//://Chi  fermato di menar sua vita
su per l'onde fallaci et per gli scogli
scevro da morte con un picciol legno,
non p molto lontan esser dal fine:
per sarrebbe da ritrarsi in porto
mentre al governo anchor crede la vela.

L'aura soave a cui governo et vela
commisi entrando a l'amorosa vita
et sperando venire a miglior porto,
poi mi condusse in pi di mille scogli;
et le cagion' del mio doglioso fine
non pur d'intorno avea, ma dentro al legno.

Chiuso gran tempo in questo cieco legno
errai, senza levar occhio a la vela
che anzi al mio d mi trasportava al fine;
poi piacque a lui che mi produsse in vita
chiamarme tanto indietro da li scogli
che almen da lunge m'apparisse il porto.

Come lume di notte in alcun porto
vide mai d'alto mar nave n legno
se non gliel tolse o tempestate o scogli,
cos di su da la gomfiata vela
vid'io le 'nsegne di quell'altra vita,
et allor sospirai verso il mio fine.

Non perche io sia securo anchor del fine:
ch volendo col giorno esser a porto
 gran vaggio in cos poca vita;
poi temo, ch mi veggio in fraile legno,
et pi che non vorrei piena la vela
del vento che mi pinse in questi scogli.

S'io esca vivo de' dubbiosi scogli,
et arrive il mio exilio ad un bel fine,
che io sarei vago di voltar la vela,
et l'anchore gittar in qualche porto!
Se non che io ardo come acceso legno,
s m' duro a lassar l'usata vita.

Signor de la mia fine et de la vita,
prima che io fiacchi il legno tra gli scogli
drizza a buon porto l'affannata vela.


