"I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA".. William Shakespeare
Le allegre comari di Windsor
Traduzione di Nemi D'Agostino


Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi
dalla Fondazione Ezio Galiano.

/:/PERSONAGGI



SER JOHN FALSTAFF
FENTON, .giovane nobiluomo.
SHALLOW, .giudice di campagna.
ABRAMO SLENDER, .nipote di Shallow.
FRANK FORD, .cittadino di Windsor.
GEORGE PAGE, .cittadino di Windsor.
GUGLIELMO PAGE, .figlioletto di Page e madonna Page.
DON UGO EVANS, .parroco gallese.
IL DOTTOR CAIO, .medico francese
L'oste della locanda della Giarrettiera.
BARDOLPH, PISTOL, NYM: .gente al soldo di Falstaff.
ROBIN, .paggio di Falstaff.
PIERINO IL SEMPLICE, .creato di Slender.
JOHN RUGBY, .famiglio di Caio.
JOHN .e. ROBERT, .domestici di Ford.
MADONNA ALICE FORD
MADONNA MARGARET PAGE
ANNA PAGE, .figlia di Page e madonna Page.
MONNA SPICCIA, .fantesca di Caio
Tre o quattro ragazzini (vestiti da fate nell'ultimo atto).

/:/ATTO I



.Scena I


.Entrano il giudice Shallow, Slender e Don Ugo Evans..

SHALLOW
Don Ughetto, non v'affannate a convincermi: io ne vo' fare un caso da corte suprema, vo' farne. Fuss'egli venti volte Ser John Falstaff, non piglier pe' fondelli Roberto Shallow, Scudiere.

SLENDER
Che s da noi in contea  Giudice di Pace e Coram.

SHALLOW
Tu dici bene, nipote, e Custalorum.

SLENDER
Sorbole! E Ratolorum! E uno di nobile parto, messer curato, un omo che in ogni fattura, quietanza, atto o contratto, si p firmare "Armigero", niente di manco: "Armigero"!

SHALLOW
Messere che s, io lo f e l'ho fatto a ogni tempo, son trecent'anni a ora.

SLENDER
Eh s, l'han fatto i suoi posteri prima di lui, e lo faranno i proavi che gli tengono adrieto: in sul blasone ci schiaffano i dodici lucci bianchi.

SHALLOW
L' il mio vecchio blasone, oh va'!

EVANS
Dodici pulci pianche vanno pene sul vecchio plusone; passanti, ci stanno pene; la pulce  di casa per l'omo, e significa amore.

SHALLOW
Ma don Ughetto, il luccio  pesce guizzante. Sul vecchio plusone ci metterei un baccal.

SLENDER
E io lo posso inquartare il mio blasone, zietto?

SHALLOW
Caspio se lo puoi fare! Ma prima devi sposarti.

EVANS
Cosa? Lo disfa, io dico, se ve lo squarta.

SHALLOW
S non diciamo castronerie.

EVANS
Ma s, per la Monna! Se lo fa in quattro e se ne piglia un quarto, a voi del plusone vi restan solo le code, a mio modesto parere. Lasciamo perdere, va'! Se il sere Falstaff vi ha pigliati per fessi, qua ci son io uomo di chiesa, e parato a metterci una puona parola, per far rattoppamenti e cucimenti in tra voi.

SHALLOW
Mi appeller al consiglio reale;  un caso di turbativa.

EVANS
E ch, portare in consiglio una turpativa non parmi lecito no! Non ci  fifa di Domineddio nella turpativa. Stteci pene attenti, ch il consiglio vorr trattar di fifa di Domineddio, micca vorr trattare di turpativa. Stteci attenti pene.

SHALLOW
Ah per la potta di Puccio! S'io fussi giovine ancora, cotesta faccenda la spaccerebbe il mio brando.

EVANS
No, meglio amici che prando, e pietra sopra; e c' pure un' altra pensata in zucca mia, che forseforse l' carca di puoni discernimenti. Ci  drento l'Annetta Page, la figlia di mastro Tommaso: un pel poccon di verginit.

SLENDER
Chi, la madonna Annetta? L' una moretta e parla cos, cic, cic, come fan le donnette.

EVANS
Ah s, ah s, "cic, cic"! Alla salute sua, ella  proprio cos! E ci  settecento pesoni contanti, pi ori e argenti, che le ha intestati il nonnetto sul cataletto (Domineddio lo conservi ai felici rinascimenti!) quando che la figlietta scavalca i diciassett'anni. Pella pensata sara lassare stare peghe e pisticci e puntare a un pel parentado fra il qui presente messer Abramo e la madonna Annetta Page.

SLENDER
Doh ma davvero il nonnetto le ha lasciato settecento pesoni?

EVANS
Gnors, e il padre le fa una pella pecunia.

SHALLOW
Io la conosco codesta giovine gentildonna; una dama capitale.

EVANS
Settecento pesoni e pi in vista l' un pel capitale.

SHALLOW
Ors, andiamo a trovare l'onesto messere Page. Falstaff si trova da lui?

EVANS
Dovr dirvi pugia? Io disdegno un pugiardo come disdegno uno che dice pugie, o come disdegno qualcuno che non dice la verit. Il cavaliere Ser John  da lui; ed io ve ne sconciuro, fatevi governare da chi vi vuol pene. Adesso io v a picchiare la porta di messer Page. [.Bussa..] Oh, c' nessuno qui? Dio penedica la vostra casa!

PAGE [.Di dentro.]
Chi domine ?

[.Entra Page..]

EVANS
 la penedizione d'Iddio e il vostro amico, e il giudice Shallow, e il giovine mastro Slender qui, che forseforse vi vuole contare una storia diversa, se le cose v'andranno a geni.

PAGE
Lieto di veder bene lorsignori. Mastro Shallow, io vi ringrazio pel mio salvatico.

SHALLOW
Mastro Page, io godo a vedervi: Dio rimeriti il vostro buon cuore! Il vostro sarvatico io l'arei voluto migliore; l' stato ammazzato male. E come sta la cara madonna Page? Ed io vi dico merc sempre col cuore, l! Sempre col cuore.

PAGE
Gran merc a voi, messere.

SHALLOW
Messere, merc a voi, alle guagnle, merc.

PAGE
Al piacer di vedervi, caro messere Slender.

SLENDER
E come sta, messere, il vostro bracchetto rosso? Io sento dire che suso ai colli ve l'han battuto alle corse.

PAGE
Non l'han potuto appurare, messere.

SLENDER
Via, non lo volete ammettere, non lo volete ammettere.

SHALLOW
Sfido che non l'ammette! Tu erri, nipote, tu erri;  un cane coi fiocchi.

PAGE
Un cane e basta, messere.

SHALLOW
Amico mio,  un cane co' fiocchi, e un cane di qualit; si pu dire di pi? Coi fiocchi e di qualit. Trovasi qui il sere John Falstaff?

PAGE
Messers,  di l, e io vorria potere apporre i mia buoni uffici tra di voi dua.

EVANS
Cotesto qua l' detto come un cristiano dorebbe dire.

SHALLOW
Egli m'ha fatto un torto, messere Page.

PAGE
Messere, in qualche maniera e' lo confessa.

SHALLOW
Confessato non  riparato; non  cos messer Page? Egli m'ha fatto un torto, m'ha fatto un torto davvero; in una parola, mi potete credere, egli m'ha fatto un torto. Roberto Shallow, Scudiere, dice: m'ha fatto un torto.

PAGE
Eccolo qua Ser John.

.Entrano Ser John Falstaff, Bardolph, Nym e Pistol.

FALSTAFF
Allora, mastro Shallow, sporgerete querela al Sovrano?

SHALLOW
Cavaliere, m'avete mazzolati i miei servi, avete mazzati i miei cervi e sforzato il mio chiosco di caccia.

FALSTAFF
S ma forse ho sforzata la figlia del guardiacaccia?

SHALLOW
Uh spirito di patata! Voi me ne dovrete rispondere.

FALSTAFF
Ve ne rispondo subito: tutto questo l'ho fatto, l. Ora ve n'ho risposto.

SHALLOW
Lo si sapr in Camera Alta.

FALSTAFF
Meglio sara per voi se lo si sapesse in camera di carit: per non farvi ridere dietro.

EVANS
.Pauca verba.; Ser John, pene asseccate.

FALSTAFF
Pene asseccate! Pene una succa! Slender, a vossa ho rotto la zucca: cosa avete contro di me?

SLENDER
Per la Mariola, messere, ho parecchio qua nella zucca contro di voi, e contro i vostri marpioni acchiappafessi Baldolfo, Nym e Pistola.

BARDOLPH
Oib, caciottina di Banbury!

SLENDER
Dite, dite pure, io sto fresco.

PISTOL
Cos'hai da protestar, Mefostofilo?

SLENDER
Ma s, s, me ne frego.

NYM
Fetta di cacio che non sei altro! .Pauca, pauca.: ti faccio a fette, son proprio di quest'umore!

SLENDER
Dov' il mio creato, il Semplice? Zietto, l'avete veduto?

EVANS
Acchetatevi, per fafore! Cerchiamo un po' di capire: ci sono tre arpitri in questa faccenda, a mio modesto parere; cio, messere Page (fidelicet mastro Page); e ci  il sottoscritto (fidelicet me medesmo); e c' la parte tre (per ultima e per finire), l'oste mio della Giarrettiera.

PAGE
Giusto, ci siamo noi tre per arbitrare e raccapezzar la cosa tra i dua.

EVANS
Penissimo! Io ne fazzo nota nel mio calepino, e appoi
ci ponziamo sopra la causa con tanto discretamente come si p.

FALSTAFF
Pistol!

PISTOL
Pistol ha orecchie per sentire.

EVANS
Ma santo diafolone! Che moto di dire  questo,"ha orecchia per sentire"? Ma sentilo che spruffoni!

FALSTAFF
Ehi Pistol, hai forse fregato la borsa a mastro Slender?

SLENDER
Per li guantacci miei, s che l'ha fatto! Senn ch'io possa non pi rientrare nella mia camara granda! Sette grossi in moneta di zecca m'ha fregati, e duo piastrelle d'Edoardo che avevo pagate ognuna due scellini e du soldi a Nardo Bezzifasulli, lo giuro su sti guantacci.

FALSTAFF
Pistol,  vero codesto?

EVANS
No, sar falso, visto che lui  tagliaporse.

PISTOL
	Ehi tu, quel bufalaccio che vien da' monti!
	Ser John maestro mio, io sfida esigo
	da questo sciabolino di latta. Avanti,
	un motto di disdetta sulle tue .labras., lesto!
	Niega il tuo dire, svelto! Feccia e sborra!
	Tu dici le bugie!

SLENDER [.Indica Nym.]
Allora  stato lui, per ste manopole.

NYM
Messere, dammi retta, pgliala d'umor buono. Ch se ti salta l'umore di chiamare il birro per me, allora io ti dico "Bada ch'io ti scavezzo"; hai capito l'antifona?

SLENDER
Ma allora, per questo nicchio, me l'ha fregati quello con la faccia rossa!  vero che non ricordo cosa che ho fatto quando m'avete briaco, ma vivavvio non mi son completamente somaro.

FALSTAFF
Che gli rispondi, Gianni e Rubizzo?

BARDOLPH
Bene, mio sere, da parte mia io ci dico che trinca e ritrinca il valentuomo aveva perso le cinque sentenze.

EVANS
I cinque sensi, si dice! Pp, che schifo  l'ignoranza!

BARDOLPH
E sendo briaco, sere, ei venne, come si dice, scassato; e in tale modo gli eventi son iti oltre i sua intenti.

SLENDER
Uh, pure allora parlavi latino! Ma lasciamo stare.
Per questo vostro lacciuolo io non m'ubriaco mai pi in vita mia se non tra persone oneste, civili e scrupolose. Se mi briaco lo f con quei che hanno timor d'Iddio, mai pi con furfantacci beoni come voialtri.

EVANS
Pel ciudizio d'Iddio, questo  virtuoso proposito.

FALSTAFF
Padroni miei, voi sentite: tutte le vostre accuse sono respinte. Voi lo sentite, no?

.Entrano Anna Page .[c.he porta del vino; e poi.] .madonna Ford e madonna Page..

PAGE
No, figliola, il vino riportalo in casa; lo berremo dentro.
[.Esce Anna Page..]

SLENDER
O Cielo,  monna Annetta!

PAGE
Monna Ford, che mi dite?

FALSTAFF
Sull'onor mio, monna Ford, vi vedo con grande giubilo: col vostro permesso, madonna. .La bacia..

PAGE
Moglie, fa' buona festa a questi signori. Venite, ch abbiamo per desinare, caldo caldo, un bel pasticcio di lepre. Venite, s, miei signori, io spero che i dissapori li affogheremo nel bicchiere. .Escono tutti tranne Slender..

SLENDER
O porca miseria, darei sti quaranta scellini per aver qui i miei Canti e Sonetti.

[.Entra il Semplice..]

O Pierino, ma dove domine t'eri imboscato? Devo far da creato a me stesso ora? Non hai mica portato con te il mio libro d'Indovinelli?

SEMPLICE
Indovinelli? Ma non li avete imprestati all'Alice Biscotta all'ultima festa d'Ognissanti, due settimane prima del Sammichele?

[.Entrano Shallow e Evans..]

SHALLOW
Sveglia, nipote! Sveglia, nipote! Non aspettiamo che te. Una parola, nipote. Per la Madosca, sentimi qua, nipote; c', diciamo, un progetto, oh, una sorta di proposta che qui don Ughetto ha buttato l alla lontana. Tu mi capisci?

SLENDER
Messers, voi mi troverete ragionevole. Se la cosa  cos, io far ci che vuol ragione.

SHALLOW
Adagio, prova a capirmi.

SLENDER
Zietto,  questo ch'io f.

EVANS
Suvvia, date orecchio alle sua mozioni. Mastro Slender, io vi spiecare codesta faccenda, se ne siete capacit.

SLENDER
None, io far come dice zio Shallow; scusatemi tanto, don Ughetto: lui  giudice di pace in zona sua, chiaro com'io son qua.

EVANS
Ma il punto qui non  questo: il punto  il vostro parentado.

SHALLOW
Esatto, questo l' il punto, caro.

EVANS
Per la Maretta, questo! Il punto preciso l' questo qua: voi con madonna Annetta.

SLENDER
Sorbole! Se questo  il punto io me la impalmo subito con ragionevoli patti.

EVANS
Ma siete capace o no di affezionare la femmina? Permetteteci di pressarvi per sapere codesto dalla vostra pocca o dalle labia vostre, dacch svariati filosofi tengon le labia esser una mera porzion della pocca. Dunque per l'esattezza ce la fate a volere un poco di pene alla figlia?

SHALLOW
Abramo Slender, nipote mio, te la senti di volerle bene?

SLENDER
Io lo spero, zietto. Io vo' fare come conviene ad uno che segue ragione.

EVANS
No, per tutti li santi e sante del Patreterno! Qua mi dovete dire per chiaro se ce la fate a spostar su lei i desideri vostri per lei.

SHALLOW
Questo tu devi fare e non altro. Te la senti di maritartela con un buon appannaggio?

SLENDER
Io vo' fare codesto e pi, se me lo chiede zietto, sempre secondo ragione.

SHALLOW
No, nipote mio, sforzati, sforzati di capire: quel ch'io f lo f per il tuo vantaggio, nipote. Ce la fai ad amar la ragazza?

SLENDER
Io son saldo a pigliarla, zio, se me lo chiedi tu. E se poi non c' grande amore all'inizio, magari il Cielo pu farlo decrescere con miglior conoscenza, quando che siamo accasati e con pi occasione di capirci l'un l'altro. Io spero dimestichezza ci porti la contentezza. Ma se voi dite "spsala" io me la sposo, ch a questo io sono liberamente dissolto, e dissolutamente.

EVANS
Risposta propio discrepita! Ci  solo un piccolo punto dov' cascato l'asino, quel "dissolutamente". A mio modesto parere la parola dev'esser "risolutamente". Ma l'intenzione  puona.

SHALLOW
Non c' dubbio, credo che mio nipote volesse dir cosa buona.

SLENDER
Domine s, senn ch'io finisca alle forche, l!

SHALLOW
Ecco, ecco che arriva la bella madonna Annetta.

[.Entra Anna Page..]

Io vorrei tornar garzone per amor vostro, madonna!

ANNA
Il desinare  pronto in tavola. Mio padre prega lorsignori di fargli compagnia.

SHALLOW
Saremo ai sua ordini, bella monna Annetta.

EVANS
O penedetto Iddio, non sar certo assenza a sto penedicite. [.Escono Shallow e Evans..]

ANNA
Si compiace d'entrare vossignoria?

SLENDER
No, vi ringrazio davvero, di tutto cuore; sto molto bene cos.

ANNA
Il pranzo v'aspetta, signor mio.

SLENDER
Io non ho appetito veruno, gran merc veramente. [.Al Semplice..] Tu vai pure, briccone! Sebben tu sia mio creato, vai pure a servire Shallow, il mio zio. [.Esce il Semplice..] Ad un Giudice di Pace ci pu pure capitare di obbligarsi all'amico che gl'impresta il famiglio. Io pago tuttora tre creature e un paggio, io, finch la mamma non muore; ma che m'importa, vah, vivo lo stesso come un nobile squattrinato.

ANNA
Ma io non posso rientrare senza vossignoria: loro non siedono a tavola finch non siete arrivato.

SLENDER
Parola d'onore, io non tocco di nulla; ve ne dico merc come se avessi magnato.

ANNA
Io ve ne prego, entrate, signore.

SLENDER
Gran merc, preferisco far due passi qua fuori. Mi sono sbucciato uno stinco ieri l'altro tirando di stocco e pugnale con un mastro di spata: tre botte per un piatto di prugna cotte; e da allora affemia non sopporto il puzzo di carne cotta. Ma perch mai abbaiano i vostri cani? Che forse c' orsi in paese?

ANNA
Messers ce ne sono, penso; ne ho sentito conversare.

SLENDER
Ah cotesto l' un trastullo ch'io amo assai, epper io ci f obiezione pi di chiunque nel reame. Dite, che voi vi spaventate al vedere un orso slegato?

ANNA
Oh s, davvero, messere.

SLENDER
Toh, e invece per me l' un invito a carne e vino. Io l'avr visto venti volte Sackerson bello e slegato, e l'ho pure pigliato per la catena, vah. Ma le donne, ve l'assicuro, l'eran ululi e strilli che non vi dico: lo sapete, al sesso donnesco gli orsi proprio non vanno gi. Sono cosacce brutte e sarvatiche assai.

.Entra Page..

PAGE
Allora venite, caro messere Slender, venite: vi stiamo tutti aspettando.

SLENDER
Messere, gran merc, non mi va di mangiare.

PAGE
Per l'anima di San Puccio, voi non avete scelta, messere! Venite, venite drento.

SLENDER
Bene ma non cos: appresso a voi.

PAGE
Passate avanti, messere!

SLENDER
Madonna Annetta, passate prima voi.

ANNA
Oh no, io no. Ve ne prego, entrate.

SLENDER
No di sicuro, io non passo per primo. L, veramente, non vi f quest'affronto.

ANNA
 una preghiera, signore mio.

SLENDER
Doh, meglio villano che importuno. Per vi fate torto, l! Vi fate torto davvero! .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Evans e il Semplice..

EVANS
Muoviti, va' a domandare della casa del dottor Caio come che ci si giugne; e col ci apita una tale monna Spiccia, il quale gli fa a un dipresso da balia, ovvero da balia asciutta, ovvero da cuoca ovvero da lavanderia, ovvero da donna che lava e strizza.

SEMPLICE
Allora io vado, messere.

EVANS
Adagio un poco, che ora viene il meglio. Dalle sta lettera qui; perch sta 'onna l' totalmente intrinseca con la madonna Annetta Page; e la lettera  per precarla e postularla a secondare le cupidigie del tuo patrone appo la monna Annetta Page. Forza, smuovi le chiappe. Io v a finire il pasto: hanno ancor da venire cacio e pomi. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano Falstaff, l'oste, Bardolph, Nym, Pistol e Robin..

FALSTAFF
L'oste mio della Giarrettiera!

OSTE
Che mi dice il mio gran marpione? S vocifera, da persona colta e saggia.

FALSTAFF
In verit oste mio, ho da mandare a spasso qualchedun della mia brigata.

OSTE
Sbattili via, Ercolone, scassali tutti quanti; si diano una mossa: trotta trotta.

FALSTAFF
Io scucio dieci sterline la settimana.

OSTE
Tu sei un imperatore, un Cesare, un Kaiser, un Fesser! Il tuo Bardolfo l'assumo io: spiller, stapper. Ho ben favellato, Ettore magno?

FALSTAFF
Fa' come dici, oste mio bello.

OSTE
Ho detto; venga meco. [.A Bardolph..] Io vo' vederti elargire schiuma e calce. Ho una sola parola. Segui. .Esce..

FALSTAFF
Bardolph, seguilo. Stapparvino  un gran bel mestiere; vecchia guarnacca fa panciotto nuovo; fante insecchito fa garzon fiorito. Va'! Addio.

BARDOLPH
L' una vita che ho tanto desiato: mi ci far la grana.

PISTOL
O vil uomo gitano, vuoi tu brandir lo zipolo?
.Bardolph esce..

NYM
Ei fu concepito in fiasco. Non  spiritoso il mio umore?

