//://Se col cieco desir che il cor distrugge
contando l'ore no m'inganno io stesso,
ora mentre che io parlo il tempo fugge
che a me fu inseme et a merc promesso.

Qual ombra  s crudel che il seme adugge,
che al disato frutto era s presso?
et dentro dal mio ovil qual fera rugge?
tra la spiga et la man qual muro  messo?

Lasso, nol so; ma s conosco io bene
che per far pi dogliosa la mia vita
amor m'addusse in s gioiosa spene.

Et or di quel che io  lecto mi sovene,
che 'nanzi al d de l'ultima partita
huom beato chiamar non si convene.


