"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Riccardo III
Traduzione di Vittorio Gabrieli


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



RICCARDO, .duca di Gloucester, poi re Riccardo III.
IL DUCA DI CLARENCE, .suo fratello (poi il suo spettro).
SIR ROBERT BRAKENBURY, .luogotenente della Torre.
LORD HASTINGS, .lord Ciambellano (poi il suo spettro).
LADY ANNE, .vedova di Edward, principe di Galles (poi il suo spettro).
TRESSEL, .gentiluomo al seguito di Lady Anne.
BERKELEY, .gentiluomo al seguito di Lady Anne.
.Un Alabardiere
Un Gentiluomo.
REGINA ELISABETTA, .moglie del re Edoardo IV.
LORD RIVERS, .suo fratello. (.poi il suo spettro.)
LORD GREY, .suo figlio. (.poi il suo spettro.)
IL MARCHESE DI DORSET, .suo figlio.
IL DUCA DI BUCKINGHAM (.poi il suo spettro.)
STANLEY, CONTE DI DERBY
REGINA MARGHERITA, .vedova del re Enrico VI.
SIR WILLIAM CATESBY
.Due sicari
Il Custode della Torre.
RE EDOARDO IV
SIR RICHARD RATCLIFFE
LA DUCHESSA DI YORK, .madre di Riccardo, Edoardo IV e Clarence
Bambino e Bambina: figli di Clarence
Tre cittadini.
ARCIVESCOVO DI YORK
IL DUCA DI YORK, .figlio minore di Edoardo IV .(.poi il suo spettro.)
.Messo.
PRINCIPE EDWARD, .principe di Galles, figlio maggiore di Edoardo IV.
LORD CARDINALE BOURCHIER, .arcivescovo di Canterbury
Lord Sindaco di Londra
Messo.
HASTINGS, .messaggero di corte
Prete.
SIR THOMAS VAUGHAN
VESCOVO DI ELY, .John Morton.
IL DUCA DI NORFOLK
LORD LOVELL
.Scrivano
Due vescovi .(.Shaw e Penker.)
.Paggio.
SIR JAMES TYRREL
.Quattro messi.
CHRISTOPHER URSWYCK, .prete
Sceriffo del Wiltshire.
CONTE DI RICHMOND, .futuro Enrico VII.
CONTE DI OXFORD
SIR JAMES BLUNT
SIR WALTER HERBERT
CONTE DI SURREY
SIR WILLIAM BRANDON
.Spettro di. EDWARD, .principe di Galles, figlio di Enrico VI
Spettro di. RE ENRICO VI
.Messo
Guardie di scorta, Alabardieri, Gentiluomini, Nobili, Cittadini, Uomini del seguito, Soldati.

/:/ATTO I



.Scena I


.Entra Riccardo, duca di Gloucester..

RICCARDO
	Ormai l'inverno del nostro rovello
	s' tramutato in fulgida estate sotto questo sole di York;
	e tutte le nuvole che gravavano minacciose sulla nostra casa
	sono state sepolte nel profondo grembo dell'oceano.
	Ora le nostre tempie s'inghirlandano delle fronde della vittoria,
	le nostre armi ammaccate si appendono come trofei,
	alle veglie agitate subentrano ameni festini,
	alle marce massacranti, voluttuose cadenze di danza.
	La guerra dalle truci fattezze ha spianato la fronte rugosa
	ed ora, invece d'inforcare il destriero corazzato
	e d'atterrire il cuore di nemici sgomenti,
	volteggia agile nelle camere delle dame
	al ritmo lascivo d'un liuto.
	Ma io, che non sono formato per i sollazzi d'amore,
	n tagliato per contemplarmi compiaciuto in uno specchio;
	io che una perfida natura ha defraudato d'ogni armonia di tratti
	e d'ogni lineamento aggraziato, mandandomi anzitempo, deforme e incompleto,
	in questo mondo di vivi, solo per met sbozzato
	e talmente claudicante e goffo
	che i cani mi abbaiano quando gli passo accanto arrancando;
	ebbene, io in questa zufolante stagione di pace
	non conosco altro piacere, per ingannare il tempo,
	che sbirciare la mia ombra al sole
	e intonar variazioni sulla mia deformit.
	Visto, perci, che non posso fare il galante,
	in questi tempi dalla loquela ornata,
	ho deciso di fare il furfante
	e di odiare gli oziosi piaceri del giorno d'oggi.
	Ho tramato complotti, avviato insidiosi tranelli
	fondati su insensate profezie, maldicenze e sogni,
	per suscitare odio mortale fra mio fratello Clarence
	e il re; e se re Edoardo  retto e giusto
	quanto io sono obliquo, perfido e traditore,
	quest'oggi dovrebbe vedere Clarence messo in gattabuia
	per una predizione che dice che G
	sar l'assassino degli eredi di Edoardo.
	Tuffatevi, pensieri, in fondo al mio cuore:
	ecco che viene Clarence.

.Entra Clarence, scortato, e Brakenbury..

	Buon giorno, fratello; che significa questa scorta armata
	al seguito di vostra Grazia?

CLARENCE
	Sua Maest,
	preoccupato per la mia incolumit personale, ha incaricato
	queste guardie di scortarmi alla Torre.

RICCARDO
	Per quale motivo?

CLARENCE
			Perch mi chiamo Giorgio.

RICCARDO
	Oib, monsignore, non  colpa vostra;
	per questo, il re avrebbe dovuto mandare in prigione i vostri padrini.
	Ma forse sua Maest ha qualche intenzione
	di farvi ribattezzare nella Torre.
	Di che si tratta, Clarence, posso saperlo?

CLARENCE
	Certo, Riccardo, quando lo sapr io stesso: giacch dichiaro
	che ancora non lo so. Ma, a quanto mi si dice,
	il re d ascolto a profezie e sogni
	e dall'abbecedario estrae la lettera G
	e dice che un mago gli ha predetto che G
	disereder la sua prole.
	E poich il mio nome, Giorgio, comincia con G,
	ne consegue, a suo modo di pensare, che quel tale sarei io.
	Queste, mi si dice, ed altrettali quisquilie
	hanno indotto sua Altezza a farmi adesso carcerare.

RICCARDO
	Ecco, questo succede quando gli uomini son governati dalle donne:
	non  il re a spedirvi nella Torre;
	 lady Grey, sua moglie;  lei, Clarence,
	che lo ha spinto a questa misura estrema.
	Non fu lei e suo fratello, quell'esimio uomo d'onore,
	Antony Woodeville, ad indurlo a rinchiudere nella Torre
	lord Hastings, che proprio oggi ha ottenuto la libert?
	Non siamo al sicuro, Clarence, non siamo al sicuro!

CLARENCE
	Per Dio, io credo che non lo sia nessuno
	all'infuori dei parenti della regina e dei messaggeri notturni
	che sfangano fra il re e madama Shore.
	Non avete sentito come lord Hastings
	ebbe a supplicarla umilmente per ottenere la libert?

RICCARDO
	Le umili implorazioni a quella dea
	procurarono la libert a monsignor Ciambellano.
	Vi dir una cosa: credo ci convenga,
	se vogliamo conservare il favore del re,
	diventare creature di lei ed indossare la sua livrea.
	La gelosa vedova attempata e madama Shore,
	da quando nostro fratello le ha create gentildonne,
	sono potenti comari nella nostra monarchia.

BRAKENBURY
	Supplico le vostre Grazie di perdonarmi:
	sua Maest ha ingiunto rigorosamente che nessuno, quale che sia il suo rango,
	conferisca in privato con suo fratello.

RICCARDO
	Precisamente; se vossignoria, Brakenbury, si compiace,
	pu prender parte alla nostra conversazione.
	Non stiamo dicendo nulla di criminale, amico: diciamo che il re
	 saggio e virtuoso e che la sua nobile regina  matura d'anni,
	bella e tutt'altro che gelosa. Diciamo che la moglie di Shore
	ha un piedino grazioso, labbra di ciliegia, occhio seducente
	e una parlata pi che incantevole. E che i parenti della regina
	sono stati nobilitati. Che ne dite, messere! Potete negare tutto ci?

BRAKENBURY
	Con questo, monsignore, non ho a che fare.

RICCARDO
	A che fare con madama Shore? Io ti dico, brav'uomo,
	che chi ha a che fare qualcosa con lei, tranne uno,
	farebbe meglio a farlo di nascosto, da solo.

BRAKENBURY
	Quale sarebbe quest'uno, monsignore?

RICCARDO
	Suo marito, briccone! Vorresti tradirmi?

BRAKENBURY
	Supplico vostra Grazia di perdonarmi e
	di interrompere la conversazione col nobile duca.

CLARENCE
	Conosciamo il tuo incarico, Brakenbury, ed ubbidiremo.

RICCARDO
	Siamo infimi sudditi della regina, e ci tocca obbedire.
	Addio, fratello. Vado dal re
	e, qualsiasi cosa possa servirvi -
	foss'anche chiamare "sorella" la vedova di Edoardo -
	lo far, pur di liberarvi.
	Frattanto, questa grave offesa alla nostra fratellanza
	mi tocca pi sul vivo di quanto possiate immaginare.
[.Abbraccia Clarence piangendo.].

CLARENCE
	So che non fa piacere a nessuno di noi due.

RICCARDO
	Bene, la Vostra prigionia non durer a lungo:
	vi liberer o altrimenti vi soppianter in carcere.
	Nel frattempo, abbiate pazienza.

CLARENCE
					Per forza dovr averne. Addio.
.Escono Clarence. [.Brakenbury e la scorta.].

RICCARDO
	Va, segui la strada da cui non farai pi ritorno,
	ingenuo, onesto Clarence; ti voglio tanto bene
	che presto mander in cielo la tua anima -
	se il cielo vorr accogliere il regalo dalle mie mani.
	Ma chi  che viene qui? Hastings, appena liberato?

.Entra Lord Hastings..

HASTINGS
	Buon giorno a vostra Grazia, monsignore.

RICCARDO
	Altrettanto al mio buon Ciambellano.
	Ben tornato all'aria libera.
	Come ha sopportato la prigione vostra Signoria?

HASTINGS
	Con pazienza, mio nobile signore, come  dovere dei prigionieri;
	ma mi riprometto, monsignore, di fare i miei ringraziamenti
	a quelli a cui debbo l'incarcerazione.

RICCARDO
	Senza dubbio, senza dubbio; ed anche Clarence far lo stesso;
	giacch coloro che sono stati vostri nemici sono i suoi,
	ed hanno avuto buon gioco su di lui come su voi.

HASTINGS
	Tanto pi peccato che le aquile siano in gabbia
	mentre gli avvoltoi ed i nibbi son liberi di saccheggiare.

RICCARDO
	Quali nuove circolano fuori?

HASTINGS
	Nessuna tanto cattiva quanto questa di casa:
	il re  malato, debole e malinconico,
	e i medici temono fortemente per lui.

RICCARDO
	Per San Giovanni, ecco una notizia veramente cattiva.
	Ahim! da tanto egli segue una dieta malsana
	e logora eccessivamente la sua regale persona:
	 molto penoso a pensarci.
	Dove sta, a letto?

HASTINGS
	S.

RICCARDO
	Precedetemi da lui, e vi seguir. .Esce Hastings..
	Non potr vivere a lungo, spero, ma non deve morire
	prima che Giorgio sia spedito in cielo a spron battuto.
	Adesso vado dentro a rinfocolare il suo odio per Clarence
	con menzogne rinterzate da valide ragioni;
	e se il mio recondito intento non fallisce,
	Clarence non ha un altro giorno di vita:
	ci fatto, Dio accolga re Edoardo nella sua misericordia
	e lasci a me il mondo da giostrarmici.
	Perch allora sposer la figlia pi giovane di Warwick -
	Che importa che abbia ucciso suo marito e suo suocero?
	Il modo pi spiccio per fare ammenda con la donzella
	 diventarne marito e padre.
	 ci che far, non tanto per amore
	quanto per un altro occulto, segreto, intento
	che, sposando costei, debbo raggiungere.
	Ma sto mettendo il carro davanti ai buoi.
	Clarence respira ancora, Edoardo  vivo e regna;
	quando saranno partiti, allora potr fare il conto delle mie vincite.
.Esce..

/:/Scena II


.Entra il feretro di Enrico Sesto scortato da Alabardieri. Lady Anne in lutto .[.accompagnata da Tressel, Berkeley e altri Gentiluomini.] .segue la spoglia..

ANNE
	Posate, posate il vostro onorato fardello
	(se l'onore pu esser avvolto nel sudario d'un feretro)
	mentre per qualche tempo io lamento, secondo il rito,
	l'acerba morte del virtuoso Lancaster.
	Povera gelida immagine d'un santo sovrano,
	pallide ceneri della casa di Lancaster,
	resti esangui di quel sangue reale,
	sia lecito ch'io invochi il tuo spirito
	ad ascoltare le lamentazioni della misera Anne,
	moglie del tuo Edward, il tuo figlio trucidato
	dal pugnale della stessa mano che ti ha inferto queste ferite.
	Ecco, in queste finestre che hanno lasciato fuggire la vita tua,
	io verso il balsamo impotente dei miei poveri occhi.
	Oh, sia maledetta la mano che ha aperto questi squarci,
	maledetto il cuore che ebbe il cuore di farlo;
	maledetto il sangue che fece sgorgar questo sangue.
	All'abominevole scellerato che, con la tua morte, ci infligge questo strazio,
	tocchi sorte pi crudele di quella che io possa augurare a vipere, ragni rospi,
	o a qualsiasi essere velenoso esistente e strisciante sulla
	Se avr mai figlio, che sia un aborto, terra.
	mostruoso e prematuramente portato alla luce,
	s che col suo aspetto ripugnante e contro natura
	atterrisca la madre speranzosa,
	ed egli sia erede della infamia di lui.
	Se avr mai moglie, ch'ella sia resa
	pi infelice dalla sua morte
	di quel che lo sia io per quella del mio giovane sposo e per la tua.
	Avviatevi ora verso Chertsey col vostro santo carico,
	trasportato dalla chiesa di San Paolo, per esser sepolto col.
	E tutte le volte che siete stanchi del peso,
	riposatevi, mentre io piango il cadavere di re Enrico.

.Entra Riccardo..

RICCARDO
	Fermi, voi che portate il cadavere; mettetelo gi.

ANNE
	Quale negromante evoca questo demonio
	ad interrompere devote cerimonie di carit?

RICCARDO
	Furfanti, mettete gi il cadavere, o, per San Paolo,
	far cadavere chi disobbedisce.

ALABARDIERE
	Monsignore, scostatevi e lasciate passare la bara.

RICCARDO
	Villano d'un cane, arrstati quando io comando!
	Toglimi davanti al petto la tua alabarda,
	o, per San Paolo, ti abbatter ai miei piedi
	e ti calpester, pezzente, per il tuo ardire.

ANNE
	Ma come? Tremate? Avete paura?
	Ahim, non posso biasimarvi, siete mortali
	ed occhi mortali non resistono al diavolo.
	Vattene, orrendo ministro dell'inferno!
	Il tuo potere s'arresta alla sua spoglia mortale:
	la sua anima non la puoi avere; perci allontanati.

RICCARDO
	Dolce santa, per carit, non esser cos proterva.

ANNE
	Diavolo immondo, per amor del cielo, vattene e non ci disturbare;
	tu hai fatto della terra felice il tuo inferno,
	riempiendola di urla imprecanti e di profondi gemiti.
	Se ti diletti di contemplare le tue infami gesta,
	guarda questo esempio dei tuoi massacri.
	Oh, signori! Vedete, vedete, le ferite del defunto Enrico
	aprono le loro bocche congelate e tornano a sanguinare.
	Arrossisci, arrossisci, ammasso di turpi deformit,
	poich  la tua presenza che fa scorrer questo sangue
	dalle vene vuote e fredde in cui non scorre pi sangue:
	il tuo misfatto inumano e innaturale
	provoca questa innaturalissima effusione.
	Oh Dio! che questo sangue creasti, vendica la sua morte;
	oh terra! che bevi questo sangue, vendica la sua morte;
	il cielo col suo fulmine colpisca a morte l'assassino
	o la terra si spalanchi e lo divori ancora vivo,
	come ora inghiotte il sangue di questo buon re,
	macellato dal braccio di costui guidato dall'inferno.

RICCARDO
	Madama, voi ignorate le regole della carit,
	che rende il bene per il male e benedizioni per le imprecazioni.

ANNE
	Infame, tu ignori ogni legge di Dio e dell'uomo.
	Non v' animale tanto feroce che non conosca un briciolo di piet.

RICCARDO
	Ma io non la conosco e perci non sono un animale.

ANNE
	Oh meraviglia! quando i diavoli dicono la verit!

RICCARDO
	Ancora pi meraviglia, quando gli angeli sono cos in collera.
	Degnati, donna divinamente perfetta, di concedermi
	ch'io mi scagioni punto per punto di questi presunti delitti.

ANNE
	Degnati, uomo totalmente infetto, soltanto di concedermi
	ch'io punto per punto ti accusi di questi ben noti misfatti.

RICCARDO
	Pi bella di quanto lingua possa chiamarti, accordami
	pazientemente qualche agio per giustificarmi. accordami

ANNE
	Pi turpe di quanto cuore possa pensarti, non potrai
	trovare altra giustificazione accettabile che quella d'impiccarti.

RICCARDO
	Con un atto cos disperato accuserei me stesso.

ANNE
	E, disperando, ti mostreresti giustificato per avere
	eseguito degna vendetta su te stesso,
	che hai compiuto indegna strage di altri.

RICCARDO
	E se dicessi che non li ho uccisi io?

ANNE
	Allora diresti che non sono stati uccisi affatto,
	ma essi sono morti e, diabolico malfattore, per mano tua.

RICCARDO
	Non ho ucciso vostro marito.

ANNE
	Ma allora egli  vivo.

RICCARDO
	No,  morto, ed ucciso per mano di Edoardo.

ANNE
	Tu menti per la gola, turpe individuo; la regina Margherita
	vide il tuo micidiale pugnale fumante del suo sangue,
	e tu glielo puntasti al petto,
	solo che i tuoi fratelli ne stornarono la punta.

RICCARDO
	Fui provocato dalla sua lingua calunniosa
	che voleva addossare la loro colpa su me innocente.

ANNE
	A provocarti fu il tuo animo sanguinario
	che non ha sognato mai altro che massacri.
	Non hai forse ucciso questo re?

RICCARDO
					S, lo concedo.

ANNE
	Lo concedi, istrice! Dio mi conceda
	che tu possa esser dannato per quell'azione nefanda.
	Oh, egli era dolce, mite e virtuoso.

RICCARDO
	Tanto meglio per il re del cielo che ora l'ha con s.

ANNE
	Egli  ora in cielo, dove tu non andrai mai.

RICCARDO
	Sia dunque grato a me che l'ho aiutato a mandarcelo,
	visto che egli era pi adatto a quel luogo che alla terra.

ANNE
	E tu non sei adatto ad altro luogo che all'inferno.

RICCARDO
	Ma s, ad un luogo diverso, se volete sentirmelo nominare.

ANNE
	Qualche segreta prigione?

RICCARDO
	La vostra camera da letto.

ANNE
	Non conosca pace la camera dove tu giaci.

RICCARDO
	Cos sar, madama, finch io non giaccia con voi.

ANNE
	Spero bene!

RICCARDO
	Ne sono certo. Ma, dolce Lady Anne,
	abbandoniamo questo arguto duello dei nostri ingegni
	e teniamoci a un metodo pi posato:
	chi  stato causa delle acerbe morti
	di questi Plantageneti, Enrico ed Edoardo,
	non  altrettanto colpevole di chi ne  stato lo strumento?

ANNE
	Tu sei stato la causa e il maledettissimo effetto.

RICCARDO
	La vostra bellezza fu la causa di quell'effetto:
	la vostra bellezza che m'ha ossessionato fin nel sonno,
	s che sarei stato pronto a sterminare l'intera umanit
	pur di vivere un'ora sola nel vostro dolce grembo.

ANNE
	Se lo pensassi, assassino, ti dico
	che queste unghie lacererebbero sul mio volto quella bellezza.

RICCARDO
	Questi occhi non tollererebbero la devastazione di tale bellezza;
	voi non potreste offuscarla se io vi stessi vicino.
	Come l'universo intero  allietato dal sole,
	cos lo sono io da essa;  la mia luce, la mia vita.

ANNE
	La nera notte ottenebri il tuo giorno, e la morte la tua vita.

RICCARDO
	Non imprecare contro te stessa, creatura leggiadra, tu sei l'uno e l'altra.

ANNE
	Vorrei esserlo, per vendicarmi di te.

RICCARDO
	 una rivalsa sommamente innaturale
	vendicarti di chi t'ama.

ANNE
	 una rivalsa giusta e ragionevole
	vendicarmi di chi ha ucciso mio marito.

RICCARDO
	Madama, chi ti ha privato di tuo marito
	l'ha fatto per procurartene uno migliore.

ANNE
	Uno migliore non respira sulla terra.

RICCARDO
	 vivo chi ti ama pi di quanto egli fosse capace.

ANNE
	Nominalo.

RICCARDO
	Un Plantageneto.

ANNE
	Era lui, per l'appunto.

RICCARDO
	Il nome  lo stesso, ma  uno di natura superiore.

ANNE
	Dov'?

RICCARDO
	Eccomi qui. .Anne gli sputa in faccia..
		Perch mi sputi addosso?

ANNE
	Magari fosse veleno mortale per te.

RICCARDO
	Mai veleno scatur da fonte cos dolce.

ANNE
	Mai veleno rimase appreso a rospo pi immondo.
	Lvamiti davanti! La tua vista infetta i miei occhi.

RICCARDO
	Sono i tuoi occhi, dolce signora, ad avere infettato i miei.

ANNE
	Fossero essi basilischi, s da colpirti a morte.

RICCARDO
	Vorrei lo fossero davvero per poter morire sul colpo;
	giacch invece essi m'uccidono d'una morte che mi lascia in vita.
	Quegli occhi tuoi hanno tratto dai miei lacrime amare,
	offuscandone lo sguardo con un diluvio di puerili gocce di pianto;
	questi occhi che non versarono mai lacrime di rimorso,
	neppure quando mio padre York ed Edoardo piansero
	nell'udire dei pietosi lamenti di Rutland, quando
	Clifford dal volto truce brand su di lui la spada;
	n quando tuo padre guerriero raccont, piangendo come un bambino,
	la triste storia della morte di mio padre,
	e venti volte s'interruppe fra i singhiozzi,
	sicch tutti i presenti avevano le guance bagnate
	come alberi intrisi di pioggia. In quel triste momento
	i miei occhi virili sdegnarono di versare una lacrima di debolezza;
	e ci che questi lutti non hanno saputo spremerne,
	l'ha fatto la tua bellezza, accecandoli di lacrime.
	Non ho mai implorato amico o nemico,
	la mia lingua non ha saputo mai imparare parole carezzevoli d'amore;
	ma ora che m'arride come premio la tua bellezza,
	il mio cuore orgoglioso implora e suggerisce le parole alla mia lingua.

.Ella lo guarda sprezzantemente.

	Non insegnare alle tue labbra questo disprezzo; esse furono fatte
	per i baci, madama, non per questo sdegno.
	Se il tuo cuore vendicativo non sa perdonare,
	ecco, ti presto questa spada acuminata,
	e se ti compiacerai di affondarla in questo petto fedele,
	liberandone l'anima che ti adora,
	io lo denudo per il colpo mortale,
	e umilmente, in ginocchio, chiedo la morte.
[.S'inginocchia.;] .scopre il petto, ed essa fa il gesto di colpir. [.lo.] .con la spada..
	Non, non arrestarti, poich io ho ucciso Enrico,
	ma fu la tua bellezza a provocarmi.
	Sbrigati, adesso: fui io a pugnalare il giovane Edward,
	ma fu il tuo volto celeste ad istigarmi.

.Ella lascia cader la spada..

	Solleva di nuovo la spada, oppure solleva me.

ANNE
	Alzati, simulatore; pur augurandoti la morte, [.egli s'alza.]
	non voglio esser il tuo giustiziere.

RICCARDO
	Ordinami allora d'uccidermi e lo far.

ANNE
	L'ho gi detto.

RICCARDO
			Ma  stato in un momento d'ira;
	ridillo, e con la stessa spada,
	questa mano che per amor tuo ha ucciso il tuo amore
	per amor tuo uccider un amore assai pi vero;
	cos sarai complice della morte di tutt'e due.

ANNE
	Vorrei conoscere il tuo cuore.

RICCARDO
	 effigiato dalla mia lingua.

ANNE
	Ho paura che mentano ambedue.

RICCARDO
	Allora non vi fu mai uomo veritiero.

ANNE
	Suvvia, riponete la spada nel fodero.

RICCARDO
	Dite allora che la pace  fatta fra noi.

ANNE
	Lo saprete in seguito.

RICCARDO
	Ma potr sperare?

ANNE
	Tutti gli uomini, spero, lo fanno.

RICCARDO
	Consentite a portare questo anello.

ANNE
	Ricevere non  dare.

RICCARDO
	Guarda come il mio anello cinge il tuo dito:
	proprio come il tuo seno racchiude il mio povero cuore;
	accoglili tutt'e due, poich sono entrambi tuoi.
	E se il tuo povero devoto servitore pu
	soltanto chiedere un favore dalle tue graziose mani,
	confermerai per sempre la sua felicit.

ANNE
	Che cosa vuoi?

RICCARDO
	Che vi compiacciate di lasciare queste tristi funzioni
	a colui il quale ha tutte le ragioni per condurre le esequie,
	e vi rechiate subito a Crosby Place
	dove, dopo aver sepolto solennemente
	al monastero di Chertsey questo nobile re
	e bagnato di lacrime penitenti la sua tomba,
	verr con ogni sollecitudine a rendervi omaggio.
	Per varie ragioni riservate, vi supplico
	di concedermi questo favore.

ANNE
	Con tutto il cuore, e molto mi rallegra vedervi cos contrito.
	Tressell e Berkeley, venite con me.

RICCARDO
	Ditemi addio.

ANNE
	 pi di quanto meritiate;
	 ma dacch mi insegnate a lusingarvi,
	 immaginatevi che v'abbia gi detto addio.
.Escono con Anne, .[.Tressell e Berkeley.].

RICCARDO
	Signori, risollevate il cadavere.

GENTILUOMO
	Per portarlo a Chertsey, nobile signore?

RICCARDO
	No, ai Carmelitani; e l aspettate il mio arrivo.
.Escono con il feretro .[.gentiluomini e Alabardieri.].

	Fu mai donna corteggiata in tale stato d'animo?
	Fu mai donna conquistata in tale stato d'animo?
	La prender, ma non per tenerla a lungo.
	Ma come! Io, che le ho ucciso marito e suocero,
	sorprenderla mentre il suo cuore trabocca d'odio,
	la sua bocca di maledizioni e i suoi occhi di lacrime,
	con accanto il testimone sanguinante del suo odio,
	Dio, la coscienza e tutti questi ostacoli contro di me -
	ed io, senza altri amici a sostegno della mia istanza
	se non il diavolo puro e semplice e la maschera della simulazione -
	eppure conquistarla, da solo con tutto il mondo contro!
	Ah!
	S' gi scordata di quel prode principe
	Edward, il suo signore che io, circa tre mesi fa,
	trafissi a Tewkesbury in un impeto di collera?
	Un gentiluomo pi dolce ed amabile
	modellato da Natura con i doni pi generosi,
	giovane, valoroso, saggio e indubbiamente di sangue reale,
	il vasto mondo non potr riprodurlo.
	Ed ella tuttavia ha voluto abbassare il suo sguardo su me,
	che ho reciso il fiore della giovinezza di questo dolce principe
	e reso lei vedova, in un letto di dolore?
	Su me, il cui tutto non pareggia una met di Edward?
	Su me, deforme e zoppicante come sono?
	Scommetto il mio ducato contro un misero quattrino
	che in tutto questo tempo mi sono sbagliato sulla mia figura!
	Giurerei ch'ella mi trova - bench io non ci riesca -
	una persona di straordinario fascino.
	Voglio spender qualcosa per comprarmi uno specchio
	ed ingaggiare un paio di dozzine di sarti
	che studino i modi di abbellire il mio corpo:
	giacch sono entrato in grazia con me stesso
	voglio prendermi cura di me anche a qualche modesto prezzo.
	Ma prima bisogna che scarichi nella sua fossa quel tipo l,
	e poi torner alla carica, sospiroso, dalla mia bella.
	Brilla, bel sole, finch mi sia comprato uno specchio,
	perch'io possa, camminando, mirare la mia ombra.
.Esce..

/:/Scena III


.Entrano la Regina .[.Elisabetta.],. Lord Rivers, Lord Grey .[.e il Marchese di Dorset.].

RIVERS
	Abbiate pazienza, signora, senza dubbio sua Maest
	presto sar restituito alla sua salute abituale.

GREY
	Il fatto che vi mostriate insofferente, lo far star peggio;
	perci, state di buon animo, in nome di Dio,
	e rallegrate sua Grazia con un'espressione viva e lieta dello sguardo.

ELISABETTA
	Se dovesse morire, che sarebbe di me?

GREY
	Non ve ne verrebbe altro danno che la perdita d'un signore par suo.

ELISABETTA
	La perdita d'un signore come lui porta con se ogni sorta di calamit.

