"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Antonio e Cleopatra
Traduzione di Sergio Perosa


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



ANTONIO, .triumviro..
CESARE OTTAVIANO, .triumviro..
LEPIDO, .triumviro..
SESTO POMPEO, .amico di Antonio..
DOMIZIO ENOBARBO, .amico di Antonio..
VENTIDIO, .amico di Antonio..
EROS, .amico di Antonio..
SCARO, .amico di Antonio..
DECRETA, .amico di Antonio..
DEMETRIO, .amico di Antonio..
FILONE, .amico di Antonio..
MECENATE, .amico di Cesare..
AGRIPPA, .amico di Cesare..
DOLABELLA, .amico di Cesare..
PROCULEIO, .amico di Cesare..
TIDIA, .amico di Cesare..
GALLO, .amico di Cesare..
MENAS, .amico di Pompeo..
MENECRATE, .amico di Pompeo..
VARRIO, .amico di Pompeo..
TAURO, .luogotenente generale di Cesare..
CANIDIO, .luogotenente generale di Antonio..
SILIO, .ufficiale nell'esercito di Ventidio.
Un "precettore" impiegato come ambasciatore da Antonio a Cesare..
ALESSA e DIOMEDE: .al seguito di Cleopatra..
MARDIANO .un eunuco al seguito di Cleopatra..
SELEUCO, .tesoriere di Cleopatra..
.Un indovino.
Uno zotico..
CLEOPATRA, .regina d'Egitto..
OTTAVIA, .sorella di Cesare..
CARMIANA e IRAS: .al seguito di Cleopatra..
.Ufficiali, soldati, messi e altri del seguito.
SCENA: .Diverse parti dell'impero romano..

/:/ATTO I



.Scena prima


(.Alessandria. Stanza nel palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .DEMETRIO .e .FILONE.

FILONE
	Ah, quest'infatuazione del nostro generale
	passa la misura: i suoi begli occhi
	usi sulle schiere di guerra a sfolgorare
	come Marte cinto di corazza, ora volgono e piegano
	lo sguardo devoto e servizievole
	su una fronte scura: il suo cuor di capitano,
	che nel vivo delle grandi battaglie
	gli ha schiantato le fibbie sul petto,
	rinnega ogni moderazione, e s' fatto
	ventola e mantice per raffreddare
	gli ardori d'una zingara.

.Squilli di tromba. Entrano .ANTONIO, CLEOPATRA, .le donne del seguito e gli eunuchi con i flabelli..

				Ecco, ora vengono:
	osserva bene e in lui vedrai
	uno dei tre pilastri del mondo trasformato
	in zimbello d'una baldracca. Guarda e vedrai.

CLEOPATRA
	Se  vero amore, dimmi quanto.

ANTONIO
	 da pitocchi, l'amore che si pu misurare.

CLEOPATRA
	Fisser i confini in cui essere amata.

ANTONIO
	Allora ti occorrer nuovo cielo, nuova terra.

MESSO
	Notizie da Roma, mio signore.

ANTONIO
					Mi irrita; il succo.

CLEOPATRA
	Ma no, ascoltale, Antonio: forse
	Fulvia  arrabbiata; o magari
	l'imberbe Cesare ti ha inviato
	l'ordine reciso, "Fa' questo, o quello:
	conquista quel regno, affranca questo;
	esegui, o ti condanniamo".

ANTONIO
				Come, amor mio?

CLEOPATRA
	Magari? Macch,  sicuro: non devi pi
	star qui, da Cesare  giunto il congedo,
	quindi obbedisci, Antonio. Dov'
	l'ordine di comparizione di Fulvia?
	o dovrei dire di Cesare... d'entrambi?
	Fate entrare i messi. Come sono regina d'Egitto,
	arrossisci, Antonio, e il sangue alle tue guance
	rende omaggio a Cesare, ovvero offre
	un tributo di vergogna quando la stridula
	voce di Fulvia sgrida. Avanti, i messi!

ANTONIO
	Che Roma si dissolva nel Tevere, e crolli
	l'ampio arco dell'ordinato impero!
	Qui  il mio mondo. I regni sono creta:
	e questa nostra terra fatta di letame
	nutre egualmente bestie e uomini.
	La nobilt della vita  far cos. (.L'abbraccia..)
	Quando una coppia cos legata e due
	come noi possono farlo, io sfido
	il mondo, pena il castigo, a riconoscere
	che siamo impareggiabili.

CLEOPATRA
				Bella bugia!
	Perch ha sposato Fulvia senza amarla?
	Io parr la sciocca che non sono, e Antonio
	sar sempre lui.

ANTONIO
			Ma ispirato da Cleopatra.
	Oh, per amor dell'Amore, e le sue dolci ore,
	non sprechiamo il tempo a bistrattarci.
	Non un minuto delle nostre vite
	ora passi senza un qualche piacere.
	Che spassi, stasera?

CLEOPATRA
				Ascolta gli ambasciatori.

ANTONIO
	Su, regina attaccabrighe! A cui tutto
	si addice, ridere, piangere, sgridare.
	Come ogni passione gareggia in te
	per farsi bella e ammirata! Solo
	il tuo messo, stasera, e soli soli
	andremo in giro per le strade, a osservare
	i modi della gente. Vieni, regina,
	iersera lo desideravi. (.Al servo..) Non una parola!
(.Escono Antonio e Cleopatra col seguito..)

DEMETRIO
	Antonio tiene in s poco conto Cesare?

FILONE
	Talvolta, quando non  Antonio,
	quando viene meno alla grandezza
	che dovrebbe sempre accompagnare Antonio.

DEMETRIO
	Mi rincresce che cos avvalora
	le dicerie che corrono a Roma.
	Ma speriamo meglio per domani. Buon riposo! (.Escono..)

/:/(Scena seconda)


(.Stesso palazzo. Altra stanza..)

.Entrano .ENOBARBO, LAMPRIO, .un indovino, .RANNIO, LUCILLIO, CARMIANA, IRAS, .l'eunuco .MARDIANO .e .ALESSA.

CARMIANA
Signor Alessa, dolce Alessa, superlativo Alessa, quasi assolutissimo Alessa, dov' l'indovino che hai tanto lodato alla regina? Oh, potessi conoscere quel marito che, dici, si metter ghirlande sulle corna!

ALESSA
Indovino!

INDOVINO
Che volete?

CARMIANA
	 questo, l'uomo? Voi, signore,
	conoscete le cose?

INDOVINO
				Nel libro
	degli infiniti segreti della natura
	so leggere qualcosa.

ALESSA
				Mostragli la mano.

ENOBARBO
	Il rinfresco, presto: e vino a volont
	per brindare alla salute di Cleopatra.

CARMIANA
	Buon signore, datemi una buona fortuna.

INDOVINO
	Io non posso darla, ma predirla.

CARMIANA
	E allora, vi prego, preditemene una buona.

INDOVINO
	Sarai ben pi florida di adesso.

CARMIANA
	Vuol dire che metter su carne.

IRAS
	No, da vecchia ti metterai il belletto.

CARMIANA
	Accidenti alle rughe!

ALESSA
	Non irritate Sua Prescienza. State attente.

CARMIANA
	Silenzio!

INDOVINO
	Amerai, pi che essere amata.

CARMIANA
	Meglio riscaldarmi il fegato col bere.

ALESSA
	Ma ascoltalo.

CARMIANA
Suvvia, preditemi una fortuna straordinaria! Fatemi sposare tre re nella stessa mattinata e che resti subito vedova di tutti e tre; fatemi avere un figlio a cinquant'anni, a cui renda omaggio Erode di Giudea. Fatemi sposare a Ottavio Cesare, e fare il paio con la mia signora.

INDOVINO
	Vivrai pi a lungo di colei che servi.

CARMIANA
	Benissimo. La longevit mi piace pi dei fichi.

INDOVINO
	Hai visto e provato miglior fortuna
	di quella che si approssima.

CARMIANA
Allora i miei figli non avranno nome; di grazia, quanti bambini e bambine avr?

INDOVINO
	Se ogni tua voglia avesse un grembo,
	e ognuna fosse fertile, un milione.

CARMIANA
	Via, sciocco. Come mago, non funzioni.

ALESSA
Tu credi che solo le tue lenzuola conoscano i tuoi segreti.

CARMIANA
Forza, di' a Iras i suoi.

ALESSA
Ci faremo dire tutte le nostre fortune.

ENOBARBO
La mia, e quella di molti di noi, stasera, sar... a letto ubriachi!

IRAS
Ecco una palma che presagisce, se non altro, castit.

CARMIANA
Come le inondazioni del Nilo presagiscono carestia.

IRAS
Ma va', sfrenata lettaiola, tu non sai presagire.

CARMIANA
Gi, se una palma untuosa non presagisce fertilit, non so neanche grattarmi l'orecchio. Ti prego, dille soltanto una fortuna da giorno di lavoro.

INDOVINO
Le vostre fortune sono simili.

IRAS
Ma come, simili? Dammi i particolari.

INDOVINO
Ho detto.

IRAS
Non migliore della sua d'un dito, la mia fortuna?

CARMIANA
E se la tua fortuna fosse migliore d'un dito, dove lo vorresti?

IRAS
Non nel naso del mio signore.

CARMIANA
Il cielo ci impedisca pensieri peggiori! Alessa... avanti, la sua fortuna, la sua fortuna! Oh, che sposi una donna che non ce la fa, dolce Iside, ti imploro, e poi falla morire, e dagliene una peggiore, e una peggiore dopo l'altra, finch la peggiore di tutte lo segua ridendo alla tomba, cinquanta volte becco! Buona Iside, esaudisci questa implorazione, anche se mi negherai preghiere di maggior conto. Ti imploro!

IRAS
Cos sia, buona dea; ascolta la preghiera del popolo! Infatti, se strazia il cuore vedere un bell'uomo con una moglie scioperata,  pure gran dolore vedere un farabutto che non  becco. Perci, Iside cara, bada al decoro, e dagli la fortuna che si merita!

CARMIANA
Cos sia.

ALESSA
Ecco, se stesse a loro rendermi becco si farebbero puttane pur di farlo.

ENOBARBO
	Silenzio, arriva Antonio.

.Entra .CLEOPATRA.

CARMIANA
				No, la regina.

CLEOPATRA
	Avete visto il mio signore?

ENOBARBO
				No, signora.

CLEOPATRA
	Non era qui?

CARMIANA
			No, mia signora.

CLEOPATRA
	Era in vena d'allegria: ma d'un tratto
	l'ha colpito un pensiero da romano. Enobarbo!

ENOBARBO
	Signora?

CLEOPATRA
	Cercatelo e che venga qui. Dov' Alessa?

ALESSA
	Qui, agli ordini. Ecco il mio signore.

CLEOPATRA
	Non voglio pi vederlo: venite. (.Escono..)

.Entra .ANTONIO .con un messo..

MESSO
Vostra moglie Fulvia  per prima scesa in campo.

ANTONIO
Contro mio fratello Lucio?

MESSO
	S. Ma presto la guerra ebbe fine,
	e le circostanze contingenti li resero amici,
	facendogli far lega contro Cesare,
	il cui successo militare, al primo incontro,
	li cacci dall'Italia.

ANTONIO
			C' di peggio?

MESSO
	Le cattive notizie si ripercuotono
	su chi le porta.

ANTONIO
			Nel caso d'uno sciocco
	o d'un codardo. Continua. Una cosa passata
	per me  conclusa. Proprio cos,
	chi mi dice il vero, anche se morte
	alberga nelle sue parole, lo ascolto
	come se adulasse.

MESSO
			Labieno -
	brutta notizia - con l'esercito dei Parti
	ha conquistato l'Asia oltre l'Eufrate;
	sventolano le sue bandiere vittoriose
	dalla Siria alla Lidia alla Ionia.
	Mentre...

ANTONIO
		Antonio, vorresti dire...

MESSO
					Signore!

ANTONIO
	Parlami francamente, non mitigare
	quello che dicono tutti. Chiama Cleopatra
	come la chiamano a Roma; insulta
	pure con le parola di Fulvia, rinfacciami
	le mie colpe con l'assoluta libert
	che consentono astio e verit.
	Oh, noi facciamo crescere gramigna
	quando assopiamo le nostre fertili menti,
	e il farci rinfacciare i nostri torti
	 come estirpare quelle erbacce.
	Lasciami per un po'.

MESSO
				Ai vostri ordini. (.Esce..)

.Entra un altro messo..

ANTONIO
	Che notizie da Sicione? Sentiamo!

I MESSO
	L'uomo di Sicione... c' il messo di Sicione?

II MESSO
	Attende i vostri ordini.

ANTONIO
				Fatelo entrare.
	Devo spezzare questi ceppi egiziani,
	o perdermi in questa infatuazione.

.Entra un altro messo con una lettera..

	Tu chi sei?

III MESSO
		Vostra moglie Fulvia  morta.

ANTONIO
	Dove  morta?

III MESSO
			A Sicione.
	La durata della sua malattia,
	e le altre pi gravi notizie
	che vi varr conoscere, sono in questa lettera.
(.Gli d una lettera..)

ANTONIO
	Lasciatemi solo. (.Escono i messi..)
	Ecco un'anima grande che se n' andata!
	Pure, l'ho desiderato, e ci che spesso
	abbiamo allontanato con disprezzo
	vorremmo poi riaverlo. Ci che adesso piace
	scadendo secondo il corso delle cose
	si muta nel suo opposto. Ora che non  pi,
	Fulvia mi  cara: la mano che la scacci
	sarebbe ben disposta a riprenderla.
	Devo staccarmi da questa regina incantatrice:
	diecimila sventure pi dei mali a me noti,
	cova questa mia indolenza. Enobarbo!

(.Ri-.).entra. ENOBARBO.

ENOBARBO
Ai vostri ordini, signore.

ANTONIO
Devo andarmene in fretta da qui.

ENOBARBO
Gi, e cos uccidiamo tutte le nostre donne. Sappiamo bene che sarebbe per loro una crudelt letale. Se ci lasciano partire, la parola d'ordine sar "morte".

ANTONIO
Devo andarmene.

ENOBARBO
In un caso impellente muoiano pure le donne. Ma sarebbe un peccato buttarle via per nulla, anche se, di fronte a una gran causa, non valgono nulla. Se solo Cleopatra ha il minimo sentore di questo, muore di colpo. L'ho vista morire venti volte per motivi molto meno importanti. Penso che nella morte vi sia una foga che compie qualche atto d'amore su di lei, tanta  la sua celerit nel morire.

ANTONIO
 furba pi di quanto si possa pensare.

ENOBARBO
Ahim, no, signore, le sue passioni sono fatte solo della parte pi fina dell'amor puro. Non possiamo chiamare venti e pioggia i suoi sospiri e le sue lacrime: sono uragani e tempeste pi forti di quelle che riportano gli almanacchi. Non pu essere furbizia: se lo fosse, potrebbe provocare rovesci di pioggia come Giove.

ANTONIO
Non l'avessi mai vista!

ENOBARBO
Ah, signore, non avreste visto un magnifico capolavoro, e non averne avuto il privilegio avrebbe screditato i vostri viaggi.

ANTONIO
Fulvia  morta.

ENOBARBO
Signore?

ANTONIO
Fulvia  morta.

ENOBARBO
Fulvia?

ANTONIO
Morta.

ENOBARBO
Ebbene, signore, offrite agli dei un sacrificio di ringraziamento. Quando le divinit si compiacciono di strappare la moglie a un uomo, si dimostrano i sarti della terra, offrendogli questa consolazione, che quando i vecchi vestiti sono consumati, c' di che farne di nuovi. Se non ci fossero altre donne oltre a Fulvia, allora sarebbe una vera perdita e un caso lamentevole! Ma questo dolore  ricco di consolazioni, la vecchia camicia fa saltar fuori una nuova gonnella, e invero le lacrime che dovrebbero bagnare questa pena stanno tutte in una cipolla.

ANTONIO
	Gli intrighi che ha fomentato nello stato
	non consentono pi la mia assenza.

ENOBARBO
E quelli che voi avete fomentato qui non possono fare a meno di voi, specie quello con Cleopatra, che dipende assolutamente dalla vostra permanenza.

ANTONIO
	Basta con le risposte frivole. Gli ufficiali
	siano informati dei nostri propositi.
	Comunicher il motivo di questa urgenza
	alla regina, e avr il suo beneplacito
	per la partenza. Non solo infatti
	la morte di Fulvia e ragioni pi pressanti
	ci spingono a questo, ma anche le lettere
	di molti amici solerti a Roma
	ci richiamano in patria. Sesto Pompeo
	ha lanciato la sfida a Cesare, e mantiene
	il controllo dei mari. Il popolo infido,
	il cui amore non va mai a chi lo merita
	finch i suoi meriti non siano passati,
	comincia a riversare Pompeo Magno e le sue glorie
	sul figlio, che eminente per fama
	e forza militare, e ancor di pi
	per coraggio e vigore di vita, s'erge
	come il primo dei soldati; e questa forza,
	crescendo, pu mettere in pericolo
	l'assetto del mondo. Covano molte cose,
	che come il crine del cavallo, han vita,
	ma non ancora il veleno del serpente.
	Comunica ai sottoposti a cui compete
	i miei ordini: partire subito di qui.

ENOBARBO
	Eseguir. (.Escono..)

/:/(Scena terza)


(.Stessa stanza..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA, ALESSA .e .IRAS.

CLEOPATRA
	Dov'?

CARMIANA
		Non l'ho pi visto.

CLEOPATRA
	Vedi dov', con chi e che cosa fa:
	non ti ho mandata io. Se lo trovi
	pensoso, di' che sto ballando; se allegro,
	riferiscigli che d'un tratto sto male.
	Fa' presto a ritornare. (.Esce Alessa..)

CARMIANA
				Mi sembra, signora,
	che se lo amate veramente, non 
	il metodo giusto per farvi ricambiare.

CLEOPATRA
	Che cosa dovrei fare, che non faccio?

CARMIANA
	Secondatelo in tutto, non contrariatelo.

CLEOPATRA
	Consigli da sciocca: proprio il modo di perderlo.

CARMIANA
	Non provocatelo troppo: trattenetevi.
	Col tempo finiamo per detestare
	quel che temiamo.

.Entra .ANTONIO.

			Ma ecco Antonio.

CLEOPATRA
	Sono malata e depressa.

ANTONIO
				Mi accora
	dovervi rivelare il mio proposito...

CLEOPATRA
	Portami via, Carmiana cara, cado.
	Non pu durare a lungo a questo modo.
	Non regge la natura umana.

ANTONIO
				Carissima regina...

CLEOPATRA
	Stammi lontano, ti prego.

ANTONIO
				Che c'?

CLEOPATRA
	Le buone nuove ti si leggono negli occhi.
	La tua donna sposata dice che puoi tornare?
	Non ti avesse mai dato licenza di venire!
	Non dica che sono io a tenerti qui.
	Io non ho su di te alcun potere: tu sei suo.

ANTONIO
	Sanno gli dei...

CLEOPATRA
			Oh, mai fu regina
	tanto tradita! E fin da principio
	ho visto allignare il tradimento.

ANTONIO
					Cleopatra...

CLEOPATRA
	Perch dovrei credere che sei mio
	e fedele (anche se a forza di giurare
	fai tremare gli dei sui loro troni),
	tu che sei stato infedele a Fulvia?
	 pura follia, lasciarsi irretire
	da promesse fatte solo a parole,
	e gi infrante al momento di giurarle!

ANTONIO
	Dolcissima regina...

CLEOPATRA
			No, ti prego,
	non cercare pretesti per andartene,
	ma dimmi addio, e vattene;
	quando per rimanere supplicavi,
	allora era tempo di parlare;
	niente partenze, allora; avevamo
	l'eternit negli occhi e sulle labbra,
	beatitudine nell'arco delle ciglia;
	nessuna parte di noi tanto misera
	che non fosse d'origine divina.
	E lo  ancora, o tu, il pi grande
	soldato del mondo, sei diventato
	il pi grande bugiardo.

ANTONIO
				Suvvia, signora.

CLEOPATRA
	Se avessi la tua statura, vedresti
	che cuore ha la regina d'Egitto.

ANTONIO
	Ascoltami, regina: l'esigenza del momento
	richiede per un po' i miei servizi;
	ma tutto il mio cuore resta di tuo uso.
	La nostra Italia  tutto un corruscare
	di spade in lotta civile: Sesto Pompeo
	punta al porto di Roma, e l'eguaglianza
	delle due forze avverse alimenta
	fazioni incerte. Chi era odiato,
	avendo acquistato forza, riconquista
	le simpatie; Pompeo, gi messo al bando,
	carico della gloria di suo padre,
	si insinua rapidamente nel cuore
	di coloro che non hanno prosperato
	con l'attuale governo, e il loro numero
	diventa una minaccia. Cos la pace,
	malata per la lunga inerzia, cerca
	di risanarsi con mezzi disperati.
	Il mio motivo pi personale, e ci
	che dovrebbe di pi rassicurarti
	su questa mia partenza,  la morte di Fulvia.

CLEOPATRA
	Se non dalla follia, dall'ingenuit
	mi han liberato gli anni. Pu Fulvia morire?

ANTONIO
	 morta, mia regina. Guarda qui,
	e con tuo agio sovrano leggi
	i garbugli che ha suscitato; da ultimo,
	meglio di tutto, dove e quando  morta.

CLEOPATRA
	Oh, falso, falso amore! Dove sono
	le sacre fiale che dovresti colmare
	con le tue lacrime di dolore?
	Ora vedo, nella morte di Fulvia,
	come sar accolta la mia.

ANTONIO
				Smettila
	coi battibecchi; preparati invece
	ad ascoltare i miei intendimenti,
	che verranno o non verranno attuati
	a seconda dei tuoi consigli. Per il fuoco
	che feconda il fango del Nilo,
	di qui parto soldato e servo tuo,
	a far guerra o pace come tu comandi.

CLEOPATRA
	Tagliami questi lacci, presto, Carmiana;
	no, lascia stare, di colpo mi ammalo
	o mi riprendo, secondo l'amore di Antonio.

ANTONIO
	Mia preziosa regina, calmati,
	e rendi sincera testimonianza
	al suo amore, che onorevolmente
	pu essere messo alla prova.

CLEOPATRA
					Fulvia m'insegna.
	Ti prego, voltati e piangi per lei,
	poi dimmi addio, e di' che quelle lacrime
	sono per la regina d'Egitto. Da bravo,
	recita una scena di stupenda ipocrisia
	e falla passare per perfetto onore.

ANTONIO
	Mi fai ribollire il sangue: basta.

CLEOPATRA
	Puoi far meglio: ma non c' male.

ANTONIO
	Per la mia spada...

CLEOPATRA
			E scudo. Sempre meglio.
	Ma non proprio perfetto. Ti prego, Carmiana,
	guarda come a questo erculeo romano
	s'addice la parte del collerico.

ANTONIO
	Me ne vado, signora.

CLEOPATRA
	Cortese signore, una parola!
	Tu ed io dobbiamo separarci, ma non  questo;
	tu ed io ci siamo amati, ma non  questo;
	lo sai bene, una cosa vorrei... Oh,
	la mia smemoratezza  proprio come Antonio,
	e ho scordato tutto.

ANTONIO
			Se il tuo rango regale
	non rendesse tua suddita la frivolezza,
	si potrebbe dire che tu l'incarni.

CLEOPATRA
					 ingrata fatica,
	tenersi vicino al cuore la frivolezza
	come fa Cleopatra. Ma perdonami,
	signore, le mie stesse grazie m'uccidono
	se non ti aggradano. Il tuo onore
	altrove ti reclama, e allora non badare
	alla sconsolata mia follia: che gli dei
	ti accompagnino! Sulla tua spada
	si posi il lauro della vittoria, e ai tuoi piedi
	si distenda un facile successo!

ANTONIO
					Andiamo.
	Vieni: separarci  per noi partire
	e insieme rimanere: cos tu, restando,
	pur sempre con me parti, ed io partendo
	qui con te rimango. Andiamo via!
(.Escono..)

/:/(Scena quarta)


(.Roma. Casa di Cesare..)

.Entra .OTTAVIANO .leggendo una lettera, .LEPIDO .e il loro seguito..

CESARE
	Puoi vedere, Lepido, e sappi d'ora in poi,
	che non  vizio connaturato di Cesare
	avversare il nostro grande consociato.
	Ma ecco le notizie da Alessandria:
	va a pesca, beve, e consuma in orge
	le fiaccole della notte; non si mostra
	pi virile di Cleopatra; n la regina
	di Tolomeo  pi femminea di lui.
	A stento diede udienza, o si degn
	di ricordare che ha dei colleghi.
	In lui vedrai un uomo che  il compendio
	di ogni vizio umano.

LEPIDO
				Non posso credere
	che abbia tante colpe da oscurare
	tutte le sue virt. In lui i difetti
	sembrano come le stelle del cielo,
	che spiccano nel buio della notte;
	ereditari, pi che acquisiti;
	pi che da lui voluti, inestirpabili.

