"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Enrico V
Traduzione di Andrea Cozza


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



CORO (.anche in funzione di .PROLOGO. ed .EPILOGO)

.Re. ENRICO V

.Duca di .BEDFORD (.gi Principe di Lancaster.), .fratello del Re.
.Duca di .GLOUCESTER, .fratello del Re.
.Duca di .CLARENCE, .fratello del Re
Duca di .EXETER, .zio del Re
Duca di .YORK, .cugino del Re
Conte di .SALISBURY
.Conte di .WESTMORELAND
.Conte di .WARWICK
.Conte di .HUNTINGDON
.Arcivescovo di .CANTERBURY
.Vescovo di .ELY

.Richard, Conte di .CAMBRIDGE,. cospiratore contro il Re
Henry, Lord .SCROPE,. cospiratore contro il Re
Sir Thomas .GREY,. cospiratore contro il Re

Sir Thomas .ERPINGHAM, .ufficiale dell'esercito del Re.
FLUELLEN, .Capitano gallese, ufficiale dell'esercito del Re.
GOWER,. Capitano inglese, ufficiale dell'esercito del Re.
MACMORRIS, .Capitano irlandese, ufficiale dell'esercito del Re.
JAMY, .Capitano scozzese, ufficiale dell'esercito del Re

John. BATES, .soldato nell'esercito del Re
Alexander .COURT, .soldato nell'esercito del Re
Michael .WILLIAMS, .soldato nell'esercito del Re

Alfiere .PISTOLA, .al seguito dell'esercito
Tenente .BARDOLFO, .al seguito dell'esercito
Caporale .NYM, .al seguito dell'esercito.
PAGGIO (.gi al servizio di Falstaff.), .al seguito dell'esercito.

OSTESSA .Nella, gi madama Quickly e ora moglie di Pistola

Un. ARALDO. inglese

Carlo VI., RE DI FRANCIA
REGINA. Isabella di Francia
Principessa .CATERINA, .loro figlia
Luigi, il .DELFINO, .loro figlio e erede

Gran. CONNESTABILE .di Francia
Duca di .ORLANS., nipote del Re
Duca di .BRETAGNA
.Duca di .BORBONE
.Duca di .BERRY
.Signore di .GRANDPR
.Signore di .RAMBURES
.Signore di .BEAUMONT

.Duca di .BORGOGNA

MONTJOY., araldo francese
Il. GOVERNATORE .di Harfleur.
AMBASCIATORI .di Francia presso il Re d'Inghilterra
Monsieur Le Fer, .SOLDATO. francese.

ALICE, .dama di compagnia della Principessa Caterina

Nobili, dame, ufficiali, messaggeri, soldati e cittadini.



	LA CRONACA STORICA DI ENRICO QUINTO,
		CON LA BATTAGLIA COMBATTUTA
			AD AGINCOURT IN FRANCIA.

	CON LA PARTECIPAZIONE DELL'ALFIERE PISTOLA.

	COS COME  STATA PI VOLTE RAPPRESENTATA
			DAI SERVITORI
	DEL MOLTO ONOREVOLE LORD CIAMBELLANO.

/:/[PROLOGO]



.Entra il .[.Coro come.] .Prologo..

CORO
	Oh, per una Musa di fuoco, capace di ascendere
	al risplendente empireo dell'Invenzione:
	un regno per palcoscenico, principi per attori,
	e monarchi, a spettatori di un dramma grandioso!
	Allora s che, da par suo, il battagliero Harry
	sarebbe un Marte personificato, ed alle sue calcagna,
	tenuti a freno come dei segugi, Ferro, Fuoco e Fame
	s'acquatterebbero, cupidi d'azione. Ma perdonate, pubblico cortese,
	la scarsa, incerta ispirazione di chi ebbe l'ardire,
	su questa indegna impalcatura, di portare in scena
	s epica vicenda. Pu contenere, quest'angusta arena,
	gli sconfinati campi della Francia? Possiam stipare a forza
	in questo "O" di legno anche solo i cimieri
	che ad Agincourt fecer tremare il cielo?
	Ah, perdonateci! perch uno sgorbio da nulla
	pu, nel suo piccolo, rappresentare un milione.
	Lasciate dunque a noi, gli zeri di s gran rendiconto,
	di fare appello alle forze dell'immaginazione.
	Immaginate che entro la cinta di questi muri
	sian confinati due possenti reami
	che si confrontan dall'alto dei loro orgogliosi confini,
	divisi solo da un periglioso braccio di mare.
	Supplite voi, col vostro pensiero, alle nostre carenze:
	dividete ogni singolo uomo in mille unit,
	cos creando armate immaginarie.
	Pensate, se vi parliam di cavalli, di vederli voi stessi
	calcare i lor fieri zoccoli nella terra amica;
	 alla vostra mente che spetta ora equipaggiare i sovrani
	e condurli per ogni dove, bruciando i tempi
	e condensando gli eventi di molti anni
	in un voltar di clessidra: e proprio a questo fine
	fatemi fare in questa storia, vi prego, la parte del Coro;
	ed io, da prologo, vi chieder umilmente di esser pazienti
	e giudicare cortesemente il nostro spettacolo con occhi indulgenti.
.Esce..

/:/ATTO I



.Scena I


.Entrano l'arcivescovo di Canterbury e il Vescovo di Ely..

CANTERBURY
	Mio signore, vi dir: han riproposto il progetto di legge
	che nell'undicesimo anno di regno del defunto re
	poco manc non venisse approvato, e in verit a nostro danno,
	non fosse che i torbidi di quel tormentato periodo
	imposero il rinvio di ogni ulteriore dibattito.

ELY
	Ma adesso, mio signore, come faremo ad opporci?

CANTERBURY
	Dobbiamo pensarci bene. Se la legge contro di noi passa,
	perdiamo la parte migliore dei nostri possedimenti
	di tutti i domini temporali che uomini di fede
	hanno per testamento lasciato alla Chiesa
	ci voglion spogliare costoro. E cos calcolano il loro valore:
	rendite tali da mantenere, per l'onore del Re,
	ben quindici conti e mille e cinquecento cavalieri,
	con seimila e duecento valenti scudieri;
	e poi, per l'assistenza ai lebbrosi ed ai vecchi infermi,
	ai poveretti indigenti ormai inabili al lavoro,
	un centinaio di ospizi forniti di tutto punto;
	ed oltre a questo, pei forzieri del Re
	mille sterline l'anno. Questo dice il progetto.

ELY
	Gran bella spremuta!

CANTERBURY
			Quelli si bevono pure tazze e bicchieri!

ELY
	Ma come impedirlo?

CANTERBURY
	Il Re  toccato dalla Grazia, e nobilmente disposto.

ELY
	E ama sinceramente la santa Chiesa.

CANTERBURY
	I suoi trascorsi giovanili non promettevano tanto.
	Ma non appena la vita ebbe lasciato il corpo del padre suo
	quella sua intemperanza, in lui mortificata,
	parve anch'essa spirare. Anzi, proprio in quel frangente,
	la Riflessione apparve, in guisa di angelo,
	a scacciar via da lui l'Adamo peccaminoso,
	lasciando il suo corpo come un paradiso,
	dimora e involucro di ispirazioni celesti.
	Mai conversione allo studio fu pi repentina;
	mai ravvedimento fu tanto impetuoso
	da spazzar via i peccati come un fiume in piena;
	n mai le teste d'Idra dell'Intemperanza
	furon mozzate cos, subito, in un sol colpo,
	come in questo re.

ELY
			Un cambiamento che ci rende felici.

CANTERBURY
	Solo a sentirlo ragionare di teologia,
	colmi d'ammirazione e dal profondo del cuore
	vorreste che diventasse un prelato.
	Sentitelo mentre dibatte un qualche affare di Stato:
	direste che mai non ha studiato altro.
	Ascoltatelo parlare di guerra e vi accadr di sentire
	che una tremenda battaglia lui ve la rende in musica.
	Sottoponetegli un qualsiasi dilemma politico,
	ed egli ne scioglier il nodo gordiano
	quasi che fosse la sua giarrettiera: sicch, quando  lui a parlare,
	l'aria, che pure ha licenza di andar dove vuole, s'arresta,
	mentre un muto stupore s'annida nell'orecchio degli astanti
	pronto a carpire il segreto di quel suo eloquio dolce come il miele.
	Soltanto l'arte e l'esperienza della vita pratica
	possono averlo tanto bene ammaestrato nella teoria:
	sembra incredibile che Sua Grazia ne abbia fatto tesoro,
	lui che era cos dedito agli svaghi pi insulsi
	in compagnia di gente incolta, rozza e superficiale,
	che il tempo lo passava in orge, banchetti e spassi,
	senza che mai si notasse in lui una tendenza allo studio
	o alla meditazione, n un voluto appartarsi
	da frequentati ritrovi o dal contatto con la plebe.

ELY
	La fragola cresce all'ombra dell'ortica
	e bacche salutari proliferano e maturano meglio
	accanto a frutti di qualit inferiore:
	e cos il principe volle occultare la sua natura riflessiva
	dietro a un velame di dissolutezza; ed essa, senza dubbio,
	veniva su come l'erba d'estate, che cresce la notte
	non vista, eppure, di per s, rigogliosa.

CANTERBURY
	Sar cos, giacch  finito il tempo dei miracoli:
	pertanto ci tocca per forza ammettere che ci sono altri mezzi
	perch le cose maturino a perfezione.

ELY
					Ma intanto, mio buon signore,
	come si fa a mitigare gli effetti di questa legge
	promossa dai Comuni? E Sua Maest
	 favorevole o contrario?

CANTERBURY
				Si direbbe neutrale,
	o forse un po' pi incline ad assecondare noialtri
	che a incoraggiare i proponenti, a noi ostili;
	visto che a Sua Maest io ho fatto l'offerta -
	in occasione della nostra assemblea sinodale,
	e in relazione al contenzioso tuttora aperto
	con la Francia, di cui ho con Sua Grazia
	ampiamente discusso - di dare a lui una somma pi grande
	di quanto il clero, in una volta sola,
	mai abbia versato ai suoi predecessori.

ELY
	E come vi pare sia stata accolta l'offerta, mio signore?

CANTERBURY
	Assai di buon grado, da parte di Sua Maest;
	solo che ci manc il tempo di chiarire
	come Sua Grazia, se ho ben capito, avrebbe desiderato,
	tutti i dettagli delle indiscusse motivazioni
	su cui si fondano i suoi titoli a taluni ducati
	e, pi in generale, alla corona e al trono di Francia,
	che gli derivan dal suo bisnonno Edoardo.

ELY
	Cosa vi fece interrompere tale colloquio?

CANTERBURY
	L'ambasciatore di Francia, proprio in quel momento,
	venne a chiedere udienza, e credo sia giunta l'ora
	di dargli ascolto: son gi le quattro?

ELY
	Proprio cos.

CANTERBURY
	Allora entriamo, e sentiamo le sue proposte:
	avrei buon gioco a prevederne il tenore
	prima che quel francese dica una sola parola.

ELY
	Vi accompagno, e non vedo l'ora di sentirle. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano il Re .[.Enrico.],. Gloucester, Bedford, Clarence, Warwick, Westmoreland, e Exeter..

ENRICO
	Dov' Sua Grazia l'arcivescovo di Canterbury?

EXETER
	Non qui fra i presenti.

ENRICO
				Mandatelo a chiamare, buon zio.

WESTMORELAND
	Facciamo entrare l'ambasciatore, mio sire?

ENRICO
	Non ancora, cugino mio: occorre deliberare,
	prima di dargli udienza, su alcune questioni importanti
	che molto ci dan da pensare, riguardo a noi e la Francia.

.Entrano i due Vescovi..

CANTERBURY
	Dio e i Suoi angeli proteggano il vostro sacro trono,
	e ve lo facciano occupare a lungo e con onore.

ENRICO
						Bene. Vi ringraziamo.
	Dotto Arcivescovo, vi preghiamo di continuare
	e di spiegarci, al lume di religione e giustizia,
	se quella legge salica che ha valore in Francia
	possa o non possa vanificare le nostre pretese.
	E Dio non voglia, mio caro e fedele signore,
	farvi manipolare, forzare o falsare la vostra interpretazione,
	o sottilmente addossare alla vostra coscienza razionale
	il patrocinio di pretese illegittime, la cui giustezza
	male si intona al naturale colore della verit.
	Iddio sa bene quanti, oggi in buona salute,
	dovran versare il loro sangue a sostegno
	di quanto Vostra Eminenza ci indurr a fare:
	state perci bene attento nell'impegnare la nostra persona,
	nel risvegliare la spada di guerra, tuttora dormiente.
	In nome di Dio, vi ingiungiamo di fare attenzione,
	che mai due regni come i nostri si sono scontrati
	senza un gran spargimento di sangue; e ogni goccia innocente
	sar ognuna un lamento e una dolente rampogna
	contro colui che a torto volle affilare le spade
	a far cotanto scempio di effimere vite mortali.
	Tenendo a mente questo solenne richiamo, parlate, Eminenza:
	noi ascolteremo attenti, convinti in cuor nostro
	che quanto dite  stato lavato e purificato nella vostra coscienza,
	come il peccato al fonte battesimale.

CANTERBURY
	Allora ascoltatemi, grazioso sovrano, e voi Pari
	che fedelt dovete, e la vita, con i vostri servigi,
	a questo trono imperiale. Non vi ha impedimento
	alle pretese di Vostra Altezza sul trono di Francia
	se non questa citazione, attribuita a Faramondo:
	.In terram Salicam mulieres ne succedant .-
	"Nessuna donna potr succedere in terra salica".
	La qual terra salica, sostengono a torto i Francesi,
	altro non  che il regno di Francia, e Faramondo  per loro
	il creatore di questa legge che escluderebbe le donne.
	Eppure i loro stessi autori affermano esplicitamente
	che la terra salica si trova in Germania,
	tra il corso del fiume Sala e quello dell'Elba:
	ove Carlo Magno, avendo sottomesso i Sassoni,
	si lasci dietro ed insedi colonie di Franchi,
	i quali, avendo in dispregio le donne di Germania
	per certi loro costumi alquanto immorali,
	stabilirono allora questa legge: vale a dire, che nessuna femmina
	potr mai ereditare in terra salica.
	E la terra salica, che come ho detto era tra l'Elba e il Sala,
	nella Germania odierna si chiama Meissen.
	E dunque risulta chiaro che la legge salica
	non per il regno di Francia fu escogitata;
	n i Franchi preser possesso della terra salica
	prima di quattrocento e ventuno anni
	dal decesso di Re Faramondo,
	a torto ritenuto l'ideatore di questa legge.
	Questi mor nell'anno di nostra redenzione
	quattrocentoventisei; e Carlo Magno
	sottomise i Sassoni ed insedi i Franchi,
	di l dal fiume Sala, nell'anno
	ottocentocinque. Dicono inoltre i loro studiosi
	che Re Pipino, il quale aveva deposto Childerico,
	ritenendosi erede universale in quanto discendente
	da Blithilde, la figlia di Re Clotario,
	pot a buon diritto reclamare la corona di Francia.
	Anche Ugo Capeto, il quale usurp la corona
	di Carlo, Duca di Lorena, unico erede maschio
	della legittima discendenza diretta di Carlo Magno,
	per conferire al suo titolo un simulacro di legittimit
	anche se, a dir la pura verit, era nullo e viziato,
	si fece passare per erede di Madonna Lingarda,
	figlia di Carlomanno, a sua volta figlio
	di Ludovico imperatore, il Ludovico figlio
	di Carlo Magno. Anche Re Luigi Decimo,
	l'unico erede dell'usurpatore Capeto,
	non riusc a starsene con la coscienza tranquilla
	e la corona di Francia, finch non si fu assicurato
	che la leggiadra Regina Isabella, sua nonna,
	discendeva da Madonna Ermengarda,
	figlia di Carlo, il prefato Duca di Lorena:
	fu tramite quell'unione che la stirpe di Carlo Magno
	pot reinsediarsi sul trono di Francia.
	Pertanto  chiaro come il sole estivo
	che il titolo di Re Pipino, e le pretese di Ugo Capeto,
	e le certezze di Re Luigi, tutti sembran fondarsi
	sul buon diritto e il titolo di una donna,
	Lo stesso  valso, sino ad oggi, per i re di Francia,
	anche se poi si appellano a questa legge salica
	per impedire a Vostra Altezza di avanzare pretese per via femminile,
	e scelgon piuttosto di nascondersi in una rete
	che invalidare in tutto e per tutto i discutibili titoli
	a voi usurpati, e ai vostri progenitori.

ENRICO
	Posso in coscienza e a buon diritto reclamar la corona?

CANTERBURY
	Se c' peccato, ricada sulla mia testa, o temuto sovrano!
	Poich nel Libro dei Numeri  scritto:
	"Quando l'uomo muore, la sua eredit
	pu passare alla figlia". Grazioso sovrano,
	difendete il vostro diritto, spiegate la vostra bandiera tinta di sangue,
	ricordatevi dei vostri possenti antenati:
	andate, mio temuto signore, alla tomba del vostro bisnonno,
	l'eredit del quale voi reclamate; invocate il suo spirito guerriero
	e quello del vostro prozio, Edoardo il Principe Nero,
	che in territorio francese comp gesta tremende,
	sbaragliando l'intero esercito di Francia,
	mentre il suo formidabile padre, dall'alto d'un colle
	ristava sorridente a guardare il suo leoncello
	predare nel sangue dei nobili francesi.
	Oh nobili inglesi, che seppero impegnare
	con la met delle loro forze tutta la superbia della Francia,
	lasciando l'altra met a radersela, da spettatori
	del tutto inoperosi, contenti d'esserne fuori!

ELY
	Rinverdite il ricordo di quei prodi caduti
	e il vostro braccio possente ne rinnovi le gesta.
	Siete voi il loro erede, sedete voi su quel trono,
	il sangue e A coraggio che dette loro la fama
	corre nelle vostre vene: il mio sovrano, tre volte possente,
	vive la sua giovinezza come un lieto mattino di maggio,
	maturo per grandi gesta ed epiche imprese.

EXETER
	I re e monarchi della terra, vostri confratelli,
	si aspettano tutti che andiate alla riscossa,
	come gi fecero gli altri leoni della vostra stirpe.

WESTMORELAND
	Sanno che Vostra Grazia ha il buon diritto, e i mezzi, e forze:
	e Vostra Altezza li ha. Mai re d'Inghilterra
	si ebbe nobili pi ricchi e sudditi pi fedeli:
	i loro cuori qui in Inghilterra han disertato i corpi
	e gi sui campi di Francia han piantato le tende.

CANTERBURY
	Oh, che anche i corpi li seguano, amato sovrano,
	per sostenere la vostra causa col sangue, col ferro e col fuoco!
	Per dare appoggio all'impresa noi uomini di chiesa
	raccoglieremo per Vostra Altezza una somma s ingente
	quale mai il clero, in una singola elargizione,
	port ad alcuno dei vostri predecessori.

ENRICO
	Dobbiamo non solo armarci per invader la Francia,
	ma suddividere le nostre forze per poterci difendere
	dagli Scozzesi, che marceranno contro di noi
	se appena appena gliene offriamo il destro.

CANTERBURY
	Gli uomini delle marche di frontiera, grazioso sovrano,
	son baluardo sufficiente a difendere
	il retroterra da quei predoni di l dal confine.

ENRICO
	Non intendevo soltanto razzie e colpi di mano:
	temo piuttosto le intenzioni dell'intera nazione scozzese
	che  sempre stata, per noi, un vicino turbolento.
	Potrete leggere infatti che il mio bisnonno
	non and mai con le sue forze in Francia
	senza che gli Scozzesi sul suo regno sguarnito
	si rovesciassero, come la marea in una breccia,
	con tutto l'impeto e la pienezza delle loro forze,
	martoriando con feroci incursioni un paese indifeso,
	cingendo d'implacabile assedio castelli e citt:
	s da lasciar l'Inghilterra, svuotata dei suoi difensori,
	sconvolta e tremante alla merc di quei brutti vicini.

CANTERBURY
	Essa per, mio sire, sub pi paura che danni;
	basti pensare di quali esempi essa  stata capace.
	Quando tutti i suoi cavalieri trovavansi in Francia
	ed essa era una vedova, in lutto per i suoi nobili,
	non solo seppe assai bene difender se stessa,
	ma cattur e mise in gabbia, come un cane randagio,
	il Re di Scozia, che in Francia poi volle spedire
	per coronare la fama di Re Edoardo con re prigionieri,
	e far ricchi di gloria i suoi libri di storia,
	cos come son ricchi i melmosi fondali marini,
	di relitti colati a picco e incalcolabili tesori.

ELY
	Ma vi  anche un detto molto antico e verace:
		"Se la Francia vuoi tu conquistare
		dalla Scozia fai bene a cominciare".
	Poich ogni volta che l'aquila inglese va a caccia di preda,
	nel suo nido incustodito la faina scozzese
	s'insinua di soppiatto, a suggerne le uova regali,
	facendo la parte del topo in assenza del gatto,
	straziando e guastando quel che non pu divorare.


EXETER
	Ne consegue che il gatto dovrebbe starsene a casa.
	Eppure questa non  necessit impellente,
	visto che abbiamo serrature per custodire i nostri beni,
	e trappole ingegnose per acciuffare i ladruncoli.
	Fintantoch il braccio armato si batte lontano da casa,
	la testa, ben consigliata, sapr difendersi in patria;
	giacch il governo, nelle sue gerarchie alte, medie e basse
	consta di pi elementi, che pure dan vita a un unico concerto
	ov'essi convergono in ricca e naturale armonia:
	come la musica.

CANTERBURY
			Vero. Proprio per questo alla condizione umana
	il cielo assegna molteplici funzioni
	e ne governa l'attivit in un moto perpetuo,
	al quale assegna, come obiettivo e fine ultimo,
	la subordinazione: cos lavoran, difatti, le api da miele,
	creature che per legge di natura servon da esempio
	di societ ordinata alla popolazione di un regno
	Esse hanno un re, e funzionari di diverso rango:
	alcuni in patria, come magistrati, vi fari rigare dritti;
	altri all'estero, come mercanti, esploran le vie del commercio;
	altri ancora, come soldati, armati di pungiglione,
	fanno man bassa dei vellutati boccioli detestate,
	e tal bottino allegramente portano a casa,
	alla regale tenda del loro imperatore:
	il quale, tutto preso dalla maest del suo ruolo, tien d'occhio
	i muratori che, cantando, tiran su tetti d'oro,
	i buoni borghesi che spremon cera dal miele,
	i poveri manovali che s'accalcano a trasportare
	quei loro grossi carichi sino al suo stretto portone,
	il giudice accigliato, che tetramente bofonchia
	nel consegnare a giustizieri spettrali
	il fuco torpido e ignavo. Io ne concludo
	che molte cose, purch dirette esclusivamente
	verso un unico fine, possono anche venire da opposte direzioni:
	cos come molte frecce, scoccate da punti diversi,
	centrano un solo bersaglio; e molte vie portano a un'unica citt,
	e molti dolci rivoli si versano nelle acque salate di un unico mare,
	e molte linee convergono al centro della meridiana.
	E cos possono mille azioni, purch bene avviate,
	tendere a un solo obiettivo e giungere tutte a buon fine,
	senza insuccessi. E allora in Francia, mio sire!
	Spartite in quattro la vostra felice Inghilterra;
	portatevi in Francia appena un quarto di essa,
	e voi con esso farete tremare la Gallia intera.
	Se noi, con forze tre volte superiori rimaste in patria,
	non sapremo tenere a bada i cani sull'uscio di casa,
	tanto vale lasciarci azzannare, e far perdere alla nostra nazione
	la sua reputazione di tenacia ed acume politico.

ENRICO
	Fate entrare i messi inviati dal Delfino.
	Adesso siam fermamente decisi; e con l'aiuto di Dio
	e di voi tutti, nobile nerbo del nostro potere,
	poich la Francia  nostra la ridurremo in soggezione,
	o la faremo a pezzi. O noi c'insedieremo col,
	dettando legge con autorit illimitata
	alla Francia e a tutti i suoi ducati, grandi quasi come regni,
	o lasceremo queste ossa in un'urna ingloriosa,
	senza alcun monumento o epigrafe sepolcrale.
	O la nostra storia dovr con parole sonanti
	favoleggiare delle nostre imprese, oppure la nostra tomba,
	rester muta come la bocca di un turco dalla lingua mozzata,
	senza neppure l'onore di un epitaffio di cera.
.Entrano gli ambasciatori di Francia..
	Ora siam pronti ad ascoltare ci che desidera
	il nostro amabile cugino, il Delfino: ci risulta infatti
	che non dal Re, ma da lui viene il vostro messaggio.

AMBASCIATORE
	Vostra Maest, vorrete cortesemente darci licenza
	di riferire in tutta franchezza la nostra ambasciata,
	oppure ci limitiamo a illustrarvelo un po' alla lontana
	il pensiero del Delfino, di cui siamo latori?

ENRICO
	Noi non siamo un tiranno, ma un re cristiano
	le cui passioni son soggette al suo illuminato volere
	tal quali i malfattori, in ceppi nelle sue prigioni.
	Diteci dunque francamente, senza troppi riguardi,
	che cosa vuole il Delfino.