GREY
	Il cielo v'ha dato la benedizione di un nobile figlio
	che vi consoler, quando il re non ci sar pi.

ELISABETTA
	Ah, egli  giovane e, finch  minorenne,
	sotto la tutela di Riccardo di Gloucester,
	uomo che non ama n me n alcuno di voi.

RIVERS
	 stabilito definitivamente che sar lui il Protettore?

ELISABETTA
	 deciso, anche se manca ancora il decreto;
	ma sar cos, se il re viene a mancare.

.Entrano Buckingham e .[.Stanley, conte di.] .Derby..

GREY
	Arrivano i signori di Buckingham e di Derby.

BUCKINGHAM
	Buon giorno a vostra Grazia reale.

STANLEY
	Dio conservi felice vostra Maest, come nel passato.

ELISABETTA
	La contessa di Richmond, mio buon signore di Derby,
	sar difficile che dica Amen al vostro gentile augurio;
	tuttavia, Derby, sebbene ella sia vostra moglie
	e non m'ami, siate pur certo, monsignore,
	ch'io non vi odio per l'orgogliosa arroganza di lei.

STANLEY
	Vi scongiuro di non prestar fede
	alle invidiose calunnie dei suoi menzogneri accusatori;
	se ella invece  accusata in base a voci veritiere,
	siate tollerante verso la sua debolezza che deriva, io credo,
	non da radicato malanimo ma da ostinata infermit.

RIVERS
	Avete visto il re, oggi, monsignore di Derby?

STANLEY
	Veniamo proprio ora, il duca di Buckingham ed io,
	da una visita a sua Maest.

ELISABETTA
	C' qualche possibilit d'un miglioramento, signori?

BUCKINGHAM
	Buone speranze, madama; sua Grazia  di buon umore nel parlare.

ELISABETTA
	Dio gli conceda salute. Avete potuto conferire con lui?

BUCKINGHAM
	S, signora; egli desidera effettuare una
	fra il duca di Gloucester e i vostri fratelli riconciliazione
	e fra loro e monsignore Ciambellano;
	li ha convocati alla sua regale presenza.

ELISABETTA
	Magari tutto andasse bene - ma non sar mai cos;
	ho paura che la nostra felicit sia giunta al termine.

.Entra Riccardo .[.e Hastings.].

RICCARDO
	Mi fanno torto, e non intendo sopportarlo!
	Chi  che si lagna col re
	che io, guarda un po', sono scontroso e non li amo?
	Per San Paolo, amano certo ben poco sua Grazia
	coloro che gli riempiono le orecchie di queste chiacchiere rissose.
	Perch non so adulare ed ostentare una cera amabile,
	sorridere in faccia alla gente, lisciare, ingannare e imbrogliare,
	inchinarmi alla francese con scimmiesca smorfiosit, per
	devo esser considerato un nemico rancoroso. questo
	Non pu vivere un galantuomo e non pensar male di nessuno,
	senza che la sua schietta sincerit debba esser insultata
	da villani sopraffini, astuti e striscianti?

GREY
	A chi dei presenti si rivolge vostra Grazia?

RICCARDO
	A te, che non hai n onest n grazia.
	Quand' che ti ho fatto del male? Quando ti ho fatto torto?
	O a te? o a te? o a uno qualsiasi della vostra cricca?
	Che vi prenda un malanno a tutti! Sua Grazia reale
	(che Dio preservi meglio di quanto voi desiderereste)
	pu a mala pena tirar un po' di fiato in pace,
	senza che voi dobbiate disturbarlo con insulse lamentele.

ELISABETTA
	Cognato di Gloucester, avete frainteso la faccenda;
	il re, di sua regale iniziativa,
	e non provocato da alcun altro postulante,
	sospettando probabilmente il vostro odio occulto,
	che si manifesta nel vostro comportamento esterno
	contro i miei figli, i miei fratelli e me stessa,
	ha deciso di convocarci, per conoscere i motivi
	del vostro malvolere e, pertanto, rimuoverli.

RICCARDO
	Non so cosa dire; il mondo  diventato cos malvagio
	che gli scriccioli fanno manbassa dove le aquile non osano posarsi.
	Da quando ogni villano  diventato gentiluomo,
	molti gentiluomini sono svillaneggiati.

ELISABETTA
	Andiamo, andiamo: sappiamo che cosa avete in mente, cognato di Gloucester.
	Non v' andata gi la elevazione mia e dei miei amici.
	Dio non voglia che abbiamo mai bisogno di voi.

RICCARDO
	Intanto, Dio vuole che noi abbiamo bisogno di voi;
	grazie a voi, nostro fratello  imprigionato,
	io stesso sono disonorato e la nobilt
	 tenuta a vile; mentre ogni giorno
	vediamo concesse molte belle promozioni
	per nobilitare coloro che, non pi di due giorni fa,
	non valevano un nobile.

ELISABETTTA
	Per Colui che, dalla pacifica condizione di cui godevo,
	m'ha elevata a questo vertice pieno di affanni,
	non fui io ad aizzare sua Maest
	contro il duca di Clarence; anzi perorai
	da zelante avvocato la sua causa.
	Monsignore, mi recate un'offesa vergognosa
	coinvolgendomi bugiardamente in questi ignobili sospetti.

RICCARDO
	Potete negare d'esser stata la causa
	del recente imprigionamento di lord Hastings?

RIVERS
	Lo pu, monsignore, giacch...

RICCARDO
	Lo pu, lord Rivers! Ma certo, chi non lo sa?
	Pu far di pi, signore, che negar ci.
	Pu procurarvi molte fruttuose cariche
	e poi negare d'aver messo mano ad aiutarvi,
	ed attribuire quegli onori ai vostri grandi meriti.
	Che cosa non pu essa? Pu, s, per Maria Vergine: pu...

RIVERS
	Che cosa pu per Maria Vergine?

RICCARDO
	Che cosa pu per Maria Vergine? maritarsi con un re,
	uno scapolo, e per di pi un avvenente giovanotto:
	la vostra ava,  risaputo, fece nozze meno fortunate.

ELISABETTA
	Monsignore di Gloucester, da troppo tempo subisco
	le vostre brutali reprimende e i vostri maligni sarcasmi;
	perdio, informer sua Maest
	delle volgari offese che mi  toccato spesso sopportare.

.Entra la regina Margherita..

	Preferirei essere una serva di campagna
	piuttosto che una grande regina sottoposta a tali
	insulti, derisioni ed attacchi.
	Poca gioia mi viene dall'esser regina d'Inghilterra.

MARGHERITA [.A parte.]
	E che quella poca sia scemata  la mia supplica a Dio;
	i tuoi onori, il tuo fasto e il trono spettano a me.

RICCARDO
	Ah s, mi minacciate di dirlo al re?
	Diteglielo, senza ritegni: sappiate che ci che ho detto
	lo dichiarer alla presenza del re:
	son pronto a rischiare d'essere spedito alla Torre;
	 ora di parlare; i miei meriti son del tutto dimenticati.

MARGHERITA [.A parte.]
	Via, demonio! Io li rammento anche troppo bene:
	hai ammazzato nella Torre Enrico, mio marito,
	ed a Tewkesbury, il mio povero figlio, Edward.

RICCARDO
	Prima che voi diventaste regina, e re vostro marito,
	ho sfacchinato come una bestia per i suoi supremi interessi;
	ho estirpato i suoi superbi avversari
	e compensato largamente i suoi fautori:
	perch il suo sangue ottenesse la corona, ho versato il mio.

MARGHERITA [.A parte.]
	E come, e sangue assai pi nobile del suo e del tuo.

RICCARDO
	In tutto quel frattempo, voi e vostro marito Grey
	parteggiavate per la casa di Lancaster:
	ed anche voi, Rivers. Non fu ucciso vostro marito
	per Margherita nella battaglia di Sant'Albano?
	Lasciate che vi rammenti, se l'avete scordato,
	quel che siete stati prima d'ora e quel che siete ora;
	e, nello stesso tempo, quel che io sono stato e quel che sono ora.

MARGHERITA [.A parte.]
	Uno scellerato assassino, e tale sei rimasto

RICCARDO
	Il povero Clarence disert da Warwick, suo suocero,
	s, e commise spergiuro - che Ges lo perdoni...

MARGHERITA[.A parte.]
	Che Dio se ne vendichi...

RICCARDO
	Per battersi dalla parte di Edoardo, per la corona:
	e per tutta ricompensa, sventurato signore,  stato messo in gabbia.
	Piacesse a Dio che il mio cuore fosse di pietra come quello d'Edoardo,
	o che quello d'Edoardo fosse, come il mio, tenero e pietoso.
	Son troppo puerilmente ingenuo per questo mondo.

MARGHERITA[.A parte.]
	Sbrigati, dunque, ad andare all'inferno, vergogna, e lascia questo mondo,
	demonio infame!  l il tuo regno...

RIVERS
	Monsignore di Gloucester, in quei giorni di confusione
	che qui voi rievocate per accusarci di inimicizia,
	noi seguimmo il nostro signore di allora, il re nostro sovrano:
	faremmo lo stesso con voi, se foste il nostro re.

RICCARDO
	Se fossi re? Preferirei essere uno straccivendolo!
	Sia lontano dal mio cuore un pensiero del genere!

ELISABETTA
	Tanta poca gioia, monsignore, quale supponete
	che godreste se foste re di questo paese,
	potete supporre ch'io goda, nell'esserne regina.

MARGHERITA[.A parte.]
	 vero, poca  la gioia che ne gode la regina:
	infatti sono io costei, e non ne conosco ombra.
	Non posso pi restarmene paziente!
	[.Facendosi avanti.] Ascoltatemi, briganti rissosi,
	che litigate spartendovi quel che m'avete rubato:
	chi di voi non trema a guardarmi?
	Se non v'inchinate come sudditi davanti a me, vostra regina,
	tuttavia, in quanto da voi deposta, tremate di paura, come ribelli.
	Ah, furfante, di nobile stirpe, non ti voltare da un'altra parte.

RICCARDO
	Immonda strega grinzosa, che cosa fai davanti a me?

MARGHERITA
	Null'altro che recitare la storia dei tuoi delitti:
	 quanto far, prima di lasciarti andar via.

RICCARDO
	Non fosti bandita, sotto pena di morte?

MARGHERITA
	Lo fui, ma l'esilio  per me pena maggiore
	di ci che la morte possa darmi qui, presso la mia dimora.
	Tu mi sei debitore d'un marito e d'un figlio;
	e tu d'un regno; tutti voi mi dovete ubbidienza.
	Questo mio dolore spetta a voi di diritto
	e tutti i piaceri che voi usurpate spetterebbero a me.

RICCARDO
	La maledizione scagliata contro te dal mio nobile padre
	quando cingesti le sue tempie guerriere d'una corona di carta,
	e con le tue ingiurie provocasti fiumi di lacrime dai suoi occhi
	e poi, per asciugarli, desti al duca uno straccio
	intriso del sangue innocente del grazioso Rutland...
	le sue maledizioni profferite allora contro di te dall'angoscia del suo cuore
	ti sono tutte cadute addosso,
	e Dio, non noi, ha castigato le tue imprese sanguinarie.

ELISABETTA
	Dio  giusto nel render giustizia agli innocenti.

HASTINGS
	Oh, trucidare quel bambino fu l'azione pi nefanda
	e pi spietata mai udita.

RIVERS
	A raccontarla, avrebbe fatto piangere perfino i tiranni.

DORSET
	Non vi fu chi non predicesse che sarebbe stata seguita dalla vendetta.

BUCKINGHAM
	Northumberland, che fu allora presente, pianse a quello spettacolo.

MARGHERITA
	Ma come? Eravate tutti ringhiosi, prima ch'io entrassi,
	pronti ad azzannarvi l'un l'altro,
	ed ora rivolgete tutto il vostro odio contro me?
	Ha avuto tanta udienza in cielo la tremenda maledizione di York
	che la morte di Enrico e quella del mio diletto Edward,
	la perdita del loro regno e il mio esilio tormentoso
	non sarebbero che il prezzo pagato per quel bizzoso marmocchio?
	Le maledizioni hanno dunque il potere di trafiggere le nuvole e di penetrare in cielo?
	Ma allora fate luogo, grevi nuvole, alle mie maledizioni vibranti:
	muoia il vostro re d'indigestione, anche se non per guerra,
	cos come il re nostro mor assassinato perch lui avesse la corona.
	Tuo figlio, Edward, che ora  principe di Galles,
	per Edward, figlio mio, che era principe di Galles,
	faccia, ancor giovane come lui, prima del tempo morte violenta.
	Tu stessa, regina, che usurpi il mio trono di regina,
	sopravvivi, come me sventurata, alla tua gloria;
	possa tu vivere a lungo per pianger la morte dei tuoi figli
	e vedere un'altra, com'io vedo te adesso,
	adorna dei tuoi diritti, come tu sei rivestita dei miei;
	i tuoi giorni felici muoiano essi prima della tua morte
	e dopo molte, interminabili ore di cordoglio,
	muori non pi madre, n moglie, n regina d'Inghilterra.
	Rivers e Dorset, voi eravate presenti
	e anche tu lord Hastings, quando mio figlio
	fu trafitto da pugnali sanguinari. Prego Dio
	che nessuno di voi giunga al termine naturale della sua vita,
	ma sia stroncato da qualche caso imprevisto...

RICCARDO
	Odiosa strega avvizzita, falla finita con la tua fattura.

MARGHERITA
	Lasciando fuori te? Fermati, cane, e stammi a sentire.
	Se il cielo ha in serbo qualche funesto flagello
	superiore a quelli ch'io possa augurarti,
	oh, lo trattenga finch siano mature le tue colpe
	e poi scagli il suo sdegno
	su di te, nemico della pace di questo misero mondo.
	Il tarlo della coscienza ti roda continuamente l'anima;
	sospetta, finch vivi, dei tuoi amici come traditori;
	e tratta come gli amici pi diletti perfidi traditori;
	il sonno non chiuda quei tuoi occhi letali,
	tranne che mentre qualche sogno angoscioso
	ti atterrisce con un inferno di orrendi diavoli.
	Aborto segnato dal demonio, maiale grufolante,
	tu, che dalla nascita ricevesti l'impronta
	di schiavo della Natura e figlio dell'inferno;
	tu calunnia del grembo incinto di tua madre,
	tu schifoso prodotto dei lombi di tuo padre,
	tu straccio dell'onore, tu aborrito...

RICCARDO
	Margherita!

MARGHERITA
		Riccardo!

RICCARDO
			Allora?

MARGHERITA
				Non t'ho chiamato.

RICCARDO
	Ti chiedo scusa, allora, giacch ho creduto
	che mi avessi chiamato con tutti questi feroci impropri.

MARGHERITA
	Certo che l'ho fatto, ma non aspettavo risposta.
	Oh, lasciami terminare la mia maledizione!

RICCARDO
	Lo faccio io, e termina con 'Margherita!'

ELISABETTA
	Cos hai esalato su te stessa la tua maledizione.

MARGHERITA
	Misera regina dipinta, vano orpello della mia fortuna:
	perch spargi zucchero su quel ragno rigonfio
	che ti circuisce con la sua rete mortifera?
	Stolta, stolta, affili il coltello per uccider te stessa.
	Verr il giorno che m'invocherai
	perch t'aiuti a maledire questo velenoso rospo gobbo.

HASTINGS
	Falsa profetessa, basta con le tue folli maledizioni,
	se non vuoi abusare, a tuo danno, della nostra pazienza.

MARGHERITA
	Vergogna a voi che avete abusato della mia.

RIVERS
	Sareste servita a dovere se vi fosse insegnato ci che vi meritate.

MARGHERITA
	Per aver quel che merito dovreste tutti far il vostro dovere verso me.
	Insegnate a me a esser la vostra regina e a voi ad essere i miei sudditi.
	O rendetemi ci che mi  dovuto e insegnate a voi stesso quel dovere.

DORSET
	Non state a discutere con lei;  pazza.

MARGHERITA
	Tacete, signor marchese; siete impudente;
	il marchio nuovo di zecca della vostra nobilt non ha ancora corso.
	Oh, se la vostra fresca nobilt sapesse giudicare
	che cosa significa perderla ed esser infelice!
	Chi sta in alto  esposto all'impeto di molte raffiche
	e, se cade, si frantuma in pezzi.

RICCARDO
	Ottimo consiglio, per la madonna! Fatene tesoro, marchese, fatene tesoro.

DORSET
	Tocca voi, monsignore, non meno che me.

RICCARDO
	Anzi, anche di pi; ma io nacqui sulle vette;
	la vostra nidiata d'aquile edifica in cima al cedro
	e si trastulla col vento e si fa beffe del sole.

MARGHERITA
	E muta il sole in ombra, ahim, ahim!
	Ne  testimone mio figlio, ormai nell'ombra della morte,
	lui, i cui fulgidi, splendenti raggi il nembo del tuo furore
	ha sepolto nella tenebra eterna.
	Il nido della vostra stirpe  stato edificato sul nido della nostra.
	Oh, Dio che tutto vedi, non tollerarlo:
	come col sangue fu occupato, cos vada perduto.

BUCKINGHAM
	Tacete, tacete, per vergogna se non per carit.

MARGHERITA
	Non raccomandate a me vergogna e carit.
	Con me vi siete comportati senza carit
	e avete massacrato senza vergogna le mie speranze.
	Carit  per me l'oltraggio ricevuto e vergogna  la mia vita;
	e in quella vergogna viva sempre la furia dei miei dolori.

BUCKINGHAM
	Fatela finita, fatela finita!

MARGHERITA
	Oh Buckingham illustrissimo, ti bacer la mano
	in segno di alleanza e di pace;
	la fortuna scenda su te e la tua nobile casa;
	i tuoi abiti non son macchiati del nostro sangue
	n tu rientri nel raggio della mia maledizione.

BUCKINGHAM
	E nessun altro qui presente; poich le maledizioni non vanno
	mai oltre le labbra di chi le profferisce.

MARGHERITA
	Non voglio pensare ch'esse non salgano in cielo
	e risveglino lass il dolce pacifico sonno di Dio.
	Oh Buckingham, guardati da quel cane!
	Bada che quando fa le feste, morde; e quando morde,
	la ferita del suo dente velenoso suppura mortalmente.
	Non aver a che fare con lui; guardatene.
	Il peccato, la morte e l'inferno hanno posto su di lui il loro marchio
	e tutti i loro ministri lo seguono.

RICCARDO
	Che cose dice, monsignore di Buckingham?

BUCKINGHAM
	Nulla di cui faccia conto, grazioso signore.

MARGHERITA
	Come, mi sdegni per il mio benigno consiglio
	ed assecondi il demonio contro cui t'ho messo in guardia?
	Oh, verr il giorno in cui te ne rammenterai,
	quando costui ti spezzer il cuore dal dolore
	e dirai allora che la sventurata Margherita fu profetessa.
	Che ciascuno di voi viva soggetto al suo odio
	ed egli al vostro e tutti quanti a quello di Dio.
.Esce..

BUCKINGHAM
	Mi si rizzano i capelli a sentire le sue imprecazioni.

RIVERS
	Lo stesso a me; mi chiedo perch sia lasciata libera.

RICCARDO
	Non posso biasimarla; per la santa madre di Dio,
	ha ricevuto troppi torti; ed io mi pento
	per parte mia di quelli che le ho fatto.

ELISABETTA
	Io non gliene ho fatto nessuno, ch'io sappia.

RICCARDO
	Voi avete ricavato tutti i vantaggi dai torti ch'ella ha ricevuto.
	Io mi sono scaldato troppo per far del bene a qualcuno
	che ora se ne ricorda con troppa freddezza.
	Per la madonna, quanto a Clarence,  ben ripagato:
	 chiuso ad ingrassare, per tutti i suoi servizi.
	Dio perdoni coloro che ne sono responsabili.

RIVERS
	Conclusione virtuosa e degna d'un cristiano:
	pregare per coloro che ci hanno fatto del male.

RICCARDO
	Lo faccio sempre [.tra s.] per una buona ragione;
	se infatti avessi imprecato adesso, l'avrei fatto contro me stesso.

.Entra Catesby..

CATESBY
	Madama, sua Maest vi manda a chiamare,
	e cos vostra Grazia, e anche voi, nobili signori.

ELISABETTA
	Vengo, Catesby. Signori, venite con me?

RIVERS
	Seguiamo vostra Grazia.
.Escono tutti tranne Riccardo..

RICCARDO
	Io commetto il torto e sono il primo a recriminare:
	dei segreti misfatti cui metto mano
	attribuisco il grave carico ad altri.
	Clarence che proprio io ho gettato in gattabuia,
	lo compiango in presenza di tanti gonzi,
	cio davanti a Derby, Hastings, Buckingham;
	e gli dico che  la regina con i suoi alleati
	ad aizzare il re contro il duca mio fratello.
	Adesso ci credono e m'incitano
	a vendicarmi di Rivers, Dorset, Grey.
	Ma allora io sospiro, e con una citazione della Scrittura
	gli dico che Dio ci ingiunge di rendere bene per male:
	e cos rivesto la mia nuda scelleratezza
	di vecchi ritagli carpiti a casaccio alla Sacra Scrittura,
	e quando pi faccio il diavolo, ho l'apparenza di santo.

.Entrano due Sicari..

	Ma, adagio, ecco che vengono i miei giustizieri:
	dunque, miei bravi, robusti e risoluti compari,
	siete pronti adesso a sbrigar questa faccenda?

I SICARIO
	S, monsignore, e veniamo per il mandato
	che ci permetta d'esser ammessi dov'egli si trova.

RICCARDO
	Buona idea; l'ho qui con me.
	Una volta fatto, venite a Crosby Place...
	Ma, amici, siate fulminei nella esecuzione
	e, a un tempo, inflessibili: non date ascolto alle sue preghiere;
	poich Clarence parla bene e forse
	riuscirebbe a muovere a piet i vostri cuori, se gli date retta.

II SICARIO
	Ma via, monsignore: non ci fermeremo a far chiacchiere.
	Chi chiacchiera non  buono ad agire; state certo
	che andiamo per usar le mani, non la lingua.

RICCARDO
	Dagli occhi vostri piovono macine da mulino, mentre da quelli
	degli sciocchi, lacrime.
	Mi piacete, ragazzi; all'opera vostra, subito.
	Andate, andate, sbrigatevi.

AMBEDUE
				Ci sbrigheremo, nobile signore.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Clarence e il suo custode..

CUSTODE
	Perch vostra Grazia oggi ha un'aria cos triste?

CLARENCE
	Ahim, ho trascorso una notte disgraziata,
	cos piena di sogni spaventosi, di orrende visioni,
	che, quant' vero che sono un fedele cristiano,
	non vorrei passare una notte come questa,
	foss'anche per procurarmi un mondo di giorni felici,
	tanto fu piena di tetro orrore la notte.

CUSTODE
	Che cosa avete sognato, monsignore? Ditemelo, vi prego.

CLARENCE
	Mi pareva d'esser fuggito dalla Torre
	e d'essermi imbarcato per traversare il mare diretto in Borgogna;
	e con me era mio fratello Gloucester,
	che m'invit a lasciar la cabina
	e a passeggiare sulla tolda: di l volgemmo gli occhi
	all'Inghilterra e riandammo a mille casi sfortunati
	che ci erano capitati durante le guerre fra York e Lancaster.
	Mentre camminavamo barcollando sul ponte della nave,
	mi pareva che Gloucester inciampasse e che, nel cadere,
	urtasse me (che cercavo di sorreggerlo), facendomi precipitare
	negli agitati marosi dell'oceano.
	O Signore! Che pena mi pareva annegare:
	che tremendo rombo d'acque nelle orecchie;
	che orrende visioni di morte negli occhi!
	Mi pareva di vedere migliaia di spaventosi relitti di naufragi,
	dieci mila uomini azzannati da pesci;
	lingotti d'oro, ancore enormi, mucchi di perle,
	pietre preziose e gioielli di valore inestimabile,
	tutti sparsi sul fondo del mare.
	Alcuni giacevano nei teschi dei morti e nelle cavit
	una volta occupate dagli occhi, ov'erano scivolati
	quasi ad irrisione degli occhi... gemme splendide
	che corteggiavano il fondo viscido dell'abisso
	e schernivano le ossa dei defunti sparpagliate nelle vicinanze.

CUSTODE
	E aveste l'agio, nel momento della morte,
	di contemplare questi segreti dell'oceano?

CLARENCE
	Mi pareva di s; e spesse volte mi sforzai
	di render l'anima, ma il flutto maligno
	mi bloccava sempre il respiro e non gli permetteva
	di raggiungere la vuota, vasta e mobile atmosfera,
	ma lo soffocava nel mio corpo ansimante
	che quasi esplose per eruttarlo nel mare.

CUSTODE
	E non vi svegliaste in questa crudele agonia?

CLARENCE
	No, no; il mio sogno si prolung oltre la vita.
	Oh, allora cominci la tempesta per la mia anima:
	mi pareva di varcare il fiume malinconico
	con quell'arcigno traghettatore di cui scrivono i poeti,
	e d'entrare nel regno della notte perpetua.
	Il primo a salutare col l'anima mia straniera
	fu il mio nobile suocero, il famoso Warwick,
	che esclam: "Quale supplizio per spergiuro
	pu assegnare al perfido Clarence questa tenebrosa monarchia?"
	E poi scomparve. S'avvicin quindi, errabonda,
	un'ombra simile a un angelo, dalla chioma luminosa
	intrisa di sangue e lev un alto grido:
	" giunto Clarence, il perfido volubile, spergiuro Clarence,
	che mi pugnal sul campo di Tewkesbury!
	Afferratelo, Furie! Portatelo alla tortura!"
	Mi pareva, allora, che una legione di diavoli
	m'accerchiasse e m'urlasse negli orecchi
	grida cos orrende che al loro suono
	mi svegliai tremando, e per un pezzo
	non riuscii a capacitarmi che non ero all'inferno,
	tanto fu terribile l'impressione lasciatami dal sogno.

CUSTODE
	Non mi stupisce, signore, che vi abbia atterrito;
	mi pare d'aver paura soltanto a sentirvelo raccontare.

CLARENCE
	Ah, custode, custode, ho commesso azioni
	che ora rendono testimonianza contro la mia anima,
	per amore di Edoardo: e guarda come mi ricompensa.
	O Dio, se le mie preghiere dal profondo non possono placarti,
	ma Tu vuoi vendicarti dei miei misfatti,
	sfoga su me soltanto tutta la tua ira;
	oh, risparmia la mia moglie innocente e i miei poveri bambini.
	Custode, ti prego, siedi un po' accanto a me:
	il mio animo  oppresso, e dormirei volentieri.

CUSTODE
	Son qui, mio signore; Dio conceda buon riposo a vostra Grazia.

.Entra Brakenbury, Luogotenente della Torre..

BRAKENBURY
	Il dolore sovverte i periodi e le ore di riposo,
	fa della notte mattina e del meriggio notte.
	I principi non hanno da gloriarsi che dei loro titoli,
	un onore esteriore per un rovello interno;
	e in cambio di piaceri immaginari, che non provano,
	spesso provano un mondo di affanni incessanti.
	Sicch, tra i loro titoli ed un'umile condizione
	l'unica differenza  la fama esteriore.

.Entrano i due Sicari..

I SICARIO
	Oh, chi c' qui?

BRAKENBURY
	Che vuoi, giovanotto? E come sei entrato qui?

II SICARIO
	Vorrei parlare con Clarence e sono entrato con le mie gambe.

BRAKENBURY
	Ah, s? Cos brusco?

I SICARIO
	 meglio che andar per le lunghe, signore. Fagli
	vedere il nostro mandato, senza altri discorsi.
[.Brakenbury.] .legge..

BRAKENBURY
	Mi si ingiunge con questo di consegnare nelle vostre mani il nobile
	duca di Clarence. Non voglio stare a discutere che cosa ci significhi,
	poich non voglio addossarmi la colpa del significato.
	Il duca  l dentro, che dorme; ed ecco le chiavi.
	Andr dal re e lo informer
	che ho lasciato cos a voi il mio prigioniero.

I SICARIO
	Fatelo, signore,  una saggia decisione. Statevi bene.
.Escono Brakenbury .[.e il custode.].

II SICARIO
	Allora, lo pugnaliamo mentre dorme?

I SICARIO
No, altrimenti, quando si sveglia, dir che  stata un'azione da codardi.

II SICARIO
Ma via, non si sveglier che al gran Giorno del Giudizio.

I SICARIO
Ma allora dir che l'abbiamo pugnalato mentre dormiva.

II SICARIO
A sentirti pronunciare quella parola "Giudizio", m' nata una sorta di rimorso.

I SICARIO
Che, hai paura?

II SICARIO
Non d'ammazzarlo - visto che abbiamo l'autorizzazione - ma d'esser dannato per averlo ammazzato, dal che nessuna autorizzazione potr difendermi.

I SICARIO
Credevo che fossi deciso.

II SICARIO
Lo sono... a risparmiargli la vita.

I SICARIO
Torno subito dal duca di Gloucester a dirglielo.

II SICARIO
No, aspetta un momento, per favore; spero che questo umore compassionevole mi passi. Di solito non mi dura pi che a contare fino a venti.

I SICARIO
Come ti senti adesso?

II SICARIO
Mi restano ancora dentro dei fondigli di coscienza.