CESARE
	Sei troppo indulgente. Concediamo pure
	che non sia gran male sgroppare
	nel letto di Tolomeo, regalare
	un regno per una bisboccia, mettersi
	a sbevazzare con una schiava,
	andare barcollando per le strade
	a mezzogiorno, a fare a pugni
	coi bceri che puzzan di sudore.
	Diciamo che questo gli si addice
	- ma dev'essere d'indole eccezionale
	per non restarne insozzato -; tuttavia
	Antonio non pu scusare le sue colpe
	quando su di noi ricade il peso
	delle sue leggerezze. Se riempisse
	le ore libere con i suoi bagordi,
	ne paghi il fio con nausea, saziet
	e mali d'ossa. Ma sprecare il tempo
	che a rullo di tamburo lo richiama
	dal piacere, e proclama a gran voce
	la sua, e nostra, condizione - ci
	merita rimprovero, come si sgridano
	quei ragazzi che in et di giudizio
	sacrificano l'esperienza al piacere del momento,
	rinnegando il buon senso.

.Entra un messo..

LEPIDO
				Ecco altre notizie.

MESSO
	Gli ordini sono stati eseguiti,
	nobilissimo Cesare, e d'ora in ora
	arriveranno rapporti sugli avvenimenti.
	Pompeo  forte per mare, e sembra amato
	da coloro che solo temevano Cesare.
	Gli scontenti affluiscono ai porti,
	e la voce pubblica lo d vittima di ingiustizie.

CESARE
	Avrei dovuto saperlo. Dacch
	esiste il governo, ci  stato insegnato,
	chi  al potere fu desiderato
	finch vi giunse; e l'uomo in declino,
	mai amato finch ne valeva la pena,
	si apprezza quando viene a mancare.
	Questa gentaglia, come giunco abbandonato
	alla corrente, va avanti e indietro
	seguendo servilmente la mutevole marea
	fino a marcire per il suo stesso moto.

(.Entra un secondo messo..)


MESSO
	Cesare, porto notizia
	che Menas e Menecrate, noti pirati,
	assoggettano il mare, che solcano
	e arano con navi d'ogni specie.
	Fanno violente incursioni in Italia,
	la gente costiera sbianca al pensiero,
	e i giovani gagliardi si rivoltano. Un vascello
	non pu mettere fuori il naso senza essere
	catturato appena visto: il nome di Pompeo
	fa pi colpo di quanto non farebbe
	se ci si opponesse alle sue forze.

CESARE
	Antonio, abbandona orge e gozzoviglie!
	Quando, uccisi i consoli Irzio e Pansa,
	fosti scacciato da Modena, la paura
	ti insegu alle calcagna e tu,
	bench allevato delicatamente,
	la combattesti con maggiore resistenza
	dei selvaggi. Bevesti l'orina dei cavalli,
	l'acqua giallastra delle pozzanghere
	da cui si ritraevano le bestie;
	il tuo palato non disprezz la bacca
	pi selvatica, sulla siepe pi spinosa, s,
	come il cervo quando la neve ricopre le pasture
	rosicchiasti la corteccia degli alberi.
	Si narra che sulle Alpi hai mangiato
	strana carne, che alcuni morivano
	a guardarla: e tutto ci -  un'onta
	sul tuo onore che io ne parli ora -
	fu sopportato da soldato, tanto
	che la tua guancia neppure smagr.

LEPIDO
	Un vero peccato!

CESARE
			Che la vergogna
	lo riconduca presto a Roma:  ora
	che noi due ci mostriamo in campo,
	perci riuniamo subito il consiglio.
	Pompeo s'avvantaggia della nostra inerzia.

LEPIDO
	Domani, Cesare, potr informarti bene
	di quali forze di mare e di terra
	potr disporre per fronteggiare
	l'attuale evenienza.

CESARE
			E fino allora
	sar anche mia cura. Addio.

LEPIDO
	Addio, signor mio. Di ci che nel frattempo
	saprai di movimenti in giro, ti prego,
	rendimi partecipe.

CESARE
			Non dubitare,
	signore: so che  mio dovere. (.Escono..)

/:/(Scena quinta)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA, IRAS .e .MARDIANO.

CLEOPATRA
	Carmiana!

CARMIANA
	Signora?

CLEOPATRA
	Ah, ah! Dammi da bere mandragora.

CARMIANA
	Perch, signora?

CLEOPATRA
			Per farmi dormire
	nel gran vuoto di tempo che Antonio  via.

CARMIANA
	Pensate troppo a lui.

CLEOPATRA
				 tradimento!

CARMIANA
	Spero proprio di no, signora.

CLEOPATRA
	Ehi tu, eunuco Mardiano!

MARDIANO
				Vossignoria comanda?

CLEOPATRA
	Non di sentirti cantare. Non traggo
	alcun piacere da ci che ha un eunuco;
	buon per te che, inseminato come sei,
	i tuoi pi liberi pensieri non lasciano
	l'Egitto. Tu provi passioni?

MARDIANO
	S, graziosa signora.

CLEOPATRA
				Per davvero?

MARDIANO
	No, non per davvero: per davvero
	io posso fare solo cose caste:
	ma ho forti passioni, e penso a quel
	che Venere faceva assieme a Marte.

CLEOPATRA
	Oh, Carmiana! Dove credi sia ora?
	Sta in piedi, o seduto? O cammina?
	O  a cavallo? Felice quel cavallo
	che ne sostiene il peso! Comportati bene,
	cavallo: se sapessi chi ti porti in groppa,
	il semi-Atlante del mondo, il braccio
	e l'elmo degli uomini! Parla, ora,
	e mormora: "Dov' il mio serpente
	del vecchio Nilo?" perch cos mi chiama...
	Adesso mi nutro del pi dolce veleno.
	Pensa a me, che ho la pelle scura
	per i pizzicotti amorosi di Febo,
	e sono solcata dalle rughe del tempo.
	O Cesare dall'ampia fronte, quand'eri
	qui su questa terra, ero un boccone da re;
	e Pompeo mi sbarrava gli occhi in viso,
	l ancorando lo sguardo e morendo
	a forza di contemplare la sua vita.

.Entra .ALESSA .da Antonio..


ALESSA
	Salute, regina d'Egitto!

CLEOPATRA
	Come sei diversissimo da Antonio!
	Pure, venendo da lui, il suo elisir
	ti ha indorato con il suo colore.
	Come va il mio gagliardo Antonio?

ALESSA
	L'ultima cosa che fece, mia regina,
	fu di baciare, con l'ultimo
	di ripetuti baci, questa splendida perla.
	Quel che egli disse serbo nel cuore.

CLEOPATRA
	Di l deve svellerlo il mio orecchio.

ALESSA
	"Buon amico", disse, "di' che il fedele romano
	alla grande regina d'Egitto invia
	il tesoro di quest'ostrica; e ai suoi piedi,
	per sopperire alla pochezza del regalo,
	arricchir di regni il suo gran trono.
	Tutto l'Oriente (dille) la chiamer
	signora". Quindi accenn col capo
	e compunto mont il suo focoso destriero,
	che nitr cos alto, da soffocare
	brutalmente quel che volevo dire.

CLEOPATRA
	Era dunque allegro, o triste?

ALESSA
	Come la stagione dell'anno fra
	i due estremi del caldo e del freddo,
	non era n triste n allegro.

CLEOPATRA
				O indole
	perfettamente equilibrata! Notalo,
	Carmiana, notalo, ecco il vero uomo.
	Non era triste, perch vuol risplendere
	su chi atteggia il proprio viso sul suo;
	n allegro, come per avvertirli
	che il suo pensiero resta in Egitto
	con la sua gioia - ma fra l'uno e l'altro.
	Oh celeste mescolanza! Triste o allegro,
	la violenza di entrambi ti si addice
	come a nessun altro. Hai incontrato
	i miei corrieri?

ALESSA
			S, signora,
	venti corrieri diversi. Perch tanti?

CLEOPATRA
	Chi nasce il giorno in cui dimentico
	di inviare corrieri ad Antonio,
	morit pitocco. Inchiostro e penna,
	Carmiana. Sii benvenuto, Alessa.
	Carmiana, ho mai amato Cesare cos?

CARMIANA
	O il magnifico Cesare!

CLEOPATRA
				Ti resti nella strozza
	un'altra esclamazione come questa.
	Di' il magnifico Antonio.

CARMIANA
				Il valoroso Cesare!

CLEOPATRA
	Per Iside, ti far sanguinare i denti
	se continui a equiparare a Cesare
	il principe degli uomini.

CARMIANA
				Con vostra licenza,
	non faccio che ripetere la vostra solfa.

CLEOPATRA
	Ah, i miei verdi anni, quand'ero
	acerba di giudizio e di sangue freddo,
	dire come dicevo allora...
	Suvvia, portami inchiostro e penna,
	ogni giorno egli avr un mio saluto,
	a costo di spopolare l'Egitto! (.Escono..)

/:/(ATTO II)



.(Scena prima)


(.Messina. Casa di Pompeo..)

.Entrano .POMPEO, MENECRATE .e .MENAS .in assetto di guerra..

POMPEO
	Se gli dei sono giusti, seconderanno
	le azioni degli uomini pi giusti.

MENECRATE
	Sappi, nobile Pompeo, che gli dei
	non negano ci che magari ritardano.

POMPEO
	Mentre restiamo supplici al loro trono
	perde valore ci che noi imploriamo.

MENECRATE
	Spesso, ignorando noi stessi, invochiamo
	il nostro male, che le sagge potenze ci negano
	per il nostro bene; cos ci  di vantaggio
	che le nostre preghiere non siano esaudite.

POMPEO
	Andr tutto bene. Il popolo mi ama
	ed io ho il controllo del mare.
	La mia forza  in fase crescente,
	e la mia presga speranza dice
	che arriver al culmine. Marcantonio
	sta a banchetto in Egitto, e fuor di casa
	non far guerra. Cesare spilla soldi
	perdendo i cuori; Lepido adula entrambi,
	viene adulato da entrambi, ma non ama
	n l'uno n l'altro, e nessun dei due
	lo tiene in considerazione.

MENAS
				Cesare e Lepido
	son scesi in campo, e con gran forze.

POMPEO
	Da chi l'hai saputo?  falso.

MENAS
					Da Silvio, signore.

POMPEO
	Sogna. So che sono entrambi a Roma
	in attesa d'Antonio. Che tutte le malie
	dell'amore, lasciva Cleopatra, addolciscano
	le tue labbra spente! Malia e bellezza,
	e con entrambe libidine, leghino
	il libertino in un campo di delizie,
	gli annebbino la mente; cuochi epicurei
	stimolino con salse che non stancano
	il suo appetito, cos che sonno e crapula
	gli faccian trascurare il proprio onore
	sprofondandolo in oblioso torpore...

.Entra .VARRIO.

					Che novit, Varrio?

VARRIO
	Quel che riferisco  sicuro: Marcantonio
	da un momento all'altro  atteso a Roma;
	dacch lasci l'Egitto c' stato tempo
	per una traversata anche pi lunga.

POMPEO
	A cosa di minor conto avrei prestato
	miglior orecchio. Menas, non credevo
	che questo libertino scioperato
	avrebbe indossato l'elmo per una guerra
	come questa. Come soldato vale
	il doppio degli altri due. Teniamo alta,
	perci, la stima di noi stessi, se
	le nostre mosse han potuto strappare
	dal grembo della vedova d'Egitto
	Antonio mai stanco di lussurie.

MENAS
	Non mi figuro che Cesare ed Antonio
	possano andar d'accordo. Sua moglie,
	che  morta, ha trasgredito a Cesare,
	e suo fratello gli mosse guerra,
	anche se non credo istigato da Antonio.

POMPEO
	Non so, Menas, se da piccole liti
	ne possano nascere di maggiori.
	Se noi non fossimo coalizzati contro di loro,
	 assai probabile che litigherebbero: han
	motivi sufficienti per sguainare le spade.
	Ma come la paura che hanno di noi
	possa cementare le loro divisioni
	e far risolvere le loro divergenze,
	ancora non sappiamo. Sia come piace agli dei!
	Vita o morte dipende dall'uso che faremo
	della nostra forza. Vieni, Menas. (.Escono..)

/:/(Scena seconda)


(.Roma. Casa di Lepido..)

.Entrano .ENOBARBO .e .LEPIDO.

LEPIDO
	Buon Enobarbo, sarebbe meritevole
	e degno di voi invitare il vostro capitano
	ad un colloquio calmo e pacato.

ENOBARBO
	Lo inviter a parlare da par suo:
	se Cesare lo provoca, che Antonio
	guardi al di sopra del capo di Cesare,
	e gli parli tuonando come Marte.
	Per Giove, se fossi barbuto come Antonio,
	oggi non mi raderei la barba.

LEPIDO
					Non  momento
	per risentimenti personali.

ENOBARBO
				Ogni momento
	 buono per ci che in esso matura.

LEPIDO
	Ma le piccole cose alle grandi
	devono pur cedere il passo.

ENOBARBO
					No,
	non se vengono prima.

LEPIDO
				Parlate per ira:
	ma, vi prego, non soffiate sulla brace.
	Ecco che viene il nobile Antonio.

.Entrano .ANTONIO .e .VENTIDIO.

ENOBARBO
					 di l Cesare.

.Entrano .CESARE, MECENATE .e .AGRIPPA.

ANTONIO
	Se qui troviamo un accordo, addosso ai Parti.
	Ascolta, Ventidio.

CESARE
			Non so, Mecenate;
	chiedi ad Agrippa.

LEPIDO
			Nobili amici,
	importanti motivi ci hanno qui riuniti
	e non ci dividano cose di poco conto.
	Ci che non va, lo si ascolti pazienti:
	se alziamo la voce per banali dissensi,
	cercando di sanare le ferite
	diamo la morte. Quindi, nobili triumviri,
	tanto pi ardentemente vi scongiuro,
	toccate con delicatezza i punti pi dolenti
	e il malanimo non s'aggiunga alle parole.

ANTONIO
	Ben detto. Fossimo in testa alle truppe,
	pronti alla battaglia, farei cos. (.Squilli di tromba..)

CESARE
	Benvenuto a Roma.

ANTONIO
				Grazie.

CESARE
					Siedi.

ANTONIO
	Dopo di te.

CESARE
			Su, avanti.

ANTONIO
				Sento dire
	che prendi a male cose che non son male,
	o se lo fossero, non ti riguardano.

CESARE
	Mi farei rider dietro se per nulla
	o per poco mi reputassi offeso
	e soprattutto da te al mondo;
	e ancor pi, se facessi il tuo nome
	anche una sola volta con disprezzo,
	quando farlo non fosse affar mio.

ANTONIO
	Che io stessi in Egitto, Cesare,
	che ti importava?

CESARE
			Quanto il mio star qui,
	a Roma, poteva importare a te in Egitto.
	Ma se tu l tramavi contro il mio potere,
	che tu stessi in Egitto mi riguardava, eccome.

ANTONIO
	Che intendi, "tramavo"?

CESARE
				Ti prego, cogli il senso
	delle mie parole da ci che avvenne qui.
	Tua moglie e tuo fratello sono scesi
	in guerra contro di me, e in nome tuo:
	tu eri l'istigatore di quella guerra.

ANTONIO
	Ti sbagli. Mai in essa mio fratello
	ha accampato il mio nome; ho fatto
	indagini, lo so da gente fidata,
	militante al tuo fianco. Piuttosto, con la tua,
	non ha screditato la mia autorit,
	facendo guerra dal pari contro il mio volere,
	essendo la mia causa anche la tua?
	Di ci ti ho ragguagliato nelle mie lettere.
	Se vuoi imbastirci su un litigio,
	questo non basta, ti occorre panno intero.

CESARE
	Ti elogi da solo, attribuendo a me
	errori di giudizio: tu hai imbastito le tue scuse.

ANTONIO
	No, non  cos. Devi ammettere,
	ne sono certo, la logica del mio pensiero:
	io, tuo socio nella causa che egli osteggiava,
	non potevo guardare con occhio benevolo
	a quelle guerre che compromettevano
	la mia stessa pace. Quanto a mia moglie,
	ti auguro di trovarne una col suo temperamento;
	un terzo del mondo  tuo, e con un morso lento
	lo puoi governare - ma non una donna cos!

ENOBARBO
	Avessimo tutti mogli come questa,
	per poter guerreggiare con le donne!

ANTONIO
	Ingovernabile com'era, Cesare,
	mi duole ammettere che i suoi intrighi,
	frutto della sua irrequietudine,
	e non privi di abilit politica,
	ti han procurato notevoli fastidi.
	Ma al riguardo devi riconoscere
	che io non potevo farci nulla.

CESARE
					Ti ho scritto,
	e tu, immerso nei bagordi ad Alessandria,
	hai intascato le mie lettere, sbeffeggiato
	e cacciato il mio messo dal tuo cospetto.

ANTONIO
	Mi  piombato addosso, signore, prima
	di essere ammesso; avevo appena
	intrattenuto a banchetto tre re,
	e non ero pi com'ero al mattino.
	Ma il giorno dopo glielo spiegai io stesso,
	e fu come avergli chiesto scusa.
	Costui non c'entri come motivo di contesa;
	se dobbiamo discutere, ne resti fuori.

CESARE
	Hai mancato ai termini del tuo giuramento,
	cosa di cui non potrai mai accusar me.

LEPIDO
	Piano, Cesare!

ANTONIO
			No, Lepido, lascialo dire:
	il punto d'onore di cui parla ora,
	anche posto che io vi sia venuto meno,
	 sacro. Avanti, Cesare, i termini
	del mio giuramento.

CESARE
			Di prestarmi
	armi ed aiuto quando li chiedessi:
	cose che entrambe hai rifiutato.

ANTONIO
					Trascurato,
	piuttosto. E quando ore avvelenate
	mi avevano irretito, fino a farmi
	perdere conoscenza di me stesso.
	Ne far penitenza come posso.
	Ma la mia lealt non sminuir
	la mia grandezza, n senza di essa
	agir la mia potenza. Il fatto 
	che Fulvia, per allontanarmi dall'Egitto,
	ha scatenato queste guerre, ed io,
	causa inconsapevole, ne chiedo venia,
	secondo quanto l'onore mi permette
	di piegarmi in tal caso.

LEPIDO
				Nobili parole!

MECENATE
	Compiacetevi di non insistere pi
	sui risentimenti. Dimenticarli del tutto
	sarebbe ricordare che l'esigenza del momento
	reclama la vostra riconciliazione.

LEPIDO
	Belle parole, Mecenate.

ENOBARBO
Ossia, se per ora volete prestarvi reciprocamente affetto, quando non sentirete pi parlare di Pompeo potrete restituirvelo di nuovo. Avrete tempo di attaccar briga quando non avrete altro da fare.

ANTONIO
	Tu sei solo un soldato, sta' zitto.

ENOBARBO
	M'ero quasi scordato che la verit deve tacere.

ANTONIO
	Fai torto a questo consesso, smetti di ciarlare.

ENOBARBO
	E va bene, sar una pietra pensante.

CESARE
	Non mi dispiace la sostanza, quanto
	la forma del suo discorso. Come si fa
	a restare amici, se poi in pratica
	tanto divergono i nostri intendimenti.
	Ma se sapessi quale cerchio potesse
	tenerci strettamente vincolati,
	da un capo all'altro del mondo andrei a cercarlo.

AGRIPPA
	Permettimi, Cesare...

CESARE
	Parla, Agrippa.

AGRIPPA
			Da parte di madre
	hai una sorella, la mirabile Ottavia.
	Il grande Marcantonio ora  vedovo.

CESARE
	Non dir cos, Agrippa: se ti sente Cleopatra
	ti meriteresti la taccia d'avventato.

ANTONIO
	Non sono sposato, Cesare: sentiamo
	quel che ha da dire Agrippa.

AGRIPPA
	Per tenervi in perpetua amicizia,
	rendervi fratelli, legare i vostri cuori
	con nodo indissolubile, Antonio
	prenda Ottavia per moglie, la cui belt
	esige quanto meno come sposo
	il migliore degli uomini, la cui virt
	e le cui altre grazie parlano da sole
	meglio di chiunque altro. Con queste nozze
	i piccoli sospetti che ora sembrano grandi,
	e i grandi timori che comportano pericoli,
	non sarebbero pi nulla: le verit
	parrebbero parole, mentre ora mezze parole
	paiono verit; amandovi entrambi
	ella vi attirerebbe l'uno verso l'altro,
	e l'amore di tutti seguirebbe il suo.
	Perdonate quello che ho detto, 
	un'idea meditata, non del momento,
	ispirata al senso del dovere.

ANTONIO
					Cesare parler?

CESARE
	Non prima di sentire come Antonio
	reagisce a quel che  stato detto.

ANTONIO
					Che potere
	ha Agrippa di mandarlo a compimento
	se io dicessi, "Agrippa, sia cos"?

CESARE
	Il potere di Cesare, e il suo potere
	su Ottavia.

ANTONIO
		Che io non mi sogni mai
	d'ostacolare quest'ottimo proposito,
	cos propizio! Dammi la mano, a ratificare
	quest'atto di grazia, e d'ora in poi
	cuor di fratelli governi il nostro amore
	e guidi le nostre grandi imprese.

CESARE
	Ecco la mia mano. Ti concedo mia sorella,
	che mai fratello am di tanto amore.
	Viva per riunire i nostri regni e i nostri cuori,
	e mai pi s'estranei il nostro affetto.

LEPIDO
					Amen!

ANTONIO
	Non pensavo di sfoderare la spada
	contro Pompeo, perch recentemente
	mi ha reso grandi e insoliti favori.
	Ora devo limitarmi a ringraziarlo,
	per non essere tacciato d'ingratitudine,
	e subito dopo gli lancer la sfida.

LEPIDO
	Il tempo stringe. Bisogna senza indugio
	mettersi a dar la caccia a Pompeo,
	o altrimenti sar lui a cercarci.

ANTONIO
	Dove si trova?

CESARE
			Verso Capo Miseno.

ANTONIO
	Quali sono le sue forze?

CESARE
				Per terra
	grandi e crescenti; ma sul mare
	 padrone incontrastato.

ANTONIO
				Cos si dice.
	Vorrei essermi gi scontrato con lui!
	Affrettiamoci a farlo; ma prima di armarci,
	sbrighiamo la faccenda di cui si  parlato.

CESARE
	Con gran piacere, e ti invito a vedere
	mia sorella, da cui ti porto subito.

ANTONIO
	Non ci manchi, Lepido, la tua compagnia.

LEPIDO
	Nobile Antonio, neanche una malattia
	potrebbe tenermi lontano.

(.Squilli di tromba. Escono tutti, tranne Enobarbo, Agrippa e Mecenate..)

MECENATE
Benvenuto dall'Egitto, signore.

ENOBARBO
Amatissimo da Cesare, nobile Mecenate! Illustre amico, Agrippa!

AGRIPPA
Caro Enobarbo!

MECENATE
Abbiamo motivo di rallegrarci, che le cose si siano accomodate cos bene. Ve la siete spassata bene in Egitto.

ENOBARBO
S, mio caro, a forza di dormire abbiam fatto perdere la faccia al giorno, e reso la notte brillante a furia di bere.

MECENATE
Otto cinghiali interi arrosto a colazione, e per solo dodici persone:  vero?

ENOBARBO
Non  che un moscerino a confronto di un'aquila. Abbiamo avuto banchetti ben pi straordinari, proprio degni di nota.

MECENATE
 una donna bellissima, se ci che si dice corrisponde al vero.

ENOBARBO
Quando incontr la prima volta Antonio, sul fiume Cidno, si mise in saccoccia il suo cuore.

AGRIPPA
Gli apparve proprio l, a meno che il mio informatore non se la sia inventata.

ENOBARBO
	Vi dir. La galea in cui sedeva,
	come trono brunito ardea sull'acqua.
	La poppa era d'oro battuto, di porpora
	le vele, cos profumate che le brezze
	ne languivano d'amore; d'argento
	i remi, che tenevano il ritmo
	al suon dei flauti, e l'acqua smossa
	li rincorreva rapida, come innamorata
	dei loro colpi. Quanto alla sua persona,
	superava ogni descrizione: giaceva
	nel baldacchino intessuto d'oro e seta,
	pi bella di Venere nel dipinto
	dove la fantasia sopravanza la natura.
	Dai due lati, bimbetti paffuti, come
	sorridenti amorini, con flabelli multicolori,
	il cui vento pareva infiammare
	la guance delicate che rinfrescavano,
	e cos, insieme, fare e disfare.

AGRIPPA
	Impareggiabile visione per Antonio!

ENOBARBO
	Le sue ancelle, come le Nereidi,
	altrettante sirene, la servivano
	standole di fronte, e in pose leggiadre
	adornavano la scena. Alla barra
	governa una di queste sirene;
	sartie di seta vibrano al tocco
	di quelle mani morbide come fiori,
	agili ad eseguire le manovre.
	Dalla galea un profumo sottile e arcano
	colpisce i sensi sulle rive vicine.
	La citt si rivers fuori ad ammirarla
	e Antonio, in trono sulla piazza del mercato,
	rimase solo, a fischiettare all'aria:
	e anche questa, fosse stato possibile,
	sarebbe volata a contemplare Cleopatra,
	lasciando un vuoto nella natura.

