                        LETTERA ENCICLICA
                       DEL SOMMO PONTEFICE
                           PIO  PP. IX
                           "QUI NUPER"
                 AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
                    PRIMATI ARCIVESCOVI VESCOVI
                       E AGLI ALTRI ORDINARI
                   AVENTI CON L'APOSTOLICA SEDE
                         PACE E COMUNIONE
                        VENERABILI FRATELLI
                  SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE
Quel moto di sedizione, che test scoppi in Italia contro i
legittimi Principi, anche nei paesi confinanti coi Domini
Pontifici, invase pure, come una fiamma di incendio, alcune delle
Nostre Province; le quali, commosse da quel funesto esempio e
spinte da esterni eccitamenti, si sottrassero dal paterno Nostro
reggimento, cercando anzi, collo sforzo di pochi, di sottoporsi a
quell'Italiano Governo, che in questi ultimi anni fu avverso alla
Chiesa ed ai legittimi suoi diritti ed ai sacri Ministeri. Or
mentre Noi riproviamo e lamentiamo questi atti di ribellione, coi
quali una sola parte del popolo in quelle turbate province s
ingiustamente risponde alle paterne Nostre cure e sollecitudini;
e mentre apertamente dichiariamo essere a questa Santa Sede
necessario il civile principato, perch senza alcun impedimento
possa esercitare, a bene della Religione, la sacra sua potest
(il quale civil principato si sforzano di strapparle i
perversissimi nemici della Chiesa di Cristo); a voi, Venerabili
Fratelli, in s gran turbine di avvenimenti indirizziamo la
presente lettera, per dare qualche sollievo al Nostro dolore. E
in questa occasione anche vi esortiamo che, secondo la provata
vostra piet, e l'esimia vostra sollecitudine per l'Apostolica
Sede e la sua libert, procuriate di compiere quello, che
leggiamo aver gi prescritto Mos ad Aronne, supremo Pontefice
degli Ebrei (Num. XVI, 46): "Prendi il turibolo e mettivi del
fuoco dall'altare e va' all'adunanza del popolo, e fa' espiazione
per loro perch una grave ira s'avanza dinanzi al Signore: la
piaga  cominciata ".
E parimenti vi esortiamo a pregare, come gi quei santi fratelli
Mos ed Aronne, i quali "gettatisi faccia a terra dissero: O Dio
degli spiriti d'ogni carne, quest'uomo solo avendo peccato, ti
adireresti tu contro tutta la radunanza?" (Num. XVI, 22). A
questo fine, Venerabili fratelli, vi scriviamo la presente
lettera; dalla quale prendiamo non lieve consolazione, giacch
confidiamo che voi risponderete abbondantemente ai Nostri
desideri e alle Nostre cure.
Del resto, Noi dichiariamo apertamente che, vestiti della virt
che discende dall'alto, la quale Dio, supplicato dalle preghiere
dei fedeli, conceder alla infermit Nostra, soffriremo qualunque
pericolo e qualunque acerbit, piuttosto che abbandonare in
veruna parte l'Apostolico dovere e permettere qualunque cosa
contraria alla santit del giuramento, con cui Ci siamo legati,
quando, Dio cos volente, salimmo bench immeritevoli sopra
questa suprema Sede del Principe degli Apostoli, rocca e baluardo
della Fede Cattolica. Ed augurandovi, Venerabili Fratelli, ogni
allegrezza e felicit nel compiere il vostro dovere pastorale,
con ogni affetto impartiamo a voi e al vostro gregge l'Apostolica
Benedizione.
Dato a Roma, presso San Pietro, il d 18 Giugno dell'anno 1859,
del Nostro Pontificato il XIV.
PIO PP. IX
