EMILIO PRAGA.

TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA EZIO GALIANO.

Seraphina.

E morta. O affascinati adolescenti
che in agguato io vedea sulla sua porta
filar la tela delle voglie ardenti,
piangete meco: Serafina  morta.

Morta: l'amante dell'ultima notte
n'ebbe gli amplessi coll'odor del tifo,
e, uscendo all'alba, avea coll'ossa rotte
gli occhi di volutt pieni e di schifo.

Voi non credete che possan morire
le belle donne, o poveri fanciulli?
Ma gli  dono degli angeli svanire,
e l'infrangersi appunto  dei trastulli.

Non credete che il suo corpo divino
sia chiuso adesso fra quattro assicciuole?
I preti gli parlarono in latino
girando intorno colle negre stole.

Come due remi a un naufrago legati
le stan distese e immobili le braccia;
errano i vermi ciechi e spensierati
sul bianco seno e sulla bianca faccia.

E le cascan le palpebre in frantumi
come imposte di casa inabitata;
quella chioma di raggi e di profumi
l'hanno gli eredi a un creditor lasciata.

Cerchiam nei balli, e la vedremo ancora
la lunga chioma dalla negra tinta:
forse vi intreccia mammole a quest'ora
qualche belt nel gineco discinta.

da PENOMBRE.
