	lei, che tra le fate  la levatrice, e viene,
	non pi grande d'un'agata al dito d'un consigliere,
	tirata da un equipaggio d'invisibili creature
	fin sul naso di chi giace addormentato.
	Il suo cocchio  un guscio di nocciola
	lavorato dallo scoiattolo falegname o dal vecchio lombrico,
	da tempo immemorabde carrozzieri delle fate.
	I raggi delle ruote sono fatti con le lunghe zampe dei ragni,
	la capote con ali di cavalletta,
	le redini con la ragnatela pi sottile,
	le bardature con umidi raggi di luna,
	la frusta con l'osso d'un grillo, la sferza d'impercettiblle filo,
	il cocchiere  un moscerino dalla grigia livrea,
	pi piccolo della met del vermetto tondo
	colto dal dito delle fanciulle pigre.
	Su questo cocchio, notte dopo notte, galoppa nelle menti degli amanti
	riempendole di sogni amorosi;
	oppure eccola sulle ginocchia dei cortigiani,
	che subito sognano riverenze;
	o sulle dita degli avvocati, che sognano allora parcelle;
	o sulle labbra delle donne, che sognano baci,
	e che invece spesso, la perfida Mab ricopre di bollicine,
	adirata per l'alito che sente di dolciumi.
	Altre volte galoppa sul naso d'un gentiluomo di corte,
	e quello in sogno sente allora il sapore d'una supplica ben ricompensata;
	oppure s'avvicina, con la coda d'un porcellino della decima,
	a sfiorare il naso d'un curato addormentato,
	e costui subito sogna un benefizio ancor pi grasso;
	altre volte, col suo cocchio, si spinge sul collo d'un soldato
	suscitando sogni di gole tagliate, d'imboscate,
	d'assalti e di lame di Toledo,
	di brindisi in coppe profonde cinque tese;
	poi, all'improvviso,  sempre lei
	che gli fa risuonare il tamburo nell'orecchio,
	svegliandolo di colpo,
	e lui apre l'occhio, impaurito, bestemmia una preghiera o due,
	quindi, assonnato, ricade addormentato.
	Ed  la stessa Mab che di notte intreccia le criniere dei cavalli,
	facendo coi loro luridi crini nodi d'elfi
	che a scioglierli porta grave sventura.
	 lei la strega che se trova vergini supine
	le copre, insegnando loro come sopportare un peso,
	rendendole donne di buon portamento.  lei...

ROMEO
	Basta, basta, Mercuzio, calma.
	Tu parli di nulla.

MERCUZIO
	 vero, parlo dei sogni, io, figli d'una mente oziosa,
	generati da un'inutile fantasia
	fatta d'una sostanza tenue come l'aria
	e pi incostante del vento,
	che spasima ora per il gelido grembo del nord,
	ma poi, gonfia di rabbia,
	si svolge sbuffando verso un nuovo amore,
	il sud umido di rugiada.

BENVOLIO
	Questo vento, di cui parli, ci porta via da noi stessi:
	la cena sar gi finita e noi arriveremo troppo tardi.

ROMEO
	O troppo presto, invece. Perch il mio cuore predice
	qualche sciagura ancora appesa alle stelle
	che proprio stanotte, durante questa festa,
	comincer amaramente la sua durata paurosa,
	e segner la fine della vita spregevole chiusa nel mio petto
	con qualche vile scacco di morte prematura.
	Ma colui ch' al timone della mia rotta
	diriga il mio cammino,
	Avanti, ragazzi, andiamo.

BENVOLIO
	E tu suona, tamburino!

/:/Scena V


.Marciano attraverso il palcoscenico, mentre vengono avanti i servitori portando tovaglioli..

PRIMO SERVO
Dov' Pentolaccia, che non ci aiuta a sparecchiare? Mai che cambi un piatto, che sgrassi un tagliere!

SECONDO SERVO
Quando la pulizia  nelle mani di un paio di persone che non si lavano mai le mani, la faccenda diventa sporca.

PRIMO SERVO
Leva gli sgabelli, sposta la credenza, e stai attento all'argenteria. E, se mi sei amico, mettimi da parte un po' di marzapane, se poi mi vuoi davvero bene, avverti il portiere di lasciar entrare Susanna la Mola e Nella... ehi, Antonio, e tu, Pentolaccia!

TERZO SERVO
Eccomi qua, ragazzi, sono pronto.

PRIMO SERVO
Vi cercano, vi chiamano, vi desiderano, vi vogliono, l nel salone.

QUARTO SERVO
Non possiamo mica essere di qua e di l insieme! Allegri, su, e svelti: chi campa di pi prende tutto.
.Escono. (.i servitori.).

.Entrano. (.Capuleti, Donna Capuleti, Giulietta, Tebaldo, la Nutrice e.) .tutti, ospiti e dame, andando incontro alle maschere..

CAPULETI
	Benvenuti, signori! Le dame che non soffrono
	per i calli vorranno fare un ballo con voi!
	Ah, mie care, chi di voi potr ora rifiutare un ballo?
	Chi far la mammoletta  perch, lo giuro,
	ha i piedi a barchetta! Colpite, eh?
	Benvenuti, signori! Li ho conosciuti anch'io i tempi
	quando andavo ai balli in maschera e sussurravo
	favole dolci alle orecchie delle belle signore,
	che le gradivano: ma  tutto finito, passato, passato!
	Benvenuti, signori! E voi, musici, suonate!
	Largo, largo, fate spazio, e voi, ragazze, forza!
.La musica suona e ballano..
	Su, altre luci, birboni, ripiegate i tavoli.
	E spegnete il camino, c' ormai troppo caldo...
	Ah, diamine, questa festa improvvisata sta venendo proprio bene.
	Ecco, qui, sedete, caro cugino Capuleti,
	sia voi che io abbiamo passato il tempo delle danze!
	Quanti anni son passati dall'ultima volta
	che voi e io abbiamo indossato le maschere?

CUGINO CAPULETI
	Per la Madonna, trent'anni!

CAPULETI
	Non  possibile, amico mio; di meno, di meno!
	 solo dal matrimonio di Lucenzio,
	e corra veloce come vuole la Pentecoste,
	ne son passati solo venticinque: fu allora
	che ci mettemmo le maschere.

CUGINO CAPULETI
	Sono di pi, di pi! Suo figlio ha di pi, mio caro,
	suo figlio ha trent'anni.

CAPULETI
	Non me lo dire!
	Era sotto tutela solo due anni fa.

ROMEO
	Chi  quella donna che arricchisce la mano
	di quel cavaliere?

SERVO
	Non lo so, signore.

ROMEO
	Oh, ella insegna alle torce a bruciare con pi luce!
	Sembra pendere sulla guancia della notte
	come un gioiello splendente dall'orecchio di un etiope;
	una bellezza troppo ricca per l'uso,
	troppo preziosa per la terra.
	Una colomba di neve in un branco di corvi,
	cos  lei tra le sue compagne. Finito il ballo
	guarder dove si mette, e, toccando la sua,
	render felice la mia rozza mano.
	Ha forse mai amato, sinora, il mio cuore?
	Negatelo, occhi, perch mai, sino a stanotte,
	avevo visto la vera bellezza.

TEBALDO
	Dalla voce mi pare un Montecchi! Portami
	la mia spada, ragazzo. (.Esce un ragazzo..) Ma come, quel verme
	osa venire qui col volto grottescamente coperto
	per prenderci in giro mentre festeggiamo?
	Per la nobilt e l'onore del mio casato,
	colpirlo a morte non lo ritengo un peccato!

CAPULETI
	Che c' adesso, nipote, cosa ti rannuvola?

TEBALDO
	Zio, questo  un Montecchi, un nostro nemico,
	un maledetto, che  qui venuto stanotte
	a dissacrare la nostra festa.

CAPULETI
	Non  il giovane Romeo?

TEBALDO
	 proprio lui, il maledetto Romeo.

CAPULETI
	Calmati, mio caro, e lascialo in pace:
	si comporta da vero gentiluomo,
	e tutta Verona, a dire ll vero, vanta in lui
	un giovane pieno di virt e gentilezza.
	Per tutte le ricchezze di questa citt
	non accetterei che gli fosse fatto del male
	in casa mia. Calmati, allora, non badare a lui,
	io voglio cos, e se tu mi rispetti,
	sii di buon umore, e caccia via questi cipigli
	che non si addicono a una festa.

TEBALDO
	S, s, si addicono, quando un nemico
	si traveste da ospite. Non lo sopporter.

CAPULETI
	Lo sopporterai. Ehi, mio buon ragazzo!
	Ripeto, lo sopporterai. Andiamo, sono io
	il padrone di casa, o tu? Via,
	altro che sopportarlo, per Dio, vorresti
	suscitare una rissa in casa mia, tra i miei ospiti,
	fare il galletto, prender decisioni...

TEBALDO
	Ma, zio,  una vergogna.

CAPULETI
	Via, via, vai, vai... Sei un insolente,
	non  vero? Ma te lo farei pagar caro,
	uno scherzo cos. So quello che faccio.
	Osare contraddirmi, hai scelto proprio il momento giusto...
	Bravi, amici miei, avete ballato benissimo...
	Sei un presuntuoso, ma adesso basta, su, o...
	Pi luce, pi luce...  una vergogna, te la far
	finire io... allegri, allegri, ragazzi miei!

TEBALDO
	La pazienza imposta, mescolandosi contro natura
	con una collera irrefrenabile,
	rende tutta tremante la mia carne.
	Me ne andr via: ma questa intrusione,
	che ora sembra dolce,
	si muter in amarissimo fiele. .Esce..

ROMEO
	Avessi profanato con la mia mano indegna
	questo sacro santuario, rimedio al mio peccato:
	queste mie labbra, pellegrini rossi di vergogna,
	con un bacio correggono quel tocco indelicato.

GIULIETTA
	Buon pellegrino, la vostra mano giudicate con pi calma,
	che solo umile devozione, in fondo, ha mostrato:
	anche i santi hanno mani che i pellegrini han toccato,
	e chi torna dal Santo Sepolcro usa unire palma a palma.

ROMEO
	Non hanno labbra i santi? e i devoti palmieri?

GIULIETTA
	S pellegrino, ma le devono usare in devozione.

ROMEO
	Oh cara santa, lascia allora che le labbra imitino la preghiera delle mani,
	se non vuoi che la fede si muti in disperazione.

GIULIETTA
	Non si muovono i santi,
	anche quando ascoltano le altrui preghiere.

ROMEO
	E allora resta immobile, mentre colgo il frutto
	delle mie preghiere. (.La bacia..) Cos le tue labbra
	cancellano il peccato dalle mie.

GIULIETTA
	Allora le mie labbra hanno il peccato che han tolto.

ROMEO
	Il peccato dalle mie labbra? Oh, colpa dolcemente denunziata.
	Ridammi il mio peccato. (.La bacia di nuovo..)

GIULIETTA
	Tu baci a regola d'arte.

NUTRICE
	Giulietta, vostra madre vuole parlarvi.

ROMEO
	Chi  sua madre?

NUTRICE
	Come, ragazzo mio, sua madre  la padrona di casa,
	una buona signora, saggia e virtuosa.
	Io ho allevato sua figlia, con cui avete parlato sino ad ora,
	e vi posso dire che chi se la prender
	avr roba sonante.

ROMEO
	 una Capuleti? Che terribile prezzo dovr pagare.
	Debbo la vita a una nemica.

BENVOLIO
	Su, andiamocene, la festa  al culmine.

ROMEO
	S, lo temo proprio, il resto sar il mio tormento.

CAPULETI
	Fermatevi, non andatevene cos, signori,
	abbiamo ancora da offrirvi un piccolo desinare.
.Gli dicono qualcosa all'orecchio..
	Ho capito, se  cos, vi ringrazio tutti,
	vi ringrazio, signori, buona notte. Portate delle torce, qui.
	Avanti, andiamocene a letto! Ah, perdiana, in fede mia, si fa
	io vado a riposarmi. [tardi,
(.Escono Capuleti, Donna Capuleti, gli ospiti, i gentiluomini e le maschere..)

GIULIETTA
	Vieni qui, balia: chi  quel gentiluomo?

NUTRICE
	Il figlio e l'erede del vecchio Tiberio.

GIULIETTA
	E chi  quello che sta uscendo adesso?

NUTRICE
	Vergine! Credo che sia il giovane Petruccio.

GIULIETTA
	E l'altro, dietro a lui, che non ha mai ballato?

NUTRICE
	Non lo so.

GIULIETTA
	Va a domandargli il nome. Se  sposato
	la tomba sar forse il mio letto nuziale.

NUTRICE
	Il suo nome  Romeo, ed  un Montecchi,
	l'unico figlio del vostro grande nemico.

GIULIETTA
	Il mio unico amore nato dal mio unico odio! Uno sconosciuto
	troppo presto visto e troppo tardi conosciuto!
	Nascita d'amore tra le pi strane e rare,
	che un odioso nemico io debba amare.

NUTRICE
	Cosa dici? cosa succede?

GIULIETTA
	Sono dei versi appena imparati,
	da uno con cui ho ballato.
.Una voce dall'interno: ."Giulietta".

NUTRICE
	Eccoci, eccoci, su, svelta, se ne sono andati via tutti. .Escono..

/:/ATTO II



..Prologo.


(.Entra.) .il Coro..

CORO
	 adesso la passione antica sul suo letto di morte,
	e un nuovo sentimento aspira ad esserne erede;
	la bella per cui l'amante piangeva e voleva morire,
	paragonata alla tenera Giulietta non  pi bella.
	Ora Romeo  amato e ama a sua volta,
	incantati entrambi dai reciproci sguardi,
	anche se lui deve lamentarsi con chi crede sua nemica,
	e lei rubare la dolce esca dell'amore da ami terribili.
	Creduto nemico, egli non pu avvicinarla
	per sussurrarle quelle promesse che gli amanti son soliti giurare,
	e per lei, ugualmente innamorata,  ancor pi difficile
	incontrarsi in qualche posto col suo nuovo amore.
	Ma la passione presta loro la forza, il tempo i mezzi, per incontrarsi,
	mitigando disagi estremi con dolcezze estreme. (.Esce..)

/:/Scena I


.Entra Romeo da solo..

ROMEO
	Come posso andare avanti, se il mio cuore  qui?
	Torna indietro stupida argilla, e trova il tuo centro.
(.Si ritira..)

.Entrano Benvolio e Mercuzio..

BENVOLIO
	Romeo! Cugino mio, Romeo! Romeo!

MERCUZIO
	 un furbone, scommetto sulla mia vita
	che se ne  scappato a casa ed  gi a letto.

BENVOLIO
	Correva da questa parte, e l'ho visto saltare il muro
	di questo giardino. Chiamalo ancora, Mercuzio.

MERCUZIO
	Far di pi, lo evocher:
	tu, Romeo, malinconico, pazzo innamorato,
	appari sotto forma d'un sospiro,
	di' una rima soltanto, e sar soddisfatto.
	Esala un semplice "Ahim", accoppia un "cuore" con "amore",
	trova una dolce parola per comare Venere,
	e un soprannome per il suo cieco figlio ed erede,
	il nudo, vagabondo Cupido, giovane da secoli,
	che fece centro quando il re Cofetua s'innamor
	della bella mendicante. Non sente, non si muove,
	non risponde. Dev'essere morto quello scemo,
	dovr evocarlo davvero: ti prego,
	per gli occhi luminosi di Rosalina, per la sua fronte alta
	e le sue labbra scarlatte, per i suoi piedini,
	per le sue lunghe gambe e le sue cosce eccitate,
	per quei territori l confinanti, ti prego,
	riprendi le tue forme e compari davanti a noi!

BENVOLIO
	Se ti sente lo farai arrabbiare.

MERCUZIO
	Non pu arrabbiarsi per quello che dico.
	Avrebbe ragione se nel centro della sua amata
	facessi drizzare un qualche spirito estraneo,
	e l lo lasciassi eretto finch lei l'avesse sfinito
	ed esorcizzato, sgonfiandolo.
	Allora potrebbe lamentarsi, non per la mia evocazione,
	che  onesta e leale: ho invocato la sua donna,  vero,
	ma per costringere lui a tirar fuori la lesta.

BENVOLIO
	Vieni, si deve esser nascosto tra quegli alberi
	per unirsi all'umida notte.
	Il suo amore  cieco, gli si addice l'oscurit.

MERCUZIO
	Se l'amore  cieco, non arriver mai a bersaglio.
	Romeo sar seduto sotto un nespolo, a sognare
	che la sua bella gli dia quel frutto che le fanciulle
	quando sole ridono tra loro chiamano nespola:
	oh, Romeo, fosse lei una nespola aperta e tu il suo cetriolo!
	Buona notte Romeo, mi ritiro sulla mia branda.
	Questo letto da campo  troppo freddo per dormirci.
	Vieni, Benvolio, andiamocene!

BENVOLIO
	Andiamocene pure,  inutile cercare
	chi non vuol farsi trovare.
.Escono. (.Benvolio e Mercuzio.).

/:/Scena II


.Romeo si fa avanti..

ROMEO
	Ride delle cicatrici chi non  mai stato ferito.
(.In alto appare Giulietta..)
	Ma, piano, quale luce erompe da quella finestra?
	 l'oriente, e Giulietta  il sole! Oh, sorgi bel sole,
	e uccidi la luna invidiosa che  gi malata e pallida di rabbia,
	perch tu, sua ancella, di lei sei tanto pi bella.
	Non servirla pi, quell'invidiosa: la sua vestale
	porta il malsano costume verde indossato solo dai buffoni.
	Gettalo via! Oh, se sapesse che  la mia donna,
	il mio amore! Oh se lo sapesse!
	Ella parla, pur senza dire parola. Com' mai possibile?
	Sono i suoi occhi a parlare, e io risponder loro.
	Sono troppo ardito. Non  a me che parla.
	Due tra le stelle pi luminose del cielo, dovendo assentarsi,
	supplicano i suoi occhi di voler brillare
	al loro posto sin che abbiano fatto ritorno.
	E se i suoi occhi fossero in quelle sfere,
	e le stelle sul suo volto? Le sue guance luminose
	farebbero allora vergognare quelle stelle,
	come il giorno fa impallidire la luce di una torcia.
	E i suoi occhi, in cielo, scorrerebbero nella regione dell'aria
	con un tale splendore che gli uccelli,
	credendo finita la notte, riprenderebbero a cantare.
	Guarda come appoggia la guancia alla sua mano:
	potessi essere io il guanto di quella mano,
	e poter cos toccare quella guancia!

GIULIETTA
	Ahim!

ROMEO
	Ma parla...
	Oh, d ancora qualcosa, angelo splendente,
	cos glorioso in questa notte, lass, sopra la mia testa,
	come un messaggero alato del cielo quando abbaglia
	gli occhi stupiti dei mortali, che si piegano all'indietro
	per guardarlo varcare le nubi che si gonfiano pigre,
	e alzare le vele nel grembo dell'aria.

GIULIETTA
	Oh Romeo, Romeo, perch sei tu Romeo?
	Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome,
	oppure, se non vuoi, giura che sei mio
	e smetter io d'essere una Capuleti.

ROMEO
	Devo ascoltare ancora, o rispondere subito?

GIULIETTA
	 solo il tuo nome che m' nemico, e tu sei te stesso
	anche senza chiamarti Montecchi. Cos' Montecchi?
	Non  una mano, un piede, un braccio, un volto,
	o qualunque parte di un uomo. Prendi un altro nome!
	Cos' un nome? Ci che chiamiamo rosa,
	con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo,
	cos Romeo, se non si chiamasse pi Romeo,
	conserverebbe quella cara perfezione che possiede
	anche senza quel nome. Romeo, getta via il tuo nome,
	e al suo posto, che non  parte di te, prendi tutta me stessa.