I SICARIO
Ricordati del nostro compenso, una volta compiuta l'azione.

II SICARIO
Perdio, che muoia! M'ero scordato del compenso.

I SICARIO
Dove sta ora la tua coscienza?

II SICARIO
Oh, nella borsa del duca di Gloucester.

I SICARIO
Quando lui apre la borsa per darci il compenso, la tua coscienza vola via?

II SICARIO
Non importa che se ne vada. Sono pochi, o nessuno, che vogliano trattenerla.

I SICARIO
E se ti ritorna indietro?

II SICARIO
Non me ne voglio immischiare; quella fa d'un uomo un vigliacco. Un uomo non pu rubare senza ch'essa lo accusi; non pu bestemmiare senza ch'essa lo rimproveri; non pu andare a letto con la moglie del vicino senza che essa lo denunci.  un diavolo che arrossisce dalla vergogna e si ribella in petto a un uomo. Gli crea una massa d'ostacoli; una volta m'ha fatto restituire una borsa piena d'oro che avevo trovato per caso. Chiunque l'ospiti si riduce alla mendicit; la scacciano come un oggetto pericoloso dalle citt e dai villaggi; e ogni uomo che voglia vivere bene, cerca di fidar solo in se stesso e di farne a meno.

I SICARIO
Perdio, eccola ora al mio fianco che vuol persuadermi a non uccidere il duca.

II SICARIO
Attacca quel diavolo della tua mente e non gli dare retta: vorrebbe entrarti dentro soltanto per farti sospirare.

I SICARIO
Ho una fibra robusta; non riuscir a sopraffarmi.

II SICARIO
Hai parlato da valentuomo che rispetta il suo buon nome. Suvvia, ci mettiamo al lavoro?

I SICARIO
Sbattigli sulla zucca il manico della spada e poi buttiamolo nel barile di malvasia della stanza accanto.

II SICARIO
Oh, che splendida trovata! E ammolliamolo bene.

I SICARIO
Piano, si sveglia.

II SICARIO
Dagli addosso.

I SICARIO
No, discutiamoci.

CLARENCE
Dove sei, custode? Dammi una tazza di vino.

II SICARIO
Ne avrete presto pi che abbastanza di vino, monsignore.

CLARENCE
	In nome di Dio, chi sei?

II SICARIO
				Un uomo come voi.

CLARENCE
	S, ma non come me di sangue reale.

I SICARIO
	E voi non siete come me suddito leale.

CLARENCE
	Hai una voce tonante ma un aspetto modesto.

I SICARIO
	La mia voce  quella del re, ora, l'aspetto  mio.

CLARENCE
	Con che aria scura e funerea parli.
	I tuoi occhi mi minacciano; perch sei pallido?
	Chi v'ha mandati qui? Perch siete venuti?

AMBEDUE
	Per, per...

CLARENCE
		Per assassinarmi?

AMBEDUE
				Appunto.

CLARENCE
	Avete appena il coraggio di dirlo
	e perci non potete avere il coraggio di farlo.
	In che cosa v'ho offeso, amici miei?

I SICARIO
	Non avete offeso noi, ma il re.

CLARENCE
	Con lui mi riconcilier.

II SICARIO
	Mai, monsignore; perci, preparatevi a morire.

CLARENCE
	Siete stati scelti fra tanti uomini
	per uccidere un innocente? Qual  la mia colpa?
	Quali sono le prove che mi accusano?
	Quale inchiesta legale ha sottoposto il suo verdetto
	al giudice accigliato? O chi ha pronunciato
	la crudele sentenza di morte per il misero Clarence?
	Prima ch'io sia giudicato secondo la legge,
	minacciarmi di morte  quanto mai illegale.
	Io vi ingiungo, per la redenzione in cui sperate,
	per il sangue prezioso di Cristo versato per i nostri gravi peccati,
	di andarvene senza mettermi le mani addosso:
	l'atto che volete compiere vi esporrebbe alla condanna.

I SICARIO
	Quel che faremo, lo facciamo su ordine.

II SICARIO
	E chi ce l'ha ordinato  il nostro re.

CLARENCE
	Traviati vassalli! Il gran Re dei re
	nella tavola della Sua legge ha ordinato
	che non commetterai omicidio. Volete dunque
	violare il Suo comandamento, ed ubbidire a quello d'un uomo?
	State attenti! Giacch Egli ha in mano la vendetta
	da scagliare sul capo di chi infrange la Sua legge.

II SICARIO
	E proprio quella vendetta Egli la scaglia su di te,
	per il tuo perfido spergiuro ed anche per omicidio:
	tu prendesti il sacramento per batterti
	nella causa dei Lancaster.

I SICARIO
	E, da traditore del nome di Dio,
	hai infranto quel voto e con la tua lama traditrice
	hai sventrato il figlio del tuo sovrano.

II SICARIO
	Che avevi giurato di amare e di difendere.

I SICARIO
	Come puoi invocare con noi la tremenda legge di Dio,
	quando tu l'hai violata in maniera cos atroce?

CLARENCE
	Ahim, nell'interesse di chi commisi quell'atto malvagio?
	Per Edoardo, per mio fratello, nel suo interesse.
	Egli non vi manda ad assassinarmi per questo,
	giacch in quel delitto  coinvolto quanto me.
	Se Dio vuol vendicarsi di quell'atto,
	oh, sappiate per ch'Egli lo fa pubblicamente;
	non sottraete la causa al suo braccio possente.
	Egli non ha bisogno di metodi indiretti e illegali
	per toglier di mezzo coloro che l'hanno offeso.

I SICARIO
	Chi fu a darti quell'incarico sanguinario
	quando il prode Plantageneto, quel promettente rampollo reale
	fu colpito a morte da te?

CLARENCE
	L'amore di mio fratello, il demonio e il mio furore.

I SICARIO
	L'amore di tuo fratello, il nostro dovere e le tue colpe
	ci spingono ora qui ad ammazzarti.

CLARENCE
	Oh, se amate mio fratello, non vogliate odiare me:
	son suo fratello e l'amo ardentemente.
	Se siete stati assoldati per guadagno, tornate indietro,
	ed io vi mander da mio fratello Gloucester,
	che vi compenser per avermi lasciato in vita,
	meglio di quanto far Edoardo per l'annuncio della mia morte.

II SICARIO
	Vi ingannate, vostro fratello Gloucester vi odia.

CLARENCE
	O no, egli m'ama e tiene preziosa la mia persona;
	andate da lui da parte mia.

I SICARIO
				S, ci andremo.

CLARENCE
	Ditegli che quando York, il nostro illustre padre
	benedisse col suo braccio vittorioso i suoi tre figli
	e ci ingiunse con tutto l'animo di amarci l'un l'altro,
	fu ben lontano dal pensare a questa frattura nella nostra amicizia.
	Invitate Gloucester a rifletterci sopra ed egli pianger.

I SICARIO
	S, macine da mulino, come ha insegnato a noi a piangere.

CLARENCE
	Oh, non lo calunniate, egli  gentile.

I SICARIO
	Giusto, come la neve sul raccolto.
	Via, vi ingannate;
	 lui che ci ha mandato qui a farvi fuori.

CLARENCE
	Non pu essere; egli ha infatti compianto la mia sorte,
	e m'ha stretto fra le braccia ed ha giurato, singhiozzando,
	che si sarebbe adoperato per la mia liberazione.

I SICARIO
	E cos fa, appunto, liberandovi
	dalla schiavit di questa terra per le gioie del cielo.

II SICARIO
	Riconciliatevi con Dio, monsignore, giacch dovete morire.

CLARENCE
	Come, avete questo santo sentimento nell'anima,
	da consigliarmi di far la pace con Dio,
	e siete tuttavia cos accecati verso le anime vostre
	da far guerra a Dio assassinandomi?
	O, signori, riflettete: coloro che v'hanno sobillato
	a compiere quest'atto vi odieranno per averlo compiuto.

II SICARIO
	Che dobbiamo fare?

CLARENCE
			Lasciatevi commuovere, e salvate la vostra anima.

I SICARIO
	Lasciarci commuovere? No, sarebbe da vili donnicciole.

CLARENCE
	Non lasciarvi commuovere sarebbe bestiale, selvaggio, diabolico.
	Chi di voi - se foste figlio d'un principe -
	recluso e privato della libert com'io sono adesso -
	se vi trovaste davanti due sicari come voi,
	non implorerebbe la vita? S, voi supplichereste,
	se foste nei miei frangenti.
	[.Al II Sicario.] Amico, scorgo qualche piet sul tuo volto:
	o, se il tuo sguardo non m'inganna, lusingandomi,
	passa dalla mia parte, e prega per me;
	d'un principe che prega, anche un accattone ha compassione.

II SICARIO
	Guardatevi alle spalle, monsignore!

I SICARIO
	Prendi questo, e questo! [.pugnalandolo.] Se questo non basta,
	v'annegher nella botte di malvasia l dentro.
.Esce .[.col corpo.].

II SICARIO
	Che azione sanguinaria, eseguita da disperati.
	Quanto volentieri vorrei lavarmi le mani, come Pilato,
	di questo orrendo omicidio.

.Entra il primo Sicario..

I SICARIO
	E allora? Che significa che non mi dai una mano?
	Perdio, il duca sapr della tua inerzia.

II SICARIO
	Magari potesse sapere che gli ho salvato il fratello.
	Prendi tu il compenso e digli quel che dico,
	giacch mi pento dell'uccisione del duca.
.Esce..

I SICARIO
	Io no; vattene, vigliacco che non sei altro.
	Be', vado a nascondere il cadavere in qualche buco,
	fin quando il duca dia l'ordine per la sua sepoltura.
	E una volta preso il compenso, me la squaglier:
	la cosa si scoprir, ed allora non devo farmi trovare.
.Esce..

/:/ATTO II



.Scena I


.Squillo di trombe. Entrano re Edoardo malato, la regina Elisabetta, Dorset, Rivers, Hastings, Buckingham. [.e Grey.].

RE
	Ecco fatto: una giornata bene impiegata.
	Voi, Pari, mantenete stretta questa unione.
	Io aspetto da un giorno all'altro un messaggio
	del mio Redentore, che mi redima da quaggi:
	e tanto pi in pace l'anima mia voler in cielo
	in quanto ho messo pace fra i miei amici sulla terra.
	Rivers e Hastings, datevi la mano;
	non mascherate soltanto il vostro odio, ma giurate d'amarvi.

RIVERS
	Per il cielo, l'anima mia  purgata dal rancore dell'odio
	e con questa mano suggello l'amore sincero del mio cuore.

HASTINGS
	Mi venga bene per la sincerit con cui giuro lo stesso sentimento.

RE
	Badate di non farvi burla del vostro re,
	affinch Colui che  il supremo Re dei re
	non castighi la vostra dissimulata falsit,
	permettendo che ciascuno di voi sia la rovina dell'altro.

HASTINGS
	Che la fortuna m'arrida per quanto  schietto l'amore che giuro.

RIVERS
	E tal sia di me per quanto amo di cuore Hastings.

RE
	Signora, voi non siete dispensata da questo impegno:
	n voi, nipote Dorset, n voi, Buckingham.
	Siete stati tutti faziosi, l'uno contro l'altro;
	moglie, vogliate bene a Hastings, lasciate che vi baci la mano,
	e ci che fate, fatelo senza finzione.

ELISABETTA
	Ecco, Hastings, voglio dimenticare
	il nostro odio trascorso, cos possa prosperare coi miei.

RE
	Dorset, abbracciatelo; Hastings, vogliate bene al marchese.

DORSET
	Dichiaro qui che questo reciproco scambio d'affetto
	per parte mia sar inviolabile.

HASTINGS
	Io giuro lo stesso. [.S'abbracciano.].

RE
	Ed ora, nobilissimo Buckingham, suggella tu questa alleanza
	abbracciando i congiunti di mia moglie
	e rendimi felice con la vostra concordia.

BUCKINGHAM
	Se mai Buckingham volga il suo odio contro vostra Grazia,
	invece di amare voi e i vostri
	con ogni doveroso affetto, Dio mi punisca
	con l'odio di coloro da cui pi mi aspetto amore.
	Quando pi abbia bisogno dei servizi d'un amico
	e pi sia sicuro della sua amicizia,
	egli mi si dimostri finto, falso, traditore e pieno di inganni:
	questo chiedo da Dio quando si raffreddi il mio amore per voi e i vostri.
[.Si.] .abbracciano..

RE
	Questo tuo voto, illustre Buckingham,
	 un benefico cordiale per il mio cuore ammalato.
	Ora manca soltanto la presenza di nostro fratello di Gloucester
	per render perfetta questa felice pace.

.Entrano Ratcliffe e Riccardo..

BUCKINGHAM
	Ed ecco arrivare in buon punto
	Sir Richard Ratcliffe e il duca.

RICCARDO
	Buongiorno, ai miei sovrani, re e regina;
	ed a voi, nobili Pari, felice giornata.

RE
	Felice davvero, per come l'abbiamo impiegata;
	Gloucester, abbiamo compiuto atti di carit,
	convertendo in pace l'ostilit e in amore leale l'odio
	fra questi nobili iracondi e a torto rancorosi fra loro.

RICCARDO
	Fatica benedetta, mio sovrano signore.
	Se qualcuno in questo mucchio di nobili,
	in base a false notizie o erronee supposizioni
	mi crede un nemico...
	se, inconsapevolmente o nell'ira,
	io ho commesso qualcosa che abbia provocato risentimento
	in qualcuno qui presente, desidero
	riconciliarmi e far pace amichevole con lui;
	 la morte per me avere dei nemici;
	 cosa che odio - io desidero l'amore di tutti gli onesti.
	Anzitutto da voi, signora, imploro sinceramente la pace
	e me la guadagner con doverosi servizi;
	da voi, nobile cugino Buckingham,
	se mai alberg fra noi astio alcuno;
	da voi, lord Rivers, e lord Grey, da voi,
	che tutti, senza ch'io lo meritassi, m'avete guardato di traverso;
	duchi, conti, nobili, gentiluomini: proprio tutti.
	Non conosco inglese vivente
	con cui mi senta menomamente in urto,
	pi dell'infante nato stasera...
	ringrazio Dio per la mia umilt.

ELISABETTA
	D'ora innanzi, questo sia celebrato come giorno di festa;
	piacesse a Dio che tutte le discordie fossero composte.
	Mio sovrano signore, supplico vostra Altezza
	di riaccogliere nel vostro favore nostro cognato Clarence.

RICCARDO
	Ma come, signora, per questo ho offerto il mio amore,
	per esser insultato cos alla presenza del re?
	Chi non sa che il mite duca  morto?
.Tutti sussultano..
	Voi lo ingiuriate, irridendone il cadavere!

RIVERS
	Chi non sa che  morto?! Chi  che lo sa?

ELISABETTA
	O cielo che tutto vedi, in che mondo viviamo?

BUCKINGHAM
	Lord Dorset, ho il volto pallido come gli altri?

DORSET
	S, mio buon signore, e non c' nessuno dei presenti
	a cui il color rosso non abbia abbandonato le guance.

RE
	Clarence  morto? Ma il decreto di condanna era stato revocato.

RICCARDO
	Ma lui, poveretto, mor per il vostro primo decreto,
	e quello fu un Mercurio alato a portarlo,
	mentre il contrordine lo port qualche storpio arrancante
	che arriv troppo tardi per assistere alla sepoltura.
	Dio non voglia che qualcun altro, meno nobile e meno leale,
	pi vicino a lui non per sangue ma per pensieri sanguinari,
	meriti di peggio del disgraziato Clarence,
	eppure circoli franco da ogni sospetto.

.Entra Stanley conte di Derby..

STANLEY
	Una grazia, mio sovrano, per i servizi che v'ho reso!

RE
	Taci, ti prego; l'anima mia  oppressa dal dolore.

STANLEY
	Non mi lever dai ginocchi se vostra Altezza non mi ascolta.

RE
	Di', dunque, subito, ci che chiedi.

STANLEY
	La grazia, Sovrano, per la vita d'un mio servitore,
	che oggi ha ucciso un gentiluomo attaccabrighe
	gi al seguito del duca di Norfolk.

RE
	Ho io una lingua per condannare a morte mio fratello
	e quella lingua dovr concedere la grazia a uno schiavo?
	Mio fratello non uccise nessuno; la sua colpa era solo un pensiero,
	e tuttavia il suo castigo  stato una morte crudele.
	Chi ha intercesso per lui con me? Chi, mentre ero furioso,
	mi s' inginocchiato ai piedi invitandomi a riflettere?
	Chi ha parlato di fratellanza? Chi ha parlato d'amore?
	Chi m'ha ricordato che il poveretto disert
	il potente Warwick per battersi al mio fianco?
	Chi m'ha ricordato che, nel campo di Tewkesbury,
	quando Oxford m'aveva messo a terra, egli accorse in mio aiuto
	e disse "caro fratello, vivi e sii re"?
	Chi m'ha ricordato come egli, mentre vegliavamo entrambi, sdraiati sul campo,
	quasi gelati a morte, mi ripar coi suoi stessi panni
	ed espose se stesso, fragile e nudo, al freddo agghiacciante della notte?
	Tutto questo dalla memoria l'ira bestiale
	aveva colpevolmente divelto e non uno di voi
	ebbe tanta grazia da rammentarmelo.
	Ma quando i vostri carrettieri o i vassalli al vostro servizio
	hanno commesso, ubriachi, un omicidio, e sfigurato
	la preziosa immagine del nostro diletto Redentore,
	eccovi subito in ginocchio ad implorare "Grazia, grazia!"
	Ed io, anche se ingiustamente, devo concedervela.
	Ma per mio fratello, nessuno volle parlare
	e neppure io, implacabile, parlai a me stesso
	per lui, sventurato. I pi orgogliosi fra voi tutti
	gli siete stati debitori mentre era in vita,
	eppure non uno di voi ha implorato una sola volta la grazia per la sua vita.
	O Dio, temo che la tua giustizia chieder conto di questo
	a me, a voi, ai miei, ai vostri.
	Andiamo, Hastings, sorreggimi fino alla mia camera.
	Ah, povero Clarence!

.Escono alcuni col re e la regina..

RICCARDO
	Ecco i frutti della precipitazione: non avete osservato
	come i parenti colpevoli della regina
	sono impalliditi quando hanno sentito della morte di Clarence?
	Oh, sono stati loro ad incitare incessantemente il re:
	Dio ne far vendetta. Suvvia, signori, andiamo
	a consolare Edoardo con la nostra compagnia.

BUCKINGHAM
	Seguiamo vostra Grazia. .Escono..

/:/Scena II


.Entra la vecchia Duchessa di York con i due figli di Clarence..

BAMBINO
	Nonna cara, diccelo,  morto nostro padre?

DUCHESSA
	No, bambino mio.

BAMBINA
	Perch allora stai sempre a piangere e a batterti il petto
	e ad esclamare "O Clarence, figlio mio infelice"?

BAMBINO
	Perch ci guardi e scuoti il capo
	e ci chiami orfani, sventurati, derelitti,
	se il nostro nobile padre  vivo?

DUCHESSA
	Nipotini cari, mi fraintendete tutt'e due:
	io mi lamento per la malattia del Re,
	perch non vorrei perderlo, non per la morte di vostro padre;
	sarebbe dolore sprecato piangere uno che  perduto.

BAMBINO
	Allora, nonna, riconosci ch' morto;
	la colpa  del re mio zio.
	Dio lo vendicher, ed io a questo scopo
	non cesser d'importunarlo con ardenti preghiere.

BAMBINA
	Lo stesso far io.

DUCHESSA
	Tacete, bambini, tacete; il re vi vuole sicuramente bene;
	inesperti ed ingenui innocenti,
	non potete indovinare chi ha provocato la morte di vostro padre.

BAMBINO
	S che lo possiamo, nonna; giacch il buon zio Gloucester
	m'ha detto che il re, aizzato dalla regina,
	ha inventato delle accuse per imprigionarlo;
	e, nel dirmelo, mio zio piangeva
	e mi commiserava e mi baciava affettuosamente sulle guance.
	Egli m'invit a contar su di lui come fosse mio padre,
	ch egli m'avrebbe amato teneramente come un figlio.

DUCHESSA
	Ah, che l'Inganno deva assumere una forma cos suadente
	e nascondere sotto una maschera cos virtuosa il Vizio pi nero!
	Egli  figlio mio, purtroppo, e perci la mia vergogna;
	eppure non succhi dal mio seno questa perfidia.

BAMBINO
	Pensi che mio zio facesse finta, nonna?

DUCHESSA
	S, bimbo mio.

BAMBINO
	Non posso crederlo. Senti, che rumore  questo?

.Entra la regina Elisabetta, coi capelli scompigliati, seguita da Rivers e Dorset..

ELISABETTA
	Ah, chi potr impedirmi di lamentarmi e di piangere,
	d'imprecare alla mia sorte e di tormentarmi?
	Mi alleer alla nera disperazione contro la mia anima
	e diverr la nemica di me stessa.

DUCHESSA
	Che significa questa scena di incivile scompostezza?

ELISABETTA
	Che conchiude un atto di tragica violenza.
	Edoardo, il mio signore, tuo figlio, il nostro re,  morto.
	Perch i rami continuano a crescere quando la radice  spezzata?
	Perch le foglie non si seccano, private della loro linfa?
	Se volete vivere, piangete; se morire, sbrigatevi,
	sicch i nostri cuori possano con ali veloci raggiungere quello del re
	e seguirlo, da sudditi obbedienti,
	nel suo nuovo regno della immutabile notte.

DUCHESSA
	Ah, ho altrettanta ragione di partecipare al tuo
	quanto ebbi titoli da vantare sul tuo nobile marito. dolore
	Io ho pianto la morte d'un ottimo consorte
	e sono vissuta contemplando le sue immagini;
	ma adesso due specchi delle sue sembianze principesche
	son frantumati da morte maligna.
	Ed io, per consolazione, non ho che uno specchio menzognero
	che mi contrista quando vedo in lui riflessa la mia vergogna.
	Tu sei vedova - e tuttavia sei madre
	e t' rimasto il conforto dei tuoi figli;
	ma la morte m'ha rapito dalle braccia il marito
	e strappato dalle deboli mani due grucce,
	Clarence ed Edoardo. O quante ragioni ho io,
	poich il tuo dolore  soltanto una met del mio,
	di superare i tuoi lamenti e soffocare le tue grida.

BAMBINO
	Ah, zia, tu non hai pianto per la morte di nostro padre;
	come possiamo aiutarti noi con le nostre lacrime di nipoti?

BAMBINA
	Il nostro pianto di orfani rimase privo di commiserazione:
	che il tuo dolore di vedova rimanga ugualmente senza compianto.

ELISABETTA
	Non aiutatemi a lamentarmi.
	Non mi manca la fecondit di partorire gemiti.
	Tutte le fonti incanalano nei miei occhi le loro correnti,
	sicch io possa, per influenza dell'acquosa luna,
	versare lacrime cos copiose da sommergere l'universo.
	Ah, marito mio, mio diletto signore Edoardo!

BAMBINI
	Ah, padre nostro, nostro diletto signore Clarence!

DUCHESSA
	Ahim per tutt'e due, i miei Edoardo e Clarence!

ELISABETTA
	Quale sostegno avevo all'infuori di Edoardo? ed egli  scomparso.

BAMBINI
	Quale sostegno avevamo all'infuori di Clarence? ed egli  scomparso.

DUCHESSA
	Quali sostegni io avevo all'infuori di loro? ed essi sono scomparsi.

ELISABETTA
	Mai vedova pat perdita cos crudele.

BAMBINI
	Mai orfani patirono perdita cos crudele.

DUCHESSA
	Mai madre pat perdita cos crudele.
	Ahim, io son la madre di questi lutti:
	i loro dolori sono suddivisi, il mio li comprende tutti.
	Ella piange per un Edoardo, ed io lo stesso;
	io piango per un Clarence, ma non lei;
	questi bimbi piangono per un Clarence, ed io lo stesso;
	io piango per un Edoardo, ma non loro.
	Ahim, voi tre su me, tre volte affranta,
	versate tutte le vostre lacrime. Io son la nutrice del vostro dolore
	e lo sazier di lamenti.

DORSET
	Cara madre, consolatevi; a Dio molto dispiace
	che accogliate con ingratitudine la Sua opera.
	Nelle ordinarie faccende del mondo, si chiama ingratitudine
	ripagare di mala voglia un debito
	che ci  stato concesso gentilmente con mano generosa;
	tanto pi, volersi opporre al Cielo
	perch vi chiede la restituzione del suo regale prestito.

RIVERS
	Signora, pensate da madre sollecita
	al principe vostro figlio; fatelo venire subito;
	che sia incoronato; in lui vive la vostra consolazione.
	Annegate il dolore straziante nella tomba del defunto Edoardo,
	e piantate le vostre gioie sul trono dell'Edoardo vivente.

.Entrano Riccardo, Buckingham, Stanley conte di Derby, Hastings e Ratcliffe..

RICCARDO
	Sorella, fatevi coraggio; noi tutti abbiamo motivo
	di lamentare l'ottenebrarsi della nostra fulgida stella.
	Ma nessuno pu rimediare ai nostri mali col lamentarli.
	Signora madre, vi chiedo perdono.
	Non avevo visto vostra Grazia. Umilmente, in ginocchio,
	imploro la vostra benedizione. [.Si inginocchia.].

DUCHESSA
	Dio ti benedica ed infonda mansuetudine nel tuo cuore;
	amore, carit e il sincero dovere dell'obbedienza.

RICCARDO
	Cos sia [.s'alza, tra s.] e mi faccia morire vecchio e buono...
	questa  la coda della benedizione d'una madre;
	mi stupisce che sua Grazia l'abbia omessa.

BUCKINGHAM
	Voi, mesti principi e nobili Pari affranti,
	gravati dal pesante fardello del dolore,
	rianimatevi l'un l'altro nell'affetto reciproco.
	Sebbene abbiamo consumato il raccolto di questo re
	ci rimane da mietere quello del figlio di lui.
	L'astiosa frattura dei vostri odi traboccanti,
	appena di recente, bendata, saldata e ricomposta,
	ha bisogno d'esser protetta, lenita e mantenuta.
	Mi sembra conveniente che, con una piccola scorta,
	il giovane principe sia immediatamente accompagnato da Ludlow
	qui a Londra, per esser incoronato re.

RIVERS
	Perch con una piccola scorta, monsignore di Buckingham?

BUCKINGHAM
	Diamine, signore, onde evitare che, con una numerosa,
	la ferita del rancore appena rimarginata si riapra;
	ci che sarebbe tanto pi pericoloso
	in quanto il governo  ancora nuovo e inesperto.
	L dove ogni cavallo dispone della briglia del comando
	e pu andar nella direzione che pi gli aggrada,
	andrebbero evitati, a parer mio, sia il timore di offese
	sia offese manifeste.

RICCARDO
	Spero che il re abbia stabilito la pace fra tutti noi,
	e in me il patto  saldo e sincero.

RIVERS
	Altrettanto lo  in me e cos, credo, in noi tutti;
	giacch esso, per,  soltanto recente, non dovrebbe esser esposto
	al rischio probabile che venga violato,
	come potrebbe forse comportare una grossa scorta.
	Perci dico, col nobile Buckingham,
	conviene che solo in pochi si vada a prendere il principe.

HASTINGS
	E cos dico io.

RICCARDO
	Sia dunque cos e andiamo a decidere
	chi debba affrettarsi subito a Ludlow.
	Signora madre e voi, sorella, volete venire
	a darci il vostro consiglio in questa faccenda?

ELISABETTA E LA DUCHESSA
	Con tutto il cuore.
.Escono tutti tranne Buckingham e Riccardo..

BUCKINGHAM
	Monsignore, chiunque parta per raggiungere il principe,
	per amor di Dio, noi non rimaniamocene a casa;
	lungo la strada, infatti, trover il modo,
	come prologo alla trama di cui abbiamo test parlato,
	di separare dal principe gli orgogliosi parenti della regina.

RICCARDO
	Oh, altro me stesso, concistoro dei miei segreti,
	mio oracolo, profeta, caro cugino:
	mi lascer guidare da te come un bambino;
	a Ludlow, dunque, ch non resteremo indietro.
.Escono..

/:/Scena III


.Entra da una porta un Cittadino e, da un'altra, un altro..

I CITTADINO
	Buongiorno, vicino. Dove andate cos in fretta?

II CITTADINO
	Non lo so nemmeno io, lo confesso.
	Avete sentito le notizie che circolano?

I CITTADINO
						S, che  morto il re.

II CITTADINO
	Brutta notizia, per Maria Vergine; di rado se ne sentono di migliori.
	Ho paura che si prepari un mondo da far venire le vertigini.

.Entra un altro Cittadino..

III CITTADINO
	Dio vi conservi, vicini.

I CITTADINO
				E a voi dia il buongiorno, signore.

III CITTADINO
	 vera la notizia della morte del buon re Edoardo?

II CITTADINO
	S, signore, purtroppo; ora, Dio ci assista.

III CITTADINO
	Allora, signori, preparatevi a vedere un mondo turbolento.

I CITTADINO
	No, no; per grazia di Dio regner suo figlio.

III CITTADINO
	Guai alla terra che  governata da un bambino.

II CITTADINO
	In lui c' speranza d'un governo -
	e durante la sua minore et, il Consiglio di reggenza
	e, quando egli avr maturato pienamente gli anni, lui stesso allora
	senza dubbio, governer bene.

