"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Otello
Traduzione di Sergio Perosa


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



OTELLO,. nobile Moro al servizio della Repubblica di Venezia.
BRABANZIO,. senatore di Venezia e padre di Desdemona.
CASSIO,. luogotenente di Otello.
IAGO,. alfiere di Otello.
RODERIGO,. gentiluomo veneziano.
IL DOGE DI VENEZIA
.Altri senatori.
MONTANO,. predecessore di Otello come governatore di Cipro.
GRAZIANO,. fratello di Brabanzio.
LODOVICO,. parente di Brabanzio.
.Clown, servo di Otello.
DESDEMONA,. figlia di Brabanzio e moglie di Otello.
EMILIA,. moglie di Iago.
BIANCA,. una cortigiana.
.Marinaio, messo, araldo, ufficiali, gentiluomini, musicanti e persone del seguito..

SCENA: Atto I, .Venezia.; Atti II-V, .Cipro.

/:/ATTO PRIMO



.Scena prima


.Una strada di Venezia.

Entrano Iago e Roderigo..

RODERIGO
	No, non dirmi; proprio non mi va gi
	che tu, Iago, che tenevi i cordoni
	della mia borsa, ne fossi al corrente.

IAGO
	Per Dio, non mi volete ascoltare!
	Se mai ne ho avuto il minimo sentore,
	detestatemi pure.

RODERIGO
	Dicevi che era oggetto del tuo odio.

IAGO
	E disprezzatemi se non  cos.
	Tre uomini potenti della citt
	per chiedergli di farmi suo luogotenente
	gli han fatto tanto di cappello,
	e, in fede, conosco il mio valore,
	quel posto me lo merito. Ma lui,
	badando solo al suo orgoglio e ai propri fini,
	li elude con tronfie tergiversazioni
	infarcite di termini di guerra,
	e, in breve, li lascia a mani vuote.
	"Il fatto " dice, "che ho gi scelto
	il mio luogotenente" E chi ?
	Perbacco, uno bravo a far di conto,
	un certo Michele Cassio, fiorentino,
	uno pronto a dannarsi per una bella donna,
	che non ha mai schierato in campo uno squadrone
	e di come si dispone un esercito
	non ne sa pi di una ragazzina,
	uno che conosce solo le teorie libresche
	su cui togati senatori sanno discettare
	quanto lui. Gran chiacchiere e niente pratica;
	ecco la sua esperienza di soldato.
	Ma  stato scelto lui, signore, ed io
	che ho dato prova di me a Cipro e Rodi
	e in altri campi cristiani e pagani,
	io mi devo arenare sottovento
	per uno che tiene partite e libri mastri;
	alla buon'ora, lui, questo contabile,
	sar il suo luogotenente, ed io,
	ci aiuti Iddio, l'alfiere di Sua Signoria.

RODERIGO
	Cielo, meglio essere il suo boia!

IAGO
	Eppur non c' rimedio, questa  la piaga
	della carriera militare; le promozioni
	dipendono da favori e raccomandazioni,
	non dall'anzianit, come una volta,
	quando il secondo succedeva al primo.
	Giudicate voi, signore, se ho
	buone ragioni per amare il Moro.

RODERIGO
	Allora perch restare al suo servizio?

IAGO
	Oh, state tranquillo, signore.
	Restare al suo servizio serve al mio scopo.
	Non tutti possono essere padroni,
	n tutti i padroni avere fedeli servitori.
	Ne conoscerete parecchi di devoti
	e deferenti, rimbambiti a forza di servire,
	che passano la propria vita come l'asino
	del padrone, per un po' di biada,
	e da vecchi vengono messi da parte.
	Onesti furfanti, da prendersi a frustate!
	Altri, con la meschina apparenza del dovere
	badano solo al proprio interesse,
	e facendo gran mostra di fedelt
	verso i padroni, ne traggono gran frutto,
	e una volta riempitesi le tasche
	non rendono omaggio che a se stessi.
	Queste sono persone di talento,
	ed io mi professo uno di loro... Signore,
	quant' vero che siete Roderigo,
	se io fossi il Moro, non vorrei esser Iago.
	Stando al suo servizio, servo me stesso.
	Lo sa il cielo, non  n per amore
	n per dovere, ma solo in apparenza
	per i miei fini particolari. E quando
	le mie azioni esteriori riveleranno
	l'intima natura e intento del mio animo,
	allora s mi mostrer col cuore in mano
	per darlo in pasto alle tortorelle.
	Io non sono quel che sono.

RODERIGO
	Che razza di fortuna ha quel labbrone
	se gli va bene questa!

IAGO
				Svegliate il padre,
	stanate il Moro, dategli addosso,
	avvelenategli la gioia, denunciatelo per le strade,
	scatenategli contro i parenti di lei,
	e bench viva in un clima fertile,
	infestatelo di mosche; e se si gode la sua gioia,
	creategli tali motivi di fastidio
	da toglierle un po' del suo splendore.

RODERIGO
	Ecco la casa del padre. Ora chiamo.

IAGO
	S, con grida di paura e di terrore,
	come quando in una grande citt
	si scopre in piena notte e di sorpresa
	che  divampato un incendio.

RODERIGO
	Ehil, Brabanzio! Signor Brabanzio.

IAGO
	Sveglia! Ehil, Brabanzio! Al ladro, al ladro!
	Attento alla casa, alla figlia, ai tesori!
	Al ladro, al ladro!

.Brabanzio a una finestra..

BRABANZIO
	Perch tutte queste grida? Che succede?

RODERIGO
	Signore, tutti i vostri familiari sono a casa?

IAGO
	E le porte sono sbarrate?

BRABANZIO
				Perch lo chiedete?

IAGO
	Per Dio, signore, siete stato derubato;
	presto, vestitevi. Vi  scoppiato il cuore,
	vi hanno strappato via met dell'anima.
	Ora, proprio ora, un vecchio caprone nero
	si sta montando la vostra pecorella bianca.
	Su, movetevi, svegliate a suon di campane
	i cittadini che russano, prima che il diavolo
	vi renda nonno! Movetevi!
BRABANZIO
	Siete usciti di senno?

RODERIGO
				Reverendissimo signore,
	riconoscete la mia voce?

BRABANZIO
					No, chi siete?

RODERIGO
	Sono Roderigo.

BRABANZIO
			Ti venga un accidente.
	Ti ho proibito di ronzare nei paraggi;
	ti ho detto chiaro e tondo che mia figlia
	non  per te. E adesso come un pazzo,
	ingozzato di cibo e di bevute, coi tuoi schiamazzi
	vieni a disturbare la mia quiete.

RODERIGO
	Signore, signore...

BRABANZIO
	Ma sta sicuro che con la mia forza
	e autorit te ne far pentire.

RODERIGO
	Calmatevi, buon signore.

BRABANZIO
	Che vai cianciando di furti? Qui
	siamo a Venezia, non in mezzo ai campi.

RODERIGO
	Siete molto severo, Brabanzio;
	io vengo qui con animo sincero e schietto.

IAGO
Per Dio, signore; siete uno di quelli che non servirebbero Dio nemmeno se glielo ordinasse il diavolo. Noi veniamo a rendervi un servigio e voi ci prendete per furfanti, cos vostra figlia sar coperta da uno stallone di Barberia, i vostri nipoti nitriranno, i vostri cugini saranno corsieri e i vostri germani, giannetti.

BRABANZIO
E tu chi sei, infame canaglia?

IAGO
Sono uno, signore, che viene a dirvi che vostra figlia e il Moro ora stan facendo la bestia a due groppe.

BRABANZIO
	Sei un farabutto.

IAGO
			E voi, un senatore.

BRABANZIO
	Ti conosco, Roderigo, e ne risponderai.

RODERIGO
	Risponder di quello che vorrete. Ma vi scongiuro;
	se  col vostro consenso e gradimento
	(come mi par di capire) che vostra figlia
	in quest'ora oscura e incerta della notte
	scortata n pi n meno che da un servo
	prezzolato, un gondoliere, approda
	fra le rozze braccia d'un Moro lascivo;
	se la cosa vi  nota e vi sta bene,
	allora vi abbiamo fatto torto marcio.
	Ma se non vi  noto, ho il sospetto
	che avete torto voi a rimproverarci.
	Non crediate che contro ogni regola civile
	io mi diverta a scherzare con Vostro Onore.
	Se non ha il vostro consenso, lo ripeto,
	vostra figlia s' sconciamente ribellata,
	legando dovere, bellezza, mente e fortuna
	a uno straniero errabondo, senza patria,
	ora qua, ora l. Accertatevene subito.
	Se lei  nella sua stanza o nella casa,
	scatenatemi addosso i rigori dello stato
	per avervi ingannato.

BRABANZIO
				Forza con l'acciarino, su!
	Datemi una candela, chiamate la mia gente.
	Questa sciagura s'accorda col mio sogno;
	gi me ne sento oppresso. Luce, luce! .Esce in alto..

IAGO
	Addio, devo lasciarvi.
	Non si conf n giova alla mia posizione
	deporre contro il Moro, come mi toccher
	se resto qui. So bene che la Repubblica,
	sebbene possa creargli qualche fastidio,
	non pu buttarlo a mare impunemente;
	con tale consenso  stato imbarcato
	nella guerra di Cipro, in pieno svolgimento,
	che non troverebbero un altro della sua stazza
	per condurre l'impresa. Ecco perch,
	sebbene lo odi come le pene dell'inferno,
	costretto dalle attuali circostanze
	devo sbandierargli il mio amore, che per
	 solo di facciata. Per trovarlo di sicuro,
	il drappello si rechi dritto al Sagittario,
	e mi troverete l con lui. Addio. .Esce..

.Entrano Brabanzio in vestaglia e servi con torce..

BRABANZIO
	La sventura  troppo vera.  fuggita,
	e il futuro della mia odiosa vita
	sar solo amarezza. Dove l'hai vista,
	Roderigo? O infelice ragazza!
	Col Moro, dici? Chi vorr pi esser padre?
	Come l'hai riconosciuta? Oh, inganno inconcepibile!
	Che ti ha detto? Altre torce, svegliate
	tutti i parenti. Si sono sposati, credi?

RODERIGO
	Credo proprio di s.

BRABANZIO
	O cielo! Come ha fatto a fuggire?
	Che tradimento del sangue! Padri,
	imparate a non fidarvi delle figlie
	dalle apparenze; ah, quali malie
	possono traviare le giovani innocenti!
	Hai mai letto, Roderigo, di queste cose?

RODERIGO
	S, signore, certo.

BRABANZIO
	Chiamate mio fratello. Ah, l'avessi data a te!
	Alcuni vadano di qua, altri di l.
	Sai dove possiamo sorprenderla col Moro?

RODERIGO
	Credo di s. Seguitemi con buona scorta.

BRABANZIO
	Guidaci tu, ti prego. Busser a ogni casa,
	sono influente in molte. All'armi, all'armi!
	E svegliate qualche ufficiale della notte.
	Su, buon Roderigo, sarai ricompensato. .Escono..

/:/Scena seconda


.Davanti al Sagittario..

.Entrano Otello, Iago e servitori con torce..

IAGO
	Bench in battaglia io abbia ucciso,
	per motivi di coscienza rifuggo
	dall'omicidio a sangue freddo. Non ho
	la cattiveria che potrebbe avvantaggiarmi.
	Ma dieci volte a Roderigo ho avuto voglia
	di piantare un pugnale fra le costole.

OTELLO
	Meglio cos.

IAGO
			No, quello sbraitava,
	vomitava insulti cos lerci e provocanti
	sul vostro onore, che bench poco religioso,
	ho fatto gran fatica a non colpirlo.
	Ma ditemi, signore, siete sposato?
	Badate che il Magnifico  molto amato,
	e gode di un'influenza doppia
	anche del Doge. Data la sua autorit
	pu farvi divorziare, o imporvi
	tutte le restrizioni ed i rigori
	per i quali la legge gli d corda.

OTELLO
	Sfoghi pure la sua ira; i servigi
	che ho reso alla Serenissima
	prevarranno sulle sue proteste.
	Non si sa ancora - e lo promulgher
	quando la vanteria sar un merito -
	che discendo da lignaggio regale
	e a fronte alta il mio valore pu aspirare
	a un successo come quello che ho raggiunto.
	Sappi, Iago, che se non fosse per amore
	della mia dolce Desdemona, neanche
	per tutti i tesori degli oceani
	imporrei vincoli e restrizioni
	al mio stato di libero soldato.
	Ma guarda, si avvicinan delle torce.

IAGO
	Sono quelle di suo padre e dei suoi amici;
	fareste meglio a ritirarvi.

OTELLO
					Non io
	Mi trovino pure. Le mie qualit,
	il mio grado, la mia coscienza immacolata
	paleseranno il mio diritto. Sono loro?

IAGO
	Per Giano bifronte, non direi.

.Entra Cassio, con ufficiali e torce..

OTELLO
	Le guardie del Doge e il mio luogotenente!
	Felice notte a voi, amici. Quali nuove?
	cassio Il Doge vi saluta, generale,
	e richiede la vostra immediata presenza,
	all'istante.

OTELLO
			Ne sapete il motivo?

CASSIO
	Qualcosa da Cipro, immagino, e piuttosto urgente.
	Stasera dalle galere si sono susseguiti
	svariati messaggeri, e gi dal Doge
	si sono recati parecchi senatori
	svegliati nel sonno o rintracciati per via.
	Voi siete stato convocato con urgenza,
	e non trovandovi a casa, tre drappelli
	vi stanno cercando per tutta la citt.

OTELLO
	Mi avete trovato, meno male. Il tempo
	di scambiare una parola in casa,
	e sar con voi. .Esce..

CASSIO
			Alfiere, che ci fa qui Otello?

IAGO
	Be', stanotte ha abbordato un galeone di terra.
	Se si dimostrer preda legittima,
	 sistemato per sempre.

CASSIO
				Non capisco.

IAGO
	Si  sposato.

CASSIO
			Con chi?

.Entra Otello..

IAGO
				Perbacco, con...
	Ecco capitano, siamo pronti.

OTELLO
					Andiamo pure.

CASSIO
	Ecco un altro drappello che vi cerca.

.Entrano Brabanzio, Roderigo, e altri con torce e armi..

IAGO
	 Brabanzio. Attento, generale,
	viene con cattive intenzioni.

OTELLO
					Fermi!

RODERIGO
	Signore,  il Moro.

BRABANZIO
				Addosso al ladro!
.Snudano le spade..

IAGO
	Voi, Roderigo. A noi due, allora.

OTELLO
	Rinfoderate le spade risplendenti,
	che la rugiada non le arrugginisca.
	Nobile signore, otterrete di pi con l'et.
	che con le armi.

BRABANZIO
			Oh, lurido ladro!
	Dove hai nascosto mia figlia?
	Dannato come sei, tu l'hai stregata.
	A lume di ragione, come pensare
	che se non fosse per forza di magia,
	una ragazza cos tenera, dolce e felice,
	cos ostile alle nozze che ha respinto
	i pi ricchi e avvenenti partiti,
	si sarebbe mai sottratta alla tutela,
	offrendosi al dileggio generale, per gettarsi
	sul nero petto di un coso come te?
	 stata certo paura, non amore.
	Giudichi il mondo, se non  palmare
	che le hai praticato magie nere,
	abusando della sua tenera et con droghe
	e filtri che paralizzano la mente.
	Ti porter in giudizio;  chiaro
	e lampante. Perci ti arresto e accuso
	come lercio corruttore e praticante
	d'arti magiche proibite ed illegali.
	Acciuffatelo, e se oppone resistenza,
	usate la forza.

OTELLO
			Gi le armi,
	sia voi della mia parte e gli altri.
	Se fossimo alla scena della zuffa
	non mi occorrerebbe suggeritore.
	Dove volete che vada, a rintuzzare
	questa vostra accusa?

BRABANZIO
				In prigione,
	finch secondo i termini di legge
	non ti venga intentato il processo.

OTELLO
	E se obbedisco, che dir il Doge,
	i cui inviati qui al mio fianco
	attendono di accompagnarmi da lui
	per qualche urgente affare di stato?

UFFICIALE
	 vero, nobile signore; il Doge
	 in consiglio, e voi stesso siete atteso.

BRABANZIO
	Come? Il Doge in consiglio? A quest'ora?
	Portatelo con voi; le mie accuse
	non sono da poco; il Doge stesso
	o anche i miei colleghi del Senato
	la riterranno un'offesa personale.
	Se questi misfatti vengon condonati,
	da schiavi e pagani saremo governati. .Escono..

/:/Scena terza


.La camera del consiglio.

Entrano il Doge e i Senatori, a un tavolo con torce e servitori..

IL DOGE
	Non possiamo dar credito a notizie
	cos discordanti.

PRIMO SENATORE
			S, non coincidono.
	Le mie lettere dicono centosette galee.

IL DOGE
	E le mie, centoquaranta.

SECONDO SENATORE
				Le mie, duecento.
	Ma se non corrispondono nei numeri
	(come spesso nel caso di rapporti
	basati sulle stime), confermano tutte
	che una flotta turca muove su Cipro.

IL DOGE
	Gi, risulta logico; la discordanza
	non mi rassicura, mentre appare vera
	e allarmante la sostanza.

MARINAIO (.Da dentro.)
				Ehil! Ehil!

UFFICIALE
	Un messo dalle galere.

.Entra un marinaio..

IL DOGE
	Che c' di nuovo?

MARINAIO
	La flotta dei Turchi punta su Rodi;
	cos mi ha ordinato di riferire
	il signor Angelo.

IL DOGE
			Che pensate di questo cambiamento?

PRIMO SENATORE
	Non pu essere, a lume di ragione...
	 una finta per confonderci le idee.
	Basta considerare l'importanza
	di Cipro per il Turco, per capire
	che gli sta pi a cuore di Rodi; inoltre
	Cipro  pi facile da conquistare
	perch non ha n fortificazioni
	n difese apprestate come Rodi.
	Riflettendoci, non  da supporre
	che il Turco sia tanto scriteriato
	da posporre il suo primo interesse
	senza cercare una facile conquista,
	incorrendo in un inutile rischio.

IL DOGE
	S, di sicuro non punta su Rodi.

UFFICIALE
	Ecco altre notizie.

.Entra un messo..

MESSO
	Illustrissimi signori, gli ottomani
	facendo rotta sull'isola di Rodi
	si sono ricongiunti a un'altra flotta.

PRIMO SENATORE
	Ah, come pensavo. Quante navi saranno?

MESSO
	Una trentina; e ora, invertita la rotta,
	si dirigono apertamente su Cipro.
	Il signor Montano, vostro fidato
	e valoroso servitore, ve ne informa
	in base all'obbedienza che vi deve,
	e prega che gli prestiate fede.

IL DOGE
	Senza pi dubbio, puntano su Cipro.
	Marco Lucicco non  in citt?

PRIMO SENATORE
					No,  a Firenze.

IL DOGE
	Scrivetegli con la massima urgenza, svelti.

PRIMO SENATORE
	Arrivano Brabanzio e il valoroso Moro.

.Entrano Brabanzio, Otello, Cassio, Iago, Roderigo e ufficiali..

IL DOGE
	Valoroso Otello, dobbiamo subito impiegarvi
	contro il comune nemico ottomano.
	(.A Brabanzio.) Non vi avevo visto; benvenuto, signore,
	stasera ci  mancato il vostro consiglio
	e il vostro aiuto.

BRABANZIO
			E a me il vostro.
	Vostra Grazia mi perdoni; n il mio ufficio
	n questioni di stato mi hanno strappato
	dal letto, n il pubblico interesse
	occupa i miei pensieri; un dolore personale,
	di natura cos prepotente e travolgente,
	inghiotte e assorbe tutte le altre pene
	senza darmi tregua.

IL DOGE
				Che  successo?

BRABANZIO
	Mia figlia, mia figlia!

TUTTI
				Morta?

BRABANZIO
					S, per me.
	 stata sedotta, rapita, corrotta,
	con incanti e filtri da ciarlatani;
	un essere umano che non sia tarato,
	cieco o dissennato, non potrebbe
	senza malia errare in modo cos assurdo.

IL DOGE
	Chiunque in maniera cos abbietta
	abbia privato vostra figlia di se stessa,
	e voi di lei, subir la punizione
	che sarete voi stesso a decretare
	secondo il rigido dettame della legge,
	anche se l'accusato fosse mio figlio.

BRABANZIO
	Ringrazio umilmente Vostra Grazia.
	Ecco l'uomo; il Moro, che qui pure
	 stato convocato, su vostro ordine,
	per affari di stato.

TUTTI
			Ne siamo addolorati.

IL DOGE
	(.A Otello.) Che avete da dire a vostra discolpa?

BRABANZIO
	Niente, non pu negare.

OTELLO
	Potenti, saggi e reverendi signori,
	miei nobili e venerati padroni;
	 verissimo che ho portato via
	la figlia a questo vecchio; e l'ho sposata.
	Questo  tutto il campo e la portata
	della mia offesa, e nulla pi.
	Io parlo rudemente, non ho il dono
	dei bei giri di frase; queste mie braccia
	dacch ebbero il vigore dei sett'anni
	fino all'incirca a nove lune or sono
	han compiuto la loro opera migliore
	sui campi di battaglia. E so dir poco
	del gran mondo che non si riferisca
	a fatti di guerra e di tumulti; poco perci
	giover alla mia causa parlare per me stesso.
	Tuttavia, col vostro grazioso permesso,
	vi far un racconto semplice e completo
	del mio amore; con che droghe, scongiuri,
	incantesimi e potenti magie - che
	di tali pratiche vengo qui accusato -
	conquistai sua figlia.

BRABANZIO
				Una vergine pudica,
	di animo cos quieto e tranquillo
	che arrossiva persino di se stessa;
	e lei, contro natura, et, paese,
	reputazione e tutto, innamorarsi
	di chi avrebbe avuto paura di guardare?
	 mancanza di senno e di giudizio
	ammettere che tale perfezione
	vada contro ogni legge di natura;
	la causa del traviamento per forza
	va ricercata in pratiche infernali;
	ribadisco perci che con misture
	che influenzano il sangue, o con pozioni
	create a questo scopo, ha sedotto mia figlia.

IL DOGE
	Affermarlo non basta come prova,
	ne occorrono di pi chiare e esplicite
	che non queste labili apparenze
	e mere congetture su luoghi comuni,
	per accusarlo.

PRIMO SEN.
			Parlate, Otello;
	 stato con mezzi subdoli e forzosi
	che avete soggiogato e avvelenato
	i sentimenti di questa fanciulla,
	o  accaduto con la persuasione
	e il conversare che l'uno all'altro avvince?

OTELLO
	Vi prego, mandate a chiamare la signora
	al Sagittario, e che parli di me
	al cospetto di suo padre. Se il suo racconto
	va a mio discapito, non solo toglietemi
	la fiducia e il compito affidatomi,
	ma comminatemi la pena capitale.