AGRIPPA
					Mirabile egiziana!

ENOBARBO
	Quando approd, Antonio mand
	ad invitarla a cena; lei rispose
	che era meglio fosse lui suo ospite,
	e implor il favore; il galante Antonio,
	che a una donna non disse mai di no,
	fattasi rassettare dieci volte la barba,
	va al banchetto e, per la sua cena,
	paga col cuore, per ci che soltanto
	con gli occhi avea mangiato.

AGRIPPA
					Donna da re!
	Al grande Cesare fece deporre
	la spada a letto; egli la ar,
	e lei gli port frutto.

ENOBARBO
				Una volta
	l'ho vista saltellare a pie' zoppo
	quaranta passi sulla pubblica via;
	rimasta senza fiato, parl ansando,
	trasformando in perfezione quel difetto,
	e pur senza respiro, alitava fascino.

MECENATE
	Adesso Antonio deve lasciarla per sempre.

ENOBARBO
	No, non lo far mai.
	L'et non pu farla appassire, n
	l'abitudine rendere stantia
	la sua infinita variet. Altre donne
	saziano le voglie che appagano,
	ma lei rende vogliosi quanto pi soddisfa.
	Le cose pi turpi a lei si addicono,
	se i sacerdoti stessi la benedicono
	quand' in fregola.

MECENATE
	Se bellezza, saggezza, modestia
	possono acquetare il cuore d'Antonio,
	Ottavia  per lui una benedizione del cielo.

AGRIPPA
	Andiamo. Buon Enobarbo,
	finch rimani qui, sii mio ospite.

ENOBARBO
	Ve ne ringrazio umilmente, signore. (.Escono..)

/:/(Scena terza)


(.La stessa. Casa di Cesare..)

.Entrano .ANTONIO, CESARE, .con .OTTAVIA .fra loro..

ANTONIO
	Il mondo e il mio alto ufficio
	mi separeranno talvolta dal tuo seno.

OTTAVIA
	E per tutto quel tempo, in ginocchio
	io pregher gli dei per te.

ANTONIO
				Buona notte,
	signore. Mia Ottavia, sui miei difetti
	non dare ascolto alla voce del mondo.
	Non sono sempre stato in riga, ma
	in futuro tutto sar fatto in regola.
	Buona notte, mia cara.

OTTAVIA
	Buona notte, signore.

CESARE
	Buona notte. (.Escono Cesare e Ottavia..)

.Entra l'Indovino..

ANTONIO
Ebbene, compare: vorresti essere in Egitto?

INDOVINO
Vorrei non essermi mai allontanato di l, e che tu non ci fossi mai andato!

ANTONIO
	E la ragione, se puoi?

INDOVINO
	La vedo per intuito, non so esprimerla:
	ma affrettati a ritornare in Egitto.

ANTONIO
	Dimmi, quale fortuna salir pi in alto,
	quella di Cesare o la mia?

INDOVINO
				Quella di Cesare.
	Perci, Antonio, non restare al suo fianco.
	Il tuo demone, il tuo spirito custode,
	 nobile, coraggioso e senza pari,
	quando non c' quello di Cesare. Ma
	se c' quello, il tuo angelo ha paura,
	si sente soverchiato: perci
	metti spazio sufficiente fra voi.

ANTONIO
	Non parlar pi di questo.

INDOVINO
	Ne parlo solo a te: non ad altri.
	Se entri con lui in qualsiasi lizza,
	sei sicuro di perdere; con la sua fortuna,
	anche se svantaggiato egli ti vince.
	Il tuo lustro si offusca accanto al suo.
	Lo ripeto, il tuo spirito ha paura
	di guidarti quando lui  vicino,
	ma torna nobile quando lui  lontano.

ANTONIO
	Vattene.
	Di' a Ventidio che voglio parlargli. (.Esce l'Indovino..)
	Egli andr in Partia. Sia arte o caso,
	ha detto il vero. I dadi stessi gli obbediscono,
	e nel gioco la mia maggior destrezza soccombe
	alla sua fortuna. Se tiriamo a sorte,
	vince lui, nelle lotte di galli
	i suoi han sempre la meglio sui miei,
	anche se dati a zero; e le sue quaglie
	chiuse nel recinto battono sempre le mie.
	Andr in Egitto: e bench contragga
	queste nozze per la mia pace, in Oriente
	 il mio piacere. Oh, entra, Ventidio.

.Entra .VENTIDIO.

	Andrai in Partia, la nomina  pronta.
	Seguimi, vieni a prenderla. (.Escono..)

/:/(Scena quarta)


(.La stessa. Una strada..)

.Entrano .LEPIDO, MECENATE .e .AGRIPPA.

LEPIDO
	Non incomodatevi oltre: affrettatevi
	a seguire i vostri generali.

AGRIPPA
				Marcantonio
	dar un bacio a Ottavia, e noi lo seguiremo.

LEPIDO
	Finch non vi vedr vestiti da soldati,
	che ben si addice a entrambi, addio.

MECENATE
	Secondo il mio computo, saremo
	a Capo Miseno prima di voi, Lepido.

LEPIDO
	La vostra strada  pi breve,
	il mio itinerario mi porta in giro,
	guadagnerete due giorni su di me.

ENTRAMBI
	Buon successo, signore!

LEPIDO
				Addio. (.Escono..)

/:/(Scena quinta)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA, IRAS .e .ALESSA.

CLEOPATRA
	Un po' di musica... il cibo malinconico
	di noi che traffichiamo in amore.

TUTTI
					Musica, musica!

.Entra l'eunuco .MARDIANO.

CLEOPATRA
	No, niente musica. Al biliardo. Vieni, Carmiana.

CARMIANA
	Io ho male al braccio,  meglio
	che giochiate con Mardiano.

CLEOPATRA
					Tanto varrebbe
	a una donna giocare con una donna,
	che con un eunuco. Giocherai con me, messere?

MARDIANO
	Per quel che posso fare, signora.

CLEOPATRA
	Se mostra buona volont, e non ci arriva,
	il giocatore pu invocare venia.
	Ma non adesso, no, datemi la lenza,
	andremo gi al fiume, con la mia musica
	che suona di lontano. Adescher
	pesci dalle pinne scure, l'amo ricurvo
	trapasser le loro guance viscide,
	e tirandoli su, penser che ognuno
	sia un Antonio, e dir: "Ah, ah, sei preso!"

CARMIANA
	Ci fu da ridere, quando scommetteste
	su una gara di pesca, e uno dei vostri,
	tuffatosi sott'acqua, gli attacc all'amo
	un pesce salato, che egli tir su in trionfo!

CLEOPATRA
	Quella volta? Ah, che bei tempi!
	Risi finch egli perse la pazienza,
	e la notte risi fino a fargliela tornare,
	e al mattino, avanti l'ora prima,
	lo feci crollare a letto ubriaco:
	poi gli misi le mie acconciature
	e il mio manto, mentre io indossavo
	la sua spada di Filippi. Oh, dall'Italia.

.Entra un messo..

	Ficcami le tue fertili notizie
	nell'orecchio da lungo tempo sterile.

MESSO
	Signora... signora...

CLEOPATRA
	Antonio  morto!... Se cos dici, marrano,
	uccidi la tua padrona. Ma se annunci
	che  libero e sta bene, ecco dell'oro,
	ed ecco le mie vene pi azzurre da baciare:
	una mano che re han sfiorato con le labbra
	e baciato tremanti.

MESSO
			Per prima cosa,
	signora, sta bene.

CLEOPATRA
			Eccoti altro oro.
	Ma attento, messere, da noi si dice
	che i morti stan bene: se intendi questo
	l'oro che ti do lo coler fuso
	nella tua gola nefanda.

MESSO
				Ascoltatemi, signora.

CLEOPATRA
	Ebbene, avanti, ascolto.
	Ma il tuo volto non d segni di gioia,
	se Antonio  libero e sta bene...
	un aspetto cos tetro, se hai da proclamare
	ai quattro venti notizie cos buone?
	Se non sta bene, dovresti venire
	come una furia coronata di serpi,
	e non come un uomo normale.

MESSO
					Volete ascoltarmi?

CLEOPATRA
	Ho voglia di dartele, prima che tu parli;
	ma se dici che Antonio vive, sta bene,
	 in buone con Cesare, e non suo prigioniero,
	ti metter sotto una pioggia d'oro,
	ed una grandinata di perle.

MESSO
				Signora, sta bene.

CLEOPATRA
	Ben detto.

MESSO
		E in buone con Cesare.

CLEOPATRA
	Sei un uomo onesto.

MESSO
				Lui e Cesare
	son pi amici che mai.

CLEOPATRA
				Far la tua fortuna.

MESSO
	Per, signora...

CLEOPATRA
			Non amo quel "per",
	stempera le buone notizie precedenti,
	un accidente al "per"! Il "per"
	 come un carceriere che liberi
	un mostruoso malfattore. Ti prego, amico,
	vuota tutto il sacco nel mio orecchio,
	buone e cattive nuove assieme:  amico
	di Cesare, in buona salute, dici,
	e dici anche, libero.

MESSO
			Libero no, signora:
	questo non l'ho detto.  legato a Ottavia.

CLEOPATRA
	Per quale buon servizio?

MESSO
	Il miglior servizio: a letto.

CLEOPATRA
	Impallidisco, Carmiana.

MESSO
	Signora,  sposato a Ottavia.

CLEOPATRA
	Ti prenda la peste peggiore!
(.Lo percuote gettandolo a terra..)

MESSO
	Calmatevi, buona signora!

CLEOPATRA
				Che dici? (.Lo percuote..)
	Via di qui, lurida canaglia, o ti caver
	gli occhi per prenderli a calci come palle;
	ti strapper i capelli e ti far frustare (.Scuotendolo su e gi..)
	con verghe di ferro, mettere in salamoia
	a macerare lentamente.

MESSO
				Graziosa signora,
	non son stato io che vi porto le notizie
	a fare il matrimonio.

CLEOPATRA
			Di' che non  vero,
	e ti dar un'intera provincia,
	rialzer le tue fortune. Le botte
	che hai preso saranno per la collera
	che mi hai provocato, e per di pi
	ti arricchir di qualsiasi dono
	tu possa chiedere in coscienza.

MESSO
					 sposato, signora.

CLEOPATRA
	Furfante, hai vissuto fin troppo.
(.Estrae un pugnale..)

MESSO
					Devo scappare;
	che volete fare, signora? Non  colpa mia. (.Esce..)

CARMIANA
	Buona signora, mantenetevi calma,
	l'uomo  innocente.

CLEOPATRA
	Certi innocenti non sfuggono alla folgore.
	Si dissolva l'Egitto nel Nilo! e tutte
	le miti creature diventino serpenti!
	Richiama lo schiavo, bench sia furiosa
	non lo morder; richiamalo!

CARMIANA
	Ha paura di tornare.

CLEOPATRA
				Non gli far del male.
	Queste mani perdono di nobilt,
	colpendo uno che mi  cos inferiore,
	giacch io stessa ne sono responsabile.

.Rientra il messo..

	Vieni qui, messere. Bench sia onesto,
	non  mai bene portar cattive nuove.
	A un bel messaggio da' mille voci,
	ma le cattive notizie si annuncino
	da sole, al momento di colpire.

MESSO
	Ho fatto il mio dovere.

CLEOPATRA
				 sposato?
	Non potr detestarti di pi,
	se dici ancora s.

MESSO
			 sposato, signora.

CLEOPATRA
	Gli dei ti distruggano, ancora insisti?

MESSO
	Dovrei mentire, signora?

CLEOPATRA
				Vorrei di s,
	anche se met del mio Egitto
	fosse sommersa e ridotta a una cisterna
	di serpenti squamosi! Vattene di qui,
	avessi anche il volto di Narciso,
	per me saresti orribile.  sposato?

MESSO
	Imploro il perdono di Vostra Altezza.

CLEOPATRA
	 sposato?

MESSO
			Non offendetevi, io
	non vorrei offendervi: non  giusto
	punirmi per quel che voi mi fate fare.
	 sposato ad Ottavia.

CLEOPATRA
				Ah, la sua colpa
	ti renda cos odioso, tu che pure
	non sei ci di cui sei cos sicuro.
	Vattene via di qui: le mercanzie
	che hai portato da Roma per me
	son troppo care: ti restino sul gozzo,
	e sian la tua rovina! (.Esce il messo..)

CARMIANA
			Calmatevi, Altezza.

CLEOPATRA
	Lodando Antonio ho disprezzato Cesare.

CARMIANA
	Molte volte, signora.

CLEOPATRA
	Ecco la mia ricompensa. Portatemi via,
	svengo, Iras, Carmiana! No, non  nulla.
	Vai da quell'uomo, caro Alessa, digli
	di riferire l'aspetto di Ottavia,
	la sua et e il suo temperamento,
	senza tralasciare il colore dei capelli;
	ritorna subito con la sua risposta. (.Esce Alessa..)
	Che se ne vada per sempre... no, no,
	Carmiana: anche se  dipinto da un lato
	come la Gorgone, dall'altro  come Marte. (.A Mardiano..)
	Di' ad Alessa di riferire quant' alta.
	Compiangimi, Carmiana, ma non parlare.
	Conducimi nelle mie stanze. (.Escono..)

/:/(Scena sesta)


(.Vicino a Miseno..)

.Squilli di tromba. Entrano .POMPEO .da una porta, con tamburi e trombe; da un'altra .CESARE, LEPIDO, ANTONIO, ENOBARBO, MECENATE, AGRIPPA, MENAS .e soldati in marcia..

POMPEO
	Io ho i vostri ostaggi, e voi i miei;
	tratteremo, prima di combattere.

CESARE
	 opportuno che prima si discuta:
	perci abbiamo inviato in anticipo
	le nostre proposte scritte. Avendole
	vagliate, facci sapere se varranno
	a fermare la tua spada scontenta,
	e a riportare in Sicilia molti giovani gagliardi,
	che altrimenti periranno qui.

POMPEO
	A voi tre, unici senatori del mondo,
	ministri supremi degli dei: non so
	perch a mio padre dovrebbe mancare
	chi lo vendichi, avendo amici e un figlio.
	Giulio Cesare, che a Filippi apparve
	in forma di spettro al virtuoso Bruto,
	l vi vide al lavoro per lui.
	Cosa spinse il pallido Cassio a cospirare?
	e che cosa spinse l'onesto romano, Bruto,
	da tutti onorato, con gli altri armati,
	corteggiatori della bella libert,
	a bagnare di sangue il Campidoglio
	- se non il desiderio che un uomo
	sia soltanto un uomo? E per questo
	ho armato la mia flotta, che col suo peso
	fa schiumare di collera l'oceano
	e con la quale intendo punire
	l'ingratitudine di Roma tracotante
	verso il mio nobile padre.

CESARE
				Come vuoi.

ANTONIO
	Non puoi spaventarci, Pompeo, con le tue vele.
	Ti affronteremo sul mare. Per terra,
	sai bene di quanto ti soverchiamo.

POMPEO
	Gi, bella soperchieria, per terra,
	mi hai fatto con la casa di mio padre!
	Ma giacch il cuculo non costruisce
	il nido per se stesso, restaci quanto puoi.

LEPIDO
	Dicci, ti prego - il resto non c'entra -
	come accogli le proposte da noi inviate.

CESARE
	Questo  il punto.

ANTONIO
			Non cedere a un invito,
	ma soppesa che cosa ti conviene.

CESARE
	E quello che pu nascere, se tenti
	pi grande ventura.

POMPEO
			Mi avete offerto
	Sicilia e Sardegna: io dovrei ripulire
	tutto il mare dai pirati; inviare a Roma
	misure di grano e, con questo accordo,
	ci separeremmo senza intaccare
	il filo delle spade, a scudi intonsi.

CESARE LEPIDO ANTONIO
					Questa  la nostra offerta.

POMPEO
	Sappiate, allora, che son venuto qui
	pronto ad accettare l'offerta. Ma
	Marcantonio mi ha fatto spazientire.
	Anche se dirlo me ne toglie il merito,
	sappi che quando Cesare e tuo fratello
	erano in guerra, tua madre venne in Sicilia,
	e vi trov amichevole accoglienza.

ANTONIO
	L'ho appreso, Pompeo, e sono ben disposto
	a porgerti l'ampio ringraziamento
	che ti devo.

POMPEO
		Stringiamoci la mano:
	non pensavo di incontrarti qui.

ANTONIO
	I letti sono molli, in Oriente, e ti ringrazio
	d'avermi fatto venire prima del previsto.
	Ci ho guadagnato.

CESARE
			Dall'ultima volta,
	noto in te un cambiamento.

POMPEO
				Beh, non so
	che segni sul volto m'abbia lasciato
	la dura sorte, ma non mi entrer
	nell'animo per renderlo vassallo.

LEPIDO
	Ben ritrovato!

POMPEO
	Lo spero, Lepido. Dunque, d'accordo:
	ma desidero che la nostra intesa
	sia messa per iscritto e sigillata.

CESARE
	 la prima cosa da fare.

POMPEO
	Ci inviteremo a banchetto, prima
	di separarci, quindi tiriamo a sorte
	chi comincer.

ANTONIO
			Tocca a me, Pompeo.

POMPEO
	No, Antonio, tirerai a sorte; comunque,
	primo o ultimo, la palma andr
	alla tua squisita cucina egiziana.
	Ho udito che laggi Giulio Cesare
	s' ingrassato a forza di banchetti.

ANTONIO
	Quante ne hai sentite...

POMPEO
	Dicevo in senso buono.

ANTONIO
				E con belle parole.

POMPEO
	Dunque, ho sentito questo, e poi che
	Apollodoro port...

ENOBARBO
	Meglio non continuare: la port.

POMPEO
					Che cosa?

ENOBARBO
	Una certa regina, a Giulio Cesare,
	dentro un materasso.

POMPEO
				Ora ti riconosco:
	come stai, soldato?

ENOBARBO
				Bene, e presto
	ancor meglio, vedendo che ci aspettano
	quattro banchetti.

POMPEO
			Voglio stringerti la mano,
	non ti ho mai odiato: ti ho visto combattere,
	e invidiato il tuo valore.

ENOBARBO
				Io, signore,
	non vi ho mai molto amato; ma vi ho
	lodato, e voi meritavate dieci volte
	di pi delle mie lodi.

POMPEO
				Indulgi pure
	alla tua franchezza, che ti si addice.
	Vi invito tutti sulla mia galea.
	Vi prego di precedermi, signori.

CESARE ANTONIO LEPIDO
	Facci strada.

POMPEO
	Di qui. (.Escono tutti, tranne Menas e Enobarbo..)

MENAS (.A parte..)
Tuo padre, Pompeo, non avrebbe mai fatto questo patto. - Noi ci siamo conosciuti, signore.

ENOBARBO
Sul mare, credo.

MENAS
S, signore.

ENOBARBO
E sul mare ve la siete cavata bene.

MENAS
E cos voi per terra.

ENOBARBO
Loder chiunque mi loda, bench non si possa negare quel che ho fatto per terra.

MENAS
N quel che io ho fatto per mare.

ENOBARBO
S, una cosa puoi negare nel tuo interesse: per mare sei stato un gran ladro.

MENAS
E tu per terra.

ENOBARBO
Qui sconfesso il mio servizio di terra. Ma dammi la mano, Menas. Se i nostri occhi fossero due gendarmi, qui potrebbero sorprendere due ladri che si baciano.

MENAS
Gli uomini son tutti onesti in volto, checch siano le loro mani.

ENOBARBO
Ma non c' bella donna che abbia il volto onesto.

MENAS
Non  una calunnia: rubano i cuori.

ENOBARBO
Eravamo venuti per farvi guerra.

MENAS
A me dispiace che sia finita in una gran bevuta. Quest'oggi Pompeo butta via ridendo la sua fortuna.

ENOBARBO
Se lo fa, non riuscir certo a riprendersela piangendo.

MENAS
L'hai detto. Non ci aspettavamo qui Antonio. Di grazia,  sposato a Cleopatra?

ENOBARBO
La sorella di Cesare si chiama Ottavia.

MENAS
 vero: era la moglie di Caio Marcello.

ENOBARBO
E adesso  la moglie di Marcantonio.

MENAS
Come?

ENOBARBO
 vero.

MENAS
Allora lui e Cesare sono per sempre legati.

ENOBARBO
Se dovessi azzardare una predizione su quel legame, direi di no.

MENAS
Ritengo che la convenienza politica cont di pi in queste nozze che non l'amore.

ENOBARBO
Lo ritengo anch'io. Ma vedrai che il nodo che sembra tener assieme la loro amicizia, sar proprio quello che la strozzer: Ottavia  d'indole austera, fredda e riservata.

MENAS
Chi non vorrebbe avere una moglie cos?

ENOBARBO
Non uno che  tutt'altro - ossia Antonio. Ritorner al suo piatto egiziano; e allora i sospiri di Ottavia faranno infiammare Cesare e (come ho detto prima) ci che era la forza della loro amicizia si dimostrer causa diretta della loro discordia. Antonio si abbandoner alla passione l dov'. Qui ha sposato soltanto la sua convenienza.

MENAS
Pu ben darsi. Vuoi salire a bordo, signore? Ho un brindisi per te.

ENOBARBO
Lo accetter, signore. In Egitto non abbiamo tenuto le gole a secco.

MENAS
Su, andiamo. (.Escono..)

/:/(Scena settima)


(.A bordo della galea di Pompeo, al largo di Capo Miseno..)

.Suon di musica. Entrano due o tre servi con un rinfresco..

I SERVO
Eccoli che arrivano, marinaio. Le piante di qualcuno sono gi mal piantate, il minimo soffio di vento le butter a terra.

II SERVO
Lepido  gi paonazzo.

I SERVO
Gli han fatto dar fondo alle bottiglie.

II SERVO
Quando si stuzzicano sul punto debole, egli grida "Basta"; riconcilia gli altri a quell'invito, e se stesso al bere.

I SERVO
Ma sollevando gran guerra fra lui e il buon senso.

II SERVO
Ebbene, cpita, ad avere un nome fra i grandi. Io preferirei avere una canna che non mi serve a nulla, piuttosto d'una partigiana che non potessi sollevare.

I SERVO
Esser chiamati in un'alta sfera, e non mostrare di sapercisi muovere,  come avere vuote orbite al posto degli occhi: sfigura miseramente il viso.

.Suon di musica. Entrano .CESARE, ANTONIO, POMPEO, LEPIDO, AGRIPPA, MECENATE, ENOBARBO, MENAS, .e altri capitani..

ANTONIO (.A Cesare..)
	Fanno cos: misurano il livello del Nilo
	da certe tacche graduate sulla piramide,
	e se  alto, basso o medio, sanno
	se seguir abbondanza o carestia.
	Pi gonfia il Nilo, e pi promette;
	quand'esso si ritrae, il seminatore
	sparge sul limo e sulla melma la semente,
	e in breve tempo si ha il raccolto.

LEPIDO
	Laggi avete strani serpenti?

ANTONIO
	S, Lepido.

LEPIDO
Il vostro serpente d'Egitto nasce dal vostro fango per opera del vostro sole: e cos il vostro coccodrillo.

ANTONIO
Proprio cos.

POMPEO
Sedete - e del vino! Alla salute di Lepido!

LEPIDO
Non mi sento bene come dovrei: ma non mi tiro indietro.

ENOBARBO
Non finch non ci avrete dormito su: fino allora non ci passer la sbornia.

LEPIDO
Eh gi. Ho sentito che le piramidi dei Tolomei son cose bellissime: l'ho sentito senza tema di smentita.

MENAS (.A parte a Pompeo..)
Pompeo, una parola.

POMPEO (.A parte a Menas..)
Dimmela in un orecchio. Che c'?

MENAS (.A parte a Pompeo..)
Lascia il sedile, per un momento, ti prego, capitano, e ascoltami.

POMPEO (.A parte a Menas..)
Aspetta un momento. Brindo a Lepido!

LEPIDO
Che specie di bestia  il vostro coccodrillo?

ANTONIO
Ha una forma uguale alla sua, signore, ed  grande quanto la sua grandezza;  alto proprio quant' alto, e si muove coi suoi organi. Vive di ci che lo nutre, e quando non ha pi gli elementi vitali, trasmigra.

LEPIDO
Di che colore ?

ANTONIO
Del suo colore.

LEPIDO
 un rettile straordinario.

ANTONIO
Gi, e le sue lacrime sono bagnate.

CESARE
Gli baster questa descrizione?

ANTONIO
Con tutti i brindisi che gli fa Pompeo... se no  un vero epicureo.

POMPEO (.A parte a Menas..)
	Va' sulla forca, va'! Parlarmi di questo? Via!
	Fa' come ti dico. - Dov' la coppa che ho chiesto?

MENAS (.A parte a Pompeo..)
Se per i miei meriti vorrai ascoltarmi, alzati dal sedile.

