//://Voi che ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva il core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel che io sono,

del vario stile in che io piango et ragiono
fra le vane speranze e il van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar piet, nonch perdono.

Ma ben veggio or s come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me mesdesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna  il frutto,
e il pentersi, e il conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo  breve sogno.