ROMEO
	Ti prendo in parola.
	Chiamami amore e sar il mio nuovo battesimo:
	ecco, non mi chiamo pi Romeo.

GIULIETTA
	Chi sei tu che cos avvolto nella notte
	inciampi nei miei pensieri?

ROMEO
	Con un nome non so dirti chi sono:
	il mio nome, sacra creatura, mi  odioso
	in quanto tuo nemico.
	L'avessi qui scritto, strapperei la parola.

GIULIETTA
	Ancora le mie orecchie non hanno bevuto
	cento parole della tua voce, e gi ne riconoscono il suono.
	Non sei tu Romeo, un Montecchi?

ROMEO
	N Romeo n Montecchi, amor mio, se ti dispiacciono.

GIULIETTA
	Dimmi come sei arrivato qui, e perch?
	I muri del giardino sono alti, difficili da scalare,
	e questo posto, col nome che porti,
	significa morte per te, se mai ti trovassero.

ROMEO
	Sulle ali leggere dell'amore ho superato queste mura:
	non ci sono limiti di pietra che possano impedire il passo all'amore,
	e ci che l'amore pu fare, l'amore ossa tentarlo.
	Ecco perch i tuoi parenti non mi possono fermare.

GIULIETTA
	Se ti vedono ti uccideranno.

ROMEO
	Ahim, c' pi pericolo nei tuoi occhi
	che in venti delle loro spade. Guardami con dolcezza
	e sar corazzato contro il loro odio.

GIULIETTA
	Per tutto il mondo, non vorrei ti vedessero qui.

ROMEO
	Ho il mantello della notte per nascondermi ai loro occhi,
	ma se tu non mi ami, lascia pure che mi trovino qui.
	Preferirei che la mia vita finisse per il loro odio
	che prorogare la morte senza il tuo amore.

GIULIETTA
	Come hai fatto a scoprire questo luogo?

ROMEO
	 stato l'amore che per primo mi ha spinto a cercarlo.
	Lui mi ha prestato consiglio, io gli ho prestato i miei occhi.
	Non sono certo un pilota di nave, ma se tu fossi lontana da me
	quanto quella vasta spiaggia bagnata dal mare pi lontano,
	io mi ci avventurerei per una merce cos preziosa.

GIULIETTA
	Sai che la maschera della notte  sul mio viso,
	altrimenti un rossore verginale tingerebbe le mie guance
	per ci che m'hai sentito dire stanotte.
	Davvero, vorrei rispettare le forme, davvero, davvero cancellare
	ci che mi  uscito di bocca, ma ormai, addio cerimonie!
	Mi ami davvero? So che mi dirai di s
	e che io ti creder.
	Ma so che se anche giuri potresti ingannarmi.
	Giove, dicono, sorride agli spergiuri degli amanti.
	Perci, dolce Romeo, se mi ami, dillo davvero,
	oppure, se credi che con troppa facilit
	mi sia lasciata vincere, far la ritrosa e la cattiva,
	dir dei no, cos tu potrai corteggiarmi;
	ma non lo farei altrimenti, per niente al mondo.
	In verit, bel Montecchi, sono troppo innamorata,
	e tu pensa pure che io sia troppo leggera, ma vedrai, mio gentile,
	mi dimoster pi sincera di quelle pi esperte nel far le ritrose.
	Avrei dovuto mostrarmi pi cauta, lo ammetto,
	ma d'altra parte, prima che me ne rendessi conto,
	tu hai sentito la mia ardente confessione d'amore;
	quindi, scusami, e non attribuire la mia troppo facile resa
	alla leggerezza di questo amore che l'ombra della notte
	ti ha rivelato.

ROMEO
	Giulietta, per quella sacra luna lass, che copre
	d'argento le cime del frutteto, ti giuro...

GIULIETTA
	Oh, non giurare sulla luna, la luna incostante,
	che ogni mese cambia la sua orbita
	se no il tuo amore sar altrettanto mutevole!

ROMEO
	Su cosa dovr giurare allora?

GIULIETTA
	Non giurare per niente, o se vuoi, giura
	su te stesso, il dio che il mio cuore idolatra,
	e ti creder.

ROMEO
	Se il sacro amore del mio cuore...

GIULIETTA
	No, non giurare. Anche se ho gioia di te,
	questo patto, stanotte, non mi d gioia:
	 troppo rischioso, spericolato, improvviso,
	troppo simile al lampo, gi passato prima che uno
	possa dire "lampeggia". Mio caro, buona notte!
	Questo bocciuolo d'amore, maturandosi al soffio dell'estate,
	sar forse un fiore stupendo quando ci rivedremo.
	Buona notte, buona notte. Dolce riposo e pace
	scendano sul tuo cuore, come quelli che ho nel petto.

ROMEO
	Ah, mi lascerai cos, insoddisfatto?

GIULIETTA
	E che soddisfazione vorresti, stanotte?

ROMEO
	Scambiarci la promessa d'un amore fedele.

GIULIETTA
	Il mio amore te l'ho gi dato prima che me lo chiedessi,
	eppure vorrei dovertelo dare di nuovo.

ROMEO
	Vorresti riaverlo indietro? E perch mai, amor mio?

GIULIETTA
	Solo per esser generosa e dartelo un'altra volta;
	in realt desidero solo ci che gi possiedo.
	La mia generosit  sconfinata come il mare,
	e come lui  profondo il mio amore: pi ne do a te
	pi ne possiedo, perch sono entrambi infiniti.
	Ma sento qualche rumore in casa.
	Caro amore, addio.
(.La Nutrice chiama dall'interno..)
	Subito, cara nutrice - Dolce Montecchi, sii fedele:
	aspetta un poco, ritorner. (.Esce Giulietta..)

ROMEO
	Oh notte benedetta, felice notte! Temo,
	essendo notte, che tutto non sia che un sogno,
	troppo dolce e lusinghiero per essere vero...

.Giulietta si riaffaccia..

GIULIETTA
	Tre parole, caro Romeo, e poi buona notte davvero.
	Se l'intenzione del tuo amore  onorevole,
	e mi vuoi come sposa, fammi sapere domani,
	da qualcuno che cercher di mandarti,
	dove e quando vorrai celebrare il rito,
	e io deporr ai tuoi piedi la mia sorte
	e ti seguir mio signore, per tutto il mondo.

NUTRICE (.Da dentro..)
	Signora.

GIULIETTA
	Arrivo, subito... ma se le tue intenzioni non sono serie,
	ti supplico...

NUTRICE (.Da dentro..)
	Signora.

GIULIETTA
	S, s, vengo...
	Smetti di tentarmi, e lasciami al mio dolore.
	Domani ti mander qualcuno.

ROMEO
	Sull'anima mia!

GIULIETTA
	Mille volte buona notte! (.Giulietta esce..)

ROMEO
	Mille volte cattiva, la notte, ora che manca la tua luce.
	L'amore corre verso l'amore come gli scolari fuggono dai libri,
	ma amore che lascia amore  andare a scuola con la faccia triste.

.Si riaffaccia Giulietta..

GIULIETTA
	Ehi, Romeo, ehi! Oh se avessi la voce del falconiere
	per richiamare questo dolce falcone!
	Chi  prigioniero  rauco e non pu alzare la voce,
	altrimenti saprei far crollare la caverna dove sta Eco
	e far diventare pi roca della mia la sua voce d'aria,
	a furia di ripetere il nome del mio Romeo.

ROMEO
	 la mia anima che chiama il mio nome.
	Che dolce suono d'argento ha di notte la voce degli amanti,
	come la pi languida delle musiche
	per l'orecchio che l'ascolta.

GIULIETTA
	Romeo.

ROMEO
	Mio piccolo falconetto.

GIULIETTA
	A che ora domani
	dovr mandarti il mio messaggero?

ROMEO
	Alle nove.

GIULIETTA
	Ci sar. Passeranno ventanni fino ad allora.
	Non ricordo gi pi perch ti ho richiamato.

ROMEO
	Lasciami aspettar qui, finch ti torner in mente.

GIULIETTA
	Lo scorderei, per farti restare ancora qui,
	ricordando come amo la tua presenza.

ROMEO
	E io rester qui, per farti ancora dimenticare,
	dimenticando ogni altra casa che non sia questa.

GIULIETTA
	 quasi mattina, vorrei che te ne andassi,
	ma non pi lontano del passerino che un ragazzo crudele
	si lascia fuggire di mano per poi tirarlo indietro
	con un filo di seta, povero prigioniero avvinto da ceppi ritorti,
	tanto  geloso, amandolo, della sua libert.

ROMEO
	Sarei felice d'essere quel passero.

GIULIETTA
	Anch'io, caro, ma ti ucciderei con le troppe carezze.
	Buona notte, buona notte: separarci  un dolore cos dolce
	che dir buona notte sino a domani.
(.Esce Giulietta..)

ROMEO
	Regni il sonno sui tuoi occhi, la pace nel tuo petto.
	Fossi io il sonno e la pace per riposare cos dolcemente.
	Il mattino dagli occhi grigi sorride alla notte accigliata
	tingendo con strisce di luce le nubi d'oriente;
	l'oscurit, rubizza come un ubriaco, s'allontana
	a fatica dal sentiero del giorno percorso dalle ruote di Titano.
	Da qui andr alla cella del mio padre confessore,
	per chiedergli aiuto e dirgli della mia cara fortuna. (.Esce..)

/:/Scena III


.Entra il Frate. (.Lorenzo.) .solo con un cesto..

FRATE LORENZO
	Adesso, prima che il sole avanzi il suo occhio fiammeggiante
	a rallegrare il giorno e a seccare l'umida rugiada della notte,
	devo riempire questo cesto di vimini con erbe velenose
	e fiori dal succo prezioso.
	Madre della natura  la terra, ma anche sua tomba:
	quello che  il suo sepolcro  anche il suo grembo,
	e da quel grembo nascono figli di diverso genere
	che troviamo allattati dal suo seno naturale.
	Molti, per varie virt, eccellenti, nessuno
	che non ne abbia qualcuna, eppure tutti diversi.
	Oh, grande  la potente virt
	che risiede nelle piante, nelle erbe, nelle pietre,
	e nelle loro genuine nature.
	Non esiste niente sulla terra cos vile
	da non portare alla terra una sua qualche utilit:
	n qualcosa di cos prezioso che sviato dal suo uso
	non si rivolti contro la sua origine e cada nell'abuso.
	La virt stessa, male esercitata, si trasforma in vizio
	e il vizio pu riuscire a volte a riscattarsi con l'azione.

.Entra Romeo..

	Sotto la tenera scorza di questo debole fiore
	c' insieme un veleno e un potente dottore:
	per questo se l'odori, con l'odore ravviva ogni funzione;
	se l'assaggi ti uccide, fermandoti i sensi e il cuore.
	Anche nell'uomo, come nelle erbe, sono accampati due re
	in lotta tra loro, la grazia e il desiderio,
	e quando quest'ultimo, il peggiore, prevale,
	presto il verme della morte tutta la pianta assale.

ROMEO
	Buon giorno, padre.

FRATE LORENZO
	Benedicite.
	Di chi  questa voce mattiniera che con tanto rispetto
	mi saluta? Aver abbandonato cos presto il letto,
	figlio mio,  segno d'un animo turbato.
	L'inquietudine fa da sentinella agli occhi dei vecchi,
	e dove veglia lei non s'avvicina il sonno,
	ma dove invece innocente la giovent stende
	le sue membra intatte, l regna un sonno dorato.
	Per questo la tua visita, cos mattutina,
	m'induce a credere che qualcosa t'abbia turbato;
	altrimenti, caro Romeo, dovrei pensare
	che stanotte non ti sei neppure coricato.

ROMEO
	Proprio cos, eppure non son mai stato cos riposato.

FRATE LORENZO
	Dio ti salvi dal peccato! Sei stato con Rosalina?

ROMEO
	Con Rosalina? No, mio padre spirituale,
	ho dimenticato quel nome, e il male di quel nome.

FRATE LORENZO
	Bravo figliolo, ma dove sei stato allora?

ROMEO
	Te lo dir, prima che me lo chieda ancora.
	Sono stato a una festa, in casa del mio nemico,
	e l, all'improvviso, da chi ferivo sono stato ferito.
	Il rimedio per tutti e due sta nel tuo aiuto e nelle tue cure.
	Non odio nessuno, padre, anzi,
	sono qui a intercedere anche per il mio nemico.

FRATE LORENZO
	Sii chiaro, figlio mio, sii semplice nella tua confessione.
	Un enunciato ambiguo trova un'ambigua assoluzione.

ROMEO
	E allora sappi chiaramente che il pi caro affetto
	del mio cuore  riposto nella bella figlia del ricco Capuleti.
	Come il mio cuore guarda a lei, cos il suo guarda a me,
	tutto  combinato, se non ci che tocca a te combinare
	col santo matrimonio. Quando, dove e come ci siamo incontrati,
	corteggiati, e dichiarati, te lo dir per strada,
	ma di una cosa ti devo pregare, che tu ci voglia oggi sposare.

FRATE LORENZO
	Oh, San Francesco! Questo  un cambiamento!
	E Rosalina, che amavi cos teneramente? Gi dimenticata?
	L'amore dei giovani, allora, non sta nel cuore, ma negli occhi!
	Gesummaria! Che mare di lacrime ha lavato
	le tue guance scavate per Rosalina!
	Quant'acqua salmastra sprecata, per stagionare
	un amore che ora non vuoi pi assaggiare!
	Il sole non ha ancora ripulito il cielo dai tuoi sospiri,
	nelle mie anziane orecchie riecheggia ancora la tua vecchia lagna.
	Guarda l, com' macchiata la tua guancia
	d'una vecchia lacrima non ancora lavata:
	se tu eri in te stesso, e i tuoi dolori erano tuoi,
	tu e i tuoi dolori eravate tutti per Rosalina.
	Sei cambiato? Ripeti allora questo proverbio:
	Pecchino pure le donne, se negli uomini non c' nerbo.

ROMEO
	Quando amavo Rosalina, spesso m'hai rimproverato.

FRATE LORENZO
	Perch facevi il pazzo, figlio mio, non l'innamorato.

ROMEO
	E mi ordinavi di seppellire l'amore.

FRATE LORENZO
	Non perch dalla tomba di uno ne tirassi fuori un altro.

ROMEO
	Ti prego, non rimproverarmi. Quella che ora amo
	mi rende grazia per grazia, amore per amore.
	L'altra non faceva cos.

FRATE LORENZO
	Si vede che aveva capito che il tuo amore
	non sapendo leggere, recitava a memoria.
	Ma vieni, mia banderuola, vieni con me,
	solo per una cosa ti aiuter:
	questo matrimonio potrebbe trasformare
	la vecchia guerra tra le due famiglie in una pace.

ROMEO
	Andiamo, allora; insisto: bisogna fare in fretta.

FRATE LORENZO
	Calma e giudizio. Chi corre troppo, inciampa. .Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Benvolio e Mercuzio..

MERCUZIO
Dove diavolo sar questo Romeo?  tornato a casa stanotte?

BENVOLIO
Non a casa di suo padre. Ho parlato col servo.

MERCUZIO
Eh, quella ragazzina pallida dal cuore di pietra, quella Rosalina, finir per renderlo pazzo coi suoi tormenti.

BENVOLIO
Tebaldo, il parente del vecchio Capuleti, ha mandato una lettera a casa di suo padre.

MERCUZIO
Per l'anima mia, una sfida.

BENVOLIO
Romeo risponder.

MERCUZIO
Chiunque sappia scrivere sa anche rispondere a una lettera.

BENVOLIO
Voglio dire: rispondere al proprietario della lettera. Sfidato, sfider.

MERCUZIO
Ahim, povero Romeo,  gi morto, trafitto dagli occhi neri d'una ragazza pallida, ferito negli orecchi da un canto d'amore, col centro del cuore spezzato in due dalla freccia appuntita del piccolo arciere cieco.  forse questo l'uomo adatto ad affrontare Tebaldo?

BENVOLIO
Perch? Chi  Tebaldo.

MERCUZIO
 pi del Principe dei Gatti. Oh, lui  il coraggioso capitano dei complimenti, capace di combattere come tu di cantare uno spartito mantenendo tempo, intervallo e misura. Indugia sulle minime, e poi, un, due e tre, ti  gi entrato in petto. Un vero macellaio dei bottoni di seta. Uno spadaccino, un vero spadaccino, un gentiluomo da scuola, un vero maestro di prime e seconde cause. Ah, la sua passata immortale, il suo punto riverso, le sue toccate...

BENVOLIO
Le sue cosa?

MERCUZIO
Un canchero a tutti questi grotteschi balbuzienti affettati, quest'importatori di parole straniere. Per Dio, una bella lama, una bella statura, una bella puttana se li porti! Insomma non  una cosa deplorevole questa, nonnino mio, che si debba essere afflitti da questi moscardini stranieri, da questi modaioli sfrenati, questi pardonnez moi, che tengono tanto alle nuove forme da non poter pi sedersi sulle vecchie panche? Ah, le loro ossa, le loro ossa!

.Entra Romeo..

BENVOLIO
Ecco, arriva Romeo, arriva Romeo!

MERCUZIO
Non ha pi midollo, pare un'aringa secca. Oh, carne, carne, come ti sei fatta pesce! Adesso  tutto per quelle rime in cui sguazzava Petrarca. Laura paragonata alla sua donna era una sguattera - accidenti, aveva un amante molto pi bravo a cantarla, per - Didone una sempliciotta, Cleopatra una zingara, Elena ed Ero due puttane buone a niente, Tisbe aveva un occhio grigio o gi di l, ma lasciamo perdere. Signor Romeo, bonjour. Ecco un saluto francese per le tue braghe francesi. Ci hai dato una bella fregata stanotte.

ROMEO
Buon giorno a tutti e due. Cosa vi ho dato?

MERCUZIO
Moneta falsa, caro Romeo, fuori corso. Non capisci?

ROMEO
Pardon, mio buon Mercuzio, avevo un affare urgente, e, in casi simili, ci si dimentica delle buone maniere.

MERCUZIO
Cio a dire, un caso simile obbliga un uomo a sforzare le chiappe.

ROMEO
Vuoi dire a fare un inchino?

MERCUZIO
L'hai azzeccata con grazia.

ROMEO
Tu esponi con gran cortesia.

MERCUZIO
Sono la rosa stessa della cortesia, io.

ROMEO
Forse con rosa vuoi dire il fior fiore?

MERCUZIO
S.

ROMEO
Beh, io ho un fior fiore di scarpe.

MERCUZIO
Questa  buona, ma su questo tono devi ora continuare finch la scarpa non sia rosa, perch quando l'unica suola sar rosa, lo scherzo, portato una volta, sar da far risuolare.

ROMEO
Che freddura pedestre, sta in piedi solo perch  fatta coi piedi.

MERCUZIO
Vieni a dividerci, buon Benvolio, il mio spirito si esaurisce.

ROMEO
Frusta e sproni, frusta e sproni, o dir d'aver vinto.

MERCUZIO
Per Dio, se i nostri spiriti si sfidano alla caccia dell'oca, sono perduto. C' pi dell'oca in uno dei tuoi motti di spirito che in tutti i miei cinque spiriti messi assieme. Non ho gi fatto un punto, dandoti dell'oca?

ROMEO
Non hai fatto un bel niente, comportandoti da oca.

MERCUZIO
Ti morder l'orecchio, per questa battuta.

ROMEO
No, buona oca, non beccarmi.

MERCUZIO
Il tuo spirito  agrodolce, una vera salsa piccante.

ROMEO
Non  forse il giusto condimento della dolce oca?

MERCUZIO
Oh, riecco dello spirito di pelle di capretto, lungo un palmo lo puoi tirare sino a un braccio.

ROMEO
Lo tirer sino alla parola "enorme", che aggiunta all'oca, dimostra quale enorme oca tu sia in lungo e in largo.