I CITTADINO
	In questa situazione si trovava lo stato quando Enrico VI
	fu incoronato a Parigi a soli nove mesi d'et.

III CITTADINO
	In questa situazione? No, no, amici cari, lo sa Dio.
	Giacch allora questo paese era rinomato per abbondanza
	di gravi avveduti consiglieri; allora il re
	aveva zii virtuosi a proteggere sua Grazia.

I CITTADINO
	Diamine, anche questo ce l'ha, sia per via paterna che materna.

III CITTADINO
	Meglio sarebbe che gli venissero tutti dal padre
	o che da parte paterna non ce ne fosse nessuno;
	giacch le loro rivalit su chi adesso dovr esser pi vicino al re
	toccheranno noi tutti troppo da vicino. Dio non voglia...
	Oh, il duca di Gloucester  pericolosissimo
	e i figli e i fratelli della regina, arroganti e superbi;
	purch essi non governassero, ma fossero governati,
	questo paese ammalato potrebbe trovar ristoro come prima.

I CITTADINO
	Via, via: temiamo sempre il peggio; tutto potr finir bene.

III CITTADINO
	Quando si vedono le nuvole, i saggi indossano il mantello;
	quando cadono le grandi foglie, allora l'inverno  vicino;
	quando tramonta il sole, chi non s'aspetta la notte?
	Le bufere fuori stagione preannunciano una carestia.
	Potr finir tutto bene; ma se Dio cos dispone,
	 pi di quanto meritiamo, o di ci ch'io prevedo.

II CITTADINO
	In verit i cuori degli uomini son pieni di spavento;
	 quasi impossibile discutere con qualcuno
	che non abbia l'aria triste e piena d'apprensioni.

III CITTADINO
	 sempre cos alla vigilia di una stagione di mutamenti;
	per istinto divino la mente umana avverte oscuramente
	un pericolo incombente, cos come vediamo per esperienza
	che l'acqua si gonfia prima d'un uragano strepitoso.
	Ma lasciamo ogni cosa nelle mani di Dio. Dove andate?

II CITTADINO
	Diamine, ci ha mandati a chiamare il Tribunale.

III CITTADINO
	Anche a me; vi terr compagnia.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano l'arcivescovo di York, il duca di York fanciullo, la regina Elisabetta e la duchessa di York..

ARCIVESCOVO
	Iersera, si dice che fossero a Stony Stratford
	e che stasera fanno sosta a Northampton;
	domani, o il giorno dopo, saranno qui.

DUCHESSA
	Anelo con tutta l'anima di vedere il principe;
	spero sia molto cresciuto dall'ultima volta che lo vidi.

ELISABETTA
	Ma mi si dice di no; dicono che mio figlio di York
	l'abbia quasi superato in altezza.

YORK
	S, mamma, ma preferirei di no.

DUCHESSA
	Perch, nipote caro?  bello crescere.

YORK
	Nonna, una sera mentre sedevamo a cena,
	mio zio Rivers parlava di come io crescevo
	pi di mio fratello, "s", disse mio zio Gloucester,
	"le piante minute hanno bellezza, le erbacce grosse crescon con sveltezza".
	E da allora penso che preferirei non crescere svelto,
	dato che i fiori profumati son lenti a crescere e l'erbacce fanno in fretta.

DUCHESSA
	Per la verit, la massima non s' avverata
	in colui che te l'ha citata.
	Quando era piccolo, egli fu la creatura pi meschina,
	ci mise tanto a crescere e cos lentamente
	che se fosse vera la sua regola, dovrebbe esser pieno di grazia.

ARCIVESCOVO
	E lo  senza dubbio, mia graziosa signora.

DUCHESSA
	Spero che lo sia, e nondimeno lasciate che una madre dubiti.

YORK
	In fede mia, se me ne fossi ricordato,
	avrei potuto dare una stoccata a sua Grazia mio zio
	che toccasse pi da vicino la sua crescita ch'egli non toccasse la mia.

DUCHESSA
	E come, mio piccolo York? Fammela sentire, ti prego.

YORK
	Diamine, dicono che mio zio crescesse cos presto dalla nascita
	che, dopo due ore, gi poteva rosicchiare una crosta di pane;
	ci vollero pi di due anni prima ch'io mettessi un dente.
	Nonna, questo sarebbe stato un lazzo mordace!

DUCHESSA
	Tesoro mio, ti prego, chi te l'ha raccontato?

YORK
	La sua nutrice, nonna.

DUCHESSA
	La sua nutrice? Ma come, era morta prima che tu nascessi.

YORK
	Se non fu lei, non so chi fu a dirmelo.

ELISABETTA
	Che bambino tremendo; va l, sei troppo malizioso.

DUCHESSA
	Buona signora, non v'arrabbiate col piccolo.

ELISABETTA
	Le pareti hanno orecchie.

.Entra un Messo..

ARCIVESCOVO
	Ecco che arriva un messaggero. Che notizie?

MESSO
	Tali, monsignore, che a riferirle mi si stringe il cuore.

ELISABETTA
	Come sta il principe?

MESSO
				Bene, signora, in buona salute.

DUCHESSA
	Quali sono queste notizie?

MESSO
				Lord Rivers e lord Grey
	sono stati spediti al carcere di Pomfret
	e, con loro, Sir Thomas Vaughan.

DUCHESSA
	Chi li ha arrestati?

MESSO
	I potenti duchi di Gloucester e di Buckingham.

ARCIVESCOVO
							Per quale colpa?

MESSO
	Tutto quello che so l'ho comunicato;
	per quale motivo o perch i nobili siano stati arrestati,
	sono del tutto all'oscuro, mia graziosa signora.

ELISABETTA
	Ahim! Vedo la rovina della mia Casa:
	la tigre ha ghermito il mansueto cervo;
	l'insolente tirannia comincia a spadroneggiare
	sul trono innocente e che non incute timore.
	Ben vengano rovina, sangue e massacro;
	vedo come in uno specchio la fine d'ogni cosa.

DUCHESSA
	Giorni maledetti e di agitata discordia,
	quanti di voi i miei occhi hanno contemplato!
	Mio marito perse la vita per ottenere la corona
	e i miei figli, spesse volte, sono stati sballottati su e gi
	facendomi esultare o piangere per le loro fortune o le loro
	una volta assestati, dopo che le contese interne sventure;
	furono del tutto sbollite, essi stessi, i vincitori,
	si fan guerra fra loro, fratello contro fratello,
	sangue contro sangue, ognuno contro se stesso. O assurda
	e forsennata violenza, cessa la tua furia maledetta.
	o ch'io muoia, chiudendo gli occhi per sempre su questa terra.

ELISABETTA
	Via via, bambino mio, rifugiamoci nel santuario.
	Addio, signora.

DUCHESSA
			Aspettate, vengo con voi.

ELISABETTA
	Non ne avete il motivo.

ARCIVESCOVO
				Mia graziosa signora, andate
	e portatevi l dentro il vostro tesoro e le vostre sostanze.
	Per parte mia, rimetter nelle mani di vostra Grazia
	il Sigillo di cui sono custode; e la sorte mi tratti
	come io tratter voi e tutti i vostri.
	Andate, vi guider nel santuario.
.Escono..

/:/ATTO III



.Scena I


.Squillano le trombe. Entrano il principe Edward, i duchi di Gloucester e di Buckingham, il lord Cardinale .[.Bourchier.], [.Catesby.] .ed altri..

BUCKINGHAM
	Benvenuto a Londra, la vostra capitale, amato principe.

RICCARDO
	Benvenuto, caro cugino, sovrano dei miei pensieri.
	La stanchezza del viaggio v'ha reso malinconico.

PRINCIPE
	No, zio, sono state le contrariet del viaggio
	a renderlo tedioso, faticoso e pesante.
	Mi mancano altri zii a darmi il benvenuto.

RICCARDO
	Principe amato, la virt immacolata dei vostri anni
	non ha ancora sondato le frodi del mondo,
	n sa ancora distinguere, d'un uomo,
	altro che l'apparenza esteriore, la quale, Dio sa,
	di rado o mai s'accorda con l'animo suo.
	Quegli zii, di cui sentite la mancanza, erano pericolosi;
	vostra Grazia prestava ascolto alle loro parole mielate
	ma non osservava il veleno dei loro cuori.
	Dio vi protegga da loro e da amici falsi come loro!

PRINCIPE
	Dio mi protegga da amici falsi... ma essi non lo erano.

.Entra il lord Sindaco .[.con seguito.].

RICCARDO
	Monsignore,  venuto a salutarvi il Sindaco di Londra.

SINDACO
	Dio benedica vostra Grazia, dandovi salute e felicit.

PRINCIPE
	Vi ringrazio, mio buonsignore, e a voi tutti, grazie.
	M'aspettavo che mia madre e mio fratello York
	mi venissero incontro lungo la strada molto prima di qui.
	Vergogna, che poltrone  Hastings che non viene a dirci
	se essi verranno o no.

.Entra lord Hastings..

BUCKINGHAM
	Ed in buon punto ecco che arriva il nobile, tutto sudato.

PRINCIPE
	Ben arrivato, monsignore. Allora, viene nostra madre?

HASTINGS
	Per quale ragione lo sa Dio, non io,
	la regina vostra madre e vostro fratello York
	si sono rifugiati nel santuario. Il tenero principino
	sarebbe volentieri venuto con me ad incontrare vostra
	ma fu trattenuto a forza da sua madre. Grazia,

BUCKINGHAM
	Vergogna, che modo di comportarsi  questo suo, obliquo e capriccioso!
	Lord Cardinale, vuole vostra Grazia
	indurre la regina a mandare il duca di York
	immediatamente dal suo augusto fratello?
	Se si rifiuta, lord Hastings andate con lui
	e strappatelo con la forza dalle braccia gelose di lei.

CARDINALE
	Monsignore di Buckingham, se la mia debole eloquenza
	sapr staccare da sua madre il duca di York,
	aspettatelo qui quanto prima; ma se  irremovibile
	di fronte a miti istanze, Dio in cielo non voglia
	che noi violiamo il santo privilegio
	del santuario benedetto! Nemmeno per tutto questo regno
	vorrei macchiarmi d'una colpa cos grave.

BUCKINGHAM
	Monsignore, siete troppo caparbiamente irragionevole,
	troppo puntiglioso osservante della tradizione.
	Impadronendovi della sua persona, non violate il santuario,
	se considerate la cosa alla luce di questi rei tempi.
	Il beneficio dell'asilo  sempre concesso
	a quanti se lo son meritato con la loro condotta,
	ed a coloro che hanno il senno per reclamarlo.
	Questo principe non l'ha n meritato n reclamato;
	perci, a parer mio, non pu fruirne.
	Portando via di l, perci, uno che  come non vi si trovasse,
	voi non violate alcun privilegio o statuto.
	Ho sentito spesso parlare di uomini con diritto d'asilo
	ma mai prima d'ora di bambini con quel diritto.

CARDINALE
	Monsignore, per una volta mi arrendo alla vostra opinione.
	Andiamo, lord Hastings, venite con me?

HASTINGS
	Vengo, monsignore.

PRINCIPE
	Gentili signori, fate pi svelti che potete.
.Escono il Cardinale e Hastings..

	Dite, zio Gloucester, se verr nostro fratello,
	dove risiederemo sino all'incoronazione?

RICCARDO
	Dove pi aggrada alla vostra regale persona.
	Se posso darvi un consiglio, per un paio di giorni
	vostra Altezza riposer nella Torre;
	poi, dove vorrete e sar giudicato pi conveniente,
	per la vostra salute e il vostro piacere.

PRINCIPE
	Fra tanti luoghi, la Torre non mi va a genio.
	Fu Giulio Cesare a costruirla, monsignore?

BUCKINGHAM
	Mio grazioso signore, egli vi dette inizio,
	ma il luogo fu ricostruito nei secoli successivi.

PRINCIPE
	 documentato ch'egli la costru
	o  solo una credenza che si tramanda di generazione in generazione?

BUCKINGHAM
	 documentato, mio grazioso sire.

PRINCIPE
	Ma immaginiamo, monsignore, che non ci fosse il documento,
	credo che la verit dovrebbe vivere di secolo in secolo,
	trasmessa, per dir cos, a tutti i posteri,
	sino al giorno finale di tutte le cose.

RICCARDO[.A parte.]
	Cos piccolo, e gi cos saggio, non vive mai a lungo, si dice.

PRINCIPE
	Che cosa dite, zio?

RICCARDO
	Dico che, anche senza documenti scritti, la fama  longeva.
	[.A parte.] A questo modo, come il personaggio del Vizio, l'Iniquit,
	con una stessa parola, faccio commenti a doppio senso.

PRINCIPE
	Quel Giulio Cesare fu un uomo famoso;
	il suo ingegno, arricchito dalle imprese del suo valore,
	descrivendole rese immortale il suo valore;
	la morte non pot conquistare quel conquistatore,
	giacch ora egli vive nella fama, sebbene non in carne ed ossa.
	Vi dir una cosa, cugino Buckingham.

BUCKINGHAM
	Che cosa, mio grazioso signore?

PRINCIPE
	Se vivo tanto da arrivare alla maturit,
	voglio riconquistare i nostri antichi diritti sulla Francia,
	oppure morire da soldato, come avr vissuto da re.

RICCARDO
	Le estati brevi hanno probabilmente una precoce primavera.

.Entrano il duca di York, Hastings e il Cardinale..

BUCKINGHAM
	Ecco giunge a tempo il duca di York.

PRINCIPE
	Riccardo di York! Come sta il nostro amato fratello?

YORK
	Bene, mio riverito signore - devo chiamarvi cos, adesso.

PRINCIPE
	S, fratello, con mio come con vostro rammarico;
	da troppo poco  morto colui il quale avrebbe potuto conservare quel titolo,
	che, con la sua morte, ha perso molto della sua maest.

RICCARDO
	Come sta nostro cugino, il nobile duca di York?

YORK
	Vi ringrazio, buon zio. O, monsignore,
	mi diceste che le erbacce maligne fanno presto a crescere:
	il principe, mio fratello, m'ha lasciato molto indietro!

RICCARDO
	 vero, monsignore.

YORK
			E perci  maligno?

RICCARDO
	Oh, mio bel cugino, non devo dir cos.

YORK
	Allora, egli  in debito verso di voi pi di me.

RICCARDO
	Egli pu comandarmi da sovrano.
	Ma voi avete potere su di me come su un congiunto.

YORK
	Vi prego, zio, datemi il vostro pugnale.

RICCARDO
	Il mio pugnale, cuginetto? Con tutto il cuore.

PRINCIPE
	Chiedi l'elemosina, fratello?

YORK
	Dal mio gentile zio, che so me la far.
	e, trattandosi d'una piccolezza, non la far a malincuore.

RICCARDO
	A mio cugino son pronto a fare un regalo ben pi grande.

YORK
	Un regalo pi grande? Ah, anche la spada.

RICCARDO
	S, nobile cugino, se non fosse troppo pesante.

YORK
	Ah, allora vedo che siete disposto a far regali solo di poco peso;
	per cose pi pesanti, direte no a chi ve le chiede.

RICCARDO
	 troppo pesante perch vostra Grazia possa portarla.

YORK
	Gli darei poco peso, anche se fosse pi pesante.

RICCARDO
	Come, vorreste proprio avere la mia arma, piccolo principe?

YORK
	Lo vorrei, per potervi render un ringraziamento quale voi mi chiamate.

RICCARDO
	Cio?

YORK
	Piccolo.

PRINCIPE
	Al signore di York piace sempre far bisticci nella conversazione.
	Zio, vostra Grazia sa come sopportarlo.

YORK
	Volete dire come portarmi, non sopportarmi.
	Zio, mio fratello si fa beffe di voi e di me:
	perch son piccolo come uno scimmiotto
	crede che mi dovreste portar sulle spalle!

BUCKINGHAM
	Con quanto ingegno egli ragiona:
	per lenire lo scherno rivolto allo zio
	prende in giro se stesso con grazia ed accortezza.
	Fa meraviglia tanto acume in uno cos giovane!

RICCARDO
	Monsignore, volete proseguire la vostra strada?
	Io e il mio buon cugino Buckingham
	andremo da vostra madre a pregarla
	di venirvi incontro a darvi il benvenuto nella Torre.

YORK
	Come, volete andare alla Torre, mio signore?

PRINCIPE
	Monsignor Protettore vuole assolutamente cos.

YORK
	Non dormir tranquillo nella Torre.

RICCARDO
	Perch, che cosa avete da temere?

YORK
	Diamine, lo spettro adirato di mio zio Clarence:
	la nonna m'ha detto che l  stato assassinato.

PRINCIPE
	Io non ho paura di zii morti.

RICCARDO
	N, spero, di quelli vivi?

PRINCIPE
	Se sono vivi, spero di non dovere aver paura a causa loro.
	Ma andiamo, monsignore; con cuore mesto,
	pensando a loro, me ne vado alla Torre.

.Fanfara. Escono il Principe, York, Hastings, Dorset .[.e tutti, tranne.] .Riccardo, Buckingham e Catesby..

BUCKINGHAM
	Non credete, monsignore, che questo piccolo chiacchierone di York
	sia stato istigato subdolamente da sua madre
	a farsi beffe ed ingiuriarvi in modo cos obbrobrioso?

RICCARDO
	Non c' dubbio, non c' dubbio; oh,  un bambino tremendo,
	ardito, svelto, ingegnoso, precoce, intelligente:
	 tutto sua madre, dalla testa ai piedi.

BUCKINGHAM
	Be', lasciamoli perdere. Vieni qui, Catesby;
	hai giurato solennemente di eseguire i nostri piani
	quanto di tenere gelosamente nascosto ci che ti diciamo;
	conosci le nostre ragioni, che t'abbiamo spiegato cammin facendo:
	che ne pensi? Non sar facile
	guadagnare alle nostre intenzioni William lord Hastings
	circa l'istallazione di questo nobile duca
	sul trono regale di questa nobile isola?

CATESBY
	Egli  talmente affezionato al principe, per amore di suo padre,
	che non si lascer convincere a nulla contro di lui.

BUCKINGHAM
	Cosa pensi, allora, di Stanley? Neppure lui?

CATESBY
	Far in tutto e per tutto come Hastings.

BUCKINGHAM
	Bene, allora non c' altro da dire: va, caro Catesby,
	e alla lontana, per dir cos, sonda lord Hastings
	per vedere com' disposto verso il nostro intento,
	e convocalo domani alla Torre
	per la seduta sull'incoronazione.
	Se lo trovi trattabile nei nostri riguardi
	fagli coraggio e digli tutte le nostre ragioni;
	se si mostra irremovibile, gelido, scontroso,
	non esserlo tu da meno e tronca la discussione,
	ed avvertici delle sue disposizioni;
	giacch domani terremo consigli separati
	in cui tu stesso avrai un incarico importante.

RICCARDO
	Salutami lord William; e digli, Catesby,
	che domani quella cricca inveterata dei suoi pericolosi nemici
	sar salassata al Castello di Pomfret;
	e di' a monsignore che, per la gioia di questa buona novella,
	dia un dolce bacio in pi a madama Shore.

BUCKINGHAM
	Buon Catesby, va ad eseguire come si deve questa faccenda.


CATESBY
	Miei buoni signori, con tutto lo zelo possibile.

RICCARDO
	Ci darai notizie, Catesby, prima che andiamo a coricarci?

CATESBY
	S, monsignore.

RICCARDO
	A Crosby Place, ci troverai l tutt'e due.
.Esce Catesby..

BUCKINGHAM
	Allora, monsignore, che dobbiamo fare se vediamo
	che lord Hastings non s'arrende ai nostri complotti?

RICCARDO
	Tagliargli la testa, amico; qualcosa faremo.
	E quando sono re, pensa a reclamare da me
	la contea di Hereford e tutti i beni mobili
	di cui il re mio fratello era in possesso.

BUCKINGHAM
	Reclamer questa promessa dalle mani di vostra Grazia.

RICCARDO
	E sta certo di vederla mantenuta col massimo piacere.
	Andiamo, ceniamo presto, sicch, in seguito,
	possiamo dar forma, come si conviene, alle nostre trame.
.Escono..

/:/Scena II


.Entra un Messo davanti alla porta di casa di lord Hastings..

MESSO
	Mio signore, monsignore!
[.Bussa.].

HASTINGS [.Da dentro.]
	Chi bussa?

MESSO
	Vengo da parte di lord Stanley.

.Entra Hastings..

HASTINGS
	Che ore sono?

MESSO
			Stanno per battere le quattro.

HASTINGS
	Non riesce a dormire lord Stanley in queste notti tediose?

MESSO
	Da ci che ho da dire sembra di no.
	Anzitutto, egli manda a salutare vostra Nobilt.

HASTINGS
	E poi?

MESSO
	Poi comunica a vostra signoria che questa notte
	ha sognato che il cinghiale gli ha lacerato l'elmo;
	dice, inoltre, che si terranno due Consigli
	e che nell'uno si potr decidere
	ci che potr riuscire ingrato a voi e a lui nell'altro.
	Perci m'ha mandato per sapere le intenzioni di vossignoria:
	se volete subito inforcare il cavallo con lui
	e con lui galoppare a spron battuto verso il nord,
	onde schivare il pericolo di cui l'animo suo ha il presentimento.

HASTINGS
	Va', amico, va': torna dal tuo padrone;
	digli di non aver paura dei Consigli separati;
	suo Onore ed io stesso saremo nell'uno
	e nell'altro ci sar il mio buon amico Catesby,
	e nulla che ci riguarda potr accadere in esso
	di cui non sar informato.
	Digli che i suoi timori sono puerili e senza fondamento,
	e quanto ai suoi sogni, mi meraviglio che egli sia tanto ingenuo
	da prestar credito ai fantasmi d'un sonno agitato.
	Fuggire dal cinghiale prima d'esser inseguiti
	sarebbe aizzarlo a venirci dietro
	e provocare un inseguimento mentre egli non intendeva darci la caccia.
	Va, di' al tuo padrone d'alzarsi e venire da me, ed andremo insieme alla Torre,
	dove vedr che il cinghiale ci tratter cortesemente.

MESSO
	Vado, monsignore, e gli dir ci che voi dite.
.Esce..

.Entra Catesby..

CATESBY
	Tanti buongiorno al mio nobile signore.

HASTINGS
	Buongiorno, Catesby, sei in movimento di buon'ora.
	Che novit, che novit, in questo nostro stato barcollante?

CATESBY
	 proprio traballante, monsignore,
	e credo che non star mai ritto
	finch Riccardo non indosser la ghirlanda reale.

HASTINGS
	Come indosser la ghirlanda? Vuoi dire la corona?

CATESBY
	S, mio buon signore.

HASTINGS
	Mi far tagliare dalle spalle questa corona della mia testa
	prima di vedere la corona cos mal piazzata sul posto sbagliato.
	Ma hai in mente ch'egli vi miri?

CATESBY
	S, sul mio onore, e spera di trovarvi schierato
	dalla sua parte per acquistarla;
	e, a proposito, vi manda questa buona novella,
	che oggi stesso i vostri nemici,
	i parenti della regina, dovranno morire a Pomfret.

HASTINGS
	Non mi metter certo a lutto per questa notizia,
	giacch son sempre stati miei avversari;
	ma ch'io dia il mio voto a Riccardo
	per escludere gli eredi, legittimi discendenti del mio signore,
	Dio sa che non lo far, a costo di morire.

CATESBY
	Dio conservi vossignoria in questi lodevoli propositi.

HASTINGS
	Ma di qui a un anno rider ancora d'aver vissuto tanto
	da assistere alla tragedia di coloro
	che mi tirarono addosso l'odio del mio signore.
	Dunque, Catesby, prima d'invecchiare d'un paio di settimane,
	mander a quel paese certuni che ancora non se lo sognano neppure.

CATESBY
	 terribile morire, mio grazioso signore,
	quando non si  preparati e non ce lo si aspetta.

HASTINGS
	Oh,  mostruoso, mostruoso! E cos capita
	a Rivers, Vaughan, Grey; e cos sar
	di alcuni altri che si credono al sicuro
	come te e me che, come sai, stiamo a cuore
	ai principi Riccardo e Buckingham.

CATESBY
	Ambedue i principi vi tengono in gran conto,
	[.a parte.] poich contano di veder la sua testa sul Ponte.

HASTINGS
	Lo so, e me lo sono ben meritato.

.Entra Stanley, conte di Derby..

	Venite, venite: dov' la vostra lancia per il cinghiale, amico?
	Avete paura del cinghiale e ve ne andate cos inerme?

STANLEY
	Buon giorno, monsignore; buon giorno, Catesby.
	Scherzate pure, ma per la santa Croce,
	a me non piacciono proprio questi Consigli separati.

HASTINGS
	Signor mio, la vita mi sta a cuore quanto a voi
	e mai in passato, posso proclamarlo,
	m' stata tanto preziosa quanto adesso:
	credete che se non sapessi che possiamo star tranquilli,
	sarei esultante come sono?

STANLEY
	I nobili, ora a Pomfret, quando partirono per Londra
	erano allegri e pensavano di poter star sicuri,
	e non avevano infatti motivo di sospetto;
	eppure vedete come il cielo s' presto rannuvolato.
	Questa improvvisa stoccata d'odio mi preoccupa;
	Dio voglia, dico io, che la mia si dimostri gratuita vilt.
	Allora, ci avviamo alla Torre? Il giorno  spuntato.

HASTINGS
	Andiamo, suvvia; eccomi con voi. Sapete cosa, monsignore?
	Oggi i nobili di cui parlavate saranno decapitati.

STANLEY
	Per la loro lealt, essi avrebbero pi diritto di conservare le loro teste
	di quanto l'abbiano di portare i loro cappelli alcuni che li
	Ma andiamo, monsignore, moviamoci. hanno accusati.

.Entra Hastings, messaggero di corte..

HASTINGS
	Precedetemi; voglio parlare con questo brav'uomo.
.Escono Stanley e Catesby..
	Che felice incontro, Hastings; come ti va la vita?

MESSAGGERO
	Meglio, dacch vossignoria si compiace di domandarmelo.

HASTINGS
	Ti dir, amico, anche per me va meglio, adesso,
	di quando t'incontrai l'ultima volta dove oggi ci incontriamo;
	allora andavo prigioniero,
	per istigazione degli alleati della regina:
	ma adesso ti dico - tientelo per te -
	che oggi quei nemici son messi a morte
	ed io sono in una posizione migliore di quanto sia mai stato prima!

MESSAGGERO
	Dio ve la conservi, con soddisfazione di vostro onore.

HASTINGS
	Tante grazie, Hastings; tieni, beviti questo per me.
.Gli getta una borsa..

MESSAGGERO
	Ringrazio vostro onore.
.Esce..

.Entra un prete..

PRETE
	Ben incontrato, monsignore; son lieto di vedere vostro onore.

HASTINGS
	Ti ringrazio, buon padre John, con tutto il cuore.
	Vi sono obbligato per la vostra ultima funzione.
	Venite domenica prossima e vi compenser.
.Gli bisbiglia nell'orecchio..

.Entra Buckingham..

PRETE
	Agli ordini di vossignoria. [.Esce il prete.].

BUCKINGHAM
	E che, parlate con un prete, lord Ciambellano?
	I vostri amici a Pomfret, loro hanno bisogno del prete;
	vostro onore non ha nulla da fare con un confessore!

HASTINGS
	Parola mia, no e, quando ho incontrato questo sant'uomo,
	mi vennero in mente le persone di cui parlate.
	Allora, siete diretto alla Torre?

BUCKINGHAM
	S, monsignore, ma non potr trattenermi a lungo;
	me ne verr via prima di vossignoria.

HASTINGS
	E gi,  probabile, dato che io vi rester a pranzo.

BUCKINGHAM [.A parte.]
	Ed anche a cena, quantunque tu non lo sappia.
	Suvvia, venite?

HASTINGS
			Seguir vossignoria. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano Sir Richard Ratcliffe, con alabardieri che scortano i nobili Rivers, Grey e Vaughan, condotti al supplizio a Pomfret..

RATCLIFFE
	Andiamo, portate fuori i prigionieri.

RIVERS
	Sir Richard Ratcliffe, senti quel che ti dico:
	oggi tu vedrai morire un suddito
	per la verit, il dovere e l'obbedienza.

GREY
	Dio protegga il principe da tutta la vostra masnada!
	Siete una cricca di vampiri maledetti.

VAUGHAN
	Vi toccher piangere amaramente in avvenire per ci che fate oggi.

RATCLIFFE
	Sbrigatevi: la vostra vita  giunta al termine.

RIVERS
	O Pomfret, Pomfret! Prigione insanguinata,
	fatale e di malaugurio per nobili Pari!
	Entro la cinta colpevole delle tue mura
	Riccardo Secondo fu qui pugnalato a morte;
	e a maggiore infamia della tua infausta sede
	ti diamo da bere il nostro sangue innocente.

GREY
	La maledizione di Margherita ci  caduta ora sul capo,
	dacch ella inve contro Hastings, voi e me
	per non aver mosso un dito quando Riccardo pugnal suo figlio.

RIVERS
	Allora essa maled Riccardo, allora maled Buckingham,
	allora maled Hastings. Oh, Dio, ricordati
	di prestar ascolto alle sue imprecazioni contro di loro, come ora contro di noi.
	E quanto a mia sorella e ai suoi regali figlioli,
	contentati, Dio santo, del nostro sangue fedele,
	che, come sai, sar ingiustamente versato.

