"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Re Giovanni
Traduzione di Silvano Sabbadini


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



RE GIOVANNI
IL PRINCIPE ENRICO, .figlio del Re.
ARTHUR, .Duca di Bretagna, nipote del Re.
IL CONTE DI SALISBURY
IL CONTE DI PEMBROKE
IL CONTE DI ESSEX
LORD BIGOT
ROBERT FAULCONBRIDGE, .figlio di Sir Robert Faulconbridge.
PHILIP, .il Bastardo, suo fratellastro.
HUBERT, .un cittadino di Angers.
JAMES GURNEY, .servitore di Lady Faulconbridge.
PETER .da Pomfret, un profeta.
FILIPPO, .Re di Francia.
LUIGI, .il Delfino.
LIMOGES, .Duca d'Austria.
MELUN, .nobile francese.
CHATILLON, .ambasciatore francese presso Re Giovanni.
IL CARDINALE PANDOLFO, .legato pontificio.
LA REGINA ELEONORA, .madre di Re Giovanni.
CONSTANCE, .madre di Arthur.
BIANCA .di Spagna,. n.ipote di Re Giovanni.
LADY FAULCONBRIDGE, .vedova di Sir Robert Faulconbridge
Nobili, sceriffi, araldi, ufficiali, soldati, messaggeri, e altri del seguito.

Scena: .parte in Inghilterra e parte in Francia..

/:/ATTO I



.Scena I


[.La corte d'Inghilterra..]

.Entrano Re Giovanni, la Regina Eleonora, Pembroke, Essex, Salisbury, e altri del seguito, con loro Chatillon di Francia..

RE GIOVANNI
	Adesso parla, Chatillon, cosa vuole da noi il Re di Francia?

CHATILLON
	Cos, dopo i saluti, parla il Re di Francia
	nella mia persona, alla maest,
	alla illegittima maest d'Inghilterra, qui presente.

ELEONORA
	Uno strano inizio: "illegittima maest"!

RE GIOVANNI
	Silenzio, buona madre; ascoltate l'ambasceria.

CHATILLON
	Filippo di Francia, con buon diritto e a giusto sostegno
	di Arthur Plantageneto, figlio del tuo defunto fratello Geoffrey,
	avanza le sue pi che legittime pretese
	su questa bella isola e i suoi dominii;
	reclama l'Irlanda, Poitiers, Angi, la Turenna e il Maine,
	e ti invita a deporre la spada,
	che illegittimamente governa questi vari possedimenti,
	e a consegnarli nelle mani del giovane Arthur,
	tuo nipote e legittimo sovrano.

RE GIOVANNI
	Che accadrebbe in caso d'un nostro rifiuto?

CHATILLON
	L'irresistibile peso d'una guerra crudele e sanguinosa
	che far valere con forza quei diritti con la forza negati.

RE GIOVANNI
	Abbiamo qui guerra per guerra, sangue per sangue,
	violenza per violenza: rispondi cos al Re di Francia.

CHATILLON
	Accogli allora dalla mia bocca la sfida del mio Re:
	questo  il limite estremo del mio mandato.

RE GIOVANNI
	Tu portagli la mia, e vattene in pace.
	Ma sii come un lampo agli occhi della Francia,
	perch, prima che tu possa annunciarmi, sar gi l:
	lo proclamer il fragore dei miei cannoni.
	Va', dunque! Sii tu la tromba della nostra ira
	e il funebre presagio della vostra disfatta.
	Sia scortato con tutti gli onori: Pembroke,
	occupatene tu. Addio, Chatillon.
[.Escono Chatillon e Pembroke..]

ELEONORA
	E dunque, figlio mio, non ti ho sempre detto
	che l'ambiziosa Constance non si sarebbe mai quietata
	prima d'aver acceso la Francia e il mondo intero
	per i diritti e la causa di suo figlio?
	Si sarebbe potuto prevenire tutto questo,
	trovare un accordo con semplici e amichevoli colloqui
	su ci che ora deve essere deciso
	con esiti sanguinosi e terribili dallo scontro di due regni.

RE GIOVANNI
	Un saldo possesso e il diritto stanno con noi.

ELEONORA
	Il possesso molto pi del diritto, altrimenti
	non andrebbero bene le cose per te e per me:
	questo  quello che la mia coscienza sussurra
	nel tuo orecchio e che nessuno tranne me,
	te e il cielo dovr mai sentire.

.Entra uno Sceriffo..

ESSEX
	Mio signore, c' qui la pi strana delle controversie
	che io abbia mai udito, giunta dalla provincia
	per essere giudicata da voi: faccio entrare gli uomini?

RE GIOVANNI
	Fateli venire avanti. [.Esce lo Sceriffo..]
	Saranno le abbazie e i monasteri
	a pagare le spese di quest'emergenza.
.Entrano Robert Faulconbridge e Philip, suo fratello bastardo..
						Chi siete voi?

BASTARDO
	Io sono un vostro fedele suddito, un gentiluomo,
	nato nel Northamptonshire, e primogenito,
	credo, di Robert Faulconbridge,
	un soldato che la mano dispensatrice d'onore
	di Cuor di Leone fece cavaliere sul campo.

RE GIOVANNI
	E tu chi sei?

ROBERT
	Il figlio e l'erede di quel medesimo Faulconbridge.

RE GIOVANNI
	Lui  il primogenito e tu sei l'erede?
	Non siete nati dalla stessa madre, allora.

BASTARDO
	Certissimamente dalla stessa madre, potente sovrano;
	 un fatto ben noto; e, io credo, anche da un solo padre:
	ma per esser certi di questa verit,
	vi rimando al cielo e a mia madre:
	io ho i miei dubbi, come possono averli tutti i figli dell'uomo.

ELEONORA
	Vergognati, villano! tu svergogni tua madre
	e ferisci il suo onore con questi tuoi dubbi.

BASTARDO
	Io, signora? no, non ho motivo per farlo;
	 la tesi di mio fratello questa, non la mia;
	e se riesce a provarla, mi spazza via
	almeno cinquecento belle sterline l'anno, lui:
	voglia il cielo che l'onore di mia madre sia salvo,
	e anche le mie terre!

RE GIOVANNI
	Un tipo tosto! E perch lui, che  secondogenito,
	reclama la tua eredit?

BASTARDO
	Non so il perch - certo per avere la terra -
	una volta mi ha accusato d'essere un bastardo:
	se son stato concepito legalmente o no,
	ripeto, lascio a mia madre la risposta;
	ma che sia stato ben concepito, maest -
	riposino in pace le ossa di chi se n' preso la briga! -
	lo potete giudicare voi stesso paragonando le nostre facce.
	Se il vecchio Sir Robert ci ha generati entrambi,
	se lui  stato il nostro padre, e questo figlio gli assomiglia,
	oh, vecchio Sir Robert, padre mio, in ginocchio
	ringrazio il cielo di non assomigliarti!

RE GIOVANNI
	Eh, che mattacchione ci ha mandato qui il cielo!

ELEONORA
	Ha qualcosa del volto di Cuor di Leone,
	e anche il modo di parlare lo ricorda.
	Non leggi qualche carattere di mio figlio
	nella composizione generosa di quest'uomo?

RE GIOVANNI
	Il mio occhio ha esaminato con attenzione tutte le sue parti,
	e l'ha trovato un perfetto Riccardo. Voi, signore, parlate,
	cosa vi spinge a reclamare le terre di vostro fratello?

BASTARDO
	Tutto perch di profilo assomiglia a mio padre!
	E con quella mezza faccia vorrebbe portarsi via tutta la terra:
	un mezzo soldo per cinquecento sterline l'anno!

ROBERT
	Mia graziosa maest, quando mio padre viveva,
	vostro fratello si serv ampiamente di lui...

BASTARDO
	Beh, signore, questo non vi baster per avere la mia terra,
	dovreste se mai raccontare come si serv di mia madre.

ROBERT
	... e lo mand, una volta, come ambasciatore in Germania,
	per trattare con l'Imperatore
	importantissimi affari di quel momento.
	Il Re approfitt di quell'assenza,
	prese dimora in casa di mio padre, e l,
	ho vergogna a dirvi come, ebbe a imporsi;
	ma la verit  la verit: vaste distese di mari e spiagge
	dividevano mio padre da mia madre,
	come ho sentito dire da mio padre stesso,
	quando questo allegro gentiluomo fu concepito.
	Sul letto di morte, e per testamento, mio padre mi lasci le terre,
	e fino in punto di morte giur
	che questo frutto di mia madre non era suo,
	e che se lo fosse stato sarebbe venuto al mondo
	prematuro di ben quattordici settimane.
	E allora, mio buon sovrano, fate che io abbia ci che  mio,
	le terre di mio padre, secondo le ultime volont di mio padre.

RE GIOVANNI
	Signore mio, vostro fratello  legittimo;
	la moglie di vostro padre l'ha partorito dopo il matrimonio,
	e se si  comportata male, peggio per lei;
	 il rischio che corrono tutti gli uomini che prendono moglie.
	Ma ditemi, cosa sarebbe accaduto,
	se mio fratello, che, come voi avete detto,
	si  dato tanto da fare per generare questo figlio,
	l'avesse poi reclamato da vostro padre?
	In verit, buon amico,
	vostro padre avrebbe potuto tenersi questo vitellino,
	nato dalla sua vacca, in barba al mondo intero;
	in verit, avrebbe potuto farlo; cos, fosse stato di mio fratello,
	mio fratello non avrebbe potuto reclamarlo,
	n vostro padre, pur non essendo suo, avrebbe potuto disconoscerlo:
	questo risolve la questione, il figlio di mia madre
	ha generato l'erede di vostro padre, e l'erede
	di vostro padre deve avere le terre di vostro padre.

ROBERT
	L'ultima volont di mio padre non vale dunque
	a diseredare quel figlio che non  suo?

BASTARDO
	Vale tanto poco a diseredarmi, credo,
	quanto valse mio padre a generarmi.

ELEONORA
	Preferiresti essere un Faulconbridge,
	e come tuo fratello goderti le tue terre,
	o essere noto come il figlio di Cuor di Leone,
	padrone solo di se stesso e senza terra?

BASTARDO
	Signora, se mio fratello avesse le mie forme,
	e io le sue, e cio quelle di Sir Robert,
	se le mie gambe fossero, come le sue, due frustini,
	e le mie braccia, come le sue, imbottite di pelle d'anguilla,
	se il mio viso fosse cos scarno da non potermi infilare
	una rosa dietro l'orecchio senza che tutti mi gridassero dietro
	"Guarda, guarda, un fiorino che se ne va in giro!"
	e se oltre le sue forme ereditassi anche tutte le sue terre,
	oh, potessi non muovermi pi di qui,
	se non sarei pronto a dar via tutto
	pur di riavere la mia faccia:
	non vorrei essere Sir Testina per niente al mondo.

ELEONORA
	Mi piaci molto: non vuoi abbandonare il tuo stato,
	lasciare la terra a tuo fratello e seguirmi?
	Sono un soldato, adesso, diretto in Francia.

BASTARDO
	Fratello, ti affido la mia terra, io mi affider alla sorte.
	La tua faccia t'ha reso cinquecento sterline l'anno,
	ma se la mettessi in vendita a cinque pence,
	la troverebbero tutti troppo cara.
	Signora, vi seguir sino alla morte.

ELEONORA
	Beh, l preferirei che mi precedeste.

BASTARDO
	La mia educazione da provinciale
	mi dice di dare la precedenza ai superiori.

RE GIOVANNI
	Come ti chiami?

BASTARDO
	Philip, maest, cos inizia il mio nome; Philip,
	il primo figlio della moglie del vecchio buon Sir Riccardo.

RE GIOVANNI
	D'ora in avanti porterai il nome di colui
	dal quale hai ereditato l'aspetto:
	inchinati, Philip, e rialzati pi grande,
	alzati, Sir Riccardo Plantageneto.

BASTARDO
	Fratello per parte di madre, dammi la mano:
	mi ha lasciato onore, mio padre, il tuo le terre.
	Sia benedetta l'ora, giorno o sera,
	in cui, mentre fui concepito, Sir Robert non c'era.

ELEONORA
	Proprio lo spirito d'un Plantageneto!
	Io sono la tua nonna, Riccardo; chiamami cos.

BASTARDO
	Signora, lo siete per caso, non certo per virt;
	ma che importa? un po' di sbieco, fuor della man destra,
		entrato da un pertugio, o forse dalla finestra,
	chi non osa farlo di giorno, di notte sia astuto,
		ci che si  preso  preso, comunque lo si abbia avuto.
	Vicino o lontano, si  ben sparato se si ha colpito,
	ed io sono io, comunque sia stato concepito.

RE GIOVANNI
	Va', Faulconbridge: il tuo desiderio  diventato vero,
	un cavaliere senza terra ti ha fatto proprietario terriero.
	Venite, signora, e vieni anche tu, Riccardo, con impazienza
	la Francia ci reclama, la Francia, l  l'urgenza.

BASTARDO
	Fratello, addio: la fortuna t'assista sempre,
	tu che sei stato concepito onestamente.
[.Escono tutti tranne il Bastardo..]
	Sono cresciuto un palmo in onore
	ma ne ho perso parecchi di terra.
	Per posso fare di qualsiasi puttanella una Lady.
	"Buona sera, Sir Richard!" - "Dio ti aiuti, buon uomo!" -
	e se si chiama Giorgio, io lo chiamer Pietro;
	perch chi  appena diventato nobile
	dimentica i nomi della gente; sarebbe un riguardo eccessivo,
	un di pi di socievolezza per un titolo appena acquisito.
	Eccovi un viaggiatore, lui e il suo stuzzicadenti,
	seduti alla tavola della mia signoria,
	e quando il mio stomaco baronale  ben pieno,
	allora, comincio a succhiarmi i denti e a catechizzare
	quel degustatore di paesi: "Mio caro signore," -
	cos comincio, appoggiandomi bene sui gomiti,
	"vi sarei molto grato," - e questa sarebbe tutta la domanda,
	cui arriverebbe la risposta, come da manuale,
	"Signor mio," direbbe questa risposta,"ai vostri comandi;
	a vostra disposizione; ai vostri ordini, monsignore":
	"No, signore", direbbe allora la domanda,"sono io,
	dolce sire, ai vostri"; e cos via, prima ancora che la risposta
	abbia conosciuto la domanda, in uno spreco di complimenti,
	a parlare di Alpi e Appennini, dei Pirenei e del Po,
	avviandoci verso cena.
	Questa  una nobile vita sociale,
	adattissima a uno spirito ambizioso come il mio,
	perch  un figlio bastardo del suo tempo
	chi manchi anche d'un pizzico d'ossequiosit,
	e io, ossequio o non ossequio, sono proprio un bastardo.
	E non solo per comportamento, maniere,
	per le forme esteriori o per le vesti,
	ma per quell'impulso interiore che mi spinge
	a profondere quel dolce,
	dolcissimo veleno di cui quest'epoca  affamata,
	e nel quale devo impratichirmi, non per ingannare,
	ma per evitare d'essere ingannato, dato che
	ne saranno cosparsi tutti i gradini della mia ascesa.
	Ma chi  che arriva in tutta fretta, vestito da cavaliere?
	Che donna messaggero  mai questa? Non ha un marito,
	che si prenda la pena di annunciarla col suo corno?
.Entrano Lady Faulconbridge e James Gurney..
	O povero me!  mia madre - Come state, buona signora?
	Cosa vi porta qui a corte con tanta fretta?

LADY FAULCONBRIDGE
	Dov' quel maledetto di tuo fratello? dov'
	chi dappertutto d la caccia al mio onore?

BASTARDO
	Mio fratello Robert? il figlio del vecchio Sir Robert?
	Il gigante Colbrand, quell'uomo fortissimo?
	 il figlio di Sir Robert che andate cos cercando?

LADY FAULCONBRIDGE
	Il figlio di Sir Robert! S, ragazzo impertinente -
	il figlio di Sir Robert? - perch ridi di Sir Robert?
	Lui  il figlio di Sir Robert, cos come lo sei tu.

BASTARDO
	James Gurney, ci lascereste soli un momento?

GURNEY
	Con vero piacere, buon Philip.

BASTARDO
					Philip?
	un nome da passeri! James,
	ci sono novit in giro: presto ti dir di pi. [.Esce Gurney..]
	Signora, non sono il figlio del vecchio Sir Robert.
	Sir Robert avrebbe potuto mangiarsi
	tutto quanto di lui c' in me
	senza rompere il suo digiuno di Venerd Santo:
	Sir Robert ce l'avrebbe fatta - beh, per la madonna, diciamocelo, -
	ce l'avrebbe fatta... a concepirmi?
	Non ce l'avrebbe fatta Sir Robert.
	Conosciamo bene i suoi prodotti: perci, buona madre,
	a chi sono debitore di queste membra?
	Sir Robert non ha collaborato a fare questa gamba.

LADY FAULCONBRIDGE
	Ti sei messo d'accordo con tuo fratello, tu,
	che per il tuo stesso interesse dovresti difendere il mio onore?
	Cosa significano queste irriverenze, mascalzone maleducato?

BASTARDO
	Cavaliere, buona madre, cavaliere, come Basilisco.
	E che! son ben stato insignito! Ho il tocco ancora qui sulla spalla!
	Non sono il figlio di Sir Robert, mamma:
	ho rinnegato lui e le mie terre.
	Legittimit, nome, tutto  perduto.
	E allora, mia buona madre, fa' ch'io conosca mio padre;
	Un uomo come si deve, spero: ma chi era, madre?

LADY FAULCONBRIDGE
	Hai rinnegato te stesso come Faulconbridge?

BASTARDO
	Con la stessa risoluzione con cui rinnego il demonio.

LADY FAULCONBRIDGE
	Re Riccardo Cuor di Leone  tuo padre.
	Da ripetute e veementi richieste fui indotta
	a fargli posto nel letto di mio marito.
	Per il cielo, non imputarmene colpa
	proprio tu, che sei il frutto di quel dolce peccato
	che con forza, oltre ogni mia difesa, mi fu strappato!

BASTARDO
	Ebbene, sulla luce del sole, ve lo giuro, dovessi rinascere,
	signora, non potrei augurarmi un padre migliore.
	Certi peccati son lievi su questa terra,
	e tali sono i vostri: non fu follia la vostra colpa.
	Foste costretta a lasciare il vostro cuore in suo potere
	come tributo obbediente a un amore imperioso,
	contro la cui furia e impareggiabile forza
	lo stesso leone impavido non riusc a sostenere la lotta
	e a tener lontana dal suo cuore regale la mano di Riccardo.
	Colui che a forza deruba i leoni del loro cuore
	pu facilmente vincere quello di una donna.
	S, madre mia, con tutto il cuore ti ringrazio
	del padre che m'hai dato! Se c' qualcuno
	tra i viventi che osa dire che non ti sei comportata bene
	quando mi hai concepito, spedir la sua anima all'inferno.
	Vieni, mia signora, ti voglio presentare alla mia gente;
		essi ti diranno, che quando Riccardo mi ha generato,
	se tu gli avessi detto no, sarebbe stato peccato;
		questo io sostengo, e chi dice il contrario mente.
[.Escono..]

/:/ATTO II



.Scena I


[.Francia. Davanti ad Angiers..]

.Entrano, da una parte, l'Arciduca d'Austria, con dei soldati; dall'altra Filippo, Re di Francia, con dei soldati e con Luigi, Constance, Arthur e il seguito..

LUIGI
	Benvenuto davanti ad Angiers, valoroso Duca d'Austria.

RE FILIPPO
	Arthur: quel grande antenato del tuo sangue,
	Riccardo, che rub al leone il suo cuore
	e combatt le guerre sante in Palestina,
	da questo valoroso duca fu spinto innanzitempo
	nella tomba, ed egli, per fare ammenda
	davanti alla sua discendenza, dietro nostra sollecitazione,
	 qui venuto a spiegare le sue insegne, ragazzo, in favor tuo,
	e a rintuzzare l'usurpazione
	del tuo zio snaturato, l'inglese Giovanni:
	abbraccialo, amalo e dagli il benvenuto.

ARTHUR
	Dio vi perdoner la morte di Cuor di Leone
	per la vita che arrecate alla sua discendenza
	ponendo i loro diritti sotto l'ombra delle vostre ali di guerra:
	vi d il benvenuto con la mano impotente,
	ma con il cuore pieno d'amore purissimo.
	Benvenuto davanti le porte di Angiers, Duca.

LUIGI
	Ah, nobile ragazzo, chi ti farebbe mai torto?