POMPEO (.A parte a Menas..)
Credo tu sia ammattito. Che cosa c'?
(.S'alza e va da parte..)

MENAS
	Alle tue fortune ho sempre fatto tanto di cappello.

POMPEO
	Mi hai sempre servito fedelmente.
	Che altro hai da dire? Allegri, signori.

ANTONIO
	Da queste sabbie mobili, Lepido,
	tienti alla larga, o ci affonderai.

MENAS
	Vuoi essere padrone del mondo intero?

POMPEO
	Che dici?

MENAS
		Per la seconda volta,
	vuoi essere padrone del mondo intero?

POMPEO
	E come?

MENAS
		Accogli solo l'idea,
	e bench tu mi creda povero, sar io
	a darti il mondo intero.

POMPEO
				Hai bevuto?

MENAS
	No, Pompeo, mi sono astenuto dal bere.
	Se solo osi, sarai Giove in terra.
	Tutto ci che l'oceano circonda
	o il cielo abbraccia, se vuoi sar tuo.

POMPEO
	Mostrami come.

MENAS
			Questi triumviri, tuoi soci,
	sono sulla nave. Io taglio gli ormeggi,
	e al largo, saltiamogli alla gola;
	e tutto sar tuo.

POMPEO
			Dovevi farlo,
	e non parlarmene!  un'infamia,
	per me, mentre per te sarebbe stato
	rendermi un buon servigio. Devi sapere
	che non  il mio profitto a guidare
	il mio onore, ma il contrario. Pentiti
	che la tua lingua cos abbia tradito
	la tua azione. Se fatta senza dirmelo,
	dopo l'avrei trovata ben fatta; ma ora
	devo condannarla. Desisti, e bevi.

MENAS (.A parte..)
	E allora io pi non seguir
	la tua fortuna indebolita. Chi cerca
	e non la prende, quand'abbia l'occasione,
	non la ritrover mai pi.

POMPEO
				Brindo a Lepido!

ANTONIO
	Portalo a terra. Brinder io per lui, Pompeo.

ENOBARBO
	E quest' per te, Menas.

MENAS
	Benvenuto, Enobarbo.

POMPEO
	Riempite le coppe fino a traboccare!

ENOBARBO
	Ecco un uomo robusto, Menas.
(.Indica il servo che porta via Lepido..)

MENAS
	Perch?

ENOBARBO
	Porta un terzo del mondo: non vedi?

MENAS
	Allora un terzo del mondo  ubriaco:
	lo fosse interamente, tutto filerebbe liscio!

ENOBARBO
	Bevi; aumentiamo la baldoria.

MENAS
	Avanti.

POMPEO
	Non  ancora una festa alessandrina.

ANTONIO
	Ma vi si avvicina. Spillate i barili!
	Alla salute di Cesare!

CESARE
				Ne farei a meno.
	 gran fatica, lavarsi il cervello,
	e quello ti si intorbida.

ANTONIO
				Adguati
	alle circostanze.

CESARE
			Dminale, io dico.
	Ma meglio digiunar per quattro giorni,
	che bere tanto in uno solo.

ENOBARBO (.Ad Antonio..)
				Ah, valoroso generale,
	vogliamo ballare il baccanale egiziano,
	per celebrare le nostre libagioni?

POMPEO
	Ma s, certo, buon soldato!

ANTONIO
	Prendiamoci tutti per mano, finch
	il vino vincitore sprofondi i nostri sensi
	in un morbido e dolcissimo lete.

ENOBARBO
	Tutti per mano. Bombardateci
	con musica fragorosa le orecchie;
	intanto io vi metto ai vostri posti,
	e poi faremo cantare il ragazzo.
	E ciascuno a gran voce il ritornello
	sosterr con quanto fiato ha in corpo.
(.Musica. Enobarbo li mette per mano..)

		CANZONE

	Vieni, tu, signore del vino,
	Bacco paffuto, con l'occhiolino!
	Nei tuoi tini le cure affoghiamo
	Dei tuoi pampini ci incoroniamo.
	Versa, fin che il mondo giri!
	Versa, fin che il mondo giri!

CESARE
	Che volete di pi? Buona notte, Pompeo.
	Caro fratello, prendiamo congedo:
	i nostri gravi impegni aggrottano le ciglia
	a questa leggerezza. Separiamoci,
	gentili signori: come vedete,
	abbiamo fatto avvampare le gote.
	Il forte Enobarbo  pi debole del vino,
	e la mia lingua farfuglia quando parla.
	Questa sfrenata ebbrezza ci ha quasi
	resi tutti buffoni. Perch altre parole?
	Buona notte. Antonio, dammi la mano.

POMPEO
	Vi metter alla prova sulla riva.

ANTONIO
	D'accordo. Stringiamoci la mano.

POMPEO
					Ah, Antonio,
	tu hai la casa di mio padre. Ma...
	non siamo amici? Caliamoci nella scialuppa.

ENOBARBO
	Attenti a non cadere. Menas,
(.Escono tutti tranne Enobarbo e Menas..)
	io non scendo a terra.

MENAS
				No, nella mia cabina.
	Quei tamburi, quelle trombe e flauti! Su!
	Che Nettuno senta che fragoroso addio
	diamo a questi grandi amici! Sonate,
	che vi venga un accidente, sonate!
(.Squilli di tromba e tamburi..)

ENOBARBO
	Oh, dice lui! Ecco il mio berretto.

MENAS
	Oho! Vieni, nobile capitano. (.Escono..)

/:/(ATTO III)



.(Scena prima)


(.Una pianura in Siria..)

.Entra .VENTIDIO, .come in trionfo. (.con .SILIO .e altri romani, ufficiali, soldati;.) .preceduto dalla salma di .PACORO.

VENTIDIO
	Ora sei vinta, terra saettante dei Parti,
	ed ora la fortuna ben contenta
	mi fa vendicare la morte di Marco Crasso.
	Il corpo del figlio del re apra la sfilata
	dell'esercito. Il tuo Pacoro, Orode,
	paga cos per Marco Crasso.

SILIO
					Nobile Ventidio,
	mentre ancora del loro sangue  calda
	la tua spada, incalza i Parti fuggitivi.
	Irrompi in Media, in Mesopotamia,
	dove si rifugian gli sconfitti. Cos
	il tuo supremo comandante Antonio
	ti porr sul carro trionfale, e
	cinger il tuo capo di ghirlande.

VENTIDIO
	Oh, Silio, Silio, ho fatto abbastanza.
	Ricorda che un subalterno pu esorbitare
	con le sue azioni. Impara questo, Silio:
	 preferibile lasciar incompiuta qualcosa
	piuttosto che acquistare gloria troppo alta
	compiendola quando chi serviamo  via.
	Cesare e Antonio hanno sempre vinto
	pi pel tramite dei loro ufficiali
	che non di persona. Il mio pari grado
	in Siria, Sossio, suo luogotenente,
	per la fama rapidamente accumulata
	e che aumentava in continuazione,
	perse il suo favore. Colui che in guerra
	fa pi del proprio capo, diventa capo
	del suo capo; e cos l'ambizione,
	virt del soldato, preferisce una sconfitta
	a una vittoria che lo metta in ombra.
	Potrei far di pi per il bene di Antonio,
	ma ci l'offenderebbe. E nell'offesa
	si annullerebbe ogni mio sforzo.

SILIO
	Tu, Ventidio, possiedi quella dote
	senza la quale ben poco si distinguono
	soldato e spada. Scriverai ad Antonio?

VENTIDIO
	Gli esporr umilmente ci che in nome suo,
	magica parola d'ordine, abbiam compiuto;
	come coi suoi vessilli e le sue truppe ben pagate
	l'imbattuta cavalleria dei Parti
	abbiam scacciata stremata dal campo.

SILIO
	Adesso dov'?

VENTIDIO
			Si dirige su Atene,
	dove con la fretta che ci consentir
	il bottino che portiamo con noi,
	ci presenteremo a lui. Laggi, in marcia! (.Escono..)

/:/(Scena seconda)


(.Roma. Anticamera nel palazzo di Cesare..)

.Entra .AGRIPPA .da una porta, .ENOBARBO .dall'altra..

AGRIPPA
	Come, i fratelli si sono separati?

ENOBARBO
	Si sono sbarazzati di Pompeo,
	che se n' andato. Gli altri tre
	stan suggellando il trattato. Ottavia
	piange perch deve lasciar Roma;
	Cesare  triste e, come dice Menas,
	dopo il banchetto di Pompeo,
	Lepido  afflitto da languidi sospiri.

AGRIPPA
	Quel nobile Lepido!

ENOBARBO
			Un uomo
	degnissimo: oh, come ama Cesare!

AGRIPPA
	Ah, come adora Marcantonio!

ENOBARBO
	Cesare: ecco un uomo come Giove!

AGRIPPA
	E Antonio?  il dio di Giove.

ENOBARBO
	Parlavate di Cesare? L'impareggiabile?

AGRIPPA
	Oh, Antonio, tu araba fenice!

ENOBARBO
	Per lodare Cesare basta dire
	"Cesare", non occorre altro.

AGRIPPA
				Gi,
	li ha subissati entrambi di lodi
	strabilianti.

ENOBARBO
		Ma il suo beniamino
	 Cesare; eppure ama Antonio.
	Ah, non possono cuori lingue e cifre,
	scribi poeti e bardi, pensare dire e numerare,
	scrivere cantare e versificare
	il suo amore per Antonio. Ma quanto a Cesare,
	in ginocchio, in ginocchio, ad ammirare.

AGRIPPA
	Li ama entrambi.

ENOBARBO
			Essi sono le litre,
	ed egli  il loro coleottero. Ah, (.Squilli di tromba da dentro..)
	il segnale di montare a cavallo.
	Addio, nobile Agrippa.

AGRIPPA
				Buona fortuna,
	valoroso soldato, e addio.

.Entrano .CESARE, ANTONIO, LEPIDO .e .OTTAVIA.

ANTONIO
	Basta, mio signore.

CESARE
	Mi strappi una gran parte di me stesso:
	fanne buon uso. Sorella, dimostrati
	una moglie secondo i miei pensieri,
	e che sulla tua riuscita possa impegnarsi
	tutto il mio credito. Nobilissimo Antonio,
	che quest'esempio di virt, posto
	fra noi per cementare il nostro amore
	e tenerlo ben saldo, non si trasformi
	nell'ariete che ne abbatte la fortezza.
	Giacch meglio sarebbe stato amarci
	senza codesto intermediario, se poi
	ad entrambe le parti non star a cuore.

ANTONIO
	Non offendermi con la tua diffidenza.

CESARE
	Ho detto.

ANTONIO
	Anche con tutta la tua pignoleria
	non troverai il minimo pretesto
	per ci che sembri temere. Che quindi
	ti proteggano gli dei, e volgano
	ai tuoi fini il cuore dei romani.
	Qui ci separiamo.

CESARE
	Addio, carissima sorella, addio.
	Gli elementi ti siano propizi, e diano
	al tuo animo ogni conforto! Addio!

OTTAVIA
	Mio nobile fratello!

ANTONIO
	Ha l'aprile negli occhi,  primavera
	dell'amore: e queste sono le pioggette
	che la fanno sbocciare. Sii serena.

OTTAVIA
	Signore, bada bene alla casa
	di mio marito; e...

CESARE
			Che cosa, Ottavia?

OTTAVIA
	Te lo dir in un orecchio.

ANTONIO
	La lingua non obbedisce al suo cuore,
	n il cuore sa come ispirarla:
	cos la soffice piuma del cigno,
	che sta immobile sull'acqua rigonfia
	al culmine della marea, senza
	propendere dall'una o l'altra parte.

ENOBARBO (.A parte ad Agrippa..)
	Cesare piange?

AGRIPPA (.A parte a Enobarbo..)
	Ha un'ombra sul volto.

ENOBARBO (.A parte ad Agrippa..)
	Ne scapiterebbe se fosse un cavallo,
	ma non essendo un uomo.

AGRIPPA (.A parte a Enobarbo..)
				Perch, Enobarbo?
	Quando trov Giulio Cesare morto,
	Antonio pianse a tutto spiano, e a Filippi
	pianse vedendo Bruto ucciso.

ENOBARBO (.A parte ad Agrippa..)
					Quell'anno
	soffr invero di lacrime facili:
	pianse per ci che di proposito distrusse,
	credimi, fino a far piangere anche me.

CESARE
	No, dolce Ottavia, avrai sempre mie notizie;
	non cesser col tempo di pensarti.

ANTONIO
	Suvvia, signore: lotter con te
	con la forza del mio amore: ecco, ti tengo,
	e cos ti lascio, affidandoti agli dei.

CESARE
	Addio: sii felice!

LEPIDO
	Che tutte le stelle innumerevoli
	illuminino il tuo prospero cammino! (.Bacia Ottavia..)

CESARE
	Addio, addio!

ANTONIO
			Addio! (.Squilli di tromba. Escono..)

/:/(Scena terza)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA, IRAS, .e .ALESSA.

CLEOPATRA
	Dov' quell'uomo?

ALESSA
			Ha paura d'entrare.

CLEOPATRA
	Su! Avanti! Vieni qui, messere.

.Entra come prima il messo..

ALESSA
	Maest, Erode di Giudea osa guardarvi
	soltanto quando siete compiaciuta.

CLEOPATRA
	Avr la testa di questo Erode.
	Ma in che modo se  via Antonio,
	grazie al quale io potevo ottenerla?
	Avvicinati.

MESSO
		Graziosissima maest!

CLEOPATRA
	Hai visto Ottavia?

MESSO
			S, temuta regina.

CLEOPATRA
	Dove?

MESSO
	A Roma, signora: l'ho vista in volto,
	condotta fra Antonio e suo fratello.

CLEOPATRA
	 alta come me?

MESSO
	No, signora.

CLEOPATRA
			L'hai sentita parlare?
	Ha la voce alta oppure bassa?

MESSO
	L'ho udita parlare, signora: bassa.

CLEOPATRA
	Non  male. Non potr piacergli a lungo.

CARMIANA
	Piacergli? O Iside,  impossibile!

CLEOPATRA
	Lo penso anch'io, Carmiana: di voce spenta,
	e nanerottola! Ha il passo maestoso?
	Ricordati, se mai hai visto inceder la maest.

MESSO
	Striscia per terra: ferma o che si muova,
	 identico. Mostra un corpo, non gi vita,
	 una statua, non un essere animato.

CLEOPATRA
	Sei sicuro?

MESSO
		O io non so osservare.

CARMIANA
	Tre egizi non sanno osservar meglio.

CLEOPATRA
	 esperto, lo vedo: non c' nulla in lei.
	 uno che sa giudicare.

CARMIANA
				Ottimamente.

CLEOPATRA
	Quanti anni pu avere, ti prego?

MESSO
	Signora, era vedova...

CLEOPATRA
				Vedova? Senti, Carmiana.

MESSO
	E credo abbia trent'anni.

CLEOPATRA
				Ricordi
	il suo volto?  allungato o tondo?

MESSO
	Tondo, anche troppo.

CLEOPATRA
				E il pi delle volte
	chi ha il volto cos  anche sciocco.
	Di che colore, i capelli?

MESSO
				Castani, signora,
	e non potrebbe aver fronte pi bassa.

CLEOPATRA
	Eccoti dell'oro. Non avertela a male
	se prima sono stata cos brusca:
	ti riprender al mio servizio. Trovo
	che sai far bene il tuo lavoro. Va',
	preparati, le nostre lettere son pronte. (.Esce il messo..)

CARMIANA
	Un uomo dabbene.

CLEOPATRA
			S, per davvero.
	Mi pento molto d'averlo tartassato.
	Be', a sentir lui, pare che questa donna
	non sia gran cosa.

CARMIANA
			Nulla di nulla, signora.

CLEOPATRA
	Lui ha visto una regina, e dovrebbe sapere.

CARMIANA
	Ha visto una regina? Per Iside,
	e che altro... servendo voi per tanti anni!

CLEOPATRA
	Ho ancora una cosa da chiedergli, Carmiana:
	ma non importa, lo condurrai da me
	dove scriver; tutto pu andar bene.

CARMIANA
	Ve lo garantisco, signora. (.Escono..)

/:/(Scena quarta)


(.Atene. Stanza in casa di Antonio..)

.Entrano .ANTONIO .e .OTTAVIA.

ANTONIO
	Ma no, ma no, Ottavia, non solo quello...
	quello sarebbe scusabile, quello
	e mille altre cose di simile portata...
	ma ha mosso nuovamente guerra a Pompeo;
	ha fatto testamento, e l'ha letto
	in pubblico: ha s e no parlato di me;
	e quando per forza non ha potuto
	non tributarmi onore, lo ha fatto
	in modo freddo e fiacco, lesinando al massimo.
	Quando gliene fu dato l'estro, l'ignor
	o lo fece a denti stretti.

OTTAVIA
				Mio buon signore,
	non credere a tutto, o se devi,
	non prendere tutto a mal partito.
	Se fra voi due ci sar discordia
	nessuna pi di me sar infelice,
	pregando per l'uno e l'altro di voi.
	Gli dei benigni si burleranno di me,
	che imploro: "Benedite mio marito!"
	e subito rendo vana quella preghiera
	implorando con altrettanto ardore
	"Oh, benedite mio fratello!" Vinca
	il marito, no, il fratello: una preghiera
	annulla l'altra, non c' via di mezzo
	fra i due estremi.

ANTONIO
			Gentile Ottavia,
	che il tuo amore si indirizzi a chi
	meglio vuole conservarlo. Se io
	perdo il mio onore, perdo me stesso:
	meglio non esser tuo, se cos mutilo.
	Ma secondo il tuo stesso desiderio,
	sarai tu stessa il tramite fra noi;
	intanto preparer una guerra tale
	che eclisser tuo fratello. Affrettati;
	cos il tuo desiderio sar esaudito.

OTTAVIA
	Grazie al mio signore. Il potente Giove
	faccia di me cos debole, debole,
	la vostra riconciliatrice! Una guerra
	fra di voi, sarebbe come se nel mondo
	s'aprisse una voragine, e occorressero
	pile di cadaveri per colmarla.

ANTONIO
	Quando ti sar chiaro chi ne  causa,
	su di lui indirizza il tuo sdegno,
	giacch mai le nostre colpe potranno
	equivalersi, s che il tuo amore
	equamente si divida. Preparati
	alla partenza, scegli il seguito,
	ordina qualsiasi spesa, a tuo piacere. (.Escono..)

/:/(Scena quinta)


(.La stessa. Un'altra stanza..)

.Entrano .ENOBARBO .e .EROS, (.incontro.).

ENOBARBO
Ebbene, Eros?

EROS
Son giunte strane notizie, mio signore.

ENOBARBO
Quali?

EROS
Cesare e Lepido han mosso guerra a Pompeo.

ENOBARBO
 cosa vecchia. E l'esito qual ?

EROS
Cesare, dopo essersene servito nelle guerre contro Pompeo, gli nega parit, non vuol farlo compartecipe della gloria dell'impresa e, non fermandosi qui, lo accusa per certe lettere scritte in precedenza a Pompeo; in base alla sua sola accusa, lo fa arrestare, e cos il povero triumviro  sotto chiave, finch la morte non lo liberi della prigionia.

ENOBARBO
	Allora, mondo, hai solo un paio di mascelle,
	e se in mezzo ci butti tutto il cibo che hai,
	se lo macineranno. Dov' Antonio?

EROS
	Passeggia in giardino... cos, e prende a calci
	i fuscelli che incontra sul cammino.
	Esclama "Stupido Lepido!", e minaccia
	di tagliare la gola all'ufficiale
	che ha ucciso Pompeo.

ENOBARBO
				La grande flotta  pronta.

EROS
	Per l'Italia e per Cesare. Inoltre, Domizio,
	il mio signore ti vuole subito: le notizie
	avrei potuto dirtele pi tardi.

ENOBARBO
	Sar cosa da nulla. Ma lascia stare.
	Portami da Antonio.

EROS
				Vieni, signore. (.Escono..)

/:/(Scena sesta)


(.Roma. Casa di Cesare..)

.Entrano .AGRIPPA, MECENATE .e .CESARE.

CESARE
	In spregio a Roma ha fatto tutto questo,
	e peggio ad Alessandria. Ecco come:
	nel foro, su di un palco d'argento,
	lui e Cleopatra davanti a tutti
	sono stati insediati in troni d'oro;
	ai loro piedi stava Cesarione,
	che chiamano figlio di mio padre,
	e tutta la progenie bastarda
	che la loro lussuria ha generato.
	A lei ha dato il governo dell'Egitto,
	l'ha nominata sovrana assoluta
	della bassa Siria, di Cipro, di Lidia.

MECENATE
	E ci pubblicamente?

CESARE
				Nella pubblica piazza,
	dove si fanno le esercitazioni militari.
	L proclam i suoi figli re dei re;
	dette ad Alessandro la Grande Media,
	la Partia e l'Armenia; a Tolomeo
	assegn Siria, Cilicia e Fenicia;
	e nei paramenti della dea Iside
	lei si mostr quel giorno, e spesso prima
	si dice che in tal modo diede udienza.

MECENATE
	Che i romani ne siano informati.

AGRIPPA
	Cos che, gi disgustati della sua insolenza,
	rinuncino alla stima che ne hanno.

CESARE
	Il popolo lo sa; e ora ha ricevuto
	le sue accuse.

AGRIPPA
			E chi accusa?

CESARE
					Cesare:
	perch dopo aver spogliato Sesto Pompeo
	della Sicilia, non gli avremmo assegnato
	la sua parte dell'isola. Inoltre
	dice d'avermi prestato delle navi
	che non gli sono state restituite.
	Da ultimo, si infuria perch Lepido
	 stato deposto dal triumvirato
	e noi ci tratteniamo le sue rendite.

AGRIPPA
	Signore, bisognerebbe rispondergli.

CESARE
	 stato fatto, il messo  gi partito.
	Gli rispondo che Lepido era diventato
	troppo crudele, e che abusava
	della sua alta autorit, meritandosi
	tale cambiamento. Delle mie conquiste
	gli concedo una parte: ma esigo
	altrettanto da lui per la sua Armenia
	e gli altri regni da lui soggiogati.

MECENATE
	Non acconsentir mai.

CESARE
				E allora
	non si consentir alla sua richiesta.

.Entra .OTTAVIA .col suo seguito..

OTTAVIA
	Salve, Cesare! Signori! Carissimo Cesare!

CESARE
	Che mai dovessi chiamarti reietta!

OTTAVIA
	Non l'hai mai fatto, e non ce n' motivo.

CESARE
	Perch arrivi fra noi cos in sordina?
	Non vieni come sorella di Cesare;
	la moglie di Antonio dovrebbe avere
	un esercito intero per araldo,
	nitriti di cavalli che avvisino
	del suo arrivo ben prima che compaia.
	Gli alberi lungo la strada dovevano
	esser carichi di gente, e l'aspettativa
	svenire per il desiderio di ci che s'attendeva.
	S, la polvere doveva levarsi fino al cielo
	per la ressa dei soldati. Tu invece
	giungi a Roma come una ragazza di mercato
	impedendoci di mostrare al mondo
	il nostro affetto: e, se non si mostra,
	esso rischia di non esser ricambiato.
	Ti saremmo venuti incontro per mare e terra,
	accrescendo ad ogni tappa il nostro omaggio.

OTTAVIA
	Buon signore, a venire cos non fui costretta,
	ma l'ho fatto di mia libera scelta.
	Il mio signore, Marcantonio, udendo
	che ti apprestavi a muover guerra,
	ne inform il mio orecchio desolato:
	al che implorai il permesso di tornare.

CESARE
	Che egli subito concesse, per rimuovere
	un ostacolo fra lui e la sua lussuria.

OTTAVIA
	Non dire cos, signore.

CESARE
				Lo tengo d'occhio,
	e il vento mi porta sue notizie.
	Dov', adesso?

OTTAVIA
			Ad Atene, signore.

CESARE
	No, fin troppo offesa sorella. Cleopatra
	gli ha fatto cenno di raggiungerla.
	Ha ceduto il suo regno a una bagascia,
	ed ora essi stanno arruolando
	i re della terra per la guerra. Ha radunato
	Bocco, re di Lidia, Archelao di Cappadocia,
	Filadelfo, re di Paflagonia: Adalla,
	re dei Traci, re Malco d'Arabia,
	il re del Ponto, Erode di Giudea,
	Mitridate, re di Comagene, Polemone ed Aminta,
	i re della Media e di Licaonia,
	ed una sfilza ancor pi ampia di scettri.

OTTAVIA
	Ah, me infelice, col cuore cos diviso
	fra due amici che si osteggiano!

CESARE
	Sii qui la benvenuta: le tue lettere
	han ritardato la nostra rottura
	finch non fu chiaro che tu eri ingannata,
	e noi in pericolo per la nostra negligenza.
	Su, fatti coraggio! Non lasciarti turbare
	dai fatti che mettono a dura prova
	la tua felicit, ma senza pianti
	lascia che le cose stabilite dal destino
	seguano il loro corso. Benvenuta a Roma,
	tu che pi di tutto mi sei cara; oltraggiata
	pi di quanto si possa concepire!
	Ma gli alti dei, per renderti giustizia,
	fanno di noi, e di quelli che ti amano,
	i loro ministri. Sta' di buon animo,
	e sii sempre fra noi la benvenuta.