AMBASCIATORE
				Allora, in breve, ecco qui:
	Vostra Altezza ha, or non  molto, inviato in Francia emissari,
	rivendicando taluni ducati, in forza del diritto
	del vostro grande predecessore, Re Edoardo Terzo.
	In risposta a tale pretesa, il principe nostro signore
	dice che voi tirate un po' troppo in lungo la giovinezza,
	e vi consiglia di metter la testa a partito; nessuna conquista
	farete in Francia con un'agile gagliarda:
	laggi i ducati non si ottengono a suon di baldorie.
	Egli vi manda pertanto qualcosa a voi pi congeniale,
	un barile di preziosi; e, come contropartita,
	vi prega di lasciarli perdere, i ducati che pretendete:
	che essi non sentan pi parlare di voi. Questo dice il Delfino.

ENRICO
	Quali preziosi, zio?

EXETER
				Palle da tennis, mio sire.

ENRICO
	Siami assai grati al Delfino per le sue amabili uscite.
	Vi ringraziamo per il suo dono e pel vostro disturbo.
	Quando opporremo a queste palle le nostre racchette
	ci giocheremo in Francia, a Dio piacendo, una tale partita
	che la corona di suo padre finir fuori gioco.
	Ditegli che ha scelto di cimentarsi con un avversario
	che metter sottosopra tutti i campi di Francia
	con i suoi tiri. E lo sappiamo benissimo
	che quando lui ci rinfaccia gli anni della dissipazione
	non ha nessun'idea dell'uso che ne abbiamo fatto.
	Povero trono d'Inghilterra! Mai gli demmo valore;
	e preferimmo tenerci alla larga da esso, abbandonandoci invece
	a barbara licenza:  cosa risaputa
	che pi uno  lontano da casa, pi cerca gli spassi.
	Dite al Delfino che osserver le forme della regalit,
	portandomi da re e spiegando le vele della mia grandezza
	il giorno che sar assiso sul mio trono di Francia.
	E a questo fine che la maest volli metter da parte,
	sgobbando come fa l'operaio nei giorni di lavoro;
	sol per risorgere laggi, sfolgorante di gloria,
	abbacinando gli occhi della Francia intera.
	Ma s! Pure il Delfino, vedendoci, rester abbagliato.
	Dite al faceto principe che la sua presa in giro
	ha cangiato le sue palle in proietti; e che la sua coscienza
	porta l'amara responsabilit della devastante vendetta
	che voler con essi. Molte migliaia di vedove
	questa sua beffa defrauder di mariti affettuosi;
	sottrarr i figli alle madri, far crollare castelli;
	e c' chi non  ancora nato e nemmen concepito
	eppure avr motivo di maledirla, la beffa del Delfino.
	Ma tutto questo  nelle mani di Dio,
	al quale io mi rimetto, e in nome del quale
	voi direte al Delfino che io sto per arrivare,
	per vendicarmi come posso e per levare il mio braccio
	di giustiziere in una causa sacrosanta.
	Andatevene dunque in pace, e dite al Delfino
	che la sua burla sembrer tutt'altro che spiritosa
	se a riderne saranno in pochi, e a pianger migliaia.
	Date a costoro una scorta adeguata. E buon viaggio.
.Escono gli ambasciatori..

EXETER
	Davvero spiritoso, il messaggio!

ENRICO
	Speriamo di farne arrossire il mandante.
	Perci vi dico, signori, che ogni ora  preziosa
	che possa aiutarci ad affrettare la spedizione,
	poich da questo momento abbiamo un solo pensiero, la Francia,
	anche se prima d'ogni altra cosa noi pensiamo a Dio.
	Chiamate subito a raccolta, per questa guerra,
	le nostre forze; e diamoci pensiero, urgentemente
	ma con giudizio, di tutto ci che aggiunga alle nostre ali
	qualche penna di pi: visto che - Iddio c' testimone -
	a casa di suo padre daremo al Delfino una bella lezione.
	Chiedo a ciascuno di dedicare ogni risorsa della sua mente
	a far partire questa nobile impresa a tamburo battente.
.Escono..

/:/ATTO II



.Squilli di tromba. Entra il Coro..

CORO
	Ora la giovent d'Inghilterra va tutta a fuoco,
	le dilettose sete riposano negli armadi.
	Ora son gli armaioli a far soldi, e l'idea dell'onore
	domina incontrastata nel petto di ciascun uomo.
	Vendon persino il pascolo per comprarsi il cavallo
	e per seguire lo specchio di tutti i re cristiani
	con le ali ai piedi, questi Mercuri inglesi.
	Ora  l'Ambizione che aleggia nell'aria,
	e la sua spada  coperta, dall'elsa alla punta,
	delle corone imperiali, baronali e ducali
	promesse a Enrico e a chi s'accinge a seguirlo.
	I Francesi, avvisati da abili spie
	di questi formidabili preparativi,
	tremano, lividi di paura, e con futili trame
	cercan di contrastare i propositi inglesi.
	O Inghilterra! Esempio di grandezza morale,
	corpo non grande, eppur dotato di grande cuore,
	cosa non sapresti fare, spronata da un senso d'onore,
	se tutti i tuoi figli si comportassero in modo filiale!
	Ma ecco, il Re di Francia scopre il tuo punto debole:
	un nido di traditori, ch'egli ora ricopre
	di ben altre corone; tre uomini corrotti -
	uno, Richard, il Conte di Cambridge, il secondo
	Henry di Masham, Lord Scrope, e il terzo
	un baronetto del Northumberland, Sir Thomas Grey -
	hanno per un po' d'oro francese, a loro disdoro,
	ordito una congiura con la Francia che trema.
	Per mano loro dovr morire questo re senza pari,
	se inferno e tradimento mantengon le loro promesse,
	prima che per la Francia s'imbarchi, a Southampton.
	Portate ancora un po' di pazienza, e noi verremo a capo
	di distanze incolmabili, condensando l'azione.
	L'oro  stato pagato, i traditori si sono accordati,
	il Re ha lasciato Londra, e la scena
	si trasferisce ora, o signori, a Southampton:
	 l ora il teatro,  l che voi siete seduti,
	ed  da l che, sani e salvi, vi sbarcheremo in Francia
	per riportarvi poi a casa, incantando quel braccio di mare
	che vi far agevolmente passare: ci sembra opportuno
	non mettere in subbuglio lo stomaco di nessuno.
	Poi, quando arriver il Re, e non prima di allora
	in quel di Southampton ci sposteremo ancora. .Esce..

/:/Scena I


.Entrano il Caporale Nym e il Tenente Bardolfo..

BARDOLFO
Ben arrivato, Caporale Nym.

NYM
Tenente Bardolfo, buond.

BARDOLFO
Dimmi, tu e l'Alfiere Pistola siete ancora amici?

NYM
Non lo so, e non lo voglio sapere. Sono uno che parla poco, ma quando verr il momento ci sar da ridere: accada quel che accada. Battermi non oso: si vede che terr gli occhi chiusi e il mio ferro sguainato.  uno spiedo qualsiasi, e con questo? Per rosolare il formaggio va ancora bene, e al freddo resiste quanto la spada di un altro. Punto e basta.

BARDOLFO
Vi pago la colazione. Cos tornate amici, e tutti e tre ce ne andiamo in Francia come fratelli giurati. Mettiamola cos, buon Caporale Nym.

NYM
Parola mia, voglio campare il pi a lungo possibile, questo  poco ma  sicuro; e quando non ce la far pi a campare far come posso. Un'ultima puntata, e poi ho chiuso.

BARDOLFO
Una cosa  certa, caporale: che ha sposato Nell Quickly. Come  certo che anche lei ti ha fatto torto, visto che il promesso sposo eri tu.

NYM
Non so che dire. Le cose vanno com' destino. Uno pu pure dormire e, mentre dorme, restare con la gola intatta, con tutti i coltelli affilati che ci sono in giro. Andr come deve andare. La pazienza  una giumenta sbiancata, eppure continua a tirar la carretta. Da qualche parte si finisce con l'arrivare. Non so proprio che dire.

.Entrano Pistola e l'Ostessa Quickly, sua moglie..

BARDOLFO
Eccoli qui, l'Alfiere Pistola e sua moglie. Buon caporale, cerca di star calmo.

NYM
	Che si dice, Pistola, caro il mio oste?

PISTOLA
	Vile meccanico, osi darmi dell'oste?
	Su questa mano io giuro che tal termine ho in spregio,
	n mai pi la mia Nell terr gente a pensione.

OSTESSA
No, in fede mia, non per molto. Non si pu dar vitto e alloggio a una dozzina, pi o meno, di gentildonne che si guadagnano onestamente il pane di punta e di cruna, senza che la gente si metta a pensare che teniamo un bordello...
[.Nym e Pistol sguainano le spade.]
Oddo, Vergine santa, qui me lo fanno a fette! Qui ci scappa l'omicidio, l'adulterio volontario!

BARDOLFO
Caro tenente, caporale carissimo! Niente baruffe!

NYM
Puah!

PISTOLA
	Puah a te, cane di Islanda! Cagnaccio islandese dalle orecchie pizzute!

OSTESSA
Buon Caporale Nym, fatti valere, e metti via quella spada.

NYM
	Datti una mossa! Da solo a solo ti voglio.

PISTOLA
	Da solassolo, cane matricolato? O vipera vile!
	Il solassolo sulla tua strabellissima faccia, lo sbatto!
	Il solassolo ficcatelo fra i denti, ed in gola,
	nei tuoi esecrandi polmoni, s, fino in pancia, perdio!
	o, peggio ancora, nelle tue luride fauci!
	Quel solassolo te lo ricaccio nelle budella:
	io so colpire, il dito di Pistola  sul grilletto,
	e ne scaturiranno fuoco e fiamme.

NYM
Non sono il diavolo Barbassone: il tuo esorcismo non funziona. Avrei una gran voglia di dartele di santa ragione. Se fai la carogna con me, Pistola, io ti dar una ripassata col mio brando, con rispetto parlando, s'intende. Se vieni fuori ti sforacchier un po' le budella, tanto per dirla in punta di forchetta: e questo  il succo del discorso.

PISTOLA
	O abbietto fanfarone e dannato, forsennato individuo!
	La tomba  spalancata, la morte ti concupisce e ti s'appressa.
	Fuoriesci ordunque!

BARDOLFO
Ascoltatemi, ascoltate le mie parole! Colui che colpisce per primo, lo infilzer fino all'elsa, com' vero che sono un soldato.

PISTOLA
	Un giuramento di possente possanza: or placasi il furore.
	Dammi il tuo pugno; qua la zampa, ti dico!
	Eccelso  il tuo coraggio.

NYM
Io ti taglio la gola una volta o l'altra, con rispetto parlando. Questo  il succo del discorso.

PISTOLA
	."Couple a gorge!".
	L'hai detta, la parola! Ti ritorno la sfida.
	Cane di Creta, vuoi tu la consorte involarmi?
	No! Vai allo spedale
	e dalla fumigante tinozza del disonore
	ripesca quella gatta impestata della razza di Criseide,
	Lola, detta Straccialenzuola, e falla tua sposa.
	lo ho, ed avr sempre, la .quondam .Quickly
	per mia unica donna; e .- pauca verba - .s' detto abbastanza.
	Falla finita!

.Entra il Paggio..

PAGGIO
Oste Pistola, dovete accorrere dal mio padrone; e anche voi, ostessa: sta molto male e vuol mettersi a letto. Buon Bardolfo, va' e caccia il viso fra le sue lenzuola: fagli tu da scaldino. Davvero, sta veramente male.

BARDOLFO
Vattene, monellaccio!

OSTESSA
Parola mia, uno di questi giorni far da budino ai corvi. Il Re gli ha spezzato il cuore. Mio buon marito, torna subito a casa.
.Esce .[.con il Paggio.].

BARDOLFO
Suvvia, voi due, volete tornare amici? In Francia dobbiamo andarci assieme. Perch diavolo dovremmo portare coltelli? Per tagliarci la gola l'un l'altro?

PISTOLA
	Che straripino i fiumi, e i diavoli ululino per la fame!

NYM
Mi darai gli otto scellini che mi devi per quella scommessa?

PISTOLA
	Infimo schiavo  chi paga.

NYM
Ma io li voglio adesso: questo  il succo del discorso.

PISTOLA
	Questo decider viril possanza: fatti sotto!
.Snudano le spade..

BARDOLFO
Sulla mia spada, chi fa il primo affondo io lo ammazzo; sulla mia spada, giuro che lo ammazzo.

PISTOLA
	Sulla spada si giura, e ogni giuramento va rispettato.

BARDOLFO
Caporale Nym, se vuoi fare la pace, falla; e se non vuoi, ebbene, dovrai vedertela anche con me. Ti prego, rinfodera.

NYM
Li riavr, gli otto scellini che t'ho vinto con la scommessa?

PISTOLA
	Sei scellini e otto pence tu avrai, subito e in contanti,
	e ti offrir del pari un bicchierino;
	in fraterna amist sarem confederati:
	io vivr a spese di Nym, e Nym a spese mie.
	Non vi par giusto? Io sar vivandiere
	al seguito della truppa, e che profitti avremo!
	Qua la mano!

NYM
Avr dunque i sei scellini e mezzo?

PISTOLA
	In contanti, e fino all'ultimo centesimo.

NYM
Allora va bene. E questo  il succo del discorso.

.Entra l'Ostessa..

OSTESSA
Se siete nati di donna, venite d'urgenza da Sir John. Oh povero caro! Arde di febbre, una terzana quotidiana che lo scuote tutto: uno spettacolo veramente pietoso. Siate gentili, accorrete da lui.

NYM
Il Re ha sfogato i suoi malumori sul cavaliere, questa  la verit.

PISTOLA
	Nym, hai detto giusto:
	il suo cuore  fratto e corroborato.

NYM
Il Re  un buon re, ma c' poco da fare: anche lui ha i suoi quarti d'ora e le sue sbandate.

PISTOLA
Andiamo a condolerci col cavaliere. Quello che conta, cocchi miei,  sopravvivere. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Exeter, Bedford e Westmoreland..

BEDFORD
	Vivaddio, Sua Grazia ama il rischio: si fida di questi traditori.

EXETER
	Fra non molto li faremo arrestare.

WESTMORELAND
	Come si mostrano tranquilli e sereni!
	Come se la devozione regnasse nei loro cuori,
	incoronata dalla fede e da incrollabile lealt.

BEDFORD
	Il Re  informato di ogni loro intenzione:
	non se lo sognan nemmeno, quel che lui ha intercettato.

EXETER
	S, ma l'uomo che divise il suo letto con lui,
	ch'egli aveva colmato e saziato di graziosi favori,
	che costui svenda, per una manciata d'oro straniero,
	la vita del suo sovrano al tradimento e alla morte!
.Squilli di trombe..

.Entrano Re Enrico, Scrope, Cambridge e Grey..

ENRICO
	Ora che il vento  propizio, ci possiamo imbarcare.
	Mio Conte di Cambridge, mio caro signore di Masham
	e voi, esimio cavaliere, datemi qualche consiglio.
	Non credete che le truppe che portiamo con noi
	si apriranno un varco tra le armate di Francia,
	portando a termine fino in fondo le operazioni
	per cui le abbiamo s ben raggruppate?

SCROPE
	Senza dubbio, sire, se ognuno far del suo meglio.

ENRICO
	Di questo non dubito. Siamo pi che convinti
	che non s'imbarca con noi un solo cuore
	che non si senta in pieno accordo col nostro,
	n ci lasciamo alle spalle una sola persona
	che non ci auguri successi e vittorie.

CAMBRIDGE
	Mai fu monarca pi temuto e pi amato
	della Maest vostra: non c' un suddito, credo,
	che si arrovelli in preda al malcontento
	all'ombra provvida del vostro governo.

GREY
	 vero: anche i vecchi nemici di vostro padre
	hanno tuffato nel miele la loro bile, e vi servono ora
	con cuori intrisi di zelo e di devozione.

ENRICO
	Abbiam pertanto ampi motivi di gratitudine:
	faremmo prima a dimenticare l'uso delle mani
	che non la ricompensa dei meriti acquisiti,
	secondo il merito e la dignit di ciascuno.

SCROPE
	Con muscoli d'acciaio ci prodigheremo per voi,
	e la fatica sar ristorata dalla speranza
	di rendere a Vostra Grazia sempre nuovi servigi.

ENRICO
	Ne siamo convinti. Zio Exeter,
	liberatemi l'uomo che avete arrestato ieri
	perch inveiva contro la nostra persona: a nostro avviso
	 stato l'eccesso del bere a dargli la stura,
	ma ora ch' rinsavito gli offriamo il perdono.

SCROPE
	Un atto di clemenza, ma di eccessiva fiducia.
	Sire, fate che sia punito: ch un tale esempio,
	se tollerato in costui, sar quanto mai contagioso.

ENRICO
	Via, consentiteci un po' di clemenza!

CAMBRIDGE
	Sia pure, Altezza: ma non senza una punizione.

GREY
	Sire,
	vi dimostrate sin troppo clemente se gli salvate la vita,
	dopo che avr assaporato un severo castigo.

ENRICO
	Ahim, il troppo amore che mi portate, la troppa sollecitudine,
	son altrettante dure accuse contro quel poveraccio!
	Se su reati minori, commessi in stato d'ebbrezza,
	non chiuderemo un occhio, sapremo tenerli tutt'e due bene aperti
	quando delitti capitali, ruminati, trangugiati e digeriti,
	ci staranno di fronte? Quell'uomo sar liberato
	anche se Cambridge, Scrope e Grey, nel loro tenero affetto,
	e pieni d'ansia per la nostra incolumit,
	preferirebbero vederlo punito. Ma veniamo alle cose di Francia:
	chi sono i commissari appena nominati?

CAMBRIDGE
	Uno son io, mio sire.
	Vostra Altezza mi ha chiesto oggi stesso di candidarmi.

SCROPE
	Lo avete chiesto anche a me, sire.

GREY
	E a me, mio regale sovrano.

ENRICO
	Allora, Richard Conte di Cambridge, ecco il vostro mandato;
	ed ecco il vostro, Lord Scrope di Masham; riverito cavaliere
	Grey di Northumberland, quest'altro  per voi:
	leggete, e sappiate che io so quanto ne siete degni.
	Mio Conte di Westmoreland, e voi, zio Exeter,
	c'imbarcheremo stasera... Ehi voi, che vi succede, signori?
	Cosa vedete in quei fogli, che mi state cambiando
	il vostro bel colorito? Guardateli, come han perso la faccia!
	Le loro gote son bianche come quella carta. Ma che ci avete letto,
	per farvi venire una tal tremarella, e fugare il sangue
	dai vostri volti?

CAMBRIDGE
			Confesso la mia colpa,
	e mi rimetto alla clemenza di Vostra Altezza.

GREY E SCROPE
	Alla quale ci rimettiamo noi tutti.

ENRICO
	La clemenza, sino a poco fa in noi ben viva,
	l'han soffocata e uccisa i vostri stessi consigli.
	Abbiate almeno il pudore di non parlar di clemenza,
	quando i vostri discorsi vi si rivoltano contro
	come quei cani che azzannano i loro padroni.
	Guardateli, miei principi e nobili Pari,
	questi mostri di Inglesi! Il nostro Conte di Cambridge!
	Sapete bene che il nostro affetto era pi che disposto
	a rivestirlo di tutti gli appannaggi
	al suo rango spettanti; e proprio quest'uomo
	per poche vili corone ha vilmente cospirato
	e giurato, in combutta col Re di Francia,
	di ucciderci, e proprio qui a Southampton. E anche
	quest'altro cavaliere, a noi non meno legato di Cambridge
	dai benefici ricevuti, ha giurato cos. Ma, oh,
	Lord Scrope, che posso dire a te, creatura
	feroce, ingrata, inumana e crudele?
	Tu avevi in mano le chiavi di tutti i miei segreti,
	mi conoscevi a fondo, sin nel profondo del cuore,
	avresti potuto coniare in oro la mia persona,
	se avessi voluto sfruttarmi pei tuoi interessi:
	 mai possibile che il soldo dello straniero
	abbia potuto far sprizzare da te una sola scintilla di perfidia,
	tanto da scottarmi un mignolo?  davvero incredibile;
	e anche se l'evidenza del fatto spicca chiara e lampante,
	come il nero sul bianco, i miei occhi stentano a credervi.
	Il tradimento e l'assassinio son sempre andati a braccetto
	come una pariglia di diavoli l'un all'altro votati,
	che esprimono la loro natura in modo s ovvio e palese
	da non destare nessun coro di stupore.
	Tu invece, contro ogni ordine naturale, hai ricondotto
	tale stupore ad affiancar tradimento e assassinio;
	e quale che sia l'astuto demonio
	che ti ha manipolato in modo cos innaturale,
	si  guadagnato, all'inferno, la fama di artista preclaro:
	ogni altro diavolo tentatore che induca a tradire
	pasticcia e s'arrabatta, nell'opera di dannazione,
	con toppe, forme e colori da lui sottratte
	alle luminose apparenze di virt e religione.
	Chi ti ha plagiato, invece, chi ha fatto di te un ribelle,
	nessun motivo ti ha dato perch tu dovessi tradire,
	se non per fregarti del titolo di traditore.
	Se quello stesso demonio che ti ha cos infinocchiato
	andasse a caccia pel mondo intero a passo da leone,
	potrebbe tornarsene alle immensit del Tartaro
	e dire alle legioni invernali: "Mai trover una preda
	facile quanto l'anima di quell'inglese".
	Oh, come hai impastato con il sospetto
	la serenit della fiducia! Esistono, gli uomini devoti?
	Certo, lo eri anche tu. E gli uomini dotti e austeri?
	Sicuro, anche tu lo sembravi. Ce ne sono, di nobile famiglia?
	Come no, e tu eri fra questi. E gli spiriti religiosi?
	Ebbene, tu eri uno di essi. Ci sono uomini frugali,
	liberi da eccessi volgari nel riso come nell'ira,
	uomini di tempra costante, non soggetti agli impulsi del sangue,
	abbigliati con decoro e modesti nel tratto,
	che non s'affidano solo all'occhio o solo all'orecchio,
	ma sottopongono entrambi a meditato giudizio?
	Proprio cos tu sembravi, anche al vaglio pi attento,
	e quindi la tua caduta ci lascia una specie di macchia,
	che segna anche l'uomo migliore ed il meglio dotato
	di un'ombra di sospetto. Dovr pianger per te:
	ch questa tua ribellione, ai miei occhi,
	 una seconda caduta dell'uomo. Le colpe di costoro son manifeste.
	Arrestateli: ne risponderanno alla legge,
	e Dio li assolva delle loro macchinazioni!

EXETER
	Io ti arresto per alto tradimento,
	Richard Conte di Cambridge.
	Ti arresto per alto tradimento,
	Henry di Masham, Lord Scrope.
	Ti arresto per alto tradimento,
	Thomas Grey, baronetto del Northumberland.

SCROPE
	Un giusto Dio ha disvelato le nostre trame,
	ed io lamento la mia colpa pi della morte stessa.
	Imploro l'Altezza vostra di perdonarla,
	anche se il mio corpo dovr pagarne lo scotto.

CAMBRIDGE
	Quanto a me, non fu l'oro di Francia a sedurmi,
	anche se volli accettarlo quale incentivo
	per realizzare rapidamente il mio intento.
	Che Dio sia ringraziato per averlo sventato!
	Io esulter di cuore, all'atto dell'espiazione,
	nell'impetrar, con il vostro, il perdono di Dio.

GREY
	Mai suddito fedele esult maggiormente
	alla scoperta del pi insidioso dei tradimenti
	di quanto esulti io stesso, ora, pel mio destino,
	ora che la diabolica impresa  stata sventata.
	Perdonate la mia colpa, sire, ma non la persona.

ENRICO
	Il Signore misericordioso vi assolva! Ed ecco la sentenza:
	avete cospirato contro la nostra regale persona,
	avete fatto lega con un nemico dichiarato, e dai suoi forzieri
	avete ricevuto una caparra d'oro per farci morire.
	Avreste cos venduto il vostro re agli assassini,
	i suoi prncipi e i suoi Pari alla servit,
	i suoi sudditi a un'ignominiosa oppressione,
	e il regno intero alla devastazione.
	Riguardo alla nostra persona, non cerchiamo vendetta;
	ma abbiamo cara la sicurezza del nostro regno,
	di cui avete tramato la rovina, e perci alle sue leggi
	 d'uopo consegnarvi. Allontanatevi dal mio cospetto,
	indegni, poveri sciagurati, e andate alla morte.
	Che Dio, nella Sua bont, vi conceda la forza
	di sopportarne l'amaro sapore, e un pentimento sincero
	pei vostri peggiori misfatti. Portateli via!
.Escono .[.Cambridge, Scrope e Grey.].
	E adesso, signori, in Francia! Cotesta impresa
	sar per voi, come per noi, parimenti gloriosa.
	Non abbiam dubbi: a questa guerra arrider la fortuna,
	giacch il buon Dio ci ha fatto la grazia di portare alla luce
	l'insidia del tradimento che ci attendeva al varco
	per comprometterne l'esito sin dall'inizio. Ora siamo sicuri
	che ogni inciampo  stato rimosso dal nostro cammino.
	Avanti dunque, cari compatrioti! Vogliamo affidare
	la nostra armata alle mani di Dio,
	facendola subito entrare in azione.
	Coraggio, in mare! Spiegate le insegne di guerra!
	Chi non  Re di Francia non  Re d'Inghilterra!
.Fanfara. Escono..

