//://L'aere gravato, et l'importuna nebbia
compressa intorno da rabbiosi vnti
tosto conven che si converta in pioggia;
et gi son quasi di cristallo i fiumi,
e 'n vece de l'erbetta per le valli
non se ved'altro che pruine et ghiaccio.

Et io nel cor via pi freddo che ghiaccio
 di gravi pensier' tal una nebbia,
qual si leva talor di queste valli,
serrate incontra agli amorosi vnti,
et circundate di stagnanti fiumi,
quando cade dal ciel pi lenta pioggia.

In picciol tempo passa ogni gran pioggia,
e il caldo fa sparir le nevi e il ghiaccio,
di che vanno superbi in vista i fiumi;
n mai nascose il ciel s folta nebbia
che sopragiunta dal furor d'i vnti
non fugisse dai poggi et da le valli.

Ma, lasso, a me non val fiorir de valli,
anzi piango al sereno et a la pioggia
et a' gelati et a' soavi vnti:
che allor fia un d madonna senza il ghiaccio
dentro, et di for senza l'usata nebbia,
che io vedr secco il mare, e' laghi, e i fiumi.

Mentre che al mar descenderanno i fiumi
et le fiere ameranno ombrose valli,
fia dinanzi a' begli occhi quella nebbia
che fa nascer d'i miei continua pioggia,
et nel bel petto l'indurato ghiaccio
che tr del mio s dolorosi vnti.

Ben debbo io perdonare a tutti vnti,
per amor d'un che 'n mezzo di duo fiumi
mi chiuse tra il bel verde e il dolce ghiaccio,
tal che io depinsi poi per mille valli
l'ombra ov'io fui, ch n calor n pioggia
n suon curava di spezzata nebbia.

Ma non fuggo gi mai nebbia per vnti,
come quel d, n mai fiumi per pioggia,
n ghiaccio quando il sole apre le valli.