MERCUZIO
Non  forse meglio giocare, che spasimare d'amore? Adesso sei socievole, adesso sei Romeo, ora sei quello che sei, come natura ed arte t'han fatto; perch questo amore farneticante  come uno scherzo di natura che, con la lingua penzoloni, corre avanti e indietro cercando un buco dove nascondere il suo balocco.

BENVOLIO
Fermati l, fermati l.

MERCUZIO
Tu vuoi che fermi la mia storia prima d'arrivare al pelo?

BENVOLIO
Senn la coda della tua storia arriverebbe anche pi in l.

MERCUZIO
Ti sbagli, mi mancava poco, ero gi arrivato sin quasi in fondo, e, a dire il vero, stavo per venir fuori da quel soggetto.

ROMEO
Ecco un bel soggetto!

.Entrano la Nutrice e un suo servo. (.Pietro.).

Una vela, una vela!

MERCUZIO
Due, due: una camicetta e un camicione.

NUTRICE
Pietro.

PIETRO
S?

NUTRICE
Il mio ventaglio, Pietro.

MERCUZIO
Per nascondersi la faccia, buon Pietro, quella del ventaglio  pi bella.

NUTRICE
Dio vi conceda una buona giornata, signori.

MERCUZIO
E a voi conceda una buona serata, bella signora.

NUTRICE
 gi l'ora della buona sera?

MERCUZIO
Ve lo garantisco: la mano ardita della meridiana ha gi afferrato l'asta del mezzogiorno.

NUTRICE
Vergognatevi! Che uomo siete?

ROMEO
Un uomo, mia signora, che Dio ha fatto a parodia di se stesso.

NUTRICE
Ben detto, parola mia! "A parodia di se stesso" dici? Signori, qualcuno di voi sa dirmi dove potrei trovare il giovane Romeo?

ROMEO
Io ve lo posso dire. Ma quando l'avrete trovato non sar pi giovane come quando lo cercavate. Io sono il pi giovane di questo nome, in mancanza di peggio.

NUTRICE
Ben detto!

MERCUZIO
Come, va bene il peggio? Ben trovato, in verit. Che saggezza, che intelligenza.

NUTRICE
Se voi siete lui, signore, vorrei confidenziarmi con voi.

BENVOLIO
Vorr senz'altro evitarlo a cena.

MERCUZIO
 una ruffiana, una ruffiana! Attenti! Ecco!

ROMEO
Che cos'hai trovato?

MERCUZIO
Non certo una lepre, caro mio, a meno che non sia un pasticcio quaresimale, che puzza prima ancora d'essere consumato.
.Gira intorno cantando..
	Puzza la vecchia lepre,
	la vecchia lepre puzza,
	 roba da quaresima!
	Ma se la lepre  vecchia,
	l'appetito non s'aguzza,
	che quella puzza da troppa pezza!
Romeo, andiamo a casa da tuo padre? Andiamo tutti l a mangiare.

ROMEO
Ti seguo.

MERCUZIO
Addio, mia antica signora, addio, "addio mia bella signora..."
.Escono Mercuzio e Benvolio. .

NUTRICE
Ditemi, di grazia, signore, che osceno mercante era costui, cos pieno di quella sua merce da forca?

ROMEO
 un gentiluomo, nutrice, che ama sentirsi parlare, capace di dire pi parole in un minuto di quante  disposto ad ascoltarne in un mese.

NUTRICE
Se crede di sparlare di me, lo rimetter al suo posto, fosse anche pi forte di quello che si crede, e di altri venti sbruffoni come lui. E se non son buona io, trover qualcun altro. Volgare furfante, non sono una delle sue sgualdrine, io, non sono uno della sua banda!
.Si volta verso Pietro, il servo..
E tu, te ne stai l, e lasci che ogni farabutto mi maltratti a piacer suo!

PIETRO
Non ho visto nessuno trattarti per il suo piacere; se l'avessi visto avrei tirato fuori la spada. Vi garantisco che so estrarre anch'io come gli altri, se capita l'occasione giusta e con la legge dalla mia.

NUTRICE
Dio m' testimone, sono cos arrabbiata che mi sento tremar tutta quanta. Farabutto, villano. Vi prego, signore, una parola - come vi ho gi detto, la mia padroncina mi aveva mandata a cercarvi: quello che mi aveva detto di dirvi non ve lo posso dire, ma lasciate che vi dica subito una cosa: se avete intenzione di condurla, come si dice, in un paradiso di matti, vi comportereste, come dire, da vero mascalzone, perch lei  ancora una bambina. E perci, essere doppi con lei, sarebbe trattar male una vera signora, e vi comportereste in modo davvero vigliacco.

ROMEO
Nutrice, raccomandami alla tua signora e padrona. E ti assicuro...

NUTRICE
Che buon cuore, vi garantisco che le dir tutto. Mio Dio, mio Dio, sar una donna felice!

ROMEO
Cosa le dirai, balia? Non mi stai a sentire.

NUTRICE
Le dir, signor mio, che assicurate - il che, immagino,  promessa di gentiluomo.

ROMEO
Dille che trovi un qualche mezzo per recarsi nel pomeriggio da Fra Lorenzo, per confessarsi, e lui, nella sua cella, la confesser e ci sposer. Ecco, tieni, per il tuo disturbo.

NUTRICE
	No, signore, davvero, neanche un soldo.

ROMEO
	Su, tieni ti dico.

NUTRICE
	Questo pomeriggio, allora? Sar l.

ROMEO
	E tu, buona nutrice, piazzati dietro il muro del convento.
	Tra un'ora ci sar un mio uomo, con una scala di corda,
	e su quella gomena salendo, nel segreto della notte,
	arriver al pennone della mia gioia.
	Addio, sii fedele, e ricompenser le tue fatiche.
	Addio, ricordami alla tua padrona.

NUTRICE
	Che Dio in cielo vi benedica. Ancora una parola.

ROMEO
	Cosa c' ancora, mia cara nutrice?

NUTRICE
	 fidato il vostro uomo? Non avete mai sentito
	che due san tenere un segreto, se ne togli uno?

ROMEO
	Vi assicuro, il mio uomo  sicuro come l'acciaio.

NUTRICE
Bene, signore, perch la mia padroncina  la pi dolce delle ragazze. Mio Dio, bisogna averla vista quando biascicava le sue prime parole... - Ah, c' un gentiluomo, in citt, un certo Paride, che per lei tirerebbe subito fuori il coltello, ma lei, poverina, preferirebbe aver davanti un rospo, davvero, un rospo, piuttosto che lui. A volte la faccio andare in bestia, che le dico che Paride  il partito migliore, ma vi assicuro che quando le dico cos lei mi si sbianca tutta, mi diventa come un lenzuolo. Non  che Romeo e Rosmarino cominciano con la stessa lettera?

ROMEO
Certo, cominciano tutt'e due con la "r". E allora?

NUTRICE
Ah, birbante, quello  il verso del can che ringhia, e can che abbaia non morde il cu... No, no, quello comincia con un'altra lettera... Ah, lei  bravissima nei giochi, ha messo insieme voi e il rosmarino... vi piacerebbe tanto sentirla.

ROMEO
Ricordami alla tua signora. (.Esce Romeo..)

NUTRICE
S, mille volte. Ehi, Pietro!

PIETRO
Eccomi.

NUTRICE
Su, fai strada, muoviti. .Escono..

/:/Scena V


.Entra Giulietta..

GIULIETTA
	Battevano le nove quando ho mandato la nutrice.
	Aveva promesso di tornare in mezzora.
	Forse non l'ha trovato. No, non  possibile.
	 una povera zoppa!
	I pensieri dovrebbero essere messaggeri d'amore,
	loro che scivolano dieci volte pi rapidi dei raggi del sole
	quando cacciano le ombre sui fianchi delle colline.
	Perci Amore  tirato da colombe dalle ali veloci,
	perci Cupido, veloce come il vento, possiede le ali.
	Il sole  adesso sul pi alto colle del suo percorso,
	dalle nove alle dodici tre lunghe ore sono passate,
	e lei non torna. Avesse gli affetti e il sangue caldo della giovent,
	si muoverebbe veloce come una palla:
	le mie parole la lancerebbero al mio dolce amore,
	e le sue la ribatterebbero a me. Ma ai vecchi, molte volte,
	piace apparire morti, incerti, lenti, pesanti,
	lividi come il piombo.

.Entrano la Nutrice. (.e Pietro.).

	Oh Dio, eccola che arriva! Oh, dolce balia, che notizie mi porti?
	L'hai trovato? Manda via quell'uomo.

NUTRICE
	Pietro, aspettami fuori. (.Esce Pietro..)

GIULIETTA
	E ora, dolce, cara balia, ... oh Dio, ma perch hai quell'aria triste?
	Anche se le notizie sono tristi,
	dammele almeno con un volto allegro!
	E se sono belle, tu sciupi la loro dolce musica
	suonandomela con quella faccia.

NUTRICE
	Non ne posso pi, lasciami tirare il fiato, accidenti!
	Le mie ossa son tutte un dolore! Che trottata!

GIULIETTA
	Ti darei le mie ossa, se tu mi dessi le tue notizie.
	Su, da brava, parla, ti prego, buona, buona balia.

NUTRICE
	Ges, che fretta! Non puoi aspettare un momento?
	Non vedi che mi manca il fiato?

GIULIETTA
	Come fa a mancarti il fiato, se hai fiato abbastanza
	per dirmi che sei senza fiato? Le scuse per i tuoi indugi
	sono pi lunghe di quello che ti scusi di non potermi dire.
	Le notizie son buone o cattive? D una parola soltanto, s o no,
	e poi potr aspettare i particolari. Contentami:
	buone o cattive?

NUTRICE
La fai semplice, tu, colle tue scelte. Non sei nean-che buona a sceglierti un uomo! Romeo? No, no, non  per te! La faccia, s,  bella, pi di quella di tanti altri, e anche le gambe, son pi dritte, e quanto poi alle mani, i piedi, il corpo tutto, anche se non se ne dovrebbe parlare, sono senza paragone. Certo non  il fior fiore della cortesia, anche se, posso garantirlo,  docile come un agnello. Va' pur per la tua strada, bambina, per far piacere a dio, ...ma avete gi mangiato in questa casa?

GIULIETTA
	No, no! Ma tutte queste cose le sapevo gi.
	Che ha detto del matrimonio? Su, cos'ha detto?

NUTRICE
	Oh Dio, la mia testa! Che male! Mi martella tutta dentro
	come se si dovesse rompere in mille pezzi!
	E la schiena, poi, ahi, la mia schiena! La schiena!
	Ci vuole un bel cuore a mandarmi in giro cos,
	a morire a forza di correre su e gi!

GIULIETTA
	Mi spiace, davvero, che tu non stia bene.
	Mia dolce, dolce, dolcissima balia, dimmi,
	su, cosa dice il mio amore?

NUTRICE
	Il tuo amore, da vero gentiluomo, dice,
	come s'addice a un uomo cortese, gentile, bello
	e, posso garantirlo, virtuoso,... dov' tua madre?

GIULIETTA
	Mia madre?  in casa, dove dovrebbe essere?
	Perch dai queste risposte strane? "Il tuo amore,
	da vero gentiluomo, dice dov' tua madre?"

NUTRICE
	O cara madre di Dio, come vi scaldate!
	Abbiate pazienza, su!
	Sarebbe questo il balsamo per le mie ossa doloranti?
	D'ora in avanti, i messaggi, te li porterai da sola!

GIULIETTA
	Quante storie fai! Su, cosa dice Romeo?

NUTRICE
	Avete avuto il permesso oggi d'andare a confessarvi?

GIULIETTA
	S.

NUTRICE
	Allora andate in fretta alla cella di Fra Lorenzo.
	Li c' un marito che vuole farvi sua sposa.
	Ecco, il sangue caldo vi sale alle guance.
	Diventano scarlatte a qualsiasi notizia. Correte in chiesa, su,
	io devo andare da un'altra parte, a trovare una scala,
	cos che il tuo amore, appena buio, potr arrampicarsi
	nel nido di passera. E io faccio il facchino
	che si spezza in due per farvi divertire.
	Ma stanotte il peso ce l'avrai tu addosso!
	Va, io vado a mangiare qualcosa, tu corri in chiesa.

GIULIETTA
	Corro verso la felicit! Onesta balia, addio! .Escono..

/:/Scena VI


.Entrano il Frate. (.Lorenzo.). e Romeo..

FRATE LORENZO
	Sorrida il cielo a questa sacra cerimonia, e che le ore future
	non debbano rimproverarci con qualche dolore.

ROMEO
	Amen, amen. Venga pure qualsiasi dolore,
	conter meno della gioia
	che mi d un solo minuto della sua presenza.
	Tu unisci con parole sacre le nostre mani,
	poi la morte, che divora gli amori,
	faccia pure ci che vuole:
	mi basta poterla chiamare mia.

FRATE LORENZO
	Queste gioie violente hanno fini violente.
	Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco,
	che si consumano al primo bacio.
	Il miele pi dolce diventa insopportabile
	per la sua eccessiva dolcezza: assaggiato una volta,
	ne passa per sempre la voglia.
	Amatevi dunque moderatamente, cos dura l'amore.
	Chi ha troppa fretta arriva tardi come chi va troppo piano.

.Entra Giulietta un po' in fretta e abbraccia Romeo..

	Ecco la sposa. Oh, un piede cos leggero non consumer mai
	la pietra che dura per sempre.
	Chi ama riesce a cavalcare il filo d'una ragnatela oscillante
	nella gioiosa aria d'estate, senza mai cadere:
	leggera  la vanit!

GIULIETTA
	Buona sera al mio padre spirituale!

FRATE LORENZO
	Figliola, Romeo ti ringrazier anche per me!

GIULIETTA
	Ed io ringrazio lui, se no avr troppo da ringraziare.

ROMEO
	Ah, Giulietta, se la misura della tua gioia  colma come la mia,
	ma con pi arte di me sai esprimerla a parole,
	allora rendi dolce col tuo fiato l'aria che ci circonda,
	e lascia che la tua lingua, ricca di musica,
	sveli quale felicit fantastica riceviamo
	l'uno dall'altro in questo caro incontro.

GIULIETTA
	L'immaginazione, pi ricca di cose che di parole,
	va orgogliosa della sua sostanza, non degli ornamenti.
	Solo i pezzenti sono in grado di contare le loro ricchezze,
	il mio amore sincero  invece cos cresciuto a dismisura
	che non arrivo a contare neanche la met del mio tesoro.

FRATE LORENZO
	Su, su, venite con me, dobbiamo fare in fretta,
	non vi dispiaccia, ma non posso lasciarvi soli
	finch la Santa Chiesa non abbia fatto, di due, una persona.
(.Escono..)

/:/ATTO III



.Scena I


.Entrano Mercuzio, Benvolio e dei servitori..

BENVOLIO
	Ti prego, buon Mercuzio, ritiriamoci.
	La giornata  calda, i Capuleti sono in giro,
	se ci incontriamo non eviteremo uno scontro,
	perch in queste giornate torride di sangue, insensato, ribolle.

MERCUZIO
Mi sembri uno di quei tizi che, non appena hanno oltrepassato la porta d'una taverna, sbattono la spada sul tavolo e dicono "Voglia Dio che non abbia bisogno di te!", e poi, sotto l'effetto del secondo bicchiere, la puntano contro il cameriere senza che ce ne sia bisogno...

BENVOLIO
Assomiglio a un tipo del genere?

MERCUZIO
Su, su, che quando sei d'un certo umore hai una testa calda quali altre non ce n', in Italia; tanto facile al cattivo umore, quanto d'umor pronto a eccitarti subito.

BENVOLIO
E per che cosa?

MERCUZIO
Per niente: ci fossero al mondo due come te, in un attimo non ce ne sarebbero pi nemmeno uno, perch l'uno ammazzerebbe l'altro. Tu? Che diamine, litigheresti con qualcuno solo perch ha un pelo in pi o in meno di te nella barba. Tu litigheresti con qualcuno perch sta spaccando delle noccioline, e senza altra ragione se non che tu hai gli occhi nocciola. E quale occhio, se non il tuo, sarebbe capace di vedere un simile motivo di lite? Hai la testa cos piena di litigiosit come un uovo di virt nutritive, ma te l'hanno cos sbattuta che  marcita come un uovo, con tutte le tue risse. Tu hai litigato con uno perch tossendo, per strada, aveva svegliato il tuo cane che se ne dormiva al sole. Non ti sei forse irritato con un sarto perch indossava una giubba nuova di Quaresima; e con un altro perch aveva messo stringhe vecchie alle scarpe nuove? E con tutto questo tu vorresti darmi consigli, tenermi lontano dalle liti!

BENVOLIO
Se io fossi cos pronto a litigare come te, chiunque sarebbe disposto a comprare il feudo della mia esistenza pagandomi semplicemente per un'ora e un quarto di vita.

MERCUZIO
Semplicemente! Che semplicione!

.Entrano Tebaldo, Petruccio ed altri..

BENVOLIO
Per la mia testa, ecco che arrivano i Capuleti.

MERCUZIO
Per i miei tacchi, non me ne frega niente!

TEBALDO
Statemi vicino, voglio parlar con loro.
Buona sera, signori: posso dire una parola a uno di voi?

MERCUZIO
Una parola sola a uno solo? Aggiungeteci qualcos'altro, fate una parola e un colpo.

TEBALDO
Mi troverete dispostissimo, signore, se me ne date l'occasione.

MERCUZIO
Non sapete prendervela da solo, senza che qualcuno ve la debba dare?

TEBALDO
Mercuzio, tu fai gruppo con Romeo.

MERCUZIO
Gruppo? Per chi ci hai preso, per dei suonatori? Prendici pure per dei suonatori, ma attento, sentirai solo stonature. Ecco qua l'archetto del mio violino, ecco quello che ti far ballare. Per Dio, "gruppo"!

BENVOLIO
	Stiamo parlando in un luogo pubblico.
	O ci ritiriamo in qualche luogo appartato,
	O ragioniamo con calma delle nostre lagnanze,
	oppure separiamoci. Qui siamo sotto gli occhi di tutti.

MERCUZIO
	Gli occhi degli uomini son fatti per guardare, guardino pure.
	Non mi sposto certo per i begli occhi di nessuno, io.

.Entra Romeo..

TEBALDO
	Bene, la pace sia con voi, signore, ecco che arriva il mio uomo.

MERCUZIO
	Mi possano impiccare, signore, se indossa la vostra livrea.
	Su, forza, scendete per primo in campo, vedrete come vi seguir.
	Solo allora vostra signoria potr chiamarlo davvero un suo "uomo"!

TEBALDO
	Romeo, l'affetto che ti porto non mi permette di dirti
	cosa pi garbata di questa: sei un farabutto!

ROMEO
	Tebaldo, i motivi che ho per amarti
	attenuano molto la giusta rabbia suscitata
	dal tuo saluto: non sono un farabutto, e perci addio.
	M'accorgo che non mi conosci bene.

TEBALDO
	Ragazzo, questo non scusa le offese che mi hai fatto,
	voltati ed estrai la spada.

ROMEO
	Ti garantisco che non ti ho mai offeso,
	anzi, ti voglio pi bene di quanto tu possa immaginare
	sinch non ne avrai saputo la ragione.
	E cos, buon Capuleti, il cui nome mi  caro quanto il mio,
	ritienti soddisfatto.

MERCUZIO
	Che fredda, disonorevole, ignobile resa:
	Una stoccata pu cancellarla! (.Estrae la spada..)
	Tebaldo, tu, acchiappatopi, mi vuoi seguire?

TEBALDO
	Cosa vorresti da me?

MERCUZIO
Buon Re dei Gatti, mi basta una delle tue nove vite. Con quella intendo prendermi delle libert, poi, a seconda di come ti sarai comportato, vedr come picchiare le altre otto. Vuoi prendere la tua spada per le orecchie e farla uscire dal suo giaccone? Fai in fretta, o la mia ti far ronzare le orecchie ancor prima che la tua sia fuori.