IL DOGE
	Conducete qui Desdemona.
.Due o tre servitori si avvicinano alla porta..

OTELLO
	(.A Iago.) Alfiere, guidali; tu conosci il posto.
.Escono Iago e i servitori..
	E nell'attesa, con quella sincerit
	con cui confesso al cielo i miei peccati
	racconter alle vostre sagge orecchie
	come ho conquistato l'amore della bella signora,
	e lei il mio.

IL DOGE
			Racconta, Otello.

OTELLO
	Suo padre mi amava, spesso mi invitava,
	e mi chiedeva sempre di narrargli
	la storia della mia vita, di anno in anno;
	le battaglie, gli assedi, le vittorie
	che ho passato.
	Io raccontavo, dagli anni dell'infanzia
	fino ai giorni presenti; narravo
	di disastri ed emozionanti avventure
	per mare e terra, di quando per un pelo
	ero sfuggito a imminenti pericoli di morte,
	caduto in mano al nemico arrogante
	e venduto in schiavit; del riscatto
	e di tutte le mie peregrinazioni.
	E cos ebbi modo di parlare
	di antri immensi e deserti sconfinati,
	di cave petrose, rocce e monti
	che svettano nel cielo; e dei cannibali,
	che mangiano altri uomini, degli antropofagi
	e di quelli che han la testa nel petto.
	Desdemona era ansiosa d'ascoltare
	e quando si doveva allontanare
	per le faccende di casa, le sbrigava in fretta
	per tornare a divorare avidamente
	le mie parole. Io me ne accorsi,
	e colsi modo e momento opportuno
	perch con tutto il cuore mi pregasse
	di narrarle estesamente il mio peregrinare
	che lei aveva sentito solo a brani,
	di tanto in tanto. Io acconsentii,
	e spesso le strappavo qualche lacrima
	narrandole le traversie subite
	in giovent. Conclusa la mia storia,
	trasse sulle mie pene un gran sospiro,
	giurando che era strano, molto strano,
	un racconto che destava piet, molta piet;
	avrebbe preferito non sentirlo,
	ma anche voluto essere lei quell'uomo.
	Mi ringrazi e mi disse che se avevo
	un amico che le voleva bene,
	bastava insegnargli a narrare la mia storia
	per conquistarla. Allora le parlai;
	lei mi am per le mie pene passate,
	ed io l'amai perch ne prov pena.
	La magia da me usata  tutta qui.
	Ecco, lei stessa pu testimoniarvelo.

.Entrano Desdemona, Iago, servitori..

IL DOGE
	Questo racconto avrebbe conquistato
	anche mia figlia. Buon Brabanzio, cercate
	di sistemare al meglio la faccenda;
	 preferibile usare armi spuntate
	che non le nude mani.

BRABANZIO
	Vi prego di ascoltarla. Se ammette
	che  stata lei a indurlo a corteggiarla,
	ch'io sia dannato se accuso ancora il Moro!
	Avvicinatevi, dolce signora;
	a chi di questa nobile accolta
	dovete pi obbedienza?

DESDEMONA
				Nobile padre,
	il mio dovere  qui diviso in due;
	a voi mi legano nascita ed educazione,
	e nascita ed educazione mi insegnano
	a rispettarvi. Voi siete il mio signore,
	essendo io finora vostra figlia.
	Ma qui c' mio marito; e la stessa
	obbedienza che vi mostr mia madre,
	anteponendovi al padre suo,
	io devo dichiarare di dovere
	al Moro mio signore.

BRABANZIO
				Addio, che altro?
	Agli affari di stato, Vostra Grazia.
	Meglio adottare che generare figli.
	Vieni qui, Moro; ti do con tutto il cuore
	ci che se gi non te lo fossi preso,
	con tutto il cuore ti rifiuterei.
	Per causa tua (mia gioia) in cuore mi rallegro
	di non aver altri figli; la tua fuga
	me li farebbe costringere in ceppi,
	da tiranno. Ho finito, mio signore.

IL DOGE
	E allora io parler per voi,
	emettendo un giudizio sentenzioso
	che come una scala al vostro affetto
	riconduca questi due innamorati.
	Se non c' rimedio, finiscono le pene,
	vedendo che il peggio ha tolto ogni speme.
	Piangere un malanno gi passato
	 chiamarsene un altro sul capo.
	Ci che la sorte toglie non ha difesa,
	sopportarlo irride la sua offesa.
	Il derubato che ci ride su, deruba il ladro stesso;
	indulgere a un vano dolore  derubar se stesso.

BRABANZIO
	Cos se Cipro al Turco abbandoniamo
	e ci ridiamo su, non lo perdiamo;
	accetta di buon grado la sentenza chi sopporta
	solo la consolazione ch'essa gli porta;
	ma ne sente tutto il peso ed il bruciore
	chi con poca pazienza s'abbandona al dolore.
	Queste sentenze, siano esse dolci o amare,
	essendo a doppio taglio, posson equivocare.
	Ma le parole volano, e non ho mai sentito
	che dall'orecchio si curi il cuor ferito.
	Vi supplico, agli affari di stato.

IL DOGE
Il Turco con una potente flotta dirige su Cipro. Otello, voi conoscete bene le fortificazioni dell'isola, e sebbene ci sia gi l un rappresentante di riconosciuta capacit, pure l'opinione pubblica, arbitra assoluta nelle decisioni, vede in voi l'uomo pi indicato. Dovete perci rassegnarvi a offuscare il lustro delle vostre recenti fortune con quest'impresa pi ardua e rischiosa.

OTELLO
	L'abitudine tiranna, nobili senatori,
	mi ha reso il duro giaciglio di guerra
	un soffice letto di piume. Mi riconosco
	una naturale inclinazione alle fatiche
	e perci sono pronto a intraprendere
	questa guerra contro gli ottomani.
	Inchinandomi umilmente alla vostra autorit
	chiedo consone disposizioni per mia moglie,
	mezzi e privilegi, una residenza
	e un seguito all'altezza del suo rango.

IL DOGE
	Se volete, pu restare dal padre.

BRABANZIO
	Io non lo desidero.

OTELLO
				Nemmeno io.

DESDEMONA
	Ed io neppure; non vorrei che stando da lui
	la mia costante presenza rinfocolasse
	la sua collera. Serenissimo Doge,
	ascoltate serenamente quanto esporr,
	fate buon viso alla mia richiesta;
	e se la mia inesperienza...

IL DOGE
	Che cosa desiderate? Parlate.

DESDEMONA
	La mia aperta ribellione e lo spregio
	dei beni terreni proclamano al mondo
	che amavo il Moro per vivere con lui.
	Il mio cuore  soggiogato al suo piacere.
	Ho visto il volto di Otello nel suo animo,
	e consacrai il mio essere e le mie fortune
	al suo onore e valore militare.
	Cos, miei signori, se io resto qui
	come imbelle tignola, e lui va in guerra,
	vengo privata dei riti per cui lo amo,
	e sar oppressa dall'assenza del mio caro.
	Lasciate che lo segua.

OTELLO
				Parlate, signori.
	Io vi scongiuro di darle il vostro assenso,
	e non lo chiedo per sfogare i miei appetiti
	o soddisfare il calore della carne -
	gli ardori giovanili sono in me spenti -
	ma per assecondare il suo desiderio.
	E Dio non voglia che in cuor vostro pensiate
	che per la sua presenza io trascuri
	il grande e grave compito affidatomi.
	No, se i trastulli dell'alato Cupido
	ottenebrassero col velo della lussuria
	le mie azioni e percezioni, compromettendo
	e intaccando il mio senso del dovere,
	che le massaie usino come pentola il mio elmo
	ed i pi indegni e vili oltraggi
	distruggano la mia reputazione!

IL DOGE
	Decidete voi stesso se Desdemona resta
	o v'accompagna. L'attuale emergenza
	va fronteggiata con urgenza. Dovete partir subito.

DESDEMONA
	Questa notte stessa, mio signore?

IL DOGE
	Questa notte.

OTELLO
			Sono pronto.

IL DOGE
	Domattina alle dieci ci ritroviamo qui.
	Otello, lasciate uno dei vostri ufficiali
	che vi porter le nostre istruzioni
	e le altre cose di qualit e valore
	che vi competono.

OTELLO
			Col vostro permesso,
	il mio alfiere; uomo onesto e di fiducia.
	Alla sua scorta affider mia moglie,
	e le altre cose che Vostra Grazia
	riterr necessario inviarmi.

IL DOGE
					Sia cos.
	Buona notte a tutti; e, nobile signore,
	e se virt e bellezza vanno assieme,
	vostro genero  pi bianco che nero.

PRIMO SENATORE
	Addio, valoroso Moro. Trattate bene Desdemona.

BRABANZIO
	Tienila d'occhio, Moro, o vedrai com';
	tradito il padre, pu tradire anche te.
.Escono il Doge, i senatori, gli ufficiali & c..

OTELLO
	Sulla sua fedelt ci gioco la mia vita.
	Onesto Iago, ti affido la mia Desdemona;
	ti prego, tua moglie si occupi di lei,
	e appena possibile conducila da me.
	Vieni, Desdemona, ho soltanto un'ora
	d'amore, d'affari e di istruzioni,
	da passare con te. Dobbiamo sottostare.
.Escono Otello e Desdemona .

RODERIGO
	Iago!

IAGO
	Che dici, cuor mio?

RODERIGO
	Cosa credi che far adesso?

IAGO
	Be', te ne andrai a dormire.

RODERIGO
	Andr difilato ad annegarmi.

IAGO
Se lo farai, non ti amer pi. E perch mai, sciocco d'un gentiluomo?

RODERIGO
 sciocco vivere, quando vivere  un tormento; e poi, quando la morte  il nostro medico, la prescrizione  di morire.

IAGO
Che stupidaggine! Considero il mondo da ventotto anni e da quando so distinguere un favore da un'ingiuria non ho mai trovato un uomo che sappia amare se stesso. Prima di dire che vado ad affogarmi per una pollastra mi cambierei in babuino.

RODERIGO
Che dovrei fare? Lo confesso, innamorarsi cos  una vergogna, ma non ho l'animo di porvi rimedio.

IAGO
L'animo? Un corno! Essere questo o quello dipende solo da noi. Il nostro corpo  un giardino, e la nostra volont  il giardiniere. Se vogliamo piantarvi ortiche o seminarvi lattuga, farvi crescere l'issopo o estirparvi il timo, mettervi un solo genere di erbe o molte specie, tenerlo sterile per ozio o renderlo fertile col lavoro, il potere e la capacit correttiva sono nella nostra volont. Se la bilancia della nostra vita non avesse il piatto della ragione per equilibrare quello della sensualit, i bassi istinti della nostra natura ci porterebbero ai pi assurdi esperimenti. Ma la ragione raffredda i nostri bollenti appetiti, le passioni carnali, la sfrenata lussuria; perci quello che si chiama amore non  altro che una talea o un pollone.

RODERIGO
Impossibile.

IAGO
Non  che una fregola del sangue e un dar sfogo alla lussuria. Su, sii uomo. Affogarti? Affoga i gattini e i cuccioli ciechi. Io mi professo tuo amico, e mi dichiaro legato al tuo merito con gomene forti e tenaci. Mai come ora posso esserti d'aiuto. Metti denaro nella borsa; aggregati a questa spedizione, sfigurati il volto con una falsa barba; metti denaro nella borsa, dico. Non pu essere che Desdemona continui ad amare il Moro... metti denaro nella borsa... n lui, lei.  stato un violento inizio, e vedrai una fine corrispondente; metti denaro nella borsa. Le voglie dei mori sono volubili... riempi la borsa di denaro. Il cibo che ora gli  gustoso come zuccherini, gli sar presto amaro come l'assenzio. Saziatosi del suo corpo, lei si accorger del proprio errore; vorr cambiare, vorr cambiare. Perci rifornisci la borsa. Se proprio vuoi dannarti fallo in modo pi delicato che annegandoti. Raccatta tutto il denaro che puoi. Se il rituale e fragile vincolo fra un barbaro errabondo e una smaliziata veneziana non sar troppo forte per il mio ingegno e tutta la trib dell'inferno, te la godrai. Perci raccogli denaro. Altro che annegarti, non se ne parla nemmeno. Meglio finire impiccato per averla goduta che annegarti per non averla avuta.

RODERIGO
Realizzerai le mie speranze?

IAGO
Puoi star sicuro... Su, a trovar denaro... Ti ho detto spesso e te lo ripeto ancora; io odio il Moro. La mia causa ha validi motivi, e altrettanto la tua; uniamoci dunque nella vendetta contro di lui. Se riesci a farlo becco, procurerai goduria a te e un bel gusto a me. Il tempo  gravido di molti eventi da partorire. Marsch! Su, va' a procurarti il denaro. Ne riparleremo domani; addio.

RODERIGO
Dove ci incontreremo domani mattina?

IAGO
Nel mio alloggio.

RODERIGO
Ci sar di buon'ora.

IAGO
Su, va', addio... hai sentito, Roderigo?

RODERIGO
Che cosa?

IAGO
Basta coi suicidi, hai sentito?

RODERIGO
Sono cambiato.

IAGO
Su, va'; addio! Riempi bene la borsa.
.Esce Roderigo..
	Come sempre, far che l'idiota paghi le spese.
	Profanerei la conoscenza che ho del mondo
	se perdessi tempo con un tale allocco
	senza trarne svago e guadagno. Io odio il Moro,
	e si dice che fra le mie lenzuola
	abbia fatto le mie veci. Non so se  vero...
	Eppure il semplice sospetto a me basta
	quanto la certezza. Egli ha stima di me;
	tanto pi facile mi sar raggirarlo.
	Cassio  un bell'uomo; vediamo un po',
	soffiargli il posto e attuare il mio piano
	con un doppio tiro... ma come, come?
	Vediamo un po', dopo un certo tempo
	potrei insinuare nell'orecchio di Otello
	che si prende confidenze con sua moglie.
	Ha un bel fisico e una disposizione
	che legittima il sospetto, da tentar le donne.
	Il Moro  d'indole franca e leale,
	ritiene onesto chiunque tale appaia
	e si far docilmente menare per il naso
	come un asino...  fatta, ha preso corpo.
	Ora la notte e l'inferno tenebroso
	daranno alla luce questo parto mostruoso. .Esce..

/:/ATTO SECONDO



.Scena prima


.Un porto di Cipro. Luogo aperto vicino al molo.

Entrano Montano e due altri gentiluomini..

MONTANO
	Che si vede in mare dal promontorio?

PRIMO GENTILUOMO
	Nulla; i flutti s'impennano alti
	e fra mare e cielo non si vede una vela.

MONTANO
	Il vento infuria anche sulla terraferma;
	mai raffiche cos forti si sono abbattute
	sui nostri bastioni. Il mare  cos grosso
	che le navi, su cui si rovesciano montagne,
	finiranno per sfasciarsi... Che ne verr?

SECONDO GENTILUOMO
	La flotta dei turchi sar dispersa;
	stando sul lido che fa da baluardo
	i marosi respinti sferzano le nubi,
	e sollevati dal vento i cavalloni,
	inarcando irte e mostruose criniere,
	sembrano inondare il Carro ardente
	e subissare le due stelle a guardia
	della polare. Io non ho mai visto
	tale sconvolgimento d'irati flutti.

MONTANO
	Se la flotta turca non  protetta
	in rada,  colata a picco; cavarsela
	sembra impossibile.

.Entra un terzo gentiluomo..

TERZO GENTILUOMO
	Novit, signori! La guerra  finita;
	la terribile tempesta ha tramortito il Turco
	sventando il suo piano. Un altro vascello
	veneziano ha visto naufragio e distruzione
	di quasi tutta la sua flotta.

MONTANO
					Davvero?

TERZO GENTILUOMO
	La nave, una veronese,  approdata qui;
	Michele Cassio, il luogotenente
	del valoroso Otello,  sceso a terra;
	il Moro stesso dirige su Cipro con pieni poteri.

MONTANO
	Ne sono lieto;  un ottimo comandante.

TERZO GENTILUOMO
	Ma bench sollevato per la rovina
	dei turchi, Cassio si mostra preoccupato
	e prega per la salvezza del Moro;
	una brutta e violenta tempesta li ha separati.

MONTANO
	Dio lo salvi! Sono stato ai suoi ordini
	e comanda come un vero soldato.
	Andiamo al molo, sia per veder la nave
	appena giunta, sia per scrutar l'arrivo
	del valoroso Otello, finch il mare
	e l'azzurro del cielo non si confondano.

TERZO GENTILUOMO
	Su, andiamo; ad ogni istante
	potrebbe arrivare un'altra nave.

.Entra Cassio..

CASSIO
	Grazie ai prodi di quest'isola guerriera
	che sostengono il Moro; e Dio l'assista
	contro la furia degli elementi.
	Io l'ho perso su un mare in tempesta.

MONTANO
	Ha una buona nave?

CASSIO
	 di solide assi e il suo pilota
	ha fama d'uomo abile ed esperto;
	perci le mie speranze, non ferite a morte,
	possono arditamente riprendersi.
.Da dentro.: "Una vela, una vela, una vela!"

.Entra un messo..

CASSIO
	Che grida son queste?

MESSO
	La citt s' svuotata e sulla riva
	s'affolla gente che grida "Una vela!"

CASSIO
	La speranza mi dice che  il governatore.
.Colpo di cannone..

SECONDO GENTILUOMO
	Sparano salve di saluto; sono amici.

CASSIO
	Vi prego, signore, andate anche voi
	e assicurateci di chi  arrivato.

SECONDO GENTILUOMO
	Sar fatto. .Esce..

MONTANO
		Ma, buon luogotenente,
	il vostro generale si  sposato?

CASSIO
	Felicemente; ha conquistato una donna
	che sfida ogni descrizione e la fama
	pi eccelsa; una che supera gli svolazzi
	delle penne pi magniloquenti,
	e nell'essenza della sua forma creata
	mirabilmente eccelle.

.Entra il secondo gentiluomo..

				Chi  arrivato?

SECONDO GENTILUOMO
	Un certo Iago, alfiere del generale.

CASSIO
	Il favor della fortuna gli ha dato le ali;
	le tempeste, i marosi, i venti scatenati,
	gli scogli sommersi e i banchi di sabbia
	- in agguato sott'acqua per tradire
	la carena ignara del pericolo -
	quasi per senso di belt rinnegano
	la loro natura letale per far passare
	incolume la divina Desdemona.

MONTANO
					Chi ?

CASSIO
	Colei di cui parlavo, la capitana
	del nostro grande capitano, affidata
	alla protezione dell'audace Iago,
	il cui sbarco anticipa i nostri calcoli
	d'una settimana... Gran Giove,
	proteggi Otello e gonfia la sua vela
	col tuo possente soffio, e che presto
	con la sua nave rallegri questa baia,
	corra fra le braccia di Desdemona,
	ridia vigore al nostro spirito depresso
	riportando serenit a tutta Cipro...

.Entrano Desdemona, Iago, Emilia e Roderigo..

	Guardate, il tesoro della nave  sbarcato!
	Inginocchiatevi, voi uomini di Cipro!
	Salute, mia signora! E la grazia del cielo
	davanti, dietro e d'ogni parte ti circondi!

DESDEMONA
	Vi ringrazio, valoroso Cassio.
	Quali notizie mi date del mio signore?

CASSIO
	Non  ancora arrivato, ma si sa
	che  salvo e in procinto di arrivare.

DESDEMONA
	Ah, mi preoccupa... come vi siete separati?
.Da dentro.: "Una vela, una vela!"

CASSIO
	La grande contesa fra mare e cielo
	ci ha separati; ma udite, una vela! .Colpo di cannone..

SECONDO GENTILUOMO
	Salutano la cittadella; amici
	anche questi.

CASSIO
			Non c' da sbagliarsi.
	Siate il benvenuto, alfiere; (.A Emilia.) e voi, signora.
	Non perdete la pazienza, buon Iago,
	se mi sprofondo in cerimonie; per educazione
	sono portato a sfoggiare cortesie. .Bacia Emilia..

IAGO
	Signore, se delle sue labbra vi desse
	quanto d a me della sua lingua
	ne avreste in abbondanza.

DESDEMONA
	Ma se non parla mai!

IAGO
				Ahim, anche troppo;
	specie quando io ho voglia di dormire.
	Be', al vostro cospetto, lo ammetto,
	frena la lingua e rimbrotta col silenzio.

EMILIA
	Non hai motivo di dir cos.

IAGO
	Su, su; fuor di casa siete modelli di virt,
	in salotto, campane; gatte selvatiche
	in cucina; sante se offendete
	e diavoli se offese; vi gingillate
	nelle faccende di casa, e vi date da fare
	a letto.

DESDEMONA
		Ah, che calunniatore!

IAGO
	No, no;  cos, o io sono un turco.
	Da alzate, giocate, e a letto lavorate.

EMILIA
	Non sarai tu a scrivere il mio elogio.

IAGO
	Ah, no.

DESDEMONA
		Che scriveresti di me per elogiarmi?

IAGO
	Oh, gentile signora, non cimentatemi,
	io sono un gran criticone.

DESDEMONA
					Su, provaci...
	Qualcuno  andato al porto?

IAGO
					S, signora.

DESDEMONA
	Non sono tranquilla, ma inganno l'ansia
	fingendo il contrario... su, come mi elogeresti?

IAGO
	Ci sto pensando, ma ahim le parole
	mi escono dalla zucca come il vischio
	si stacca dal panno; mi stracciano il cervello
	e tutto il resto. Ma la mia Musa ha le doglie
	ed ecco il parto;
	Se  bella, bionda e assennata,
	con senno la sua bellezza avr sfruttata.

DESDEMONA
	Ben detto! E se  mora e giudiziosa?

IAGO
	Se  mora e ha per di pi giudizio,
	si trover un bianco che le faccia il servizio.

DESDEMONA
	Di male in peggio.

EMILIA
				E se  bionda e sventata?

IAGO
	Non c' bionda che sia sventata; la mercede
	della sua sventatezza sar un erede.

DESDEMONA
Sono vecchi e stupidi paradossi per far ridere gli stolti all'osteria. Che miserabile elogio hai per chi  brutta e sventata?

IAGO
	Non ce ne sono di brutte e sventate
	che non facciano quanto le belle e sventate.

DESDEMONA
Ah, profonda ignoranza! Sai lodare meglio il peggio. Ma che elogio attribuiresti a una donna veramente meritevole? A una che con l'autorit del suo merito avesse giustamente l'avvallo degli stessi maligni?

IAGO
	La donna che fu sempre bella e mai orgogliosa,
	sciolta di lingua, ma non rumorosa;
	che sdegn il lusso nonostante i suoi tesori
	e dicendo "Ben potrei" si neg agli amori;
	che, infuriata, e con la vendetta sottomano
	sub il torto e rinunci al malanimo;
	tanto saggia da non far confusione
	fra testa di merluzzo e coda di salmone;
	che seppe pensare e non parlare,
	vedersi seguita senza voltarsi a guardare;
	quella fu adatta, se mai la racconti...

