TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

LUIGI PIRANDELLO.
DA NOVELLE PER UN ANNO: 
Rondone e Rondinella.

  Chi fosse Rondone e chi Rondinella n lo so io veramente, n
in quel paesello di montagna, dove ogni estate venivano a fare il
nido per tre mesi, lo sa nessuno.
  La signorina dell'ufficio postale giura di non essere riuscita in
tanti anni a cavare un suono umano, mettendo insieme i k, le h,
i w e tutti gli f del cognome di lui e del cognome di lei, nelle ra-
rissime lettere che ricevevano. Ma quand'anche la signorina del-
l'ufficio postale fosse riuscita a compitare quei due cognomi,
che se ne saprebbe di pi?
  Meglio cos, penso io. Meglio chiamarli Rondone e Rondinel-
la, come tutti li chiamavano in quel paesello di montagna: Ron-
done e Rondinella, non solo perch ritornavano ogni anno, d'e-
state, non si sa donde, al vecchio nido; non solo perch andava-
no, o meglio, svolavano irrequieti dalla mattina alla sera per
tutto il tempo che durava il loro soggiorno col; ma anche per
un'altra ragione un p meno poetica.
  Forse nessuno in quel paesello avrebbe mai pensato di chia-
marli cos, se quel signore straniero, il primo anno, non fosse
venuto con un lungo farsetto nero di saia, dalle code svolazzan-
ti, e in calzoni bianchi; e anche se, cercando una casetta appar-
tata per la villeggiatura, non avesse scelto la villetta del medico
e sindaco del paese, piccola piccola, come un nido di rondine,
su in cima al greppo detto della Basta, tra i castagni.
  Piccola piccola, quella villetta, e tanto grosso lui, quel signo-
re straniero! Oh, un pezzo d'omone sanguigno, con gli occhiali
d'oro e la barba nera, che gl'invadeva arruffata e prepotente le
guance, quasi fin sotto gli occhi, pur senza dargli alcun'aria fo-
sca o truce, perch gli spirava anzi da tutto il corpo vigoroso
una cordialit franca e ridente.
  Con la testa alta sul torace erculeo pareva fosse sempre sul
punto di lanciarsi, con impeto d'anima infantile, a qualche ri-
chiamo misterioso, lontano, che lui solo intendeva: o su in vetta
al monte, o gi nella valle sterminata, ora da una parte ora dal-
l'altra. Ne ritornava, sudato, infocato, anelante e sorridente, o
con una conchiglietta fossile in un pugno, o con un fiorellino in
bocca, come se proprio quella conchiglietta o quel fiorellino lo
avessero chiamato all'improvviso da miglia e miglia lontano, su
dal monte o gi dalla valle.
  E vedendolo andar cos, con quel farsetto nero e quei calzoni
bianchi, come non chiamarlo Rondone?

  La Rondinella era arrivata, il primo anno, circa quindici gior-
ni dopo di lui, quand'egli aveva gi trovato e apparecchiato il
nido lass, tra i castagni.
  Era arrivata improvvisamente, senza che egli ne sapesse nul-
la, e aveva molto stentato a far capire che cercava di quel signo-
re straniero, e voleva esser guidata alla casa di lui.
  Ogni anno la Rondinella arrivava due o tre giorni dopo, e
sempre cos, all'improvviso. Un anno solo, arriv un giorno
prima di lui. Il che dimostra chiaramente che tra loro non c'era
intesa, e che qualche grave ostacolo dovesse impedir loro d'aver
notizia l'uno dell'altra. Certo, come dai bolli postali su le lettere
si ricavava, abitavano nel loro paese in due citt diverse.
  Sorse sin da principio il sospetto ch'ella fosse maritata, e che
ogni anno, lasciata libera per tre mesi, venisse l a trovar l'a-
mante, a cui non poteva neanche dar l'annunzio del giorno pre-
ciso dell'arrivo. Ma come conciliare questi impedimenti e tanto
rigor di sorveglianza su lei con la libert intera, di cui ella poi
godeva nei tre mesi estivi in Italia?
  Forse i medici avevano detto al marito che la Rondinella ave-
va bisogno di sole; e il marito accordava ogni anno quei tre mesi
di vacanza, ignaro che la Rondinella, oltre che di sole, anzi pi
che di sole, andava in Italia a far cura d'amore.
  Era piccola e diafana, come fatta d'aria; con limpidi occhi
azzurri, ombreggiati da lunghissime ciglia: occhi timidi e quasi
sbigottiti, nel gracile visino. Pareva che un soffio la dovesse
portar via, o che, a toccarla appena appena, si dovesse spezza-
re. A immaginarla tra le braccia di quel pezzo d'omone impe-
tuoso, si provava quasi sgomento.
  Ma tra le braccia di quell'omone, che nella villetta lass l'at-
tendeva impaziente, con un fremito di belva intenerita, ella, cos
piccola e gracile, correva ogni anno a gettarsi felice, senza nes-
suna paura, non che di spezzarsi, ma neppur di farsi male un
pochino. Sapeva tutta la dolcezza di quella forza, tutta la legge-
rezza sicura e tenace di quell'impeto, e s'abbandonava a lui per-
dutamente.