TEBALDO
	A tua disposizione. (.Sguaina la spada..)

ROMEO
	Caro Mercuzio, metti via la spada.

MERCUZIO
	Avanti, signore, il vostro affondo! (.Combattono..)

ROMEO
	Fuori la spada, Benvolio, facciamogli abbassare le armi.
	Signori, vergognatevi, smettete questo scandalo! Tebaldo! Mercuzio!
	Il Principe ha espressamente proibito questi scontri
	per le strade di Verona. Fermati, Tebaldo! Buon Mercuzio!
.Tebaldo colpisce Mercuzio passando sotto il braccio di Romeo..

UNO DEL SEGUITO
	Fuggi, Tebaldo.
.Tebaldo esce. (.col suo seguito.).

MERCUZIO
	Sono ferito.
	Siano maledette le vostre due famiglie. Sono spacciato.
	Lui se ne scappa cos, illeso?

BENVOLIO
	Come, sei ferito?

MERCUZIO
	S, s, un graffio, un graffio. Ma, per Dio,  quello che basta.
	Dov' il mio paggio? Corri, stupido, chiama un medico.
(.Esce il paggio..)

ROMEO
	Coraggio, amico mio, non pu essere tanto grave.

MERCUZIO
No, non  profondo come un pozzo, e un portale d'una chiesa  pi largo, per pu bastare, non occorre altro. Chiedete di me domani, e vi risponder dal profondo. Son gi condito a puntino per questa terra, ve l'assicuro. Siano maledette le vostre famiglie! Per Dio, un cane, un topo, un sorcio, un gatto, ed ecco un uomo graffiato a morte. Un fanfarone, un furfante, un mascalzone, uno che combatte con in mano il manuale, - perch diavolo ti sei messo in mezzo? Mi ha colpito passando sotto il tuo braccio.

ROMEO
	Pensavo d'agire per il meglio.

MERCUZIO
	Benvolio, aiutami a trovare una casa,
	altrimenti svengo. Maledette le vostre due famiglie,
	mi hanno ridotto a carne per i vermi.
	Me la son proprio beccata, e dura anche! Maledette le famiglie!
.Escono .(.Mercuzio con Benvolio.).

ROMEO
	Questo gentiluomo, parente stretto del Principe
	e mio caro amico, per colpa mia  stato ferito a morte.
	Il mio onore  stato macchiato dall'offesa di Tebaldo,
	da quel Tebaldo che da solo un'ora  mio parente.
	O dolce Giulietta, la tua bellezza m'ha reso femmina
	e ha indebolito nella mia tempra l'acciaio del coraggio.

.Entra Benvolio..

BENVOLIO
	Oh Romeo, Romeo, il bravo Mercuzio  morto,
	il suo spirito generoso, che troppo immaturamente
	aveva disprezzato la terra,  giunto tra le nuvole.

ROMEO
	La nera sorte di questo giorno ne sovrasta molti altri,
	segna l'inizio d'una sofferenza che altri giorni compiranno.

.Entra Tebaldo..

BENVOLIO
	Ecco il furioso Tebaldo che torna indietro.

ROMEO
	Eccolo qui, trionfante, e Mercuzio  morto.
	Tornatene in cielo rispettosa dolcezza, e guidami tu, ora,
	furore dagli occhi infuocati! Su, Tebaldo,
	riprenditi quel "vile" che mi hai dato poco fa,
	l'anima di Mercuzio  ancora qui vicino, sopra le nostre teste;
	aspetta che la tua vada a farle compagnia.
	Tu o io, o tutti e due, dobbiamo raggiungerla presto.

TEBALDO
	Tu, maledetto ragazzo, che facevi gruppo con lui qui,
	andrai a farlo anche di l.

ROMEO
	Questa decider.
.Combattono. Tebaldo cade..

BENVOLIO
	Fuggi, Romeo, scappa. Sta arrivando gente,
	Tebaldo  morto! Non rimanere l imbambolato.
	Il Principe ti condanner a morte,
	se ti fai prendere. Su, fuggi, scappa!

ROMEO
	Ah, sono il buffone del destino!

BENVOLIO
	Perch ti attardi? .Esce Romeo..

.Entrano dei cittadini..

CITTADINO
	Dov' scappato chi ha ucciso Mercuzio?
	Tebaldo, l'assassino, dov' scappato?

BENVOLIO
	Eccolo,  l, steso per terra.

CITTADINO
	Su, signore, venite con me.
	In nome e per ordine del Principe, obbedite.

.Entrano il Principe, Montecchi, Capuleti, le loro mogli e tutti..

PRINCIPE
	Dove sono i vili che han dato inizio a questa rissa?

BENVOLIO
	Oh nobile Principe, posso rivelarvi io
	tutto il corso sciagurato di questo scontro fatale.
	Ecco, l, giace l'uomo, ucciso a sua volta dal giovane Romeo,
	che ha ucciso il valoroso Mercuzio, vostro parente.

DONNA CAPULETI
	Tebaldo, mio nipote! Il figlio di mio fratello!
	O Principe, o marito, oh, ecco il sangue versato
	del mio caro nipote. Principe, se sei giusto,
	fa che per il sangue versato dai nostri
	sia ora sparso il sangue dei Montecchi.
	Nipote... nipote mio...

PRINCIPE
	Benvolio, chi ha dato inizio a questa rissa sanguinosa?

BENVOLIO
	Tebaldo, che  poi morto, ucciso dalla mano di Romeo,
	di quel Romeo che gli stava parlando gentilmente,
	e lo invitava a riflettere su che lite da nulla fosse,
	ricordandogli quanto grande sarebbe stato il vostro dispiacere.
	E tutto questo, detto con parole gentili, con sguardo calmo,
	con le ginocchia umilmente piegate, non, riusc a calmare
	la rabbia sfrenata di Tebaldo che, sordo alla pace,
	col suo acciaio tagliente mira al petto del coraggioso Mercuzio,
	il quale, con uguale furore, risponde colpo su colpo mortale,
	e, con sprezzo da soldato, con una mano svia da s la fredda morte
	mentre con l'altra la rimanda a Tebaldo,
	la cui destrezza, a sua volta, la respinge.
	Romeo grida ad alta voce "Fermi, amici, dividetevi"
	e pi veloce della lingua, il suo agile braccio
	riesce a far abbassare le loro lame mortali,
	passando in mezzo a loro.
	Ma, sotto il suo braccio, un colpo maligno di Tebaldo
	toglie la vita al coraggioso Mercuzio.
	Tebaldo fugge, ma poco dopo torna indietro,
	e punta su Romeo che aveva appena giurato vendetta.
	E verso la vendetta si precipitano entrambi come fulmini:
	prima ancora che potessi estrarre la spada per dividerli,
	il forte Tebaldo  ucciso, e Romeo,
	vistolo cadere, si volge e fugge.
	Questa  la verit, o muoia Benvolio.

DONNA CAPULETI
	Costui  un parente dei Montecchi. L'affetto lo rende falso.
	Non dice la verit. Almeno venti dei loro uomini
	devono aver lottato in questo scontro funesto,
	tutti e venti per uccidere una sola vita.
	Chiedo una giustizia che tu, Principe, devi darmi.
	Romeo ha ucciso Tebaldo. Romeo non deve vivere.

PRINCIPE
	Romeo lo ha ucciso, ma lui aveva ucciso Mercuzio.
	Ora chi pagher il prezzo del suo caro sangue?

MONTECCHI
	Non certo Romeo, Principe, era amico di Mercuzio.
	Il suo crimine ha solo concluso ci che la giustizia
	avrebbe dovuto finire, la vita di Tebaldo.

PRINCIPE
	E per la sua colpa lo condanniamo immediatamente all'esilio.
	Sono stato coinvolto io stesso nelle passioni dei vostri cuori,
	Del mio sangue  stato sparso per le vostre crudeli contese.
	Vi far pagare le spese a un prezzo cos salato
	che vi dovrete tutti pentire per la mia grave perdita.
	E sar sordo a suppliche e a scuse,
	lacrime o preghiere non potranno riscattare le trasgressioni.
	Perci non fatene uso. Romeo se ne vada subito;
	se sar trovato in giro, quella sar la sua ultima ora.
	Portate via questo corpo ed attenetevi ai miei voleri.
	La piet  assassina se perdona chi ha ucciso. .Escono..

/:/Scena II


.Entra Giulietta, da sola..

GIULIETTA
	Galoppate, destrieri dai piedi di fuoco,
	verso la casa di Febo. Un cocchiere come Fetonte
	vi avrebbe gi frustato, spingendovi verso occidente,
	per far calare di colpo una notte coperta di nubi.
	E tu, notte, che metti in scena l'amore,
	stendi il tuo fitto sipario,
	che fa chiudere gli occhi anche ai vagabondi,
	cos che Romeo, senza che nessuno lo veda o ne parli,
	possa saltare tra queste braccia.
	Basta agli amanti la reciproca bellezza
	per illuminare i riti d'amore;
	o, se l'amore  cieco, meglio s'accorda alla notte.
	Vieni, dunque, notte severa, signora dall'abito sobrio,
	tutta in nero, e insegnami a perdere una partita gi vinta,
	l dove sono in palio due verginit immacolate.
	Cos col tuo mantello nero di sangue inesperto
	che mi assale le guance, cos che l'amore mai sperimentato
	cresca in audacia, e senta il sincero atto d'amore
	come semplice modestia. Vieni, notte!
	E vieni, Romeo, vieni, giorno nella notte,
	tu che giacerai sulle ali della notte
	pi bianco della neve fresca sulla groppa di un corvo.
	Vieni, notte gentile, vieni notte amorosa dalle nere ciglia,
	dammi il mio Romeo, e quando sar morta
	prendilo e taglialo in tante piccole stelle:
	egli render cos bello il volto del cielo
	che tutti al mondo s'innamoreranno della notte
	e non pregheranno pi il sole chiassoso.
	Oh, sono riuscita a comprare il palazzo dell'amore,
	ma non ancora a venirne in possesso,
	e sebbene venduta, non sono ancora stata goduta.
	Mi  cos noioso questo giorno,
	come la sera di vigilia d'una festa a una bambina impaziente,
	che ha gi i vestiti nuovi ma non pu ancora indossarli.
	Ah, ecco che arriva la balia.

.Entra la Nutrice con delle corde, torcendosi le mani..

	E mi porta notizie: ogni lingua che dica
	anche il solo nome di Romeo mi pare d'un'eloquenza divina.
	E allora, balia, che notizie? Che cos'hai l?
	Le corde che Romeo t'ha detto di andare a prendere?

NUTRICE
	S, s, le corde.

GIULIETTA
	Povera me, che notizie? Perch ti torci le mani?

NUTRICE
	Ah, che giornata!  morto,  morto,  morto!
	Siamo rovinate, signora mia, rovinate!
	Giorno maledetto, se n' andato, ucciso, morto!

GIULIETTA
	Pu il cielo essere cos invidioso?

NUTRICE
	Il cielo no, ma Romeo si. Oh Romeo, Romeo,
	chi l'avrebbe mai pensato? Ah, Romeo!

GIULIETTA
	Che demonio sei tu che mi tormenti cos?
	Questa tortura dovrebbe ruggire nello squallido inferno!
	Si  ucciso Romeo? Dimmi solo un "s"
	e quel semplice suono sar un veleno pi potente
	dell'occhio assassino d'un basilisco.
	Non sar pi me stessa se ci sar quel "s",
	o se si sono chiusi quegli occhi che ti han fatto rispondere "s".
	Se lui  morto, d "s", altrimenti "no":
	questi brevi suoni decidano la mia gioia o il mio dolore.

NUTRICE
	Io l'ho vista la ferita, l'ho vista coi miei occhi,
	- Dio ci protegga! -, proprio l, sul suo petto robusto.
	Un cadavere da far piet, un misero cadavere sanguinolento,
	Livido, color cenere, lordo di sangue, un grumo rappreso.
	Sono svenuta a vederlo!

GIULIETTA
	Oh spezzati, cuore mio! Povero fallito,
	spezzati subito! E voi, occhi miei, in prigione;
	non vedrete mai pi la libert! Tu, povera terra,
	ritorna alla terra; smetti qui ogni movimento,
	e assieme a Romeo premi un'unica bara!

NUTRICE
	Oh Tebaldo, Tebaldo, il miglior amico che avevo!
	Oh cortese Tebaldo, onorevole gentiluomo!
	Che io dovessi vivere per vedere te morto!

GIULIETTA
	Che bufera  mai questa, che infuria con venti cos contrari?
	 stato assassinato Romeo e Tebaldo  morto?
	II mio pi caro cugino e il mio sposo ancor pi caro?
	La terribile tromba suoni allora il giudizio universale,
	perch chi  pi vivo, se son morti quei due?

NUTRICE
	Tebaldo  morto, Romeo esiliato.
	Romeo, che l'ha ucciso,  condannato all'esilio.

GIULIETTA
	Oh Dio,  stato Romeo a spargere il sangue di Tebaldo?

NUTRICE
	S, lui, lui! Maledetto questo giorno, lui!

GIULIETTA
	Oh cuor di serpente nascosto sotto un volto fiorito.
	Ebbe mai un drago una grotta cos bella?
	Stupendo tiranno! Angelico demonio!
	Corvo con penne di colomba! Agnello vorace come un lupo!
	Materia spregevole dall'aspetto divino!
	Sei il giusto contrario di ci che giustamente sembravi,
	un santo dannato, un mascalzone onorato! Oh natura,
	cosa facevi all'inferno, quando hai incastonato
	lo spirito d'un demonio dentro il paradiso mortale
	d'un corpo cos dolce? C' mai stato un libro pieno
	di cose tanto vili, rilegato in modo cos bello?
	Ah, pu dunque abitare l'inganno in un palazzo cos sontuoso?

NUTRICE
	Non c' pi lealt, non c' pi fede n onore tra gli uomini:
	tutti spergiuri, bugiardi, malvagi e ipocriti!
	Ah, dov' il mio servo? Dammi dell'acquavite.
	Tutti questi dolori, queste pene, queste disgrazie,
	mi fanno invecchiare. La vergogna cada su Romeo!

GIULIETTA
	Ti s'infetti la lingua per questo augurio!
	Lui non  nato per la vergogna.
	La vergogna si vergogna di stargli in fronte,
	perch  un trono, quello, dove l'onore
	pu essere incoronato monarca assoluto
	del mondo intero! Ah, che bestia sono stata
	a imprecare contro di lui!

NUTRICE
	Vuoi parlare bene di chi ha ucciso tuo cugino?

GIULIETTA
	E dovrei parlar male di chi ho sposato?
	Oh, povero mio signore, quale lingua carezzer mai il tuo nome
	se io, che t'ho sposato da sole tre ore, ne ho gi fatto scempio?
	Ma tu perch, cattivo, hai ucciso mio cugino?
	Quel cattivo di mio cugino voleva uccidere il mio sposo.
	Fermatevi allora, stupide lacrime, ritornate alla vostra sorgente!
	Le vostre gocce sono una giusta offerta al dolore,
	e voi, sbagliando, le offrite alla gioia.  vivo mio marito,
	che Tebaldo avrebbe voluto uccidere, ed  morto Tebaldo,
	che avrebbe voluto uccidere mio marito.
	Tutto questo  conforto. E allora perch piango?
	 stata detta una parola peggiore della morte di Tebaldo,
	e mi ha ucciso. Vorrei dimenticarla, ma, ahim,
	pesa sulla mia memoria come un orrendo delitto
	sull'anima del colpevole. Tebaldo  morto e Romeo... esiliato.
	Quell'"esiliato", quell'unica parola "esiliato"
	ha ucciso diecimila Tebaldi. La morte di Tebaldo
	sarebbe stata gi un gran dolore, se tutto fosse finito l.
	O se l'amaro dolore si delizia d'aver compagnia,
	e ha bisogno di trovarsi con altre pene,
	perch allora, dopo aver detto "Tebaldo  morto",
	non ha continuato con "E tuo padre" e "tua madre",
	o "sono morti entrambi"?
	Sarebbero seguite le lamentazioni d'obbligo;
	ma se la morte di Tebaldo si tira dietro come retroguardia
	un "Romeo  esiliato", con questa sola parola
	padre, madre, Tebaldo, Romeo e Giulietta
	sono tutti uccisi, sono gi morti. "Romeo  esiliato!"
	Non c' fine, non c' limite, misura, confine,
	alla morte che porta questa parola.
	E non c' parola che possa dire questo dolore.
	Balia, dove sono mio padre e mia madre?

NUTRICE
	A piangere e a lamentarsi sul corpo di Tebaldo.
	Vuoi andar da loro? Ti ci accompagner io.

GIULIETTA
	Lavano le sue ferite con le lacrime? Le mie lacrime
	scorreranno ancora quando le loro saranno finite,
	perch Romeo  stato mandato in esilio.
	Raccogli quelle corde, poverette, son state illuse anche loro,
	come me, perch Romeo  in esilio.
	Vi ha fatte per servire da strada verso il mio letto:
	ma io, ragazza, muoio vedova e vergine.
	Venite, corde, vieni, balia, vado al mio letto nuziale
	e la morte, non Romeo, prender la mia verginit.

NUTRICE
	Corri in camera tua. Trover io Romeo,
	per consolarti. So bene dove trovarlo.
	Ascoltami, il tuo Romeo sar qui stanotte.
	Vado da lui. t nascosto nella cella di Fra Lorenzo.

GIULIETTA
	Oh, trovalo, d questo anello al mio cavaliere fedele,
	e ordinagli di venire a prendersi l'ultimo addio. .Escono..

/:/Scena III


.Entra il Frate. (.Lorenzo.).

FRATE LORENZO
	Romeo, vieni avanti, vieni avanti, tu, uomo fatale.
	Il dolore s' innamorato delle tue qualit,
	e tu hai sposato la sventura.

.Entra Romeo..

ROMEO
	Padre, che notizie ci sono? Cos'ha deciso il Principe?
	Quale dolore desidera stringermi la mano
	che io non abbia gi conosciuto?

FRATE LORENZO
	Il mio caro figliuolo conosce fin troppo bene
	tale trista compagnia.
	Ti porto notizie della sentenza del Principe.

ROMEO
	 forse il suo giudizio pi lieve di quello universale?

FRATE LORENZO
	Una sentenza pi mite  uscita dalle sue labbra:
	non la morte del corpo, ma l'esilio di un corpo.

ROMEO
	Ah, l'esilio! Siate pietoso e dite "morte".
	Lo sguardo dell'esilio incute molto, molto pi terrore
	della morte stessa! Non dite "esilio".

FRATE LORENZO
	Ecco, da questo momento sei bandito da Verona.
	Abbi pazienza, il mondo  grande,  vasto.

ROMEO
	Non c' mondo fuori dalle mura di Verona,
	se non purgatorio, sofferenza, anzi, l'inferno stesso.
	Essere bandito da qui significa esser bandito dal mondo,
	ed esser bandito dal mondo significa morte.
	Esilio  solo un altro nome per morte e tu,
	chiamando la morte esilio, mi tagli la testa
	con una scure d'oro per sorridere poi
	al colpo che mi uccide.

FRATE LORENZO
	Oh peccato mortale, oh nera ingratitudine!
	La legge chiama morte la tua colpa,
	ma il Principe, generoso, favorendoti, l'ha messa da parte,
	e ha mutato quella nera parola "morte" in esilio.
	Questa  affettuosa clemenza, e tu non lo vedi.