DESDEMONA
A che cosa?

IAGO
Ad allattare gonzi e far piccoli conti.

DESDEMONA
Ah, che conclusione sbagliata e zoppicante! Non imparare da lui, Emilia, bench sia tuo marito. Che ne dite, Cassio, non  un consigliere ribaldo e licenzioso?

CASSIO
 uno che va al sodo, signora, da apprezzarsi pi come soldato che come letterato.

IAGO (.A parte.)
La prende per mano! S, benissimo; bisbiglia, dai. Una rete impalpabile come questa irretir quel moscone di Cassio. S, sorridile, avanti. Ti impanier nella tua stessa galanteria. Dici il vero,  proprio cos. Se saranno giochetti come questi a spogliarti del grado di luogotenente, rimpiangerai di aver mandato bacetti con la punta delle dita cos spesso - cosa che galantemente finirai per fare anche adesso. Benissimo, bel baciamano, che inchino perfetto! Va proprio bene cos - Ancora bacetti con la punta delle dita? Meglio per te se fossero siringhe da clisteri... (.Squilli di tromba da dentro..) Il Moro! Conosco i suoi squilli.

CASSIO
 lui!

DESDEMONA
Andiamogli incontro per riceverlo.

.Entrano Otello e il seguito..


CASSIO
	Eccolo che arriva!

OTELLO
	O mia bella guerriera!

DESDEMONA
				Mio caro Otello!

OTELLO
	Mi d tanta meraviglia quanta gioia
	vederti qui prima di me. O anima mia,
	se  sempre questa la quiete dopo la tempesta
	che i venti infurino fino a destare i morti
	e la nave sconquassata s'arrampichi
	su montagne d'acqua alte come l'Olimpo,
	e risprofondi come dal cielo all'inferno.
	Se fosse ora l'ora di morire, sarebbe
	il momento pi felice; cos completa
	 (temo) la mia gioia, che nulla d'eguale
	pu avere in serbo l'ignoto destino.

DESDEMONA
	Voglia il cielo che il nostro amore
	e la nostra gioia crescano con gli anni.

OTELLO
	E cos sia, potenze celesti!
	Non so esprimere tutta la mia felicit,
	mi stringe alla gola,  troppa gioia;
	e questo, e questo siano il massimo .Si baciano..
	disaccordo che incrini il nostro cuore.

IAGO (.A parte.)
	Ah, adesso siete bene accordati,
	ma, sulla mia onest, io allenter
	le corde che creano questa musica!

OTELLO
	Andiamo, alla rocca. La notizia,
	amici,  che la guerra  finita
	e i turchi in fondo al mare. Come stanno
	le vecchie conoscenze di quest'isola?
	Tesoro, sarai molto benvoluta a Cipro;
	la gente qui mi ha sempre amato.
	Mia dolcezza, parlo da sconclusionato
	la felicit mi ha come rimbambito.
	Ti prego, buon Iago, va' tu al porto
	e fa' sbarcare i miei forzieri; porta
	il capitano alla cittadella,  valente
	e merita segni di rispetto. Vieni, Desdemona,
	ancora che gioia trovarti a Cipro.

.Escono tutti tranne Iago e Roderigo..

IAGO
Tu tra poco raggiungimi al porto. Vieni qui. Se hai coraggio - e si dice che l'amore suscita nobilt superiore al naturale anche nell'animo dei vili - ascoltami; questa notte il luogotenente comanda il corpo di guardia. E per prima cosa ti dir questo, che Desdemona  senza dubbio innamorata di lui.

RODERIGO
Di lui? Ma  impossibile.

IAGO
Acqua in bocca e senti bene. Sai con che violenza Desdemona si  innamorata del Moro per le sue vanterie e i suoi racconti di favolose avventure. Credi che l'amer sempre per le sue ciance? Non c' neanche da pensarci. L'occhio va appagato; e che appagamento avr a guardare il diavolo? Quando il sangue s' placato con l'atto del coito, per riaccenderlo e ridestare nuovo desiderio dopo la saziet, occorrono un volto avvenente, congruenza d'anni, cortesia e bellezza - tutte cose che mancano al Moro. Ora, per la mancanza di questi requisiti, la sua delicata sensibilit si sentir ingannata, comincer a sentir nausea, a detestare e aborrire il Moro. La natura stessa la guider, inducendola a scegliersi un altro. Dato questo, signor mio - ed  ipotesi naturale e inoppugnabile - chi  in situazione migliore di Cassio per godere di questa fortuna? Un tipo dalla parlantina sciolta, perfettamente a suo agio nell'assumere un'apparenza cortese e civile per soddisfare meglio i suoi nascosti appetiti lascivi. Un tipo insinuante e sottile, uno che sa trovarsi le occasioni, capace di coniare e contraffare qualit anche se non ne ha nessuna. Inoltre, costui  bello, giovane, e ha tutte le doti che piacciono alle donne sventate e inesperte. Un bel farabutto dalla testa ai piedi, e lei l'ha adocchiato.

RODERIGO
Non posso crederlo; ha il carattere d'una santa.

IAGO
Santa un corno! Il vino che beve  fatto d'uva. Fosse stata una santa, non si sarebbe mai innamorata del Moro. Non l'hai vista accarezzargli il palmo della mano?

RODERIGO
S, ma era solo per cortesia.

IAGO
Per libidine, sulla mia mano; indice e prologo a una storia di lussuria e lerci pensieri. Si sono tanto sfiorate le labbra da mescolare il fiato. Quando ad aprire la strada sono queste intimit, segue subito l'esercizio culminante, - il corpo a corpo. Ma tu fatti guidare da me, che ti ho portato qui da Venezia. Sta di guardia stanotte, ti dir io come muoverti. Cassio non ti conosce; io star nei pressi, e tu trova il modo di provocarlo o alzando la voce o mettendone in discussione la disciplina o in qualsiasi altro modo ti offra l'occasione favorevole.

RODERIGO
Va bene.

IAGO
Bada,  impulsivo e pronto alla collera, e magari pu colpirti col frustino. Provocalo a farlo, perch mi baster a far scoppiare la rivolta a Cipro, che non sar placata se non con la rimozione di Cassio. Cos avrai la scorciatoia per i tuoi desideri grazie ai mezzi che metter in opera per soddisfarli, e verr profittevolmente rimosso l'impedimento che altrimenti ci sbarra la strada al successo.

RODERIGO
	Far come dici, se trovo l'occasione.

IAGO
	Bravo. Troviamoci fra poco alla cittadella;
	devo far sbarcare i suoi bagagli. Addio.

RODERIGO
	Addio. .Esce..

IAGO
	Che Cassio l'ami  quanto mai credibile;
	che lei ami lui,  probabile e plausibile.
	Bench io non possa soffrirlo, il Moro
	 uomo fedele, nobile, affettuoso;
	e non esito a pensare che per Desdemona
	si dimostrer ottimo marito. Anch'io
	l'amo, non per lussuria e basta (anche
	se debba forse rispondere d'un simile peccato)
	ma in parte spinto da sete di vendetta
	perch sospetto che il Moro vigoroso
	sia saltato sulla mia sella, e il pensiero
	mi rode dentro come un tarlo velenoso;
	riuscir a mettermi l'animo in pace
	solo se gli avr reso la pariglia,
	moglie per moglie; e se fallisco in questo,
	almeno suscitando nel cuore del Moro
	una gelosia cos forte e inguaribile
	con la ragione. E per ottenerlo,
	se questo botolino di Venezia,
	ch'io trattengo nella sua caccia vogliosa,
	si lascer guidare a modo mio,
	avr Michele Cassio alla mia merc;
	al Moro lo dipinger a lerci colori
	(anche lui temo sia entrato nel mio letto)
	e ne avr grazie, amore e ricompense
	per averlo sapientemente menato per il naso
	e compromesso la sua pace e la sua quiete
	fino alla pazzia. Ecco la trama, ancor confusa;
	il vero volto lo si vedr ad opera conclusa. .Esce .

/:/Scena seconda


.Stesso luogo.

Entra un gentiluomo che legge un proclama..

 volont di Otello, nostro nobile e valoroso generale, essendo giunta notizia sicura della completa distruzione della flotta turca, che il popolo esprima la sua gioia con danze, fal e quei giochi divertenti a cui ciascuno inclina; giacch, oltre alle buone notizie, si festeggiano anche le sue nozze. Ci per suo volere viene proclamato. Tutti i luoghi pubblici resteranno aperti e vi  piena libert di banchettare da quest'ora, le cinque, fino al tocco delle undici. Il cielo benedica l'isola di Cipro e il nostro nobile generale Otello! .Esce .

/:/Scena terza


.Sala nel castello.

Entrano Otello, Cassio e Desdemona..

OTELLO
	Cassio, state voi di guardia stanotte.
	Impariamo a contenerci onorevolmente
	senza eccedere nelle festivit.

RODERIGO
	Iago ha dato le istruzioni,
	ma anch'io vigiler con i miei occhi.

OTELLO
	Iago  onestissimo. Buona notte, Cassio,
	domattina presto desidero parlarvi.
	Vieni, mio caro amore;
	fatto l'acquisto devon seguirne i frutti,
	e noi ancora non li abbiam goduti tutti.
	Buonanotte. .Escono Otello e Desdemona..

.Entra Iago..

CASSIO
Benvenuto, Iago. Andiamo al posto di guardia.

IAGO
Manca ancora un'ora, luogotenente; non sono ancora le dieci. Il nostro generale ci ha congedati cos presto per amore della sua Desdemona, e non  certo da biasimare. Non l'ha ancora goduta una notte, e lei  roba degna di Giove.

CASSIO
S,  una dama squisita.

IAGO
E piena di volutt, lo garantisco.

CASSIO
Invero,  creatura freschissima e delicata.

IAGO
Che occhi ha! si direbbero squilli di provocazione.

CASSIO
Invitanti, s, ma direi modestissimi.

IAGO
E quando parla, una fanfara che chiama all'amore.

CASSIO
 la perfezione incarnata.

IAGO
Be', se la godano fra le lenzuola! ... Venite, luogotenente, ho un boccale di vino e qui fuori c' un gruppo di gagliardi ciprioti che han voglia di bere un bicchiere alla salute del nero Otello.

CASSIO
Non stasera, buon Iago; ho poca resistenza al bere, mi d subito alla testa. Vorrei che la cortesia inventasse un altro modo di festeggiare.

IAGO
Oh, sono nostri amici. Solo un bicchiere; berr io per voi.

CASSIO
Ne ho bevuto solo uno stasera, e annacquato a dovere; e gi mi scombussola. Ho la disgrazia di questa debolezza, e non oso metterla ancora alla prova.

IAGO
Suvvia!  una notte di festa, e questi giovani lo desiderano.

CASSIO
Dove sono?

IAGO
Qui fuori; vi prego, chiamateli.

CASSIO
Va bene, ma non mi piace. .Esce..

IAGO
	Se gli faccio bere solo un bicchiere,
	con quello che stasera ha gi bevuto
	sar pronto a ringhiare e adombrarsi
	come il cane della mia padroncina...
	E ora quello sciocco di Roderigo
	che l'amore ha tutto squinternato
	s' gi scolato in onore di Desdemona
	boccali su boccali, ed  di guardia.
	E a tre giovani bellicosi di Cipro
	suscettibilissimi in punti d'onore,
	veri figli di quest'isola marziale,
	che pure questa sera sono in giro
	ho riscaldato il sangue con ampie libagioni.
	Cos, in mezzo a questo branco d'ubriachi
	far che il nostro Cassio si comporti
	in modo da oltraggiare l'isola.

.Entrano Montano, Cassio ed altri..

	Ma ecco che arrivano.
	Se il futuro al mio piano dar compimento
	la mia barca fila con la corrente e col vento.

CASSIO
	Santo cielo, mi hanno gi dato da bere.

MONTANO
	In fede, uno piccolo; neanche una pinta
	sul mio onore di soldato.

IAGO
				Del vino, ehil!
		(.Canta.) .Tintinni, tintinni il bicchiere,
		Tintinni, tintinni il bicchiere;
			L'uomo  un soldato
			La sua vita solo un fiato,
		Perci non gli resta che bere..
Del vino, ragazzi!

CASSIO
	Santo cielo, una bellissima canzone.

IAGO
L'ho imparata in Inghilterra, dove col bere ci dan dentro. Danesi, tedeschi e panciuti olandesi - su, bevete! - non sono nulla a confronto degli inglesi.

CASSIO
L'inglese  bevitore cos esperto?

IAGO
Caspita, continua a bere imperterrito quando il danese  ubriaco fradicio; non suda a far crollare il tedesco; e fa vomitare l'olandese quando ancora sta riempiendosi il boccale.

CASSIO
Alla salute del nostro generale!

MONTANO
Io ci sto, luogotenente, non mi tiro indietro.

IAGO
O dolce Inghilterra!
	(.Canta.) .Re Stefano era un gran signore,
		Una corona gli costarono i calzoni;
	Un prezzo che gli parve superiore,
		Perci chiam i sarti cialtroni.
	Lui era di gran reputazione,
		Mentre tu sei solo un poverello;
	 l'ostentazione che rovina la nazione,
		Perci tienti stretto il vecchio mantello..
Del vino, ehil!

CASSIO
Santo cielo,  una canzone ancor pi bella dell'altra.

IAGO
Volete sentirla ancora?

CASSIO
No, perch reputo indegno della sua posizione chi si comporta cos. Be', Dio  al di sopra di tutto, e ci sono anime che devono essere salvate, e altre che non devono essere salvate.

IAGO
 vero, buon luogotenente.

CASSIO
Da parte mia - senza offesa per il generale o uomini di rango - io spero di essere salvato.

IAGO
Anch'io, luogotenente.

CASSIO
S, ma col vostro permesso, non prima di me; il luogotenente va salvato prima dell'alfiere. Ma basta con questi discorsi; al lavoro! Dio perdoni i nostri peccati! Signori, il dovere ci chiama. Non pensiate, signori, che io sia ubriaco; questo  il mio alfiere, questa la mia mano destra e questa la sinistra. Non sono ubriaco, mi reggo bene in piedi e parlo anche bene.

TUTTI
Pi che bene.

CASSIO
E allora benissimo; non pensiate che sia ubriaco. .Esce..

MONTANO
	Ai bastioni, signori. Su, montiamo la guardia.

IAGO
	Vedete quell'uomo che  appena uscito;
	 un soldato che pu stare a pari
	di Cesare, fatto per comandare. Ma il suo vizio
	fa perfetto equinozio con la sua virt;
	 lungo quanto l'altra. Che peccato!
	Temo che se un giorno lo coglie il malore
	la fiducia che in lui ripone Otello
	sconquassi l'isola.

MONTANO
				Ma  spesso cos?

IAGO
	 sempre il prologo per andare a letto;
	starebbe sveglio due giri d'orologio
	se il vino non gli desse la ninnananna.

MONTANO
	Bisognerebbe informarne il generale.
	Forse non lo nota, o la sua bont,
	mentre ne apprezza le virt esteriori,
	non ne vede i difetti. Non  forse cos?

.Entra Roderigo..

IAGO (.A parte.)
	Ebbene, Roderigo?
	Su, avanti, segui il luogotenente. .Esce Roderigo..

MONTANO
	Ed  un peccato che il nobile Moro
	azzardi la carica di luogotenente
	su uno con tal congenita debolezza.
	Sarebbe onesto avvertire il Moro.

IAGO
	Non sar certo io, per questa bell'isola;
	io amo molto Cassio, e non so
	che farei per guarirlo del suo male.
.Grida da dentro.: "Aiuto! Aiuto!"
	Ma ascoltate; che cos' questo chiasso?

.Entra Cassio, che spinge dentro Roderigo..

CASSIO
Corpo di Cristo, mascalzone, canaglia!

MONTANO
Che succede, luogotenente?

CASSIO
Un ribaldo insegnarmi il mio dovere! Lo bastoner fino a ridurlo in poltiglia.

RODRIGO
Bastonarmi?

CASSIO
Ancora vai cianciando, farabutto? .Bastona Roderigo..

MONTANO
Buon luogotenente, vi prego, signore, trattenetevi!

CASSIO
Lasciatemi, signore, o ve lo dar sulla crapa.

MONTANO
Avanti, su, siete ubriaco.

CASSIO
Ubriaco io? .Si battono..

IAGO (.A parte a Roderigo.)
	Su, a gridare che  scoppiata una rissa!
.Esce Roderigo. .
	Basta, luogotenente; per amor di Dio, signori,
	Aiuto!... Luogotenente... signore... Montano!
	Aiuto, gente! che bel corpo di guardia!
.Suona una campana..
	Chi  che suona la campana? Diavolo,
	si sveglier tutta la citt. Calmatevi,
	luogotenente, per carit di Dio,
	o perderete per sempre la faccia.

.Entrano Otello e gentiluomini armati..

OTELLO
	Che succede qui?

MONTANO
				Sanguino, Cristo,
	sono ferito a morte.

OTELLO
			Fermi, ne va della vostra vita!

IAGO
	Fermo, luogotenente... Montano... signori,
	avete dimenticato dovere e posizione?
	Fermi, vi parla il generale; basta, basta, vergogna!

OTELLO
	Insomma! Com' sorto questo subbuglio?
	Siam diventati turchi, e a noi stessi
	facciamo ci che il cielo ha impedito
	di fare agli ottomani? Su, da cristiani,
	finitela con questa barbara rissa!
	Chi s'azzarda a toccare la spada
	spinto dall'ira, tiene in poco conto
	la sua vita; muore al primo gesto.
	Fate tacere quell'orribile campana!
	Spaventa sconvenientemente tutta l'isola.
	Che  successo, gente? Onesto Iago,
	tu che sembri morto di dolore, parla,
	te l'ordino per l'amore che mi porti;
	chi ha cominciato?

IAGO
	Non lo so. Fino a un momento fa
	erano tutti amici, si comportavano
	come marito e moglie che si spogliano
	per andare a letto; e tutt'a un tratto
	come resi insensati da un pianeta
	snudano le spade e si avventano
	l'uno sull'altro con furia sanguinaria.
	Non so chi abbia cominciato la furiosa rissa
	e vorrei aver perso in un'impresa gloriosa
	le gambe che mi ci hanno portato nel bel mezzo!

OTELLO
	Com', Cassio, che avete perso la testa?

CASSIO
	Perdonatemi, vi prego, non lo so.

OTELLO
	Nobile Montano, siete sempre stato
	persona civile; tutti conoscono
	la vostra seriet e probit da giovane,
	e il vostro nome viene elogiato
	anche dai censori pi severi. Perch
	rovinate cos la vostra reputazione
	e sperperate il buon nome passando
	per notturno attaccabrighe? Rispondetemi.

MONTANO
	Nobile Otello, sono in fin di vita;
	pu informarvi Iago, vostro ufficiale -
	io risparmio il fiato, stento a parlare -
	di tutto quel che so; e so che questa sera
	non ho detto o fatto nulla di scorretto,
	sempre che badare a se stessi talora
	non sia un vizio, e un peccato difendersi
	quando si  assaliti.

OTELLO
				Per il cielo,
	il sangue mi sta dando alla testa
	e annebbiandomi la mente, l'ira
	minaccia di travolgermi. Se mi muovo,
	per Dio, o alzo un braccio, i migliori di voi
	sprofonderanno sotto il mio corruccio.
	Ditemi com' nata questa rissa disgustosa
	e chi l'ha provocata; il colpevole,
	foss'anche per nascita mio fratello gemello,
	 perduto. Ma come, in una citt in guerra,
	in subbuglio, con la gente piena di paura,
	indulgere a risse private e personali
	di notte, e proprio nel corpo di guardia?
	 mostruoso, Iago, chi ha cominciato?

MONTANO
	Se per parzialit o spirito di corpo
	alteri la verit, non sei un soldato.

IAGO
	Mi toccate sul vivo. Mi farei
	tagliare la lingua prima di offendere
	Cassio. Ma son persuaso che dire il vero
	non gli far torto.  andata cos, generale;
	mentre Montano ed io conversavamo
	arriv un tipo che invocava aiuto,
	inseguito da Cassio con la spada in pugno
	pronto ad ucciderlo. Questo gentiluomo
	interviene per tentare di fermarlo
	mentre io inseguivo quello che gridava,
	ch con le sue grida - com' avvenuto -
	non mettesse in subbuglio la citt.
	Costui, lesto di gamba, mi sfugg,
	e io tornai indietro, tanto pi
	che sentivo il cozzare delle spade
	e le imprecazioni di Cassio, che prima
	non avevo mai sentito. Al mio ritorno,
	di l a poco, li trovai ingaggiati
	in un corpo a corpo, cos com'erano
	quando voi stesso li avete separati.
	Di pi non so riferirvi; gli uomini
	sono uomini, e anche i migliori
	talvolta perdono la testa. Sebbene Cassio
	gli abbia fatto un piccolo torto
	(nell'ira si colpisce anche colui
	che ci sta pi a cuore) certamente Cassio
	avr subto da quello che scappava
	un grave insulto che non pot ingoiare.

OTELLO
	So che la tua onest e il tuo amore,
	Iago, minimizzano e attenuano
	la colpa di Cassio. Cassio, io ti voglio bene,
	ma non sarai pi il mio luogotenente.

.Entra Desdemona con altri..

	Guarda, anche la mia dolce amata
	 stata destata! Servirai da esempio.

DESDEMONA
	Che succede?

OTELLO
			Ora tutto  risolto,
	amore; ritorniamo a letto. Montano,
	curer io stesso le vostre ferite
	Conducetelo via. .Montano viene portato via..
	Iago, perlustra bene la citt
	e tranquillizza chi si  allarmato
	per questa ignobile rissa. Vieni,
	Desdemona,  destino del soldato
	nel cuore del dolce sonno esser svegliato.
.Escono tutti tranne Iago e Cassio..

IAGO
Ma siete ferito, luogotenente?

CASSIO
S, e chirurgo non mi pu guarire.

IAGO
Dio non voglia!

CASSIO
La reputazione, la reputazione, ho perso la mia reputazione! Ho perso la parte immortale di me stesso; resta solo la parte bestiale! La mia reputazione, Iago, la mia reputazione!

IAGO
Sulla mia onest, credevo che vi avessero ferito al corpo, pi sensibile a questo che non la reputazione. La reputazione  un ozioso e falso attributo, spesso ottenuta senza merito, e senza meritarlo, perduta. Non avete affatto perso la reputazione, a meno che non lo reputiate voi stesso. Diamine! ci sono modi per riconquistare il generale. Siete stato allontanato in un momento d'ira, una punizione dovuta pi a opportunismo che a malevolenza, come quando si bastona un cane innocuo per intimidire un leone minaccioso. Supplicatelo, e sar vostro.