RATCLIFFE
	Affrettatevi: l'ora della morte  giunta.

RIVERS
	Andiamo, Grey, andiamo Vaughan, abbracciamoci qui.
	Addio, fino a rincontrarci in cielo.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Buckingham, Stanley conte di Derby, Hastings, il vescovo di Ely, Norfolk, Ratcliffe, Lovell ed altri, e siedono ad un tavolo..

HASTINGS
	Allora, nobili Pari, il motivo della nostra riunione
	 decidere sull'incoronazione;
	parlate, in nome di Dio: quando sar il giorno regale?

BUCKINGHAM
	 tutto pronto per l'evento?

STANLEY
	S, non manca che la data.

ELY
	Domani, allora, ritengo sarebbe una scelta felice.

BUCKINGHAM
	Chi conosce al riguardo il pensiero del lord Protettore?
	Chi ha pi intimit col nobile Duca?

ELY
	Pensiamo che vostra Grazia, prima d'ogni altri, dovrebbe conoscere il suo pensiero.

BUCKINGHAM
	Conosciamo i visi l'un dell'altro; quanto ai cuori,
	egli non conosce, del mio, pi di quel che io conosca del vostro
	o del suo, monsignore, e voi del mio.
	Lord Hastings, voi e lui vi volete molto bene.

HASTINGS
	Son grato a sua Grazia, so che mi ama;
	ma, quanto ai suoi propositi circa l'incoronazione,
	non l'ho sondato; n egli ha manifestato
	in alcun modo il suo grazioso gradimento nella faccenda.
	Ma voi, onorevoli signori, potete fissare il giorno
	ed io dar il mio voto a nome del Duca,
	il quale, mi lusingo, lo accoglier benevolmente.

.Entra Riccardo..

ELY
	Alla buon'ora, ecco che arriva il Duca in persona.

RICCARDO
	Miei nobili signori e cugini, a voi tutti buon giorno:
	sono stato un dormiglione, ma confido
	che la mia assenza non abbia impedito nessuna decisione importante
	che avrebbe potuto esser presa con la mia presenza.

BUCKINGHAM
	Se non foste arrivato, monsignore, al momento giusto,
	William lord Hastings si sarebbe pronunciato a nome vostro -
	voglio dire sul vostro voto per l'incoronazione del re.

RICCARDO
	Nessuno potrebbe aver pi ardire di monsignor Hastings:
	sua signoria mi conosce e mi vuole bene.
	Monsignore di Ely, l'ultima volta che passai per Holborn,
	vidi delle belle fragole nel vostro giardino;
	ve ne prego, mandatene a prendere un po'.

ELY
	Diamine, monsignore, lo far con tutto il cuore. .Esce..

RICCARDO
	Cugino di Buckingham, una parola con voi.
	Catesby ha sondato Hastings sulla nostra faccenda,
	e trova questo stizzoso signore cos riscaldato
	che  pronto a rimetterci la testa piuttosto che consentire a
	che il figlio del suo signore (com'egli si esprime
	perda il diritto al trono d'Inghilterra. reverentemente)

BUCKINGHAM
	Uscite un momento: verr con voi.
.Escono .[.Riccardo e Buckingham.].

STANLEY
	Non abbiamo ancora stabilito questa data trionfale.
	Domani, a mio giudizio,  troppo presto,
	giacch io stesso non mi trovo cos pronto
	come altrimenti sarei, se si rinviasse il giorno.

.Entra il vescovo di Ely..

ELY
	Dov' monsignore il duca di Gloucester?
	Ho mandato a prendere quelle fragole.

HASTINGS
	Sua Grazia oggi ha un'aria allegra e distesa;
	deve avere in testa qualche idea assai gradevole
	quando augura il buongiorno con tanta vivacit.
	Credo non esista persona al mondo
	che meno di lui sappia celare l'amore o l'odio,
	poich dal viso potete conoscere subito il suo animo.

STANLEY
	Che cosa scorgete del suo animo sul suo volto,
	per la vivacit che oggi esprimeva?

HASTINGS
	Diamine, che non  irritato con nessuno dei presenti,
	giacch, se lo fosse, l'avrebbe mostrato dal viso.

STANLEY
	Dio voglia che non lo sia, dico io.

.Entrano Riccardo e Buckingham..

RICCARDO
	Prego voi tutti, ditemi che cosa meritano
	coloro che con diaboliche trame di maledetta stregoneria
	complottano la mia morte e che con le loro fatture infernali
	hanno soggiogato il mio corpo.

HASTINGS
	Il tenero affetto che nutro per vostra Grazia, monsignore,
	mi d l'ardire, prima d'ogni altro in questa nobile assemblea,
	di condannare i colpevoli, chiunque essi siano:
	io dico, monsignore, ch'essi meritano la morte.

RICCARDO
	Dunque i vostri occhi attestino il delitto di costoro.
	Guardate come sono stregato! Osservate il mio braccio
	disseccato come uno sterpo colpito dalla folgore!
	E questo  opera della moglie di Edoardo, quella strega mostruosa
	che, in combutta con quella sgualdrina, la puttana Shore,
	m'ha segnato a questo modo con la loro mala.

HASTINGS
	Se hanno commesso questa azione, mio nobile signore...

RICCARDO
	Se? Tu che proteggi questa maledetta puttana,
	mi parli di se? Sei un traditore:
	gli si tagli la testa! Ora, giuro, per San Paolo
	che non andr a pranzo prima d'averla vista mozzata.
	Lovell e Ratcliffe, provvedete voi alla esecuzione.
	Gli altri che mi amano s'alzino e mi seguano.

.Escono tutti tranne Lovell, Ratcliffe e lord Hastings..

HASTINGS
	Sventura, sventura per l'Inghilterra, non certo per me...
	visto che, troppo stolto, avrei potuto impedirlo.
	Stanley sogn che il cinghiale gli lacerava l'elmo,
	ed io me ne feci beffe e sdegnai di fuggire:
	per tre volte oggi il mio palafreno ha inciampato
	e s' inalberato guardando la Torre,
	come se riluttasse a portarmi al macello.
	Oh, adesso ho bisogno del prete che mi rivolse la parola;
	adesso mi pento d'aver annunciato al messo di corte,
	con aria troppo esultante, che i miei nemici
	oggi sarebbero stati sanguinosamente trucidati a Pomfret,
	mentre io vivevo sicuro della grazia e del favore dei principi.
	Oh, Margherita, Margherita, adesso la tua pesante maledizione
	s' abbattuta sul capo sventurato del misero Hastings.

RATCLIFFE
	Via, via, fate presto; il duca vuole andare a pranzo;
	fate una confessione breve; egli si strugge di veder la vostra testa.

HASTINGS
	O grazia effimera dei mortali,
	di cui andiamo in cerca pi che della grazia di Dio.
	Chi fonda le sue speranze sull'aria del tuo aspetto benigno
	vive come un marinaio ubriaco in cima all'albero della nave,
	esposto al rischio di precipitare, ad ogni scossa,
	nel grembo fatale dell'oceano.

LOVELL
	Via, via sbrigatevi: non serve protestare.

HASTINGS
	Oh, Riccardo maledetto! Sventurata Inghilterra,
	ti presagisco l'avvenire pi spaventoso
	cui abbia mai assistito un'era di sciagure.
	Andiamo, conducetemi al patibolo: portategli la mia testa.
	Sorridono della mia sorte quelli che presto saranno morti.
.Escono..

/:/Scena V


.Entrano Riccardo e Buckingham con armature arrugginite e dall'aspetto estremamente sinistro..

RICCARDO
	Suvvia, cugino, sei capace di tremare e cambiar colore,
	rimanere senza fiato nel mezzo d'una parola
	e poi ricominciare e di nuovo interromperti,
	come se fossi uscito di senno e pazzo dal terrore?

BUCKINGHAM
	Altro che, so imitare il provetto attore tragico,
	parlare e guardarmi alle spalle e scrutare da ogni parte,
	tremare e trasalire al movere d'una festuca,
	fingendo profondi sospetti. Ho al mio servizio una espressione spettrale,
	non meno che sorrisi forzati,
	e l'una e gli altri son pronti a entrare in gioco
	in qualsiasi momento, per secondare i miei stratagemmi.
	Ma come, Catesby se n' andato?

.Entrano il .[.lord.] .Sindaco e Catesby..

RICCARDO
	Eccolo e, vedete, conduce con s il Sindaco.

BUCKINGHAM
	Signor Sindaco...

RICCARDO
	Sorvegliate l il ponte levatoio!

BUCKINGHAM
	Udite un tamburo!

RICCARDO
	Catesby, sorveglia le mura! [.Esce Catesby.].

BUCKINGHAM
	Signor Sindaco, la ragione per cui v'abbiamo mandato a chiamare...

.Entrano Lovell e Ratcliffe, con la testa di Hastings..

RICCARDO
	Guardati alle spalle! Difenditi, ecco i nemici!

BUCKINGHAM
	Dio e la nostra innocenza ci difendano e proteggano!

RICCARDO
	Abbi pazienza, sono amici: Ratcliffe e Lovell.

LOVELL
	Ecco la testa di quell'ignobile traditore,
	il pericoloso e insospettato Hastings.

RICCARDO
	Tanto bene volevo a quest'uomo che m' forza piangere.
	Lo consideravo la creatura pi schietta ed innocua
	che spirasse sulla terra fra cristiani;
	avevo fatto di lui il mio libro, in cui l'anima mia tracciava
	la storia di tutti i miei segreti pensieri.
	Egli spalmava cos levigatamente sul suo vizio un'apparenza di virt
	che, a tacere del suo pubblico peccato, ch'era notorio,
	voglio dire la sua intesa con la moglie di Shore -
	visse immune da qualsiasi macchia di sospetto.

BUCKINGHAM
	Bene, bene, era il pi camuffato dei traditori impuniti.
	Ve lo immaginereste, o riuscireste a crederlo-
	non fosse che, grazie a una superiore provvidenza,
	siamo scampati a raccontarlo - che questo astuto traditore
	aveva oggi stesso complottato, proprio nella seduta del Consiglio,
	di assassinare me e il mio buon signore di Gloucester?

SINDACO
	Lo aveva davvero fatto?

RICCARDO
	E che, ci prendete per turchi o miscredenti?
	O credete che avremmo proceduto cos, in spregio d'ogni forma legale,
	a metter a morte lo scellerato con tanta precipitazione,
	non fosse stata l'estrema pericolosit del momento,
	la pace dell'Inghilterra e la nostra personale incolumit
	a costringerci a questa esecuzione?

SINDACO
	Dio vi conservi! Egli ha meritato la morte
	e le loro Grazie hanno fatto ambedue bene
	a scoraggiare qualsiasi perfido traditore da attentati come questo.

BUCKINGHAM
	Non mi aspettavo nulla di buono da parte sua,
	da quando fece lega con madama Shore.
	Tuttavia non avevamo deciso che egli morisse
	prima che vossignoria fosse venuto ad assistere alla sua fine...
	che ora le affettuose premure di questi nostri amici,
	un po' contrariamente alle nostre intenzioni, hanno
	Poich, monsignore, volevamo che udiste anticipato...
	parlare il traditore e pavidamente confessare
	il modo e lo scopo dei suoi tradimenti,
	sicch ne poteste riferire
	ai cittadini, i quali potrebbero forse
	interpretar male il nostro comportamento verso costui e lamentarne la morte.

SINDACO
	Ma, mio buon signore, le parole delle loro Grazie serviranno
	come se l'avessi visto e sentito parlare io stesso;
	e non dubitate, nobilissimi principi,
	che informer i nostri obbedienti cittadini
	di tutta la vostra giusta condotta in questo frangente.

RICCARDO
	E a tale scopo abbiamo desiderato qui la presenza di vostra signoria,
	onde evitare il biasimo della gente maldica.

BUCKINGHAM
	E dacch siete arrivato troppo tardi per le nostre intenzioni,
	attestate almeno quel che v' stato detto che esse erano.
	E con ci, mio buon Lord Sindaco, vi salutiamo.
.Esce il Sindaco..

RICCARDO
	Andategli dietro, andategli dietro, cugino Buckingham:
	il Sindaco  diretto in gran fretta alla Guildhall.
	Col, nel momento pi propizio che vi si offra,
	insinuate che i figli di Edoardo sono bastardi;
	raccontate come Edoardo mise a morte un cittadino
	solo per aver detto che avrebbe lasciato a suo figlio
	in eredit la Corona - intendendo, in realt, casa sua,
	che cos era chiamata per la sua insegna.
	Insistete inoltre, sulla sua abominevole lussuria,
	sul suo bestiale appetito, nella volubilit delle sue voglie
	che si spingevano fino alle serve, alle figlie, alle mogli loro,
	dovunque il suo occhio smanioso e il suo cuore selvaggio
	bramassero sfrenatamente far preda.
	Anzi, se necessario, arrivate a sfiorare pi da vicino la mia persona:
	dite loro che quando mia madre rimase incinta
	di quell'insaziabile Edoardo, il principe mio padre, il nobile York,
	si trovava allora a guerreggiare in Francia
	e che, mediante un calcolo esatto del tempo,
	s'avvide che la prole non era del suo seme;
	il che si manifest chiaramente nei tratti di lui
	in nulla rassomiglianti al nobile duca, mio padre...
	Per accennate a questo con discrezione, alla lontana, per dir cos;
	sapete infatti, monsignore, che mia madre  ancora viva.

BUCKINGHAM
	Non dubitate, monsignore; far l'oratore
	come se l'aurea mercede della mia arringa
	spettasse a me; e con questo, monsignore, addio.

RICCARDO
	Se avete successo, conduceteli a Baynard's Castle,
	dove mi troverete in buona compagnia
	di reverendi padri e dotti vescovi.

BUCKINGHAM
	Vado e, verso le tre o le quattro,
	aspettate le notizie dalla Guildhall. .Esce..

RICCARDO
	Lovell, corri in tutta fretta dal dottor Shaw;
	[.a Ratcliffe.] tu, va' da fra' Penker; dite a tutt'e due
	che vengano da me fra un'ora a Baynard's Castle.
.Escono Ratcliffe e Lovell..
	Adesso andr a ordinare segretamente
	che i marmocchi di Clarence siano fatti scomparire,
	e ad avvisare che nessuna persona, quale che sia,
	possa accedere, in qualsiasi momento, ai principi. .Esce..

/:/Scena VI


.Entra uno Scrivano con un foglio di carta in mano..

SCRIVANO
	Ecco l'atto d'accusa del buon lord Hastings,
	trascritto a dovere in caratteri cancellereschi,
	perch ne sia data lettura pubblica oggi in San Paolo.
	E osservate la perfetta successione dei fatti:
	da quando, ieri, Catesby me l'ha mandato,
	ci ho messo undici ore a ricopiarlo;
	a comporre l'originale ci sar voluto altrettanto tempo,
	eppure fino a cinque ora fa Hastings era vivo,
	a piede libero, senza nessun sospetto d'accuse o inchiesta.
	 proprio un bel mondo, questo! Chi  tanto ottuso
	da non accorgersi di questo trucco evidente?
	E tuttavia, chi  tanto ardito da non fingere di non accorgersene?
	 un mondo malvagio e finir tutto in malora,
	quando bisogna limitarsi a vedere solo nel pensiero queste azioni infami.
.Esce..

/:/Scena VII


.Entrano, da porte diverse, Riccardo e Buckingham..

RICCARDO
	Dunque, dunque, che dicono i cittadini?

BUCKINGHAM
	Per la santa madre di nostro Signore,
	i cittadini per ora sono ammutoliti, non dicono una parola.

RICCARDO
	Avete accennato alla illegittimit dei figli di Edoardo?

BUCKINGHAM
	Certamente, e al suo contratto di matrimonio con madama Lucy
	e al contratto per procura in Francia,
	alla avidit insaziabile delle sue voglie,
	e alle mogli dei cittadini violentate,
	alla sua tirannia per quisquilie; alla sua stessa illegittimit
	in quanto generato mentre vostro padre era in Francia,
	ed alle sue fattezze che non rassomigliano a quelle del duca.
	Ho anche alluso ai lineamenti del vostro viso,
	esatta replica di vostro padre, sia per la forma sia per nobilt d'espressione,
	Ho decantato le vostre vittorie in Scozia,
	la vostra prodezza in guerra, saggezza in pace,
	la vostra munificenza, virt e mirabile umilt;
	insomma, nulla di quanto giovasse al vostro fine
	ho passato sotto silenzio o trattato superficialmente.
	E quando volse al termine la mia arringa,
	invitai coloro cui stava a cuore il bene della patria
	a gridare "Dio salvi Riccardo, sovrano re d'Inghilterra!"

RICCARDO
	E l'hanno fatto?

BUCKINGHAM
	No, che Dio mi assista; non hanno fatto verbo,
	ma come statue mute e pietre respiranti,
	si sono fissati l'un l'altro, i volti coperti da pallore mortale.
	Visto ci, l'ho ripresi
	e ho chiesto al Sindaco che cosa volesse dire quell'ostinato silenzio.
	La sua risposta fu che i cittadini non erano avvezzi ad essere
	apostrofati altro che dal Cancelliere.
	Questi fu allora sollecitato a ripetere il mio discorso:
	"Cos dice il duca; cos il duca ha dichiarato"...
	Ma nulla egli disse di propria autorit.
	Quando ebbe finito, alcuni del mio seguito,
	in fondo alla sala, gettarono per aria il berretto
	e una decina di voci gridarono "Dio salvi re Riccardo!"
	E cos, profittando di quei pochi,
	"Vi ringrazio, nobili cittadini ed amici", dissi.
	"Questa acclamazione generale e queste grida di gioia
	dimostrano la vostra saggezza e il vostro affetto per Riccardo".
	E con ci, troncai la riunione e venni via.

RICCARDO
	Che bruti senza lingua sono stati! Non hanno voluto parlare!
	Allora il Sindaco e i suoi confratelli non verranno?

BUCKINGHAM
	Il Sindaco  qui alla porta. Fingete d'aver
	ammetteteli a udienza soltanto dopo forti insistenze. paura;
	E ricordatevi di tenere in mano un libro di preghiere
	e di farvi affiancare da due uomini di chiesa, mio buon signore,
	poich su quel tema di fondo voglio impiantare una santa variazione.
	E non lasciatevi convincere facilmente dalle loro richieste;
	recitate la parte della verginella: rispondete sempre di no e prendete ci che vi offrono.

RICCARDO
	Vado, e se voi saprete perorare a nome loro
	bene com'io sapr dirvi di no, per parte mia,
	meneremo senza dubbio a buon esito l'impresa.

BUCKINGHAM
	Andate, andate su in galleria, il lord Sindaco bussa.
.Esce Riccardo..

.Entrano il Sindaco e cittadini..

	Benvenuto, monsignore: son qui a fare anticamera.
	Credo che il duca non voglia dare udienza.

.Entra Catesby .[.in alto.].

	Allora, Catesby, che cosa risponde alla nostra istanza il vostro signore?

CATESBY
	Egli prega vostra Grazia, mio nobile signore,
	di tornare domani, o il giorno dopo;
	 in casa con due padri reverendissimi
	piamente immerso in meditazione,
	e non desidera esser disturbato da istanze mondane
	che lo distolgano dai suoi devoti esercizi.

BUCKINGHAM
	Buon Catesby, torna dal grazioso duca;
	digli che io stesso, il sindaco e gli assessori
	siamo venuti a conferire con sua Grazia
	intorno a gravi problemi, in materia di grande momento,
	che interessano niente meno che il nostro bene comune.

CATESBY
	Gli comunicher immediatamente quanto dite.
.Esce..

BUCKINGHAM
	Ah, ah, monsignore, questo principe non  un Edoardo:
	non se ne sta coricato su un lascivo letto d'amore,
	ma ginocchioni, in meditazione;
	non si sollazza con un paio di cortigiane,
	ma medita assieme a due profondi teologi;
	non dorme, per ingrassare il suo corpo ozioso,
	ma prega, per arricchire la sua vigile anima.
	Felice sarebbe l'Inghilterra se sua Grazia, questo virtuoso principe,
	volesse addossarsene la sovranit.
	Ma ho proprio paura che non riusciremo a convincerlo.

SINDACO
	Diamine, Dio non voglia che sua Grazia ci dica di no!

BUCKINGHAM
	Ho paura che sar cos.

.Entra Catesby.

				Ecco che torna Catesby
	Allora, Catesby, che dice sua Grazia?

CATESBY
	Egli si domanda a quale scopo abbiate adunato
	tanta folla di cittadini, senza che sua Grazia ne fosse preavvisato,
	per venir qui da lui. Egli ha paura,
	monsignore, che le vostre intenzioni nei suoi riguardi non siano buone.

BUCKINGHAM
	Mi rincresce che il mio nobile cugino
	possa sospettare ch'io non nutro buone intenzioni verso di lui.
	Per il cielo, veniamo animati soltanto dall'amore pi puro:
	e perci, rientra di nuovo a dirlo a sua Grazia.
.Esce Catesby..
	Quando gli uomini santi e profondamente religiosi
	hanno il rosario in mano,  una impresa distoglierli,
	tanta letizia reca loro la fervida contemplazione.

.Riccardo s'affaccia sulla galleria, fra due Vescovi .[.con Catesby.].

SINDACO
	Guardate l sua Grazia, in piedi fra due uomini di chiesa.

BUCKINGHAM
	Due pilastri di virt per salvaguardare un principe cristiano
	dal trabocchetto della vanagloria;
	e, guardate, ha in mano un libro di preghiere...
	autentici ornamenti per riconoscere un sant'uomo...
	Illustre Plantageneto, graziosissimo principe,
	porgi benevolo ascolto alle nostre richieste
	e perdonaci d'aver interrotto
	le tue devozioni e il tuo zelo sommamente cristiano.

RICCARDO
	Monsignore, non c' bisogno di siffatte scuse.
	Sono io ad implorare il perdono di vostra Grazia
	per me che, infervorato nel servizio del mio Dio,
	ho ritardato la visita dei miei amici.
	Ma, a parte ci, che cosa desidera vostra Grazia?

BUCKINGHAM
	Null'altro, spero, se non ci che piace a Dio in cielo
	ed a tutti gli onest'uomini di questa isola priva di governo.

RICCARDO
	Temo d'aver commesso qualche colpa
	che abbia offeso gli occhi della Citt
	e che voi veniate a riprendere la mia ignoranza.

BUCKINGHAM
	 vero, monsignore: magari piacesse a vostra Grazia, accogliendo
	le nostre preghiere, di rimediare alla vostra mancanza.

RICCARDO
	E perch vivrei, altrimenti, in un paese cristiano?

BUCKINGHAM
	Sappiate dunque che la vostra mancanza sta nell'abdicare
	al supremo seggio, al trono augusto,
	all'ufficio scettrato dei vostri antenati,
	al rango del vostro destino, a ci che vi spetta per nascita,
	alla gloria ereditaria della vostra Casa reale,
	in favore d'una stirpe marcia e guasta;
	mentre, per la mansuetudine dei vostri torpidi pensieri -
	che noi qui risvegliamo, per il bene del nostro paese -
	la nobile isola  privata dei suoi organi;
	il volto sfigurato dalle cicatrici dell'infamia,
	il suo ceppo regale innestato da ignobili piante
	e quasi immerso nel baratro divoratore
	della buia dimenticanza e del pi profondo oblio.
	In riparazione di ci, noi sollecitiamo ardentemente
	vostra Grazia ad assumere il carico
	e il governo reale di questo vostro paese,
	non da Protettore, amministratore e reggente
	e da umile fattore, a vantaggio d'altri,
	ma come vostro diritto innato, trasmesso
	di generazione in generazione, vostro dominio assoluto, vostro possesso.
	Per questo, unito ai cittadini -
	vostri ossequentissimi e devoti amici, -
	e su loro pressante istanza,
	vengo a supplicare vostra Grazia in questa giusta causa.

RICCARDO
	Non so se allontanarmi in silenzio
	oppure rivolgervi un severo rimprovero,
	meglio s'addica al mio rango o al vostro carattere.
	Non rispondervi potrebbe forse farvi pensare
	che l'ambizione ammutolita, non replicando, s'arrendesse
	ad accollarsi l'aureo giogo della sovranit
	che insensatamente vorreste qui impormi;
	biasimarvi per questa vostra istanza,
	cos condta del vostro fedele affetto verso di me,
	potrebbe, d'altra parte, indurvi a pensare che faccio uno sgarbo ai miei amici.
	Perci, per parlare evitando il primo rischio,
	e parlando, poi, per sottrarmi al secondo,
	vi dar questa risposta definitiva.
	Il vostro affetto merita i miei ringraziamenti, ma i miei meriti
	immeritevoli rifuggono dalla vostra ambiziosa istanza.
	Anzitutto, se fossero eliminati tutti gli ostacoli
	e la mia strada alla corona fosse piana,
	come possesso venuto a maturazione e diritto innato,
	tuttavia, tanta  la mia povert di spirito,
	cos gravi e numerosi i miei difetti,
	che preferirei occultarmi alla sovranit -
	come vascello inetto ad affrontare violenti marosi -
	piuttosto che, nella sovranit, agognare a rimanere nascosto
	e soffocato nelle esalazioni della mia gloria.
	Ma, grazie a Dio, non c' bisogno di me -
	e di troppe cose mi farebbe bisogno, per aiutarvi, se ve ne fosse bisogno.
	L'albero regale ci ha lasciato un frutto regale,
	che, maturato dal fluire furtivo del tempo,
	diverr ben degno della maest del trono,
	e, senza dubbio, ci render felici col suo regno.
	A lui consegno ci che voi vorreste consegnare a me,
	il diritto e la fortuna delle sue fauste stelle,
	che Dio non voglia io debba strappargli.

BUCKINGHAM
	Monsignore, questo dimostra scrupolosit in vostra Grazia;
	ma i motivi sono inconsistenti e trascurabili,
	se si considerano bene tutte le circostanze.
	Dite che Edoardo  figlio di vostro fratello:
	anche noi lo diciamo - ma non della moglie di Edoardo.
	Poich egli s'era precedentemente impegnato con madama Lucy
	(vostra madre  testimone vivente della sua promessa)
	e, in seguito, fu fidanzato per procura
	con Bona, sorella del re di Francia.
	Scartate entrambe, una misera postulante,
	madre affranta dalla preoccupazione di molti figli,
	bellezza al tramonto e vedova in lutto, ormai al declino dei suoi giorni migliori,
	fece preda ed acquisto dei suoi sguardi lascivi,
	lo sedusse dal sommo vertice della sua dignit
	a una vile degradazione e abominevole bigamia.
	Da costei, nel suo letto illegittimo, egli procre
	questo Edoardo, che per cortesia chiamiamo principe.
	Le mie proteste potrebbero esser pi gravi
	se non fosse che, per rispetto verso certuni ancora in vita,
	impongo un freno di riservatezza alla mia lingua.
	Dunque, buon monsignore, accogliete nella vostra regale persona
	questa profferta dei benefici della carica:
	se non per la felicit nostra e del paese,
	almeno per riportare la vostra nobile stirpe,
	dalla corruzione del periodo in cui fu deviata,
	al suo corso ereditario e all'autentica discendenza.

SINDACO
	Accettate, mio buon signore, i vostri cittadini vi supplicano

BUCKINGHAM
	Non rifiutate, potente signore, questa offerta d'amore.

CATESBY
	Oh, date loro questa gioia; esaudite le loro legittime istanze.

RICCARDO
	Ahim, perch volete addossarmi questo fardello?
	Non sono adatto alla maest del trono.
	Vi scongiuro, non la prendete a male;
	non posso n voglio arrendermi a voi.

BUCKINGHAM
	Se rifiutate, perch l'affetto e lo zelo
	vi rendono riluttante a deporre il fanciullo, figlio di vostro fratello -
	e ben conosciamo il vostro cuore tenero
	e la sensibilit dolce, gentile, femminea,
	che abbiamo osservato in voi verso i vostri parenti,
	e parimenti, in verit, verso ogni genere di persone -
	sappiate, tuttavia, che, accettiate o no la nostra istanza,
	il figlio di vostro fratello non regner mai, da sovrano, su noi,
	ma che noi impianteremo sul trono
	qualcun altro, a vergogna e rovina della vostra casa;
	e con questa determinazione qui vi lasciamo.
	Andiamo, cittadini; per le piaghe di Dio, non star pi a supplicare.

RICCARDO
	Oh, non bestemmiate, monsignore di Buckingham!

.Escono .[.Buckingham, il Sindaco e i cittadini.].

CATESBY
	Richiamatelo, amato principe; accogliete la loro istanza.
	Se rifiutate, tutto il paese avr a dolersene.

RICCARDO
	Volete costringermi ad accettare un mondo di affanni?
	Richiamateli. Non son fatto di sasso,
	ma malleabile alle vostre gentili richieste,
	anche se contrarie alla mia coscienza ed al mio cuore.

.Rientrano Buckingham e gli altri..