ROMEO
	 tortura, non clemenza. Il cielo  qui,
	dove vive Giulietta, e qualsiasi cane, gatto, minuscolo topo,
	qualunque altra cosa insignificante, vive qui, in questo cielo,
	e pu vedere Giulietta, ma Romeo non pu.
	C' pi riguardo, pi rispetto, pi cortesia
	per una mosca che vola intorno a un cadavere che per Romeo.
	La mosca pu toccare quella meraviglia bianca
	che e la mano della cara Giulietta,
	pu rubare una gioia immortale da quelle sue labbra
	Che, nella loro modestia virginale, la fanno ancora arrossire,
	credendo il loro baciarsi un peccato.
	Ma Romeo no, lui non pu,  esiliato.
	Le mosche possono far questo, io ne devo fuggire.
	Loro sono creature libere, io sono esiliato.
	E continui a dire che l'esilio non  morte?
	Non hai un intruglio velenoso, un coltello ben affilato,
	uno strumento veloce di morte, per quanto vile,
	se non questo "esilio", per uccidermi?
	"Esiliato"? O Frate,  una parola che usano i dannati,
	all'inferno. Urla strazianti l'accompagnano.
	E tu avresti il coraggio, tu che sei un sacerdote,
	un confessore d'anime, un amico dichiarato,
	di straziarmi con questa parola, "esiliato'?

FRATE LORENZO
	Tu stupido pazzo, ascolta quel poco che ti dico.

ROMEO
	Ah, riprenderai a parlar d'esilio.

FRATE LORENZO
	Ti dar un'armatura per proteggerti da quella parola,
	la filosofia, il dolce latte delle avversit,
	per confortarti, anche se sei in esilio.

ROMEO
	Ancora quella parola? Impiccala la tua filosofia!
	A meno che non possa crearmi una Giulietta, sradicare una citt,
	capovolgere la sentenza di un Principe, non serve a niente,
	non ha potere. Non parlare pi.

FRATE LORENZO
	Ah, vedo allora che i pazzi non hanno orecchie.

ROMEO
	E come potrebbero, se i saggi non hanno occhi?

FRATE LORENZO
	Lasciami discutere con te della tua situazione.

ROMEO
	Non puoi parlare di quello che non provi.
	Fossi tu giovane come me, fosse Giulietta il tuo amore,
	fossi tu sposato da un'ora, uccisore di Tebaldo,
	innamorato come me e come me esiliato,
	allora potresti parlare, potresti strapparti i capelli,
	gettarti a terra come faccio io adesso
	per misurare la fossa da scavarmi. .Bussano..

FRATE LORENZO
	Alzati, qualcuno bussa... buon Romeo, nasconditi.

ROMEO
	Non io, a meno che il fiato dei miei gemiti dolorosi,
	come una nebbia, mi nasconda agli occhi di chi mi cerca.
.Bussano..

FRATE LORENZO
	Senti come picchiano... Chi  l?... Romeo, alzati,
	ti prenderanno... Aspettate un momento... Alzati. .Bussano..
	Corri nel mio studio... Eccomi, eccomi... Dio santo,
	che sciocchezza  questa?... Vengo, vengo!... .Bussano..
	Che c' da picchiare cos? Chi vi manda, che volete?

NUTRICE (.Da fuori..)
	Fatemi entrare, e conoscerete la mia ambasciata.
	Vengo da parte della mia padrona Giulietta.

FRATE LORENZO
	Allora, siate la benvenuta.

.Entra la Nutrice..

NUTRICE
	Oh santo Frate, oh, ditemi, santo Frate,
	dov' lo sposo della mia padrona, dov' Romeo?

FRATE LORENZO
	Eccolo l, per terra, ubriaco delle sue lacrime.

NUTRICE
	Ah, lui  proprio come la mia padroncina, proprio come lei.
	Oh, che armonia di dolori, che pietosa situazione!
	Anche lei giace cos, singhiozzando e piangendo,
	piangendo e singhiozzando. E voi, alzatevi, alzatevi,
	tiratevi su, se siete un uomo. Per amor di Giulietta,
	per amor suo, alzatevi, state dritto.
	Perch cascare in un pozzo cos profondo? .Romeo si alza..

ROMEO
	Balia.

NUTRICE
	Ah, signore, signore, la morte  la fine di tutto.

ROMEO
	Hai parlato di Giulietta? Come l'ha presa?
	Non mi creder un assassino abituale,
	ora che ho macchiato l'infanzia della nostra gioia
	con un sangue che  quasi il suo?
	Dov'? Come sta? Cosa dice la mia sposa segreta
	del nostro amore cancellato?

NUTRICE
	Ah, non dice niente, signore, ma non fa altro che piangere,
	ora si getta sul letto, poi si tira su, e chiama Tebaldo,
	e poi piange per Romeo, e poi di nuovo sul letto.

ROMEO
	Ah,  come se quel nome,
	sparato dalla bocca mortale d'un cannone,
	la uccidesse, come la mano maledetta
	di quel nome ha ucciso il suo parente.
	Ma dimmi, Frate, dimmi,
	in quale vile parte di questa anatomia
	risiede il mio nome? Dimmelo,
	ch'io possa saccheggiare l'odiosa residenza.

FRATE LORENZO
	Ferma quella tua mano disperata! Sei un uomo?
	Il tuo aspetto grida di s, ma le tue lacrime sono da donna,
	e le tue azioni selvagge mostrano la furia irrazionale
	d'una bestia. Sei una donna che impropriamente indossa
	le sembianze di un uomo, o una bestia incongrua,
	che indossa l'apparenza d'entrambi?
	Mi hai sbalordito! Sul mio sacro ordine,
	pensavo il tuo carattere ben pi temprato!
	Hai ucciso Tebaldo? Ti vuoi suicidare,
	e uccidere cos la tua donna che vive della tua vita,
	volgendo il tuo odio maledetto contro te stesso?
	Perch maledici la tua nascita, il cielo e la terra?
	Forse perch nascita, cielo e terra,
	tutti e tre in un solo istante si sono incontrati in te,
	tu in un solo istante tutti e tre li vuoi perdere?
	Vergogna, vergogna, fai disonore al tuo corpo, al tuo amore,
	al tuo spirito, tu, che come un usuraio, ricco di tutto,
	non usi nulla in modo legittimo per adornare
	il tuo corpo, il tuo amore, il tuo spirito.
	Il tuo bel corpo  solo un manichino di cera
	che si allontana dalle virt di un uomo;
	il caro amore che giuri  uno spergiuro
	che uccide la donna che hai fatto voto d'amare;
	e il tuo spirito, corona del corpo e dell'amore,
	fallisce nel guidarli, come polvere da sparo
	nella fiaschetta d'una recluta inesperta
	per la tua ignoranza prende fuoco,
	e sei fatto a pezzi da ci che doveva difenderti.
	Chi diamine, alzati ragazzo! La tua Giulietta,
	per il cui amore un attimo fa eri morto,
	 viva, e in questo sei fortunato.
	Tebaldo voleva ucciderti, e invece l'hai ucciso tu.
	E in questo sei fortunato.
	La legge, che prometteva la morte,
	ti si mostra amica e la cambia in esilio.
	E in questo sei fortunato.
	Un mucchio di benedizioni scende su di te,
	la felicit ti corteggia col suo vestito pi bello
	e tu, come una ragazzetta stizzosa e testarda,
	metti il broncio alla tua fortuna e al tuo amore.
	Attento, attento, cos si finisce male.
	Adesso su, va' dal tuo amore, com'era deciso,
	sali in camera sua, va' a consolarla.
	Ma attento a non restare sino al turno di guardia,
	perch allora non potresti pi andare a Mantova,
	dove vivrai finch troveremo il momento
	per render pubblico il vostro matrimonio,
	riconciliare gli amici, chieder perdono al Principe,
	e farti tornare con una gioia milioni di volte pi grande
	del dolore col quale sei partito.
	Vai avanti tu, nutrice. Ricordami alla tua padrona
	e dille di far andare tutti a letto presto,
	come li avr disposti la gran pena.
	Romeo verr subito.

NUTRICE
	Oh signore, sarei rimasta qua tutta la notte
	a sentirvi dare buoni consigli. Che gran cosa  la cultura!
	Signor mio, dir alla padrona che state per venire.

ROMEO
	Diteglielo, e dite al mio amore
	che si prepari a sgridarmi.
.La Nutrice fa per uscire, ma si volta indietro..

NUTRICE
	Ma ecco, signore, ho qui un anello che lei mi ha ordinato di darvi.
	Su, fate presto, perch si sta facendo tardi. .Esce..

ROMEO
	Ah, la mia speranza torna a vivere con questo.

FRATE LORENZO
	Va' allora. Buona notte. E ricordati
	che la tua sorte  legata a queste cose:
	o parti prima che monti la guardia, o, all'alba,
	dovrai andartene travestito. Fermati a Mantova.
	Io trover il tuo servo fidato e lui ti verr a riferire
	ogni volta che qui accadr qualcosa di buono per te.
	Dammi la mano,  tardi. Addio. Buona notte.

ROMEO
	Se non mi chiamasse una gioia superiore ad ogni altra,
	sarebbe per me un dolore separarmi cos in fretta da te.
	Addio. .Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Capuleti, Donna Capuleti e Paride..

CAPULETI
	Le cose hanno preso una piega tale, signore,
	che non abbiamo avuto il tempo di convincere nostra figlia.
	Vedete, amava molto suo cugino Tebaldo,
	e cos l'amavo io. Beh, siamo tutti nati per morire.
	 ormai molto tardi. Non scender stasera.
	E vi garantisco che se non fosse per la vostra compagnia,
	sarei anch'io gi a letto da pi d'un'ora.

PARIDE
	Questi tempi di dolore non ci lasciano il tempo
	di parlare d'amore. Buona notte, signora.
	Ricordatemi a vostra figlia.

DONNA CAPULETI
	Lo far, e domattina presto sonder le sue intenzioni.
	Questa sera  ancora troppo chiusa nel suo dolore.
.Paride fa per andarsene, ma Capuleti lo richiama..

CAPULETI
	Conte Paride, oso farvi sicura promessa dell'amore di mia figlia.
	Penso che si far guidare in ogni cosa da me, anzi, ne sono sicuro.
	Moglie, v da lei prima di coricarti,
	rendile noto l'amore del mio nuovo figlio, Paride,
	e avvisala... mi ascolti?... che mercoled prossimo...
	un momento... che giorno  oggi?

PARIDE
	Luned, signore.

CAPULETI
	Luned! Ah ah! Bene, mercoledi  troppo presto,
	facciamo gioved, dille che gioved prossimo
	si sposer con questo nobile conte.
	Voi sarete pronto? Vi va bene questa fretta?
	Non voglio una gran festa, un amico o due,
	perch, rendetevene conto, con Tebaldo appena morto,
	potrebbero pensare che c'importi poco di lui,
	che era un nostro parente, se facciamo una gran festa.
	Facciamo cinque o sei amici e fermiamoci li.
	Cosa ne dite, allora, di gioved?

PARIDE
	Mio signore, vorrei che gioved fosse domani.

CAPULETI
	Bene. Andate pure. Restiamo intesi per gioved.
	E tu va da Giulietta prima d'andare a letto, moglie,
	e preparala al matrimonio. Arrivederci, signor mio.
	Su, fatemi luce sino alla mia stanza!
	Perbacco,  cos tardi che tra un po' diremo che  presto.
	Buona notte. .Escono..

/:/Scena V


.Entra Romeo e Giulietta in alto, alla finestra..

GIULIETTA
	Vuoi gi andar via? Il giorno  ancora lontano.
	 stato l'usignolo, non l'allodola,
	che ha colpito l'incavo del tuo orecchio timoroso.
	Canta ogni notte, laggi, su quell'albero di melograno.
	Credimi, amore, era l'usignolo.

ROMEO
	Era l'allodola, la messaggera del mattino, non l'usignolo.
	Guarda, amore, come quelle strisce di luce invidiose
	coprono di merletti le nubi che si stanno aprendo, l, a oriente.
	Le candele della notte si sono consumate,
	e il giorno allegro si fa avanti in punta di piedi
	sulle cime nebbiose dei monti.
	Debbo andarmene e vivere, oppure restare e morire.

GIULIETTA
	Quella luce non  l'alba, ne son sicura, io.
	 una meteora, emanata dal sole per illuminarti la strada
	e scortarti, stanotte, come un servo con la torcia,
	sino a Mantova. Ecco perch puoi ancora restare:
	non c' bisogno che te ne vada.

ROMEO
	Mi prendano pure, mi mettano a morte,
	sono contento se  questo che tu vuoi.
	Dir che quel barlume grigio non  l'occhio del mattino,
	ma il pallido riflesso del viso di Cinzia;
	che non  l'allodola a percuotere con le sue note la volta del cielo,
	cos alta sulle nostre teste.
	Ho pi desiderio di restare che voglia d'andarmene.
	Vieni pure morte, sii la benvenuta, Giulietta vuole cos.
	Che c', anima mia? Parliamo. Non  ancora giorno.

GIULIETTA
	 giorno,  giorno. Via di qui, presto, fuggi.
	 l'allodola che stona in questo modo,
	sforzando la sua voce a dissonanze cos aspre,
	ad acuti cos sgradevoli. Dicono
	che l'allodola sa dividere con gran dolcezza gli accordi.
	Questa non lo fa, visto come ci divide.
	Dicono che l'allodola e il rospo schifoso
	si scambiano gli occhi.
	Ah, vorrei che ora si fossero scambiate anche le voci!
	Questa che sentiamo ci spaventa,
	strappandoci l'uno dalle braccia dell'altra,
	e ti caccia via suonando la sveglia all'alba.
	Oh, vattene, adesso: c' sempre pi luce.

ROMEO
	Sempre pi luce, sempre pi buia la nostra sofferenza.

.Entra in fretta la Nutrice..

NUTRICE
	Signora.

GIULIETTA
	Balia?

NUTRICE
	La vostra signora madre sta per venire in camera vostra.
	 spuntato il giorno, siate prudenti, in guardia. (.Esce..)

GIULIETTA
	Allora, finestra, fa entrare il giorno e uscire la vita.

ROMEO
	Addio, addio, un ultimo bacio, e scendo. .Scende..

GIULIETTA
	Te ne vai cos? Amore, mio signore, sposo mio,
	amico e amante, voglio tue notizie
	per ogni giorno che sta in un'ora,
	ch in ogni minuto stanno tanti giorni!
	Oh, a contare cos il tempo, sar carica d'anni
	prima di rivedere il mio Romeo.

ROMEO
	Addio, non perder occasione per farti avere mie notizie,
	amore mio.

GIULIETTA
	Oh, pensi che ci rivedremo ancora?

ROMEO
	Non ho dubbi. E tutti questi dolori
	saranno in futuro materia di dolci racconti.

GIULIETTA
	Oh Dio, la mia anima ha brutti presagi!
	Mi pare di vederti, adesso, che sei cos gi in basso,
	come un morto, in fondo a una tomba.
	E se la mia vista non m'inganna, sei pallido.

ROMEO
	Credimi, amore, anche tu, ai miei occhi, sei pallida.
	Il nostro dolore, assetato, ci beve il sangue. Addio, addio. .Esce..

GIULIETTA
	Oh fortuna, fortuna! Tutti ti chiamano incostante:
	se sei incostante, cosa te ne farai di lui,
	che  famoso per la sua fedelt?
	Sii incostante, fortuna, cos potr sperare
	che non lo terrai a lungo ma lo rimanderai indietro.

.Entra Donna Capuleti..

DONNA CAPULETI
	Ehi, figlia mia, sei gi sveglia?

GIULIETTA
	Chi  che mi chiama?  mia madre.
	Non  ancora andata a letto o si  gi alzata?
	Quale strana ragione la porta qui? .Si ritira dalla finestra..

DONNA CAPULETI
	Ehi, come va, Giulietta?

.Entra Giulietta..

GIULIETTA
	Non sto bene, signora.

DONNA CAPULETI
	Sempre a piangere per la morte di tuo cugino?
	E che, vuoi forse riempire la sua tomba di lacrime,
	e farlo galleggiar fuori? Se anche ci riuscissi,
	non potresti riportarlo in vita. Smettila quindi:
	un dolore ragionevole  indice di molto affetto,
	ma un dolore esagerato  segno di poca saggezza.

GIULIETTA
	E tuttavia lasciatemi piangere una perdita cos sentita.

DONNA CAPULETI
	Cos facendo sentirai la perdita,
	non l'amico che tanto piangi.

GIULIETTA
	Sentendo la perdita, non ho scelta
	se non piangere eternamente per l'amico.

DONNA CAPULETI
	Via ragazza, tu piangi cos non per la sua morte,
	ma perch  ancora vivo quel vile che l'ha ucciso.

GIULIETTA
	Quale vile, signora?

DONNA CAPULETI
	Quel vile di Romeo.

GIULIETTA
	Tra la vilt e lui ci sono mille miglia di distanza.
	Dio lo perdoni. Io lo perdono con tutto il cuore.
	Eppure, nessun altro, come lui, fa soffrire il mio cuore.

DONNA CAPULETI
	 perch quel traditore assassino vive ancora.

GIULIETTA
	S, signora, lontano dalla portata di queste mani.
	Potessi io sola vendicare la morte di mio cugino.

DONNA CAPULETI
	Non temere, ci vendicheremo prima o poi,
	non piangere pi. Mander qualcuno a Mantova,
	dove adesso vive in esilio quel rinnegato,
	a dargli una tale dose inusitata di veleno
	da mandarlo subito a far compagnia a Tebaldo.
	Allora, spero, sarai soddisfatta.

GIULIETTA
	In verit non sar mai soddisfatta di Romeo
	finch non l'avr visto - morto -
	tanto  straziato il mio povero cuore per un parente.
	Signora, se voi riusciste a trovare un uomo
	per portargli il veleno, vorrei prepararlo io stessa:
	sarebbe tale che Romeo, dopo averlo ricevuto,
	dormirebbe presto in pace.
	Ah, come soffre il mio cuore a sentire quel nome
	senza potergli correre incontro
	per sfogare sul suo corpo d'assassino tutto l'amore
	che nutrivo per mio cugino.

DONNA CAPULETI
	Tu trova ci che serve, io trover l'uomo.
	Ma adesso, ragazza, ti dir novit gioiose.

GIULIETTA
	La gioia sarebbe benvenuta, in simili circostanze.
	Che novit ci sono, vi prego signora.

DONNA CAPULETI
	Ecco, ecco, tu hai un padre premuroso,
	bambina, uno che per tirarti fuori dalla tua oppressione
	si  inventato un'improvvisa giornata d'allegria
	che tu non t'aspettavi, come non potevo prevederlo io.

GIULIETTA
	Signora, ben venga. E cos' questa giornata?

DONNA CAPULETI
	Allegra, figliola, che il prossimo gioved mattina
	il prode, giovane e nobile gentiluomo, il conte Paride,
	nella chiesa di S. Pietro, con letizia
	far di te la sua moglie felice.

GIULIETTA
	Ah, per la chiesa di S. Pietro e per S. Pietro stesso,
	non far di me la sua moglie felice.
	Mi meraviglio di tutta questa fretta,
	che mi vorrebbe sposata prima che corteggiata
	da chi si candida alla mia mano.
	Vi prego, signora, dite al mio signore e padre
	che non voglio ancora sposarmi,
	e quando lo volessi, giuro che sposer Romeo,
	e voi sapete che l'odio, piuttosto che Paride.
	Queste sono davvero novit.

DONNA CAPULETI
	Ecco che arriva vostro padre; diteglielo voi stessa,
	e vedremo come la prender.

.Entrano Capuleti e la Nutrice..

CAPULETI
	Quando il sole tramonta, la terra stilla rugiada,
	ma per il tramonto del figlio di mio cognato piove a dirotto.
	Ragazza, che c', sei diventata una grondaia?
	Ancora in lacrime? Sempre a diluviare?
	In un piccolo corpo fingi d'essere
	barca, mare e vento.
	Nei tuoi occhi, che chiamer il mare,
	c' ancora flusso e riflusso di lacrime.
	Il tuo corpo  la barca, che veleggia in questo mare salato,
	e i tuoi sospiri sono i venti,
	che infuriando con le tue lacrime, e queste contro i venti,
	travolgeranno il tuo corpo scosso dalla tempesta
	senza un'improvvisa bonaccia.
	E allora, moglie mia, le avete comunicato le mie decisioni?