CASSIO
Supplicherei d'essere disprezzato piuttosto che ingannare un comandante cos buono con un ufficiale cos irresponsabile, ubriacone e scervellato. Ubriaco? e dire scempiaggini, attaccar briga, fare il gradasso, imprecare? E scambiar vuote ciance con la propria ombra? O invisibile spirito del vino, se non possiedi un nome, ti chiameremo demonio!

IAGO
Chi era che inseguivate con la spada? Che cosa vi aveva fatto?

CASSIO
Non lo so.

IAGO
Com' possibile?

CASSIO
Ricordo mille cose, ma nulla distintamente; un litigio, ma non il motivo. O Dio, come si fa a mettersi un nemico in corpo che ti ruba il cervello? Come possiamo con festivit, divertimenti, goduria e sollazzi trasformarci in bestie?

IAGO
Be', ma adesso state abbastanza bene. Come vi siete ripreso?

CASSIO
Il demone dell'ubriachezza si  compiaciuto di cedere il posto al demone dell'ira; un vizio me ne mostra un altro, per farmi francamente disprezzare me stesso.

IAGO
Su, siete un moralista troppo severo. Dato il momento, il luogo e l'attuale situazione del paese, avrei preferito di cuore che non fosse successo; ma visto che  successo, fate in modo di rimediare per il vostro bene.

CASSIO
Gli chieder di restituirmi la carica, e lui replicher che sono un ubriacone. Avessi tante bocche quante ne ha l'Idra, tale risposta le zittirebbe tutte. Essere un uomo sensato, di l a poco uno sciocco e tutt'a un tratto una bestia! Ogni bicchiere di troppo  maledetto, e il suo contenuto diabolico.

IAGO
Su, su, il buon vino  uno spirito buono e familiare, se ben usato; basta biasimarlo. Bene, luogotenente, io credo che sappiate che vi amo.

CASSIO
Ne ho avuta la prova, signore... io ubriaco!

IAGO
A voi e a qualsiasi altro mortale pu capitare di ubriacarsi una volta; vi dir io che fare... La moglie del generale  ora il vero generale. Posso dirlo visto che lui si  votato e dedicato alla contemplazione, osservazione ed elencazione delle sue virt e delle sue grazie. Apritevi liberamente con lei, implorate il suo aiuto per farvi reintegrare. Ha un'indole cos generosa, buona, affabile e altruista, che ritiene una mancanza di bont non far di pi di quanto le viene chiesto. Pregatela di steccare lei la frattura fra voi e suo marito, e scommetto tutte le mie ricchezze contro una bazzecola che questa rottura finir per accrescere pi di prima il vostro affetto.

CASSIO
Mi consigliate bene.

IAGO
Lo giuro con affetto sincero e onesta amicizia.

CASSIO
Non ho riserve, e domattina presto implorer la virtuosa Desdemona di intercedere per me. Se mi andr storta, la mia sorte sar disperata.

IAGO
Avete ragione. Buona notte, luogotenente, devo riprendere la guardia.

CASSIO
Buonanotte, onesto Iago. .Esce..

IAGO
	E chi potr dire che faccio lo scellerato
	se il consiglio che gli do  generoso,
	onesto e ragionevole, e anzi il mezzo
	per riconquistare il Moro?  facilissimo
	convincere l'arrendevole Desdemona
	a sostenere una causa onesta.
	 generosa come i liberi elementi,
	e per una sua supplica il Moro  disposto
	a rinunciare al battesimo, a tutti
	i simboli e sigilli della redenzione;
	tanto avvinto al suo amore  il suo animo,
	che lei pu fare e disfare a piacimento,
	e la voglia di lei la fa da padrone
	sulla sua debole disposizione.
	Come mi si pu dunque dire scellerato
	se consiglio a Cassio la via diretta
	per il suo bene? Ah, teologia infernale!
	Quando istigano ai pi neri peccati
	i diavoli dapprima li presentano
	con apparenze celestiali, come faccio io.
	E mentre questo onesto sciocco sollecita
	Desdemona di riacquistargli favore
	e lei difende con calore la sua causa,
	io al Moro verso questo veleno nell'orecchio;
	che lei chiede il reintegro di Cassio
	per soddisfare con lui le proprie voglie;
	e quanto pi si adopera per il suo bene
	tanto pi si screditer col Moro.
	Cos trasformer la sua virt
	in nera pece, e della sua bont
	far la rete per impastoiarli tutti.

.Entra Roderigo..

	Che cosa c', Roderigo?

RODERIGO
In questa caccia io seguo gli altri, non come il bracco di punta, ma come uno che sta nella muta. Ho speso quasi tutto il mio denaro, stasera mi hanno bastonato a dovere, e penso che alla fine, dopo tante fatiche, mi rester solo l'esperienza e perci me ne ritorner a Venezia a secco di denaro e con un po' pi di senno.

IAGO
	Poveraccio  chi non ha pazienza!
	La ferita si sana gradualmente.
	Sai che noi non usiamo la magia
	ma l'intelligenza, e a questa occorre tempo.
	Non va bene? Cassio te le ha date,
	e tu in cambio d'un piccolo livido
	lo hai incastrato. Altre cose maturano
	sotto il sole, ma i primi a maturare
	sono i frutti dei fiori gi sbocciati.
	Per ora accontentati. Caspita,  gi mattina;
	piacere e azione fanno volare il tempo.
	Ritirati, torna al tuo alloggio, su, via;
	presto ne saprai di pi. Su, vai, vai. (.Esce Roderigo.)
	Restan da far delle cose. Mia moglie
	deve intenerire la padrona su Cassio;
	la istruir io.
	Io intanto prender da parte il Moro
	e far in modo che sorprenda Cassio
	che importuna la moglie. S, ecco la via;
	da percorrere senza indugio, con energia. .Esce..

/:/ATTO TERZO



.Scena prima


.Davanti al castello.

Entrano Cassio, musici e il Clown..

CASSIO
	Suonate qui, maestri; la vostra fatica
	sar ricompensata. Qualcosa di breve,
	una sorta di "Buon giorno, generale". .Suonano..

CLOWN
Emb, maestri, son stati a Napoli i vostri strumenti, che parlano cos col naso?

PRIMO MUSICO
Come sarebbe, signore?

CLOWN
Di grazia, non sono strumenti a fiato?

PRIMO MUSICO
S, signore.

CLOWN
E allora sopra ci penzola una coda.

PRIMO MUSICO
Dove ci penzola una coda?

CLOWN
Caspita, sopra a molti strumenti a fiato che conosco. Ma eccovi dei soldi, maestri; e il generale ama tanto la vostra musica che, per amor suo, vi prega di smetterla con questo rumore.

PRIMO MUSICO
Smettiamo, signore, smettiamo.

CLOWN
Se avete della musica che non si sente, continuate pure; ma, come dicono, al generale sentir musica non piace mica molto.

PRIMO MUSICO
Non ne abbiamo, di questa musica, signore.

CLOWN
Allora rimettete le pive nel sacco, io me ne vado. Su, via, svanire, svanire! .Escono i musici..

CASSIO
Ehi, mi senti, onest'uomo?

CLOWN
No, non vi sento onest'uomo; sento voi.

CASSIO
Ti prego, basta spiritosaggini; eccoti una monetina d'oro. Se la dama di compagnia della moglie del generale  in piedi, dille che un certo Cassio vorrebbe scambiare qualche parola con lei. Vuoi farlo?

CLOWN
 in piedi, signore; e se volgo i piedi di qui, vedr ben di notificarglielo.

.Entra Iago .

CASSIO
	Mi raccomando, buon amico. .Esce il Clown..
					Proprio a proposito, Iago.

IAGO
	Non siete ancora andato a letto?

CASSIO
	No, era gi mattina quando ci siam lasciati.
	Ho avuto l'ardire, Iago, di chiedere
	di vostra moglie . Voglio pregarla
	di procurarmi accesso alla virtuosa Desdemona.

IAGO
	Ve la mander subito, e trover
	il modo di allontanare il Moro,
	ch con pi agio e pi libert
	possiate trattare dei vostri affari.

CASSIO
	Ve ne ringrazio umilmente. (.Esce Iago.)
	Non ho mai conosciuto un fiorentino
	pi buono e onesto.

.Entra Emilia..

EMILIA
				Buon giorno, luogotenente.
	Mi rincresce per la vostra disgrazia,
	ma tutto si aggiuster, sicuramente.
	Il generale ne sta parlando con sua moglie,
	e lei vi difende con calore. Il Moro
	replica che colui che avete ferito
	 conosciuto e bene imparentato a Cipro
	e che per previdenza ha dovuto licenziarvi;
	ma dichiara di amarvi, e non gli occorre
	altra intercessione del suo affetto
	per cogliere al volo l'occasione propizia
	di reintegrarvi nella carica.

CASSIO
					Tuttavia vi prego,
	se vi sembra opportuno e fattibile,
	datemi il modo di scambiare una parola
	da solo con Desdemona.

EMILIA
					Entrate, vi prego,
	far in modo di darvi l'occasione
	di aprirle il vostro cuore.

CASSIO
			Vi sono molto obbligato. .Escono..

/:/Scena seconda


.Stesso posto.

Entrano Otello, Iago e altri gentiluomini..

OTELLO
	Da' questa lettera al pilota, Iago,
	e che porti i miei omaggi al Senato.
	Fatto questo, ispezioner le fortificazioni,
	tu raggiungimi l.

IAGO
				Agli ordini, signore.

OTELLO
	Signori, vogliamo visitare le fortificazioni?

GENTILUOMINI
	Agli ordini di Vostra Signoria. .Escono..

/:/Scena terza


.Stesso posto.

Entrano Desdemona, Cassio e Emilia..

DESDEMONA
	Sta tranquillo, buon Cassio,
	far tutto il possibile per te.

EMILIA
	Ve ne prego, signora; vi assicuro
	che mio marito se ne duole
	come se riguardasse lui stesso.

DESDEMONA
	Oh,  un uomo onesto. Non dubitate,
	Cassio, far che voi e il mio signore
	ritorniate amici come prima.

CASSIO
				Generosa signora,
	qualsiasi cosa accada a Michele Cassio
	sar sempre il vostro fedele servitore.

DESDEMONA
	Ve ne ringrazio. Voi amate il mio signore,
	lo conoscete da tempo, e state certo
	che il suo estraniamento da voi
	 soltanto questione di politica.

CASSIO
	S, ma, signora, quella politica
	pu durare troppo a lungo, nutrirsi
	d'una dieta liquida e leggera,
	o rafforzarsi per circostanze casuali,
	sicch in mia assenza e con un altro in carica
	il generale potrebbe scordare il mio affetto
	e i miei servigi.

DESDEMONA
			Non temere.
	Qui davanti a Emilia ti garantisco
	che riavrai il tuo posto. Sta sicuro,
	se faccio una promessa ad un amico,
	la manterr fino in fondo. Al mio signore
	non dar tregua, lo terr sveglio e malleabile,
	parler fino a fargli perder la pazienza;
	gli terr lezione a letto, a tavola
	gli far da confessore, in ogni sua attivit
	infiler la tua difesa. Perci allegro, Cassio;
	il tuo avvocato preferir morire
	prima che la tua causa debba languire.

.Entrano Otello e Iago..

EMILIA
	Signora, arriva il padrone.

CASSIO
	Prendo congedo, signora.

DESDEMONA
	Resta a sentire che gli parlo.

CASSIO
	Non ora, signora; sono a disagio,
	inabile al mio scopo.

DESDEMONA
				Come volete. .Esce Cassio..

IAGO
	Ah, non mi piace.

OTELLO
				Cosa dici?

IAGO
	Nulla, generale; cio... non so.

OTELLO
	Non era Cassio che salutava mia moglie?

IAGO
	Cassio, signore?... No, non vedo perch
	se la svignerebbe come un colpevole
	al vostro arrivo.

OTELLO
			Credo che fosse lui.

DESDEMONA
	Ebbene, mio signore? Stavo proprio
	parlando con uno venuto a supplicare,
	uno che langue per il vostro sfavore.

OTELLO
	A chi vi riferite?

DESDEMONA
	Al vostro luogotenente, a Cassio.
	Buon signore, se ho grazia o potere
	per smuovervi, riconciliatevi con lui.
	Se non  uno che vi ama di cuore,
	che sbaglia per ignoranza, non di proposito,
	non so riconoscere un volto onesto.
	Ti prego, richiamalo.

OTELLO
				Se n' appena andato?

DESDEMONA
	S, e cos umiliato
	che mi ha lasciato un po' del suo dolore
	da condividere. Richiamalo, amor mio.

OTELLO
	Non ora, dolce Desdemona; un'altra volta.

DESDEMONA
	Ma sar presto?

OTELLO
			S, presto, per te, dolcezza.

DESDEMONA
	Questa sera a cena?

OTELLO
				No, non questa sera.

DESDEMONA
	Domani a pranzo?

OTELLO
				Non sar a casa.
	Ho un incontro coi capitani al forte.

DESDEMONA
	Domani sera, allora, o marted
	mattina, a mezzogiorno, o a sera;
	oppure mercoled mattina. Ti prego,
	di' tu quando, ma sia entro tre giorni.
	 davvero pentito, e la sua colpa,
	a guardar bene (anche se in guerra
	l'esempio deve venire dall'alto,
	come dicono)  di quelle a cui basta
	una reprimenda. Quando potr venire?
	Ditemi, Otello. Mi chiedo in cuore
	cosa potreste chiedermi che io rifiuterei
	o vi farei tanto sospirare. Ma come?
	Michele Cassio che vi accompagnava
	quando mi corteggiavate, e tante volte
	se parlavo di voi per denigrarvi
	ha preso le vostre parti... ed ora tante storie
	per riabilitarlo? Io sono pronta...

OTELLO
	Basta, ti prego. Venga quando vuole
	non ti negher nulla.

DESDEMONA
				Ma non vi chiedo molto,
	 come pregarvi di portare i guanti,
	mangiare piatti nutrienti, tenervi caldo,
	avere cura della vostra salute.
	No, quando avr davvero una richiesta
	per mettere alla prova il vostro amore
	sar grave, ponderata, non lieve
	da accordare.

OTELLO
			Non ti negher nulla.
	E tu intanto, ti prego, lasciami un po' da solo.

DESDEMONA
	Io negarvi qualcosa? Addio, mio signore.

OTELLO
	Addio, mia Desdemona; sar subito da te.

DESDEMONA
	Vieni, Emilia. Voi seguite i dettami del cuore,
	ed io far sempre quello che vorrete.
.Escono Desdemona e Emilia..

OTELLO
	Straordinaria creatura! Ch'io sia dannato
	se non ti amo; e quando pi non ti amer
	sar di nuovo il caos.

IAGO
				Nobile signore...

OTELLO
	Che dici, Iago?

IAGO
	Quando corteggiavate la mia signora
	Cassio sapeva del vostro amore?

OTELLO
	S, fin dall'inizio. Perch lo chiedi?

IAGO
	Solo per soddisfare un mio pensiero.
	Nulla di male.

OTELLO
			Quale pensiero, Iago?

IAGO
	Non pensavo che gi la conoscesse.

OTELLO
	Oh, s, e spesso fu il nostro intermediario.

IAGO
	Davvero?

OTELLO
	Davvero? S, davvero. Ci vedi qualcosa
	di male? Non  onesto?

IAGO
				Onesto, mio signore?

OTELLO
	Onesto? S, onesto.

IAGO
	Mio signore, per quanto ne so io.

OTELLO
	Che cosa pensi?

IAGO
			Penso, signore?

OTELLO
	"Penso, signore?"Per Dio, mi fa eco,
	come se avesse in mente un mostro
	troppo orrendo per essere svelato.
	Tu hai in mente qualcosa. Poco fa
	ti ho sentito dire che non ti piaceva
	quando Cassio ha lasciato mia moglie.
	Cosa non ti piaceva? E quando ho detto
	che fin dall'inizio sapeva e assecondava
	la mia corte, hai esclamato "Davvero?"
	aggrottando la fronte corrucciato
	come per rinserrare nel tuo cervello
	un'idea orribile. Se mi ami,
	svelami cos'hai in mente.

IAGO
					Mio signore,
	sapete che vi amo.

OTELLO
				Ne sono convinto;
	e sapendoti colmo d'amore e d'onest,
	che prima di fiatare pesi le parole,
	perci tanto pi mi spaventano
	queste tue pause. Sono espedienti
	abituali in un furfante falso e sleale;
	ma nell'uomo giusto sono segrete indicazioni
	che vengono dal cuore per impulsi
	che sono incontrollabili.

IAGO
					Per Cassio,
	presumo di ritenerlo onesto.

OTELLO
					Lo penso anch'io.

IAGO
	L'uomo dovrebbe essere quel che sembra
	e chi non lo  neppure dovrebbe sembrarlo.

OTELLO
	Certo, l'uomo dovrebbe essere quel che sembra.

IAGO
	E allora io ritengo Cassio un uomo onesto.

OTELLO
	Eppure c' qualcos'altro. Ti prego,
	parlami di questi tuoi pensieri, di ci
	che rimugini, e per il peggior pensiero
	usa pure le parole peggiori.

IAGO
					Scusatemi, signore;
	bench obbligato a fare il mio dovere
	non sono tenuto a ci da cui lo schiavo
	 esente. Rivelare i miei pensieri!
	E se fossero vili e ingiusti? Dov'
	il palazzo in cui talvolta non si intrufolano
	cose sozze? Chi ha un cuore cos puro
	che immondi sospetti non vi tengano udienza
	e tribunale, dettandovi legge
	assieme a legittime riflessioni?

OTELLO
	Tu cospiri contro il tuo amico, Iago,
	se pensi che gli venga fatto torto
	e non lo metti a parte dei tuoi pensieri.

IAGO
	Vi scongiuro, magari  ingiusta
	la mia supposizione - tanto pi
	che mi affligge, lo ammetto, una natura
	incline a sospettare il male,
	e la mia scrupolosa vigilanza
	spesso vede colpe inesistenti -
	e quindi non dovreste dare retta
	a uno che ragiona cos confusamente
	n farvi turbare dalle mie incerte
	e frammentarie osservazioni. Non gioverebbe
	alla vostra quiete n al vostro bene,
	n alla mia dignit, saggezza e onest
	mettervi al corrente dei miei pensieri.

OTELLO
	Sangue di Cristo!

IAGO
				Il buon nome, signore,
	 caro sia all'uomo che alla donna;
	 la gemma pi preziosa dell'anima.
	Chi mi ruba la borsa, ruba robaccia,
	qualcosa che vale poco o anche nulla,
	che era mia, ora  sua,  appartenuta
	a migliaia. Ma chi mi toglie il buon nome
	mi ruba ci che altrui non arricchisce
	e rende me ben povero.

OTELLO
	Per Dio, devo sapere cos'hai in mente.

IAGO
	Vi  impossibile, anche se aveste
	il controllo del mio cuore; non lo saprete
	finch sar sotto la mia custodia.
	Ah, guardatevi dalla gelosia,
	il mostro dagli occhi verdi che irride
	il cibo di cui si nutre. Il cornuto
	vive beato se, sicuro del suo fato,
	non ama colei che lo tradisce. Ma ah,
	come conta i minuti del suo tormento
	chi ama, dubita e sospetta e insieme
	spasima d'amore!

OTELLO
				Quale angoscia!

IAGO
	Il povero che s'accontenta  ricco.
	Ma infinite ricchezze sono un magro inverno
	per chi teme sempre d'esser povero.
	Buon Dio, preserva tutti i miei cari
	dalla gelosia!

OTELLO
			Perch, perch questo?
	Tu credi che io potrei sopportare
	la vita del geloso, inseguir sempre
	con sempre nuovi sospetti le fasi della luna?
	No, cedere al dubbio  esser gi convinto.
	Dammi del caprone, se mi abbandoner
	alle vuote e gonfiate congetture
	implicite nelle tue frasi. Non mi rende geloso
	dire che mia moglie  bella, mangia di gusto,
	ama la compagnia, ha la lingua sciolta,
	sa cantare, suonare e ballar bene;
	sono solo un'aggiunta alla sua virt.
	N per la pochezza dei miei meriti
	avr paure o dubbi d'un suo disgusto,
	perch gli occhi li aveva, e ha scelto me.
	No, Iago, prima di cedere al sospetto
	voglio vedere; e se sospetto, voglio la prova;
	e avuta la prova,  tutto semplice;
	basta di colpo con amore o gelosia!

IAGO
	Ne sono contento; ora con pi franchezza
	potr mostrarvi l'amore e la lealt
	che ho per voi. Ecco, com' mio dovere,
	sentite dunque. Non parlo ancor di prove;
	ma tenete d'occhio vostra moglie,
	osservatela bene quand' con Cassio;
	non siatene n geloso n sicuro.
	Non vorrei che per generosit
	la vostra nobile e leale natura
	fosse ingannata. State all'erta.
	Conosco bene le usanze di casa;
	a Venezia solo Dio sa le marachelle
	che mai non mostrerebbero ai mariti.
	Si preoccupano non di non commettere,
	ma di tener nascosti i lor peccati.

OTELLO
	Ne sei convinto?

IAGO
	Sposando voi, ha ingannato il padre;
	e quando sembrava tremebonda e timida
	di fronte ai vostri sguardi, pi li amava.

OTELLO
	Proprio cos.

IAGO
			E allora non vi basta?
	Lei che cos giovane finse cos bene
	da accecare totalmente il padre,
	tanto che egli pens a una malia...
	ma faccio male, chiedo umilmente perdono
	per amarvi troppo.

OTELLO
				Te ne sar per sempre grato.

IAGO
	Vedo che vi ha un po' turbato l'animo.

OTELLO
	No, no, per nulla.

IAGO
				Temo di s, invece.
	Spero che consideriate quanto ho detto
	dettato dall'affetto. Ma vi vedo scosso;
	vi prego di non forzar le mie parole
	a una portata o ad aperture pi ampie
	d'un semplice sospetto.

OTELLO
				No, non lo far.

IAGO
	Se cos fosse, signore, il mio discorso
	porterebbe a un abbietto risultato
	a cui non pensavo. Cassio  mio amico fidato...
	Mio signore, vi vedo molto scosso.

OTELLO
	No, non molto scosso. Non penso proprio
	che Desdemona non sia donna onesta.

IAGO
	Viva a lungo cos, e voi che lo pensate!

OTELLO
	Eppure, come la natura traligna...

IAGO
	Ah, ecco il punto! L'ardire con voi, ad esempio,
	il rifiuto dei molti bei partiti,
	della sua citt, razza e condizione,
	cose a cui tende sempre la natura;
	be', ci si pu subodorare voglie
	scomposte, depravazione, pensieri
	innaturali. Ma perdonatemi;
	non alludo a lei in particolare;
	anche se temo che il suo istinto,
	ritornando a guardar le cose in faccia,
	non vi metta magari a paragone
	con quelli della sua gente, e non si penta.

OTELLO
	Addio. Se noterai dell'altro, informami;
	che anche tua moglie tenga gli occhi aperti.
	Lasciami, Iago.