AGRIPPA
	Benvenuta, signora.

MECENATE
			Benvenuta.
	Tutti a Roma vi amano e compiangono:
	solo l'adultero Antonio, sfrenato
	nei suoi abomini, vi scaccia via,
	e cede la sua grande autorit a una baldracca
	che contro di noi lo conclama.

OTTAVIA
					 cos?

CESARE
	Sicuro. Benvenuta, sorella. Ti prego,
	sii sempre paziente, mia carissima. (.Escono..)

/:/(Scena settima)


(.Vicino ad Azio. Campo di Antonio..)

.Entrano .CLEOPATRA .e .ENOBARBO.

CLEOPATRA
	Far i conti con te, non dubitare.

ENOBARBO
	Ma perch, perch, perch?

CLEOPATRA
	Ti sei opposto a che partecipassi
	a questa guerra, e dici che non  opportuno.

ENOBARBO
	E lo , forse, lo ?

CLEOPATRA
	Se anche non fosse dichiarata a me,
	perch non dovrei parteciparvi di persona?

ENOBARBO (.A parte..)
	Potrei rispondere: se militassimo
	con cavalli e giumente in compagnia,
	i cavalli sarebbero perduti: le giumente
	porterebbero via cavallo e cavaliere.

CLEOPATRA
	Cos' che dici?

ENOBARBO
	La vostra presenza deve per forza
	imbarazzare Antonio, distraendo
	dal suo cuore, dalla sua mente e tempo
	ci che non ne va distolto. Gi a Roma
	 tacciato di leggerezza, e dicono
	che Fotino, l'eunuco, e le vostre donne
	conducon questa guerra.

CLEOPATRA
				Sprofondi Roma,
	e crepino le sue male lingue!
	Ho una responsabilit in questa guerra
	e come capo del mio regno vi comparir
	come un uomo. Non fare obiezioni,
	non rester indietro.

.Entrano .ANTONIO .e .CANIDIO.

ENOBARBO
			Be', io ho finito,
	viene il comandante.

ANTONIO
			Non  strano, Canidio,
	che da Taranto, e da Brindisi
	con tanta celerit abbia tagliato
	il mar Ionio e conquistato Torna?
	Ne hai avuto notizia, mia cara?

CLEOPATRA
	Nessuno ammira la rapidit
	pi dei pigri.

ANTONIO
			Un buon rimprovero,
	adatto anche al miglior soldato,
	prendersela con l'ignavia. Noi, Canidio,
	gli daremo battaglia sul mare.

CLEOPATRA
					Sul mare, e cos'altro?

CANIDIO
	Perch vuol fare questo il mio signore?

ANTONIO
	Perch lui ci sfida a farlo.

ENOBARBO
				Ma anche voi
	lo avete sfidato a singolar tenzone.

CANIDIO
	S, e a ingaggiar battaglia a Farsalia,
	dove Cesare combatt con Pompeo.
	Ma egli respinge queste profferte
	che non si risolvono a suo vantaggio,
	e altrettanto dovreste fare voi.

ENOBARBO
	Le vostre navi son male equipaggiate,
	i marinai sono mulattieri, mietitori,
	gente arruolata a forza in tutta fretta.
	Cesare ha nella sua flotta quelli
	che si son spesso cimentati con Pompeo;
	le loro navi son leggere, le vostre pesanti.
	Non incorrerete in alcun disonore
	rifiutando d'affrontarlo per mare:
	la nostra forza  per terra.

ANTONIO
				Sul mare, sul mare.

ENOBARBO
	Nobilissimo signore, in questo modo
	gettate via la superiorit assoluta
	che avete per terra, dividete l'esercito,
	che consiste soprattutto di fanti
	ben provati, non mettete a partito
	la vostra rinomata perizia militare,
	rinunciate alla via che porta al successo
	affidando tutto alla sorte e al caso
	invece che a una strada sicura.

ANTONIO
	Dar battaglia per mare.

CLEOPATRA
	Io ho sessanta navi. Cesare niente di meglio.

ANTONIO
	Bruceremo le navi in sovrappi,
	e con il resto ben equipaggiato
	al promontorio di Azio bloccheremo
	l'avanzata di Cesare. E se non vi riusciamo,
	lo potremo allora fare per terra.

.Entra un messo..

					Che c'?

MESSO
	La notizia  sicura, signore: Cesare
	 avvistato, ha preso Torna.

ANTONIO
	Come pu essere gi l?  impossibile...
	 gi strano che vi sia il suo esercito.
	Canidio, tu comanderai per terra
	le nostre diciannove legioni e i nostri
	dodicimila cavalieri. Noi, sulla nave:
	andiamo, mia Tetide!

.Entra un soldato..

				Ebbene, soldato?

SOLDATO
	Nobile comandante, non per mare,
	non affidatevi al legname marcito;
	non avete fiducia di questa mia spada,
	e di queste mie ferite? Che egizi
	e fenici vadano per acqua: noi
	abbiam sempre vinto stando sulla terra
	battendoci piede contro piede.

ANTONIO
					Su, su, andiamo!
(.Escono Antonio, Cleopatra e Enobarbo..)

SOLDATO
	Per Ercole, credo d'aver ragione io.

CANIDIO
	S, soldato: ma tutta la sua azione
	non procede dalla sua forza effettiva:
	cos il nostro condottiero viene condotto,
	e noi uomini siamo in mano alle donne.

SOLDATO
	Voi guidate per terra le legioni
	e tutta la cavalleria, non  vero?

CANIDIO
	Marco Ottavio, Marco Giusteio,
	Celio e Publicola vanno sul mare:
	ma noi ci teniamo uniti per terra.
	Questa rapidit di Cesare ha dell'incredibile.

SOLDATO
	Mentr'era ancora a Roma, fece uscire
	l'esercito in piccoli distaccamenti
	tali da ingannare le spie.

CANIDIO
				Hai sentito
	chi  il suo luogotenente?

SOLDATO
				Dicono un certo Tauro.

CANIDIO
	Lo conosco bene.

.Entra un messo..

MESSO
	Il comandante chiama Canidio.

CANIDIO
	Il tempio gravido di notizie ha le doglie
	e ad ogni minuto ne sforna qualcuna. (.Escono..)

/:/(Scena ottava)


(.Pianura vicino ad Azio..)

.Entrano .CESARE (.e .TAURO) .col suo esercito, in marcia..

CESARE
	Tauro!

TAURO
	Mio signore?

CESARE
	Nessun attacco per terra, restate uniti,
	non provocate battaglia finch non avremo
	concluso per mare. Attenetevi
	agli ordini che sono qui specificati.
	La nostra sorte dipende da quest'alea. (.Escono..)

/:/(Scena nona)


(.Pianura vicino ad Azio..)

.Entrano .ANTONIO .ed .ENOBARBO.

ANTONIO
	Schieriamo gli squadroni su quel fianco
	del colle, in faccia all'esercito di Cesare,
	da dove possiamo vedere il numero
	delle navi, e regolarci in conseguenza. (.Escono..)

/:/(Scena decima)


(.Pianura vicino ad Azio..)

CANIDIO .marcia con l'esercito di fanti da un lato del palcoscenico, e. TAURO, .luogotenente di .CESARE, .dall'altro. Dopo la loro uscita, si ode il fragore d'una battaglia navale..

.Squilli di tromba. Entra .ENOBARBO.

ENOBARBO
	Tutto  perduto, perduto, perduto!
	Non posso pi guardare. L'Antoniade,
	l'ammiraglia egizia, inverte la rotta
	e fugge con le altre sessanta navi.

.Entra .SCARO.

SCARO
	Di e dee, e tutto il loro sinodo!

ENOBARBO
	Perch ti disperi?

SCARO
			Il grande arco del mondo
	 perduto per mera stupidaggine;
	ci siam giocati coi baci, regni e province.

ENOBARBO
	Come si presenta la battaglia?

SCARO
					Per noi
	come la peste con i suoi bubboni,
	che porta morte sicura. Quella sfondata
	cavallaccia egiziana - se la divori la lebbra! -
	nel bel mezzo della battaglia,
	quando le sorti, come due gemelle,
	erano pari pari, anzi maggior la nostra,
	morsa dal tafno, come una vacca in giugno,
	alza le vele e fugge!

ENOBARBO
				L'ho veduto:
	e gli occhi mi si sono rivoltati
	a quella vista, e non son riusciti
	a guardare pi.

SCARO
			Appena lei ebbe orzato,
	Antonio, nobile rovina della sua malia,
	spiega al vento le sue ali marine,
	e come un germano infatuato le corre dietro,
	quando la battaglia  proprio al culmine.
	Non ho mai visto una vergogna simile.
	Mai prima esperienza, virilit, onore,
	sono stati profanati in tal maniera.

ENOBARBO
	Ahim, ahim!

.Entra .CANIDIO.

CANIDIO
	La nostra fortuna in mare  rimasta
	senza fiato, e va malauguratamente a picco.
	Se il nostro generale fosse stato
	quel che sapeva di essere, finiva bene:
	cos ci ha dato l'esempio obbrobrioso della fuga!

ENOBARBO
	Ah, siete a questo punto! Allora s,
	davvero buonanotte!

CANIDIO
				Sono fuggiti al Peloponneso.

SCARO
	 facile arrivarci, e l aspetter
	gli sviluppi.

CANIDIO
		Consegner a Cesare
	le mie legioni e la cavalleria. Gi sei re
	mi indicano la strada della resa.

ENOBARBO
	Io invece seguir ancora
	le sorti compromesse di Antonio, sebbene
	la ragione col vento mi dia contro. (.Escono..)

/:/(Scena undicesima)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .ANTONIO .col seguito..

ANTONIO
	Ascoltate, la terra mi ingiunge
	di non camminarci pi sopra. Si vergogna
	di portarmi. Venite qui, amici:
	mi sono tanto attardato nel mondo,
	da perdere la strada. Ho una nave
	carica d'oro, prendetela e spartitelo:
	fuggite, e fate la pace con Cesare.

TUTTI
	Fuggire? Non noi!

ANTONIO
	Io sono fuggito da me stesso, io
	ho insegnato ai codardi a darsela a gambe
	e a mostrar le spalle. Andate via,
	amici, mi sono deciso a un passo
	che non ha bisogno di voi. Andate,
	il mio tesoro  nel porto. Prendetelo;
	oh, ho seguito un corso che mi fa arrossire,
	i miei stessi capelli s'azzuffano:
	quelli bianchi rinfacciano ai castani
	la precipitazione, e questi a quelli
	paura e infatuazione. Andatevene,
	amici, riceverete mie lettere
	per amici che vi spianeranno la strada.
	Vi prego, non mostratevi cos tristi,
	e non datemi risposte riluttanti,
	ma cogliete il destro che vi offre
	la mia disperazione. Abbandonate
	chi abbandona se stesso: dritti alla spiaggia,
	vi consegner quella nave e quel tesoro.
	Lasciatemi per un po', vi prego: s,
	ora vi prego, lasciatemi solo:
	perduta ogni mia autorit
	mi tocca infatti pregare. A tra poco. (.Siede..)

.Entrano .CLEOPATRA .sorretta da .CARMIANA .e .EROS; (.le segue .IRAS).

EROS
	Su, gentile signora, andate a confortarlo.

IRAS
	S, carissima regina.

CARMIANA
	Suvvia, che altro resta?

CLEOPATRA
	Fatemi sedere. Oh, Giunone!

ANTONIO
	No, no, no, no, no.

EROS
	Vedete chi c', signore?

ANTONIO
	Vergogna, vergogna, vergogna!

CARMIANA
	Signora!

IRAS
	Signora! Buona regina!

EROS
	Signore, signore!

ANTONIO
	S, mio signore, s: egli a Filippi
	teneva la spada come un ballerino,
	mentr'io colpivo il magro e grinzo Cassio;
	fui io a finire lo scatenato Bruto.
	Lui combatteva solo per procura,
	e non aveva pratica di guerra,
	con le magnifiche truppe: e adesso...
	Ma non importa.

CLEOPATRA
			Ah, statemi vicine.

EROS
	La regina, signore, la regina.

IRAS
	Andate da lui, regina, parlategli.
	Non  pi lui per la vergogna.

CLEOPATRA
	Avanti, sostenetemi: oh!

EROS
	Alzatevi, nobilissimo signore,
	la regina s'accosta a capo chino,
	la ghermir la morte, se non la confortate.

ANTONIO
	Ho distrutto la mia reputazione,
	ed  il traviamento pi ignobile.

EROS
	Signore, la regina.

ANTONIO
	Oh, dove mi hai condotto, egizia?
	Vedi come nascondo la mia vergogna
	ai tuoi occhi, rivolgendo lo sguardo
	a ci che mi son lasciato dietro,
	distrutto dal disonore.

CLEOPATRA
				Signore, mio signore,
	perdona le mie vele pusillanimi!
	Non pensavo che mi avresti seguita.

ANTONIO
	Sapevi bene, egizia, che il mio cuore
	era avvinto coi lacci al tuo timone,
	e tu mi avresti rimorchiato. Sapevi
	che dominavi il mio animo, che
	un tuo cenno bastava a sottrarmi
	agli ordini stessi degli di.

CLEOPATRA
				Ah, perdono!

ANTONIO
	Adesso devo mandare umili proposte
	a quello sbarbatello, tergiversare
	e barcamenarmi con gli espedienti
	di chi  caduto in basso, io che prima
	giocavo a piacimento con met del globo,
	facendo e disfacendo fortune. Tu sapevi
	fino a che punto ero soggiogato,
	e che la mia spada, indebolita dall'amore,
	l'avrebbe obbedito in ogni cosa.

CLEOPATRA
	Perdono, perdono!

ANTONIO
	Non versare una lacrima, ti dico;
	una di esse vale tutto ci
	che si pu perdere e vincere:
	dammi un bacio, basta a ripagarmi.
	Abbiamo inviato il nostro precettore;
	 tornato? Amore, mi sento di piombo:
	del vino, laggi, e le vivande!
	La fortuna sa che pi la disprezziamo
	quanto pi si accanisce coi suoi colpi. (.Escono..)

/:/(Scena dodicesima)


(.Egitto. Campo di Cesare..)

.Entrano .CESARE, AGRIPPA, DOLABELLA (.e .TIDIA), .con altri..

CESARE
	Fate entrare l'inviato di Antonio.
	Lo conoscete?

DOLABELLA
			 il suo precettore,
	Cesare, segno che  spennacchiato,
	se manda qui una piuma cos misera
	della sua ala, lui che come messi
	fino a poche lune fa aveva re a bizzeffe.

.Entra il messo di Antonio..

CESARE
	Avvicinati, e parla.

MESSO
			Quale sono,
	vengo da parte di Antonio: finora
	contavo tanto poco per i suoi fini
	quanto la guazza mattutina sulla foglia di mirto
	rispetto al suo gran mare.

CESARE
				Bene, riferisci.

MESSO
	Signore della sua sorte ti saluta,
	e chiede di poter vivere in Egitto;
	se non gli vien concesso, egli mdera
	le sue richieste e fa istanza
	di poter respirar fra cielo e terra
	come privato cittadino ad Atene.
	Questo per lui. Quanto a Cleopatra,
	riconosce la tua grandezza, si sottomette
	al tuo potere e da te implora
	la corona dei Tolomei per i suoi eredi,
	ora alla merc del tuo favore.

CESARE
	Quanto ad Antonio, non ho orecchie
	per la sua richiesta. La regina
	trover ascolto e accoglienza, purch
	scacci dall'Egitto il suo amico infamato,
	o l lo sopprima. Se far questo,
	non avr implorato invano. Cos ai due.

MESSO
	La fortuna ti accompagni!

CESARE
				Scortatelo tra le truppe.
(.Esce il messo..)
	(.A Tidia..) Ora  il momento di mettere alla prova
	la tua eloquenza, presto: dividi
	Cleopatra da Antonio, promettile
	a nome nostro quel che chiede: falle
	altre offerte, di tua invenzione;
	le donne non san resistere nemmeno
	all'apice della fortuna, e il bisogno
	rende spergiura anche l'intatta vestale.
	Usa la tua astuzia, Tidia; decreta
	tu stesso il compenso per le tue fatiche,
	che per noi sar legge.

TIDIA
				Vado, Cesare.

CESARE
	Osserva come Antonio si adatta
	alla sua disgrazia, e cosa pensi
	che il suo comportamento riveli
	nell'esercizio di ogni sua facolt.

TIDIA
	Sar fatto, Cesare. (.Escono..)

/:/(Scena tredicesima)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .CLEOPATRA, ENOBARBO, CARMIANA .e .IRAS.

CLEOPATRA
	Che cosa dobbiamo fare, Enobarbo?

ENOBARBO
	Abbandonarci all'umor nero, e morire.

CLEOPATRA
	 stata colpa di Antonio o nostra?

ENOBARBO
	Solo di Antonio, che alle sue voglie
	ha sottomesso il ben dell'intelletto.
	Che importava che voi abbandonaste
	quel gran teatro di guerra, le cui schiere
	l'una all'altra incutevano paura?
	Perch doveva seguirvi? La fregola
	non avrebbe dovuto intaccare
	la sua qualit di comandante
	proprio quando una met del mondo
	affrontava l'altra, e lui era l'unico
	motivo di contesa. Fu una vergogna
	non minore della sua sconfitta, seguire
	le vostre bandiere spiegate in fuga
	e lasciare la flotta sbalordita.

CLEOPATRA
					Ti prego, basta.

.Entra il messo, con .ANTONIO.

ANTONIO
	 questa la sua risposta?

MESSO
S, mio signore.

ANTONIO
	Dunque la regina trover indulgenza
	se si sbarazzer di noi.

MESSO
				Cos dice.

ANTONIO
	Dillo a lei. A quel ragazzino di Cesare
	manda questa testa brizzolata, ed egli colmer
	ogni tuo desiderio di principati.

CLEOPATRA
					Quella testa, mio signore?

ANTONIO
	Torna da lui, e digli che ha su di s
	la rosa della giovinezza, e che il mondo
	potrebbe aspettarsi cose strepitose;
	le sue monete, le sue navi e legioni
	possono anche essere quelle d'un codardo,
	ma i suoi ministri vincerebbero lo stesso,
	tanto al servizio d'un fanciullo
	quanto sotto il comando di Cesare.
	Perci lo sfido a mettere da parte
	la vistosa superiorit di cui gode
	e a battersi con me cos in declino
	spada contro spada, in singolar tenzone.
	Glielo scriver: seguimi. (.Escono Antonio e il messo..)

ENOBARBO (.A parte..)
				S,  probabile!
	Cesare, il capo di un grande esercito,
	rinuncer alla sua felice posizione
	per esibirsi con uno spadaccino!
	Vedo che il giudizio dell'uomo segue
	la sua fortuna, e che i fatti esteriori
	influiscono sulle qualit interiori,
	compromettendole in egual misura,
	se uno ridotto come lui pu illudersi,
	conoscendo qual  la situazione,
	che Cesare nella sua pienezza si misuri
	con la sua pochezza. Cesare, hai soggiogato
	anche il suo cervello!

.Entra un servo..

SERVO
				Un messo di Cesare.

CLEOPATRA
	Come, niente pi cerimoniale? Vedete,
	donne, dinanzi alla rosa sfiorita
	si turano il naso anche quelli che prima
	ne adoravano i boccioli. Sia ammesso, messere. (.Esce il servo..)

ENOBARBO (.A parte..)
	Io e la mia onest qui cominciamo
	a litigare. La lealt fedelmente serbata
	a chi  fuor di senno, rende quella fedelt
	mera follia: eppure colui che ha la forza
	di seguire lealmente un principe caduto,
	conquista chi abbia vinto il suo signore
	e si guadagna un posto nella storia.

.Entra .TIDIA.

CLEOPATRA
	Il volere di Cesare.

TIDIA
				Ascoltatelo in privato.

CLEOPATRA
	Qui siamo tra amici: parla apertamente.

TIDIA
	Magari sono amici di Antonio.

ENOBARBO
	Gliene occorrono quanti ne ha Cesare,
	senn non gli serviamo neanche noi.
	Se Cesare vuole, il nostro signore
	non vede l'ora di ritornare suo amico:
	quanto a noi, lo sapete, noi siamo
	di chi  lui, vale a dire di Cesare.

TIDIA
	Bene. Ecco allora, illustre regina,
	Cesare vi prega di considerare non tanto
	la vostra condizione, ma che lui  Cesare.

CLEOPATRA
	Prosegui.  un parlare da re.

TIDIA
	Egli sa che vi siete unita ad Antonio
	non tanto per amore, ma per paura.

CLEOPATRA
						Ah!

TIDIA
	Perci commisera le ferite al vostro onore
	come macchie dovute a una violenza,
	e non meritate.

CLEOPATRA
			Egli  un dio,
	e sa ci che  vero. Il mio onore
	non fu concesso, ma preso con la forza.

ENOBARBO (.A parte..)
	Per esserne sicuro, lo chieder
	ad Antonio. Ah, mio signore, signore:
	da tante parti fa acqua la tua barca
	che noi dobbiamo lasciarti affondare
	se anche chi ti  pi cara ti abbandona. (.Esce..)

TIDIA
	Devo riferire a Cesare le vostre richieste?
	Egli quasi implora che gli si chiedano grazie.
	Gli piacerebbe molto che delle sue fortune
	voi faceste un bastone a cui appoggiarvi.
	Ma gli colmerebbe l'animo di gioia
	sentir da me che avete abbandonato Antonio
	mettendovi sotto la sua protezione,
	di lui che  signore dell'universo.

CLEOPATRA
	Come vi chiamate?

TIDIA
				Mi chiamo Tidia.

CLEOPATRA
	Messo gentile, da parte mia
	dite questo al grande Cesare: bacio
	la sua mano vincitrice; sono pronta
	a deporre la mia corona ai suoi piedi
	e a inginocchiarmi l; ditegli
	che dalla sua voce sovrana attendo
	di conoscere il destino d'Egitto.

TIDIA
	 il vostro pi nobile proposito.
	Se la saggezza si sposa alla fortuna,
	e la prima osa solo ci che pu,
	nulla pu scuoterla. Datemi licenza
	di deporre il mio omaggio sulla vostra mano.

CLEOPATRA
	Il padre del vostro Cesare spesso,
	dopo aver meditato la conquista di regni,
	pos le sue labbra su questa indegna mano,
	e piovevano baci.

(.Ri-.).entrano .ANTONIO .e .ENOBARBO.

ANTONIO
	Favori? Per Giove tonante! Tu chi sei,
	gaglioffo?

TIDIA
		Uno che esegue gli ordini
	dell'uomo pi potente e pi degno
	di essere obbedito.

ENOBARBO (.A parte..)
			Sarai frustato.

ANTONIO
	Avvicinati! Ah, avvoltoio! Ora,
	per gli dei e tutti i diavoli,
	la mia autorit si dissolve;
	prima, quando gridavo "Ol!",
	come ragazzi che fanno a riffa raffa
	si presentavano re, esclamando
	"Agli ordini!" Non avete orecchi?
	Sono ancora Antonio.

.Entrano servi..

				Portate via
	questo gaglioffo e frustatelo.

ENOBARBO (.A parte..)
Meglio giocare con un leoncino giovane che con un vecchio leone morente.

ANTONIO
	Luna e stelle, frustatelo! Si trattasse
	di venti dei maggiori tributari
	soggetti a Cesare, e li trovassi
	a prendersi tanta licenza con la mano
	di questa... come si chiama, lei che era
	Cleopatra? Frustatelo, miei fidi,
	finch non gli vedrete storcere la faccia
	come un bambino, e piangendo implorare
	piet. Portatelo via di qui.

TIDIA
				Marcantonio!

ANTONIO
	Trascinatelo via: e dopo averlo frustato
	riportatelo qui: questo cialtrone di Cesare
	gli porter un nostro messaggio. (.Escono i servi con Tidia..)
	Eri mezza sfiorita gi quando ti conobbi, no?
	E io ho lasciato intatto il mio guanciale
	a Roma, rinunciato a una legittima progenie,
	ed a una gemma di donna, per essere tradito
	da una che getta occhiate ai servi?

CLEOPATRA
	Mio buon signore...

ANTONIO
				Sei sempre stata
	ingannatrice. Ma quando ci induriamo
	nel vizio - oh, che miseria! - gli dei sapienti
	ci cuciono gli occhi, nel nostro stesso lezzo
	cacciano il nostro limpido giudizio,
	ci fanno adorare i nostri errori
	e ci ridono dietro mentre pavoneggiandoci
	ci avviamo alla rovina.

CLEOPATRA
				Ah, siamo giunti a questo?