/:/Scena III


.Entrano Pistola, l'Ostessa, Nym, Bardolfo e il paggio..

OSTESSA
Sii buono, marito di latte e miele, lascia che ti accompagni fino a Staines.

PISTOLA
	No, imperocch il maschio mio cuore  in lutto.
	Godi, Bardolfo! Risveglia, o Nym, la tua vena polemica!
	Sfodera il tuo coraggio, paggio! E morto Falstaff,
	e sar d'uopo, pertanto, attristarci.

BARDOLFO
Magari fossi con lui, dovunque sia andato a finire, in paradiso o all'inferno!

OSTESSA
Ma no! Sicuro che non  all'inferno! Sar in grembo ad Arturo, se mai uomo  volato in grembo ad Arturo. Ha fatto una gran bella fine, lui, e se n' andato come un infante appena battezzato. Se n' andato proprio tra il mezzogiorno e l'una, proprio al volger della marea: e quando che l'ho visto rimestar le lenzuola, e piluccare i fiori, e fissarsi sorridendo le punte delle dita, allora ho capito che non c'era niente da fare, visto che il naso ce l'aveva affilato come una penna, e balbettava di verdi praterie. "Cosa c', Sir John?" - gli faccio - "Su, da bravo, fatevi coraggio!" - E lui a gridare, "Dio, Dio, Dio!" tre o quattro volte; e allora io, per confortarlo, gli dico di non star tanto a pensare a Dio: speravo che non era ancora il caso di darsi pena con pensieri del genere. E allora lui mi disse di mettergli degli altri panni sui piedi, ed io cacciai la mano sotto le coltri e glieli tastai, ed erano pi freddi del marmo. E allora l'ho palpato su fino ai ginocchi, e pi su, e ancora pi su, e tutto era freddo come il marmo.

NYM
Ma  vero che se l' presa col vino delle Canarie?

OSTESSA
Eccome se  vero!

BARDOLFO
E con le donne?

OSTESSA
No, con le donne no.

PAGGIO
S invece, e ha detto pure che son diavoli incarnati.

OSTESSA
Lui l'incarnato non lo sopportava, era un colore che non gli andava proprio.

PAGGIO
A un certo punto ha detto che il diavolo se lo sarebbe portato via, per via delle donne.

OSTESSA
Difatti lui, in un certo senso, le ha tirate in ballo, le donne; ma in quel momento lui ci aveva i dolori romatici, e se l' presa con la puttana di Bailonia.

PAGGIO
Ve lo ricordate, quando vide una pulce abbarbicata al naso di Bardolfo, e la chiam anima nera, perch friggeva su quel tizzone d'inferno?

BARDOLFO
Beh, Dio l'abbia in gloria! Purtroppo  finito, il combustibile per la mia fornace: ed era l'unica ricchezza mai rimediata, stando al suo servizio.

NYM
Vogliamo darci una mossa? Il Re avr lasciato Southampton.

PISTOLA
	Decampiamo ordunque. Amore, concedimi le tue labbra.
	Tieni d'occhio i miei beni, mobili e immobili.
	Raccomando il buonsenso. La parola d'ordine: "Non si fa credito".
	Non fidarti di alcuno:
	ch i giuramenti son fatti di paglia, l'onor degli uomini di pastafrolla,
	e non c' cane che valga un Can-che-morde, paperella mia.
	Consigli accettane solo da .Caveto..
	Su, tergi i tuoi cristalli. All'armi, compagni di giogo:
	si parte per la Francia, a mo' di mignatte, ragazzi,
	a suggerla, suggerla, suggerla sino all'ultimo sangue!

PAGGIO
Dicon che come cibo il sangue non fa buon sangue.

PISTOLA
Sfiorate le sue tenere labbra, e in marcia!

BARDOLFO
Arrivederci, ostessa. [.La bacia.].

NYM
Non so baciare, io: qui  il succo del discorso. Addio ugualmente.

PISTOLA
Fai sfoggio di virt domestiche. E sempre a casa:  un comando!

OSTESSA
Fate buon viaggio. Addio.

PISTOLA
E tienti stretto il malloppo! .Escono..

/:/Scena IV


.Fanfara. Entrano il Re di Francia, il Delfino, i Duchi di Berry e di Bretagna, .[.il Connestabile.] .e altri..

RE DI FRANCIA
	E cos gl'lnglesi stanno per investirci con tutte le loro forze;
	e noi dobbiamo aver cura, la massima cura
	di opporre ad essi difese degne di un re.
	Pertanto i Duchi di Berry e di Bretagna,
	di Brabante e d'Orlans si metteranno in marcia,
	e voi, Principe Delfino, con la massima celerit,
	rinsalderete le nostre piazzaforti e le rifornirete
	di uomini valorosi e mezzi di difesa,
	giacch il Re d'Inghilterra irrompe su di noi con la furia
	di una valanga d'acqua risucchiata da un vortice.
	 bene dunque essere previdenti,
	e fare nostra la lezione della paura, dopo le passate batoste
	che questi Inglesi, temibili e sottovalutati,
	c'inflissero sul campo.

DELFINO
				Mio temutissimo padre,
	 pi che giusto armarsi contro il nemico,
	giacch nemmeno la pace dovrebbe addormentare un regno,
	in mancanza di guerre o di conflitti aperti,
	al punto di trascurare fortilizi, uomini e mezzi
	che vanno armati, mobilitati e approntati
	come se la guerra fosse sempre incombente.
	Dico pertanto che  pi che giusto entrar tutti in azione,
	e ispezionare i punti deboli o vulnerabili della Francia.
	Facciamolo senza tradire sintomi di paura,
	n pi n meno che se sapessimo che gli Inglesi
	stan preparando una moresca di Pentecoste:
	poich, mio buon sire, il loro re  cos inetto
	ed il suo scettro lo porta con tale incoscienza,
	da giovanotto vanesio, impulsivo, velleitario e volubile
	che non  il caso di aver paura di loro.

CONNESTABILE
				Oh, non dite cos, Principe Delfino!
	Vi sbagliate di molto, riguardo a questo re.
	Vostra Grazia lo chieda agli ambasciatori appena rientrati
	con quanta maest egli ha ascoltato il vostro messaggio,
	da quali nobili consiglieri  degnamente assistito,
	come  garbato nelle contestazioni e, al tempo stesso,
	terribilmente tenace nelle sue decisioni.
	Vi accorgerete che i suoi passati trascorsi
	non eran che la scorza del romano Bruto,
	che dissimulava la saggezza sotto una cappa di follia:
	come i giardinieri, che copron di letame proprio le radici
	pi delicate, che germoglieranno per prime.

DELFINO
	Ebbene, non  cos, signor Gran Connestabile.
	Ma anche se la pensiamo cos, poco male:
	in fatto di difesa, conviene attribuire al nemico
	forze ben pi poderose di quelle che lui mette in mostra.
	Solo cos si mette a punto una difesa adeguata;
	chi invece nicchia, e lesina uomini e mezzi,
	far come l'avaro, che si rovina un vestito per risparmiare
	su un pezzetto di stoffa.

RE DI FRANCIA
				Facciamo conto che Re Harry sia forte,
	e voi, principi, armatevi bene per muovergli contro.
	La sua casata si  fatta forte sulla nostre pelle,
	ed egli discende da quella stirpe sanguinaria
	che ci ha braccati sul nostro stesso terreno.
	Basti pensare alla nostra memorabile umiliazione
	al tempo della fatale battaglia di Crcy,
	quando tutti i nostri princpi finirono in mano
	a quel nero personaggio, Edoardo di Galles il Principe Nero,
	mentre quel gigante, suo padre, dall'alto di un colle gigante,
	stagliandosi sul cielo, circonfuso dal sole dorato,
	contemplava la sua eroica semenza, e sorrideva a vederlo
	fare macello della natura e sfigurare gli stampi
	di nobilt, che Dio e i padri di Francia
	avevan creato in vent'anni. Quest'uomo  un virgulto
	di quel ceppo di vincitori: e dobbiamo temere
	la sua innata potenza e i suoi alti destini.

.Entra un messo..

MESSO
	Ambasciatori di Enrico, Re d'Inghilterra,
	chiedono udienza, urgentemente, a Vostra Maest.

RE DI FRANCIA
	Daremo loro subito udienza. Andate, portateli qui.
	La caccia, amici, si sta facendo movimentata.

DELFINO
	Fermatevi ad affrontare gli inseguitori. I cani codardi
	fan pi baccano quando l'oggetto dei minacciosi latrati
	scappa lungi da loro. Mio amato sovrano,
	prendeteli di petto, gl'Inglesi, e fate loro capire
	di quale monarchia siete a capo.
	Peccare d'amor proprio, mio sire,  cosa men vile
	del non amarsi abbastanza.

.Entra Exeter..

RE DI FRANCIA
				Da parte di nostro fratello d'Inghilterra?

EXETER
	Da lui in persona. Questo, Maest,  il suo messaggio.
	Egli vi chiede, in nome di Dio onnipotente,
	di spogliarvi, mettendole da parte,
	delle glorie d'accatto che per dono del cielo,
	per legge di natura e diritto delle genti, spettano
	a lui e ai suoi eredi: e cio la corona
	e tutto il ventaglio dei privilegi connessi,
	per consuetudine e tradizione secolare,
	alla corona di Francia. Acciocch voi sappiate
	che non si tratta di pretesa illegittima o invalida,
	racimolata fra i documenti tarlati del tempo che fu,
	o riesumata dalla polvere di un antico oblio,
	egli vi manda un albero genealogico di rara chiarezza,
	documentato e inconfutabile in ogni dettaglio,
	chiedendovi di dare un'occhiata alla sua discendenza.
	Quando avrete constatato che  discendente diretto
	del pi famoso dei suoi famosi antenati,
	Edoardo Terzo, vi chiede di cedergli allora
	la corona e il regno da voi iniquamente usurpate
	a lui che n' l'autentico e legittimo pretendente.

RE DI FRANCIA
	In caso contrario, che possiamo aspettarci?

EXETER
	Una campagna sanguinosa. Quella corona potete anche occultarla
	nei vostri petti: penser lui a strapparvela.
	Tanto  vero che adesso si avanza fiero e tempestoso
	fra tuoni e lampi, come Giove, facendo tremare la terra;
	sicch, se fallir con le buone, vi costringer a forza.
	Egli vi ingiunge, per le viscere del Signore,
	di rassegnar la corona e di avere piet
	delle povere anime per cui questa guerra famelica
	sta spalancando le sue fauci immense. Sulla vostra testa
	ricadranno le lacrime delle vedove, i lamenti degli orfani,
	il sangue dei caduti, i gemiti delle fanciulle abbandonate:
	mariti, padri e amanti promessi sposi,
	tutti saranno inghiottiti da questo conflitto.
	Questo vi chiede, di questo vi minaccia, questo  il mio messaggio,
	a meno che il Delfino non sia qui fra i presenti,
	ch a lui porto un saluto tutto particolare.

RE DI FRANCIA
	Quanto a noi, rifletteremo con calma sulla questione.
	Domani riporterete una risposta finale e risolutiva
	al nostro confratello d'Inghilterra.

DELFINO
					Quanto al Delfino,
	rispondo io per lui. Cos' che A re inglese ha in serbo per lui?

EXETER
	Disdegno e sfida, disistima e disprezzo
	e ogni altra offesa che non sia disdicevole
	per il mio augusto mittente: di questo vi ritiene degno.
	Cos dice il mio re; e se l'altezza di vostro padre
	nell'accogliere in blocco tutte le richieste,
	non sapr addolcire l'amara beffa che inviaste a Sua Maest,
	egli vi chiamer a risponderne con tale energia
	che ogni caverna o profondo anfratto in terra di Francia
	vi ricorder quell'offesa, e vi rinfaccer la beffa,
	facendo eco al rimbombo delle cannonate.

DELFINO
	Sappiate che se mio padre acceder alle richieste,
	sar contro il mio volere: io altro non voglio
	che cimentarmi col Re d'Inghilterra. A tal fine,
	qual cosa degna della sua giovanile insipienza,
	io gli mandai da Parigi delle palle da tennis.

EXETER
	E lui, per questo, far tremare il vostro Louvre, a Parigi,
	fosse anche la pi gran corte della grande Europa.
	State pur certo, la scoprirete, la differenza -
	come  accaduto a noi suoi sudditi stupefatti -
	fra quel che facevan temere i suoi verdi anni,
	e le virt che oggi egli possiede. Il tempo gli  ora prezioso,
	e non ne spreca neppure un granello: ve ne accorgerete
	contando i vostri morti, per poco che resti in Francia.

RE DI FRANCIA
	Domani saprete tutto quel che abbiamo deciso.
.Squilli di tromba..

EXETER
	Decidetevi subito, per evitare al nostro re
	di venir qui in persona a chiedervi conto del nostro ritardo:
	visto che  gi sbarcato in questo paese.

RE DI FRANCIA
	Sarete presto congedato, con proposte onorevoli.
	Una notte ci offre ben poco tempo e respiro
	per decidere su questioni di s vasta portata. .Escono..

/:/ATTO III



.Squilli di tromba. Entra il Coro..

[CORO]
	Cos, sull'ali dell'immaginazione, s'invola rapida la nostra scena,
	spostandosi con non minore celerit
	dei moti del pensiero. Supponete d'aver gi visto,
	al molo di Southampton, il Re che, armato di tutto punto,
	imbarca la sua regale persona, e la sua intrepida flotta
	che con guidoni di seta fa vento a Febo sorgente.
	Date libero gioco alla fantasia, che vi far contemplare
	i mozzi che dan la scalata alle sartie di canapa.
	Udite il fischietto squillante che d ordine e senso
	a una babele di suoni; guardate le vele di tela
	sospinte dal vento insidioso e invisibile,
	che portan le chiglie rigonfie tra i solchi del mare,
	a prender di petto le ondate possenti. Su, provate a pensare
	di starvene sulla riva, a osservare ammirati
	una citt che danza sugl'irrequieti marosi:
	ch tale appare questa maestosa flotta
	mentre fa rotta su Harfleur. Seguitela, oh, seguitela!
	Aggrappatevi con la mente alla poppa d'ogni vascello,
	e lasciatevi dietro l'Inghilterra, silenziosa come il cuor della notte,
	guardata da vegliardi, da infanti, da donne anziane
	che hanno perduto il vigore dell'et matura, o non l'hanno raggiunto.
	C' forse un giovane, fra quelli che si fan belli
	d'una peluria incipiente, che non voglia seguire
	in Francia la scelta, eletta coorte dei cavalieri?
	Sforzate, sforzate la vostra immaginazione, e scorgerete un assedio:
	osservate l'artiglieria, sugli affusti,
	che su Harfleur circondata spalanca le bocche fatali.
	Immaginate che sia tornato l'ambasciatore di Francia
	per dire a Enrico che il Re gli offre
	sua figlia Caterina, e con lei, quale dote,
	qualche piccolo ducato di nessuna importanza.
	Non  gradita l'offerta; e l'agile artigliere
	ora accosta la miccia all'infernale cannone...
.Allarme, e salve di artiglieria..
	e tutto crolla davanti a lui. Siate ancora indulgenti,
	ed arricchite lo spettacolo con le vostre menti. .Esce..

/:/Scena I


.Allarme. Entrano il Re .[.Enrico.],. Exeter, Bedford, Gloucester e i soldati con scale da assedio..

ENRICO
	Ancora una volta, alla breccia, cari amici, tornate alla breccia,
	oppure chiudete il varco coi nostri caduti!
	In tempo di pace nulla si addice pi all'uomo
	quanto un contegno tranquillo e dimesso;
	ma quando clangori di guerra c'intronan le orecchie,
	allora prendete a modello l'esempio della tigre:
	tendete ogni fibra del corpo, portate il sangue a bollore,
	nascondete una tempra equanime facendo la faccia feroce,
	prestate agli sguardi un che di terrificante,
	fate che gli occhi scrutino, tra le due feritoie del capo,
	come bronzei cannoni, e la fronte incomba su di essi
	paurosamente, cos come un gran faraglione
	si erge incombente sulla sua base, flagellata
	e frastagliata dalla furia devastatrice dell'oceano.
	Ora  il momento di stringere i denti e dilatar le narici,
	trattenere il respiro, e tendere ogni vostra energia
	fino allo spasimo! Dateci sotto, nobilissimi Inglesi!
	Il vostro sangue deriva da padri ben rotti alla guerra,
	padri che, come altrettanti Alessandri,
	si son battuti in questi luoghi dall'alba al tramonto,
	rinfoderando le spade solo a cose finite.
	Non disonorate le vostre madri: ora s che potete provare
	di esser davvero i figli di chi chiamate padre!
	Siate ora di esempio a uomini di men nobile sangue,
	ed insegnate loro l'arte della guerra. E voi, onesti fanti,
	le cui membra fu l'Inghilterra a plasmare, fateci qui vedere
	di quale tempra  quel suolo! Noi vorremmo giurare
	che siete uomini di buona razza: sul che io non ho dubbi,
	giacch nessuno fra voi  s indegno e mediocre
	da non mostrar nello sguardo un lampo di nobilt.
	Vi vedo tesi come levrieri al guinzaglio,
	smaniosi di scattare. La partita  aperta!
	Siate voi stessi. Alla carica! Fate tremar la terra!
	Gridate: " Harry e San Giorgio! Dio salvi l'Inghilterra!
[.Escono..]. Allarme, e salve di artiglieria..

/:/Scena II


.Entrano Nym, Bardolfo, Pistola e il paggio..

BARDOLFO
	Su, su, su, sotto! Alla breccia, alla breccia!

NYM
Vivaddio, caporale, riprendi fiato! Qui menan botte da orbi: e per parte mia non ce l'ho in dotazione, le vite di ricambio. Il succo del discorso, tanto per cantarle chiare,  che qui fa troppo caldo per i miei gusti.

PISTOLA
	Le hai cantate chiarissime. Qui ci fanno sudare.
	Le botte si sprecano. I vassalli di Dio cadon stecchiti:
			E qui lo scudo e il brando,
			il campo insanguinando,
		di fama imperitura saran tosto vestiti.

PAGGIO
Quanto non darei per essere a Londra, all'osteria!
Darei tutta la mia parte di fama per un boccale di birra e per salvare la pelle.

PISTOLA
	Per parte mia:
		Se realizzar potessi i sogni miei
		L'intento mio certo non fallirei,
		ed issofatto di qui m'involerei.

PAGGIO
			Voleresti leggero,
			non ti parrebbe vero
		di scacciare cantando ogni pensiero.

.Entra Fluellen..

FLUELLEN
[Sangue di Dio], alla breccia, cani che siete! Fatevi sotto, coglioni! .Li spinge avanti a piattonate..

PISTOLA
	Non infierire, gran Duca, su queste creature d'argilla!
	Placa i tuoi furori, i tuoi eroici furori,
	placa i tuoi furori, gran Duca!
	Mio bel gallazzo, placa i tuoi furori. Cocco bello, clemenza!

NYM
Questo s  buonumore! Vostro Onore fa fuori il malumore. .Esce .[.con Pistola e Bardolfo.].

PAGGIO
Giovane come sono, li conosco bene, questi tre fanfaroni. Io faccio da paggio a tutt'e tre, ma se fossero loro a servire me, in tre che sono mi servirebbero a poco, ch tre buffoni di questa fatta non bastano a fare un uomo. Quanto a Bardolfo, quello  paonazzo in viso ma giallognolo dentro: cos si spiega com' che fa sempre il viso dell'armi ma lascia perder le armi. Pistola poi ha una lingua diabolica ma una spada angelica, per cui a parole vi sapr assassinare, ma le armi non le vorr mai usare. Resta Nym: da quando ha sentito dire che gli uomini pi in gamba son quelli di poche parole, disdegna di dire perfino le sue preghiere, per non esser creduto un dappoco. Alle sue poche, male parole corrispondono azioni poche e men che buone: ma  pur vero che non ha mai rotto la testa a un cristiano, a parte la testa sua, quella volta che prese la ciucca e fin contro un palo. Quelli l ruberebbero qualsiasi cosa: e questo lo chiamano "fare acquisti". Bardolfo ha rubato la custodia di un liuto, se l' portata appresso per dodici leghe, e non se l' poi venduta per quattro soldi? Nym e Bardolfo son come fratelli giurati, quando si tratta di sgraffignare, e a Calais han grattato una pala da carbone: l'ho capito da quest'impresa che non si vergognano a sporcarsi le mani. In pi avrebbero voluto che io me la facessi colle tasche del prossimo, alla maniera dei guanti o dei fazzoletti: ma sentirei di non esser pi un uomo, se mi mettessi a vuotare le tasche degli altri per riempire le mie: sarebbe peggio che intascare le offese. Devo proprio lasciarli e trovarmi un servizio migliore. Ho lo stomaco delicato io, per certe furfanterie: ecco perch mi vien fatto di rigettarle.
.Esce.

Rientra Fluellen, seguito da Gower..

GOWER
Capitan Fluellen, dovete venir subito alle mine: il Duca di Gloucester vi vuole parlare.

FLUELLEN
Alle mine! Dite pure al Duca che non  il caso di andare alle mine. Perch, badate, le mine le han mica fatte secondo i regolamendi: le buche non sono profonde abbastanza, tando  vero, badate bene, che il nemico - provate a farglielo capire, al Duca - badate bene, si  andato a scavare le condromine quattro metri pi sotto. Ges, mi sa che salder tutto per aria se non ci danno istruzioni migliori.

GOWER
Il Duca di Gloucester, a cui  affidata la conduzione dell'assedio, si lascia consigliare in tutto e per tutto da un irlandese, un gentiluomo di grande valore, parola mia.

FLUELLEN
Non sar mica il Capitano Macmorris?

GOWER
Credo proprio di s.

FLUELLEN
Ges, quello  un somaro come ce ne sono pochi. Glielo andr a dimosdrare sul muso, che non ha nessunissima combetenza nelle arti militari rettamende intese, badate bene, nelle discipline dei Romani: non pi d'un cuccioletto.

.Entrano .[.il Capitano.] .Macmorris e il Capitano Jamy..

GOWER
Eccolo che viene, e con lui il capitano scozzese, Capitan Jamy.

FLUELLEN
Il Capitano Jamy  un gendiluomo massimamende valoroso, questo  certo, e di grande esperienza e dottrina in fatto di guerre dell'antighit, come ho potuto personalmente gonstatare dalle sue istruzioni. Ges,  uno che pu tener testa a qualsiasi ufficiale di questo mondo, quando alle arti militari dell'andica Roma.

JAMY
Buonciorno, dico, Capitan Fluellen.

FLUELLEN
Buongiorno a vossignoria, buon Capitan James.

GOWER
Ehi voi, Capitano Macmorris, avete lasciato le mine? I guastatori hanno mollato tutto?

MACMORRIS
Via, per Cristo, non sci fa cos! Il lavoro lasciato a mezzo, la tromba che ssona la ritirata: io lo giurassi sulla mano mia, e puro sull'anima di mio padre, non sci lavora cosc, piantando in asso ogni cosa. Io la citt - che Cristo m'ascista! - l'avessi fatta saltare in un'ora, ecco. Oh, nun sci fanno le cose cosc, nun sci fanno, su questa mano mia, non sci fanno cosc!

FLUELLEN
Capitano Macmorris, ve ne supplico, congedetemi ora una piccola, badate bene, disputazione fra noi su certe questioni in parte relative o attinendi all'arte della guerra, alle guerre dei Romani, cos, tando per discettare, badate bene, in un amichevole scambio di idee: in parte per confortarmi nelle mie opinioni, in parte per mia, badate bene, gradificazione intellettuale, su quando congerne la direzione dell'organizzazione militare: ch questo  il punto.

JAMY
Un'eccellente idea, aff mia, e pravi i miei capitani! E io vi risponter punto per punto, col vostro permesso, se me ne offrite il testro: lo far, poffarpacco!

MACMORRIS
Ma non  tempo di discorsi, che Cristo m'ascista! Qui comincia a far caldo, tra il tempo, e la guerra, e il Re, e i duchi: nun  mica tempo di discorsi. La citt  ascediata, e le trombe ci chiamassero alla breccia, e noi stiam qui a parlare e, per Cristo, nun facessimo gnente: ci dovressimo vergognare, che Dio m'ascista! Una vergogna star qui a far gnente, una vergogna, su questa mano: con tutte le gole da tagliare, e il lavoro da fare, e non sci  fatto un bel gnente, che Cristo m'ascista, ecco!

JAMY
Per la Messa, prima che qvesti occhi miei se ne vatano a nanna io far fino in fonto il mio tovere, s, a costo di restarci lunco stecchito, s, o d'incontrare la morte! S, e venter molto cara la pelle, per qvanto sta in me, su qvesto ci potete contare: e qvesto  qvanto. Poffarpacco, mi sarebbe veramente piaciuto sentirvi tiscutere di qvalcosa, a voi due.