AUSTRIA
	Sulla tua guancia depongo questo santo bacio
	come suggello a questo impegno del mio amore;
	io non torner mai pi a casa
	sino a che Angiers e i diritti che tu hai in Francia,
	assieme a quella pallida spiaggia dal volto bianco
	il cui piede respinge le onde ruggenti dell'Oceano
	proteggendo i suoi isolani dagli stranieri,
	sino a quando quell'Inghilterra che, cinta da una siepe di mare,
	protetta da quel suo baluardo con mura d'acqua,
	se ne sta fiduciosa e sicura da ogni mira straniera,
	fino a quando anche quel lontano angolo d'occidente
	non t'avr salutato re; fino ad allora, caro ragazzo,
	non penser alla mia patria, ma rester in armi.

CONSTANCE
	Oh, ricevete i ringraziamenti di sua madre,
	la riconoscenza d'una vedova,
	sino a quando il vostro forte braccio,
	datagli forza, non gli permetter di compensare
	in modo pi adeguato il vostro amore!

AUSTRIA
	La pace dei cieli  di coloro che alzano le spade
	in una tanto giusta e generosa guerra.

RE FILIPPO
	Bene, allora, al lavoro. Siano puntati i cannoni
	contro gli spalti di questa citt testarda.
	Siano chiamati i nostri migliori esperti
	a scegliere le postazioni pi adatte:
	a costo di lasciare le nostre ossa regali davanti a questa citt,
	di dover arrivare a guado nel sangue francese
	sino alla piazza del mercato, questa citt
	sar assoggettata a questo ragazzo.

CONSTANCE
	Aspettiamo la risposta alla nostra ambasceria,
	prima che senza una ragione
	le nostre spade si macchino di sangue.
	Monsignor Chatillon potrebbe riportare dall'Inghilterra
	il riconoscimento pacifico di quei diritti
	che noi cerchiamo d'affermare con la guerra,
	e allora ci pentiremmo d'ogni goccia di sangue
	ingiustamente versata
	a causa d'una fretta impetuosa e sconsiderata.

.Entra Chatillon.

RE FILIPPO
	Un miracolo, signora! avete espresso un desiderio
	ed ecco, il nostro messaggero Chatillon  arrivato!
	Ci che l'Inghilterra dice, ditecelo in breve, gentile signore;
	calmi, aspettiamo di udirti: su, Chatillon, parla.

CHATILLON
	E allora distogliete l'esercito da questo assedio inutile
	per incitarlo verso un ben pi arduo impegno.
	Il Re inglese, sordo alle vostre giuste richieste,
	 sceso in armi: i venti avversi,
	di cui ho dovuto subire i capricci,
	gli hanno offerto il tempo di sbarcare tutte le sue legioni
	contemporaneamente al mio arrivo; sono ora in marcia
	verso questa citt, un esercito forte, con soldati fiduciosi.
	Con il Re  venuta la regina madre,
	un'Ate che lo sprona al sangue e alla lotta;
	con lei  la nipote, Lady Bianca di Spagna.
	Assieme a loro un bastardo del re defunto e tutti gli elementi
	scombinati del paese; volontari violenti, sconsiderati,
	rabbiosi, volti da giovinette e fegati di draghi feroci,
	che, dopo aver venduto tutto ci che avevano in patria,
	orgogliosi, con i propri possedimenti sulla schiena,
	vengono qui sperando di far fortuna.
	In breve, un gruppo valoroso di spiriti intrepidi
	come quello traghettato dalle navi inglesi,
	non aveva mai attraversato i gonfi marosi
	per recar danno e offesa alla Cristianit. [.Rullo di tamburi..]
	L'interruzione di questi tamburi miserabili
	m'impedisce di scendere nei dettagli: sono gi qui,
	per parlamentare o per combattere; perci preparatevi.

RE FILIPPO
	Era del tutto inaspettata tanta speditezza!

AUSTRIA
	Quanto pi inaspettata tanto pi
	dovremo affrettare i nostri tentativi di difesa,
	perch il coraggio lievita nell'emergenza:
	che siano i benvenuti, noi siamo pronti.

.Entrano Re Giovanni, Eleonora, Bianca, il Bastardo, nobili e soldati..

RE GIOVANNI
	Pace alla Francia,
	se la Francia in pace ci permette d'entrare,
	secondo giustizia e diritto di nascita, nei nostri dominii;
	altrimenti sanguini la Francia, e la pace se ne torni in cielo
	mentre noi, irati agenti di Dio, castigheremo l'orgogliosa
	insolenza di chi ha respinto in cielo la sua pace.

RE FILIPPO
	Pace all'Inghilterra, se questo esercito fa ritorno
	dalla Francia all'Inghilterra, per vivere l in pace.
	Noi amiamo l'Inghilterra, ed  proprio per lei
	che qui sudiamo sotto il peso delle nostre armature.
	E questa nostra fatica dovrebbe essere compito tuo:
	ma tu sei cos lontano dall'amare l'Inghilterra,
	che hai rovesciato il suo legittimo re,
	tagliato la sequenza naturale delle successioni,
	sfidata una maest ancora infante,
	violentata la virt virginale della corona. Ecco,
	guarda se questo non  il volto di tuo fratello Geoffrey,
	questi occhi, questa fronte, sono stati modellati su di lui:
	questo piccolo compendio riassume la grandezza
	morta con Geoffrey, e la mano del tempo far sviluppare
	questo abbozzo in un altrettanto grande volume.
	Quel Geoffrey era tuo fratello maggiore, e questo
	 suo figlio; l'Inghilterra per diritto era di Geoffrey,
	e questo  il figlio di Geoffrey; in nome di Dio,
	come puoi tu farti chiamare re quando sangue vivo
	batte in queste tempie che dovrebbero cingere la corona
	di cui tu ti sei impossessato?

RE GIOVANNI
	E chi ti ha conferito questa grande autorit, o Re di Francia,
	per cui pretendi da me una risposta alle tue imputazioni?

RE FILIPPO
	Quel giudice celeste che ispira buoni pensieri
	in tutte le creature, anche le pi potenti, perch s'accorgano
	delle macchie o delle offese recate al diritto.
	Quel giudice mi ha nominato tutore di questo ragazzo:
	su suo mandato contesto quelle tue colpe
	che, col suo aiuto, intendo castigare.

RE GIOVANNI
	Via, la tua autorit  usurpata.

RE FILIPPO
	Ma ho una buona scusa:  per cacciare un usurpatore.

ELEONORA
	Chi  che chiami usurpatore, Re di Francia?

CONSTANCE
	Lasciate che risponda io: tuo figlio  l'usurpatore.

ELEONORA
	Taci, insolente! vorresti che il tuo bastardo fosse re
	per diventare regina, e dominare il mondo!

CONSTANCE
	Il mio letto  sempre stato fedele a tuo figlio
	quanto il tuo a tuo marito, e questo ragazzo
	assomiglia pi, per fattezze, a suo padre Geoffrey
	di quanto tu e Giovanni v'assomigliate per modi,
	nonostante siate simili come la pioggia all'acqua
	o il demonio a sua madre. Il mio ragazzo un bastardo!
	Per l'anima mia, non credo che suo padre
	sia stato concepito con la stessa onest:
	non avrebbe potuto, se eri tu sua madre.

ELEONORA
	Ecco qui una buona madre, ragazzo, una che insulta tuo padre.

CONSTANCE
	Ecco una buona nonna, ragazzo, che vorrebbe insultare te.

AUSTRIA
	Basta!

BASTARDO
		Ascoltate il banditore!

AUSTRIA
					Chi diavolo sei tu?

BASTARDO
	Uno che far il diavolo a quattro con voi, signore,
	se mai vi pescher da soli, voi e la vostra pelle:
	siete la volpe di cui parla il proverbio,
	tanto coraggiosa da tirare la barba ai leoni morti.
	Vi spolverer ben bene la pelle, se mi capitate tra le mani,
	signor mio, state attento che lo far davvero, davvero.

BIANCA
	Ah, la pelle di leone sta bene
	a chi ha spogliato il leone della sua pelle!

BASTARDO
	Gli sta cos bene sul groppone
	come il manto del grande Alcide su un asino:
	ma, asino mio, sar io a togliervi quel fardello dalla schiena,
	o vi dar un tal carico da spezzarvi le spalle.

AUSTRIA
	Chi  questo bastonatore che ci assorda le orecchie
	con questo profluvio d'inutile fiato?

RE FILIPPO
	Luigi, decidete subito il da farsi.

AUSTRIA
	Donne e buffoni, basta con le vostre chiacchiere.

RE FILIPPO
	Re Giovanni, questa  la sostanza del discorso:
	a nome di Arthur rivendico da te
	Inghilterra, Irlanda, Angi, Turenna e Maine.
	Sei disposto a consegnarle e a deporre le armi?

RE GIOVANNI
	Piuttosto la mia vita: io ti sfido, Francia.
	Arthur di Bretagna, affidati alle mie mani,
	e per il caro amore che ti porto ti dar pi
	di quanto la vile mano della Francia potr mai conquistare.
	Riconosci la mia maest, ragazzo.

ELEONORA
					Vieni dalla tua nonna bimbo.

CONSTANCE
	Va', bimbo, va' dalla nonna;
	da' alla nonna il tuo regno, bimbo, e nonnina
	ti dar una prugna, una ciliegia, un fico:
	ah, che brava nonnetta.

ARTHUR
				Taci, buona madre!
	Vorrei giacere gi in fondo alla mia tomba.
	Non merito tutto questo strepito che si fa per me.

ELEONORA
	Si vergogna di sua madre, povero ragazzo, piange.

CONSTANCE
	Che si vergogni di lei o no, vergognatevi voi, intanto.
	Sono gli errori della nonna, non le colpe della madre
	che traggono dai suoi poveri occhi queste perle
	capaci di commuovere il cielo, che le accetter
	come un compenso: ah, s, il cielo si far convincere
	da queste stille di cristallo e gli render giustizia,
	vendicandosi di voi.

ELEONORA
	Tu, mostruosa calunniatrice del cielo e della terra!

CONSTANCE
	E tu, che mostruosamente insulti il cielo e la terra,
	non chiamarmi calunniatrice; tu e i tuoi usurpate
	i possedimenti, le prerogative reali e i diritti
	di questo ragazzo oppresso.
	Questo  il figlio del tuo primogenito,
	in nulla disgraziato se non in te:
	i tuoi peccati sono puniti su questo povero ragazzo;
	il canone della legge lo colpisce,
	poich due soltanto sono le generazioni
	che lo separano dal tuo grembo di peccatrice.

RE GIOVANNI
	Pazza, falla finita.

CONSTANCE
			Ho solo questo da aggiungere, che Arthur
	 tormentato non soltanto per i peccati di questa donna,
	ma che Dio ha fatto di lei e del frutto del suo peccato
	il flagello di questo lontano discendente, da lei appestato
	e a causa di lei; il suo peccato  la sua tortura,
	la sua tortura l'espiazione del suo peccato,
	e tutto ricade su questo povero ragazzo,
	e tutto a causa sua; che muoia impestata!

ELEONORA
	I tuoi rimproveri sono stupidi, posso esibire
	un testamento che annulla i diritti di tuo figlio.

CONSTANCE
	S? e chi ne dubiterebbe mai? un testamento!
	un falso, un testamento femminile, le ultime volont
	d'una nonnina incancrenita!

RE FILIPPO
	Basta, signora! basta o siate pi posata:
	mal si addice alle nostre presenze
	incoraggiare queste sguaiate e ripetute ingiurie.
	Qualche trombettiere chiami alle mura
	questi cittadini d'Angiers: sentiamo cosa dicono,
	quale Re riconoscono, Arthur o Giovanni.

.Suono di trombe. Entra Hubert sulle mura..

HUBERT
	Chi ci ha chiamato alle mura?

RE FILIPPO
	Il Re di Francia, a nome dell'Inghilterra.

RE GIOVANNI
	Il Re d'Inghilterra, a nome di se stesso.
	Voi, uomini d'Angiers, miei cari sudditi...

RE FILIPPO
	Voi, cari cittadini d'Angiers, sudditi d'Arthur,
	i nostri trombettieri vi hanno chiamati a questo amichevole colloquio...

RE GIOVANNI
	A nostro vantaggio; perci ascoltateci per primi.
	Queste bandiere di Francia, che sono state spiegate qui,
	sotto gli occhi e la vista della vostra citt,
	hanno marciato sin qui per farvi danno.
	I cannoni hanno viscere piene d'ira,
	e sono gi stati puntati, pronti a vomitare fuori
	il loro sdegno di ferro contro le vostre mura:
	tutti i preparativi per un assedio sanguinoso
	e un assalto spietato da parte dei Francesi
	sono qui, sotto gli occhi della vostra citt
	e delle sue porte, costrette ad abbassare le ciglia.
	Non fosse stato per il vostro arrivo, queste pietre dormienti
	che come una cintura vi cingono attorno,
	sarebbero gi state divelte dai loro fissi letti di calce
	dalla forza dell'artiglieria,
	e, fatta un'altra breccia, una forza sanguinaria
	si sarebbe riversata sulla vostra pace.
	Ma vedendo noi, vostro legittimo Re,
	che con una marcia faticosa e velocissima
	abbiamo portato le nostre forze a controbilanciare le loro
	davanti alle vostre porte, per salvare dai loro graffi
	le guance minacciate della vostra citt, ecco, guardate,
	i Francesi stupefatti, chiedono di parlamentare,
	e adesso, invece di proiettili avvolti nel fuoco
	pronti a far tremare di febbre le vostre mura,
	sparano solo tranquille parole avvolte di fumo
	per versare una confusione sleale nelle vostre orecchie.
	Riservate loro la fiducia che si meritano, cari cittadini,
	e lasciateci entrare, noi che siamo il vostro Re:
	i nostri spiriti affaticati,
	logorati dall'azione di questa marcia veloce,
	desiderano rifugio entro le vostre mura cittadine.

RE FILIPPO
	Quando avr finito di parlare anch'io, rispondete a entrambi.
	Guardate, condotto da questa mano dritta,
	che ha giurato sul nome di Dio di proteggere
	il diritto di colui che essa guida, c' il giovane Plantageneto,
	figlio del fratello maggiore di quest'uomo,
	e Re sopra di lui e sopra tutto ci di cui lui gode:
	 per questa giustizia calpestata che noi calpestiamo,
	in marcia di guerra, i campi davanti alla vostra citt,
	senza esservi nemici, se non l dove lo imponga
	il sacro dovere dell'ospitalit
	a difesa di questo oppresso fanciullo.
	Vi piaccia, perci, rendere quel tributo
	che in tutta onest dovete a colui cui spetta,
	e cio a questo giovane principe.
	Le nostre armi, allora, tranne che nell'aspetto,
	avranno bloccata ogni capacit offensiva,
	come un orso con la museruola,
	e la potenza dei nostri cannoni
	si riverser inutilmente contro le invulnerabili nubi del cielo;
	con una ritirata pacifica e senza alcuna molestia,
	con spade immacolate e gli elmetti intatti,
	riporteremo quindi a casa quel sangue generoso
	che eravamo venuti qui disposti a spargere contro la vostra citt,
	lasciando in pace voi, i vostri figli, le vostre mogli.
	Ma se voi stupidamente accantonerete l'offerta propostavi,
	non sar la cinta delle vostre mura di pietra antica
	a potervi nascondere dai nostri messaggeri di guerra,
	anche se tutti questi inglesi, con la loro scienza militare,
	trovassero riparo nella loro rozza cerchia.
	Rispondeteci, dunque;
	ci riconosce, la vostra citt, per signori,
	nel nome di colui per il quale l'abbiamo chiesta?
	O dovremo invece dare il via alla nostra rabbia
	e farci strada nel sangue verso ci che  nostro?

HUBERT
	Facciamola breve; siamo sudditi del Re d'Inghilterra;
	in nome suo e per suo buon diritto teniamo la citt.

RE GIOVANNI
	Riconoscete dunque il Re e lasciatemi entrare.

HUBERT
	Questo non possiamo farlo; ma a colui
	che si dimostrer il Re dimostreremo la nostra lealt.
	Fino a quel momento
	terremo le nostre porte sprangate per tutti.

RE GIOVANNI
	Non basta la corona d'Inghilterra a provarvi che sono il Re?
	E se non bastasse lei, ci sono qui a testimoniarlo
	trentamila cuori di pura razza inglese...

BASTARDO
	Bastardi e non.

RE GIOVANNI
	... pronti a garantire con la loro vita il nostro titolo.

RE FILIPPO
	Altrettanti, ed altrettanto nobili uomini di fegato...

BASTARDO
	Inclusi alcuni bastardi.

RE FILIPPO
	... sono qui pronti a contraddire davanti a lui le sue pretese.

HUBERT
	Sino a quando non avrete deciso chi di voi ne ha pi diritto,
	custodiremo il diritto al titolo negandolo ad entrambi.

RE GIOVANNI
	E allora Dio perdoni i peccati di tutte quelle anime
	che, prima della caduta della rugiada della sera,
	dovranno volare verso la loro eterna dimora
	per dar la terribile prova di chi sia il Re di questo regno!

RE FILIPPO
	Amen, amen! In sella, cavalieri, alle armi!

BASTARDO
	San Giorgio, tu che hai bastonato il drago, e che da allora
	monti un cavallo sulla porta della mia ostessa,
	insegnaci un po' di scherma! [.Ad Austria..] Signore, fossi a casa,
	nella vostra tana, signore, con la vostra leonessa,
	metterei una testa di bue sulla vostra pelle di leone,
	facendo di voi un mostro.

AUSTRIA
				Basta! smettetela.

BASTARDO
	Ah, trema, che stai sentendo il ruggito del leone!

RE GIOVANNI
	Su, risaliamo la pianura; ci attesteremo in alto,
	dove potremo schierare al meglio tutti i nostri reggimenti.

BASTARDO
	In fretta allora, assicuriamoci il vantaggio del terreno.

RE FILIPPO
	Sia pure cos! sull'altra collina
	ordinate agli uomini di attestarsi. Dio e il nostro diritto!
[.Escono, da parti diverse, il Re inglese, quello Francese, ecc..]

.Qui, dopo alcune scorrerie, entra l'Araldo di Francia, con dei trombettieri, e va verso le porte..

ARALDO FRANCESE
	Voi, uomini di Angiers, spalancate le vostre porte
	e lasciate entrare il giovane Arthur, Duca di Bretagna,
	che, per mano del Re di Francia, ha costretto oggi
	al pianto molte madri inglesi, i cui figli
	giacciono sparsi sul terreno sanguinante:
	molti mariti di donne ora vedove sono riversi al suolo
	abbracciati freddamente alla terra scolorita;
	e la vittoria, con poche perdite, tripudia
	sulle bandiere danzanti dei Francesi,
	che sono ormai vicini, trionfalmente schierati,
	pronti ad entrare come conquistatori e a proclamare
	Arthur di Bretagna Re d'Inghilterra e vostro

.Entra l'Araldo Inglese, con un trombettiere..

ARALDO INGLESE
	Esultate, voi, uomini d'Angiers, suonate le vostre campane!
	Re Giovanni, Re vostro e d'Inghilterra, si avvicina,
	vincitore di questa calda e crudele giornata.
	Le armature, che erano partite di qui lucenti d'argento,
	sono tornate coperte dall'oro del sangue francese;
	neanche una piuma di cimiero inglese
	 stata strappata da una lancia francese,
	e le nostre insegne tornano nelle stesse mani
	che le avevano fatte garrire all'inizio della nostra marcia.
	Come un'allegra schiera di cacciatori
	fanno ritorno i nostri baldi Inglesi, tutti con mani
	tinte di rosso nella strage mortale del nemico:
	aprite le porte e date strada ai vincitori.

HUBERT
	Araldi, dall'alto delle nostre torri abbiamo potuto vedere
	dall'inizio alla fine sia l'avanzata che la ritirata
	d'entrambi gli eserciti; la loro parit  tale
	che anche l'occhio pi attento non pu decidere
	il vincitore: il sangue ha comprato sangue,
	i colpi hanno ottenuto colpi in risposta,
	la forza s' scontrata con la forza
	e la violenza s' confrontata con la violenza.
	Le due parti sono pari, e parimenti da noi apprezzate.
	Una deve per mostrarsi vincitrice:
	fin quando s'equivarr il loro peso,
	noi non daremo a nessuno dei due la citt,
	ma la custodiremo per entrambi.

.Rientrano, da una parte, Re Giovanni, Eleonora, Bianca, il Bastardo, nobili e soldati; dall'altra Re Filippo, Luigi, Austria e soldati..