DONNA CAPULETI
	S, signor mio, ma, pur ringraziandovi, non le accetta.
	Le starebbe bene, a questa sciocca, di sposarsi con la sua tomba!

CAPULETI
	Piano. Fatemi capire, fatemi capire bene, moglie.
	Come? Non accetta? Non ci ringrazia? Non ne  orgogliosa?
	Non ha capito che  una fortuna, indegna com',
	essere riusciti a convincere
	un cos degno gentiluomo a essere suo sposo?

GIULIETTA
	Non ne sono orgogliosa, no, al pi, riconoscente;
	non potrei mai essere orgogliosa d'una cosa che detesto;
	ma riconoscente s, anche per ci che detesto,
	se  conseguenza del vostro affetto.

CAPULETI
	Come, come, come? Fai la sofista? Che vuoi dire?
	"Sono orgogliosa", "vi ringrazio", e "non vi ringrazio",
	e tuttavia "non lo sono"? Ehi tu, madamigella,
	non darmi a bere grazie e non grazie, orgogli e non orgogli,
	ma prepara i tuoi bei piedini per gioved mattina,
	per andare con Paride alla chiesa di S. Pietro,
	o ti ci trascino io su una carretta.
	Via, carogna anemica! Via, puttana! Faccia smunta!

DONNA CAPULETI
	Via, via. E che, siete impazzito?

GIULIETTA
	Buon padre, vi prego in ginocchio. .Si inginocchia..
	Siate cos paziente da lasciarmi dire una parola.

CAPULETI
	Alla forca, puttana, disgraziata ribelle!
	Ascoltami bene: o vai in chiesa gioved,
	o non mi vedrai pi in faccia. Non parlare,
	non replicare, non osare rispondermi,
	che mi prudono gi le mani.
	E noi, moglie, che credevamo Dio ci avesse puniti
	dandoci solo questa figlia! Adesso vedo che una cos
	 gi troppo, e che averla  stato il vero castigo!
	Levati dai piedi, sgualdrina!

NUTRICE
	Che Dio in cielo la protegga!
	Siete da biasimare, mio signore, a trattarla cos.

CAPULETI
	E perch, mia Signora Saggezza? Statevi zitta,
	buona Prudenza! Andate a spettegolare con le comari, via.

NUTRICE
	Non ho detto niente di male...

CAPULETI
	Ah, buonasera!

NUTRICE
	Non si pu pi parlare?

CAPULETI
	Zitta, stupida d'una brontolona!
	Andate a dire le vostre saggezze attorno a un bicchiere
	tra un pettegolezzo e l'altro, qui non ne sentiamo il bisogno.

DONNA CAPULETI
	Vi scaldate troppo.

CAPULETI
	Ostia! Questa mi far impazzire! Di giorno e di notte,
	sul lavoro e nel riposo, da solo e in compagnia,
	ho sempre avuto un solo pensiero, trovarle marito!
	E ora che ho trovato un vero gentiluomo, nobile,
	proprietario terriero, giovane, con una gran famiglia dietro,
	pieno, come si suol dire, delle migliori qualit,
	e nella proporzione che uno si augurerebbe in ogni uomo,
	ecco che trovo una stupida, pazza piagnona,
	una bambola lamentosa, che quando la fortuna le si offre,
	risponde "non mi sposer", "non riesco ad amare",
	"son troppo giovane", "vi prego di perdonarmi"!
	Ma se non ti vuoi sposare, ti perdono io!
	Via, a pascolare dove vuoi, ma non in casa mia!
	Attenta, pensaci bene, non scherzo, io. Gioved  vicino!
	Mettiti una mano sul cuore e riflettici sopra.
	Se mi ubbidirai, ti dar in moglie a un amico;
	altrimenti, impiccati! Chiedi la carit, muori di fame,
	crepa in mezzo a una strada, perch,
	per l'anima mia, non ti riconoscer pi,
	n ci che  mio ti sar mai d'aiuto.
	Contaci e ripensaci. Manterr la parola. .Esce..

GIULIETTA
	Non siede pi nessuna piet tra le nuvole,
	che veda sino in fondo alla mia disperazione?
	Oh dolce madre mia, non scacciatemi,
	fate rinviare queste nozze d'un mese, d'una settimana,
	o, se no, fate preparare il mio letto nuziale
	nell'oscura tomba in cui giace Tebaldo.

DONNA CAPULETI
	Non rivolgerti a me, perch io non dir pi una parola.
	Fai come vuoi, tra me e te  tutto finito. .Esce..

GIULIETTA
	Oh Dio, oh balia, come far a evitare tutto questo?
	Il mio sposo  qui, sulla terra, e la mia fede in cielo.
	Come potr la mia fede tornare sulla terra,
	a meno che non me la rimandi mio marito dal cielo,
	dopo aver lasciato questa terra?
	Fammi coraggio, dammi un consiglio. Ahim!
	Ahim!  possibile che il cielo tenda inganni
	a una creatura inerme come me? Cosa dici?
	Non hai una parola di gioia?
	Un po' di conforto, balia.

NUTRICE
	In fede mia, ecco qui.
	Romeo  in esilio, e scommetto tutto contro niente
	che non avr il coraggio di tornare qui a reclamarvi.
	O, se lo far, dovr farlo di nascosto.
	Quindi, stando le cose come stanno, il meglio da farsi
	 che voi vi sposiate il Conte.
	 un cos bel signore! Al suo confronto,
	Romeo  uno strofinaccio. Neanche un'aquila,
	signora mia, ha degli occhi cos verdi, cos belli, cos acuti,
	come quelli di Paride. Sia dannato il mio cuore,
	penso che siate fortunata in questo secondo matrimonio;
	 ancora meglio del primo; e se anche non lo fosse,
	il vostro primo marito  morto, o tanto varrebbe che lo fosse,
	visto che, anche se  vivo, non te lo puoi godere.

GIULIETTA
	Parli col cuore?

NUTRICE
	S, e anche con l'anima! o siano maledetti tutti e due!

GIULIETTA
	Amen.

NUTRICE
	Cosa?

GIULIETTA
	Beh, mi hai proprio consolata, a meraviglia!
	Torna dentro, e di' a mia madre che, avendo dato un dispiacere
	a mio padre, sono andata da Fra Lorenzo,
	a confessarmi per ricevere l'assoluzione.

NUTRICE
	Per la Vergine, vado: questa  una saggia azione. .Esce..

GIULIETTA
	Vecchia maledetta! Perfido demonio!
	Pecca di pi spingendomi cos a giurare il falso,
	o quando calunnia mio marito
	con quella stessa lingua che l'aveva esaltato mille volte
	al di sopra di ogni confronto?
	Vattene, consigliere! Da questo istante
	tu e il mio cuore non vi conoscerete pi!
	Andr dal Frate, a sapere se ha qualche rimedio.
	Se tutto andasse male, posso sempre uccidermi. .Esce..

/:/ATTO IV



.Scena I


.Entrano il Frate .(.Lorenzo.). e Paride..

FRATE LORENZO
	Gioved, signore? C' assai poco tempo.

PARIDE
	Mio suocero, Capuleti, vuole cos,
	e non sar cos pigro da rallentare la sua fretta.

FRATE LORENZO
	Mi dite di non conoscere l'animo della ragazza.
	 un modo di fare scorretto. Non mi piace.

PARIDE
	Lei piange senza freno per la morte di Tebaldo,
	perci ben poco ho potuto parlarle d'amore,
	ch Venere non sorride in una casa di lacrime.
	Ora, signore, il padre pensa che sia pericoloso
	abbandonarsi cos al dolore, e, nella sua saggezza,
	spinge a queste nozze
	per arginare quel diluvio di lacrime
	che, troppo nutrito di pensieri solitari,
	potrebbe essere fermato da un po' di compagnia.
	Ora conoscete la ragione di questa fretta.

FRATE LORENZO
	Vorrei non conoscere le ragioni
	per cui dovrei frenarla... guardate, signore,
	 proprio lei che viene verso la mia cella.

.Entra Giulietta..

PARIDE
	Che incontro fortunato, mia signora e sposa.

GIULIETTA
	Ci potr essere, signore, quando potr essere una sposa.

PARIDE
	Quel potr essere dovr essere giovedi prossimo, amor mio.

GIULIETTA
	Ci che deve essere, sar.

FRATE LORENZO
	Questa  una massima sicura.

PARIDE
	Venite a confessarvi da questo padre?

GIULIETTA
	Se vi rispondessi, mi confesserei con voi.

PARIDE
	Non negate, con lui, che mi amate.

GIULIETTA
	A voi posso confessare che amo lui.

PARIDE
	E confesserete anche, ne sono sicuro, che amate me.

GIULIETTA
	Se mai lo far, avr certo pi valore
	detto alle vostre spalle, che non davanti a voi.

PARIDE
	Povera cara, il tuo volto  assai sciupato dalle lacrime.

GIULIETTA
	Non  stata una gran vittoria, per le lacrime;
	era abbastanza brutto anche prima della loro ingiuria.

PARIDE
	Tu l'insulti pi di quanto hanno fatto le lacrime,
	parlando cos.

GIULIETTA
	La verit, signor mio, non  un'offesa,
	e ci che dico al mio viso, glielo dico in faccia!

PARIDE
	Ma il tuo viso  mio, e tu l'hai offeso.

GIULIETTA
	Pu essere, perch non  mio... Avete tempo, adesso,
	padre, o devo tornare per la messa serale?

FRATE LORENZO
	No, mi va bene adesso, figlia mia pensosa...
	Signor mio, dobbiamo restar da soli, un poco.

PARIDE
	Dio mi guardi dal disturbare le devozioni.
	Giulietta, giovedi mattina verr a svegliarti presto.
	Fino ad allora, addio, e accetta un bacio rispettoso. .Esce..

GIULIETTA
	Oh chiudi la porta, e quando l'avrai fatto
	vieni a piangere con me, non c' pi speranza,
	rimedio, aiuto!

FRATE LORENZO
	Oh, Giulietta, conosco il tuo dolore,
	e mi sconvolge tanto che non so pi ragionare:
	so che tu gioved, e senza possibilit di rinvio,
	dovrai sposare questo Conte.

GIULIETTA
	Non mi dire, Frate, che lo sai,
	se non sai anche dirmi come possa impedirlo.
	Se con la tua saggezza non sai darmi aiuto,
	d almeno saggia la mia decisione
	di trovar subito aiuto in questo pugnale.
	Dio ha unito il mio cuore a quello di Romeo,
	tu hai congiunto le nostre mani, e adesso,
	prima che questa mano, da te congiunta a Romeo,
	possa suggellare un altro patto,
	o prima che il mio cuore fedele possa, con un vile mutamento,
	volgersi a un altro, questo uccider mano e cuore.
	Cerca, dunque, di cavare dalla tua lunga esperienza
	un rapido suggerimento; oppure, guarda:
	tra me e le mie sciagure
	questo pugnale sanguinante far da arbitro,
	decidendo ci che l'autorit dei tuoi anni,
	o la tua scienza
	non han saputo portare a una conclusione onorevole.
	Non tardare a rispondere. Ho fretta di morire
	se ci che dirai non parla di rimedi.

FRATE LORENZO
	Calma, figlia mia. Qualcosa come una speranza la intravedo,
	ma ha bisogno d'un tentativo cos disperato
	com' disperato ci che vogliamo impedire.
	Se piuttosto di sposare il conte Paride
	tu hai la forza di volont di ucciderti,
	allora, forse, avrai il coraggio di affrontare qualcosa
	che della morte ha solo l'apparenza,
	pur di scacciare quella vergogna
	per sfuggire alla quale sfideresti la morte stessa.
	Se tu hai il coraggio, io ti dar il rimedio.

GIULIETTA
	Ah, piuttosto che sposare Paride,
	ordinami di gettarmi gi dai merli d'una qualsiasi torre,
	fammi camminare per strade infestate da ladri
	o dimmi di nascondermi in un nido di serpenti.
	Legami con degli orsi infuriati,
	rinchiudimi di notte in un ossario,
	nascosta sotto i mucchi scricchiolanti d'ossa dei defunti,
	tra stinchi putridi e gialli teschi senza pi mandibole,
	oppure ordinami di calarmi in una fossa appena fatta
	e di nascondermi col morto nel suo sudario.
	Cose che solo a sentirle dire
	mi hanno sempre fatto tremare...
	ma sono pronta a farle senza esitazioni o paure,
	pur di restare la moglie onorata del mio dolce amore.

FRATE LORENZO
	Ascoltami allora. Vai a casa, mostrati allegra,
	acconsenti al matrimonio. Domani  mercoled,
	fa' in modo di restar sola la notte,
	non lasciare che la balia dorma con te nella stanza.
	Prendi questa fiala, e quando sarai a letto,
	bevi tutto questo liquido eterico.
	Subito per tutte le vene ti correr un torpore freddo,
	il polso perder il suo ritmo naturale
	e smetter di battere. Nessun calore, nessun respiro
	testimonieranno della tua vita,
	le rose delle tue labbra e delle tue guance appassiranno,
	prendendo il colore della cenere,
	le finestre degli occhi si chiuderanno,
	come quando la morte chiude fuori la luce della vita.
	E ogni parte del corpo, privata del movimento,
	sembrer rigida, dura, fredda, come morta.
	Con questa sembianza presa a prestito dalla secca morte
	resterai per quarantadue ore, poi ti sveglierai
	come da un sonno piacevole. In questo modo,
	quando lo sposo verr la mattina a farti alzare dal letto,
	sarai l, morta. Allora, secondo le usanze del nostro paese,
	in una bara aperta, vestita dei tuoi abiti pi belli,
	ti porteranno in quell'antica cripta
	dove sono sepolti tutti i Capuleti.
	Nel frattempo, prima che tu ti sia svegliata,
	avvertir Romeo del nostro piano con una lettera,
	e verr subito qui, e lui ed io
	sorveglieremo il tuo risveglio, e la stessa notte
	Romeo ti porter via, a Mantova, con lui.
	E questo ti salver dal disonore che ti minaccia,
	se un qualche capriccio o una paura da donnicciola
	non ti toglieranno il coraggio al momento dell'azione.

GIULIETTA
	Dammelo, dammelo! Ah, non parlarmi di paura.

FRATE LORENZO
	Ecco, prendi. Fa' in fretta.
	Sii forte e fortunata nel tuo proposito.
	Mander in tutta fretta un frate a Mantova
	con una lettera per il tuo sposo.

GIULIETTA
	L'amore mi d la forza, e la forza m'aiuter.
	Addio, caro padre. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Capuleti, Donna Capuleti, la Nutrice e due o tre servi..

CAPULETI
	Invita tutti gli ospiti che sono scritti qui.
(.Esce un servo..)
	E tu, ragazzo, va' a ingaggiare venti abili cuochi.

SERVO
Non avrete schiappe, signore, perch li metter alla prova. Voglio vedere come si sanno leccare le dita.

CAPULETI
	Cosa? E a che serve una prova simile?

SERVO
Per la madonna, signore:  un cuoco da poco quello che non si lecca le dita; perci chi non sa leccarsele, niente ingaggio.

CAPULETI
	Va, va pure. .Esce il servo..
	Siamo molto indietro coi preparativi per l'occasione.
	Allora, mia figlia  andata da Fra Lorenzo?

NUTRICE
	S, proprio cos.

CAPULETI
	Bene, pu darsi che abbia una buona influenza su lei.
	 una buona a nulla, ostinata e capricciosa.

.Entra Giulietta..

NUTRICE
	Guardatela, che se ne torna dalla confessione tutta allegra.

CAPULETI
	E allora, testona, dove sei andata a perder tempo?

GIULIETTA
	Dove ho imparato a pentirmi del peccato
	di disobbedienza, resistendo a voi e ai vostri ordini,
	e dove mi  stato imposto, dal santo Frate Lorenzo,
	di gettarmi qui ai vostri piedi e di implorare il perdono.
	Perdonatemi, vi scongiuro.
	D'ora in avanti, mi far sempre guidare da voi.
.Si inginocchia..

CAPULETI
	Andate a chiamare il Conte, avvertitelo di tutto questo.
	Questo nodo va stretto domattina stessa.

GIULIETTA
	Ho incontrato il giovane signore nella cella di Fra Lorenzo,
	e gli ho mostrato tutto quel giusto affetto che potevo,
	senza oltrepassare i limiti della modestia.

CAPULETI
	Bene, sono contento. Brava. Alzati.
	Cos ci si deve comportare. Voglio vedere il Conte.
	Ma s, perdiana. Andate, dico, e fatelo venire qui.
	Devo dire, adesso, e chiamo Dio a testimone,
	che la citt tutta deve essere riconoscente
	a questo santo e reverendo frate.

GIULIETTA
	Balia, vuoi venire con me nella mia stanza
	per aiutarmi a scegliere gli ornamenti
	che riterrai adatti per domani?

DONNA CAPULETI
	No, aspettiamo giovedi. C' tutto il tempo.

CAPULETI
	Va', balia, va' con lei. Andremo in chiesa domani.
.Escono Giulietta e la Nutrice..

DONNA CAPULETI
	Non avremo il tempo di preparare.  quasi sera.

CAPULETI
	Macch, mi dar da fare anch'io,
	e vedrai, moglie, che tutto andr come si deve.
	Tu va da Giulietta, aiutala ad addobbarsi.
	Io non andr a letto stanotte. Lasciami solo.
	Far io, questa volta, la padrona di casa. Ehi, ehi!
	Sono tutti via. Beh, ci andr io, a piedi
	dal conte Paride, a farlo preparare per domattina.
	Mi sento il cuore straordinariamente leggero,
	ora che quella ostinata ragazza ha messo giudizio. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano Giulietta e la Nutrice..

GIULIETTA
	S,  il vestito pi adatto. Ma, cara balia, ti prego,
	lasciami sola stanotte, perch ho bisogno di pregare a lungo
	per convincere il cielo a sorridere al mio stato,
	che, come sai bene,  tristo e peccaminoso.

.Entra Donna Capuleti..

DONNA CAPULETI
	Allora, siete indaffarate? Avete bisogno d'aiuto?

GIULIETTA
	No signora, abbiamo scelto quanto  necessario
	e conveniente al nostro stato di domani.
	Adesso, vi prego, lasciatemi sola.
	Tenete pure la balia in piedi con voi, stanotte,
	sono sicura che avrete tantissimo da fare
	a organizzare tutto cos all'improvviso.

DONNA CAPULETI
	Buona notte, va' a letto e riposa bene,
	ne hai proprio bisogno.
.Escono .(.Donna Capuleti e la Nutrice.).