IAGO (.Andando via.)
	Prendo congedo, mio signore.

OTELLO
	Perch mi son sposato? Quest'onest'uomo
	certo ha visto e ne sa di pi,
	molto, molto di pi di quanto svela.

IAGO (.Ritornando.)
	Mio signore, vorrei pregare Vostro Onore
	di non indagare pi su questa cosa.
	Date tempo al tempo. Bench sia giusto
	che a Cassio sia ridata la sua carica,
	che egli occupa con grande competenza,
	pure se gliela fate sospirare un po',
	potrete studiare lui ed i suoi metodi.
	Osservate se vostra moglie intercede per lui
	con forza o veemente insistenza;
	ne potrete dedurre molte cose.
	Nel frattempo,  meglio attribuire
	a eccesso di zelo le mie paure
	(come io stesso ho motivo di temere)
	e reputatela innocente, ve ne supplico.

OTELLO
	Non temere, sapr dominarmi.

IAGO
	Prendo nuovamente congedo. .Esce..

OTELLO
	Quest'uomo  di una rara onest,
	conosce per esperienza i comportamenti
	delle persone. Se avr la prova
	che  stranita come il falco indomito
	scioglier i lacci che la legano al mio cuore
	e lascer che si butti su chi vuole.
	Forse perch sono negro e non possiedo
	le facili grazie del vivere mondano
	che hanno i damerini, o perch
	ormai i miei anni volgono al declino
	- ma non di tanto - per questo l'ho perduta,
	sono tradito, e il mio balsamo sar
	di detestarla. La piaga del matrimonio
	 che possiamo chiamar nostre
	queste colombelle, ma non le loro voglie!
	Meglio essere un rospo, viver nei miasmi
	d'una segreta, che lasciare agli altri
	l'uso d'un lembo della cosa amata.
	Eppur questa  la sciagura dei grandi,
	che ne sono meno esenti dei pi vili,
	un destino ineluttabile, come la morte;
	fin dal momento della nostra nascita
	ci  dato in sorte il fato del cornuto.
	Eccola che viene. Se  infedele, oh,
	il cielo si fa beffe di se stesso!
	Non posso crederci.

.Entrano Desdemona e Emilia..

DESDEMONA
				Ebbene, mio caro Otello?
	Il pranzo, e i nobili isolani
	che avete invitato vi attendono.

OTELLO
	 colpa mia.

DESDEMONA
			Perch parlate cos piano?
	Non vi sentite bene?

OTELLO
	Ho un forte dolore qui sulla fronte.

DESDEMONA
	Sar di certo per le lunghe veglie.
	Vi passer. Lasciate che la bendi stretta
	e nel giro d'un'ora starete bene.

OTELLO
	Il tuo fazzoletto  troppo piccolo.
.Il fazzoletto le cade..
	Non preoccuparti. Su, vengo con te.

DESDEMONA
	Mi spiace molto che non stiate bene.
.Escono Otello e Desdemona..

EMILIA
	Che fortuna trovare questo fazzoletto;
	 il primo regalo che le fece il Moro
	e cento volte il mio imprevedibile marito
	mi ha chiesto di rubarlo; ma il pegno
	le  cos caro, avendole lui ingiunto
	di tenerlo sempre, che perennemente
	l'ha con s, lo bacia e lo vezzeggia.
	Ne far fare una copia per Iago.
	Quel che ne vuol fare lo sa il cielo, non io;
	io accontento solo il suo capriccio.

.Entra Iago..

IAGO
	Be', che fai qui sola?

EMILIA
	Non brontolare, ho una cosa per te.

IAGO
	Una cosa per me?  cosa comune...

EMILIA
	Quale?

IAGO
		Avere una moglie sciocca.

EMILIA
	Ah,  cos? Ed ora che mi dai
	per questo fazzoletto?

IAGO
				Che fazzoletto?

EMILIA
	Che fazzoletto? Be', quello che il Moro
	ha dato a Desdemona, e tante volte
	tu mi hai chiesto di rubare.

IAGO
	Gliel'hai rubato?

EMILIA
			Veramente, no,
	ma le  caduto per distrazione
	ed io, trovandomi l, l'ho raccolto.
	Eccolo qua.

IAGO
			Ah, che brava. Dammelo.

EMILIA
	Che ne vuoi fare, che eri cos ansioso
	di farmelo rubare?

IAGO (.Strappandoglielo.)
	E a te che te ne importa?

EMILIA
	Se non  per una cosa importante,
	ridammelo; la povera signora
	si disperer se non lo trova.

IAGO
	Tu fa lo gnorri; io so cosa farne...
	Su, lasciami solo. .Esce Emilia..
	Lo metter nell'alloggio di Cassio
	in modo che lui lo trovi. Per il geloso
	impalpabili inezie come l'aria
	diventano prove inoppugnabili
	come testimonianze del Vangelo.
	Potr servire. Gi il Moro
	cambia per effetto del mio veleno;
	concepire sospetti  di per s un veleno
	che sulle prime d solo un senso di disgusto
	ma poi, agendo sul sangue, brucia come zolfo.

.Entra Otello..

	Lo dicevo; ecco che viene Otello.
	N il papavero, n la mandragora,
	n tutti i soporiferi del mondo
	ti ridaranno mai il dolce balsamo
	del sonno che godevi fino a ieri.

OTELLO
	Ah, ah, infedele a me, a me?

IAGO
	Su, su, che avete, generale? Basta.

OTELLO
	Vade retro. Mi hai messo alla tortura.
	 meglio esser molto ingannato, giuro,
	che saperne solo un poco.

IAGO
				Ma come, signore?

OTELLO
	Che senso avevo io delle sue ore
	furtive di lussuria? Non vedevo,
	non pensavo, non m'affliggevo.
	La notte dopo dormivo tranquillo,
	ero allegro e spensierato; non trovavo
	i baci di Cassio sulle sue labbra.
	Chi  derubato e non s'accorge del furto
	senza saperlo  come se non fosse derubato.

IAGO
	Mi dispiace sentir questo.

OTELLO
	Sarei stato felice se tutto l'esercito,
	zappatori compresi, avesse goduto
	del suo dolce corpo - pur di non saperlo.
	Ora addio per sempre all'animo tranquillo!
	Addio felicit! Addio schiere piumate
	di guerrieri, addio guerre gloriose
	che rendono virtuosa l'ambizione;
	addio nitrire di destrieri, squilli
	di trombe, tamburi e pifferi
	che incitano e scuotono l'orecchio,
	stendardi reali, orgoglio e pompa,
	parate e cerimonie di battaglia!
	E addio a voi, ordigni di morte,
	che imitate a gole spalancate
	il frastuono dell'immortale Giove.
	L'occupazione di Otello  finita!

IAGO
	Com' possibile, mio signore?

OTELLO
	Sciagurato, provami che il mio amore
	 una puttana; devi esserne sicuro,
	darmi prove oculari, o sull'anima immortale
	meglio per te essere nato cane
	che scontrarti con il mio furore.

IAGO
	A questo punto?

OTELLO
	Fammi vedere con i miei occhi, o provalo
	senza spazi o appigli per il minimo dubbio
	- altrimenti ne va della tua vita!

IAGO
	Mio nobile signore...

OTELLO
	Se infanghi lei e torturi me,
	smetti di pregare, di cercare indulgenza.
	Accumula orrori su orrori, compi
	misfatti da far piangere i cieli
	e sbigottir la terra; nulla di peggio
	potrai aggiungere alla tua dannazione.

IAGO
	Misericordia! Mi protegga il cielo!
	Siete un uomo? Avete un'anima,
	o l'uso di ragione? Dio vi assista!
	Riprendetevi la mia carica. Povero sciocco,
	che finirai per scontare la tua onest!
	O mondo mostruoso, nota, nota bene;
	essere sincero e onesto  malsicuro.
	Grazie per la lezione, e da questo momento
	non amer gli amici, se crea tale turbamento.

OTELLO
	No, aspetta, dovresti essere onesto.

IAGO
	Furbo dovrei essere; l'onest  da sciocchi,
	rovina chi la pratica.

OTELLO
				Sul mondo intero,
	io credo che mia moglie sia onesta,
	e che non lo sia; che tu sia leale,
	e che non lo sia; mi occorrono prove.
	Il mio nome, che era limpido come il volto di Diana,
	 ora insozzato e nero come la mia faccia.
	Non lo sopporter, se c' coltello o cappio,
	fuoco, veleno o fiumi che travolgono.
	Se potessi avere la certezza!

IAGO
					Signore,
	vedo che siete roso dalla collera,
	e mi pento d'averla provocata.
	Voi volete avere la certezza.

OTELLO
					S, e l'avr.

IAGO
	S, ma quale, quale certezza, mio signore?
	Vorreste stare a spiare e guardare
	imbambolato mentre lui la monta?

OTELLO
	Morte e dannazione... ah!

IAGO
	Non sarebbe tanto facile, credo,
	indurli a dar spettacolo. Accidenti,
	che occhio mortale li ha visti accoppiarsi
	oltre al loro? E allora? Come fare?
	Che devo dire? Dov' la certezza?
	 impossibile vederli all'opera,
	anche se fossero lascivi come capre,
	vogliosi come scimmie, infoiati
	come lupi in calore e tanto sciocchi
	e ubriachi d'incoscienza. Ma, io dico,
	se l'evidenza basata su solidi indizi
	che menan dritti alla soglia della verit
	vi potr dare certezza, voi l'avrete.

OTELLO
	Dammi una valida prova che mi tradisce.

IAGO
	Quest'incarico non mi piace;
	ma essendo ormai dentro a questa storia,
	mosso da affetto e stupida onest,
	andr avanti. Ho dormito con Cassio
	di recente, e per un gran mal di denti
	non potevo dormire. Ci sono uomini
	col cuore sulle labbra, che nel sonno
	mormorano i loro affari. Cassio  di questi.
	Nel sonno l'ho udito bisbigliare
	"Dolce Desdemona, stiamo attenti,
	occorre nascondere i nostri amori"
	Poi mi prendeva e torceva la mano
	gridando "Mia dolcezza!" e mi baciava forte
	come per spiccare alla radice i baci
	dalle mie labbra; poi stendeva una gamba
	sulla mia coscia, gemendo, baciando e gridando
	"Maledetto il fato che ti ha data al Moro!"

OTELLO
	Oh,  mostruoso, mostruoso!

IAGO
					Ma era solo in sogno.

OTELLO
	Che denotava per il fatto gi compiuto.

IAGO
	 un indizio palese, bench solo in sogno,
	e pu corroborare altre prove
	di per s deboli.

OTELLO
			La far a pezzi!

IAGO
	No, siate ragionevole. Di certo non c' nulla,
	forse  ancora onesta. Ma ditemi;
	avete visto talvolta in mano a vostra moglie
	un fazzoletto con delle fragole ricamate?

OTELLO
	Gliel'ho dato io;  stato il mio primo regalo.

IAGO
	Questo non lo so, ma con un fazzoletto cos
	(sono sicuro che era quello di vostra moglie)
	oggi ho visto Cassio asciugarsi la barba.

OTELLO
	Se  quello...

IAGO
	Se  quello, o un altro dei suoi,
	l'accusa assieme alle altre prove.

OTELLO
	Oh, se quella schiava avesse mille vite!
	Una  poca, non basta per la mia vendetta.
	Adesso so che  vero. Guarda, Iago,
	tutto il mio folle amore lo disperdo
	nell'aria, con un soffio...  svanito.
	Sorgi, nera vendetta, dal tuo covo,
	e tu, amore, cedi la tua corona
	e il trono che avevi nel mio cuore
	all'odio tiranno! Gonfiati, petto,
	pel carico di mille lingue di serpenti. .Si inginocchia..

IAGO
	Calmatevi, vi prego.

OTELLO
				Sangue, Iago, sangue!

IAGO
	Calma; potreste ancora cambiar parere.

OTELLO
	Mai, Iago. Come la gelida corrente
	e il corso impetuoso del Ponto Eusino
	non conoscono riflusso di marea
	ma volgono sempre alla Propontide e all'Ellesponto,
	cos i miei pensieri violenti e sanguinari
	non torneranno mai sui loro passi,
	non rifluiranno nel tenero amore finch
	non li inghiotta piena e crudele vendetta.
	Su quel cielo luminoso faccio giuramento
	con la solennit di un sacro voto.

IAGO
	Non alzatevi ancora. .Iago si inginocchia..
	Astri che splendete perenni nel cielo,
	elementi che d'ogni parte ci cingete,
	siate testimoni che qui Iago vota
	la forza del suo ingegno, mano e cuore
	al servizio di Otello tradito. Che comandi,
	e in perfetta coscienza io gli obbedir
	qualsiasi sia l'azione sanguinaria. .Si alzano..

OTELLO
				Ti sono grato per la tua dedizione.
	Non con vani grazie ma di tutto cuore,
	e gi fin d'ora ti metto alla prova.
	Entro tre giorni ti voglio sentir dire
	che Cassio pi non vive.

IAGO
					 come morto;
	basta il vostro comando. Ma risparmiate lei.

OTELLO
	Sia maledetta, lurida puttana!
	Maledetta! Su, vieni via con me;
	vado a cercare rapidi mezzi di morte
	per quell'amabile demonio. Ora sei tu
	il mio luogotenente.

IAGO
				Sono per sempre vostro. .Escono..

/:/Scena quarta


.Stesso posto.

Entrano Desdemona, Emilia e il Clown..

DESDEMONA
Tu sai, messere, dove dorme il tenente Cassio?

CLOWN
Non oserei mai dire che dorme.

DESDEMONA
E perch?

CLOWN
 un soldato, e dire che un soldato dorme,  da pugnalate.

DESDEMONA
Suvvia; dove sta?

CLOWN
Dirvi dove sta lui  costringere me a mentire.

DESDEMONA
Ma non c' modo di spiegarsi?

CLOWN
Io non so dove sta, e inventarmi un posto e dire che dorme l o dorme qui sarebbe mentire a tutto spiano.

DESDEMONA
Puoi informarti, fartelo dire da qualcuno?

CLOWN
Catechizzer il mondo per lui; ossia, porr domande a cui rispondere.

DESDEMONA
Cercalo e digli di venir qui. Digli che ho fatto breccia sul mio signore per lui e spero che tutto si sistemi.

CLOWN
Questo rientra nelle capacit dell'uomo, onde per cui cercher ben di farlo. .Esce..

DESDEMONA
	Dove avr perduto quel fazzoletto, Emilia?

EMILIA
	Non saprei, signora.

DESDEMONA
	Credimi, avrei preferito perdere
	una borsa piena di scudi; e se non fosse
	che il mio nobile Moro  puro di cuore
	ed esente dai meschini sospetti dei gelosi,
	ci basterebbe a farlo pensar male.

EMILIA
	Non  geloso?

DESDEMONA
	Chi, lui? Penso che il sole dov' nato
	gli abbia prosciugato quest'umore.

.Entra Otello..

EMILIA
	Sta arrivando.

DESDEMONA
	Ora non lo lascer; fate venire Cassio.
	Come state, mio signore?

OTELLO
				Bene, mia buona signora.
	(.A parte.) Ah, che fatica fingere! Come stai, Desdemona?

DESDEMONA
	Bene, mio signore.

OTELLO
	Dammi la mano. Ha il palmo umidiccio, mia cara.

DESDEMONA
	Non ha ancora sentito gli anni, n dolori.

OTELLO
	Ci denota fecondit e liberalit.
	Calda, calda, e umidiccia. Questa mano
	impone clausure, digiuni e preghiere,
	mortificazioni ed esercizi di devozione;
	nasconde un diavoletto focoso e sudaticcio
	pronto a ribellarsi.  una mano
	buona e generosa.

DESDEMONA
				Potete ben dirlo,
	 stata lei a concedere il mio cuore.

OTELLO
	Una mano liberale. Un tempo il cuore
	concedeva la mano, ma ora  la mano,
	con la nuova araldica, non il cuore.

DESDEMONA
	Io non so di queste cose. Ma su, la vostra promessa.

OTELLO
	Che promessa, cuoricino?

DESDEMONA
	Ho avvisato Cassio di venir qui a parlarvi.

OTELLO
	Ho un brutto raffreddore catarroso
	che mi tormenta; prestami il tuo fazzoletto.

DESDEMONA
	Ecco, signore.

OTELLO
			Quello che ti ho regalato io.

DESDEMONA
	Non l'ho con me.

OTELLO
			No?

DESDEMONA
				No, mio signore.

OTELLO
	Molto male. Quel fazzoletto l'ha dato
	a mia madre una zingara egiziana,
	una maga che leggeva nel pensiero.
	Le disse che finch l'avesse tenuto
	avrebbe soggiogato amore e dedizione
	del marito; ma se l'avesse perso
	o dato via, sarebbe divenuta odiosa
	agli occhi di mio padre, e il suo cuore
	avrebbe ricercato nuovi amori.
	Alla sua morte lo diede a me
	dicendomi di regalarlo a mia moglie
	quando mi fossi sposato. Ed  stato cos.
	Abbine cura, tienilo ben caro,
	come la pupilla dei tuoi occhi.
	Perderlo o darlo via sarebbe una rovina
	senza eguali.

DESDEMONA
			 mai possibile?

OTELLO
	S. C' una malia nella sua trama.
	Fu tessuto in un'estasi profetica
	da una sibilla, che su questa terra
	per ben duecento volte aveva visto
	il volgere del sole. Sacri erano i bachi
	che ne produssero la seta, tinta
	nell'elisir di mummia che i sapienti
	ricavano dai cuori delle vergini.

DESDEMONA
	 vero?

OTELLO
	Verissimo; perci abbine cura.

DESDEMONA
	Volesse Iddio che non l'avessi mai veduto!

OTELLO
	Ah; per che motivo?

DESDEMONA
	Perch parlate cos duro e concitato?

OTELLO
	L'hai perso? smarrito? Dimmi, non si trova pi?

DESDEMONA
	Ci protegga il cielo!

OTELLO
				Che dici?

DESDEMONA
	Non l'ho perso, ma se cos fosse?

OTELLO
	Come?

DESDEMONA
		Non l'ho perso, vi dico.

OTELLO
	Vallo a prendere, fammelo vedere.

DESDEMONA
	Ci andr, ma non adesso, mio signore.
	 una scusa per stornare la mia supplica.
	Vi prego, fate richiamare Cassio.

OTELLO
	Va' a prendere il fazzoletto, ho un presentimento.

DESDEMONA
	Su, su; non troverete un uomo pi capace.

OTELLO
	Il fazzoletto!

DESDEMONA
			Vi prego, ditemi di Cassio.

OTELLO
	Il fazzoletto!

DESDEMONA
			 un uomo che ha sempre
	basato le sue fortune sul vostro affetto,
	condiviso i vostri pericoli...

OTELLO
					Il fazzoletto!

DESDEMONA
	Siete proprio da biasimare.

OTELLO
					Cristo! .Esce..

EMILIA
	E quest'uomo non sarebbe geloso?

DESDEMONA
	Non l'ho mai visto cos. Di sicuro
	quel fazzoletto ha virt magiche;
	 una vera disgrazia averlo perso.

EMILIA
	Non basta un anno o due a capire un uomo.
	Sono solo stomachi, e noi solo cibo;
	ci divorano avidi, e quando sono sazi
	ci rigettano.

.Entrano Iago e Cassio..

			Ma ecco Cassio e mio marito.

IAGO
	Non c' altro modo, deve farlo lei.
	Guarda, che fortuna! Andate a sollecitarla.

DESDEMONA
	Ebbene, buon Cassio, quali nuove?

CASSIO
	Sempre la mia supplica, signora. Vi prego
	che grazie alla vostra bont possa rivivere
	e riconquistare l'affetto di colui
	che con tutto il cuore onoro e stimo.
	Non sopporto l'attesa. Se il mio reato
	 di tale gravit che n i servizi
	passati n l'attuale sofferenza
	n le migliori intenzioni per il futuro
	possono farmi riavere il suo affetto,
	che abbia almeno la grazia di saperlo;
	allora far buon viso a cattivo gioco
	e seguir altre vie per ottenere
	un po' di carit dalla fortuna.

DESDEMONA
	Ahim, gentilissimo Cassio,
	oggi il mio patrocinio non funziona;
	il mio signore non  pi se stesso,
	n lo riconoscerei se nell'aspetto
	fosse mutato quanto nell'umore.
	Le anime sante mi siano testimoni
	che ho perorato al massimo per voi
	e sono stata bersaglio della sua collera
	per i miei discorsi. Abbiate pazienza per un po';
	far quel che posso, ed anche pi
	di quanto non oserei per me. Vi basti questo.

IAGO
	Il mio signore  in collera?

EMILIA
					Se n' appena andato
	e certamente era molto agitato.

IAGO
	Lui in collera? Ho visto il cannone
	far saltare in aria le sue schiere
	e come il demonio strappargli dal braccio
	il suo commilitone; lui, in collera?
	Allora  qualcosa di importante. Andr
	da lui; se  in collera dev'esserci qualcosa. .Esce..

DESDEMONA
	Ti prego, va'. Un affare di stato,
	forse da Venezia, o una congiura
	segreta rivelatagli qui a Cipro
	gli hanno offuscato la mente; in questi casi
	uomini con la mente occupata in grandi cose
	si inquietano per delle sciocchezzuole.
	Gi; se ci fa male un dito, esso trasmette
	anche alle membra sane un senso di dolore.
	Dobbiamo infatti pensare che gli uomini
	non sono di; e non possiamo aspettarci
	quelle tenerezze che hanno per noi
	il giorno delle nozze. Caspita, Emilia,
	inadeguato soldato quale sono,
	lo accusavo coll'animo di crudelt,
	ma ora vedo che subornavo il teste
	ed egli  ingiustamente incriminato.

EMILIA
	Pregate il cielo che siano affari di stato,
	come voi pensate, e non sospetti
	o un'ombra di gelosia che vi riguardi.

DESDEMONA
	Ma non gliene ho mai dato alcun motivo!

EMILIA
	 una risposta che al geloso non basta.
	Non sono mai gelosi per un motivo,
	ma gelosi perch sono gelosi.  un mostro
	concepito e generato da se stesso.

DESDEMONA
	Il cielo tenga quel mostro lontano
	dalla mente di Otello!

EMILIA
				Cos sia, mia signora.

DESDEMONA
	Andr da lui. Cassio, restate nei paraggi.
	Se lo trovo ben disposto, gli rivolger
	la vostra supplica e cercher di sostenerla
	con tutte le mie forze.

CASSIO

	Ringrazio umilmente vostra signoria.
.Escono Desdemona ed Emilia.

Entra Bianca..

BIANCA
	Salve, amico Cassio!

CASSIO
				Qual buon vento vi porta?
	Come state, bellissima Bianca? Amore,
	stavo proprio venendo a casa vostra.