FALSTAFF
Che sollievo ragazzi, mi sono sgravato d'un tale mazzo di solfanelli! Le sue ruberie erano troppo lampanti: quando ficcava le mani in tasca altrui ei pareva un cantore ciuco, non andava a tempo.

NYM
Un bell'umore sgraffigna bruciando l'attimo.

PISTOL
"Trasferire" l'appella il saggio. "Sgraffignare"! Vah, ci sputo sopra a codesta parola!

FALSTAFF
Bene, signori miei, io son ridotto quasi sui muriccioli.

PISTOL
Benben, che allor ti vengano i geloni alle chiappe.

FALSTAFF
Non c' rimedio:; debbo cacciare polli; debbo alzare l'ingegno.

PISTOL
Le cornacchiette devono pur magnare.

FALSTAFF
Chi di voialtri conosce un tale Ford del paese?

PISTOL
Io cognosco costui:  di grana ben carco.

FALSTAFF
Miei onesti giovini, vi far parte d'un raggiro che ho in pancia.

PISTOL
A giro di pancia due canne e pi.

FALSTAFF
Pistol, basta coi lazzi. Lo so che di pancia sar a dir poco due canne, ma ora ne va della pancia, ne va del magnare. Insomma, io vo' porre il campo attorno alla moglie di Ford. A giudicare di naso ella promette spasso: chiacchiera, fa il ditino, ti getta occhiate con l'esca; io intendo che sti sua vezzi mirano tutti all'atto, e se li sua atti parlassero, la loro voce pi dura, a dirla correttamente nell'inghilese,  questa: "Io sono di Ser John Falstaff".

PISTOL
Ma guarda un po', le ha studiato le volont, e l'ha tradotte dall'onest in inghilese.

NYM
L'ncora  nel profondo: sono o no un bell'umore?

FALSTAFF
Ora, si dice in giro che lei tien tutti i cordoni della scarsella di suo marito; e lui di angioli ne possiede legioni.

PISTOL
E tu ci contrapponi altrettante di diavoli. Fatti sotto, ragazzo, s.

NYM
L'umore cresce: benone! Umorizzatemi gli angioli.

FALSTAFF
Eccola qua, la lettera che le ho scritta: ed eccone un'altra per la moglie di Page, che pure lei mi faceva l'occhietto or non  molto, e mi scrutava le parti con espertissime scandagliate: a tratti il faro dell'occhio mi bagnava d'oro il mio piede, a tratti la mia ventraia regale.

PISTOL
E allora il Sol brill sul letamaio.

NYM
Ottimo umore! Grazie.

FALSTAFF
Dico, mi perlustrava le prominenze con s rapace arrapamento, che l'ardore del raggio suo parevami sbruciacchiare come uno specchio ustorio! Eccola qua l'altra lettera per lei. Anche costei tiene la cassa, anche costei l' terra di Guiana, tutt'oro ed opulenza. Io ci far da ministro del tesoro ad entrambe, ed esse saranno i mia due dicasteri: saranno le Indie d'Oriente e di Tramontana, ed io far commercio con ambedue. Tu vai a portar questa lettera a monna Page; e tu quest'altra a madonna Ford. Ragazzi miei qua ci rimpannucciamo, ci rimpannucceremo.

PISTOL
	Ed io dovrei Ser Pandaro troiano
	divenir, mentre pende al fianco mio
	l'acciaro? No, Lucifero
	vi mangi tutti!

NYM
E pure io non ho minga voglia di farmi galoppino di st'umori osceni. Qua, ripigliati la tua epistola umorosa, ch'io serber i costumi dell'onore.

FALSTAFF [.A Robin.]
	Ehi tu, portali tu questi viglietti
	da bravo; s veleggia, o mia pinnaccia,
	a quelle piagge d'oro. E voi fuori dai piedi,
	beccamorti, svanite come grandine,
	zoccolate, scasate, pisciate in altre nevi,
	fate fagotto, marsc! Falstaff imparer
	lo spirito dei tempi: economia
	alla francese, cancheri! Io da solo
	e il mio paggio in livrea.
.Escono Falstaff e Robin..

PISTOL
	Gli avvoltoi ti possano adugnare
	le trippe! I dadi con il trucco reggono
	ancora e ben piombati i bassi e gli alti
	fregano ricchi e poveri. Avr tanti soldoni
	nella scarsella, quando tu sarai
	in un lecceto, o vile Turco Frigio!

NYM
	Ne' miei programmi guazzano umori di vendetta.

PISTOL
	Vuoi vendicarti?

NYM
			S, pel firmamento
	e la sua stella!

PISTOL
			Con furbizia o acciaro?

NYM
	Con ambo questi umori: io me ne v da Ford
	e spiattello l'umor di quell'amore.

PISTOL
	Ed io pur io, il Page conoscer
		come qualmente Falstaff schiavo bffice
	la sua colomba a prova metter,
		si becca l'oro e sporca il giaciglio suo soffice.

NYM
Quest'umor mio non si raffredda minga sapr infiammare Page ad adoprar veleni, lo far bello e gonfio d'un giallo furioso, dacch la mia rivolta l' rischiosa. Questo  il mio umor verace.

PISTOL
Uomo, sei proprio il Marte dello Scazzo. Io t'assecondo: in marcia! .Escono..

/:/Scena IV


.Entrano monna Spiccia e il Semplice..

MONNA SPICCIA
Eh, Giovanni! [.Entra Rugby..] Fammi il favore, va' alla finestra e guarda un po' se vedi venire il dottore Caio. Ch se mi spunta, sull'anima mia, e ci trova in casa qualcuno, qua si verifica altro che abuso della pazienza di Domine e della lingua del Re.

RUGBY
Bene, v a fare la guardia.

MONNA SPICCIA
Vai, ch poi non appena  l'avemaria ci beviamo suso un poncino che lvati, sulla bragia d'un buon carbone di quel di mare. [.Esce Rugby..] L' un gran bravo figliolo di, lesto, onesto, come in casa ne arrivan pochi cos. E ve lo dico io, lui non fa chiacchiera n zizzania. Ch il suo vizio peggiore  l'uzzolo d'infilzar paternostri; beh da quel lato l' un pochino toccato; ma uomo vivo non c' che non aggia il suo difetto, lasciamo stare. Pierino il Semplice avete detto, cos vi chiamate?

SEMPLICE
Monna s, in mancanza di meglio.

MONNA SPICCIA
E il vostro padrone l' mastro Slender?

SEMPLICE
Monnas, esatto.

MONNA SPICCIA
Non porta micca un barbone tondo come la mezzaluna del guantaio?

SEMPLICE
Ma che voi dite! Tiene una faccina cos, con quattro peluzzi gialli - una barbetta color di Caino.

MONNA SPICCIA
Allora l' un tipo di pasta frolla, o dico male?

SEMPLICE
Czzica! Dite bene. Per l' lesto di mano come qualunque tra sta zucca e la sua: ha baccagliato di brutto con un guardiano di conigli.

MONNA SPICCIA
No, dite da vero? O 'spetta ch'io lo ricordo: non tiene come s'ei fusse la testa in suso, e marcia che pare un palo?

SEMPLICE
Proprio cos, dite bene, proprio cos.

MONNA SPICCIA
Orben, che Dominiddio non mandi all'Annetta nulla di peggio! Voi dite a messer curato ch'io far quanto posso per il vostro padrone: l'Annetta  una brava figlia, e io vorra...

[.Entra Rugby..]

RUGBY
Fuora, fuora per carit, arriva il principale.

MONNA SPICCIA
Ora s che ci scuoia tutti. Giovinotto, scappa di qua, ficcati nell'armadio. Lui non si ferma a lungo. [.Semplice si caccia nell'armadio..] Ehi tu, Rugby! Giovannino! Senti qua, Giovannino! Giovannino, va' fuori a chiedere del padrone: mi vien paura che non stia bene, ch non mi rientra in casa.
[.Canticchia..] .E gi, poi gi, e poi colaggi ecc..

[.Entra il dottor Caio..]

CAIO
Che domine voi cantare? Io non mi piacciono le baggianate. Pregovi andare e pigliare per me in mio armadio .une boitine verte. - ah scatolina, uh, una verde scatolina. Voi intendere cosa io parlare? Una verte scatolina.

MONNA SPICCIA
Sicuro, sicuro, ve la v a prendere io. [.A parte..] Manco male che non c' ito lui stesso. Se ci trovava il garzone, si scaldava peggio d'un bue.

CAIO
.Fe, fe, fe, fe, ma foi, il fait fort chaud Je m'en vais voir  la court la grande affaire..

MONNA SPICCIA
 questa qua, messere?

CAIO
.Oui, mette-le. in tasca mia, .dpche., spiccia. Dove essere il magnapagnotte Rugby?

MONNA SPICCIA
Ehi, Rugby, John Rugby!

RUGBY
Son qua, messere!

CAIO
Tu essere Rugby mio giovanotto ed essere Rugby fessacchiotto. Di, piglia mio spadone e segui miei tacchi adessadesso alla corte.

RUGBY
L' apparecchiato, messere,  qui nel portico.

CAIO
Io tardo troppo, aff. Malnaggia, .que ai je oubli.? Vi essere alcuno semplice lattovaro nell'armadio ch'io non voglio per tutto il mondo lasciarlo dietro.

MONNA SPICCIA
Ah misericordia, ora ci trova il garzone e d di matto!

CAIO
.O diable, diable.! Che  nell'armadio mio? Infamia, .larron.! [.Tira fuori il Semplice..] Rugby, il mio spadone!

MONNA SPICCIA
Padrone mio, state cheto.

CAIO
Perch dover stare a-cheto?

MONNA SPICCIA
Il garzone  uomo per bene.

CAIO
E che farci in mio armadio l'uomo per bene? Non c' uomo per bene chi viene in mio armadio.

MONNA SPICCIA
Io vi scongiuro non siate cos flemmatico! Eccovi la verit: lui veniva a parlarmi da parte del parroco don Ughetto.

CAIO
Bien?

SEMPLICE
Messers  la verit: venivo a chiederle di...

MONNA SPICCIA
Statevi zitto per carit!

CAIO
Zitto la vostra lingua. [.Al Semplice..] Dite-ah vostra
nuova.

SEMPLICE
Chiedere a questa onesta monna, vostra fantesca, di dire una buona parola alla monna Annetta pel mio padrone a riguardo del parentado.

MONNA SPICCIA
Tutto qui ve lo giuro, l! Ma io non ci metto il dito nel foco, quando non c' bisogno.

CAIO
Vacca boia, don Ugo vi manda? Rugby, passami un foglio di carta. Voi aspettare un poco. .Scrive.

MONNA SPICCIA [.A parte al Semplice.]
Manco male che l'ha presa fresca. S'egli s'avviluppava sul serio, sentivate le urla, le collere. Ma con tutto codesto, giovinotto, io far pel vostro padrone tutto il bene che posso. E il vero, a dirvela tutta,  che questo dottor franzese mio padrone - e io lo posso chiamar padrone, io, perch gli tengo la casa; e gli lavo e gli strizzo, f la birra f il pane f pulizia, appresto magnare e bere, f i letti f tutto da sola...

SEMPLICE [.A parte a monna Spiccia.]
Cspita, l' un gran peso mettersi in questo modo sotto ad un omo.

MONNA SPICCIA [.A parte al Semplice.]
Ve ne rendete conto no? Un bel peso per chi sta sotto; e levarsi al mattino presto, ire a nanna a notte fonda, ma con tutto codesto - ve lo vo' dire in un'orecchia e non vorra se ne dica motto - il mio principale in persona l' cotto di monna Annetta. Ma con tutto codesto, io so cosa pensa l'Annetta - lasciamo perdere vah!

CAIO
Bertuccia, tu portare cotesta lettera a don Ughetto. Vacca boia, l' una disfida. Io volergli tagliare gola in bosco, e volere insegnare ad un piteco rognoso di prete a impicciarsi e darsi da fare. Puoi partire, vah! Non star bene tu restare pi. Porca vacca, io volere tagliare tutt'e due i di lui corbelli. .Parbleu., non avr una balla da buttare al cane.
[.Il Semplice esce..]

MONNA SPICCIA
Poverino, lui parla solo a favor dell'amico suo.

CAIO
Non fottemi nulla di ci. Voi non dire che monna Annetta io averla tutta per me? Porca vacca, io ammazzare quel prete scimia; ed ho caricato l'oste nostro de la Giartella di misurare strumento nostro. Vacca boia, monna Annetta sar di me.

MONNA SPICCIA
Messere mio, la figlia vi ama e tutto andr bene. Lasciamo cianciar la gente: ma che domine!

CAIO
Coso, vieni con me alla corte. [.A monna Spiccia..] Per la vacca, s'io non avere Annetta io cacciare la vostra zucca fora della mia porta. - Segui miei tacchi, coso.

MONNA SPICCIA
Voi l'avrete, voi l'avrete An... [.Escono Caio e Rugby..] dico, ancora e sempre la vostra zucca di matto. No, io so quel che pensa Annetta; non ci  femmina in Windsor che sappia meglio di me il pensiero d'Annetta, n che la possa fare con lei quello ch'io posso, graziaddio.

FENTON [.Di dentro.]
Oh, c' nessuno in casa?

MONNA SPICCIA
E ora chi domine ? Venite accosto alla casa, prego.

[.Entra Fenton..]

FENTON
Orb buona donna, come la va?

MONNA SPICCIA
Meglio da quando vossignoria  cos buona da domandarlo.

FENTON
E quali notizie? Come la sta la gentile Annetta?

MONNA SPICCIA
Proprio vero, signore, gentile e onesta e graziosa, e la vi guarda con occhio amico - questo poi ve lo posso assicurare, sia grazie a Domine.

FENTON
Ma tu credi che avr successo? Non sar una inutile corte?

MONNA SPICCIA
Monsignore, veramente l' tutto nelle Sue mani lass; ma con tutto codesto, mastro Fenton, lo giurerei sovra una bibbia ch'ella vi ama. Vossignoria non ha minga un porricino sull'occhio?

FENTON
S perbacco, ce l'ho: e allora?

MONNA SPICCIA
Ben, ci  tutta una storia. L' un tal tipetto, Dio bono; ma una figliola onesta, ve lo detesto, come poche che magnan pane. Si  conversate un'ora su quel cecino, oh v! Niuna mi far ridere come codesta figliola! Per l' vero che cede troppo a ponzamenti e alliclle. Ma verso di voi - benb - non dico.

FENTON
Bene, la vedo oggi stesso. Tieni, questo  danaro per te. Mttici a mio favore qualche buona parola. E se tu la vedessi prima raccomandami a lei.

MONNA SPICCIA
Ma scherzate? Aff mia se non lo faremo; e a vossa dir altro su quel porricino la prossima volta che abbiam confidenza; e pure su alcuni altri che le van d'attorno.

FENTON
Bene, a presto, ch'io v di gran prescia ora.

MONNA SPICCIA
Buona serata a vostra eccellenza! [.Esce Fenton..] Propio un onesto gentiluomo, oh v! - per l'Annetta non gli vuol bene; ch'io lo conosco meglio di altre cosa bolle in quel cervellino. - Oh malnaggia, mi stavo scordando!
.Esce..

/:/ATTO II



.Scena I


.Entra madonna Page, con una lettera..

MADONNA PAGE
Ma come, ho scansato le missive d'amore quando la mia belt era in festa, e ne divengo l'oggetto ora? Vediamo. [.Legge..]
"Non dirmi ch'io ti spieghi perch t'amo, dacch pur se l'Amore chiede a Ragione avviso, non l'accetta per per consigliere. Tu giovine non sei, ed io non pi; e allora, di, questa l' affinit. Tu sei giuliva, ed io lo sono pure; ah, ah, questo ci fa pi affini ancora. Ti piace il vin di Spagna, e pure a me vorresti forse affinit pi affine? Deh, sati sufficiente, monna Page - almeno, se ti basta l'amore d'un soldato - che io ti ami. Ed io non ti dir, pietade abbi di me, ch tal non  parlare da soldato. Io dico, mami. E firmo,
	Il tuo fido scudiere,
	di giorno o di sera,
	per ogni lumiera,
	pronto per te a pugnare
	con ogni potere,
		JOHN FALSTAFF."
Ma che razza d'Erode giudeo  costui? O mondo, mondo malvagio! Un vecchiardo che sta per cascare a pezzi, venirmi qua a fare il giovine cascamorto! Ma pe' mille diavoli qual leggerezza avr mai pescato nella mia condotta codesto trincatore fiammingo, da osare serrarmi ora con sti lacciuoli? E dire che m'ha veduta s e no tre volte! Ma cosa potr avergli detto? Ch anzi nel brio allora mi tenni a freno parecchio. Che Iddio mi perdoni! Ma cspita io vo' presentare una proposta in parlamento, per fare la festa a tutti sti maschiacci. In quale maniera potr fargliela pagare? Perch in qualche maniera io sar vendicata, com' sicuro che le sua budella sono formate di salcicce!

.Entra madonna Ford..

MADONNA FORD
Madonna Page! Figurati ch'io venivo da te.

MADONNA PAGE
E anch'io, ma pensa, io venivo a cercarti. Uh ma tu hai un s brutto aspetto!

MADONNA FORD
Macch, non lo credo affatto. Ho qui la prova del contrario.

MADONNA PAGE
Per l' cos, t'assicuro.

MADONNA FORD
Bene allora sar cos. Per, ti dicevo, potrei farti vedere qualcosa che dimostra il contrario. O monna Page, dammi qualche consiglio!

MADONNA PAGE
Ma cosa c', donna mia?

MADONNA FORD
O amica mia, non fusse per qualche scrupolo da dozzina, che onore potrei ottenere!

MADONNA PAGE
Mia cara, mandalo a quel paese lo scrupolo, e beccati l'onore. Ma di che onore si tratta? Gli scrupoli lasciali perdere - che onore ?

MADONNA FORD
S'io volessi andare al ninferno per qualche eterno minuto, potrei divenir cavaliera.

MADONNA PAGE
Che? Tu mi uccelli! Ser Alice Ford? Ma bada che sti cavalieri hanno il brando facile, sai; sicch faresti meglio a non alterare il rango de' nonni.

MADONNA FORD
Beh, qua si perde tempo. Tieni, leggi, leggi; guarda in che guisa posso avere il cavalierato. Sinch avr vista per scartare il brutto dal bello, io degli uomini grassi penser corna pi che mai. Eppure costui non scuoiava santi, elogiava la donna modesta, e con tale ritegno e garbo ti biasimava ogni impropriet, ch'io l'averei giurato che l'indole sua fusse tutt'una con le parole. Invece ste cose gli van d'amore e d'accordo come il libro de' Salmi con un'ariaccia da bordello. Ed io mi chiedo, quale tempesta ha buttato a riva in Windsor codesta balena con cento barili d'olio in pancia? Quale partito l' meglio per vendicarmi di lui ora? La strada migliore, io mi credo, sara di lattarlo di speranza finch il tristo foco della sua foia non l'abbia sciolto nel suo stesso untume. Hai mai sentito l'eguale?

MADONNA PAGE
Lettera per lettera! Soltanto i nomi Page e Ford differiscono! A tuo grande sollievo in sto misterio de' giudizi tristi, eccoti la gemella della tua lettera. Ma l'eredit ce l'abbia pure la tua, ch la mia, t'assicuro, non la rivendicher. Io ci scommetto che costui ne ha mille di ste missive, con lo spazio in bianco pei vari nomi - ma che dico, pi di dumila - e queste son la seconda edizione. Le stamper, non c' dubbio. Lui non fa differenza tra ci che mette sotto la pressa, visto che vuole metterci sotto ambedue. Ma io vorr piuttosto essere moglie d'un titano, e giacer sotto il monte Pelio. Affogaggine! Farei prima a trovarti venti tortore ben arrapate, che un singolo uomo pulito.

MADONNA FORD
Dico, questa l' proprio uguale: stessa mano, stesse parole. Ma che diamine pensa di noi?

MADONNA PAGE
Beh, non lo so davvero; mi fa sentire quasi parata a bisticciar con la mia onest. D'ora in poi vo' trattare me stessa come una donna che non conosco; perch certo, se lui non sapesse di me qualche tratto ch'io stessa non so, non m'averebbe abbordata giammai con tanta violenza.

MADONNA FORD
E tu lo chiami abbordare? Ma allora io mi vo' assicurare ch'egli rimanga sovra coverta.

MADONNA PAGE
Cos far anch'io: se mai riesce a infilarsi sotto la mia coperta io non rischio l'onda mai pi. S, pigliamoci una vendetta: gli fissiamo un abboccamento, lo assecondiamo per finta nei su' armeggi, e gli meniamo il cane per l'aia sventolandogli l'esca sotto il naso, sinch non sar ridotto a impegnarsi i cavalli all'oste nostro della Giarrettiera.

MADONNA FORD
Anzi, io son pronta a fargli di contro la qualsivoglia porcheria, che non la sporchi la pulizia del nostro onore. Ah se mio marito vedesse sta lettera! La darebbe senza pi fine nutrimento alla sua gelosia.

MADONNA PAGE
O guardalo l che arriva, e il mio buon uomo assieme a lui. Lui l' lontano da gelosia come son io dal dargliene causa: che l', spero, distanza enorme.

MADONNA FORD
Cara mia, sei la pi fortunata.