RE GIOVANNI
	Francia, hai ancora sangue da gettar via? Parla,
	deve continuare a scorrere la corrente del nostro diritto?
	Il suo fluire, turbato dai tuoi ostacoli,
	sar costretto a lasciare il suo alveo d'origine
	e a traboccare, allagando nel suo corso disturbato
	anche le rive entro cui lo costringi, se non lascerai
	procedere tranquillamente sino all'oceano
	le sue acque argentee.

RE FILIPPO
	Inghilterra, in questa dura prova,
	non hai salvato una goccia di sangue pi di noi Francesi,
	anzi, ne hai perse di pi. E su questa mia mano,
	che governa tutta la terra sotto questa parte di cielo,
	giuro che non deporremo le armi, impugnate per giustizia,
	prima d'aver rovesciato te, contro cui le abbiamo impugnate,
	o senza aver almeno aggiunto al numero dei morti un re,
	cos da adornare l'elenco delle perdite di questa guerra
	accoppiando alla strage dei nomi regali.

BASTARDO
	Ah, regalit, come torreggia alta la tua gloria
	quando il ricco sangue dei re s'accende d'ira!
	Oh, ora la morte fodera con l'acciaio
	le sue terribili mascelle; le spade dei soldati
	sono i suoi denti e i suoi artigli, ed ella banchetta,
	adesso, sbranando la carne degli uomini
	in questa inconciliabile disputa tra re.
	Perch questi volti reali sono cos attoniti?
	Urlate "a morte!" o re, fate ritorno al campo insanguinato,
	voi, egualmente potenti, spiriti accesi di rabbia!
	La sconfitta d'una parte sancisca la pace dell'altra;
	e fino a quel momento, colpi, sangue e morte!

RE GIOVANNI
	Quale delle due parti i cittadini
	sono adesso disposti ad accogliere?

RE FILIPPO
	Parlate, cittadini, per l'Inghilterra; chi  il vostro re?

HUBERT
	Il re d'Inghilterra, quando sapremo chi .

RE FILIPPO
	Riconoscetelo in noi, che ne rappresentiamo qui i diritti.

RE GIOVANNI
	In noi, invece, che siamo i gran vicari di noi stessi
	e portiamo testimonianza del possesso della nostra persona,
	qui, Signori della nostra presenza, di Angiers, e di voi.

HUBERT
	Un potere pi alto di noi vieta tutto questo;
	fino a che anche l'ultimo dubbio sar cancellato,
	terremo ben serrati i nostri precedenti scrupoli
	nelle nostre porte sbarrate con forza;
	sudditi soltanto delle nostre paure,
	fino a che queste non verranno dissolte,
	espulse e detronizzate da un unico re.

BASTARDO
	Perdio, questi furbastri di Angiers si fanno beffe di voi, maest,
	se ne stanno al sicuro sulle loro mura, come a teatro,
	con la bocca aperta, e da l si indicano
	le vostre scene faticose, i vostri atti di morte.
	Le vostre presenze reali si lascino guidare da me:
	fate come i ribelli di Gerusalemme,
	per un poco diventate amici, e, uniti, infliggete
	a questa citt gli atti pi crudeli della vostra rabbia.
	Da oriente e da occidente puntino, la Francia e l'Inghilterra,
	i loro cannoni distruttori, traboccanti di proiettili,
	sino a che il loro frastuono spaventoso
	non sgretoli le costole pietrose di questa altezzosa citt:
	colpirei senza posa questi ronzini
	finch la loro indifesa desolazione
	li lasci nudi come la semplice aria.
	Fatto questo, dividete pure quelle forze che avevate riunito,
	separate nuovamente quei colori che avevate mescolati,
	mettetevi l'un contro l'altro con le vostre spade insanguinate;
	solo allora, in un momento,
	la fortuna sceglier tra le due parti
	il suo grazioso favorito, cui conceder gli onori della giornata
	baciandolo con una vittoria gloriosa.
	Che ne dite di questo mio audace consiglio, potenti sovrani?
	Non ha il sapore della vera politica?

RE GIOVANNI
	Beh, per il cielo che sovrasta le nostre teste,
	mi va proprio a genio!
	Che ne dici, Francia, d'unire le nostre forze e radere al suolo
	questa Angiers, e solo allora combatterci
	per vedere chi sar il re?

BASTARDO
	E se sei fatto di ci di cui son fatti i re,
	essendo stato offeso, tu come noi, da questa fastidiosa citt,
	volgerai le bocche della tua artiglieria,
	tu come noi, contro queste mura insolenti;
	e quando le avremo rase al suolo, beh, solo allora,
	ci sfideremo l'un l'altro, battendoci alla rinfusa,
	per spedirci a vicenda in cielo o all'inferno.

RE FILIPPO
	Cos si faccia. Dite, da che parte inizierete l'assalto?

RE GIOVANNI
	Sar da occidente che invieremo la distruzione
	nel petto di questa citt.

AUSTRIA
	Io dal nord.

RE FILIPPO
		I nostri tuoni faran piovere dal sud
	i loro rovesci di proiettili su questa citt.

BASTARDO [.Tra s e s..]
	Oh, sagace arte militare! Da nord a sud
	Austria e Francia si spareranno l'una in bocca all'altra.
	Le inciter ben io!... Venite, andiamo, andiamo!

HUBERT
	Prestateci ascolto, grandi re: concedeteci un istante,
	e io vi mostrer la via della pace e d'una leale alleanza;
	vincerete cos questa citt senza colpi n ferite,
	lasciando questi mortali, qui venuti a sacrificarsi sul campo,
	liberi di tornare a morire nei loro letti.
	Non siate ostinati, ascoltatemi, potenti re!

RE GIOVANNI
	Parla pure, tranquillo; siamo disposti ad ascoltarti.

HUBERT
	Avete con voi la figlia del Re di Spagna, Lady Bianca,
	parente del Re d'Inghilterra;
	considerate quanto sono giovani Luigi, il Delfino,
	e quell'adorabile vergine:
	se l'amore vigoroso va in cerca di bellezza,
	dove potrebbe trovarla pi splendida che in Bianca?
	Se l'amore pio va in cerca di virt,
	dove potrebbe trovarla pi pura che in Bianca?
	Se l'amore ambizioso va in cerca d'una buona nascita,
	in quali vene scorre un sangue pi nobile di quello di Lady Bianca?
	Ricco come lei, per bellezza, virt e sangue,
	 il giovane Delfino, perfetto da ogni punto di vista:
	e se non  perfetto, diciamo pure che  perch lui non  lei;
	cos come a lei non manca nulla,
	a meno che si voglia dir mancanza
	il fatto che a lei manchi lui:
	lui  la met di un uomo compiuto,
	lasciamo che sia finito da una met come lei;
	e lei  una perfezione stupendamente parziale
	la cui pienezza giace solo in lui.
	Ah, due simili correnti argentate, quando si uniscono,
	esaltano le sponde che le hanno rinchiuse:
	e le due sponde, ai due fiumi uniti,
	le due rive regolatrici di questi due principi,
	sarete voi, o re, se li avrete fatti sposare.
	Questa unione avr sulle nostre porte ben sprangate
	un'efficacia maggiore della vostra artiglieria,
	dato che questo sposalizio sar una miccia che,
	con un impeto ancor pi veloce di quello imposto
	dalla polvere del cannone, far spalancare di botto
	la bocca dei nostri portali concedendovi l'entrata:
	ma senza la miccia di queste nozze il mare infuriato
	non sar cos sordo, i leoni cos coraggiosi,
	le montagne e le rocce cos immobili...
	no, no, neanche la morte stessa,
	sar cos determinata nella sua furia mortale
	come noi nel difendere questa citt.

BASTARDO
	Ecco una frenata che fa schizzar fuori dai suoi stessi stracci
	la carcassa putrefatta della vecchia morte!
	Ecco qui una bocca davvero smisurata
	che sputa morte e montagne, rocce e mari,
	e parla di leoni ruggenti con la stessa familiarit
	con cui le ragazzine di tredici anni parlano dei loro cuccioli!
	Quale artigliere ha mai generato questo sangue vigoroso?
	Il suo parlare  quello dei cannoni, tutto fuoco, fumo e rimbombi;
	la sua lingua  tanto capace di colpire
	che le nostre orecchie ne sono bastonate;
	ogni sua parola colpisce pi forte d'un pugno d'un Francese.
	Cristo, non sono mai stato cos pestato di parole
	da quando ho chiamato per la prima volta pap
	il padre di mio fratello.

ELEONORA
	Figlio, non trascurare quest'occasione,
	accetta questo matrimonio,
	e da' a nostra nipote una dote adeguata:
	con questo legame vincolerai con pi certezza
	il tuo diritto alla corona, che ora  messo in dubbio,
	e a quel ragazzo immaturo mancher il sole
	capace di maturare quel fiore
	che prometteva un poderoso frutto.
	Scorgo remissivit negli sguardi del Re di Francia;
	guarda, come si parlano sussurrando: insisti ora,
	mentre i loro animi sono disposti a questo disegno ambizioso,
	prima che l'ardore, sciolto dal respiro ventoso
	delle pacifiche suppliche, dalla piet e dal rimorso,
	si raffreddi e raggeli come prima.

HUBERT
	Perch le due maest non rispondono
	alla proposta amichevole della nostra minacciata citt?

RE FILIPPO
	Parli per primo il Re d'Inghilterra, che per primo
	ha rivolto parola a questa citt: che dite?

RE GIOVANNI
	Se il Delfino qui, tuo figlio principesco,
	pu leggere in questo libro di bellezza "io amo",
	la sua dote sar pari a quella d'una regina,
	perch l'Angi, la bella Turenna, il Maine, Poitiers,
	e tutto ci che da questa parte del mare
	riteniamo soggetto alla nostra corona e alla nostra autorit,
	con l'eccezione di questa citt che stiamo assediando,
	adorner il suo letto nuziale, rendendola cos
	ricca per titoli, onori e distinzioni
	quanto per bellezza, educazione e nobilt
	 gi pari d'ogni altra principessa al mondo.

RE FILIPPO
	Che ne dici, ragazzo? Guarda in volto la ragazza.

LUIGI
	Lo sto facendo, mio signore, e nei suoi occhi trovo
	una meraviglia, un miracolo meraviglioso,
	scorgo nei suoi occhi l'ombra di me stesso,
	che non essendo poi altro se non l'ombra di vostro figlio,
	diventa un sole rendendo vostro figlio un'ombra;
	sono sicuro di non aver mai amato me stesso
	cos come ora, quando mi son visto ritratto
	nel quadro lusinghiero del suo occhio.
[.Parla sussurrando con Bianca..]

BASTARDO [.Tra s e s..]
	Ritratto nel quadro lusinghiero del suo occhio!
	Appeso nelle grinze del suo ciglio aggrottato!
	Squartato nel cuore! Si scopre in ginocchio
	per amore quel traditore che : ed  un peccato
	che appeso, sbudellato e squartato da una simile passione
	debba poi essere un simile volgare buffone!

BIANCA [.A Luigi..]
	Su questo argomento la volont di mio zio  la mia:
	se vede in voi qualcosa che gli piace, allora,
	qualunque cosa veda che induca il suo piacere,
	io posso facilmente tradurla nella mia volont,
	o, se volete, per dirla con maggiore propriet,
	posso con facilit indurmi ad amarla.
	N vi lusingher oltre, mio signore, dicendovi
	che tutto quello che in voi vedo  degno d'essere amato;
	vi basti questo: non vedo nulla in voi
	che, dovesse pure essere giudicato con occhio ostile,
	possa meritare un qualche disprezzo.

RE GIOVANNI
	Cosa dicono questi giovani? Cosa dice la mia nipote?

BIANCA
	Che il suo onore le impone di fare
	ci che voi, nella vostra saggezza, vi degnate di dirle.

RE GIOVANNI
	Parlate voi, allora, principe Delfino:
	vi sentite d'amare questa donna?

LUIGI
	Chiedetemi piuttosto se posso non amarla,
	perch l'amo gi nel modo pi sincero.

RE GIOVANNI
	E io d via allora il Vexin, la Turenna, il Maine,
	Poitiers, e l'Angi: queste cinque province, con lei,
	vengono a te. E aggiungici anche questo,
	trentamila marchi di moneta inglese.
	Filippo di Francia, se sei soddisfatto,
	imponi a tuo figlio e a tua figlia d'unire le mani.

RE FILIPPO
	Siamo molto soddisfatti. Giovani principi, unite le mani.

AUSTRIA
	E anche le vostre labbra. Sono sicuro d'aver baciato
	la prima volta che mi sono fidanzato.

RE FILIPPO
	E ora, cittadini d'Angiers, aprite le vostre porte,
	lasciate entrare coloro che voi stessi avete reso amici:
	nella Cappella di Santa Maria, al pi presto,
	sar celebrato solennemente il rito nuziale.
	Non c' Lady Constance nel gruppo? So che non c',
	perch la sua presenza avrebbe molto turbato
	la conclusione di questo matrimonio.
	Dove sono lei e suo figlio? Chi lo sa me lo dica.

LUIGI
	 triste e agitata nella tenda di vostra altezza.

RE FILIPPO
	E, in fede mia, questa unione che abbiamo approvato
	far ben poco per la sua tristezza. Fratello inglese,
	come potremo mai soddisfare questa vedova?
	Per difendere i suoi diritti siam venuti qui,
	anche se poi, Dio sa come, le cose sono andate altrimenti,
	a vantaggio nostro.

RE GIOVANNI
			Saneremo ogni cosa.
	Faremo il giovane Arthur Duca di Bretagna,
	Conte di Richmond e signore di questa bella e ricca citt.
	Chiamate Lady Constance;
	un veloce messaggero le dica di intervenire
	alla nostra cerimonia: confido che riusciremo,
	se non a colmare la misura dei suoi desideri,
	a soddisfarla comunque in misura tale
	da far cessare i suoi lamenti. Andiamo,
	affrettiamoci, fin dove la dignit ce lo consente,
	verso questa cerimonia imprevista e improvvisata.

BASTARDO
[.Escono tutti tranne il Bastardo..]
	Pazzo mondo! pazzi re! pazzo accordo!
	Giovanni, per impedire che Arthur avesse tutto il regno
	ne ha ceduta volontariamente una parte:
	e al re di Francia, che si era fatto allacciare l'armatura
	dalla propria coscienza e condurre sul campo,
	quale soldato di Dio, dal fervore e dalla carit,
	 bastato un sussurro nell'orecchio di quel guastapropositi,
	di quel diavolo furbo, di quel mezzano capace
	di spaccare in due la testa della lealt stessa,
	d'infrangere ogni giorno promesse,
	di trar profitto da tutti, re, mendicanti, vecchi, giovani,
	vergini che non avendo altro da perdere, in reputazione,
	che il nome di "vergine", perdono anche quello,
	le poverette, ingannate da quel gentiluomo
	dal volto ben rasato, l'Interesse che tutti lusinga.
	Ah, Interesse, forza motrice del mondo,
	di quel mondo che, per se stesso ben equilibrato,
	fatto per scorrere liscio su un terreno ben levigato,
	da questo vantaggio, da questa maligna forza motrice,
	da questo dominatore d'ogni moto, da questo Interesse
	 spinto ad allontanarsi dall'imparzialit,
	a deviare dalla giusta direzione,
	da ogni retto proposito, corso, intento.
	E questa stessa forza, questo interesse, questo ruffiano,
	questo mezzano, questa parola capace di mutare ogni cosa,
	avendo colpito l'occhio materiale del volubile Re di Francia,
	l'ha distolto dall'intento che si era proposto, volgendolo
	da una guerra gi decisa e fatta in nome dell'onore
	a una pace disonorevole e vigliaccamente raggiunta.
	E perch sono io qui a imprecare contro questo Interesse,
	se non perch lui non mi ha ancora corteggiato?
	Non ho certo la forza, io, di chiudere la mano
	quando i suoi begli angeli d'oro vorrebbero salutare il mio palmo:
	 solo che la mia mano, non ancora tentata,
	fa come il povero mendicante che lancia maledizioni ai ricchi.
	S, mentre sono un mendicante lancer maledizioni
	e dir che la ricchezza  l'unico peccato:
	da ricco, poi, cambier virt e andr dicendo
	che non c' vizio peggiore del chiedere la carit.
	Poich i re infrangono la fede per interesse,
	tu, guadagno, sii il mio signore, che io t'adorer! [.Esce..]

/:/ATTO III



.Scena I


[.La tenda de Re di Francia..]

.Entrano Constance, Arthur e Salisbury..

CONSTANCE
	Sono andati a sposarsi! Andati a giurarsi pace!
	Sangue falso che si unisce a falso sangue!
	Diventati amici! Luigi avr dunque Bianca,
	e Bianca quelle province? No, non  cos;
	o hai riferito male o hai sentito male.
	Stai ben attento, ripeti di nuovo il messaggio.
	Non pu essere questo, sei tu che lo racconti cos.
	Comincio a credere di non poterti credere, ch la tua parola
	non  che il vano fiato d'un uomo qualsiasi.
	Credimi, non posso crederti, uomo:
	ho un giuramento di re che dice il contrario.
	Tu sarai punito per avermi fatto spaventare cos,
	me che sono malata e facile agli spaventi,
	oppressa dalle ingiustizie e perci piena di paure,
	una vedova, senza pi marito, preda d'ogni spavento,
	una donna, per natura nata a sopportar spaventi.
	Anche adesso, se tu confessassi che  stato solo uno scherzo,
	non riuscirei a dar tregua al mio spirito angustiato,
	continuerebbe a scuotersi e a tremare per tutto il giorno.
	Cosa vuoi dire scuotendo cos il capo?
	Perch guardi mio figlio con aria triste?
	Cosa significa quella mano sul petto?
	Perch il tuo occhio trattiene lacrime piene di dolore
	come un fiume orgoglioso che si affaccia oltre le sue sponde?
	Forse questi tristi segni confermano le tue parole?
	E allora parla di nuovo,
	ma non l'intero messaggio precedente,
	di' una parola soltanto,  vero il tuo racconto, o falso?

SALISBURY
	 vero quanto io credo che crediate falso
	chi vi d occasione di trovar vere le mie parole.

CONSTANCE
	Ah, se puoi insegnarmi a credere a questo dolore,
	insegna tu a questo dolore come uccidermi,
	e fa' che la fiducia e la vita s'incontrino
	come due uomini disperati, pieni di furore,
	che al primo scontro cadono morti entrambi.
	Luigi sposa Bianca! O ragazzo mio, e tu, allora?
	La Francia s'allea con l'Inghilterra, che ne sar di me?
	E tu vattene: non tollero pi la tua vista.
	Questa notizia ti ha reso il pi orrendo degli uomini.

SALISBURY
	Che male ho mai fatto, io, buona signora,
	se non riferire il male fatto da altri?

CONSTANCE
	Ma  un male cos odioso in se stesso
	da rendere maligni tutti quelli che ne parlano.

ARTHUR
	Vi imploro, signora, calmatevi.

CONSTANCE
	Se tu, che mi dici di calmarmi, fossi repellente,
	brutto, una vergogna per il ventre stesso di tua madre,
	pieno di macchie sgradevoli e di chiazze intollerabili a vedersi,
	zoppo, scemo, storpio, nero, un vero mostro,
	cosparso di sozze voglie e di nei che offendono la vista,
	allora non mi preoccuperei, starei calma,
	perch certo allora non ti amerei, n tu saresti degno
	della tua gran nascita, n meriteresti una corona.
	Ma tu sei bello, e alla tua nascita, caro ragazzo,
	natura e fortuna si sono unite per farti grande:
	dei doni della natura puoi vantarti coi gigli
	e con le rose appena sbocciate. Ma la fortuna,
	oh, lei s' corrotta, mutata e straniata da te.
	Ora dopo ora commette adulterio con tuo zio Giovanni,
	e la sua mano adorata ha spinto il Re di Francia
	a calpestare ogni onesto rispetto di sovranit,
	riducendo la sua maest a fare il loro ruffiano.
	Il Re di Francia fa il mezzano fra la fortuna e Re Giovanni,
	la fortuna puttana e Giovanni l'usurpatore!
	Dimmelo tu, amico, non  uno spergiuro il Re di Francia?
	Avvelenalo con le parole o vattene,
	e lascia soli questi dolori che io sola
	sono condannata a sopportare.

SALISBURY
					Perdonatemi, signora,
	non posso tornare dai re senza di voi.

