"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Re Lear
Traduzione di Agostino Lombardo


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



LEAR, .Re di Britannia.
RE DI FRANCIA
DUCA DI BORGOGNA
DUCA DI CORNOVAGLIA, .marito di Regan.
DUCA DI ALBANY, .marito di Goneril.
CONTE DI KENT
CONTE DI GLOUCESTER
EDGAR, .figlio di Gloucester.
EDMUND, .figlio bastardo di Gloucester.
CURAN, .cortigiano.
OSWALD, .maggiordomo di Goneril
Vecchio, fittavolo di Gloucester
Dottore
Matto
Ufficiale, al servizio di Edmund
Gentiluomo, al servizio di Cordelia
Araldo
Servi di Cornovaglia.
GONERIL, .figlia di Lear.
REGAN, .figlia di Lear.
CORDELIA, .figlia di Lear.

.Cavalieri al seguito di Lear, ufficiali, messaggeri, soldati, e servi.

Scena: .Britannia.

/:/ATTO I



.Scena I


(.Sala nel palazzo di Re Lear..)

.Entrano Kent, Gloucester e Edmund..

KENT
Credevo che il Re avesse pi considerazione per il duca di Albany che per il Cornovaglia.

GLOUCESTER
A noi era sempre parso cos. Ma ora, nella divisione del regno, non  chiaro quale dei Duchi egli valuti di pi: le parti sono cos equilibrate che nemmeno l'esame pi minuzioso riesce a far preferire all'uno quella dell'altro.

KENT
Questo non  vostro figlio, mio signore?

GLOUCESTER
Il suo allevamento, signore,  stato a mio carico: sono diventato rosso tante volte nel riconoscerlo, che ormai ci ho fatto l'abitudine.

KENT
Non riesco a concepirlo.

GLOUCESTER
La madre del giovanotto ci riusc, signore. Dopo di che le venne la pancia ed ebbe un figlio per la culla, signore, prima d'avere un marito per il letto. Annusate odore di colpa?

KENT
Non posso augurarmi che la colpa svanisca, dato che il prodotto  cos buono.

GLOUCESTER
Ma ho anche un figlio in regola con la legge, signore, di circa un anno pi anziano, che non per questo mi  pi caro. Sebbene questo furfante sia venuto al mondo un po' troppo alla svelta, prima d'essere stato chiamato, tuttavia sua madre era una bellezza. Ce la spassammo nel farlo, e il figlio di puttana va riconosciuto. Edmund, sai chi  questo nobiluomo?

EDMUND
No, mio signore.

GLOUCESTER
 il signore di Kent. D'ora in avanti consideralo mio amico e uomo d'onore.

EDMUND
I miei servigi a Vostra Signoria.

KENT
Vi avr caro e vorr conoscervi meglio.

EDMUND
Mi sforzer di meritarlo, signore.

GLOUCESTER
 stato fuori nove anni e andr via di nuovo. Ecco il Re.

.Squilli di tromba. Entra un cortigiano che porta una corona. Entrano poi Re Lear, Cornovaglia, Albany, Goneril, Regan, Cordelia e il seguito..

LEAR
	Gloucester, intrattieni i signori di Francia e di Borgogna.

GLOUCESTER
	Vado, mio Re. (.Escono Gloucester e Edmund..)

LEAR
	Noi nel frattempo riveleremo il nostro
	proposito pi oscuro. Datemi quella mappa.
	Sappiate che il nostro regno noi lo abbiamo
	diviso in tre - ed  nostro fermo intento
	scrollare tutte le incombenze e le cure
	dai nostri vecchi anni per affidarle a forze
	pi giovani, mentre noi, leggeri,
	strisciamo verso la morte. Tu,
	nostro figlio di Cornovaglia, e tu,
	non meno amato figlio di Albany,
	 nostra salda volont in quest'ora
	di render pubbliche le diverse doti
	delle nostre figlie, s da prevenire
	ogni disputa futura. I principi
	di Francia e di Borgogna, grandi rivali
	nell'amore della nostra figlia pi giovane,
	a lungo nella nostra corte hanno protratto
	il loro soggiorno d'amore e qui
	debbono avere una risposta. Ditemi,
	figlie mie (poich noi ora ci spogliamo
	del potere, d'ogni interesse
	di territorio, delle cure dello stato),
	quale di voi diremo che ci ama di pi,
	s che la nostra maggior munificenza vada
	dove la natura col merito gareggia?
	Goneril, primogenita nostra, parla tu per prima.

GONERIL
	Signore, io vi amo pi di quanto
	la parola possa dire, pi caro voi mi siete
	della vista degli occhi, di spazio e libert;
	al di l di quanto pu essere valutato
	ricco o raro, non meno d'una vita
	che abbia grazia, salute, bellezza, onore;
	vi amo tanto quanto mai figlio
	am o padre scopr: un amore
	che rende povero il fiato e la lingua
	incapace. Oltre ogni misura
	io, padre, vi amo.

CORDELIA (.a parte..)
	Che dir Cordelia? Ama, e taci.

LEAR
	Di tutte queste terre, da questa linea a quest'altra,
	ricche di foreste ombrose e di campagne,
	di fiumi abbondanti e prati vasti,
	rendiamo te signora. Ai discendenti tuoi
	e di Albany rimarranno in perpetuo.
	Che cosa dice la nostra seconda figlia,
	l'amatissima Regan, sposa di Cornovaglia?

REGAN
	Io sono fatta della stessa lega
	di mia sorella, e ritengo di valere
	quanto lei. Nel mio cuore sincero
	trovo che lei definisce il mio stesso
	amore, ma con troppa parsimonia; io
	mi dichiaro nemica di ogni gioia
	procurata dai sensi nella loro
	pi fine armonia e scopro
	che trovo felicit soltanto nell'amore
	dell'amata Altezza Vostra.

CORDELIA (.a parte..)
	Povera Cordelia, allora. Eppure no,
	sono certa che il mio amore pesa pi della mia lingua.

LEAR
	A te e ai tuoi eredi rimanga per sempre
	quest'ampio terzo del nostro splendido regno,
	non inferiore per spazio, valore e bellezza
	a quello assegnato a Goneril. E ora,
	nostra gioia, sebbene l'ultima e la pi piccola,
	per il possesso del cui giovane amore sono in lizza
	le vigne di Francia e il latte di Borgogna:
	cosa sai dire per guadagnarti un terzo
	pi opulento di quello delle tue sorelle?
	Parla.

CORDELIA
	Niente, mio signore.

LEAR
	Niente?

CORDELIA
	Niente.

LEAR
	Dal niente nasce il niente: parla ancora.

CORDELIA
	Infelice che sono, non riesco
	a sollevare il mio cuore fino alla bocca.
	Amo Vostra Maest secondo il mio dovere:
	n pi n meno.

LEAR
	Suvvia, Cordelia! Correggi un po' il tuo discorso
	se non vuoi guastare le tue fortune.

CORDELIA
	Mio buon signore, voi mi avete generata,
	nutrita, amata. Io ripago quei debiti
	secondo il dovuto, vi obbedisco, vi amo
	e al di sopra di tutto vi onoro. Perch le mie sorelle
	hanno un marito, se dicono di amare
	soltanto voi? Se mai mi sposer,
	il signore la cui mano avr il mio pegno
	prender con s met del mio amore,
	met delle mie cure e del dovere:
	certo non mi sposer, come le mie sorelle,
	per amare soltanto mio padre.

LEAR
	Ma c' il tuo cuore, in questo?

CORDELIA
	S, mio buon signore.

LEAR
	Cos giovane e cos impietosa?

CORDELIA
	Cos giovane, mio signore, e cos sincera.

LEAR
	E cos sia! La tua sincerit sia dunque
	la tua dote; e infatti, per i sacri raggi
	del sole, per i misteri di Ecate e della notte,
	per tutti gli influssi delle sfere
	per cui esistiamo e cessiamo di esistere,
	qui io ripudio ogni mia cura paterna,
	affinit e legame di sangue, e d'ora in poi
	ti avr per sempre straniera al mio cuore e a me.
	Il barbaro Scita o colui che muta
	i propri nati in cibo per soddisfare la sua fame,
	trover nel mio petto pi comprensione, piet
	e conforto che non te, un tempo mia figlia.

KENT
	Mio buon sovrano -

LEAR
	Taci, Kent!
	Non frapporti fra il drago e la sua ira.
	Pi di tutte la amavo, e alla sua cura affettuosa
	pensavo di affidare ci che resta.
	Via! Va' lontano dalla mia vista!
	La tomba sia la mia pace come  vero
	che qui le tolgo il cuore di padre.
	Chiamate il Francia! Chi si muove?
	Chiamate il Borgogna! Cornovaglia e Albany,
	aggiungete la terza alle doti delle mie due figlie.
	Se la sposi l'orgoglio, che lei chiama sincerit!
	Io investo congiuntamente voi del mio potere,
	della dignit e dei grandi onori
	che scortano la maest. Noi ogni mese
	con diritto a cento cavalieri che voi
	dovrete mantenere, dimoreremo a turno
	presso di voi. Del Re conserveremo
	soltanto il nome e le prerogative;
	il potere, le rendite, il governo saranno,
	amati figli, vostri: e a conferma,
	dividete tra voi questa corona.

KENT
	Regale Lear, da me come mio Re
	sempre onorato, amato come mio padre,
	seguito come mio signore, ed esaltato
	come mio grande patrono nelle mie preghiere -

LEAR
	Curvato  l'arco, la corda tesa: evita la freccia.

KENT
	Cada, piuttosto, seppur dovesse
	la punta forcuta invadere la regione
	del mio cuore. Sia Kent villano,
	se Lear  pazzo. Che vuoi fare, vecchio?
	Credi che il dovere abbia paura di parlare
	quando il potere si piega all'adulazione?
	L'onore  tenuto alla franchezza quando
	la maest cede alla follia. Conserva
	il tuo potere, riacquista il controllo e frena
	questa furia inumana. Risponda la mia vita
	del giudizio che esprimo: la tua figlia pi giovane
	non ti ama di meno, n coloro
	la cui voce sommessa non riecheggia il vuoto
	sono vuoti di cuore.

LEAR
	Kent, sulla tua vita, basta!

KENT
	La mia vita l'ho sempre ritenuta una posta
	da giocare contro i tuoi nemici: di perderla
	non temo, se il motivo  la tua salvezza.

LEAR
	Via dalla mia vista!

KENT
	Vedi meglio, Lear, e lascia ch'io rimanga
	il bianco veritiero del tuo occhio.

LEAR
	Ora, per Apollo -

KENT
	Ora, per Apollo, i tuoi Dei, Re,
	li bestemmi invano.

LEAR
	Vassallo miscredente! (.Mettendo mano alla spada..)

ALBANY E CORNOVAGLIA
	Amato sire, calmatevi.

KENT
	Uccidi il tuo dottore e paga la parcella
	alla turpe malattia. Revoca il tuo dono
	o altrimenti, finch un grido mi esce dalla gola
	ti dir che fai male.

LEAR
	Ascolta, rinnegato! Per l'obbedienza che mi devi,
	ascolta! Poich hai cercato di farci
	rompere il nostro voto, il che mai
	finora osammo, e di frapporti
	con orgoglio protervo tra la nostra sentenza
	e il nostro potere - cosa intollerabile
	per la nostra natura e il nostro rango -
	eccoti, con ribadita autorit, la ricompensa.
	Cinque giorni ti concediamo per rifornirti
	di ci che ti difenda dalle minacce del mondo,
	mentre al sesto dovrai volgere la tua schiena odiata
	al nostro regno: se al decimo giorno
	troveremo nei nostri domini la tua
	carcassa esiliata, quel momento
	sar la tua morte. Via! Per Giove,
	quest'ordine non sar revocato.

KENT
	Addio, Re: se vuoi mostrarti cos,
	non c' libert ma solo esilio, qui.
	(.A Cordelia..) Gli Dei ti accolgano, fanciulla, nel loro
	sacro santuario, tu che pensi con giustizia
	e giustamente hai parlato.
	(.A Goneril e Regan..) E possano le vostre azioni confermare
	i vostri discorsi grandiosi, e le parole d'amore
	produrre buoni effetti. Cos, Principi,
	Kent dice a tutti addio; in una terra nuova
	seguir la strada antica. (.Esce..)

.Trombe. Rientra Gloucester, con Francia, Borgogna e seguito..

GLOUCESTER
	Ecco Francia e Borgogna, mio nobile signore.

LEAR
	Mio signore di Borgogna, a voi per primo
	ci indirizziamo, rivale di questo re
	per nostra figlia. Qual  il minimo
	che richiedete, con lei, come dote immediata
	per non rinunciare alla proposta d'amore?

BORGOGNA
	Regale Maest, non chiedo pi di quanto
	ha offerto Vostra Altezza, la quale non vorr
	offrire di meno.

LEAR
	Nobilissimo Borgogna,
	quando lei ci era cara, tanto valeva:
	ma ora il suo prezzo  calato. Signore,
	eccola l: se c' qualcosa in quella piccola
	vacua sostanza, o tutto, che con l'aggiunta
	del nostro sfavore e nulla pi
	possa piacere a Vostra Grazia, eccola,  vostra.

BORGOGNA
	Non so che rispondere.

LEAR
	Con tutte le mancanze che lei stessa ammette,
	senza amici, appena nata al nostro odio,
	con in dote la nostra maledizione e resa
	straniera dal nostro giuramento, la volete
	prendere o lasciare?

BORGOGNA
	Perdonate, regale signore,
	in queste condizioni non c' scelta.

LEAR
	E allora lasciatela, signore; per la potenza
	che mi ha creato, vi ho detto quale sia
	la sua ricchezza. (.Al Francia..) In quanto a voi, grande Re,
	non vorrei demeritare del vostro affetto al punto
	da accoppiarvi a chi odio; perci vi prego
	di indirizzare il vostro favore ad un oggetto
	pi degno di una sciagurata che la Natura
	quasi ha vergogna a riconoscere propria.

FRANCIA
	 strano che colei che appena ora
	era il vostro pezzo pi pregiato, il tema
	del vostro panegirico, il balsamo
	della vostra vecchiaia, la migliore, la pi cara,
	abbia commesso, in questo briciolo di tempo,
	un atto cos mostruoso da scancellare
	tanti segni di favore. La sua offesa
	dev'essere certo innaturale al punto
	da farne un mostro: ch altrimenti era guasto
	l'affetto sbandierato prima. Ma credere
	questo di lei dev'essere una fede
	che la ragione, senza un miracolo, mai
	pianter in me.

CORDELIA
	Supplico Vostra Maest
	(poich mi manca l'arte loquace e untuosa
	di dire senza intendere di fare, dato
	che ci che intendo lo faccio prima
	di dirlo), vi supplico di render noto
	che non  stata macchia odiosa, delitto
	o turpitudine, azione impura o passo
	disonorevole a privarmi della grazia vostra
	e del vostro favore, ma proprio la mancanza
	di quello per cui sono pi ricca:
	un occhio che seduce e una lingua che sono
	felice di non avere, anche se il non averla
	mi ha perduto nel vostro favore.

LEAR
	Meglio se tu non fossi nata che non avermi
	meglio compiaciuto.

FRANCIA
	Tutto qui? Un ritegno di natura
	che spesso lascia non detta la storia
	di ci che intende fare? Mio signore di Borgogna,
	cosa dite alla fanciulla? L'amore non  amore
	quando  mischiato a pregiudizi estranei
	alla questione. La volete?  lei stessa una dote.

BORGOGNA
	Regale Lear, datele quella parte
	da voi stesso offerta, e io qui prendo per mano
	Cordelia, Duchessa di Borgogna.

LEAR
	Niente! Ho giurato. Non mi sposto.

BORGOGNA
	Mi dispiace che, perduto un padre,
	dobbiate perdere anche un marito.

CORDELIA
	Il Duca di Borgogna vada in pace.
	Poich reputazione e fortune sono tutt'uno
	col suo amore, io non sar sua moglie.

FRANCIA
	Bellissima Cordelia, tanto pi ricca
	essendo povera; pi scelta perch ripudiata;
	e pi amata perch disprezzata! Di te
	e delle tue virt io prendo qui possesso.
	Sia legittimo che io raccolga quello
	che  stato gettato via. O Dei, Dei!
	 strano che dal loro pi freddo rifiuto
	il mio amore s'infiammi a devozione ardente.
	O Re, la figlia tua gettata senza dote
	al mio destino,  ora Regina
	di noi, dei nostri, e della bella Francia.
	Tutti i duchi dell'acquosa Borgogna
	non potranno ricomprare da me questa fanciulla
	disprezzata e preziosa. Salutali, Cordelia,
	pur se sono scortesi. Perdente qui,
	tu vai in un altrove migliore.

LEAR
	Prendila, Francia; sia tua perch noi
	non abbiamo una simile figlia n mai
	rivedremo il suo viso. Va', dunque,
	senza la nostra grazia, il nostro amore,
	la nostra benedizione! Venite, nobile Borgogna!
(.Trombe..) .Escono Lear, Borgogna, Cornovaglia, Albany, Gloucester e il seguito..

FRANCIA
	Congedatevi dalle vostre sorelle.

CORDELIA
	Gioielli di nostro padre, con occhi
	lavati Cordelia vi lascia. Io so
	che cosa siete e, da sorella,
	mi ripugna chiamare col loro nome
	le vostre colpe. Amate vostro padre!
	Lo affido ai cuori che gli avete promesso.
	Ma ahim, se io fossi nelle sue grazie,
	vorrei che avesse un posto migliore.
	Addio ad entrambe, allora.

REGAN
	Non prescriverci il nostro dovere.

GONERIL
	Preoccupati di accontentare il tuo signore
	che ti ha preso come un'elemosina della Fortuna.
	Hai scarseggiato di obbedienza e ti meriti
	la miseria che hai voluto.

CORDELIA
	Il tempo riveler ci che l'astuzia
	nasconde nelle sue pieghe; chi copre le colpe
	alla fine deride e svergogna. Possiate prosperare!

FRANCIA
	Venite, mia bella Cordelia. (.Escono Francia e Cordelia..)

GONERIL
Sorella, non  poco ci che ho da dire su quel che ci riguarda entrambe tanto da vicino. Credo che nostro padre se ne andr da qui, stasera.

REGAN
Certo, e con te; il mese prossimo star da noi.

GONERIL
Vedi com' capricciosa la sua vecchiaia. Ne abbiamo avuto prova non piccola. Ha sempre amato nostra sorella pi di tutte; e con che scarso giudizio l'abbia ora ripudiata  fin troppo evidente.

REGAN
 la malattia della sua et. Comunque ha sempre conosciuto poco se stesso.

GONERIL
Anche quand'era al suo meglio,  stato sempre impulsivo. Dalla sua vecchiaia dobbiamo allora aspettarci non solo i difetti radicati nella sua natura ma anche quella capricciosit incontrollabile che gli anni infermi e collerici portano con s.

REGAN
 probabile che avremo da lui accessi improvvisi come questo della messa al bando di Kent.

GONERIL
Tra il Francia e lui ci sono ancora cerimonie di saluto. Ti prego, agiamo di conserva. Se nostro padre esercita l'autorit in questo modo, la sua recente rinuncia finir col danneggiarci.

REGAN
Ci penseremo sopra.

GONERIL
Dobbiamo fare qualcosa, e a caldo. .Escono..

/:/Scena II


(.Castello del Conte di Gloucester..)

.Entra Edmund con una lettera..

EDMUND
	Sei tu, Natura, la mia dea;
	i miei servigi sono legati alla tua legge.
	Perch dovrei accettare la peste
	dell'abitudine e consentire alle convenzioni del mondo
	di impoverirmi solo perch ho
	dodici o quattordici lune meno
	d'un fratello? Perch bastardo? Perch
	basso? Quando le mie proporzioni
	sono altrettanto perfette, la mia mente
	altrettanto generosa e la mia forma
	genuina come il prodotto d'una donna onesta?
	Perch ci marchiano con "basso"?
	Con "bassezza"? "Bastardaggine"? Basso, basso!
	Noi che dalla passione clandestina della natura
	riceviamo pi vigore e qualit pi fiera
	di quelli che in uno stanco, monotono letto
	stantio servono a creare un'intera
	trib di babbei generati tra un sonno
	e una veglia? Ebbene, allora, legittimo
	Edgar, io debbo avere la tua terra.
	Nostro padre ama il bastardo Edmund
	quanto il legittimo (bella parola!).
	Ebbene, mio "legittimo", se questa lettera
	va a segno e la mia trama agisce,
	Edmund il basso soverchier il legittimo.
	Io cresco. Io prospero. Avanti, Dei,
	schieratevi coi bastardi!

.Entra Gloucester..

GLOUCESTER
	Kent bandito cos! E il Francia
	partito in collera! E il Re andato via
	stanotte! E ha rinunciato al suo potere!
	S' ridotto a un vitalizio! E tutto questo
	in un batter d'occhio! - Che succede, Edmund?
	Che novit?

EDMUND
Se non dispiace a Vostra Signoria, nessuna.
(.Nascondendo la lettera..)

GLOUCESTER
Perch tanti sforzi per nascondere quella lettera?

EDMUND
Non so di nessuna novit, signore.

GLOUCESTER
Che foglio stavi leggendo?

EDMUND
Niente, signore.

GLOUCESTER
Niente? E allora perch questa terribile fretta di ficcartelo in tasca? Il niente non ha tutta questa necessit di nascondersi. Vediamo. Su, se non  niente non ho bisogno di occhiali.

EDMUND
Vi supplico, signore, perdonatemi  una lettera di mio fratello che non ho nemmeno letta tutta; e da quel tanto che ne ho scorso non mi sembra adatta al vostro sguardo.

GLOUCESTER
Datemi la lettera, signore.

EDMUND
Faccio male sia a trattenerla sia a darla. Il contenuto, a quel che in parte arguisco,  da condannare.

GLOUCESTER
Vediamo, vediamo!

EDMUND
Spero, a giustificazione di mio fratello, che l'abbia scritta solo per sondare o mettere alla prova la mia virt.

GLOUCESTER (.legge..)
.Questa pratica di riverire la vecchiaia ci rende il mondo amaro nell'et migliore; tiene le ricchezze lontane da noi fino a quando la nostra decrepitezza ci impedisce di gustarle. Comincio a sentire come un legame inutile e sciocco questa opprimente tirannia della vecchiaia, che domina non in quanto ha il potere ma in quanto noi la subiamo. Passa da me; ti dir di pi su questo. Se nostro padre si addormentasse e dovessi essere io a svegliarlo, tu godresti per sempre di met delle sue rendite, e vivresti amato da tuo fratello EDGAR.. - Uh! Cospirazione! "... si addormentasse e dovessi essere io a svegliarlo... tu godresti per sempre di met delle sue rendite". Mio figlio Edgar! Ha avuto mano a scrivere questo? Cuore e mente per concepirlo? Quando l'hai ricevuta? Chi l'ha portata?

EDMUND
Non mi  stata portata, signore. Qui  l'astuzia.  stata gettata nella mia stanza dalla finestra.

GLOUCESTER
La calligrafia la riconosci per quella di tuo fratello?

EDMUND
Se si trattasse di cosa buona, signore, oserei giurare che  la sua; ma in questo caso preferirei pensare di no.

GLOUCESTER
 la sua?

EDMUND
 la sua mano, signore; ma spero che nel contenuto non ci sia il suo cuore.

GLOUCESTER
Ti ha mai sondato su questa faccenda, prima?

EDMUND
Mai, signore. Ma gli ho spesso sentito dire che quando i figli hanno raggiunto la piena maturit e i padri sono in declino, sarebbe giusto che il padre venisse messo sotto la tutela del figlio e il figlio amministrasse i suoi beni.

GLOUCESTER
Ah, canaglia, canaglia!  l'opinione espressa nella lettera! Delinquente odioso! Delinquente snaturato, detestabile, bestiale! Peggio che bestiale! Tu va' a cercarlo. lo far arrestare. Delinquente abominevole! Dov'?

EDMUND
Di preciso non lo so, signore. Se vi vorrete compiacere di sospendere il vostro sdegno nei confronti di mio fratello finch non otteniate da lui una migliore testimonianza delle sue intenzioni, seguirete la strada giusta, mentre, se agiste con violenza contro di lui, fraintendendo i suoi propositi, ci aprirebbe una grande breccia nel vostro onore e farebbe a pezzi il cuore stesso della sua obbedienza. Mi giocherei la vita che ha scritto questo per saggiare la mia devozione a Vostro Onore senza nessun altro fine delittuoso.

GLOUCESTER
Lo credi?

EDMUND
Se Vostro Onore lo giudica opportuno, vi far mettere dove potrete sentirci parlare di questo e aver cos soddisfazione in base a una testimonianza auricolare; e ci non pi tardi di questa stessa sera.

GLOUCESTER
Non pu essere un tale mostro...

EDMUND
E certo non lo .