MADONNA PAGE
S, complottiamo assieme contro codesto baron dell'unto. Vieni da questa parte.
[.Vanno sul retroscena..]

.Entrano Ford. [.con.] .Pistol, e Page .[.con.] .Nym..

FORD
Via, spero non sia cos.

PISTOL
	La speranza, alle volte,  un cane senza coda:
	Ser John ti concupisce la mogliera.

FORD
Messere mio, mia moglie non l' pi una fanciulla.

PISTOL
	Ebben? Colui corteggia in alto e in basso,
	ricche e indigenti, giovani e attempate,
	e l'una assieme all'altra, messer Ford.
	Ama la mesticanza: Ford, riflttici.

FORD
Prendersi di mia moglie?

PISTOL
	Messere s, col fegato che scotta.
	Metti le mani avanti, oppure vai
	come il Sere Atteone, proprio lui,
	con Fido alle calcagna.
	Oh, quale nome odioso!

FORD
Quale nome, messere?

PISTOL
	Le corna, dico. Addio.
	Occhi averti; sta' in guardia; dacch i ladri
	van di giro la notte; e tu previnili
	prima che il caldo arrivi, o canti il cculo.
- Andiamo, ser caporale Nym! - Tu dagli retta, Page, ch Nym parla da senno. .Esce..

FORD [.A parte.]
Mi armer di pazienza. Voglio vederci chiaro.

NYM [.A Page.]
E cotesto l' il vero; non amo l'umor menzognero io. Lui m'ha fatto dei torti in vari umori. Io dovevo portarle la sua missiva umorosa. Ma Nym ha un brando, ed esso, se occorre, sa azzannare. Lui t'adocchia la moglie, e questo  quanto. Il nome mio l' il Caporale Nym. Io dico e garantisco: questa  la verit. Mi chiamo Nym, e Falstaff punta a mogliera. Adieu. Io non amo l'umor del pane e cacio. Adieu. .Esce..

PAGE
Costui va tutto in brodo d'umore, o sntilo!  un malandrino che ti spaventa l'inglese e lo rincoglionisce.

FORD
Io v a parlare a Falstaff.

PAGE
Mai sentito un marpione cos bavoso e spocchioso.

FORD
Se appuro qualcosa - bene.

PAGE
Non credo ad una parola di sto Circasso, manco se il parroco del paese mi caldeggiasse la sua onest.

FORD
Costui m' parso un tipo giudizioso - bene.

PAGE
Che fai qui, monna Rita?

[.Madonna Page e madonna Ford si fanno avanti..]

MADONNA PAGE
E tu dove vai, Giorgetto? T'ho da dir belle
cose.

MADONNA FORD
Allora, caro Frank, perch cos scorbacchia-
to?

FORD
Io scorbacchiato? Io non lo sono per niente. Vanne in casa piuttosto, va.

MADONNA FORD
Ah, giuro che ci hai dei grilli pel capo ora. Vogliamo andare madonna Page?

MADONNA PAGE
S vengo. Tu vieni a pranzo, Giorgetto? [.A parte a madonna Ford..] Ma guarda l chi arriva: ci servir da postina per il nostro poltrone.

MADONNA FORD [.A parte a madonna Page.]
Credi, pensavo proprio a lei. Ci servir a meraviglia.

[.Entra monna Spiccia..]

MADONNA PAGE
Siete venuta a vedere mia figlia Anna?

MONNA SPICCIA
Proprio, madonna s; e ditemi per favore, come vive madonna Annetta?

MADONNA PAGE
Venite in casa e vedrete: staremo a parlare un'oretta.
.Escono madonna Page, madonna Ford e monna Spiccia..

PAGE
Compare Ford, state bene?

FORD
L'avete udito, nevvero, ci che m'ha detto quel castrone?

PAGE
Io ho, e voi pure udiste quel che m'ha detto l'altro?

FORD
Credete ci sia qualcosa di vero?

PAGE
Che li impicchino, schiavi! Io non credo che il cavaliere s'arrischi a codesta cosa. Via, costoro che lo accusano di intenzion sulle nostre donne sono un'appaiata di birri che costui ha cacciati: due veri furfanti, ora che han perso la mangiatoia.

FORD
Erano gente sua?

PAGE
Erano s, la malora!

FORD
Non che questo m'accheti. Lui alloggia alla Giarret-
tiera?

PAGE
S, per domine, s. E quando invero volesse viaggiare cos verso mogliama, io gliela sciolgo addosso, e quel che trarr da lei oltre alle male parole, la mia crapa lo porti.

FORD
Io non dubito di mogliama; ma non mi sentirei di mandarli sciolti assieme. Un uomo pu fidarsi troppo. Io non vo' trasportar nulla sul cranio. N cos facilmente mi metto il cuore in pace.

PAGE
O guarda l come l'oste nostro sen vien sbraitando! Quando ha una cera cos giuliva, o ci ha vino nelle cervella o pecunia nella scarsella.

.Entra l'oste..

Che mi racconti, caro il mio oste?

OSTE
Che mi racconti tu, birbone mio? Tu s che sei un galantuomo! - E tu palsati, Giudice Vitaiolo!

.Entra Shallow..

SHALLOW
Eccomi, oste mio, eccomi qua. Venti volte buond, ottimo messer Page! Messere Page, volete venire con noi? C' un gran diporto in vista.

OSTE
E diglielo, Giudice Vitaiolo; diglielo, birbaccione.

SHALLOW
Messer mio, qua s'apparecchia un duello tra don Ughetto prete gallese e Caio cerusico franzese.

FORD
Una parola con voi, caro il mio oste. .Lo tira a parte..

OSTE
Cosa vuoi dirmi, baldraccone?

SHALLOW [.A Page.]
Vi va di venire a vederlo? Il nostro oste cacasollazzi ha dovuto misurar la ferraglia, e mi credo ch'ei li ha indirizzati ad abboccarsi in luoghi diversi. Perch, mi dovete credere, sento che il parroco non scherza minga. Venite, vi dico la burla che s' parata. [.Parlano a parte..]

OSTE
Di', non hai tu querela contro il centauro mio, il mio cliente a cavallo?

FORD
No, lo giuro, nessuna. Ma vi vo' dare un barilotto di vin speziato se mi fate arrivare da lui, dicendogli che il mio nome  messer Rivoletto - cos, solo per burla.

OSTE
Qua la mano, birbante! Tu avrai ingresso e regresso - ho detto bene? - e il tuo nome sar Rivoletto. Lui l' un cavalier gioviale. Emiri miei, vogliamo andare?

SHALLOW
Sono teco, oste mio.

PAGE
Io ho sentito che il francioso sa dar bene col suo spadone.

SHALLOW
Oh, uh, messer mio, io arei potuto dirvi pi l! Di questi nostri tempi e' si fa tutto sulle lunghezze, sulle passate, sulle stoccate e io non so che altra cosa. Ma l' la corata, messere Page, l' tutto qua drento, tutto qua drento. Passato  il d ch'io solo col mio spadone, ben quattro di quei stangoni io ve l'arei fatti schizzar come topi.

OSTE
L, ragazzuoli, in guardia, l, l. Beh, ci diamo una mossa?

PAGE
D'accordo andiamo. Ma io preferirei vederli bezzicare e non infilzare. [.Escono l'oste, Shallow e Page..]

FORD
Codesto Page  uno gnocco sicuro, a starsene cos saldo sulla fralezza della moglie sua. Io non potrei cos facilmente buttar via la mia convinzione. Ella  suta in sua compagnia in casa di Page; e cosa han compicciato l drento, io ignoro. Bene, io vo' vederci un poco pi in l, ed ho preparato un camuffamento per scandagliare quel Falstaff. S'io truovo ch'ella  onesta, io non spreco fatica. E quando ch'ella fusse l'opposta, la mia  fatica bene impiegata. .Esce..

/:/Scena II


.Entrano Falstaff e Pistol..

FALSTAFF
Io non ti presto un soldo.

PISTOL
Ebbene, allora il mondo  l'ostrica mia, ch'io con l'acciaro spalancher.

FALSTAFF
Neanche un soldo. Io ho consentito, messere, a che voi spillaste danaro sul credito mio. Io ho rotto le balle agli amici pi cari, onde cavar di galera tre volte voi e il vostro compagno di pariglia, Nym; o altrimenti areste veduto il sole a sbarre, come duo gemelli babuini. Io mi son meritato l'inferno spergiurando ai gentiluomini amici miei che voi dua eravate bravi soldati e gente di fegato. E quando la monna Brigida perse il manico del ventaglio, io diedi parola d'onore che tu non ne sapevi nulla.

PISTOL
E non hai avuto la parte tua? Non avesti i tuoi quindici soldi?

FALSTAFF
Ragiona, trista cosa, ragiona: credi tu che io rischierei l'anima gratis? In una parola, non penzolarmi pi dattorno, ch'io non son minga il cappio che t'impicca. Va'! - lametta in pugno e pigia pigia - al tuo maniero di Portapizzuta, va'! La lettera mia non ti va di portarla, carogna che non sei altro? Ci tieni alla tua reputazione? Ma come, tu obbrobrio senza confini, io stesso sudo le sette camicie per tenere l'onor mio senza macchia; io, io, io stesso alcune fiate, lasciando a mancina il timor d'Iddio e celando l'onore nella necessit, mi adatto a uccellare, a turlupinare, a traslare. E tu malacarne mi vuoi camuffare i tua stracci, celare il tuo muso di gattomammone, la tua parlata da bisca, e le tue bordate di moccoli, sotto l'impannucciata del tuo onore! Non ti volevi sporcare le mani, eh?

PISTOL
Mi arrendo: che vorresti di pi da un mortale?

[.Entra Robin..]

ROBIN
Signore, c' qui una donna che vuole parlarvi.

FALSTAFF
La s'introduca.

.Entra monna Spiccia..

MONNA SPICCIA
Buona giornata a vostra signoria.

FALSTAFF
Buond, mia buona sposa.

MONNA SPICCIA
No, sposa no, se garba a vossignoria.

FALSTAFF
Madamigella, allora.

MONNA SPICCIA
Propio cos lo giuro - come mia madre appena ch'io venni al mondo.

FALSTAFF
Io credo al giuro. In che cosa vi servo?

MONNA SPICCIA
Posso a vossignoria largire un motto o due?

FALSTAFF
Bellezza mia, dumila. Io largisco l'udire.

MONNA SPICCIA
Mio sere, v' una certa madonna Ford - ma prego, fatevi un poco pi accosto ora - io stessa vivo col ser dottore Caio...

FALSTAFF
Andate avanti; monna Ford, voi dite...

MONNA SPICCIA
Esatto, vostra grazia dice il vero - prego vossa venire un poco accosto.

FALSTAFF
Io t'assicuro, nessuno qui ci sente. L' gente mia, gente mia.

MONNA SPICCIA
Ah veramente? Iddio li benedica, e ne faccia suoi servi!

FALSTAFF
Dunque, madonna Ford - che volevate dirne?

MONNA SPICCIA
Ah, sere mio, un'ottima creatura! - Ges, Ges, vossa l' un seduttore! Beh il Cielo vi perdoni, io prego, e tutti noi!

FALSTAFF
Madonna Ford, suvvia, madonna Ford.

MONNA SPICCIA
Madonna santa, ecco tutta la storia: l'avete messa in tale tarantella che l' una meraviglia. Il cortegiano meglio di tutti, quando che la corte sta in Windsor, non arebbe saputo menarla a tal pat. E dire che vi son stati cavalieri, e baroni, e signori con carrozza e cavalli - io ve lo giuro, veh, cocchio su cocchio, lettera dopo lettera, regalo su regalo - e prefumati di muschio che l'era una squisitezza, e tutti frusciamenti, giuro, di sete e d'oro, con motti cos alliganti e vino e zucchero dei pi prestanti e fini, che arebbero vinto il cuore d'ogni dama; ed io ve l'assicuro, che nemmanco un occhietto hanno avuto da lei; io stessa ebbi donati propio questa mattina venti angioli; ma d'angioli di tal fatta - cos come li chiamano - non me ne importa un tubo, se non per cose oneste; eppoi, io ve lo giuro, mai poteron menarla manco a succiare un sorsetto col pi tronfio di loro, e v'assicuro che ci sono stati dei conti, no, che dico, assai di pi, guardie del Re, ma giuro, per lei son tutti cacca.

FALSTAFF
Ma a me che cosa dice? Sii succinta, mia ottima Mercuria.

MONNA SPICCIA
O Madonnuccia, lei ha ricevuta la vostra lettera, e ve ne ringrazia le mille volte; e mandavi a notificare che suo marito sar assenza da casa tra le dieci e le undici.

FALSTAFF
Dieci e undici.

MONNA SPICCIA
Cos, esatto; e allora potete venire a vedere il ritratto, dice lei, che voi sapete. Mastro Ford suo marito non ci sar. Ah che la santa donna mena con lui una vitaccia:  una vera gelosia quel suo marito; ell'ha con lui una vita davvero sfronzolata, povera donna.

FALSTAFF
Dieci e undici. Donna, raccomandami a lei; non mancher.

MONNA SPICCIA
Ah, che voi dite bene! Io tengo per per vossa un altro messaggero. Anche madonna Page vi si ricorda di cuore; ed io vo' dirvi all'orecchia, ella  moglie egualmente civile, modesta e scorreggiosa, ed una, ve lo vo' dire, che pi d'ogni altra in Windsor non si perde un patrenostro di mane e sera; e m'ha ordinato di dire a vossignoria che suo marito si spicca raramente di casa, ma ella spera che prima o poi egli si spiccher. Mai vista una donna pigliarsi per qualcheduno una tale sbandata. Sicuramente io penso che abbiate dei talismani, va l; affemia, sicuro.

FALSTAFF
Non io, parola d'onore. Qualora si tenga a parte l'attrazione del mio personale, non ho talismani di sorta.

MONNA SPICCIA
Benedetto per questo il vostro cuore!

FALSTAFF
Ma per favore dimmi questo ora: la moglie di Ford e la moglie di Page, si sono ragguagliate infra loro ch'elle son cotte di me?

MONNA SPICCIA
Uh questa sarebbe bella assai! Non saranno cos sgraziate io lo spero: codesto sarebbe sul serio un bel pasticcio! Per madonna Page ella vorra che le mandaste il vostro paggetto, che sara gran pegno d'amore. Suo marito ha una tale infezione per quel paggetto; e veramente Mastro Paggio l' una gran pasta d'uomo. Non v' una moglie in Windsor c'abbia vita migliore di lei: ella f d'ogni cosa a suo modo, dice quel che le gira, accatta di tutto e tutto paga, va alla nanna quando che ha sonno e si leva quando le pare, tutto va come lei comanda e onestamente se l' meritato, perch se esiste in Windsor una donna a modo, codesta l' lei. Dovete mandarle il paggio, c' poco da fare.

FALSTAFF
Ma certo che glielo mando.

MONNA SPICCIA
Beh mandatelo dunque, e guardate qua, il paggio pu andare e venire infra voi due. E in ogni caso parate un motto d'intesa, ch vi possiate capire infra voi senza che il naccherino ci si raccapezzi; perch non  ben che i piccini sappian le male cose; quelli in et, lo sapete, han come dicono la discrezione, e sanno come va il mondo.

FALSTAFF
Va' sana! Ricordami ad ambedue. Ecco la mia scarsella, e ancora ti son debitore. Figliolo, va' dietro a codesta donna. [.Escono monna Spiccia e Robin..] Queste nuove mi dan frastorno.

PISTOL
	Quella battana  un legno corrier di Cupdo.
	Schiaffa pi vele, incalza, drizza bande;
	fuoco alle micce!  preda mia, o Netturno
	li affoghi tutti! [.Esce..]

FALSTAFF
Dunque  cos, vecchio Jack? Va' per la tua via. Da sto tuo vecchio corpaccio io voglio spremere molta pi gioia di prima. Ti guardano ancora tutte allupate? Vuoi tu, che hai speso tanta pecunia, diventarmi adesso un che ne agguanta? Gran merc, carcassona mia. Dicano pure che t'han fatto all'ingrosso; ma se ancora fai colpo non importa nulla.

.Entra Bardolph.

BARDOLPH
Ser John, c' gi un certo messer Rivoletto che vuole molto parlarvi e far conoscenza con voi; ed ha mandato a vossa un sorso mattutino di vin di Spagna.

FALSTAFF
Rivoletto, si chiama?

BARDOLPH
Messere s.

FALSTAFF
Fallo salire. [.Bardolph esce..] Codesti Rivoletti mi son benvenuti, dacch vi trabocca un tale liquore. Ah, ah! madonna Ford e madonna Page, dunque io v'ho incastrate? Allora sotto, via!

.Entra. [.Bardolph, e con lui.] .Ford travestito..

FORD
Dio vi salvi, signore.

FALSTAFF
E voi pure, messere. Mi volevate parlare?

FORD
Io mi f ardito di pressarvi con troppo breve preambolo.

FALSTAFF
Voi siete il benvenuto. In che vi posso servire? Garzone, facci il favore. [.Bardolph esce..]

FORD
Ser John, io sono un gentiluomo che ha molto sborsato. Il mio nome  Rivoletto.

FALSTAFF
Caro messer Rivoletto, vorrei conoscervi meglio.

FORD
Mio caro Ser John, io ho eguale richiesta; non per dare alcuno carico a voi, dacch io vo' che crediate ch'io credo di essere, pi che voi stesso non siate ora, in grado di prestare moneta - il che m'ha dato un poco l'ardire di questa mia improvvisata. Perch si dice che quando fa strada la palanca, ogni porta si spalanca.

FALSTAFF
La palanca  un buon uomo d'arme, messere: fa sempre breccia.

FORD
Voi dite il vero, ed io ne ho qua una scarsella che mi d fastidio parecchio. Se voi, Ser John, m'aiutate a portarla, pigliatevele tutte o met, per avermi levato il trasporto.

FALSTAFF
Messere, ma io non so per che causa meriti il farvi da portatore.

FORD
Ve lo dir, signore, se voi mi prestate ascolto.

FALSTAFF
Dite pure, messer Rivoletto, ch'io sar lieto servirvi.

FORD
Ser John, io sento che siete un uomo di studio - con voi mi spiccio in quattro parole - e da gran pezza vi cognosco per fama. Sinora non ho mai posseduto i mezzi adeguati al mio desiderio di arrivare a conoscervi di persona. Io ora vi scopro una cosa, per cui mi sar gran mestieri aprirvi le pecche mie. Ma caro Ser John, nel mentre tenete un occhio sulle mie follie e me le sentire sciorinare, vogliate volgere l'altro sul novero delle vostre, ch'io possa scapolarmela con un rabbuffo pi lieve, dacch voi stesso sapete quant' facile l'essere in tali peccata.

FALSTAFF
Molto bene, messere. Andiamo avanti.

FORD
C' in questa citt una dama - il suo nome di sposa  Ford.

FALSTAFF
Andiamo avanti, messere.

FORD
Io l'amo da lunga pezza e, ve l'assicuro, ho investito gran cifra su lei; le ho messo il campo attorno con deferenza infatuata; ho colto qualunque occasione d'essere seco; ho alimentato ogni appiglio pi magro che tirchiamente potevami consentire vederla; non solamente ho comprato molti regali da darle, ma largamente ho donato altrui per sapere cos'ella volea le si desse; insomma, io l'ho incalzata siccome Amore incalzava me: il che  stato sull'ala di ogni casualit. Ma quale che sia il compenso che n'ho meritato, vuoi per sentire che per scucire, risarcimenti di certo non ne ho visti nessuni, tranne che l'esperienzia non sia dessa il gioiello che ho comprato a prezzo infinito, e che m'ha insegnato a dire cos:
	.Fugge l'amor com'ombra se danaro lo incalza;
	incalza ci che fugge, e fugge ci che incalza..

FALSTAFF
Ma avete ato da lei alcuna promessa di satisfarvi?

FORD
Mai.

FALSTAFF
Le avete fatto sollecito a tal disegno?

FORD
Mai.

FALSTAFF
Potta di Puccio! E di che tipo l'era codesto amore?

FORD
Era come una bella casa costruita su terra altrui, dimodoch ho perduto il mio edificio, sendo sbagliato il posto ove l'ho costruito.

FALSTAFF
A quale fine m'avete dischiuso codeste cose?

FORD
Quando ve l'avr detto, avr detto tutto. Dice qualcuno che mentre costei appare onesta con me, altrove l' tanto prodiga di gaiezza, che si fanno ipotesi maliziose sul conto suo. Ora, Ser John, eccovi il cuore del mio disegno: voi siete un gentiluomo di perfetta coltura, mirabile eloquio e spaziose entrature, accreditato per rango e per prestanza, accolto dapertutto per le vostre molte doti, d'arme, di corte e di studiosit.

FALSTAFF
Via, messer Rivoletto!

FORD
Credetelo, perch gi lo sapete. Qui c' quattrini, a voi; spendeteli, spandeteli, spendete pure di pi; spendete e spandete tutto ci che possiedo; datemi solo in cambio tanto del vostro tempo che vi basti a circuire d'amoroso assedio l'onest di questa moglie di Ford. Usate la vostra arte nell'andarle di torno. Vincetela a fare vosco. Se mai qualcuno lo pu, nessun pu farlo pi svelto di voi.