CONSTANCE
	Puoi benissimo, anzi lo farai. Non verr con te:
	insegner alle mie sofferenze ad essere orgogliose,
	perch il dolore  orgoglio e fa piegare chi lo possiede.
	Che i re si radunino davanti a me
	e alla maest del mio gran dolore, che  cos grande
	che nessun altro sostegno pu reggerlo se non la terra
	immensa e immobile: qui sediamo, io e il mio dolore,
	qui  il mio trono, ordina ai re di venire e d'inchinarsi a lui.
[.Si getta a terra. Esce Salisbury con Arthur..]

.Constance resta seduta. Entrano Re Giovanni, Re Filippo, Luigi, Bianca, Eleonora, il Bastardo, Austria, Salisbury, persone del seguito..

RE FILIPPO
	 vero, bella figlia; e questo giorno felice
	anche in Francia sar onorato come festivit:
	per solennizzare questo giorno il sole glorioso
	si fermer nel suo corso e far l'alchimista
	trasmutando con lo splendore del suo occhio prezioso
	le magre zolle della terra in oro luccicante.
	Il corso dell'anno, che riporta ogni volta questo giorno,
	non lo vedr mai se non santificato.

CONSTANCE
	Giorno maledetto, altro che santificato! [.Alzandosi..]
	Cos'ha mai meritato questo giorno?
	Cos'ha mai fatto per venire iscritto in lettere d'oro
	tra le grandi feste del calendario?
	No, strappatelo piuttosto dai giorni della settimana,
	questo giorno di vergogna, d'ingiustizia, di spergiuro.
	O, se deve invece rimanervi, fate che le mogli incinte
	preghino di non partorire in questo giorno,
	se non vogliono che tutte le loro speranze
	siano mostruosamente deluse!
	In quest'unico giorno temano i marinai il naufragio,
	e nessun contratto sia mai disatteso
	se non quello stipulato in questo giorno;
	s, vadano a finir male tutte le cose iniziate in questo giorno,
	e la lealt stessa si muti in vuota falsit!

RE FILIPPO
	Per il cielo, signora, non avrete motivo
	di maledire i felici eventi di questa giornata:
	non ho forse impegnato con voi la mia parola di re?

CONSTANCE
	Voi mi avete ingannata con un falso
	che aveva le sembianze della regalit,
	ma che toccato e messo alla prova
	s' dimostrato di nessun valore. Siete uno spergiuro,
	uno spergiuro! Siete venuto qui, abbracciando le armi,
	per spargere il sangue dei miei nemici, e ora
	li abbracciate rafforzando il loro sangue con il vostro.
	Il vigore violento e l'aspro cipiglio di guerra
	si raffreddano in amicizia e in una pace irreale,
	mentre l'ingiustizia contro di noi cementa quest'unione.
	Oh cieli, prendete le armi, le armi, contro questi re spergiuri!
	Una vedova piange, potenze del cielo, fatemi voi da marito!
	Non lasciate che le ore di questo giorno empio
	scorrano in pace, ma prima del tramonto ponete
	la discordia armata tra questi re spergiuri!
	Ascoltatemi, oh, vi prego, ascoltatemi!

AUSTRIA
						Pace, Lady Constance!

CONSTANCE
	Guerra, guerra, non pace. La pace  una guerra per me.
	Oh, Limoges, oh, Austria, non coprire di vergogna
	la tua spoglia ancora insanguinata: tu servo,
	miserabile, codardo! Tu, piccolo nel valore
	ma grande in furfanteria! Tu che sei forte
	stando sempre dalla parte del pi forte!
	Tu, campione della fortuna, che combatti soltanto
	quando la tua capricciosa signora ti sta accanto
	per indicarti la via della salvezza.
	Tu, spergiuro, adulatore dei grandi.
	Che buffone sei, un buffone rampante,
	facevi il bullo, pestavi i piedi, giuravi ch'eri con me!
	Tu, servo dal cuore di ghiaccio, non tuonavi forse
	in mio favore, non giuravi che avresti combattuto per me,
	imponendomi d'affidarmi alle tue stelle, alla tua sorte,
	alla tua forza, e ora ti rivolti passando al nemico?
	Indossi una pelle di leone! levatela, che non si vergogni,
	e metti una pelle di vitello su quelle membra da vigliacco!

AUSTRIA
	Ah, se fosse un uomo a dirmi queste parole!

BASTARDO
	E metti una pelle di vitello su quelle membra da vigliacco.

AUSTRIA
	Non osare ripeterlo, maledetto, o ne va della tua vita.

BASTARDO
	E metti una pelle di vitello su quelle membra da vigliacco.

RE GIOVANNI
	Questo non ci piace; dimentichi chi sei.

.Entra Pandolfo..

RE FILIPPO
	Ecco che arriva il santo legato del papa.

PANDOLFO
	Salute, consacrati vicari celesti!
	A te, Re Giovanni,  indirizzata la mia santa missione.
	Io, Pandolfo, cardinale della bella Milano,
	e qui legato in nome di Papa Innocenzo,
	in suo nome religiosamente ti domando
	perch cos ostinatamente sprezzi nostra santa madre,
	la chiesa, e tieni lontano con la forza Stephen Langton,
	da noi scelto come arcivescovo di Canterbury,
	dalla sua santa sede. Ecco, questo ti chiedo,
	in nome del gi nominato santo padre, papa Innocenzo.

RE GIOVANNI
	Qual nome mai sulla terra pu costringere
	il libero fiato d'un sacro re a dare risposte?
	Tu non puoi, cardinale, per impormi una risposta
	tirar fuori un nome cos futile, indegno e ridicolo
	come quello di papa. Riferisci tutto questo,
	e aggiungici anche, detto dalla bocca stessa
	del Re d'Inghilterra, che nessun prete italiano
	potr riscuotere decime o pedaggi sulle nostre terre;
	e che come noi siamo capi supremi, sottomessi solo a Dio,
	cos a Lui soltanto risponderemo della nostra regalit
	l dove regniamo, senza l'aiuto di nessuna mano mortale.
	Riferisci tutto questo al papa, messa da parte ogni riverenza
	verso di lui e verso l'autorit che usurpa.

RE FILIPPO
	Fratello inglese, bestemmiate parlando cos.

RE GIOVANNI
	Pur se voi e tutti i re della Cristianit vi fate guidare
	in modo cos rozzo da questo prete impiccione,
	temendo una maledizione che scongiurate pagando,
	e acquistate con oro meschino, scorie e polvere,
	il perdono corrotto di un uomo che in questa vendita
	vende un perdono che viene soltanto da lui;
	pur se voi e tutti gli altri, volgarmente imbrogliati,
	ingrossate col vostro denaro questa stregoneria da fiera,
	io da solo, e solo io mi opporr al papa,
	e riterr miei nemici tutti i suoi amici.

PANDOLFO
	Allora, in nome del mio legittimo potere,
	ti dichiaro maledetto e scomunicato:
	e sia benedetto chiunque rompa
	la sua sudditanza ad un eretico;
	anzi sar chiamata meritoria quella mano,
	e verr canonizzata e fatta santa,
	che, in qualsiasi modo, anche a tradimento,
	avr spezzata la tua vita obbrobriosa.

CONSTANCE
	Oh, sia legittimo anche per me
	unirmi a Roma nella maledizione!
	Buon padre cardinale, rispondete forte amen
	alle mie violente maledizioni, perch nessuno,
	che non abbia subito i miei torti, ha lingua cos potente
	da poterlo maledire con pieno diritto.

PANDOLFO
	Signora, ci sono una legge e un mandato
	che autorizzano la mia maledizione.

CONSTANCE
					Anche la mia:
	quando la legge non pu assicurare la giustizia,
	 legittimo che la legge non impedisca il male!
	La legge non  in grado d'assicurare a mio figlio il suo regno,
	perch colui che regge il regno regge anche la legge;
	perci, poich la legge stessa  ingiustizia perfetta,
	come pu la legge proibire alla mia lingua di maledire?

PANDOLFO
	Filippo di Francia, pena la maledizione,
	abbandona la mano di questo arcieretico,
	e fa cadere la potenza francese sul suo capo,
	se non si sottomette a Roma.

ELEONORA
	Sei impallidito, o Re di Francia? Non ritirare la tua mano.

CONSTANCE
	Fai attenzione, diavolo, che il Re di Francia non si penta
	e, separandosi le due mani, l'inferno perda un'anima.

AUSTRIA
	Re Filippo, ascolta il cardinale.

BASTARDO
	E metti una pelle di vitello su quelle membra da rinnegato.

AUSTRIA
	Beh, ruffiano, devo intascare queste tue offese perch...

BASTARDO
	I tuoi pantaloni hanno tasche larghe a sufficienza.

RE GIOVANNI
	Filippo, cosa rispondi al cardinale?

CONSTANCE
	E cosa dovrebbe dire, se non quel che dice il cardinale?

LUIGI
	Pensateci bene, padre, perch sono sulla bilancia
	la pesante maledizione di Roma o la lieve perdita
	dell'amicizia inglese: rinunziate al meno.

BIANCA
	Alla maledizione di Roma, cio.

CONSTANCE
	Oh, Luigi, resisti! Il diavolo in persona ti sta tentando
	sotto le spoglie di una sposina coi capelli sciolti.

BIANCA
	Lady Constance non parla spinta dall'onest,
	ma dalle sue miserie.

CONSTANCE
				Se riconosci le mie miserie,
	che vivono solo perch  morta l'onest,
	queste miserie comportano necessariamente questo principio,
	l'onest vivrebbe ancora se la miseria morisse.
	Oh, calpestate allora la mia miseria, e sar un trionfo per l'onest;
	mantenete in vita la miseria e l'onest sar calpestata!

RE GIOVANNI
	Il re  scosso e a questo non risponde.

CONSTANCE
	Oh, allontanati da lui, e rispondi bene!

AUSTRIA
	Fa' cos Re Filippo, non rimanere pi sospeso nel dubbio.

BASTARDO
	E tu non sospendere altro che una pelle di vitello,
	dolcissimo zoticone.

RE FILIPPO
	Sono perplesso, non so cosa dire.

PANDOLFO
	Cosa puoi dire che non ti renda ancora pi perplesso,
	se verrai maledetto e scomunicato?

RE FILIPPO
	Buon reverendo padre, mettetevi al mio posto,
	e ditemi come vi comportereste.
	Questa mano reale s' appena unita alla mia,
	e anche le nostre anime si sono congiunte,
	unite in lega, accoppiate e vincolate assieme
	con tutta la forza solenne di un sacro giuramento.
	L'ultimo fiato che diede suono di parole
	 stato un giuramento incondizionato di fedelt,
	pace, amicizia, vero amore tra i nostri regni
	e le nostre regali persone. E appena prima di quest'accordo,
	ancora poco fa, giusto il tempo di lavarci le mani
	per potercele poi stringere in questo patto di pace,
	lo sa il cielo come fossero sporche e macchiate
	dal pennello dell'eccidio, l dove la vendetta
	andava dipingendo l'ostilit paurosa di due re esasperati.
	E queste mani, appena pulitesi del sangue,
	appena congiuntesi in amore,
	cos forti sia nel versar sangue che nell'amare,
	dovrebbero ora sciogliere la loro stretta
	e cancellare questo gentile saluto?
	Dovremmo giocare a rimpiattino con la fedelt,
	scherzare col cielo stesso, trasformarci in fanciulli incostanti
	cos da ritirare di nuovo l'una dall'altra le nostre palme,
	spergiurare la fedelt giurata, far avanzare
	un esercito sanguinoso sul letto nuziale della pace sorridente
	e creare lo scompiglio sulla fronte gentile della pura sincerit?
	Oh santo signore, mio padre reverendo, non fate che sia cos!
	Per vostra grazia, trovate, ordinate, imponete
	un qualche ordine gentile, e allora noi saremo felici
	di compiacervi e di continuare ad esservi amici.

PANDOLFO
	Ogni forma  informe, ogni ordine  disordine
	che non s'opponga all'amicizia per il Re d'Inghilterra.
	E perci alle armi! Siate campione della nostra chiesa,
	o aspettatevi che la chiesa, nostra madre,
	dica la sua maledizione,
	una maledizione materna, al figlio che le si rivolta contro;
	Francia, ti sar pi agevole tenere un serpente per la lingua,
	un leone dalla ricca pelliccia per la sua zampa mortale,
	una tigre affamata per i denti, che tenere in pace
	quella mano che stringi.

RE FILIPPO
	Posso ritirare la mano, ma non la mia fede promessa.

PANDOLFO
	Cos rendi la fede nemica della fede,
	e come in una guerra civile schieri un giuramento
	contro un giuramento, la tua lingua contro la tua lingua.
	Oh, fa' che il tuo voto d'essere il campione della chiesa,
	prestato al cielo prima che ad altri,
	sia rispettato davanti al cielo.
	Ci che hai giurato in seguito, l'hai giurato contro te stesso,
	e tu stesso, quindi, non lo puoi rispettare,
	perch ci che tu hai giurato di fare, in male,
	non  male quando  fatto secondo il bene,
	cio quando non  fatto: se il fare tende al male,
	il modo migliore di fare  di non fare.
	La migliore esecuzione di un proposito errato
	si fa errando di nuovo: sebbene indiretta,
	questa deviazione ti rimette sulla giusta via,
	e la slealt cura la slealt, cos come il fuoco raffredda il fuoco
	nelle vene riarse di uno che si sia appena bruciato.
	 la religione che fa osservare i giuramenti,
	ma tu hai giurato contro la religione:
	tu hai cos giurato contro quello su cui giuravi,
	e ora fai del tuo giuramento il pegno della tua lealt!
	La lealt che non sei sicuro di rispettare,
	per un giuramento precedente,
	giura solo per non essere spergiura!
	Altrimenti, che sciocchezza sarebbe giurare?
	Ma tu giuri solo per essere spergiuro,
	e sei tanto pi spergiuro quando mantieni i tuoi giuramenti.
	Questi tuoi ultimi voti, contrapposti ai primi,
	sono una tua ribellione contro te stesso;
	e nessuna vittoria pi grande potresti mai ottenere
	se non armando le tue parti nobili e leali
	contro queste folli e sfrenate tentazioni.
	Con questa tua parte migliore s'alleano le nostre preghiere,
	se vorrai accoglierle. Ma se non vorrai, sappi allora
	che il pericolo delle nostre maledizioni cadr su di te
	con tale peso che non riuscirai mai a liberartene,
	e morirai disperato sotto la sua massa oscura.

AUSTRIA
	Ribellione, aperta ribellione!

BASTARDO
					 tutto inutile?
	Riuscir mai una pelle di vitello a chiudere quella tua bocca?

LUIGI
	Padre, alle armi!

BIANCA
			Nel tuo giorno di nozze?
	Contro il sangue di quella che hai sposato?
	Celebreremo la nostra festa con carne d'uomini macellati?
	Saranno trombe stridule e rumorosi tamburi sgraziati,
	veri suoni d'inferno, le melodie della nostra cerimonia?
	Oh, marito, ascoltami! - ahim com' nuova questa parola
	"marito" sulla mia bocca! - proprio per questa parola
	che la mia lingua non ha mai pronunciato prima d'ora,
	in ginocchio ti prego, non metterti in armi
	contro mio zio.

CONSTANCE
			Oh, sulle mie ginocchia,
	indurite dalle molte suppliche,
	ti prego, virtuoso Delfino, non mutare il giudizio
	preordinato dal cielo!

BIANCA
	Ora vedr quanto mi ami: che cosa
	pu avere pi forza per te del nome di moglie?

CONSTANCE
	Ci che sostiene chi sostiene anche te:
	il suo onore; oh, il tuo onore Luigi, il tuo onore!

LUIGI
	Mi chiedo come vostra maest possa restare cos fredda
	quando tali importanti considerazioni la sospingono.

PANDOLFO
	Lancer la maledizione sul suo capo.

RE FILIPPO
	Non ce n' bisogno. Inghilterra, mi separo da te.

CONSTANCE
	Ah, bel ritorno d'una sovranit messa al bando!

ELEONORA
	Oh, turpe tradimento dell'incostanza francese!

RE GIOVANNI
	Francia, in meno d'un'ora ti pentirai di quest'ora.

BASTARDO
	Il vecchio Tempo, il regolatore d'orologi,
	quel calvo beccamorto, sar lui a decidere?
	beh, allora, la Francia si pentir.

BIANCA
	Il sole s' tinto di sangue: bel giorno, addio!
	Da quale parte devo schierarmi?
	Io sono con entrambi: ogni esercito ha una mia mano,
	e nella loro furia, trascinandomi via, mi spezzano,
	io, che a entrambi mi tengo. Marito,
	non posso pregare per la tua vittoria;
	zio, devo pregare che tu perda;
	padre, non posso augurarti buona fortuna;
	nonna, non posso desiderare che i tuoi desideri s'avverino.
	Chiunque vinca, da quella parte sar sconfitta,
	una sconfitta sicura, ancor prima che la partita sia giocata.

LUIGI
	Signora, con me, la tua sorte coincide con la mia.

BIANCA
	L dove la mia sorte vive, l muore la mia vita.

RE GIOVANNI
	Cugino, va' e raccogli le nostre truppe. [.Esce il Bastardo..]
	Francia, sono acceso da una collera ardente,
	da una furia la cui qualit  tale
	che soltanto il sangue pu calmarla,
	un unico sangue, il sangue pi prezioso di Francia.

RE FILIPPO
	La tua rabbia finir per bruciare te stesso, e tu sarai cenere
	prima che il nostro sangue abbia spento il tuo fuoco:
	sta' ben attento, sei gi in pericolo.

RE GIOVANNI
	Non pi di colui che mi minaccia. Via, alle armi! [.Escono..]

/:/Scena II


[.Le pianure vicino ad Angiers..]

.Allarmi, scorrerie. Entra il Bastardo con la testa del Duca d'Austria..

BASTARDO
	Per la mia vita, questo giorno si va facendo molto caldo.
	Un qualche demone dell'aria volteggia nel cielo
	e gi rovescia sciagure.
	La testa del Duca d'Austria mettiamola qui,
.Entrano Re Giovanni, Arthur e Hubert..
	mentre Filippo riprende fiato.

RE GIOVANNI
	Hubert, custodisci questo ragazzo. Filippo, muoviti:
	mia madre  assalita nella nostra tenda e temo
	sia stata catturata.

BASTARDO
			Mio signore, l'ho gi liberata,
	non temete, sua Altezza  in salvo.
	Ma andiamo avanti, maest: ancora un piccolo sforzo,
	e la nostra impresa avr una felice conclusione. [.Escono..]

/:/Scena III


.Allarmi, scorrerie, ritirata. Rientrano Re Giovanni, Arthur, il Bastardo, Hubert, con Eleonora e vari nobili..

RE GIOVANNI [.A Eleonora..]
	Faremo cos: Vostra Grazia rimarr indietro,
	cos, ben protetta. [.Ad Arthur..] Cugino, non esser triste:
	tua nonna ti ama; e tuo zio ti sar cos caro
	come ti fu tuo padre.

ARTHUR
	Ah, questo far morire mia madre di dolore!

RE GIOVANNI [.Al Bastardo..]
	Cugino, veloce, va' in Inghilterra, precedici:
	e prima del nostro arrivo vedi bene di svuotare i forzieri
	degli avari abati e di mettere in libert
	tutti gli angeli che vi sono imprigionati.
	Gli affamati devono ora potersi ingozzare
	coi grassi lombi della pace: usa pure il mio mandato
	in tutta la sua ampiezza.

BASTARDO
	Campana, messale e candela non potranno trattenermi
	quando l'oro e l'argento mi faranno segno d'avanzare:
	Vostra Altezza, io vado. Nonna, se mai mi ricorder
	d'esser religioso, pregher per la vostra salvezza.
	Ecco, vi bacio la mano.

ELEONORA
	Addio, gentile cugino.

RE GIOVANNI
				Cugino, addio. [.Esce il Bastardo..]

ELEONORA
	Vieni qui, nipotino, senti, una parola soltanto.
[.Prende Arthur in disparte..]

RE GIOVANNI
	E tu, Hubert, vieni qui. O mio gentile Hubert,
	quanto ti dobbiamo! Entro questo rivestimento di carne
	c' un'anima che si considera in credito verso di te,
	e intende pagare il tuo amore con gli interessi.
	Mio buon amico, il tuo giuramento volontario
	vive nel mio petto, affettuosamente carezzato.
	Dammi la tua mano. Avevo una cosa da dirti,
	ma te la dir quando potr accompagnarla meglio.
	Per Dio, Hubert, quasi mi vergogno a dirti
	quanta stima ho per te.

HUBERT
	Sono molto obbligato a vostra Maest.

