Estratto alla Voce: PIO VII dall'enciclopedia Rizzoli-Larousse
PIO settimo (Gregorio Luigi Barnaba CHIARAMONTI) (Cesena 1740- Roma 1823),
papa (1800-1823). Di famiglia nobile (era figlio del conte Scipione e 
della marchesa Giovanna Ghini), fattosi benedettino, fu poi abate di 
San Callisto a Roma (1775), vescovo di Tivoli (1782), vescovo di Imola e 
cardinale (1785). Morto Pio sesto in cattivit a Valence (29 agosto 1799),
il Chiaramonti fu eletto papa il 14 marzo 1800 dopo un lungo e travagliato
conclave tenutosi a Venezia. Di carattere mite ma austero, Pio settimo 
si dimostr un pontefice fervente e consapevole dei suoi doveri. Fatto il
suo ingresso a Roma, sgomberata dalle truppe napoletane, il 3 luglio e
nominato segretario di Stato il capace cardinale E. Consalvi, il nuovo
papa affront subito il problema pi grave, quello dei rapporti della 
Santa Sede con la Francia, assai tesi dall'inizio della rivoluzione.
Nonostante le difficolt (opposizione anticlericale in Francia; opposizione 
di Luigi 18esimo, rappresentato a Roma dal Maury; problema della
Chiesa costituzionale; sentimenti gallicani di una parte del clero francese),
laboriosi negoziati portarono alla firma del concordato (notte dal 15 
al 16 luglio 1801) che, al di l delle concessioni fatte dalla Chiesa a 
Napoleone, ristabiliva provvisoriamente la pace religiosa in Francia.
Ma le frizioni con Napoleone (che pure Pio settimo si era recato a
incoronare imperatore a Parigi; 2 dicembre 1804) si fecero ben presto
nuovamente acute. Dopo gli Articoli organici, la cui promulgazione da parte
di Napotecne testimoniava la sua mai dismessa volont di realizzare la
subordinazione della Chiesa allo Stato, vennero infatti lo statuto del 
clero del Regno Italico (fissato d'autorit dal Bonaparte), l'occupazione
di Ancona (novembre 1805), l'assegnazione del regno di Napoli a Giuseppe
Bonaparte e la creazione dei principati di Benevento e Pontecorvo (con le
conseguenti dimissioni forzate del Consalvi, 1806) e il rifiuto del papa
di aderire al Blocco continentale (1806). Si arriv cos all'occupazione
di Roma da parte delle truppe del generale Miollis (2 febbraio 1808) e 
alla successiva annessione degli Stati Pontifici all'Impero francese 
(17 maggio 1809), alla quale Pio settimo rispose con la bolla Quum 
memoranda (10 giugno), che scomunicava coloro che avevano perpetrato
violenze contro la Santa Sede. Napoleone reag facendo arrestare il
pontefice, che venne rinchiuso nel palazzo vescovile di Savona. Isolato
dal resto del mondo, il papa rest per irriducibile, continuando a 
negare l'investitura canonica ai nuovi vescovi, finch nel giugno 1812 
fu trasferito a Fontainebleau dove il 25 gennaio 1813, stanco e malato,
fu costretto a firmare un concordato (detto appunto di Fontainebleau) di
ispirazione gallicana (prevedeva infatti l'istituzione canonica dei vescovi
a opera dei metropolitani qualora non fosse stata concessa dal papa entro
sei mesi), che si affrett per a sconfessare gi il 26 marzo.
La crisi e la caduta dell'Impero napoleonico posero termine al conflitto;
Pio settimo pot cos lasciare Fontainebleau (23 gennaio 1814)
e rientrare a Roma (24 maggio). Assistito dal Consalvi (richiamato alla
segreteria di Stato) il papa si dedic dal 1815 alla ricostruzione
degli Stati Pontifici, restituitigli pressoch integralmente dal congresso
di Vienna. Con il motu proprio del 6 luglio 1816 e con altri provvedimenti
vennero infatti date nuove basi all'amministrazione, fondate su un 
accentramento delle province di tipo napoleonico e sull'esclusione dei 
laici dalle cariche pubbliche. Nello stesso tempo venivano regolarizzate 
le relazioni della curia con gli Stati europei mediante la conclusione 
di concordati con il Piemonte (1817), le Due Sicilie (1818), 
la Prussia (1821), eccetera, mentre per quel che riguarda la Francia si
tornava al concordato del 1801. Pio settimo (che nell'agosto 1814 aveva 
ricostituito la Compagnia di Ges) diede infine nuovo impulso all'opera
missionaria riorganizzando la congregazione di Propaganda Fide e la
penetrazione cattolica nel Medio ed Estremo Oriente.