FALSTAFF
E come potr accordarsi con la vostra furiosa affezione ch'io mi vincessi la cosa che voi vorreste godervi? Io temo che voi vi ordinate una ricetta strampalata assai.

FORD
Oh, capite a che cosa vo' arrivare: ella sta cos salda sul suo eccellente onore, che la mia anima folle non osa appalesarlesi.  troppo luminosa per fissarla a occhio nudo. Ora, potessi accostarla con qualche pruova di sue magagne in mano, i miei desideri arebboro base di fatto e argomento per farsi valere. Allora io potra snidarla da' baluardi della purezza, della reputazione, del suo voto nuziale, nonch di mille altre difese che ora mi son schierate troppo forti di contro. Ser John, voi che ne dite?

FALSTAFF
Messer Rivoletto, per prima cosa io mi far ardito col danaro vostro; poi, qua la mano; e infine, per quant' vero ch'io son gentiluomo, voi potrete volendo trombar la sposa di Ford.

FORD
Ma che caro signore!

FALSTAFF
Dico, ve la farete.

FORD
Non lesinate moneta, Ser John; non vi mancher.

FALSTAFF
Non lesinate su lei, messer Rivoletto; lei non vi mancher. Io posso dirvelo ora, sar con lei per suo appuntamento; proprio mentre entravate una sua aiutante, diciamo pure ruffiana, si spiccava da me. Dico, sar con lei tra le dieci e le undici; ch all'ora suddetta quel tanghero bue geloso di suo marito uscir di casa. Voi venite da me stasera e saprete come la va.

FORD
Beata l'ora in cui v'ho conosciuto. Ford voi lo conoscete, Ser John?

FALSTAFF
S'impicchi, misero buggerone d'un becco, non lo conosco, no. Ma gli f torto a chiamarlo misero; dicono che il sospettoso capron pappataci ha masse di piastre, per questo sua moglie parmi cos fascinosa. Io la user come chiave alla cassa di quel brigante bicorne, ed  l la mia festa del grano.

FORD
Io vorrei che lo conosceste Ford, signor mio, per evitarlo se lo incontraste.

FALSTAFF
Alle forche, meccanico polpettone di burro salato! Con una sola occhiata lo f uscire di senno; lo f pisciarsi addosso col mio randello; gli planer sulle corna simile ad una meteora. Messer Rivoletto, tu saprai come ti schiaccio il bifolco, e poi anderai con la sposa. Vienmi a trovare presto appena  compieta. Ford  un masnadiero, ed io a questa qualifica aggiunger altro peso: tu, messer Rivoletto, lo vedrai masnadiero e stambecco. Vieni da me non appena  sera. .Esce.

FORD
Ma guarda un po' che schifoso sbruffone d'un Epicuro! Il cuore per la stizza mi si sbarba dal petto. Chi dice che questa mia  gelosia insensata? Mia moglie lo manda a ciamare, l'abboccamento  fissato, ed ecco fatta la combinazione. Qual uomo poteva pensarlo? Questo  l'inferno d'avere una donna bugiarda: il mio letto verr insozzato, saccheggeranno i miei forzieri, e sbraneranno il mio onore; ed io non soltanto mi devo sorbire codesto torto schifoso, ma ancora mi tocca di farmi ribattezzare con nomi obbrobriosi, e proprio da chi mi fa quest'affronto. Ingiurie! Nomi schifosi! Belfagor suona bene almeno; Lucifero, anche; e Barbariccia pur esso; eppure son titoli de l'inferno, nomi di diavoli. Ma cornuto? Becco pappataci? Becco! Il diavolo stesso non ha un nome s vile. Quel ciuco di Page  un somaro sicuro: vuole fidarsi della mogliera, non vuol esser geloso lui. Io affiderei pi presto a un fiammingo il mio burro, il mio cacio a don Ugo il curato gallese, la mia fiasca di grappa a un irlandese, o il mio cavallo a un ladrone per farmelo un poco ambiare, che mia moglie a se stessa. Quella subito sgarra, rumina, inventa trappole; e quel che si ficcano in crapa di fare lo fanno, il collo si rompono ma lo fanno. Domine sia lodato per la mia gelosia! - L'appuntamento  alle undici: io li sapr prevenire, discovrir la mogliama, Falstaff a lui la far pagare, e rider di Page. Mi metto all'opera subito: meglio tre ore d'anticipo che un minuto di ritardo. Schifo, schifo, schifo! Becco, becco, becco!
.Esce.

/:/Scena III


.Entrano Caio e Rugby..

CAIO
Tu, Jack Rugby!

RUGBY
Messere?

CAIO
Che ora s' fatta, Jack?

RUGBY
Messere,  passata l'ora che don Ughetto promise di rincontrarvi a sto posto.

CAIO
Porca vacca, ha salvato l'anima sua che egli non  venuto; ha pregato bene la Pibbia che egli non  venuto; vacca boia, coso, lui essere morto gi se lui sia venuto.

RUGBY
 un uomo saggio, ser dottore: sapeva che se veniva vossa lo faceva fuori.

CAIO
Vacca, l'aringa l' non morta come io far morto lui. Tira fuori lo stocco, Coso: io ora ti far vedere come volere scannare lui.

RUGBY
Ahim, padrone mio, io non so tirare di scherma.

CAIO
Tira lo stocco, vile!

RUGBY
Fermo, ch arriva gente.

.Entrano l'oste, Shallow, Slender e Page..

OSTE
Benedicite, Gran Dottore!

SHALLOW
Salve, maestro dottor Caio.

PAGE
Come state, caro dottore.

SLENDER
Vi d il buond, messere.

CAIO
Cosa essere tutti voi, due tre quattro, venuti a fare?

OSTE
A vederti pugnare, a vederti spaccare, a vederti saltare di qua e di l, a vederti cost, a vederti cost, far la passata di punta, la stoccata, la rovesciata, la botta in gi, la botta in s. Lui  gi morto, Abissino mio? Gi defunto, Francioso mio? Eh, mio bullo? Il mio Esculapio che dice? Il mio Galeno? Il mio cuor di sambuco?  gi morto, il mio gran pisciologo?  gi morto?

CAIO
Vacca boia, lui essere il vile prete scimia del mondo, lui non mostrare sua faccia.

OSTE
Tu sei il Pitale del Re di Castiglia! Sei Ettore greco, ragazzo mio!

CAIO
Io vi prego testimoniare io stare fermo sei o sette, due tre ore ad aspettare, e il curato non arrivare.

SHALLOW
Ser dottore, lui  il pi furbo dei due; perch lui cura le anime come voi curate la carne. E se voi due v'azzuffate  come fare il contropelo ai mestieri vostri. Non  cos, messer Page?

PAGE
Mastro Shallow, voi medesimo siete stato una lama furiosa, anche se siete un uomo di pace ora.

SHALLOW
Sangre di domine, messer Page, io sono vecchio ora, e del partito di pace, ma quando sbircio uno stocco fuori io mi sento il pizzicorino ai diti per la smania di tirare una botta anch'io. Siamo giudici, e siamo dottori, e gente di chiesa messere Page, ma ci abbiamo drento un poco del sale di giovent; siamo figli di donna messere Page.

PAGE
Questo l' vero, mastro Shallow.

SHALLOW
Lo si vedr messer Page. Maestro il dottore Caio, sono venuto a portarvi a casa. Ho giurato di portar pace. Voi messere vi siete mostrato un cerusico savio, e don Ughetto s' mostrato un uomo di chiesa paziente e saggio. Dovete venire con me, dottore.

OSTE
Scusatemi, ospite giudice. Una parola, Monsieur Arruffaminzione.

CAIO
Arruffaminzione? Che ?

OSTE
Arruffaminzione, nella nostra lingua, vuol dire valore, bullo mio.

CAIO
Vacca, io avere allora tanta arruffaminzione che l'uomo inglese. Quel bastardo tignoso d'un prete! Porca vacca, io volere mozzare sua orecchia.

OSTE
Lui volerti bacchiare di brutto, bullo mio.

CAIO
Bacchiare? Che voler dire?

OSTE
Farti ammenda, vuol dire.

CAIO
Porca la vacca, io sperare che lui bacchia me. Porca Eva io volere ci.

OSTE
Ed io volere aizzarlo a ci, o vada all'inferno.

CAIO
Io grazie mille di questo.

OSTE
E per giunta, o bullo mio... [.Agli altri, a parte..] Ma prima di tutto, maestro ospite mio, e voi messer Page e altres Cavaliero Slender, dovete recarvi a Frogmore tagliando per la citt.

PAGE
Don Ugo  l, nevvero?

OSTE
Proprio laggi. Sondate l'umor suo; ed io vi porto il dottore andando traverso i prati. Vi va sta cosa?

SHALLOW
S, la cosa ci va.

PAGE, SHALLOW E SLENDER
Addio, messer dottore.
[.Escono Page, Shallow e Slender..]

CAIO
Porca vacca, io scannare curato perch lui parlare ad Annetta a favore d'uno scimmione.

OSTE
S, che muoia. Rinfodera l'impazienza. Sulla stizza butta acqua fredda. Vieni con me per Frogmore, passando per i prati. Ti porter dov' monn'Annetta, a una festa in un casolare: cos la puoi corteggiare. Lepre scovata, dico bene?

CAIO
Per la vacca, grazie per questo; per le messe, io portarvi affetto. Io procacciare voi i buoni clienti: i conti, i cavalieri, i baroni i signori miei pazienti.

OSTE
E io per questo ti sar avverso con monna Annetta. Dico bene?

CAIO
Affogaggine, bene! Detto bene.

OSTE
Diamoci allora una mossa, via.

CAIO
Rugby, segui i miei tacchi. .Escono..

/:/ATTO III



.Scena I


.Entrano Evans e il Semplice..

EVANS
Io pregoti ora, caro famiglio di mastro Slender, e di nome mio amico Semplice, da che parte hai guardato per codesto messere Caio, che si dice Dottore in Medicina?

SEMPLICE
Per la messa, signore, dalla parte del Piccolo Parco, dalla parte del Grande Parco, da tutte le parti: dalla parte di Windsor vecchia e da ogni parte salvo da quella di citt.

EVANS
Io desidero molto ardentemente che tu guardi pure da quella parte.

SEMPLICE
Ora lo f, messere. [.Va a parte..]

EVANS
Penedetta l'anima mia, come son pieno di collere, come palpetto per l'emozione! Sar lieto se m'ha fregato. E quante melancolie! Io gli vo' sbattere i sua pitali sulla cucuzza di malandrino, appena vedo la buona occasione per sto lavoro. Penedetta l'anima mia!
[.Canticchia..]
	A' ruscelletti alle cui cascate
	pennuti canori fan serenate;
	l ci faremo pei letti di rose,
	e pen mille mazzetti odorosi.
	A' ruscelletti...
Che Iddio mi perdoni! Ho gran voglie di piancere.
[.Canticchia..]
	Pennuti canori fan serenate -
	Quando che l'ero in Babilonia -
	e poi mille mazzetti odorosi.
	Ai ruscelletti ecc.

SEMPLICE
Eccolo l che viene da questa parte, don Ugo!

EVANS
Beh s'accomodi pure...
[.Canticchia..]
	Ai ruscelletti alle cui cascate...
Iddio protegga i giusti! - Che armi  lui?

SEMPLICE
Niente armi, messere. Ecco l il mio padrone, e mastro Shallow con un altro messere. Dalla parte di Frogmore, e vengono qua saltando la staccionata.

EVANS
Pregoti, passami la sottana, o senn tientila in braccio.

.Entrano Page, Shallow e Slender..

SHALLOW
Allora, messere il curato? Buond, don Ughetto. Togliere i dadi al giocatore, e il suo libro a un buon lettore,  una cosa da fare stupore.

SLENDER
Ah, la dolce Annetta!

PAGE
Salute a voi, don Ughetto.

EVANS
Penedetti per Sua merc, tutti quanti voialtri.

SHALLOW
Ma che domine, Verbo e Stocco? Li studiate ambedue messer curato?

PAGE
E poi come un giovinotto, in farsetto e braghe in una giornata cos cruda e reumatica?

EVANS
Ci son motivi e cagioni di ci.
page Noi siamo venuti a cercarvi per fare una buona azione, messer curato.

EVANS Pravissimi. Cosa ?

PAGE
C' un gentiluomo laggi, uno molto onorato, che per avere ato forse un torto da qualcheduno, si trova pi in urto che mai con la propria pazienza e gravit.

SHALLOW
Srbole ho ben vissuto anni ottanta e passa, e non ho mai sentito d'un uomo della sua qualit, coltura e gravit, che tanto si stacchi dal suo proprio decoro.

EVANS
Chi  costui?

PAGE
Io penso lo cognoscete:  messer Caio, celebre mastro medico francioso.

EVANS
Dio onnipotente e strazio del cuor mio per la Sua passione! Tanto valeva dirmi d'una scodella di pappa.

PAGE
Ma perch mai?

EVANS
Lui conosce men d'una pappa il sua Ibocrate e sua Galeno, e per giunta  un malandrino, un pappone codardo che pi codardo non se ne truova.

PAGE
Oe, scommetto che  proprio lui che si doveva scontrar col dottore.

SLENDER
Ah, la dolce Annetta!

SHALLOW
Pare cos dal suo armamento. Teneteli scompagnati ch qua giugne il dottore Caio.

.Entrano l'oste, Caio .[e. Rugby..]

PAGE
Suvvia, messer curato, rinfoderate la durlindana.

SHALLOW
E voi fatelo pure, caro dottore mio.

OSTE
Disarmateli, s, che s'azzuffino solo a parole. Tengano sane le membra, e macellino il nostro inglese.

CAIO
Prego farmi parlare un motto con l'orecchia di voi. Perch mai non volere incontrare uh-me?

EVANS [.A parte a Caio.]
Pregovi, usate pazienza. [.Forte..] Alfine ci siete!

CAIO
Vacca boia, voi siete il codardo; il bastardo; il Giannino babuino.

EVANS [.A parte a Caio.]
Ve ne prego, non diventiamo zimbelli per gli umori degli altri. Io vi vorrei amico e in un modo o nell'altro mi far perdonare. [.Forte..] Io vi spacco il pitale sulla cucuzza di giullare!

CAIO
.Diable!. Coso Rugby, oste mio della Cartella, non ho forse aspettare lui per fare di lui polpette? Non ho forse aspettare lui al luogo che avevo fissato?

EVANS
Ma quant' vero che sono puon cristiano, ora sentite qua, qua  il luogo fissato! Lo pu testimonianza l'oste mio della Carrettiera.

OSTE
Statevi cheti, dico! Galles e Gallia, francioso e galloso, salvalanime e campacarni.

CAIO
Uh, cotesta l' buona, eccelante.

OSTE
State cheti vi dico. State a sentire l'oste vostro della Giarrettiera. Sono un furbone io? Sono un sagace? Sono forse un Machiavello? Dovr perdere il mio dottore? No, l' lui che mi d pozioni e mozioni. Dovr perdere il mio pievano? Il mio pastore? Il mio don Ughetto? No, l' lui che mi d prieghi e dinieghi. Qua la mano, mondano, s. Qua la tua mano, ultramondano. Ragazzuoli di mente fina, io v'ho uccellati ambedue: v'ho spediti ai posti sbagliati. Or son possenti i vostri cuori, le vostre pellacce sono sane, e tutto finisca in decotto di vin di Spagna. S, portate al monte de' pegni i loro acciari. Seguite me, bambocci di pace; seguite, seguite, seguite. .Esce..

SHALLOW
Affogaggine, un oste matto. Appresso di lui, messeri, appresso.

SLENDER
Oh, la mia dolce Annetta!
[.Escono Shallow, Slender e Page..]

CAIO
Uh, alfine capisco ciS Avete pigliato per fessi noi, ah, ah?

EVANS
Peh, fa pene cos: ha fatto di noi i corbelli suoi. Io vi desidero d'essere amici. E ora mettiamo le crape assieme, onde essere vendetta di quel tignoso rognoso furpone di compagnone, l'oste nostro della Cartiera.

CAIO
Porca vacca, con tutto il cuore. Lui promettere me portare dove stare l'Annetta Paggio. Vacca, me puranco uccellare.

EVANS
Pene, gli spacco le curatelle. Prego seguire. [.Escono..]

/:/Scena II


[.Entra.] .madonna Page .[.seguendo.] .Robin..

MADONNA PAGE
Ma no, non fermarti, cavalierino; una volta chiudevi la marcia, ora tu fai da battistrada. Quale delle dua cose tu ami di pi, guidare i miei occhi o adocchiare i talloni del principale?

ROBIN
Ostia, preferisco andarvi davanti da uomo, che seguir lui da nano.

MADONNA PAGE
Ah piccolo adulatore! Ora lo vedo, farai il cortegiano.

[.Entra Ford..]

FORD
Madonna Page, bene incontrata. Dove ve n'andate?

MADONNA PAGE
Veramente, compare, a veder vostra moglie. Trovasi in casa?

FORD
Certo, ed  cos sola che quasi si muore per difetto di compagnia. Io credo che se i vostri mariti fussero morti, vi sposereste voialtre dua.

MADONNA PAGE
Ih, potete starne sicuro - con altri duo mariti.

FORD
E dove l'avete preso sto bel galletto da banderuola?

MADONNA PAGE
Io non ricordo mai come domine vien chiamato quello da cui mio marito l'ha ato. Birba, come si ciama il cavalier tuo padrone?

ROBIN
Ser John Falstaff.

FORD
Ser John Falstaff?

MADONNA PAGE
Esatto, proprio lui; io non so mai azzeccare quel nome. Mio marito ha montata una tal comunella con costui! Allora  in casa la vostra moglie?

FORD
 in casa,  in casa.

MADONNA PAGE
Con vostra licenza compare. Io sto in ponte finch non la vedo. [.Escono madonna Page e Robin..]

FORD
Ma dove tiene il cervello Page? Gli occhi ce l'ha? Gli funziona la zucca? Di sicuro gli stanno a sonniferare: certo che uso non ne fa. Ma corpo di Bacco, questo moccioso ti fionda una lettera a venti miglia come un cannon che tiri a raso a duecento passi. Lui t'allunga le propensioni della sua mogliera. Lui ti stuzzica e favorisce la sua furbacchioneria: e adesso costei se ne va da mogliama, e con lei il bamboccio di Falstaff. Ma chiunque la sentirebbe codesta acquata cantar nel vento. E con lei il galoppino di Falstaff! Che lacciuoli magnifici! Belli e messi in atto; e le nostre mogli fellone se ne vanno assieme al ninferno. Ma cribbio io lo piglio in castagna, appoi ti strazio la moglie, strappo il velo posticcio di castit da quella furbastra di monna Page, e suo marito lo svergogno in piazza come stambecco sicuro e beato; e tutti i miei cognoscenti applauriranno a ste brusche misure. [.Un orologio batte l'ora..] Quest'orologio mi d l'imbeccata, e la certezza mi ordina: a caccia! Li drento casa scover Falstaff. Io ne vo' trar pi lodi che sghignazzate, dacch lui  l drento sicuro com' sicuro che la terra  salda. Forza, io vado.

.Entrano Page, Shallow, Slender, l'oste, Evans, Caio. [.e Rugby..]

SHALLOW, PAGE e ALTRI
Ben trovato, maestro Ford.

FORD [.A parte.]
Bella brigata, parola mia. [.Forte..] Ho buona roba in casa, e pregovi entrare tutti da me.

SHALLOW
Mastro Ford, me dovrete scusarmi.

SLENDER
E me pure, messere: si ha l'impegno di desinare con la madonna Annetta, e non vorrei mancarlo per pi grana che non so dire.

SHALLOW
S' fatta la gran manfrina su un parentado fra l'Anna Page e questo mio nipote qui, e oggi stesso ne avremo riscontro.

SLENDER
Io spero d'avere il vostro s, babbo Page.

PAGE
L'avete, messere Slender, io son tutto per voi. Per mia moglie, ser dottore, ella  per voi tutta quanta.

CAIO
Placido, vacca boia, e la ninfa l' amore-a-me. Spiccia la balia mi dice sci.

OSTE
Adagio, e dove lo mettete il nostro giovine mastro Fenton? Lui sa danzare, lui sa prillare, ha negli occhi la giovent; lui scrive versi, lui parla a festa, ha il prefumo d'aprile e maggio. Lui vi buggera, lui la spunta, nei sua bocci  la sua vittoria.

PAGE
Non certo col mio consenso, ci potete contare. Il gentiluomo non ha un quattrino. Se la faceva con Poins e con quel Principe matto. Egli  d'un cerchio troppo elevato, egli sa troppe cose. No, non lo far un bel nodo alle sue fortune col ditino del mio capitale; se vuol pigliarsela, doh, se la pigli cos com'. La roba mia sta al cenno del mio consenso, e il mio consenso non va in quel senso.

FORD
Io ve ne prego di cuore, qualcuno di voi venga a casa mia a desinare con me. Oltre al mangiare avrete il divertimento: vi vo' mostrare una mostruosit. Ser dottore, voi ci dovete venire, e pure voi, mastro Page, e voi don Ughetto.

SHALLOW
Orb, statevi bene. Avremo pi spazio per far la corte in casa di mastro Page. .Escono Shallow e Slender..

CAIO
Vanne a casa, John Rugby; io verr presto.
[.Esce Rugby..]

OSTE
Andate sani, cuoricini miei. Io men v dal mio onesto cavaliere, e con lui trincher malvasia. .Esce..