RE GIOVANNI
	Buon amico, non hai ancora avuto il motivo per dire cos,
	ma l'avrai; per quanto lentamente strisci il tempo,
	verr anche per me l'opportunit di farti del bene.
	Avevo una cosa da dirti, ma lasciamo perdere:
	il sole  in cielo e il giorno superbo,
	accompagnato dai piaceri del mondo,
	 troppo allegro e pieno di svaghi per darmi ascolto.
	Se la campana di mezzanotte,
	con la sua lingua di ferro e la sua bocca di bronzo,
	battesse l'ora per le creature assonnate della notte;
	se questo luogo stesso, dove noi siamo, fosse un cimitero,
	e tu fossi posseduto da mille peccati;
	o se quello spirito corrucciato, la malinconia,
	avesse scaldato il tuo sangue, rendendolo spesso e denso,
	lui che altrimenti, pulsando, scorre su e gi per le vene
	e trasforma quell'idiota del riso in padrone degli occhi umani,
	stravolgendo le loro guance a una vana allegria,
	stato d'animo odioso per i miei fini;
	o se tu potessi vedermi senz'occhi, sentirmi senza orecchie,
	rispondermi senza lingua, usando solo il pensiero,
	senza occhi, orecchie, senza il pericoloso suono delle parole,
	allora, a dispetto del giorno guardingo e incombente,
	riverserei nel tuo petto i miei pensieri:
	ah, ma non lo far. Eppure ti voglio molto bene;
	e, a dire il vero, credo che anche tu voglia bene a me.

HUBERT
	In modo tale che qualunque cosa mi ordiniate di fare,
	fosse anche la mia morte legata a quell'azione,
	per il cielo, io la farei.

RE GIOVANNI
				Forse non lo sapevo che l'avresti fatto?
	Ah, buon Hubert, Hubert, Hubert,
	dai un'occhiata a quel ragazzo; ti dir una cosa,
	amico mio,  una serpe sulla mia strada,
	e dovunque questo mio piede si posi, lui  l,
	davanti a me. Mi capisci bene?
	Sei tu il suo guardiano.

HUBERT
				Lo custodir cos bene
	che non potr offendere Vostra Maest.

RE GIOVANNI
	Morte.

HUBERT
		Mio signore?

RE GIOVANNI
				Una tomba.

HUBERT
					Non vivr.

RE GIOVANNI
							Basta.
	Ora potrei essere allegro. Hubert, ti amo.
	Non ti dir quello che ho in mente per te:
	ricorda. Signora, addio:
	mander quei soldati a Vostra Maest.

ELEONORA
	Le mie benedizioni ti siano accanto!

RE GIOVANNI
	Cugino, dovete partire per l'Inghilterra:
	Hubert sar il tuo uomo, e ti servir
	con tutta la fedelt che ti deve. Via, verso Calais, avanti!
[.Escono..]

/:/Scena IV


[.La tenda del Re di Francia..]

.Entrano Re Filippo, Luigi, Pandolfo, il seguito..

RE FILIPPO
	E cos, da una fragorosa tempesta sul mare,
	un'armata intera di vele salpate insieme
	 dispersa, e ogni nave  separata dalle sue compagne.

PANDOLFO
	Coraggio e animo! Tutto andr ancora bene.

RE FILIPPO
	Cosa pu andar bene, quando il nostro corso  cos rovinoso?
	Non siamo gi stati battuti? Non abbiamo perso Angiers?
	E Arthur, non  stato fatto prigioniero?
	Molti e cari amici non son morti? Il Re d'Inghilterra,
	quel sanguinario, non se n' tornato in Inghilterra,
	eludendo ogni nostro tentativo di fermarlo?

LUIGI
	Ed ha fortificato tutto ci che ha conquistato.
	Di una tale velocit retta da una simile saggezza,
	di tanta moderazione ed ordine in un'avanzata cos irruenta,
	manca l'esempio: chi ha mai letto o sentito
	d'una azione che si possa paragonare a questa?

RE FILIPPO
	Potrei anche sopportare queste lodi al Re d'Inghilterra,
	se si potesse trovare un esempio per la nostra vergogna.
.Entra Constance..
	Ecco, guardate chi arriva! una tomba tutt'intorno a un'anima,
	che trattiene, contro la sua volont, lo spirito immortale
	nella squallida prigione dei suoi dolorosi sospiri.
	Vi prego, signora, venite via con me.

CONSTANCE
	Ecco, guardate, guardate bene i frutti della vostra pace!

RE FILIPPO
	Pazienza, buona signora! Coraggio, gentile Constance.

CONSTANCE
	No! ho in spregio ogni consiglio, qualsiasi riparazione
	tranne quella che mette fine a tutti i consigli, l'unica,
	vera riparazione; la morte! Morte, ah, amabile, amorevole morte!
	Tu, profumato fetore, sano marciume!
	Alzati dal giaciglio della tua notte eterna,
	tu, odio e terrore di chi sta bene,
	e io bacer le tue ossa detestate,
	porr i bulbi dei miei occhi nelle tue vuote occhiaie,
	far anelli per queste dita coi vermi che ti sono familiari,
	e chiuder questo pertugio del respiro con polvere nauseabonda
	fino a diventare un mostro imputridito come te:
	avanti, digrigna pure, io penser che mi sorridi
	e ti bacer con lussuria, come fossi tua moglie.
	Oh, amore dei disperati, s, vieni a me!

RE FILIPPO
	Oh bella dolente, calmati!

CONSTANCE
	No, no, non mi calmer fin che avr fiato per gridare:
	oh, fosse la mia lingua nella bocca di un tuono!
	Allora s che con la mia passione scuoterei il mondo
	e desterei dal suo sonno quello scheletro crudele
	che non arriva a sentire la debole voce di una donna
	e non tiene in nessun conto una semplice supplica.

PANDOLFO
	Signora, in voi parla la follia, non il dolore.

CONSTANCE
	E tu sei un santo a mentirmi cos!
	Non sono pazza: questi capelli che strappo sono i miei;
	mi chiamo Constance; ero la moglie di Geoffrey;
	il giovane Arthur  mio figlio, ed  perduto!
	Non sono pazza: volesse il cielo che lo fossi!
	Ch allora,  probabile, dimenticherei me stessa:
	ah, se potessi, che dolore dimenticherei!
	Insegnami una qualche filosofia che mi faccia impazzire,
	e tu, cardinale, sarai fatto santo;
	perch, non essendo pazza ma sensibile al dolore,
	la mia parte razionale m'induce a ragionare
	su come io possa sgravarmi di questi dolori,
	e m'insegna cos ad uccidermi o ad impiccarmi:
	fossi invece pazza, dimenticherei mio figlio,
	o lo scambierei, follemente, con una bambola di pezza.
	No, non sono pazza; troppo, troppo lucidamente avverto
	i morsi diversi d'ogni singola disgrazia.

RE FILIPPO
	Riavvolgete quelle trecce. Oh, quanto amore scorgo
	nella bella massa bionda di quei suoi capelli.
	Se per caso una goccia d'argento vi cade,
	a quella goccia diecimila amici filamentosi
	aderiscono in un comune dolore,
	simili ad amanti fedeli, inseparabili, leali,
	che si stringono insieme nella disgrazia.

CONSTANCE
	Andiamo in Inghilterra, se volete.

RE FILIPPO
					Riavvolgetevi i capelli.

CONSTANCE
	Lo far; ma perch dovrei farlo?
	Con violenza li ho sciolti dai loro lacci, e ho gridato alto:
	"Oh che queste mani possano liberare mio figlio
	cos come han reso a questi capelli la loro libert!".
	Ma adesso ho invidia della loro libert,
	e li voglio di nuovo restituire ai loro lacci,
	dato che il mio povero figlio  un prigioniero.
	Padre cardinale, vi ho sentito dire
	che vedremo e riconosceremo i nostri amici in cielo:
	se  vero, vedr ancora il mio ragazzo,
	perch dalla nascita di Caino, il primo figlio maschio,
	sino a colui che appena ieri ha respirato per la prima volta,
	non  mai nata un'altra creatura tanto buona.
	Ma ora il verme del dolore divorer il mio bocciuolo
	cacciando la belt nativa dalla sua guancia;
	sembrer privo di sostanza come uno spettro,
	smunto ed emaciato come un attacco di febbre:
	e cos morir; e quando, risorto, lo incontrer
	nuovamente nella corte del cielo, non lo riconoscer.
	Non potr mai pi rivedere il mio bel Arthur, mai pi.

PANDOLFO
	Date una terribile importanza al vostro dolore.

CONSTANCE
	Mi parla uno che non ha mai avuto un figlio.

RE FILIPPO
	Amate il dolore quanto vostro figlio.

CONSTANCE
	Il dolore ha riempito il vuoto lasciato da mio figlio,
	dorme nel suo letto, cammina su e gi con me,
	indossa il suo piacevole sembiante, ripete le sue parole,
	mi ricorda tutti i suoi tratti aggraziati,
	riempie i suoi abiti vuoti con la sua forma.
	Non ho allora ragione d'amare il dolore?
	Addio: se aveste sofferto una perdita come la mia
	io vi saprei dare un conforto migliore
	di quello che mi avete dato.
	Non manterr quest'ordine sulla mia testa
	quando ho un tale disordine nella mia mente.
	Oh Signore! ragazzo mio, mio Arthur, figlio mio bello!
	Vita mia, mia gioia, mio nutrimento, tutto il mio mondo!
	Conforto d'una vedova, cura dei miei dolori! [.Esce..]

RE FILIPPO
	Temo qualche pazzia, la seguo. [.Esce..]

LUIGI
	Non c' niente in questo mondo che mi rallegri:
	la vita  noiosa come una storia che raccontata pi volte
	infastidisce l'orecchio pigro d'uno gi mezzo addormentato;
	l'amara vergogna ha guastato il dolce sapore della parola
	che ormai produce solo vergogna e amarezza.

PANDOLFO
	Nella convalescenza d'una malattia grave,
	proprio nell'istante del recupero e della guarigione,
	la fitta  fortissima, i mali che se ne vanno
	mostrano tutto il loro peggio al momento del congedo.
	Cosa mai avete perduto con la perdita odierna?

LUIGI
	Tutti i giorni della gloria, della gioia, della felicit.

PANDOLFO
	Se aveste vinto, li avreste certamente persi.
	No, no, quando la fortuna vuol fare del bene agli uomini
	mostra loro il suo occhio pi terribile.
	 strano pensare quanto abbia perso Re Giovanni
	in questa che lui reputa una chiara vittoria:
	non vi addolora che Arthur sia suo prigioniero?

LUIGI
	Tanto quanto rallegra lui l'averlo catturato.

PANDOLFO
	La vostra mente  immatura come il vostro sangue.
	Ascoltate quanto vi dico con spirito profetico,
	perch il fiato stesso con cui profferir le mie parole
	spazzer via ogni grano di polvere, ogni pagliuzza,
	ogni ostacolo dal sentiero che condurr il tuo piede
	al trono d'Inghilterra; e perci fate attenzione.
	Giovanni ha catturato Arthur; e non potr essere
	che, fin che la calda vita giochi nelle vene del ragazzo,
	Giovanni, nella sua ambigua posizione, possa godere d'un'ora,
	d'un minuto, d'un solo quieto respiro di riposo.
	Uno scettro strappato con mano illegale
	dev'essere mantenuto con la stessa violenza
	con cui lo si  guadagnato,
	e chi si trova su un terreno scivoloso non si cura
	della meschinit di ci che lo sorregge:
	se Giovanni deve reggersi, allora Arthur dovr cadere.
	E cos sia, dato che non pu essere altrimenti.

LUIGI
	Ma cosa guadagner io dalla caduta del giovane Arthur?

PANDOLFO
	Voi, a nome di vostra moglie Lady Bianca,
	potrete far vostre le rivendicazioni di Arthur.

LUIGI
	E, come Arthur, perdere vita e tutto quanto.

PANDOLFO
	Come siete giovane e inesperto di questo vecchio mondo!
	Giovanni stesso trama per voi; le circostanze vi sono favorevoli,
	perch chi impregna la sua salvezza di sangue innocente
	trover solo una salvezza malsicura e sanguinante.
	Quest'azione, cos crudelmente concepita,
	raggeler i cuori della sua stessa gente
	spegnendone ogni zelo, tanto che accoglieranno volentieri
	qualsiasi piccola occasione per por fine al suo regno.
	Non ci sar esalazione naturale in cielo,
	stranezza di natura, cattivo tempo, comunissimo vento,
	accadimento ordinario, cui negheranno la causa naturale
	per parlare di meteore, prodigi, segni, scherzi di natura,
	presagi e lingue celesti che chiaramente
	gridano vendetta contro Giovanni.

LUIGI
	Pu darsi che non toccher la vita del giovane Arthur,
	ma che gli basti tenerlo prigioniero, per sentirsi al sicuro.

PANDOLFO
	Oh signore, quando sentir che vi state avvicinando,
	se il giovane Arthur non  gi morto, baster quella notizia
	a metterlo a morte; e allora il cuore di tutto il suo popolo
	si rivolter contro di lui e correr a baciare le labbra
	d'un mutamento inaspettato,
	trovando materia sostanziosa d'ira e di rivolta
	sulla punta sanguinosa delle dita di Giovanni.
	Mi par quasi di vederlo, tutto questo tumulto all'opera:
	oh, ne nasceranno conseguenze ancor pi favorevoli
	per voi di quelle cui ho gi accennato!
	Quel bastardo di Faulconbridge  in Inghilterra, adesso,
	e saccheggia le chiese, offendendo ogni spirito di carit:
	ma basterebbero dodici Francesi in armi a far da esca l
	per far passare diecimila Inglesi al loro fianco,
	cos come poca neve, rotolando,
	presto si trasforma in una valanga gigantesca.
	Oh, nobile Delfino, accompagnami dal Re:
	 stupefacente ci che possiamo ricavare dal loro malcontento
	ora che i loro animi traboccano di sdegno.
	Avanti, in marcia verso l'Inghilterra, io convincer il Re.

LUIGI
	Forti ragioni possono portare ad azioni inattese.
	Andiamo: se voi dite s, il Re non dir no. [.Escono..]

/:/ATTO IV



.Scena I


[.Una stanza in un castello. Dei pezzi di carbone bruciano in un bracere..]

.Entrano Hubert e i carnefici..

HUBERT
	Arroventate per bene questi ferri,
	poi nascondetevi dietro i tendaggi:
	quando batter il piede sul cuore della terra,
	saltate fuori, e legate ben stretto a una sedia
	il ragazzo che troverete con me:
	presto, uscite, e state bene attenti.

PRIMO CARNEFICE
	Spero che il vostro mandato autorizzi quest'azione.

HUBERT
	Scrupoli fuori luogo! nessuna paura; guardate qui.
[.I carnefici si nascondono..]
	Vieni avanti, ragazzo, devo parlarti.

.Entra Arthur..

ARTHUR
	Buon giorno, Hubert.

HUBERT
				Buon giorno, piccolo principe.

ARTHUR
	Un principe che non potrebbe essere pi piccolo
	se si pensa alla grandezza del titolo che gli toccherebbe.
	Sei triste.

HUBERT
	In effetti, sono stato pi allegro altre volte.

ARTHUR
	Dio abbia piet di me! Credo che nessuno
	dovrebbe essere triste all'infuori di me:
	pure, ricordo, quand'ero in Francia,
	c'erano dei giovani gentiluomini che usavano
	aver l'aria triste come la notte, per essere alla moda.
	Giuro sul mio battesimo che, fossi fuori di prigione,
	anche solo per fare il pastore, sarei allegro
	per tutta la giornata quant' lunga!
	e sarei felice anche qui, non avessi paura
	che mio zio abbia in serbo per me
	progetti ancora peggiori.
	Lui ha paura di me ed io di lui;
	che colpa ho se sono figlio di Geoffrey?
	No, non  certo colpa mia; volesse il cielo
	che fossi tuo figlio, Hubert, purch tu mi amassi.

HUBERT [.A parte..]
	Se gli parlo, con le sue chiacchiere innocenti
	desterebbe la mia piet, che  morta:
	devo essere veloce e deciso.

ARTHUR
	Ti senti male, Hubert? sei cos pallido, oggi.
	A dirti la verit, mi piacerebbe vederti un poco malato,
	potrei passare la notte a vegliare su di te:
	dichiaro di volerti pi bene di quanto tu me ne vuoi.

HUBERT [.A parte..]
	Le sue parole s'impadroniscono del mio cuore.
	Leggi qui, giovane Arthur. [.Mostra una carta..]
	[.A parte..]		"E adesso, stupide lacrime!
	vorreste scacciare questa spietata tortura!
	Devo essere veloce, prima che la risolutezza
	non se ne esca dai miei occhi in dolci lacrime femminili.
	Non riesci a leggerla? Non  scritta in modo chiaro?

ARTHUR
	In modo troppo chiaro per uno scopo cos nero:
	devi proprio bruciarmi gli occhi con ferri arroventati?

HUBERT
	S, ragazzo, devo.

ARTHUR
			E lo farai?

HUBERT
				Lo far.

ARTHUR
	E ne avrai il cuore? Quando avevi mal di testa
	ho messo il mio fazzoletto sulla tua fronte,
	il pi bello che avevo, una principessa l'aveva ricamato per me,
	e non te l'ho mai richiesto indietro;
	con la mia mano ti ho tenuto il capo, a mezzanotte,
	e come i minuti vigilano l'ora che passa
	io di continuo ti ho reso lieve lo scorrere pesante del tempo
	con dei "Hai bisogno di qualcosa?","Dove ti fa male?",
	o "Cosa posso fare per farti piacere?".
	Molti poveracci se ne sarebbero stati zitti a dormire,
	senza dirti una parola affettuosa; ma tu hai avuto
	un principe al tuo capezzale. Certo, puoi credere
	che il mio amore fosse un amore interessato
	e chiamarlo furbizia: credilo pure, se vuoi.
	Se il cielo vuole che tu mi faccia del male,
	sei certo costretto a farmelo. Spegnerai i miei occhi?
	Sono occhi che non ti hanno mai neppure guardato male,
	e mai pi lo faranno.

HUBERT
				Ho giurato di farlo;
	con questi ferri arroventati devo bruciarli.

ARTHUR
	Ah, non lo farebbe nessuno,
	se non in questi anni di ferro!
	Il ferro stesso, anche se arroventato,
	avvicinandosi a questi occhi berrebbe le mie lacrime
	spegnendo cos la sua rabbia ardente
	nella materia stessa di cui  fatta la mia innocenza.
	E anzi, dopo, si consumerebbe di ruggine
	solo per aver portato dentro di s il fuoco
	che avrebbe potuto far del male ai miei occhi.
	E saresti tu pi inflessibile, pi duro del ferro battuto?
	Fosse pur venuto da me un angelo a dirmi
	che Hubert avrebbe spento i miei occhi,
	io non gli avrei creduto, - non avrei creduto
	alle parole di nessuno, se non a quelle di Hubert stesso.

HUBERT
	Venite! [.Batte un piede..]
.I carnefici vengono avanti con una corda, i ferri ecc..
		Fate come vi ho ordinato di fare.

ARTHUR
	Oh salvami Hubert, salvami! I miei occhi si spengono
	solo a vedere i volti feroci di questi uomini sanguinari.

HUBERT
	Datemi i ferri, vi dico, e legatelo qui.

ARTHUR
	Ahim! che bisogno c' d'essere cos rozzi e sgarbati?
	Non far resistenza, sar immobile come una pietra.
	Per amor del cielo, Hubert, non farmi legare!
	Ascoltami, Hubert, manda via questi uomini
	e io me ne star seduto quieto quieto, come un agnello,
	non mi muover, non tremer neanche, non dir parola,
	n guarder i ferri con furia; manda via questi uomini
	e io ti perdoner qualsiasi tortura tu mi vorrai fare.

HUBERT
	Via, rientrate; lasciatemi solo con lui.

PRIMO CARNEFICE
	Sono ben contento di star lontano da una simile azione.
[.Escono i carnefici..]

ARTHUR
	Ahim, allora ho mandato via un amico!
	Aveva un aspetto feroce ma un cuore gentile:
	fallo tornare, cos che la sua piet possa
	riportare in vita la tua.

HUBERT
				Su, ragazzo, preparati.

ARTHUR
	Non c' nulla da fare?

HUBERT
				Nulla, se non perdere gli occhi.

ARTHUR
	Oh cielo, se avessi nei tuoi occhi anche solo un bruscolo,
	un granellino, della polvere, un moschino, un capello,
	qualsiasi cosa potesse dar fastidio a quello che  il pi prezioso
	dei sensi, allora, sentendo come anche una cosa minuscola
	possa essere l fastidiosa, t'accorgeresti di come  orribile
	il tuo vile intento.