  Ogni anno, per il paese, l'arrivo di Rondinella era una festa.
  Cos almeno credeva Rondinella.
  La festa, certo, era dentro di lei, e naturalmente la vedeva per
tutto, fuori. Ma s, come no? Tutte le vecchie casette, che il
tempo aveva vestite d'una sua particolar patina rugginosa, apri-
vano le finestre al suo arrivo, rideva l'acqua delle fontanelle, gli
uccelli parevano impazziti dalla gioia.
  Rondinella, certo, intendeva meglio i discorsi degli uccelli,
che quelli della gente del paese. Anzi questi non li intendeva af-
fatto. Quelli degli uccelli pareva proprio di s, perch sorrideva
tutta contenta e si voltava di qua e di l al cinguettio dei passeri
saltellanti tra i rami delle alte querce di scorta all'erto stradone,
che saliva da Orte al borgo montano.
  La vettura, carica di valige e di sacchetti, andava adagio, e il
vetturino non poteva fare a meno di voltarsi indietro di tratto in
tratto a sorridere alla piccola Rondinella, che ritornava al nido
come ogni anno, e a farle cenno con le mani, che lui gi c'era, il
suo Rondone: s, lass, da tre giorni; c'era, c'era.
  Rondinella alzava gli occhi al monte ancora lontano, su cui i
castagni, ove non batteva il sole, s'invaporavan d'azzurro, e
forzava gli occhi a scoprire lass lass il puntino roseo della vil-
letta.
  Non la scopriva ancora; ma ecco l il castello antico, ferri-
gno, che domina il borgo; ed ecco pi gi l'ospizio dei vecchi
mendicanti, che hanno accanto il cimitero, e stanno l come a
fare anticamera, in attesa che la signora morte li riceva.
  Appi del borgo, incombente su lo stradone serpeggiante, il
boschetto delle nere elci maestose dava a Rondinella, ogni volta
che vi passava sotto, un senso di freddo e quasi di sgomento.
Ma durava poco. Subito dopo, passato quel boschetto, si sco-
priva su la Basta la villetta.
  Come vivessero entrambi lass, nessuno sapeva veramente;
ma era facile immaginarlo. Una vecchia serva andava a far la
pulizia, ogni mattina, quand'essi scappavan via dal nido e si da-
vano a svolare, come portati da una gioia ebbra, di qua e di l,
instancabili, o su al monte, o gi nella valle, per le campagne,
per i paeselli vicini. C' chi dice d'aver veduto qualche volta Ron-
done regger su le braccia, come una bambina, la sua Rondinel-
la.
  Tutti nel paese sorridevano lieti nel vederli passare in quella
gioia viva d'amore, quando, stanchi delle lunghe corse, venivan
per i pasti alla trattoria. S'eran gi tutti abituati a vederli, e sen-
tivano che un'attrattiva, un godimento sarebbero mancati al
paese, se quel Rondone e quella Rondinella non fossero ritorna-
ti qualche estate al loro nido lass. Il medico non pensava ad af-
fittare ad altri la villetta, sicuro ormai, dopo tanti anni, che quei
due non sarebbero mancati.
  Sul finire del settembre, prima partiva lei; due o tre giorni do-
po partiva lui. Ma gli ultimi giorni avanti la partenza, non usci-
vano pi dal nido neppure per un momento. Si capiva che dove-
van prepararsi al distacco per tutt'un anno, tenersi stretti cos, a
lungo, prima di separarsi per tutt'un anno. Si sarebbero rivedu-
ti? Avrebbe potuto lei, cos piccola e gracile, resistere al gelo di
tanti mesi senza il fuoco di quell'amore, senza pi il sostegno
della grande forza di lui? Forse sarebbe morta, durante l'inver-
no; forse egli, l'estate ventura, ritornando al vecchio nido, l'a-
vrebbe attesa invano.
  L'estate veniva, il Rondone arrivava e aspettava con trepida-
zione uno, due, tre giorni; al terzo giorno ecco la Rondinella,
ma d anno in anno sempre pi gracile e diafana, con gli occhi
sempre pi timidi e sbigottiti.
  Finch, la settima estate...