FORD [.A parte.]
Far prima io, sono certo, a trincare con lui alla spinetta, e lo far ballare. Volete venire, signori?

TUTTI
Forza, andiamo a vedere sto mostro. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano madonna Ford e madonna Page..

MADONNA FORD
Ehi, John! Ehi, Robert!

MADONNA PAGE
Presto, presto,  la cesta del bucato...

MADONNA FORD
Ora, ora, sta' salda. Ehi tu, Robin, io dico!

[.Entrano John e Robert con una cesta..]

MADONNA PAGE
Forza, forza, di qua.

MADONNA FORD
L, poggiatela l.

MADONNA PAGE
Digli che devono fare; ma alla svelta.

MADONNA FORD
Mamma mia, ve l'ho detto: John e Robert, state pronti qui dietro nel casotto della birra, e quando vi chiamo di colpo venite fuori, e senza perdere tempo e senza esitare, caricatevi a spalla questa cesta. Ci fatto, via con essa in tutta fretta, portatela al prato di Datchet dove fanno il candeggio, e svuotatela gi nel guazzo, l vicino al Tamigi.

MADONNA PAGE
Oh, lo saprete fare a pennello?

MADONNA FORD
Gliel'ho spiegato le mille volte, non gli mancano le istruzioni. - Ora andate, e tornate quando vi chiamo. [.Escono John e Robert..]

MADONNA PAGE
Eccolo, il piccolo Robin.

[.Entra Robin..]

MADONNA FORD
Di', falchetto, che nuove ci porti?

ROBIN
Il mio padrone Ser John  alla porta di dietro, madonna Ford, e vi vuol vedere.

MADONNA PAGE
Ehi fiascherino, non ci hai mica tradite?

ROBIN
No, ve lo giuro. Il principale non sa nulla che voi siete qua, e m'ha minacciato di mettermi in libert senza fine se vi dico qualcosa. Giura che mi caccia via.

MADONNA PAGE
Bravo il mio giovinotto: tener la bocca chiusa ti far da sarto, e ti dar giacchetta e calze nuove. - Io v a nascondermi.

MADONNA FORD
Vai. - Tu va' dal padrone e digli che sono sola. [.Esce Robin..] Comare, ricordati l'imbeccata.

MADONNA PAGE
Non temere. Se non f a puntino fischiami pure.

MADONNA FORD
E allora, via: trattiamo a dovere questo nebbiaio malsano, questo grosso popone d'acqua; gl'insegneremo a distinguere tortore e taccole. [.Esce madonna Page..]

.Entra Falstaff..

FALSTAFF
Alfin t'ho colto, mio celestial gioiello? Orben, ch'io schiatti ormai, ho vissuto abbastanza: questa  la cima della scalata mia. Ah, beata quest'ora!

MADONNA FORD
Dolce Ser John!

FALSTAFF
Madonna Ford, io alloppiar non saccio, ed io non so cianciar, madonna Ford. Or dirotti un diso peccaminoso: vorrei che il tuo marito schiattasse, e lo vo' dire innanzi al sere eccelso: io ti farei mia sposa.

MADONNA FORD
Io vostra sposa, Ser John? Ahim, sarei una misera sposa.

FALSTAFF
Che la Corte di Francia me ne mostri l'eguale. Io vedo gi il tuo occhio emulare il diamante. Tu hai il bell'arco giusto del cipiglio che s'addice a una chioma a vascello, o a vela gonfia, od a qualsiasi chioma ch' di moda in Venezia.

MADONNA FORD
A un bel fazzolettone, cavaliere. Il mio cipiglio non s'addice ad altro, e forse manco a quello.

FALSTAFF
Sei tiranna nel dir cosV Faresti una ninfa di corte senza pari, e il fermo incesso del tuo pi darebbe un moto stupendo al passo tuo nel semicerchio del guardinfante. Io veggio qual saresti se la Fortuna - quella nimica tua - fusse - e non la Natura - amica tua. Via, non lo puoi celare.

MADONNA FORD
Credetemi, di tutto questo in me non c' nulla.

FALSTAFF
Cosa m'ha fatto amarti? Che ci ti persuada che un non so che di straordinario  in te. Suvvia, non so alloppiare e dirti che tu sei cotesto e quello, come tanti di questi balbettosi bocciolini di rosa che ti vengono quali femmine in panni di maschi, e spandono prefumi come la via dell'Erbe in piena estate. Non so farlo, ma t'amo, e non altre che te; e tu lo meriti.

MADONNA FORD
Sere, non m'ingannate. Io ho paura che amiate monna Page.

FALSTAFF
Sarebbe come dire ch'io amo spasseggiarmela in fronte alla galera de' debiti, la qual m' odiosa come il fetore d'un forno di calcinaccia.

MADONNA FORD
Va bene, i Cieli sanno quanto v'amo, e ve ne accorgerete prima o poi.

FALSTAFF
Persevera a pensarla cos: ne sar degno.

MADONNA FORD
S, ma vi voglio dire, pure voi; o non la penser sempre a quel modo.

[.Entra Robin..]

ROBIN
Madonna Ford, madonna Ford! C' monna Page sull'uscio, tutta affanni e sudori, la faccia abbaruffata, e dice che ha bisogno di parlarvi all'istante.

FALSTAFF
Non mi deve vedere. Mi ficco dietro l'arazzo.

MADONNA FORD
Ah s, vi prego;  come una cicala.
.Falstaff si caccia dietro l'arazzo..

[.Entra madonna Page..]

Ma che succede? Cosa mi vuoi dire?

MADONNA PAGE
O monna Ford, che cosa avete fatto? Siete disonorata, subissata, e spacciata per sempre!

MADONNA FORD
Ma di cosa si tratta, cara comare Page?

MADONNA PAGE
Giorno proprio sfigato, monna Ford! Voi che avete una perla di marito, dargli tale cagione di sospetto!

MADONNA FORD
Quale cagione di sospetto?

MADONNA PAGE
Quale cagion di sospetto? Uh, vergognatevi! M'ero proprio sbagliata su di voi.

MADONNA FORD
Ah Madre mia, che succede?

MADONNA PAGE
Ma sta per arrivar vostro marito, mia cara, con tutti i gendarmi di Windsor! Cercano un gentiluomo che lui dice trovarsi qui, adesso, in questa casa, col vostro consenso, per profittarsi male della sua assenza. Proprio morta siete!

MADONNA FORD
Iddio non voglia!

MADONNA PAGE
Pregate Iddio che non sia vero, che tenete quest'uomo in casa! Ma che vostro marito stia per venire  certo e stracerto, per cercare costui con mezza Windsor alle calcagna. Io son corsa avanti per avvertirvi. Se vi sapete pulita, graziaddio ne sono felice. Ma se avete un amico qui, fatelo uscire, fatelo subito uscire e fuggire. Non restatemi l imbambolata, richiamate ogni senso, difendete il vostro buon nome o addio per sempre alla bella vita.

MADONNA FORD
Che devo fare? C' un gentiluomo qui, un mio caro amico; ed io non temo tanto la mia vergogna quanto il rischio che corre lui. Darei piuttosto le mille sterline per averlo fuori da sta casa.

MADONNA PAGE
Ma porca miseria, volete lasciarlo perdere sto "dareste" e "dareste"? Vostro marito  qui a due passi! Pensate a qualche partito per farlo fuggire; in casa non potete celarlo. Ah come m'avete delusa! Guarda, l c' una cesta. S'ei fusse di ragionevoli dimensioni, potrebbe ficcarcisi dentro. E sopra di lui mucchiarci panni sozzi, come andasse a bucato. Anzi, - visto che ora  tempo di candeggiare - coi vostri due famigli mandatelo a' lavatoi.

MADONNA FORD
 troppo grosso per starci. Che posso fare?

FALSTAFF [.Sbucando fuori.]
F un po' vedere, f un po' vedere, oh, f un po' vedere. Io mi ci ficco, io mi ci ficco. Date retta all'amica, io mi ci ficco.

MADONNA PAGE
Misericordia, Ser John Falstaff? - Son queste le vostre proteste, cavaliere?

FALSTAFF
Son cotto di te; aiutami a scappare. Aspetta che mi ci ficco. Ma guarda un po'...
.Si ficca nella cesta; lo coprono co' panni sporchi..

MADONNA PAGE
Naccherino, aiuta a coprire il tuo padrone. - Monna Ford, chiamate i vostri famigli. - Tu, cavalier buggerone!

MADONNA FORD
John, venite! Robert! John!

[.Entrano John e Robert..]

Qua, togliete s questi panni, svelti. La pertica dove sta? E ch, barcollon barcolloni? Portateli a' lavatoi ai prati di Datchet. Sbrigatevi, andate.

[.Entrano Ford, Page, Caio ed Evans..]

FORD
Entrate vi prego: se il sospetto  senza cagione, pigliatevi pure spasso di me, pigliatemi allora per fesso, ch l'ho meritato. - Oib, questo che , dove portate sta roba?

JOHN
Al lavatoio, perdina.

MADONNA FORD
Ma dico, che t'impicci dove la portano? Ci manca che metti il becco pure nel mio bucato.

FORD
Becco! Ah se potessi anch'io mandare il becco al bucato! Becco, becco, becco! Ma sicuro, becco. Becco, parola mia. E l' pur tempo di foia, lo si vedr! [.Escono John, Robert e Robin con la cesta..] Signori, stanotte ho fatto un sogno. Vi dir che cosa ho sognato. Qua, qua, ecco le chiavi. Salite nelle mie stanze: cercate, frugate, scovate. Staneremo la volpe, vi giuro. Ma prima gli tappo la via d'uscita. [.Chiude la porta a chiave..] L! E ora la scappucciata!

PAGE
Amico mio, lasciate andare. Vi state facendo troppo torto.

FORD
Proprio cos, compare Page. - Andiamo di sopra, signori, ora comincia lo spasso. Seguitemi, signori. [.Esce..]

EVANS
Ah questi l' propio umori strafaganti e gelosie!

CAIO
Vacca, non essere moda di Francia; non  mica geloso in Francia.

PAGE
Ebbene, amici, seguiamolo. Vediamo come va a finire la caccia. [.Escono Page, Caio ed Evans..]

MADONNA PAGE
Oh, non s' fatte a una volta sola due magnifiche burle?

MADONNA FORD
Io non so proprio che mi diverta di pi, uccellar mio marito o uccellare Ser John.

MADONNA PAGE
E che strizza s' preso, quando tuo marito ha chiesto che c'era dentro la cesta!

MADONNA FORD
Ho una mezza idea che avr bisogno d'un bagno - e cos buttarlo nell'acqua gli far bene.

MADONNA PAGE
Alle forche, canchero sporcaccione! Vorrei che tutta la razza si ritrovasse in codesti lecceti.

MADONNA FORD
Io credo che mio marito ha qualche sospetto speciale che Falstaff fusse davvero qui, ch'io sinora non l'ho mai visto cos infardato di gelosia.

MADONNA PAGE
Io ora t'invento qualcosa per appurarlo, e intanto faremo altre beffe a Falstaff; non baster un'abluzione al suo male di foia.

MADONNA FORD
E se gli rimandassimo quella grulla baldracca, la monna Spiccia? Con qualche bella scusa per averlo versato in acqua, e per dargli un'altra speranza, che l'abbindoli a un altro castigo?

MADONNA PAGE
S, faremo cos: lo mandiamo a chiamare per le otto di crai, per avere le nostre scuse.

[.Rientrano Ford, Page, Caio ed Evans..]

FORD
Non lo trovo. Forse quell'animale s' vantato di ci che non ha possuto fare.

MADONNA PAGE [.A parte a madonna Ford.]
Hai sentito?

MADONNA FORD
Bel modo di trattarmi, messer Ford, non vi pare?

FORD
S, mi pare.

MADONNA FORD
Il Cielo vi renda migliore dei vostri pensieri!

FORD
Amen!

MADONNA PAGE
Vi fate un grandissimo torto, compare Ford.

FORD
Dite, dite, ch'io l'ho meritato.

EVANS
Se c' qualcuno porghese nella casa, e nelle camere, e nelle casse, e nei cassettoni, che Domineddio mi perdoni nella ciornata del Giudizio!

CAIO
Vacca, e io non pi: non c' nissuni.

PAGE
Andiamo, andiamo, compare Ford, ma non vi vergognate? Quale spirito, quale diavolo vi suggerisce queste fantasticherie? Un'infezione di questa natura non la vorrei per tutto l'oro del castello di Windsor.

FORD
Colpa mia, messer Page. Ne patisco io.

EVANS
Voi ne patite per prutta coscienza. Vostra mogliera  donne oneste come volessimo tra cinquemila, e cinquecento per giunta.

CAIO
Vacca, io la vedo l'essere donna onesta.

FORD
Ben, v'ho promesso un pranzo. Venite, venite, facciamo due passi nel parco. Vi prego di compatirmi. Dopo vi spiego perch l'ho fatto. Venite, moglie, venite, madonna Page, vi prego di compatirmi. Ve ne prego davvero, compatitemi.

PAGE
Andiamo dunque, signori - [.A parte..] Ma certo lo sfotteremo. - Io v'invito doman mattina a casa mia a colazione; e doppo andremo assieme ad uccellare - ho un gran bel falco per il cespuglio. L' inteso cos?

FORD
Tutto quel che volete voi.

EVANS
Se viene uno, con me saranno due.

CAIO
Se esserci uno o due, sar-ah lo sterco.

FORD
Andiamo compare Page. [.Esce con Page..]

EVANS
Pregovi ora, ricordanza domanimmatina per quel masnadiero pidocchioso dell'oste.

CAIO
Ci  bene, porca vacca; con tutto il mio cuore!

EVANS
Pestione pidocchioso, con sue peffe e sue paie!
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Fenton e Anna Page..

FENTON
	Vedo che non so avere l'affetto di tuo padre;
	perci non mandarmi pi da lui, Nannina mia.

ANNA
	Ahim, e allora?

FENTON
			Ebbene, sii te stessa.
	Egli m'obbietta ch'io son troppo nobile,
	e che avendo spillato, con le mie spese,
	tutto il mio capitale, ora m'industrio
	soltanto a rappezzarlo con la ricchezza sua.
	Ed oltre a questo, oppone altre barriere -
	le mie pazzie trascorse, le compagnie selvagge -
	e mi dice che l' cosa impossibile
	ch'io ami te, se non per ci che hai.

ANNA
	Forse ti dice il vero.

FENTON
	No, che Iddio m'aiuti per il tempo avvenire!
	Sebbene, io lo confesso, la roba di tuo padre
	fu la mia prima spinta, Annetta, a corteggiarti,
	poi, nel farti la corte, io t'ho trovata
	di pi valore assai che pezzi in oro
	o le somme d'argento nei sacchi sigillati;
	 la ricchezza che tu sei, ch'io voglio
	arraffarmi ora.

ANNA
			Mio gentil signore,
	sforzati ancora a ricercar l'affetto
	di mio padre; riprvaci, mio caro.
	Se poi gli sforzi, se la pi sommessa
	istanza non l'ottiene, ebbene, allora...
	Ma vien di qui, c' gente! [.Parlano a parte..]

[.Entrano Shallow, Slender e monna Spiccia..]

SHALLOW
Madonna Spiccia, tagliate quei conversari. Mio nipote ha la lingua e vuole usarla.

SLENDER
Ci vo' provare, o azzecco il centro o spacco. Occhio d'Iddio, ci v giusto per prova.

SHALLOW
Oh ma non farti terrorizzare ora.

SLENDER
Ma che tu dici, da lei? Io me ne fotto, per mi fa paura.

MONNA SPICCIA [.Ad Anna.]
Sentite qua, c' mastro Slender che vuol dirvi qualcosa.

ANNA
	Vengo. [.A parte..] Costui  l'eletto di mio padre.
	Ah che mucchio di triste carenze e di sconcezze
	pu apparir bello con trecento all'anno!

MONNA SPICCIA
E come vive il signorino Fenton? Una parola con voi, di grazia.

SHALLOW [.A Slender.]
Eccola, arriva. Nipote mio, coraggio! Ah figliolo, tu avesti pure un padre!

SLENDER
Io ebbi un padre, signorina Annetta; mio zio qua pu narrarvene delle belle. Zio, ti prego, racconta alla signorina Annetta di quella volta che il babbo rub dua oche in un pollaio. Ti prego, zietto.

SHALLOW
Madonna Annetta, mio nipote vi ama.

SLENDER
Srbole! Pi che femmina alcuna in contea.

SHALLOW
Egli vi manterr come una vera signora.

SLENDER
L' certo, meglio di chiunque, culo liscio o coda lunga, nel rango di scudiere si capisce.

SHALLOW
La controdote sar di centocinquanta sterline.

ANNA
Buon mastro Shallow, via, lasciatelo far da s.

SHALLOW
Per la Madosca, grazie, grazie per l'incoraggiamento. Ella ti vuol sentire, nipote. Vi lascio soli.

ANNA
Allora, mastro Slender.

SLENDER
Allora, madonna Annetta.

ANNA
Quali sono le vostre volont?

SLENDER
Le mie volont? Uh potta di Puccio! Questa l' spiritosa davvero! Io non le ho ancora scritte le mie volont, graziaddomine: ch'io non son creatura cos acciaccata, Domineddio lodato.

ANNA
Mastro Slender, volevo dire, cos' che volete da me?

SLENDER
Francamente, per conto mio, io vorrei da voi poco o nulla. Vostro padre e mio zio, sono loro che han fatto mosse. Se l' la mia sorte, bene; e senn, auguri a chi tocca! Come vanno le cose, possono dirvelo loro meglio di me. Lo potete chiedere a vostro padre: eccolo qua.

[.Entrano Page e madonna Page..]

PAGE
	Allora, mastro Slender: amalo, figlia mia. -
	Ma dico, dico, che fa qui mastro Fenton?
	A bazzicarmi per casa mi fate torto, signore.
	Io gi lo dissi a vossa, la figlia l'ho sistemata.

FENTON
	Via, mastro Page, non siate cos impaziente.

MADONNA PAGE
	Siate buono, signore, non state di torno a mia figlia.

PAGE
	Non  partito per voi.

FENTON
	Volete ascoltarmi, signore?

PAGE
				No, caro mastro Fenton.
	Entrate, compare Shallow. Venite, figliolo, entrate.
	Sapendo come la penso mi fate torto, signore.
[.Escono Page, Shallow e Slender..]

MONNA SPICCIA
	S, parlate a madonna Page.

FENTON
	Buona madonna Page, io amo vostra figlia
	in modo onesto, e allora l' per forza
	che contro a tanti ostacoli, ripulse, scortesie,
	debbo alzar la bandiera del mio amore
	senza ritrarmi. Datemi il vostro assenso.

ANNA
	Cara mamma, non darmi a quell'idiota.

MADONNA PAGE
	Non ci penso nemmanco.  mia intenzione
	cercarti uno sposo migliore.

MONNA SPICCIA [.A parte.]
					Il che vuol dire
	il mio padrone, il mastro dottor Caio.

ANNA
	Povera me!  meglio piantarmi viva in terra
	e bombardarmi a morte con le rape!

MADONNA PAGE
	Via, non darti pena. Mastro Fenton,
	non vi sar n amica n nemica.
	Vo' sentir da mia figlia quanto vi vuole bene,
	e appoi far secondo come la trovo.
	Per ora, signor mio, statevi bene:
	deve tornare in casa; ch altrimenti
	suo padre mi si arrabbia.

FENTON
	Addio, gentile signora. Addio, Nannina.
[.Escono madonna Page e Anna..]

MONNA SPICCIA
L' tutto merito mio, vah. "Ma come", ho detto, "volete buttare la figlia vostra a un deficiente, e ad un aggiustaossa? Ma date un'occhiata a mastro Fenton!" Merito mio.

FENTON
	Grazie; e ti prego, stasera trova il modo
	di dare quest'anello alla mia dolce Annetta.
	Questo  per il disturbo.

MONNA SPICCIA
Iddio ti mandi la buona sorte ora! [.Esce Fenton..] Che buon cuore che ha: una donna traverserebbe fuoco e acqua per un cuore cos. Pure, io vorra che l'Annetta l'avesse il mio padrone; senn vorra che l'avesse mastro Slender; oppure, perch no, che l'avesse mastro Fenton. Io far quel ch'io posso per tutti e tre, perch cos ho promesso, e vo' mantenere parola, ma speciosamente sto con mastro Fenton. Bene, ora ho da fare quest'altra ambasciata a Ser John Falstaff, da parte delle mie due signore; ma che bestia che sono a pigliarmela fresca! .Esce..

/:/Scena V


.Entra Falstaff..

FALSTAFF
Bardolph, dico!

[.Entra Bardolph..]

BARDOLPH
Comandi, signore.

FALSTAFF
Vammi a prendere un quarto di bianco; e dentro un crostone caldo. [.Esce Bardolph..] Avr vissuto tanto per farmi menare in un corbello, come una carrettata di carnaccia di beccara, da scaricare in Tamigi? Beh, se m'addossano un'altra di ste uccellate, io mi faccio cavare e imburrare le cerevella, e le butto a un cane per strenna di capo d'anno. Quei manigoldi m'han versato in fiume con lo istesso rimorso che se affogassero la cucciolata d'una cagna cieca, quindici per figliata; e la mia stazza vi dice chiaro che ad affondare io ci metto una certa alacrit. Fusse il fondale pi fondo ch'el Tartaro, io v gi e lo tocco. Io di certo affogavo se non era che il litorale l'era bassotto e declinoso - una morte che aborro; poich l'acqua ti gonfia l'uomo. E ve l'immaginate, la cosa ch'io fossi stato, quando che fussi gonfio! Io sarei stato una montagna di mummia.