HUBERT
	 questa la tua promessa? Su, frena la lingua.

ARTHUR
	Hubert, non basterebbero le parole di due lingue
	a intercedere per la salvezza di due occhi:
	lasciami parlare, Hubert, lasciami parlare!
	O, se vuoi, tagliami la lingua e lasciami gli occhi.
	Ah, risparmia i miei occhi, anche se non dovranno
	vedere altro che te! Guarda, per Dio, anche il ferro
	s' raffreddato e non vorrebbe farmi del male.

HUBERT
	Posso arroventarlo di nuovo, ragazzo.

ARTHUR
	No, davvero; il fuoco, creato per dar conforto,
	usato per atti di crudelt immeritati
	 morto dal dolore. Guarda tu stesso:
	non c' potenza di male in questo carbone ardente,
	il fiato celeste ne ha soffiato via la rabbia
	cospargendone il capo con le ceneri della penitenza.

HUBERT
	Ma con il mio fiato posso farlo rivivere, ragazzo.

ARTHUR
	E se lo farai, lo farai solo arrossire
	e risplendere di vergogna per le tue azioni, Hubert:
	anzi, forse ti mander qualche scintilla negli occhi,
	cos come un cane che costretto a lottare
	si rivolta contro il padrone che l'aizza.
	Tutto ci che vorresti impiegare per farmi del male
	si nega all'uso: tu soltanto manchi di quella piet
	che il ferro e il fuoco crudele sanno esibire,
	creature pietose quando non sono usate al male!

HUBERT
	Va bene, vedi, vivi... non toccher i tuoi occhi
	per tutti i tesori posseduti da tuo zio:
	purtuttavia ho fatto un giuramento, ragazzo,
	e avevo tutte le intenzioni di bruciarteli
	con questi stessi ferri.

ARTHUR
	Oh, adesso torni a rassomigliare a Hubert,
	finora facevi la parte d'un altro.

HUBERT
	Calma, non parliamone pi. Addio.
	Tuo zio deve sapere solo che sei morto.
	Dar a queste spie crudeli dei rapporti falsi.
	Tu, gentile ragazzo, dormi sicuro e non aver paura:
	Hubert, per tutte le ricchezze del mondo,
	non ti far mai del male.

ARTHUR
	Oh cielo, ti ringrazio, Hubert.

HUBERT
	Silenzio, non parliamone pi. Rientriamo
	senza farci vedere. Corro un gran pericolo per te. [.Escono..]

/:/Scena II


[.La Corte d'Inghilterra..]

.Entrano Re Giovanni, Pembroke, Salisbury e altri nobili..

RE GIOVANNI
	Eccoci qui seduti ancora una volta, ancora una volta incoronati,
	guardati, speriamo, da occhi festanti.

PEMBROKE
	Questo "ancora una volta",
	non fosse per compiacere vostra altezza,
	 stato una volta di troppo: eravate gi stato incoronato,
	e quell'alto titolo non vi era mai stato strappato,
	la fedelt dei vostri uomini
	non era mai stata macchiata dalla rivolta,
	n fresche speranze di mutamenti sospirati
	o di migliori condizioni turbavano la terra.

SALISBURY
	Propio per questo,
	farsi possedere da una duplice cerimonia,
	coprire d'ornamenti un titolo gi ricco,
	dorare l'oro, dipingere il giglio, profumare la viola,
	levigare il ghiaccio, aggiungere tinte all'arcobaleno
	o con il lume d'una candela cercar d'abbellire
	lo splendente occhio del cielo,
	sono vani e ridicoli eccessi.

PEMBROKE
	Se non fosse per compiacere i vostri reali desideri,
	quest'atto sarebbe come una vecchia storia,
	raccontata di nuovo e noiosa, quanto pi ripetuta,
	specie se imposta in un momento sbagliato.

SALISBURY
	Cos facendo il volto antico e ben noto
	del sano vecchio ordine  sfigurato,
	e, come il mutare del vento su una vela,
	fa cambiare rotta al corso dei pensieri,
	fa trasalire e spaventare chi riflette,
	corrompe il buon giudizio e rende sospetta la verit
	ricoprendoli di vesti sfarzose appena fatte.

PEMBROKE
	Quando i lavoratori si sforzano di far meglio
	invece che bene, sconvolgono la loro abilit con l'ambizione.
	Spesso, chi si scusa d'una colpa,
	la rende pi grave con le sue scuse,
	cos come una pezza su un piccolo strappo
	discredita, per la sua volont di nasconderlo,
	pi dello stesso strappo non rammendato.

SALISBURY
	In questo senso, prima che foste nuovamente incoronato,
	vi abbiamo suggerito il nostro consiglio:
	ma  piaciuto a vostra altezza non ascoltarlo,
	e noi siamo tutti ben contenti,
	dato che tutto e ogni parte di quello che desideriamo
	non si spingono oltre i desideri di vostra altezza.

RE GIOVANNI
	Possedete gi alcune delle ragioni
	di questa incoronazione ripetuta;
	le ritengo importanti; vi rifornir di altre, ancora pi forti,
	forti quanto sono deboli le mie paure.
	Nel frattempo chiedete pure che venga riformato
	ci che ritenete non vada bene, e ben vi accorgerete
	di come volentieri ascolter e dar soddisfazione
	alle vostre richieste.

PEMBROKE
	E allora io, che sono un po' come la lingua di costoro,
	per esprimere le aspirazioni di tutti i loro cuori,
	sia per me che per loro, ma, soprattutto per voi,
	per la vostra sicurezza, alla quale sia io che loro
	riserviamo tutta la nostra solerzia, dal profondo del cuore
	vi chiedo la liberazione di Arthur, la cui detenzione
	spinge le labbra mormoratrici dello scontento
	a formulare questa pericolosa argomentazione:
	se ci che detenete lo detenete a diritto,
	perch allora la paura, che, come si dice,
	segue sempre le orme del torto, dovrebbe spingervi
	a tenere in detenzione il vostro giovane parente,
	a soffocare i suoi giorni in una barbara ignoranza
	e a negare alla sua giovinezza i ricchi vantaggi
	d'una buona educazione? Ora, perch i nemici del momento
	non prendano questa come una buona occasione,
	la nostra richiesta sia che voi ci ordiniate
	di chiedervi la sua liberazione: la sua libert
	non la chiediamo per nostro interesse, ma per il vostro,
	non avendo noi altro desiderio
	che la soddisfazione dei vostri desideri.

.Entra Hubert..

RE GIOVANNI
	E cos sia: affido la sua giovinezza alla vostra cura.
	Hubert, che notizie porti con te? [.Lo prende in disparte..]

PEMBROKE
	Questo  l'uomo che avrebbe dovuto compiere l'azione sanguinosa:
	ha fatto vedere il suo mandato a un mio amico.
	L'immagine d'una colpa abbietta e mostruosa
	 ancora viva nei suoi occhi, e il suo aspetto riservato
	rivela lo stato d'animo d'un cuore profondamente turbato.
	Temo molto abbia gi portato a termine quell'incarico
	che temevamo gli fosse stato affidato.

SALISBURY
	Il colorito del re va a viene
	tra le sue azioni e la sua coscienza
	come un messaggero tra due terribili eserciti schierati:
	le sue emozioni sono al culmine, dovranno erompere.

PEMBROKE
	E quando eromperanno temo ne salter fuori
	l'immonda putredine della morte d'un dolce ragazzo.

RE GIOVANNI
	Non possiamo fermare la forte mano della morte:
	buoni signori, anche se  vivo il mio desiderio di compiacervi,
	ci che mi chiedete  morto e sepolto.
	Costui ci dice che Arthur  morto stanotte.

SALISBURY
	Avevamo ragione a temere che la sua malattia fosse incurabile.

PEMBROKE
	Avevamo sentito che era vicino alla morte
	prima ancora che il ragazzo s'accorgesse d'essere malato.
	Qualcuno ne dovr rispondere, in terra o in cielo.

RE GIOVANNI
	Perch mi guardate con occhi cos seri?
	Credete forse che sia io a reggere le forbici del destino?
	O che abbia poteri sul battito della vita?

SALISBURY
	 ovvio che ci prende in giro in modo scellerato,
	ed  una vergogna che la grandezza ricorra a scuse
	cos grossolane: prosperate pure
	nei vostri inganni! addio.

PEMBROKE
	Aspetta, Lord Salisbury; voglio venire con te
	a cercare l'eredit di questo povero ragazzo,
	il piccolo regno d'una tomba impostagli con la violenza.
	Quel sangue che aveva diritto alla vastit
	di tutta quest'isola, ora ne occupa soltanto un metro;
	che brutto mondo quello che tollera queste cose!
	Ma questa non dev'essere tollerata: questa son sicuro
	che presto esploder, e saran dolori per tutti noi.
[.Escono i nobili..]

RE GIOVANNI
	Bruciano d'indignazione. [.Entra un messaggero..]
	Io sono pentito: fondamenta solide
	non poggiano sul sangue, non si costruisce una vita
	sicura sulla morte altrui.
	[.Al messaggero..] Hai l'occhio pieno di paura, dov' il sangue
	ch'era solito abitare le tue guance?
	Un cielo cos scuro non si rasserena senza una tempesta:
	rovescia pure il tuo maltempo: come vanno le cose in Francia?

MESSAGGERO
	Vanno dalla Francia all'Inghilterra.
	Mai un esercito cos forte  stato raccolto
	dal corpo d'un'unica terra
	per una spedizione all'estero.
	L'esempio della vostra velocit li ha istruiti:
	nel momento in cui vi si dovrebbe dire che si stanno preparando,
	giunge la notizia che sono gi tutti arrivati.

RE GIOVANNI
	Oh, dove sono andate a ubriacarsi le nostre spie?
	Dove sono andate a dormire?
	Dov' andata a finire l'attenzione di mia madre
	se s' potuto formare un simile esercito in Francia
	e lei non ne ha neanche udito parlare?

MESSAGGERO
	Mio sovrano, il suo orecchio  chiuso dalla polvere;
	il primo d'Aprile la vostra nobile madre  morta:
	e, da quanto ho saputo, mio signore, Lady Constance
	era morta, folle, tre giorni prima. Ma questa  soltanto una voce
	che ho sentito in giro per caso, non so se sia vera o falsa.

RE GIOVANNI
	Trattieni la tua fretta, terribile sorte!
	Oppure alleati con me, finch avr placato
	i miei nobili scontenti! E che! mia madre morta!
	 un caos per i miei possedimenti in Francia!
	Chi guida quegli eserciti francesi
	che tu mi dici son gi sbarcati in Inghilterra?

MESSAGGERO
	Il Delfino.

.Entrano il Bastardo e Peter di Pomfret..

RE GIOVANNI
	Mi fai girar la testa con queste cattive notizie.
	Ora, cosa dice la gente delle tue operazioni?
	E non tentare di riempirmi la testa
	con altre cattive notizie,  gi piena.

BASTARDO
	Se avete paura d'ascoltare il peggio,
	lasciate pure che vi cada in testa, inascoltato.

RE GIOVANNI
	Abbiate pazienza con me, cugino; ero senza fiato
	sotto questa marea: ma ora respiro di nuovo
	sopra le onde, e posso ascoltare qualsiasi lingua:
	dica pure quello che vuole.

BASTARDO
	Del mio successo tra il clero
	testimonieranno le somme che ho raccolto.
	Ma mentre attraversavo il paese sin qui,
	ho trovato la gente in preda a strane fantasie,
	posseduta da voci, piena di sogni vani,
	ignara di ci che la terrorizza ma piena di paura.
	Questo  un profeta che ho portato con me
	dalle strade di Pomfret, dove l'ho trovato
	con centinaia di persone che lo tallonavano da presso,
	e lui cantava loro, in versi aspri e rozzi,
	che prima del mezzod dell'Ascensione
	vostra altezza rinuncer alla corona.

RE GIOVANNI
	Tu, inutile sognatore, perch hai fatto questo?

PETER
	Prevedendo che la verit cos si compia.

RE GIOVANNI
	Hubert, portalo via; mettilo in prigione:
	e a mezzod di quel giorno in cui dice
	io render la mia corona, impiccalo.
	Affidalo a mani sicure e poi torna qui,
	ho bisogno di te. [.Esce Hubert con Peter..]
			Oh mio gentile cugino,
	hai sentito le novit, sai chi  arrivato?

BASTARDO
	I Francesi, mio signore; le bocche della gente
	se ne riempiono. E poi ho incontrato Lord Bigot
	e Lord Salisbury, i cui occhi erano rossi
	come il fuoco appena attizzato, ed altri ancora,
	che andavano in cerca della tomba d'Arthur:
	dicevano che  stato ucciso stanotte per ordine vostro.

RE GIOVANNI
	Mio buon cugino, va', mescolati con loro.
	So come riconquistarmi il loro amore;
	portali qui, davanti a me.

BASTARDO
				Li trover.

RE GIOVANNI
	S, ma in fretta: corri.
	Ah, non posso avere i miei sudditi contro
	quando le truppe del nemico straniero
	terrorizzano le mie citt con l'ostentata intimidazione
	d'un'invasione crudele. Fatti Mercurio,
	metti ali ai piedi, e vola come il pensiero da loro a me.

BASTARDO
	Lo spirito dell'ora m'insegner a esser veloce. [.Esce..]

RE GIOVANNI
	Cos parla un nobile gentiluomo pieno di spirito.
	Tu seguilo; pu avere bisogno d'un messaggero
	tra me e i nobili. Sii tu quello.

MESSAGGERO
	Con tutto il mio cuore, mio signore. [.Esce..]

RE GIOVANNI
	Mia madre morta!

.Rientra Hubert..

HUBERT
	Mio signore, dicono si sian viste cinque lune, stanotte:
	quattro fisse, e la quinta che girava attorno
	alle altre quattro con un moto prodigioso.

RE GIOVANNI
	Cinque lune?

HUBERT
			I vecchi e le nonnette per le strade
	vi leggono pericolose profezie:
	tutti han sulla bocca la morte del giovane Arthur,
	e quando ne parlano scuotono la testa,
	si sussurrano l'un l'altro nelle orecchie
	e chi parla stringe il polso di chi l'ascolta,
	mentre chi ascolta fa gesti di paura,
	aggrotta le ciglia, scuote il capo, rovescia gli occhi.
	Ho visto io stesso un fabbro, fermo, cos, col suo martello,
	mentre il ferro gli si raffreddava sull'incudine,
	bersi con la bocca aperta le notizie che gli dava un sarto,
	e questi, che teneva ancora in mano forbici e metro,
	era l, con le ciabatte messe all'incontrario per la gran fretta,
	a raccontare come migliaia di Francesi, in assetto da guerra,
	si schieravano in ordine di battaglia nel Kent:
	ed ecco un altro artigiano, allampanato e sporco,
	che interrompe il racconto
	e si mette a parlare della morte d'Arthur.

RE GIOVANNI
	Perch cerchi di rendermi schiavo di queste paure?
	Perch continui a gettarmi davanti la morte del giovane Arthur?
	La tua mano l'ha ucciso: io avevo forti motivi
	per desiderarlo morto, ma tu non ne avevi nessuno per ucciderlo.

HUBERT
	Non ne avevo? mio signore! come, non siete stato voi a incitarmi?

RE GIOVANNI
	I re sono condannati a essere serviti da schiavi
	che prendono i loro umori per autorizzazioni
	a saccheggiare la casa sanguinosa della vita;
	che scambiano una strizzata d'occhi del padrone
	per un mandato vincolante, che credono di comprendere
	la collera di un re, quando costui aggrotta le ciglia
	per un capriccio momentaneo e non per una ponderata decisione.

HUBERT
	Ecco, questa  la vostra firma, il sigillo per ci che ho fatto.

RE GIOVANNI
	Ah, quando l'ultimo rendiconto tra il cielo e la terra
	verr chiuso, allora questa firma e questo sigillo
	testimonieranno contro di noi, per la dannazione!
	Quanto spesso la vista dei mezzi per compiere il male
	basta a farci agire male! Non ci fossi stato tu, qua vicino,
	uno segnato dalla mano stessa della natura,
	prescelto ed eletto a compiere azioni vergognose,
	questo assassinio non mi sarebbe neanche venuto in mente;
	ma come notai il tuo abominevole aspetto,
	avendoti trovato adatto a un misfatto sanguinoso,
	pronto e disponibile a essere usato in un'azione pericolosa,
	ti ho accennato vagamente della morte d'Arthur;
	e tu, per ingraziarti un re, non hai avuto scrupoli
	a distruggere un principe.

HUBERT
	Mio signore...

RE GIOVANNI
	Se solo avessi scosso il capo, m'avessi interrotto un istante,
	mentre io t'esponevo oscuramente ci che intendevo fare,
	se avessi rivolto al mio viso un'occhiata di dubbio,
	quasi a impormi di chiamare con il suo vero nome
	ci che chiedevo, la profonda vergogna m'avrebbe reso muto,
	m'avrebbe fatto desistere, e le tue paure
	avrebbero fatto nascere le mie. Ma a te, per comprendermi,
	son bastati dei segni, e a segni, di nuovo, sei entrato
	in comunicazione col peccato. S, senza un'esitazione
	hai lasciato che il tuo cuore,
	e di conseguenza la tua rozza mano,
	si persuadessero a compiere quell'atto
	che entrambe le nostre lingue si vergognano di nominare.
	Via, via dai miei occhi, non ti voglio pi vedere!
	I miei nobili mi abbandonano, la mia maest  sfidata,
	davanti alle mie stesse porte, da potenze straniere:
	s, nel corpo stesso di questa terra di carne,
	in questo regno, in questi confini di fiato e di sangue,
	regnano l'ostilit e la guerra civile
	tra la mia coscienza e la morte di mio nipote.

HUBERT
	Prendete le armi contro gli altri nemici,
	che io metter pace tra voi e la vostra anima.
	Il giovane Arthur  vivo: questa mia mano
	 una mano ancora vergine e innocente,
	non tinta dalle rosse macchie del sangue.
	Entro questo petto non  ancora penetrato
	il terribile impulso del pensiero delittuoso.
	Voi avete calunniato la natura nella mia persona
	che, se esteriormente pu apparir rude,
	copre di fatto un animo troppo sensibile
	per farsi macellaio d'un fanciullo innocente.

RE GIOVANNI
	Arthur vive? Ah, corri dai nobili,
	getta questa notizia sulla loro rabbia furiosa,
	e domali di nuovo all'obbedienza!
	Perdona ci che la mia passione mi ha spinto a dire
	sulle tue fattezze; la mia rabbia era cieca,
	e gli occhi dell'immaginazione, sporchi di sangue,
	ti presentavano pi odioso di come sei.
	No, non rispondermi, ma conduci alla mia stanza
	i nobili infuriati con tutta la velocit di cui sei capace.
	Ma io sono troppo lento a pregarti:
	sii pi rapido tu, a correre! [.Escono..]

/:/Scena III


[.Davanti al Castello..]

.Entra Arthur, sulle mura..

ARTHUR
	Le mura sono alte, pure voglio saltar gi:
	buon terreno, abbi piet e non farmi male!
	Non mi conosce quasi nessuno; e se anche mi conoscessero,
	questi abiti da mozzo non mi farebbero riconoscere.
	Ho paura, ma comunque ci prover.
	Se riesco ad arrivar gi senza rompermi le ossa
	trover mille modi per fuggire di qui:
	 meglio morire cercando d'andarsene
	che morire restando qui.
[.Salta e rimane a terra per un momento come in trance..]
	Oh, povero me! queste pietre hanno lo spirito di mio zio:
	cielo, prendi la mia anima,
	e tu, Inghilterra, conserva le mie ossa!
[.Muore..]

.Entrano Pembroke, Salisbury e Bigot..

SALISBURY
	Signori, lo incontrer a Saint Edmundsbury:
	 la nostra salvezza, e dobbiamo accogliere
	questa offerta gentile d'un tempo pericoloso.

PEMBROKE
	Chi ha portato quella lettera del cardinale?

SALISBURY
	Il conte Melun, un nobile francese,
	che in una conversazione privata con me,
	sul favore del Delfino, mi ha detto molto pi
	di quanto non sia scritto in queste righe.

BIGOT
	Incontriamoci con lui domattina, allora.

SALISBURY
	Vuoi dire che partiremo domattina, perch, signori,
	ci vorranno due lunghe giornate di viaggio
	prima d'incontrarci con lui.

.Entra il Bastardo..