ANTONIO
	Ti ho trovata come un boccone freddo
	sul piatto di Cesare morto: anzi,
	eri un rimasuglio di Gneo Pompeo,
	senza contare le ore lascive, ignorate
	dalla fama popolare, che hai spiluccato
	per la tua lussuria. Sono infatti sicuro
	che anche se puoi immaginare cosa sia
	la temperanza, non sai proprio cos'.

CLEOPATRA
	Perch tutto ci?

ANTONIO
			Permettere a un tizio
	che accetta mance e dice "Dio vi ricompensi"
	di prendersi familiarit col mio trastullo,
	la tua mano, questo sigillo regale
	e pegno di nobili cuori! Ah, foss'io
	sulla collina di Basan, a soverchiare
	il muggito del gregge dei cornuti,
	ch ne ho fieri motivi; e proclamarli
	con buona grazia sarebbe come avere
	il cappio al collo e ringraziare il boia
	per la sua destrezza.

(.Ri-.).entra un servo con .TIDIA.

				L'avete frustato?

SERVO
	Per bene, mio signore.

ANTONIO
				Ha urlato? chiesto perdono?

SERVO
	Ha chiesto grazia.

ANTONIO
			Se tuo padre  vivo
	rimpianga che tu non fossi una figlia;
	e tu pntiti di seguire Cesare
	nel suo trionfo, perch hai assaggiato la frusta
	per averlo seguito. D'ora in poi
	la candida mano di una signora
	ti metta la febbre addosso, trema
	solo a guardarla. Torna da Cesare,
	raccontagli dell'accoglienza: guarda di dirgli
	che mi fa andare in collera con lui,
	assumendo l'aria superba e sprezzante,
	insistendo su ci che io sono ora,
	e non su quel che sa che ero. Mi fa adirare,
	ed ora  facilissimo riuscirvi,
	ora che le buone stelle, mia guida un tempo,
	han lasciato vuoti i loro cieli, schizzando
	i loro fuochi nell'abisso dell'inferno.
	Se non gli garba quel che ho detto e fatto,
	digli che ha Ipparco, il mio liberto,
	che pu frustare, impiccare o torturare
	quanto vuole, per fare pari. Aizzalo tu stesso.
	Via di qui, con le tue frustate, vattene! (.Esce Tidia..)

CLEOPATRA
	Hai finito?

ANTONIO
		Ahim, la nostra luna terrena
	ora s' eclissata, e presagisce
	soltanto la caduta di Antonio!

CLEOPATRA
	Devo aspettare che ritorni in s.

ANTONIO
	Per blandire Cesare, fai gli occhi dolci
	a uno che gli allaccia le stringhe?

CLEOPATRA
	Non mi conosci ancora?

ANTONIO
				Cos gelida con me?

CLEOPATRA
	Ah, caro, se cos fosse, che il cielo
	dal gelo del mio cuore generi grandine,
	l'avveleni alla fonte, e scagli il primo chicco
	nel mio seno, e come quello si scioglie
	cos si dissolva la mia vita; il secondo
	colpisca Cesarione, finch gradualmente
	tutta la discendenza del mio grembo
	con tutti i miei magnifici egiziani,
	squagliandosi quella tempesta di grandine,
	giaccia insepolta, finch le mosche
	e le zanzare del Nilo l'abbian divorata!

ANTONIO
	Cos mi piace. Cesare ora  accampato
	ad Alessandria, dove mi opporr
	al suo destino. Le nostre forze di terra
	hanno tenuto valorosamente, anche
	la nostra flotta dispersa s' riunita,
	e solca il mare minacciosa. Dov'eri,
	mio coraggio? Mi senti, mia signora?
	Se ancora una volta ritorner dal campo
	a baciare queste labbra, sar coperto di sangue,
	io e la mia spada avremo meritato gloria.
	C' ancora speranza!

CLEOPATRA
				Ecco il mio signore coraggioso.

ANTONIO
	Triplicher i miei muscoli, il mio cuore,
	il mio fiato, e combatter come una furia.
	Quando passavo ore felici e fortunate,
	da me si otteneva salva la vita
	per uno scherzo: ora stringer i denti,
	e caccer nella tenebra infernale
	chiunque mi ostacoli. Su, vieni,
	faremo un'altra notte di festa,
	chiamate tutti i miei tristi capitani,
	riempiteci ancora una volta le coppe;
	ci burleremo del rintocco di mezzanotte.

CLEOPATRA
	Oggi  il mio compleanno: pensavo
	di non festeggiarlo. Ma poich il mio Antonio
	 ritornato ad essere se stesso,
	io torner ad essere Cleopatra.

ANTONIO
	Potremo ancora farcela.

CLEOPATRA
	Tutti i nobili capitani dal mio signore!

ANTONIO
	S, parler con loro, e questa notte
	dalle lor cicatrici far sprizzare il vino.
	Vieni, mia regina, c' ancora vita.
	La prossima volta che scendo in battaglia
	mi far amare dalla morte, perch garegger
	anche con la sua falce pestifera.
(.Escono tutti tranne Enobarbo..)

ENOBARBO
	Adesso vorr abbagliare la folgore:
	mostrarsi cos furioso significa
	aver tanta paura da non provarne pi,
	e in quella condizione una colomba
	assalir lo sparviero. Noto sempre
	che il cervello ottenebrato rid coraggio
	al nostro capitano; se il valore intacca
	la ragione, mangia la spada che impugna.
	Cercher un qualche modo di lasciarlo. (.Esce..)

/:/(ATTO IV)



.(Scena prima)


(.Davanti ad Alessandria. Campo di Cesare..)

.Entrano .CESARE, AGRIPPA, .e .MECENATE, .con l'esercito; .CESARE .legge una lettera..

CESARE
	Mi chiama ragazzo e sbraita, quasi
	avesse la forza di scacciarmi dall'Egitto.
	Ha fatto frustare il mio inviato,
	mi sfida a singolar tenzone, Antonio
	contro Cesare. Sappia il vecchio ruffiano
	che io ho molti altri modi di morire;
	e intanto della sua sfida me ne rido.

MECENATE
	Consideri Cesare che quando uno
	tanto in alto comincia a infuriare
	vuol dire che si sente allo stremo.
	Non dargli respiro, approfitta subito
	della sua frenesia: l'ira non  mai stata
	una buona custode di se stessa.

CESARE
	Sappiano i nostri capi che domani
	intendiamo ingaggiare l'ultima
	di molte battaglie. Nelle nostre schiere
	ce ne sono di quelli che recentemente
	hanno abbandonato Antonio, tanti
	che bastano a catturarlo. Si esegua,
	e si banchetti l'esercito: abbiamo provviste,
	per farlo, e merita che si largheggi.
	Povero Antonio! (.Escono..)

/:/(Scena seconda)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .ANTONIO, CLEOPATRA, ENOBARBO, CARMIANA, IRAS, ALESSA .e altri..

ANTONIO
	Non si batter con me, Domizio?

ENOBARBO
					No.

ANTONIO
	Perch dovrebbe rifiutarsi?

ENOBARBO
					Sentendosi
	in posizione venti volte migliore
	pensa di essere venti a uno.

ANTONIO
					Domani,
	soldato, combatter per mare e terra:
	vivr o laver nel sangue l'onore morente,
	fino a farlo rivivere. Combatterai bene?

ENOBARBO
	Colpir gridando "Tutto per tutto".

ANTONIO
	Ben detto, avanti, chiama i servi di casa,

.Entrano tre o quattro inservienti..

	questa sera si sia liberali a cena.
	Dammi la mano, sei stato proprio onesto.
	E anche tu... e tu... e tu; mi avete
	servito bene, e avuto re per compagni.

CLEOPATRA (.A parte a Enobarbo..)
	Che significa questo?

ENOBARBO (.A parte a Cleopatra..)
	 una di quelle stranezze
	che il dolore fa scaturire dalla mente.

ANTONIO
	E anche tu sei onesto. Vorrei
	poter essere altrettanti uomini
	e che voi foste tutti riuniti in un Antonio,
	per rendervi un servigio pari al vostro.

TUTTI
	Dio ce ne guardi!

ANTONIO
			Ebbene, bravi compagni,
	accuditemi questa sera: non risparmiate
	le coppe, e disponete di me come quando
	anche il mio impero vi era compagno,
	e sottostava al mio comando.

CLEOPATRA (.A parte a Enobarbo..)
	Che cosa ha in mente?

ENOBARBO (.A parte a Cleopatra..)
	Far piangere i suoi seguaci.

ANTONIO
				Servitemi stanotte,
	forse  la fine del vostro servizio,
	magari non mi vedrete pi, oppure
	come un'ombra sconosciuta. Forse domani
	servirete altro padrone. Vi guardo
	come chi prende congedo. Onesti amici,
	io non vi scaccio, ma come un padrone
	sposato al vostro buon servizio, resto
	fino alla morte. Servitemi due ore,
	questa notte, altro non chiedo,
	e che gli dei ve ne rendano merito!

ENOBARBO
	Perch mai, signore, turbarli cos?
	Guardate, piangono, ed io, asino,
	ho gli occhi di cipolla! Vergogna,
	non trasformateci in donnette.

ANTONIO
					Oh, oh!
	Il diavolo mi porti, se lo volevo!
	Grazia divina cresce dove cadono
	quelle gocce, amici di buon cuore:
	mi prendete in senso troppo doloroso,
	io vi parlavo per incoraggiarvi, volevo
	che infiammaste di torce questa notte.
	Sappiate, cari amici, che per domani
	ho grandi speranze, e vi guider
	dove mi aspetto piuttosto vita vittoriosa
	e gloria, non gi morte. A cena, su,
	andiamo, e affoghiamo i pensieri. (.Escono..)

/:/(Scena terza)


(.La stessa. Davanti al palazzo..)

.Entra una compagnia di soldati..

I SOLDATO
	Buonanotte, fratello: domani  il giorno.

II SOLDATO
	Si risolver in un modo o nell'altro.
	Statti bene. Non hai udito nulla,
	per le strade?

I SOLDATO
			No. Che notizie?

II SOLDATO
	Forse  solo una voce. Buonanotte.

I SOLDATO
	Bene. Buonanotte.

.Incontrano altri soldati..

III SOLDATO
	Fate buona guardia, soldati.

I SOLDATO
	Anche tu. Buonanotte, 'notte.
(.Si mettono ai quattro angoli del palcoscenico..)

II SOLDATO
	Noi qui. E se domani la flotta
	avr prospera fortuna, sono sicuro
	che l'esercito terr duro.

I SOLDATO
				 un buon esercito,
	pieno di determinazione.
(.Musica di oboi da sotto il palcoscenico..)

II SOLDATO
				Zitti;
	che cos' questa musica?

I SOLDATO
				Ascoltate...

II SOLDATO
	Ascolta!

I SOLDATO
		Musica per l'aria...

III SOLDATO
	Da sotto terra.

IV SOLDATO
			Un buon segno, no?

III SOLDATO
	No.

I SOLDATO
		Zitti, dico: che significa?

II SOLDATO
	 il dio Ercole, amato da Antonio,
	che ora l'abbandona.

I SOLDATO
				Andiamo a vedere
	se gli altri della scorta sentono
	quel che sentiamo noi.

II SOLDATO
				Allora, soldati? (.Parlano assieme..)

TUTTI
	Allora? Sentite anche voi?

I SOLDATO
					S,
	non  strano?

III SOLDATO
			Sentite o no, soldati?

I SOLDATO
	Seguiamo la musica fin dove arriva
	la nostra guardia. Vediamo se cessa.

TUTTI
	D'accordo.  proprio strano. (.Escono..)

/:/(Scena quarta)


(.La stessa. Stanza del palazzo..)

.Entrano .ANTONIO .e .CLEOPATRA, CARMIANA .e altri del seguito..

ANTONIO
	Eros! La mia armatura, Eros!

CLEOPATRA
	Dormi ancora un po'.

ANTONIO
			No, mia colomba. Eros!
	Presto, la mia armatura, Eros!

.Entra .EROS (.con l'armatura.).

	Su, buon amico, mettimi la corazza:
	se oggi la sorte non ci  amica
	 perch la sfidiamo. Avanti.

CLEOPATRA
					Ors,
	aiuter anch'io. Questo a che serve?

ANTONIO
	Ah, lascia stare, lascia. Tu sei colei
	che mi rinsalda il cuore. No, non cos;
	cos!

CLEOPATRA
		Ah, ti aiuter lo stesso: sta' sicuro.

ANTONIO
	Bene, bene. Ora andr tutto bene.
	Vedi, mio buon amico? Su, anche tu,
	va' a indossare la corazza.

EROS
				Subito, signore.

CLEOPATRA
	Non  affibbiata bene?

ANTONIO
				A meraviglia,
	a meraviglia. Chi la sfibbier
	prima che ci vada di togliercela
	per riposare, incontrer tempesta.
	Sei maldestro, Eros: la mia regina
	 scudiero pi abile di te. Svelto!
	Oh, amore, se oggi potessi vedermi
	combattere, e tu ben conoscessi
	tale regale occupazione, vedresti
	all'opera un artista.

.Entra un soldato armato..

			Buon giorno a te,
	sii il benvenuto, sembri uno
	che conosce il mestiere di soldato:
	per ci che piace, ci alziamo di buonora,
	e lo facciamo con gioia.

SOLDATO
				Un migliaio, signore,
	anche se  presto, han gi indossato
	ben ribadite armature. Aspettano alle porte.
	 (.Urla. Squilli di tromba..)

.Entrano capitani e soldati..

CAPITANO
	 un bel mattino. Buon giorno, generale.

TUTTI
	Buon giorno, generale.

ANTONIO
	Comincia bene, ragazzi. Questo giorno
	come lo spirito d'un giovanotto
	che intende eccellere, comincia di buonora.
	Ecco, cos. Datemi quello. Ben fatto.
	Addio, signora, checch mi accada;
	questo  il bacio d'un soldato: reprensibile. (.La bacia..)
	E meriteremmo censura vergognosa
	se facessimo pi volgari complimenti.
	Ora ti lascio come uomo d'acciaio.
	Voi pronti alla battaglia, seguitemi
	da presso: io vi guider. Addio.
(.Escono Antonio, Eros, capitani e soldati..)

CARMIANA
	Volete ritirarvi nelle vostre stanze?

CLEOPATRA
	Fammi strada. Se ne parte da eroe.
	Se lui e Cesare potessero risolvere
	questa gran guerra a singolar tenzone!
	Allora Antonio... Ma ora... Beh, andiamo. (.Escono..)

/:/(Scena quinta)


(.Alessandria. Campo di Antonio..)

.Squilli di tromba. Entrano .ANTONIO .e .EROS; (.un soldato li incontra.).

SOLDATO
	Gli dei rendano questo un fausto giorno
	per Antonio.

ANTONIO
			Ah, se tu e le tue ferite
	mi avessero allora convinto a battermi
	per terra!

SOLDATO
		Se aveste fatto cos
	i re che si sono rivoltati, e il soldato
	che questa mattina vi ha lasciato
	sarebbero stati sempre al vostro sguito.

ANTONIO
	Chi mi ha lasciato stamattina?

SOLDATO
					Chi?
	Uno a voi sempre vicino. Chiamate
	Enobarbo, e non vi sentir, oppure
	dal campo di Cesare risponder
	"Non sono pi dei vostri".

ANTONIO
				Che cosa dici?

SOLDATO
	Signore,  passato a Cesare.

EROS
					Signore,
	non ha con s n casse n tesoro.

ANTONIO
	Se n' proprio andato?

SOLDATO
				S,  sicuro.

ANTONIO
	Va', Eros, mandagli dietro il tesoro,
	senza trattenere nulla. Te l'ordino.
	Scrivigli - io firmer - addii e bei saluti;
	che vorrei non trovasse pi motivo
	di cambiare padrone. Oh, la mia sorte
	ha corrotto uomini onesti. Presto... Enobarbo. (.Escono..)

/:/(Scena sesta)


(.Alessandria. Campo di Cesare..)

.Squilli di tromba. Entrano .AGRIPPA, CESARE, .con .ENOBARBO .e. DOLABELLA.

CESARE
	Avanza, Agrippa, e ingaggia battaglia.
	Vogliamo che Antonio sia preso vivo:
	rendilo noto.

AGRIPPA
			Cesare, eseguir. (.Esce..)

CESARE
	Il tempo della pace universale
	s'approssima: se questo  un fausto giorno,
	liberalmente il mondo tripartito
	produrr l'ulivo.

.Entra un messo..

MESSO
			Antonio  sceso in campo.

CESARE
	Va', ordina ad Agrippa che in prima linea
	metta chi ha disertato Antonio,
	in modo che egli abbia l'impressione
	di spendere su di s la propria furia.
(.Escono tutti tranne Enobarbo..)

ENOBARBO
	Alessa ha disertato Antonio:
	e giunto in Giudea per suo ordine
	l riusc a convincere il grande Erode
	a passare dalla parte di Cesare,
	abbandonando Antonio. Per questo
	Cesare l'ha fatto impiccare. Canidio
	e gli altri disertori hanno mansioni,
	non onorevole fiducia. Ho agito male,
	e me ne accuso tanto duramente
	che non avr pi gioia.

.Entra un soldato di .CESARE.

SOLDATO
	Enobarbo, Antonio ti ha mandato
	tutto il tuo tesoro, e in sovrappi
	un suo dono generoso. Il messo
	 sotto la mia scorta, e alla tua tenda
	sta ora scaricando i suoi muli.

ENOBARBO
	Te ne faccio dono.

SOLDATO
			Non scherzare, Enobarbo.
	Dico il vero:  meglio che tu scorti
	il messo fuori del campo. L'avrei fatto io,
	ma devo eseguire i miei ordini.
	Il tuo imperatore si comporta come Giove. (.Esce..)

ENOBARBO
	Solo io sono lo scellerato del mondo,
	e sento che lo sono pi di tutti.
	Oh, Antonio, miniera di generosit,
	come avresti ripagato un miglior servizio,
	se cos coroni d'oro la mia infamia!
	Mi scoppia il cuore: se rapida non lo spezza
	l'afflizione, un mezzo ancor pi rapido
	far prima: ma sar l'afflizione,
	lo sento. Io combattere contro di te?
	No, mi cercher un fosso in cui morire:
	il pi sozzo meglio si conviene
	all'ultima parte della mia vita. (.Esce..)

/:/(Scena settima)


(.Campo di battaglia fra i due accampamenti..)

.Squilli di tromba. Tamburi e allarmi. Entrano .AGRIPPA (.e altri.).

AGRIPPA
	Indietro, ci siam spinti troppo avanti:
	Cesare stesso ha il suo bel da fare,
	e la pressione a cui siamo sottoposti
	supera quello che ci aspettavamo. (.Escono..)

.Squilli di tromba. Entrano .ANTONIO .e .SCARO .ferito..

SCARO
	Oh, mio valoroso imperatore, questo
	 combattere! Avessimo fatto cos prima,
	li avremmo ricacciati a casa loro
	col capo fasciato.

ANTONIO
			Tu sanguini abbondantemente.

SCARO
	Avevo una ferita a forma di T,
	ma ora  diventata una H. (.Squilli di ritirata in distanza..)

ANTONIO
	Battono in ritirata.

SCARO
			Li cacceremo nelle latrine,
	ho ancora spazio per altre sei tacche.

.Entra .EROS.

EROS
	Sono sconfitti, signore, e il nostro vantaggio
	equivale a una bella vittoria.

SCARO
	Segnamogli la schiena, becchiamoli
	da tergo come si prendono le lepri.
	 un gusto malmenare chi scappa.

ANTONIO
	Per il tuo vivace incoraggiamento
	avrai una ricompensa, e altre dieci
	per il tuo gran valore. Vienimi dietro.

SCARO
	Seguir zoppicando. (.Escono..)

/:/(Scena ottava)


(.Sotto le mura di Alessandria..)

.Squilli di tromba. Entra ancora .ANTONIO, .in marcia; .SCARO .e altri..

ANTONIO
	Lo abbiamo ricacciato nel suo campo:
	qualcuno corra a informare la regina
	delle nostre gesta. Domani, prima
	che spunti il sole, faremo scorrere il sangue
	che oggi ci  sfuggito. Vi ringrazio tutti,
	per aver combattuto con mano gagliarda,
	non come se serviste una causa,
	ma come se la mia fosse la vostra.
	Ognuno di voi  stato un Ercole.
	Entrate in citt, abbracciate le mogli,
	gli amici, raccontate le nostre imprese
	mentre essi con lacrime di gioia
	vi lavano dalle ferite il sangue rappreso
	e con i baci risanano le piaghe gloriose.

.Entra .CLEOPATRA.

	(.A Scaro..) Dammi la mano: a questa grande maga
	eloger il tuo valore, e ti benedir
	il suo grazie. O tu, luce del mondo,
	cingi il mio collo armato, balza
	con tutti i tuoi ornamenti al mio cuore
	attraverso l'impenetrabile armatura,
	e l cavlcane i battiti in trionfo!

CLEOPATRA
	Re dei re! O grande valoroso, ritorni
	sorridendo, sei sfuggito indenne
	alla grande trappola del mondo?

ANTONIO
	Mio usignolo, li abbiamo ricacciati
	nei loro letti. Ah, bambina mia,
	anche se capelli grigi si mescolano
	a quelli pi giovani e castani,
	abbiamo ancora un cervello che nutre
	i nostri nervi, e pu vincere
	punto per punto i ragazzini. Guarda
	quest'uomo: offri alle sue labbra
	la tua mano che dispensa grazie.
	Baciala, mio guerriero. Oggi s' battuto
	come se in odio agli uomini un dio
	menasse strage sotto il suo sembiante.

CLEOPATRA
	Ti regaler, amico, un'armatura
	tutta d'oro, appartenuta a un re.

ANTONIO
	L'ha meritata, anche se fosse
	tempestata di rubini come il carro
	del sacro Febo. Dammi la mano,
	marceremo allegramente per Alessandria
	portando i nostri scudi intaccati
	come soldati che ne han fatto buon uso.
	Se il nostro palazzo avesse posto
	da accogliere questo nostro esercito
	staremmo a banchetto tutti insieme,
	vuotando le coppe per brindare
	alla fortuna di domani, che promette
	pericoli regali. Trombettieri,
	assordate con strepito di bronzo
	le orecchie della citt, unitevi
	al rullio dei nostri tamburi,
	e per acclamare il nostro arrivo
	al loro fragore facciano eco cielo e terra. (.Escono..)

/:/(Scena nona)


(.Campo di Cesare..)

.Entra una sentinella coi soldati; segue .ENOBARBO.

SENTINELLA
	Se non ci danno il cambio in un'ora
	dobbiamo tornare al corpo di guardia.
	La notte  limpida, e si vocifera
	che alle due del mattino si avr l'attacco.
I SOLDATO
	Ieri  stato un giorno infausto per noi.

ENOBARBO
	Oh, fammi da testimone, notte...

II SOLDATO
	Chi  quest'uomo?

I SOLDATO
			Fermo, ascoltiamo.

ENOBARBO
	Fammi da testimone, benedetta luna,
	quando i traditori nel registro della storia
	verranno ricordati odiosamente:
	sotto i tuoi occhi il povero Enobarbo
	s' pentito.

SENTINELLA
		Enobarbo?

II SOLDATO
				Zitto! Ascoltiamo!

ENOBARBO
	O sovrana signora della malinconia,
	il venefico umidore della notte
	clami addosso, affinch la vita
	ribelle alla mia stessa volont
	pi non mi stia attaccata. Scaglia il mio cuore
	contro la dura pietra della mia colpa,
	che seccata dal dolore si sbricioli
	e ponga termine ai cupi pensieri.
	O Antonio, pi nobile di quanto
	il mio tradimento non sia infame,
	perdonami per ci che ti riguarda,
	ma che il mondo mi metta nel novero
	di chi ha abbandonato il suo capo
	e ha disertato. O Antonio, Antonio!

I SOLDATO
	Parliamogli.

SENTINELLA
		Ascoltiamo quel che dice,
	potrebbe interessare Cesare.

II SOLDATO
	Va bene. Ma dorme.

SENTINELLA
	Direi che  svenuto.
	Una mala preghiera come la sua
	non fu mai preludio al sonno.

I SOLDATO
	Avviciniamoci.

II SOLDATO
			Sveglia, signore,
	sveglia! Su, parlate.

I SOLDATO
			Signore, ci sentite?

SENTINELLA
	L'ha ghermito la mano della morte.
(.Tamburi in lontananza..)
	Ascoltate! I tamburi sommessi
	risvegliano i dormienti. Portiamolo
	al corpo di guardia.  uomo di rango,
	e il nostro turno  finito.

II SOLDATO
	Avanti, allora, pu ancora riaversi.
(.Escono col corpo..)

/:/(Scena decima)


(.Fra i due campi..)

.Entrano .ANTONIO .e .SCARO, .con l'esercito..

ANTONIO
	Oggi fanno preparativi per mare,
	per terra non gli andiamo a genio.

SCARO
	Per tutti e due, signore.

ANTONIO
	Ah, se combattessero nel fuoco o nell'aria,
	li batteremmo anche l. Ma ecco:
	la fanteria sulle colline circostanti la citt
	star con noi (la flotta ha gi gli ordini,
	hanno lasciato il porto), da dove
	potremmo nel modo migliore osservare
	l'assetto di battaglia, e gli sviluppi. (.Escono..)