GLOUCESTER
... verso suo padre, che lo ama in modo cos tenero e totale. Cielo e terra! Scovalo, Edmund! Penetra per me dentro di lui, ti prego: vedi tu come  meglio fare. Mi priverei del mio rango pur di avere una qualche certezza.

EDMUND
Lo cerco subito, signore. Porter avanti la cosa a seconda dei mezzi che avr e vi terr informato.

GLOUCESTER
Queste recenti eclissi del sole e della luna non ci promettono niente di buono. Sebbene la scienza della natura possa farle apparire, in un modo o nell'altro, razionali, tuttavia la natura si vede colpita dai seguenti effetti: l'amore si raffredda, l'amicizia si interrompe, i fratelli si dividono. Nelle citt, sommosse; nelle nazioni, discordia; nei palazzi, tradimento; e si spezza il vincolo tra figlio e padre. Questo mio malfattore rientra nella predizione; il figlio contro il padre. Il Re abbandona la traiettoria naturale; e abbiamo il padre contro il figlio. Il meglio dei nostri anni lo abbiamo visto. Macchinazioni, vuoto, tradimento e ogni sorta di disordini rovinosi ci accompagnano, senza requie, alle nostre tombe. Scova questa canaglia, Edmund! Non ci perderai niente. Fallo con prudenza. E il nobile e fedele Kent bandito! Il suo delitto? L'onest.  strano. .Esce..

EDMUND
Ecco la mirabile stupidit del mondo: quando le nostre fortune decadono - spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento - rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessit, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all'influsso dei pianeti - e tutto il male che facciamo  dovuto all'imperativo divino. Magnifica trovata dell'uomo puttaniere, quella di mettere i suoi istinti da caprone a carico d'una stella. Mio padre si accoppi con mia madre sotto la coda del Drago e la mia nativit ebbe luogo sotto la .Ursa major.: ne consegue che io sono sensuale e lascivo. Cristo! Sarei stato quello che sono anche se a far l'occhiolino alla mia bastardaggine fosse stata la stella pi virginale del firmamento. Edgar -

.Entra Edgar..

eccolo che viene, puntuale come la catastrofe nella commedia antica. Il mio ruolo  quello del furfante malinconico, con un sospiro da manicomio alla Tom di Bedlam. - Oh! queste eclissi annunciano discordanze. .Fa., .sol., .la., .mi..

EDGAR
Ehi, fratello Edmund! In quale profonda contemplazione sei immerso?

EDMUND
Sto pensando, fratello, a una predizione che ho letto l'altro giorno su ci che dovrebbe seguire a queste eclissi.

EDGAR
Ti occupi di queste cose?

EDMUND
Credimi, gli effetti di cui scrive costui sono tremendi. odio innaturale tra il figlio e il padre; morte, carestia, rottura di antiche amicizie, divisioni nello stato, minacce e maledizioni contro re e nobili, diffidenze infondate, messa al bando di amici, dissoluzione di eserciti, rottura di matrimoni e non so che altro.

EDGAR
Da quando appartieni alla setta degli astronomi?

EDMUND
Quand' che hai visto mio padre l'ultima volta?

EDGAR
Ieri sera.

EDMUND
Gli hai parlato?

EDGAR
S, per due ore di seguito.

EDMUND
Vi siete lasciati in buona armonia? Hai notato qualche segno di risentimento nelle sue parole o nei suoi modi?

EDGAR
Nessuno.

EDMUND
Pensa in che cosa puoi averlo offeso e, ti prego, sta' lontano da lui finch non passi un po' di tempo e si attenui cos il fuoco della sua irritazione, che in questo momento infuria a tal punto, in lui, che nemmeno aggredendoti riuscirebbe a calmarsi.

EDGAR
 l'opera di qualche canaglia

EDMUND
 ci che temo. Ti prego, sopporta con pazienza finch la corsa della sua ira non rallenti. Poi vieni nel mio alloggio, da dove trover il modo di farti ascoltare le parole di Sua Signoria. Ora va', ti prego. Ecco la chiave. Se esci, gira armato.

EDGAR
Armato, fratello?

EDMUND
Fratello, ti consiglio per il meglio. Che io non sia un uomo onesto se nei tuoi confronti spirano intenzioni buone. Ti ho detto ci che ho visto e sentito; ma  niente rispetto all'orrore della cosa. Ti prego, va'.

EDGAR
Ti farai sentire presto?

EDMUND
	Sono al tuo servizio, in questa storia. (.Esce Edgar..)
	Un padre credulo e un nobile fratello
	la cui natura  cos lontana
	dal fare il male, che nemmeno sospetta.
	Sulla sua sciocca onest cavalcano con agio
	le mie trame! Vedo la cosa.
	Se non per nascita, avr le terre
	grazie alla fantasia; per me va bene tutto
	purch ai miei fini sappia renderlo adatto. (.Esce..)

/:/Scena III


(.Sala nel Palazzo del Duca di Albany..)

.Entrano Goneril e Oswald, suo maggiordomo..

GONERIL
E dunque mio padre ha picchiato uno del mio seguito perch aveva sgridato il suo Matto?

OSWALD
S, signora.

GONERIL
	Mi perseguita giorno e notte, non c' ora
	in cui non compia azioni dissennate
	che ci mettono tutti in difficolt. Non lo sopporto!
	I suoi cavalieri si fanno rissosi
	e lui stesso ci sgrida per ogni sciocchezza.
	Quando torna dalla caccia, rifiuter di parlargli:
	digli che sto male. E se sarai
	meno zelante di prima farai bene:
	rispondo io della colpa.

OSWALD
	Sta arrivando, signora: lo sento. (.Corni all'interno..)

GONERIL
	Assumete tutta l'aria negligente che volete,
	tu e i tuoi colleghi. Bisogna
	arrivare al punto. Se non gli piace,
	se ne vada da mia sorella che su questo,
	lo so, ha le mie stesse idee, di non farsi
	sopraffare. Vecchio rimbambito che vorrebbe
	esercitare ancora il potere al quale
	ha rinunciato! Ora, per la mia vita,
	i vecchi sciocchi ridiventano bambini
	e vanno trattati non solo con le carezze
	ma coi rimproveri, quando appaiono viziati.
	Ricorda quel che ho detto.

OSWALD
	Bene, signora.

GONERIL
	E che i suoi cavalieri trovino tra voi
	sguardi pi freddi. Quel che ne seguir,
	non ha importanza. Avverti i tuoi colleghi.
	Da questo vorrei cogliere l'occasione per parlare,
	e lo far. Scrivo subito a mia sorella
	di seguire la mia linea. Preparate il pranzo. (.Escono..)

/:/Scena IV


(.Salone nello stesso Palazzo..)

.Entra Kent, travestito..

KENT
	Se riesco a indossare accenti con i quali
	travestire il mio linguaggio, forse potr
	realizzare pienamente il buon intento
	per cui ho scancellato la mia fisionomia.
	Ora, esiliato Kent, se riesci
	a servire dove sei stato condannato, pu darsi
	che il signore che tu ami s'accorga dei tuoi sforzi.

(.Corni all'interno..) .Entrano Lear, Cavalieri e seguito..

LEAR
Non fatemi aspettare il pranzo nemmeno un secondo! Avanti, andate a prepararlo. (.Esce un servo..) E tu chi sei?

KENT
Un uomo, signore.

LEAR
Che professi? Che vuoi da noi?

KENT
Professo di non essere nulla di meno di quel che sembro: di servire fedelmente chi avr fiducia in me, di amare chi  onesto, di conversare con chi  saggio e parla poco, di temere il giudizio, di battermi quando non posso farne a meno e di non mangiare pesce.

LEAR
Che cosa sei?

KENT
Uno dal cuore molto onesto e povero come il Re.

LEAR
Se come suddito sei povero quanto lo  lui come Re, sei povero abbastanza. Che vuoi?

KENT
Servire.

LEAR
E chi vuoi servire?

KENT
Voi.

LEAR
Mi conosci, amico?

KENT
No, signore, ma avete qualcosa nell'aspetto per cui volentieri vi chiamerei padrone.

LEAR
Che cos'?

KENT
L'autorit.

LEAR
Quali servigi sai prestare?

KENT
So tenere un segreto onesto, cavalcare, correre, rovinare raccontandola una storia infiocchettata e riferire francamente un messaggio franco. Sono qualificato per tutto ci cui sono adatti gli uomini semplici, e la mia dote migliore  la diligenza.

LEAR
Quanti anni hai?

KENT
Non sono cos giovane, signore, da innamorarmi di una donna perch sa cantare, n cos vecchio da rimbambirmi per lei come che sia. Sul groppone ho quarantotto anni.

LEAR
Seguimi; mi servirai. Se dopo pranzo non mi piacerai di meno non mi separer da te. Ehi, il pranzo! Il pranzo! Dov' il mio furfante? il mio Matto? Ehi, tu, va' a chiamare il mio Matto. (.Esce un servo..)
.Entra Oswald..
Ehi, tu, dov' mia figlia?

OSWALD
Se non vi dispiace - (.Esce..)

LEAR
Che dice quello? Richiamate quella testa di rapa.
(.Esce un Cavaliere..)
Dov' il mio Matto? L'universo mondo  addormentato!
.Rientra il Cavaliere..
Ehi! Dov' quel cane bastardo?

CAVALIERE
Dice, signore, che vostra figlia non sta bene.

LEAR
E perch quello zotico non  tornato indietro quando l'ho chiamato?

CAVALIERE
Signore, mi ha risposto senza cerimonie che non ne aveva voglia.

LEAR
Non ne aveva voglia!

CAVALIERE
Mio signore, io non so che cosa stia succedendo ma a mio parere Vostra Altezza non viene trattata con la devozione rispettosa cui eravate abituato. C' una forte diminuzione di cortesia nei dipendenti in genere ma anche nello stesso Duca e in vostra figlia.

LEAR
Ah!  cos, secondo te?

CAVALIERE
Se sbaglio vi prego di perdonarmi, signore; ma il mio dovere non pu tacere quando ritengo che si faccia torto a Vostra Altezza.

LEAR
Tu non fai che ricordarmi idee che avevo nutrito anch'io. Ultimamente ho osservato una certa trascuratezza, ma l'ho attribuita alla mia eccessiva permalosit piuttosto che ad una vera e propria intenzione di essere scortesi. Approfondir la cosa. Ma dov' il mio Matto? Sono due giorni che non lo vedo.

CAVALIERE
Da quando la mia giovane signora  andata in Francia, Maest, il Matto  molto in pena.

LEAR
Basta cos, l'ho notato. Va' a dire a mia figlia che voglio parlare con lei. (.Esce un servo..)
E tu va' a chiamare il mio Matto. (.Esce un servo..)
.Rientra Oswald..
Ehi, voi, signore, voi! Venite qui, signore. Chi sono io, signore?

OSWALD
Il padre della mia signora.

LEAR
"Il padre della mia signora", tu furfante del mio signore! Figlio di puttana, zotico, cane bastardo!

OSWALD
Io non sono nessuna di queste cose, signore. Vogliate perdonarmi.

LEAR
Mi ribatti i colpi, mascalzone? (.Lo colpisce..)

OSWALD
Non mi far picchiare, signore.

KENT
E nemmeno sgambettare, volgare giocatore di pallone. (.Lo sgambetta..)

LEAR
Ti ringrazio, amico; tu mi servi e io ti avr caro.

KENT
Avanti, alzati e vattene. Ti insegner io le differenze. Via, via! Se vuoi misurare di nuovo la lunghezza della tua carcassa, fermati pure. Ma vattene, vattene via! Non ce l'hai un po' di buon senso? (.Esce Oswald..) Bravo.

LEAR
Amico mio furfante, ti ringrazio. Ecco un anticipo per i tuoi servizi. (.D del denaro a Kent..)

.Entra il Matto..

MATTO
Lasciate che lo assuma anch'io. Ecco il mio berretto a sonagli. (.Offre a Kent il suo berretto..)

LEAR
Oh, furfantello mio grazioso, come stai?

MATTO
Ehi, amico, faresti meglio a prendertelo tu il mio berretto a sonagli.

KENT
Perch, Matto?

MATTO
Perch? Per aver preso le parti di uno che  in disgrazia. Se non sai sorridere secondo il vento che tira ti acchiappi subito un bel raffreddore! Su, prenditi il mio berretto. Costui ha messo al bando due delle sue figlie e alla terza ha dato una benedizione contro la sua volont! Se segui lui, devi per forza metterti il mio berretto. E allora, Zietto? Magari potessi avere due berretti e due figlie.

LEAR
Perch, ragazzo mio?

MATTO
Se dessi loro tutti i miei beni, almeno mi terrei due berretti. Eccoti il mio. Chiedine un altro alle tue figlie.

LEAR
Attento alla frusta, briccone.

MATTO
La verit  un cane che deve stare nel canile. Lui dev'essere cacciato di casa con la frusta mentre la Levriera di Madama se ne pu stare accanto al fuoco e puzzare.

LEAR
Che veleno per me!

MATTO
Ehi, ti insegno un discorso.

LEAR
Avanti.

MATTO
Attento, Zietto:
	Abbi pi di quel che mostri,
	parla men di quel che sai,
	presta men di ci che devi,
	va' a cavallo pi che a piedi,
	impara pi di quel che credi,
	punta men di quel che vinci,
	lascia il bere e le puttane
	e stattene a casa. Cos
	avrai pi di due dieci
	per ogni ventina.

KENT
Questo  niente, Matto.

MATTO
Allora  come il fiato di un avvocato non pagato: tu non mi hai dato niente. Sai far uso di niente, Zietto?

LEAR
Eh no, ragazzo mio. Da niente non nasce niente.

MATTO (.a Kent..)
Ti prego, diglielo tu che a questo ammonta tutta la rendita della sua terra. Lui a un Matto non ci crede.

LEAR
Un Matto amaro!

MATTO
Ragazzo mio, conosci la differenza tra un Matto amaro e uno dolce?

LEAR
No, ragazzo, insegnamela.

MATTO
	Il signore che ti ha consigliato
		di dar via la tua terra,
	mettilo qui accanto a me
		e tu mettiti al posto suo.
	Il Matto dolce e quello amaro
		subito appariranno:
	uno ha il vestito a colori,
		l'altro si trova - l.

LEAR
Mi dai del Matto, ragazzo?

MATTO
Tutti gli altri tuoi titoli li hai dati via. Con quello ci sei nato.

KENT
Costui non  del tutto matto, mio signore.

MATTO
No davvero. i signori e i potenti non me lo permettono. Se ne avessi il monopolio, loro ne vorrebbero una parte. E anche le dame - non vogliono che abbia il Matto tutto per me ma ci vogliono mettere le mani sopra. Zietto, dammi un uovo e io ti do due corone.

LEAR
Che corone possono essere?

MATTO
Dopo che ho spaccato l'uovo nel mezzo e mangiato il tuorlo ecco le due corone dell'uovo. Quando tu hai spaccato la tua corona a met dando via tutt'e due le parti, ti sei caricato l'asino sulla schiena per fargli attraversare lo sporco. Avevi poco cervello nella tua corona pelata quando hai dato via quella d'oro. Se parlo come il Matto che sono, sia frustato chi s'accorge per primo che  cos.
	.I matti non sono mai stati peggio,
		perch i savi son diventati sciocchi,
	non sanno pi come portare il cervello,
		si sono trasformati in scimmiotti..

LEAR
Da quand' che sei cos pieno di canzoni, furfante?

MATTO
Da quando, Zietto, hai fatto delle tue figlie le tue madri; perch quando hai dato loro la verga e ti sei calato le brache,
	.Loro piangevano per la contentezza
		e io cantavo per la tristezza
	che un simile re a mosca cieca giocasse,
		e in mezzo ai matti se ne andasse..
Ti prego, Zietto, assumi un maestro di scuola che sappia insegnare al tuo Matto a mentire. Imparare a mentire mi piacerebbe proprio.

LEAR
Se menti, canaglia, ti faremo frustare.

MATTO
Mi domando che razza di parenti siete, tu e le tue figlie. Loro mi vogliono far frustare perch dico la verit, tu perch mento: e certe volte vengo frustato perch sto zitto. Preferirei essere qualsiasi cosa piuttosto che un Matto. Eppure non vorrei essere te, Zietto. Tu ti sei rasato il cervello da tutt'e due le parti e non hai lasciato niente in mezzo. Ecco che viene una delle tue rasature.

.Entra Goneril..

LEAR
Ebbene, figlia? Perch quella fronte aggrottata? Ultimamente sei troppo spesso di questo umore.

MATTO
Tu eri un bel tipo quando non avevi nessun bisogno di preoccuparti per i suoi aggrottamenti. Ora sei uno zero senza cifre davanti. Sono meglio io di te, ora; io sono un Matto: tu non sei niente. (.A Goneril..) S, s, terr la lingua a posto. Me lo comanda la tua faccia, anche se tu non dici niente.
	Uhm, uhm,
	chi non ha pi una briciola o una crosta,
	stanco di tutto, ne vorrebbe un po'.
Quello  un baccello svuotato. (.Indicando Lear..)

GONERIL
	Non solo, signore, questo vostro Matto
	patentato, ma altri del vostro seguito insolente
	ogni ora si lagnano e litigano, provocando
	tumulti pestiferi che non si possono tollerare.
	Signore, rendendovi noto tutto questo
	pensavo d'aver trovato un rimedio sicuro;
	ma ora, da quanto voi stesso ultimamente
	avete detto e fatto, comincio a temere
	che voi proteggiate questo andazzo, incoraggiandolo
	col vostro consenso. Se cos fosse, la colpa
	non sfuggirebbe alla censura, n la punizione
	dormirebbe. La quale per la salvezza dello stato
	potrebbe arrecarvi qualche offesa
	che sarebbe vergognosa se a sancirne la correttezza
	non fosse la necessit.

MATTO
	Perch lo sai, Zietto,
	il passero nutr il cuculo cos a lungo
	che i suoi piccoli gli mangiarono la testa.
	Cos la candela si spense e noi
	restammo al buio.

LEAR
	Siete nostra figlia?

GONERIL
	Su, signore, vorrei che usaste
	il buonsenso di cui vi so provvisto e rinunciaste
	a questi umori che ultimamente
	vi trasportano lontano da ci che siete.

MATTO
Perch un asino non dovrebbe saperlo, quando  il carro che tira il cavallo? Corri, corri, Jug, ti voglio bene.

LEAR
	C' qualcuno qui che mi conosce? Questo
	non  Lear. Cammina Lear cos,
	parla cos? Dove sono i suoi occhi?
	Forse il suo cervello  indebolito, la sua ragione
	in letargo. Oh!  sveglio. Non  vero.
	Chi pu dirmi chi sono?

MATTO
	L'ombra di Lear.

LEAR
Vorrei saperlo. Perch i segni della sovranit, la conoscenza e la ragione, vorrebbero a torto persuadermi che avevo delle figlie.

MATTO
	Che faranno di te un padre obbediente.

LEAR
	Il vostro nome, bella signora?

GONERIL
	Questo vaneggiamento, signore, sa molto
	delle altre vostre recenti bizzarrie.
	Vi scongiuro di intendere al giusto i miei propositi:
	poich siete vecchio e venerando dovreste
	essere savio. Voi tenete qui
	cento cavalieri e scudieri, uomini
	cos rissosi, debosciati e tracotanti
	che questa nostra corte, infettata
	dalle loro maniere, somiglia a una locanda
	malfamata: gozzoviglie e lussuria la rendono
	pi simile a una bettola o a un bordello
	che non a un nobile palazzo.  la vergogna
	a esigere un pronto rimedio. E dunque
	fatevi persuadere da colei che altrimenti
	si prender ci che chiede, a ridurre un poco
	il vostro seguito, e a far s che coloro
	che resteranno con voi siano uomini
	adatti alla vostra vecchiaia e tali
	da conoscere se stessi e voi.

LEAR
	Tenebra e demoni!
	Sellate i miei cavalli; radunate il mio seguito!
	Bastarda degenere, non ti disturbo pi:
	ma ho ancora un'altra figlia.

GONERIL
	Voi picchiate la mia gente, e la vostra
	marmaglia rissosa tratta da servo
	chi le  superiore.

.Entra Albany..

LEAR
	Guai a chi si pente troppo tardi. - Signore,
	siete venuto? Sono ordini vostri? Parlate,
	signore. - Preparate i miei cavalli. Ingratitudine,
	demonio dal cuore di marmo, pi odioso,
	quando appari in un figlio, del mostro marino.

ALBANY
	Vi prego, signore, abbiate pazienza.

LEAR (.a Goneril..)
	Nibbio maledetto, tu menti! Il mio seguito
	 fatto di uomini scelti e dalle doti
	pi rare, che conoscono ogni aspetto del dovere
	e col massimo scrupolo sostengono l'onore
	del loro nome. O colpa minuscola,
	come mi apparisti brutta in Cordelia,
	s da svellere, come una macchina da guerra,
	la struttura del mio essere dal suo luogo fisso,
	togliendo ogni affetto dal mio cuore e aggiungendo
	al fiele. O Lear, Lear, Lear!
	Bussa alla porta che ha fatto entrare (.Battendosi il capo..)
	la tua follia, e uscire il tuo senno prezioso!
	Andiamo, andiamo, gente mia.
(.Escono Kent e i Cavalieri..)

ALBANY
	Mio signore, sono tanto incolpevole
	quanto ignorante di ci che vi ha turbato.

LEAR
	Pu darsi, signore. Ascolta, Natura,
	ascolta! Ascolta, amata dea!
	Sospendi il tuo proposito se mai intendevi
	rendere questa creatura feconda! Versa
	la sterilit nel suo ventre, dissecca in lei
	gli organi della generazione, e dal suo corpo degradato
	mai non venga un bimbo ad onorarla!
	Se deve generare, fa' che suo figlio
	sia fatto di bile, s che viva
	solo per esserle tormento crudele
	e snaturato! Stampi rughe sulla sua
	giovane fronte, scavi con le lacrime
	canali nelle sue guance, e tutte le sue pene
	e gioie di madre le volga in riso
	e disprezzo, s che senta
	quant' pi aspro del dente del serpente
	avere un figlio ingrato! Via, via! (.Esce..)

ALBANY
	Per gli Dei che adoriamo, da dove viene
	tutto questo?

GONERIL
	Non curatevi di saperne di pi
	ma lasciate che il suo umore abbia lo sfogo
	che gli offre il rimbambimento.

.Rientra Lear..

LEAR
	Come! cinquanta dei miei uomini in un colpo?
	Entro due settimane?

ALBANY
	Di che si tratta, signore?

LEAR
	Ve lo dir. (.A Goneril..) Vita e morte! Mi vergogno
	che tu abbia il potere di scuotere cos
	la mia virilit, che queste lacrime cocenti
	che sgorgano a forza da me ti rendano
	degna di loro. Bufere e nebbie
	su di te! La maledizione di un padre
	penetri tutti i tuoi sensi con ferite
	senza rimedio. Vecchi stupidi occhi,
	piangete ancora per questo, e io
	vi strapper gettandovi con l'acqua che versate
	a temperare la calce. Ah! Siamo a questo?
	E sia cos. Ho un'altra figlia,
	la quale, ne son certo,  buona e premurosa.
	Quando sapr di questo, con le unghie
	lacerer il tuo viso di lupa. Scoprirai
	che sapr riprendere la forma che tu credi
	abbia gettato per sempre via.
(.Escono Lear, Kent e seguito..)

GONERIL
	Avete visto?

ALBANY
	Non posso essere cos parziale, Goneril,
	verso il grande amore che vi porto -

GONERIL
	Tacete, vi prego. Ehi, Oswald!
	(.Al Matto..) E tu, pi canaglia che matto, segui il tuo padrone!

MATTO
Zietto Lear, Zietto Lear, aspetta, e prendi il Matto con te.
	Una volpe catturata
	e una figlia come questa
	debbono finire ammazzate
	se col berretto un capestro
	riesco a comprare. Intanto
	il Matto ti viene dietro. (.Esce..)

GONERIL
	Quest'uomo  stato proprio consigliato bene.
	Cento cavalieri! Vi pare politico e sicuro
	che tenga pronti cento cavalieri?
	S, perch ad ogni sogno, ogni sussurro,
	capriccio, lamento, antipatia possa
	difendere con la loro forza la sua demenza
	e mettere alla sua merc le nostre vite!
	Oswald, dico!

ALBANY
	Mah, forse temete troppo.

GONERIL
	 pi sicuro che essere troppo fiduciosi.
	Lasciate che liquidi i mali che temo
	piuttosto che temere d'essere liquidata io.
	Conosco il suo cuore. Ci che ha detto
	l'ho scritto a mia sorella: se lei mantiene
	lui e i suoi cento cavalieri dopo che io
	le ho dimostrato quanto sia pericoloso -
.Rientra Oswald..
	Ebbene, Oswald! hai scritto
	quella lettera a mia sorella?