BASTARDO
	Per la seconda volta, oggi,
	mi fa piacere incontrarvi, adirati signori!
	Il re, per bocca mia, richiede subito la vostra presenza.

SALISBURY
	Il re s' spogliato del nostro possesso:
	non siamo disposti a foderare col nostro onore immacolato
	il suo lurido mantello, o a seguire il piede
	di chi lascia impronte di sangue dove passa.
	Tornate da lui e riferitegli questo: conosciamo il peggio.

BASTARDO
	Ma non il meglio, io credo,
	e cio, qualsiasi cosa pensiate, le buone maniere.

SALISBURY
	 il nostro dolore, non le nostre maniere, a parlare.

BASTARDO
	Ma non c' ragione alcuna al vostro dolore,
	e quindi sarebbero ragionevoli le buone maniere.

PEMBROKE
	Signore, signore, anche lo sdegno ha i suoi diritti.

BASTARDO
	Davvero, per fare del male a chi lo nutre, oltre che alle buone maniere.

SALISBURY
	Questa  la prigione. [.Vedendo Arthur..] Chi  li per terra?

PEMBROKE
	Oh morte, come sei resa superba da questa pura e regale bellezza!
	Non c' buca nella terra che possa nascondere quest'azione.

SALISBURY
	Il delitto, quasi odiando ci che lui stesso ha compiuto,
	non l'ha nascosta, cos da spingere alla vendetta.

BIGOT
	O quando ha condannato questo splendore a una tomba
	l'ha trovato troppo regalmente prezioso per una fossa.

SALISBURY
	Sir Richard, cosa ne pensate? Avete ben visto.
	Avete mai letto o udito una cosa simile a quella
	che avete visto? E sareste mai riuscito a pensarla,
	o, anche dopo averla vista, avreste mai pensato possibile
	ci che avete visto? Potrebbe il pensiero,
	senza questo oggetto davanti, immaginarne uno simile?
	Questo  il culmine vero e proprio, la sommit,
	il cimiero, il cimiero dell'armatura del delitto:
	questa  l'infamia pi sanguinosa, la pi selvaggia barbarie,
	l'assassinio pi vile che mai la collera dagli occhi biechi
	o la rabbia dallo sguardo impietrito abbiano presentato
	alle lacrime del tenero rimorso.

PEMBROKE
	Tutti i delitti del passato sono scusabili paragonati a questo:
	e questo, cos unico e senza paragone,
	conferir una sacra purezza ai peccati
	non ancora concepiti del tempo a venire,
	dando l'impressione che ogni spargimento di sangue
	sar solo uno scherzo paragonato a questo spettacolo odioso.

BASTARDO
	 un'azione maledetta e sanguinosa,
	l'opera sgraziata d'una mano malvagia,
	sempre che sia opera d'una qualche mano.

SALISBURY
	Sempre che sia opera d'una qualche mano!
	Avevamo gi dei sospetti su ci che sarebbe accaduto:
	questa  l'opera infame della mano di Hubert,
	secondo i piani e le intenzioni di un re ai cui comandi
	ordino all'anima mia di non prestare pi obbedienza.
	Ecco, inginocchiato davanti alle rovine di questa dolce vita,
	alito, su questa perfezione senza pi respiro,
	l'incenso d'un voto, d'un voto sacro:
	non assagger mai pi i piaceri del mondo,
	non mi far mai pi contagiare dalla gioia
	o m'abbandoner alla quiete e all'ozio
	sin che non avr reso gloria a questa mano
	concedendole il sacro servizio della vendetta.

PEMBROKE, BIGOT
	Gli animi nostri fan proprie le tue parole.

.Entra Hubert..

HUBERT
	Signori, sono accaldato per la corsa che ho fatto cercandovi:
	Arthur  vivo; il re vi manda a cercare.

SALISBURY
	Ah,  uno sfrontato,
	non arrossisce neppure davanti alla morte.
	Vattene, odioso assassino, via di qui!

HUBERT
	Non sono un assassino.

SALISBURY
				Devo portar via il lavoro alla giustizia?
[.Sguaina la spada..]

BASTARDO
	La vostra spada  lucente, signore, rinfoderatela.

SALISBURY
	L'inguainer solo nella pelle d'un assassino.

HUBERT
	Indietro, Lord Salisbury, state indietro, vi dico;
	perdio, la mia spada  affilata come la vostra.
	Non vorrei che voi, signore, dimentico di voi stesso,
	correste il pericolo della mia legittima difesa,
	o che io, concentrandomi sulla vostra rabbia,
	dimenticassi il valore, la grandezza e la nobilt vostri.

BIGOT
	Via di qui, letamaio! osi sfidare un nobile?

HUBERT
	No, sulla mia vita; ma oserei difendere
	la mia vita innocente anche contro un imperatore.

SALISBURY
	Tu sei un assassino.

HUBERT
			Non spingetemi a diventarlo; per ora
	non lo sono. La lingua di chi dice un simile falso
	non dice la verit, e chi non dice la verit, mente.

PEMBROKE
	Fatelo a pezzi.

BASTARDO
			Mantenete la calma, vi ripeto.

SALISBURY
	Fatti da parte, o colpir anche te, Faulconbridge.

BASTARDO
	Faresti meglio a colpire il diavolo, Salisbury;
	se solo mi guardi storto, muovi un piede,
	o insegni alla tua ira frettolosa a trattarmi vergognosamente,
	ti colpir a morte. Metti via la spada per tempo,
	o ridurr te e il tuo spiedo in modo tale
	da farti pensare che  arrivato il diavolo dall'inferno.

BIGOT
	Cosa vorresti fare, illustre Faulconbridge,
	aiutare un furfante e un assassino?

HUBERT
	Lord Bigot, non sono n l'uno n l'altro.

BIGOT
	Chi ha ucciso il principe?

HUBERT
	L'ho lasciato un'ora fa, e stava bene:
	lo rispettavo, l'amavo e pianger per tutta la vita
	la perdita della sua tenera vita.

SALISBURY
	Non credete all'acqua astuta dei suoi occhi,
	la furfanteria abbonda di simili umori, e lui,
	che da tempo ci commercia, li fa sembrare
	quasi i fiumi del rimorso e dell'innocenza.
	Via, venite via con me, tutti voi le cui anime detestano
	i sozzi fetori di un mattatoio:
	son soffocato da questo puzzo di peccato.

BIGOT
	Via, verso Bury, andiamo l dal Delfino!

PEMBROKE
	Dirai al re che ci potr trovare l. [.Escono i nobili..]

BASTARDO
	Ah, che mondo! Ne sapevi niente, tu, di questo bel lavoro?
	Hubert, se sei responsabile di quest'opera di morte,
	sarai dannato oltre i confini infiniti
	e sconfinati della misericordia.

HUBERT
	Se soltanto mi ascoltasse, signore.

BASTARDO
					Ti dir io, invece, una cosa:
	avrai un'anima nera come... no, non c' niente di cos nero;
	sarai dannato e sprofonderai oltre lo stesso Principe Lucifero:
	non ci sar all'inferno diavolo pi orrendo di te,
	se hai ucciso questo ragazzo.

HUBERT
	Sulla mia anima...

BASTARDO
			Anche se hai soltanto dato il consenso
	a quest'atto crudelissimo, non ti resta che la disperazione;
	e se hai bisogno d'una corda, il pi piccolo filo
	che mai ragno abbia intessuto fuor del suo ventre
	baster a strangolarti; un giunco sar una trave
	sufficiente ad impiccarti; e se invece ti volessi annegare
	versa un po' d'acqua in un cucchiaio,
	e sar come l'intero oceano,
	sufficiente ad affogare un simile furfante.
	Ho gravi sospetti su di te.

HUBERT
	Se in atti, consensi, o peccati di puro pensiero
	sono colpevole d'aver rubato il dolce alito
	confinato in questa splendida argilla,
	l'inferno non abbia pene bastanti a torturarmi!
	L'ho lasciato che stava bene.

BASTARDO
				Va', portalo con le tue braccia.
	Vago come in un sogno, credimi, e son smarrito
	tra le spine e i pericoli di questo mondo.
	Con che facilit sollevi l'intera Inghilterra
	da questo pezzo di morta regalit!
	La vita, la giustizia e la verit di questo regno
	sono volate al cielo, e all'Inghilterra tocca adesso
	dar strattoni, affannarsi, dividersi coi denti
	gli interessi non rivendicati d'uno stato che si gonfia d'orgoglio.
	Ora, per l'osso spolpato della maest,
	una canea guerresca drizza il suo irato cimiero
	abbaiando ai gentili occhi della pace,
	ora i nemici dall'esterno e i rivoltosi dall'interno
	si congiungono in una sola schiera,
	e un'immensa confusione, simile a un corvo
	sopra una bestia in fin di vita, stramazzata al suolo,
	attende l'imminente rovina d'una regalit usurpata.
	Adesso son felici solo quelli che il saio e il cingolo
	tengono lontani da questa tempesta. Porta via il ragazzo
	e seguimi in tutta fretta: io andr dal re.
	Mille problemi incombono, e il cielo stesso
	guarda accigliato la nostra terra. [.Escono..]

/:/ATTO V



.Scena I


[.La Corte d'Inghilterra..]

.Entrano Re Giovanni, Pandolfo e persone del seguito..

RE GIOVANNI
	Cos ho ceduto in mano vostra
	il cerchio della mia gloria. [.Dandogli la corona..]

PANDOLFO
	Riprendete dalla mia mano, [.Ridandogli la corona..]
	come propriet del papa,
	la vostra sovrana grandezza e autorit.

RE GIOVANNI
	Ora mantenete la vostra sacra parola:
	andate incontro ai Francesi
	e usate tutto il potere che viene da Sua Santit
	per arrestare la loro avanzata prima che il paese divampi.
	Le nostre contee, scontente, si rivoltano,
	la nostra gente litiga con l'obbedienza
	giurando alleanza e affetto dal profondo del cuore
	a sangue estraneo, a una sovranit straniera.
	Questa inondazione di sregolato malcontento
	tocca solo a voi regolamentarla: non indugiate, quindi,
	perch i tempi son cos malati
	che dev'essere somministrata una medicina tempestiva
	o ne seguiranno conseguenze irreparabili.

PANDOLFO
	 stato il mio fiato a suscitare questa tempesta
	per il vostro comportamento ostinato con il papa;
	ma poich siete ora un mite convertito,
	la mia lingua soffier contro questa tempesta di guerra
	e riporter il bel tempo nel vostro turbolento paese.
	Oggi, che  il giorno dell'Ascensione, ricordatevelo bene,
	in seguito al vostro giuramento d'obbedienza al papa,
	io vado a far deporre le armi ai Francesi. [.Esce..]

RE GIOVANNI
	 il giorno dell'Ascensione? Non aveva detto il profeta
	che prima del mezzogiorno dell'Ascensione
	avrei rinunciato alla mia corona? E cos ho fatto:
	pensavo che vi sarei stato costretto, e invece,
	il cielo sia ringraziato, l'ho fatto volontariamente.

.Entra il Bastardo..

BASTARDO
	Tutto il Kent si  arreso non resiste pi nulla,
	tranne il castello di Dover. Londra, come un ospite cortese,
	ha ricevuto il Delfino e il suo esercito.
	I vostri nobili non vi ascolteranno, sono andati
	a offrire i loro servizi al nemico.
	Uno sgomento selvaggio fa correre avanti e indietro
	il piccolo numero dei vostri dubbi amici.

RE GIOVANNI
	Non torneranno dunque da me, i miei nobili,
	dopo aver sentito che il giovane Arthur  vivo?

BASTARDO
	L'hanno trovato morto, gettato in mezzo alla strada,
	uno scrigno vuoto cui il gioiello della vita
	era stato rubato e portato via da una mano sacrilega.

RE GIOVANNI
	Quel furfante di Hubert m'aveva detto ch'era vivo.

BASTARDO
	E sull'anima mia, ne era convinto, per quanto ne so.
	Ma perch vi accasciate, perch avete quell'aria triste?
	Siate grande nell'azione come lo siete stato nei pensieri,
	non lasciate che il mondo veda la tristezza sfiduciata
	e la paura governare i movimenti d'un occhio regale!
	Siate duro come i tempi, siate fuoco col fuoco,
	minacciate chi minaccia, e sfidate il volto
	del millantato orrore; cos anche gli occhi dei subalterni,
	che prendono in prestito i comportamenti dai grandi,
	si faranno grandi col vostro esempio
	indossando lo spirito indomito della risolutezza.
	Via, in marcia, e siate splendente come il dio della guerra
	quando decide d'onorare un campo di battaglia;
	mostrate ardimento e certezza di vittoria!
	E che, si far forse il leone scovare nella sua tana,
	e l impaurire mostrandosi tremante?
	Non sia mai detto: siate voi ad andare a caccia,
	correte incontro ai guai lontano dalle vostre porte
	cos da affrontarli prima che s'avvicinino troppo!

RE GIOVANNI
	Il legato papale  stato qui da me,
	e ho pattuito una pace propizia con lui;
	mi ha promesso di far ritirare
	le forze guidate dal Delfino.

BASTARDO
				Che alleanza ingloriosa!
	E dovremo forse noi, sulla nostra terra,
	offrire patteggiamenti cavallereschi, compromessi,
	tentare d'ingraziarci chi c'invade
	e parlamentare con lui, accettare una tregua disonorevole?
	Lasceremo che uno sbarbatello, un damerino
	tutto rivestito di seta ci sfidi sul campo,
	e abbia il suo battesimo di sangue su questa terra guerriera,
	mentre i suoi colori irridono l'aria in un'inutile pompa
	senza trovare uno che lo fermi?
	Mio re, corriamo alle armi! Forse il cardinale
	non riuscir a imporre la vostra pace,
	ma se ci riuscisse, si dica almeno che hanno veduto
	che avevamo tutte le intenzioni di difenderci.

RE GIOVANNI
	 tuo il comando in queste circostanze.

BASTARDO
	Andiamo allora, con coraggio! Sono certo, comunque,
	che il nostro esercito potrebbe ben scontrarsi
	con un nemico ancora pi forte. [.Escono..]

/:/Scena II


[.Il campo del Delfino a Saint Edmundsbury..]

.Entrano in armi Luigi, Salisbury, Melun, Pembroke, Bigot e dei soldati..

LUIGI
	Monsignor Melun, che si faccia copia di questo,
	e lo si custodisca per nostra memoria:
	l'originale sia restituito a questi nobili.
	Avendo cos messo per iscritto le nostre giuste condizioni,
	sia noi che loro, dando un'occhiata a queste note,
	potremo sempre ricordarci di ci su cui abbiamo giurato
	con ferma e inviolabile fedelt.

SALISBURY
	Per parte nostra l'accordo non sar mai infranto.
	Ma, nobile Delfino, anche se giuriamo
	una piena adesione e una fedelt spontanea
	alla vostra impresa, tuttavia, credetemi, principe,
	non sono contento che una simile piaga del presente
	cerchi la sua fasciatura in una rivolta deplorevole,
	e che si tenti di guarire l'ulcera inveterata d'una ferita
	infliggendone molte. Ah, mi piange l'anima
	a dover sfoderare questo ferro per fabbricar vedove!
	E proprio l, dove una riscossa onorevole e un'onorevole difesa
	gridano alto il nome di Salisbury!
	Ma  tale la malattia dei tempi
	che per la salute e la cura dei nostri diritti
	dobbiamo servirci della mano stessa
	di una ingiustizia spietata e di un probabile torto.
	Non  un peccato, o miei affranti amici,
	che noi, figli e discendenza di quest'isola,
	si sia nati per vedere un'ora sconsolata come questa,
	quando siamo costretti a seguire uno straniero,
	a marciare sul seno gentile della nostra terra
	per andare a colmare i ranghi dei suoi nemici - ah!,
	debbo trarmi in disparte e piangere
	sull'onore macchiato di quest'ingiustizia inevitabile! -
	e render grazia alla nobilt d'una terra lontana
	seguendo sin qui i colori di bandiere sconosciute?
	Proprio sino a qui! Ah, mia terra, potessi allontanarti!
	Le braccia di Nettuno, che ti cingono da ogni lato,
	ti solleverebbero dalla coscienza di te stessa
	sino a ormeggiarti a una qualche spiaggia pagana
	dove questi due eserciti cristiani potrebbero
	far confluire il sangue del rancore in una vena d'alleanza
	invece che spargerlo nell'inimicizia.

LUIGI
	In questo tu mostri un animo nobile,
	e le grandi passioni che lottano tra loro nel tuo petto
	scatenano un terremoto di nobilt.
	Ah, che nobile battaglia hai combattuto
	tra la necessit e l'onesto scrupolo!
	Lascia che sia io a detergere quest'onorevole rugiada
	che traccia un sentiero d'argento sulle tue guance:
	il mio cuore si scioglie alle lacrime d'una donna,
	che pure sono un'inondazione ordinaria,
	ma questa effusione di lacrime cos virili,
	questo rovescio, riversato da una tempesta dell'anima,
	sorprende i miei occhi e mi lascia pi stupefatto
	che se avessi visto la volta somma del cielo
	tutta dipinta da meteore fiammeggianti.
	Su, alza la fronte, illustre Salisbury,
	e col tuo gran cuore dissipa questa tempesta;
	affida queste acque a quegli occhi infantili
	che non hanno mai visto l'ira di questo gigante
	che  il mondo, n han mai incontrato la fortuna
	se non ai banchetti pieni di caldo sangue, risa e chiacchiere.
	Su, su, potrai affondare la tua mano nello scrigno
	della ricca prosperit come Luigi stesso: e cos voi tutti,
	nobili, che unite il vostro nerbo alla forza del mio.
.Entra Pandolfo..
	Ecco, qui, mi pare, un angelo ha parlato:
	guardate, ecco il sacro legato che viene avanti
	a portarci la legittimazione dalle mani stesse del cielo
	e a imporre sulla nostra azione il nome di giustizia
	col suo sacro respiro.

PANDOLFO
				Salute, nobile principe di Francia!
	La novit  questa: Re Giovanni
	s' riconciliato con Roma, il suo spirito,
	che tanto s'era levato contro la santa chiesa,
	la grande metropoli e sede di Roma, s' piegato.
	Perci riavvolgi le tue minacciose bandiere
	e doma lo spirito selvaggio della guerra violenta
	cos che, simile a un leone addomesticato,
	possa accovacciarsi gentilmente ai piedi della pace
	ed essere terribile solo nell'aspetto.

LUIGI
	Mi perdoni, vostra grazia, ma io non mi ritiro.
	Sono di nascita troppo illustre
	per essere propriet di qualcuno,
	per esser secondo nel comando, o l'utile servo
	e strumento d'una qualsiasi sovranit al mondo.
	Il vostro fiato per primo ha riacceso
	le spente braci della guerra
	tra questo regno tormentato e il mio,
	e ha portato poi la materia con cui alimentare questo fuoco,
	che ora  troppo grosso per poter essere spento
	da quel medesimo debole vento che l'ha acceso.
	Voi mi avete insegnato a riconoscere il volto della ragione,
	mi avete fatto consapevole dei miei diritti su questa terra,
	s, m'avete ficcato questa impresa nel cuore,
	e venite adesso a dirmi che Giovanni ha fatto pace con Roma?
	Che m'importa di questa pace? Io, per diritto di nozze,
	come erede d'Arthur, rivendico questa terra come mia,
	e ora che l'ho gi mezza conquistata dovrei ritirarmi
	perch Giovanni ha concluso una sua pace con Roma?
	Sono forse io schiavo di Roma? Che soldi ha speso Roma,
	che uomini ha mandato, che armi ha provveduto
	per sostenere questa impresa? Non sono stato io
	ad assumermene tutto il peso? e chi altri se non io,
	e tutti quelli che hanno creduto alla mia rivendicazione,
	sudano in quest'impresa e mantengono questa guerra?
	Non ho forse udito questi isolani gridare alto
	"Vive le roi!" mentre mi intascavo le loro citt?
	Non ho forse qui le carte migliori per vincere
	questa facile partita in cui ci si gioca una corona?
	E adesso dovrei abbandonare una partita gi vinta?
	No, no, sull'anima mia, non sar mai detto.

PANDOLFO
	Guardate a quest'impresa in modo superficiale.

LUIGI
	Superficiale o no, non mi ritirer sino a quando
	il mio tentativo non sar coronato da quella gloria
	che era stata promessa alle mie grandi speranze,
	prima che raccogliessi questa gagliarda armata,
	scegliendo dal mondo questi spiriti fieri,
	per fissare negli occhi la vittoria e vincere gloria
	anche tra le fauci del pericolo e della morte.
[.Squilli di tromba..]
	Che tromba poderosa  quella che ci chiama cos?