[.Entra Bardolph col vino..]

BARDOLPH
Qua c' madonna Spiccia, sere, che vuole parlare con voi.

FALSTAFF
Dammi, ch'io versi del bianco sull'acqua del Tamigi: ho la pancia gelata, come s'avessi ingollato balle di neve quale suzzacchera per emollir le reni. Falla entrare.

BARDOLPH
Donna, entrate!

.Entra monna Spiccia..

MONNA SPICCIA
Con vostra licenza. Vi chiedo merc. Buona giornata a vossignoria.

FALSTAFF
Porta via questi calici. S da bravo, vammi a scaldare una brocca di vin di Spagna.

BARDOLPH
Con le uova, messere?

FALSTAFF
Semplice Spagna e basta. Niente sperma di pollo nel mio beveraggio. [.Esce Bardolph..] Allora?

MONNA SPICCIA
O bella Madre, signore, io vengo a vossa da parte di madonna Ford.

FALSTAFF
Madonna Ford! Di fiordi io sono ristucco. M'hanno versato nel fiordo. Ho il ventre farcito di fiordo.

MONNA SPICCIA
Malnaggia che non ne ha colpa, povero cuore d'oro! L' tanto furiosa co' sua famigli! Hanno frainteso le loro erezioni.

FALSTAFF
Ed io la mia, a voler fabbricare sulla promessa d'un cervello di gatta.

MONNA SPICCIA
Eh messere, lei si rattrista s del fatto, che il cuore vi si rizzerebbe a vederlo. Stamattina il marito se ne va ad uccellare; lei vuole che torniate ancora una volta da lei, entro le otto e le nove. Devo portarle parola presto; lei sapr farvi ammenda, ve ne sincero io.

FALSTAFF
Ebbene, io la v a trovare; dille cos. E dille di sovvenirsi un uomo cos'; rifletta sull'umana fralezza, e appoi giudichi del mio merito.

MONNA SPICCIA
Glielo dir.

FALSTAFF
Brava. Tra le nove e le dieci, hai detto?

MONNA SPICCIA
Otto e nove, signore.

FALSTAFF
Bene, va' pure. Non mancher.

MONNA SPICCIA
La pace con voi, monsignore. .Esce..

FALSTAFF
Io mi domando come mai messer Rivoletto non si fa vivo. M'ha fatto dire di starmene in casa. La sua pecunia mi  molto cara. Oh, eccolo qui.

.Entra Ford in veste di Rivoletto..

FORD
Benedicite, sere.

FALSTAFF
Dunque, messer Rivoletto, venite per sapere cos' successo tra me e la moglie di Ford?

FORD
Proprio cos, ser John, sono qui per questo.

FALSTAFF
Messer Rivoletto, a voi non vendo vesciche: io fui a casa di lei all'ora da lei fissata.

FORD
E avete fatto seco, signore?

FALSTAFF
Ho fatto fiasco, messer Rivoletto.

FORD
Ma come mai, monsignore? Ha ella mutato parere?

FALSTAFF
No, messer Rivoletto, ma quel cornuto pecchione d'un suo marito, messer Rivoletto, che alberga in una perenne allerta di gelosia, m'arriva all'apice dell'abbocco, dopo ch'ramci avvinti, sbaciucchiati, giurati, e, diciamo cos, dopo avere rappresentato il prologo alla commedia nostra. E ai sua calcagni un vero fotto di sua compagnoni, l vocati e aizzati dalla sua bile nera, nientedimanco per sgominare la casa in cerca del ganzo della mogliera.

FORD
Come, mentre eravate l?

FALSTAFF
Mentr'ero l.

FORD
E lui v'ha cercato senza potervi trovare?

FALSTAFF
State saldo che non  finita. Come fortuna volle, entra a un tratto una certa madonna Page; ci avverte dell'accostarsi di Ford; e appoi per sua trovata, e avendo madonna Ford perso la testa, mi trasferiscono fuori in una cesta di panni biechi...

FORD
Una cesta di panni?

FALSTAFF
S, una cesta di panni biechi! - mi ci stiparono drento tra camicie e sottane sudate, calze e calzini puzzolenti, tovaglioli bisunti che, messer Rivoletto, v'era il miscuglio pi rivoltante di fetori schifosi che mai abbia offeso narice.

FORD
E quanto tempo ci siete restato?

FALSTAFF
Ah sentirete, messer Rivoletto, che cose mai ho sofferto per portare sta femmina al male, per il vostro bene. Mentr'ero cos assettato e stivato nel cestone, una coppia di schiavi di Ford, sua scannapecore, viene evocata dalla loro padrona per traslocarmi a m di bucato sino a' chiassetti di Datchet; quelli mi lvano sui gropponi, e sull'uscio t'incappano in quel bisonte forsennato del loro capoccia, che gli chiede una volta o due cosa portassero nel cestone. Io tremmolavo per la fifa che a quel caprone lunatico non gli venisse in mente di frugarvi dentro; ma il destino, avendo fissato ch'ei fusse becco, gli ferm la mano. Bene, lui prosegu la sua caccia, e io me n'andai come roba sozza. Ma state saldo al seguito, messer Rivoletto: io ho patito i patemi di tre morti diverse. Prima, l'intollerabile cacarella d'essere smascherato da quel geloso impestato caprone col campanaccio; appresso, l'essere stretto come un verace stocco di Bilbao nel perimetro d'una mezzina, elsa a punta, tacco a cucuzza; e alfine l'esser tappato come un alcole forte con pannilini fetenti che fermentavano nel loro grasso - provate voi a immaginarlo - un uomo della mia stazza - pensateci un momento - che patisco il calore come una forma di burro, un omo che l' in perenne dissoluzione e disgelo:  stato un vero miracolo se non son morto soffogato. E al colmo di questo bagno, quando l'ero pi che mezzo stracotto nel grasso come uno stufato olandese, venire versato nel Tamigi e raffreddato in quei marosi, arroventato com'ero, come una scarpa di cavallo - ma pensateci un poco - tutto rovente e fischiante - pensateci un poco, messer Rivoletto!

FORD
Monsignore, in gran seriet, sono dispiaciuto che per il bene mio abbiate sofferto tutto codesto. Allora la mia intrapresa  davvero sfigata: voi non volete incignarla pi?

FALSTAFF
Messer Rivoletto, io mi far versare drento l'Etna, come lo sono stato drent'al Tamigi, prima che io la lasci cos. Stamani il marito  andato ad uccellare; io ho ato da lei un'altra imbasciata d'abboccamento. Tra le otto e le nove, questa  l'ora, messer Rivoletto.

FORD
Sono le otto passate, signore.

FALSTAFF
Cos? M'affretto all'impegno allora. Voi venite a trovarmi quando meglio v'aggrada, e saprete come ho spedito; e la fine sar coronata dal vostro farlo con lei. Adieu. Voi l'avrete, messer Rivoletto. Messer Rivoletto, voi incornicerete il Ford. .Esce..

FORD
Dah! Ah! Sar ch'io straveda? Sar ch'io sogni? Sto io sonniferando? Messere Ford, svegliati. Sveglia, messere Ford: qua ti fanno un buco nell'abito buono, messere Ford. Ecco che cosa vuol dire avere moglie; ecco che cosa vuol dire avere panni e cestoni! Bene, io vo' farmi conoscere per ci che sono. Ora l'acchiappo io lo sporcaccione;  in casa mia; non mi pu scappare;  impossibile che mi scappi; non pu minga infilarsi tra gli spiccioli d'un borsellino, ovvero nel portapepe; per, per impedir che l'aiuti quel diavolone che gli fa strada, io frugher nei pi improbabili posti. Quel ch'io sono non posso evitarlo, ma l'essere ci ch'io non vorrei non mi potr ammansire. E s'io ho corna da farmi pazzo, avr dalla mia il proverbio: incorner come un toro pazzo. .Esce..

/:/ATTO IV



.Scena I


.Entrano madonna Page, .[.monna.] .Spiccia e Guglielmo..

MADONNA PAGE
Credi che sia digi in casa di mastro Ford?

MONNA SPICCIA
S, a quest'ora egli , o sar di qui a poco; ma oh,  impazzato furioso per il suo tuffo in acqua. Madonna Ford vi vuole da lei subito.

MADONNA PAGE
Ci vado adesso adesso; porto solo il mio ometto a scuola. Ma guarda, il suo maestro. Si fa vacanza oggi, vedo.
[.Entra Evans..]
Allora, don Ughetto, niente scuola stamani?

EVANS
Eh no. Mastro Slender l' permesso ai racazzi per andare a ciocare.

MONNA SPICCIA
Ih che cuor d'oro!

MADONNA PAGE
Don Ughetto, qua mio marito dice che sto figliolo al suo libro non fa un passo ch' un passo. Vi prego, fategli qualche domanda sulla sua grammatica.

EVANS
Vieni qua, Guglielmino. Ehi, s la crapa! Vieni.

MADONNA PAGE
Di, birbone, alzala quella cocuzza. Rispondi al maestro, non avere paura.

EVANS
Guglielmino, quanti numeri ha i nomi?

GUGLIELMO
Due.

MONNA SPICCIA
Per la Madonna e io che ho sempre creduto che l'erano pi, dacch si dice "Quello l d i numeri"!

EVANS
Smetti le ciance. D, Guglielmo: "bello"?

GUGLIELMO
.Pulcher..

MONNA SPICCIA
Pulci! C' di pi bel che le pulci, dico.

EVANS
Siete una donna assai sciocchezza: prego, statevi zitta. - Cosa  .lapis., Guglielmo?

GUGLIELMO
Un sasso.

EVANS
E "una pietra", Guglielmo?

GUGLIELMO
Un ciottolo.

EVANS
No,  un .lapis.. Prego, ficcalo bene in mente.

GUGLIELMO
.Lapis..

EVANS
Pravo Guglielmo. Ora chi , Guglielmo, che fornisce gli articoli?

GUGLIELMO
Gli articoli sono imprestati dal pronome e vanno cos declinati: .Singulariter nominativo hic, haec, hoc..

EVANS
.Nominativo hig, hag, hog.. Ora attenzione: .genitivo huius.. Peh, qual  ora il caso accusativo?

GUGLIELMO
.Accusativo hinc..

EVANS
Prego aver rimempranza, pimpo: .accusativo hing, hang, hog..

MONNA SPICCIA
"Anca oca"  latino per farsi servire un cosciotto d'oca,  sicuro.

EVANS
Femmina, cessa ogni castronerie. - Il caso focativo, Guglielmo?

GUGLIELMO
O - .vocativo., O.

EVANS
Un piccolo sforzo, Guglielmo: focativo .caret..

MONNA SPICCIA
S, la carota  bona come radica.

EVANS
Femmina, lascia lavorare.

MADONNA PAGE
Zitta, oh!

EVANS
Guglielmo, qual  il casso genitivo plurale?

GUGLIELMO
Il caso genitivo?

EVANS
Sissignore.

GUGLIELMO
.Genitivo horum, harum, horum..

MONNA SPICCIA
O che vergogna, la cassa di Ginetta!  Che le venga una fistola! Non mentovarla, piccolo, se lei fa la puttana.

EVANS
Femmina, un po' di decenza.

MONNA SPICCIA
S ma voi fate male a insegnare al bambino tutte ste parolacce. Vedi un po', gl'insegna a ripetere ficca e rificca, come se non imparassero a farlo da s fin troppo presto, e a dire de' genitali - ma non vi vergognate?

EVANS
Donna, sei tu lunatiche? Non hai tu cognizioni de' casi e dei numeri dei generi? Sei la cervella di gatta pi gatta d'ogni creatura cristiana.

MADONNA PAGE [.A monna Spiccia.]
Stttene zitta ti prego.

EVANS
Adesso, Guglielmo, fammi vedere un po' le declinazioni de' tua pronomi.

GUGLIELMO
Mamma mia, l'ho scordate.

EVANS
Va cos: .qui, quae, quod. .Per se ti scordi i tuoi .qui., i tuoi .quae. e i tuoi .quod., povero il tuo didietro. E ora corri a ciocare, vai, va'.

MADONNA PAGE
Ei mi pare pi addottrinato che non lo credessi, via!

EVANS
L' una memoria svelta, puona. A puon riverirvi, madonna Page.

MADONNA PAGE
Andate sano, don Ughetto. [.Esce Evans..] Tu a casa, carino. Andiamo, ch siamo in ritardo. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Falstaff e madonna Ford..

FALSTAFF
Madonna Ford, il vostro dolore se l' magnate, tutte le pene mie. Il bene che mi volete, vedo,  carico di premure, ed io vi professo un contraccambio al capello, non solo, madonna Ford, nella mera funzion dell'amore, ma in tutte le sue forniture, complementi e cerimoniali. Ma siete sicura di vostro marito al presente?

MADONNA FORD
 ito ad uccellare, mio caro sere.

MADONNA PAGE [.Di dentro.]
Ehi oh, comare Ford, ehi oh!

MADONNA FORD
Ser John, passate in camera.
[.Falstaff esce..]

[.Entra madonna Page..]

MADONNA PAGE
Di' un po', tesoro, chi c' in casa oltre a te?

MADONNA FORD
Beh nessuno, soltanto i servi.

MADONNA PAGE
Ah davvero?

MADONNA FORD
Davvero, proprio cos. [.A parte a lei..] Parla pi forte.

MADONNA PAGE
Beh, son cos contenta che qui tu non abbia nessuno!

MADONNA FORD
Perch?

MADONNA PAGE
Ma cara mia, perch tuo marito ha di nuovo le lune;  qui fuori che smania col mio marito; va blaterando da matto contro la razza degli sposati; ei maledice tutte le figlie di Eva, d'incarnato quale che sia; e si mena in fronte di tali schiaffoni, urlando "Venite fuori, venite fuori!", che ogni pazzia che ho vista sinora era solo tenerezza, civilit e pazienza rispetto alla mattana che ora l'ha preso. Sono contenta che qui non ci sia quel grasso cavaliere.

MADONNA FORD
Ma perch, parla di lui?

MADONNA PAGE
Corpo! Solo di lui, e giura e spergiura ch'ei venne tradotto fuori, l'ultima volta che lui lo cercava, in una cesta; e a mio marito sostiene che colui  qui ora, ed ha tirato dal loro sollazzo lui e il resto della brigata, per fare un'altra prova dei sua sospetti. Ma sono contenta che non ci sia, il cavaliere; ch ora tuo marito capir la propria follia.

MADONNA FORD
Quant' discosto ora, madonna Page?

MADONNA PAGE
 giusto qua fuori, in cima alla via; sar qui a momenti.

MADONNA FORD
Io sono morta: il cavaliere  qui.

MADONNA PAGE
Ma come! Allora sei tutta infamata, e lui si tenga per morto. Ma che donna sei? Via, fallo fuggire; meglio infamato che ammazzato.

MADONNA FORD
Da che parte deve fuggire? Che ne faccio io di costui? Lo ficco di nuovo nella cesta?

[.Entra Falstaff..]

FALSTAFF
No, nella cesta no! Non posso uscire di qua prima che spunti il matto?

MADONNA PAGE
Ahim, tre fratelli di Ford si sono messi alla porta con le pistole, perch nessuno se la fili; senza di che potevate sgattaiolarvi fuori prima che lui arrivasse. Ma che cosa fate voi qui?

FALSTAFF
Cosa far? M'infilo drento al camino.

MADONNA FORD
 sempre l che scaricano gli scioppetti. Provate magari a ficcarvi nel buco del forno.

FALSTAFF
Dove ?

MADONNA FORD
Cercher pure l, ne sono sicura. Non c' credenza, cassetto, cassone, baule, cisterna o cantina ch'egli non l'abbia in rubrica per ricordarsi de' posti, e ire a ciascuno con la sua lista in mano. Non v' luogo a celarvi in questa casa.

FALSTAFF
Io ne v fuori allora.

MADONNA PAGE
Se andate fuori con le vostre fattezze siete morto, Ser John - ammenoch sortiate contraffatto.

MADONNA FORD
E come possiamo contraffarlo?

MADONNA PAGE
Malnaggia io che ne so? Non c' sottana di donna di quella stazza; senn poteva indossare un cappellino, un ciarpone, un fisci, e in tale maniera campare.

FALSTAFF
Cuoricini miei, avanti, trovate qualcosa: qualsiasi eccesso ma non una strage.

MADONNA FORD
La zia della mia fantesca, la grassona di Brainford, ha lasciato un vestito, di sopra.

MADONNA PAGE
Per le messe, questo gli servir.  grossa come lui; e dev'esserci pure la sua scuffiaccia con le gale, e il suo fazzolettone. Correte di sopra, Ser John.

MADONNA FORD
Andate, andate, carissimo. Qui monna Page ed io vi cercheremo qualche fusciacca per la facciata.

MADONNA PAGE
Ma presto, presto! Veniamo all'istante a fare la vestizione. Fratanto infilate la gonna. [.Esce Falstaff..]

MADONNA FORD
Io mi spero che mio marito se lo trovi faccia a faccia cos conciato. Lui non la pu soffrire la vecchiona di Brainford; giura che l' una strega, le ha proibito di venirci in casa, ed ha pure minacciato di bastonarla.

MADONNA PAGE
Domine lo conduca al randello di tuo marito; e il diavolo poi conduca quel randello!

MADONNA FORD
Ma mio marito sta venendo davvero?

MADONNA PAGE
S, viene sul serio! E parla pure della cesta, come ch'egli abbia ata l'informazione.

MADONNA FORD
Codesto lo scopriremo incarico i servi di caricarsi la cesta di nuovo, e d'incontrarlo sull'uscio con essa come la volta scorsa.

MADONNA PAGE
S ma  qui a momenti; forza, andiamo a vestirlo da strega di Brainford.

MADONNA FORD
Prima dir ai famigli cosa fare con la cesta. Vai s, ch'io arrivo subito con le fusciacche.

MADONNA PAGE
Alle forche, villan scostumato! Non si pu fargliene mai di troppe.
Con quel che noi facciamo una prova sar lasciata
la moglie pu essere allegra ma in contempo costumata.
Non si fa nulla di male, noi comari che ride e scherza;
adagio antico l' vero: "scrofa cheta si magna la merda".
[.Esce..]

[.Entrano John e Robert..]

MADONNA FORD
Forza ragazzi, ricaricatevi quella cesta; il principale sta per entrare; se vi comanda di metterla in terra, ubbiditelo. Presto, svelti. [.Esce..]

JOHN
Animo, animo, tirala s.

ROBERT
Dio voglia che non sia piena anche stavolta di cavalleria.

JOHN
Spero di no, preferisco portare lo stesso peso di biacca.

[.Entrano Ford, Page, Shallow, Caio ed Evans..]

FORD
Ben, ma se la cosa tornasse vera, compare Page, come farete a scusarvi d'avermi ridato del fesso? - Ehi tu, gran farabutto, scarica quel cestone! Qualcuno mi chiami mogliama. Un ragazzotto in cesta! Voi masnadieri e ruffiani, qua c' una ganga, una setta, una cricca, un fotto di gente che trama contro di me! Ma ora ve lo smaschero io il diavolaccio. - O moglie mi senti o no? Vienmi qua, vieni fuora: guarda che costumati panni mi vai qui mandando a bucato!

PAGE
M questo passa ogni limite, mastro Ford: non vi si pu pi lasciare in circolazione, qua ci vogliono le manette!

EVANS
M questo  lunatici, questo  pazzo com'un cane pazzo.

SHALLOW
A dir vero, mastro Ford, ci non  bene, a dir vero.

FORD
Lo dico anch'io, messere.
[.Entra madonna Ford..]
Venite qua, monna Ford. Monna Ford donna onesta, moglie modesta, tutta virt poverina, che ha per marito un buffone geloso! Io sospetto senza cagione, monna Ford, non  vero?

MADONNA FORD
Il Cielo mi sia testimone che  proprio cos, se mi sospettate di qualche disonest.

FORD
Ben detto, faccia di bronzo, continua cos. - Vieni fuori, infame! [.Strappa i panni dalla cesta..]

PAGE
Questo  troppo!

MADONNA FORD
Ma non hai vergogna? Lascia stare quei panni!

FORD
Ora ti stano io!

EVANS
Irracionevole! Come, tirar fuori la ropa di vostra moglie? Avanti, venite via.

FORD
Svuotate la cesta, dico!

MADONNA FORD
Perch, matto, perch?

FORD
Compare Page, com' vero che sono un uomo, ieri qualcuno  stato traslato fuori di casa mia in quella cesta medesima: e perch non potrebbe esserci drento di nuovo? In casa mia sono certo ch'egli ! La mia informazione  vera, la mia gelosia  ragionevole. Cavatemi fuori tutta quanta la roba.

MADONNA FORD
Se trovi un uomo l dentro, ch'ei muoia come una pulce.

PAGE
Ma qua dentro non c' nessuno.

SHALLOW
Per la fede mia, ci bene non , mastro Ford; ci vi fa torto assai.