OSWALD
	S, signora.

GONERIL
	Prenditi qualcuno e via a cavallo.
	Informala esattamente del mio particolare timore
	e a ci aggiungi di tuo le ragioni
	che possono meglio ribadirlo. Va',
	e torna in fretta. (.Esce Oswald..)
	No, no, mio signore, questa vostra
	lattea tolleranza, che io pure non condanno,
	vi rende, perdonatemi, pi da criticare
	per mancanza di saggezza che non da lodare
	per una mitezza dannosa.

ALBANY
	Non so fino a che punto vedano i vostri occhi.
	Cercando il meglio, spesso guastiamo il bene.

GONERIL
	E allora -

ALBANY
	Bene, bene - aspettiamo. (.Escono..)

/:/Scena V


(.Cortile davanti al Palazzo di Albany..)

.Entrano Lear, Kent e Matto..

LEAR
Precedimi da Gloucester con questa lettera. A mia figlia comunica, di quel che sai, solo ci che nascer dalle sue domande, dopo che l'avr letta. Se non ti affretti sar l prima di te.

KENT
Non dormir, signore, finch non avr consegnato la vostra lettera. .Esce..

MATTO
Se un uomo avesse il cervello nei calcagni, non rischierebbe che gli venissero i geloni?

LEAR
S, ragazzo.

MATTO
Allora sta' allegro, per piacere. Il tuo non andr in pantofole.

LEAR
Ah, ah, ah!

MATTO
Vedrai come ti tratter bene l'altra figlia; perch sebbene somigli a questa come una mela selvatica a una ranetta, tuttavia, ti dico io quel che ti dico.

LEAR
E che puoi dirmi, ragazzo?

MATTO
Che avr il sapore di questa come la mela selvatica ha quello della ranetta. Sai dirmi perch il naso sta in mezzo alla faccia?

LEAR
No.

MATTO
Ebbene, per tenere gli occhi da tutt'e due le parti del naso, cos che quello che non si odora si pu vedere.

LEAR
Le ho fatto torto -

MATTO
E sai dire in che modo l'ostrica fa il guscio?

LEAR
No.

MATTO
Nemmeno io. Ma so perch la lumaca ha la casa.

LEAR
Perch?

MATTO
Ma per metterci dentro la testa. Per non darla alle sue figlie e lasciare le corna allo scoperto.

LEAR
Scorder la mia natura. Un padre cos buono! Sono pronti i miei cavalli?

MATTO
Sono andati a prenderli i tuoi somari. La ragione per cui le sette stelle non sono pi di sette  una ragione sottile.

LEAR
Perch non sono otto?

MATTO
Giusto! Faresti il Matto molto bene.

LEAR
Riprenderlo a forza! Mostro di ingratitudine!

MATTO
Se tu fossi il mio Matto, Zietto, ti farei picchiare perch sei vecchio prima del tempo.

LEAR
Che vuoi dire?

MATTO
Prima di diventare vecchio avresti dovuto aspettare d'essere savio.

LEAR
	Non farmi diventare pazzo, pazzo,
	dolce Cielo! Fammi conservare
	la ragione: non voglio essere pazzo.
.Entra un Gentiluomo..
	E allora? Sono pronti i miei cavalli?

GENTILUOMO
Pronti, mio signore.

LEAR
Vieni, ragazzo.

MATTO
	Chi  ancora fanciulla
	e ride alla mia partenza
	fanciulla a lungo non resta
	se la cosa non s'accorcia. (.Escono..)

/:/ATTO II



.Scena I


(.Cortile nel Castello del Conte di Gloucester..)

.Entrano Edmund e Curan che s'incontrano..

EDMUND
Salve, Curan.

CURAN
Salve, signore. Sono stato da vostro padre e l'ho informato che il Duca di Cornovaglia e Regan, la Duchessa, saranno qui da lui questa sera.

EDMUND
Come mai?

CURAN
Non lo so proprio. Avete sentito le novit? Quelle bisbigliate, voglio dire, perch sono ancora discorsi che sfiorano l'orecchio.

EDMUND
No. Ditemi, di che si tratta?

CURAN
Non avete sentito di probabili scontri tra i Duchi di Cornovaglia e di Albany?

EDMUND
Nemmeno una parola.

CURAN
Forse a suo tempo lo saprete. Arrivederci, signore.
(.Esce..)

EDMUND
	Il Duca qui stasera! Bene! benissimo!
	Ci s'innesta perfettamente nella trama.
	Mio padre ha ordinato di catturare mio fratello
	e io ho qualcosa di natura scabrosa
	da porre in atto. Rapidit e Fortuna,
	si mettano all'opera. Fratello, una parola!
	Scendi, fratello, dico!
.Entra Edgar..
	Mio padre  all'erta. Fuggi, fratello,
	da questo posto; il tuo nascondiglio  stato scoperto.
	Ora hai il buon vantaggio della notte.
	Per caso hai parlato contro il Duca di Cornovaglia?
	Sta venendo qui, di notte, in tutta fretta,
	e con lui c' Regan. Hai detto niente in suo favore
	e contro il Duca di Albany? Pensaci bene.

EDGAR
	Ne sono certo, nemmeno una parola.

EDMUND
	Sento venire mio padre. Perdonami -
	debbo far finta di sguainare la spada
	contro di te. Avanti! Fingi di difenderti.
	Bene, cos. Arrenditi! Presentati a mio padre!
	Ehi, luce! Qui! Fuggi, fratello!
	Torce, torce! E dunque addio. (.Esce Edgar..)
	Un po' di sangue dar l'impressione (.Si ferisce al braccio..)
	che ho lottato fieramente. Ho visto ubriachi
	fare cose pi gravi solo per gioco.
	Padre, padre! Ferma, ferma! Aiuto!

.Entrano Gloucester e servi con torce..

GLOUCESTER
	Allora, Edmund, dov' quel criminale?

EDMUND
	Stava nel buio, con la spada sguainata,
	biascicando incantesimi infernali e invocando
	il favore della luna.

GLOUCESTER
	Ma dov'?

EDMUND
	Guardate, signore, sanguino!

GLOUCESTER
	Dov' il criminale, Edmund?

EDMUND
	 fuggito da questa parte, signore,
	dopo che non  riuscito in nessun modo -

GLOUCESTER
	Inseguitelo! Dietro! (.Escono alcuni servi..)
	Continua. "In nessun modo" a che?

EDMUND
	A persuadermi ad assassinare Vostra Signoria.
	Ma avendogli detto che gli Dei vendicatori
	scagliano tutti i fulmini contro i parricidi
	e con quanti forti vincoli il figlio
	sia legato al padre - alla fine, signore,
	vedendo con quanto sdegno mi opponevo
	al suo proposito contro natura,
	con fiera mossa, la spada gi pronta,
	assale il mio corpo impreparato e mi ferisce
	al braccio. Ma quando vide
	che il mio spirito ridesto e reso audace
	dalla bont della causa si ergeva
	ad affrontarlo, oppure spaventato dal rumore
	che facevo, all'improvviso fugg.

GLOUCESTER
	Fugga quanto vuole, in questa terra
	non rimarr in libert; e una volta trovato,
	a morte! Il nobile Duca, il mio signore,
	il mio degno patrono e protettore, sar qui
	stasera. Con la sua autorit
	far proclamare che chiunque lo trovi
	meriter il nostro grazie se ci aiuter
	a portare al patibolo quel vigliacco assassino.
	Per chi lo nasconde, morte.

EDMUND
	Tentando di dissuaderlo dal suo intento e trovandolo
	deciso a realizzarlo, con parole dure
	minacciai di denunciarlo. Cos rispose:
	"Tu bastardo spiantato, credi
	che se io parlassi contro di te, basterebbero
	fiducia, merito, virt a rendere
	le tue parole degne di fede? No,
	quel che io negassi - e lo farei anche se
	tu producessi parole scritte da me -
	lo userei come prova delle tue istigazioni,
	delle tue trame e azioni maledette. E certo
	dovresti prendere il mondo per idiota
	se non pensasse che la mia morte ti darebbe profitto,
	diventando un potenziale, grande movente
	per fartela cercare."

GLOUCESTER
	Delinquente incallito e mostruoso! Dice
	che negherebbe la lettera? Non l'ho mai generato.
(.Trombe all'interno..)
	Ascolta, le trombe del Duca. Non so
	perch venga. Far chiudere tutti i porti. Il criminale
	non sfuggir. Il Duca me lo deve concedere.
	Inoltre, mander il suo ritratto da ogni parte,
	vicina e lontana, perch l'intero regno
	possa riconoscerlo; e della mia terra,
	figlio leale e naturale, trover il modo
	di rendere te l'erede.

.Entrano Cornovaglia, Regan e seguito..

CORNOVAGLIA
	E dunque, mio nobile amico? Da quando
	sono arrivato qui - appena ora, si pu dire -
	ho sentito notizie strane.

REGAN
	Se sono vere, qualsiasi vendetta
	contro il colpevole  troppo blanda.
	Come state, mio signore?

GLOUCESTER
	Oh signora, il mio vecchio cuore s' rotto, rotto!

REGAN
	E dunque il figlioccio di mio padre attentava
	alla vostra vita? Lui al quale mio padre
	diede il nome? Il vostro Edgar?

GLOUCESTER
	Oh signora, signora, la vergogna vorrebbe
	tenerlo nascosto.

REGAN
	Non frequentava quei cavalieri rissosi
	al seguito di mio padre?

GLOUCESTER
	Non so, signora.  troppo,  troppo.

EDMUND
	S, signora, era di quella banda.

REGAN
	Nessuna meraviglia, allora, che ne venisse
	traviato. La morte del vecchio sono stati loro
	a mettergliela in testa, per poter poi arraffare
	e sperperare le sue rendite. Su di loro
	proprio stasera ho avuto da mia sorella
	precise informazioni, e con avvertimenti tali
	che se vengono a stabilirsi a casa mia
	io non ci sar.

CORNOVAGLIA
	E nemmeno io, Regan, te lo assicuro.
	Edmund, so che hai mostrato a tuo padre
	una devozione filiale.

EDMUND
	Era mio dovere, signore.

GLOUCESTER
	Ha scoperto le sue trame e cercando di catturarlo
	ha ricevuto la ferita che vedete.

CORNOVAGLIA
	Lo stanno inseguendo?

GLOUCESTER
	S, mio buon signore.

CORNOVAGLIA
	Se verr preso non ci sar mai pi pericolo
	che faccia del male. Disponete del mio potere
	a vostro piacimento. In quanto a te, Edmund,
	la cui virt e obbedienza in questa circostanza
	tanto si raccomanda, tu sarai nostro.
	Avremo grande bisogno di nature dotate
	d'una lealt cos profonda: prendiamo te per primo.

EDMUND
	Vi servir, signore, almeno con fedelt.

GLOUCESTER
	Per lui sono riconoscente a Vostra Grazia.

CORNOVAGLIA
	Voi non sapete perch siamo venuti
	a farvi visita -

REGAN
	In quest'ora inconsueta, percorrendo la notte
	dall'occhio cupo - occasioni importanti,
	nobile Gloucester, per cui dobbiamo
	valerci del vostro consiglio. Ci ha scritto
	nostro padre, e cos nostra sorella,
	di divergenze alle quali ho creduto opportuno
	rispondere lontano dalla nostra casa.
	I diversi messaggeri attendono di muoversi
	da qui. O vecchio e buon amico nostro,
	riconfortate il cuore e offrite il vostro
	necessario consiglio ai nostri problemi
	che ne esigono uso immediato.

GLOUCESTER
	Al vostro servizio, signora.
	Le Vostre Grazie sono benvenute. (.Trombe. Escono..)

/:/Scena II


(.Davanti al Castello di Gloucester..)

.Entrano Kent e Oswald, separatamente..

OSWALD
Buon giorno a te, amico. Sei della casa?

KENT
S.

OSWALD
Dove possiamo lasciare i cavalli?

KENT
Nel letame.

OSWALD
Ti prego, se mi vuoi bene dimmelo.

KENT
Io non ti voglio bene.

OSWALD
E allora io non mi curo di te.

KENT
Se ti avessi tra le ganasce, ti costringerei io a curartene.

OSWALD
Perch mi tratti cos? Io non ti conosco.

KENT
Compare, io conosco te.

OSWALD
Per che cosa mi conosci?

KENT
Per una canaglia, un delinquente, uno che si nutre di avanzi di carne, un malfattore ignobile, superbo, vuoto, miserabile, con tre vestiti, cento sterline e calzerotti di lana sporchi. Un figlio di puttana dal fegato di giglio, che chiede sempre aiuto alla legge, un super-leccapiedi, un damerino che sta sempre davanti allo specchio, un mendicante che possiede solo un baule. Sei pronto a fare il ruffiano per farti bello ma non sei altro che un misto di furfante, mendicante, vigliacco, mezzano, e il figlio e l'erede di una cagna bastarda. Sei uno che io far strillare come un maiale a furia di botte se negherai una sola sillaba dell'elenco.

OSWALD
Che essere mostruoso sei, per insultare cos uno che non conosci e che non ti conosce!

KENT
Che servo dalla faccia di bronzo sei se neghi di conoscermi! Sono appena due giorni che ti ho fatto lo sgambetto e picchiato davanti al Re! Fuori la spada, canaglia! Anche se  notte, la luna splende ancora. Ti ci inzupper, nella luna.
(.Sguainando la spada..)
Figlio di puttana profumato! Fuori la spada!

OSWALD
Vattene! Non ho niente da spartire con te.

KENT
Fuori la spada, canaglia! Tu vieni qui con lettere contro il Re e prendi le parti di quella marionetta, Vanit, contro la regalit di suo padre. Fuori la spada, carogna, o ti trincio le zampe. Fuori, farabutto! Fatti avanti!

OSWALD
Aiuto, oh! All'assassino! Aiuto!

KENT
Colpisci, schiavo! In guardia, delinquente, in guardia. Colpisci, schiavo. (.Lo batte..)

OSWALD
Aiuto, oh! All'assassino, all'assassino!

.Entra Edmund con la spada sguainata..

EDMUND
Che c', che succede? Separatevi!

KENT
Ce n' anche per te, giovincello mio, se vuoi. Su, ti insegno io. Avanti, signorino.

.Entrano Cornovaglia, Regan, Gloucester e servi..

GLOUCESTER
Spade? Armi? Che succede qui?

CORNOVAGLIA
Fermi, pena la vita. Chi colpisce ancora muore. Che succede?

REGAN
I messaggeri di nostra sorella e del Re -

CORNOVAGLIA
Qual  il motivo della lite? Parlate.

OSWALD
Mi manca il fiato, signore.

KENT
Sfido, ne hai soffiato tanto sul tuo valore! Vigliacco farabutto, la natura ti disconosce, a fare te  stato un sarto.

CORNOVAGLIA
Sei uno strano tipo. Un sarto che fa un uomo?

KENT
S, un sarto, signore. Un tagliapietre o un pittore non avrebbero potuto farlo cos male, anche se avessero imparato il mestiere solo da due anni.

CORNOVAGLIA
Parlate, com' nata la vostra lite?

OSWALD
Questo vecchio ruffiano, signore, la cui vita ho risparmiato grazie alla sua barba grigia -

KENT
Tu zeta figlio di puttana, tu lettera superflua dell'alfabeto! Mio signore, se me ne date licenza, pester questa carogna scatenata in polvere e ci intonacher i muri di un cesso. "Grazie alla mia barba grigia", eh, cutrettola scodinzolante?

CORNOVAGLIA
	Taci, furfante.
	Bestione, non hai nessun rispetto?

KENT
	S, signore, ma l'ira ha un privilegio.

CORNOVAGLIA
	E perch sei adirato?

KENT
	Perch uno schiavo come questo porta la spada
	senza essere onesto. Canaglie sorridenti
	come questa, simili a topi
	rodono spesso quei sacri legami
	che per natura non si possono sciogliere.
	Lusingano le passioni a ribellarsi nei cuori
	dei loro signori, sono olio per il fuoco,
	neve per gli umori pi freddi, negano,
	affermano, ruotano i loro becchi da alcione
	ad ogni vento e mutare dei loro padroni,
	nulla sapendo fare, come i cani, se non seguire.
	Peste alla tua faccia di epilettico!
	Sorridi dei miei discorsi come se fossi un Matto?
	Tu oca, se ti avessi sulla piana di Salisbury
	ti farei correre starnazzando fino a Camelot.

CORNOVAGLIA
	Sei pazzo, vecchio?

GLOUCESTER
	Perch avete litigato? Parla.

KENT
	Tra nessun contrario c' pi antipatia
	che tra me e un simile delinquente.

CORNOVAGLIA
	Perch lo chiami delinquente? Qual  la sua colpa?

KENT
	Il suo aspetto non mi piace.

CORNOVAGLIA
	N forse ti piace il mio, o il suo, o quello di lei.

KENT
	Signore, mi ingegno di essere franco.
	Ai miei tempi ho visto facce migliori
	di quelle piantate su tutte le spalle
	che ora vedo qui davanti a me.

CORNOVAGLIA
	Costui  di quelli che, lodati
	per la loro franchezza, affettano insolenza
	e forzano il loro contegno al di l
	della loro stessa natura. Non pu adulare,
	lui! Animo schietto e onesto, lui
	deve dire la verit. E se l'accettano, bene;
	altrimenti, lui  schietto. Conosco
	questa razza di furfanti, che in questa schiettezza
	nascondono pi astuzia e fini pi corrotti
	di venti futili damerini cerimoniosi
	tutti intenti a far salamelecchi.

KENT
	Signore, in buona fede e verit sincera,
	col consenso della vostra somma luce
	la cui influenza, come il serto di radioso
	fuoco sulla fronte fiammeggiante di Febo -

CORNOVAGLIA
	Che vuoi dire, con questo?

KENT
Voglio uscire da questo mio linguaggio che voi tanto disapprovate. Lo so, signore, non sono un adulatore: colui che vi ha ingannato con un linguaggio semplice era un semplice furfante. Il che da parte mia non sar, anche se dovessi indurre il vostro sfavore a chiedermi di esserlo.

CORNOVAGLIA
	Che torto gli hai fatto?

OSWALD
	Non gliene ho mai fatto nessuno.
	Piacque al Re suo padrone, ultimamente,
	di battermi, per un suo fraintendimento, e lui,
	d'accordo, e per adulare il suo sfavore,
	mi fece da dietro lo sgambetto; mentre
	ero a terra mi insult, mi offese, fece l'eroe
	guadagnandosi elogi, e la lode del Re,
	per avere aggredito uno gi caduto.
	E sullo slancio di questa impresa gigantesca
	di nuovo s'avvent contro di me.

KENT
	Non c' uno di questi vigliacchi delinquenti
	per cui Aiace non sia un matto.

CORNOVAGLIA
	Portate i ceppi! Tu, vecchia canaglia
	testarda, tu, venerando fanfarone,
	ti insegneremo noi.

KENT
	Signore, sono troppo vecchio per imparare.
	Non ordinate i ceppi per me. Io servo
	il Re, e su suo comando sono stato
	mandato da voi. Troppo scarso rispetto
	e troppo audace avversione mostrerete
	alla grazia e alla persona del mio padrone
	mettendo in ceppi il suo messaggero.

CORNOVAGLIA
	Portate i ceppi! Sulla mia vita e sul mio onore,
	ci star fino a mezzogiorno.

REGAN
	Mezzogiorno, signore? Fino a notte,
	e per tutta la notte.

KENT
	Se fossi, signora, il cane di vostro padre
	non mi trattereste cos.

REGAN
	Poich sei il suo sgherro, lo far.

CORNOVAGLIA
	Questo  un tipo della stessa razza
	di cui parla nostra sorella. Avanti, i ceppi!
(.Vengono portati i ceppi..)

GLOUCESTER
	Lasciate ch'io scongiuri Vostra Grazia
	di non farlo. La sua colpa  grande e il buon Re,
	suo padrone, lo punir. Con la pena ignominiosa
	da voi emanata si puniscono i malfattori
	pi infimi e vili per piccoli furti
	e delitti di scarso conto. Il Re
	se l'avr a male se lo rispetterete tanto poco
	punendo cos il suo messaggero.

CORNOVAGLIA
	Ne risponder io.

REGAN
	Mia sorella pu ritenersi ancora pi offesa
	nel vedere il suo uomo insultato e aggredito
	perch si occupa dei suoi affari. I ceppi alle caviglie!
(.Kent viene messo in ceppi..)

CORNOVAGLIA
	Venite, mio signore, andiamo.
(.Escono tutti tranne Gloucester e Kent..)

GLOUCESTER
	Mi dispiace per te, amico.  un ordine
	del Duca, di cui il mondo ben sa
	che ha un'indole che non si pu addolcire
	n fermare. Interceder per te.

KENT
	Vi prego, signore, non fatelo. Ho vegliato
	e fatto un duro viaggio, per qualche tempo
	dormir, il resto lo passer fischiando.
	La fortuna d'un giusto pu stargli alle calcagna.
	Vi auguro una buona giornata!

GLOUCESTER
	Il Duca  da biasimare, in questo. La cosa
	verr presa male. (.Esce..)

KENT
	Buon Re, questo conferma il detto
	che se esci dalla benedizione del cielo
	trovi il sole che scotta. Avvicinati,
	tu, faro di questo globo inferiore,
	in modo che coi tuoi raggi confortanti io possa
	scorrere questa lettera. Ormai nessuno
	vede pi miracoli tranne gli infelici.
	So che viene da Cordelia, che per somma fortuna
	 stata informata del mio travestimento
	e trover il tempo, in questa grande crisi,
	di dare alle perdite i loro rimedi.
	Stanchi e da troppo insonni, approfittate,
	occhi miei pesanti, per non guardare
	questa dimora di vergogna. Buona notte, fortuna.
	Sorridi un'altra volta. Gira la tua ruota. (.Si addormenta..)

/:/Scena III


(.Un bosco..)

.Entra Edgar..

EDGAR
	Ho sentito il bando e grazie alla propizia
	cavit d'un albero sono sfuggito alla caccia.
	Nessun porto  libero, non c' luogo
	in cui guardie e una eccezionale vigilanza
	non siano pronte alla mia cattura.
	Finch posso fuggire sono in salvo.
	E ho pensato di assumere la forma
	pi bassa e miserevole con cui la povert,
	in dispregio dell'uomo, mai lo abbia
	portato pi vicino alla bestia. Insozzer
	il mio viso di sudiciume. Intorno ai fianchi
	metter stracci, mi arruffer, come gli elfi, i capelli,
	e affronter, con scoperta nudit, i venti
	e le persecuzioni del cielo. Il nostro paese
	mi offre la prova e il precedente
	dei mendicanti di Bedlam, che con voce ruggente
	si conficcano nelle braccia nude, insensibili
	e smunte, spilli, scaglie di legno,
	chiodi, rametti di rosmarino, e con questo
	aspetto orrendo per squallide fattorie,
	villaggi fatiscenti, ovili, mulini,
	a volte con discorsi lunatici, a volte
	con preghiere, chiedono la carit:
	"Povero Turlygod! Povero Tom!"
	Questo  ancora qualcosa; io, Edgar,
	non sono niente. (.Esce..)

/:/Scena IV


(.Davanti al castello di Gloucester. Kent in ceppi..)

.Entrano Lear, il Matto e un Gentiluomo..

LEAR
	 strano che se ne siano andati via da casa
	e non mi abbiano rimandato il messaggero.

GENTILUOMO
	A quel che ho sentito, la notte prima
	non avevano alcuna intenzione di partire.

KENT
	Salute a voi, nobile padrone!

LEAR
	Ehi! Fai di questa infamia un passatempo?

KENT
	No, mio signore.

MATTO
Ah! ah! Guardate, porta giarrettiere pesanti. I cavalli si legano per la testa, i cani e gli orsi per il collo, le scimmie per i fianchi e gli uomini per le gambe. Quando uno dimena troppo le gambe si infila calzerotti di legno.

LEAR
Chi  colui che ha tanto frainteso la tua posizione da metterti qui?

KENT
	Colui e colei: vostro genero e vostra figlia.

LEAR
	No.

KENT
	S.

LEAR
	No, dico.

KENT
	E io dico s.

LEAR
	No, no, non lo farebbero.

KENT
	S, l'hanno fatto.

LEAR
	Per Giove, giuro di no.

KENT
	Per Giunone, giuro di s.

LEAR
	Non oserebbero farlo; non potrebbero,
	n vorrebbero.  peggio di un assassinio
	oltraggiare il rispetto con tanta violenza.
	In poche parole, dimmi in che modo
	hai potuto meritare questo trattamento
	o perch, venendo tu da parte mia,
	te l'hanno inflitto.