.Entra il Bastardo, scortato..

BASTARDO
	Secondo le consuetudini riconosciute da tutti,
	vi chiedo udienza, sono stato mandato a parlarvi.
	Mio santo signore di Milano, vengo da parte del re
	per sapere cosa avete ottenuto in suo favore:
	dalla vostra risposta sapr quale mandato
	e ampiezza dare alle mie parole.

PANDOLFO
	Il Delfino si oppone testardamente
	e non vuole acconsentire alle mie suppliche;
	dice semplicemente che non deporr le armi.

BASTARDO
	Per tutto il sangue che mai il furore ha sbruffato,
	dice bene il giovane. E adesso ascoltate il nostro re inglese,
	perch  la sua maest che cos parla in me:
	il re  preparato, ed  logico che lo sia,
	e ride a questa avanzata scimmiesca e sgraziata,
	a questa mascherata da guerra, a questo sconsiderato festino,
	a questa irriverenza infantile, a queste truppe da ragazzini.
	 ben preparato a spazzar via dai confini delle sue terre
	questa guerra di nani, questo esercito di pigmei.
	Quella mano che ebbe la forza, proprio davanti alla vostra porta,
	di bastonarvi e di farvi filare via, di farvi calar gi,
	come un secchio, per nascondervi dentro a un pozzo,
	o di farvi accucciare nel letame delle vostre stalle,
	di farvi rinchiudere sottochiave, come un pegno,
	in casse e bauli, di farvi abbracciare i porci,
	o farvi cercare la dolce salvezza in sotterranei e prigioni,
	di farvi tremare e sobbalzare anche al semplice canto
	del vostro galletto nazionale, scambiato per la voce
	d'un inglese in armi, quella mano vittoriosa
	che tanto tormento vi diede in casa vostra,
	la potrete mai credere debole qui? No certo;
	sappiate che il valoroso monarca  in armi
	e come un'aquila s'alza in grandi cerchi nell'aria
	per calare poi di colpo su chi infastidisce il suo nido.
	E voi, degeneri e ingrati ribelli, voi, Neroni insanguinati,
	che squarciate il ventre della vostra cara madre Inghilterra,
	arrossite per la vergogna, perch le vostre mogli,
	le vostre pallide figlie, simili ad amazzoni,
	seguono con passo agile i tamburi
	trasformando i ditali in guanti di ferro, gli aghi in lance,
	la dolcezza dei loro cuori in feroce sete di sangue.

LUIGI
	Poni fine alle tue smargiassate, e porta via la tua faccia in pace;
	ammettiamo che tra noi due sai far la voce pi grossa;
	addio. Stimiamo il nostro tempo troppo prezioso
	per sprecarlo con un simile chiacchierone.

PANDOLFO
	Consentitemi di parlare.

BASTARDO
				No, parler io.

LUIGI
	Non ascolter nessuno dei due.
	Battete i tamburi e fate che la voce della guerra
	proclami il nostro diritto e la nostra presenza.

BASTARDO
	In verit i vostri tamburi, battuti, grideranno,
	e griderete anche voi, una volta battuto.
	Prvati solo a dar inizio all'eco
	col fragore del tuo tamburo e subito un tamburo qui vicino
	sar gi ben teso e pronto a rimandarti
	un fragore pi grande. Battine un altro,
	e un altro ancora, pi forte, rintroner l'orecchio del cielo
	facendo vergognare il tuono dalla bocca profonda:
	non lontano da qui, infatti,
	non fidandosi di questo legato banderuola,
	usato pi per divertimento che per necessit,
	sta Giovanni in armi, e sulla sua fronte
	siede la morte dalle costole spolpate,
	impegnata a banchettare oggi con intere migliaia di Francesi.

LUIGI
	Battete i nostri tamburi, andiamo incontro al pericolo.

BASTARDO
	Lo incontrerai, Delfino, non dubitarne. [.Escono..]

/:/Scena III


[.Il campo di battaglia..]

.Allarmi. Entrano Re Giovanni e Hubert..

RE GIOVANNI
	Come va la giornata? Su, dimmelo, Hubert.

HUBERT
	Va male, temo. E vostra maest, come si sente?

RE GIOVANNI
	Questa febbre, che mi tormenta da tempo,
	me la sento pesante addosso. Oh, il mio cuore  malato!

.Entra un messaggero..

MESSAGGERO
	Mio signore, il vostro valoroso parente, Faulconbridge,
	desidera che vostra maest lasci il campo
	e mio tramite gli faccia sapere dove intende dirigersi.

RE GIOVANNI
	Digli che vado a Swinstead, all'abbazia.

MESSAGGERO
	State di buon animo: i grandi rinforzi
	attesi qui dal Delfino sono naufragati tre notti fa
	sulle secche di Goodwin.
	E proprio ora Riccardo ha ricevuto questa notizia:
	i Francesi combattono stancamente e si ritirano.

RE GIOVANNI
	Ahim! questa febbre tiranna mi devasta
	e non mi lascia dare il benvenuto a queste buone notizie.
	Su, in marcia verso Swinstead; portatemi in lettiga,
	la debolezza mi possiede, sto per svenire. [.Escono..]

/:/Scena IV


[.Un'altra parte del campo..]

.Entrano Salisbury, Pembroke e Bigot..

SALISBURY
	Non pensavo che il re fosse cos pieno di amici.

PEMBROKE
	Attacchiamo ancora una volta; rincuorate i Francesi:
	se perdono loro, siamo persi anche noi.

SALISBURY
	Quel demonio malnato di Faulconbridge,
	a dispetto di tutto, da solo ha sostenuto la giornata.

PEMBROKE
	Si dice che Re Giovanni abbia abbandonato il campo
	gravemente ammalato.

.Entra Melun, ferito..

MELUN
				Conducetemi dai ribelli inglesi.

SALISBURY
	Finch le cose andavano bene ci si davano altri nomi.

PEMBROKE
	 il conte Melun.

SALISBURY
			Ferito a morte.

MELUN
	Fuggite, nobili Inglesi, siete stati traditi e venduti;
	sfilatevi dalla rozza cruna della ribellione
	e accogliete con gioia il ritorno d'una fedelt rinnegata.
	Cercate Re Giovanni e buttatevi ai suoi piedi,
	perch se i Francesi trionferanno in questa giornata di fragori
	Luigi ha intenzione di ricompensare le vostre fatiche
	facendovi tagliare le teste; cos ha giurato,
	ed io con lui, e molti altri ancora con me,
	davanti all'altare di Saint Edmundsbury,
	proprio su quell'altare dove avevamo giurato
	a voi cara amicizia ed eterno amore.

SALISBURY
	Pu essere possibile? Pu essere vero?

MELUN
	Non vedo forse gi vicina la morte odiosa,
	e quel po' di vita che mi resta sgocciolare via, sanguinando,
	cos come un simulacro di cera
	quando dissolve la sua forma davanti al fuoco?
	Cosa mai al mondo dovrebbe spingermi a ingannarvi
	dato che devo perdere il profitto d'ogni inganno?
	Perch dovrei allora esser falso, dal momento che  vero
	che devo morire qui
	e vivere altrove solo in grazia della verit?
	Lo ripeto, se la giornata volge a favore di Luigi,
	lui diverr spergiuro se i vostri occhi vedranno
	un'altra giornata sorgere a oriente.
	Ma questa notte stessa, il cui nero alito di contagio
	sta coprendo di fumo il cimiero ardente di un sole vecchio,
	debole e stanco per la lunga giornata,
	in questa stessa mala notte cesserete di respirare
	pagando il prezzo d'un tradimento accertato
	con la spesa traditrice delle vostre vite,
	anche se col vostro aiuto Luigi avr guadagnato la vittoria.
	Ricordatemi a un certo Hubert, che serve il vostro re:
	sono stati l'amore per lui e la considerazione
	che mio nonno era inglese a svegliare la mia coscienza
	facendomi cos confessare tutto questo.
	In cambio, vi prego, portatemi lontano
	dal rumore e dai fragori del campo di battaglia,
	cos da potermi concentrare sui miei ultimi pensieri
	in pace, e separare il corpo dall'anima
	in meditazione e pii desideri.

SALISBURY
	Ti crediamo; e sia dannata la mia anima
	se non apprezzo le fattezze e la forma di questa splendida occasione
	che ci permette di percorrere a ritroso i passi
	d'una maledetta diserzione, simili in ci
	a un'alluvione calante che si sta ritirando,
	quando abbandona il suo corso irregolare e smodato
	per umiliarsi rientrando in quei limiti che aveva oltrepassato
	e tornare calma, obbediente e docile al grande oceano,
	al nostro grande Re Giovanni.
	Il mio braccio ti sar d'aiuto per trascinarti via da qui,
	vedo gi i crudeli spasimi della morte nei tuoi occhi.
	Via amici miei, disertiamo di nuovo:
	 ben felice quella novit che restaura un vecchio diritto.
[.Escono portando via Melun..]

/:/Scena V


[.Il campo francese..]

.Entra Luigi e il suo seguito..

LUIGI
	M' sembrato che il sole nel cielo riluttasse al tramonto,
	e si fermasse per fare arrossire l'occidente
	quando gli Inglesi han misurato a ritroso la loro terra
	in una stanca ritirata. Ah, ne siamo usciti con onore,
	quando con una scarica d'inutili colpi
	gli abbiamo augurato la buona notte,
	e, dopo tanta sanguinosa fatica, abbiamo riavvolto
	senza nessun disturbo le nostre bandiere gloriose,
	ultimi sul campo e quasi suoi padroni!

.Entra un messaggero..

MESSAGGERO
	Dov' il mio principe, il Delfino?

LUIGI
					Qui: che novit?

MESSAGGERO
	Il Conte Melun  stato ucciso; i nobili inglesi,
	convinti da lui, hanno di nuovo disertato,
	e i vostri rinforzi, che da tanto aspettavate,
	sono stati dispersi e annegati nelle secche di Goodwin.

LUIGI
	Ah, orrende e maledette notizie! Sia dannato il tuo cuore!
	Non avrei creduto di poter essere cos triste stanotte
	come queste notizie m'han ridotto.
	Chi  stato a dire che Re Giovanni se n'era scappato
	un'ora o due prima che la notte impervia
	avesse diviso i nostri stanchi eserciti?

MESSAGGERO
	Chiunque l'abbia detto, ha detto il vero, mio signore.

LUIGI
	Va bene; fate buona guardia e state attenti stanotte:
	il giorno non sar lesto quanto me
	a tentare la bella avventura del domani. [.Escono..]

/:/Scena VI


[.Un luogo all'aperto, vicino all'abbazia di Swinstead..]

.Entrano da parti opposte il Bastardo e Hubert..

HUBERT
	Chi c' l? parla, ehi, parla, subito, o sparo.

BASTARDO
	Un amico. Di che parte sei?

HUBERT
				Di parte inglese.

BASTARDO
	E dove stai andando?

HUBERT
	Che importa a te? [.Pausa..] Non potrei io chiederti
	degli affari tuoi come tu fai dei miei?

BASTARDO
	Sei Hubert, mi sembra.

HUBERT
				Ti sembra proprio bene.
	Correr il rischio di crederti un amico,
	dato che conosci cos bene la mia voce.
	Chi sei?

BASTARDO
		Sono chi tu vuoi che sia. E se ti fa piacere
	puoi essermi amico a tal punto da credere
	che discendo dai Plantageneti.

HUBERT
	Che memoria maleducata  la mia! tu e questa notte infinita
	mi avete ridotto alla vergogna; valoroso soldato, perdonami
	se gli accenti usciti dalla tua bocca sono sfuggiti
	al riconoscimento delle mie orecchie.

BASTARDO
	Su, su, basta con le cortesie; cosa si dice in giro?

HUBERT
	Beh, ero qui che giravo sotto il cipiglio oscuro della notte
	proprio per trovarvi.

BASTARDO
				Falla breve, che notizie ci sono?

HUBERT
	Oh, mio dolce signore, notizie consone a questa notte,
	oscure, paurose, sconfortanti e orribili.

BASTARDO
	Mostrami pure la piaga aperta di queste notizie ulcerose:
	non sono una donna, non avr svenimenti.

HUBERT
	Il re, temo,  stato avvelenato da un monaco:
	l'ho lasciato che non riusciva quasi pi a parlare e son corso
	in cerca di voi per informarvi della disgrazia,
	cos che, sapendo l'accaduto, vi possiate armare al meglio
	contro queste circostanze impreviste
	con tutto l'agio possibile.

BASTARDO
	Come ha preso il veleno? Chi era l'assaggiatore?

HUBERT
	Un monaco - ch'io sia dannato - un furfante ben risoluto,
	cui di colpo son scoppiate le budella; il re dice ancora
	qualche parola e pu darsi si riabbia.

BASTARDO
	Chi hai lasciato ad assistere sua maest?

HUBERT
	Come, non lo sapete ancora? I nobili sono tornati
	e hanno portato con s il principe Enrico,
	per la cui intercessione il re li ha perdonati:
	stanno tutti attorno al re.

BASTARDO
	Trattieni la tua indignazione, potente cielo,
	e non spingerci a sopportare pi di quanto possiamo!
	Te lo devo dire, Hubert: met delle mie forze stanotte,
	mentre attraversavano queste pianure, son state sorprese
	dalla marea a gli acquitrini di Lincoln le hanno divorate.
	Io stesso, che ero su un buon cavallo, mi sono salvato a stento
	Ma fammi strada: portami dal re,
	non vorrei che morisse prima del mio arrivo. [.Escono..]

/:/Scena VII


[.Il giardino nell'abbazia di Swinstead..]

.Entrano il Principe Enrico, Salisbury e Bigot..

ENRICO
	 troppo tardi: la vita di tutto il suo sangue
	 corrotta dall'infezione, e il suo puro cervello,
	che alcuni ritengono la fragile casa dell'anima,
	preannuncia, coi suoi oziosi vaneggiamenti,
	la fine della condizione mortale.

.Entra Pembroke..

PEMBROKE
	Sua Altezza parla ancora, ed  convinto
	che portato all'aria aperta si calmerebbe il bruciore
	del crudele veleno che l'assale.

ENRICO
	Fatelo portare qui in giardino.
	Delira ancora? [.Esce Bigot..]

PEMBROKE
			 pi calmo di quando l'avete lasciato;
	Proprio un attimo fa cantava.

ENRICO
	Oh vanit della malattia! le sofferenze pi terribili
	se continuano indefinitamente non si avvertono pi.
	La morte, dopo aver predato le parti esterne, invisibile
	le lascia e porta adesso il suo assedio alla mente,
	pungendola e ferendola con molte legioni
	di strane fantasie che, affollandosi e spingendosi
	per entrare in quell'ultimo rifugio, s'annullano a vicenda.
	 strano che la morte debba cantare.
	Io sono il piccolo di questo pallido cigno languente
	che canta un inno doloroso alla propria morte,
	e sulla canna d'organo della fragilit
	accompagna l'anima e il corpo al loro ultimo riposo.

SALISBURY
	Siete di buon animo, principe, perch siete nato
	per imprimere una forma a questa mole indigesta
	che lui ha lasciato cos informe e grezza.

.Entrano persone del seguito con Bigot, e portano Re Giovanni su una sedia..

RE GIOVANNI
	S, perdio, finalmente c' spazio per la mia anima,
	non deve pi uscirsene per porte e finestre.
	Ho un'estate cos calda nel mio petto
	che le budella sono state ridotte in cenere:
	sono una forma scarabocchiata da una penna
	su una pergamena, e a questo fuoco
	mi raggrinzo tutto.

ENRICO
			Come sta vostra maest?

RE GIOVANNI
	Oramai sono stato: avvelenato, abbandonato,
	gettato via; e nessuno di voi che ordini all'inverno
	di ficcare le sue dita gelate nel mio stomaco,
	che lasci scorrere i fiumi del mio regno
	per il mio petto in fiamme, o convinca il nord
	a far s che i suoi venti desolati bacino
	le mie labbra riarse e mi confortino col loro freddo.
	Non chiedo molto, un semplice e freddo conforto;
	e voi siete avari e ingrati a negarmelo.

ENRICO
	Ah, se ci fosse qualcosa nelle mie lacrime
	capace di darti conforto!

RE GIOVANNI
				Il loro sale  caldo.
	Dentro di me c' l'inferno,
	e il veleno  l come un demonio prigioniero
	che tormenta il sangue irrevocabilmente condannato.

.Entra il Bastardo..

BASTARDO
	Oh, sono tutto caldo per la corsa violenta
	e l'ansia frettolosa di vedere vostra maest!

RE GIOVANNI
	Oh, cugino, sei venuto a chiudermi gli occhi:
	il sartiame del mio cuore  bruciato e cade a pezzi,
	e tutte le funi
	che avrebbero dovuto tendere le vele della mia vita
	si sono ridotte a un filo solo, a un piccolo capello;
	il mio cuore ha una sola fibra che lo sorregge
	e lo sostiene, solo per sentirti dire le ultime notizie.
	Dopo, tutto ci che vedi sar solo argilla,
	il calco d'una maest distrutta.

BASTARDO
	Il Delfino si sta preparando a venir qui,
	dove Dio sa come faremo a rispondergli,
	perch in una sola notte la parte migliore delle mie forze,
	mentre ci muovevamo per assestarci meglio,
	 stata tutta inghiottita, senza neanche se n'accorgesse,
	da un'inaspettata marea negli acquitrini. [.Il Re muore..]

SALISBURY
	Avete soffiato queste notizie di morte
	in un orecchio gi morto.
	Il mio sovrano! il mio signore!
	solo un attimo fa un re, ed ora, questo!

ENRICO
	E anch'io cos dovr continuare a vivere, e cos morire.
	Che certezza c' al mondo, che speranza, quale punto fermo
	quando questo che era un re  ora argilla?

BASTARDO
	Te ne sei andato cos? Io non far altro che starti dietro,
	compir per te la vendetta e poi la mia anima
	ti servir in cielo come ti ha sempre servito
	e ti serve ancora sulla terra. E adesso, voi, stelle
	che nelle vostre giuste sfere vi muovete,
	dove sono le vostre forze?
	mostrate adesso la vostra fedelt rammendata,
	e subito tornate con me sul campo
	a scacciare la distruzione e la vergogna eterna
	dalla porta sconnessa della nostra terra languente.
	Cerchiamo subito il nemico, o ci cercher lui:
	il Delfino infuria alle nostre calcagna.

SALISBURY
	Sembra che ne sappiate meno di noi:
	il Cardinale Pandolfo  dentro a riposarsi.
	 arrivato mezz'ora fa portando dal Delfino
	tali offerte di pace
	che possiamo accettarle con onore e dignit
	nell'intento di por fine a questa guerra.

BASTARDO
	Sar ancora pi ben disposto, se ci vedr
	ben armati in difesa.

SALISBURY
	In realt  cosa gi quasi fatta:
	ha rimandato molti carriaggi alle rive del mare,
	e ha messo la sua causa e le sue rivendicazioni
	interamente nelle mani del cardinale,
	col quale tu stesso, io e gli altri nobili,
	se lo ritieni opportuno, c'incontreremo questo pomeriggio
	per portare a termine felicemente questa trattativa.

BASTARDO
	Cos sia. E voi, mio nobile principe,
	con gli altri nobili la cui presenza non  necessaria,
	vi occuperete del funerale di vostro padre.

ENRICO
	Il suo corpo dev'essere sepolto a Worcester,
	questa era la sua volont.

BASTARDO
				E l sar sepolto:
	e felicemente possa la vostra dolce persona
	addossarsi la sovrana eredit
	e la gloria di questa terra!
	A voi, con totale sottomissione, in ginocchio,
	consacro i miei leali servigi e un'eterna,
	fedele sudditanza.

SALISBURY
	Allo stesso modo vi facciamo l'offerta del nostro amore,
	che duri immacolato per sempre.

ENRICO
	Ho un cuore sensibile, che vorrebbe ringraziarvi,
	ma non lo sa fare se non con le lacrime.

BASTARDO
	Oh, paghiamo alle circostanze
	solo lo stretto dolore necessario,
	perch di pene ne abbiamo gi anticipate tante.
	Quest'Inghilterra non  mai stata, n mai sar
	piegata dal piede orgoglioso d'un conquistatore,
	se non sar lei stessa, per prima, a ferirsi.
	Adesso che questi suoi nobili sono tornati in patria,
	vengano pure in armi le tre parti del mondo
	e noi le arresteremo! Nulla far mai dolere
	l'Inghilterra, se a se stessa rimarr fedele. [.Escono..]

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