FLUELLEN
Capitano Macmorris, io credo, badate bene, e correggetemi se sbaglio, che non sono in molti, della vostra nazione...

MACMORRIS
Della mia nascione? E quale fosse la mia nascione? Una di farabutti, bastardi, mascalzoni e delinquenti, vero? Cosc saresse la mia nascione? Chi parla della mia nascione?

FLUELLEN
Badate bene, se la prendete diversamende da come indendevo, Capitano Macmorris, potrei per avventura essere indotto a pensare che non usate con me quell'affabilit che pure, per riguardo, dovreste usarmi, badate bene, visto che valgo almeno quando voi, sia quando a preparazione militare che quando a discendenza onorata, come anche per altre pardicolarit.

MACMORRIS
Nun mi risciulta che valete almeno quanto me. Che Cristo m'ascista, io vi tagliassi la testa!

GOWER
Signori miei, vi siete capiti male.

JAMY
Ach, cran prutto eqvivoco!
.Una tromba chiama a parlamento..

GOWER
La citt chiama a parlamento.

FLUELLEN
Capitano Macmorris, quando si presender un'occasione meglio opportuna, badate bene, allora mi congeder l'ardire di dirvi che io, in fatto di arte militare, me ne indendo davvero. E mi pare che basti. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano il Re .[.Enrico.] .e tutto il suo seguito davanti alle porte della citt..

ENRICO
	Che aspetta a decidersi il governatore della citt?
	Questo  l'ultimo parlamento che vi concediamo.
	Arrendetevi dunque alla nostra generosa clemenza
	oppure, da uomini fieri di esporsi alla morte,
	sfidateci a mostrare il nostro lato peggiore: e com' vero che sono un soldato -
	titolo, a mio giudizio, che meglio di ogni altro mi si addice -
	se mi forzate a riprendere il bombardamento
	non lascer Harfleur, gi per met conquistata,
	finch non l'avr sepolta sotto le sue ceneri.
	Le porte della cristiana piet saran tutte sbarrate,
	ed il soldato, rude, incallito e ormai duro di cuore,
	sfogher senza pi freno la sua sete di sangue,
	con una coscienza ampia quanto l'inferno, falciando come erba
	belle fanciulle in boccio e floridi infanti.
	Cosa m'importer, allora, se un'empia guerra,
	rutilante di fiamme come il principe dei demoni,
	compir, col suo volto nero di fumo, tutte le truci imprese
	inseparabili da devastazioni e saccheggi?
	Cosa m'importer, quando voi stessi ne siete la causa,
	se la purezza delle vostre fanciulle cadr nelle mani
	di stupratori violenti e brutali?
	Cosa pu mai imbrigliare una malvagia libidine
	quand'essa si  ormai scatenata, e va a rotta di collo?
	Invece di dar ordini a vuoto e gridarli al vento
	a dei soldati ebbri di bottino,
	tanto varrebbe al Leviatano ordinar per iscritto
	di venirsene a riva. Perci, cittadini di Harfleur,
	abbiate piet della vostra gente e della vostra citt,
	ora che i miei soldati mi obbediscono ancora.
	ora che il fresco e temperato vento della grazia
	 in grado di scacciare le sozze nubi, dense di contagio,
	dell'ebbrezza omicida, del saccheggio e del crimine.
	Altrimenti, aspettatevi di vedere fra breve
	il soldato accecato dal sangue che con mano impura
	insozza le chiome delle vostre figlie urlanti;
	i vostri padri ghermiti per le barbe d'argento,
	e le loro venerabili teste sfracellate sui muri;
	i vostri infanti ignudi infilzati su picche,
	mentre le madri impazzite levano al cielo un clamor di ululati
	tal squarciare le nubi, come le donne di Giudea
	dinanzi agli sgherri massacratori di Erode.
	Che dite? Vi arrenderete, per evitare tutto questo,
	oppure, in una difesa colpevole, vi farete annientare?

.Entra il Governatore .[.sulle mura.].

GOVERNATORE
	Le nostre speranze sono oggi svanite.
	Il Delfino, dal quale avevamo invocato soccorsi,
	ci fa sapere che le sue forze non sono ancora pronte
	per far cessare un cos grande assedio. Di conseguenza, gran Re,
	affidiamo la citt e le nostre vite alla tua umanit e discrezione.
	Fate il vostro ingresso in citt, disponete di noi e dei nostri beni,
	poich non siamo pi in grado di difenderci.

ENRICO
	Spalancate le porte! A voi, zio Exeter:
	entrate voi in Harfleur, per restarvi insediato.
	Fortificatela bene contro i Francesi,
	e usate a tutti clemenza. Quanto a noi, caro zio,
	prima che arrivi l'inverno, e con le febbri che aumentano
	fra i nostri soldati, ci ritiriamo a Calais.
	Stanotte, in Harfleur, sar ospite vostro;
	domani saremo pronti a riprender la marcia.
.Fanfara. Entrano nella citt..

/:/Scena IV


.Entrano la Principessa Caterina e Alice, un'anziana gentildonna..

CATERINA
.Alice, tu as t en Angleterre, et tu parles bien le langage..

ALICE
.Un peu, madame..

CATERINA
.Je te prie, m'enseignez; il faut que j'apprenne  parler. Comment appelez-vous la main en anglais?.

ALICE
.La main? Elle est appele ."de hand".

CATERINA
"De hand". .Et les doigts?.

ALICE
.Les doigts? Ma foi, joublie les doigts; mais je me souviendrai. Les doigts? Je pense qu'ils sont appels ."de fingres"; .oui, ."de fingres".

CATERINA
.La main, ."de hand"; .les doigts, ."de fingres". .Je pense que je suis le bon colier; j'ai gagn deux mots d'anglais vitement. Comment appelez-vous les ongles?.

ALICE
.Les ongles? Nous les appelons ."de nails".

CATERINA
"De nails". .coutez: dites-moi si je parle bien: ".de hand, de fingres, de nails".

ALICE
.C'est bien dit, madame; il est fort bon anglais. .

CATERINA
.Dites-moi l'anglais pour le bras..

ALICE
"De arm", .madame..

CATERINA
.Et le coude?.

ALICE
"D' elbow".

CATERINA
"D' elbow". .Je m'en fais la rptition de tous les mots que vous m'avez appris ds  prsent..

ALICE
.Il est trop difficile, madame, comme je pense. .

CATERINA
.Excusez-moi, Alce; coutez: ".d' hand, de fingres, de nails de arm, de bilbow".

ALICE
"D' elbow", .madame..

CATERINA
.O Seigneir Dieu, je m'en oublie! ."D'elbow". .Comment appelez-vous le col?.

ALICE
"De nick", .madame..

CATERINA
"De nick". .Et le menton? .

ALICE
"De chin".

CATERINA
"De sin". .Le col, ."de nick"; .le menton, ."de sin".

ALICE
.Oui. Sauf votre bonneur, en vrit, vous prononcez les mots aussi droit que les natifs d'Angleterre..

CATERINA
.Je ne doute point d'apprendre, par la grce de Dieu, et en peu de temps..

ALICE
.N'avez-vous pas dj oubli ce queje vous ai enseign? .

CATERINA
.Non, je rciterai  vous promptement: ".d'hand, de fingre, de mails"...

ALICE
"De nails", .madame..

CATERINA
"De nails, de arm, de ilbow..."

ALICE
.Sauf votre bonneur, ".d'elbow".

CATERINA
.Ainsi dis-je: ".d'elbow, de nick". et ."de sin".. Comment appelez-vous le pied et la robe?.

ALICE
Le "foot"., madame; et le .'cown".

CATERINA
Le "fut". "et le ."con"? .O Seigneur Dieu! Ils sont les mots de son mauvais, corruptible, gros, et impudique, et non pour les dames d'honneur d'user. je ne voudrais prononcer ces mots devant les seigneurs de France pour tout le monde. Foh! Le ."fut". et le ."con".! Nammoins, je rciterai une autre fois ma leon ensemble: ".d'hand, de fingre, de nails, d'arm, d'elbow, de nick, de sin, de fut, de con".

ALICE
.Excellent, madame!.

CATERINA
.C'est assez pour une fois. Allons-nous  diner.
Escono..

/:/Scena V


.Entrano il Re di Francia, il Delfino, .[.il Duca di Bretagna,.] .il Connestabile di Francia, e altri..

RE DI FRANCIA
	Sicuramente ha gi passato la Somme.

CONNESTABILE
	E se non gli diamo subito battaglia, mio sire,
	rinunciamo pure a vivere in Francia: molliamo ogni cosa,
	e consegnamo le nostre vigne a quella razza di barbari.

DELFINO
	.O Dieu vivant! .Possibile mai che delle frasche di casa nostra,
	i rimasugli della lussuria dei nostri avi,
	quei nostri rampolli, innestati su rami incolti e selvaggi,
	debban schizzare d'un subito su fino alle nuvole,
	e dominare dall'alto il ceppo che li ha originati?

BRETAGNA
	Normanni, ma Normanni bastardi, bastardi Normanni!
	.Mort Dieu! Ma vie! .Se quelli continuano a venirsene avanti
	senza che li attacchiamo, io svender il mio ducato
	in cambio di un podere pantanoso e malmesso
	in quella squallida, frastagliata isola d'Albione.

CONNESTABILE
	.Dieu de batailles! .Dove han preso questo coraggio?
	Non hanno un clima ingrato, nebbioso e tetro,
	con un pallido sole che quasi a fargli dispetto,
	tien loro il broncio, rovinando i raccolti? Pu una brodaglia acquosa,
	un beverone per cavalli sfiancati, distillato dall'orzo,
	far fermentare quel freddo sangue fino a farlo bollire?
	E il nostro sangue, cos caldo, vivificato dal vino,
	lo sentiremo gelare? Oh, per l'onore della nostra terra,
	non stiamocene qui impalati come stalattiti di ghiaccio
	appese alla paglia dei nostri tetti, mentre una gente di gran lunga pi fredda
	irrora di giovanile, generoso sudore i nostri ricchi campi...
	Che dovremmo dir poveri, visti i padroni che hanno!

DELFINO
	In fede, e sull'onor mio,
	le nostre donne si beffan di noi. Lo dicono chiaro e tondo:
	il nostro vigore  fiaccato, ed esse offriranno
	i loro corpi all'ardore della giovent inglese,
	per ripopolare la Francia di prodi bastardi.

BRETAGNA
	Ci dicon di andar dagli Inglesi, a scuola di danza,
	e insegnar loro l'agile "giravolta" e il veloce "corrente".
	Quel che ci salva - dicono - son le nostre gambe,
	e nell'alzare i tacchi siamo fenomenali.

RE DI FRANCIA
	Dov' Montjoy l'araldo? Che parta a spron battuto,
	e porti all'Inghilterra la nostra sfida sdegnosa.
	Ors, principi! Temprate lo spirito dell'onore,
	rendetelo pi affilato delle vostre spade, e scendete in campo!
	Charles D'Alberet, Gran Connestabile di Francia,
	voi, Duchi di Orlans, di Borbone e di Berry,
	di Alenon e di Brabante, di Bar e di Borgogna,
	Jacques Chtillon, Rambures, Vaudemont,
	Beaumont, Grandpr, Roussi e Fauconbridge,
	Foix, Lestrelles, Boucicault e Charolais,
	nobili duchi, gran principi, Pari, baronetti e baroni,
	in nome delle vostre grandi casate, lavate una grande onta!
	Fermate Harry l'inglese, che porta per tutto il paese
	i suoi pennoni, intinti nel sangue di Harfleur!
	Rovesciatevi sulla sua armata, come valanga di neve
	sul fondovalle, sottomesso vassallo
	su cui le Alpi sputano e scaricano il loro catarro.
	Piombategli addosso! Vi bastan le forze che avete.
	E poi portatelo qui a Rouen su di un carro di ostaggi,
	da prigioniero.

CONNESTABILE
			Questo si chiama esser grandi!
	Mi spiace solo che i suoi siano tanto in pochi,
	e, nella marcia, spossati dalle malattie e dalla fame,
	poich son certo che quando vedr l'esercito nostro
	il cuore gli piomber nel pozzo della paura,
	e allora, per farla finita, ci offrir il suo riscatto.

RE DI FRANCIA
	Ordunque, Gran Connestabile, fate fretta a Montjoy,
	che dica al Re d'Inghilterra che vorremmo sapere
	quale riscatto egli si sente disposto a pagare.
	Principe Delfino, voi resterete con noi a Rouen,

DELFINO
	Oh no! Vi supplico, Vostra Maest.

RE DI FRANCIA
	Abbiate pazienza, dovrete restare con noi.
	E ora partite, Gran Connestabile e principi tutti,
	abbiamo fretta di sapere gl'Inglesi disfatti e distrutti.
.Escono..

/:/Scena VI


.Entrano i capitani inglese e gallese, Gower e Fluellen..

GOWER
Ehil, Capitan Fluellen! Venite mica dal ponte

FLUELLEN
Ges, al ponde stan commettendo imprese memorabili.

GOWER
 incolume il Duca di Exeter?

FLUELLEN
Il Duca di Exeter  magnanimo quando Agamennone: ed  un uomo che io amo e onoro con tutta l'anima, e col cuore, la devozione, la vita, le mie sostanze e tutto quando sta in me. Egli - sia lodato e benedetto Iddio! - non  stato minimamende scalfito, ma condinua a tenere il ponde con grande valore e grandissima perizia. C' al ponde anche un sottotenende; Ges, credo in coscienza che lui ha il coraggio di un Marcandonio, eppure  uomo di nessunissima reputazione, anche se gli ho visto compiere qualche prodezza.

GOWER
Come avete detto si chiama?

FLUELLEN
Alfiere Pistola, lo chiamano.

GOWER
Non lo conosco.

.Entra Pistola..


FLUELLEN
Eccolo,  lui.

PISTOLA
	Capitano, io imploro la tua benevolenza:
	Il Duca di Exeter ti tiene in gran conto.

FLUELLEN
 vero, sia lode a Dio; e ho ben fatto qualcosa per meritarmi il suo affetto.

PISTOLA
	Bardolfo, soldato tutto d'un pezzo, di cuore onesto
	e sperimentato valore, ha, per un fato crudele
	ed un maligno, erratico capriccio della ruota della Fortuna,
	quella dea cieca,
	ritta sull'irrequieta sua ruota di pietra ...

FLUELLEN
Portate pazienza, Alfiere Pistola. La Fortuna  dipinda cieca e con una benda sugli occhi, a significarvi che la Fortuna  cieca; ed  dipinda anche con una ruota a significarvi - e in questo consiste l'allegoria - che essa non fa che far giravolte,  incostante,  tutta mutevolezza e variabilit; ed il suo piede, badate bene, si posa su una sfera di pietra che rotola e rotola e rotola. In verit, il poeta ne fa una descrizione massimamende efficace: la Fortuna  una gran bella allegoria.

PISTOLA
	La Fortuna  a Bardolfo inimica, e lui sogguarda bieca:
	egli rub una pisside, onde sar impiccato.
	Una morte esecranda!
	Che sulla forca finiscano i cani, che si liberi l'uomo
	e che il capestro la trachea non gli strizzi!
	Ma Exeter lo ha consegnato a un fato di morte
	per una pisside da quattro soldi.
	Va' pertanto a parlargli: il Duca ti prester ascolto.
	Lo stame della vita di Bardolfo non fia reciso
	dalla stretta di vile fune e da un marchio d'infamia.
	Intercedi, o Capitano, per lui, ch ne avrai guiderdone.

FLUELLEN
Alfiere Pistola, mi par di capire dove volete arrivare.

PISTOLA
	 d'uopo dunque esultare!

FLUELLEN
Di certo, Alfiere, c' poco da esultare: poich, badate bene, fosse anche mio fratello, preferirei che il Duca, a sua discrezione, me lo facesse giusdiziare, ch la disciplina va rispettata.

PISTOLA
	Crepa, sii maledetto! Col cavolo che sei un amico!

FLUELLEN
Bene.

PISTOLA
	Va' a farti fottere!

FLUELLEN
Di bene in meglio.

PISTOLA
	Dico, fottute le tue budella e le tue sozze frattaglie!
.Esce..

FLUELLEN
Capitan Gower, avete sentito che tuoni e lampi?

GOWER
Ma s, costui  un impostore, un gaglioffo di tre cotte, ora me lo ricordo: un magnaccia, un tagliaborse.

FLUELLEN
Ges, ne ha dette tande, al ponde, di parole di sfida, quande ne potete sentire in un giorno d'estate. Ma mi sta benissimo: quanto m'ha detto, vi garandisco, sapr ricordarlo al momendo opportuno.

GOWER
Insomma, costui  un babbione, un buffone, un cialtrone, che quando gli capita se ne va alla guerra per farsi bello, una volta tornato a Londra, nei panni del reduce. Questi tipi li sanno a menadito, i nomi dei grandi comandanti, e vi mandano a memoria i luoghi dei fatti d'arme - la ridotta tal dei tali, la tale breccia, il talaltro convoglio - chi ne usc con onore, chi fu colpito a morte, chi si copr di vergogna, in che posizione venne a trovarsi il nemico; e tutto questo ve lo scodellano a perfezione con tutto un frasario guerresco, ch'essi infarciscono d'imprecazioni di nuovo conio. E che effetto faranno, fra boccali spumeggianti e cervelli impregnati di birra, una barba tagliata come il tal generale e una tenuta da campagna lacera da far paura, fa meraviglia a pensarci. Ma dovete imparare a riconoscerli, questi figli degeneri del nostro tempo, ch altrimenti potreste prendere qualche granchio colossale.

FLUELLEN
Vi dico una cosa, Capitan Gower: mi rendo condo che quest'uomo non  quel che vorrebbe tando dimostrare al mondo. Se lo prendo in castagna, gli dir il fatto suo...
Udite, sta arrivando il Re, e io devo dirgli del ponde.
.Tamburi e stendardi. Entrano il Re .[.Enrico.] .e i suoi soldati malconci, .[.con.] .Gloucester .[.e.]. Clarence..
Dio benedica Vostra Maest!

ENRICO
Ebbene, Fluellen, sei venuto dal ponte?

FLUELLEN
S, con licenza di Vostra Maest. Il Duca di Exeter ha difeso il ponde col pi grande valore: i Francesi si sono dispersi, badate bene, dopo fatti d'arme di grande eroicismo e prodezza. Il nemico, diamine, stava per impossessarsi del ponde, ma  stato costretto a ritirarsi, e H Duca di Exeter  padrone del ponde. A Vostra Maest posso dirlo: il Duca di Exeter  un uomo coraggioso.

ENRICO
Quanti uomini avete perduto, Fluellen?

FLUELLEN
La perdizione del nemico  stata assai grande, massimamende grande: diamine, per parte mia credo che il Duca non abbia perduto neanche un uomo, se non un tale che a quanto pare sar giusdiziato per aver rubato in chiesa, un certo Bardolfo. Forse Vostra Maest lo conosce: la sua faccia  tutta pustole e bitorzoli e forungoli e eruzioni, e le labbra gli soffian sul naso, e questo  come un tizzone ardende, qualche volta bluastro e qualche volta rossastro; solo che - sia lode a Dio - quel naso ora va sul patibolo, e il suo fuoco  spento.

ENRICO
Tutti i colpevoli di siffatti reati dovranno fare la stessa fine. Vi ordiniamo espressamente che nelle nostre marce attraverso il paese nulla sia estorto dai villaggi, nulla sia preso senza pagare, nessun Francese sia offeso o ripreso con parole arroganti; poich quando generosit e crudelt si contendono un regno,  il giocatore pi umano che vince la prima mano.

.Squilli di tromba. Entra Montjoy..

MONTJOY
Dall'abito saprete chi sono.

ENRICO
Bene dunque, lo so: cos'altro vuoi farmi sapere?

MONTJOY
Ci che pensa il mio signore.

ENRICO
Di' tutto.

MONTJOY
Ecco cosa dice il mio re: "Di' questo ad Harry l'Inglese: anche se sembravamo morti, non facevamo che dormire. La tempestivit, in guerra, vale pi dell'audacia. Digli che avremmo potuto dargli una lezione a Harfleur, ma non ci  parso saggio incidere il bubbone prima che fosse ben maturo. Ora per recitiamo la nostra parte, e la nostra voce si fa imperiosa. Il Re d'Inghilterra dovr pentirsi della sua follia, rendersi conto della sua debolezza, ed ammirare la nostra pazienza. Invitalo pertanto a preventivare un riscatto che dovr esser commensurato ai danni da noi subiti, ai sudditi che abbiamo perduto, all'umiliazione che abbiam dovuto ingoiare: se tutto questo dovesse ripagarcelo a peso, la sua pochezza ne sarebbe schiacciata. Per le nostre perdite il suo tesoro  troppo povero; per il sangue sparso dai nostri, le scarse leve del suo regno non bastano a compensarlo; quanto all'affronto subto, anche se lui in persona s'inginocchiasse ai nostri piedi, sarebbe una meschina e inutile soddisfazione. A questo aggiungerai la nostra sfida; e a mo' di conclusione, dirai ch'egli ha tradito i suoi uomini, la cui condanna  ormai pronunciata". Questo vi dice il mio signore e padrone, e qui ha termine la mia missione.

ENRICO
	Come ti chiami? Il tuo rango lo conosco gi.

MONTJOY
Montjoy.

ENRICO
	Il tuo incarico l'hai assolto degnamente. Torna sui tuoi passi,
	e di' al tuo re che per adesso non lo vengo a cercare.
	Preferirei continuare la marcia su Calais
	senz'altri impedimenti; giacch, a dire il vero,
	anche se  poco saggio far di queste ammissioni
	a un nemico abile che sa sfruttare il terreno,
	la mia gente  debilitata dalle malattie,
	le nostre file sono assottigliate, e i pochi rimasti
	non valgon molto di pi di altrettanti Francesi;
	quando stavano bene, araldo, lasciatelo dire,
	credevo che un sol paio di gambe inglesi
	fosser pi in gamba di almeno tre Francesi. Dio mi perdoni
	per queste vanterie! Sar l'aria di Francia
	a insufflarmi la boria: son pronto a fare ammenda.
	Va' dunque, di' al tuo padrone che io son qui:
	il mio riscatto  questo mio corpo fragile e indegno,
	il mio esercito un pugno di uomini fiaccati dal male;
	eppure digli, al cospetto di Dio, che tireremo dritti
	quand'anche il Re di Francia, o altro vicino di tal fatta,
	si provasse a fermarci. Tieni, Montjoy: per la pena che ti sei dato.
	Va' a dire al tuo padrone di pensarci due volte.
	Se ci lasciate passare, passeremo. Se vi provate a impedirlo,
	la vostra terra fulva la tingeremo di rosso
	col vostro sangue. Montjoy, fa' dunque buon viaggio.
	 tutto qui il succo della nostra risposta:
	ora come ora, non cerchiamo battaglia;
	ma, ora come ora, non c'impegnamo a evitarla.
	Di' questo al tuo padrone.

MONTJOY
	Glielo riferir. Ringrazio Vostra Altezza. [.Esce..]

GLOUCESTER
	Spero che non ci attacchino proprio ora.

ENRICO
	Siamo nelle mani di Dio, fratello, non nelle loro.
	Marciamo fino al ponte, che sta per calare la notte.
	Ci attenderemo oltre il fiume,
	e domattina riprenderemo la marcia. .Escono..

/:/Scena VII


.Entrano il Connestabile di Francia, il Signore di Rambures, Orlans, il Delfino e altri..

CONNESTABILE
Ma va' l! La mia  la miglior armatura del mondo. Che aspetta a far giorno?

ORLANS
Avete un'armatura di prim'ordine; ma al mio cavallo dovete render giustizia.

CONNESTABILE
 il miglior cavallo d'Europa.

ORLANS
Ma il giorno non arriva mai?

DELFINO
Mio Duca d'Orlans e voi, Gran Connestabile,  di cavalli e armature che state parlando?

ORLANS
Nessun principe al mondo ne  meglio equipaggiato di voi.

DELFINO
Che notte interminabile! Non cambierei il mio cavallo con nessun altro quadrupede fornito di zoccoli. .a, ha! .Rimbalza da terra come se al posto delle budella avesse palle da tennis: .le cheval volant, .il Pegaso, .avec les narines de feu! .Quando salgo in arcione mi par di volare come un falco. Esso fende l'aria, e se mai sfiora la terra questa si mette a cantare: perfino il corno dei suoi zoccoli  pi musicale del flauto di Hermes.

ORLANS
Ha il colore della noce moscata.

DELFINO
E il calore dello zenzero. Una creatura degna di Perseo: esso  pura aria e fuoco, e i meno volatili fra gli elementi, la terra e l'acqua, in lui non si vedono mai, altro che nella sua paziente immobilit quando il cavaliere lo monta. Lui s che pu dirsi un cavallo, ogni altra cavalcatura non  che una bestia.

CONNESTABILE
In effetti, mio signore,  un cavallo incomparabile, assolutamente superbo.

DELFINO
Il principe dei palafreni: il suo nitrito  come il comando d'un monarca, e il suo portamento costringe all'omaggio.

ORLANS
Basta, cugino.