KENT
	Mio signore, mentre nella loro casa
	consegnavo la lettera di Vostra Altezza,
	prima che mi rialzassi dal luogo in cui
	m'ero debitamente inginocchiato, ecco
	che arriva un messaggero fumante, sudato
	per la corsa, quasi sfiatato, che rantola
	saluti da parte di Goneril, la sua
	signora: e, senza curarsi di interrompere me,
	consegna lettere, che loro leggono
	senza indugio. E dopo averle lette
	chiamano i servi, inforcano i cavalli,
	ordinano a me, guardandomi freddamente,
	di seguirli e di aspettare la loro risposta.
	Qui ho incontrato l'altro messaggero,
	il cui arrivo aveva avvelenato il mio,
	e che era lo stesso individuo che ultimamente
	era stato cos insolente con Vostra Altezza.
	Avendo in me pi coraggio che cervello
	ho sguainato la spada; lui da vigliacco
	sveglia la casa con urla laceranti.
	Vostro genero e vostra figlia
	hanno giudicato questa azione
	degna della vergogna che essa ora subisce.

MATTO
L'inverno non  ancora passato, se le oche selvatiche volano da quella parte.
	Padri che indossano stracci
	rendono i loro figli ciechi.
	Ma padri che portano sacchi
	vedono i loro figli lieti.
	La fortuna, maledetta puttana,
	ai poveri non apre mai la tana.
Ma, malgrado tutto questo, dalle tue figlie avrai tanti dollari di dolori quanti potrai contarne in un anno.

LEAR
	Ah, come questo mal della madre si gonfia
	verso il cuore! Gi, .histerica passio.,
	dolore che monti! Il tuo elemento  in basso.
	Dov' questa figlia?

KENT
	 dentro con il Conte, signore.

LEAR
	Non seguitemi: aspettatemi qui. (.Esce..)

GENTILUOMO
Che altro hai fatto, oltre ci di cui hai parlato?

KENT
Niente.
Come mai il Re viene con un seguito cos ridotto?

MATTO
Se t'avessero messo in ceppi per questa domanda, te lo saresti meritato.

KENT
Perch, Matto?

MATTO
Ti manderemo a scuola da una formica perch ti insegni che d'inverno non si lavora. Tutti quelli che seguono il loro naso vengono guidati dagli occhi tranne i ciechi; non c' un naso tra venti che non s'accorga se uno puzza. Quando una grande ruota corre gi per una montagna, tu molla la presa, se non vuoi spezzarti il collo seguendola. Ma quando sale fatti trascinare. Se un saggio ti d un consiglio migliore, restituiscimi il mio; a seguirlo voglio che siano solo le canaglie, visto che a darlo  un Matto.
	Il signore che ti serve
	per amore di guadagno
	e ti segue soltanto
	per amore della forma,
	fa i bagagli appena piove
	e ti lascia nel temporale.
	Ma io rimango; il Matto resta
	e lascia che se ne vada il saggio.
	La canaglia che scappa fa il Matto,
	ma il Matto, perdio, non  canaglia.

KENT
	Questa dove l'hai imparata, Matto?

MATTO
	Non stando in ceppi, Matto.

.Rientra Lear, con Gloucester..

LEAR
	Rifiutare di parlarmi! Stanno male! Sono stanchi!
	Hanno viaggiato tutta la notte! Meri pretesti,
	segni di ribellione e di fuga.
	Procurami una risposta migliore.

GLOUCESTER
	Mio caro signore, voi conoscete
	l'indole irascibile del Duca, e sapete
	come sia irremovibile e fermo quando
	ha preso la sua strada.

LEAR
	Vendetta, peste, morte, distruzione!
	Irascibile? Quale indole? Ah, Gloucester, Gloucester,
	voglio parlare al Duca di Cornovaglia e a sua moglie.

GLOUCESTER
	Mio buon signore, li ho informati.

LEAR
	Li hai informati! Ma tu mi capisci, uomo?

GLOUCESTER
	S, mio buon signore.

LEAR
	Il Re vuole parlare con Cornovaglia, il padre
	amato vuole parlare con sua figlia, lo comanda,
	lo esige. Sono stati informati di questo?
	Mio fiato e sangue! L'irascibile! L'irascibile
	Duca! Di' al focoso Duca che -
	No, non ancora. Pu darsi che non stia bene.
	L'infermit trascura quei doveri
	cui la salute  tenuta - noi
	non siamo noi stessi quando la natura
	oppressa comanda alla mente di soffrire
	insieme al corpo. Pazienter. Condanno
	l'umore pi ostinato che mi aveva spinto
	a scambiare l'accesso di un uomo malato
	per l'uomo sano. Morte al mio stato! (.Guardando Kent..)
	Perch sta qui? Quest'atto mi convince
	che il ritirarsi del Duca e di lei
	 solo un espediente. Ridatemi il mio servo!
	Andate a dire al Duca ed a sua moglie
	che io voglio parlare con loro - immediatamente!
	Dite loro di venire ad ascoltarmi,
	ch altrimenti alla porta della loro camera
	suoner il tamburo finch il sonno
	non diventi morte.

GLOUCESTER
	Spero che tra voi tutto si appiani. (.Esce..)

LEAR
	Ahim, il mio cuore, il mio cuore che sale!
	Sta' gi, gi.

MATTO
Gridagli, Zietto, come quella cuoca che gridava alle anguille quando le metteva vive nella pasta della focaccia. Le picchiava in testa con un bastone e gridava: "Gi, canaglie, gi!" Quello che, per pura bont verso il suo cavallo gli imburrava il fieno, era suo fratello.

.Rientra Gloucester, con Cornovaglia, Regan e servi..

LEAR
	Buon giorno a tutti e due.

CORNOVAGLIA
	Salute a Vostra Grazia. (.Kent viene messo in libert..)

REGAN
	Sono lieta di vedere Vostra Altezza.

LEAR
	Lo credo, Regan. Conosco la ragione
	per cui debbo crederlo. Se tu non fossi lieta,
	dovrei divorziare dalla tomba di tua madre
	come dal sepolcro di un'adultera. (.A Kent..) Oh! Sei libero?
	Di questo un'altra volta. (.Esce Kent..) Amata Regan,
	tua sorella  cattiva. Oh, Regan,
	ha incatenato la malvagit dal dente aguzzo
	qui, come un avvoltoio. (.Indica il suo cuore..)
				Posso a stento
	parlarti. Tu non crederai con quale
	perversit - o Regan!

REGAN
	Vi prego, signore, calmatevi. Spero
	che siate voi a non sapere come valutare i suoi meriti
	pi che lei a mancare ai suoi doveri.

LEAR
	Cosa? Che vuoi dire?

REGAN
	Non posso credere che mia sorella
	sia in alcun modo venuta meno
	ai suoi obblighi. Se magari ha frenato, signore,
	i tumulti dei vostri seguaci, il motivo
	 cos giusto, e il fine cos sano,
	da assolverla da ogni colpa.

LEAR
	Le mie maledizioni su di lei!

REGAN
	Oh signore, voi siete vecchio.
	La natura in voi  all'orlo stesso
	del suo confine: dovreste essere
	governato e guidato da un qualche occhio
	che veda il vostro stato meglio di voi.
	Perci vi prego di far ritorno da nostra sorella.
	Ditele che le avete fatto torto.

LEAR
	Chiederle perdono?
	Guarda come la scena si addice alla casa:
	"Figlia cara, confesso d'essere vecchio;
	la vecchiaia  innecessaria; in ginocchio ti prego
(.Si inginocchia..)
	di concedermi vestiario, letto e cibo."

REGAN
	Basta, buon signore. Queste
	sono bizze indecorose. Tornate da mia sorella.

LEAR (.alzandosi..)
	Mai, Regan. Lei mi ha privato
	di met del mio seguito, mi ha guardato
	con odio, mi ha colpito con la lingua,
	come un serpente, proprio al cuore.
	Tutte le vendette che il Cielo ha in serbo
	cadano sulla sua testa ingrata! Voi,
	arie infette, deformate in lei
	le ossa non nate!

CORNOVAGLIA
	Vergogna, signore, vergogna!

LEAR
	Voi, fulmini veloci, scagliate
	le vostre fiamme accecanti sui suoi occhi sprezzanti!
	Voi nebbie che il sole potente
	succhia dalle paludi, infettate la sua bellezza
	perch decada e si copra di piaghe.

REGAN
	O Dei benedetti!
	Questo augurerete a me quando sarete in collera!

LEAR
	No, Regan, tu non avrai mai
	la mia maledizione. La tua natura mite
	non ti consegner all'asprezza. I suoi occhi
	sono feroci ma i tuoi confortano
	e non bruciano. Non  da te
	negarmi quel che mi piace, tagliarmi il seguito,
	parlarmi con durezza, ridurre le mie rendite
	e, per finire, opporre al mio ingresso
	il catenaccio. Tu conosci meglio
	i doveri della natura, il legame dei figli,
	gli effetti della bont, i doveri della tenerezza.
	Tu non hai scordato la met del regno
	di cui ti ho fatto dote.

REGAN
	Al punto, buon signore.

LEAR
	Chi ha messo in ceppi il mio uomo?
(.Trombe dall'interno..)

CORNOVAGLIA
	Che trombe sono queste?

REGAN
	Le conosco - sono quelle di mia sorella.
	Ci conferma la lettera in cui diceva
	che sarebbe venuta qui immediatamente.
.Entra Oswald..
	La tua signora  arrivata?

LEAR
	Questo  uno schiavo la cui superbia d'accatto
	s'appoggia al favore volubile di quella
	che lui serve. Via dalla mia vista, lacch.

CORNOVAGLIA
	Che intende Vostra Grazia?

LEAR
	Chi ha messo in ceppi il mio servo? Regan,
	spero proprio che tu non sappia niente.
.Entra Goneril..
	Chi viene? O Cieli! se amate i vecchi,
	se il vostro dolce potere apprezza l'obbedienza,
	se siete vecchi anche voi, fate vostra
	la nostra causa! Venite a prendere
	le mie parti! (.A Goneril..) Non ti vergogni
	di guardare questa barba? E tu, Regan,
	la prendi per mano?

GONERIL
	E perch non per mano, signore? In che modo
	ho offeso? Non  offesa tutto ci
	che la villania ritiene tale e che il rimbambimento
	definisce cos.

LEAR
	O fianchi troppo forti, resisterete?
	Come mai il mio uomo  in ceppi?

CORNOVAGLIA
	Ce l'ho messo io, signore; ma era gi troppo
	per il suo contegno indecoroso.

LEAR
	Voi? Voi?

REGAN
	Vi prego, padre, siete debole, ammettetelo.
	Se fino allo spirare del vostro mese
	tornerete a risiedere da mia sorella
	congedando met del vostro seguito,
	verrete poi da me. Ora io sono
	lontana da casa e mi mancano i mezzi
	necessari ad ospitarvi.

LEAR
	Tornare da lei? Congedando cinquanta uomini?
	No, piuttosto rinuncio ad ogni tetto
	e scelgo di affrontare l'inimicizia dell'aria,
	di essere compagno del lupo e del gufo -
	duro morso della necessit.
	Tornare da lei? Tanto varrebbe
	inginocchiarmi davanti al trono del Francia
	dal sangue caldo, che prese senza dote
	la nostra figlia pi giovane, e come uno scudiero
	chiedere a lui una pensione per sostentare
	una vita meschina. Tornare da lei!
	Persuadimi piuttosto a fare da schiavo
	e da bestia a questo detestabile lacch. (.Indica Oswald..)

GONERIL
	A vostra scelta, signore.

LEAR
	Ti prego, figlia, non farmi impazzire.
	Non ti disturber, figlia mia. Addio.
	Non ci incontreremo pi, non ci vedremo.
	Eppure sei mia carne, mio sangue, mia figlia.
	O piuttosto una malattia che ho nella carne
	e che debbo per forza chiamare mia.
	Tu sei un bubbone, una piaga, o una pustola
	rigonfia nel mio sangue corrotto. Ma io
	non ti rimprovero. Venga la vergogna quando vuole,
	io non la chiamo. Non chiedo al dio
	del fulmine di scagliarlo, n racconto di te
	all'alto giudice Giove. Emndati
	quando puoi, migliora a tuo piacere.
	Io posso essere paziente, posso stare
	con Regan, io e i miei cento cavalieri.

REGAN
	Non proprio, signore. Non vi aspettavo ancora
	n sono pronta a un'accoglienza degna.
	Ascoltate mia sorella, signore: chi osservi
	con lucidit la vostra furia
	non pu non pensare che siete vecchio,
	e dunque - ma lei sa quello che fa.

LEAR
	 giusto, questo?

REGAN
	Direi di s, signore. Come!
	Cinquanta cavalieri non vanno bene?
	Cosa fareste con pi di cinquanta?
	Ma perch anche questi, dato che spese e rischi
	parlano contro un numero cos grande?
	Com' possibile che nella stessa casa
	tante persone sotto due padroni
	vivano in armonia?  difficile, quasi impossibile.

GONERIL
	Non potreste, signore, farvi servire
	da coloro che servono lei, o me?

REGAN
	Perch no, mio signore? Cos, se capitasse
	che vi mancassero di rispetto, potremmo redarguirli.
	Se verrete da me - ora infatti
	scorgo il pericolo - vi chiedo di portarne
	soltanto venticinque: a non pi di questi
	io dar alloggio o accesso.

LEAR
	Io vi ho dato tutto -

REGAN
	Ed era ora.

LEAR
	Vi ho fatto mie tutrici, mie depositarie,
	a condizione d'essere seguito
	da questo numero. Come! Debbo venire
	da te con venticinque? Regan, hai detto questo?

REGAN
	E lo ripeto, mio signore. Non di pi, da me.

LEAR
	Le creature mostruose sembrano belle,
	se altre sono pi mostruose. Non essere
	il peggiore diventa titolo di lode.
	(.A Goneril..) Verr da te, i tuoi cinquanta
	sono il doppio di venticinque, e il tuo affetto
	 il doppio del suo.

GONERIL
	Ascoltate, mio signore: che bisogno avete
	che vi seguano venticinque, o dieci, o cinque
	in una casa in cui due volte tanti
	hanno l'ordine di servirvi?

REGAN
	Che bisogno avete di uno?

LEAR
	Oh, non ragionare sul bisogno! I pi umili
	mendicanti hanno pur sempre il superfluo.
	Se alla natura non si concede pi di quello
	di cui la natura ha bisogno, la vita
	dell'uomo  misera come quella della bestia.
	Tu sei una signora: se essere elegante
	significasse soltanto stare al caldo,
	la natura non avrebbe bisogno delle vesti
	sontuose che tu porti e che ben poco
	ti tengono calda. Quanto al bisogno
	vero - voi Cieli, datemi la pazienza,
	di pazienza ho bisogno! - voi, Dei,
	mi vedete qui, un povero vecchio,
	pieno di dolore quanto di anni,
	tormentato da entrambi. Se siete voi
	a muovere i cuori di queste figlie
	contro il loro padre, non prendetemi in giro
	facendomi sopportare docilmente; toccatemi
	con una nobile ira, e non lasciate
	che le armi delle donne, le gocce d'acqua,
	macchino le mie guance di uomo. No,
	streghe snaturate, su tutt'e due
	mi prender vendette tali che il mondo -
	far cose tali - quali saranno
	non so ancora ma saranno il terrore
	della terra. Voi pensate che io pianger.
	No, non pianger. Ho tutte le ragioni
(.Si ode il temporale a distanza..)
	per piangere ma questo cuore si spezzer
	in centomila frammenti prima ch'io pianga.
	O Matto! Impazzir.
(.Escono Lear, Gloucester, Gentiluomo e Matto..)

CORNOVAGLIA
	Ritiriamoci: si prepara un temporale.

REGAN
	Questa casa  piccola: il vecchio e la sua gente
	non possono essere alloggiati bene.

GONERIL
	 colpa sua - si  tolto dalla quiete
	e deve per forza assaggiare la sua follia.

REGAN
	In quanto a lui, lo accoglierei con piacere,
	ma nessuno dei suoi seguaci.

GONERIL
	A questo sono decisa anch'io. Dov'
	il signore di Gloucester?

CORNOVAGLIA
	Ha seguito fuori il vecchio. Eccolo che torna.

.Rientra Gloucester..

GLOUCESTER
	Il re  infuriato.

CORNOVAGLIA
	Dove sta andando?

GLOUCESTER
	Ha chiesto i cavalli ma non so dove vada.

CORNOVAGLIA
	Meglio lasciarlo fare. Decida lui.

GONERIL
	Mio signore, non chiedetegli in nessun modo di restare.

GLOUCESTER
	Ahim, scende la notte e i venti
	freddi battono crudelmente. Per molte miglia
	non c' nemmeno un cespuglio.

REGAN
	Oh, signore, per gli uomini cocciuti,
	il male che si procurano da soli
	dev'essere il loro maestro di scuola.
	Chiudete le porte.  accompagnato
	da un seguito di disperati, e la saggezza impone,
	facile com' il suo orecchio a cedere all'inganno,
	di temere ci che loro possono indurlo a fare.

CORNOVAGLIA
	Chiudete le vostre porte, mio signore:
	 una notte dura. La mia Regan ha ragione:
	ripariamoci dal temporale. (.Escono..)

/:/ATTO III



.Scena I


(.Brughiera..)

.Temporale, con lampi e tuoni. Entrano Kent e un Gentiluomo che s'incontrano..

KENT
	Chi  l, oltre il cattivo tempo?

GENTILUOMO
	Uno che  come il tempo, inquieto.

KENT
	Vi conosco. Dov' il Re?

GENTILUOMO
	In lotta con gli elementi scatenati: ordina
	al vento di soffiare la terra nel mare
	o di gonfiare le acque arricciolate al di sopra
	della terra, s che le cose possano
	trasformarsi o cessare; si strappa i capelli
	bianchi, che le raffiche impetuose con rabbia
	cieca afferrano nella loro furia
	come fossero niente; si sforza nel suo piccolo
	mondo di uomo di sovrastare il vento
	e la pioggia in violento conflitto. In una notte
	come questa, in cui l'orsa spossata dai figli
	vorrebbe accucciarsi, e il leone e il lupo
	dal ventre famelico mantengono asciutto
	il pelo, lui a capo scoperto
	corre, e grida che chi vuole prenda tutto.

KENT
	Ma chi  con lui?

GENTILUOMO
	Nessuno tranne il Matto che si affanna
	a lenire con gli scherzi le ferite del suo cuore.

KENT
	Signore, vi conosco, e su questa garanzia
	oso rivelarvi una cosa che mi preoccupa.
	C' discordia - sebbene il suo volto
	sia ancora coperto dalla reciproca astuzia -
	tra Albany e Cornovaglia; i quali hanno
	- come tutti coloro le cui grandi stelle
	li hanno innalzati e messi in trono -
	dei servi che non sembrano altro ma che sono
	spie che informano il Francia sul nostro
	stato. Gli attriti e i complotti dei Duchi,
	le dure redini da entrambi usate
	verso il vecchio buon Re, o qualcosa di pi profondo
	di cui questi, forse, sono solo segni -
	il fatto  che dalla Francia in questo regno lacerato
	giunge un esercito che, sfruttando
	la nostra negligenza, ha messo piede
	segretamente in alcuni dei nostri porti migliori
	ed  sul punto di dispiegare apertamente
	le sue bandiere. Ora a voi:
	se osate darmi tanta fiducia
	da raggiungere al pi presto Dover, l
	troverete alcuni che vi saranno grati
	se riferirete esattamente di quale dolore
	contro natura e tale da fare
	impazzire, il Re abbia ragione di lamentarsi.
	Io sono un gentiluomo di nobile sangue,
	e sulla base della fiducia e di sicure informazioni
	vi propongo questo incarico.

GENTILUOMO
	Voglio parlare pi a lungo con voi.

KENT
	No, no. A conferma ch'io sono
	assai pi di quel che sembro,
	aprite questa borsa e prendete ci che contiene.
	Se vedrete Cordelia - e son certo che la vedrete -
	mostratele questo anello, e lei
	vi dir chi  l'individuo che voi ancora
	non conoscete. Maledetto temporale!
	Vado a cercare il Re.

GENTILUOMO
	Datemi la mano. Avete altro da dire?

KENT
	Poche parole, ma pi importanti di tutto il resto:
	quando troveremo il Re - voi da questa parte,
	io da quest'altra - chi lo vede per primo
	dia una voce all'altro. (.Escono separatamente..)

/:/Scena II


(.Un'altra parte della brughiera..) .Ancora temporale..

.Entrano Lear e il Matto..

LEAR
	Soffiate, venti, e rompetevi le guance!
	Infuriate! Soffiate! Voi, cateratte
	e uragani, eruttate finch non avrete
	sommerso i nostri campanili e annegato
	i galli sui tetti! Voi fuochi
	sulfurei, e veloci pi del pensiero,
	voi avanguardie di fulmini che fendono
	le querce, bruciate la mia testa bianca!
	E tu, tuono che tutto scuoti,
	spiana la spessa rotondit del mondo,
	infrangi gli stampi della natura, distruggi
	tutti i semi che fanno l'uomo ingrato!

MATTO
O Zietto, acquasanta di corte in una casa asciutta  meglio di quest'acqua piovana all'aperto. Dentro, buon Zietto, e chiedi la benedizione alle tue figlie. Questa  una notte che non ha piet n per savi n per Matti.

LEAR
	Rutta quanto vuoi! Sputa, fuoco!
	Scroscia, pioggia! N la pioggia, n il vento,
	n il tuono, n il fuoco sono mie figlie.
	Voi elementi, non vi accuso di crudelt:
	a voi non ho mai dato un regno, non vi ho
	chiamato figlie. Voi non mi dovete
	sottomissione, e perci fate cadere
	come vi piace il vostro orrore.
	Io sono qui, vostro schiavo, un vecchio
	povero, infermo, debole e disprezzato.
	Eppure vi chiamo ministri servili
	perch uniti a due figlie perniciose
	scatenate battaglioni celesti contro
	una testa vecchia e bianca come questa.
	Oh!  turpe.

MATTO
Chi ha una casa dove mettere la testa ha un bel copricapo.
	La brachetta che vuole casa
	Prima che ce l'abbia la testa
	Si trover impidocchiata.
	Cos molti sposati son pezzenti.
	L'uomo che al posto del cuore
	Ci mette il ditone
	Per un callo grider di dolore
	E far del suo sonno una veglia.
Perch non c' mai stata bella donna che non abbia fatto le boccacce allo specchio.

.Entra Kent..

LEAR
	No, sar il modello della pazienza.
	Non dir nulla.

KENT
	Chi  l?

MATTO
Per la Madonna, Sua Grazia e una brachetta - ovverossia un savio e un Matto.

KENT
	Ahim, signore, siete qui? Le cose
	che amano la notte non amano notti
	come queste. I cieli irosi spaventano
	gli stessi vagabondi del buio e li costringono
	nelle loro caverne. Da quando sono uomo
	tali lenzuoli di fuoco, tali scoppi
	di orrendo tuono, tali lamenti
	di vento e pioggia urlanti non ricordo
	di averli mai sentiti. La natura dell'uomo
	non pu sopportare tanta afflizione e paura.

LEAR
	Che i grandi Dei che sulle nostre teste
	fanno questo frastuono tremendo, scoprano
	ora i loro nemici; trema,
	tu sciagurato che hai dentro di te
	delitti segreti che la giustizia non ha colpito.
	Nasconditi, tu, mano sanguinaria,
	tu spergiuro e tu simulacro di virt
	che sei incestuoso. Cadi a pezzi,
	criminale che sotto un'apparenza onesta
	hai tramato contro la vita dell'uomo. Colpe
	chiuse e nascoste, aprite i vostri
	ricettacoli e urlando chiedete grazia a questi
	tremendi messaggeri. Io sono un uomo
	che ha patito pi peccati di quanti
	non ne abbia commessi.

KENT
	Ahim, a testa nuda?
	Mio grazioso signore, qua vicino
	c' una capanna; vi offrir qualche conforto
	contro la tempesta. Riposate l
	mentre io a questa dura casa
	- pi dura della pietra di cui  costruita,
	e che proprio ora, a me che chiedevo di voi,
	ha negato l'ingresso - far ritorno
	per ottenere a forza una avara cortesia.

LEAR
	Comincio a perdere il cervello. Vieni,
	ragazzo mio. Come stai, ragazzo?
	Hai freddo? Ho freddo anch'io. Dov'
	questa paglia, amico? L'arte del bisogno  strana
	e pu rendere preziose cose vili.
	Andiamo. Alla tua capanna!
	Povero Matto e furfante, nel mio cuore
	c' una parte che ancora soffre per te.

MATTO
	.Chi abbia ancora un tantino di cervello,
	ehi, oh, col vento e con la pioggia,
	si accontenti di ci che passa il convento,
	anche se ogni giorno piove pioggia..

LEAR
	 vero, ragazzo. Su, portaci a questa capanna.
(.Escono Lear e Kent..)