BIANCA
	Ed io al vostro alloggio, Cassio.
	Ma come, restate via una settimana,
	sette giorni e sette notti, centosessantotto ore?
	E le ore di assenza dell'amante
	sono centosessanta volte pi lunghe
	delle ore d'orologio. Che conto pesante!

CASSIO
	Perdonatemi, Bianca.
	In questi giorni sono stato oppresso
	da plumbei pensieri; ma questo debito
	d'assenze lo pagher al momento giusto.
.Dandole il fazzoletto di Desdemona..
	Dolce Bianca, copiatemi questo ricamo.

BIANCA
	Chi ve lo ha dato, Cassio?  il pegno
	d'una nuova fiamma? Ora capisco
	il perch dell'assenza che ho sofferto.
	Siamo gi a questo?

CASSIO
				Ma via, donna,
	questi vili sospetti ricacciateli
	in gola al diavolo, donde vengono.
	Come vi salta in mente che sia il ricordo
	d'una qualche amante. No, parola mia, Bianca.

BIANCA
	E allora di chi ?

CASSIO
	Non lo so; l'ho trovato nella mia stanza.
	Mi piace il ricamo, e prima di renderlo
	come probabilmente dovr fare,
	vorrei farlo copiare. Prendetelo e fatelo voi,
	e lasciatemi solo per un po'.

BIANCA
					Perch lasciarvi?

CASSIO
	Sto aspettando qui il generale;
	e non credo opportuno, n desiderabile,
	che egli mi veda qui con una donna.

BIANCA
	E perch mai, vi prego?

CASSIO
				Non che non vi ami.

BIANCA
	E invece  che non mi amate. Vi prego,
	accompagnatemi un po' per strada e ditemi
	se questa sera vi potr vedere presto.

CASSIO
	Posso accompagnarvi solo per un po',
	devo aspettare qui; ma verr presto.

BIANCA
	Molto bene; mi arrendo alle circostanze. .Escono..

/:/ATTO QUARTO



.Scena prima


.Stesso posto.

Entrano Iago e Otello..

IAGO
	Ci pensate?

OTELLO
			Pensarci, Iago?

IAGO
					Gi,
	un bacio di nascosto?

OTELLO
				Un bacio illecito.

IAGO
	O nuda a letto col suo amico,
	un'ora o pi, senza male intenzioni?

OTELLO
	A letto nuda, Iago, e senza male intenzioni?
	 un'ipocrisia che truffa il diavolo.
	Chi ha buone intenzioni e fa cos
	si fa tentare dal diavolo e tenta il cielo.

IAGO
	Se non fanno nulla,  peccato veniale;
	ma se io do a mia moglie un fazzoletto...

OTELLO
	Allora?

IAGO
	Be', diventa suo; ed essendo suo, signore,
	credo che pu darlo a chi vuol lei.

OTELLO
	Ma anche l'onore  suo; e pu forse
	disporne a piacimento?

IAGO
	L'onore  un'entit che non si vede;
	ce l'ha chi spesso non ce l'ha. Ma il fazzoletto...

OTELLO
	Ah, avrei voluto scordarmelo. Tu dicevi
	- s, mi torna a mente, come fa il corvo
	sulla casa dell'appestato, malaugurio per tutti -
	che aveva lui il mio fazzoletto.

IAGO
	S, e con questo?

OTELLO
				Ora non va molto bene.

IAGO
	E se avessi detto d'averlo visto
	farvi torto? O sentito raccontare
	- ci sono in giro fior di farabutti
	che avendo a forza di insistenze
	o per un volontario cedimento
	vinto o posseduto qualche donna
	si mettono a spifferare...

OTELLO
				Ha detto qualcosa?

IAGO
	S, mio signore; ma state pur sicuro
	non pi di quanto negher.

OTELLO
					Cosa ha detto?

IAGO
	Be', che ha... non so che cosa.

OTELLO
	Che cosa, cosa?

IAGO
			Giaciuto...

OTELLO
					Con lei?

IAGO
	Con lei, sopra di lei, quel che volete.

OTELLO
Ha giaciuto con lei, sopra di lei?... Giacere sopra una donna  sputtanarla... giacere con lei, Cristo, che schifo! Il fazzoletto... confessioni... fazzoletto! Confessi e s'impicchi per la fatica. Prima s'impicchi e poi confessi. Tremo tutto. Come potrebbe ottenebrarsi di collera la mia natura senza qualche terribile influenza? Non sono le parole a farmi tremare cos. Puah! Nasi, orecchie, labbra.  possibile?... Confessa?... Il fazzoletto?... Ah, demonio!
.Cade a terra .

IAGO
	Agisci, mio veleno, agisci.
	Cos si prendono in trappola gli allocchi,
	e cos molte virtuose e caste donne
	pur senza macchia vengon sputtanate.
	Su, su, mio signore. Ehi, dico, Otello!

.Entra Cassio..

	Ah, Cassio.

CASSIO
			Che succede?

IAGO
	Il generale  andato in catalessi;
	 la seconda volta, successe anche ieri.

CASSIO
	Strofinagli le tempie.

IAGO
				No, meglio di no.
	Il deliquio deve seguire il suo corso.
	Altrimenti sbava alla bocca ed esplode
	in accessi di pazzia. Ecco, si muove.
	Lasciateci per un po', ora si riprender.
	Dopo che se n' andato vorrei parlarvi
	di una cosa importante. Ebbene, generale? .Esce Cassio..
	Vi fa male la testa?

OTELLO
				Mi prendi in giro?

IAGO
	Prendervi in giro? Dio me ne guardi.
	Sopportate la vostra sorte da uomo!

OTELLO
	Il cornuto  un mostro e una bestia.

IAGO
	Allora le gran citt son popolate
	di bestie e mostri civici.

OTELLO
					Ha confessato?

IAGO
	Signore, siate uomo; considerate
	che chiunque ha la barba ed  aggiogato
	tira lo stesso carro. Sono milioni al mondo
	che la sera si coricano in letti condivisi
	di cui si reputano gli unici padroni.
	Voi state meglio. Ah,  un tiro infernale,
	l'arcisberleffo del maligno, sbaciucchiare
	una sgualdrinella in un letto insospettato
	supponendola casta. No, meglio sapere;
	e sapendo come sono, so cosa le capiter.

OTELLO
	Oh, tu sei avveduto, certamente.

IAGO
	Ora rimanete un po' in disparte,
	limitatevi pazientemente ad aspettare.
	Mentre eravate qui, furibondo di dolore,
	(una passione inadatta a uno come voi)
	 venuto Cassio. Io l'ho fatto andar via
	con la scusa del vostro smarrimento,
	dicendogli di ritornare dopo un po'
	a parlare con me; e l'ha promesso.
	Nascondetevi e osservate bene
	le smorfie, i sorrisetti, gli sberleffi
	che gli si dipingeranno sul volto
	quando gli far ripetere la storia
	di dove, come, quando e quante volte
	ha fottuto e fotter vostra moglie.
	Baster che osserviate i suoi gesti.
	Ma state calmo, che io non debba dire
	che siete posseduto dalla bile
	e non pi uomo.

OTELLO
				Ascoltami, Iago;
	sar avvedutissimo nella mia calma
	ma anche - bada bene - sanguinario.

IAGO
	Non  sbagliato. Ma siate sempre controllato.
	Volete ritirarvi? .Otello si ritira.
	Ora chieder a Cassio di Bianca,
	una ganza che si procura pane e vesti
	vendendo i suoi favori.  infatuata
	di Cassio, ed  destino della sgualdrina
	infinocchiarne molti, ma da uno
	farsi infinocchiare. Sentendone parlare
	lui si sbellica sempre dalle risa.

.Entra Cassio..

	Eccolo. Lui rider e Otello impazzir;
	e con la sua gelosia da scolaretto
	fraintender sorrisi, gesti e mossette
	del povero Cassio. Come va, luogotenente?

CASSIO
	Malissimo, se mi date il titolo
	la cui mancanza ancor mi uccide.

IAGO
	Insistete con Desdemona, e tutto
	si sistemer. Se dipendesse da Bianca,
	sarebbe presto fatto!

CASSIO
				Ah, poverina!

OTELLO
	Guarda, ride gi!

IAGO
	Non ho mai visto una donna tanto innamorata.

CASSIO
	Ah, poverina, credo che mi ami veramente.

OTELLO
	Adesso nega per scherzo e ci ride su.

IAGO
	Mi sentite, Cassio?

OTELLO
				Adesso lo spinge
	a raccontare tutto. Avanti, bene, bene.

IAGO
	D a intender che la sposerete.  vero?

CASSIO
	Ah, ah, ah!

OTELLO
	Te ne vanti, Romano, te ne vanti?

CASSIO
	Sposarla? Una cortigiana? Vi prego,
	abbiate pi carit pel mio buon senso,
	non ritenetelo cos squinternato. Ah, ah, ah!

OTELLO
	S, s, s; ride bene chi ride ultimo.

IAGO
	E invece corre voce che la sposerete.

CASSIO
	Vi prego, non scherzate.

IAGO
	Lo dico sul mio onore.

OTELLO
	Mi hai messo il marchio? Bene.

CASSIO
 una voce che mette in giro la scimmietta;  convinta che la sposer perch mi ama e si illude, non perch io gliel'abbia mai promesso.

OTELLO
Iago mi fa cenno. Adesso comincia la storia.

CASSIO
Era qui un momento fa, mi insegue dappertutto. L'altro giorno parlavo in riva al mare con alcuni veneziani, e quella fringuelletta capita l e mi butta le braccia al collo, sul mio onore...

OTELLO
Gridando "O Cassio adorato!" di sicuro; lo indica il suo gesto.

CASSIO
Mi si attacca al collo penzoloni e mi inonda di lacrime, tirandomi di qua e di l. Ah, ah, ah!

OTELLO
Adesso racconta come se l' portato in camera mia. Oh, vedo il tuo naso, ma non il cane a cui lo getter.

CASSIO
Be', devo proprio lasciarla.

.Entra Bianca..

IAGO
	Parola mia, ecco che arriva.

CASSIO
	 proprio una puzzola! E come olezza!
	Ma perch mi perseguite cos?

BIANCA
Che vi perseguiti il diavolo e sua madre! Perch mi avete dato quel fazzoletto poco fa? Sono stata una sciocca a prenderlo. Dovrei ricopiare il ricamo, ed  proprio un bel ricamo che ve lo siate trovato in camera senza sapere chi ce l'ha lasciato! Sar il pegno di qualche puttanella, e io dovrei ricopiarlo? Ecco, datelo alla vostra manutengola, comunque l'abbiate avuto. Io non ci metter mano.

CASSIO
Suvvia, dolce Bianca, cosa vi prende?

OTELLO
Santo cielo, dev'essere il mio fazzoletto!

BIANCA
Se verrete a cena, bene; e se non venite stasera, sar per un'altra volta. .Esce..

IAGO
Andatele dietro, seguitela.

CASSIO
S, mi converr, altrimenti far scenate per le strade.

IAGO
Cenerete da lei?

CASSIO
S, per forza.

IAGO
Be', pu darsi che vi riveda; mi piace conversare con voi.

CASSIO
Volete venire?

IAGO
No, no; basta parlare. .Esce Cassio..

OTELLO (.Facendosi avanti.)
Come lo uccider, Iago?

IAGO
Avete visto come rideva della sua tresca?

OTELLO
Oh, Iago!

IAGO
E avete visto il fazzoletto?

OTELLO
Era il mio?

IAGO
Il vostro, parola mia. E vedete come stima quella stupida di vostra moglie! Lei gliel'ha regalato, e lui lo d alla sua puttana.

OTELLO
Vorrei impiegare nove anni a ucciderlo; una donna cos bella, cos gentile, cos dolce.

IAGO
Ah, dovete scordarvelo.

OTELLO
E che lei muoia e marcisca e sia dannata stanotte. Non deve vivere. No, il mio cuore s' fatto di pietra; se lo colpisco mi fa male la mano. Oh, non c' al mondo creatura pi dolce, pu stare al fianco di un imperatore e comandarlo a bacchetta.

IAGO
No, non fate cos.

OTELLO
Accidenti a lei, io dico solo quel che ; abilissima con l'ago, mirabile musicista - oh, ammansirebbe un orso col suo canto - con un'intelligenza e un'immaginazione cos alta e ricca!

IAGO
E proprio per questo  pi colpevole.

OTELLO
Oh, mille, mille volte... e di natura cos gentile!

IAGO
S, troppo gentile.

OTELLO
Ah, non c' dubbio; ma che peccato, Iago! O Iago, che peccato, Iago!

IAGO
Se vi commovete tanto sulla sua infamia, datele pure carta bianca d'offendere; se non tocca voi, non sfiora nessun altro.

OTELLO
La far a pezzetti... Farmi becco!

IAGO
Oh,  un'infamia.

OTELLO
Col mio ufficiale!

IAGO
Ancor pi infame.

OTELLO
Procurami del veleno, Iago; stanotte. Non recriminer con lei, ch il suo corpo e la sua bellezza non indeboliscano un'altra volta la mia volont. Stanotte, Iago.

IAGO
Non usate il veleno; strangolatela nel suo letto, proprio nel letto che ha contaminato.

OTELLO
Giusto, giusto! Mi piace la giustezza. Molto giusto.

IAGO
E quanto a Cassio, sar io il suo becchino. Avrete notizie entro mezzanotte.

OTELLO
Benissimo. (.Squilli di tromba da dentro.). Che squilli di tromba son questi?

.Entrano Lodovico, Desdemona e gente del seguito..

IAGO
	Di sicuro notizie da Venezia;  Lodovico,
	inviato dal Doge, e vostra moglie con lui.

LODOVICO
	Dio vi protegga, valoroso generale!

OTELLO
	Di tutto cuore, mio signore.

LODOVICO
	Il Doge e i senatori di Venezia vi salutano.
.Gli d una lettera..

OTELLO
	Bacio la lettera con i loro ordini.
.Apre la lettera e legge..

DESDEMONA
	E che notizie portate, caro cugino Lodovico?

IAGO
	Felice di vedervi, signore; benvenuto a Cipro.

LODOVICO
	Vi ringrazio. Come sta il luogotenente Cassio?

IAGO
	Vive, signore.

DESDEMONA
	C' stata un'innaturale rottura, cugino,
	fra lui e il mio signore; ma voi li riconcilierete.

OTELLO
	Ne sei sicura?

DESDEMONA
	Mio signore?

OTELLO (.Legge.)
	"Non mancate d'eseguirlo, come voi..."

LODOVICO
	Non si rivolge a noi;  immerso nella lettera.
	Una rottura fra il comandante e Cassio?

DESDEMONA
	S, purtroppo; farei di tutto per riconciliarli,
	dato l'amore che ho per Cassio.

OTELLO
	Fuoco e zolfo!

DESDEMONA
			Mio signore?

OTELLO
					Sei in te?

DESDEMONA
	Ma come,  in collera?

LODOVICO
	Forse  stato turbato dalla lettera;
	credo gli ordinino di rimpatriare
	e di affidare il governo a Cassio.

DESDEMONA
	Ne sono proprio contenta.

OTELLO
					Davvero?

DESDEMONA
	Mio signore?

OTELLO
			Meglio se hai perso il senno.

DESDEMONA
	Perch, dolce Otello?

OTELLO
	Demonio! .La colpisce..

DESDEMONA
	Questo non lo meritavo.

LODOVICO
	Signore, nessuno lo crederebbe a Venezia,
	anche se ci giurassi sui miei occhi.
	 troppo. Fate la pace; lei piange.

OTELLO
	Oh, demonio, demonio! Se la terra
	si impregnasse delle lacrime di donne
	ognuna genererebbe un coccodrillo.
	Via di qui!

DESDEMONA
	Se la mia presenza vi offende... .Fa per andare..

LODOVICO
	Proprio una signora obbediente. Vi prego,
	mio signore, richiametela!

OTELLO
					Signora!

DESDEMONA
	Mio signore?

OTELLO
	Che volete da lei, signore?

LODOVICO
					Chi, io?

OTELLO
	S, voi volevate che la facessi tornare;
	ed  una, signore, che va e torna, gira
	e rigira, avanti e indietro, signore,
	e piange, oh, se piange. Ed  obbediente,
	come voi dite, obbediente, molto
	obbediente. Dai con le tue lacrime.
	E quanto a questa, mio signore...
	oh, come finge bene un'emozione!...
	mi si ordina di rimpatriare... vattene via!
	Ti far richiamare... Signore, obbedisco
	all'ordine e torner a Venezia.
	Vade retro, via! .Esce Desdemona..
			Cassio mi sostituir;
	e questa sera, signore, siete invitato a cena
	e benvenuto a Cipro... Capre e scimmie! .Esce..

LODOVICO
	 questo il nobile Moro che il Senato
	giudica in tutto e per tutto competente?
	Questa l'indole impervia alla collera,
	la salda virt che i dardi della sorte
	o i colpi della sventura non potevano
	scalfire n intaccare?

IAGO
				 molto cambiato.

LODOVICO
	Ha la mente a posto? Non  fuori di senno?

IAGO
	 quel che ; io non posso esprimere giudizi
	su quel che pu essere. E se non 
	come potrebbe, volesse il cielo che lo fosse!

LODOVICO
	Ma come! Picchiare sua moglie?

IAGO
	Be', non fu bello; ma vorrei proprio
	che fosse quello il colpo suo peggiore!

LODOVICO
	 suo costume? O sono state le lettere
	a fargli ribollire il sangue e a indurlo
	a questo gesto insolito?

IAGO
				Ahim, ahim!
	Non  onesto che sia io a riferire
	quel che ho visto e scoperto. Vedrete voi,
	ch il suo comportamento parla chiaro
	e io posso risparmiare i miei discorsi.
	Seguitelo, e vedrete come si comporta.

LODOVICO
	Mi rincresce essermi ingannato sul suo conto.
.Escono..

/:/Scena seconda


.Una stanza nel castello

Entrano Otello e Emilia .

OTELLO
	Allora non hai visto nulla?

EMILIA
	Mai sentito o sospettato nulla.

OTELLO
	S, avrai visto che stava assieme a Cassio.

EMILIA
	Ma non c'era alcun male, e ho sentito
	ogni sillaba che si sono scambiata.

OTELLO
	Come? Non bisbigliavano mai?

EMILIA
					Mai, signore.

OTELLO
	E non ti allontanavano mai?

EMILIA
					Mai.

OTELLO
	Per prenderle il ventaglio, la maschera,
	i guanti, o qualcosa?

EMILIA
				Mai, mio signore.

OTELLO
	  strano.

EMILIA
	Sarei pronta a giocarmi l'anima, signore,
	sulla sua onest. Se credete altrimenti,
	allontanate il pensiero ingannevole.
	Se ve l'ha messo in capo un farabutto,
	il cielo gli riservi la maledizione del serpente!
	Se lei non  onesta, casta e fedele,
	non c' al mondo marito felice;
	la moglie pi pura, al suo confronto,
	 sozza come la calunnia.

OTELLO
			Chiamala qui, va'! .Esce Emilia..
	Per dire, dice; ma  ruffiana da poco
	chi non sa far cos.  una scaltra puttana,
	una sentina inchiavardata di sozzi segreti.
	Eppure si inginocchia e prega; l'ho vista farlo.

.Entrano Desdemona ed Emilia..

DESDEMONA
	Che desidera il mio signore?

OTELLO
					Vieni qui, colombella.

DESDEMONA
	Che volete da me?

OTELLO
				Fammi vedere gli occhi...
	Guardami in faccia.

DESDEMONA
				Che orribile fantasia  questa?

OTELLO (.A Emilia.)
	Su, al tuo lavoro, donna; lascia soli
	i fornicanti e chiudi la porta; tossisci
	o fa "ehm" se viene qualcuno. Avanti,
	 il tuo mestiere, il tuo mestiere. Svelta! .Esce Emilia..

DESDEMONA
	In ginocchio, che significano le vostre parole?
	Ne colgo la furia, ma non il senso.

OTELLO
	Come? Che cosa sei tu?

DESDEMONA
	Vostra moglie, signore; vostra moglie
	fedele e leale.

OTELLO
			Su, giuralo e dannati;
	ch, assomigliando a un essere del cielo,
	i diavoli stessi non teman di ghermirti.
	Sii perci due volte dannata; giura che sei onesta.

DESDEMONA
	Il cielo lo sa bene.

OTELLO
				Il cielo sa bene
	che sei disonesta come l'inferno.

DESDEMONA
	Verso chi, signore? Con chi? Io disonesta?

OTELLO
	Ah, vattene, Desdemona, vattene, vattene!

DESDEMONA
	Che giorno d'angoscia! Perch piangete?
	Sono io la causa di queste lacrime?
	Se per caso sospettate che mio padre
	sia responsabile del vostro richiamo
	in patria, non datene la colpa a me.
	Se  perso per voi, lo  anche per me.

OTELLO
	Se il cielo avesse voluto affliggermi
	per mettermi alla prova, facendomi piovere
	sul capo nudo piaghe e vergogne d'ogni tipo,
	immergendomi fino al collo nella miseria,
	mettendo sotto chiave me e le mie speranze,
	in qualche angolo del cuore avrei trovato
	un'ombra di pazienza. Ma ahim, rendermi
	il numero fisso su cui l'ora del ludibrio
	appunta la lenta, inesorabile lancetta... oh, oh.
	Pure anche questo avrei saputo sopportarlo;
	ma essere strappato da quel luogo
	dove avevo riposto il tesoro del mio cuore,
	dove posso soltanto vivere o morire,
	la fonte da cui sgorga la mia linfa
	che altrimenti inaridisce... o vederla ridursi
	a una cisterna dove s'accoppiano e proliferano
	luridi rospi! L cambia il tuo colore;
	pazienza, giovane cherubino dalle labbra rosa,
	qui assumo il truce aspetto dell'inferno!

DESDEMONA
	Spero che il mio signore mi reputi onesta.

OTELLO
	Oh, s; come le mosche estive nei macelli,
	che prolificano a sciami dalle uova.
	O nera gramigna, leggiadra a vedersi,
	profumata da far dolere i sensi,
	se tu non fossi mai nata!

DESDEMONA
					Ahim,
	quale peccato, ignara, ho commesso?

OTELLO
	Questa bella carta, questo bel libro
	son stati fatti per scriverci su "puttana"?
	Che, commesso? Commesso! Ah, donna di strada!
	Se solo parlassi dei tuoi misfatti
	le mie gote diverrebbero fornaci
	che ridurrebbero in cenere il pudore.
	Cos'hai commesso! Il cielo si tappa il naso,
	la luna chiude gli occhi; il vento osceno
	che bacia tutto quello in cui s'imbatte
	si rintana nelle caverne della terra
	per non udire... cos'hai mai commesso?
	Spudorata sgualdrina!

DESDEMONA
				Sul cielo, mi fate torto.

OTELLO
	Non sei una sgualdrina?