DELFINO
Ah no! L'uomo privo di spirito colui che, dal levarsi dell'allodola sino a quando l'agnello non torna all'ovile, non sa tessere variazioni, e tutte meritate, in lode del mio palafreno.  un tema inesauribile come il mare: cangiate le sabbie in altrettante lingue eloquenti, e il mio cavallo dar argomenti a ciascuna di esse. E un soggetto degno della conversazione di un sovrano, e degna cavalcatura del sovrano dei sovrani; e il mondo conosciuto, al pari di quello inesplorato, dovrebbe interrompere ogni sua faccenda per starlo a ammirare. Una volta composi un sonetto in suo onore che cominciava cos: "O prodigio di natura..."

ORLANS
Cos comincia anche un altro sonetto, dedicato a un'amante.

DELFINO
Dev'essere stato un'imitazione di quello da me composto pel mio destriero: il mio cavallo  la mia amante.

ORLANS
La vostra amante  brava a portare in sella.

DELFINOSolo me, per: che  quanto di meglio si possa dire di un'amante perfetta, buona e fedele.

CONNESTABILE
Sar. Per ieri mi  parso che la vostra amante vi abbia perfidamentte scaricato.

DELFINO
Volete forse parlare della vostra?

CONNESTABILE
La mia non portava briglie.

DELFINO
Oh, allora era un'amante docile, e non pi giovane, e voi ve la montavate come un fante d'Irlanda, a gambe nude e senza le nostre brache francesi.

CONNESTABILE
Si vede che v'intendete d'equitazione.

DELFINO
Appunto per questo mi permetto un consiglio: uno che cavalca cos, senza certe precauzioni, rischia di cascare in qualche brutto pantano. Preferirei aver per amante il mio cavallo.

CONNESTABILE
Io, come amante, preferirei una giumenta.

DELFINO
T'assicuro, Connestabile, che la mia amante non porta la parrucca.

CONNESTABILE
Se la mia amante fosse una troia potrei vantarmene esattamente cos.

DELFINO
."Le chien est retourn  son propre vomissement, et la truie lave au bourbier": .per te tutto fa brodo.

CONNESTABILE
Per io non mi servo del mio cavallo come amante, e non vado citando proverbi a sproposito.

RAMBURES
Gran Connestabile, l'armatura che ho visto stasera nella vostra tenda, di cosa  costellata? Sono stelle o soli?

CONNESTABILE
Stelle, signore.

DELFINO
Qualcuna di esse, spero, cadr domani.

CONNESTABILE
E tuttavia il mio cielo sapr ben farne a meno.

DELFINO
Pu darsi: non poche di esse son davvero superflue; fareste pi bella figura se ne perdeste qualcuna.

CONNESTABILE
Esattamente come il vostro cavallo, sovraccarico di lodi. Trotterebbe altrettanto bene se faceste smontare qualche vanteria.

DELFINO
Magari potessi caricarlo delle lodi che merita! Ma quand' che si fa giorno? Domani mi far una cavalcata di un miglio, e il mio cammino sar lastricato di facce inglesi.

CONNESTABILE
Vorrei poter dire la stessa cosa, ma non vorrei esser io, cammin facendo, a perdere la faccia. Ma non vedo l'ora che venga il mattino: ho una gran voglia di dare addosso agl'Inglesi.

RAMBURES
Chi rischia una scommessa? lo far venti prigionieri.

CONNESTABILE
Prima di prenderli, sarete voi stesso a rischiare.

DELFINO
 mezzanotte, Vado ad armarmi. .Esce..

ORLANS
Il Delfino non vede l'ora che spunti il giorno

RAMBURES
Non vede l'ora di mangiarseli, gli Inglesi.

CONNESTABILE
Credo proprio di s: ma non prima d'averli uccisi...

ORLANS
Sulla bianca manina della mia bella,  un principe valoroso.

CONNESTABILE
Giurate piuttosto sul suo piedino, cos il giuramento lei se lo pu mettere sotto i piedi.

ORLANS
 semplicemente il gentiluomo pi intraprendente di Francia.

CONNESTABILE
L'intraprendenza  fare: e lui ha sempre l'aria di darsi da fare.

ORLANS
Ch'io sappia, non ha mai fatto del male a una mosca.

CONNESTABILE
Non ne far neppure domani: cos tale reputazione  salva.

ORLANS
A me risulta che  un valoroso.

CONNESTABILE
Risulta anche a me: me l'ha detto uno che lo conosce meglio di voi.

ORLANS
E chi ?

CONNESTABILE
Lui stesso, diamine! Mi ha anche detto che non gl'importava che si sapesse.

ORLANS
Non occorre dirlo: lui non nasconde la fiaccola sotto il moggio.

CONNESTABILE
Aff mia, signore, vi assicuro che non  cos: le sue virt non le ha mai viste nessuno, a parte il suo staffiere. Il suo valore  un falcone incappucciato: scopritelo, e prende il volo.

ORLANS
"Malignit e maldicenza van sempre a braccetto".

CONNESTABILE
Rispondo per le rime: "L'amico adulatore  sempre in difetto".

ORLANS
Ed io ribatto con un altro proverbio: "Date al diavolo ci che  del diavolo".

CONNESTABILE
E bravo! Avete rifilato al vostro amico la parte del diavolo. E io miro al centro di quel proverbio: "Al diavolo il diavolo!"

ORLANS
In fatto di proverbi sar difficile tacitarvi: "Lo sciocco non sa tenere la bocca chiusa".

CONNESTABILE
Mi avete chiuso la bocca!

ORLANS
Non  la prima volta che vi metto a tacere.

.Entra un messo..

MESSO
Gran Connestabile, gli Inglesi sono a millecinquecento passi dalle vostre tende.

CONNESTABILE
Chi ha misurato il terreno?

MESSO
Il Signore di Grandpr.

CONNESTABILE
Un gentiluomo valoroso, di grande esperienza. Se almeno facesse giorno! Ah, quel povero Harry d'Inghilterra! Al contrario di noialtri, non smania certo per la luce dell'alba.

ORLANS
Che razza di sciagurato, di sventato, questo Re d'Inghilterra, che se ne va a tentoni, con quegli scervellati dei suoi, in posti cos fuori mano e a lui sconosciuti.

CONNESTABILE
Se questi Inglesi avessero un po' di cervello, se la darebbero a gambe.

ORLANS
Ma non ce l'hanno: se le loro teste fossero dotate di un'armatura intellettuale, non ce la farebbero a portare elmi cos pesanti.

RAMBURES
Quell'isola d'Inghilterra genera creature di grande coraggio: i loro mastini hanno un coraggio senza pari.

ORLANS
Sciocchi cagnacci, che si buttano ciecamente nelle fauci dell'orso russo, e si fan spappolare la testa come mele marce. Tanto vale chiamar coraggiosa la pulce che osi far, colazione sul labbro del leone.

CONNESTABILE
Giusto, giusto. E gli uomini sono affini ai mastini: partono all'attacco con brutale vigore, ma il cervello lo lasciano alle loro mogli. Fateli abbuffare di carne di bue, caricateli di ferro e d'acciaio, e mangeran come lupi e si batteranno come diavoli.

ORLANS
Vero. Solo che questi Inglesi son maledettamente a corto di carne.

CONNESTABILE
E allora domani ci accorgeremo che avran molta voglia di mangiare e nessuna di battersi. Adesso  tempo d'armarsi. Ors, ci vogliamo muovere?

ORLAN
Ora sono le due. Vediamo un po' - per le dieci, diciamo, un centinaio d'Inglesi a testa li avremo in mano.
.Escono..

/:/ATTO IV



.Entra il Coro..

CORO
	Cercate adesso d'immaginarvi l'ora
	in cui una tenebra fitta e densa di segreti sussurri
	colma l'immensa cappa dell'universo.
	Da campo a campo, nel tetro grembo della notte,
	s'avverte appena il brusio di entrambe le armate,
	sicch le sentinelle appostate quasi possono udire
	i mormorii furtivi delle sentinelle nemiche.
	Fuoco chiama fuoco, e al pallido bagliore delle fiamme
	ciascuna armata distingue il volto oscurato dell'altra.
	Destriero minaccia destriero, in alti, spavaldi nitriti,
	squarciando l'orecchio intorpidito della notte; e dalle tende
	gli armieri, nell'approntar le corazze dei nobili,
	nel ribadirle a dovere con gran lavorio di martelli,
	danno il tremendo annuncio della battaglia imminente.
	Nella campagna s'ode il canto del gallo, il rintocco della campana,
	a dirvi ch' l'ora terza di un assonato mattino.
	Fieri del loro numero, nell'intimo in nulla turbati,
	i Francesi, ottimisti e sin troppo sicuri del fatto loro,
	quei disprezzati Inglesi se li giocano a dadi;
	e se la prendono con la notte sciancata, con quella posapiano,
	quella brutta, sozza strega che se ne va claudicante,
	con esasperante lentezza. I poveri Inglesi, gi condannati
	al sacrificio, attorno ai lor vigili fuochi
	siedon pazienti, ruminando in cuor loro
	i rischi del mattino; e il loro gestir rassegnato,
	con quelle guance scavate e le uniformi a brandelli,
	li offre alla contemplazione della luna
	come paurose figure spettrali. Ma oh, chi ora voglia osservare
	il regal comandante di questa banda allo stremo,
	mentre va di tenda in tenda e ispeziona ogni scolta,
	esclami: "Onore e gloria sul suo capo!".
	Poich egli se n'esce a far visita a tutti i suoi uomini,
	sorride loro da pari a pari nel dar loro il buongiorno,
	chiamandoli amici, fratelli, compatrioti.
	Il suo volto regale non tradisce ansiet
	per la temibile armata che l'ha circondato,
	n un'ombra del suo colorito ha egli ceduto
	a questa notte defatigante, trascorsa a vegliare.
	Fresco  il suo aspetto, e domina la fatica
	con piglio allegro e affabile maest,
	tanto che ognuno di quei disgraziati, pur pallido e esausto,
	solo a guardarlo trae conforto dalla sua buona cera.
	Con liberalit universale, come il sole,
	di occhiate generose  prodigo con tutti,
	sciogliendo il gelo della paura: cos che tutti, nobili e plebei,
	ritroverete, in questa povera descrizione,
	l'ombra di Harry, in giro nella notte.
	E ora la nostra scena deve involarsi verso la battaglia
	dove - Dio ci perdoni! - noi faremo gran torto,
	con quattro o cinque miserrimi ferri spuntati,
	goffamente incrociati in un grottesco duellare,
	al nome di Agincourt. E vi preghiamo di non andar via:
	a dare corpo alla realt basta una parodia. .Esce..

/:/Scena I


.Entrano il Re .[.Enrico.],. Bedford e Gloucester..

ENRICO
	Gloucester,  vero che siamo in grande pericolo.
	Tanto pi grande, allora, dev'essere il nostro coraggio.
	Buongiorno, Bedford, fratello mio. Dio onnipossente!
	Anche nelle cose cattive c' un barlume di bont,
	se solo volessimo attentamente distillarlo.
	Il nostro cattivo vicino ci fa alzar di buon'ora,
	il che fa bene alla salute, e ci rende fattivi.
	Inoltre, agisce da pungolo esterno, o coscienza,
	e fa la predica a ciascuno di noi, e ci ricorda
	di prepararci degnamente alla resa dei conti.
	In tal modo possiamo cavar del miele dalla malerba,
	ed una qualche morale dal diavolo in persona.
.Entra Erpingham..
	Buongiorno, mio vecchio Sir Thomas Erpingham:
	un bel guanciale morbido, per quella bella testa bianca,
	sarebbe meglio di un ruvido letto di terra francese.

ERPINGHAM
	Non proprio, mio sire; un tal giaciglio lo preferisco.
	Cos posso dire: "Ora dormo come un re".

ENRICO
	Fa bene accettar di buon grado i disagi del momento,
	grazie all'esempio: lo spirito si rasserena,
	la mente,  fuor di dubbio, ne vien stimolata,
	e le membra, che prima parevano morte e defunte,
	risorgon dal loro torpore tombale, e tornano in vita,
	deposta la vecchia pelle, con rinnovata agilit.
	Prestami il mantello, Sir Thomas. Voi due, fratelli,
	portate il mio saluto ai principi del nostro campo;
	date loro il buongiorno da parte mia, e senza indugio
	chiedete loro di venir tutti nella mia tenda.

GLOUCESTER
	Sar fatto, mio sire.

ERPINGHAM
	Devo accompagnar Vostra Grazia?

ENRICO
					No, mio buon cavaliere.
	Vai con i miei fratelli dai miei Pari d'Inghilterra.
	Io e la mia coscienza dobbiamo parlarci a quattr'occhi,
	e in questi casi si preferisce restare soli.

ERPINGHAM
	Nobile Harry, in cielo ti benedica il Signore!
.Escono .[.tutti tranne Enrico.].

ENRICO
	Dio t'assista, gran vecchio! La tua serenit mi rincuora.

.Entra Pistola..

PISTOLA
Chi va l?

ENRICO
Un amico.

PISTOLA
	Parlamenta con me: se tu un uffiziale,
	o sei un volgare, comune plebeo?

ENRICO
	La mia  una compagnia di gentiluomini.

PISTOLA
	Trascini tu la poderosa picca?

ENRICO
	Proprio cos. E voi chi siete?

PISTOLA
	Un gentiluomo, n son da meno dell'lmperatore.

ENRICO
	Allora siete superiore al Re.

PISTOLA
	Il Re  un bel galletto, e un cuor d'oro,
	un giovanotto in gamba, il cocco della fama,
	di buon casato, di pugno arci-gagliardo:
	gli bacio la suola delle scarpe, e con ogni fibra del mio essere
	lo amo, quel compagnone. Come ti chiami?

ENRICO
	Harry Le Roy.

PISTOLA
	Le Roy? Mi sa di Cornovaglia: sei della ciurma cornovagliese?

ENRICO
	No, son gallese.

PISTOLA
	E Fluellen lo conosci?

ENRICO
	S.

PISTOLA
	Digli che glielo sbatto sulla capoccia, il suo porro,
	il giorno di San Davide.

ENRICO
E voi non portate lo stocco sulla berretta, quel giorno, che lui non lo sbatta sulla vostra.

PISTOLA
	Sei amico suo?

ENRICO
	E anche parente.

PISTOLA
	Quand' cos, va' a farti fottere!

ENRICO
	Grazie. E Dio v'accompagi.

PISTOLA
	Ricorda che Pistola son nomato. .Esce..

ENRICO
	Difatti sei uno che fa fuoco e fiamme.

.Entrano Fluellen e Gower..

GOWER
Capitan Fluellen!

FLUELLEN
In persona. In nome di Ges Cristo, parlate piano.  il pi vasto sbalordimendo dell'universo mondo, quando i pi sacrosanti e antichi princpi e regolamendi di guerra non vengono osservati. Se vi desde la briga anche solo di studiarvi le guerre di Pompeo Magno, trovereste, ve lo garandisco, che non si sentiva cigalare n blaterare nell'accampamendo di Pompeo. E vi garandisco che scoprireste che i rituali della guerra, e le loro ingombenze e le forme e gli ordinamendi e il corretto svolgimendo dei medesimi sono ben altri.

GOWER
Ma come? Il nemico si sente da lontano:  tutta la notte che lo sentiamo.

FLUELLEN
Sangue di Dio! Se il nemico  un somaro, e un imbecille, e un buffone che parla troppo, vi pare dignitoso, badate bene, che anche noialtri facciamo i somari, e gl'imbecilli e i buffoni che parlan troppo? Cosa ne dite, eh, in coscienza?

GOWER
Parler pi piano.

FLUELLEN
Fatelo, ve ne prego e scongiuro.
.Escono Gower e Fluellen..

ENRICO
	Anche se ha un'aria un tantino bislacca,
	questo Gallese ha senno e coraggio da vendere.

.Entrano tre soldati, John Bates, Alexander Court e Michael Williams..

COURT
Fratello Bates, quella luce che sta spuntando laggi non  mica il mattino?

BATES
Mi sa di s. Ma non abbiamo grandi motivi per desiderare l'arrivo del giorno.

WILLIAMS
Laggi si vede l'inizio del giorno. Dio solo sa se ne vedremo la fine. Chi va l?

ENRICO
Un amico.

WILLIAMS
Chi  il vostro comandante?

ENRICO
Sir Thomas Erpingham.

WILLIAMS
Un buon vecchio comandante, e un gentiluomo squisito. E che ne pensa lui, di grazia, della nostra situazione?

ENRICO
Che siamo come dei naufraghi su un banco di sabbia, che s'aspettano di esser risucchiati dalla prossima marea.

BATES
E questi pensieri non li ha confidati al Re?

ENRICO
No, n sarebbe opportuno che lo facesse. Perch, sia detto tra noi, credo che il Re non sia altro che un uomo come me: il profumo di una violetta lo sente come lo sento io; il firmamento gli appare come appare a me; tutti i suoi sensi non sono che facolt umane. Messe da parte le pompe regali, la sua nudit non rivela che un uomo, e anche se le sue passioni si libran pi in alto delle nostre, pure, quando si abbassano a terra, lo fanno con le stesse ali. Perci, quando ha buone ragioni di aver paura, come noi adesso, la sua paura ha indubbiamente lo stesso sapore della nostra: eppure, a rigore, nessuno dovrebbe comunicargli la minima traccia di paura, per evitare ch'egli, facendola trasparire, possa scoraggiare il suo esercito.

BATES
Potr far mostra di tutto il coraggio che vuole, ma credo che, anche in una notte fredda come questa, preferirebbe starsene a rnollo nel Tamigi con l'acqua alla gola: e magari fosse cos, ed io con lui, a costo di qualunque rischio, pur di levarci da qui.

ENRICO
In fede mia, vi dir in coscienza cosa penso del Re: penso. che non vorrebbe trovarsi in un luogo diverso da quello in cui sta.

BATES
Allora vorrei che stesse qui da solo: avrebbe la certezza di venir riscattato, e a un sacco di poveri diavoli si salverebbe la vita.

ENRICO
Sicuramente non gli volete abbastanza male da desiderare che resti qui solo, anche se parlate cos per sondare le opinioni degli altri. Quanto a me, credo che non potrei morire contento da nessun'altra parte se non in compagnia del Re, dal momento che la sua causa  giusta e la sua guerra onorevole.

WILLIAMS
Questo  pi di quanto sappiamo noi.

BATES
Certo, ed  pi di quanto sia giusto voler sapere; a noi basta sapere che siamo sudditi del Re: altro non ci occorre sapere. Se poi la sua causa  ingiusta, l'obbedienza dovuta al re ci assolve da ogni colpa.

WILLIAMS
Ma se la causa non  giusta, il re stesso avr un gran brutto conto da pagare, quando tutte quelle gambe e braccia e teste mozzate in battaglia si ritroveranno insieme nel giorno del Giudizio, e grideranno in coro: "Noi morimmo nel tal luogo!": alcuni imprecando, altri invocando il chirurgo, chi piangendo al pensiero delle mogli lasciate in miseria, chi per i debiti non pagati, chi per i figlioletti abbandonati dall'oggi al domani. Ho paura che ben pochi, fra quelli che muoiono in battaglia, facciano una bella morte: e come potrebbero cristianamente prepararsi alla fine quando  il sangue ad aver l'ultima parola? Ora, se questi uomini fanno una brutta morte, sar una gran brutta faccenda per il re che li ha portati a morire, il re cui non possiamo disobbedire se non violando ogni nostro dovere di sudditanza.

ENRICO
Cosicch, se un figlio inviato dal padre mercante in un viaggio d'affari si perde in mare con tutti i suoi peccati, la responsabilit delle sue colpe, in base al vostro criterio, dovrebbe ricadere sul padre che l'ha mandato. O se un servo, che per incarico del suo padrone porta con s una somma di denaro,  assalito dai briganti e muore senza aver fatto ammenda delle sue molte iniquit, voialtri mi definite il padrone come responsabile, per via di quell'incarico, della dannazione del servo. Ma le cose non stanno cos. Il re non  tenuto a rispondere della fine che fanno i singoli soldati, n il padre di quella del figlio, n il padrone di quella del servo: poich non vogliono certo farli morire quando richiedono loro determinati servigi. E poi non esiste re, per quanto immacolata la sua causa, che una volta sottoposta quest'ultima all'arbitraggio della spada, possa affrontarlo con dei soldati tutti del pari senza macchia. Pu darsi che alcuni di essi si siano resi colpevoli di assassinio voluto e premeditato; altri, di aver sedotto delle vergini, tradendo i vincoli del giuramento; altri ancora di essersi fatti usbergo della guerra dopo aver straziato il dolce seno della pace con rapine e saccheggi. Ora, se costoro hanno eluso la legge, sottraendosi in patria al giusto castigo, per quanto possano sfuggire agli uomini non hanno ali che bastino a volar via da Dio. La guerra  uno strumento di giustizia divina e di retribuzione divina; ed ecco che gli uomini che hanno a suo tempo violato le leggi del re vengono ora puniti dalla guerra del re: l dove avevan temuto la morte, essi sono scampati, e dove invece speravano di cavarsela ci lascian la pelle. Se dunque essi muoiono impreparati, il re non  colpevole della loro dannazione, pi di quanto non fosse stato colpevole prima, di quei misfatti soggetti ora al castigo divino. Il re dispone dell'obbedienza di ciascun suddito, ma non dell'anima di ciascun suddito, che appartiene a lui stesso. Perci ogni soldato in guerra dovrebbe fare come l'infermo sul letto di morte, e purgare la sua coscienza d'ogni pi piccola impurit. Se poi morr, la morte sar una liberazione; e se non morr, il tempo impiegato a prepararsi l'anima non sar speso invano, ma sar benedetto. Colui che la scampa non commette peccato se si convince che, rendendo a Dio tale libera offerta, Dio l'ha fatto sopravvivere alla battaglia per far di lui un testimone della Sua grandezza, ed un esempio agli altri, di come essi devono prepararsi alla morte.

WILLIAMS
Certo che, per ogni uomo che fa una brutta morte, i suoi peccati ricadono sulla sua testa: non deve certo risponderne il Re.

BATES
Io non pretendo che lui risponda per me; eppure son ben deciso a battermi per lui, e a picchiar sodo.

ENRICO
L'ho sentito colle mie orecchie, il Re: ha detto che lui non si far riscattare.

WILLIAMS
Sicuro! Ha detto cos per farci combattere con pi slancio. Ma quando a noi avran tagliato la gola, lui potr sempre farsi riscattare, e noi resteremo fregati.

ENRICO
Se vivo tanto da vedere quel giorno, mai pi prester fede alla sua parola.

WILLIAMS
E cos, [perdio,] l'avrete ripagato a dovere! Una sparata pericolosa quanto una cerbottana-giocattolo: che altro pu fare a un monarca il risentimento privato di un povero cristo qualsiasi? Tanto varrebbe sforzarsi di congelare il sole, facendogli vento con una penna di pavone. Mai pi presterai fede alla sua parola! Andiamo,  una frase ridicola!

ENRICO
La vostra rampogna  un tantino pesante: vorrei dirvene quattro, ma non  questo il momento.

WILLIAMS
Perch non battervi con me, se resterete vivo?

ENRICO
Buona idea.

WILLIAMS
Come far a riconoscerti?

ENRICO
Dammi un tuo pegno qualsiasi, e lo porter sul cappello: e poi, se oserai reclamarlo, potrai considerarti sfidato.

WILLIAMS
Ecco il mio guanto: tu dammene uno dei tuoi.

ENRICO
Eccolo.

WILLIAMS
Anch'io me lo metter sul cappello; e a partire da domani, se tu verrai da me a dirmi: "Questo guanto  mio", per questa mano, ti moller un manrovescio.

ENRICO
Se vivr tanto da rivederlo, raccoglier la sfida.

WILLIAMS
Piuttosto oseresti farti impiccare.

ENRICO
Sta' tranquillo che lo far, a costo di dartele alla presenza del Re.

WILLIAMS
Mantieni la parola. In bocca al lupo!

BATES
Fate la pace, imbecilli d'Inglesi, fate la pace! Abbiamo abbastanza conti da regolare coi Francesi, se solo sapeste farli, i conti!