/:/(Scena undicesima)


(.Fra i due campi..)

.Entra .CESARE .con l'esercito..

CESARE
	A meno che non ci attacchino, per terra
	non ci muoveremo. E andr cos,
	ritengo, perch gli uomini migliori
	li ha sulle galee. Verso le valli,
	per mantenere le posizioni migliori. (.Escono..)

/:/(Scena dodicesima)


(.Fra i due campi..)

.Squilli in lontananza, come di battaglia navale..

.Entrano .ANTONIO .e .SCARO.

ANTONIO
	Ancora non si sono scontrati. Da dove
	si erge quel pino, potr vedere tutto:
	ti avvertir subito di come si mettono le cose. (.Esce..)

SCARO
	Nelle vele di Cleopatra le rondini
	han fatto il nido. Gli uguri dicono
	che non sanno e non possono dir nulla;
	hanno l'aspetto torvo, e non osano
	manifestare i loro responsi. Antonio
	ora  intrepido, ora avvilito
	e a sbalzi l'incerta sua fortuna
	lo fa ora sperare e ora paventare
	per quel che ha e quello che non ha.

(.Ri-.).entra. ANTONIO.

ANTONIO
	Tutto  perduto.
	Quest'infame egiziana mi ha tradito.
	La mia flotta si  arresa al nemico,
	e laggi buttano in aria i berretti
	e sbevazzano assieme come amici
	ritrovatisi dopo tanto tempo.
	Tre volte fedifraga puttana, tu
	mi hai venduto a questo novizio,
	e il mio cuore fa guerra solo a te.
	Di' a tutti di fuggire. Perch quando
	mi sar vendicato di questa ammaliatrice
	avr finito tutto. Digli di fuggire, va'. (.Esce Scaro..)
	O sole, non ti vedr pi sorgere, qui
	si separano Antonio e la fortuna,
	qui, proprio qui, ci stringiamo la mano.
	Tutto ridotto a questo? I cuori
	che mi scodinzolavano alle calcagna,
	e a cui concedevo ogni desiderio,
	si squagliano, e il loro dolciume liquefatto
	colano sul fiorente Cesare: sfrondato
	 questo pino che li sovrastava tutti.
	Sono tradito. Oh, anima falsa d'Egitto!
	Questa fatale incantatrice, che
	con uno sguardo scatenava e revocava
	le mie guerre, nel cui seno trovavo
	coronamento e ultimo mio fine,
	da vera zingara col suo tira e molla
	mi ha abbindolato e portato alla rovina.
	Ehi, Eros, Eros!

.Entra. CLEOPATRA.

	Ah, strega! Vade retro!

CLEOPATRA
				Perch il mio signore
	 cos infuriato con il suo amore?

ANTONIO
	Sparisci, o ti dar quel che ti meriti,
	guastando il trionfo di Cesare. Che ti prenda
	e ti esponga alla plebe urlante;
	segui il suo carro, come la pi grande
	vergogna del tuo sesso. Fatti esibire
	proprio come un vero mostro di natura
	alla pi bassa marmaglia, ai babbei,
	e la paziente Ottavia ti strazi il viso
	con le sue unghie affilate. (.Esce Cleopatra..)
				Fai bene ad andartene.
	se  un bene vivere. Ma meglio
	sarebbe stato cadere sotto la mia furia,
	ch una morte sola avrebbe risparmiato
	molte altre vite. Ehi, Eros, Eros!
	Mi sento addosso la camicia di Nesso;
	insegnami, o mio antenato Alcide,
	il tuo furore. Fa' che io scaraventi
	Lica sulle corna della luna, e con le mani
	che sollevarono la clava pi pesante
	reprima la mia pi fulgida natura.
	Quella strega morr. Mi ha venduto
	al ragazzino romano, e io cado
	per questo complotto. Morr. Eros! (.Esce..)

/:/(Scena tredicesima)


(.Alessandria. Palazzo di Cleopatra..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA, IRAS, MARDIANO.

CLEOPATRA
	Aiutatemi, mie donne! Oh,  pi furioso
	di Aiace a causa dello scudo;
	il cinghiale di Tessaglia non fu mai
	tanto schiumante di rabbia.

CARMIANA
	Al mausoleo, chiudetevi l dentro,
	e mandategli a dire che siete morta.
	Veder sfuggire la grandezza strazia
	come quando anima e corpo si separano.

CLEOPATRA
	Al mausoleo! Mardiano, va' a dirgli
	che mi sono uccisa: riferiscigli
	che l'ultima mia parola fu "Antonio",
	e fallo, ti prego, in modo commovente.
	Va', Mardiano, e portami notizia
	di come prende la mia morte al mausoleo.(.Escono..)

/:/(Scena quattordicesima)


(.La stessa. Altra stanza..)

.Entrano .ANTONIO .e .EROS.

ANTONIO
	Eros, tu mi vedi ancora?

EROS
				S, nobile signore.

ANTONIO
	Alle volte noi vediamo una nuvola
	che sembra un drago, dei vapori, talvolta,
	che somigliano a un orso, o a un leone,
	a una cittadella turrita o roccia
	strapiombante, a una montagna forcuta
	o azzurro promontorio con gli alberi
	che dall'alto si piegano sul mondo,
	e si burlano dei nostri occhi con l'aria.
	Anche tu hai visto di questi segni:
	sono i cortei di figure dell'ora vespertina.

EROS
	S, mio signore.

ANTONIO
	Quello che ora  un cavallo, rapida
	come il pensiero la nuvolaglia
	lo dissolve, rendendolo indistinto
	com' l'acqua nell'acqua.

EROS
				 vero, mio signore.

ANTONIO
	Eros, mio buon fante, ora il tuo capitano
	 uno di quei corpi: qui sono Antonio,
	eppure io non posso conservare
	questa forma visibile, mio fante.
	Ho fatto questa guerra per Cleopatra,
	e la regina - di cui credevo avere il cuore,
	avendo lei il mio; e al quale, mentr'era mio,
	ne avevo aggiunto altri mille, ora perduti -
	lei, Eros, ha fatto le carte per Cesare,
	e consegnato barando la mia gloria
	al trionfo d'un nemico. No, non piangere,
	buon Eros; a noi restiamo noi stessi
	per finirci.

.Entra .MARDIANO.

		O la tua infame signora!
	Mi ha derubato della mia spada.

MARDIANO
	No, Antonio, la mia padrona ti amava,
	e le sue fortune facevano tutt'uno con le tue.

ANTONIO
	Via di qui, eunuco insolente! Taci!
	Mi ha tradito, e sar messa a morte.

MARDIANO
	La morte si pu pagare solo una volta
	e lei ha gi saldato quel debito.
	Quel che tu volevi fare,  gi fatto:
	le sue ultime parole sono state
	"Antonio! nobilissimo Antonio!"
	Poi nel mezzo d'un gemito straziante
	si ruppe il nome di Antonio, diviso
	fra il cuore e le labbra, e lei spir
	col tuo nome cos sepolto in lei.

ANTONIO
	Allora  morta?

MARDIANO
			Morta.

ANTONIO
	Spogliamoci delle armi, Eros,
	il compito del lungo giorno  finito,
	e dobbiamo dormire. (.A Mardiano..) Che di qui
	tu te ne vada impunito, ripaga
	largamente la tua fatica. Vattene. (.Esce Mardiano..)
	Via, togli tutto, via. Nemmeno
	lo scudo a sette strati di Aiace
	pu stornare l'assalto al mio cuore.
	Oh, squarciatevi, miei fianchi! O cuore,
	sii una volta pi forte del tuo involucro,
	e infrangi la tua fragile custodia!
	Svelto, Eros, svelto! Non pi soldato:
	addio, armatura ammaccata,
	sei stata portata con onore. Lasciami un po'. (.Esce Eros..)
	Ti raggiunger, Cleopatra,
	e chieder piangendo il tuo perdono.
	Cos bisogna, perch ora ogni indugio
	 una tortura: poich la torcia s' spenta,
	stenditi, e pi non brancolare. Ora
	ogni sforzo ottiene il suo contrario: s,
	anche la forza resta impigliata in se stessa.
	Chiudiamo, dunque, e tutto sia finito.
	Eros!... Vengo, mia regina... Eros!... Aspettami:
	l dove le anime giacciono sui fiori
	ce ne andremo tenendoci per mano,
	e con il nostro radioso portamento
	faremo meravigliare le ombre.
	Didone e il suo Enea non avranno pi corteo,
	e tutti verranno al nostro seguito.
	Vieni, Eros. Eros!

(.Ri-.).entra. EROS.

EROS
			Che vuole il mio signore?

ANTONIO
	Dacch  morta Cleopatra, son vissuto
	in tale disonore che gli dei
	detestano la mia bassezza. Io,
	che con la spada dividevo il mondo,
	e che sul verde dorso di Nettuno
	facevo sorgere citt di navi,
	mi accuso d'aver meno coraggio
	d'una donna, un animo meno nobile
	di lei che a Cesare con la sua morte dice
	"Io sono la vincitrice di me stessa".
	Tu hai giurato, Eros,
	che quando arrivasse il momento,
	che ora  proprio giunto, in cui vedessi
	alle mie spalle la spinta inesorabile
	del disonore e dell'orrore, al mio comando
	mi avresti ucciso. Ora ci siamo, fallo:
	non colpisci me, sconfiggi Cesare.
	Fa' tornare il colore alle tue guance.

EROS
	Che gli dei mi trattengano la mano:
	dovrei far io ci che le frecce dei Parti,
	bench nemiche, sbagliando bersaglio
	non riuscirono a fare?

ANTONIO
				Eros,
	vorresti trovarti a una finestra a Roma
	e vedere il tuo padrone cos,
	a braccia conserte, piegare il collo
	all'umiliazione, con il volto disfatto
	dalla vergogna diffusa, mentre davanti a lui
	l'alto carro del trionfo di Cesare
	marchia la sua abiezione di seguace?

EROS
	No, non vorrei vederlo.

ANTONIO
				Avanti, allora:
	poich a guarirmi dev'essere una ferita,
	sfodera quella tua onesta spada,
	che hai usato con onore per la patria.

EROS
	Oh, signore, esimetemi.

ANTONIO
	Quando ti ho emancipato, non giurasti
	di farlo se te lo comandavo? Fallo ora,
	o tutti i tuoi servizi precedenti
	saranno stati solo accidentali.
	Snuda la spada, e vieni qui.

EROS
					Allora
	distogliete da me quel nobile volto
	in cui  racchiusa la maest del mondo intero.

ANTONIO
	Ecco! (.Distogliendo il volto..)

EROS
		La mia spada  sguainata.

ANTONIO
	Allora compi subito l'azione
	per cui l'hai sfoderata.

EROS
				Caro padrone,
	mio capitano e mio imperatore:
	prima di compiere l'atto sanguinoso
	fatemi dire addio.

ANTONIO
			 detto fatto,
	uomo: addio.

EROS
			Addio, grande condottiero.
	Devo colpire ora?

ANTONIO
			Ora, Eros.

EROS
	Ecco, allora: cos sfuggo al dolore
	della morte d'Antonio. (.Si uccide..)

ANTONIO
				Oh, tu,
	tre volte pi nobile di me, tu
	mi insegni, valoroso Eros, quello
	che io dovevo, e tu non hai potuto fare.
	Con il loro esempio di coraggio
	la mia regina e Eros si son presi
	una patente di nobilt nei miei riguardi.
	Ma nella morte io sar come uno sposo,
	e le andr incontro come al letto di un'amante.
	Avanti, dunque: il tuo padrone, Eros,
	muore tuo discepolo. A far cos (.Cade sulla sua spada..)
	ho imparato da te. Ah, non muoio?
	Non muoio? Ehi, l, guardie! Finitemi!

.Entrano guardie. (.con .DECRETA .che segue..)

I GUARDIA
	Cosa sono queste grida?

ANTONIO
	Ho compiuto male il mio lavoro, amici:
	oh, completate quel che ho iniziato.

II GUARDIA
	La stella  caduta.

I GUARDIA
			E il tempo  alla sua fine.

TUTTI
	Ahim, sventura!

ANTONIO
	Chi mi ama mi dia il colpo di grazia.

I GUARDIA
	Non io.

II GUARDIA
	Neanch'io.

III GUARDIA
	E nessun altro di noi. (.Escono le guardie..)

DECRETA
	La tua morte e le tue sventure
	consigliano la fuga ai tuoi seguaci.
	Se porto a Cesare questa notizia
	e la tua spada, avr i suoi favori.

.Entra .DIOMEDE.

DIOMEDE
	Dov' Antonio?

DECRETA
			L, Diomede, l.

DIOMEDE
	 vivo? Perch non rispondi? (.Esce Decreta..)

ANTONIO
	Sei tu, Diomede? Sfodera la spada
	e dammi la morte.

DIOMEDE
			Supremo signore,
	mi manda Cleopatra, la mia padrona.

ANTONIO
	Quando ti ha mandato?

DIOMEDE
				Or ora, mio signore.

ANTONIO
	Dov'?

DIOMEDE
		Rinchiusa nel suo mausoleo.
	Ha avuto un timore profetico
	di quel che  accaduto. Vedendo infatti
	- cosa infondata - che la sospettavate
	d'aver fatto lega con Cesare,
	e che l'ira vostra non si placava,
	vi mand a dire che era morta: ma poi,
	temendone l'effetto, invi me
	a proclamare la verit, ed io temo
	di essere arrivato troppo tardi.

ANTONIO
	Troppo tardi, mio buon Diomede: chiama
	le mie guardie, ti prego.

DIOMEDE
				Ehil,
	le guardie, le guardie dell'imperatore!
	Correte, il vostro signore vi chiama.

.Entrano quattro o cinque guardie di .ANTONIO.

ANTONIO
	Portatemi, cari amici, dov' Cleopatra,
	 l'ultimo servizio che vi ordiner.

I GUARDIA
	Ah che dolore, che dolore, signore,
	che non viviate tanto da servirvi
	dei vostri fedeli seguaci fino in fondo.

TUTTI
	Oh, triste giorno!

ANTONIO
	No, buoni amici, non assecondate
	il destino crudele gratificandolo
	del vostro dolore. Si dia il benvenuto
	al destino che viene a punirci;
	e noi puniamo lui dando a vedere
	di non sentirne il peso. Sollevatemi.
	Io vi ho spesso guidato, cari amici;
	ora portate me, e ve ne rendo grazie.
(.Escono portando Antonio..)

/:/(Scena quindicesima)


(.La stessa. Un mausoleo..)

.Entrano .CLEOPATRA .e le sue ancelle sopra, con .CARMIANA .e .IRAS.

CLEOPATRA
	Oh, Carmiana, non uscir mai di qui.

CARMIANA
	Confortatevi, signora.

CLEOPATRA
				No, non voglio:
	tutti gli eventi strani e terribili
	sian benvenuti: noi spregiamo i conforti.
	La dimensione del nostro dolore,
	in proporzione alla sua causa,
	sia grande quanto quella.

.Entra .(s.otto.) DIOMEDE.

				Allora?  morto?

DIOMEDE
	La morte  su di lui, ma non  morto.
	Guardate dall'altra parte del mausoleo,
	le guardie l'han portato l.

.Entra, sotto, .ANTONIO, .portato dalle guardie..

CLEOPATRA
				O sole,
	brucia la grande sfera in cui ti muovi,
	si coprano di tenebre le rive mutevoli
	del mondo. O Antonio, Antonio, Antonio!
	Aiuto, Carmiana, aiuto, Iras, aiuto!
	Aiutate, amici l sotto, a sollevarlo fin qui.

ANTONIO
	Silenzio! Non il valore di Cesare
	ha rovesciato Antonio, ma quello d'Antonio
	ha trionfato di se stesso.

CLEOPATRA
				Cos dev'essere,
	nessun altri che Antonio doveva
	vincere Antonio: ma che sciagura!

ANTONIO
	Io muoio, regina d'Egitto, muoio:
	solo qui per un po' importuno la morte,
	finch di mille e mille, il povero
	ultimo bacio posi sulle tue labbra.

CLEOPATRA
	Non oso, caro, perdona, mio signore,
	non oso scendere per non esser presa.
	Mai nel suo trionfo imperiale Cesare
	al colmo della fortuna s'adorner di me
	se solo pugnali, veleni, serpenti
	avranno taglio, efficacia, denti.
	Qui sono salva: tua moglie Ottavia
	coi suoi occhi pudichi e la muta
	riprovazione, non avr l'onore di squadrarmi;
	ma vieni, vieni, Antonio... Aiutatemi,
	donne... dobbiamo tirarti su... Assistetemi,
	buoni amici.

ANTONIO
			Fate presto, o muoio.

CLEOPATRA
	Bell'esercizio! Pesa, il mio signore!
	La nostra forza s' tutta dileguata
	nella pesante afflizione che ci opprime.
	Se avessi il potere della grande Giunone,
	Mercurio dalle forti ali ti solleverebbe
	mettendoti al fianco di Giove. Su, ancora un po',
	a sognar miracoli si  sempre degli sciocchi.
	Oh, vieni, vieni, vieni. (.Sollevano Antonio da Cleopatra..)
				Benvenuto,
	benvenuto! Rivivi, prima di morire,
	ti rianimino i baci: se le mie labbra
	avessero un tal potere, le consumerei cos.

TUTTI
	Che doloroso spettacolo!

ANTONIO
	Muoio, regina d'Egitto, muoio.
	Dammi del vino, voglio parlare un po'.

CLEOPATRA
	No, sar io a parlare e a imprecare
	cos alto, che quella falsa donnaccia,
	la Fortuna, spezzer la sua ruota,
	esasperata dalla mia insolenza.

ANTONIO
	Una parola, dolce regina: assicurati
	salvezza e onore da Cesare. Ah!

CLEOPATRA
	Non vanno assieme.

ANTONIO
				Ascoltami, mia cara,
	fidati solo di Proculeio, attorno a Cesare.

CLEOPATRA
	Della mia risoluzione e delle mie mani,
	mi fider, ma di nessuno di Cesare.

ANTONIO
	Non lamentare e non compiangere
	il miserevole cambiamento ora alla mia fine,
	ma solleva la tua pena ripensando
	alle antiche fortune in cui vivevo:
	il pi grande e nobile principe del mondo;
	ed ora io non muoio ignobilmente,
	n mi tolgo l'elmetto da codardo
	davanti ad un compatriota: resto un romano
	vinto onorevolmente da un romano.
	Ora il mio spirito si invola,
	non reggo pi.

CLEOPATRA
			Tu, pi nobile tra gli uomini,
	vuoi morire? Non ti curi di me,
	dovr io restare in questo mondo scialbo,
	che senza di te non  migliore
	d'un porcile? Guardate, donne mie;
	la corona del mondo si dissolve. Mio signore?
(.Muore Antonio..)
	Ah, la ghirlanda di guerra  sfiorita,
	crollata la stella polare del soldato;
	ragazzini e ragazze ora sono alla pari
	degli uomini: ogni confronto  svanito,
	e pi nulla rimane di notevole
	sotto l'orbita della luna. (.Sviene..)

CARMIANA
				Calma, signora!

IRAS
	 morta anche lei, la nostra sovrana.

CARMIANA
	Signora!

IRAS
		Signora!

CARMIANA
			Signora, signora!

IRAS
	Regina d'Egitto: imperatrice! (.Cleopatra si muove..)

CARMIANA
					Zitta, Iras, zitta!

CLEOPATRA
	Non altro che una semplice donna,
	dominata dalle stesse misere passioni
	d'una ragazza che munge le bestie
	e fa le pi umili faccende. Dovrei
	scagliare lo scettro agli dei malvagi,
	dirgli che questo mondo era come il loro
	prima che ci rubassero il suo gioiello.
	Tutto si riduce a nulla: la pazienza
	 da stupidi, e la furia si conviene
	a un cane idrofobo.  dunque peccato
	precipitarsi nella casa segreta della morte
	prima che essa stessa ci raggiunga? Ma come, donne?
	Su, su, animo! Anche tu, Carmiana?
	Mie nobili ragazze! Ah, donne, donne.
	Guardate, la nostra lampada  finita,
	s' spenta. Suvvia, donne mie care,
	fatevi coraggio, lo seppelliremo:
	e poi, ci che  coraggioso e nobile
	lo faremo secondo l'uso dei romani,
	rendendo la morte orgogliosa di ghermirci.
	Su, la spoglia di questo grande spirito
	adesso  fredda. Ah, donne, donne,
	venite, ora non abbiamo altri amici
	che la risoluzione e la fine pi spiccia.
(.Escono, con quelli di sopra che portano il corpo di Antonio..)

/:/(ATTO V)



.(Scena prima)


(.Alessandria. Campo di Cesare..)

.Entrano .CESARE, AGRIPPA, DOLABELLA, MECENATE, PROCULEIO .e altri, suo consiglio di guerra..

CESARE
	Va' da lui, Dolabella, intimagli la resa.
	Data la sconfitta subita, digli
	che rende ridicoli i suoi indugi.

DOLABELLA
	Cesare, eseguir. (.Esce..)

.Entra .DECRETA, .con la spada di .ANTONIO.

CESARE
	Cos' mai questo? E tu chi sei,
	che osi comparirci dinanzi a questo modo?

DECRETA
	Mi chiamo Decreta, servivo Antonio,
	quanto mai degno del miglior servizio.
	Finch fu in piedi e pot parlare
	era il mio padrone, ed io ero pronto
	a usare la mia vita contro i suoi nemici.
	Se vorrete prendermi al vostro servizio,
	sar per Cesare quel che ero per lui;
	altrimenti, la mia vita  nelle vostre mani.

CESARE
	Cosa dici?

DECRETA
		Dico che Antonio  morto, Cesare.

CESARE
	Il crollo d'un essere cos grande
	dovrebbe fare uno schianto maggiore.
	Il mondo stesso avrebbe dovuto
	spingere leoni nelle strade cittadine,
	e i cittadini nelle tane dei leoni.
	La morte di Antonio non  semplice perdita,
	nel suo cuore s'iscriveva una met del mondo.

DECRETA
	 morto, Cesare. Non per mano
	d'un pubblico ministro di giustizia,
	n colpito da un pugnale prezzolato:
	quella stessa mano che scriveva
	la sua gloria negli atti che eseguiva
	con il coraggio che il cuore le forniva
	ha spaccato il suo cuore. Ecco qui
	la sua spada, l'ho strappata alla ferita;
	 macchiata d'un sangue nobilissimo.

CESARE
	Cos tristi, amici? Mi sconfessino gli dei,
	ma  notizia da far lacrimare occhi di re.

AGRIPPA
	Ed  strano che la natura ci spinga
	a rimpiangere le azioni in cui
	pi ci siamo accaniti.

MECENATE
				Difetti e glorie
	si bilanciavano in lui.

AGRIPPA
				Spirito pi raro
	non guid mai l'umanit. Ah, dei,
	per renderci uomini ci date dei difetti.
	Cesare  commosso.

MECENATE
			Quando un tale specchio
	gli  messo davanti, deve per forza
	vederci riflesso se stesso.

CESARE
				O Antonio,
	io ti ho incalzato fin qui, ma
	 col bisturi che occorre curare
	il male che abbiamo nel nostro corpo.
	Dovevo per forza farti contemplare
	il mio giorno al tramonto, o contemplare
	il tuo: assieme non potevamo stare,
	nel grande mondo. Eppure io piango
	con lacrime sovrane quanto il sangue
	dei cuori, che tu, mio fratello, mio socio
	nell'alto di ogni impresa; mio pari
	nell'impero, amico e compagno
	sul fronte di guerra, braccio del mio corpo,
	cuore dove il mio accendeva i suoi pensieri...
	che le nostre stelle, inconciliabili,
	dovessero cos scindere la nostra parit.
	Ascoltate, buoni amici... ma ve lo dir
	in un momento pi appropriato,
	l'urgenza di quest'uomo gli si legge
	in faccia. Sentiamo cos'ha da dire. (.Entra un egiziano..)
	Da dove vieni?

EGIZIANO
			Da una povera egiziana.
	La regina, mia padrona, rinchiusasi
	in ci che le resta, il suo mausoleo,
	desidera sapere dei tuoi intenti,
	per predisporsi a quanto verr imposto.

CESARE
	Dille di stare di buon animo.
	Sapr presto, da qualcuno dei nostri,
	con che onore e bont decideremo
	di lei. Cesare non pu vivere
	senz'essere clemente.

EGIZIANO
				Gli dei ti proteggano! (.Esce..)

CESARE
	Vieni qui, Proculeio. Va' a dirle
	che non le riserviamo alcuna vergogna;
	confortala come richieda il suo stato d'animo,
	affinch con un gesto disperato,
	conforme alla sua grandezza, non ci eluda.
	La sua presenza in carne e ossa a Roma
	renderebbe immortale il mio trionfo:
	va', e con la massima rapidit
	riferisci che dice, e come la trovi.