MATTO
	Questa  la notte adatta a raffreddare una puttana.
	Prima di andare dir una profezia:
	quando i preti saran pi parole che fatti;
	quando i birrai la birra annacqueranno;
	quando i nobili faranno da tutori ai loro sarti
	e i donnaioli saranno i soli eretici a bruciare!
	Quando ogni causa di tribunale sar giusta
	e nessun povero cavaliere o scudiero indebitato,
	quando le calunnie non vivranno nelle lingue,
	n i tagliaborse tra la folla,
	quando gli usurai l'oro sepolto mostreranno
	e ruffiani e puttane chiese costruiranno -
	allora il regno di Albione,
	finir in gran confusione.
	Allora verr il tempo, per chi vivr per vederlo,
	che per camminare i piedi si useranno.
Questa profezia la far Merlino perch io vivo prima del suo tempo. (.Esce..)

/:/Scena III


(.Sala nel Castello di Gloucester..)

.Entrano Gloucester e Edmund, con torce..

GLOUCESTER
Ahim, ahim, Edmund, questo comportamento innaturale non mi piace. Quando ho chiesto loro licenza di mostrargli compassione, mi hanno proibito l'uso della mia stessa casa e mi hanno intimato, sotto pena di perpetuo sfavore, di non parlare di lui, n di intercedere per lui, n di aiutarlo in qualsiasi modo.

EDMUND
Comportamento bestiale e contro natura!

GLOUCESTER
Taci. Non dire nulla. C' discordia tra i Duchi; e anche di peggio. Stanotte ho ricevuto una lettera: parlarne  pericoloso; ho chiuso la lettera nel mio scrittoio. Queste offese che il Re riceve ora saranno vendicate a fondo. Parte di un esercito  gi sbarcata. Dobbiamo prendere le difese del Re. Lo cercher e aiuter segretamente. Tu va' a conversare col Duca in modo che non s'accorga delle mie mosse. Se chiede di me, sto male e sono andato a letto. Anche se io debbo morirne, perch di questo mi si minaccia, il mio vecchio signore, il Re, dev'essere aiutato. Si preparano strane cose, Edmund. Ti prego, sii prudente. (.Esce..)

EDMUND
	Di questo soccorso, a te proibito,
	sar all'istante informato il Duca,
	e cos della lettera. Sembra un atto meritorio
	che deve portare a me quel che mio padre
	perde: nulla di meno che tutto.
	Quando cade il vecchio, il pi giovane sale. (.Esce..)

/:/Scena IV


(.Brughiera. Davanti a una capanna..)

.Entrano Lear, Kent e il Matto..

KENT
	Ecco il posto, mio signore; mio buon signore, entrate.
	La tirannia della notte all'aperto  feroce
	e la natura non la sopporta. (.Continua il temporale..)

LEAR
	Lasciami stare.

KENT
	Mio buon signore, entrate qui.

LEAR
	Vuoi spezzarmi il cuore?

KENT
	Preferirei spezzare il mio. Mio buon signore, entrate.

LEAR
	A te sembra gran cosa che questa tempesta furibonda
	ci invada fino alla pelle: cos  per te.
	Ma dove si  piantato un male pi grande
	quello minore si sente appena.
	Tu sfuggi a un orso: ma se la fuga
	ti porta verso il mare ruggente, affronti
	le fauci dell'orso. Quando l'animo  sgombro,
	il corpo  delicato; questa tempesta
	che ho nella mente toglie ai miei sensi
	ogni altro dolore che non sia quello
	che mi batte dentro. Ingratitudine filiale!
	Non  come se questa bocca mordesse
	questa mano perch le porge il cibo? Ma io
	punir a fondo. No, non piango pi.
	In una notte come questa, chiudermi fuori!
	Continua, pioggia: lo sopporter.
	In una notte come questa! O Regan, Goneril!
	Il vostro vecchio, buon padre, il cui cuore
	generoso ha dato tutto! Oh,
	da quella parte sta la pazzia - debbo evitarla.
	Basta!

KENT
	Mio buon signore, entrate qui.

LEAR
	Ti prego, entra tu; trovati il tuo riposo.
	A me questa tempesta non consente
	di pensare le cose che mi farebbero pi male.
	Ma andr dentro. (.Al Matto..) Prima tu, ragazzo.
	Tu, povert senza tetto - entra.
	Io voglio pregare e poi dormire. (.Il Matto va dentro..)
	Poveri nudi sventurati, ovunque
	voi siate che patite i colpi di questa
	tempesta spietata, in che modo le vostre
	teste senza casa e i vostri fianchi scarni,
	i vostri stracci pieni di buchi e di finestre
	potranno difendervi da tempi come questi?
	Ah, me ne sono curato troppo poco!
	Prendi la medicina, fasto regale!
	Esponiti a sentire ci che sentono i poveri,
	per poterti scuotere di dosso il superfluo
	e darlo a loro, rivelando Cieli pi giusti.

EDGAR (.dall'interno..)
	Una tesa e mezza! Una tesa e mezza!
	Povero Tom! (.Il Matto esce correndo dalla capanna..)

MATTO
	Non entrare qua dentro, Zietto, c' uno spirito.
	Aiutatemi, aiutatemi!

KENT
	Dammi la mano. Chi  l?

MATTO
	Uno spirito, uno spirito! Dice di chiamarsi povero Tom.

KENT
	Chi sei tu che grugnisci nella paglia? Vieni fuori!

.Entra Edgar travestito da pazzo..

EDGAR
Via! Il turpe demonio mi insegue! Sul biancospino spinoso soffiano i venti! Uhm, va' nel tuo letto a riscaldarti.

LEAR
	Hai dato tutto alle tue figlie?
	E ti sei ridotto a questo?

EDGAR
Chi d qualcosa al povero Tom? Il turpe demonio lo ha trascinato tra fuoco e fiamme, palude e gorgo, acquitrino e pantano; gli ha messo coltelli sotto il cuscino, capestri sull'inginocchiatoio, erba velenosa nella minestra; lo ha reso superbo di cuore facendolo trottare su un cavallo baio sopra ponti larghi quattro pollici per inseguire la sua ombra di traditore. Benedetti i tuoi cinque sensi! Tom ha freddo. Oh! do de, do de, do de. Sii protetto contro il turbine, il malocchio e le infezioni! Fate un po' di carit al povero Tom, che il turpe demonio tormenta. Potessi averlo qui sotto, ora, qui sotto, qui, qui. (.Continua il temporale..)

LEAR
Come? Le sue figlie lo hanno ridotto in questo stato? Non sei riuscito a salvare niente? Hai dato tutto?

MATTO
No, si  riservato una coperta, altrimenti ci saremmo tutti vergognati.

LEAR
	Tutte le piaghe che nella pendula aria
	sovrastano le colpe degli uomini, cadano
	sulle tue figlie!

KENT
	Lui non ha figlie, signore.

LEAR
	Morte, traditore! Niente potrebbe
	aver ridotto la natura a tanta bassezza
	se non le sue figlie ingrate.  di moda
	che i padri ripudiati non abbiano piet
	della loro carne? Giusta punizione.
	 stata questa carne a generare
	quelle figlie-pellicano.

EDGAR
	E Pillicock sedeva in cima al Pillicock:
	Ahi, oh, ahi, oh!

MATTO
Questa notte fredda ci far diventare tutti pazzi e buffoni.

EDGAR
Attento al turpe demonio! Obbedisci ai genitori, mantieni la parola data, non bestemmiare, non fornicare con la sposa di un altro uomo, non bramare abiti di lusso. Tom ha freddo.

LEAR
Che cosa sei stato?

EDGAR
Un servitore, superbo nel cuore e nella mente; m'arricciavo i capelli, attaccavo guanti alla berretta, servivo la lascivia della mia padrona e commettevo con lei l'atto delle tenebre; facevo tanti giuramenti quante erano le mie parole e li infrangevo alla faccia dolce del cielo; ero uno che andava a dormire tramando lussuria e si svegliava per farla. Amavo il vino appassionatamente, i dadi follemente, e per numero di donne superavo il Turco - falso di cuore, leggero d'orecchio, sanguinario di mano; pigro come il cinghiale, furbo come la volpe, avido come il lupo, pazzo come il cane, vorace come il leone. Non lasciare che lo scricchiolio delle scarpe e il fruscio delle sete tradiscano il tuo povero cuore ad una donna. Tieni il piede lontano dai bordelli, la mano dagli spacchi delle sottane, la penna dai libri degli strozzini, e sfida il turpe demonio. Ma il vento freddo soffia ancora sul biancospino. Dice uhm, uhm, ehi, oh. Delfino, ragazzo mio, su, su! Lasciatelo trottare. (.Continua il temporale..)

LEAR
Staresti meglio in una tomba piuttosto che rispondere col tuo corpo scoperto a questa violenza dei cieli. E dunque l'uomo non  niente pi di questo? Consideralo bene. Tu non devi seta al baco, pelle alla bestia, lana alla pecora, profumo al gatto. Ah! tre di noi sono sofisticati. Tu sei la cosa in s. L'uomo non adulterato non  pi di un povero, nudo, forcuto animale come te. Via, via, cose prese a prestito! Vieni, sbottona qui! (.Strappandosi i vestiti di dosso..)

MATTO
Ti prego, Zietto, sta' calmo:  una brutta notte per nuotarci dentro. Ora un fuocherello in un campo incolto sarebbe come il cuore di un vecchio puttaniere: una piccola scintilla, tutto il resto del corpo gelato. Guarda, arriva un fuoco che cammina.

.Entra Gloucester con una torcia..

EDGAR
Questo  il turpe demonio Flibbertigibbet. Comincia al coprifuoco e va in giro fino al primo canto del gallo. Fa venire la cataratta, gli occhi strabici e il labbro leporino. D il mal della ruggine al grano che matura e tormenta la povera creatura della terra.
	.Tre volte San Vitoldo la terra percorse,
	la diavolessa incontr e le sue nove compagne,
	scendere la fece e la sua fede abiurare,
	vattene, strega, vattene, va' via!.

KENT
Come sta Vostra Grazia?

LEAR
Chi  quello?

KENT
Chi  l? Che cercate?

GLOUCESTER
Chi siete voi? I vostri nomi!

EDGAR
Il povero Tom, che mangia la ranocchia che nuota, il rospo, il girino, la lucertola e il ramarro; che nella furia del suo cuore, quando il turpe demonio si scatena, mangia sterco di vacca al posto dell'insalata, inghiotte il ratto vecchio e il cane morto, beve il mantello verde dell'acqua stagnante,  cacciato via a frustate di parrocchia in parrocchia, messo in ceppi e incarcerato; ha tre vestiti per la schiena e sei camicie per il corpo,
	.Un cavallo per cavalcare, armi da portare,
	ma topi, ratti e simile cacciagione
	per sette lunghi anni sono stati
	il cibo di Tom..
Attenti a chi mi segue. Sta' buono, Smulkin! Sta' buono, demonio.

GLOUCESTER
Come? Vostra Grazia non ha compagnia migliore?

EDGAR
Il Principe delle Tenebre  un gentiluomo; si chiama Modo, e Mahu.

GLOUCESTER
	La nostra carne e sangue, mio signore,
	 diventata cos vile che odia chi l'ha fatta.

EDGAR
	Il povero Tom ha freddo.

GLOUCESTER
	Venite dentro con me. Il mio dovere non sopporta
	ch'io obbedisca in tutto agli ordini crudeli
	delle vostre figlie. Sebbene m'abbiano ingiunto
	di sbarrare le mie porte lasciando che questa notte
	tiranna s'impadronisca di voi, io ho osato
	venir fuori a cercarvi per condurvi dove
	fuoco e cibo sono pronti.

LEAR
	Lasciami parlare, prima, con questo filosofo.
	Qual  la causa del tuono?

KENT
	Mio buon signore, accettate la sua offerta,
	andate al coperto.

LEAR
	Voglio dire una parola a questo dotto Tebano.
	Che cosa studi?

EDGAR
	Come prevenire il demonio e uccidere i pidocchi.

LEAR
	Lascia che ti chieda una cosa in privato.

KENT
	Insistete un'altra volta perch venga,
	mio signore. La sua mente vacilla.

GLOUCESTER
	Puoi fargliene una colpa? (.Continua il temporale..)
	Le sue figlie vogliono la sua morte. Il buon Kent
	l'aveva detto, lui, povero esiliato!
	Tu dici che il re impazzisce; io ti dico,
	amico, che sono quasi pazzo anch'io.
	Avevo un figlio, che ora ho bandito
	dal mio sangue, voleva la mia vita, ora,
	appena ora. Lo amavo, amico,
	a nessun padre il figlio era pi caro.
	Per dirti il vero, il dolore mi ha toccato
	la mente. Che notte  questa! Supplico
	Vostra Grazia -

LEAR
	Oh, vi chiedo piet, signore. Concedetemi,
	nobile filosofo, la vostra compagnia.

EDGAR
	Tom ha freddo.

GLOUCESTER
	Su, amico, nella capanna: ti riscalder.

LEAR
	Avanti, andiamo dentro tutti.

KENT
	Da questa parte, mio signore.

LEAR
	Con lui. Voglio stare con il mio filosofo.

KENT
	Accontentatelo, buon signore; lasciate
	che se lo porti dietro.

GLOUCESTER
	Pensaci tu.

KENT
	Ehi, tu, vieni. Vieni con noi.

LEAR
	Avanti, buon Ateniese.

GLOUCESTER
	Niente parole, niente parole! Ssst.

EDGAR
	.Rolando il cavaliere
	giunse alla torre nera,.
	sempre diceva:. "Dan, dan,
	sento sangue di Britanno.". (.Escono..)

/:/Scena V


(.Sala nel Castello di Gloucester..)

.Entrano Cornovaglia e Edmund..

CORNOVAGLIA
Avr la mia vendetta prima di lasciare la sua casa.

EDMUND
 possibile, mio signore, ch'io venga criticato per aver subordinato la natura alla lealt:  qualcosa che a pensarci mi spaventa.

CORNOVAGLIA
Ora mi rendo conto che non  stata soltanto la malvagia disposizione di tuo fratello a fargli cercare la sua morte, ma una trama ambiziosa messa in atto da una riprovevole malvagit anche in tuo padre.

EDMUND
Sorte maligna, la mia, se debbo pentirmi di essere onesto. Questa  la lettera di cui parlava e che lo dimostra una spia del Francia. Oh, volessero i Cieli che questo tradimento non ci fosse, o che non fossi io a scoprirlo.

CORNOVAGLIA
Vieni con me dalla Duchessa.

EDMUND
Se ci di cui si parla in questo foglio  vero avete in mano una grossa carta.

CORNOVAGLIA
Vero o falso, ti ha fatto Conte di Gloucester. Cerca di sapere dov' tuo padre, in modo che sia pronto per la cattura.

EDMUND (.a parte..)
Se lo trovo ad aiutare il Re, questo rafforzer i suoi sospetti. (.Ad alta voce..) Perseverer nella mia linea di lealt, anche se il conflitto tra questa e il mio sangue  duro.

CORNOVAGLIA
Avr fiducia in te, e tu troverai nel mio affetto un padre pi caro. (.Escono..)

/:/Scena VI


(.Stanza in una casa di campagna presso il Castello..)

.Entrano Gloucester e Kent..

GLOUCESTER
Qui  meglio che all'aria aperta: accontentatevi. Cercher di accrescere il conforto come posso. Non star via molto.

KENT
Tutti i poteri del suo intelletto hanno ceduto alla sua furia. Gli Dei ricompensino la vostra bont.
(.Esce Gloucester..)

.Entrano Lear, Edgar e il Matto..

EDGAR
Frateretto mi chiama e mi dice che Nerone va a pesca sul lago delle tenebre. Prega, innocente, e guardati dal turpe demonio!

MATTO
Ti prego, Zietto, dimmi se un pazzo  un gentiluomo o un borghese.

LEAR
	Un Re, un Re!

MATTO
No!  un borghese che ha un gentiluomo come figlio, perch  pazzo quel borghese che fa di suo figlio un gentiluomo prima di lui.

LEAR
	Averne mille con rossi spiedi ardenti
	che vengano fischiando su di loro!

EDGAR
	Il turpe demonio mi morde la schiena.

MATTO
 pazzo chi si fida della docilit di un lupo, della salute di un cavallo, dell'amore di un ragazzo, o del giuramento di una puttana.

LEAR
	Sar fatto; le citer subito in giudizio.
	(.A Edgar..) Vieni, siediti qui, dottissimo giudice.
	(.Al Matto..) Tu, sapiente signore, siedi qui. Ora voi, volpi!

EDGAR
Guardate come sta fermo e ci fissa! Ti servono occhi al processo, madama?
		.Vieni da me, Bessy, sul torrente -.

MATTO (.canta..)
		.La sua barca ha una falla
		e lei non pu dire
		perch non osa venire da te!.

EDGAR
Il turpe demonio perseguita il povero Tom con la voce d'un usignolo. Saltapicchio grida nella pancia di Tom perch vuole due aringhe bianche. Non ruttare, angelo nero, io non ho cibo per te.

KENT
	Come state, signore? Non rimanete in piedi
	stupefatto. Non volete stendervi sui cuscini?

LEAR
	Voglio vedere il loro processo, prima.
	Entrino i testimoni. (.A Edgar..) Tu, togato
	ministro di giustizia, prendi il tuo posto.
	(.Al Matto..) E tu, suo degno collega nel giudizio,
	siedigli accanto. (.A Kent..) Tu fai parte
	della corte: siedi anche tu.

EDGAR
	Lavoriamo con giustizia.
		.Mio bel pastorello, dormi o sei sveglio?
			Le tue pecore sono nel campo,
		ma basta un fischio della tua bocca graziosa
			e le tue pecore non avranno danno..
	Purr, il gatto  grigio.

LEAR
Cominciamo con lei.  Goneril. Qui giuro davanti a questa onorevole assemblea che ha preso a calci il povero Re suo padre.

MATTO
	Venite qui, madama. Vi chiamate Goneril?

LEAR
	Non pu negarlo.

MATTO
	Vi chiedo scusa, vi avevo preso per uno sgabello.

LEAR
	Ed eccone un'altra il cui viso distorto
	dice di che stoffa  fatto il suo cuore.
	Fermatela! Armi, armi! spada! fuoco!
	Qui c' corruzione! Falso giustiziere,
	perch l'hai lasciata fuggire?

EDGAR
	Benedetti i tuoi cinque sensi!

KENT
	O piet! Signore, dov' ora la pazienza
	di cui tanto spesso vi siete vantato?

EDGAR (.a parte..)
	Le mie lacrime cominciano a prendere a tal punto
	le sue parti, che danneggiano il mio travestimento.

LEAR
	I cagnolini e tutti,
	Trappola, Bianchetto e Dolcino, vedete,
	mi abbaiano contro.

EDGAR
	Tom gli tirer dietro la testa. Avanti, cagnacci!
		Sia la tua bocca nera o bianca,
		e velenoso il dente che morde,
		feroce mastino, levriero, bastardo,
		segugio o bracco, botolo o spagnolo,
		coda mozza o coda lunga,
		Tom lo far piangere e guaire.
		Ecco, gli getto dietro la testa
		tutti i cani saltano via.
Do, de, de, de. Sci! Avanti, in marcia verso le veglie, le fiere e i mercati. Povero Tom, il tuo corno  secco.

LEAR
E allora si faccia l'autopsia a Regan, vediamo che cosa le cresce intorno al cuore. C' una qualche causa naturale che renda i cuori cos duri? (.A Edgar..) Voi, signore, vi arruolo tra i miei cento. Solo che non mi piace la foggia dei vostri abiti. Voi direte che sono persiani: ma cambiateli.

KENT
Ora, mio buon signore, stendetevi e riposate un poco.

LEAR
Non fate rumore, non fate rumore. Tirate le tende. Cos, cos. Andremo a cena al mattino.

MATTO
E io andr a letto a mezzogiorno.

.Rientra Gloucester..

GLOUCESTER
	Vieni qui, amico: dov' il Re mio signore?

KENT
	Qui, signore; ma non disturbatelo,  fuor di senno.

GLOUCESTER
	Ti prego, buon amico, prendilo tra le braccia:
	ho sentito d'un complotto mortale contro di lui.
	C' una lettiga pronta; stendilo l
	e muovi verso Dover, amico, dove avrai
	buona accoglienza e protezione. Solleva il tuo padrone:
	se ritarderai di mezz'ora, la sua vita, la tua
	e quella di quanti si offrono di difenderlo,
	troveranno morte sicura. Su, su, seguimi,
	ti guider dove potrai ricevere i primi aiuti.

KENT
	La natura oppressa dorme. Questo riposo
	avrebbe potuto come un balsamo lenire
	i tuoi nervi spezzati, che sar arduo curare
	se non soccorrono le circostanze. (.Al Matto..) Su, aiuta
	a trasportare il tuo padrone; non devi
	restare indietro.

GLOUCESTER
	Avanti, avanti, via!
(.Escono Kent, Gloucester e il Matto, trasportando via il Re..)

EDGAR
	Quando vediamo chi  pi grande di noi
	sopportare i nostri mali, quasi non sentiamo nemiche
	le nostre sventure. Chi soffre solo
	soffre soprattutto nell'animo,
	lasciandosi indietro libert e gioia,
	ma l'animo pu sopportare molta sofferenza
	quando il dolore ha amici, e il male compagnia.
	Come la mia pena mi sembra leggera
	e sopportabile quando ci che piega me
	fa curvare il Re: per lui le figlie,
	per me mio padre. Via, Tom!
	Attento alle discordie dei grandi, e rivelati
	quando la falsa calunnia, i cui pensieri
	ingiusti ti diffamano, sar smentita
	dalla verit delle tue prove, e tu riabilitato.
	Accada stanotte quel che vuole, purch il Re
	sia salvo! Nasconditi, nasconditi! (.Esce..)

/:/Scena VII


(.Sala nel Castello di Gloucester..)

.Entrano Cornovaglia, Regan, Goneril, Edmund e servi..

CORNOVAGLIA (.a Goneril..)
Recatevi al pi presto da Monsignore vostro marito. Mostrategli questa lettera. L'esercito di Francia  sbarcato. Cercate il traditore Gloucester.
(.Escono alcuni dei servi..)

REGAN
Impiccatelo all'istante!

GONERIL
Strappategli gli occhi!

CORNOVAGLIA
Lasciatelo al mio sfavore. Edmund, accompagna nostra cognata. Le vendette che siamo costretti a prenderci su tuo padre traditore non sono fatte perch tu le veda. Avvisa il Duca da cui ti stai recando che si prepari al pi presto; noi faremo lo stesso. Dovremo scambiarci informazioni rapide. Addio, cara sorella. Addio, signore di Gloucester.
.Entra Oswald..
E allora? Dov' il Re?

OSWALD
	Il signore di Gloucester lo ha fatto fuggire.
	Trentacinque o trentasei dei suoi cavalieri,
	che lo cercavano affannosamente, l'hanno incontrato alla porta
	e con altri dipendenti del Conte
	sono andati con lui verso Dover; l
	si vantano di avere amici bene armati.

CORNOVAGLIA
	Ordina i cavalli per la tua padrona.

GONERIL
	Addio, dolce signore, addio, sorella.

CORNOVAGLIA
	Edmund, addio. (.Escono Goneril, Edmund e Oswald..)
			Andate a cercare
	il traditore Gloucester. Legatelo come un ladro,
	portatelo davanti a noi. (.Escono altri servi..) Sebbene non possiamo
	metterlo a morte senza un processo formale,
	tuttavia il nostro potere s'inchiner alla nostra collera,
	che gli uomini possono biasimare ma non
	controllare. Chi  l? Il traditore?

.Rientrano i servi con Gloucester prigioniero..

REGAN
	Volpe ingrata,  lui!

CORNOVAGLIA
	Legategli strette le braccia rinsecchite.

GLOUCESTER
	Cosa intendono le Vostre Grazie? Ricordate,
	miei buoni amici, che siete miei ospiti.
	Non trattatemi male, amici.

CORNOVAGLIA
	Legatelo, dico. (.I servi lo legano..)

REGAN
	Stretto, stretto! Sporco traditore!

GLOUCESTER
	Non io, spietata signora.

CORNOVAGLIA
	Legatelo a questa sedia. Canaglia, ora vedrai -
(.Regan gli tira la barba..)

GLOUCESTER
	Per gli Dei benigni, tirarmi la barba
	 un atto ignobile.

REGAN
	Cos bianco, e cos traditore!

GLOUCESTER
	Donna malvagia, questi peli
	che mi strappi dal mento si rizzeranno
	ad accusarti. Io sono il vostro ospite;
	con mani di banditi non dovreste far violenza
	ai miei favori ospitali. Che intenzioni avete?

CORNOVAGLIA
	Su, signore, che lettere avete
	ricevuto ultimamente dalla Francia?

REGAN
	Rispondete con franchezza, conosciamo la verit.