ENRICO
In effetti, i Francesi posson scommettere venti testoni contro uno che ci batteranno, visto che se li portano sulle spalle, i testoni; ma non  mica un reato per noialtri Inglesi, scapitozzare i Francesi, e domattina il Re in persona si far tosateste. .Escono i soldati..
	Tutto in conto al re! Le nostre vite, le nostre anime,
	i debiti, le nostre mogli angosciate,
	i nostri figli, i nostri peccati: tutti in conto al re!
	Tutto sulle nostre spalle! O dura condizione,
	gemella della grandezza, ma soggetta al mugugno
	di ogni imbecille, incapace di sentir altro
	che il mal di pancia! A quale infinita pace dello spirito,
	comune privilegio dei sudditi, rinunciano i re!
	E che cos'hanno i re, che non abbiano anche i privati,
	se non il cerimoniale, se non il fasto regale?
	E cosa sei tu, o idolo del fasto regale?
	Che razza di deit sei mai tu, che sopporti
	afflizioni pi gravi dei tuoi adoratori mortali?
	Dove sono le tue rendite? Dove i profitti?
	O fasto regale, dimostrami un po' quanto vali!
	Cosa c', al cuore di tanta adorazione?
	Che altro sei tu, se non il rango, il grado, la forma esteriore
	che incuton negli uomini soggezione e timore?
	In questo sei meno felice, nell'incuter timore,
	di quanto non sia chi ha paura di te.
	Che cosa bevi sovente, in luogo di omaggio affettuoso,
	se non velenose lusinghe? Oh, cadi malata, suprema grandezza,
	e ordina al tuo fasto regale di trovarti una cura!
	Pensi tu forse che possa estinguersi, l'arsura febbrile,
	al vento magniloquente dell'adulazione?
	Inchini e genuflessioni la faranno andar via?
	Puoi tu, al mendico che s'inginocchia ai tuoi piedi,
	ridare la salute? No, tu sogno orgoglioso
	che subdolamente ti trastulli col riposo d'un re:
	io sono un re capace di smascherarti, poich so bene
	che non il crisma della consacrazione, lo scettro, il globo,
	la spada, la mazza, la corona imperiale,
	il manto intessuto d'oro e di perle,
	la roboante lista di titoli che precede il re,
	n il trono su cui  assiso, n la rnarea dello sfarzo
	che si frange sulle alte scogliere di questo mondo -
	no, nessuna di queste cose, o fasto regale tre volte fastoso,
	nessuna di queste cose, distese in un maestoso baldacchino,
	pu mai dormire saporitamente come il miserabile schiavo
	che, a pancia piena e con la testa vuota,
	va a coricarsi, rigonfio di pane duramente sudato:
	e mai contempla l'orrore della notte, figlia dell'inferno,
	ma, come uno staffiere, dall'alba al tramonto
	suda sotto l'occhio di Febo, ma per tutta la notte
	dorme nei Campi Elisi; e l'indomani, allo spuntar del sole,
	si leva e aiuta Iperione a montare sul cocchio:
	e cos insegue l'inarrestabile corso degli anni
	utilmente faticando, sino alla tomba;
	e, non fosse che pel fasto regale, un tal disgraziato
	che i giorni passa a sgobbare e le notti a dormire,
	se la passerebbe meglio, e con maggiore profitto di un re.
	Il servo, qual membro di una nazione in pace,
	questa pace si gode; ma il suo rozzo cervello non arriva a concepire
	a quali veglie si sottopone il re per mantenere la pace:
	ogni ora della quale va tutta a profitto di chi zappa la terra.

.Entra Erpingham..

ERPINGHAM
	Sire, i vostri nobili, impensieriti per la vostra assenza,
	vi stan cercando per tutto il campo.

ENRICO
					Buon vecchio cavaliere,
	radunali tutti quanti alla mia tenda:
	io ti preceder.

ERPINGHAM
			Sar fatto, mio sire. .Esce..

ENRICO
	O Dio delle battaglie, tempra d'acciaio i cuori dei miei soldati.
	Non farli cedere al panico; togli loro, per ora,
	la facolt di contare, se mai il numero dei nemici
	li induca a perdersi d'animo. Non oggi, o Signore!
	Oh, non oggi, non pensare oggi al misfatto
	commesso dal padre mio nel far sua la corona!
	Io ho dato novella sepoltura al corpo di Re Riccardo,
	e su di esso ho versato pi lacrime di contrizione
	di quante stille di sangue ne furon versate a forza.
	Cinquecento poveri mantengo ogni anno a mie spese,
	che due volte al d levan le mani aduste
	al cielo, a chieder perdono pel sangue versato; ho costruito
	due case di preghiera, ove officianti mesti e solenni
	pregan di continuo per l'anima di Riccardo. Far anche di pi,
	anche se tutto quel che posso fare non vale nulla,
	giacch il mio pentimento viene per ultimo, e solo
	per implorare il perdono.

.Entra Gloucester..


GLOUCESTER
	Mio sire!

ENRICO
		La voce di mio fratello Gloucester! Eccomi.
	So perch sei venuto, verr subito con te:
	il giorno, gli amici e il resto non aspettan che me. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano il Delfino, Orlans, Rambures e Beaumont..

ORLANS
	Il sole indora le nostre armature. Ors, miei signori!

DELFINO
	.Montez  cheval! Il .mio cavallo! Ehil! .Varlet, lacquais!.

ORLANS
	O prode spirito!

DELFINO
			Avanti! .Les eaux et la terre!.

ORLANS
	.Rien puis? L'air et le feu?.

DELFINO
					.Ciel., cugino Orlans!
.Entra il Connestabile..
	Ebbene, signor Connestabile?

CONNESTABILE
	Udite, come i nostri destrieri nitriscono, bramosi d'azione!

DELFINO
	In sella! E striategli i fianchi coi vostri speroni,
	che il loro sangue bollente schizzi in faccia agl'Inglesi
	per subissarli in tale eccesso di ardore... Al!

RAMBURES
	Cosa? Volete vederli piangere il sangue dei nostri cavalli?
	Come faremo a vederli piangere lacrime vere?

.Entra un messo..

MESSO
	Gl'Inglesi sono in ordine di battaglia, o Pari di Francia.

CONNESTABILE
	A cavallo, valorosi principi! Difilato a cavallo!
	Eccoli l, quella banda di morti di fame!
	Il vostro gran spiegamento ne risucchier gli animi,
	lasciando nient'altro che gusci vuoti e spoglie mortali.
	Non c' lavoro bastante per tutte le braccia che abbiamo,
	n c' sangue bastante nelle vene esaurite di quelli
	per insozzar tutte quante le daghe sguainate
	che oggi saran sfoderate dai nostri prodi Francesi
	e poi rinfoderate, perch senza avversari. Soffiamogli addosso,
	e il fiato caldo del nostro valore li mander all'aria.
	 un dato di fatto, signori, n si pu contestare,
	che i nostri servi e villani che, essendo di troppo,
	vanno sciamando in un viavai senza senso
	attorno alle nostre formazioni schierate, potrebber da soli
	far piazza pulita di un nemico cos scalcinato,
	quand'anche noi, ai piedi di questo colle,
	prendessimo posizione da spettatori oziosi:
	cosa che l'onor nostro non ci consente. Che altro posso dirvi?
	Basta che noi facciamo appena un tantino cos
	e avremo fatto tutto. Che dunque i trombettieri
	diano fiato alle trombe col segnale "A cavallo!";
	il nostro approssimarci sconvolger il campo
	e gl'lnglesi, rannicchiandosi a terra sgomenti, si arrenderanno.

.Entra Grandpr..

GRANDPR
	Perch tanto indugiare, miei nobili di Francia?
	Quei cadaverici isolani, che gi disperan di salvare le ossa,
	fanno una ben trista figura nel campo mattutino;
	i loro laceri vessilli pendono sconsolati
	e l'aria nostrale li scuote, al passaggio, sprezzante;
	il grosso Marte sembra far bancarotta in quella torma cenciosa
	e lancia pavide occhiate da una rugginosa celata;
	i cavalieri stan l impalati come quei candelabri
	armati di lance di cera; e i loro poveri ronzini
	tengon la testa bassa, con pelle e fianchi cascanti,
	il muco che cola dai loro occhi spenti di moribondi, e
	in quelle bocche sbiancate ed inerti le ganasce del morso,
	sporche di erba rimasticata, pendono immobili.
	E intanto i corvi, loro sinistri esecutori,
	volteggian su tutti loro, e attendono il loro momento.
	Non c' descrizione che sappia vestirsi di parole
	atte a dipinger dal vivo cotesti guerrieri,
	vivi tuttora, eppure all'aspetto s privi di vita.

CONNESTABILE
	Han detto gi le loro orazioni, e ora attendon la morte.

DELFINO
	Dobbiamo mandargli dei pasti caldi, degli abiti nuovi,
	e portar del foraggio ai loro cavalli affamati,
	prima di attaccare battaglia?

CONNESTABILE
	lo aspetto il mio stendardo. Avanti, al campo!
	Prender la bandiera da un trombettiere,
	tanto per romper gl'indugi. Su, coraggio, adunata!
	Il sole  gi alto, stiamo sprecando la giornata. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano Gloucester, Bedford, Clarence, Exeter, Erpingham con tutto l'esercito; Salisbury e Westmoreland..

GLOUCESTER
	Dov' il Re?

BEDFORD
	Il Re  andato a osservar di persona lo schieramento nemico.

WESTMORELAND
	Di combattenti ne hanno almeno sessantamda.

EXETER
	Son cinque a uno, e per di pi truppe fresche.

SALISBURY
	La mano di Dio ci aiuti a colpire! Una disparit spaventosa!
	Dio vi assista, o principi tutti; io vado al mio posto.
	Se non dovessimo pi incontrarci, altro che in cielo,
	vi dico addio con letizia, mio nobile Duca di Bedford,
	mio caro Lord Gloucester, mio buon Lord Exeter,
	e voi, mio gentile congiunto, guerrieri tutti: addio!

BEDFORD
	Addio, buon Salisbury, e buona fortuna anche a te!

EXETER
	Addio, nobil signore. Battiti da prode, quest'oggi!
	Eppure ti faccio torto a incitarti cos:
	tenace e fedele, tu sei il valore fatto persona.
[.Esce Salisbury..]

BEDFORD
	Egli  ricco di valore quanto di umanit:
	principesco in entrambi.

.Entra il Re Enrico..

WESTMORELAND
				Oh, se ora avessimo qui
	anche solo diecimila di quelli che in Inghilterra
	se ne stan oggi con le mani in mano!

ENRICO
					Chi  che dice cos?
	Mio cugino Westmoreland? No, mio caro cugino.
	Se destinati a morire, siamo abbastanza numerosi
	da costituire una perdita per il nostro paese. Se dobbiamo vivere,
	quanto pi in pochi saremo, tanto pi degni d'onore.
	Per amor di Dio, ti prego, non volere un sol uomo di pi.
	Per Giove, io son tutt'altro che avido d'oro;
	e non m'importa di chi si nutre a mie spese,
	n me la prendo se c' chi indossa i miei panni:
	nei miei desideri non trovan posto le cose esteriori.
	Ma se  peccaminoso aspirare alla gloria,
	io sono il peccatore pi inveterato che ci sia al mondo.
	No, in fede mia, cugino, non volere un solo inglese di pi.
	Per la pace di Dio! Non vorrei perdermi un s grande onore,
	che un solo uomo in pi vorrebbe, credo, spartire con me,
	nemmeno in cambio della mia pi grande speranza. Oh, non volere un sol uomo di pi!
	Proclama piuttosto, Westmoreland, a tutto l'esercito,
	che chi non ha abbastanza fegato per questa battaglia
	pu pure andarsene: noi gli daremo un passaporto,
	e nella borsa gli metteremo anche i soldi del viaggio:
	noi non vogliamo morire in compagnia di un uomo
	che teme di essere nostro compagno nella morte.
	Oggi  la festa di San Crispiano:
	chi sopravvive a questo giorno per rimpatriar sano e salvo,
	s'impenner sui due piedi solo a sentirlo nominare,
	e fremer al nome di San Crispiano.
	Chi vedr questo giorno e arriver alla vecchiaia,
	ogni anno, alla vigilia, inviter i suoi vicini a far festa,
	dicendo: "Domani  il giorno di San Crispiano!".
	Poi si rimboccher la manica e mostrer le sue cicatrici,
	e dir: "Queste ferite mi son toccate il giorno di San Crispino".
	I vecchi dimenticano; e lui dimenticher tutto il resto,
	eppure ricorder, con qualche dettaglio di troppo,
	le sue prodezze di quel giorno. Saranno allora i nostri nomi
	che lui avr sulle labbra, come persone di famiglia:
	Re Harry, Bedford ed Exeter,
	Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester,
	saran di bel nuovo evocati fra i calici colmi.
	E questa storia il brav'uomo insegner a suo figlio;
	e il giorno di Crispino e Crispiano non passer mai,
	da questo giorno sino alla fine del mondo,
	senza che in esso ci si ricordi di noi:
	noi i pochi, i pochi eletti, noi fratelli in armi.
	Giacch chi oggi versa il suo sangue con me
	sar mio fratello: per quanto di bassi natali,
	in questo giorno si far nobile la sua condizione.
	E i gentiluomini che ora, in Inghilterra, si trovano a letto,
	si danneranno l'anima per non esserci stati,
	e si sentiran menomati, quando prende la parola
	un uomo che combatt con noi il giorno di San Crispino.

.Entra Salisbury..

SALISBURY
	Mio sovrano e signore, prendete d'urgenza il comando:
	i Francesi son gi belli e schierati in ordine di battaglia,
	e si preparano ad un assalto impetuoso.

ENRICO
	Tutto  pronto a riceverli, se i nostri cuori son pronti.

WESTMORELAND
	Perisca l'uomo che ora si tira indietro!

ENRICO
	Non li vuoi pi, cugino, i rinforzi dall'Inghilterra?

WESTMORELAND
	Per amor di Dio! Magari, sire, fossimo solo noi due
	senz'altro aiuto, a batterci in questo scontro di re!

ENRICO
	Ecco, adesso vorresti sottrarmene cinquemila, di uomini:
	il che mi garba meglio che volerne uno solo di pi.
	I vostri posti li conoscete: Dio sia con voi tutti!

.Squillo di tromba. Entra Montjoy, l'araldo dei Francesi..

MONTJOY
	Ancora una volta io ti chiedo, Re Harry,
	se per il tuo riscatto vuoi ora scendere a patti,
	prima della tua ineluttabile disfatta:
	sei ormai, di certo, sull'orlo dell'abisso,
	e non potrai non esserne inghiottito. Inoltre, cristianamente,
	il Connestabile ti chiede di richiamare
	al pentimento i tuoi soldati, a che le anime loro
	possano dipartirsi in pace, serenamente,
	da questi campi ove, o sventurati, i loro poveri corpi
	resteranno a marcire.

ENRICO
				Chi t'ha mandato stavolta?

MONTJOY
	Il Connestable di Francia.

ENRICO
	Ti prego, riportagli la mia precedente risposta:
	prima mi prendano - digli - e poi vendano le mie ossa.
	Buon Dio, perch prenderci in giro, a noi poveracci?
	L'uomo che una volta vendette la pelle del leone
	quando la belva era in vita, fu ucciso nel dargli la caccia.
	Molti dei nostri corpi, senz'ombra di dubbio,
	verran sepolti in patria: e sulle tombe, son certo,
	vivr nel bronzo la memoria delle gesta di oggi.
	E quelli che lasceranno in Francia le loro ossa di prodi,
	morendo da uomini, pur se sepolti nel vostro letame,
	son destinati alla fama: poich quaggi li saluter il sole,
	per attirar su al cielo l'onore da essi esalante,
	mentre le loro spoglie mortali ammorberanno l'aria
	ed il fetore diffonder la peste in terra di Francia.
	Ricorda dunque che i nostri Inglesi han valore da vendere
	se, dopo morti, a mo' di palle vaganti,
	rimbalzeranno in nuove traiettorie calamitose
	e, disfacendosi, uccideranno ancora.
	Ti parler con orgoglio: di' al Connestabile
	che noi siamo solo guerrieri da giorno di lavoro:
	orpelli e dorature li abbiam tutti infangati
	in uno strenuo marciare sotto la pioggia, pei campi.
	Penne e pennacchi li abbiam persi per strada -
	spennati, spero, non c'involeremo -
	e l'usura del tempo ci ha reso trasandati.
	Ma, per la Messa, i nostri cuori non fanno una piega;
	e i miei soldati, poveretti, mi dicon che prima di notte
	saran vestiti a nuovo, o sfileranno di dosso
	quelle uniformi fiammanti ai soldati francesi,
	mandando questi in congedo. Se faranno cos -
	e, a Dio piacendo, faran proprio cos - il mio riscatto
	sar presto raccolto. Araldo, risparmiati la fatica;
	non tornare a chieder riscatti, araldo cortese:
	voi non avrete altro, lo giuro, che queste mie membra,
	e se le troverete come intendo lasciarvele,
	avrete poco da spremerne. Dillo, al Connestabile.

MONTJOY
	Lo far, Re Harry. E a questo punto, addio:
	nessun araldo ti parler mai pi. .Esce..

ENRICO
	Temo che un'altra volta ancora verrai a chieder riscatti.

.Entra York..

YORK
	Mio sire, in tutta umilt vi chiedo in ginocchio
	di essere io a guidar l'avanguardia.

ENRICO
	Fallo, mio bravo York. E ora, soldati, adunata!
	E Tu, Signore, a Tuo talento disponi della giornata.
.Escono..

/:/Scena IV


.Allarmi. Scorrerie. Entrano Pistola, un soldato francese, e il paggio..

PISTOLA
	Arrenditi, cane!

SOLDATO
.Je pense que vous tes le gentilhomme de bonne qualit..

PISTOLA
	.Calit! "Calin o custure me!".
	Sei tu un gentiluomo? Come sei nomato? Chiarifica!

SOLDATO
.O Seigneur Dieu!.

PISTOLA
	Oh, il Senior Di mi suona gentiluomo:
	soppesa ordunque le mie parole, o Senior Di, e con attenzione.
	O Senior Di, ti passer a fil di spada,
	ammenoch, o Senior, tu non mi faccia avere
	un riscatto astronomico.

SOLDATO
.O, prenez misricorde! Ayez piti de moi!.

PISTOLA
	Un mu serve a poco; ne voglio quaranta, di mu;
	o ti caver le budella dal gargarozzo,
	grondanti sangue vermiglio.

SOLDATO
.Est-il imposte d'chapper la forse de ton bras?.

PISTOLA
	.Force, .cane?
	Oh dannatissimo, libidinoso caprone,
	non te la caverai con un "forse"!

SOLDATO
.O, pardonnez-moi!.

PISTOLA
	Cosa stai blaterando? "Per donarmi dei mu?"
	Vieni, ragazzo: chiedi in francese a questo gaglioffo
	qual  il suo nome.

PAGGIO
	.Ecoutez: comment tes-vous appel? .

SOLDATO
.Monsieur Le Fer..

PAGGIO
Dice di chiamarsi Messer Le Fer.

PISTOLA
Messer Lo Ferro! Te lo ferro, te lo frusto, e te lo frugo io! Chiarifica tu il concetto in francese a costui.

PAGGIO
Io non so dirlo, in francese, ferro, frusto e frugo.

PISTOLA
	Digli di prepararsi, che sto per tagliargli la gola.

SOLDATO
.Que dit-il, monsieur?.

PAGGIO
.Il me commande  vous dire que vous faites vous prt, car ce soldat ici est dispos tout  cette beure de couper votre gorge..

PISTOLA
	.O u, cup le gorge, permafu!.
Bifolco, ammenoch tu mi dia degli scudi, e scudi sonanti, sappi che martoriato sarai da cotesto mio brando.

SOLDATO
.O, je vous supplie, pour l'amour de Dieu, me perdonnez! Je suis le gentilhomme de bonne maison: gardez ma vie, etje vous donnerai deux cents cus..

PISTOLA
	Quali parole son queste?

PAGGIO
Vi prega di risparmiargli la vita:  gentiluomo di ottima famiglia, e pel suo riscatto vi dar duecento scudi.

PISTOLA
	Digli che la mia furia si placher, ed io
	gli scudi far miei.

SOLDATO
.Petit monsieur, que dit-il?.

PAGGIO
.Encore qu'il est contre son jurement de pardonner aucun prisonnier; nanmoins, pour les cus que vous l'avez promis, il est content de vous donner la libert, le franchissement..

SOLDATO
.Sur mes genoux je vous donne mille remerciments et je m'estime heureux que je suis tomb entre les mains d'un chevalier, je pense, le plus brave, vaillant, et trs distingu seigneur d'Angleterre..

PISTOLA
	Ragazzo, interpreta a mio beneficio.

PAGGIO
Egli vi rende mille grazie, in ginocchio; e si stima fortunato d'esser caduto nelle mani d'un uomo che, a sentir lui,  il pi prode, valoroso e tre volte ammirevole .signieur .d'Inghilterra.

PISTOLA
Com' vero che sono un succhiasangue, mostra vo' far di clemenza. Seguimi, cane!

PAGGIO
.Suivez-vous le grand capitaine..
[.Escono Pistola e il soldato francese..]
Mai ho sentito una voce tanto piena uscire da un petto tanto vuoto; ma  veridico il detto: "Il vaso vuoto  anche il pi sonoro"... Bardolfo e Nym erano dieci volte pi valorosi di questo diavolo ruggibondo da sacra rappresentazione, a cui chiunque potrebbe scorciare gli unghioni con una daga di legno: eppure li hanno impiccati entrambi, e lo stesso toccherebbe a costui se solo si provasse a grattare qualcosa a suo rischio e pericolo. Io devo restare nell'accampamento con la servit, assieme alle salmerie. I Francesi, se lo sapessero, potrebbero farci Passare un gran brutto momento, visto che a far la guardia non  rimasto nessuno, a parte i ragazzi. .Esce..

/:/Scena V


.Entrano il Connestabile, Orlans, Borbone, il Delfino e Rambures..

CONNESTABILE
.O diable!.

ORLANS
.O Seigneur! Le jour est perdu! tout est perdu!.

DELFINO
	.Mort Dieu! Ma vie! .Tutto  andato in malora, tutto!
	Ignominia e sempiterna vergogna
	ci beffan dall'alto dei nostri cimieri. .O mchante fortune!.
	Non scappate cos! .Breve allarme..

CONNESTABILE
				Ma i nostri ranghi son tutti scompaginati!

DELFINO
	O sempiterna vergogna! Diamoci una pugnalata!
	Son questi i miserabili che ci giocammo ai dadi?

ORLANS
	 questo il re di cui chiedemmo il riscatto?

BORBONE
	Vergogna, eterna vergogna, vergogna delle vergogne!
	Moriamo in piedi: torniamo nuovamente in campo,
	e chi ora non intende seguire il Borbone
	se ne vada di qui, e col cappello in mano,
	come un volgare ruffiano, stia di guardia alla porta,
	mentre un tanghero non pi bennato del mio cane
	contamina la pi leggiadra delle sue figlie.

CONNESTABILE
	O indisciplina, che ci hai disfatto, assistici adesso!
	Buttiamoci allo sbaraglio, e offriamo le nostre vite.
	Se non agli Inglesi, almeno a morte gloriosa!

ORLANS
	I nostri sopravvissuti, sul campo, bastano ancora
	a subissare gl'Inglesi con la forza del numero,
	se solo riusciamo a riordinare le nostre fila.

BORBONE
	Riordinarle ora? Al diavolo! Mi metto alla ventura:
	meglio una vita breve che un'onta imperitura! .Escono..

/:/Scena VI


.Squilli di tromba. Entrano il Re .[.Enrico.] .col suo seguito e i prigionieri, .[.Exeter e altri.].

ENRICO
	Ci siamo portati bene, compatrioti tre volte valorosi.
	Ma non  ancora finita: i Francesi sono tuttora in campo.

EXETER
	Il Duca di York vi manda a salutare, Maest.

ENRICO
	 vivo, mio caro zio? Tre volte, nel giro di un'ora
	l'ho visto a terra; tre volte in piedi, a pugnare.
	Dall'elmo agli speroni era coperto di sangue.

EXETER
	In questa guisa, da prode soldato egli giace,
	nutrendo di s la pianura; e al suo fianco, tra il sangue,
	a lui compagno nell'onore di tante ferite,
	giace il nobile Conte di Suffolk.
	Suffolk fu il primo a morire; e York, pur straziato nel corpo,
	corre da lui, ch' riverso nel proprio sangue,
	lo prende per la barba, ne bacia le ferite
	che sanguinanti gli squarciano il volto,
	e grida forte: "Aspetta, cugino mio Suffolk!
	La mia anima accompagner la tua in cielo.
	Aspetta, anima buona, che ti raggiunga per volare al tuo fianco,
	cos come su questo campo glorioso e aspramente conteso,
	a fianco a fianco ci siamo onorevolmente battuti!".
	Mentre diceva cos arrivai a fargli animo,
	lui mi guard, sorrise e mi tese la mano
	la strinse appena, e poi: "Signore mio caro", mi dice,
	"potete dire al sovrano che il mio dovere l'ho assolto".
	E qui lui si gir, e attorno al collo di Suffolk
	gett il braccio ferito, e lui baci sulle labbra:
	e cos, sposato alla morte, suggell con il sangue
	un patto d'amicizia nobilmente conchiuso.
	Quel gesto cos bello e cos dolce mi strapp
	le lacrime che avrei voluto trattenere:
	ma non riuscii a restare uomo sino a quel punto,
	e lo spirito di mia madre invase i miei occhi,
	lasciandomi in un pianto dirotto.

ENRICO
					Non posso biasimarvi:
	giacch, nell'ascoltarvi, tocca anche a me fare i conti
	con un velo di pianto, e per poco non piango anch'io.
.Allarme..
	Ma udite! Che nuovo allarme  mai questo?
	I Francesi han riordinato le loro unit sbandate:
	che dunque ogni soldato uccida i suoi prigionieri!
	Passate la parola. .Escono..

/:/Scena VII


.Entrano Fluellen e Gower..

FLUELLEN
[Sangue di Dio!] Fare fuori i ragazzi e le salmerie! E espressamente condrario alle leggi di guerra; una carognata cos, badate bene, non s'era mai sendita. Ditemelo in coscienza,  vero o no?

