//://Poi che il camin m' chiuso di Mercede,
per desperata via son dilungato
da gli occhi ov'era, io non so per qual fato,
riposto il guidardon d'ogni mia fede.

Pasco il cor di sospir', che altro non chiede,
e di lagrime vivo a pianger nato:
n di ci duolmi, perch in tale stato
 dolce il pianto pi che altri non crede.

Et sol ad una imagine m'attegno,
che fe' non Zeusi, o Prasitele, o Fidia,
ma miglior mastro, et di pi alto ingegno.

Qual Scithia m'assicura, o qual Numidia,
s'anchor non satia del mio exsilio indegno,
cos nascosto mi ritrova Invidia?