CORNOVAGLIA
	E che rapporti avete con i traditori
	appena sbarcati nel regno?

REGAN
	Nelle mani di chi avete mandato
	il Re lunatico? Parlate.

GLOUCESTER
	Ho ricevuto una lettera con qualche congettura
	che veniva da uno di parte neutrale
	e non da uno a voi ostile.

CORNOVAGLIA
	Astuto.

REGAN
	E falso.

CORNOVAGLIA
	Dove hai mandato il Re?

GLOUCESTER
	A Dover.

REGAN
	Perch a Dover? Non avevi il dovere,
	a costo di -

CORNOVAGLIA
	Perch a Dover? Lascia che prima
	risponda a questo.

GLOUCESTER
	Sono al palo e debbo affrontare i cani.

REGAN
	Perch a Dover?

GLOUCESTER
	Non volevo vedere le tue unghie crudeli
	strappargli i poveri vecchi occhi;
	n la tua feroce sorella affondare
	le sue zanne di cinghiale nella sua carne consacrata.
	Il mare, con una tempesta come quella
	che la sua testa nuda ha sopportato nella notte
	nera come l'inferno, si sarebbe sollevato
	a spegnere i fuochi delle stelle; eppure,
	povero vecchio cuore, ha aiutato
	i cieli a piovere. Se in quell'ora paurosa
	alla tua porta avessero ululato i lupi,
	avresti detto: "Aprila, buon portiere."
	Tutti gli altri esseri crudeli
	cedono alla piet. Ma io vedr
	la vendetta alata raggiungere tali figlie.

CORNOVAGLIA
	Vederla non potrai mai. Voi,
	tenete ferma la sedia. Metter il piede
	su questi tuoi occhi.

GLOUCESTER
	Chi vuole vivere fino alla vecchiaia
	mi porga aiuto! O crudele! O Dei!

REGAN
	Una parte rider dell'altra. Anche l'altro!

CORNOVAGLIA
	Se vedi la vendetta -

PRIMO SERVO
	Fermatevi, signore! Vi ho servito da quando
	ero bambino ma mai vi ho fatto
	servizio migliore che dicendovi di fermarvi.

REGAN
	Ebbene, cane?

PRIMO SERVO
	Se sul mento portaste la barba ve la scuoterei,
	davanti a questo.

REGAN
	Che significa?

CORNOVAGLIA
	A me, canaglia! (.Sguainano la spada e combattono..)

PRIMO SERVO
	Avanti allora, e decida l'ira.

REGAN
	Dammi la spada. Un villano ribellarsi cos!
(.Prende una spada e lo assale da dietro..)

PRIMO SERVO
	Oh! sono stato colpito! Mio signore,
	v' rimasto un occhio per vederlo punito. Oh! (.Muore..)

CORNOVAGLIA
	Impediamo che veda di pi. Via,
	gelatina ignobile! Dov' la tua lampada, ora?

GLOUCESTER
	Tutto  buio e senza consolazione.
	Dov' mio figlio Edmund? Accendi, Edmund,
	tutte le faville della natura per vendicare
	questo atto orrendo.

REGAN
	Via, scellerato traditore! Tu chiami
	colui che ti odia.  stato lui a rivelarci
	i tuoi tradimenti, lui troppo buono
	per avere piet di te.

GLOUCESTER
	Oh la mia follia! Allora Edgar
	 stato calunniato. O Dei benigni,
	perdonate me e aiutate lui!

REGAN
	Buttatelo fuori della porta. Si trovi
	col naso la strada per Dover. (.Esce un servo con Gloucester..)
	Come state, mio signore? Come vi sentite?

CORNOVAGLIA
	Sono stato ferito. Seguitemi, signora.
	Cacciate via quella canaglia senza occhi.
	Gettate questo schiavo nel letamaio.
	Sanguino, Regan. Questa ferita
	giunge nel momento sbagliato. Datemi il braccio.
(.Esce Cornovaglia, condotto da Regan..)

SECONDO SERVO
	Non m'importa quale infamia compir
	se costui finisce bene.

TERZO SERVO
	Se lei vive a lungo e alla fine
	trova il corso usuale della morte,
	tutte le donne diventeranno mostri.

SECONDO SERVO
	Seguiamo il vecchio Conte e troviamo il pazzo
	che lo conduca dove vuole; la sua pazzia scatenata
	si pu permettere qualsiasi cosa.

TERZO SERVO
	Va' tu. Io cerco stoppa e chiara d'uovo
	per la sua faccia sanguinante. Il cielo lo aiuti!
(.Escono separatamente..)

/:/ATTO IV



.Scena I


(.Brughiera..)

.Entra Edgar..

EDGAR
	Meglio cos, tuttavia: sapere
	d'essere disprezzato piuttosto che stare
	ancora peggio, disprezzato senza saperlo.
	La cosa pi bassa e priva di fortuna
	ha ancora una speranza, non vive in paura:
	il mutamento pi lamentevole  dal meglio:
	il peggio torna al sorriso. E allora,
	sii benvenuta, aria senza sostanza
	che qui abbraccio. Lo sventurato che tu
	hai soffiato nel peggio, non deve nulla
	alle tue raffiche. Ma chi viene?
.Entra Gloucester, condotto da un Vecchio..
	Mio padre, con questa scorta? O mondo, mondo.
	o mondo! Se non fosse che i tuoi strani mutamenti
	ti fanno odiare da noi, la vita
	non cederebbe alla vecchiaia.

VECCHIO
	Mio buon signore, sono stato per ottant'anni
	fittavolo vostro e di vostro padre.

GLOUCESTER
	Via! Vattene! Vattene, buon amico,
	a me il tuo conforto non pu fare alcun bene,
	a te pu fare male.

VECCHIO
	Ma voi non vedete la strada.

GLOUCESTER
	Io non ho strada e perci non ho bisogno
	di occhi; quando vedevo ho inciampato.
	Si osserva spesso che ci che abbiamo
	ci danneggia e ci che ci manca si dimostra
	utile. O caro figlio Edgar,
	nutrimento dell'ira di tuo padre ingannato!
	Potessi vivere tanto da vederti al tatto,
	direi che ho di nuovo gli occhi.

VECCHIO
	Ebbene? Chi  l?

EDGAR (.a parte..)
	O Dei! Chi pu dire "Sono al peggio"?
	Io sto peggio di come mai sia stato.

VECCHIO
	 il povero Tom, il pazzo.

EDGAR (.a parte..)
	E posso stare ancora peggio;
	non siamo al peggio finch possiamo dire
	"questo  il peggio".

VECCHIO
	Dove vai, amico?

GLOUCESTER
	 un mendicante?

VECCHIO
	Mendicante, e anche pazzo.

GLOUCESTER
	Un po' deve ragionare, ch altrimenti
	non potrebbe mendicare. Durante il temporale
	della notte scorsa ho visto un tale
	che mi ha fatto pensare all'uomo come
	ad un verme. Mi  venuto in mente mio figlio;
	eppure la mia mente, allora, non gli era
	amica. Da allora ho imparato di pi.
	Noi siamo per gli Dei come le mosche per i monelli:
	ci uccidono per il loro spasso.

EDGAR (.a parte..)
	Come pu essere? Brutto mestiere,
	quello di chi al dolore deve fare
	da buffone, facendo adirare se stesso
	e gli altri. (.Ad alta voce..) Dio ti benedica, padrone!

GLOUCESTER
	 l'uomo nudo?

VECCHIO
	S, mio signore.

GLOUCESTER
	Ti prego, allora, vattene. Se vorrai,
	per amor mio, raggiungerci a un miglio o due
	sulla strada di Dover, per l'antico affetto
	porta qualche vestito per quest'anima nuda
	alla quale chieder di guidarmi.

VECCHIO
	Ahim, signore,  pazzo.

GLOUCESTER
	 la piaga dei tempi quando i pazzi
	guidano i ciechi. Fa' come ti ho detto,
	o, piuttosto, fa' come vuoi.
	Ma, soprattutto, vattene.

VECCHIO
	Gli porter i vestiti migliori che possiedo,
	e vada come vada. (.Esce..)

GLOUCESTER
	Ehi, tu, uomo nudo!

EDGAR
	Il povero Tom ha freddo. (.A parte..) Non so pi recitare questa parte.

GLOUCESTER
	Vieni qui, amico.

EDGAR (.a parte..)
	Eppure devo. Benedetti i tuoi dolci occhi, sanguinano.

GLOUCESTER
	Conosci la strada per Dover?

EDGAR
Ogni varco e porta, pista per cavalli e sentiero per uomini. Al povero Tom hanno fatto tanta paura che  andato fuor di senno: guardati, figlio di un uomo buono, dal turpe demonio. Cinque demoni sono entrati insieme nel povero Tom: quello della lussuria, Obidicut; Hoberdidance, principe del silenzio; Mahu, dei ladri; Modo, degli assassini; Flibbertigibbet, degli smorfiosi e dei damerini che da allora possiede cameriere e dame di compagnia. Perci sii benedetto, padrone!

GLOUCESTER
	Ecco, prendi questa borsa, tu
	che le piaghe del cielo hanno umiliato
	con tutti i loro colpi. Che io sia sventurato
	rende te pi felice. O cieli, fate
	che l'uomo che ha il superfluo e si nutre
	di lussuria, piegando a s i vostri decreti,
	e che non vede perch non sente,
	senta subito il vostro potere.
	Una giusta distribuzione dovrebbe in tal modo
	porre fine agli eccessi e ogni uomo
	avere abbastanza. Conosci Dover?

EDGAR
	S, padrone.

GLOUCESTER
	C' una scogliera il cui alto capo
	ricurvo guarda impaurito l'abisso
	sottostante; basta che tu mi conduca
	all'orlo e io riparer la miseria
	che sopporti con qualcosa di prezioso che ho
	con me. Da l non avr bisogno di una guida.

EDGAR
	Dammi il braccio. Il povero Tom ti guider. (.Escono..)

/:/Scena II


(.Davanti al Palazzo del Duca di Albany..)

.Entrano Goneril e Edmund..

GONERIL
	Benvenuto, mio signore. Mi stupisce che il nostro
	mite marito non ci sia venuto incontro.
.Entra Oswald..
	Ebbene, dov' il tuo padrone?

OSWALD
	Dentro, signora: ma un uomo non  mai
	cambiato tanto. Gli ho detto dell'esercito
	ch'era sbarcato; ha sorriso. Gli ho detto
	che voi stavate venendo. Ha risposto: "Tanto peggio".
	Quando l'ho informato del tradimento di Gloucester
	e del servizio leale di suo figlio
	mi ha chiamato sciocco e mi ha detto
	che avevo frainteso tutto. Quello
	che gli dovrebbe dispiacere sembra rallegrarlo;
	quello che  giusto, offenderlo.

GONERIL (.a Edmund..)
	Voi allora non procedete oltre.
	 il terrore codardo del suo animo
	che non osa agire. Non sente i torti
	che lo legano a una risposta. I desideri espressi da noi
	lungo il cammino forse si compiranno.
	Tornate, Edmund, da mio cognato.
	Affrettate l'arruolamento e guidate le sue forze.
	Io qui debbo cambiare le insegne
	e mettere la conocchia nelle mani di mio marito.
	Questo servo fidato sar tramite tra noi;
	se oserete rischiare a vostro vantaggio
	 probabile che tra non molto sentirete
	il richiamo d'una donna. Prendete questo. Non parlate.
(.Dandogli un pegno..)
	Piega il capo. Se osasse parlare,
	questo bacio tenderebbe il tuo spirito al cielo.
	Pensaci, e addio.

EDMUND
	Vostro nei ranghi della morte.

GONERIL
	Mio carissimo Gloucester! (.Esce Edmund..)
	Oh la differenza tra uomo e uomo!
	A te sono dovuti i servigi di una donna:
	il mio corpo  usurpato da un pagliaccio.

OSWALD
	Signora, viene il Duca. (.Esce..)

.Entra Albany..

GONERIL
	Forse valgo ancora un fischio.

ALBANY
	O Goneril! Tu non vali la polvere che il vento
	rude soffia sul tuo viso. Temo
	le tue inclinazioni: la natura che disprezza
	la propria origine non pu essere frenata.
	La pianta che strappa e sradica se stessa
	dalla sua linfa materiale deve per forza avvizzire
	e produrre frutti morti.

GONERIL
	Basta - questa predica  insulsa.

ALBANY
	Saggezza e bont sembrano vili ai vili.
	Gli immondi gustano solo se stessi. Che cosa
	avete fatto? Tigri, non figlie,
	che cosa avete compiuto? Un padre,
	un vecchio gentile e buono la cui reverenza
	persino l'orso tirato per il naso leccherebbe,
	voi barbare, degeneri, l'avete fatto
	impazzire. E il mio buon fratello ha potuto
	sopportarlo? Un uomo, un principe da lui
	tanto beneficato? Se i cieli non mandano presto
	i loro spiriti visibili a punire queste
	offese vili, l'umanit per forza
	deve far preda di se stessa, come mostri dell'abisso.

GONERIL
	Uomo dal fegato di latte, che porti
	una guancia per gli schiaffi e una testa per le offese,
	che sul viso non hai un occhio che distingua
	il tuo onore dalla tua umiliazione, che non sai
	che sono gli sciocchi ad avere piet dei criminali
	da punire prima che facciano danno.
	Dov' il tuo tamburo? Il re di Francia
	dispiega le sue bandiere nella nostra terra
	silenziosa, con elmo piumato prende
	a minacciare il tuo stato, mentre tu, sciocco
	moralista, te ne stai seduto ed esclami:
	"Ahim, perch mai fa cos?"

ALBANY
	Guardati, diavolo! La smorfia  meno orrenda
	in un demonio che in una donna.

GONERIL
	O inutile idiota!

ALBANY
	Tu cosa mutata e travestita, per la vergogna
	non rendere mostruosi i tuoi tratti. Se lasciassi
	che queste mani obbedissero al mio sangue,
	sarebbero tali da slogarti e lacerarti
	le ossa e la carne. Per quanto demonio,
	la tua forma di donna ti protegge.

GONERIL
	Al diavolo la tua maschilit - miao!

.Entra un Messaggero..

ALBANY
	Che novit?

MESSAGGERO
	Mio buon signore, il duca di Cornovaglia
	 morto, ucciso dal suo servo mentre stava
	cavando a Gloucester un occhio.

ALBANY
	Gli occhi di Gloucester!

MESSAGGERO
	Un servitore da lui allevato, scosso
	dal rimorso si  opposto a quest'atto, minacciando
	con la spada il suo grande padrone; il quale,
	infuriato, si  gettato su di lui e insieme
	alla moglie lo ha ucciso ma non senza ricevere
	quel colpo mortale che dopo lo ha finito.

ALBANY
	Ci dimostra che voi ci siete, lass,
	giustizieri che potete vendicare cos presto
	i nostri delitti di quaggi. Ma oh,
	povero Gloucester, ha perduto un occhio?

MESSAGGERO
	Tutt'e due, mio signore. Questa lettera, signora,
	esige una pronta risposta.  di vostra sorella.
(.Porge una lettera..)

GONERIL (.a parte..)
	Per un verso questo mi piace molto.
	Ma diventata vedova, e il mio Gloucester con lei,
	potrebbe far crollare sulla mia vita odiosa
	tutto l'edificio delle mie fantasie.
	Per altro verso, la notizia non  cattiva.
	(.Ad alta voce..) Leggo e rispondo. (.Esce..)

ALBANY
	Dov'era suo figlio mentre gli cavavano gli occhi?

MESSAGGERO
	Era venuto qui con la mia signora.

ALBANY
	Qui non c'.

MESSAGGERO
	No, mio buon signore; l'ho incontrato che tornava.

ALBANY
	Sa di quest'infamia?

MESSAGGERO
	S, mio buon signore.  stato lui a far la spia
	contro di lui, e ha lasciato la casa
	perch la loro punizione potesse avere
	pi libero corso.

ALBANY
	Gloucester, io vivo per ringraziarti
	dell'amore che hai mostrato al Re e per vendicare
	i tuoi occhi. Vieni qui, amico, dimmi
	che altro sai. (.Escono..)

/:/Scena III


(.Il campo francese vicino Dover..)

.Entrano Kent e un Gentiluomo..

KENT
Perch il Re di Francia  tornato indietro cos all'improvviso? Ne conoscete il motivo?

GENTILUOMO
Qualcosa che ha lasciato in sospeso nel suo regno e cui ha pensato fin dal suo arrivo; qualcosa che implica tanti timori e pericoli per il regno da esigere e rendere necessario il suo ritorno di persona.

KENT
A chi ha lasciato il comando?

GENTILUOMO
Al Maresciallo di Francia, Monsieur La Far.

KENT
La vostra lettera ha spinto la Regina a manifestare un qualche dolore?

GENTILUOMO
	S, signore: l'ha presa, l'ha letta
	in mia presenza, e di tanto in tanto
	una grande lacrima le scendeva lungo
	la guancia delicata. Sembrava
	regina d'una passione che, ribelle,
	cercasse di diventare il suo re.

KENT
	Dunque era commossa!

GENTILUOMO
	Non fino all'ira: pazienza e dolore
	lottavano per chi dovesse renderla pi bella.
	Avete visto sole e pioggia insieme:
	cos le sue lacrime e i suoi sorrisi,
	ma con pi grazia; quei sorrisetti lieti
	che giocavano sul suo ricco labbro parevano
	ignorare gli ospiti dei suoi occhi, che di l
	si congedavano come perle sgocciolate da diamanti.
	In breve, il dolore sarebbe una rarit
	da tutti amata, se a tutti si addicesse cos.

KENT
	Non ha parlato, non ha fatto domande?

GENTILUOMO
	S, una volta o due ha esalato
	la parola "padre", ansimando, come se
	le opprimesse il cuore. Ha gridato; "Sorelle!
	Sorelle! Vergogna delle donne! Sorelle!
	Kent! padre! sorelle! Come?
	Nel temporale? Di notte? Pi non si abbia
	fede nella piet!" E l scosse
	la sacra acqua dai suoi occhi celesti,
	irrorando il grido. Poi si allontan
	per trattare col dolore da sola.

KENT
	Sono le stelle, le stelle lass,
	a governare la nostra condizione. Altrimenti
	la stessa coppia non potrebbe generare
	frutti cos diversi. Da allora
	non le avete pi parlato?

GENTILUOMO
	No.

KENT
	Fu prima che il Re tornasse?

GENTILUOMO
	No, dopo.

KENT
	Buon signore, il povero, tormentato
	Lear  in citt. A volte ricorda,
	nei suoi momenti migliori, perch siamo qui
	e in nessun modo vuole vedere sua figlia.

GENTILUOMO
	Perch, buon signore?

KENT
	Una sovrana vergogna lo trattiene; la crudelt
	che tolse a lei la sua benedizione,
	la spinse verso pericoli stranieri, cedendo
	i suoi diritti alle figlie dal cuore di cane -
	tutto questo punge il suo animo
	con tanto veleno che una vergogna cocente
	lo tiene lontano da Cordelia.

GENTILUOMO
	Ahim, povero signore!

KENT
	Avete notizia delle forze di Albany e Cornovaglia?

GENTILUOMO
	S, sono in marcia.

KENT
	Bene, signore, vi porter dal nostro
	padrone Lear, e vi lascer al suo servizio.
	Motivi importanti mi terranno nascosto
	ancora un poco. Quando potr rivelarmi
	non vi pentirete di questa conoscenza.
	Vi prego, venite con me. (.Escono..)

/:/Scena IV


(.La stessa..)

.Entrano, con tamburi e stendardi, Cordelia, un dottore e soldati..

CORDELIA
	Ahim,  lui! Proprio ora l'hanno incontrato,
	pazzo come il mare in tempesta, che a piena voce
	cantava, incoronato di fumaria marcia
	e di malerba, lappole, cicuta, ortiche,
	fior di cuculo, loglio, e d'ogni erbaccia
	che cresce nel frumento che ci nutre. Mandate
	una centuria - cercate in ogni acro
	del campo erboso e portatelo davanti
	ai nostri occhi. (.Esce un ufficiale..)
	Cosa pu la sapienza dell'uomo per ridargli
	il senso di cui fu privato? Chi l'aiuta
	si prenda tutta la mia ricchezza.

DOTTORE
	I mezzi ci sono, signora; la nutrice della natura
	 il riposo, di cui egli manca, e per poterlo
	provocare in lui esistono molte
	erbe efficaci il cui potere chiude
	gli occhi all'angoscia.

CORDELIA
	Voi tutti, segreti benedetti, voi tutte,
	virt sconosciute della terra, sgorgate
	con le mie lacrime! Siate d'aiuto
	e rimedio alla sventura di un uomo buono!
	Cercatelo, cercatelo, affinch la sua furia
	senza controllo non distrugga la vita
	che manca dei mezzi per guidarla.

.Entra un messaggero..

MESSAGGERO
	Novit, signora. Le forze inglesi
	marciano verso di noi.

CORDELIA
	Lo sapevamo. Siamo preparati
	ad affrontarle. O caro padre,
	 per causa tua che sono qui. Per questo
	il grande Francia ha avuto compassione
	delle mie lacrime dolenti ed importune.
	Nessuna gonfia ambizione spinge
	le nostre armi, ma amore, amore vero,
	e il diritto del nostro vecchio padre. Presto
	possa io sentirlo e vederlo! (.Escono..)

/:/Scena V


(.Sala nel Castello di Gloucester..)

.Entrano Regan e Oswald..

REGAN
	Ma le forze di mio cognato sono in campo?

OSWALD
	S, signora.

REGAN
	E lui  l in persona?

OSWALD
	Molto a malincuore, signora. Tra i due,
	vostra sorella  il soldato migliore.

REGAN
	Il conte Edmund ha parlato, a casa,
	col tuo signore?

OSWALD
	No, signora.

REGAN
	Cosa pu esserci nella lettera di mia sorella a lui?

OSWALD
	Non lo so, signora.

REGAN
	Credimi, da qui  ripartito per ragioni
	serie.  stato un grande errore,
	cavati gli occhi a Gloucester, lasciarlo in vita.
	Dovunque vada muove tutti i cuori
	contro di noi. Edmund  andato,
	per piet, credo, della sua sventura, a finire
	la sua vita di buio e a controllare, inoltre,
	la forza del nemico.

OSWALD
	Debbo seguirlo, signora, con la mia lettera.

REGAN
	Le nostre truppe si mettono in marcia domani.
	Resta con noi. C' pericolo sulle strade.

OSWALD
	Non posso, signora. La mia padrona
	mi impegna a questo incarico.

REGAN
	Perch scrivere a Edmund? Non potresti
	comunicargli a voce le sue intenzioni?
	Forse - certe cose - non so. Ti amer molto,
	fammi dissigillare la lettera.

OSWALD
	Preferirei, signora -

REGAN
	So che la tua padrona non ama
	suo marito - ne sono certa - e l'ultima volta
	che  stata qui lanciava occhiate
	strane ed eloquenti al nobile Edmund.
	So che ti ha nel cuore.

OSWALD
	Me, signora?

REGAN
	In confidenza, voglio dire.  cos - lo so.
	Perci ti consiglio di riflettere su questo:
	il mio signore  morto. Edmund e io
	ci siamo parlati e lui  pi adatto
	alla mia mano che non a quella della tua
	padrona. Il resto puoi immaginarlo.
	Se lo trovi dagli questo, ti prego,
	e quando parlerai con la tua padrona,
	dille, ti prego, di usare saggezza.
	Addio, intanto.
	Se ti capita di sentire di quel cieco traditore,
	sar premiato chi sapr liquidarlo.

OSWALD
	Vorrei poterlo incontrare, signora.
	Mostrerei a quale partito appartengo.

REGAN
	Addio. (.Escono..)

/:/Scena VI


(.Campagna nei pressi di Dover..)

.Entra Gloucester, con Edgar vestito da contadino..

GLOUCESTER
	Quando arriver in cima alla montagna?

EDGAR
	State gi salendo. Che fatica!

GLOUCESTER
	Mi sembra d'essere in pianura.

EDGAR
	La strada  terribilmente ripida. Ascoltate!
	Sentite il mare?

GLOUCESTER
	Per la verit, no.

EDGAR
	Gli altri vostri sensi sono resi imperfetti
	dal dolore degli occhi.

GLOUCESTER
	Pu darsi che sia cos. Mi sembra
	che la tua voce sia mutata, e che tu parli
	e ragioni meglio di prima.

EDGAR
	Vi ingannate di molto. In nulla sono mutato
	se non negli abiti.

GLOUCESTER
	Mi sembra che tu parli meglio.