GOWER
 un fatto che non uno di quei ragazzi  rimasto in vita, e che son stati quei farabutti vigliacchi scampati alla battaglia che hanno fatto la strage; e per di pi han bruciato e portato via tutto quello che c'era nella tenda del Re, ed  per questo che il Re ha dato l'ordine - ordine sacrosanto - a tutti i soldati di tagliare la gola ai loro prigionieri. Oh,  in gamba il nostro Re!

FLUELLEN
Certo, lui  nato a Monmouth, Capitano Gower. Come la chiamate voi la citt dove nacque.Alessandro il Grosso?

GOWER
Alessandro il Grande.

FLUELLEN
Via, con vostra licenza, Grande o Grosso non  lo stesso? Il Grande o il Grosso, o il Possende o l'Immenso o il Magnanimo  sembre la stessa solfa, a parte qualche piccola variazione sul tema.

GOWER
A me risulta che Alessandro il Grande nacque in Macedonia; suo padre, se ben ricordo, lo chiamavano Filippo il Macedone.

FLUELLEN
Io credo che  proprio in Macedonia dove Alessandro  nato. Ve lo dico io, Capitano, se date un'occhiata alle mappe del mondo, vi garandisco che troverete, facendo i debiti confrondi fra Macedonia e condea di Monmouth, che la posizione, badate bene,  piuttosto simile. In Macedonia c' un fiume, e manco a dirlo c' un fiume nella condea di Monmouth: quello di Monmouth si chiama Wye, ma il nome dell'altro fiume mi  sfuggito di mende, ma  la stessa cosa, si somigliano come le dita della mia mano, e poi di salmoni ce n' in tutti e due. Se fate tando di studiare la vita di Alessandro, la vita di Harry di Monmouth finisce col ricalcarla abbasdanza bene, visto che in ogni cosa ci sono corrispondenze. Alessandro, lo sa Iddio come lo sapete voi, in un accesso di rabbia, e di furore, e di ira, e di collera, e di malumore, e di condrariet, e di indignazione, e anche, badate bene, col cervello un tandino ottenebrato dal bere, tra una bevuta e un'arrabbiatura tando fece che uccise Clito, il suo migliore amico.

GOWER
Il nostro Re in questo non gli somiglia: non ha mai ucciso nessuno dei suoi amici.

FLUELLEN
Non sta mica bene, badate ora, di togliermi di bocca il racconto prima che io l'ho bello e finito. Io parlo soltando per parallelismi e corrispondenze: come Alessandro uccise il suo amico Clito tra una bevuta e l'altra, cos anche Harry di Monmouth, a mende fredda e in piena lugidit, cacci via il grosso cavaliere dal giubbone panciuto, quello sembre pieno di beffe e di prese in giro e di bricconate e di lazzi... Ho dimenticato il suo nome.

GOWER
Sir John Falstaff.

FLUELLEN
Proprio lui. Ve lo dico io, ce n' di tipi in gamba che sono nati a Monmouth.

GOWER
Ecco che arriva Sua Maest.

.Squilli di tromba. Entrano il Re Enrico e Borbone con dei prigionieri, .[.Warwick, Gloucester, Exeter e altri.].. Fanfara..

ENRICO
	Non sono mai andato in collera da che sono in Francia,
	mai sino a questo momento. Araldo, prendi con te un trombettiere,
	galoppa incontro a quei cavalieri, su quella collina.
	Se voglion battersi con noi, di' loro di venir gi;
	in caso contrario, sgombrino il campo: la loro vista ci offende.
	Se non faranno n l'una n l'altra cosa, andremo noi da loro,
	e li faremo schizzar via veloci come sassi
	scagliati dalle fionde degli antichi Assiri.
	Inoltre, taglieremo la gola ai prigionieri
	e non un uomo, fra quelli ancora da prendere,
	assagger la nostra clemenza. Vaglielo a dire.

.Entra Montjoy..

EXETER
	Ecco l'araldo dei Francesi, mio sire.

GLOUCESTER
	I suoi occhi son meno arroganti dell'usato.

ENRICO
	Giuraddio, araldo, che significa questo? Non sapevi
	che la posta del mio riscatto eran queste mie ossa?
	Non sarai mica tornato per il riscatto?

MONTJOY
						No, gran Re.
	Vengo da te a chieder pietosa licenza
	di perlustrare il campo insanguinato
	a far la conta dei morti per poi seppellirli,
	e a separare i nostri nobili dai semplici fanti,
	visto che molti dei nostri prncipi - o tempi calamitosi! -
	giacciono immersi e intrisi in sangue mercenario,
	ed i nostri plebei intingon le rustiche membra
	nel sangue dei principi; i cui destrieri feriti
	attuffano nel sangue gl'inquieti garretti, e con furia selvaggia
	sferrano calci ferrati ai lor morti padroni,
	e li fan morti due volte. Oh, dateci il permesso, gran re,
	di perlustrare il campo indisturbati, e di accudire
	ai corpi degli uccisi!

ENRICO
				A dirti la verit, araldo,
	lo non lo so se abbiamo vinto o meno:
	molti dei vostri cavalieri sono ancora in vista,
	e corron su e gi per il campo.

MONTJOY
					Avete vinto voi.

ENRICO
	Di ci sia lode a Dio, non alla nostra forza!
	Come si chiama il castello che si erge qua presso?

MONTJOY
	Lo chiamano Agincourt.

ENRICO
	Allora questa si chiamer la battaglia di Agincourt,
	combattuta nel giorno di Crispino e Crispiano.

FLUELLEN
Il vostro leggendario bisnonno, se cos piace a Vostra Maest, e il vostro prozio Edoardo di Galles, il Principe Nero, a quando ho letto nelle cronache, combatteron qui in Francia una battaglia molto epica.

ENRICO
	Proprio cos, Fluellen.

FLUELLEN
Vostra Maest dice la pura verit. Se le Vostre Maest se lo rammendano, i Gallesi si batterono con onore in un orto coltivato a porri, ostendando dei porri nei loro berretti di Monmouth: il che, come sa bene Vostra Maest, costituisce a tutt'oggi un distindivo onorevole del servizio prestato, tando che io credo che Vostra Maest non disdegna di portare il porro nel giorno di San Davide.

ENRICO
	Lo porto perch un tal distintivo mi onora.
	Sono anch'io gallese, sapete, mio buon conterraneo.

FLUELLEN
Tutta l'acqua del fiume Wye non basterebbe a lavare via dal vostro corpo il sangue gallese di Vostra Maest, ve lo dico io: Dio lo benedica e lo conservi, fin quando piacer alla Sua Grazia e anche alla Sua Maest!

ENRICO
	Grazie, mio bravo compatriota.

FLUELLEN
Per Ges, io son conderraneo di Vostra Maest, non m'importa chi lo sa, io lo proclamo al mondo indero. Io non dovr vergognarmi di Vostra Maest, sia lodato Iddio, fin quando Vostra Maest si manderr un uomo onesto.

.Entra Williams..

ENRICO
	Dio mi conservi tale! I nostri araldi vadan con lui.
	Portatemi il conto esatto del numero dei morti
	d'ambo le parti. Fate venire quell'uomo.
[.Escono gli araldi con Montjoy..]

EXETER
Soldato, dovete venire dal Re.

ENRICO
Soldato, perch sul cappello porti quel guanto?

WILLIAMS
Con licenza di Vostra Maest,  il pegno di uno con cui dovrei battermi in duello, se  ancora vivo.

ENRICO
Un inglese?

WILLIAMS
Con licenza di Vostra Maest, un gaglioffo che la notte scorsa si prov a far lo sbruffone con me: se  ancora vivo e se mai osa reclamare questo guanto, ho giurato di dargli un bel manrovescio. E se poi sar io a vedere il mio guanto sul cappello, dove lui, com' vero che lui  un soldato, ha giurato di metterselo se rimane in vita, io glielo far saltare a suon di ceffoni.

ENRICO
Che ne pensate, Capitano Fluellen?  giusto che questo soldato mantenga il giuramento?

FLUELLEN
Se non lo fa, sulla mia coscienza  un miserabile e un vigliacco, con licenza di Vostra Maest.

ENRICO
Pu darsi che il suo avversario sia un gentiluomo di alto rango, e non possa dare soddisfazione a chi  di rango inferiore.

FLUELLEN
Anche se  gendiluomo tando quanto il diavolo, quanto Lucifero o Belzeb in persona,  imperativo, badate bene, Vostra Grazia, che lui mantiene promessa e giuramendo. Se lui ora si macchia di sbergiuro, si fa una repudazione, badate bene, di mascalzone della pi bell'acqua e del pi impudende briccone che mai abbia calcato le sue nere scarpe sulla terra e sul terreno di Dio, in coscienza, ecco!

ENRICO
Allora, giovanotto, tieni fede alla tua parola, citando incontri quel tale.

WILLIAMS
Lo far, mio sire, com' vero che sono vivo.

ENRICO
Chi  il tuo comandante?

WILLIAMS
Il Capitano Gower, mio sire.

FLUELLEN
Gower  un buon comandante, uno che sa le cose, assai addottorato in fatto di guerra.

ENRICO
Vammelo a chiamare, soldato.

WILLIAMS
Vado, mio sire. .Esce..

ENRICO
Vieni, Fluellen, portalo tu questo mio pegno, e ficcatelo nel cappello. Quando Alenon e io finimmo a terra assieme, gli strappai questo guanto dall'elmo: se qualcuno lo reclama per suo, costui sar un amico di Alenon e un nemico della nostra persona. Se incontri un tipo cos, fallo prigioniero, per l'affetto che mi porti.

FLUELLEN
Vostra Grazia mi fa i pi grandi onori che i cuori dei suoi sudditi possono aspirare: mi piacerebbe vederla, la bestia a due gambe che si ritiene oldraggiato alla vista di questo guando, ecco tutto: vorrei proprio vederlo almeno una volta, e piaccia a Dio nella Sua grazia di farmelo trovare.

ENRICO
Tu Gower lo conosci?

FLUELLEN
 mio ottimo amico, con vostra licenza.

ENRICO
Ti prego, vario a cercare e portalo alla mia tenda.

FLUELLEN
Lo vado a prendere. .Esce..

ENRICO
	Mio Conte di Warwick, e voi Gloucester, fratello mio,
	andate dietro a Fluellen e stategli alle calcagna.
	Il guanto che gli ho dato per farsi riconoscere
	pu darsi gli procuri un sonoro ceffone:
	appartiene a quel soldato e, stando ai patti, dovrei
	essere io a portarlo. Seguitemi, mio buon cugino Warwick.
	Se quel soldato lo colpisce, e son certo,
	dal suo piglio ruvido, che manterr la parola,
	potrebbe derivarne qualche rogna imprevista,
	poich conosco l'ardimento di Fluellen:
	se provocato alla collera, va a fuoco come la polvere,
	e in men che non si dica restituisce l'offesa.
	Stagli dietro, e vedi che non si faccian del male.
	E voi, zio Exeter, venite con me. .Escono..

/:/Scena VIII


.Entrano Gower e Williams..

WILLIAMS
Scommetto, capitano, che adesso vi fan cavaliere.

.Entra Fluellen..

FLUELLEN
In nome del volere e della volont di Dio, capitano, vi imploro di venire di corsa dal Re: pu anche darsi che  pi ben disposto verso di voi di quanto voi non vi sognate di pensare.

WILLIAMS
Signore, sapete di chi  questo guanto?

FLUELLEN
Questo guando? So solo che un guando  un guando.

WILLIAMS
Io lo riconosco, e lo reclamo cos. .Lo colpisce..

FLUELLEN
Sangue di Giuda! Un traditore matricolato se mai ce n' uno nell'universo mondo, o in Francia, o in Inghilterra.

GOWER
Che vi prende, signore? Mascalzone che siete!

WILLIAMS
Mi fate capace di spergiuro?

FLUELLEN
Alla larga da me, Capitan Gower! Ripagher il tradimento a nerbate, ci potete contare.

WILLIAMS
Non sono un traditore.

FLUELLEN
Tu menti per la gola! In nome di Sua Maest, vi ordino di arrestare costui:  un amico del Duca d'Alenon.

.Entrano Warwick e Gloucester..

WARWICK
Ehil, a voi, dico, cosa succede?

FLUELLEN
Signore di Warwick, qui siamo di fronde - sia resa lode a Dio! - al pi pestifero tradimendo mai venuto alla luce, una luce chiara, badate bene, come quella che vorreste in un giorno d'estate. Ma ecco Sua Maest.

.Entrano il Re .[.Enrico.] .e Exeter..

ENRICO
Ebbene? Che cosa succede?

FLUELLEN
Mio sire, qui c' un farabutto di un traditore che, badate bene, Vostra Grazia, ha colpito il guando che Vostra Maest ha strappato all'elmo di Alenon.

WILLIAMS
Mio sire, questo guanto era mio: ecco qui il suo compagno, e la persona con cui l'ho scambiato mi giur di portarlo sul cappello, e io giurai di dargliene quattro se l'avesse fatto. Ho incontrato quest'uomo col mio guanto sul cappello, e mi son dimostrato uomo di parola.

FLUELLEN
Vostra Maest stia ora a sentire, con tutto il rispetto per il valore di Vostra Maest, che razza di farabutto matricolato, di pidocchioso, canagliesco pezzente  costui. Confido che Vostra Maest mi far il testimonio e mi attesta e conferma pubblicamende che questo  il guando di Alenon, e che  stata Vostra Maest a darmelo, sulla vostra coscienza, ecco.

ENRICO
	Dammi il tuo guanto, soldato. Guarda, eccoti qui il compagno.
	Ero davvero io, quello che giurasti di schiaffeggiare,
	e me ne hai dette di tutti i colori.

FLUELLEN
Con licenza di Vostra Maest, che ne risponda con la sua collottola, com' vero che a questo mondo c' la legge marziale.

ENRICO
	E come potrai darmi soddisfazione?

WILLIAMS
Tutte le offese, mio sire, vengono dal cuore: e dal mio non  mai venuto nulla che possa offendere Vostra Maest.

ENRICO
	Eppure tu hai insultato il tuo re.

WILLIAMS
Vostra Maest non si mostr per quello che era: vi siete presentato come un soldato semplice, e tale vi proclamavan la notte, i vostri panni, la vostra aria dimessa; ci che l'Altezza Vostra dovette subire in quel sembiante, vi supplico, consideratelo colpa vostra, non mia. Se voi foste stato quel ch'io vi credetti, non vi avrei certo offeso: pertanto imploro l'Altezza Vostra di perdonarmi.

ENRICO
	Eccovi il guanto, zio Exeter: colmatelo di scudi
	e datelo a quest'uomo. Tieni, brav'uomo,
	e portalo pure sul cappello in segno d'onore
	finch non sar io a reclamarlo. Dategli gli scudi.
	E voi, Capitano, dovete ovviamente far pace con lui.

FLUELLEN
Per il giorno e per la luce del giorno, quest'uomo ne ha di fegato in pancia! Tenete, questo scellino  per voi, e vi raccomando il timore di Dio, e di mandenervi fuori da risse e baruffe e dissensi e disputazioni, e ve lo garandisco, sar meglio per voi.

WILLIAMS
Da voi non prender un soldo.

FLUELLEN
Ma la mia  un'offerta singera: vi garandisco che quandomeno vi servir a rattopparvi le scarpe. Su, avandi, che c' da vergognarsi? Le vostre scarpe sono un po' malridotte, e lo scellino  autendico, ve lo garandisco: altrimenti ve lo cambio.

.Entra un araldo .[.inglese.].

ENRICO
	Ebbene, araldo:  fatta, la conta dei morti?
ARALDO
	Ho qui la lista dei Francesi uccisi.

ENRICO
	Chi abbiamo preso, zio, fra i prigionieri di rango?

EXETER
	Carlo Duca d'Orlans, nipote del re,
	Giovanni Duca di Borbone, e il Signor di Boucicault;
	e altri duchi e baroni, cavalieri e scudieri:
	ben mille e cinquecento, soldati semplici a parte.

ENRICO
	In questo foglio si parla di diecimila Francesi
	che son caduti sul campo; e fra questi, di prncipi
	e nobili con tanto di stemma, ne giacciano morti
	centoventisei; in aggiunta a costoro
	i cavalieri, scudieri e gentiluomini in armi
	sono ottomila e quattrocento, e di essi
	cinquecento furon fatti cavalieri non pi tardi di ieri:
	Cosicch sui diecimila da essi perduti
	solo mille e seicento sarebbero i mercenari:
	il resto son prncipi, baroni, duchi, cavalieri e scudieri
	e gentiluomini di rango e di sangue.
	I nomi dei loro nobili che sono caduti:
	Charles D'Alberet, Gran Connestabile di Francia,
	Jacques di Chtillon, Ammiraglio di Francia,
	il capo dei balestrieri, Signor di Rambures,
	il Gran Ciambellano di Francia, il prode Ser Guichard Dauphin;
	Giovanni Duca d'Alenon, Antonio Duca di Brabante,
	il fratello del Duca di Borgogna,
	ed Edoardo Duca di Bar. Fra i conti gagliardi,
	Grandpr e Roussi, Fauconbridge e Foix,
	Beaumont e Marle, Vaudemont e Lestrelles.
	Una compagnia della morte davvero principessa!
	Dov' l'elenco dei nostri caduti inglesi?
	Edoardo Duca di York, il Conte di Suffolk,
	Sir Richard Keighley e Davy Gam, scudiero;
	nessun altro di rango, e di soldati semplici
	venticinque soltanto. O Dio, questa  opera Tua!
	e non a noi, ma unicamente al Tuo braccio
	tutto questo  dovuto! Quando mai, senza alcun stratagemma,
	in uno scontro leale, una battaglia in piena regola,
	si eran mai viste perdite s grandi e s infime
	dall'una parte e dall'altra? Prendila tu, Signore:
	questa vittoria  solamente Tua!

EXETER
					Una cosa inaudita!

ENRICO
	Venite, andiamo in processione al villaggio;
	e si proclami delitto capitale, nel nostro esercito,
	vantarsi di tutto ci, negando a Dio la gloria
	che  Sua soltanto.

FLUELLEN
Con licenza di Vostra Maest, sar pur consendito parlare del numero degli uccisi?

ENRICO
	S, capitano, ma a patto di riconoscere
	che Dio ha combattuto dalla nostra parte.

FLUELLEN
 vero, in coscienza: ci  stato di grande aiuto.

ENRICO
	Celebriamo dunque tutti i sacri riti:
	che si intoni il .Non Nobis e il Te Deum,.
	e i morti siano cristianamente affidati alla terra.
	E infine, tutti a Calais, e ai nostri lidi inglesi:
	mai reduci di Francia vi giunsero pi attesi. .Escono..

/:/ATTO V



.Entra il Coro..

CORO
	Consentite che, a quanti non hanno letto la storia,
	io faccia la parte del suggeritore. A chi l'ha letta,
	chiedo umilmente di accettare le nostre scuse:
	i tempi, le masse umane, la sequenza degli eventi
	noi non possiamo, nella loro grandiosit, in modo adeguato
	rappresentare qui. Ora noi il Re vi portiamo
	in quel di Calais. Fate conto di averlo gi visto,
	e sollevatelo in alto, sui vostri alati pensieri,
	di l dal mare. Guardate! La sponda inglese
	ricinge i flutti con una siepe d'uomini, donne, ragazzi:
	con grida e applausi essi sommergon la voce tonante del mare
	che, come un possente battistrada, precede il sovrano
	come ad aprirgli un varco. Fatelo dunque sbarcare,
	guardatelo imboccare in trionfo la via di Londra.
	Cos veloce  il pensiero che in questo istante
	potete immaginarlo che attraversa Blackheath,
	dove i suoi Pari lo pregano di far sfilare
	il suo elmo ammaccato e la sua spada distorta
	dinanzi a lui per la citt. Ma egli rifiuta,
	essendo immune da vanit, vanagloria e superbia,
	e assegna ogni trofeo o segnacolo di gloria ostentata
	non gi a se stesso, ma a Dio. Mirate ora,
	nella fucina pulsante e industriosa della vostra mente,
	come Londra riversa in strada i suoi cittadini:
	il Sindaco, con tutti i suoi maggiorenti parati a festa,
	simili ai senatori dell'antica Roma,
	con i plebei che sciamano alle loro calcagna,
	vanno a incontrare il loro Cesare vittorioso.
	Cos - con minor pompa, ma non minore entusiasmo -
	se il generale della nostra graziosa Imperatrice
	si decidesse un bel giorno a rientrar dall'Irlanda
	portando la ribellione infilzata sulla sua spada,
	in quanti non svuoterebbero la pacifica citt
	per dargli il benvenuto! A maggior ragione, e tanto pi numerosi,
	lo fecero per Harry. Il quale ora insedierete a Londra:
	tuttora le querimonie dei Francesi
	inducono il Re d'Inghilterra a indugiare in patria.
	L'Imperatore  in arrivo, per conto della Francia,
	a negoziare la pace fra i due paesi; voi passerete sopra
	a ogni altro evento, qual che ne sia la piega,
	fin quando Harry non sbarca ancora in Francia:
	col dobbiamo portarlo; se pur vi ho rammentato
	quel ch' intercorso, sappiate che  passato.
	Io son stato succinto; voi, con animo indulgente,
	riportatevi in Francia con gli occhi della mente. .Esce..

/:/Scena I


.Entrano Fluellen e Gower..

GOWER
Va bene, siamo d'accordo; ma perch portare il porro anche oggi? La festa di San Davide  passata.

FLUELLEN
Ci sono occasioni e ci sono perch e percome in tutte le cose: lasciatevelo dire da amico, Capitan Gower. Quel farabutto rognoso, pidocchioso, pezzente e spaccone, Pistola, che voi, proprio voi stesso, e il mondo intero sanno che non  niend'altro che un individuo, badate bene, di nessun valore, quello  venuto da me, e ieri mi porta il pane e il sale e mi dice di mangiare il mio porro. L'ingidente  accaduto in un posto dove non era il caso di attaccar briga con lui; ma io avr l'ardire di portarlo sul cappello finch non l'avr rivisto, e allora gli dar un piccolo andicipo di quel che ho indenzione di dargli.

.Entra Pistola..

GOWER
Ehi, eccolo che arriva, gonfio come un tacchino.

FLUELLEN
Non so che farmene dei suoi gonfiori e dei suoi tacchini! Dio vi benedica, Alfiere Pistola! Rognoso e pidocchioso furfande, Dio vi benedica!

PISTOLA
	Ol, sei tu forse un folle? o non vedi l'ora, vile marrano,
	d'indurmi a recidere della Parca la trama fatale?
	Lungi da me! L'odor di porro mi d il voltastomaco.

FLUELLEN
Io v'imploro caldamente, rognoso e pidocchioso furfande, diedro mia sollecitazione e incitamendo e invocazione, a mangiare, badate bene, questo porro; visto che voi, badate bene, non lo apprezzate, e n la vostra inglinazione n la vostra ingestione n la vostra digestione riescono a farvelo digerire, vorrei chiedervi di mangiarvelo.

PISTOLA
	Nemmeno per Cadwaflader e tutte le sue capre!

FLUELLEN
Eccovi una capra, a voi! (.Lo percuote..) Volete farmi la cortesia di mangiarlo, furfande rognoso?

PISTOLA
	Vile marrano, tu perirai!

FLUELLEN
Questa  la pura verit, furfande rognoso: sar quando Dio vorr. Nel frattempo voi badate bene a restare in vita e mangiare il vostro cibo. Fatevi Sotto, eccovi un po' di sugo di bosco! .(Lo percuote nuovamente.) .Ieri m'avete chiamato il signore dei miei crinali, e oggi far di voi l'alfiere dei miei stivali. Su, di grazia, mangiate: chi dice corna del porro deve almeno provarlo.

GOWER
Basta cos, Capitano: me l'avete stordito.

FLUELLEN
Dico, un bel po' del mio porro glielo fo mandar gi, a costo di pestargli la zucca quattro giorni filati. Mordete, vi prego, non pu farvi che bene alla ferita aperta, e alla vostra capoccia insanguinata.

PISTOLA
Devo proprio mordere?

FLUELLEN
S, certo, e senz'ombra di dubbio e senza tande storie o tendennamenti di sorta.

PISTOLA
Su questo porro, la mia vendetta sar orripilante! Mangio e mangio, ma giuro al cielo...

FLUELLEN
Su, mangiate, vi prego. Non vorrete mica un altro po' di sugo sul vostro porro? Resterete senza pi porro, a forza di giurare.

PISTOLA
	Rattieni il randel tuo: lo vedi che sto mangiando.

FLUELLEN
Buon pro ti faccia, rognoso furfande, e di tutto cuore. No, vi prego, non gettatene nulla, la parte esterna vi far bene a quel testone malconcio. Se avrete occasione di trovare dei porri, in futuro, di grazia, fate ancora lo spiritoso. E non dico altro.

PISTOLA
Bene.

FLUELLEN
Certo, il porro fa bene. Tenete, eccovi quattro soldi per sistemarvi la zucca.

PISTOLA
Quattro soldi a me!

FLUELLEN
S, in fede e in verit io vi dico che li dovete accettare: altrimenti l'altro porro che ho in tasca ve lo dovrete mangiare.