  No, non manc lei. Lei venne, tardi. Manc lui; e fu dappri-
ma per tutto il paese una gran delusione.
  --Ma come, non viene? Non  ancora venuto? verr pi tar-

  Il medico, assediato da queste domande, si stringeva nelle
spalle. Che poteva saperne? Era dolente anche lui, che mancas-
se al paese il lieto spettacolo del Rondone e della Rondinella in-
namorati, ma era anche seccato pi d'un p, che la villetta gli
fosse rimasta sfitta.
  --A fidarsi...
  --Ma certo qualcosa gli sar accaduta.
  --Che sia morto?
  --O che sia morta lei, piuttosto?
  --O che il marito abbia scoperto...
  E tutti guardavano con pena la rosea villetta, il nido deserto,
su in cima alla Basta, tra i castagni.
  Pass il giugno, pass il luglio, stava per passare anche l'ago-
sto, quando all'improvviso corse per tutto il paese la notizia:
  --Arrivano! arrivano!
  --Insieme, tutti e due, Rondone e Rondinella?
  --Insieme, tutti e due!
  Corse il medico, corsero tutti quelli che stavan seduti nella
farmacia, e i villeggianti dal caff su la piazza; ma fu una nuova
delusione e pi grande della prima.
  Nella vettura, venuta su da Orte a passo a passo, c'era s la
Rondinella (c'era, per modo di dire!), ma accanto a lei non c'e-
ra mica il Rondone. Un altro c'era, un omacciotto biondo, dal-
la faccia quadra, placido e duro.
  Forse il marito. Ma no, che forse! Non poteva essere che il
marito, colui! La legalit, pareva, fatta persona. E, legalit, pa-
reva dicesse ogni sguardo degli occhi ovati dietro gli occhiali; le-
galit, ogni atto, ogni gesto; legalit, legalit, ogni passo, appe-
na egli smont dalla vettura e si fece innanzi al medico, che era
anche il sindaco, per pregarlo, in francese, se poteva di grazia
fargli avere una barella per trasportare una povera inferma, in-
capace di reggersi sulle gambe, a una certa villetta, sita--come
gli era stato detto--in un luogo...
--Ma s, lo so bene: la villetta  mia!
  --No, prego, signore: sita, mi  stato detto ed io ripeto, in un
luogo troppo alto, perch una vettura vi possa salire.
  Ah, gli occhi di Rondinella come chiaramente dicevano intan-
to dalla vettura, ch'ella moriva per quell'uomo composto e ri-
spettabile, che sapeva parlare cos esatto e compito! Essi soli,
quegli occhi, vivevano ancora, e non pi timidi ormai, ma lustri
dalla gioia d'aver potuto rivedere quei luoghi, e lustri anche
d'una certa malizietta nuova, insegnata loro (troppo tardi!) dal-
la morte ahim troppo vicina.
  Ridete, ridete tutti, ridete forte a coro, accanto a me, dice-
va quella malizietta dagli occhi a tutta la gente che guardava at-
torno alla vettura, costernata e quasi smarrita nella pena, ride-
te forte di quest'uomo composto e rispettabile, che sa parlare
cos esatto e compito! Egli mi fa morire, con la sua rispettabili-
t, con la sua quadrata esattezza scrupolosa! Ma non ve ne af-
fliggete, vi prego, poich ho potuto ottener la grazia di morir
qua; vendicatemi piuttosto ridendo forte di lui. Io ne posso ri-
der piano e ormai per poco e cos con gli occhi soltanto. Vedete
la vostra Rondinella come s' ridotta? Dacch volava, deve an-
dare in barella, ora, alla villetta lass.
  E il Rondone? il tuo Rondone? chiedevano ansiosi a quegli
occhi gli occhi della gente attorno alla vettura. Che ce n' del
tuo Rondone, che non  venuto? Non  venuto perch tu sei co-
s? O tu sei cos, perch egli  morto?
  Gli occhi di Rondinella forse intendevano queste domande
ansiose; ma le labbra non potevano rispondere. E gli occhi allo-
ra si chiudevano con pena.
  Con gli occhi chiusi, Rondinella pareva morta.
  Certo qualche cosa doveva essere accaduta; ma che cosa, nes-
suno lo sa. Supposizioni, se ne possono far tante, e si pu anche
facilmente inventare. Certo  questo: che Rondinella venne a
morir sola nella villetta lass; e di Rondone non si  saputo pi
nulla.