EDGAR
	Avanti, signore, il posto  qui.
	Fermatevi! Gettare gli occhi cos in basso fa paura
	e la testa gira! I corvi e le cornacchie
	che volano a mezz'aria sembrano grandi appena
	come scarafaggi. A mezza costa
	spenzola uno che raccoglie finocchio -
	mestiere orrendo! Mi sembra non pi grande
	della sua testa. I pescatori che camminano sulla riva
	sembrano topi, e il grande bastimento
	che sta all'ancora  come una scialuppa,
	e la scialuppa una boa troppo piccola
	per la vista. L'onda mormorante che s'abbatte
	sugli innumerevoli immobili ciottoli
	da quass non si pu udire. Non guardo pi,
	per paura che il cervello impazzisca e la vista
	offuscata mi getti gi a capofitto.

GLOUCESTER
	Mettimi dove stai tu.

EDGAR
	Datemi la mano. Ora siete a un passo
	dal limite estremo. Per tutto ci che esiste
	sotto la luna, da l non salterei.

GLOUCESTER
	Lascia la mano. Ecco, amico,
	un'altra borsa. In essa c' un gioiello
	che a un povero conviene prendere: Dei e fate
	te lo facciano fruttare. Vattene, ora.
	Dimmi addio, e fammi sentire
	che te ne vai.

EDGAR
	Allora addio, buon signore.

GLOUCESTER
	Con tutto il cuore.

EDGAR (.a parte..)
	Se scherzo con la sua disperazione
	 solo per guarirla.

GLOUCESTER (.inginocchiandosi..)
	O Dei potenti!
	Rinuncio a questo mondo e davanti ai vostri occhi
	mi scuoto con pazienza di dosso la mia
	grande afflizione. Se potessi sopportarla
	ancora e non scontrarmi con le vostre
	immense volont dominatrici, il lucignolo
	e la parte odiata della mia natura
	brucerebbero fino a consumarsi. Edgar,
	se vive, beneditelo! E ora addio, amico.

EDGAR
	Vado, signore, addio. (.Gloucester si getta in avanti e cade..)
	E per pu darsi che il pensiero lo derubi
	del tesoro della vita, se la vita stessa
	cede al furto. Fosse stato
	dove pensava, ora il pensiero
	sarebbe passato. Vivo o morto?
	Signore! Amico! Mi sentite, signore?
	Parlate - potrebbe morire davvero.
	Ma rinviene. Chi siete, signore?

GLOUCESTER
	Via, e lasciami morire.

EDGAR
	Se fossi stato altro che ragnatela,
	piume, aria, precipitando gi per tante
	tese, ti saresti rotto come un uovo.
	Ma tu respiri, hai una sostanza dura,
	non sanguini, parli, sei intero. Dieci
	alberi maestri uno sull'altro
	non fanno l'altezza da cui tu a perpendicolo
	sei caduto. La tua vita  un miracolo.
	Parla di nuovo.

GLOUCESTER
	Ma sono caduto o no?

EDGAR
	Dalla cima paurosa di questo bastione di gesso.
	Guarda lass! L'allodola stridente
	non si pu pi n vedere n sentire. Guarda su.

GLOUCESTER
	Ahim, io non ho occhi.
	La sventura  dunque privata del beneficio
	di finire se stessa con la morte? Era un conforto,
	quando l'infelice poteva ingannare
	l'ira del tiranno e deluderne
	la volont superba.

EDGAR
	Datemi il braccio.
	Su, cos. Come va? Vi sentite le gambe?
	State in piedi.

GLOUCESTER
	Troppo bene, troppo bene.

EDGAR
	Questo  al di l di ogni prodigio. Cos'era
	che in cima alla scogliera si staccava da voi?

GLOUCESTER
	Un povero mendicante sfortunato.

EDGAR
	Stando quaggi mi pareva che i suoi occhi
	fossero due lune piene; aveva
	mille nasi, corna ritorte
	e ondulate come il mare increspato. Era
	un qualche demonio. Padre felice,
	pensa perci che gli Dei purissimi,
	onore dei quali sono gli atti
	impossibili agli uomini, ti hanno salvato.

GLOUCESTER
	Ricordo, adesso. D'ora in avanti
	sopporter l'afflizione finch essa stessa non gridi
	"basta, basta!", e muoia. La cosa
	di cui tu parli la presi per un uomo;
	spesso diceva "il demonio, il demonio!":
	mi ha condotto lass.

EDGAR
	Abbi pensieri liberi e pazienti. Ma chi viene?
.Entra Lear, fantasticamente vestito di fiori selvatici..
	Una mente sana non consentirebbe
	a chi la possedesse di vestirsi cos.

LEAR
No, non possono accusarmi di battere moneta falsa: io sono il Re.

EDGAR
O vista che spezza il cuore!

LEAR
La natura  al di sopra dell'arte, su quel punto. Ecco il denaro per le reclute. Quel tipo maneggia l'arco come uno spaventapasseri. Tendimene un metro da sarto. Guarda, guarda! un topo. Zitti, zitti, questo pezzo di formaggio tostato baster. Ecco il mio guanto: mi batter con un gigante. Fate avanzare gli alabardieri. Bel volo, uccello! A bersaglio, a bersaglio! Iuuh! La parola d'ordine.

EDGAR
Dolce maggiorana.

LEAR
Passate.

GLOUCESTER
Quella voce la conosco.

LEAR
Ah! Goneril con la barba bianca! Mi hanno lisciato come un cane e mi hanno detto che avevo peli bianchi nella barba prima che ci fossero quelli neri. Dire "s" e "no" a tutto quello che dicevo. "S" e insieme "no" non era buona teologia. Quando la pioggia  venuta a bagnarmi e il vento a farmi battere i denti, quando il tuono non ha taciuto al mio comando: allora li ho scoperti, allora li ho stanati. Via, non sono uomini di parola; mi hanno detto che ero tutto.  una menzogna. Non sono a prova di febbre.

GLOUCESTER
	Il tono di quella voce lo ricordo bene.
	Non  il Re?

LEAR
	S, il Re, ogni pollice un Re.
	Se lo fisso, guarda come il suddito trema.
	A quell'uomo faccio grazia della vita.
	Qual era la sua colpa? L'adulterio?
	Non morirai. Morire per adulterio?
	No, lo compie lo scricciolo, e la minuscola
	mosca dorata pecca di lussuria
	alla mia vista. Prosperi la copula!
	Il figlio bastardo di Gloucester fu pi buono
	verso suo padre delle mie figlie generate
	tra lenzuola legittime. Avanti, lussuria, in mucchio!
	Mi mancano soldati. Guardate quella dama civettuola
	il cui viso tra le sue forche fa presagire neve,
	che biascica virt e scuote la testa
	nell'udire il nome del piacere - nemmeno
	la puzzola e lo stallone ingrassato vi si danno
	con appetito pi sfrenato del suo. Dalla vita in gi
	sono Centauri, anche se sopra sono donne.
	Ma la propriet degli Dei arriva alla cintura:
	sotto  tutto del demonio: l  l'inferno,
	l le tenebre, l il pozzo
	di zolfo - consumazione che brucia,
	ferisce, puzza. Via, via, via! puah, puah!
	Dammi un'oncia di zibetto, buon farmacista,
	per profumare la mia immaginazione.
	Ecco del denaro per te.

GLOUCESTER
	Oh, lasciatemi baciare quella mano!

LEAR
	Fammela pulire, prima: puzza
	di mortalit.

GLOUCESTER
	O capolavoro in rovina della Natura!
	Questo grande mondo si consumer nel nulla.
	Mi riconoscete?

LEAR
	I tuoi occhi li ricordo abbastanza bene.
	Mi guardi storto? No, fa del tuo peggio,
	cieco Cupido: io non m'innamoro.
	Leggi questa sfida: osserva la calligrafia.

GLOUCESTER
	Se tutte le tue lettere fossero soli,
	non li potrei vedere.

EDGAR (.a parte..)
	Se me lo dicessero, non ci crederei.
	Ma  cos; e il mio cuore si spezza.

LEAR
	Leggi.

GLOUCESTER
	Come? Con le occhiaie?

LEAR
Oh, sei anche tu come me? Niente occhi nella testa, niente denaro nella borsa? I tuoi occhi sono in una custodia pesante, la tua borsa in una leggera; eppure, vedi come va il mondo.

GLOUCESTER
Lo vedo a tentoni.

LEAR
Cosa? Sei pazzo? Come va questo mondo si pu vederlo senza occhi. Guarda con le orecchie. Vedi come quel giudice rampogna quel ladruncolo? Porgi l'orecchio: cambiamo posto e, hopl, qual  il giudice e qual  il ladro? Hai mai visto il cane di un contadino abbaiare a un mendicante?

GLOUCESTER
S, signore.

LEAR
	E la creatura umana che scappava davanti alla bestia?
	L potresti vedere
	la grande immagine dell'Autorit:
	un cane in carica viene obbedito.
	Tu, maledetto aguzzino, ferma
	la mano sanguinaria! Perch frusti
	quella puttana? Scopriti la schiena:
	tu ardi dal desiderio di fare con lei
	quello per cui la frusti. L'usuraio
	impicca l'imbroglione. I vestiti stracciati
	fanno vedere i pi piccoli vizi:
	i mantelli e le pellicce nascondono tutto.
	Rivesti il peccato d'una corazza d'oro
	e la forte lancia della giustizia si spezza
	senza far danno; armalo di stracci
	e la paglia d'un pigmeo basta a trapassarlo.
	Nessuno  colpevole, nessuno, dico,
	nessuno: li assolvo io. Credimi,
	amico mio, io ho il potere
	di sigillare le labbra di chi accusa. Procurati
	occhi di vetro e, da furbo politicante,
	fa finta di vedere le cose che non vedi.
	Su, su, su, su!
	Toglietemi gli stivali! Pi forte, pi forte - cos.

EDGAR (.a parte..)
	Buon senso e assurdit mischiati insieme,
	ragione nella pazzia!

LEAR
	Se vuoi piangere le mie fortune, prenditi
	i miei occhi. Ti conosco abbastanza bene;
	il tuo nome  Gloucester. Devi aver pazienza:
	qui siamo venuti piangendo. Tu sai
	che la prima volta che annusiamo l'aria
	gridiamo e piangiamo. Ti faccio la predica:
	attento!

GLOUCESTER
	Ahim, ahim, giorno di dolore!

LEAR
	Nascendo piangiamo perch siamo venuti
	su questo grande palcoscenico di pazzi. Questo
	 un buon cappello! Che stratagemma sottile,
	ferrare di feltro uno squadrone di cavalli.
	Far la prova, e quando di nascosto
	piomber alle spalle di questi miei generi,
	allora ammazza, ammazza, ammazza, ammazza,
	ammazza, ammazza!

.Entra un Gentiluomo con dei servi..

GENTILUOMO
	Oh, eccolo! Prendetelo. Signore,
	la vostra amatissima figlia -

LEAR
	Nessun aiuto? Cosa? Prigioniero?
	Sono proprio lo zimbello della Fortuna.
	Trattatemi bene - avrete il riscatto.
	Voglio dei chirurghi: sono ferito al cervello.

GENTILUOMO
	Avrete qualsiasi cosa.

LEAR
	Nessun soccorso? Tutto da solo?
	Questo farebbe di un uomo un uomo di sale,
	con gli occhi da usare per innaffiare le piante,
	s, e per bagnare la polvere dell'autunno.
	Morir bravamente come uno sposo novello.
	S! Sar allegro! Andiamo, andiamo.
	Io sono un Re, signori, lo sapete?

GENTILUOMO
	Siete regale, e noi vi obbediamo.

LEAR
Allora c' ancora vita. Avanti, se lo volete dovete prendervelo di corsa. Za, za, za, za.
(.Esce di corsa. I servi lo seguono..)

GENTILUOMO
	Spettacolo pietoso nel pi umile sventurato,
	al di l d'ogni dire in un Re.
	Tu hai una figlia che riscatta la natura
	dalla maledizione universale cui le altre due
	l'hanno portata.

EDGAR
	Salve, gentile signore.

GENTILUOMO
	Salute a voi, che volete?

EDGAR
	Avete sentito d'una battaglia vicina?

GENTILUOMO
	Certo, e da tutti. La sente chiunque
	sappia distinguerne il suono.

EDGAR
	Ma, per favore, quanto  lontano
	l'altro esercito?

GENTILUOMO
	 vicino, e cammina veloce. Il grosso
	sar qui da un'ora all'altra.

EDGAR
	Grazie, signore.  tutto.

GENTILUOMO
	Sebbene, per motivi speciali, la Regina sia qui,
	il suo esercito  in marcia.

EDGAR
	Grazie, signore. (.Esce il Gentiluomo..)

GLOUCESTER
	Voi Dei benigni, toglietemi il respiro.
	Non lasciate che il mio spirito peggiore
	mi tenti di nuovo a morire prima
	che piaccia a voi!

EDGAR
	Pregate bene, padre.

GLOUCESTER
	Dite, mio buon signore, chi siete?

EDGAR
	Un pover'uomo domato dai colpi della Fortuna,
	che, grazie ai dolori che ha conosciuto
	e provato,  incline alla piet.
	Datemi la mano, vi guider a un rifugio.

GLOUCESTER
	Grazie di cuore, e vi si aggiungano
	la ricompensa e generosit del cielo.

.Entra Oswald..

OSWALD
	Il fuggiasco con la taglia! Che fortuna!
	Quella tua testa senza occhi s' fatta carne
	per accrescere le mie sostanze. Vecchio
	traditore disgraziato, ripensa a te stesso
	al pi presto;  gi sguainata la spada
	che ti deve distruggere.

GLOUCESTER
	Possa la tua mano amica metterci
	abbastanza forza. (.S'interpone Edgar..)

OSWALD
	Come osi, tu, villano sfrontato,
	aiutare un pubblico traditore? Via di qui,
	se non vuoi che l'infezione della sua sorte
	afferri anche te. Lasciagli il braccio!

EDGAR
	Non lo far, signore, senza una ragione.

OSWALD
	Lascialo andare, schiavo, o muori!

EDGAR
Buon signore, andate per la vostra strada e lasciate passare la povera gente. Se dovessi aver paura d'un fanfarone, sarei morto da due settimane. Ehi, non ti avvicinare al vecchio o prover se  pi dura la tua mela o il mio bastone. Te lo dico chiaro.

OSWALD
Via, letame!

EDGAR
Vi stuzzico i denti, signore. Avanti, dei vostri colpi non m'importa. (.Combattono, e Edgar lo abbatte..)

OSWALD
	Mi hai ucciso, schiavo. Prendi la mia borsa, villano.
	Se mai ti vada bene seppellisci il mio corpo
	e consegna la lettera che mi trovi addosso
	a Edmund, conte di Gloucester. Cercalo
	nel campo inglese. O morte, morte
	troppo precoce. (.Muore..)

EDGAR
	Ti conosco bene: una canaglia servizievole,
	fedele ai vizi della tua padrona
	quanto il male pu desiderare.

GLOUCESTER
	Cosa?  morto?

EDGAR
	Sedetevi, padre, riposatevi.
	Vediamo queste tasche: la lettera di cui parla
	pu essermi amica.  morto.
	Mi dispiace soltanto che non avesse un altro boia.
	Vediamo. Con permesso, cera gentile,
	e non ci biasimi la buona educazione.
	Per conoscere l'animo dei nostri nemici
	strappiamo loro il cuore: strapparne le carte
	 pi legale. (.Legge..)
.Ricordiamo i nostri reciproci voti. Tu hai molte occasioni per liquidarlo. Se non ti manca la volont, il tempo e il luogo si offriranno con vantaggio. Se torna vincitore non si  concluso niente; io sar la prigioniera e il suo letto il mio carcere. Liberami dal suo calore odioso e per le tue fatiche prendi il suo posto.
La tua - moglie, vorrei dire - serva affezionata,
	GONERIL..

	O spazio smisurato delle voglie delle donne!
	Un complotto contro la vita del suo virtuoso marito,
	e mio fratello in cambio! Qui nella sabbia
	ti seppellir, nel posto sconsacrato
	di assassini lussuriosi. E quando il tempo
	sar maturo, con questo foglio scellerato
	colpir la vista del Duca minacciato
	dalla morte. Per lui  un bene che io
	possa dire della tua morte e dei tuoi atti.

GLOUCESTER
	Il Re  pazzo: i miei sensi sono tesi
	al punto che ho chiara la percezione
	dei miei dolori enormi! Meglio sarebbe
	se fossi folle: i miei pensieri
	sarebbero separati dai miei mali
	e i mali, grazie all'illusione, perderebbero
	la coscienza di s. (.Tamburi in lontananza..)

EDGAR
	Datemi la mano.
	Da lontano mi pare di sentire il rullo
	del tamburo. Venite, padre, vi affider a un amico.
(.Escono..)

/:/Scena VII


(.Tenda nel campo francese..)

.Entrano Cordelia, Kent, il dottore e un gentiluomo..

CORDELIA
	O tu buon Kent, come posso vivere
	e operare per eguagliare la tua bont?
	La mia vita sar troppo breve
	e ogni misura mi mancher.

KENT
	Il riconoscimento, signora,  pi che pagamento.
	Ogni notizia su di me sia la modesta
	verit, n pi n meno.

CORDELIA
	Vestiti meglio. Questi stracci
	sono i ricordi delle tue ore peggiori.
	Ti prego, mettili via.

KENT
	Perdonate, cara signora, ma venir riconosciuto
	guasterebbe il mio piano. Vi chiedo il dono
	di non riconoscermi finch il momento
	e io non lo riterremo opportuno.

CORDELIA
	E allora sia cos, mio buon signore. (.Al dottore..)
	Come sta il Re?

DOTTORE
	Dorme ancora, signora.

CORDELIA
	O Dei benigni, sanate
	questa grande breccia nella sua natura
	offesa. Oh riaccordate i sensi
	stonati e stridenti di questo padre
	ridotto a bimbo.

DOTTORE
	Vostra Maest vuole
	che destiamo il Re? Ha dormito a lungo.

CORDELIA
	Fatevi guidare dalla vostra sapienza
	e procedete come volete.  vestito?

.Entra Lear in una poltrona portata da servi..

GENTILUOMO
	S, signora, nella pesantezza del suo sonno
	gli abbiamo messo addosso abiti freschi.

DOTTORE
	Rimanete qui, buona signora, mentre
	lo risvegliamo. So che star calmo.

CORDELIA
	Benissimo. (.Musica..)

DOTTORE
	Vi prego, avvicinatevi. Quella musica, pi forte!

CORDELIA
	O caro padre! il ristoro deponga
	la tua medicina sulle mie labbra
	e questo bacio ripari il male crudele
	che le mie due sorelle hanno fatto
	alla tua riverenza.

KENT
	Buona e cara Principessa!

CORDELIA
	Anche se tu non fossi stato loro padre,
	questi fiocchi bianchi avrebbero richiesto
	la loro misericordia. Era un volto, questo,
	con cui sfidare i venti tra loro in guerra?
	Da opporre al cupo terrore del tuono
	lampeggiante? Al colpo terribile e improvviso
	del fulmine veloce? E fargli fare la guardia -
	povero disperso - con quest'elmo sottile?
	Il cane del mio nemico, quella notte,
	sarebbe stato al mio focolare
	anche se mi avesse morso. E tu,
	povero padre, dovevi rifugiarti
	in un capanno coi porci e gli sbandati
	sulla paglia mozzata ed ammuffita? Ahim,
	ahim!  un miracolo che la tua vita
	non sia finita insieme alla tua mente.
	Si sveglia. Parlategli.

DOTTORE
	Signora, fatelo voi;  meglio.

CORDELIA
	Come sta il mio regale signore? Come si sente
	Vostra Maest?

LEAR
	Mi fate torto a tirarmi fuori dalla tomba.
	Tu sei un'anima in estasi, ma io
	sono legato a una ruota di fuoco, e le mie lacrime
	scottano come piombo fuso.

CORDELIA
	Mi conoscete, signore?

LEAR
	Sei uno spirito, lo so. Dov' che sei morto?

CORDELIA
	 ancora lontano, lontano.

DOTTORE
	S' appena svegliato; lasciatelo stare per un poco.

LEAR
	Dove sono stato? Dove sono?
	La luce del giorno? Che confusione tremenda.
	Morirei di piet vedendo un altro
	in questo stato. Non so che dire.
	Non giurerei che queste sono le mie mani.
	Vediamo. Sento questa puntura di spillo.
	Vorrei esser sicuro della mia condizione.

CORDELIA
	Oh! guardatemi, signore, e alzate la mano
	per benedirmi. No, signore,
	non dovete inginocchiarvi.

LEAR
	Vi prego, non burlatevi di me. Io
	sono un vecchio svanito e molto sciocco.
	Ottant'anni e oltre, nemmeno un'ora
	di pi o di meno. E, per parlar chiaro,
	temo di non avere la testa a posto.
	Mi pare che dovrei conoscere voi
	e conoscere quest'uomo; eppure sono in dubbio,
	soprattutto perch non so che posto  questo
	e tutta l'abilit che ho non rammenta
	questi abiti; n so
	dove ho alloggiato la notte scorsa.
	Non ridete di me, perch, quanto  vero
	che sono un uomo, credo che questa signora
	sia mia figlia Cordelia.

CORDELIA
	Lo sono, lo sono!

LEAR
	Le vostre lacrime sono bagnate?
	S, davvero! Vi prego, non piangete.
	Se avete veleno per me, lo berr.
	So che non mi amate perch le vostre sorelle
	mi hanno, a quel che ricordo, fatto torto.
	Voi ne avete qualche motivo, loro no.

CORDELIA
	Nessun motivo, nessun motivo.

LEAR
	Sono in Francia?

KENT
	Nel vostro regno, signore.

LEAR
	Non ingannatemi.

DOTTORE
	Consolatevi, buona signora. Vedete,
	in lui la grande furia  stata uccisa.
	E tuttavia  pericoloso ricordargli
	il tempo che ha perduto. Fatelo ritirare.
	Non turbatelo, finch non sia pi calmo.

CORDELIA
	L'Altezza Vostra si sente di camminare?

LEAR
Dovete aver pazienza, con me. Vi prego, ora dimenticate e perdonate. Sono vecchio e svanito.
(.Escono Lear, Cordelia, il dottore e servi..)

GENTILUOMO
 vero, signore, che il Duca di Cornovaglia  stato ucciso in quel modo?

KENT
 certo, signore.

GENTILUOMO
Chi comanda la sua gente?

KENT
Si dice che sia il figlio bastardo di Gloucester.

GENTILUOMO
E dicono che Edgar, il figlio messo al bando, sia in Germania con il conte di Kent.

KENT
Le notizie variano.  tempo di stare in guardia. Le forze del regno si avvicinano in fretta.

GENTILUOMO
 probabile che l'esito sia sanguinoso. Addio, signore. (.Esce..)

KENT
	Combattuta questa battaglia, nel bene o nel male,
	Metter un punto fermo alla mia frase. (.Esce..)

/:/ATTO V



.Scena I


(.Il campo inglese vicino Dover..)

.Entrano, con tamburi e stendardi, Edmund, Regan, ufficiali, soldati e altri..

EDMUND
	Chiedete al Duca se la sua ultima decisione
	regge, o se da allora qualcosa lo ha indotto
	a mutare i suoi programmi;  pieno di ripensamenti
	e di accuse a se stesso. Fatemi sapere
	che cosa ha stabilito. (.Ad un ufficiale, che esce..)

REGAN
	All'uomo di mia sorella  successo qualcosa.

EDMUND
	C' da sospettarlo, signora.

REGAN
	Ora, dolce signore, conoscete
	il bene che m'aspetto per voi. Ditemi -
	ma veramente, voglio solo la verit -
	amate mia sorella?

EDMUND
	D'un affetto rispettoso.

REGAN
	Non siete stato nel posto proibito
	che spetta a mio cognato?

EDMUND
	Questo pensiero vi fa torto.

REGAN
	Dubito che vi siate congiunto a lei,
	e l'abbiate conosciuta nel suo profondo.

EDMUND
	No, sul mio onore, no, signora.

REGAN
	Non lo sopporter; mio caro signore,
	non siate intimo con lei.

EDMUND
	Non temete. Eccola, col Duca suo marito.

.Entrano, con tamburi e stendardi, Albany, Goneril e soldati..

GONERIL (.a parte..)
	Preferirei perdere la battaglia piuttosto
	che quella mia sorella mi sciolga da lui.

ALBANY
	Amatissima sorella, ben trovata.
	Signore, ho udito che il Re  venuto
	da sua figlia, con altri che il nostro stato,
	nel suo rigore, ha costretto a fuggire.
	Quando non sono giusto, io non sono
	capace di lottare. Questa faccenda ci tocca
	perch la Francia invade la nostra terra
	non perch sostiene il Re e altri
	che a noi s'oppongono, temo, per ragioni
	giuste e gravi.

EDMUND
	Parlate nobilmente, signore.

REGAN
	Perch ragionarne?

GONERIL
	Mettetevi insieme contro il nemico.
	Questi dissidi particolari e domestici
	non sono il problema.

ALBANY
	Decidiamo dunque la nostra condotta
	con gli esperti della guerra.