	Cugino di Buckingham e voi, uomini saggi e gravi,
	dacch volete affibbiarmi sulla schiena la fortuna,
	perch, volente o nolente, ne porti il carico,
	dovr aver la pazienza di sostenerne il peso.
	Ma se la nera maldicenza o il ripugnante biasimo
	dovessero essere la conseguenza della vostra imposizione,
	il semplice fatto che mi ci avete costretto mi assolver
	da ogni macchia e traccia impura che potr derivarne:
	poich Dio sa, e voi ne siete in parte testimoni,
	quanto io sia alieno dal desiderare ci.

SINDACO
	Dio benedica vostra Grazia: ne siamo testimoni e lo diremo.

RICCARDO
	Dicendolo, non direte che la pura verit.

BUCKINGHAM
	Dunque, vi saluto col vostro titolo regale:
	viva Riccardo, nobile re d'Inghilterra!

TUTTI
	Amen.

BUCKINGHAM
	Vi compiacerete di lasciarvi incoronare domani?

RICCARDO
	Quando piace a voi, giacch volete cos.

BUCKINGHAM
	Domani, allora, accompagneremo vostra Grazia;
	e con ci ci congediamo con somma gioia.

RICCARDO
	Via, torniamo ai nostri santi esercizi.
	Addio, cugino mio, addio, amici cari.
.Escono..

/:/ATTO IV



.Scena I


.Entrano, da una porta, la regina Elisabetta, la duchessa di York, il marchese di Dorset; e, da un'altra, Anne, duchessa di Gloucester .[.con la figlia di Clarence.].

DUCHESSA
	Chi incontriamo qui? Mia nipote Plantageneta,
	condotta per mano dalla sua gentile zia di Gloucester;
	ecco, ci giurerei, ella s'avvia alla Torre, animata
	dall'affetto del suo cuore puro, a salutare il dolce principe.
	Figliola, ben incontrata.

ANNE
				Dio conceda ad ambedue le vostre Grazie
	una giornata felice e gioiosa.

ELISABETTA
	Altrettanto a voi, buona sorella; dove siete diretta?

ANNE
	Soltanto alla Torre e, immagino,
	col medesimo intento affettuoso di voi stesse,
	per salutare i principini.

ELISABETTA
	Gentile sorella, grazie; entreremo assieme.

.Entra Brakenbury..

	Ed ecco che giunge in buon punto il Luogotenente.
	Signor Luogotenente, vi preghiamo, di grazia,
	come sta il principe e il mio figlioletto York?

BRAKENBURY
	Benissimo, cara signora. Abbiate pazienza,
	ma non posso permettervi di visitarli.
	Il re l'ha rigorosamente vietato.

ELISABETTA
	Il re? E chi sarebbe?

BRAKENBURY
				Intendo dire il Signor Protettore.

ELISABETTA
	Il Signore lo protegga da quel titolo regale.
	Ha egli posto forse barriere fra il loro amore e me?
	Sono loro madre, chi potr tenermene lontana?

DUCHESSA
	Sono la madre del loro padre: voglio vederli.

ANNE
	Sono, secondo la legge, loro zia; ma, per affetto, come una madre;
	conducetemi dunque in loro presenza. Ne porter io il
	e, a mio rischio, mi assumo la tua responsabilit. biasimo

BRAKENBURY
	No, signora, non me ne posso spogliare cos.
	Son legato da un giuramento; scusatemi, perci. .Esce..

.Entra Stanley conte di Derby..

STANLEY
	Signore, quando v'incontrer, di qui a un'ora,
	saluter vostra Grazia di York madre
	e veneranda ammiratrice di due leggiadre regine.
	[.Ad Anne.] Venite, signora, dovete recarvi subito a Westminster
	per esservi incoronata sovrana regina di Riccardo.

ELISABETTA
	Ah, slacciatemi il vestito,
	che il mio cuore soffocato abbia qualche spazio per pulsare,
	altrimenti sverr a questa micidiale notizia!

ANNE
	Oltraggioso annuncio! O ingrata novit!

DORSET
	Sta' di buon animo, madre; come si sente, vostra Grazia?

ELISABETTA
	Oh, Dorset, non parlarmi; vattene di qua.
	Morte e distruzione ti tallonano dappresso.
	Il nome di tua madre  di fatale auspicio per i figli.
	Se vuoi sfuggire alla morte, va! Traversa il mare
	e vivi con Richmond, al riparo dall'inferno.
	Va', sbrigati, sbrigati, va' via da questo mattatoio,
	per non accrescere il numero dei morti
	e non farmi morire, vittima della maledizione di Margherita,
	non pi madre, n moglie, n regina riconosciuta d'Inghilterra.

STANLEY
	Signora, questo vostro consiglio  pieno di saggia sollecitudine.
	[.A Dorset.] Sfruttate subito tutti i vantaggi dell'ora;
	porterete con voi lettere d'appoggio a mio figlio, che vi venga incontro per strada.
	Non v'attardate con imprudenti indugi.

DUCHESSA
	Oh, vento di sciagura che spargi malanni!
	Oh, grembo mio maledetto, culla di morte!
	Un basilisco tu hai portato al mondo,
	che uccide col suo sguardo chi non pu sfuggirgli.

STANLEY
	Andiamo, signora, andiamo: sono stato mandato in tutta fretta.

ANNE
	Ed io vi seguo, del tutto a malincuore.
	Volesse Dio che il cerchio della corona di aureo metallo
	che deve cingermi la fronte
	fosse acciaio infocato che mi bruciasse il cervello.
	Ch'io sia unta di veleno mortale
	e muoia prima che la gente possa dire "Dio salvi la regina".

ELISABETTA
	Va, va, poverina; non invidio la tua gloria.
	Non t'auguro male, per dare alimento al mio umore.

ANNE
	No? Perch? Quando colui che ora  mio marito
	venne da me, mentre seguivo il cadavere di Enrico,
	s'era appena lavato le mani dal sangue
	sgorgato dal mio primo angelico marito
	e da quell'amato santo che accompagnavo piangendo;
	oh, quando, dico, i miei occhi si posarono sul volto di Riccardo,
	questo fu il mio augurio: "sii tu, dissi, maledetto
	per aver ridotto me, cos giovane, a vedova cos vetusta;
	e quando ti sposi, che l'affanno non abbandoni mai il tuo letto;
	tua moglie sia - se vi sar donna tanto folle da sposarti -
	pi sventurata per la tua vita
	di quanto tu m'abbia resa con la morte del mio diletto signore".
	Ed ecco, prima che potessi reiterare la maledizione,
	in un breve momento, il mio cuore di donna
	cadde stupidamente prigioniero delle sue parole mielate
	e divenne, esso, vittima delle imprecazioni del mio animo;
	e da allora, queste hanno tolto il riposo ai miei occhi;
	giacch nel suo letto non ho ancora goduto per un'ora
	l'aurea rugiada del sonno,
	svegliata continuamente dai suoi sogni atterriti.
	Egli, inoltre, m'odia a causa di mio padre Warwick
	e senza dubbio si sbarazzer presto di me.

ELISABETTA
	Poveretta, addio; le tue sofferenze mi fanno piet.

ANNE
	Non pi di quanta ne provai io compiangendo dal cuore le vostre.

DORSET
	Addio, tu che accogli cos luttuosamente la gloria.

ANNE
	Addio, poveretta, che te ne congedi.

DUCHESSA [.A Dorset.]
	Va da Richmond, e la buona fortuna ti guidi;
	[.ad Anne.] Va' da Riccardo, ed angeli benigni ti custodiscano.
	[.ad Elisabetta.] Va' a rifugiarti nell'asilo, e ti accompagnino santi pensieri.
	Io vado alla mia tomba, dove m'aspettano pace e riposo.
	Oltre ottanta anni di dolore ho vissuto;
	ogni ora di gioia  stata funestata da una settimana di pena.

ELISABETTA
	Aspettate, rivolgete ancora con me uno sguardo alla Torre.
	Abbiate piet, voi pietre antiche, di quei teneri bambini,
	che la malignit ha murato nelle vostre pareti...
	ruvida culla per tesori cos piccini,
	e rozza, scontrosa nutrice, vecchia e cupa compagna di giochi
	per teneri principi: trattate bene i miei bimbi.
	Cos un dolore impotente dice addio alle vostre pietre.
.Escono..

/:/Scena II


.Squillo di trombe. Entrano Riccardo incoronato, sfarzosamente vestito, con Buckingham, Catesby, Ratcliffe, Lovell ed altri Nobili .[.ed un Paggio.].

RE RICCARDO
	Fate tutti largo. Cugino di Buckingham!

BUCKINGHAM
	Mio grazioso sovrano!

RE RICCARDO
	Datemi la mano.
.Sale sul trono. Suono .[.di trombe.].
			A questa altezza col tuo consiglio
	ed aiuto, re Riccardo  insediato.
	Ma sfoggeremo questi gloriosi emblemi per un giorno solo,
	o essi dureranno e noi potremo rallegrarcene?

BUCKINGHAM
	Che vivano sempre e durino perenni!

RE RICCARDO
	Ah, Buckingham, ora voglio saggiarti
	e provare se sei veramente oro schietto.
	Il giovane Edoardo  vivo... pensa, ora, cosa intendo dire.

BUCKINGHAM
	Dite, mio amato signore.

RE RICCARDO
	Diamine, Buckingham, dico che vorrei essere re.

BUCKINGHAM
	Diamine, lo siete, mio tre volte illustre sovrano.

RE RICCARDO
	Ah, sono re?  vero, ma Edoardo  vivo.

BUCKINGHAM
	 la verit, nobile Principe.

RE RICCARDO
				Oh amara conclusione:
	che Edoardo sia ancora vivo - un nobile principe, in verit!
	Cugino, non eri solito esser cos ottuso.
	Debbo esser chiaro? Voglio morti i bastardi,
	e che la cosa sia fatta subito.
	Che dici, adesso? Rispondi subito, sii breve.

BUCKINGHAM
	Vostra Grazia pu far ci che vuole.

RE RICCARDO
	Va l, sei tutto ghiaccio; la tua gentilezza gela.
	Dimmi, ho il tuo consenso a che essi muoiano?

BUCKINGHAM
	Concedetemi un po' di respiro, una pausa, caro signore,
	prima di pronunciarmi positivamente su ci.
	Vi dar presto una risposta.
.Esce..

CATESBY
	Il re  in collera; guardate, si morde le labbra.

RE RICCARDO[.A parte.]
	Voglio aver a che fare con grulli dalla testa di macigno
	e giovincelli scervellati; non fanno per me
	quelli che mi scrutano con occhi calcolatori.
	L'ambizioso Buckingham si fa guardingo.
	Ragazzo!

PAGGIO
	Mio signore?

RE RICCARDO
	Conosci qualcuno che l'oro corruttore
	possa tentare a un'impresa segreta di morte?

PAGGIO
	Conosco un gentiluomo malcontento
	le cui umili condizioni non corrispondono allo spirito altero;
	l'oro sarebbe efficace come venti oratori
	e, senza dubbio, lo tenter a qualsiasi impresa.

RE RICCARDO
	Come si chiama?

PAGGIO
			Si chiama Tyrrel, mio signore.

RE RICCARDO
	Mi par di conoscerlo: vallo a chiamare.
.Esce .[.Paggio.].
	[.A parte.] L'astuto Buckingham, dalle profonde riflessioni,
	non sar pi il confidente dei miei segreti.
	Ha tenuto il passo con me cos a lungo senza stancarsi,
	ed ora si ferma a prender fiato! Ebbene, cos sia.

.Entra Stanley conte di Derby..

	Dunque, lord Stanley, quali nuove?

STANLEY
	Sappiate, mio amato signore, che il marchese
	di Dorset, a quanto si dice,  fuggito
	da Richmond, nel paese dove questi dimora.

RE RICCARDO
	Vieni qui, Catesby. Diffondi la voce
	che mia moglie Anne  gravissimamente inferma;
	dar ordine che sia tenuta appartata.
	Cercami qualche gentiluomo oscuro e indigente
	a cui mariter subito la figlia di Clarence...
	Quanto al maschio,  uno sciocco e non mi fa paura.
	Guarda come te ne stai trasognato! Ripeto, spargi la voce
	che la regina, Anne,  malata e in pericolo di vita.
	Datti da fare, poich  essenziale
	che io soffochi qualsiasi speranza che, se alimentata, potrebbe nuocermi.
[.Esce Catesby.].
	Devo sposare la figlia di mio fratello,
	altrimenti il mio regno poggia soltanto su fragile vetro.
	Assassinarle i fratelli e poi sposarla...
	Incerta strada al successo! Ma mi sono
	inoltrato tanto nel sangue che un delitto se ne tira dietro un altro;
	la piet lacrimosa non alberga in questi occhi.

.Entra Tyrrel..

	Il tuo nome  Tyrrel?

TYRREL
	James Tyrrel, vostro suddito obbedientissimo.

RE RICCARDO
	Lo sei veramente?

TYRREL
			Mettetemi alla prova, mio grazioso signore.

RE RICCARDO
	Oserai aver la decisione d'uccidere un mio amico?

TYRREL
	Come a voi piace; ma preferirei uccidere due nemici.

RE RICCARDO
	Ebbene, allora ci sei; due nemici accaniti che,
	avversi alla mia pace, mi turbano il dolce sonno,
	sono quelli di cui vorrei ti occupassi.
	Tyrrel, intendo dire quei bastardi nella Torre.

TYRREL
	Apritemi la strada perch'io possa raggiungerli
	e vi liberer subito dal timore di essi.

RE RICCARDO
	Tu canti una musica soave. Ascolta, avvicinati, Tyrrel:
	va' con questo anello. Alzati e porgimi l'orecchio.
.Gli sussurra nell'orecchio..
	Non c' altro da fare; dimmi che l'hai fatto
	e ti vorr bene e ti compenser.

TYRREL
	Sbrigher immediatamente la faccenda. .Esce..

.Entra Buckingham..

BUCKINGHAM
	Monsignore, ho ponderato nella mia mente
	la richiesta per cui poco fa m'avete sondato.

RE RICCARDO
	Bene, lasciate stare. Dorset s' rifugiato da Richmond.

BUCKINGHAM
	Ho appreso la notizia, monsignore.

RE RICCARDO
	Stanley,  figlio di vostra moglie. Occupatevene, dunque.

BUCKINGHAM
	Mio signore, reclamo la concessione che mi spetta per la promessa
	che impegna il vostro onore e la vostra fede:
	la contea di Hereford ed i beni mobili
	di cui mi prometteste d'investirmi.

RE RICCARDO
	Stanley, badate a vostra moglie; se fa arrivare
	lettere a Richmond, ne risponderete voi.

BUCKINGHAM
	Cosa dice vostra Altezza della mia giusta istanza?

RE RICCARDO
	Mi rammento che Enrico Sesto
	presag che Richmond sarebbe stato re,
	quando Richmond era un ragazzetto capriccioso.
	Un re... forse... forse...

BUCKINGHAM
				Mio signore!

RE RICCARDO
	Come mai il profeta non seppe dirmi quella volta,
	mentre ero l presente, che l'avrei ucciso?

BUCKINGHAM
	Monsignore, la vostra promessa della mia contea...

RE RICCARDO
	Richmond! L'ultima volta che fui a Exeter,
	il Sindaco mi mostr per cortesia il castello
	e lo chiam Rougemont; un nome che mi fece sobbalzare,
	poich un bardo irlandese una volta mi disse
	che non sarei vissuto a lungo dopo aver visto "Richmond".

BUCKINGHAM
	Monsignore...

RE RICCARDO
	S... che ore sono?

BUCKINGHAM
	Ho l'ardire di rammentare a vostra Grazia ci che mi promise.

RE RICCARDO
	Bene, ma che ore sono?

BUCKINGHAM
	Stanno per sonare le dieci.

RE RICCARDO
	Bene, lascia che sonino.

BUCKINGHAM
	Perch, lascia che sonino?

RE RICCARDO
	Perch, come l'automa dell'orologio, tu continui a battere
	fra il tuo mendicare e la mia meditazione.
	Oggi non sono in vena di regali.

BUCKINGHAM
	Volete compiacervi di soddisfare la mia istanza?

RE RICCARDO
	Tu mi secchi; non sono in vena.
.Esce. [.seguito da tutti tranne Buckingham.].

BUCKINGHAM
	Ah,  cos? Con tale disprezzo egli ripaga
	i miei preziosi servigi? Per questo l'ho fatto re?
	Oh, pensiamo a Hastings e rifugiamoci a Brecon
	finch la mia testa pericolante  ancora sulle spalle.
.Esce..

/:/Scena III


.Entra Tyrrel..

TYRREL
	L'atto tirannico e sanguinario  compiuto;
	l'impresa pi efferata di lacrimevole strage
	di cui questo paese si sia mai macchiato.
	Dighton e Forrest, che ho assoldato
	ad eseguire questo spietato macello,
	pur essendo scellerati incalliti, cani sanguinari,
	disfatti dall'intenerimento e da dolce compassione
	piangevano come bambini nel raccontare la triste storia della loro morte.
	"Oh, cos", diceva Dighton, "giacevano i teneri bimbi";
	"Cos, cos", disse Forrest, "allacciati fra loro
	con le loro innocenti braccia d'alabastro;
	le loro labbra erano quattro rose rosse sul gambo,
	e nella loro rigogliosa bellezza si baciavano.
	Un libro di preghiere posava sul loro guanciale,
	e, per un momento", disse Forrest, "mi fece quasi cambiar di proposito.
	Ma, oh, il Diavolo..." E l s'arrest, lo scellerato,
	e Dighton allora prosegu: "Abbiamo soffocato
	il prodotto della Natura pi colmo di dolcezza
	ch'essa abbia mai modellato, dalla creazione originaria".
	Con ci essi se ne sono andati, non riuscendo a parlare
	per il rimorso di coscienza, ed io cos l'ho lasciati,
	per portare queste notizie al re sanguinario.

.Entra re Riccardo..

	Ed eccolo che viene. Salute perfetta, mio sovrano signore.

RE RICCARDO
	Buon Tyrrel, posso felicitarmi per le tue notizie?

TYRREL
	Se il compimento dell'incarico da voi affidatomi
	vi procura felicit, siate allora felice,
	poich  stato eseguito.

RE RICCARDO
				Ma l'hai visti morti?

TYRREL
	L'ho visti, monsignore.

RE RICCARDO
				E sepolti, buon Tyrrel?

TYRREL
	Il cappellano della Torre l'ha seppelliti,
	ma dove, a dire il vero, non so.

RE RICCARDO
	Vieni da me, Tyrrel, subito dopo cena,
	e mi racconterai i particolari della loro morte.
	Nel frattempo, pensa soltanto a come possa beneficarti,
	e conta di ottenere ci che desideri.
	Addio, per ora.

TYRREL
			Prendo umilmente congedo. .Esce..

RE RICCARDO
	Il figlio di Clarence l'ho rinchiuso sotto stretta sorveglianza;
	la figlia l'ho accoppiata in matrimonio con un oscuro consorte;
	i figli di Edoardo riposano nel grembo di Abramo
	e mia moglie Anne ha dato la buona notte a questo mondo.
	Adesso, giacch so che il Bretone Richmond mira
	alla giovane Elisabetta, figlia di mio fratello,
	e, con quel vincolo, punta temerariamente sulla corona,
	da lei vado giulivo, prospero corteggiatore.

.Entra Ratcliffe..

RATCLIFFE
	Monsignore!

RE RICCARDO
	Notizie buone o cattive, che entri cos bruscamente?

RATCLIFFE
	Cattive, monsignore. Morton  fuggito da Richmond
	e Buckingham, spalleggiato dai robusti gallesi,
	 in campo, e le sue forze crescono di continuo.

RE RICCARDO
	Il vescovo d'Ely da Richmond mi preoccupa pi da presso
	di Buckingham e delle sue forze racimolate in tutta fretta.
	Andiamo; ho imparato che il pavido almanaccare  tardo servitore del torpido indugio;
	indugiare porta alla miseria impotente e dal passo di lumaca:
	sia dunque ala al mio volo la focosa celerit,
	Mercurio di Giove e araldo d'un re.
	Va ad arruolar soldati. Il mio scudo  il mio consigliere.
	Conviene esser veloci quando siamo accerchiati da traditori.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entra la vecchia regina Margherita..

MARGHERITA
	Ecco dunque che la prosperit comincia a disfarsi
	e a cader nella bocca marcia della morte.
	Son rimasta scaltramente nascosta in questi paraggi
	per esser spettatrice del tramonto dei miei nemici.
	Ho assistito a un feroce prologo,
	ed ora voglio andare in Francia, con la speranza che il sguito
	si riveler non meno amaro, fosco e tragico.

.Entrano la duchessa di York e la regina Elisabetta..

	Apprtati, sventurata Margherita; chi sta venendo qui?

ELISABETTA
	Ah, i miei infelici principi! Ah, i miei teneri bimbi,
	i miei fiori non sbocciati, le mie dolcezze appena dischiuse!
	Se ancora le vostre anime gentili fluttuano nell'aria
	e l'eterno giudizio non ha assegnato loro dimora fissa,
	libratevi sulle vostre ali aeree intorno a me
	e ascoltate i lamenti di vostra madre.

MARGHERITA [.A parte.]
	Libratevi intorno a lei; dite che, giustizia per giustizia,
	ha offuscato il mattino della vostra infanzia nella notte vetusta.

DUCHESSA
	Tante sventure hanno spezzato la mia voce,
	sicch la lingua esausta dai gemiti  ferma e ammutolita.
	Edoardo Plantageneto, perch sei morto?

MARGHERITA [.A parte.]
	Un Plantageneto salda il conto per un Plantageneto:
	Edoardo paga un debito di morte per Edoardo.

ELISABETTA
	Volesti tu, Dio, involarti da s teneri agnelli
	e gettarli nel ventre del lupo?
	Come mai dormivi mentre si compiva un'azione s scellerata?

MARGHERITA [.A parte.]
	Come quando mor il santo Enrico e il mio figlio diletto.

DUCHESSA
	Vita estinta, vista spenta, misero, mortale spettro spirante:
	spettacolo luttuoso, vergogna del mondo, diritto della tomba usurpato dalla vita;
	somma e testimonianza succinta di giorni nefasti,
	[.sedendosi.] quieta la tua inquietudine sul suolo leale
	slealmente ubriacato di sangue innocente. d'Inghilterra

ELISABETTA
	Ah, se tu, terra, potessi offrirmi subito una tomba,
	come mi fornisci un malinconico sedile,
	allora vi nasconderei le mie ossa, non le riposerei qui.
[.Sedendosi.] Ah, chi se non noi ha motivo di lamentarsi?

MARGHERITA
	Se un dolore antico  pi venerando,
	concedete al mio il diritto di priorit
	e consentite ai miei affanni di esibire per primi il loro corruccio.
	Se il dolore pu ammettere compagnia
	rifate il conto dei vostri guai, contemplando i miei.
	Avevo un Edoardo, finch Riccardo non l'uccise;
	avevo un marito, finch Riccardo non l'uccise;
	tu avevi un Edoardo, finch Riccardo non l'uccise;
	tu avevi un Riccardo, finch un Riccardo non l'uccise.

DUCHESSA
	Anch'io avevo un Riccardo, e tu l'hai ucciso;
	avevo anche un Rutland: tu hai concorso ad ucciderlo.

MARGHERITA
	Tu avevi un Clarence, e Riccardo l'ha ucciso.
	Dalla tana del tuo grembo  strisciato fuori
	un segugio infernale che a noi tutti d la caccia mortale;
	quel cane, che ebbe i denti prima di aprir gli occhi,
	per azzannare gli agnelli e succhiare il loro dolce sangue;
	quell'impareggiabile, supremo tiranno della terra
	che regna sotto gli occhi infiammati di anime piangenti;
	quel turpe sfregiatore della divina creazione,
	fu il tuo grembo a sguinzagliarlo, perch ci inseguisse fino alla tomba.
	Oh, Dio retto, giusto ed esatto dispensatore,
	come ti ringrazio che questo cagnaccio carnivoro
	strazi la prole del corpo di sua madre
	e faccia s che ella tenga compagnia agli altri sul banco dei lamenti.

DUCHESSA
	Oh moglie d'Enrico, non esultare dei miei affanni.
	Dio mi sia testimone che ho pianto per i tuoi.

MARGHERITA
	Abbi pazienza con me: sono affamata di vendetta
	ed ora mi sazio dello spettacolo.
	Il tuo Edoardo  morto che uccise il mio Edoardo;
	morto  anche l'altro tuo Edoardo, per ripagare il mio Edoardo;
	il piccolo York  soltanto una aggiunta, perch tutt'e due assieme
	non pareggiavano l'alta perfezione di ci che io ho perso.
	Il tuo Clarence  morto, che pugnal il mio Edoardo;
	e gli spettatori di questo dramma forsennato,
	l'adultero Hastings, Rivers, Vaughan, Grey,
	anzitempo soffocati nelle loro cupe tombe.
	 ancora vivo Riccardo, il tenebroso emissario dell'inferno,
	riservato unicamente, come suo agente, per comprare anime
	e spedirle laggi. Ma presto, presto,
	seguir la sua fine misera e illacrimata.
	La terra si spalanca, arde l'inferno, i diavoli ululano, i santi pregano
	affinch egli sia d'improvviso trascinato via di qui.
	Annulla, Dio caro, ti prego, il patto che lo lega alla vita,
	in modo che io possa dire, ancora viva, "il cane  morto".

ELISABETTA
	Oh, tu mi predicesti che sarebbe venuta l'ora in cui avrei
	desiderato che mi aiutassi a maledire
	quel ragno tumefatto, quel sozzo rospo gobbo.

MARGHERITA
	Ti chiamai allora vano orpello della mia fortuna,
	misera ombra, regina dipinta. Ti chiamai allora
	semplice riflesso di ci ch'io ero stata;
	prologo lusinghiero d'uno spettacolo orrendo;
	una issata in alto per esser scaraventata gi;
	madre per beffa di due leggiadri bimbi;
	sogno di ci che fosti; insegna sgargiante
	destinata a diventare il bersaglio di ogni micidiale proiettile;
	simulacro di regalit; un fiato, una bolla;
	regina da burla, destinata soltanto a riempire la scena.
	Dov', adesso, tuo marito? Dove, i tuoi fratelli?
	Dove sono i tuoi due figli? Di che cosa puoi gioire?
	Chi ti supplica e ti s'inginocchia davanti, e dice "Dio salvi la regina"?
	Dove sono i nobili che s'inchinavano e ti adulavano?
	Dove le torme che s'accalcavano per seguirti?
	Passa in rassegna tutto questo e guarda che cosa adesso sei:
	invece d'una moglie felice, una vedova affranta;
	invece d'una madre beata, una che piange di portare quel nome;
	invece di ricevere suppliche, sei costretta tu a supplicare umilmente;
	invece d'una regina, una autentica sventurata, con una corona d'affanni;
	invece di quella che mi sdegnava, sei ora sdegnata da me;
	invece d'esser temuta da tutti, ora temi uno solo;
	invece di dare ordini a tutti, nessuno pi t'obbedisce.
	Cos ha virato il corso della giustizia,
	riducendoti a niente altro che preda del tempo.
	Non t' restato che il ricordo di ci che fosti,
	per tuo maggior tormento, essendo ci che sei.
	Usurpasti il mio posto, e non usurpi ora forse
	una giusta parte del mio dolore?
	Ora il tuo collo orgoglioso sopporta met del mio pesante giogo,
	dal quale proprio qui sottraggo il mio stanco capo,
	lasciandone a te tutto il carico.
	Addio, moglie di York, e regina della mesta fortuna;
	queste sciagure inglesi mi faranno sorridere in Francia.

ELISABETTA
	Oh tu, cos esperta in maledizioni, resta un poco
	ed insegnami a maledire i miei nemici.

MARGHERITA
	Rinuncia al sonno la notte, e al cibo di giorno;
	paragona la morta felicit all'affanno vivente;
	pensa che i tuoi bimbi fossero pi dolci di quel che erano
	e chi li uccise pi immondo di quel che sia;
	migliorando con l'esagerazione ci che hai perduto,
	renderai peggiore il malfattore responsabile.
	Rimuginando questo, imparerai a maledire.

ELISABETTA
	Le mie parole sono ottuse: oh, ravvivale con le tue.

MARGHERITA
	Le tue sventure le renderanno taglienti e penetranti come le mie.
.Esce..

DUCHESSA
	Perch la calamit deve esser cos piena di parole?

ELISABETTA
	Verbosi avvocati degli affanni dei loro clienti,
	legatarie impalpabili di gioie non lasciate in eredit,
	miseri, ansimanti ambasciatori di sventure:
	che esse si sfoghino; anche se ci che comunicano
	non serve ad altro, tuttavia alleviano il cuore.

DUCHESSA
	Se  cos; non tener dunque legata la lingua; vieni con me
	e col fiato di amare parole soffochiamo
	il figlio maledetto che ha soffocato i tuoi due dolci figli.
	La tromba suona; non lesinare le invettive.

.Entra re Riccardo col suo seguito .[.compreso Catesby.] .in marcia con tamburi e trombe..

RE RICCARDO
	Chi  che sbarra la strada alla mia spedizione?

DUCHESSA
	Oh, colei che avrebbe potuto sbarrartela,
	strangolandoti nel suo grembo maledetto,
	a tutte le stragi, sciagurato, che hai commesso.

ELISABETTA
	Cerchi forse di nascondere, con la corona d'oro,
	quella fronte su cui dovrebbe esser impresso, se la giustizia fosse giusta,
	l'assassinio del principe che possedeva quella corona
	e la morte crudele dei poveri figli miei e fratelli?
	Dimmi, ignobile manigoldo, dove sono i miei figli?