PISTOLA
	Accetto i quattro soldi, a pegno di futura vendetta.

FLUELLEN
Se son rimasto in debito vi pagher a randellate: e diventerete mercante di legname con tutti i randelli che vi tirer addosso. Dio v'assista e conservi e vi rattoppi la zucca. .Esce..

PISTOLA
	L'inferno intiero tremer per questo!

GOWER
Andate, andate, siete un furfante, un impostore e un codardo. Siete capace di irridere a un'antica tradizione, iniziata con una motivazione onorevole, e perpetuata come memorabile trofeo di valorosi antenati, e non osate sostenere nei fatti nemmeno una delle vostre parole? Gi due o tre volte vi ho visto irridere e beffare questo gentiluomo e siccome questi non sa parlare inglese con le inflessioni native, voi non lo credevate capace di maneggiare un randello inglese. Avete scoperto che cos non ; e d'ora innanzi ci penser un Gallese a farvi rigare dritto, da buon Inglese. Addio. .Esce..

PISTOLA
	Adesso la Fortuna mi vuole cornificare.
	Mi giunge nuova che la mia Lola  morta allo spedale
	del morbo gallico,
	e un altro porto sicuro va a farsi benedire.
	Invecchio, e dalle membra mie infiacchite
	l'onore vien cacciato a randellate. Beh, mi far ruffiano
	e, all'occasione, tagliaborse di mano lesta.
	Torner in Inghilterra furtivamente, per darmi al furto
	mi applicher delle bende sui segni delle legnate
	e giurer che nelle guerre galliche me le son procurate. .Esce..

/:/Scena II


.Entrano, da una parte, il Re Enrico, Exeter, Bedford, .[.Gloucester, Clarence,.] .Warwick, .[.Westmoreland, Huntingdon.] .e altri Pari; dall'altra, il Re di Francia, la Regina Isabella, .[.la Principessa.] .Caterina, .[.Alice.] .e altre Dame; il Duca di Borgogna .[.col seguito.].

ENRICO
	Pace a questa assemblea che ci riunisce!
	Al nostro fratello di Francia, e alla nostra sorella,
	salute e una lieta giornata; auguri di felicit
	alla nostra soavissima cugina, la Principessa Caterina;
	e a voi, ramo e membro di questa real casa,
	che avete reso possibile questa grande assemblea,
	vada il nostro saluto, o Duca di Borgogna;
	e a voi, principi e Pari di Francia, salute a voi tutti!

RE DI FRANCIA
	Ci riempie di gioia il contemplarvi da presso,
	nobilissimo fratello d'Inghilterra: siate il benvenuto!
	E benvenuti voi tutti, prncipi inglesi.

REGINA
	Sian dunque felici, fratello d'Inghilterra,
	gli esiti di s fausta giornata e s eletta riunione,
	ora che abbiamo il piacere di guardarvi negli occhi:
	gli stessi occhi che ebbero gi a fulminare
	tutti i Francesi venuti loro a tiro,
	con le fatali folgori di micidiali basilischi.
	Speriamo sinceramente che il veleno di quelle occhiate
	abbia perduto la sua efficacia, e che questo giorno
	ogni afflizione e discordia possa cangiare in amore.

ENRICO
	E noi siam qui per dire "Amen" a questi voti.

REGINA
	Salute a voi, principi inglesi tutti!

BORGOGNA
	Il mio omaggio ad entrambi, fondato su pari affetto,
	gran re di Francia e Inghilterra! lo mi son prodigato
	con ogni mia facolt, con fatica, con strenui sforzi,
	a portare le Vostre auguste Maest
	a queste assise e a questo regale colloquio:
	le Vostre Altezze possono entrambe testimoniarlo.
	E dal momento che i miei buoni uffici hanno alfine ottenuto
	che viso a viso, occhio a occhio regale
	vi siate scambiati i saluti, non torni a mio disonore
	se io, al cospetto di tale reale adunata,
	chiedo per quale ostacolo o impedimento
	la Pace, ignuda, povera e martoriata,
	la tenera nutrice di arti, raccolti, e fecondit gioiosa
	non debba nel pi bel giardino del mondo,
	la nostra Francia ferace, mostrar le sue liete fattezze.
	Ahim, per troppo tempo essa  rimasta in esilio,
	e tutte le sue colture restano abbandonate,
	per poi marcire, pur nella lor profusione.
	Le vigne, che rendono i cuori lieti e giocondi,
	muoiono non potate; le siepi, un tempo nitidamente curate,
	come dei prigionieri inselvaggiti ed irsuti
	si fanno ispide e informi; nelle terre a maggese
	il loglio, la cicuta e l'ostinata fumaria
	metton salde radici, e arrugginisce il vomere
	che tale proliferazione dovrebbe estirpare;
	il prato vellutato, che gi produceva in un dolce rigoglio
	la primula screziata, la pimpinella e il verde trifoglio
	senza una falce, negletto, infestato di erbacce,
	 fecondato dall'incuria e non produce nient'altro
	che ignobili bardane, cardi spinosi, lappole e cicute,
	perdendo ogni bellezza e utilit.
	E come le nostre vigne, i maggesi, i prati e le siepi,
	deviati dal loro fine, inselvatichiscono,
	cos le nostre famiglie, i nostri figli, noi stessi
	abbiam perduto, o non troviamo il tempo di coltivare,
	le scienze che dovrebbero ornare il nostro paese,
	ma veniam su come selvaggi - come soldati
	che non fan nulla se non pensare al sangue -
	torvi, imprecanti e malvestiti,
	e imbarbariti in modo innaturale.
	Per riportare ogni cosa al suo aspetto di sempre
	voi siete qui adunati; e il mio discorso v'implora
	di dirmi per quale ostacolo la Pace gentile
	non viene ancora a liberarci di tali jatture
	e a benedirci dei suoi favori come gi in passato.

ENRICO
	Se, Duca di Borgogna, voi volete la pace
	in assenza della quale si moltiplicano i danni
	che avete enumerato, voi quella pace dovrete pagarvela
	accedendo in tutto e per tutto alle nostre giuste richieste,
	il cui tenore generale, come pure i dettagli,
	son gi, concisamente enunciati, in vostro possesso.

BORGOGNA
	Il Re ne  a conoscenza; ma ad esse ancora
	non ha dato risposta.

ENRICO
				Ebbene, allora la pace
	che avete or ora caldamente impetrato, dipende da lui.

RE DI FRANCIA
	Io ho, ma in verit di sfuggita,
	dato un'occhiata alle clausole: Vostra Grazia si degni
	di designare d'urgenza qualcuno del vostro Consiglio
	affinch torni a riunirsi con noi, per passarle in rassegna
	con pi attenzione; e noi senza indugio
	andremo alla ratifica, e vi daremo una risposta definitiva.

ENRICO
	Fratello, sar fatto. Andate, zio Exeter,
	fratello Clarence, e voi, fratello Gloucester,
	con voi, Warwick e Huntingdon; andate dal Re.
	Avrete pieni poteri di ratificare,
	emendare, introdurre modifiche, che la vostra saggezza
	ritenga vantaggiose per la nostra dignit,
	in qualsiasi clausola, compresa o no fra le nostre richieste:
	noi vi daremo il nostro consenso. E voi, bella sorella,
	andrete con i prncipi o resterete con noi?

REGINA
	Andr con loro, nostro grazioso fratello.
	Pu darsi che una voce di donna possa esser d'aiuto
	se si comincia a cavillare troppo su qualche punto.

ENRICO
	Per nostra cugina Caterina lasciatela a noi:
	 lei la prima fra le nostre richieste, inserita com'
	in prima fila fra le clausole da noi previste.

REGINA
	Ben volentieri: ella ha il nostro permesso.

.Escono tutti tranne Enrico, Caterina, e. [.Alice.] .la dama di compagnia..

ENRICO
				Bella Caterina, bella fra le belle,
	consentirete a insegnare a un soldato
	parole atte a insinuarsi nell'orecchio d'una dama
	e a perorare la causa del suo amore al dolce cuore di lei?

CATERINA
Vostra Maest prender me in giro: non so parlare vostra Inghilterra.

ENRICO
O bella Caterina! Se siete capace di amarmi veramente col vostro cuore francese, io sar contento di sentirvelo confessare malamente con la vostra lingua inglese. Che ve ne pare di me, Kate?

CATERINA
.Pardonnez-moi, .non so cosa vuol dire "nepare".

ENRICO
Un angelo pare simile a voi, Kate, e voi mi parete un angelo.

CATERINA
.Qui dit-il? queje suis semblable  un ange?.

ALICE
.Oui, vraiment, sauf votre grce, ainsi dit-il..

ENRICO
L'ho detto, diletta Caterina, e lo proclamo senza arrossire.

CATERINA
.O bon Dieu! Les langues des hommes sont pleines de tromperies..

ENRICO
Cosa dice, bella dama? Che le lingue degli uomini son piene d'inganni?

ALICE
.Oui, .che le langue dei uomini sono piene di enganni - dice la .Princesse..

ENRICO
La principessa sa far l'inglese meglio di voi. Parola mia, Kate, questo mio modo di farti la corte  fatto su misura per te; e sono lieto che tu non sappia parlare un inglese migliore. Se lo sapessi parlare, mi troveresti un re cos ruvido che penseresti che per pagarmi la corona mi son venduto il podere. Io non so farli, i salamelecchi d'amore, ma so dire chiaro e tondo: "Io vi amo". Se per voi mi incoraggiate a andar oltre un: "E voi, in fede, mi amate?" il mio corteggiamento si  gi bello e sgonfiato. Datemi una risposta, questo s, fatelo; poi una stretta di mano, e l'affare  fatto. Che ne dite, signora?

CATERINA
.Sauf votre honneur, .me capito bene.

ENRICO
Perbacco, se mi chiedeste di verseggiare o danzare per amor vostro, Kate, beh, mi mettereste nei guai: per la poesia mi fan difetto la parola e il ritmo, e nella danza non  certo il ritmo il mio punto di forza, anche se non mi fan certo difetto le forze. Se potessi conquistare una dama col saltamontone, oppure saltando in sella con tanto di armatura sul dosso - e se questa  una spacconata, fatemela pure pagare - in quattro salti me la farei, una moglie. O se dovessi fare a pugni per la mia bella, o far giostrare il cavallo per conquistarne i favori, saprei pestare come un macellaio e stare in sella con l'agilit d'una scimmia e senza mai cascare. Ma al cospetto di Dio, Kate, io non so fare il babbeo, n dare la stura a un'eloquenza fatta di sospiri, n so cavarmela con le dichiarazioni; so solo far giuramenti, di quelli veri, ai quali ricorro solo se costretto, e che mai romperei, nemmeno se costretto. Se tu puoi amare un individuo di questa fatta, Kate, la cui faccia stracotta nemmeno il sole pu pi abbrustolire, e che mai va a guardarsi allo specchio per amore di ci che potrebbe scoprirvi, allora ci pensi il tuo occhio ad abbellirmi per te. lo ti parlo schiettamente, da soldato. Se tu puoi amarmi cos come sono, prendimi. Se no, non verr a dirti che mi aspetto di morire: sar comunque vero, ma non certo per amor tuo, eh no, santo Iddio! Ma  anche vero che ti amo. E finch sei in tempo, mia cara Kate, prenditi un uomo fedele, semplice e non sofisticato, ed egli per forza di cose non ti tradir, poich gli far difetto la vocazione di corteggiare altre donne; mentre cotesti tipi dalla lingua inesauribile, che sanno insinuarsi a forza di rime nelle grazie delle dame, trovan poi sempre eccellenti argomenti per sgusciarsene fuori. Andiamo! Un fine dicitore non  che una lingua lunga; una poesia non  che una tiritera. Una buona gamba s'infiacchir, una schiena ritta s'incurver, una barba nera si tinger di bianco, una testa riccioluta diventer calva, un bel volto appassir, un occhio vivo sar spento e infossato; ma un cuore onesto, Kate,  come il sole e la luna, o piuttosto come il sole, non come la luna, visto che splende luminoso e non cambia mai, sempre seguendo fedelmente il suo corso. Se vorrai prenderti uno cos, prendi me: se prendi me, tu prendi un soldato; prendi un soldato, e prenderai un re. Ed ora cosa rispondi a questo mio amore? Parla, dolce creatura, e con dolcezza, ti prego.

CATERINA
 possibile per me di amare .l'ennemi de la France?.

ENRICO
No, non  possibile, Kate, che possiate amare il nemico della Francia; ma amando me voi amereste l'amico della Francia, perch io amo tanto la Francia che non saprei rinunciare nemmeno a un villaggio francese. Voglio che sia tutta mia, la Francia e, Kate, quando essa sar mia e io vostro, allora la Francia sar vostra e voi sarete mia.

CATERINA
O non capisco quel che voi dire.

ENRICO
Davvero, Kate? Te lo dir in un francese che, son sicuro, mi rester attaccato alla lingua come una sposa novella al collo del suo sposo, incapace di scrollarsela via. .Je.... .quand sur la possession de France, et quand vous avez la possession de moi.... Vediamo un po', e adesso? San Dionigi, aiutami tu! .- donc vtre est France, et vous tes mienne. . pi facile per me, Kate, conquistar tutto il regno che parlare un po' meglio il francese: non sapr mai commuoverti in francese, sollo muoverti al riso.

CATERINA
.Sauf votre honneur, le franais que vous parlez il est meilleur que l'anglais lequel je parle..

ENRICO
No davvero, le cose non stan cos, Kate; ma quando tu parli la mia lingua e io la tua spropositiamo cos a proposito che occorre ammettere che noi due c'intendiamo assai bene. Ma ora, Kate, cerca di capire almeno queste parole: potresti amarmi?

CATERINA
Non saprei.

ENRICO
Forse lo sa, Kate, qualcuno del tuo seguito. Glielo chieder. Andiamo, lo so che mi ami, e che la notte, quando vi chiuderete in camera vostra, farai a questa gentildonna tante domande su di me; e io so gi, Kate, che con lei troverai da ridire su quelle mie qualit che in cuor tuo ti son care. Ma, mia buona Kate, ingerisci su di me dolcemente, visto che, nobile principessa, io ti amo ferocemente. Se mai tu sarai mia, Kate, e qui dentro una fede salutare mi dice che lo sarai, io e avr conquistata d'assalto, e tu, per forza di cose, ti dimostrerai una fattrice di buoni soldati. Non potremmo tu ed io, tra San Dionigi e San Giorgio, combinare fra noi un ragazzo mezzo francese e mezzo inglese, capace di andare fino a Costantinopoli a tirare la barba al Turco? E perch no? Che ne dici tu, mio bel fiordaliso?

CATERINA
Io non so questo.

ENRICO
Certo che no: questo si sapr dopo, ma ora si tratta di promettere. Promettetemi fin da ora, Kate, che vi darete da fare per la met francese di un tale rampollo, e per la met inglese avrete la mia parola di re e di scapolo, Cosa mi rispondete, .la plus belle Katharine du monde, mon trs cher et divin desse?.

CATERINA
La Vostra .Majest .parla un francese tanto .fausse .da ingannare la pi .sage demoiselle .che essere .en France..

ENRICO
Accidenti al mio falso francese! Sul mio onore, e in buon inglese, Kate, io ti amo: e sul mio onore io non oso giurare che tu ami me. Eppure il mio sangue comincia a illudermi che sia cos, malgrado l'aspetto tutt'altro che accattivante delle mie fattezze. Maledetta ambizione di mio padre! Lui non pensava che alle guerre civili quando mi concep: ecco perch venni al mondo con questa dura scorza, con questa grinta ferrigna, da spaventar le signore, quando mi provo a far loro la corte. Ma in fede mia, Kate, il mio aspetto non pu che migliorare col passare degli anni; e mi conforta il fatto che la vecchiaia, quella guastatrice della bellezza, non pu fare altri danni alla mia faccia. Tu mi avrai, se vorrai avermi, nel mio aspetto peggiore; ma mi godrai, se vorrai godermi, in modo sempre migliore. Ditemi dunque, o mia bellissima Caterina: volete farmi vostro? Lasciate da parte i rossori verginali, proclamate i segreti del vostro cuore con la fierezza d'una imperatrice, prendetemi per mano e dite: "Harry d'Inghilterra, io son tua"; e non appena avrai reso beato il mio orecchio con queste parole, io ti dir forte: "L'Inghilterra  tua, l'Irlanda  tua, la Francia  tua, e Enrico Plantageneto  tuo". Il quale, anche se non dovrei dirlo in sua presenza, se pur compagno non buono abbastanza pel migliore dei re, lo troverai il migliore re dei buoni compagni. Suvvia, rispondimi in quella tua musica incerta: poich la tua voce  musica, e il tuo inglese incerto, e tanto vale, regina delle regine, che tu mi tolga dall'incertezza in un inglese incerto: vuoi farmi tuo?

CATERINA
Solo se .le Roi mon pre .mi dar suo consenso.

ENRICO
Ma certo! Sar ben lieto di consentire, Kate. Sar pi che lieto, Kate.

CATERINA
Allora sar anche me ben lieta.

ENRICO
In tal caso io vi bacio la mano e vi chiamo mia regina.

CATERINA
.Laissez, mon seigneur, laissez, laissez! Ma foi, je ne veux point que vous abaissiez votre grandeur en baisant la main d'une - notre Seigneur - indiane verviteur. Excusez-moi, je vous supplie, mon trs puissant seigneur..

ENRICO
Allora, Kate, vi bacer sulle labbra.

CATERINA
.Les dames et demoiselles, pour tre baises devant leur noces, il n'est pas la coutume de France..

ENRICO
Madama l'interprete, che cosa ha detto?

ALICE
Che non  usanza .pour les dames .di Francia... Non so come il dire .baiser .in anglese.

ENRICO
Baciare.

ALICE
Vostra Maest .entendre .meglio .que moi..

ENRICO
Non  usanza delle fanciulle di Francia baciare prima di sposarsi, voleva dire?

ALICE
.Oui, vraiment..

ENRICO
O Kate! Le usanze pi compite s'inchinano davanti ai grandi re. Mia cara Kate, voi ed io non possiamo lasciarci rinchiudere dentro alle fragili barriere delle usanze di un paese. Siamo noi a creare le usanze, Kate; e la libert ch' inerente al nostro rango chiude la bocca a tutti i criticoni, come io faccio ora con voi, che invocate le sofisticate usanze del vostro paese per negarmi un bacio. Su, fate la brava e arrendetevi. [.La bacia..] Giuraddio, Kate, le vostre labbra sono stregate: c' pi eloquenza nel soave tocco di esse che nelle lingue del Consiglio di Francia, ed esse saprebbero persuadere Harry d'Inghilterra meglio di una petizione collettiva di monarchi. Ma ecco vostro padre.

.Entrano il Re di Francia, .[.la Regina.] .e i nobili francesi; .[.Borgogna.] .e i nobili inglesi..

BORGOGNA
Dio salvi Vostra Maest! Mio regale cugino, state insegnando l'inglese alla Principessa?

ENRICO
Vorrei ch'ella imparasse, mio nobile cugino, quanto  perfetto il mio amore; e questo  un buon inglese.

BORGOGNA
Avete una buona allieva?

ENRICO
La nostra lingua  difficile, cugino, e il mio carattere non  dei pi facili; per cui, non trovando in me n la voce n lo spirito della lusinga, non sono in grado di evocare in lei lo spirito dell'amore, in modo da rivelarglielo nel suo vero volto.

BORGOGNA
Perdonatemi la franchezza, e l'umore giocoso, ma devo rispondervi a tono. Se volete evocare qualcosa in lei, dovrete tracciare un circolo attorno alla sua persona. Se volete evocare in lei l'amore nel suo vero volto, questo dovr apparirle nudo e cieco. E potete darle torto se lei, una fanciulla che ancora arrossisce e s'imporpora di verginale pudore, se lei rifiuta di far entrare un ragazzo nudo e cieco nella sua nuda e vigile intimit? Questo equivale, mio sire, a mettere una vergine in una situazione difficile.

ENRICO
Eppur esse socchiudono gli occhi e cedono, poich l'amore  cieco e irruento.

BORGOGNA
Allora, mio sire,  d'uopo scusarle, se esse non vedono ci che fanno.

ENRICO
Quand' cos, mio bravo signore, insegnate a vostra cugina a dir di s socchiudendo gli occhi.

BORGOGNA
La indurr a dir di s con una strizzatina d'occhio, mio sire, ma voi dovete insegnarle a capire a volo il mio segnale: poich le vergini, ben curate e tenute in caldo durante l'estate, son come le mosche a fine agosto, a San Bartolomeo, occhiute ma cieche: soltanto allora si lascian prendere, mentre prima non sopportavano nemmeno gli sguardi.

ENRICO
Morale della favola: dovr prender tempo e aspettare una calda estate, cos potr prenderla la mosca, vostra cugina, dalla parte giusta e inoltre dovr essere cieca.

BORGOGNA
Cieca come l'amore, sire, prima di far l'amore.

ENRICO
Proprio cos. E potete anche, alcuni di voi, ringraziare l'amore che ha reso me cieco: tanto che non mi consente di posare gli occhi su tante belle citt francesi per via di una bella francesina che mi si para davanti.

RE DI FRANCIA
S, mio signore, voi lo vedete come in un'illusione prospettica, queste citt che si fondono in una figura di vergine: poich son tutte cinte da mura inviolate, che la guerra non ha mai penetrato.

ENRICO
E Kate? Sar la mia sposa?

RE DI FRANCIA
Se cosi vi piace.

ENRICO
Tanto mi basta. Purch le citt inviolate di cui mi avete parlato possano farle corona: cos che la vergine che prima sbarrava la strada ai miei desideri, adesso dar via libera alle mie voglie.

RE DI FRANCIA
	Abbiamo accettato tutte le condizioni ragionevoli.

ENRICO
	 cos, miei Pari d'Inghilterra?

WESTMORELAND
	Il Re ha sottoscritto ogni articolo:
	sua figlia in primo luogo, poi, di seguito, gli altri,
	secondo il preciso tenore di ciascuna richiesta.

EXETER
Una sola cosa gli resta da sottoscrivere: l dove Vostra Maest esige che il Re di Francia, ogniqualvolta sia chiamato a ratificare concessioni di terre, debba riferirsi a Vostra Altezza con questa formula, seguita dal titolo francese di ".Notre trs cher fils Henri, Roi d'Angleterre, Hritier de France.", e parimenti dal titolo latino di ".Praeclarissimus filius noster Henricus, Rex Anglie et Hares Franciae.".

RE DI FRANCIA
	Non  ch'io mi sia rifiutato, fratello, di sottoscriverlo:
	basta una vostra richiesta, e s'intende approvato.

ENRICO
	Vi prego allora, in spirito di amicizia, da buoni alleati,
	di far figurare quell'unico articolo assieme con gli altri;
	e fatto questo, potete concedermi vostra figlia.

RE DI FRANCIA
	Prendetela, nobile figlio; e dal suo sangue mettete al mondo
	la mia nuova progenie: che i regni rivali
	di Francia e d'Inghilterra, le cui stesse coste si guatano terree
	di gelosia, ciascuna per la prosperit dell'altra,
	possan cessare di odiarsi. Che questa unione solenne
	getti il seme del buon vicinato e d'una cristiana concordia
	nel loro grembo sereno. Che mai pi torni la guerra,
	con la sua spada grondante, fra dolce Francia e Inghilterra!

TUTTI
Amen!

ENRICO
	Kate, sei la benvenuta! Chiamo tutti a testimoni
	che io qui la bacio come mia sovrana regina. .Fanfara..

REGINA
	Iddio, miglior artefice di ogni matrimonio
	congiunga i vostri cuori e i vostri regni in una sola entit!
	Come marito e moglie, nell'amore, diventano una cosa sola,
	cos tra i vostri regni ci sian tali sponsali
	che mai una mala azione, o un'empia gelosia,
	di quelle che spesso tormentano il talamo consacrato,
	venga a insinuarsi fra questi due regni alleati
	a provocare il divorzio di un'intima unione!
	Che gl'Inglesi trattino i Francesi, e i Francesi gl'Inglesi
	come compatrioti! E sia Iddio a dire "Amen"!

TUTTI
Amen!

ENRICO
	Prepariamoci alle nozze: e nel giorno fissato,
	mio Duca di Borgogna, accoglieremo il giuramento
	vostro e di tutti i Pari, a garanzia dei nostri patti.
	Allora voi a me, io a Kate giureremo fedelt,
	e questi voti noi manterremo, in pace e prosperit.
.Squilli di tromba. Escono..

/:/[EPILOGO]



.Entra il Coro..

[CORO]
	La sua penna maldestra maneggiando
	l'umile autore raccont la storia,
	i grandi in spazi angusti confinando
	e abbreviando il percorso di lor gloria.
	Fu grande, pur nella sua breve vita,
	l'astro di Albione. Di Fortuna il brando
	f sua l'aiuola al mondo pi fiorita,
	novello impero al figliol suo lasciando.
	Enrico Sesto, in fasce incoronato,
	fu il nuovo Re di Francia e d'Inghilterra;
	ma i troppi reggitori del suo stato
	perser la Francia, straziando la sua terra.
	Noi tutto ci portammo sulle scene:
	direte voi se abbiamo fatto bene. [.Esce..]


FINE

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