EDMUND
	Sar subito nella vostra tenda.

REGAN
	Vieni con noi, sorella?

GONERIL
	No.

REGAN
	 opportuno. Ti prego, vieni con noi.

GONERIL (.a parte..)
	Eh, ho capito l'antifona - vado.

.Mentre escono, entra Edgar, travestito..

EDGAR
	Se mai Vostra Grazia ha dato udienza a un uomo
	cos povero, ascoltate una parola.

ALBANY
	Vi raggiungo. (.Escono Edmund, Regan, Goneril, ufficiali, soldati e servi..)
			Parla.

EDGAR
	Prima di combattere la battaglia, leggete
	questa lettera. Se vincerete, fate
	squillare la tromba per chiamare chi ve l'ha data.
	Pur con quest'aspetto miserabile, posso
	produrre un campione che dimostrer
	quello che vi si dice. Se sarete sconfitto,
	il vostro rapporto col mondo sar chiuso
	e finita ogni macchinazione. Buona fortuna.

ALBANY
	Rimani finch abbia letto la lettera.

EDGAR
	Non posso. Quando sar il momento,
	l'araldo faccia l'annuncio e io riapparir.

ALBANY
	Addio, allora. Legger il tuo foglio. (.Esce Edgar..)

.Rientra Edmund..

EDMUND
	Il nemico  in vista. Schierate le vostre forze.
	Ecco la stima della sua consistenza
	in base a controlli accurati. Ma ora
	dovete far presto.

ALBANY
	Ci affretteremo. (.Esce..)

EDMUND
	A entrambe queste sorelle ho giurato il mio amore.
	Ciascuna diffida dell'altra, come
	chi  stato morso diffida della vipera.
	Quale delle due debbo prendere? Entrambe?
	Una? O nessuna delle due? Non posso
	avere nessuna delle due se entrambe
	rimangono vive. Prendere la vedova
	esaspera fino a farla impazzire sua sorella
	Goneril, e finch vive suo marito non potr
	prendermi quest'altra. Per ora, dunque,
	useremo l'autorit di lui per la battaglia;
	dopo, quella che se ne vuole liberare
	escogiti il modo per liquidarlo alla svelta.
	Quanto alla misericordia che lui intende mostrare
	per Lear e per Cordelia, finita la battaglia,
	e loro nelle nostre mani, mai
	vedranno la sua grazia, perch a me spetta
	difendere il mio stato, non cavillarci sopra. (.Esce..)

/:/Scena II


(.Pianura tra i due campi..)

.Trombe dall'interno. Entrano, con tamburi e stendardi, Lear, Cordelia e le loro forze; poi escono..

.Entrano Edgar e Gloucester..

EDGAR
	Qui, padre, prendete l'ombra
	di quest'albero come un ospite benigno.
	Pregate che possa vincere il diritto. Se mai
	torner da voi, vi porter conforto.

GLOUCESTER
	La grazia divina vi accompagni, signore! (.Esce Edgar..)

.Trombe; poi squilli di ritirata. Rientra Edgar..

EDGAR
	Via, vecchio! Dammi la mano: via!
	Re Lear ha perso: lui e sua figlia
	sono prigionieri. Dammi la mano, vieni.

GLOUCESTER
	Basta, signore: si pu marcire anche qui.

EDGAR
	Cosa? Ancora cattivi pensieri?
	Gli uomini debbono sopportare
	l'uscita da qui come la loro entrata.
	Esser maturi  tutto. Vieni.

GLOUCESTER
	Anche questo  vero. (.Escono..)

/:/Scena III


(.Campo inglese vicino Dover..)

.Entrano vincitori, con tamburi e stendardi, Edmund, con Lear e Cordelia prigionieri, ufficiali, soldati ecc..

EDMUND
	Qualcuno degli ufficiali li porti via.
	Si faccia buona guardia, finch
	non siano conosciute le decisioni di coloro
	che debbono giudicarli.

CORDELIA
	Non siamo i primi che con le intenzioni migliori
	hanno sofferto il peggio; sono infelice per te,
	Re oppresso; in quanto a me
	saprei affrontare il cipiglio della falsa Fortuna.
	Non vedremo queste figlie, queste sorelle?

LEAR
	No, no, no, no! Vieni,
	andiamo in prigione. Noi due da soli canteremo
	come uccelli in gabbia; quando tu chiederai
	la mia benedizione, io cadr in ginocchio
	e chieder il tuo perdono; cos vivremo
	e pregheremo e canteremo e ci racconteremo
	antiche storie, e rideremo delle farfalle
	dorate, e ascolteremo poveri malviventi
	parlare delle novit della corte; e anche noi
	parleremo con loro - di chi perde e di chi vince,
	di chi  dentro e di chi  fuori - e prenderemo su di noi
	il mistero delle cose come se fossimo
	le spie degli Dei; e tra i muri di una prigione
	vedremo consumarsi partiti e sette
	di potenti, che s'alzano e s'abbassano come
	la marea sotto l'influsso della luna.

EDMUND
	Portateli via.

LEAR
	Su simili sacrifici, mia Cordelia,
	gettano incenso gli stessi Dei.
	Ti ho presa? Chi ci separa dovr
	portarsi un tizzone dal cielo e col fuoco
	scacciarci da qui come volpi. Asciuga
	i tuoi occhi; li divoreranno i malanni,
	carne e tutto, prima che ci facciano
	piangere. Li vedremo morire di fame,
	prima. Vieni. (.Escono Lear e Cordelia, sotto scorta..)

EDMUND
	Vieni qui, capitano. Ascolta.
	Prendi questo foglio; (.Dandogli un foglio..) seguili alla prigione.
	Un passo avanti te l'ho fatto fare;
	se agirai secondo le istruzioni, ti aprirai la strada
	a nobili fortune. Sappi questo,
	che gli uomini sono com' il tempo; alla spada,
	non s'addice esser teneri; il tuo grande lavoro
	non ammette domande. Di' che lo farai
	o cerca la tua fortuna in altro modo.

UFFICIALE
	Lo far, mio signore.

EDMUND
	All'opera. E quando avrai finito
	ti dirai fortunato. Attento, io dico
	"all'istante", e tutto va eseguito
	come ho scritto qui.

UFFICIALE
	Non posso tirare la carretta n mangiare
	bacche secche. Se  lavoro da uomo, lo far. (.Esce..)

.Fanfara. Entrano Albany, Goneril, Regan, ufficiali e soldati..

ALBANY
	Signore, oggi voi avete dimostrato
	la vostra tempra valorosa e bene
	la Fortuna vi ha guidato. Avete fatto prigionieri
	i vostri avversari di questa giornata:
	ve ne chiedo la consegna, perch siano trattati
	secondo un'equa valutazione dei loro meriti
	e della nostra sicurezza.

EDMUND
	Signore, ho ritenuto opportuno mandare
	il vecchio e sventurato Re in un luogo
	di reclusione, e sotto buona guardia.
	La sua vecchiaia e ancor pi il suo titolo
	hanno la virt di attirare dalla sua parte
	il popolo comune e di volgere le picche
	arruolate da noi contro i nostri occhi.
	Con lui per la stessa ragione ho mandato
	la Regina, e domani, o anche pi tardi,
	sono pronti a comparire dove terrete
	la vostra udienza. Per ora tutto
	 sudore e sangue. L'amico ha perduto l'amico,
	e a caldo anche le cause migliori
	vengono maledette da coloro che ne sentono
	l'asprezza. La questione di Cordelia e di suo padre
	esige un luogo pi adatto.

ALBANY
	Col vostro permesso, signore, vi considero
	soltanto un subalterno, in questa guerra,
	non un fratello.

REGAN
	Questo dipende dal favore che noi
	intendiamo offrirgli. Prima di parlare,
	credo che si sarebbe dovuto chiedere
	il nostro parere. Egli ha guidato
	le nostre forze, assumendo tale funzione
	al posto mio, e questo ruolo
	pu meritargli il nome di fratello.

GONERIL
	Non riscaldarti tanto! Lui s'innalza
	per il suo valore pi che per la tua investitura.

REGAN
	Investito da me dei miei diritti
	egli  pari ai pi grandi.

ALBANY
	Lo sarebbe ancor pi se vi sposasse.

REGAN
	Spesso chi scherza si dimostra profeta.

GONERIL
	Ehi, ehi!
	L'occhio che te l'ha detto guardava storto.

REGAN
	Signora, non sto bene; risponderei, altrimenti,
	svuotando tutto lo stomaco. Generale,
	prendi i miei soldati, i prigionieri, il patrimonio;
	disponi di loro, di me; le mura
	sono tue. Il mondo sia testimone che io
	ti creo qui mio signore e padrone.

GONERIL
	Intendi godertelo?

ALBANY
	Impedirlo non sta nella vostra volont.

EDMUND
	N nella vostra, signore.

ALBANY
	S, mezzosangue.

REGAN (.a Edmund..)
	Rulli il tamburo per dimostrare
	che il mio titolo  il tuo.

ALBANY
	Fermi. Ascoltate. Edmund,
	io ti arresto per alto tradimento,
	e, con te, questo serpente dipinto d'oro.
(.Indicando Goneril..)
	La vostra pretesa, cara sorella,
	la impedisco nell'interesse di mia moglie.  lei
	che s' subaffittata a questo signore
	e io, suo marito, vieto il vostro annuncio.
	Se volete sposarvi, fate la corte a me:
	mia moglie  impegnata.

GONERIL
	 una farsa!

ALBANY
	Tu sei gi armato, Gloucester: suoni la tromba.
	Se non compare nessuno a dimostrare
	contro la tua persona il tuo odioso, manifesto,
	molteplice tradimento, ecco il mio pegno.
(.Getta un guanto a terra..)
	Prover sul tuo cuore, prima di assaggiar pane,
	che tu non sei nulla di meno di quello
	che qui ho proclamato.

REGAN
	Sto male! Sto male!

GONERIL (.a parte..)
	In caso contrario, non mi fiderei delle droghe.

EDMUND
	Ecco il mio scambio. (.Getta un guanto a terra..) Chiunque sia nel mondo
	colui che mi chiama traditore, mente
	da furfante. Squilli la tromba. Chiunque osi
	avvicinarsi, contro di lui, o voi, o altri,
	io sosterr fermamente la mia fede e il mio onore.

ALBANY
	Un araldo! Affidati soltanto al tuo valore:
	i tuoi soldati, tutti arruolati in mio nome,
	hanno avuto, in mio nome, il congedo.

REGAN
	Il mio male peggiora.

ALBANY
	Non sta bene. Portatela nella mia tenda.
(.Esce Regan, sorretta..)
.Entra un araldo..
	Vieni qui, araldo. Si suoni la tromba.
	Leggi questo.

UFFICIALE
Si suoni la tromba! (.Suona una tromba..)

ARALDO (.legge..)
.Se un uomo di qualit o di rango nelle schiere dell'esercito vuol sostenere che Edmund, presunto Conte di Gloucester,  molte volte traditore, compaia entro il terzo squillo di tromba. Egli  pronto a difendersi..
Suonate! (.Primo squillo..)
Ancora! (.Secondo squillo..)
Ancora! (.Terzo squillo..)
(.Una tromba risponde dall'interno..)

.Entra Edgar, armato, con una tromba che lo precede..

ALBANY
	Chiedigli le sue intenzioni e perch compare
	all'appello della tromba.

ARALDO
	Chi siete? Il vostro nome, il vostro titolo,
	e perch rispondete a questo appello?

EDGAR
	Sappiate che il mio nome s' perduto, roso
	e infettato dal dente del tradimento: eppure
	sono nobile quanto l'avversario
	che vengo qui ad affrontare.

ALBANY
	Chi  questo avversario?

EDGAR
	Chi  che parla per Edmund, Conte di Gloucester?

EDMUND
	Lui stesso. Che vuoi dirgli?

EDGAR
	Sguaina la spada, e se le mie parole
	offendono un nobile cuore, il tuo braccio
	potr farti giustizia. Ecco la mia.
	Guarda.  privilegio dei miei onori,
	dei miei voti e della mia condizione.
	Io affermo, malgrado la tua forza e posizione,
	giovinezza e gloria, malgrado la tua spada
	vincitrice e la recente fortuna, il tuo valore
	e il tuo coraggio, che tu sei un traditore,
	che sei falso nei confronti dei tuoi Dei,
	di tuo fratello, di tuo padre, che cospiri contro
	questo nobile principe illustre, e che dalla punta
	estrema del tuo capo gi fino alla polvere
	sotto i tuoi piedi, sei un rospo traditore.
	Dici di no? Questa spada, questo braccio
	e i miei spiriti migliori sono tesi a provare
	sul tuo cuore, a cui parlo, che tu menti.

EDMUND
	Prudenza vorrebbe che chiedessi il tuo nome:
	ma poich i tuoi tratti esteriori sono
	cos fini e marziali, e poich la tua lingua
	rivela una buona educazione, quel rinvio
	che potrei tranquillamente ottenere in base
	al codice della cavalleria, lo disdegno
	e disprezzo. Sul tuo capo rigetto questi
	tradimenti, e con queste menzogne infernali
	travolgo il tuo cuore: ma poich le parole
	sfiorano e feriscono appena, questa mia spada
	aprir un varco che le porti all'istante
	dove riposeranno per sempre. Parlate, trombe!
(.Squilli. Duello. Edmund cade..)

ALBANY
	Risparmiatelo, risparmiatelo!

GONERIL
	 una trappola, Gloucester. Per la legge di guerra
	non sei tenuto a rispondere a un avversario
	sconosciuto. Non sei stato battuto
	ma ingannato e tradito.

ALBANY
	Chiudete la bocca, madama, o ve la chiuder io
	con questo foglio. Fermo, signore.
	Tu, peggio di qualsiasi nome,
	leggi il tuo delitto. Non lo strapperete, signora.
	Vedo che lo riconoscete.

GONERIL
	E se fosse? Le leggi sono mie, non tue.
	Chi pu accusarmi per questo?

ALBANY
	O mostro! riconosci questo foglio?

GONERIL
	Non chiedermi quello che conosco. (.Esce..)

ALBANY
	Seguitela.  fuori di s. Badate a lei.
(.Esce un ufficiale..)

EDMUND
	Ci di cui mi avete accusato, l'ho fatto.
	E di pi, molto di pi: il tempo
	lo render manifesto.  finita, e cos io.
	Ma tu chi sei che su di me hai avuto
	questa fortuna? Se sei nobile ti perdono.

EDGAR
	Scambiamoci la piet. Per sangue, Edmund,
	io non sono inferiore a te; se superiore,
	tanto di pi mi hai fatto torto. Il mio nome  Edgar,
	e sono figlio di tuo padre. Gli Dei sono giusti
	e rendono i nostri colpevoli piaceri
	strumenti per tormentarci. L'oscuro luogo del vizio
	in cui lui ti gener gli  costato gli occhi.

EDMUND
	Hai parlato bene;  vero. La ruota
	ha compiuto il suo giro: eccomi qua.

ALBANY
	M'era parso che il tuo stesso incedere mostrasse
	una regale nobilt. Devo abbracciarti:
	che il dolore mi spezzi il cuore se mai
	ho odiato te o tuo padre.

EDGAR
	Degno principe, lo so.

ALBANY
	Dove ti sei nascosto? Come
	hai appreso le sventure di tuo padre?

EDGAR
	Avendone cura, mio signore. Ascoltate
	un breve racconto; e quando l'avr narrato,
	possa scoppiarmi il cuore! Per sfuggire
	al bando sanguinario che mi incalzava da presso
	- o dolcezza della vita che ci induce
	a morire d'ora in ora le pene
	della morte piuttosto che a morire d'un colpo -
	imparai a infilarmi negli stracci di un pazzo,
	ad assumere sembianze che gli stessi cani
	disdegnavano; e in questa veste incontrai
	mio padre, coi suoi cerchi sanguinanti che avevano
	appena perduto le loro pietre preziose.
	Divenni la sua guida, lo condussi, mendicai
	per lui, lo salvai dalla disperazione,
	mai - e fu una colpa - rivelandomi fino
	a mezz'ora fa, quando, armato,
	non essendo sicuro, anche se lo speravo,
	del successo, gli chiesi di benedirmi
	e da cima a fondo gli narrai il mio
	pellegrinaggio; ma il suo cuore incrinato
	- troppo debole, ahim, per sopportare il conflitto
	tra i due estremi della passione, gioia
	e dolore - si spezz in un sorriso.

EDMUND
	Questo tuo racconto mi ha commosso e forse
	potr fare del bene; ma seguita a parlare:
	hai l'aria d'avere altro da dire.

ALBANY
	Se c' altro, e di pi triste, taci.
	Gi udendo questo, sono sconvolto.

EDGAR
	Gi questo sarebbe parso un punto fermo
	per chi non ama il dolore: aggiungerne
	un altro da descrivere in dettaglio sarebbe
	andare oltre il limite. Mentre
	clamorosamente mi lamentavo venne un uomo
	che, vedendomi nel mio stato peggiore,
	evit la mia aborrita compagnia; ma poi,
	scoprendo chi era che tanto sopportava,
	con le sue forti braccia mi strinse al collo
	e urlando come se volesse rompere il cielo
	si gett su mio padre, e raccont la storia
	pi pietosa, di Lear e di s, che orecchio
	mai ascoltasse; e nel narrarla
	il suo dolore si fece pi potente
	e le corde della vita cominciarono a spezzarsi.
	Due volte poi suonarono le trombe,
	e lo lasciai l svenuto.

ALBANY
	Ma chi era?

EDGAR
	Kent, signore, l'esiliato Kent
	che, travestito, segu il Re suo nemico
	e gli rese servigi indegni d'uno schiavo.

.Entra un Gentiluomo con un coltello insanguinato..

GENTILUOMO
	Aiuto, aiuto, aiuto!

EDGAR
	Quale aiuto?

ALBANY
	Parla.

EDGAR
	Che significa questo coltello insanguinato?

GENTILUOMO
	 caldo. Fuma.  appena uscito
	dal cuore di - Oh,  morta!

ALBANY
	Chi  morta? Parla!

GENTILUOMO
	Vostra moglie, signore, vostra moglie! E sua sorella
	 stata avvelenata da lei: l'ha confessato.

EDMUND
	Ero promesso ad entrambe. Tra un istante
	ci sposiamo tutti e tre.

EDGAR
	Ecco Kent.

.Entra Kent..

ALBANY
	Siano vive o morte, portate qui i loro corpi.
(.Esce il Gentiluomo..)
	Questo giudizio dei cieli che ci fa tremare
	non ci muove a piet. (.A Kent..) Oh,  lui?
	Il tempo non consente le dovute cerimonie.

KENT
	Sono venuto per dare al mio signore e Re
	la buona notte. Non  qui?

ALBANY
	Che cosa grande abbiamo dimenticato!
	Parla, Edmund, dov' il Re?
	E dov' Cordelia?
	Vedi questo spettacolo, Kent?
(.Vengono portati i corpi di Goneril e Regan..)

KENT
	Ahim, che  accaduto?

EDMUND
	Eppure Edmund  stato amato.
	Una ha avvelenato l'altra per amor mio
	e poi si  uccisa.

ALBANY
	 stato cos. Coprite i loro visi.

EDMUND
	Mi manca il fiato; ma del bene voglio farlo
	malgrado la mia natura. Mandate subito
	- fate presto - qualcuno al Castello: ho ordinato
	di togliere la vita a Lear e a Cordelia.
	Su, affrettatevi!

ALBANY
	Correte, correte! Oh, correte!

EDGAR
	Da chi, signore? Chi  che ha l'ordine?
	Manda un segno che lo annulli.

EDMUND
	Giusto. Prendi la mia spada e dalla
	al Capitano.

EDGAR
	Corri, se tieni alla vita. (.Esce un ufficiale..)

EDMUND
	Ha l'ordine da tua moglie e da me
	di impiccare Cordelia nella prigione e incolpare
	del suo suicidio la sua disperazione.

ALBANY
	Gli Dei la difendano! Portatelo via di qui.
(.Edmund viene portato fuori..)

.Rientra Lear, con Cordelia, morta, tra le braccia; ufficiale..

LEAR
	Urlate, urlate, urlate! Oh!
	Siete uomini di pietra. Se avessi io
	le vostre lingue e i vostri occhi, li userei
	in modo da far spezzare la volta del cielo.
	Lei se n' andata per sempre; io so
	quand'uno  morto e quando  vivo.
	Lei  morta come la terra.
	Datemi uno specchio: se il suo fiato appanna
	o macchia la pietra, allora  viva.

KENT
	 questa la fine promessa?

EDGAR
	O  l'immagine di quell'orrore?

ALBANY
	Tutto cada e finisca!

LEAR
	Questa piuma si muove:  viva! Se  cos,
	 un caso che redime tutti i dolori
	che ho mai provato.

KENT (.inginocchiandosi..)
	O, mio buon padrone!

LEAR
	Vattene, ti prego.

EDGAR
	 il nobile Kent, vostro amico.

LEAR
	Peste su di voi, assassini, traditori,
	tutti! Avrei potuto salvarla -
	ma se n' andata per sempre. Cordelia,
	Cordelia, fermati un poco. Ah!
	Cos' che dici? La sua voce  stata sempre
	dolce, gentile e bassa - una cosa
	eccellente in una donna. Io ho ucciso
	lo schiavo che ti stava impiccando.

UFFICIALE
	 vero, miei signori, lo ha fatto.

LEAR
	Non  vero, amico? Passato  il giorno
	in cui con la mia brava lama acuminata
	li avrei fatti saltare. Ora sono vecchio
	e queste croci mi distruggono. Voi chi siete?
	I miei occhi non sono dei migliori, ve lo dico francamente.

KENT
	Se la Fortuna pu vantarsi di due che ha amato
	e insieme odiato, noi ne vediamo uno.

LEAR
	Ho la vista annebbiata. Non sei Kent?

KENT
	Proprio lui. Il vostro servo Kent. Dov'
	il vostro servo Caio?

LEAR
	 un brav'uomo, te lo dico io.
	Sa colpire, e presto.  morto e putrefatto.

KENT
	No, mio buon signore, quell'uomo sono io -

LEAR
	Me ne occupo subito.

KENT
	Che dall'inizio del vostro mutamento e declino
	ha seguito i vostri tristi passi -

LEAR
	Sei il benvenuto qui.

KENT
	N io n nessun altro. Tutto  senza gioia,
	buio e mortale. Le vostre figlie maggiori
	si sono distrutte da s e sono morte disperate.

LEAR
	S, cos credo.

ALBANY
	Non sa quello che vede, ed  vano che noi
	ci presentiamo a lui.

EDGAR
	Non serve a niente.

.Entra un ufficiale..

UFFICIALE
	Edmund  morto, mio signore.

ALBANY
	Questa  un'inezia. Voi, signori,
	e nobili amici, apprendete il nostro intento:
	quale conforto possa venire a questa
	grande rovina, verr applicato.
	In quanto a noi, durante la vita
	di questa antica Maest, a lui
	rassegneremo il nostro potere assoluto.
	Voi due restituiamo ai vostri diritti (.A Edgar e Kent..)
	con quelle aggiunte che i vostri onori
	hanno pi che meritato. Tutti gli amici
	gusteranno la ricompensa del loro valore,
	e tutti i nemici la coppa
	dei loro demeriti. Oh! guardate, guardate!

LEAR
	E il mio povero matto  morto impiccato.
	No, no, niente vita! Perch un cane,
	un cavallo, un topo hanno vita e tu
	nemmeno un respiro? Tu non tornerai pi.
	Mai, mai, mai, mai, mai pi.
	Vi prego, slacciate questo bottone. Grazie,
	signore. Vedete questo? Guardatela!
	Guardate le sue labbra! Guardate l, guardate! (.Muore..)

EDGAR
	Viene meno. Mio signore, mio signore!

KENT
	Spezzati, cuore! Ti prego, spezzati.

EDGAR
	Aprite gli occhi, signore.

KENT
	Non tormentate il suo spirito. Lasciate che passi.
	Lo odia chi vuole stenderlo ancora
	sulla ruota di questo mondo crudele.

EDGAR
	Se n' andato veramente.

KENT
	Quel che stupisce  che abbia
	sopportato cos a lungo. Ha usurpato la sua vita.

ALBANY
	Portateli via. Il nostro primo dovere
	 il lutto universale. (.A Kent e Edgar..) Voi due, amici
	della mia anima, governate in questo regno
	e sanate lo stato piagato.

KENT
	Io debbo presto fare un viaggio, signore.
	Il mio padrone mi chiama, non posso dire di no.

EDGAR
	Noi dobbiamo accettare il peso
	di questo tempo triste.
	Dire ci che sentiamo e non
	ci che conviene dire.
	I pi vecchi hanno sopportato di pi:
	noi che siamo giovani non vedremo tanto
	n tanto a lungo vivremo.
.Escono. (.con una marcia funebre..)

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