DUCHESSA
	Tu rospo, rospo, dov' tuo fratello Clarence?
	e il suo figlioletto Edward Plantageneto?

ELISABETTA
	Dove sono i nobili Rivers, Vaughan, Grey?

DUCHESSA
	Dov' il gentile Hastings?

RE RICCARDO
	Squillate, trombe! Rullate all'armi, tamburi!
	Non permettete che i cieli odano queste donne chiacchierone
	inveire contro l'unto del Signore. Suonate dico!
.Rullo di tamburi. Squilli..
	Siate pazienti, e trattatemi con garbo,
	altrimenti annegher cos i vostri impropri
	sotto il rimbombo assordante della guerra.

DUCHESSA
	Sei tu figlio mio?

RE RICCARDO
	S, grazie a Dio, a mio padre e a voi stessa.

DUCHESSA
	Allora ascolta pazientemente la mia impazienza.

RE RICCARDO
	Signora madre, ho un tratto della vostra indole,
	che non sa sopportare gli accenti del rimprovero.

DUCHESSA
	Oh, lasciami parlare.

RE RICCARDO
			Parlate, allora, ma non vi ascolter.

DUCHESSA
	Sar mite e gentile nelle mie parole.

RE RICCARDO
	E breve, mia brava madre, perch ho fretta.

DUCHESSA
	Hai tanta fretta? Io t'ho aspettato,
	Dio sa con quanto tormento ed angoscia.

RE RICCARDO
	E non sono arrivato, finalmente, a consolarvi?

DUCHESSA
	No, per la santa Croce, lo sai bene:
	tu venisti sulla terra per far della terra il mio inferno;
	la tua nascita fu per me un penoso fardello;
	capricciosa e ribelle fu la tua infanzia;
	gli anni di scuola, paurosi, sfrenati, selvaggi, furiosi;
	la prima giovinezza, ardita, temeraria, avventurosa;
	la maturit, orgogliosa, subdola, scaltra e sanguinaria:
	pi quieta, eppure pi nociva, sorridente nell'odio.
	Quale ora di consolazione puoi nominarmi
	che mi allietasse mai della tua compagnia?

RE RICCARDO
	Onestamente, nessuna, tranne l'Ora di Humphrey,
	che chiam una volta vostra Grazia a far colazione lontano dalla mia presenza.
	Se agli occhi vostri son cos privo di grazia,
	lasciate che prosegua la mia marcia, signora, senza offendervi.
	Battete il tamburo!

DUCHESSA
			Ti prego, ascoltami parlare.

RE RICCARDO
	Parlate troppo amaramente.

DUCHESSA
					Ascolta una parola sola,
	poich non ti parler mai pi.

RE RICCARDO
	E sia!

DUCHESSA
	O tu morirai per giusto decreto di Dio,
	prima di poter tornare vincitore da questa guerra,
	oppure io perir di dolore e d'estrema vecchiaia,
	e non vedr pi il tuo viso.
	Prendi, perci, su di te la mia maledizione pi pesante:
	che il giorno della battaglia ti gravi addosso
	pi di tutta l'armatura completa che porti.
	Le mie preghiere combattono nelle fila della parte a te avversa;
	e l le piccole anime dei figli di Edoardo
	sussurrano agli animi dei tuoi nemici,
	promettendo loro vittorioso successo.
	Sanguinario sei, sanguinaria sar la tua fine.
	La vergogna che ha scortato la tua vita accompagni la tua morte.
.Esce..

ELISABETTA
	Pur avendo ragioni assai maggiori ma molto minor forza
	di maledirti, dico Amen a lei.

RE RICCARDO
	Fermatevi, signora: devo parlarvi.

ELISABETTA
	Non ho pi figli di sangue reale
	che tu possa trucidare. Quanto alle mie figlie, Riccardo,
	saranno monache oranti, non regine piangenti,
	e perci non mirare a colpire le loro vite.

RE RICCARDO
	Avete una figlia di nome Elizabeth
	virtuosa e bella, regale e piena di grazia.

ELISABETTA
	E per questo dovr morire? Oh, lasciate che viva,
	ed io corromper i suoi costumi, macchier la sua bellezza,
	calunnier me stessa accusandomi d'infedelt al letto
	e la coprir col velo dell'infamia; coniugale,
	purch possa vivere al riparo da crudele strage,
	dichiarer che non  figlia di Edoardo.

RE RICCARDO
	Non fate torto alla sua nascita; essa  di sangue reale.

ELISABETTA
	Per salvarle la vita, dir che non lo .

RE RICCARDO
	 nella sua nascita la maggiore garanzia della sua vita.

ELISABETTA
	Solo per quella garanzia morirono i suoi fratelli.

RE RICCARDO
	Ma alla loro nascita furono avverse le stelle della fortuna.

ELISABETTA
	No, alla loro vita si opposero malvagi amici.

RE RICCARDO
	Il decreto del destino  ineluttabile.

ELISABETTA
	 vero, quando a fare il destino  chi ha ripudiato la grazia.
	I miei bambini erano destinati a morte pi degna,
	se la grazia ti avesse elargito vita pi degna.

RE RICCARDO
	Parlate come se fossi stato io a uccidere i mei nipoti.

ELISABETTA
	Nipoti davvero! E spogliati dal loro zio
	d'ogni consolazione, del regno, dei parenti, della libert, della vita:
	di chiunque sia stata la mano che ha trafitto i loro teneri cuori,
	fu tua la mente che la guid di soppiatto.
	Il pugnale omicida era senza dubbio spuntato ed ottuso,
	finch non l'affil il tuo cuore di pietra,
	perch affondasse nelle viscere dei miei agnelli.
	Ma non fosse che la consuetudine del dolore rende mansueto il dolore pi selvaggio,
	la mia lingua non farebbe ai tuoi orecchi il nome dei miei fanciulli
	prima che le mie unghie fossero ancorate nei tuoi occhi,
	e che io, in un cos ferale golfo di morte,
	simile a misero vascello che ha perso le vele e le sartie,
	mi fossi fracassata sullo scoglio del tuo petto.

RE RICCARDO
	Signora, possa io aver fortuna nella mia spedizione
	e nell'esito rischioso della guerra sanguinosa,
	com' vero che ho in animo di fare pi bene a voi e ai vostri
	di quanto mai voi e i vostri abbiate avuto da me danno.

ELISABETTA
	Quale bene pu esistere da scoprire sotto la volta celeste
	che possa farmi del bene?

RE RICCARDO
	L'elevazione della vostra prole, nobile signora.

ELISABETTA
	A qualche patibolo, per perdervi la testa.

RE RICCARDO
	All'onore e al vertice della fortuna,
	all'augusto emblema imperiale della gloria terrestre!

ELISABETTA
	Non lusingare con questa descrizione il mio dolore.
	Dimmi quale maest, quale dignit, quale onore
	sei in grado di trasmettere ad una qualsiasi delle mie creature?

RE RICCARDO
	Tutto ci che ho - s, me stesso ed ogni cosa
	io doner ad una tua creatura;
	purch nel Lete del tuo animo adirato
	tu voglia annegare il mesto ricordo di quei torti
	che ritieni io t'abbia arrecato.

ELISABETTA
	Sii breve, in modo che l'espressione della tua generosit
	non duri pi a lungo della tua gentilezza stessa.

RE RICCARDO
	Sappi dunque che amo con tutta l'anima tua figlia.

ELISABETTA
	La madre di mia figlia lo crede con tutta l'anima.

RE RICCARDO
	Che cosa credete?

ELISABETTA
	Che tu ami mia figlia con tutta l'anima:
	cos amavi con tutta l'anima i suoi fratelli,
	ed io te ne ringrazio con tutto l'amore del cuore.

RE RICCARDO
	Non correte tanto a fraintendere le mie intenzioni:
	io intendo che amo vostra figlia con tutta l'anima
	e voglio farne la regina d'Inghilterra.

ELISABETTA
	Bene, dunque, e chi intendi che sia il suo re?

RE RICCARDO
	Precisamente colui che la fa regina. Chi altri dovrebbe essere?

ELISABETTA
	Come, tu?

RE RICCARDO
		Precisamente. Che cosa ne pensate?

ELISABETTA
	Come potrai farle la corte?

RE RICCARDO
				 ci che vorrei apprendere da voi,
	che meglio di tutti conoscete il suo carattere.

ELISABETTA
	E vuoi impararlo da me?

RE RICCARDO
				Con tutto il cuore, signora.

ELISABETTA
	Mandale, con l'uomo che le ha trucidato i fratelli,
	un paio di cuori sanguinanti, con sopra incisi i nomi
	"Edward" e "York". Forse allora pianger;
	perci regalale - come gi fece a tuo padre Margherita,
	intriso del sangue di Rutland -
	un fazzoletto: che, dille, deterse
	la linfa purpurea dal corpo del suo dolce fratello,
	e invitala ad asciugarsi con esso le lacrime degli occhi.
	Se questo suggerimento non la muove all'amore,
	mandale una relazione di tutte le tue nobili imprese:
	dille che ti sei sbarazzato di suo zio Clarence
	e dello zio Rivers - s, e che per amor suo,
	hai liquidato rapidamente la sua buona zia Anne.

RE RICCARDO
	Vi beffate di me, signora; non  questo il modo
	di conquistare vostra figlia!

ELISABETTA
				Non ce n' un altro -
	a meno che tu possa assumere qualche altra forma,
	e non essere quel Riccardo che ha fatto tutto questo.

RE RICCARDO
	Diciamo che tutto questo l'ho fatto per amor suo?

ELISABETTA
	No, perch allora non potr che odiarti
	per aver comprato il suo amore versando tanto sangue.

RE RICCARDO
	Sentite, a ci che  fatto non si pu ora rimediare:
	gli uomini talvolta agiscono sconsigliatamente,
	ma nel tempo che segue hanno agio di pentirsi.
	Se portai via il regno ai vostri figli,
	per fare ammenda lo dar a vostra figlia;
	se ho ucciso le creature del vostro grembo,
	generer, per dar vita alla vostra discendenza,
	creature del vostro sangue da vostra figlia.
	Il nome di nonna  ben poco meno affettuoso
	di quel che non sia il titolo adorante di madre;
	esse saranno come vostri figli, solo un gradino pi gi,
	del vostro stesso sangue, della vostra stessa tempra,
	tutti figli delle stesse doglie, tranne che per una notte di spasimi
	sofferta da colei per la quale voi patiste lo stesso travaglio.
	I figli vostri furono un tormento per la vostra giovinezza,
	ma i miei saranno la consolazione della vostra vecchiaia;
	la perdita che avete subito  soltanto d'un figlio re,
	ma per quella perdita vostra figlia diverr regina.
	Non posso darvi la riparazione che vorrei:
	accettate dunque i benefici che posso offrirvi.
	Vostro figlio Dorset che, con la paura nell'anima,
	calca inquieto un suolo straniero,
	sar richiamato in patria da questo fausto matrimonio,
	ad importanti cariche e a grandi onori.
	Il re, che chiama moglie la vostra leggiadra figlia,
	chiamer familiarmente fratello il tuo Dorset;
	di nuovo sarete madre d'un re
	e tutte le rovine del doloroso passato
	saranno restaurate, con raddoppiata ricchezza di felicit.
	Suvvia, conosceremo molte giornate di letizia.
	Le stille delle lacrime che avete versato
	torneranno a voi tramutate in fulgide perle
	che vi compenseranno del prestito, fruttando un interesse
	dieci volte superiore di guadagnata felicit.
	Va' dunque, madre mia; va' da tua figlia:
	con la tua esperienza infondi ardire nei suoi anni verecondi;
	prepara i suoi orecchi ad ascoltare le parole d'un innamorato;
	immetti nel suo tenero cuore la fiamma ambiziosa
	dell'aurea sovranit; fa conoscere alla principessa
	le dolci ore silenziose delle gioie coniugali;
	e quando questo mio braccio avr punito
	il meschino ribelle, l'ottuso Buckingham,
	torner cinto di corone trionfali
	e guider tua figlia al letto d'un conquistatore;
	ad essa far il resoconto particolareggiato delle vittorie riportate
	ed essa sar la sola vincitrice, il Cesare di Cesare.

ELISABETTA
	Che cosa sarebbe meglio che le dicessi? Che il fratello di suo padre
	aspira ad esser il suo signore? O dovr dire suo zio?
	Oppure colui che le ha ucciso fratelli e zii?
	Sotto quale titolo dovr corteggiarla per te
	che Dio, la legge, il mio onore e il suo amore
	possano far apparire grato alla sua tenera et?

RE RICCARDO
	Invoca, per questa unione, la dolce pace dell'Inghilterra.

ELISABETTA
	Che ella dovr comprare con una guerra permanente.

RE RICCARDO
	Dille che il re, che pu comandare, supplica.

ELISABETTA
	Per ottenere da lei ci che il Re dei re vieta.

RE RICCARDO
	Di' che sar una augusta e possente regina.

ELISABETTA
	Per piangere sul suo titolo, come fa sua madre.

RE RICCARDO
	Di' che l'amer per sempre.

ELISABETTA
	Ma quanto durer quel "sempre"?

RE RICCARDO
	Dolcemente costante, sino al termine della sua bella vita.

ELISABETTA
	Ma quanto durer bella la sua dolce vita?

RE RICCARDO
	Finquando il cielo e la natura la prolunghino.

ELISABETTA
	Finquando all'inferno e a Riccardo piaccia.

RE RICCARDO
	Di' che io, suo sovrano, son suo umile suddito.

ELISABETTA
	Ma ella, vostra suddita, aborrisce tale sovranit.

RE RICCARDO
	Siate eloquente con lei nel mio interesse.

ELISABETTA
	Una dichiarazione onesta ottiene miglior effetto se fatta con semplicit.

RE RICCARDO
	Allora fatele con semplicit la mia dichiarazione d'amore.

ELISABETTA
	Semplice e disonesto  uno stile troppo stridente.

RE RICCARDO
	I vostri argomenti sono troppo superficiali e troppo risentiti.

ELISABETTA
	O no, i miei argomenti sono troppo profondi e insensibili;
	troppo profondi e insensibili poveri bimbi, nelle loro fosse.

RE RICCARDO
	Non insistete su quella corda, signora;  il passato.

ELISABETTA
	Ci insister sempre, finch non mi si spezzino le corde del cuore.

RE RICCARDO
	Ors, per il mio San Giorgio, la mia Giarrettiera e la mia corona...

ELISABETTA
	Profanato, disonorata e, la terza, usurpata.

RE RICCARDO
	Giuro...

ELISABETTA
		Su nulla, giacch non  un giuramento;
	il tuo San Giorgio, profanato, ha perso il suo sacro onore;
	la tua Giarrettiera, insozzata, ha messo a pegno la sua virt cavalleresca;
	la tua corona, usurpata, ha infamato il suo regale fulgore.
	Se vuoi giurare su qualcosa, per essere creduto,
	giura dunque su qualcosa che tu non abbia offeso.

RE RICCARDO
	Allora, per l'universo...

ELISABETTA
				 pieno dei tuoi turpi delitti.

RE RICCARDO
	Per la morte di mio padre...

ELISABETTA
				La tua vita l'ha disonorata.

RE RICCARDO
	Allora, per me stesso...

ELISABETTA
	Tu stesso hai fatto uso malvagio di te stesso.

RE RICCARDO
	Dunque, per Dio, allora...

ELISABETTA
	Le tue offese a Dio superano tutte le altre:
	se tu temessi d'infrangere un giuramento su di Lui,
	la concordia che il Re mio marito aveva fondato
	non l'avresti infranta, n i miei fratelli sarebbero morti;
	se avessi temuto d'infrangere un giuramento su di Lui,
	il diadema imperiale che ora ti cerchia la testa
	avrebbe ornato le delicate tempie di mio figlio
	ed ambedue i principi sarebbero qui vivi e spiranti,
	mentre ora la tua fede infranta li ha dati -
	troppo teneri compagni di letto per la polvere - in pasto ai vermi.
	Su che cosa puoi giurare ormai?

RE RICCARDO
					Sul tempo a venire!

ELISABETTA
	Che tu hai oltraggiato nel tempo trascorso:
	giacch a me stessa rimangono tante lacrime da asciugare
	in avvenire, per il tempo passato da te offeso.
	Son vivi i figli dei quali hai trucidato i genitori,
	orfani privi di sostegno, per lamentarli in vecchiaia;
	Non giurare per il tempo a venire, perch ne hai fatto un uso malvagio,
	prima ancora di usarlo, nel tempo malvagiamente usato in passato.

RE RICCARDO
	Quant' vero che intendo prosperare nel mio ravvedimento,
	possa aver successo nella mia pericolosa impresa contro le armi nemiche!
	Ch'io sia la rovina di me stesso!
	Dio e la fortuna mi interdicano ore di felicit!
	Giorno, non concedermi la tua luce, n, notte, il tuo riposo!
	Voi tutti, pianeti di buon aspetto, siate
	avversi ai miei disegni, se con cuore pieno di puro amore,
	immacolata devozione, santi pensieri,
	non apprezzo la tua bella figlia principesca.
	Da lei dipende la mia felicit e la tua.
	Senza di lei, seguir per me e per te,
	per lei stessa, per il paese e per molte anime cristiane,
	morte, desolazione, rovina e catastrofe.
	Non potranno evitarsi che con questo;
	saranno evitati soltanto da questo.
	Perci, cara madre - bisogna che ti dia questo nome -
	siate presso di lei l'avvocato del mio amore;
	fate valere ci che sar, non ci che sono stato;
	non ci che merito, ma ci che meriter.
	Insistete sulla necessit e sulla condizione dei tempi;
	non mostrate risentimento quando la posta in gioco  cos importante.

ELISABETTA
	Devo lasciarmi tentare cos dal demonio?

RE RICCARDO
	S, se il demonio vi tenta a fin di bene.

ELISABETTA
	Dovr dimenticarmi chi sono?

RE RICCARDO
	S, se il ricordarvene fa torto a voi stessa.

ELISABETTA
	Eppure tu hai ucciso i miei figli.

RE RICCARDO
	Ma li seppellir nel grembo di vostra figlia,
	ove, in quel nido di profumate essenze, essi riprodurranno degli altri
	se stessi, per vostra consolazione.

ELISABETTA
	Devo andare a guadagnare mia figlia al tuo volere?

RE RICCARDO
	E ad essere, con questa azione, una madre felice...

ELISABETTA
	Vado; scrivetemi quanto prima
	e saprete da me come essa  disposta.

RE RICCARDO
	Portatele questo bacio del mio fedele amore; (.la bacia.) addio, dunque.
.Esce Elisabetta..
	S' arresa, la sciocca: donna vuota e volubile!

.Entra Ratcliffe..

	Ebbene, che notizie?

RATCLIFFE
	Sovrano potentissimo, sulla costa occidentale
	 apparsa una gagliarda flotta; alle nostre spiagge
	s'affollano molti dubbi amici, dal cuore infido,
	inermi e indecisi a respingere il nemico.
	Si pensa che Richmond sia il loro ammiraglio;
	sostano l, soltanto in attesa che gli aiuti
	di Buckingham diano loro il benvenuto a terra.

RE RICCARDO
	Qualche amico lesto di gamba corra dal duca di Norfolk.
	Tu stesso, Ratcliffe - o Catesby - dov'?

CATESBY
	Eccomi, mio buon signore.

RE RICCARDO
				Catesby, vola dal duca.

CATESBY
	Subito, mio signore, con tutta la necessaria celerit.

RE RICCARDO
	Vieni qui Ratcliffe. Corri a Salisbury.
	Quando sei l... [.a Catesby.] Pigro furfante smemorato!
	Perch ti trattieni qui e non vai dal duca?

CATESBY
	Ditemi anzitutto, possente sovrano, ci che vostra Altezza comanda
	ch'io debba comunicargli da vostra Grazia.

RE RICCARDO
	Oh,  vero, buon Catesby! Digli di arruolare subito
	le forze pi numerose e potenti che riesce a raccogliere
	e che mi venga subito incontro a Salisbury.

CATESBY
	Vado. .Esce..

RATCLIFFE
	Ed io, con vostra licenza, che devo fare a Salisbury?

RE RICCARDO
	Perch, che cosa vorresti farci, prima che ci vada io?

RATCLIFFE
	Vostra Altezza m'ha detto di precederla immediatamente.

RE RICCARDO
	Ho cambiato idea.

.Entra Stanley conte di Derby..

				Stanley, che notizie mi porti?

STANLEY
	Nessuna buona, mio sovrano, che possa piacervi udire,
	ma neppure tanto cattiva da non poter esser riferita.

RE RICCARDO
	Ma guarda, un indovinello! N buona n cattiva...
	Che bisogno hai di girarci attorno tanto per le lunghe,
	quando puoi raccontare la tua storia nel modo pi diretto?
	Torno a domandartelo: che notizie?

STANLEY
	Richmond  sul mare.

RE RICCARDO
	Che ci affondi e il mare sia su lui...
	Vigliacco traditore! Che ci fa, l?

STANLEY
	Non lo so, possente sovrano, se non per congettura.

RE RICCARDO
	Ebbene, che cosa congetturi?

STANLEY
	Istigato da Dorset, Buckingham e Morton,
	egli punta sull'Inghilterra per rivendicarvi la corona.

RE RICCARDO
	 forse vuoto il trono? La spada non ha chi l'impugni?
	Il re  morto? L'impero  vacante?
	Quale erede di York c' in vita se non noi?
	E chi  re d'Inghilterra se non l'erede del grande York?
	Ditemi, dunque, che fa costui sul mare?

STANLEY
	Se non  per questo, signor mio, non so cosa pensare.

RE RICCARDO
	A meno che non venga per esser vostro sovrano,
	non sapete pensare perch venga il gallese.
	Ho paura che tu mi volterai la schiena e volerai da lui.

STANLEY
	No, mio buon signore; non diffidate, pertanto, di me.

RE RICCARDO
	Dove sono, allora, le tue truppe per ricacciarlo?
	Dove sono i tuoi fittavoli e i tuoi seguaci?
	Non si trovano forse sulla costa occidentale
	a scortare i ribelli dalle navi, al sicuro da ogni attacco?

STANLEY
	No, mio buon signore, i miei amici si trovano nel nord.

RE RICCARDO
	Amici freddi per me! Che ci stanno a fare al nord,
	quando dovrebbero servire il loro sovrano al sud?

STANLEY
	Non hanno ricevuto l'ordine, possente re.
	Vostra Maest si compiaccia di congedarmi
	ed io raduner i miei amici e raggiunger vostra Grazia,
	dove e quando piaccia a vostra Maest.

RE RICCARDO
	Gi, gi, te ne vorresti andare per unirti a Richmond
	ma non mi fido di te.

STANLEY
	Potentissimo sovrano,
	non avete ragione di considerare sospetta la mia amicizia.
	Non fui mai, n mai sar, sleale.

RE RICCARDO
	Va, allora, e raduna uomini... ma lasciati dietro
	tuo figlio George Stanley. Bada che il tuo cuore stia saldo,
	altrimenti la sicurezza della sua testa  assai precaria.

STANLEY
	Trattatelo come io mi dimostrer fedele a voi.
.Esce..

.Entra un messo..

MESSO
	Grazioso Sire, in questo momento nel Devonshire,
	son bene informato da amici,
	Sir Edward Courtney e l'altezzoso prelato
	il vescovo di Exeter, suo fratello maggiore,
	sono in armi, insieme a molti altri confederati.

.Entra un altro messo..

II MESSO
	Mio sovrano, nel Kent, i Guilford sono in armi
	e, ogni ora, si accalcano a gara nel campo dei ribelli, altri partigiani
	e le loro forze s'accrescono.

.Entra un altro messo..

III MESSO
	Monsignore, l'esercito del grande Buckingham...

RE RICCARDO
	Via, gufi! Nient'altro che annunci di morte?
.Lo percuote..
	Ecco, prenditi questo, finch non mi porterai notizie migliori.

III MESSO
	La notizia che devo dare a vostra Maest
	 che l'esercito di Buckingham  stato disperso e sparpagliato
	da improvvisi diluvi e inondazioni,
	ed egli stesso s'aggira solo e ramingo,
	nessuno sa dove.

RE RICCARDO
			Ti chiedo scusa;
	eccoti la mia borsa, per curarti di quella percossa.
	Qualche amico preveggente ha proclamato
	una mercede a chi arresti il traditore?

III MESSO
	Il proclama  stato bandito, monsignore.

.Entra un altro messo..

IV MESSO
	Sir Thomas Lovell e il marchese di Dorset,
	si dice, mio sovrano, che siano in armi nello Yorkshire;
	ma porto a vostra Altezza questa buona notizia consolante:
	la flotta bretone  sbandata dalla tempesta.
	Richmond, nel Devonshire, mand a riva una barca
	per domandare a quelli che stavano sulla spiaggia
	se erano o no suoi sostenitori.
	Ed essi gli risposero che venivano da parte di Buckingham
	per la sua causa. Al che egli, diffidando, lev le vele e
	fece di nuovo rotta per la Bretagna.

RE RICCARDO
	In marcia, in marcia; giacch siamo in armi,
	se non per batterci contro nemici stranieri
	almeno per schiacciare questi ribelli nostrani.

.Entra Catesby..

CATESBY
	Mio sovrano, il duca di Buckingham  stato preso:
	questa  la notizia migliore. Che il conte di Richmond
	 sbarcato a Milford con un potente esercito
	 un annuncio meno confortante, eppure lo si deve dare.

RE RICCARDO
	In marcia verso Salisbury! Mentre qui discutiamo,
	potrebbe esser vinta o persa una magnifica battaglia.
	Qualcuno provveda a che Buckingham sia tradotto
	a Salisbury; gli altri marcino con me.
.Squillo di trombe. Escono..

/:/Scena V


.Entrano Stanley, conte di Derby e Sir Christopher .[.Urswick.].

STANLEY
	Sir Christopher, dite questo a Richmond, da parte mia:
	che nel brago del ferocissimo cinghiale
	mio figlio Giorgio  chiuso ad ingrassare;
	se mi rivolto, la testa del mio giovane Giorgio parte;
	questo timore mi trattiene dal fornirgli aiuti immediati.
	Vattene, perci; salutami il tuo signore;
	digli insieme che la regina ha consentito di cuore
	al suo sposalizio con sua figlia Elizabeth.
	Ma dimmi, dove si trova adesso il principe di Richmond?

CHRISTOPHER
	A Pembroke, o a Ha'rfordwest, nel Galles.

STANLEY
	Quali persone conosciute fanno capo a lui?

CHRISTOPHER
	Sir Walter Herbert, famoso soldato,
	Sir Gilbert Talbot, Sir William Stanley,
	Oxford, il formidabile Pembroke, Sir James Blunt,
	e Rice ap Thomas, con una squadra di valorosi,
	e molti altri di gran nome e merito;
	e verso Londra essi dirigono le loro forze,
	a meno che non siano, strada facendo, impegnati in combattimento.

STANLEY
	Bene, affrettati dal tuo signore; gli bacio la mano.
	La mia lettera lo sincerer sulle mie intenzioni.
	Addio.
.Escono..



/:/ATTO V



.Scena I


.Entra uno sceriffo con Alabardieri,. [.e.]. Buckingham condotto al patibolo..

BUCKINGHAM
	Dunque, re Riccardo si rifiuta di lasciare che gli parli?

SCERIFFO
	 cos, mio buon signore; perci abbiate pazienza.

BUCKINGHAM
	Hastings e voi, figli di Edoardo, voi Grey e Rivers,
	e tu, santo re Enrico e il tuo diletto figlio Edward,
	tu, Vaughan, e tutti coloro che sono periti
	per occulta, corrotta e nefanda iniquit -
	se l'anime vostre, corrucciate e inquiete
	osservano dal cielo l'ora presente,
	irridete, per vendetta, alla mia rovina.
	Amico, oggi  il giorno dei Morti, non  vero?

SCERIFFO
	S.

BUCKINGHAM
	Ebbene, il giorno dei Morti  dunque il giorno del giudizio del mio corpo.
	Questo  il giorno che, mentre era ancora in vita Edoardo,
	m'augurai d'aver in sorte quando fossi venuto meno
	alla fede data ai suoi figli e ai congiunti di sua moglie.
	Questo  il giorno che auspicai a me stesso, augurandomi
	che mi tradisse l'amico di cui pi mi fidavo.
	Questo, questo giorno dei Morti, per l'anima mia atterrita
	 il termine prestabilito delle mie iniquit.
	Quel supremo Onniveggente di cui mi feci beffe
	m'ha ritorto sul capo la mia falsa invocazione
	e m'ha dato sul serio ci ch'io chiesi per burla.
	Cos egli costrinse le spade dei malvagi
	a rivolger le loro punte contro il petto di chi l'impugna.
	Cos la maledizione di Margherita piomba pesante sul mio collo:
	"Quando egli", disse, "ti spezzer il cuore dal dolore,
	ricordati di Margherita che te l'aveva vaticinato!"
	Andiamo, guardie, menatemi al ceppo della vergogna;
	al delitto non tocca che il delitto, e all'infamia l'infamia.
.Esce con le guardie..

/:/Scena II


.Entrano Richmond, Oxford, Blunt, Herbert ed altri, con tamburi e bandiere..