GIULIETTA
	Addio. Dio sa quando c'incontreremo di nuovo.
	Un brivido lieve di fredda paura mi percorre le vene
	e quasi gela il calore della vita.
	Le richiamer a confortarmi. - Balia! -
	Ma cosa farebbe, qui, lei?
	La mia lugubre scena devo recitarmela da sola.
	Vieni, fiala. E se la mistura non avesse effetto?
	Dovr dunque andar sposa, domattina? No! No!
	Questo lo impedir. Stammi qua vicino, tu.
(.Posa un pugnale..)
	E se fosse un veleno, che il Frate,
	a tradimento, mi ha dato per uccidermi
	ed evitare il disonore di queste nozze,
	dopo che lui stesso mi ha gi sposata con Romeo?
	Ho paura sia cos. E d'altra parte mi pare impossibile,
	si  sempre dimostrato un sant'uomo.
	E se, quando sar calata nella tomba,
	io mi svegliassi prima che Romeo venga a salvarmi?
	Che idea spaventosa! Non mi sentirei allora soffocare,
	in quella cripta alla cui bocca disgustosa
	non arriva un respiro d'aria pura... e se poi morissi
	soffocata, l, prima che il mio Romeo arrivi?
	O se vivessi, non  probabile
	che il terribile pensiero della morte e della notte,
	mescolandosi all'orrore del luogo -
	una specie di sepolcro, un antico sotterraneo
	dove per centinaia d'anni sono state ammucchiate le ossa
	di tutti i miei avi sepolti; dove l'insanguinato Tebaldo,
	appena seppellito, sta ancora putrefacendosi nel suo sudario;
	dove, come molti dicono, a certe ore della notte,
	gli spiriti tornano in vita... ahim! ahim!
	non  probabile che io, svegliandomi troppo presto
	tra quegli odori disgustosi, tra quelle urla
	simili a quelle delle mandragore strappate dalla terra,
	capaci di far impazzire gli uomini che le ascoltano...
	ah, se mi svegliassi, non perderei la ragione,
	e, assalita da tutte queste paure orribili,
	mi metterei a giocare come una pazza con le ossa dei miei padri,
	e strapperei dal suo sudario lo straziato Tebaldo,
	e in quest'accesso di furore,
	usando come clava l'osso di un mio antenato,
	non finirei, disperata, per farmi schizzare le cervella?
	Oh, guarda, mi par di vedere il fantasma di mio cugino
	a caccia di Romeo, che ha infilzato il suo corpo
	sulla punta della spada. Fermati, Tebaldo, fermati!
	Romeo, Romeo, Romeo! questo lo bevo per te!
.Si butta sul suo letto, dietro i tendaggi..

/:/Scena IV


.Entrano Donna Capuleti e la Nutrice..

DONNA CAPULETI
	Tieni, balia, prendi queste chiavi e porta qui altre spezie.

NUTRICE
	Vogliono datteri e mele cotogne gi in cucina.

.Entra Capuleti..

CAPULETI
	Su, su, su, muovetevi, il gallo ha cantato due volte!
	La campana del coprifuoco ha suonato: sono le tre!
	Fa' la brava, Angelica, attenta alla roba nel forno:
	non fare economie!

NUTRICE
	Via di qui, vi piace giocare alla massaia eh,
	via, a letto. In fede mia, starete male, domani,
	se state su tutta la notte.

CAPULETI
	Per niente, per niente. Eh, ne ho fatte di notti bianche, io,
	per motivi meno nobili, e non sono mai stato male.

DONNA CAPULETI
	Ah, s, siete stato un gran cacciatore di tope,
	ai vostri tempi, ma veglier io, adesso, sulle vostre veglie.
.Escono Donna Capuleti e la Nutrice...

CAPULETI
	 gelosa,  gelosa!

.Entrano tre o quattro servi con spiedi, ciocchi di legna e cesti..

	Beh, ragazzi, cos' questa roba?

I SERVO
	 roba per il cuoco, signore, ma cosa sia non lo so.

CAPULETI
	In fretta, in fretta! (.Esce il primo servo..)
	E tu porta legna pi secca!
	Chiama Pietro, ti far vedere lui dov'.

2 SERVO
	Ho una testa, signore, che se la trova da s, la legna,
	senza disturbare Pietro per questo.

CAPULETI
	Per la messa, ben detto! Un allegro figlio di troia, ah!
	Ti chiameremo testa di legno. (.Esce il secondo servo..)
	Perdio,  gi giorno! .Si sente della musica..
	Con la musica arriva il Conte, cos aveva detto,
	lo sento gi qui vicino.
	Balia! Moglie! Ehil, e che! Balia, dico!

.Entra la Nutrice..

	Andate a svegliare Giulietta, avanti, e addobbatela bene.
	Io tratterr Paride con quattro chiacchiere. Via, in fretta,
	in fretta! Lo sposo  gi qui. Corri, ti dico!
(.Escono Capuleti e i servi..)

/:/Scena V


.La Nutrice va verso le tende del letto..

NUTRICE
	Signora! Ehi, signora! Giulietta! Dorme della grossa,
	non c' dubbio. Su, agnellino, su, signora!
	Vergogna! Che dormigliona!
	Ehi, amore, signora, dolcezza! Sposina mia!
	Non dici neanche una parola?
	Te la vuoi far adesso la tua riserva, eh?
	Una scorta per una settimana, perch questa notte,
	ci scommetto, il conte Paride si giocher tutto il suo sonno
	pur di non farti prender sonno! Dio mi perdoni!
	E anche la Madonna, amen. Che sonno profondo!
	Ma devo svegliarla. Signora, signora, signora!
	Ah, fatti trovare a letto dal Conte,
	e vedrai come ti sveglier, sul mio onore. Non ti svegli?
	Come, gi vestita... tutta addobbata... e ti sei rimessa a letto?
	Devo assolutamente svegliarti. Signora, signora, signora!
	Ahim! Ahim! Aiuto! Aiuto! La mia signora  morta!
	Ah che sciagura! Ah, non fossi mai nata!
	Dell'acquavite, su! Padrone! Padrona!

.Entra Donna Capuleti..

DONNA CAPULETI
	Cos' questo baccano?

NUTRICE
	Oh, giorno disgraziato!

DONNA CAPULETI
	Cos' successo?

NUTRICE
	Guardi, guardi! Giorno maledetto!

DONNA CAPULETI
	Oh, povera me, povera me! Mia figlia! La mia unica vita!
	Svegliati, apri gli occhi, o morir anch'io con te.
	Aiuto, aiuto, chiamate aiuto!

.Entra Capuleti..

CAPULETI
	Per amor di Dio, fate scendere Giulietta, lo sposo  arrivato!

NUTRICE
	 morta, defunta! Giulietta  morta! Che disgrazia!

DONNA CAPULETI
	Ahim!  morta, morta, morta!

CAPULETI
	Ah, lasciatemela vedere.  andata, ahim.  fredda,
	il sangue s' fermato e le membra sono rigide.
	La vita e queste labbra si sono separate da tempo.
	La morte posa su lei come un gelo precoce
	sul fiore pi dolce di tutto il campo.

NUTRICE
	Ah, giorno di lamenti!

DONNA CAPULETI
	Ah, giorno di dolore!

CAPULETI
	La morte, che l'ha portata via per farmi piangere,
	m'incatena la lingua, e non mi lascia parlare.

.Entrano il Frate. (.Lorenzo.), .Paride e i musici..

FRATE LORENZO
	Su,  pronta la sposa per andare in chiesa?

CAPULETI
	 pronta ad andare, ma per non tornare pi.
	Figlio mio, la notte prima del tuo matrimonio
	la Morte ha fatto l'amore con tua moglie.
	Ecco, lei giace l, un fiore deflorato dal dmone.
	La Morte  adesso mio genero,
	la Morte  il mio erede, che ha sposato mia figlia.
	Io morir e lascer a lui ogni cosa: la mia vita,
	i miei averi, tutto appartiene alla Morte.

PARIDE
	Ho aspettato tanto, con ansia,
	di vedere il volto di questa mattina,
	per assistere a una scena come questa?

DONNA CAPULETI
	Giorno maledetto, infelice, giorno disgraziato e odioso.
	 l'ora pi disgraziata che il tempo abbia mai visto
	nella fatica infinita del suo pellegrinaggio.
	Avevo una sola figlia, povera, povera e amabile figlia,
	una sola cosa che mi rallegrava e mi consolava,
	e la Morte crudele l'ha strappata ai miei occhi.

NUTRICE
	Oh, dolore! Oh doloroso, doloroso, doloroso giorno!
	Giorno pieno di lamenti,
	il pi doloroso giorno che mai, mai abbia visto!
	Oh giorno, giorno, giorno, odioso giorno,
	mai fu visto un giorno nero come questo!
	Oh, giorno doloroso, oh, doloroso giorno!

PARIDE
	Tradito, divorziato, offeso, sprezzato, ucciso!
	Oh Morte detestabile, da te sono stato tradito,
	da te, crudele, completamente distrutto!
	Oh, amore! Oh, vita! Non vita, ma amore nella morte!

CAPULETI
	Disprezzato, abbattuto, odiato, torturato, assassinato!
	Tempo sconsolato, perch sei venuto, ora, a uccidere,
	ad assassinare la nostra festa?
	Oh figlia, figlia, mia anima e non mia figlia, sei morta!
	Ahim, mia figlia  morta,
	e con lei sono sepolte tutte le mie gioie.

FRATE LORENZO
	Pace, pace, per amor di Dio.
	Una disgrazia non si cura scalmanandosi.
	Il Cielo e voi possedevate a met
	questa bella fanciulla. Ora  tutta del cielo,
	ed  molto meglio per lei. La vostra parte
	voi non avete potuto salvarla dalla morte.
	Il Cielo mantiene la sua in una vita eterna.
	Quello che soprattutto desideravate per lei,
	era di migliorare la sua condizione,
	la sua fortuna era per voi il paradiso;
	e la piangete adesso, che  salita
	pi in alto delle nuvole, su, nello stesso cielo?
	O forse, pur amandola, l'amate cos male
	da impazzire vedendola star bene?
	Non  ben maritata la donna che  sposa a lungo,
	ma quella che sposata muore giovane.
	Asciugate le lacrime, spargete il rosmarino
	su questo bel corpo, e, secondo le usanze,
	portatela in chiesa coi suoi vestiti pi belli.
	Anche se la natura stolta ci spinge al pianto,
	le sue lacrime fanno sorridere la ragione.

CAPULETI
	Tutte le cose ordinate per la festa,
	serviranno invece a un cupo funerale:
	gli strumenti saranno campane malinconiche,
	i brindisi di nozze tristi riti di morte,
	gl'inni solenni si mutano in lugubri lamenti,
	i fiori della sposa servono alla sua tomba,
	ed ogni cosa si muta nel suo contrario.

FRATE LORENZO
	Ritiratevi, signore, e voi, signora, andate con lui,
	e anche voi, conte Paride. Ognuno si prepari
	a seguire questo bel corpo sino alla tomba.
	Il cielo vi guarda minaccioso per qualche colpa,
	non provocatelo ancora contrariando i suoi voleri.
.Escono tutti, tranne la Nutrice e i musici che gettano rosmarino su Giulietta e chiudono i tendaggi..

I MUSICISTA
	In fede mia, possiamo riporre i pifferi e sloggiare.

NUTRICE
	Su, bravi ragazzi, mettete via, via,
	lo capite anche voi, il caso  pietoso.

I MUSICISTA
	S, ma nel mio caso, si pu riparare.
.Esce la Nutrice..

.Entra Pietro..

PIETRO
Musici, o musici, attaccate "La pace del cuore", su, "La pace del cuore"! Oh, e mi farete resuscitare, suonate "La pace del cuore"!

I MUSICISTA
E perch proprio quella?

PIETRO
Ah, musici, perch il mio cuore suona per conto suo "Ho il cuore pieno di dolore". Su, suonatemi qualche allegro lamento che mi conforti.

I MUSICISTA
Da noi non sentirai neanche un lamento, non  l'ora di suonare questa.

PIETRO
Dunque non suonerete niente?

I MUSICISTA
No.

PIETRO
E allora ve le dar io, a suon di musica.

I MUSICISTA
Cosa ci darete voi?

PIETRO
Non certo dei soldi, parola mia, vi dar del vagabondo, del suonatore col piattino.

I MUSICISTA
E io vi dar del servo.

PIETRO
E io vi dar sulla zucca il pugnale del servo. Con me niente semiminime: vi dar dei re e dei fa. La capite la sonata?

I MUSICISTA
Coi tuoi re e i tuoi fa, sei tu che suoni per noi.

2 MUSICISTA
Vi prego, riponete il pugnale ed usate il cervello.

PIETRO
E allora in guardia, ecco il cervello. Vi voglio massacrare con la lama del mio spirito, dopo aver messo via quella di ferro. Avanti, rispondetemi da uomini:
	"Se un truce tormento il cuore trapassa
	e una tetra tristezza t'opprime l'anima,
	allora la musica, col suo suono d'argento..."
perch mai "suono d'argento"? E perch "la musica col suono d'argento"? Beh, che ne dici, tu Simon Piffero?

I MUSICISTA
Per la madonna, signore, perch l'argento ha un suono dolce.

PIETRO
Balle! E che ne dici tu, Ugo Trombetta?

2 MUSICISTA
Io dico che "suono d'argento" vuol dire che i musici suonano per avere dell'argento.

PIETRO
Balle anche queste. Che ne dici tu, Giovanni Archetto?

3 MUSICISTA
In fede mia, non so che dire.

PIETRO
Oh, imploro perdono, tu sai solo cantare. Ma lo dir io al tuo posto. "La musica col suo suono d'argento" vuol dire che i musici non avranno mai dell'oro per la loro musica.
	"Allora la musica, col suo suono d'argento
	con subito conforto presta rimedio". .Esce..

I MUSICISTA
Che canaglia impestata  questa!

2 MUSICISTA
Impiccalo quel furfante! Entriamo l, avanti, aspettiamo i piagnistei e fermiamoci per la cena. .Escono..

/:/ATTO V



.Scena I


.Entra Romeo..

ROMEO
	Se posso credere alla lusingatrice verit del sonno,
	i miei sogni m'annunciano vicina qualche lieta notizia.
	Il padrone del mio petto siede allegro sul suo trono,
	e un fervore inconsueto, durante tutto il giorno,
	mi tiene alto sulla terra con pensieri di gioia.
	Ho sognato che, arrivando, la mia donna mi trovava morto
	- strano sogno, che lascia a un morto la possibilit di pensare -
	e coi suoi baci tanta vita respirava sulle mie labbra
	che io resuscitavo ed ero un imperatore.
	Povero me, quanto dolce  l'amore posseduto
	se le ombre dell'amore sono cos ricche di gioia.

.Entra Baldassarre, servo di Romeo, in stivali..

	Novit da Verona! Allora, Baldassarre,
	non mi porti una lettera dal Frate?
	Come sta mia moglie? Sta bene mio padre?
	E la mia Giulietta? Te lo chiedo di nuovo,
	perch nulla va male se lei sta bene.


BALDASSARRE
	Allora lei sta bene e nulla pu andar male.
	Il suo corpo dorme nella cripta dei Capuleti,
	e la sua parte immortale vive cogli angeli.
	Io stesso l'ho vista calare nella tomba di famiglia,
	e sono partito subito per dirvelo.
	Perdonatemi se vi porto queste brutte notizie,
	ma  il compito che voi stesso m'avete affidato.

ROMEO
	Davvero  cos? Allora vi sfido, stelle!
	Tu sai dove abito. Portami inchiostro e carta,
	poi, prendi a nolo due cavalli. Partir stanotte.

BALDASSARRE
	Vi prego, padrone, calmatevi.
	Il vostro aspetto  cos pallido e sconvolto
	che lascia presagire qualche disgrazia.

ROMEO
	Zitto, ti stai ingannando.
	Lasciami solo e fa' ci che ti ho detto.
	Il Frate non ti ha dato una lettera per me?

BALDASSARRE
	No, mio buon signore.

ROMEO
	Non importa. Vattene,
	e prendi a nolo quei cavalli. Sar subito con te.
.Esce Baldassarre..
	Bene, Giulietta, giacer con te stanotte.
	Vediamo come fare. Ah, perdizione, sei veloce
	a entrare nei pensieri di chi  disperato!
	Mi viene in mente uno speziale,
	uno che abita da queste parti, l'ho notato da poco,
	tutto vestito di stracci, con la fronte aggrondata,
	che raccoglieva le sue erbe medicinali.
	Aveva l'aspetto scavato,
	la nera miseria l'aveva ridotto tutto ossa.
	Nel suo povero negozio c'erano appesi una tartaruga
	e un coccodrillo impagliato, pi altre pelli
	di pesci deformi, e sugli scaffali
	una messe miserabile di scatole vuote,
	vasi di terra verdi, vesciche e semi ammuffiti,
	pezzi di spago, vecchi grumi di petali di rosa
	sparsi dappertutto a fare bella mostra.
	Vedendo questo squallore, dissi a me stesso,
	"Se un uomo avesse bisogno d'un veleno
	la cui vendita a Mantova  punita con la morte,
	ecco un disgraziato che glielo venderebbe".
	Ah, quel pensiero ha anticipato il mio bisogno,
	e quello stesso miserabile sar chi me lo vende.
	Ecco, se mi ricordo, la sua casa  questa.
	Essendo festa, la bottega del poveraccio  chiusa.
	Ehil, speziale!

.Entra lo speziale..

SPEZIALE
	Chi grida cos?

ROMEO
	Vieni qui, amico. Vedo che sei povero.
	Tieni, sono quaranta ducati. Dammi un grammo di veleno,
	ma che sia roba cos rapida da far cader morto,
	appena sparso nelle vene, chi, stanco della vita,
	l'abbia bevuto. Che il corpo resti senza fiato
	d'un colpo, come una rapida polvere da sparo
	esplode dal grembo fatale del cannone.

SPEZIALE
	Ho droghe cos mortali, ma la legge di Mantova
	condanna a morte chiunque ne faccia commercio.

ROMEO
	E tu, povero e disgraziato, hai paura di morire?
	Le tue guance parlano della tua fame,
	il bisogno e la sofferenza agonizzano nei tuoi occhi,
	l'umiliazione e la miseria le porti sulle spalle.
	Non ti  amico il mondo, e nemmeno le sue leggi.
	Il mondo non ha una legge che ti faccia ricco;
	allora, non essere povero, infrangila e prendi questi.

SPEZIALE
	La mia povert li accetta, non la mia volont.

ROMEO
	E io pago la tua povert, non la tua volont.

SPEZIALE
	Versa questo in un qualsiasi liquido,
	poi bevilo, e se anche avessi la forza
	di venti uomini, moriresti all'istante.

ROMEO
	Eccoti l'oro -  un veleno peggiore del tuo
	per le anime degli uomini, fa pi delitti,
	in questo mondo spregevole, dei poveri intrugli
	che ti vietano di vendere.
	Sono stato io a venderti del veleno, non tu. Addio.
	Comprati da mangiare e metti su un po' di carne.
	E tu, che sei un balsamo, non un veleno,
	accompagnami alla tomba di Giulietta,
	 l che ti devo usare. .Escono..

/:/Scena II


.Entra Frate Giovanni..

FRATE GIOVANNI
	Santo frate francescano, fratello, ehil!

.Entra Frate Lorenzo..

FRATE LORENZO
	Questa sembra la voce di Fra Giovanni.
	Bentomato da Mantova. Che dice Romeo?
	Se ha scritto, dammi la sua lettera.

FRATE GIOVANNI
	Andavo in cerca d'un fratello scalzo,
	uno del nostro ordine, che mi facesse compagnia,
	qui, in citt, a visitare i malati,
	e l'avevo appena trovato, che gli ufficiali sanitari,
	sospettando che venissimo da una casa
	dove regna la peste contagiosa,
	chiusero le porte e non ci lasciarono uscire:
	ecco, la mia fretta di partire per Mantova
	 finita l.

FRATE LORENZO
	Ma chi ha portato la mia lettera a Romeo?

FRATE GIOVANNI
	Non ho potuto mandargliela - eccotela indietro -,
	n ho trovato un altro che te la riportasse:
	avevano tutti paura dell'infezione.

FRATE LORENZO
	Che sfortuna! Per l'ordine nostro!
	Non era una lettera da niente, era importantissima,
	carica di conseguenze, e che non sia arrivata
	pu causare una gran disgrazia.
	Fra Giovanni, vai, trovami un piede di porco
	e portalo immediatamente nella mia cella.

FRATE GIOVANNI
	Vado e te lo porto subito, fratello. .Esce..

FRATE LORENZO
	Adesso, da solo, devo andare alla cripta.
	La bella Giulietta si sveglier fra tre ore.
	Mi maledir quando sapr che Romeo
	non  stato informato di ci che  successo.
	Ma io mander un'altra lettera a Mantova,
	e finch viene Romeo, la terr nella mia cella.
	Povero cadavere vivente, chiuso nella tomba d'un morto.
.Esce..