DESDEMONA
	No, quant' vero che sono cristiana.
	Se aver serbato questo corpo per il mio signore
	puro d'ogni odioso, lercio e illegale contatto,
	 non essere sgualdrina, io non lo sono.

OTELLO
	Ah, non sei puttana?

DESDEMONA
				No, sulla mia salvezza.

.Entra Emilia..


OTELLO
	Com' possibile?

DESDEMONA
				Dio ci perdoni.

OTELLO
	Ti chiedo grazia; io ti avevo presa
	per quella scaltra puttana di Venezia
	sposata a Otello. Ehi, tu, donna,
	che fai il mestiere opposto di San Pietro
	a guardia delle porte dell'inferno, s, tu, tu!
	Noi abbiamo finito la marchetta.
	Eccoti i soldi per il tuo disturbo.
	Serra a chiave, ti prego, e bocca chiusa. .Esce..

EMILIA
	Ahim, cosa s'immagina quell'uomo?
	E voi come state, signora, come state?

DESDEMONA
	Sono imbambolata.

EMILIA
	Che gli ha preso al mio signore, padrona?

DESDEMONA
	A chi?

EMILIA
	Al mio signore.

DESDEMONA
	Chi  il tuo signore?

EMILIA
				Ma il vostro, dolce signora.

DESDEMONA
	Io non ne ho. Non parlarmi, Emilia.
	Non riesco a piangere, e l'unica risposta
	sarebbero le lacrime. Ti prego, stasera
	metti sul letto le lenzuola nuziali;
	ricordati, e fa venir qui tuo marito.

EMILIA
	Che razza di cambiamento! .Esce..

DESDEMONA
	 giusto che mi tratti cos, molto bene.
	Che cosa ho fatto che possa muovermi
	il minimo appunto d'un fallo cos grave?

.Entrano Iago ed Emilia..

IAGO
	Cosa comandate, signora? Che avete?

DESDEMONA
	Non lo so. Chi insegna ai bambinelli
	lo fa con dolcezza e compiti leggeri.
	Doveva rimproverarmi a questo modo,
	quando mi sgridano io sono una bambina.

IAGO
	Che  successo, signora?

EMILIA
					Ahim, Iago,
	il signore le ha dato della puttana
	con tali insulti e termini cos pesanti
	che un cuore onesto non pu sopportarlo.

DESDEMONA
	Merito quel nome, Iago?

IAGO
				Quale nome, signora?

DESDEMONA
	Quello che lei dice mi ha dato il mio signore.

EMILIA
	L'ha chiamata puttana. Un mendicante ubriaco
	non avrebbe usato termini simili
	con la sua ganza.

IAGO
				Perch l'ha fatto?

DESDEMONA
	Non lo so; di certo io non lo sono.

IAGO
	Non piangete, non piangete. Che brutto giorno!

EMILIA
	Ha lasciato tanti nobili partiti,
	suo padre, la sua citt, tutti i suoi amici,
	per farsi dar della puttana? E non piangere?

DESDEMONA
	 la mia cattiva stella.

IAGO
				Che il diavolo se lo porti!
	Come gli ha preso questa follia?

DESDEMONA
					Lo sa solo il cielo.

EMILIA
	Mi venga un colpo se questa calunnia
	non l'ha inventata un inveterato farabutto,
	una canaglia imbrogliona e insinuante,
	per procurarsi un posto; ci metto la testa.

IAGO
	Puah, uomini cos non ce ne sono; impossibile.

DESDEMONA
	Se ce n' uno, che Iddio lo perdoni.

EMILIA
	Lo perdoni il capestro, e l'inferno
	si roda le sue ossa! Perch chiamarla
	puttana? Chi sarebbe il suo amante?
	E dove, come, quando, su che basi?
	Il Moro si  lasciato infinocchiare
	da una lercia canaglia, da un furfante,
	un vile farabutto. Smascheri il cielo
	questi delinquenti, e in ogni mano onesta
	metta una frusta per sferzarli nudi
	da un capo all'altro di questo mondo!

IAGO
	Parla pi piano.

EMILIA
				Oh, accidenti a lui!
	 stato uno di questi a rovesciare
	il tuo cervello come fosse un guanto
	e a farti sospettare di me col Moro.

IAGO
	Sei una stupida, smettila.

DESDEMONA
					Buon Iago,
	che cosa devo fare per riconquistare
	il mio signore? Va' da lui, buon amico,
	lo giuro sul cielo, non so come l'ho perso.
	Ecco, mi inginocchio, e se mai di proposito
	ho trasgredito contro il suo amore
	o col pensiero o con azioni; se mai
	i miei occhi, orecchi o altri sensi
	si sono dilettati d'un altro aspetto;
	se in passato, ora o nel futuro
	non  sempre il mio unico amore
	(anche se mi scaccia come una mendicante)
	la pace mi abbandoni! La crudelt pu molto,
	e la sua pu distrugger la mia vita,
	ma non incrinare l'amor mio. Io non so dire
	"puttana" - mi ripugna ora che lo dico -
	e all'atto che procura quell'appellativo
	non potrebbero indurmi tutte le vanit del mondo.

IAGO
	Calmatevi, vi prego;  d'umore
	balzano, lo assillano affari di stato,
	e se la prende con voi.

DESDEMONA
				Se fosse solo questo...

IAGO
	Ma  cos, vi assicuro. Ascoltate,.Trombe..
	gli squilli di tromba vi chiamano a cena;
	i messi da Venezia vi attendono.
	Entrate e non piangete pi. Andr tutto bene.
.Escono Desdemona ed Emilia.

Entra Roderigo..

Che c', Roderigo?

RODERIGO
Non mi pare che tu agisca lealmente con me.

IAGO
Che cosa non va?

RODERIGO
Ogni giorno ti sbarazzi di me con un pretesto, Iago, e adesso mi pare che tu mi allontani le occasioni, anzich darmi la minima possibilit di speranza. Non lo sopporter pi. E non sono neanche pi disposto a subire passivamente ci che ho gi stupidamente sopportato.

IAGO
Volete ascoltarmi, Roderigo?

RODERIGO
A dire il vero, ho ascoltato anche troppo; le tue parole non corrispondono per niente ai fatti.

IAGO
Mi accusate ingiustamente.

RODERIGO
Invece  vero. Ho dissipato tutti i miei averi. Met delle gioie che ti ho dato da consegnare a Desdemona avrebbero corrotto una vestale. Hai detto che le ha accettate, ricambiandole con incoraggiamenti e promesse di rapida considerazione e favori, ma io non vedo un bel niente.

IAGO
Ma benone, avanti, benone.

RODERIGO
Benone un corno! Io non vado avanti, bello mio, e non  affatto bene. Va disastrosamente, invece, per Dio, e io comincio a sentirmi fregato.

IAGO
Benone.

RODERIGO
Per niente benone, ti dico. Mi presenter a Desdemona. Se mi restituisce le gioie, smetter di corteggiarla e mi scuser per averla illecitamente importunata; altrimenti, chieder soddisfazione a te.

IAGO
Avete finito?

RODERIGO
S, e ho detto tutto quello che ho intenzione di fare.

IAGO
Be', adesso vedo che avete della stoffa, e da questo momento mi faccio di voi un'opinione migliore di quella che avevo prima. Datemi la mano, Roderigo. Ve la siete presa giustamente con me; eppure dichiaro di aver curato onestamente i vostri interessi.

RODERIGO
Non si  visto affatto.

IAGO
 vero che non si  visto, e il vostro sospetto non  campato in aria; ma se voi, Roderigo, avete veramente in voi ci che ho ora ragione di credere pi di prima - ovvero fermezza, coraggio e valore - mostratelo stanotte. Se la notte seguente non vi godete Desdemona, speditemi all'altro mondo a tradimento, e tramate pure contro la mia vita.

RODERIGO
Ma  cosa ragionevole e fattibile?

IAGO
Signore,  arrivato da Venezia un ordine speciale che insedia Cassio al posto di Otello.

RODERIGO
 vero? Vuol dire che Otello e Desdemona ritorneranno a Venezia.

IAGO
Oh no, lui andr in Mauritania e si porter dietro Desdemona, a meno che il suo soggiorno qui non sia prolungato da un qualche imprevisto; e il pi decisivo  di togliere di mezzo Cassio.

RODERIGO
Che intendi per togliere di mezzo?

IAGO
Be', incapacitarlo a prendere il posto di Otello - fargli saltare le cervella.

RODERIGO
E questo dovrei farlo io.

IAGO
S, se avete il coraggio di procurarvi ci che vi spetta di diritto. Stasera cena con una puttanella, e io andr da lui... Non sa ancora della sua grande fortuna; se starete in agguato quando esce - che far in modo avvenga fra mezzanotte e l'una - potrete coglierlo di sorpresa. Io sar pronto ad assecondare il vostro tentativo, e lui non avr scampo. Suvvia, non state l imbambolato, ma venite con me. Vi mostrer che la sua morte  necessaria, e voi stesso vi sentirete in obbligo di dargliela.  gi ora di cena, e la notte avanza. Al lavoro!

RODERIGO
Vorr altre ragioni per farlo.

IAGO
E io ve ne dar a sufficienza. .Escono..

/:/Scena terza


.Un'altra stanza del castello.

Entrano Otello, Lodovico, Desdemona, Emilia e gente del seguito..

LODOVICO
	Vi prego, signore non vi disturbate oltre.

OTELLO
	Ma che dite; quattro passi mi faranno bene.

LODOVICO
	Buonanotte, signora. Ringrazio umilmente Vostra Signoria.

DESDEMONA
	Vostra Grazia  sempre benvenuta.

OTELLO
	Ci avviamo, signore?... O Desdemona...

DESDEMONA
	Mio signore?

OTELLO
Va' a letto, io torner subito. Congeda la cameriera... bada bene di farlo.

DESDEMONA
	Non mancher, mio signore.
.Escono Otello, Lodovico e il seguito..

EMILIA
Come va adesso? Sembra pi tranquillo di prima.

DESDEMONA
	Dice che ritorner subito. Mi ha ordinato
	di andare a letto e di congedarti.

EMILIA
					Congedarmi?

DESDEMONA
	Ha ordinato cos. Perci, buona Emilia,
	dammi la camicia da notte, e addio.
	Non dobbiamo contrariarlo.

EMILIA
	Vorrei che non l'aveste mai incontrato!

DESDEMONA
	Ma io no; l'amore me lo rende cos caro
	che anche la sua asprezza, i rabbuffi,
	i cipigli - ti prego, slacciami qui -
	hanno per me attrazione e fascino.

EMILIA
	Ho messo sul letto le lenzuola che volevate.

DESDEMONA
	Fa lo stesso, va bene. Ma che strani pensieri
	passano per la testa! Se morir prima di te,
	avvolgimi, ti prego, in uno di quei lenzuoli.

EMILIA
				Su, su, che discorsi.

DESDEMONA
	Mia madre aveva una cameriera
	chiamata Barbara. Era innamorata,
	ma l'uomo che amava era incostante
	e l'abbandon. Sapeva una vecchia canzone,
	la canzone del salice, che esprimeva bene
	la sua sorte, e lei mor cantandola.
	Stasera non so togliermela dalla mente...
	Faccio fatica a non reclinare il capo
	tutto da una parte e mettermi a cantarla
	come la povera Barbara. Fa' presto, ti prego.

EMILIA
	Volete la vestaglia?

DESDEMONA
				No, slacciami qui.
	Questo Lodovico  un bell'uomo.

EMILIA
	S, proprio bello.

DESDEMONA
				E parla bene.

EMILIA
Conosco una signora a Venezia che sarebbe andata a piedi scalzi in Palestina per farsi sfiorare dalle sue labbra.

DESDEMONA (.Canta.)
		.Sedeva presso un sicomoro l'infelice e sospirava,
			Canta il verde salice;
		Con la mano sul petto, il capo reclinava,
			Canta il salice, salice, salice;
		Accanto un rivoletto bisbigliava il suo lamento,
			Canta il salice, salice, salice;
		Intenerivano le pietre le lacrime sul mento....
	Riponi queste...
			.Canta il salice, salice, salice..
	Ti prego, in fretta. Verr subito.
		.Canta che un verde salice sar la mia ghirlanda.
			Nessun lo biasimi, io gli condono l'incostanza....
	No, questo vien dopo. Ascolta! Chi  che bussa?

EMILIA
	 il vento.

DESDEMONA
		.Lo chiamai falso amore, ma lui mi ribatt,
			Canta il salice, salice, salice;
		Se io vado con le altre, fa' altrettanto anche te..
	Adesso va', buonanotte. Mi bruciano gli occhi...
	vuol dire che pianger?

EMILIA
				Non sta n in cielo n in terra.

DESDEMONA
	L'ho sentito dire. Ah, questi uomini, questi uomini!
	Pensi in coscienza - Emilia, dimmelo -
	che ci son donne che tradiscono i mariti
	in modo cos spudorato?

EMILIA
				Altro che, ce ne sono!

DESDEMONA
	Tu lo faresti, per tutto l'oro del mondo?

EMILIA
	E voi no?

DESDEMONA
			No, per la luce del sole!

EMILIA
	Neanch'io, alla luce del sole!
	ma potrei bene al buio.

DESDEMONA
	Tu lo faresti, per tutto l'oro del mondo?

EMILIA
	Il mondo  cosa enorme, un gran premio
	per una scappatella!

DESDEMONA
				In fede mia, non ci credo.

EMILIA
E in fede mia invece s, e dopo averlo fatto sistemerei le cose. Caspita, mica lo farei per un anellino, o per una pezza di lino, o per gonne, vestiti, cappelletti, per regalucci cos da poco. Ma per tutto l'oro del mondo! Misericordia, chi non farebbe becco il marito per farne un re? Rischierei bene il purgatorio.

DESDEMONA
Ah no, io non mi macchierei di questa colpa per tutto il mondo.

EMILIA
Be', la colpa  una colpa di questo mondo; e se vi ripagano della fatica con tutto il mondo, la colpa fa parte di quel mondo che  vostro, e potete subito rimediarvi.

DESDEMONA
	Non credo che ci siano donne cos.

EMILIA
	Ce ne sono a dozzine, e ancor di pi,
	che popolano il mondo per cui si sono date.
	Ma io penso che sia colpa dei mariti
	se le donne peccano. Diciamo che diradano
	le loro attenzioni, e in altri grembi
	riversano il tesoro che  nostro, oppure
	smaniano di insensate gelosie
	e ci tengon sotto chiave; o ci picchiano,
	o per dispetto ci lesinano i soldi.
	Be', anche a noi bolle il sangue e,
	seppur magnanime, sappiamo vendicarci.
	Sappiano i nostri mariti che le mogli
	hanno i loro stessi sensi; vista, odorato,
	gusto per il dolce e per l'amaro, come loro.
	Cosa li spinge a tradirci con altre donne?
	Il piacere? Penso di s. La passione?
	S, anche questa. L'umana debolezza?
	S, anche qui. E forse noi non siamo mosse
	da passione, voglie, umana debolezza
	come loro? E allora ci trattino bene,
	oppure sappiano che i nostri peccati
	dai loro ci vengono insegnati.

DESDEMONA
	Buona notte, buona notte. Dio mi ammaestri
	a sanare il male, non a trarne pretesti! .Escono..

/:/ATTO QUINTO



.Scena prima


.Una strada.

Entrano Iago e Roderigo..

IAGO
	Qui, sta dietro a questo chiosco; verr subito.
	Tieni la spada snudata e colpisci a morte.
	Su, svelto, non temere, sar al tuo fianco.
	Qui o la va o la spacca; pensaci bene,
	e sii fermamente risoluto.

RODERIGO
	Stammi vicino; potrei sbagliarlo.

IAGO
	Eccomi al tuo fianco; coraggio, la spada. .Si ritira..

RODERIGO
	Quest'affare non mi va molto a genio;
	pur me ne ha dato sufficienti ragioni.
	 solo uno in meno; fuori la spada, e muore.

IAGO
	Ho sfregato sul vivo questo foruncoletto,
	e s' infiammato. Che uccida Cassio,
	o Cassio lui, o si uccidano l'un l'altro,
	in ogni caso va tutto a mio vantaggio.
	Se Roderigo la scampa, reclamer
	ampia restituzione dell'oro e delle gioie
	che gli ho truffato come doni per Desdemona.
	 da evitare. Se la scampa Cassio
	la vita gli riserba giorni radiosi
	che oscureranno me; inoltre il Moro
	potrebbe smascherarmi con lui, ed 
	un gran pericolo. No, deve morire.
	Ma zitti, lo sento avvicinarsi.

.Entra Cassio..

RODERIGO
	Conosco il suo passo;  lui. Muori, marrano!
.Assale Cassio..

CASSIO
	Quel colpo sarebbe stata la mia fine,
	ma la mia cotta di maglia  migliore
	di quel che credi; proviamo la tua. .Ferisce Roderigo..

RODERIGO
	Ah, sono morto!
.Iago da dietro ferisce Cassio alla gamba e esce..

CASSIO
			Sono storpiato per sempre,
	luci, luci, all'assassinio, all'assassinio! .Cade..

.Entra Otello.

OTELLO
	La voce di Cassio. Iago  di parola.

RODERIGO
	O furfante che sono!

OTELLO
				Tu dici il vero.

CASSIO
	Aiuto, aiuto! Luci! Un medico!

OTELLO
	 lui. O nobile, onesto, giusto Iago,
	hai un senso magnanimo del torto
	fatto all'amico. Tu mi sei maestro...
	Bambina mia, il tuo drudo  morto
	e il tuo fato incombe. Vengo, sgualdrina,
	i tuoi occhi incantatori mi son tolto dal cuore.
	Il tuo letto di lussuria insozzato
	di sangue lussurioso sar macchiato. .Esce..

.Entrano Lodovico e Graziano..

CASSIO
	Ehil, non una guardia, un passante?
	All'assassinio, all'assassinio!

GRAZIANO
	 una disgrazia, il grido  straziante.

CASSIO
	Aiuto!

LODOVICO
		Ascoltate!

RODERIGO
				Ah, sciagurato furfante.
LODOVICO
	Due o tre gemiti.  una notte buia,
	potrebbe essere un agguato, non  prudente
	avvicinarsi a questo luogo senza scorta.

RODERIGO
	Non viene nessuno; morir dissanguato.

.Entra Iago con una torcia..

LODOVICO
	Ascolta!

GRAZIANO
	Arriva uno in camicia, con torce e armi.

IAGO
	Chi va l? Chi grida all'assassinio?

LODOVICO
	Non sappiamo.

IAGO
			Non sentiste delle grida?

CASSIO
	Di qua, di qua; per amor del cielo, aiuto!

IAGO
	Che succede?

GRAZIANO
	Mi pare che sia l'alfiere del Moro.

LODOVICO
	Proprio lui, un soldato valoroso.

IAGO
	Chi siete, che gridate a tutto spiano?

CASSIO
	Iago! Oh, sono stato aggredito,
	storpiato da furfanti! Datemi aiuto.

IAGO
	Ah, luogotenente! Chi sono i furfanti?

CASSIO
	Uno di loro dev'essere nei pressi,
	non pu sfuggirvi.

IAGO
				Ah, vili traditori!
	Voi, l, chi siete? Venite a dare aiuto.
.A Lodovico e Graziano..

RODERIGO
	Aiuto, aiuto, qui!

CASSIO
				 uno di loro.

IAGO
	Canaglia assassina, furfante! .Pugnala Roderigo..

RODERIGO
	Maledetto Iago, ah, cane disumano... oh, oh.

IAGO
	Uccidere col favore della notte?
	Dove sono questi ladri sanguinari?
	E come tutto tace in citt! All'assassinio!
	E voi chi siete, amici o nemici?

LODOVICO
	Se ci riconoscete lo saprete.

IAGO
	Il signor Lodovico?

LODOVICO
				S, signore.

IAGO
	Chiedo venia; qui c' Cassio ferito da furfanti.

GRAZIANO
	Cassio!

IAGO
		Che c', fratello?

CASSIO
	Ho la gamba tagliata in due.

IAGO
					Dio ne scampi!
	Luce, signori; lo fascer con la mia camicia.

.Entra Bianca..

BIANCA
	Cosa succede qui? Chi gridava?

IAGO
					Chi gridava?

BIANCA
	O mio caro Cassio, mio dolce Cassio!
	Cassio, Cassio!

IAGO
	Ah, la solita sgualdrina! Cassio, sospettate
	chi sia stato a ferirvi a questo modo?

CASSIO
	No.

GRAZIANO
	Mi angoscia trovarvi in questo stato;
	vi stavo cercando.

IAGO
				Passatemi una giarrettiera.
	Ecco... Una barella per rimuoverlo di qui!

BIANCA
	Ahim, vien meno! O Cassio, Cassio, Cassio!

IAGO
	Signori, sospetto che questa puttanella
	sia implicata. Fatevi forza, buon Cassio.
	Datemi una torcia; conosciamo quest'uomo?
	Ahim, il mio caro amico e conterraneo
	Roderigo? No... s, certo... cielo,  Roderigo!

GRAZIANO
	Il veneziano?

IAGO
			S, proprio lui; lo conoscevate?

GRAZIANO
	S, lo conoscevo.

IAGO
	Signor Graziano, vi chiedo perdono;
	questi fatti di sangue scuseranno
	i miei modi trascurati.

GRAZIANO
				Son lieto di vedervi.

IAGO
	Come state, Cassio? Una barella, una barella!

GRAZIANO
	Roderigo!

IAGO
		S,  lui. .Viene portata una barella..
			Ah, bene, la barella.
	Qualcuno lo porti via di qui, piano, piano;
	io vado a cercare il medico del generale.
	(.A Bianca.) E tu, donna, risparmia la fatica.
	Cassio, l'uomo che giace qui assassinato,
	era mio caro amico. C'era malanimo fra voi?

CASSIO
	No, nessuno; io neanche lo conosco.

IAGO (.A Bianca.)
	Ah, impallidisci? - Portatelo al coperto.
.Cassio e Roderigo vengono portati via. .
	Aspetta un momento, signorinella. Impallidisci?
	Vedete che ha il terrore negli occhi?
	Ah, se ti muovi... ne sapremo subito di pi.
	Osservatela bene, vi prego, guardatela;
	vedete, signori? La colpevolezza si rivela
	anche se fuori uso  la favella.

.Entra Emilia..

EMILIA
	Ahim, che  successo? Che  successo, marito?

IAGO
	Cassio ha subito un agguato nel buio,
	da Roderigo e altri che sono fuggiti.
	Lui  moribondo, e Roderigo  morto.

EMILIA
	Ahim, povero signore! Ahim, povero Cassio!

IAGO
	Ecco il frutto dell'andare a puttane.
	Ti prego, Emilia, fatti dire da Cassio
	dove ha cenato questa sera. Ah, adesso tremi?

BIANCA
	Ha cenato da me, ma non tremo per questo.

IAGO
	Ah,  cos? Ti ingiungo di seguirmi.

EMILIA
	Vergognati, vergognati, sgualdrina!