RICHMOND
	Compagni d'arme ed amici fedelissimi
	feriti dal giogo della tirannia,
	fin qui abbiamo marciato
	inoltrandoci senza impedimenti nelle viscere del paese;
	e qui riceviamo dal nostro patrigno Stanley
	un messaggio di valido sostegno e di incoraggiamento.
	Lo sciagurato cinghiale, micidiale e usurpatore,
	che ha devastato i vostri campi e le vostre vigne feraci,
	tracanna come pastone il vostro sangue caldo e insedia il suo truogolo
	nei vostri petti dilaniati - questo immondo maiale
	si trova in questo momento, a quanto apprendiamo,
	al centro di quest'isola, presso la citt di Leicester.
	Da qui, Tamworth, a l c' soltanto un giorno di marcia.
	Nel nome di Dio, avanziamo animosamente, amici coraggiosi,
	a mietere il raccolto d'una pace permanente,
	con quest'unica sanguinosa prova di crudele guerra.

OXFORD
	La coscienza di ciascuno di noi vale mille uomini,
	per combattere contro questo infame assassino.

HERBERT
	Non dubito che i suoi amici passeranno dalla nostra parte.

BLUNT
	Egli non ha amici all'infuori di chi lo  per paura,
	e che l'abbandoner nel suo estremo bisogno.

RICHMOND
	Tutto gioca a nostro favore; marciamo, dunque, in nome di Dio.
	La speranza verace  rapida e vola con ali di rondine:
	tramuta in numi i re ed in re gli esseri pi modesti.
.Escono..

/:/Scena III


.Entra re Riccardo in armi, con Norfolk, Ratcliffe e il conte di
	Surrey, con altri..

RE RICCARDO
	Qui, piantate la nostra tenda proprio qui, sul campo di Bosworth.
[.la tenda di Riccardo  rizzata su un lato della scena.].
	Monsignore di Surrey, perch avete un'aria cos grave?

SURREY
	Il mio cuore  dieci volte pi lieve del mio aspetto.

RE RICCARDO
	Monsignore di Norfolk.

NORFOLK
				Eccomi, graziosissimo sire.

RE RICCARDO
	Norfolk, voleranno botte, eh, non  vero?

NORFOLK
	Ne daremo e ne prenderemo, mio amato signore.

RE RICCARDO
	Tirate su la mia tenda! Stanotte mi coricher qui...
	Ma dove, domani? Be',  tutt'uno, quanto a questo.
	Chi ha avvistato quanti sono i traditori?

NORFOLK
	Sei o sette mila al massimo, saranno le loro forze.

RE RICCARDO
	Ebbene, il nostro schieramento  tre volte quel numero!
	Inoltre, il nome del re  una colonna di forza
	che manca a quelli della fazione avversa.
	Su con la tenda! Andiamo, nobili amici,
	ispezioniamo il terreno per una posizione vantaggiosa;
	chiamate uomini esperti che ci diano i loro lumi;
	non trascuriamo la disciplina e non attardiamoci in rinvii,
	giacch domani, signori, ci sar un bel da fare!
[.La tenda  ormai pronta.]. .Escono .[.da una porta.].

.Entrano .[.da un'altra porta.] .Richmond, Sir William Brandon, Oxford e Herbert. [.Blunt ed altri, che rizzano la tenda di Richmond dall'altro lato del palcoscenico.].

RICHMOND
	Il sole affaticato ha avuto un tramonto d'oro
	e, con la scia luminosa del suo carro infocato,
	d pegno d'una bella giornata, domani.
	Sir William Brandon, voi porterete il mio stendardo.
	Monsignore di Oxford, voi, Sir William Brandon,
	e voi, Sir Walter Herbert, restate con me;
	il conte di Pembroke rimane col suo reggimento...
	Caro capitano Blunt, portategli la mia buonanotte
	e per le due del mattino
	pregate il conte di venir nella mia tenda.
	Ancora una cosa, mio buon capitano, fate per me:
	sapete dov' acquartierato lord Stanley?

BLUNT
	Se non mi sono sbagliato di grosso sulle sue insegne, come
	son sicuro di non aver fatto,
	il suo reggimento staziona almeno mezzo miglio
	a sud dell'esercito potente del re.

RICHMOND
	Se  possibile, senza rischio,
	caro Blunt, trova qualche maniera conveniente per parlargli,
	e per dargli da parte mia questo messaggio indispensabile.

BLUNT
	Monsignore, a costo della vita, m'incaricher di ci;
	perci Dio vi conceda, stanotte, un tranquillo riposo.

RICHMOND
	Buona notte, buon capitano Blunt. [.Esce Blunt.].
	Portatemi un po' di inchiostro e di carta nella tenda;
	voglio tracciare una pianta del nostro schieramento;
	assegnare ad ogni comandante il suo incarico personale
	e distribuire in giusta proporzione le nostre modeste forze.
	Suvvia, signori:
	teniamo consiglio sul da fare di domani;
	entrate nella mia tenda; l'aria  cruda e pungente.
[.Richmond, Brandon, Oxford e Herbert.] .si ritirano nella tenda. .[.Gli altri escono.].

.Entrano re Riccardo, Ratcliffe, Norfolk e Catesby .[.con soldati del seguito.].

RE RICCARDO
	Che ora ?

CATESBY
	 ora di cena, monsignore; sono le nove.

RE RICCARDO
	Stasera non cener. Datemi carta e inchiostro.
	Dunque, la visiera del mio elmo  stata aggiustata?
	Ed  stata messa nella tenda tutta la mia armatura?

CATESBY
	S, mio sovrano, ogni cosa  pronta.

RE RICCARDO
	Mio buon Norfolk, affrettati alla tua postazione;
	scegli sentinelle fidate e vigila attentamente.

NORFOLK
	Vado, monsignore.

RE RICCARDO
	Alzati con l'allodola domattina, nobile Norfolk.

NORFOLK
	Non dubitate, monsignore. .Esce..

RE RICCARDO
	Catesby!

CATESBY
	Monsignore!

RE RICCARDO
		Spedisci un araldo d'armi al reggimento di Stanley.
	Digli che venga con le sue truppe prima della levata del sole,
	se non vuole che suo figlio George cada
	nella cieca caverna della notte eterna [.Esce Catesby.].
	Riempitemi una coppa di vino. Datemi una candela.
	Sellate il bianco Surrey per la battaglia di domani;
	badate che le mie lance siano robuste e non troppo pesanti.
	Ratcliffe!

RATCLIFFE
	Monsignore!

RE RICCARDO
	Hai visto il mesto lord Northumberland?

RATCLIFFE
	Il conte di Surrey, Thomas, ed egli stesso,
	verso l'ora in cui si chiudono i polli, percorrevano l'esercito
	da schiera a schiera, incoraggiando i soldati.

RE RICCARDO
	Bene, son soddisfatto. Dammi una coppa di vino.
	Non mi sento quella alacrit di spirito
	n quella gaiezza d'animo che mi era abituale.
	Mettila l. Son pronti carta e inchiostro?

RATCLIFFE
	S, monsignore.

RE RICCARDO
			Di' alla guardia di vigilare; lasciatemi.
	Ratcliffe, verso la mezza notte vieni nella mia tenda
	ed aiutami ad armarmi. Lasciatemi, dico.
.Esce Ratcliffe.. [.Riccardo si ritira nella tenda. I soldati del seguito montano di guardia.].

.Entra nella tenda di Richmond il conte di Derby, Stanley..

STANLEY
	La fortuna e la vittoria si posino sul tuo elmo!

RICHMOND
	Ogni conforto che la buia notte possa fornire
	accompagni la tua persona, mio nobile patrigno.
	Dimmi, come sta la nostra affettuosa madre?

STANLEY
	Ti benedico, per procura, a nome di tua madre,
	che prega costantemente per il bene di Richmond.
	Tanto basti, di ci. Le ore del silenzio scorrono furtive
	e la tenebra squamosa si dirada ad Oriente.
	In breve, poich il momento ce lo ingiunge,
	prepara le tue forze per domattina presto
	ed affida la tua fortuna all'arbitraggio
	di sanguinosi fendenti e della guerra dal volto letale.
	Io, come posso - ci che vorrei, non posso -
	guadagner tempo nel modo pi profittevole
	e t'aiuter in questo incerto scontro d'armi.
	Ma non posso spingermi troppo dalla parte tua,
	per evitare che tuo fratello, il giovane George,
	sia giustiziato sotto gli occhi di suo padre.
	Addio; la mancanza di agio e l'ora pericolosa
	troncano le formule cerimoniose dell'affetto
	e lo scambio disteso di dolci espressioni,
	su cui vorrebbero indugiare amici da tanto separati.
	Dio ci conceda il tempo per questi riti d'amore.
	Di nuovo, addio: sii prode e buona fortuna.

RICHMOND
	Gentili signori, riaccompagnatelo al suo reggimento.
	Malgrado i pensieri preoccupanti, io mi sforzer di appisolarmi,
	affinch il plumbeo sonno, domani non mi schiacci,
	proprio quando dovrei levarmi con ali vittoriose.
	Ancora una volta, buona notte, gentili nobili e signori.
.Escono .[.Stanley, Brandon, Oxford e Herbert.].
	[.S'inginocchia.] O tu, di cui mi considero qui capitano,
	contempla con occhio benevolo le mie forze;
	metti loro in mano i ferri contundenti della tua ira,
	che con grave colpo possano abbattersi
	sugli elmi usurpatori dei nostri avversari;
	fa di noi i ministri della tua punizione,
	sicch possiamo lodarti nella vittoria.
	Affido a Te la mia vigile anima
	prima di chiudere le finestre degli occhi:
	nel sonno e nella veglia, oh, difendimi, sempre!
[.S'alza, si ritira nella tenda e si corica.]. .Dorme.

Entra lo spettro del giovane principe Edward, figlio d'Enrico VI..

SPETTRO DI EDWARD .a re Riccardo.
	Possa io domani opprimere col mio peso la tua anima.
	Pensa a come mi pugnalasti a Tewkesbury
	nel fior degli anni. Dispera, perci e muori.
	.A Richmond. Sta' di buon animo, Richmond, poich le anime offese
	dei principi massacrati si battono per te.
	La prole di re Enrico, Richmond ti fa coraggio. [.Esce.].

.Entra lo spettro di re Enrico VI..

SPETTRO DI ENRICO .a re Riccardo.
	Quando fui mortale, il mio
	lo crivellasti di fori letali. corpo consacrato
	Pensa alla Torre ed a me; dispera e muori;
	.A Richmond. Virtuoso e santo, sii vincitore:
	Arrigo, che vaticin che saresti stato re
	t'incoraggi, nel sonno. Vivi e prospera. [.Esce.].

.Entra lo spettro di Clarence..

SPETTRO DI CLARENCE .a re Riccardo.
	Possa io opprimere col mio peso domani la tua anima...
	Io che fui ucciso e immerso in vino disgustoso,
	il misero Clarence, tradito mortalmente dalla tua perfidia -
	pensa domani a me nel combattimento
	e la tua spada cada col filo smussato; dispera e muori.
	.A Richmond. Progenie della Casa di Lancaster,
	gli eredi oltraggiati di York pregano per te.
	Angeli benefici proteggano le tue truppe; vivi e prospera.
[.Esce.].

.Entrano gli spettri di Rivers, Grey e Vaughan..

SPETTRO DI RIVERS [.a re Riccardo.]
	Possa domani opprimere col mio peso la tua anima.
	Sono Rivers che mor a Pomfret; dispera e muori.

SPETTRO DI GREY [.a re Riccardo.]
	Pensa a Grey e l'anima tua disperi.

SPETTRO DI VAUGHAN [.a re Riccardo.]
	Pensa a Vaughan e, per il terrore della tua colpa,
	lascia cader la lancia; dispera e muori.

TUTTI .a Richmond.
	Svegliati e pensa che tutte l'iniquit commesse
	da Riccardo su noi graveranno sul suo petto e lo porteranno alla sconfitta:
	svegliati e vinci la giornata. [.Escono.].

.Entra lo spettro di Hastings..

SPETTRO DI HASTINGS [.a re Riccardo.]
	Sanguinario e criminale, svegliati dai tuoi delitti
	e finisci i tuoi giorni in una cruenta battaglia
	Pensa a lord Hastings, dispera e muori.
	.A Richmond. Spirito tranquillo e sereno, svegliati, svegliati:
	armati, combatti e vinci per la causa della bella Inghilterra.
[.Esce.].

.Entrano gli spettri dei due principini..

SPETTRI .a Riccardo.
	Sogna dei tuoi nipoti soffocati nella Torre:
	che non si possa, Riccardo, pesare come piombo sul tuo petto
	e schiacciarti nella rovina, nella vergogna e nella morte;
	le anime dei tuoi nipoti ti ingiungono di disperare e morire.
	.A Richmond. Dormi, Richmond, dormi in pace e svegliati nella gioia;
	angeli benigni ti proteggano dagli attacchi del cinghiale.
	Vivi e genera una stirpe felice di re;
	i figli sventurati di Edoardo ti incitano a prosperare.
[.Escono.].

.Entra lo spettro di lady Anne, sua moglie..

SPETTRO DI ANNE .a re Riccardo.
	Riccardo, tua moglie, la sventurata Anne,
	tua moglie che non ha dormito con te un'ora sola tranquilla,
	adesso riempie d'angoscia il tuo sonno.
	Domani in battaglia pensa a me
	e cada la tua spada dal filo smussato: dispera e muori.
	.A Richmond. Anima tranquilla, dormi un sonno tranquillo;
	sogna il successo e una felice vittoria.
	La moglie del tuo avversario prega per te. [.Esce.].

.Entra lo spettro di Buckingham..

SPETTRO DI BUCKINGHAM .a re Riccardo.
	Fui il primo ad aiutarti ad acquistare la corona.
	Fui l'ultimo a subire la tua tirannia.
	Oh, nel combattimento, pensa a Buckingham
	e muori nel terrore delle tue colpe.
	Continua a sognare, sogna di azioni sanguinarie e di morte;
	mancandoti il respiro, dispera; disperando, rendi lo spirito.
	.A Richmond. Morii nella speranza, prima di poterti prestar aiuto;
	ma fatti animo e non lasciarti sgomentare.
	Dio e angeli benigni si battono a fianco di Richmond;
	e Riccardo cada, al vertice del suo orgoglio. [.Esce.].
.Riccardo si sveglia dal sogno con un sobbalzo..

RE RICCARDO
	Datemi un altro cavallo! Fasciatemi le ferite!
	Ges, misericordia!.. Piano, non  stato che un sogno.
	O coscienza vigliacca, come mi tormenti!
	Le luci ardono azzurre;  mezzanotte fonda.
	Fredde stille di spavento coprono la mia carne tremante.
	Di che cosa ho paura? Di me stesso? Non c' nessun altro presente.
	Riccardo ama Riccardo, cio, io sono ben io.
	C' forse un assassino qui? No. S, lo sono io!
	Fuggi, allora. Come, da me stesso? Ne avrei una buona ragione,
	per non vendicarmi? Come, io di me stesso?
	Ahim, io amo me stesso. Perch? Per qualche bene
	ch'io abbia fatto a me stesso?
	O no, ahim, se mai odio me stesso,
	per le azioni odiose che ho commesso.
	Sono uno scellerato... oppure mento, non lo sono!
	Sciocco, parla bene di te stesso! Sciocco, non ti lusingare.
	La mia coscienza ha mille lingue diverse,
	ciascuna delle quali racconta una diversa storia
	ed ogni storia mi condanna come scellerato:
	spergiuro, spergiuro, al massimo grado;
	assassino, feroce assassino, al grado pi atroce;
	tutte le diverse colpe, commesse tutte in ogni grado,
	s'accalcano alla sbarra, gridando tutte: "Colpevole, colpevole!"
	Finir disperato. Non c' creatura che m'ami,
	e, se muoio, nessuna anima avr piet di me...
	E perch dovrebbe, dato che io stesso
	non trovo in me piet alcuna verso me stesso?
	M' parso che tutte l'anime di quelli che ho trucidato
	venissero alla mia tenda, ed ognuna minacciasse
	per domani vendetta sulla testa di Riccardo.

.Entra Ratcliffe..

RATCLIFFE
	Monsignore!

RE RICCARDO
	Per le piaghe di Dio! Chi  l?

RATCLIFFE
	Ratcliffe, mio signore, sono io. Il mattiniero gallo del villaggio
	ha gi due volte salutato l'alba.
	I vostri amici sono in piedi ed indossano le armature.

RE RICCARDO
	O Ratcliffe, ho fatto un sogno spaventoso!
	Che credi... rimarranno tutti fedeli i nostri amici?

RATCLIFFE
	Senza dubbio, mio signore.

RE RICCARDO
				O Ratcliffe, ho paura, ho paura!

RATCLIFFE
	No, mio buon signore, non abbiate paura delle ombre!

RE RICCARDO
	Per l'apostolo Paolo, delle ombre stanotte
	hanno suscitato pi terrore nell'anima di Riccardo
	di quanto possa farlo la realt di diecimila fanti
	armati di tutto punto e guidati da quella nullit di Richmond.
	Non  ancora giorno; andiamo, vieni con me;
	star a origliare facendo il giro delle nostre tende,
	per vedere se qualcuno si prepara ad abbandonarmi.
.Escono Riccardo e Ratcliffe..

.Entrano i Nobili da Richmond seduto nella sua tenda..

NOBILI
	Buon giorno, Richmond.

RICHMOND
	Vi chiedo scusa, nobili Pari e vigili gentiluomini,
	che abbiate qui sorpreso un pigro dormiglione.

I NOBILE
	Come avete dormito, monsignore?

RICHMOND
	Dal momento che mi lasciaste, signori miei,
	ho avuto il sonno pi dolce e i sogni di pi buon augurio
	che abbiano mai visitato una testa assopita.
	M' parso che le anime dei corpi assassinati da Riccardo
	venissero nella mia tenda e cantassero vittoria.
	V'assicuro che il mio spirito esulta
	al ricordo d'un sogno cos bello.
	Signori, a che punto del mattino siamo?

I NOBILE
	Sono quasi le quattro.

RICHMOND
	 dunque ora d'armarsi e di emanare gli ordini.
[.Esce dalla tenda.].

.La sua orazione ai soldati..

	Oltre a ci che ho detto, miei fedeli compatrioti,
	la ristrettezza e la tirannia del tempo
	mi vietano d'indugiare. Tuttavia, ricordatevi di questo:
	Dio e la nostra giusta causa combattono al nostro fianco;
	ci si ergono di fronte, come sublimi baluardi,
	le preghiere di santi in cielo e di anime offese.
	Tranne Riccardo, quelli contro cui ci battiamo
	preferirebbero che vincessimo noi piuttosto che il loro condottiero.
	Poich chi  colui che essi seguono? In realt, signori,
	un tiranno e un assassino sanguinario,
	uno allevato nel sangue e nel sangue insediato al trono;
	uno che s' creato sostegni per impadronirsi di ci che possiede
	e che ha massacrato quelli che sono stati sostegni alla sua conquista.
	Un'ignobile, immonda pietra, resa preziosa soltanto dal castone
	del trono d'Inghilterra su cui  iniquamente salito;
	uno che  sempre stato nemico di Dio.
	Allora, se combattete contro il nemico di Dio
	 giusto che Dio vi protegga come suoi soldati;
	se ora sudate per abbattere un tiranno,
	dormirete in pace, una volta ucciso il tiranno;
	se vi battete in difesa delle vostre mogli,
	le vostre mogli vi accoglieranno a casa come vincitori;
	se liberate i vostri figli dalla spada,
	i figli dei vostri figli vi compenseranno nella vecchiaia.
	Dunque, nel nome di Dio e di tutti questi diritti,
	alzate le vostre bandiere, sguainate, pronte, le spade!
	Quanto a me, il riscatto della mia audace impresa
	sar il mio freddo cadavere sulla fredda faccia della terra;
	ma se la fortuna m'arride, degli acquisti della mia impresa
	avr parte l'ultimo fra voi.
	Tamburi e trombe, sonate arditi e lieti!
	Dio e San Giorgio! Richmond e vittoria!
[.Escono Richmond e seguaci.].

.Entra re Riccardo, Ratcliffe e .[.soldati.].

RE RICCARDO
	Che cosa ha detto di Richmond Northumberland?

RATCLIFFE
	Che non  stato mai istruito nelle armi.

RE RICCARDO
	Ha detto la verit. E allora che ha detto Surrey?

RATCLIFFE
	Ha sorriso ed ha detto: "Tanto meglio per il nostro scopo".

RE RICCARDO
	Aveva ragione, ed infatti  cos.
.Batte l'orologio..
	Contate l'ore dell'orologio! Dammi un almanacco.
	Chi ha visto il sole, oggi?

RATCLIFFE
				Io no, monsignore.

RE RICCARDO
	Allora, non si degna di splendere, giacch, secondo il libro,
	avrebbe dovuto brillare da un'ora, a oriente.
	Sar per qualcuno una giornata nera.
	Ratcliffe!

RATCLIFFE
	Monsignore?

RE RICCARDO
			Il sole oggi non si fa vedere!
	Il cielo guarda imbronciato e buio il nostro esercito:
	vorrei che queste lacrime di rugiada scomparissero dal suolo.
	Non splende, oggi? Ebbene, che importa a me
	pi che a Richmond? Visto che lo stesso cielo
	accigliato su me, guarda con occhio triste anche lui.

.Entra Norfolk..

NORFOLK
	Armatevi, armatevi, monsignore; il nemico irrompe sul campo.

RE RICCARDO
	Avanti, avanti, presto! Mettete la gualdrappa al mio cavallo.
	Mandate a chiamare lord Stanley; ordinategli d'accostarsi con le sue forze.
	Io guider i miei soldati alla pianura,
	e questa sar la formazione delle truppe:
	l'avanguardia si disporr tutta per il lungo,
	composta in parti uguali di cavalleria e di fanteria;
	gli arcieri saranno collocati al centro.
	John, duca di Norfolk e Thomas, conte di Surrey,
	saranno a capo di questa fanteria e cavalleria;
	ad esse, sotto la loro direzione, seguiremo noi
	col grosso delle forze, appoggiati, d'ambedue i lati,
	alle ali, dalla nostra cavalleria scelta.
	Cos sia, e San Giorgio ci assista. Che ne pensi, Norfolk?

NORFOLK
	Ottimo piano, mio bellicoso sovrano.
.Gli mostra un foglio..
	Questo l'ho trovato stamane nella mia tenda.

RE RICCARDO [.Legge.]
	"Gianni di Norfolk, non far tanto il dritto,
	ch il tuo padron Riccardo  bello che fritto."
	 un'invenzione del nemico.
	Andate, signori, ciascuno al suo incarico!
	I nostri spiriti non siano atterriti da sogni pettegoli:
	la coscienza non  altro che una parola usata dai vigliacchi
	ed inventata in origine per tener in soggezione i forti.
	Le nostre armi possenti siano la nostra coscienza, le spade
	la nostra legge. In marcia! Coraggiosamente uniti!
	Avanziamo nel fitto della mischia
	se non per il cielo, allora, tenendoci per mano, per l'inferno!

.La sua orazione all'esercito..

	Che altro debbo dire, dopo quanto ho gi dichiarato?
	Rammentate con chi avete a che fare:
	una masnada di vagabondi, birbanti e transfughi,
	una schiuma di Bretoni e di vili contadini parassiti
	che il loro paese straziato vomita
	per avventure temerarie e sicura distruzione.
	A voi che dormite in pace, essi recano scompiglio;
	voi possedete terre e siete allietati da belle mogli,
	e costoro vorrebbero espropriarvi delle une e stuprare le altre.
	E chi  che li guida se non un figuro spregevole,
	mantenuto a lungo in Bretagna a spese di nostro fratello?
	Uno smidollato! Uno che mai in vita sua
	ha provato tanto freddo quanto i suoi scarponi da neve.
	Ricacciamo questi sbandati a frustate di l dal mare,
	spazziamo via a nerbate questi straccioni arroganti di Francia,
	questi accattoni, affamati, stanchi di vivere -
	che, non fosse stato il sogno di questa impresa insensata,
	si sarebbero impiccati, miseri ratti, per mancanza di mezzi.
	Se dobbiamo esser vinti, ci vincano degli uomini!
	E non questi bastardi bretoni, che i nostri padri
	hanno battuto sulla loro stessa terra, pestato e tartassato,
	lasciandoli nella storia eredi della vergogna.
	Dovranno costoro godersi le nostre terre? Giacere con le nostre spose?
	Violentare le nostre figlie? .Tamburo in lontananza..
				Udite, sento i loro tamburi
	Combattete, signori d'Inghilterra! Combattete, arditi cavalieri!
	Tendete, arcieri, tendete i vostri archi alla cocca!
	Spronate a fondo i vostri superbi cavalli, sino a farli
	Spaurite il cielo con le vostre lance spezzate! sanguinare!

.Entra un messo..

	Che dice lord Stanley? Vuole o no portarmi le sue truppe?

MESSO
	Monsignore, egli si rifiuta di venire.

RE RICCARDO
	Si mozzi il capo al figlio George!

NORFOLK
	Monsignore, il nemico ha superato la palude!
	George Stanley muoia dopo la battaglia!

RE RICCARDO
	Mille cuori mi pulsano forti nel petto.
	Avanzino gli stendardi! Date addosso ai nemici!
	Il nostro antico grido di guerra, "bel San Giorgio",
	ci ispiri il furore di draghi infocati!
	Addosso! La vittoria  posata sui nostri elmi.
.Escono..

/:/Scena IV


.Clamori marziali. Scorrerie. Entrano .[.Norfolk e soldati, poi dall'altra porta.] .Catesby..

CATESBY
	Soccorso! Monsignore di Norfolk, soccorso, soccorso!
	Il re fa prodigi sovrumani,
	sfidando ad oltranza ogni avversario.
	Gli hanno ucciso il cavallo, ed egli si batte a piedi,
	cercando Richmond nella gola della morte.
	Soccorso, nobile signore, o la giornata  persa.
[.Escono Norfolk e soldati.].

.Allarmi. Entra re Riccardo..

RE RICCARDO
	Un cavallo un cavallo! il mio regno per un cavallo!

CATESBY
	Ritiratevi, monsignore; v'aiuter io a trovar un cavallo!

RE RICCARDO
	Vigliacco! Ho puntato la mia vita su una giocata,
	e accetter il rischio del dado.
	Credo che ci siano sei Richmond sul campo:
	cinque ne ho uccisi oggi, invece di lui.
	Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!
[.Escono.].

/:/Scena V


.Clamori. Entrano re Riccardo e Richmond; si battono. Riccardo rimane ucciso;  suonata la ritirata .[.esce Richmond; il corpo di Riccardo  portato via.].. Fanfara. Entrano Richmond, Stanley conte di Derby, con la corona in mano, assieme ad altri nobili .[.e soldati.].

RICHMOND
	Dio e le nostre armi siano lodati, amici vittoriosi:
	la giornata  nostra; il cane sanguinario  morto.

STANLEY
	Prode Richmond, hai bene assolto il tuo compito!
	[.presentandogli la corona.] Ecco qui, questa corona regale, da troppo tempo usurpata,
	ho strappato dalle tempie esanimi di questo infame scellerato,
	per ornare la tua fronte.
	Portala, godine e fanne gran conto.

RICHMOND
	Gran Dio del Cielo, di Amen a tutto questo!
	Ma, ditemi,  ancora in vita il giovane Stanley?

STANLEY
	S, monsignore, e al sicuro nella citt di Leicester,
	dove, se vi piace, possiamo ora ritirarci.

RICHMOND
	Quali combattenti di fama sono caduti dalle due parti?

STANLEY
	John, duca di Norfolk, Walter, lord Ferrers;
	Sir Robert Brakenbury e Sir William Brandon.

RICHMOND
	Dategli la sepoltura che spetta alla loro nascita.
	Proclamate un indulto ai disertori
	che torneranno sotto la nostra autorit.
	E poi, come abbiamo solennemente giurato,
	uniremo la rosa bianca e la rossa.
	Sorridi, cielo, a questa leggiadra congiunzione,
	dopo aver mirato per tanto tempo accigliato le loro ostilit.
	C' qualche traditore che m'ascolta e non dice Amen?
	L'Inghilterra  stata a lungo dissennata ed ha infierito contro se stessa:
	il fratello ha versato ciecamente il sangue del fratello;
	il padre ha insensatamente massacrato il proprio figlio;
	il figlio  stato costretto a farsi macellaio del padre.
	Tutto questo divise York e Lancatser - divisi nella loro crudele rivalit. -
	Oh, adesso, Richmond ed Elizabeth, entrambi
	autentici successori di ciascuna delle Case reali,
	si congiungano per fausto decreto di Dio,
	e i loro eredi, Dio, se tale  il tuo volere,
	arricchiscano l'avvenire con la pace dal volto disteso,
	con ridente abbondanza e giorni radiosi di prosperit.
	Grazioso Signore, spunta il ferro dei traditori
	che vorrebbero far tornare questi giorni cruenti
	e far piangere torrenti di sangue alla misera Inghilterra.
	Quanti vorrebbero dilaniare col tradimento la pace di questa terra leggiadra,
	possano non vivere s da gustarne i frutti futuri.
	Ora le ferite domestiche sono chiuse; torna a vivere la pace.
	Che possa qui vivere a lungo, Dio dica Amen.
.Escono..

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