//://La guancia che fu gi piangendo stancha
riposate su l'un, signor mio caro,
et siate ormai di voi stesso pi avaro
a quel crudel che ' suoi seguaci imbiancha.

Coll'altro richiudete da man mancha
la strada a' messi suoi che indi passaro,
mostrandovi un d'agosto et di genaro,
perche a la lunga via tempo ne mancha.

E col terzo bevete un suco d'erba
che purghe ogni pensier che il cor afflige,
dolce a la fine, et nel principio acerba.

Me riponete ove il piacer si serba,
tal che io non tema del nocchier di Stige,
se la preghiera mia non  superba.