EVANS
Messere Ford, precare dovete, e non seguire la vostra corata nelle sue fantasticherie: cotesta l' gelosie.

FORD
Bene, colui che cerco non  cost.

PAGE
No, e neppure cost se non nel vostro cervello.

FORD
Aiutate a frugar la casa solo per questa volta. Se non trovo quello che cerco, non truovate pi scuse a questa mia stravaganza; fate di me per sempre la burletta della tavolata; dicano pure "geloso come quel Ford, che cercava in un guscio di noce l'amoroso della mogliera". Ma contentatemi un'ultima volta, un'ultima volta frugate con me.
[.Escono John e Robert con la cesta..]

MADONNA FORD
Eil, madonna Page, venite gi con la vecchia, ch mio marito vuole salire in camera.

FORD
La vecchia? Quale vecchia?

MADONNA FORD
Ma s, la zia della fante, quella di Brainford.

FORD
La strega, la puttana, la vecchia troia buggerona! Non le avevo proibito di mettermi piede in casa? Lei viene a fare imbasciate, vero? Noi poveri fessi non lo sappiamo minga, quello che ti rimestano sotto la professione di leggere la fortuna. Costei fa fatture, fa incanti, ti traccia i sua disegnini, e simili fesserie che non stanno in cielo n in terra: ci pigliano pei fondelli. Vieni gi, strega, versiera, vieni gi, ti dico!

MADONNA FORD
Per carit, mio caro, mio buon marito! - Amici miei, non fategli malmenare la vecchia.

.Entrano Falstaff vestito da donna e madonna Page..

MADONNA PAGE
Venite, venite, nonna Chiappa, datemi qua la mano.

FORD
Ora l'acchiappo io. [.Lo bastona..] Fuori dalla mia porta, strega pacchiana, puttana e puzzola che non sei altro, vecchia rognosa, fuori, fuori di qua! Te li f io gli scongiuri, te la leggo io la fortuna. [.Falstaff esce..]

MADONNA PAGE
Ma che cuore avete? L'avete quasi ammazzata, quella povera donna.

MADONNA FORD
Oh,  capace di farlo. Ti far grande onore!

FORD
Alle forche la strega!

EVANS
Per l'animuccia sua, io mi credo la 'onna l' una streca davvero. Non mi quadra quando una 'onna l'ha una grande parpa. Io spiare la grande parpa sotto la sua fusciacca.

FORD
Signori miei mi volete seguire? Io vi supplico di seguirmi: vedrete che risultato ha la mia gelosia. S'io v abbaiando dove pista non c', non fidatevi pi di me quando aprir la bocca.

PAGE
Beh prestiamoci al suo capriccio ancora un poco. Venite di sopra, signori.
.Escono Ford, Page, Shallow, Caio ed Evans..

MADONNA PAGE
All'anima, l'ha menato davvero in modo pietoso.

MADONNA FORD
No per le messe, no: io credo che l'abbia menato in modo davvero spietato.

MADONNA PAGE
Io quel randello lo f benedire e appendere sull'altare: ha fatto un servizio sacrosanto.

MADONNA FORD
Ma dimmi ora, tu credi che noi si possa, garantite dall'esser donne e con la nostra coscienza pulita, tribolare ancora costui con qualcun'altra vendetta?

MADONNA PAGE
Beh certo la fifa gli ha fatto perdere ogni voglia di far porcherie. E se il diavolo non lo possiede in propriet assoluta, di diritto e una volta per sempre, io mi credo che non oser pi assalirci per farci danno.

MADONNA FORD
E ai mariti vogliamo dirlo che servizio gli abbiamo fatto?

MADONNA PAGE
Sicuramente s - fusse solo per grattar via le fantasie dal cervello di tuo marito. E se a loro gli basta il cuore di affliggerlo ancora, questo tristo cavaliere, questo pancione scostumato, allora noialtre due ci daremo da far di nuovo.

MADONNA FORD
Io son sicura che lo vorranno svergognare dinanzi a tutti. E forse forse lo penso anch'io che non va messo il punto alla beffa sinch costui non sia pubblicamente mortificato.

MADONNA PAGE
Forza allora, alla nostra fucina. Diamo forma a quest'altra baia: io non vorra le cose tornassero fresche.
.Escono..

/:/Scena III


.Entrano l'oste e Bardolph..

BARDOLPH
Capo, il tedesco chiede se gli potete prestare tre dei vostri cavalli. Il Duca stesso sar domani alla Corte, e loro vanno a rincontrarlo.

OSTE
Ma che Duca di Domine  questo che t'arriva cos in segreto? Qui alla corte non se ne sente. Fammi un po' parlottare con cotesti signori. Parlano l'inghilese?

BARDOLPH
Messers. Ora lo chiamo.

OSTE
I miei cavalli li possono avere, ma glieli far pagare: e in salsa piccante oh! Hanno avuto a disposizione la mia casa per una settimana; gli altri clienti io l'ho mandati via. Devono pur scucire. Salsa piccante oh! Forza, muoviamoci.
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Page, Ford, madonna Page, madonna Ford ed Evans..

EVANS
L' una delle migliori discrezioni di monna che mai io m'abbia vedute.

PAGE
E queste lettere ve l'ha mandate tutte le dua assieme?

MADONNA PAGE
Entro un quarto d'un'ora.

FORD
	Moglie, perdonami. Fa' quel che vuoi da ora:
	ch'io prima il Sol sospetter sia fresco
	che te d'essere frasca. Ora il tuo onore
	sta saldo in questo cuore gi d'eretico
	com' salda la fede.

PAGE
				Va ben, va ben, finiscila.
	Ora non mi strafare a sottometterti
	come gi ad accusare.
	Ma avanti con la trappola: nuovamente le mogli
	per apprestar lo spasso generale
	fissino un rendez-vous a quel vecchio grassone:
	e l lo beccheremo e lo scorbacchieremo.

FORD
Non v' partito migliore di quello che han detto loro.

PAGE
Cio? Di mandargli a dire che loro vogliono convenire con lui nel parco a mezzanotte? Ma via, ma via, non verr mai.

EVANS
Voi dite che egli  stato puttato nei fiumi, che egli  stato pattuto pruttamente come una vecchia; io penso che ci dev'essere in lui terrori per non venire; forse forse la sua carne  punita, e non avr pi desiri.

PAGE
Anch'io la penso cos.

MADONNA FORD
	Voi pensate soltanto a compicciare
	che cosa fargli quando sar venuto,
	ch a farlo venire ci pensiamo noi due.

MADONNA PAGE
	Corre una vecchia storia che Erone il cacciatore,
	uno che a' tempi antichi fu guardiacaccia qui
	nella foresta di Windsor, per tutta l'invernata,
	quando il silenzio regna a mezzanotte,
	s'aggiri torno torno a una quercia, con grandi
	corna ramose in testa, e allora gli alberi
	stecchiscono, il bestiame  affatturato,
	le vacche danno sangue non latte, e lui ti scote
	una catena in modo orrendo e pauroso.
	Voi di questo fantasma avete udito,
	e ben sapete che li nostri anziani,
	crape matte farcite di cabale, hanno presa
	e consegnata ad oggi questa storia
	del cacciatore Erone come una storia vera.

PAGE
	Ma s, non manca gente che tuttora
	in piena notte ha fifa di passare vicino
	alla quercia d'Erone. Ma tutto ci che vale?

MADONNA FORD
	Per le Marette,  questo il nostro piano:
	che Falstaff ci riscontri proprio a codesta quercia
	truccato come Erone, con corna enormi in testa.

PAGE
	Ben, supponiamo pure che ci venga;
	ma avendolo menato laggi in codesta guisa,
	che si far con lui? Qual  il lacciuolo?

MADONNA PAGE
	Anche a ci s' pensato, e andr cos:
	Nannina (mia figliola) ed il mio naccherino,
	pi altri tre o quattro della stessa misura
	li vestiamo da gnomi e da folletti
	e fate, in verde e in bianco, con cerchietti
	di lumini di cera in su i capini,
	e in mano, raganelle; all'improvviso,
	non appena che Falstaff, lei ed io
	ci saremo incontrati, li faremo avventarsi
	fuor da un fossato, in frotta, e ciascheduno
	cantando il sua spartito; a quella vista
	noi due scappiamo via terrorizzate.
	E tutti quanti allora dovranno assediare
	e pizzicare il cavaliere spurco
	a mo' di fate, e chiedergli come osa,
	nell'ora della festa fatata, scalpicciare
	questi loro sentieri cos santi
	sotto veste profana.

MADONNA FORD
				E sino a quando il vero
	non avr detto, quelle finte fate
	lo pinzino di santa ragione, lo sbruciacchino
	con i loro lumini.

MADONNA PAGE
			E quando il vero
	si sapr, tutti noi ci appalesiamo,
	discorniamo il demonio, e a furia di motteggi
	lo accompagniamo a casa in Windsor.

FORD
						Ma i bimbini
	vanno addestrati bene, o faranno cilecca.

EVANS
Ci sono me, ai pimpini ci insegno me cosa fare; ed io pur mi stravesto come pertuccia io, onde scottare il tristo col mio moccolo.

FORD
	Allora  fatta; io v a comprar bautte.

MADONNA PAGE
	La mia Annetta sar regina delle fate:
	l'avvolgo tutta in un bel manto bianco.

PAGE
	Ed io accatto la seta. [.A parte..] E proprio allora
	mastro Slender s'involer l'Annetta
	e andr a sposarla a Eton. - Suvvia, mandate subito
	qualcuno da Falstaff con l'invito.

FORD
					Adagio,
	ch prima io vo' tornare da lui io stesso
	col nome di Rivoletto: mi dir
	cosa conta di fare. Ma verr di sicuro.

MADONNA PAGE
	Ah, di ci non temete. Andiamo, procuriamoci
	ammenniccoli e vesti per queste nostre fate.

EVANS
Fah, diamoci da fare. Ah che pelli divertimenti! Che pirponate onestissime! [.Escono Page, Ford ed Evans..]

MADONNA PAGE
	Presto, madonna Ford,
	manda qualcuno da Ser John, per sapere
	se dice di s o di no. [.Esce madonna Ford..]
	Io v dal mio dottore:  lui che ha il mio consenso,
	e lui soltanto sposer l'Annetta.
	Quello Slender ha le tasche fornite, ma  un frescone;
	e guarda un po', al marito  il pi caro di tutti.
	Il dottore ne ha, moneta, ed i sua amici
	sono potenti a corte: lui, solo lui la ottiene
	anche se ventimila pi degni me la chiedono. [.Esce..]

/:/Scena V


.Entrano l'oste e Pierino il Semplice..

OSTE
Che domine vuoi da me, il mio rustico? Cos' che cerchi, pellaccia dura? Parla, fiata, discuti; ratto, corto, lesto: sputa!

SEMPLICE
Per la Madrina, messere, vengo a parlare al ser Falstaff da parte di mastro Slender.

OSTE
Ecco l la sua camara, casa, castello, letto fisso e lettino a rotelle; pittti torno torno con la storia del Figliol Prodigo, nuova e fresca. Va', bussa, strilla; ed egli ti parler con voce antropofagica. Picchia, ti dico.

SEMPLICE
Ma c' una vecchia, una vecchia grassa che gli montata in camera. Oser di starmene ad aspettare, messere, sinch costei non viene gi. Ch a dire il vero io son qua per parlare con lei.

OSTE
Ah! Come, una vecchia grassa? Che la voglia svaligiare il mio cavaliere? Ora lo chiamo: Cavalierone! Bullo mio Ser John! Di fiato ai tuoi marziali polmoni. Sei tu l drento?  il tuo taverniere, l'Efesio tuo che t'appella.

FALSTAFF [.Da sopra.]
Cosa  nato, oste mio?

OSTE
V' qui un boemo-tartaro che attende la discesa della tua domina grassa. F ch'ella scenda, bullo, f ch'ella venga gi. Le alcove mie son rispettabili. Che diavolo! Intimit? Un po' di pudore!

.Entra Falstaff..

FALSTAFF
V'era meco, ospite mio, pochissimo tempo fa, una femmina vecchia e grassa, ma ella  andata ora.

SEMPLICE
Per cortesia, monsignore, non era costei la fattucchiera di Brainford?

FALSTAFF
S, per la Nostra Nonna, era lei, guscio di cozza: e cosa volevi da lei?

SEMPLICE
Il mio padrone, monsignore, il mio principale mastro Slender mi manda da quella donna, avendola vista bordeggiare per strada, onde sapere, signore, se un certo Nym, monsignore, che gli ha fregato una catenella, abbia la catenella o non l'abbia.

FALSTAFF
Io di codesto gi parla'ne alla vecchia.

SEMPLICE
E cosa dice la vecchia, monsignore, di grazia?

FALSTAFF
Per Santa Fresca, ella dice che la persona precisa che gli ha fregato la catenella a mastro Slender,  la persona istessa che gliel'ha fregata.

SEMPLICE
Io arei voluto parlare con la vecchia stessa. Ch'io avevo ancora altre cose da dirle, da parte del principale.

FALSTAFF
E quali sarebbono? Dccele.

OSTE
Ma s, da bravo: sptale.

SEMPLICE
Non posso ricelarvele, monsignore.

OSTE
Riclale o schiatti.

SEMPLICE
Ma per le Curatelle, eccellenza, altro non riguardavano che la madonna Annetta, onde sapere se l'era sorte del mio principale maritarsela s o no.

FALSTAFF
 la sua sorte,  dessa.

SEMPLICE
Che cosa , monsignore?

FALSTAFF
Maritarsela s o no. Vanne. Di' che la femmina m'ha parlato cos.

SEMPLICE
Mi posso permettere di riferire cos, monsignore?

FALSTAFF
Caspio che s: come nessuno.

SEMPLICE
Grazie, grazie a vossignoria: far felice il mio principale con queste nuove. .Esce..

OSTE
Sei un gran dottore, Ser John, un gran dottore. C' stata davvero codesta fattucchiera con te?

FALSTAFF
Ma certo che c'era, ospite mio: una che m'ha insegnato pi cose che mai abbia apprese prima d'adesso in vita mia. E neppure ho dovuto versarle nulla; anzi per la conoscenza ne ho buscato io stesso.

.Entra Bardolph..

BARDOLPH
Per la miseria, capo, fregatura, v'han proprio trappolato!

OSTE
Dove sono i cavalli? Dimmene bene, furfante.

BARDOLPH
Scappati coi truffatori. S'era arrivati appena di l di Eton che m'hanno scaricato dal didietro di uno di essi nel fangaccio d'un pantano; un colpo di sproni e via come tre diavoli alemanni, tre Dottorfausti.

OSTE
Gran farabutto, son iti soltanto a incontrare il Duca! Non dire che sono scappati. L'uomo germanico non ciurla nel manico.

.Entra Evans..

EVANS
Dov'essere l'oste mio?

OSTE
Che vi serve, don Ughetto?

EVANS
Occhio ai vostri pensionamenti: un amico venuto in villa dicemi essere in ciro tre truffagermani che han truffati tutti gli osti delli castelli a Letture, Montevergine e Fiumefresco, di cavalli e moneta. Io ve lo dico per puona intenzione, fate attenzione. Siete un omo di mente, pieno di prese per i fontelli e pieno di sfottimenti, e non parmi ciusto che siate frecato. Statevi pene. .Esce..

.Entra Caio..

CAIO
Dov'essere l'oste mio della Giarrettella?

OSTE
Son qua, medico mio, son qua pieno di titubanza e apprensivi dilemmi.

CAIO
Io non capiscio bene gli eventi, ma si dicere me voi fate grandi apprestamenti per un Duca di Lemagna. Aff mia, non essere Duca che la corte sapere dovere arrivare. Ve lo dico con buon intento. Statevi sano. .Esce..

OSTE
Allarme, gente! Muviti brutta canaglia! - Cavaliere, dammi una mano ch'io son spacciato! - Scappa, corri, ulula al ladro, farabutto, sono fregato! .Escono l'oste .[.e Bardolph..]

FALSTAFF
Per me, magari tutto il globo terracqueo fusse fregato, dacch io sono stato fregato ed anca mazzolato. Se dovesse arrivare all'orecchio della corte come m'hanno acconciato, e come la mia trasfigurazione l' stata sciacquata ben bene e randellata, quelli mi squaglierebboro il grasso a goccia a goccia, e col sottoscritto ci spalmerebboro gli stivaloni de' pesciaioli. Io vo' garantirvi che quelli mi levarano la pelle di dosso con gli scudisci dei loro aguzzi ingegnuzzi, sinch'io calassi la cresta come una pera vizza. Mai che mi vada un solco diritto da quella volta che ho barato a primero. Bene, s'io fussi certo che mi bastasse il fiato, quasi quasi mi pentirei.
.Entra monna Spiccia..
E voi da dove spuntate?

MONNA SPICCIA
Da dove volete che spunti? Dalle due parti in causa.

FALSTAFF
Il diavolo ne pigli l'una, e la versiera l'altra, cos ambodue saranno alloggiate. Ho sofferto di pi per colpa loro - pi che possa accollarsene la miserabile inconsistenza della natura umana.

MONNA SPICCIA
E loro due no? Certo che han tribolato, parola mia, e speciosamente l'una di loro due: la monna Ford, povera cara, a furia di busse  nera e blu, che non potreste avvisarle in corpo una sola macchiolina bianca.

FALSTAFF
O che mi parli tu di nero e di blu? Me stesso a furor di botte m'hanno pittato di tutti i colori dell'arcobaleno; per vero milacro non m'hanno acchiappato come strega di Brainford. Se non era che m'ha scampato la mia stupenda destrezza d'ingegno e il mio sapere far le mossette d'una vecchietta verace, quel beccamorto d'un vigile urbano m'arebbe messo a le gogne, le pubbliche gogne dei furfanti comuni, come una fattucchiera.

MONNA SPICCIA
Signoria, fatemi solo parlarvi in camera vostra: ch vi chiarisco come stanno le cose e, ve lo giuro, con vostra piena satisfazione. Qua c' una lettera che dice qualcosa. Povere anime, c' da cagar le curatelle per potervi abboccare insieme! L' ben certo che l'uno di voi va sgarrando al servire Iddio, se vi nascon fra' piedi tutte codeste barriere.

FALSTAFF
Vieni s in camera mia. .Escono..

/:/Scena VI


.Entrano Fenton e l'oste..

OSTE
Mastro Fenton, non me ne dite, ho la testa che mi si spacca. Qua finisce ch'io mollo tutto e me ne v.

FENTON
	Suvvia, stammi a sentire. Se mi darai
	una mano in ci che mi propongo di fare,
	parola di gentiluomo, io ti regalo
	cento sterline d'oro
	in pi di quanto hai perduto.

OSTE
Io vi star a sentire, mastro Fenton; e non fuss'altro, terr il becco chiuso.

FENTON
	Pi di una volta ti ho partecipato
	il vero amore che porto alla bella Annetta;
	e al mio affetto la figlia fa riscontro
	sin dove lei pu far le proprie scelte,
	con mio grande contento. Ho qui una lettera
	che dice cose da maravigliarti
	su una burla farcita di quanto ti vo' dire,
	cos che l'una cosa o l'altra non pu dirsi
	senza dirle ambedue. Quel grasso Falstaff
	ha il ruolo principale. Come ander la beffa
	ti spiegher al minuto. Fa' attenzione,
	mio buon oste. Proprio questa notte
	alla quercia d'Erone, tra le dodici e l'una
	la mia Annetta dovrebbe recitare la parte
	della Regina delle Fate.
	Perch mai, l' qui scritto. In quel camuffamento,
	mentre si fa e straf un giocofoco di burle
	suo padre le ha ordinato di svignarsela
	assieme a Slender, per andare a nozze
	con lui a Eton; e lei ha consentito.
	Ora, oste mio, la madre, la quale  sempre stata
	contraria forte a questo parentado,
	e salda pel dottore Caio, ha compicciato
	che costui similmente se la sgraffigni via
	mentre che gli altri scherzi tengono i lor cervelli,
	e alla parrocchia, dove un prete attende,
	se la mariti subito; e a quel trucco materno
	lei, ubbidiente finta, ha detto s
	similemente, e s' promessa al medico.
	Ora il punto l' questo: il padre suo
	la vuole tutta in bianco; e in quel vestito
	quando Slender ti vede il suo momento
	se la piglia per mano e le dice d'andare,
	e lei seguirlo deve. La madre, invece, ha inteso,
	per modo ch'el cerusico la riconosca meglio -
	perch tutti saranno stravolti e bauttati -
	che ella indossi un gran bel manto verde
	co' nastri penzoloni attorno al capo,
	e quando che il dottore ti sbircia il suo momento
	le d di becco sulla mano, e al segno
	la fanciulletta ha ancora consentito
	di andar con l'uccellaccio.

OSTE
	Ma chi vuole uccellarti, padre o madre?

FENTON
	E ben, caro il mio oste, tutti e due,
	per filarsela meco; e questo  il mio bisogno:
	che voi mi procuriate un vicario, che stia
	ad aspettarmi in chiesa, tra mezzanotte e l'una,
	e nel nome legittimo di nozze
	dia rituale d'unione ai nostri cuori.

OSTE
	E sia. Voi preparate il vostro apostamento;
	io m'en v dal vicario. Voi portate
	la fanciulla, il pievano certo non mancher.

FENTON
	Per questo io rester legato a te
	di gratitudine eterna. E ti vo' dir di pi:
	io ti f un'immediata ricompensa. .Escono..

