Menesseno
di Platone
Premessa di Alessandra Riminucci
Il Menesseno non  un vero e proprio dialogo tra Socrate e Menesseno;
fatta eccezione per le poche battute iniziali e finali tra i
due personaggi, il tema dell'opera  costituito da un lungo ed articolato
esempio di oratoria epidittica: un "lgos epitphios" ('commemorazione'
o 'discorso funebre').
L'orazione segue uno schema rigoroso che risponde alle regole
dei trattati di retorica e consta di due parti: elogio della citt di
Atene e dei suoi morti e consigli ai vivi.
Nel proemio (236d-237a) sono esposte le motivazioni del discorso
e illustrati sinteticamente i temi che verranno svolti nel corpo del
discorso (237a-246a). L'encomio tocca poi una serie di motivi
caratteristici dell'ideologia e della propaganda ateniese tra quinto 
e quarto secolo, sottolineando il primato culturale e politico della 
citt, la sua funzione civilizzatrice, il ruolo storico esercitato di
fronte al nemico esterno (i "barbari") e in ambito ellenico. Lo sviluppo 
dell'elogio segue questa articolazione: 1) la buona nascita (237a-e);
2) la crescita e l'educazione (237e-239a): a) l'Attica produce nutrimento
per l'uomo; b) l'Attica introduce gli di come maestri; c) la costituzione
degli Ateniesi  una aristocrazia con il consenso popolare; 3)le imprese 
militari degli Ateniesi contro i barbari in et mitica e 
storica (239a-241e): a) gli Ateniesi difendono i Greci contro Eumolpo
e le Amazzoni; b) conquiste di Ciro, Cambise, Dario; c) battaglia di
Maratona; d) battaglie di Salamina e dell'Artemisio; e) battaglia di
Platea; f) battaglia dell'Eurimedonte, spedizione contro Cipro e altri 
episodi delle guerre persiane; 4) le imprese militari degli Ateniesi
contro i Greci (241 e-246a): a) guerra della Beozia; b) guerra archidamica;
c) spedizione in Sicilia; d) guerra civile; e) guerra di Corinto; 
5) sezione parenetica (esortazioni e precetti: 246a-249d): a) esordio; 
b) esortazione ai figli; c) consolazione per i genitori; d) congedo; 
6) epilogo (249d-e).
A lungo si  dibattuto sull'autenticit del Menesseno, ma ora essa
 generalmente ammessa dagli specialisti.
Il luogo dell'incontro di Socrate e Menesseno non  precisato, ma
probabilmente si tratta di una via di Atene nelle vicinanze del
Buleuterio (la sede del Consiglio). Lo spunto per la discussione 
offerto dall'epitafio, l'annuale celebrazione dei caduti per la patria.
La data di composizione del dialogo dev'essere successiva al 387 a.C., 
l'anno della pace di Antalcida, alla quale il testo allude in 245e, ma 
non di molto: non vi sono infatti accenni diretti o indiretti
a eventi successivi a tale pace.
ALESSANDRA RIMINUCCI