//://Quanto pi disose l'ali spando
verso di voi, o dolce schiera amica,
tanto Fortuna con pi visco intrica
il mio volare, et gir mi face errando.

Il cor che mal suo grado a torno mando,
 con voi sempre in quella valle aprica,
ove il mar nostro pi la terra implica;
l'altrier da lui partimmi lagrimando.

Io da man manca, e' tenne il camin dritto;
io tratto a forza, et e' d'Amore scorto;
egli in Ierusalem, et io in Egipto.

Ma sofferenza  nel dolor conforto;
ch per lungo uso, gi fra noi prescripto,
il nostro esser insieme  raro et corto.