PROCULEIO
	Cesare, eseguir. (.Esce..)

CESARE
			Gallo, va' anche tu. (.Esce Gallo..)
	Dov' Dolabella, per accompagnare Proculeio?

TUTTI
	Dolabella!

CESARE
	Lasciatelo stare. Ora ricordo
	com' impegnato. Sar pronto a suo tempo.
	Venite con me nella mia tenda,
	dove constaterete con che riluttanza
	sia stato trascinato in queste guerre,
	con che calma e misura mi sia sempre
	espresso nei miei scritti. Venite,
	e vedrete quel che ho da mostrare. (.Escono..)

/:/(Scena seconda)


(.Alessandria. Una stanza del mausoleo..)

.Entrano .CLEOPATRA, CARMIANA .e .IRAS.

CLEOPATRA
	La desolazione ora comincia
	a rendere migliore la mia vita.
	 misera cosa, essere Cesare:
	non essendo la Fortuna, egli 
	solo un servitore della Fortuna,
	mero ministro della sua volont.
	Ed  grande compiere quell'atto
	che pone termine a tutti gli altri atti,
	che mette in ceppi le evenienze
	e sbarra la porta ai cambiamenti;
	che fa dormire, e non fa pi assaggiare
	il letame che nutre il pitocco come Cesare.

.Entra .PROCULEIO.

PROCULEIO
	Cesare saluta la Regina d'Egitto,
	e vi prega di ponderare quali
	giuste richieste farvi accordare.

CLEOPATRA
	Come vi chiamate?

PROCULEIO
				Proculeio.

CLEOPATRA
	Antonio mi ha parlato di voi,
	mi ha detto di fidarmi, ma ora
	non mi curo molto di essere ingannata,
	non sapendo pi che farmi della fedelt.
	Se il vostro padrone vuole che una regina
	mndichi favori, dovete dirgli
	che la maest, per mantenere il suo decoro,
	non pu mendicare meno d'un regno:
	se egli si compiace di concedermi
	l'Egitto conquistato per mio figlio,
	mi concede tanto del mio, da farmi
	inginocchiare grata ai suoi piedi.

PROCULEIO
	State di buon animo, siete caduta
	in mani principesche, non temete
	alcunch, rimettetevi pienamente
	al mio signore, cos colmo di grazia,
	che essa trabocca su chi ne ha bisogno.
	Datemi licenza di riferirgli
	che vi sottomettete di buon grado,
	e troverete in lui un conquistatore
	desideroso d'aiuto per mostrarsi generoso
	quando in ginocchio gli si chiede grazia.

CLEOPATRA
	Vi prego, ditegli che sono vassalla
	della sua fortuna e che gli riconosco
	la grandezza che si  conquistata.
	Di ora in ora apprendo la lezione
	dell'obbedienza, e vorrei di buon grado
	vederlo faccia a faccia.

PROCULEIO
				Lo riferir,
	gentile signora. Confortatevi,
	perch io so che la vostra condizione
	 commiserata da chi ne  la causa.

(.Entrano .GALLO .e soldati alle spalle..)

GALLO
	Vedete come  facile sorprenderla.
(.A Proculeio e alle guardie..)
	State di guardia finch arriva Cesare. (.Esce..)

IRAS
	Oh, maest!

CARMIANA
	Cleopatra, mia regina, sei presa!

CLEOPATRA
	Svelte, svelte, mie buone mani.
(.Estrae un pugnale..)

PROCULEIO
	Ferma, degna signora, ferma:
(.L'afferra e la disarma..)
	non fatevi un tale torto: questo
	 un modo per salvarvi, non per tradirvi.

CLEOPATRA
	Come, privata anche della morte,
	che libera delle sofferenze persino i cani?

PROCULEIO
	Cleopatra, non insultate la generosit
	del mio padrone, distruggendo voi stessa:
	che il mondo veda la nobilt
	delle sue azioni, che la vostra morte
	non permetterebbe di esibire.

CLEOPATRA
	Dove sei, morte? Vieni, vieni qui:
	vieni, vieni a prendere una regina
	che vale molti bambini e mendicanti!

PROCULEIO
	Calmatevi, signora!

CLEOPATRA
				Signore,
	non prender n cibo n bevanda
	(se per una volta occorre fare
	discorsi oziosi) e neppure dormir.
	Roviner questa casa mortale,
	qualsiasi cosa possa fare Cesare.
	Sappiate, signore, che non comparir
	con le ali tarpate alla corte
	del vostro padrone, n mi far castigare
	dall'occhio sobrio della spenta Ottavia.
	Dovranno issarmi in alto e mostrarmi
	alla plebaglia urlante di Roma austera?
	Meglio mi sia tomba pietosa un fosso
	in Egitto, meglio giacermi nuda
	nella melma del Nilo, enfiarmi pei morsi
	delle zanzare fino a sfigurarmi: meglio
	fare dell'alte piramidi del mio paese
	una forca e impiccarmi in catene.

PROCULEIO
	Spingete questi orridi pensieri pi oltre
	di quanto non vi dar motivo Cesare.

.Entra .DOLABELLA.

DOLABELLA
	Proculeio, il tuo padrone Cesare
	sa quel che hai fatto, e ti richiama:
	la regina resta sotto la mia guardia.

PROCULEIO
	Per me va bene, Dolabella: sii gentile con lei.
	(.A Cleopatra..) Riferir a Cesare i vostri desideri,
	se vorrete impiegarmi a questo scopo.

CLEOPATRA
	Ditegli che voglio morire. (.Esce Proculeio..)

DOLABELLA
				Nobile
	imperatrice, vi hanno parlato di me?

CLEOPATRA
	Non posso dirlo.

DOLABELLA
	Mi conoscete di certo.

CLEOPATRA
	Non importa, signore, quel che io ho
	sentito o conosciuto. Voi ridete
	quando le donne ed i ragazzini
	raccontano i loro sogni. Non fate cos?

DOLABELLA
	Non capisco, signora.

CLEOPATRA
				Io ho sognato
	che c'era un Imperatore di nome Antonio.
	Oh, fare un altro sogno come quello
	solo per rivedere uno come lui!

DOLABELLA
	Se volete compiacervi...

CLEOPATRA
				Il suo volto
	era come il cielo, e vi splendevano
	un sole ed una luna che nel loro corso
	illuminavano questa piccola O, la terra.

DOLABELLA
	Sovrana creatura...

CLEOPATRA
			Le sue gambe
	stavano a cavalcioni dell'oceano,
	il suo braccio alzato era il cimiero del mondo;
	la sua voce, se parlava agli amici
	era melodiosa come le sfere intonate:
	ma se voleva atterrire e scuotere l'orbe,
	era come il fragore del tuono.
	La sua generosit non conosceva inverno:
	era un autunno che s'accresceva
	mietendone il raccolto; i suoi piaceri
	eran come delfini, mostravano la schiena
	al di sopra dell'elemento in cui movevano;
	della sua livrea andavano vestite
	teste coronate, isole e reami
	erano come monete che gli cadevano di tasca.

DOLABELLA
	Cleopatra!

CLEOPATRA
	Pensate che ci sia stato o possa esistere
	un uomo come questo che ho sognato?

DOLABELLA
	No, gentile signora.

CLEOPATRA
	Mentite al cospetto stesso degli dei.
	Ma se c', o mai ci fu uno simile,
	supera la dimensione del sogno:
	alla natura manca il materiale
	per competere con la fantasia
	nella creazione di forme prodigiose,
	eppure immaginare un Antonio
	sarebbe un capolavoro della natura,
	contro la fantasia, di cui scredita le ombre.

DOLABELLA
	Ascoltatemi, mia buona signora:
	la vostra perdita  grande, come voi;
	voi ne sopportate degnamente il peso.
	Che mai mi arrida il successo agognato
	se per riflesso del vostro non provo
	un dolore che morde il cuore alla radice.

CLEOPATRA
	Vi ringrazio, signore: forse sapete
	che cosa Cesare intende fare di me?

DOLABELLA
	Mi ripugna riferirlo. Vorrei
	che lo sapeste gi.

CLEOPATRA
			Suvvia, vi prego...

DOLABELLA
	Nonostante la sua nobilt d'animo...

CLEOPATRA
	Egli mi trasciner nel suo trionfo.

DOLABELLA
	S, signora, lo so.
(.Squilli di tromba e grida da dentro, "Fate largo a Cesare!"..)

.Entrano .PROCULEIO, CESARE, GALLO, MECENATE, .e altri del seguito..

CESARE
	Qual  la regina d'Egitto?

DOLABELLA
	 l'imperatore, signora. (.Cleopatra s'inginocchia..)

CESARE
	Alzati, non devi inginocchiarti:
	ti prego, alzati, alzati, Egitto.

CLEOPATRA
	Signore, cos vogliono gli dei:
	debbo obbedire al mio padrone e signore.

CESARE
	Non abbandonarti a tristi pensieri;
	la nota delle ferite che ci hai cagionato,
	bench scritta sulla nostra carne viva,
	la considereremo frutto di cause
	accidentali.

CLEOPATRA
		Unico signore del mondo,
	io non so prospettare la mia causa
	s da farla apparire incensurabile,
	ma confesso d'essermi caricata
	di quelle debolezze che in passato
	hanno spesso svergognato il nostro sesso.

CESARE
	Sappi, Cleopatra, che noi attenueremo,
	piuttosto che far pesare le mancanze:
	se asseconderai i nostri disegni
	che verso di te sono molto miti,
	avrai da guadagnar dal cambiamento;
	ma se seguendo l'esempio di Antonio
	cerchi di addossare a me una colpa,
	eluderai da sola i miei buoni intenti,
	esponendo i tuoi figli a quella distruzione
	da cui li guarder se fidi in me.
	Ora prendo congedo.

CLEOPATRA
				E puoi farlo
	per tutto quanto il mondo:  tuo,
	e noi, trofei e insegne della tua vittoria,
	staremo appesi l dove ti piaccia.
	Ecco, mio buon signore.

CESARE
				Accetter
	il tuo consiglio in tutto, per Cleopatra.

CLEOPATRA (.Porgendo un foglio..)
	Ecco la nota dell'argenteria,
	del denaro e dei gioielli che possiedo,
	un elenco completo, tranne qualche inezia.
	Dov' Seleuco?

(.Entra .SELEUCO.)

SELEUCO
			Eccomi, signora.

CLEOPATRA
	Costui  il mio tesoriere; dica lui,
	a suo rischio, mio signore, che per me
	non ho serbato nulla. Di' la verit, Seleuco.

SELEUCO
	Signora, preferirei cucirmi le labbra
	che, a mio rischio, dichiarare il falso.

CLEOPATRA
	Che cosa avrei trattenuto per me?

SELEUCO
	Abbastanza da comprarci tutto quello
	che avete elencato nella nota.

CESARE
	No, non arrossire, Cleopatra;
	io approvo la saggezza del tuo atto.

CLEOPATRA
	Vedi, Cesare! Ecco come gli uomini
	seguon la fortuna! I miei seguaci
	ora saranno tuoi, e se per caso
	cambiassimo le nostre condizioni,
	i tuoi sarebbero miei. L'ingratitudine
	di questo Seleuco mi rende furiosa.
	Ah, schiavo, non pi degno di fede
	dell'amore prezzolato? Come, ti ritrai?
	S, ti assicuro, ti ritrarrai: gli occhi
	ti caver, anche se avessero le ali.
	Schiavo, scellerato senz'anima, cane!
	Prodigio di bassezza!

CESARE
	Buona regina, vi prego...

CLEOPATRA
				Oh, Cesare,
	che dolorosa vergogna  mai questa,
	che mentre tu ti degni di farmi visita,
	e di onorare con la tua sovranit
	una cos sottomessa, che il mio stesso servo
	accresca la somma delle mie sventure
	con l'aggiunta della sua perfidia!
	Diciamo, buon Cesare, che abbia serbato
	qualche gingillo da donna, ninnoli
	di nessun conto, cose di tal valore
	che si regalano ad amici ordinari,
	e diciamo pure che abbia tenuto da parte
	doni pi nobili per Livia e Ottavia,
	per indurle a far da mediatrici...
	e ora debbo venir smascherata da uno
	che ho nutrito io stessa? Gran dei!
	Ci mi butta pi gi di dove son caduta.
	(.A Seleuco..) Vattene, ti prego, o ti far vedere
	i tizzoni ardenti della mia collera
	sotto le ceneri della mia sfortuna.
	Se tu fossi un vero uomo, mi avresti
	compatito!

CESARE
		Ritirati, Seleuco. (.Esce Seleuco..)

CLEOPATRA
	Si sappia che noi grandi fra i grandi
	siamo giudicati male per cose
	compiute da altri, e quando cadiamo
	per colpe altrui, paghiamo di persona;
	perci siamo da commiserare.

CESARE
					Cleopatra,
	n quel che hai tenuto, n il resto
	che hai dichiarato lo considereremo
	bottino di guerra: sia sempre tuo,
	disponine a tuo piacere e, credi,
	Cesare non  un mercante che con te
	contratti cose vendute dai mercanti.
	Sta' perci di buon animo, non fare
	dei tuoi pensieri la tua prigione. No,
	cara regina, noi ci proponiamo
	di disporre di te secondo il tuo consiglio.
	Nutriti, e dormi: per te abbiamo
	tanta premura e tanta compassione,
	che restiamo tuoi amici, e cos addio.

CLEOPATRA
	Mio signore e padrone!

CESARE
				No, non cos: addio.
(.Squilli di tromba. Esce Cesare col suo seguito..)

CLEOPATRA
	Mi riempie di chiacchiere, ragazze,
	di chiacchiere, perch'io non sia nobile
	verso me stessa. Ma ascolta, Carmiana. (.Sussurra..)

IRAS
	Chiudi, buona signora;
	il giorno luminoso  finito,
	e ci avviamo alla tenebra.

CLEOPATRA
				Affrettati, tu,
	ho gi parlato e tutto  predisposto:
	va' a vedere che si faccia in fretta.

CARMIANA
	Subito, signora.

(.Ri-.).entra. DOLABELLA.

DOLABELLA
			Dov' la regina?

CARMIANA
	Eccola, signore. (.Esce Carmiana..)

CLEOPATRA
			Dolabella!

DOLABELLA
	Signora, fedele al mio giuramento,
	su vostro comando (a cui il mio amore
	rende sacro dovere obbedire)
	cos vi informo: Cesare intende
	passare per la Siria, e entro tre giorni
	vi mander avanti con i figli.
	Fate il miglior uso di questa informazione.
	Ho esaudito il vostro desiderio e la mia promessa.

CLEOPATRA
	Vi resto debitrice, Dolabella.

DOLABELLA
	Ed io, vostro servo. Addio, buona regina,
	debbo ritornare da Cesare.

CLEOPATRA
				Addio, (.Esce Dolabella..)
	e grazie. Che cosa ne pensi, Iras?
	Tu, come me, sarai mostrata a Roma
	come una marionetta egiziana:
	schiavi e artigiani, con bisunti
	grembiuli, rgoli e martelli,
	ci alzeranno alla vista di tutti.
	Saremo avvolte dal loro alito pesante,
	rancido di cibi plebei, e costrette
	a inalare il loro tanfo.

IRAS
				Dio ne guardi!

CLEOPATRA
	Ma, s,  pi che sicuro, Iras:
	sguaiati littori ci abbrancheranno
	come zccole, e rozzi rimatori
	ci porranno in ballate stonate.
	Subito, improvvisando, i commedianti
	ci metteranno in scena presentando
	i nostri conviti ad Alessandria.
	Antonio verr portato ubriaco
	alla ribalta, ed io dovr vedere
	un ragazzo squittente nei panni di Cleopatra
	svilire la mia grandezza in pose da puttana.

IRAS
	Oh, bont degli dei!

CLEOPATRA
				S, s,  sicuro.

IRAS
	Io non lo vedr mai. Sono sicura
	di avere unghie pi forti degli occhi.

CLEOPATRA
	Ebbene, questo  il modo di eludere
	i loro preparativi e sconfiggere
	i loro assurdi propositi.

(.Ri-.).entra. CARMIANA.

				Ors, Carmiana!
	Mostratemi come una regina, mie donne,
	prendete le mie vesti pi sontuose.
	Ritorno sul Cidno ad incontrare Antonio.
	Va', cara Iras (generosa Carmiana,
	ora proprio la faremo finita)
	e quando avrai eseguito questo compito
	ti dar il permesso di giocare
	fino al giorno del giudizio: portami
	la corona e tutto il resto.
(.Escono Carmiana e Iras. Rumore da dentro..)
				Cos'
	questo rumore?

.Entra una guardia..

GUARDIA
			C' un contadino
	che insiste per vedere vostra altezza:
	vi porta dei fichi.

CLEOPATRA
			Fatelo entrare. (.Esce la guardia..)
	Che povero istrumento pu compiere
	un atto cos nobile! Mi porta la libert.
	La mia decisione  presa, e di femmineo
	non ho pi nulla in me: da capo a piedi
	sono salda come il marmo: la luna mutevole
	ora non  pi il mio pianeta.

.Rientra la guardia con lo zotico che porta un cesto..

GUARDIA
					Ecco l'uomo.

CLEOPATRA
	Esci e lasciami con lui. (.Esce la guardia..)
	Hai con te il serpentello del Nilo
	che uccide senza far soffrire?

ZOTICO
S, ce l'ho: ma io non sarei quello che desidera che lo toccate, perch il suo morso  immortale; chi ne muore di rado o quasi mai guarisce.

CLEOPATRA
Ricordi qualcuno che ne sia morto?

ZOTICO
Moltissimi, uomini e donne. Ho sentito di una non pi tardi di ieri, una donna onestissima (anche se un poco portata a andar gi di bugie, come una donna non dovrebbe fare, se non per onest), che  morta per il morso del serpente, e che dolore prov: davvero, dice molto bene del serpente; ma chi crede a tutto quel che dicono, non si salver neanche dalla met di quel che combinano. Ma questa  cosa molto fallibile, il serpente  uno strano serpente.

CLEOPATRA
Vattene, addio.

ZOTICO
Vi auguro ogni felicit col serpente.
(.Deponendo il cesto..)

CLEOPATRA
Addio.

ZOTICO
Dovete pensare, state attenta, che il serpente segue il suo istinto.

CLEOPATRA
S, s, addio.

ZOTICO
State attenta, non bisogna affidare il serpente altro che a gente di sesto, perch davvero non c' mica bont nel serpente.

CLEOPATRA
Non preoccuparti, se ne avr cura.

ZOTICO
Benone. Non dategli niente, vi prego, perch non val pena dargli da mangiare.

CLEOPATRA
E manger me?

ZOTICO
Non dovete mica credere che sia cos semplice da non sapere che neanche il diavolo mangerebbe una donna: lo so che la donna  un piatto per gli dei, se il diavolo non ci mette lo zampino. Ma davvero, questi stessi figli di troia di diavoli quante non ne combinano agli dei con le donne; su dieci che ne fanno, i diavoli gliene rovinano cinque.

CLEOPATRA
Va bene, ma ora vattene, addio.

ZOTICO
S, bene: vi auguro di godere del serpente. (.Esce..)

(.Rientrano .CARMIANA .e .IRAS .col manto, la corona e altri gioielli..)

CLEOPATRA
	Datemi il manto, mettetemi la corona,
	ho in me aneliti di immortalit.
	Ora non pi mi bagner il labbro
	il succo dell'uva d'Egitto. Svelta,
	svelta, Iras mia buona; fa' presto:
	mi pare di udire Antonio che chiama.
	Lo vedo alzarsi per elogiare
	il mio nobile gesto. Lo sento deridere
	la fortuna di Cesare, che gli dei
	danno ai mortali per giustificare
	la loro collera futura. Marito, vengo:
	che il mio coraggio mi dia titolo a quel nome!
	Sono fuoco e aria: gli altri elementi
	li lascio a una vita inferiore. Allora,
	avete finito? Venite dunque a cogliere
	l'ultimo calore dalle mie labbra.
	Addio, buona Carmiana, un lungo addio, Iras.
	 (.Le bacia. Iras cade e muore..)
	Ho l'aspide sulle labbra? Tu cadi?
	Se con tanta dolcezza puoi separarti
	dalla tua vita, il tocco della morte
	 come il pizzicotto d'un amante,
	che fa male, eppur lo si desidera.
	Giaci immobile? Se te ne vai cos,
	dici al mondo che non merita un addio.

CARMIANA
	Sciogliti in pioggia, densa nube,
	ch'io possa dire che piangono gli stessi dei!

CLEOPATRA
	Questa morte mi dimostra vile: se lei
	incontra per prima il riccioluto Antonio,
	lui si rivolger a lei, spendendo
	quel bacio che per me  come il paradiso.
	Vieni, creatura letale, coi tuoi dentini aguzzi
(.A un aspide, che si applica al seno..)
	sciogli di colpo il nodo aggrovigliato
	di questa vita: povero sciocco velenoso,
	accanisciti, sbrigati a spacciarmi.
	Oh, se tu potessi parlare, sentirti
	chiamare asino il grande Cesare,
	frustrato nei suoi piani!

CARMIANA
				O stella d'oriente!

CLEOPATRA
	Zitta! Non vedi che ho il bimbo al seno
	che succhiando fa addormentare la nutrice?

CARMIANA
	O basta, basta!

CLEOPATRA
			Dolce come un balsamo,
	lieve e delicato come l'aria. Oh,
	Antonio! Ma s, prender anche te.
(.Applicando un altro aspide al seno..)
	Perch dovrei restare... (.Muore..)

CARMIANA
	In questo basso mondo? E cos, addio.
	Adesso, morte, puoi ben vantarti,
	hai in tuo possesso una ragazza
	senza eguali. Finestre vellutate,
	chiudetevi, e occhi cos regali
	non ti guardino pi, Febo dorato!
	La corona  storta; la raddrizzer,
	e poi potr giocare.

.Entra la guardia di corsa..

I GUARDIA
			Dov' la regina?

CARMIANA
	Parlate piano, non svegliatela.

I GUARDIA
	Cesare ha mandato...

CARMIANA
				Un messo troppo lento.
(.Si applica un aspide..)
	Oh, vieni presto, sbrigati; ti sento appena.

I GUARDIA
	Ehi, avvicinatevi: qualcosa non va.
	Cesare  stato giocato.

II GUARDIA
				Ecco l
	Dolabella, mandato da Cesare: chiamatelo.

I GUARDIA
	Che succede qui, Carmiana? Ti sembra
	cosa ben fatta?

CARMIANA
			Molto ben fatta, e degna
	di una principessa che appartiene
	ad una grande dinastia di re.
	Ah, soldato! (.Muore..)

(.Ri-.).entra. DOLABELLA.

DOLABELLA
	Cos' successo qui?

II GUARDIA
	Tutte morte.

DOLABELLA
			Quel che pensavi, Cesare,
	s'avvera: stai venendo di persona
	a veder realizzato l'atto temuto
	che avrei tanto cercato d'impedire.
(.Da dentro "Fate largo, fate largo a Cesare!"..)

.Entra .CESARE .col seguito, in marcia..

DOLABELLA
	Oh, signore, siete stato buon ugure:
	quel che voi temevate  avvenuto.

CESARE
	Coraggiosa fino alla fine, ha colto
	le nostre intenzioni, e da regina
	ha scelto la sua strada. Come son morte?
	Non vedo traccia di sangue.

DOLABELLA
	Chi  stato da ultimo con loro?

I GUARDIA
	Un povero contadino, che le port
	dei fichi: ecco il suo cesto.

CESARE
	Avvelenate, allora.

I GUARDIA
			Oh, Cesare,
	questa Carmiana un attimo fa
	era viva; stava in piedi e parlava:
	l'ho trovata che sistemava la corona
	alla padrona morta: tremava,
	e di colpo cadde a terra.

CESARE
				Nobile mancamento!
	Se avessero ingoiato del veleno
	si vedrebbe dal gonfiore del corpo:
	sembra invece che dorma, come se
	volesse prendere un altro Antonio
	al laccio robusto dei suoi vezzi.

DOLABELLA
	Qui sul suo petto c' un puntolino
	di sangue e un leggero gonfiore;
	lo stesso sul braccio.

I GUARDIA
	 la traccia d'un aspide,
	e sulle foglie dei fichi c' una bava
	come quella che gli aspidi lasciano
	nelle caverne del Nilo.

CESARE
				 molto probabile
	che sia morta cos. Dice il suo medico
	che aveva fatto infiniti esperimenti
	sui modi pi spediti di morire.
	Sollevate il suo letto, e portate
	le sue donne fuor del mausoleo:
	sar sepolta accanto al suo Antonio.
	Nessuna tomba sulla terra terr avvinta
	coppia cos famosa: accadimenti come questi
	affliggono coloro che li provocano,
	e la loro storia  tanto miseranda
	quant' grande la gloria di colui
	che li ha portati ad essere compianti.
	Il nostro esercito in solenne parata
	far ala a questo funerale, e poi
	a Roma! Vieni, Dolabella, assicura
	il massimo ordine in questa cerimonia. (.Escono..)

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