//://Amor, se vuo' che iotorni al giogo anticho,
come par che tu mostri, un'altra prova
meravigliosa et nova,
per domar me, conventi vincer pria.
Il mio amato tesoro in terra trova,
che m'S nascosto, ond'io son s mendico,
e il cor saggio pudico,
ove suol albergar la vita mia;
et s'egli S ver che tua potentia sia
nel ciel s grande come si ragiona,
et ne l'abisso (perch, qui fra noi
quel che tu val' et puoi,
credo che il sente ogni gentil persona),
ritogli a Morte quel che ella n'... tolto,
et ripon' le tue insegne nel bel volto.

Riponi entro il bel viso il vivo lume
che era mia scorta, et la soave fiamma
che anchor, lasso, m'infiamma
essendo spenta: or che fea dunque ardendo?
E' non si vide mai cervo n, damma
con tal desio cercar fonte n, fiume,
qual io il dolce costume
onde  gi... molto amaro; et pi n'attendo,
se ben me stesso et mia vaghezza intendo,
che mi fa vaneggiar sol del pensero,
et gire in parte ove la strada manca,
et co la mente stanca
cosa seguir che mai giugner non spero.
Or al tuo richiamar venir non degno,
ch, segnoria non ...i fuor del tuo regno.

Fammi sentir de quell'aura gentile
di for, s come dentro anchor si sente;
la qual era possente,
cantando, d'acquetar li sdegni et l'ire,
di serenar la tempestosa mente
et sgombrar d'ogni nebbia oscura et vile,
ed alzava il mio stile
sovra di s,, dove or non poria gire.
Aguaglia la speranza col desire;
et poi che l'alma S in sua ragion pi forte,
rendi agli occhi, agli orecchi il proprio obgetto,
senza qual imperfetto
S lor oprare, e il mio vivere S morte.
Indarno or sovra me tua forza adopre,
mentre il mio primo amor terra ricopre.

Fa che io riveggia il bel guardo, che un sole
fu sopra il ghiaccio ond'io solea gir carco;
fa' che io ti trovi al varco,
onde senza tornar pass il mio core;
prendi i dorati strali, et prendi l'arco,
et facciamisi udir, s come sle,
col suon de le parole
ne le quali io imparai che cosa S amore;
movi la lingua, ov'erano a tutt'ore
disposti gli ami ov'io fui preso, et l',sca
che io bramo sempre; e i tuoi lacci nascondi
fra i capei crespi et biondi,
ch, il mio voler altrove non s'invesca;
spargi co le tue man' le chiome al vento,
ivi mi lega, et puo' mi far contento.

Dal laccio d'r non sia mai chi me scioglia,
negletto ad arte, e 'nnanellato et hirto,
n, de l'ardente spirto
de la sua vista dolcemente acerba,
la qual d et notte pi- che lauro o mirto
tenea in me verde l'amorosa voglia,
quando si veste et spoglia
di fronde il bosco, et la campagna d'erba.
Ma poi che Morte S stata s superba
che spezz il nodo ond'io temea scampare,
n, trovar p"i, quantunque gira il mondo,
di che ordischi il secondo,
che giova, Amor, tuoi ingegni ritentare?
Passata S la stagion, perduto ...i l'arme,
di che io tremava: ormai che puoi tu farme?

L'arme tue furon gli occhi, onde l'accese
saette uscivan d'invisibil foco,
et ragion temean poco,
ch, 'ncontra il ciel non val difesa humana;
il pensar e il tacer, il riso e il gioco,
l'abito honesto e il ragionar cortese,
le parole che 'ntese
avrian fatto gentil d'alma villana,
l'angelica sembianza, humile et piana,
che or quinci or quindi udia tanto lodarsi;
e il sedere et lo star, che spesso altrui
poser in dubbio a cui
devesse il pregio di pi laude darsi.
Con quest'arme vincevi ogni cor duro:
or se' tu disarmato; io son securo.

Gli animi che al tuo regno il cielo inchina
leghi ora in uno et ora in altro modo;
ma me sol ad un nodo
legar poti, ch, il ciel di pi non volse.
Quel'uno S rotto; e 'n libert... non godo
ma piango et grido: "Ahi nobil pellegrina,
qual sententia divina
me leg inanzi, et te prima disciolse?
Dio, che s tosto al mondo ti ritolse,
ne mostr tanta et s alta virtute
solo per infiammar nostro desio".
Certo ormai non tem'io,
Amor, de la tua man nove ferute;
indarno tendi l'arco, a voito scocchi;
sua virt cadde al chiuder de' begli occhi.

Morte m'... sciolto, Amor, d'ogni tua legge:
quella che fu mia donna al ciel S gita,
lasciando trista et libera mia vita.