BIANCA
	Non sono una sgualdrina, conduco vita onesta
	come voi che m'insultate.

EMILIA
				Come me? Vergognati!

IAGO
	Gentili signori, rechiamoci a vedere
	se hanno medicato Cassio. Tu, donna, vieni,
	dovrai raccontarci un'altra storia.
	Emilia, tu corri alla cittadella,
	e riferisci ai signori cos' accaduto.
	Volete avviarvi, vi prego? (.A parte.) Quest' la nottata
	in cui la mia fortuna sar fatta, o rovinata. .Escono..

/:/Scena seconda


.Una camera nel castello.

Desdemona a letto addormentata.

Entra Otello con un lume..

OTELLO
	 la causa,  la causa, anima mia;
	ma a voi non la dir, caste stelle.
	 la causa; ma non verser il suo sangue
	n scalfir la sua pelle pi bianca
	della neve e liscia come alabastro sepolcrale.
	Pure deve morire, o tradir altri uomini.
	Prima spegni una luce, e poi quell'altra;
	se spengo questa fiaccola, e mi pento,
	posso ripristinare la sua luce;
	ma una volta spenta la tua luce,
	o modello compiuto della perfezione di natura,
	non so dove si trovi il fuoco prometeico
	che la riaccenda. Quand'ho svelto la rosa
	non posso pi ridarle il suo rigoglio;
	appassisce per forza. L'odorer sullo stelo. .La bacia..
	O alito balsamico, che quasi induci
	la Giustizia a spezzare la sua spada!
	Un altro; un altro. Resta cos nella morte,
	e io ti uccider, e ancora ti amer.
	Ancora un bacio, e sia l'ultimo bacio.
	Mai dolcezza fu cos fatale. Piango,
	s, ma lacrime crudeli;  una pena celestiale,
	colpisce l'oggetto del suo amore. Si ridesta...

DESDEMONA
	Chi c'? Otello?

OTELLO
			S, Desdemona.

DESDEMONA
	Venite a letto, mio signore?

OTELLO
	Hai detto le preghiere questa sera,
	Desdemona?

DESDEMONA
			S, mio signore.

OTELLO
	Se ti sovviene d'una qualche colpa
	che ancora non abbia ricevuto
	la grazia del perdono, invocalo subito.

DESDEMONA
	Che intendete dire, mio signore?

OTELLO
	Fallo, e in fretta, io star discosto;
	non voglio uccidere la tua anima impreparata,
	no - Dio ne guardi - non la tua anima.

DESDEMONA
	Parlate di uccidere?

OTELLO
				S, di uccidere.

DESDEMONA
	Allora il cielo abbia piet di me!

OTELLO
	Amen, con tutto il cuore!

DESDEMONA
	Se dite cos, spero che non mi ucciderete.

OTELLO
	Uhm!

DESDEMONA
	Eppure ho paura, perch quando roteate
	gli occhi a questo modo, siete esiziale.
	Non so perch dovrei aver paura,
	essendo senza colpa, ma ho paura.

OTELLO
	Pensa ai tuoi peccati.

DESDEMONA
				L'amore che ho per voi.

OTELLO
	E per quello morrai.

DESDEMONA
	 una morte innaturale quella data per amore.
	Ah, perch vi mordete cos il labbro?
	Una collera sanguinaria vi scuote tutto;
	sono neri presagi. Eppure spero, spero
	che non siano per me.

OTELLO
				Taci e non muoverti!

DESDEMONA
	Obbedisco. Ma cos' mai successo?

OTELLO
	Il fazzoletto che mi era cos caro,
	e che ti regalai, tu l'hai dato a Cassio.

DESDEMONA
	No, sulla vita e sull'anima mia.
	Mandatelo a chiamare e chiedete a lui.

OTELLO
	Attenta, dolce anima, attenta
	a non spergiurare; sei sul letto di morte.

DESDEMONA
	S, ma non ancora per morire.

OTELLO
	Invece s, e subito;
	confessa perci francamente il tuo peccato,
	perch negare questo o quest'altro punto
	col giuramento, non smuover n soffocher
	la certezza che in cuore mi tormenta.
	Devi morire.

DESDEMONA
	Dio abbia piet di me!

OTELLO
	Amen, io dico.

DESDEMONA
	E abbiatene anche voi! Mai in vita mia
	vi ho fatto torto... Mai ho amato Cassio,
	se non di quell'amore ammesso anche dal cielo.
	Non gli ho mai dato pegni.

OTELLO
					Per Dio,
	gli ho visto in mano il mio fazzoletto.
	Spergiura, mi rendi il cuore di pietra,
	e vuoi farmi chiamare assassinio
	il sacrificio che intendo compiere.
	Ho visto il fazzoletto.

DESDEMONA
				Allora l'ha trovato,
	io non gliel'ho mai dato. Chiamatelo,
	fategli confessare la verit.

OTELLO
					Ha confessato.

DESDEMONA
	Che cosa, mio signore?

OTELLO
				Che ha...
	usato di te.

DESDEMONA
	Come, disonestamente?

OTELLO
	S.

DESDEMONA
	Non pu dirlo.

OTELLO
			No, ha la bocca tappata.
	L'onesto Iago ha provveduto a questo.

DESDEMONA
	La mia paura m'illumina... Allora  morto?

OTELLO
	Se avesse avuto una vita per capello
	tutte gliele avrebbe strappate la mia vendetta.

DESDEMONA
	Ahim, lui  stato tradito, ed io perduta.

OTELLO
	Ah, sgualdrina... piangi per lui davanti a me?

DESDEMONA
	Scacciatemi, mio signore, ma non uccidetemi.

OTELLO
	Gi, sgualdrina!

DESDEMONA
	Uccidetemi domani, fatemi vivere stanotte.

OTELLO
	Ah, se resisti...

DESDEMONA
			Solo una mezz'ora,
	il tempo di dire una preghiera!

OTELLO
	 troppo tardi. .La soffoca..

DESDEMONA
	Mio Dio, mio Dio, mio Dio!

EMILIA (.Da dentro.)
	Signore, signore, ohil, signore!

OTELLO
	Che grida son queste? Non  morta? non ancora morta?
	Io che sono crudele, sono anche pietoso,
	non voglio prolungarti l'agonia... Ecco, ecco.

EMILIA (.Da dentro.)
	Ohil, signore, signore!

OTELLO
					Chi c'?

EMILIA (.Da dentro.)
	Mio buon signore, ho da dirvi una parola.

OTELLO
	S,  Emilia... vengo subito...  morta;
	S, verr a dirmi della morte di Cassio.
	Le grida erano qui... Ah, non si muove pi,
	muta come una tomba. Devo farla entrare?
	Faccio bene? Mi pare che si muova ancora.
	No... che devo fare? Se la faccio entrare
	certamente vorr parlare con mia moglie.
	Mia moglie, mia moglie; io non ho moglie...
	 insopportabile! Che ora tremenda!
	Ora dovrebbe esserci un'immensa eclissi
	di sole e luna, e il globo atterrito
	spalancarsi di fronte al mutamento.

EMILIA (.Da dentro.)
					Vi scongiuro,
	lasciate che vi parli, mio signore.

OTELLO
	Ti avevo scordata. Entra, Emilia.
	Piano, un momento. Fammi tirare le tende.
	Dove sei? .Apre la porta..

.Entra Emilia..

			Che cosa ti succede adesso?

EMILIA
	Oh, mio signore, sono stati commessi turpi delitti!

OTELLO
	Cosa? Adesso?

EMILIA
			Adesso, mio signore.

OTELLO
	 la luna che devia dal suo corso,
	avvicinandosi pi del solito alla terra
	e fa impazzire gli uomini.

EMILIA
					Cassio,
	mio signore, ha ucciso un giovane veneziano
	chiamato Roderigo.

OTELLO
				Roderigo ucciso?
	E anche Cassio?

EMILIA
				No, lui non  morto.

OTELLO
	Cassio non  morto? Allora il delitto
	ha stonato, e la dolce vendetta dissona.

DESDEMONA
	Ingiustamente, ingiustamente uccisa!

EMILIA
	Mio Dio, cos' questo grido?

OTELLO
					Che? Quale?

EMILIA
	Ahim,  la voce della mia signora;
	aiuto, aiuto, aiuto! O signora, parlate!
	dolce Desdemona, dolce signora, parlate!

DESDEMONA
	Muoio innocente.

EMILIA
	Ah, chi ha commesso questo delitto?

DESDEMONA
	Nessuno; io stessa. Addio.
	Riverisci il mio buon signore. Addio. .Muore..

OTELLO
	Come sarebbe stata assassinata?

EMILIA
						Chi lo sa?

OTELLO
	L'hai sentita dire che non sono stato io.

EMILIA
	L'ha detto; non posso negare il vero.

OTELLO
	 una bugiarda finita nel fuoco dell'inferno:
	l'ho uccisa io.

EMILIA
			Allora  un angelo,
	e voi tanto pi nero demonio!

OTELLO
	S'era data al vizio, ed era una puttana.

EMILIA
	 una calunnia, e tu sei un demonio.

OTELLO
	Era incostante come l'acqua.

EMILIA
	E tu impulsivo come il fuoco a crederla
	infedele. Era fedele come un angelo!

OTELLO
	Cassio l'ha montata; chiedi a tuo marito.
	Oh, meriterei il profondo dell'inferno
	se non mi fossi risolto a questo passo
	per giusti motivi. Tuo marito sapeva tutto.

EMILIA
	Mio marito?

OTELLO
	Tuo marito.

EMILIA
	Che tradiva il talamo nuziale?

OTELLO
	S, con Cassio. Ah, fosse stata fedele,
	se il cielo mi avesse creato un altro mondo
	d'un unico topazio perfetto e puro,
	non l'avrei data in cambio.

EMILIA
					Mio marito?

OTELLO
	S, lui mi ha per primo messo sull'avviso:
	 un uomo onesto, e odia il lerciume
	che s'appiccica alle azioni immonde.

EMILIA
	Mio marito?

OTELLO
			Perch lo ripeti, donna?
	S, tuo marito.

EMILIA
			O mia padrona,
	la perfidia s' fatta beffe dell'amore!
	Mio marito dire che era infedele?

OTELLO
	S, lui, tuo marito. Capisci le parole?
	Il mio amico, tuo marito, l'onesto, onesto Iago.

EMILIA
	Se dice cos, che la sua anima perfida
	marcisca un granellino al giorno! Mente dal cuore.
	Era fin troppo innamorata del suo sporco acquisto.

OTELLO
	Ah!

EMILIA
	Fammi quel che vuoi. Il tuo misfatto
	 indegno del cielo, come eri tu di lei.

OTELLO
	Faresti meglio a tacere.

EMILIA
	Tu non puoi farmi neanche met del male
	ch'io posso subire. O stupido credulone!
	Misero ignorante! Il tuo  un delitto...
	no, non temo la tua spada, ti denuncer
	anche se mi costasse venti vite. Aiuto, aiuto!
	Il Moro ha ucciso la mia padrona! All'assassinio!

.Entrano Montano, Graziano, Iago e altri..

MONTANO
	Che succede? Che c', generale?

EMILIA
	Ah, anche tu qui, Iago? Sei stato bravo,
	tutti ora addosseranno a te la colpa.

TUTTI
	Che succede?

EMILIA
	Smentisci questo furfante, se sei uomo;
	dice che tu gli hai raccontato che sua moglie
	lo tradiva. Io so che non pu essere,
	non sei un furfante di questa risma.
	Parla, il cuore mi scoppia.

IAGO
	Gli dissi quel che pensavo, e non di pi
	di quanto egli stesso appur che era vero.

EMILIA
	Ma gli hai mai detto che lei lo tradiva?

IAGO
	S.

EMILIA
	Hai detto una menzogna, una sporca,
	maledetta menzogna; sull'anima mia,
	una menzogna, un'infame menzogna!
	Tradirlo con Cassio? Hai detto con Cassio?

IAGO
	Con Cassio, donna. Su, frena la tua lingua.

EMILIA
	No, non la freno; devo invece parlare.
	La mia padrona  assassinata sul suo letto.

TUTTI
	Ah, Iddio non voglia!

EMILIA
	E le tue parole hanno istigato l'assassinio.

OTELLO
	No, non sbarrate gli occhi, padroni,  vero.

GRAZIANO
	Ma  assurdo!

MONTANO
			Un'azione mostruosa!

EMILIA
	Che infamia, che infamia, che infamia!
	A pensarci, par di fiutarla; che infamia!
	L'avevo immaginato... Mi uccider per il dolore.
	Che infamia, che infamia!

IAGO
					Ma sei impazzita?
	Ti ingiungo di tornare a casa.

EMILIA
	Buoni signori, datemi licenza di parlare.
	 giusto che gli obbedisca, ma non ora.
	Forse, Iago, non torner pi a casa.

OTELLO
	Oh, oh, oh! .Cade sul letto..

EMILIA
			S, accasciati e ruggisci,
	hai ucciso la creatura pi innocente
	che abbia mai levato occhi al cielo.

OTELLO (.Alzandosi.)
						Era corrotta.
	Quasi non vi riconoscevo, zio;
	vostra nipote  di l, e con queste mani
	le ho appena soffocato il respiro.
	Lo so che appare terribile e odioso...

GRAZIANO
	Povera Desdemona, sono contento
	che tuo padre sia morto; le tue nozze
	gli son state fatali, ed il dolore
	gli ha troncato il filo della vita.
	Se fosse vivo, questa vista lo indurrebbe
	a un atto disperato, a scacciare bestemmiando
	l'angelo custode dal suo fianco, e a dannarsi.

OTELLO
	 penoso, ma Iago sa
	che mille volte con Cassio ha commesso
	l'atto obbrobrioso. Cassio l'ha confessato;
	e lei ha ripagato le sue fatiche amorose
	con quel segno e vincolo d'amore che io
	le avevo regalato. Gliel'ho visto in mano;
	un fazzoletto, un antico pegno
	donato da mio padre a mia madre.

EMILIA
	O Dio, Dio del cielo!

IAGO
				Cristo, chiudi il becco.

EMILIA
	Verr fuori, verr fuori! No, non sto zitta,
	signore, no, parler libera come l'aria;
	anche se il cielo, gli uomini, i demoni,
	mi dessero tutti addosso, io parler.

IAGO
	Sii saggia, vattene a casa.

EMILIA
				No! .Iago fa per colpirla..

GRAZIANO
	Vergogna, alzare la spada su una donna!

EMILIA
	Ah, stupido Moro, il fazzoletto di cui parli
	l'ho trovato per caso e dato a mio marito,
	perch spesso con pesante insistenza,
	pi di quanto meritasse quella cosuccia,
	mi aveva chiesto di rubarlo.

IAGO
					Brutta puttana!

EMILIA
	Lei darlo a Cassio? No, l'ho trovato io
	e l'ho dato a mio marito.

IAGO
				Carogna, menti!

EMILIA
	No, per il cielo, no, signori.
	Stupido assassino! Che poteva farsene
	d'una donna cos buona un tale sciocco?

OTELLO
	Non esistono folgori nel cielo
	che non servano solo per il tuono?
	Lurida canaglia!
.Si avventa su Iago. Iago pugnala Emilia..

GRAZIANO
	La donna si accascia; ha ucciso sua moglie.

EMILIA
	S, s... stendetemi accanto alla mia padrona.
.Esce Iago..

GRAZIANO
	 fuggito, ma sua moglie  morta.

MONTANO
	 un gran farabutto; prendete quest'arma
	che ho tolto al Moro; state fuori di guardia
	e non fatelo passare. Piuttosto uccidetelo,
	io inseguir quella canaglia,  un maledetto furfante.
.Escono Montano e Graziano..

OTELLO
	Non ho pi forza, anche un omuncolo
	si prende la mia spada. Ma perch l'onore
	sopravviverebbe all'onest? Alla malora.

EMILIA
	Cosa presagiva la tua canzone, mia signora?
	Ascolta, puoi sentirmi? Far il cigno
	che muore cantando; (.Canta.) ".Salice, salice, salice.".
	Moro, era casta; ti amava, Moro crudele;
	Dio salvi la mia anima; dico il vero.
	E parlando sincera, io muoio, muoio. .Muore..

OTELLO
	Ho un'altra arma in questa camera;
	una spada di Toledo, temprata nel gelo
	d'un ruscello. Eccola; zio, fatemi uscire.

GRAZIANO (.Da dentro.)
	Se ci provi, ti coster caro;
	sei disarmato, devi sottometterti.

OTELLO
	Allora vieni dentro a parlare con me
	o, disarmato come sono, ti attaccher.

.Entra Graziano..

GRAZIANO
	Che succede?

OTELLO
			Guardate, ho una spada;
	una migliore non ha mai poggiato
	sulla coscia d'un soldato. Ho visto giorni
	in cui con questo braccio e questa spada
	mi sono aperto un varco contro ostacoli
	venti volte pi forti. Ma, sciocca vanteria,
	chi pu controllare il suo destino?
	Non  cos ora. Non abbiate paura,
	anche se mi vedete cos armato;
	qui  la fine del mio viaggio, la meta
	e l'ultimo traguardo della mia vela.
	Indietreggiate sgomento? Inutile paura;
	basta puntare un giunco sul petto d'Otello
	e si ritira. Dove potrebbe andare Otello?
	Com' ora il tuo volto, creatura sventurata?
	Bianco come la tua camicia. Quando c'incontreremo
	il giorno del giudizio, questo tuo aspetto
	far precipitare dal cielo la mia anima,
	e saranno i diavoli a ghermirla. Fredda,
	fredda, bambina mia, come la tua castit.
	O maledetto scellerato! A frustate, diavoli,
	toglietemi questa visione celestiale;
	sballottatemi in vortici di vento,
	bruciatemi nello zolfo, trascinatemi
	in precipiti abissi di fuoco liquido!
	Oh, Desdemona, Desdemona, morta!
	Oh, oh, oh.

.Entrano Lodovico, Montano, ufficiali con Iago prigioniero e Cassio su una barella..

LODOVICO
	Dov' quel pazzo sventurato?

OTELLO
	Colui che era Otello; eccolo qui.

LODOVICO
	E quel serpente? Portatelo qui.

OTELLO
	Guardo se ha il piede forcuto; ma  una favola...
	Se sei un demonio, non ti posso uccidere. .Ferisce Iago..

LODOVICO
	Toglietegli quella spada.

IAGO
	Sanguino, ma non sono morto.

OTELLO
	Non mi rincresce; vorrei che tu vivessi
	perch per me morire  una benedizione.

LODOVICO
	Ah, Otello, tu un tempo cos buono,
	caduto nelle trame di un verme maledetto,
	che cosa si dir di te?

OTELLO
				Quel che volete.
	Dite pure, un assassino per onore;
	non mi ha spinto l'odio, ma l'onore.

LODOVICO
	Questo miserabile ha in parte confessato
	i suoi misfatti. Avevate concordato
	di uccidere Cassio?

OTELLO
	S.

CASSIO
	Caro generale, non ve ne diedi mai motivo.

OTELLO
	Ti credo, e ti domando perdono.
	Chiedete per favore a questo semidiavolo
	perch mi ha cos irretito anima e corpo?

IAGO
	Non chiedetemi nulla. Sapete quel che sapete,
	d'ora in poi non aprir pi bocca.

LODOVICO
	Come, nemmeno per pregare?

GRAZIANO
	Le torture gli apriranno la bocca.

OTELLO
	Be', tu fai bene.

LODOVICO
	Signore, dovete sapere cos' accaduto,
	quel che credo ignoriate. Ecco una lettera
	trovata in tasca al povero Roderigo;
	e questa  un'altra. Da una si deduce
	che Roderigo doveva uccidere Cassio.

OTELLO
	Scellerato!

CASSIO
			Mostruosa e perfida canaglia!

LODOVICO
	E quest'altra lettera di recriminazione
	pure trovata nelle sue tasche, pare
	che Roderigo intendesse mandarla
	a questo vil dannato, ma probabilmente
	Iago  giunto a buon punto e l'ha spacciato.

OTELLO
	Oh, perfido bastardo! Come hai avuto,
	Cassio, il fazzoletto di mia moglie?

CASSIO
	L'ho trovato in camera mia, e lui stesso
	ha appena confessato d'avercelo messo
	perch servisse a ottenere il suo scopo.

OTELLO
	Ah, stolto, stolto, stolto!

CASSIO
	Inoltre nella lettera Roderigo
	rimprovera Iago d'averlo indotto
	a provocarmi durante la guardia,
	e causare cos la mia destituzione;
	e or ora, dopo che pareva gi morto,
	ha detto che fu Iago a colpirlo e a istigarlo.

LODOVICO
	Lasciate questa stanza e venite con noi.
	Siete destituito di potere e comando
	e Cassio assume il governo di Cipro.
	Per questo verme, se c' sopraffina crudelt
	per torturarlo duramente e a lungo,
	gli venga riservata. Voi resterete
	sotto stretta sorveglianza fino a quando
	la Repubblica di Venezia non sia informata
	sulla natura delle vostre colpe. Portatelo via.

OTELLO
	Un momento; una parola o due.
	Alla Repubblica ho reso dei servigi
	e ne sono informati; basta cos.
	Vi prego che nelle vostre lettere,
	quando riferirete questi tristi fatti,
	li presentiate come sono, senza attenuare
	o aggravare nulla per malanimo.
	Direte allora d'uno che nell'amore
	fu malaccorto, ma fin troppo ardente;
	d'uno non facilmente ingelosito,
	ma portato ad estremi disperati
	se messo su; d'uno che di sua mano,
	come un barbaro indiano, gett via
	una perla pi preziosa di tutta la sua trib;
	d'uno che non abituato a struggersi,
	con occhi soggiogati versa profusamente lacrime
	come le piante d'Arabia stillano resina.
	Scrivete questo; e dite ancora
	che una volta ad Aleppo, quando
	un turco prepotente e inturbantato
	bastonava un veneziano e ingiuriava
	lo stato, io afferrai alla gola
	quel cane circonciso, e lo finii cos. .Si pugnala..

LODOVICO
	Ah, sanguinoso epilogo!

GRAZIANO
				Pi non servon le parole.

OTELLO
	Ti baciai prima d'ucciderti; per finire
	non c' che di mia mano su un bacio morire.
.Cade sul letto e muore..

CASSIO
	Lo temevo, ma lo credevo disarmato,
	perch era un gran valoroso

LODOVICO (.A Iago.)
			O cane spartano,
	pi funesto del dolore, della fame o del mare,
	guarda il tragico strazio su questo letto;
	 opera tua! Lo spettacolo avvelena la vista;
	copriteli. Graziano, voi tenetevi la casa
	e il possesso dei beni del Moro; vi spettano
	in eredit. A voi, governatore,  demandata
	la punizione di questo diabolico furfante,
	giorno, luogo e supplizio. Nessuna piet!
	Io torno subito a bordo e col cuore straziato
	di questi tristi eventi riferir allo stato. .Escono..

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