/:/Scena III


.Entrano Paride e un suo paggio, con dei fiori e dell'acqua profumata..

PARIDE
	Dammi la tua torcia, ragazzo. Vattene, e tieniti lontano.
	Anzi, spegnila, non vorrei esser visto.
	E sdraiati lungo, sotto quegli alberi di tasso,
	appoggiando l'orecchio sulla terra cava
	cos non potr un piede camminare nel camposanto,
	che  terra viva e sconvolta per tutte le fosse scavate,
	senza che tu lo senta.
	Se sentirai qualcosa avvicinarsi,
	come segnale, tu fischia. E ora dammi quei fiori.
	Fa' come ti ho detto. Vai.

PAGGIO
	Ho un po' di paura a starmene solo
	in un cimitero, ma prover a farlo. (.Si ritira..)
.Paride sparge fiori sulla tomba..

PARIDE
	Dolce fiore, di fiori cospargo il tuo letto nuziale.
	Oh dolore, il tuo baldacchino  polvere e sassi,
	lo inumidir ogni notte con dell'acqua soave,
	o, se non bastasse,
	con lacrime distillate dai miei lamenti.
	Saranno questi i riti funebri che compir
	per te ogni notte: fiori sulla tua tomba e pianto.
.Il paggio fischia..
	Il ragazzo mi avvisa che qualcuno si avvicina.
	Quale piede maledetto cammina qui stanotte
	per disturbare le mie esequie e i riti del vero amore?
	Come, ha una torcia? Notte, nascondimi un poco.
(.Paride si ritira..)

.Entrano Romeo e Baldassarre, con una torcia, un piccone e una leva di ferro..

ROMEO
	Dammi quel piccone e quella leva.
	Tieni, prendi questa lettera, e domattina presto
	fa' in modo da consegnarla al mio signore e padre.
	Dammi la torcia. Ti ordino, sulla tua vita,
	qualunque cosa senta o veda, di star lontano
	e non interrompere ci che sto facendo.
	Se io scendo in questo letto di morte,
	 in parte per rivedere il volto della mia signora,
	ma soprattutto per togliere dal suo dito freddo
	un anello prezioso, un anello che devo usare
	per cosa cui tengo molto. Quindi via, vattene.
	Se per un qualche sospetto tu tornassi a spiare
	che altro sto facendo, ah, per il cielo,
	ti far a pezzi e sparger le tue membra
	per quest'ingordo cimitero.
	Quest'ora e i miei propositi sono selvaggi,
	assai pi feroci e inesorabili
	che le tigri affamate o fi mare in tempesta.

BALDASSARRE
	Me ne andr, signore, non vi disturber.

ROMEO
	Cos ti mostrerai mio amico. Prendi questo.
	Vivi e sii felice. Addio, figliolo.

BALDASSARRE
	S, ma invece io m'appiatto qua vicino.
	Mi fa paura il suo aspetto, dubito delle sue intenzioni.
(.Baldassarre si ritira..)

ROMEO
	Tu, gola odiosa, tu ventre di morte, ingozzato
	del boccone pi caro della terra,
	cos sforzo ad aprirsi le tue putride mascelle
	e con disprezzo, ti riempio d'altro cibo.
.Romeo apre la tomba..

PARIDE
	Questo  quell'esiliato, arrogante Montecchi
	che assassin il cugino del mio amore.
	Per quel dolore, dicono,  morta la mia bella.
	Ed  venuto qui per profanare i corpi
	in qualche modo infame. Ma io l'arrester.
	Smetti la tua fatica sacrilega, vile Montecchi.
	Pu la vendetta spingersi oltre la morte?
	Tu, vile condannato, io ti arresto.
	Obbedisci e seguimi, perch devi morire.

ROMEO
	Devo proprio morire, e per ci son venuto.
	Giovane buono e gentile, non tentare un disperato.
	Vattene, lasciami. Pensa a questi morti,
	e sentine il terrore. Ti supplico, ragazzo,
	non mettere sulla mia testa un altro peccato
	spingendomi alla furia. Oh, vattene via.
	In nome del cielo, io ti amo pi che me stesso,
	dacch son venuto qui, armato, contro me stesso.
	Non indugiare, vattene, vivi, e dirai domani
	che la piet di un pazzo t'ordin di fuggire.

PARIDE
	Io sfido le tue suppliche
	e qui ti arresto come un criminale.

ROMEO
	Vuoi provocarmi? Allora in guardia, ragazzo!
.Si battono..

PAGGIO
	O Dio, si battono! Andr a chiamare le guardie.
(.Esce il paggio..)

PARIDE
	Ah, sono morto! Se tu senti piet,
	apri la tomba, mettimi con Giulietta. (.Paride muore..)

ROMEO
	In fede mia, lo far. Voglio vedere questo volto.
	Il parente di Mercuzio, il nobile conte Paride!
	Cosa diceva il mio servo, mentre cavalcavamo,
	e la mia anima sconvolta non gli dava retta?
	Credo mi dicesse che Paride doveva sposare Giulietta.
	Disse cos, o l'ho sognato? O sono pazzo,
	sentendolo parlare di Giulietta, a credere che sia stato cos?
	Oh, dammi la tua mano, tu che come me
	sei scritto nel libro amaro della sfortuna.
	Ti seppellir in una tomba gloriosa. Una tomba? Oh no,
	una torre splendente, giovane assassinato.
	Perch qui giace Giulietta, e la sua bellezza
	fa di questa cripta una sala festosa, piena di luci.
	Morte, riposa l, sepolta da un morto!
	Quante volte gli uomini, in punto di morte,
	provano l'allegria! Chi li veglia lo chiama
	il lampo prima della morte.
	Ma come potrei chiamare questo un lampo?
	Oh, amore mio, mia sposa,
	la morte, che ha succhiato il miele del tuo respiro,
	ancora non ha dominio sulla tua bellezza.
	Ancora non sei vinta. Lo stendardo della bellezza
	 ancora rosso sulle tue labbra e sulle tue guance,
	e la pallida bandiera della morte sin l non  arrivata.
	Tebaldo, giaci l, nel tuo sudario insanguinato?
	Quale altro favore pi grande potrei farti,
	che spezzare la giovinezza di chi fu tuo nemico
	con quella mano che ha spezzato la tua?
	Perdonami, cugino. Ah, cara Giulietta,
	perch sei ancora cos bella? Dovrei credere
	che anche la Morte senza corpo pu innamorarsi,
	che lo scarno mostro aborrito vuol tenerti qui,
	nelle tenebre, come sua amante?
	Per questa paura rimarr sempre con te,
	e mai me ne andr da questo palazzo d'oscura notte.
	Qui, qui rester, coi vermi che ti fanno da ancelle,
	qui fisser il mio riposo eterno,
	liberando questa carne stanca del mondo
	dal giogo delle stelle avverse.
	Occhi, guardate per l'ultima volta!
	Braccia, stringetela per l'ultima volta!
	E voi labbra, che siete le porte del respiro,
	suggellate con un bacio legittimo
	un contratto eterno con la Morte ingorda.
	Vieni, amaro capitano, vieni, guida disgustosa,
	tu, pilota disperato, scaglia la tua logora barca stanca di mare
	d'un colpo contro gli scogli taglienti.
	Ecco, bevo al mio amore! (.Beve..) Ah, onesto speziale,
	sono rapidi i tuoi veleni. Cos, con un bacio, io muoio.
(.Cade..)

.Entra il Frate. (.Lorenzo.) .con una lanterna, una leva e una vanga..

FRATE LORENZO
	Che San Francesco mi protegga! Quante volte, stanotte,
	i miei vecchi piedi hanno inciampato nelle tombe!
	Chi  l?

BALDASSARRE
	Uno che vi  amico, e vi conosce bene.

FRATE LORENZO
	Dio vi benedica. Ditemi, mio buon amico,
	cos' quella torcia laggi,
	che inutilmente presta la sua luce ai vermi e
	ai teschi dalle occhiaie vuote?
	Se vedo bene, arde nella tomba dei Capuleti.

BALDASSARRE
	 proprio cos, sant'uomo, e l c' il mio padrone,
	uno che voi amate.

FRATE LORENZO
	E chi  mai?

BALDASSARRE
	Romeo.

FRATE LORENZO
	Da quanto tempo  l?

BALDASSARRE
	Da pi di mezzora.

FRATE LORENZO
	Vieni con me nella cripta.

BALDASSARRE
	Non oso, signore.
	Il mio padrone crede che sia andato via,
	mi ha fatto tremende minacce di morte
	se fossi rimasto a spiare quel che faceva.

FRATE LORENZO
	Resta qui, allora, ci andr da solo.
	Comincio ad aver paura. Una grande paura
	di qualche triste disgrazia.

BALDASSARRE
	Mentre dormivo sotto quest'albero di tasso,
	sognavo che il mio padrone combatteva con qualcuno,
	e che il mio padrone l'ammazzava.

FRATE LORENZO
	Romeo!
.Il Frate si china e vede del sangue e delle armi..
	Ahim, ahim! di chi  questo sangue che macchia
	la soglia di pietra di questo sepolcro?
	Che significano queste spade insanguinate e senza padrone
	sporcate di terra in questo luogo di pace?
	Romeo! Oh, come  pallido! Chi  quest'altro?
	Come, anche Paride? E tutto intriso di sangue?
	Ah, che ora stregata
	 colpevole di questo lacrimevole destino?
	La ragazza si muove...
.Giulietta si sveglia..

GIULIETTA
	O Frate consolatore, dov' il mio signore?
	Mi ricordo bene dove dovrei essere,
	e infatti sono qui. Dov' il mio Romeo?

FRATE LORENZO
	Sento rumori. Vieni via da questo nido di morte,
	di contagi, di sonni contro natura.
	Un potere pi grande, cui non possiamo opporci,
	ha frustrato i nostri piani. Vieni, vieni via!
	Colui che nel tuo cuore  tuo marito
	giace l, morto, e cos Paride. Vieni via,
	ti sistemer in un convento di sante monache.
	Vieni, non far domande, sta arrivando la guardia.
	Vieni, su, buona Giulietta,
	io non ho pi il coraggio di restare.

GIULIETTA
	Vattene, allora! Vai, ch io non vengo.
.Esce Fra Lorenzo..
	Cosa c' qui?
	Una tazza stretta tra le mani del mio solo amore?
	Capisco,  stato il veleno la sua fine immatura.
	Ah, scortese! L'hai bevuto tutto,
	senza neanche lasciarne una goccia amica
	per aiutare anche me? Bacer le tue labbra.
	Forse su di esse c' ancora del veleno
	capace d'uccidermi con questo conforto. (.Lo bacia..)
	Le tue labbra sono calde!

GUARDIA (.da fuori..)
	Guidami, ragazzo. Da che parte?

GIULIETTA
	Che, del rumore? Devo fare in fretta.
	Oh, pugnale felice, questa  la tua guaina!
	Arrugginisci qui dentro e fammi morire.
.Si trafigge e cade..

.Entrano il paggio e le guardie..

PAGGIO
	 questo il posto. L, dove arde la torcia.

I GUARDIA
	Il terreno  pieno di sangue. Cercate per tutto il cimitero.
	Avanti, un gruppo: chiunque troviate, arrestatelo.
(.Escono delle guardie..)
	Che spettacolo pietoso! Qui giace il Conte, ucciso,
	e Giulietta, sanguinante, calda, appena morta,
	lei che da due giorni era stata sepolta!
	Andate a dirlo al Principe. Correte dai Capuleti.
	Svegliate i Montecchi. Gli altri cerchino intorno.
(.Escono delle guardie..)
	Questo  il terreno che regge questi dolori,
	ma il vero seminato di queste pene pietose
	non possiamo indicarlo, senza conoscere i dettagli.

.Entra Baldassarre .(.con varie guardie.).

2 GUARDIA
	Ecco il servo di Romeo. L'abbiamo trovato nel cimitero.

I GUARDIA
	Tenetelo al sicuro sinch arriva il Principe.

.Entra un'altra guardia con Fra Lorenzo..

3 GUARDIA
	C' qui un frate che trema, sospira e piange.
	Gli abbiamo tolto questo piccone e questa vanga
	mentre veniva da questa parte del cimitero.

I GUARDIA
	 molto sospetto. Trattenete anche il frate.

.Entra il Principe .(.col seguito.).

PRINCIPE
	Quale sventura s' svegliata cos presto
	da strapparci al riposo mattutino?
.Entrano Capuleti e Donna Capuleti. (.con dei servi.).

CAPULETI
	Che sar mai successo, che tutti ne urlano in giro?

DONNA CAPULETI
	Oh, la gente per strada grida "Romeo",
	qualcuno "Giulietta", altri "Paride",
	e tutti corrono strillando verso la nostra cappella.

PRINCIPE
	Cos' questo spavento, questi allarmi
	che colpiscono i nostri orecchi?

I GUARDIA
	Signore, qui giacciono il conte Paride, assassinato,
	e Romeo, morto, e Giulietta, ch'era morta prima,
	ancora calda, e uccisa di nuovo.

PRINCIPE
	Cercate, cercate, scoprite com' successo questo nero delitto.

I GUARDIA
	Qui c' un frate, e un servo dell'ucciso Romeo
	con addosso dei ferri per forzare
	le tombe di questi morti.

CAPULETI
	Oh, cielo! Guarda, moglie, come sanguina nostra figlia!
	Questo pugnale ha sbagliato, guarda, il suo fodero  vuoto
	al fianco di Montecchi: ha trovato
	un fodero non suo nel petto di mia figlia.

DONNA CAPULETI
	Ahim! Questa visione di morte  una campana
	che chiama la mia vecchiaia ad una tomba.

.Entrano Montecchi .(.e dei servi.).

PRINCIPE
	Vieni, Montecchi, ti sei alzato in tempo
	per vedere il tuo figlio ed erede coricarsi anzi tempo.

MONTECCHI
	Ahim, mio signore, stanotte  morta mia moglie.
	La pena per l'esilio del figlio le ha fermato il respiro.
	Che altra disgrazia cospira contro la mia vecchiaia?

PRINCIPE
	Guarda e vedrai.

MONTECCHI
	Oh, screanzato! Che modi sono questi,
	affrettarti a una tomba prima di tuo padre?

PRINCIPE
	Chiudi la bocca della disperazione, per un momento,
	fnch non avremo dissolto l'ambiguit dei fatti
	e chiarito la loro origine, il corso e gli sviluppi.
	Allora assumer io stesso il comando delle tue lamentele
	e ti guider sinanche alla morte.
	Intanto impara a sopportare, lascia
	che la sventura sia schiava della pazienza.
	Portate qui tutti i sospetti.

FRATE LORENZO
	Io sono il maggior indiziato.
	Anche se il meno capace, pure il pi sospetto,
	dato che tempo e luogo m'accusano
	d'aver compiuto questo orrendo misfatto.
	Ed eccomi qui, pronto ad accusarmi e a scusarmi
	di ci che in me  condannabile o scusabile.

PRINCIPE
	Allora d in fretta tutto quello che sai.

FRATE LORENZO
	Sar breve, perch quel poco fiato che mi avanza
	non basterebbe per un lungo e noioso racconto.
	Romeo, l morto, era il marito di questa Giulietta.
	E lei, l morta, era la sua moglie fedele.
	Io stesso li avevo sposati,
	e il giorno delle loro nozze segrete
	fu anche il giorno del giudizio per Tebaldo,
	la cui morte immatura
	fece bandire il fresco sposo da questa citt.
	Per lui, non per Tebaldo, piangeva Giulietta.
	E voi, per liberarla dall'assedio di quel dolore,
	la prometteste in sposa, e l'avreste unita a forza,
	al conte Paride. Allora lei corre da me,
	e con occhi disperati mi chiede di trovare il modo
	di liberarla da questo secondo matrimonio,
	o si sarebbe uccisa l, nella mia cella.
	Guidato dalla mia arte, le diedi allora un sonnifero,
	che funzion come avevo previsto,
	rivestendola con le forme della morte.
	Intanto scrissi a Romeo di venire qui,
	in questa notte terribile,
	per aiutarmi a toglierla da quella bara posticcia
	quando l'azione del sonnifero fosse cessata.
	Ma quello che portava la mia lettera,
	Fra Giovanni, fu fermato da un imprevisto,
	e ieri sera mi riport la lettera.
	Allora, tutto solo, all'ora prevista del suo risveglio,
	venni qua per portarla via dalla tomba di famiglia,
	con l'intenzione di tenerla nascosta nella mia cella
	finch non avessi trovato il modo d'informare Romeo.
	Ma quando arrivai, poco prima del suo risveglio,
	qui giacevano morti innanzitempo
	il nobile Paride e il fedele Romeo.
	Lei si sveglia, e io la supplicavo di venir via,
	di sopportare con pazienza quest'opera del cielo,
	quando un rumore mi spavent
	e mi fece scappare dalla tomba,
	mentre lei, troppo disperata, non volle seguirmi,
	ma, come sembra, fece violenza a se stessa.
	Questo  quanto so;
	del matrimonio  a conoscenza la Nutrice.
	Se in ci che  accaduto c' una qualche mia colpa,
	sia pure sacrificata la mia vecchia vita
	qualche ora prima del suo tempo,
	al rigore della legge pi severa.

PRINCIPE
	Ti abbiamo conosciuto sempre come un sant'uomo.
	Dov' il servo di Romeo? Cos'ha da dirci su questo?

BALDASSARRE
	Ho portato io al mio padrone la notizia
	della morte di Giulietta, e lui subito
	venne da Mantova a questo luogo,
	in questa tomba. Prima mi consegn questa lettera,
	per suo padre, poi, scendendo nella tomba
	mi minacci di morte
	se non me ne fossi andato lasciandolo l.

PRINCIPE
	Dammi la lettera, voglio leggerla.
	Dov' il paggio del conte Paride,
	quello che ha chiamato le guardie?
	Dimmi, tu, che faceva il tuo padrone in questo luogo?

PAGGIO
	Era venuto a spargere fiori sulla tomba della sua donna:
	m'ordin di star lontano, e cos feci.
	D'un tratto arriva uno con la torcia, per aprire la tomba,
	e subito il mio padrone tira fuori la spada.
	Allora scappai via e chiamai le guardie.

PRINCIPE
	Questa lettera conferma le parole del Frate:
	racconta il loro amore, d notizia della morte di lei,
	e qui narra che acquist il veleno da uno speziale
	ridotto in miseria, con quello venne
	in questa cripta, per uccidersi e giacere con Giulietta.
	Dove sono questi nemici? Capuleti, Montecchi,
	guardate che maledizione  scesa sul vostro odio,
	e come il cielo ha saputo servirsi dell'amore
	per uccidere le vostre gioie.
	Io, per aver chiuso un occhio sulle vostre discordie,
	ho perso due parenti. Siamo stati tutti puniti.

CAPULETI
	Ah, fratello Montecchi, dammi la mano.
	Questa  tutta la dote di mia figlia.
	Di pi non posso chiedere.

MONTECCHI
	Ma io posso darti di pi.
	Le innalzer una statua d'oro puro,
	cos finch Verona conserver il proprio nome
	nessuna immagine sar tenuta in pregio
	quanto quella di Giulietta, leale e fedele.

CAPULETI
	Con uguale splendore Romeo
	riposer accanto alla sua donna:
	povere vittime della nostra inimicizia.

PRINCIPE
	Una triste pace porta con s questa mattina:
	il sole, addolorato, non mostrer il suo volto.
	Andiamo a parlare ancora di questi tristi eventi.
	Alcuni avranno il perdono, altri un castigo.
	Ch mai vi fu una storia cos piena di dolore
	come questa di Giulietta e del suo Romeo. .Escono..

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