/:/ATTO V



.Scena I


.Entrano Falstaff e .[m.onna.] .Spiccia..

FALSTAFF
Ti prego, cessa le ciance; vai. Io sar saldo. Questa  la terza fiata; io spero che la fortuna s'alberghi nei numeri dispari. Via, vattene! Dicono che nei dispari c' una virt divina, sia al nascere, nei giri della vita, o alla morte. Va' via!

MONNA SPICCIA
Provvedo alla catena, e mi travaglier per fornirvi un bel paio di corna.

FALSTAFF
Via, dico, il tempo si consuma, via! Zucca alle nubi e chiappe ballerine. [.Esce monna Spiccia..]
[.Entra Ford in veste di Rivoletto..]
Salute, messer Rivoletto! Messer Rivoletto, l'affare si decide stanotte o mai pi. Voi trovatevi al parco attorno a mezzanotte, alla quercia d'Erone, e vedrete portenti.

FORD
Monsignore, non siete stato ieri da lei, come m'avete detto che avevate acconciato?

FALSTAFF
Io mi portai da lei, messer Rivoletto, come qui mi vedete, da povero vecchio, ma ne tornai indrieto, messer Rivoletto, da povera vecchiarella. Quel cagastecchi di Ford, sempre lui, suo marito, ha in corpo il pi affusellato diavolo pazzo di zelo, messer Rivoletto, che mai diresse farnetico. Io vi vo' dire che egli mi ha massacrato di botte, mentr'ero transfigurato da femmina; perrocch, messer Rivoletto, in questo formato di uomo, io non temo il gigante Golia col suo troncone da tessitore, anche perch io so bene, messer Rivoletto, che la vita l' tutta un andirivieni di spola. Io ho faccende di prescia ora: venitemi appresso e vi dico tutto, messer Rivoletto. Dal d che spennavo le oche, facevo forche a le scuole e frustavo le trottole, non ho saputo mai che fosse venir mazzolato, insino a poco tempo fa. Venitemi appresso. Io vi dir strane cose di questo tristo di Ford, sul quale stanotte sar vendicato, e la moglie sua io ve la dar in mano. Venitemi appresso. Le strane cose s'han per le mani, messer Rivoletto! Venitemi appresso. .Escono..

/:/Scena II


.Entrano Page, Shallow e Slender..

PAGE
Venite, venite, staremo accucciati nel fosso del castello finch non vedremo le luci delle nostre fate. Figliolo, ricorda, mia figlia.

SLENDER
O babbo, ci puoi contare. Ho parlato con lei, e noi dua ci abbiamo un motto per ravvisarci l'un l'altro: io m'accosto a lei che veste di bianco e le grido cos: "zitta"; lei grida: "mosca!"; e cos ci riconosciamo.

SHALLOW
All'anima della finezza! Ma che bisogno c'era del tuo "zitta" o del suo"mosca"? La veste bianca gi l'era definizione bastante. Son sonate le dieci ora.

PAGE
La notte  di pece. Lumini e fantasmi le stanno a puntino. Rida il Cielo del nostro spasso! Qui nessuno ha male intenzioni tranne che il diavolo, e quello lo decifriamo dalle corna. Forza in marcia, seguitemi. .Escono..

/:/Scena III


.Entrano madonna Page, madonna Ford e il dottor Caio..

MADONNA PAGE
Messer dottore, mia figlia veste di verde: quando vedete il momento giusto, pigliatela per la mano, via di corsa con lei alla parrocchia, e sbrigate di prescia. Voi entrate prima nel parco, ch noialtre si deve far coppia.

CAIO
Io so cosa avere fare. Adieu. [.Esce..]

MADONNA PAGE
Statevi bene, messere. - Mio marito non s'allegrer nel vedere Falstaff scornato quanto s'incavoler che il dottore sposi mia figlia. Ma non importa: meglio un poco di riprensione che una vita di crepacuore.

MADONNA FORD
La Nannina dov' ora? E la sua truppa di fate? E don Ughetto il diavolo gallese?

MADONNA PAGE
Son tutti accoccolati in un fossato ben vicino alla quercia d'Erone, con tutte le fiaccole spente. Le avvamperanno di colpo in viso alla notte nel momento preciso che Falstaff e noi due c'incontriamo.

MADONNA FORD
Uh, questo non pu che terrorizzarlo.

MADONNA PAGE
Se non resta terrorizzato sar certo berteggiato; e se ti resta scosso e confuso, lo stesso sar sfottuto.

MADONNA FORD
Noi stiamo per smascherarlo proprio di fino.

MADONNA PAGE
Con questi sporchi e i loro arrapamenti
chi li tradisce non fa tradimenti.

MADONNA FORD
 quasi l'ora. Alla quercia, alla quercia!
.Escono..

/:/Scena IV


.Entrano Evans .[.travestito.] .e .[.Guglielmo e altri bambini vestiti da.] .fate..

EVANS
S quei piedini, fatine, s; e rammentate le vostre parti. Niente paura, mi raccomando! Z, seguitemi nel fossato. E quando poi vi fazzo il cenno, fate propio come v'ho detto. Z spiritelli, a zaltelli, a zaltini. Z co' piedini, z co' piedini.
.Escono..

/:/Scena V


.Entra Falstaff .[.travestito da Erone.]:. ha sul capo una testa di cervo..

FALSTAFF
Il campanile di Windsor ha battuto le dodici.  quasi il momento. Ora i numi di sangue caldo mi assistano! Rimembra, Giove, tu ti sei fatto toro per la tua Europa; Amore t'impose le corna. O amore possente, che per certi rispetti fai d'una bestia un uomo, e per altri, d'un omo una bestia. Tu fosti pure, o Giove, un cigno per amore di Leda. O amore onnipotente, come si trasse propinquo il dio all'apparenza d'un papero! Il primo fallo tu lo facesti in forma di bestia. O Giove, un fallo bestiale! E poi il secondo in un sembiante di pennuto; pensaci un poco, Giove, un fallo da lasciarci le penne! Se ora gli dei si trovano il pepe al culo, che debbono fare i poveri mortali? Quanto a me, eccomi qua, cervo di Windsor, e il pi grasso mi credo in tutta la foresta. Dammi una foia bella e fresca, o sommo Giove, senn chi pu biasimarmi se piscier il mio sego? Oh, eh, chi viene? La mia cerbiatta?

.Entrano madonna Ford e madonna Page..

MADONNA FORD
Ser John! Sei tu, cervo mio, mio bel maschione?

FALSTAFF
La mia cerbiatta col codino nero? Che il cielo piova patate ora! Il tuono canti un'aria d'amore, vengano gi per grandine confetti perfumati, e nvichi mandragore candite! Infri un turbino di toccamenti, ch'io mi scampo qui sotto.

MADONNA FORD
Uh tesoro, c' monna Page ch' venuta con me.

FALSTAFF
Sparttemi come un cervo bracconato, e s'abbia ciascheduna una chiappa mia; io mi terr per me queste fiancate, le spalle al guardiacaccia di sto sentiero - e le corna le lascio a' vostri sposi. Ecco l'omo dei boschi, non lo f bene forse? Non parlo come il cacciatore Erone? Cribbio, Cupdo alfine l' un bimbin di coscienza: sa fare risarcimenti. Per quant' ver ch'io son larva verace, benvenute ambedue!
.Suoni di corni all'interno..

MADONNA PAGE
Trista a me, che  questo romore?

MADONNA FORD
Misericordia pe' nostri peccata!

FALSTAFF
Che domine pu essere?
LE DUE DONNE
Scappiamo via, scappiamo! .Fuggono..

FALSTAFF
Io credo che il demonio non mi voglia dannato, ei teme il grasso ch'io mi porto drento possa appiccar l'incendio al suo ninferno; o non m'incepperebbe di codesta maniera.

.Entrano Evans .[.travestito come prima, Pistol camuffato da folletto.],. monna Spiccia nelle vesti di Regina delle Fate,. [.Anna Page e.] .bambini vestiti da fate .[.con fiaccole in mano.].

MONNA SPICCIA
	O fate, nere, grigie, verdi e bianche,
	o voi che folleggiate al chiar di luna,
	e voi ombre notturne, orfane eredi
	del destino immutabile,
	fate l'uffizio ed il dovere vostri.
	Folletto banditore, il tuo bando alle fate.

PISTOL
	Orecchio alla mia chiama! Statevi zitte,
	quisquilie d'aria. Grillo, salterai
	ne' camini di Windsor; e dove troverai
	braci scoverte e focolari zozzi,
	a pizzicotti falle blu, le sguattere,
	come mirtilli: la nostra radiosa
	regina odia le sciatte e la sciamanneria.

FALSTAFF
	Sono le fate; chi gli parla  morto.
	Ed io mi tappo gli occhi e mi f quatto:
	nessun mortale deve vedere ci che fanno.
[.Si stende in terra a faccia sotto..]

EVANS
	Dov' Pallino? Corri, e dove trovi
	qualche ragazza che, prima della sua nanna,
	ha detto le preghiere tre volte, ccita forte
	gli organi suoi fantastici, e che poi dorma il sonno
	profondo dell'infanzia senza cure.
	Ma le altre, che fan nanna senza stare a pensare
	ai peccatucci loro, gi co' tua pizzicotti
	su braccia e gambe e schiene e spalle e fianchi e stinchi.

MONNA SPICCIA
	All'opra, all'opra!
	Elfi, frugate attorno, dentro e fuori
	il castello di Windsor; voi folletti
	spargete buona sorte su ogni santa
	stanza di questa rocca; ch'essa duri
	sana di fatto e sana nel suo compito
	insino al giorno del giudizio eterno,
	degna di chi la tiene, come questa ne  degna;
	ogni seggio dell'Ordine state attenti a forbire
	con essenze di balsamo e ogni fiore prezioso;
	ogni ben fatto stallo, ogni scudo e cimiero,
	ogni leal blasone sian sempre benedetti;
	e voi fate dei campi, state attente a cantare
	di notte tutte in cerchio, come il cerchio
	della Giarrettiera: l'impressione sull'erba
	fate che resti verde, e pi fertile e fresca
	a vedersi di tutto quanto il prato;
	e scrivete .Honi soit qui mal y pense.
	con fiori porporini e ciuffi di smeraldo,
	petali blu e bianchi somiglianti ai zaffri,
	alle perle ed ai ricchi ricami affibbiati
	sotto il ginocchio chino de' belli cavalieri:
	perch come lor cifra le fate usano i fiori.
	Disperdetevi, s; ma sino all'ora una
	non scordiamo la nostra farandola rituale
	torno torno la quercia d'Erone il cacciatore.

EVANS
	Prego, serrate le mani, e ponetevi in ordine;
	e venti luccioline ci faran da lanterne
	tutt'intorno a quest'albero per guidare la danza.
	Ma fermi, annuso un uomo della terra mediana!

FALSTAFF
Uh, i numi mi difendano da sta fata gallese! Ch questa mi stramuta in un etto di cacio!

PISTOL
	Verme vile, tu fosti ammalocchiato
	fin da quando nascesti.

MONNA SPICCIA
				E voi tocctegli
	le punte delle dita col foco probativo:
	s'egli  casto, la fiamma rincula e s'abbioscia
	senza fargli del male; ma se costui trasale
	la sua  carne d'un cuore cattivo.

PISTOL
	Per san Cuc, proviamoci.

EVANS
				Beh, s'appiccia sto legno?
[.Lo bruciano coi lucignoli..]

FALSTAFF
	Ah, eh, eh!

MONNA SPICCIA
	 corrotto, corrotto e nelle voglie indegno!
	Addosso, fate! Un canto di sberleffo
	e volteggiate a ritmo di punzecchio.

			.Canzone..

		Che vergogna, sognar peccati,
		quale orrore, stare allupati!
		Foia  solo sangue che bolle
		appicciato da voglie sconce
		nutrite in cuore, fiamme alzate
		da smanie che soffiano, sempre pi alte.
		Ninfe, a gara e con durezza
		pinzatelo ben per la sua sconcezza;
	Pccalo, scttalo, giralo torno torno
	sinch luna, stelle e lumi si smorzino.

.Mentre cantano questa canzone, le fate punzecchiano Falstaff. Il dottor Caio entra da un lato e si porta via una fata in verde; Slender arriva dall'altro e rapisce una fata in bianco; e Fenton spunta e si cucca l'Annetta Page. Suoni di caccia nascon da dentro. Tutte le fate scappano via. Falstaff si toglie la testa di cervo e si solleva..

.Entrano Page, Ford, madonna Page e madonna Ford..

PAGE
	Ehi, non scappare! Io credo che stavolta
	t'abbiam beccato. E che, non c'eran altri
	che il cacciatore Erone, per farti da ruffiano?

MADONNA PAGE
	S, ve ne prego, basta berteggiare.
	Allora, caro Ser John, che ve ne pare
	delle mogli di Windsor? [.Indica le corna.]
				Marito, le vedete?
	Dite, che forse queste mezzelune
	non vanno meglio in bosco che in castello?

FORD
Allora, signore mio, chi l' il cornuto adesso? Messer Rivoletto, Falstaff  un gran gaglioffo, un brigante beccaccio; eccole qua le sue corna, messer Rivoletto; e inoltre, messer Rivoletto, di quanto appartiene a Ford egli non s' goduto che la sua cesta dei panni sporchi, il suo randello, e venti pesoni contanti, che andran ripagati a messer Rivoletto; i suoi cavalli son gi sequestrati per questo, messer Rivoletto.

MADONNA FORD
Ser John, c' andata maluccio: mai che si potesse convenire assieme. Ed io non vi vorr riprendere pi per amante ora, ma sempre io vi terr per il cervo mio.

FALSTAFF
Io incomincio a capire che m'avete pigliato per ciuco.

FORD
S ma anche per bue: qua son le prove, tutt'e due belle e ritte.

FALSTAFF
E codesti qua non sono fate? Io l'ho sospecciato tre o quattro volte, che codesti non erano fate; ma la culpa dell'animo mio, la sorpresa imprevista delle mie facult, menaron quel grossolano agguato drento una mia ferma fede, malgrado ch'ei si spaccasse li denti contr'ogni misura e ragione, che costoro erano fate. Vedete ora come un uomo di spirito pu straformarsi in un babuino, quando ei s'ingaggia male!

EVANS
Ser Cion Falstaff, ponetevi al servizio d'Iddio, lassate le prame vostre e le fate non vi daran pizzicotti.

FORD
Voi dite il vero, don Ughetto lo gnomo.

EVANS
E voi pure, vi preco, lassate stare le vostre geloserie.

FORD
Mai pi vo' diffidar di mia moglie, sinch voi non sarete capace di corteggiarla in buon inghilese.

FALSTAFF
Io mi chiedo, ho forse lasciato il cervello a seccarsi al sole, che gli  mancata materia per premunirsi contro s pacchiana soperchieria? O sono anch'io indemoniato da qualche caprone gallese? Dovr calzarmi in capo uno scuffiotto di flanella? Ei non mi resta che lasciarmi strozzare da un tocco di cacio tostato.

EVANS
Toh, il casio non esser puono per farne purro; l'addomine vostro l' tutto purro.

FALSTAFF
"Casio" e "purro"? Avr vissuto tant'anni per farmi pigliare pei fondelli da uno che fa frittelle dell'inglese? Questo l' gi sufficiente a segnare il guasto d'ogni lussuria e d'ogni notturna deambulazione per tutta la monarchia.

MADONNA PAGE
Andiamo ora, Ser John, ma davvero credete che il diavolo poteva farvi appetibile ai nostri occhi, anche a voler scacciare a fiaccacollo la virt dai nostri cuori, e a volere darsi all'inferno senza scrupolo alcuno?

FORD
Ma via, un salsiccione come voi? Una balla di capecchio?

MADONNA PAGE
Un uomo gonfiato?

PAGE
Vecchio, infreddato, cisposo, e d'una ventresca smisurata?

FORD
Ed uno maldicente come Satanasso?

PAGE
E morto di fame come Giobbe?

FORD
E assatanato come la moglie sua?

EVANS
E dato a fornicherie, e ad osterie, e al fino cotto, e al fino rozzo, e all'itromele, e a starsene a pere, e a ciurar forte, e a far pesci morti, e a scazzi e schiamazzi?

FALSTAFF
Bene, sono il vostro bersaglio: tenete il coltello pel manico. Io sono stracco. Non ce la f pi a controbattere questo bifolco gallese. Io son calato pi a fondo della pi fonda ignoranza. Fate di me quel che volete.

FORD
Corpo del diavolo, sere, vi meneremo a Windsor da un certo messer Rivoletto, dal quale voi avete tratto certa moneta e al quale volevate far da ruffiano. E io credo che rimborsargli sti quattrini vi dar una bile ben pi mordace dei guai che avete patiti.

PAGE
Ma ora, cavaliere, s col morale: verrai a bere un poncino da me dopo compieta, e allora vorr che tu ghigni dietro a mogliama che ora ti ghigna drieto. Le dirai che mastro Slender s' maritato sua figlia.

MADONNA PAGE [.A parte.]
Su questo v' dubbio tra i dottori. Se la mi' figlia  Annetta, a quest'ora  la moglie del dottor Caio.

.Entra Slender..

SLENDER
Ah, uh, uh, babbo Page!

PAGE
Figliolo, che cosa  nato? Che ti capita ora, figliolo? Hai tu spacciata la cosa?

SLENDER
Spacciata? Io vo' che la cosa si sappia tra i migliori lass nel paese mio! Senn che m'impicchino, l!

PAGE
Si sappia che cosa, figliolo?

SLENDER
Io venni laggi a Eton per sposarmi madonna Annetta, e lei non  che uno zuzzurellone forzuto. Se non era ch'io stavo in chiesa io l'arei sbattuto ben bene, o m'arebbe sbattuto lui. S'io non credessi che l'era l'Annetta ch'io non mi possa pi rizzare - e invece l'era un garzon di poste!

PAGE
Sull'anima mia, allora ti sei cuccato la fata sbagliata.

SLENDER
Or che occorre narrarmelo? Io lo credo davvero, dacch ho pigliato un moccioso per una mocciosa. E se me lo fussi sposato, per quanto ch'egli vestiva da femmina, io non lo arei voluto.

PAGE
Alle guagnle, codesto  il tuo cervello di gatta. O non t'avevo io spiegato come raccapezzare la figlia dal modo com'era vestuta?

SLENDER
Io sono ito da quella con l'abito bianco e le ho gridato "zitta! zitta!" e lei ha gridato "e mosca" come Annetta ed io s'era fissati; per non era l'Annetta, era un garzon di poste.

MADONNA PAGE
Mio caro Giorgio, non fartene fracido s: io sapevo dei vostri apparecchi, io ho voltato mia figlia in verde, e di fatto ell' col dottore in vicaria ora, e cost sposata.

.Entra Caio.

CAIO
Dove stare comare Rita? Vacca, m'han fatto fesso: io mi sono sposato un .garon., un garzonaccio, un .paysan., vacca boia; un maschiotto; lui non essere Annetta Page; sangue di vacca me han fotuto.

MADONNA PAGE
Ma come, non vi siete cuccata la fata verde?

CAIO
Esatto, la vacca boia! Ed  un racazzo. Vacca, io levare tutta quanta Windsor. [.Esce..]

FORD
Strano. Chi s' cuccata la vera Annetta?

PAGE
Ho un brutto presentimento: qua spunta mastro Fenton.
.Entrano Fenton e Anna Page..
Che vuol dire ci, mastro Fenton?

ANNA
	Perdono, padre mio; cara mamma, perdonami.

PAGE
E allora, madamigella, come mai non siete andata con mastro Slender?

MADONNA PAGE
	Come mai non se' ita col tuo dottore, figlia?

FENTON
	Cos me la soperchiate! Ecco la verit.
	Volevate sposarla assai miseramente,
	e senza che l'amore fusse assortito bene.
	Vero  che lei ed io, promessi a lungo,
	ora siamo sicuri che nulla pu separarci.
	La colpa che ha commessa  sacrosanta,
	ed il suo stratagemma perde il nome d'inganno
	o di disobbedienza, e non  irriverente,
	perch con esso ella evita e allontana
	mille ore esecrande e maledette
	che le nozze forzate le avrebbero accollato.

FORD
	Via, non restate muti e scorbacchiati:
	qua non c' pi rimedio. Sono gli stessi cieli
	che in amore governano ogni cosa:
	moneta compra terre, destino vende la sposa.

FALSTAFF
Ci provo gusto v'eravate ben piazzati per fare centro su me, ma vedo che la freccia vostra v' tornata nel codrione.

PAGE
	Ebbene, se non c' rimedio! Fenton, Dio ti dia gioia!
	Ci che non puoi schivar, meglio accettato.

FALSTAFF
	Ogni sorta di cervi, la notte, vien cacciata.

MADONNA PAGE
	Oi, basta coi mugugni. Mastro Fenton,
	Iddio vi mandi molte, molte giornate allegre!
	Marito mio, che ognuno sen vada a sbisacciarsi
	a casa sua, e rida di questo diporto
	accanto a un fuoco campagnolo, e voi,
	Ser John, assieme a tutti gli altri.

FORD
	E sia cos. - Ser John, con messer Rivoletto
	credo che ancor saprete mantener la parola:
	ch'ei dormir stanotte assieme alla sua sposa. .Escono..

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